All language subtitles for 1975 - Le Dolci Zie (The Sweet Aunts)

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Original subtitles

un po' di gecolite, come mai?

E in getta Pasqualà? Allora porta la Roma a Pasqualà, no? Un qualche

E lì almeno si ingrazzano.

Arrivederci, arriviamo a Nongariola.

Nonno! Eh, cosa c 'è? Non potresti fermarti.

Perché?

Devo fare quattro passi, solo quattro passi, torno subito.

Va bene!

Quando deve pisare dice che va a fare quattro passi. Allora quando deve cagare

cosa dirà? Che fa il chilometro lanciato?

Proprio un bel tipo, sasto Panocia, grande, grosso come un cavallo, ancora

vergogna di queste cose.

Poverino, forse si vergognava perché ci stavo io. E così ha detto che andava a

fare quattro passi, no?

Poteva dire quattro pisi.

Ciao, Panocia!

Cosa? Come ti chiami tu?

Libero, lo sai?

Ecco, bravo, cerca di essere libero allora.

Spanderà! Si dice pissar.

Ho pissato, nonno.

Ecco, bravo. Vieni qua, vieni.

Che può pissar per noi uomini, non c 'è mica da vergognarsi.

E' una cosa fatta tutta a mano.

Vedi, veramente non ho sete.

Oh, aspettatemi, le sto facendo quattro passi.

E' brava, quattro passi anche a te. Tu ti va e vieni oggi.

E questo si è fatto coi piedi. E fa sangue, sa?

Oh, bravo.

Tappa adesso, tappa.

Andiamo.

Dove vai?

Larga il posto alle signore e mettiti i guanti.

Manuela, nel carrozzino, che adesso sei più leggera.

l 'ingresso è gratuito.

E poi cosa sarebbe questa cosa che io non avrei?

L 'umiltà, caro Don Fiorello, perché venivo proprio da voi.

Tu, da me?

Sicuro, io, per una messa in suffragio di un 'anima santa.

Ah, se per questo fa sempre piacere vedere una pecorella smarrita tornare

ville. E chi sarebbe quest 'anima benedetta?

Giuseppe Stalin.

e mi cantate anche in te profondi se in queste cose non faccio economia. Aiuto,

ci canto il De Mortacis, ci canto!

Brutto figlio di una min... Mamma, mamma, mamma. La colpa è mia, Maximo.

parlando della sua mamma.

Libero, ciao!

Fermo che arriva le cornacchie.

Liberino!

Dio, come ti hanno ridotto.

Don Fiorello?

Niente! Mettilo giù! Non toccare questo...

Guarda chi parla di appassite! Una, due, tre!

Sono arrivati le grazie!

Grazie, grazie, grazie al cielo! Maleducato!

E tu chiudi questa boccaccia, se no ti stronco con queste mani! Stronco sarai

perché guarda che io... Sì, per quanto! Vieni qui tu!

E piantala di fare la cretina! Tu piuttosto! Non ti vergogni di come hai

questo povero ragazzo?

Sembra il figlio di nessuno, lo vedi? Ma va via, zingaro!

Libero sta benissimo.

E sano e robusto. E voi se sbate le bale, capito?

Ateo, caffone, lurido bifolco.

Questa è l 'educazione che vuoi dare a questa povera anima innocente? Che cos

'ha in mano? Un fiasco di vino? Oh, la losso! Oddio, l 'hanno alcolizzato. Ma

che il vino fa bene, oh!

Domanda a Don Fiorello che se tu ci ammesso un litro farò di mezza. Oh,

mi hai proprio rotto i cosa?

Voglio dire, mi hai rotto i timpani.

Porca tro... Io dammi la forza.

Dammi la forza. Lasci perdere, non fiorello. Ci pensiamo noi a questo

della società. Della società, giusto. Non ha diritto di prendersi il figlio di

nostra sorella. È figlio di mio figlio e libero deve crescere così com 'è nato.

Libero. De nome e de fatto.

Deve vivere il più lontano possibile dalle sottane di tre zitelle. Vece e

begine, come vuoi.

Basta! Io non ti permetto, sai. Cosa non permetti? Di dire queste cose.

D 'accordo. Ma

ricordati che hai le ore contate. Contate.

Libero sarà nostro.

Nostro. Ci puoi giurare. Ciao, caro.

Ne volete una che vuoi, Don Fiorello?

Un giorno è arrivata la buon coltino.

Un casino.

Beh, insomma, mi hanno rimandato qui col foglio di via.

E piega la testa.

Lo sai come sono fatti in paese, no?

Neanche in faccia mi guardavano.

L 'unico che mi ha aiutato è stato tuo nome. Per questo gli voglio bene, a quel

vecchiaccio.

Se lo merita proprio.

Ehi, cos 'è sta carta?

Ehi, dico a te.

Ma, dico, questi giornali leggi? Oh, sta roba fa solo scaldare la testa, sa? Oh,

guarda, tutte donne nude.

E in tutte le posizioni anche.

Ai miei tempi si fotteva altro che leggere giornaletti illustrati.

Non mi piace niente questa carta, ma proprio niente, niente di niente.

Ma cosa vuoi che sia un tocco di carta?

Di fronte alla maestà del creato, tira sulla testa e guarda!

I raggi del sole illuminano il regalo più bello che è stato fatto all 'uomo.

Cosa c 'è di più commovente a sto mondo che quel delicato color de rosa che

spunta fuori dal scuro della notte e ti fa sognare un giorno di felicità.

E ti fa venire il fatto.

Vengo a te, signore, con cuore puro e colmo d 'amore. Ma remengo!

Signore, ti tengo.

Perdona. Marramengo di nuovo qua puntuali come la morte.

Manuela, Manuela, vieni con me, vieni.

Ma niente

paura, prego.

Reverendissimi padri, venite avanti.

Buongiorno, vorrei un metro di fettuccia nera.

Buongiorno.

Anche se la mia mamma ha detto che con lei non devo parlare, io la servo lo

stesso.

La tua mammina si offende se prendo anche due sigarette di filo?

Scusi, il metro di fettuccia le serve per fare il fiocchetto nero a quel

povero orfanello che vi tenete in casa?

Sì.

Penso proprio che tu abbia indovinato.

Invece il filo mi serve per legare la lingua alle stronzette come te, perciò

dammelo robusto, eh? Sono 400 lire. Se vuole le faccio lo sconto.

La tua mammina ha ragione.

Ci stai bene in una merceria, sei un bell 'articolo. Buongiorno. Ciao.

Si sta facendo grande.

Sedici.

Nonno.

Diciassette. Mi pare che sia arrivato il tempo suo.

Diciotto. Mi pare anche a me, il galocchio che ingravida. È vero, me ne

accorta anch 'io.

Dicianove. Certe volte mugisce forte.

Può anche darsi. Venti.

Ma come può anche darsi? È la sua stagione.

Trentuno. E diventa cattivo, sa.

E allora bisogna segargli le corna.

A libero.

Ma che libero, stavo parlando del toro.

23, 24, 25.

Ehi, è successo qualche cosa al libero? No, niente.

Ma quanti anni c 'è al libero?

Ma quando è nato non avevo... Non so, suo padre aveva... Non lo so, credo che

sia un ragazzo.

Mica tanto.

Per me è un uomo.

Allora, cosa vuol dire?

Che ieri alla stalla mi guardavo con certi occhi.

E poi anche quando sono passati i pretini e... Insomma, io credo che...

aspetta, ho capito.

Candepanocia. È arrapato, eccola.

Per forza si chiama libero, come suo nonno.

Buon sangue quello, eh? Sangue da vino.

Elga, la terza gamba che cammina sempre.

Nonno.

Beh, domani che spiegarò mi.

Perché bisogna spiegarle tutto ai ragazzi, tutto.

E spiegarle con delicatezza.

E si rifischia.

Questo è il macchio d 'oro, no?

Allora, tu lo sai vero che l 'uomo e la donna...

Panocia, lo sai o non lo sai?

Bu... Ah, eh sì.

Dunque, allora... Anita Garibaldi!

Bella vacona questa, bella piena!

Piena di latte!

Dico, non sarei mica rimasto alla cicogna o al cavolo?

No. Ah, che ben! Ah, che ben!

Allora... Dunque, senti... Vuoi fumare?

Non ho mai fumato.

No?

No.

Senti...

Diego, qua che sei la donna e qua che sei l 'uomo.

Hai capito?

No.

Diego, arriva.

Adesso facciamo una bella chiacchierata fra uomini.

Siedi, siedi.

Aspetta un momento, beviamo.

Oh,

allora, l 'uomo e la donna.

Tu che dico, che l 'uomo?

Dai, su, muoviti.

Che fai lì?

Dai.

Porca sassa boia.

L 'uomo e la donna si attaccano.

Dice bene il nome.

Ma dove si attaccano?

Che si attaccassero qui.

Ma che fai?

O te faccio vedere io come si trattano le signore. Ah, sì. Vediamo che sai

E' il più forte del collegio. Il più forte?

Tiè.

ricotta

Mettila. Ecco, siete tutti testimoni. Siamo arrivati alla lussuria. Che

spettacolo. Siete arrivati a casa mia. Via di qua.

Via di qua, ho detto.

Sanguinario. Stappiamo, stappiamo.

O mi sparo un quarto di chilo di balini per ogni culo.

Aspetta un momento, Libero. Tu non scarichi niente addosso a nessuno. Con

parlo. Se mi hai vinto a scopa imbrogliando, dai la forza, la forza

Guarda. Guardi com 'è ridotta quell 'anima innocente, travolto dal vizio e

violenza.

Arrivo!

Il fucile!

Mi sento male!

Ma non è il momento adesso!

Ehi, Befana, lo sai che sei proprio brutta! Sei ubriaco! Sì, ma mi domani mi

passa! E adesso, fuori da casa mia!

Cornacchie! E a tutti i benevoli, in piedi! Forza pubblica, in piedi! Ma

cosa succede qui? Adesso ti sistemo io, brutta senza Dio! Ma state calmi, porca

miseria! Non c 'è bisogno di fare tanto chiasso. Parla come che ti mani. Non si

dice chiasso, si dice casino.

Che c 'è anche il limone.

Basta quello che dici, qui c 'è anche il maresciallo. Brigadiere, le cose si

possono risolvere in pace, da gentiluomino.

Figuriamoci. Vieni a parlarne in chiesa. Va deretro, merlo.

Va deretro, merlo. Lo posso fuggire? Va deretro, salta merlo.

Opla, opla, opla.

Dio mio, Dio mio. E va bene, la cosa si può sistemare.

Ma le befane vanno via! E io faccio il fucile.

Levatelo dalla testa. E io lo tiro su.

Non puoi farci niente. Qui c 'è una sentenza del tribunale. Il ragazzo è

affidato a loro.

Cosa? Sì, a noi.

Hai capito benissimo, mio caro. Ti dico che Libero, l 'ha deciso il tribunale

dei minori, ormai fa parte dell 'onorata famiglia Chiappalà.

Ma che sassa voglia! Adesso basta!

Ho l 'ordine di far eseguire la sentenza e la farò eseguire. E chi?

Forza pubblica, non farai mica un altro imbroglio di carta, eh?

Mi volete portare via il mio ragazzo, il sangue del mio sangue, con un tocco di

carta dal tribunale?

Ma io vi copo, tutti quanti vi copo! Ma che sta succedendo?

Il nonno si sta mettendo nei guai. Le cornacchie, le beffane, i preti e anche

forza pubblica!

Rimanzati quello che hai detto e tu fammelo rimangiare!

Liberore! Non lo toccate!

Nonno!

Lascia stare, fallo perdere. Andiamo libero, andiamo. Benedetta, andiamo

noi. Oh, sei qui.

Panocio.

Non ti sarà più libero, sa.

Buongiorno.

Buongiorno. Arrivederla per capire.

Pornacchie, solele chiapalà.

Avete voluto la...

Calma tu, che ti viene un attacco. Sì, ma ti merda!

Oddio, oddio, oh signore, oh signore, cazzo!

Signore, aiutami!

Oddio, oddio, oh signore! Che malattia! Signore, te ne aiuta?

Mieta tu, è satanasso!

Adesso ci prendiamo un bel caffè.

Un altro po' di torta, eh?

No, no, grazie. Ma dai, è buona!

Mangia, mangia, dai. Ma non insistere, Nini!

Lo farà scoppiare.

Povero ragazzo, bisogna andare per gradi. Dio solo sa quanto deve aver

in quello orribile etocurio. Però che bello occuparsi di qualcuno.

Soprattutto di un uomo.

È quello che la nostra povera sorella avrebbe voluto.

Un dovere, un santo dovere.

Da domani ci dedicheremo a lui. Oh sì, solamente... All 'educazione morale.

Deve guardare ogni cosa nella giusta prospettiva. Gli apriremo nuovi

E poi, no, non voglio che vada in giro con questi stracci.

Gli cucirò un abito nuovo.

Sì, un po' attillato.

E gli cambieremo nome. Non voglio che in questa casa si usino appellativi

anarchici o peggiori.

Lo chiameremo Rino, d 'accordo? Sì, sì, Rino, d 'accordo. Che idea!

Il nonno non lo deve più vedere.

Lo conoscono tutti. E lui poi è un anarchico, figura.

Quella brutta pellaccia. Ma mai, mai più a Roma figurati. Povero ragazzo.

Forchetta. Un nome che comincia per F.

Allora, Fifi.

Fidel Castro.

No, c 'ha la barba.

Figaro. Non può essere.

Fi, fi, fi.

Fiorella.

Adesso a letto. La giornata è stata abbastanza faticosa per tutti.

Bello della zia. Caro, caro.

Ecco, Rino, questa è la tua stanza. Spero sia di tuo gradimento.

È molto bella.

Ecco il pigiama.

Ti aiuto io.

Uno, due...

Ti tolgo

le scarpe, eh?

Picciamino. Ma dai, benedetta, sa fare da solo, lascialo stare, su.

Andiamo. Buonanotte.

Buonanotte. Buonanotte. Ciao, caro.

Buonanotte. Dai.

Poverino.

Buonanotte.

Eric, scalza, sì, come una piccola selvaggia. Come vuoi tu, sì.

Come sei

bello.

Eric, Eric, rostami.

Domani, sì.

Il nonno!

Porco Giuda.

Porco Giuda. E mo chi riparte adesso?

Porco miserio.

Fermo, non ti muovere.

Dunque vediamo.

Maniche 62.

Vedrai, la tua zietta ti cucirà un vestito con i fiocchi.

Sembrerai un principe.

Sulle braccia, non ho finito.

Ti piacerebbe essere un principe?

I principi sono belli, alti e biondi. Io una volta ne ho visto uno su un

giornale, era basso e rachitico.

Allora non era sicuramente un principe.

Allora, petto 93 e vita 78.

E adesso i pantaloni.

Allarga le gambe.

La lunghezza... Ecco qua.

Circa 102 centimetri. Adesso il cavallo.

Cavallo?

74.

Più 4.

Perché più 4?

Beh, per il coso.

Per... Per il fastidio, insomma.

A me non dà fastidio per niente.

Si dice così? Non lo sapevi?

Il nonno lo chiama in un altro modo.

Tuo nonno è un vero sporcacione.

E come lo chiama?

Uccello. Non ho capito.

Come? Uccello.

Ciocchezze, mica vola.

Un momento, forse mi sono sbagliata. Voglio controllare le misure.

Questo per la lunghezza.

Magari un po' di più.

Ecco, così batta. Non volerà, ma alzare si alza.

Che hai detto?

Niente, posso andare, zia.

Certo, caro. Vai pure.

Sì, grazie, sì.

Bravo, Rino.

Che bel faccino che hai.

Un giorno o l 'altro ti faccio un busto, vuoi? Perché no?

C 'è qualcuno che suona, vuoi pensarci tu? Io mi metto in ordine e vengo.

E muoviti.

Arrivo.

Fatta venirmi ad aprire, a momenti ci facevo la muffa qui fuori.

C 'è Nini?

È occupato un momento, ha detto che viene subito.

Io... già ecco, io sono libero. Non si direbbe. Voglio dire che mi chiamo

Libero, anzi no, Rino, adesso mi chiamo Rino.

Dovresti deciderti, ha la tua età.

Lascia perdere, lo so benissimo chi sei. Come fai a saperlo? Lo sanno tutti qui

in paese. Ti hanno salvato da un possibile scompenso psicofisico

che ? Deviazionismo da sviluppo.

Hai problemi sessuali ? Beh, io... Ecco, ma che vuol dire ?

Retenzione da masturbazione e complesso edipico.

Sei scemo per caso ? No, ma... Volevo dire... Anna, ti vuoi muovere ?

La musica non può aspettare te.

Oggi proveremo a eseguire brani di Boccherini e Segovia in silenzio e con

leggera.

Ehi, libero! Banocia!

Nonno!

Buono, buono!

Se le cornacchie mi sentono, sono capaci di molare i cani e anche i gatti.

Allora, ti ho portato un po' di cacciotta fresca.

Caro mio, a taglieri. Senti, guarda.

Ecco qua.

Oh, è un fiasco di quel che fischia.

No, non sei in gamba. Sta giù, che ti vedono le cornacchie.

Caccia qua.

Questo è per te.

Eccola, bravo.

E questo pane è per me.

Eh, creò la terra.

Uffa, che caldo!

Perdonami signora, ma se il caldo lo creavi d 'inverno, non era bene.

E questo che ci fa qui?

Allora, come vanno le cose là? Mica tanto male, domani mi portano alla

Ah, sì?

Però con te era diverso, non mi annoiavo.

Eh, forse.

Ti trattano bene?

Anche troppo, mi stanno addosso tutto il giorno.

Davvero?

Eh, sì, non mi mollano mai.

Racconta, racconta, ti toccano?

Sì.

No, non lo so.

Però sono strane, eh? Dai sotto!

Che vuoi dire?

Stuzzica, spisica, ascolta tuo nono!

Che queste cose si intende, sa?

Quelle sono false puritane e pure puttane perché sotto sotto sbavano per

maschio. Capito?

La verità è che Fiorella non l 'ha voluta a nessuno. E le altre due finché

quella non si sposa, fischiano.

Capito? E devono rispettare la precedenza.

Ah, ecco, adesso ho capito.

Aspetta un momento.

Ti hanno detto che ti portano al mare?

Sì, è stata un 'idea di zia Fiorella.

Ad ogni modo, se hai bisogno di me, non hai che da chiamarmi, eh?

Capito? Metti uno straccio rosso, ma bello rosso, eh? In cima alla casa e io

arrivo rombando.

D 'accordo? D 'accordo.

Ciuccia, ciuccia, ciuccia, ciuccia, ciuccia, daga, daga, daga.

Senti, senti questa, dame parbona.

Scusa, ma noccia, e questa dame è buona.

Sotteria dei cardinali, parapunzi, punzi, po. Io rispetto gli animali,

parapunzi, punzi, po.

Metto i preti sotto il mulo. E io gli anarchici, Link.

Perdonami, signore, ma quando ci vuole, ci vuole.

Ma cosa stai insegnando a questo ragazzo? Aia, porca caccia!

Gli sto insegnando come si ammassano i preti. Insomma, tu libero lo devi

perdere, hai capito?

Adesso ringraziando il cielo in buone mani. E in buone mani deve restare.

Capito che bene mani?

Lo so bene che cosa vorrebbero acchiappare quelle mani.

Io non permetto che l 'onore di tre sante donne venga insozzato da uno

sporcazione senza Dio come te.

Vi sono spiegato?

Vi siete spiegato benissimo.

E adesso vi spiego io.

Uno sporcazione senza Dio, un uomo come me. State tranquillo, non si vergogna

mai di stare a questo mondo.

E quando voglia di mangiare, mangia.

Senza giustificare mai la sua fame. E quando ha voglia di scopare o di

lo fa senza tante storie. Ma cosa dici?

Le sorelle che appalà hanno solamente desideri leciti.

Poveri vergine e martiri.

Fatele sante.

Aspetta, aspetta. E vedrai. Fala polsi polsi po'. Sarà cedo.

Che bello il mare.

Vieni, Benedetta, ammira.

Guarda quant 'acqua.

Andiamo, su.

Uno di questi giorni voglio fare una scultura al mare.

Che idea.

Invece della creta, do per un 'altra salata. E poi ci butti gli spaghetti.

E questo sarebbe il lito.

Ma dove sono gli stabilimenti, le cabine, gli ombrelloni, le barche, le

Qui non c 'è niente, questo è solo un mondezzaio.

Che sciocchino.

Ma come, non ti piace questa spiaggia?

Detesto gli stabilimenti balneari e la loro confusione.

Qui c 'è calma, serenità e soprattutto non ci sono i curiosi che passano la

giornata a spiarti.

Vai, vai, vai, vai, vai a giocare, vai.

Sì, a giocare al pieno solitario.

Pensa che invidia il paese se arriviamo abbronzate.

Però, come scotta.

Beh, io intanto vado a cercare compie.

Vengo anch 'io, voglio sentire se l 'acqua è fredda.

Vieni, caro, vieni.

Vieni, per favore. Cosa c 'è?

Per favore, mi tieni l 'accappatoio qui davanti.

Mi voglio cambiare l 'aperto. Tienilo dritto, eh?

Ecco, mi raccomando. Non... non guardare, eh?

Non guardare.

Così bravo. Devi essere cavalieri. Non approfittare della situazione.

Mi dica, signor veterinario, lei ha esperienze di nascimento? Sì, grazie.

Ma non sarà forse perché l 'uomo viene fuori dalla donna che gli resta la

di tornare dentro?

Ma che c 'entra il cemento? Voglio un 'aranciata.

Anzi, meglio un chinotto.

Buona domenica, Don Fiorello.

Buona domenica.

Salute le ore. Dice domani.

Cara signorina, chi ha palato?

Deve cantare.

Buongiorno, padre.

Che gran bella giornata oggi, eh? Bella, eh?

Bella. Fatta una gran bella predica, Don Fiorello. Veramente ispirata. Un sogno.

Adesso non esageriamo. Un poco chiacchi di casa, Don Fiorello.

Ancora lui. Il saraceno.

In casa poco spettacolo di mattina, eh?

Chissà provare quello del pomeriggio che non sia meglio.

Per tua regola in questo paese c 'è un solo miscredente e sai di chi parla.

Guarda un po' la pubblicità murale dei tuoi compagni rossi. Non c 'è un cane

se la guardi. E adesso guarda gli avvisi sacri della parrocchia. A pugni fanno

per leggerseli.

Complimenti.

Saresti bene a leggerli anche tu, anima sporca.

Oddio, vengo!

Ma qui c 'è un bicchier d 'acqua Ma nemmeno un bel bicchiero di vino Ma

Ma guardate, andate via, andate a casa,

andatevene, via

Io non ho visto niente!

Che santa è? Non ho visto niente! Non ho visto niente!

Non

guardate!

Guardate via!

Guardate a casa!

Guardate!

Buona, buona!

Niente uova!

Certo che il gallo nostro, più che quel gallo della checca, è quella checca del

gallo. Lei che ne dice, Don Fiorello?

Io non mi intendo di galli e galline.

Ho solo un greggio di pecore, tutte bianche, meno una.

Non se la prenda, Don Fiorello, lui è fatto così.

Male è fatto, e tu dovresti aiutarlo. Io? E come?

Parlandogli, convincendolo a comportarsi come un bravo cristiano.

È una parola.

Sono stato io a battezzarti, a metterti in grazia del Signore. Se tu lo

convincessi a regolarizzare la vostra posizione, sarebbe tutto più facile.

Anche lei come tutti, eh, Don Fiore?

E se le dicessi che non mi ha mai toccato?

Sì, lui lo dice sempre che le donne sono buone solo per una certa cosa.

Ma con me non si è mai comportato come gli altri uomini.

Le cose stanno proprio così.

E mo' come la vede, Don Fiore?

Lasciamo perdere.

Io la vedo stolta.

Piuttosto, perché non la pianta di rompere le scatole a quelle brave

eh?

Chiappalà? Appunto. Le cornacchie, chiappalà.

Onoratissime serve di Dio.

Puritane.

E pure puttane.

Guarda che stai parlando con un sacerdote, sai. Pesa le parole.

Stavo parlando col sacerdote dall 'occhio lungo che guarda perché vuole

Io non guardo e non tocco. Ah no?

E chi taca, chi taca sulla porta dell 'accesa le figure delle donne nude?

Per arricchire la società Vaticano e ci? Io non tacco niente e se trovo quello

lì guardo lo strozzo. E piuttosto che vai in giro la notte a cantare versi

osceni sotto le finestre della brava gente.

Che se libertà di parola sa e anche di canto lo dice la Costituzione. Io me ne

frego della Costituzione.

Oh, bel democratico.

Cristian, e poi se la prende coi comunisti. Ora vengo, Don Fiorello.

mi dia i rotti, sai.

Se non li hai, ma cosa so.

Ci riduco in portiglia, sai. Guarda che paura che ho. Attenzione, sai.

Forza, Don Fiorello.

Forza, Don Fiorello.

E ora, cosa hai da ridere tu?

Guarda che bel segno, Don Fiorello. Che bello, che bello. Il compromesso

storico.

Siedi pure, Rio.

Ma che dobbiamo fare?

Io non ci ho capito niente.

Adesso vedrai, non aver paura. Metti su le mani, formiamo la catena.

Preparateli.

Raccoglimento.

Noi facciamo le sedute spiritiche ogni venerdì sera a quest 'ora.

Ma io non me ne intendo. Silenzio. Non so neanche da che parte si comincia. Ma

tu non devi far niente, pensa tutto negli... Concentrazione.

E medium.

È lei che chiama lo spirito di Gerolamo Patacchi. E chi è Gerolamo Patacchi? È

il nostro spirito vida, è un 'anima pia.

Viene ogni venerdì, puntualissimo.

Chiudiamo gli occhi.

Spirito di Patacchi.

Spirito di Patacchi.

Se ci sei, batti un colpo.

Spirito di Patacchi, Spirito di Patacchi, Spirito di Patacchi, se ci

dammi un segno della tua presenza, fatti vivo.

Un piccolo segno, un tocco.

C 'è?

Lo sento?

Sei sicura che c 'è?

Io non sento niente.

Neanche io sento niente, strano. Forse ha trovato...

Ma che impedimento?

Ma che impedimento? Poi vuole toccare con mano.

Ma perché non batte? Io non ho sentito neanche un colpo. Per me non è ancora

venuto.

Oh, no.

Adesso c 'è.

Altro se c 'è. Stasera, invece. Assieme. E noi?

Comunica solo con voi. E di me neanche si preoccupa. Non è giusto.

Io sono la maggiore e ho diritto alla precedenza. Anche gli spiriti hanno le

loro preferenze.

Adesso non esagerare, Patacchi.

Non essere violento. Ma come, va benissimo.

Eh no, eh.

Basta. È l 'ultima volta che faccio una seduta.

E non sopporto che si dimentichi di me.

Ma che succede?

Patacchi, dove sei?

Patacchi, Patacchi!

Ma che Patacchi?

Bravo, sei proprio un campione.

Hai visto come... Uno, due, tre.

Uno, due, tre.

Bravo, bravo.

A me non avete mai voluto insegnare a ballare. La pirouette. Signorine.

Bravo, ecco ancora.

Bravo, sì.

Adesso incrocio i piedi, ecco, proviamo.

L 'unica dote di quella mezza calzetta di Anna è tutto quel terreno e la

merceria che le lascerà il padre.

Per il resto non ha nulla di femminile quella là.

Però è un partito.

Dovremmo pensarci prima o poi a sistemare Rino. Si sta facendo grande,

sembra? Che meraviglia, che pace, che silenzio. Un silenzio che invita la

Prima di pensare al matrimonio, Rino deve farsi una posizione. È un ragazzo

gamba, quello là. Chissà, potrebbe studiare la ragioniera e diventare un

avvocato. Per me, anche il pianista ha certe mani. Quando le muove, nasce una

musica.

Senti, sai che ti dico, Benedetta?

Anche la carriera militare non sarebbe male. Ma che pontieri sono militari?

Hanno una divisa splendida. Ma tu stai zitta, pensa ai fiori, cara.

Uffa, ma quanto tempo ci metti a concludere? Sei impotente, esbrigati.

Rino.

Benedetta, oddio, Benedetta. Ma in fondo, è solo un bambino.

Niente eiaculazione, vero?

Evidentemente. troppo nervoso, è una distunzione tipica dello sviluppo. Oh

Dio, sono così stravolta Don Fiorello, non ci aspettavamo di trovarlo a

Ruscello, lo abbiamo per così dire colto in flagrante, lei mi capisce vero? Eh

sì, pescava di Frodo?

Ma che pescava e pescava, se le ho già detto che c 'era quella ragazza!

Non vorrà dirmi!

Che cosa vuol dire Don Fiorello?

Oh, io non ho detto niente, lo dica lei!

Ma glielo sta dicendo, c 'era quella ragazza. E i due erano molto vicini, è

così? Ma neanche per sogno.

Lei stava a sette o otto passi da lui.

Ma allora che cavolo!

Ti piace la mia nuova biancheria? Oddio mio!

Don Fiorello!

Non mi guardi!

È una parola, ho già guardato. Ma cosa fai lì impalata?

Vattene subito in camera tua!

Sfacciata!

Allora, eravamo rimasti allo slip.

Voglio dire al ruscello. Insomma, mi vuol dire cos 'è successo. E la pianti

questo giro di parole.

Non mi guardi.

Anche lei?

Ma sei vestita.

No, non mi guardi mentre glielo dico.

Va bene così?

È sicuro di non guardarmi in faccia mentre glielo dico?

In faccia no, per quanto c 'è poco da scegliere.

Si è sbottonato i pantaloni.

Don Fiorello, Don Fiorello!

Come

è

elegante, Don Fiorello. Insomma...

la notte era limpida lei mi diceva

e con questo brano

Ti masturbi spesso.

Una persona che si eccita la vista di oggetti o di cose.

Uno come te.

Rino, Rino, dormi ancora, poltrone?

Rino, sveglia. Su, da bravo.

Buongiorno.

Rino! Sono le nove.

Sveglia.

Buongiorno, zietto.

Che cosa hai fatto ? Un brutto sogno ? No, un sogno bellissimo.

I sogni si avverano, sai. E' una buona colazione.

E' quello che ci vuole.

Mangia.

Ciao, zia.

Ciao.

Mi vai a prendere un po' d 'acqua, per favore? Certo.

Grazie.

Fai solo teste, tu?

Già, solo teste.

Perché non fai una statua intera?

Non sei capace?

Certo che sono capace, mi manca il modello.

Io andrei bene.

Sì, penso proprio di sì.

Beh, ma vedi, normalmente la statua è senza vestiti.

Se vuoi, ti faccio io da modello.

Nudo? Certo, nudo.

No, sai, la Fiorella disapproverebbe. Mica lo deve sapere, e poi sei un

tu. Beh, se proprio vuoi.

Io preparo la creta e tu ti spogli, d 'accordo? D 'accordo.

Vediamo la posizione, come ti potresti mettere.

Ecco, lì dove sei, di spalla alla finestra.

Ecco, vediamo.

Così mi sembra giusto.

Sì, giusto.

Ecco, questo è il momento più difficile del lavoro.

La rifinitura.

L 'artista deve sentirlo sotto le dita, per dargli un 'anima.

Girati un momento.

Perché? Ho detto di girarti.

Dio mio, è nudo.

Porca bustata.

Vieni, vieni avanti, Rino. Tieni, per favore.

Eh, quanti vestiti.

Che cos 'è questo, zia? È un abito da sposa. È tuo? Sì.

Me lo faresti un favore? Cosa?

Mettilo. No, dai, non è mica carnevale.

Non fa niente, lo fai per me, per farmi contento. Ma no, dai.

Dai, zia, mettilo.

Ti prego. Ma no, ma su, non esagerare adesso.

Ma perché non lo vuoi mettere?

Ma ci tieni proprio?

Sì, zia.

Va bene.

Puoi entrare.

Come stai bene, zia? Non prendermi in giro.

Dico sul serio, sembri proprio una sposa.

Ma dici davvero? Certo.

Ma ti piaccio veramente?

Tanto, zia.

Ma così, così parlano sposo.

Questo è il giorno del tuo matrimonio.

Ma che fai, Rino?

E sei rimasta zitella?

Sì. Sì, ma lasciami. Va, lasciami. Vattene.

Vattene! Vattene, te la devi andare!

Vattene! Ma zia!

Ciao. Che cosa vuoi?

Ti ho portato questo.

Ti può essere utile per le tue masturbazioni.

Cercatene un altro, con me non attacca più.

Però, mica male.

Ma come, già stufo della pratica manuale? E cosa intenti fare adesso,

alla pederastia?

Senti, Anna, vaffanculo.

Sei volgare.

No, sono un uomo, porca miseria. Vi state tutti approfittando di me, come se

fossi un ragazzino.

Ma che vi siete messi in testa?

Io non ce la faccio più, capito? Scopati le ziette.

Un cavolo, quelle fanno tutto a parole e con la testa.

Io voglio una donna vera.

Eh no, vacci piano, con me non attacca, sai.

Stai fermo. Hai sentito cosa ho detto? Stai fermo. Neanche persona.

L 'altro giorno sei stata tu a dirmi quello che dovevo fare. Adesso lo dico

Nico, sul serio.

Sdraiati per terra e togliti tutto.

Ascolta. Ascolta, Libero.

Io non credevo che sarebbe andata a finire così.

Io sono vergine.

Lo giuro.

Senti, se tu stai buono, io ti faccio guardare, eh? E tu sei da solo.

Un accidenti che ti spacca.

Sono un uomo e adesso ti faccio vedere io.

Libero, sei caduto in acqua.

No, nella merda.

Due aspirine e una bella sudata è quello che ci vuole. Non c 'è che l 'unguento

della vecchia in certi casi. Io dico che se noi glielo mettessimo stasera...

Nini, ho detto due aspirine.

L 'unguento speciale lo prepara la mariaccia.

E va bene, Fiorella, due aspirine.

Io non ho ancora capito come ha fatto a cadere nel ruscello. Oh, poverino,

guarda come suda.

E senti come scorta. E ci voleva l 'unguento.

Ma insomma, ragazze, lasciatelo in pace.

Ecco qua, da bravo.

Così, ecco.

Bravo, bravo.

Adesso dormi tranquillo.

Buonanotte. E tu copriti, per favore.

Buonanotte.

Grazie.

Dormi, Rino.

Dormi, la zia ti farà guarire.

Vedrai che ti sentirei meglio.

Che schifo!

Chi ha un torino con l 'olio? È un unguento, un unguento miracoloso.

Sei una stupida testarda!

Gli avrai fatto prendere freddo e adesso una polmonite non gliela leva nessuno!

Anche l 'avvocato Ferretti è morto di polmonite.

Sembrava tanto in gambe e poi in 448... Ma no, Rino non ha la polmonite,

altrimenti tossirebbe.

Ma la tosse non c 'entra, mica bronchite.

Potrebbe avere una congestione. Avete mai sentito parlare della congestione?

ma la congestione. Sì, eh.

Oppure magari il morbillo.

Sì, eh. Sì.

Guardate, non ho più febbre. Guarda tu, 36 e 7.

Hai visto?

È stato l 'unguento.

No, è stata l 'aspirina. Madonna, quant 'è antica questa.

Tu non mi incanti, ti dico che è stato l 'unguento.

L 'unico effetto di quella schifezza tua è che adesso ride tutto unto.

Lo lavo io.

No, tu non ti mischiare e non ti impicciare.

Io lo unto e io lo lavo. Ah, sì, tu l 'hai unto, sì, ma tu non lo lavi.

Me ne occupo io.

E perché, sorella?

Perché sono la più anziana, la meno giovane. Non parliamo di età.

Non farmi ridere, lo so io perché lo vuoi lavare. Che cosa sai tu, eh?

Ah, bocca mia, bocca mia, fammi stare zitta.

E se no, cosa vorresti dire? Avanti, tiralo fuori, voglio proprio divertirmi.

No, basta, la volete smettere? Lo lavo io, lo lavi tu, ma che siete, lavandaie?

Eccola là, lo sapevo.

Lo sapevo che prima o poi sventolava, lo sapevo! Cos 'è che sapevi tu?

Cose mie.

Potresti anche dirvele, magari sotto il vincolo della confessione.

Don Fiorello, sono mica colpevole mio, non ho niente da confessare.

Che è?

Cos 'è?

Che è? Una bandiera?

Eh, Don Fiorello, basta adesso, eh!

Cos 'è quella roba là che sventola sul tetto della casa?

Che la roba lì, caro Don Fiorello, è la dimostrazione del popolo che ha vinto. E

allora, e allora bisogna brindare ciò. Ma, ma, ma, è mio.

È tuo?

È il mio vino.

Buono, lo fa tu? Ma no, è carità.

Ma non c 'è vergogna. Ma cosa hai capito? È la generosità di persone che

Oh, ho capito.

Il pretiganaso sta sempre attorno a gente che ha soldi. Ma cosa dici? È la

generosità delle sorelle chiapalapove.

Mandiamo Don Fiorello, non stia a perdere tempo di dietro a quelle

giovane lei, è ancora un bel uomo, piacente.

Nel mondo è di noi giovani.

Tu saresti un giovane. Come nono.

Sì, sono sempre giovane.

A 22 anni ero padre, a 40 nono, sempre giovane, capito? È per questo che mi

interessa i giovani. Mio nipote mi sta sul cuore. Mi piacerebbe che vivesse

dentro la natura, bello, sano.

E voi sempre digli che fa peccati. I peccati della carne, caro. Cosa? Della

carne. Ma Don Fiorello, si guardi un poco attorno.

Tutto dentro la natura parla di amor, non di peccati.

Anche ai fiori fa l 'amor.

Sì, caro, i gigli.

Che voi mettete in chiesa, anche quelli fanno l 'amore. Ma quelle sono cose

predisposte da Dio, per la continuità della specie. Va bene, allora mettiamoci

'accordo una volta per tutte, caro Don Fiorello, eh? Io sono ateo, ringraziando

il Dio. E allora gli atei non bevono il mio vino.

Oh, ordo, ordo.

Quello che è tuo è mio, compagno prete. Don Fiorello, è il tappo al vin che si

arruina!

Manuela! Eh?

Spogliati! Che hai detto?

Via tutto!

Scarpe!

Mutande, vestito, via tutto.

Oh, nonno, ma sei proprio ingrippato forte. Ma cos 'hai capito, sciocca?

Boh,

Manuela su, Manuela giù, Manuela lavora.

E mo pure Manuela spogliate, uffa.

Ancora qui sei? Ti ho detto spogliati, lavati, profumati, di sotto, di sopra,

come le signore. Ma se puoi sapere che è successo? Niente è successo, mi sono

convertito, pulisci i pasquali, dalle. Oh, ma Pasqua è passata da un pezzo.

Muoviti, che non c 'è tempo.

Nini ! Benedetta ! Benedetta Nini ! Che succede ? Scopro chi ha messo questo

straccio Sulla terrazza di casa Lo strozzo con le mie mani

Alzati!

Su, andiamo, non venite dai spettacoli, andiamo! Ma viva dentro!

Avvicinatevi, io sparo.

Abbassa quel fucile, vecchio pazzo.

Questa è casa mia, andate fuori dalle bale. Ridacci nostro nipote subito.

Quale nipote?

Non fare l 'ognorri. Dov 'è Rino? Ridacci, ridacci.

Correrà che io fido via.

Non conosco nessun Rino, mi libero conosco.

Va bene, libero. Sì, dov 'è? Dov 'è libero?

Ecco, così mi piace.

C 'è un bel nome, Libero.

Ecco Don Fiorello.

Ecco il merda miseria. Metti giù il fucile, parco giù.

Non stia a bestemmiare.

Non è una bestemmia, Giuda era uno sporco traditore come te. E tu se non

fuori quel ragazzo finisci in galera. Un momento, chi vi ha detto che il ragazzo

è qui?

Sicuramente è qui. Sei pronto a giurare che non è nascosto in questa casa?

Sono pronto a giurare che Libero non è ancora venuto. E adesso una, due, tre e

quattro. Se in quattro secondi non der fuori delle palle...

Viene il brutto e viene il bello, paragon tipo si può.

Sia fatta la volontà del Signore. E la volontà del Signore è fatta.

Grazie alla sua infinita misericordia tutto è cambiato fra le mie pecorelle

smarrite. Le dolci zie sono scese fra la gente in piazza, nelle strade.

Con l 'aiuto di Dio spero che non arrivino fino al marciapiede.

Il vecchio anarchico è diventato più conciliante. Figurarsi la domenica mi

a suonare le campane.

Scusate, i pretini. E questi si rifugiano ogni giorno.

Manuela ha aperto un negozietto e una parrucchiera e non ha più bisogno di

mettere annunci sul giornale. Sul suo conto non si borborà più, anzi.

Rino, ormai ridiventato libero, benedetto gioventù, è diventato moderno.

fatto gli stivaletti, si è fatto il motociclettone, si è fatto Anna,

E poi ci sono... ...messo di comprare il popolo e...

Per andare incontro al popolo ogni tanto do una sbirciotina all 'unità. E' così.

La storia paesana di questo casino, di questo piccolo caos, di questo causino,

diciamo, finisce con un compromesso, che potremmo quasi chiamare un compromesso

storico. In fondo è quello che fanno tutti.

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