All language subtitles for Le Cose Non Dette (2026) iTA-Bluray.1080p.x264-Dr4gon

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Original subtitles

Da dove vuole che cominci?

(Elisa) Quando ci siamo incontrati,

ho pensato che non ci sarebbe mai stata cosa più potente.

(CANZONE: "IO SONO QUEL CHE SONO" DI MINA)

# Io sono quel che sono #

(Elisa) Siamo stati molto felici insieme.

(Carlo) Mia moglie...

è la donna più brillante che abbia mai conosciuto.

Quando ha cominciato a lavorare per "Vanity Fair",

i suoi articoli sulle relazioni umane sono diventati talmente popolari

che dopo pochissimo tempo

hanno iniziato a essere tradotti per l'edizione americana.

(Carlo) Io ero soggiogato dal suo talento.

"Per questo era stato lasciato indietro."

"Contempla il paesaggio mentre il mondo si muove."

"E mentre si guardava intorno, Luisa vide il mondo in una luce diversa."

Che dici?

È stata la mia musa.

(PM) Da quanto tempo conosce Carlo Ristuccia?

Eravamo in classe insieme al liceo.

(Elisa) Paolo era il migliore amico di Carlo.

come se ci fossimo sempre conosciuti.

ho persino confidato cose

che nemmeno Carlo ha mai saputo di me.

che non avevo mai detto a nessuno prima.

- Eccoli! - Ciao!

- Eccoli. - Anna.

- Elisa. - Ciao.

- Benvenuta. - Ciao, Carlo.

(Elisa) Poco dopo, lui conobbe Anna.

Ma da chi ha preso?

- Vai da papà! - Se è bella, ha preso da lei.

Aspetta, amore. Faccio io, vai tu da loro. Eccoli!

(PM) Cosa l'ha convinta a partire?

Quando Carlo ed Elisa ce l'hanno proposto,

io ho pensato che un viaggio avrebbe fatto bene a tutti.

In quel periodo, Paolo e io non ce la passavamo proprio bene.

Diciamo così.

E nemmeno Carlo ed Elisa erano al loro massimo.

Io non ho paura della morte,

ho molta più paura di non vedere Vittoria diventare una donna, diventare madre...

(Elisa) Carlo...

che Carlo cercava di trovare l'ispirazione

per il suo secondo romanzo.

a dubitare di aver mai avuto talento.

Ehi.

Che stai pensando? Eh?

Le idee sono come le storie d'amore, che arrivano quando meno te l'aspetti.

- Ehi! - Stiamo per atterrare?

- Sì! Sei contenta? - "Tsk".

- Tu? - Io tantissimo.

Amore, dai, vieni.

- A dopo. - A dopo.

Metti la cintura.

- Ecco. - Mano.

- Sei contenta? - Sì.

(Elisa) Hai fermato tutto?

(Paolo) Ho chiesto all'avvocato di non mandare la lettera.

(Elisa) Come?

(Paolo) Che faccio? Vado in guerra contro una donna pronta a tutto?

Mi faccio rovinare la vita da lei?

Io lo capisco, che ti faccia paura. Ti toglie la casa, sicuro.

Magari non ti farà crescere Vittoria come vorresti, ma tanto già lo fa,

ma tu non ti rassegnare a vivere così.

Questo non te lo può togliere, è il tuo ristorante, l'hai fatto tu.

Guarda quanto è bello!

Hai 48 anni, puoi ancora ricominciare tutto da capo!

Ma rassegnarti ed essere infelice è la cosa più triste che tu possa fare.

Invece sul vostro fronte come va?

- Sul nostro fronte... - Eh.

Che vuoi che ti dica? Sai già tutto.

Carlo si ammazza di palestra e io sto come sto.

Ci state ancora provando?

A un certo punto, le cose, bisogna lasciarle andare, no?

Ci state ancora provando.

Si può esse felici pure senza figli, eh!

Noi siamo veramente incazzati per non esserci riusciti.

Certo che siete incazzati e vi state logorando come coppia.

È brutto da dire, però forse dovete mette da parte questa pratica.

Lo sai che c'è?

Che tu sei l'unico amico vero che ho.

Lo sai che c'è?

Che mi dispiace per te!

(SQUILLI DI CELLULARE)

(OPERA: "UNA FURTIVA LAGRIMA, L'ELISIR D'AMORE - ATTO III")

È il tuo.

- Sì? - (Blu) Carlo, sei solo?

Ehm... no.

Io ho bisogno di vederti, puoi venire qui adesso, per favore?

È urgente.

Ci vediamo domattina da te alle 11:30? Vengo io, va bene?

No, domani mattina no, ti ho detto adesso, è importante!

Ho capito, però adesso non posso. Ci vediamo domattina, ok?

(Carlo) Ok?

- Va bene. - Ok, ciao.

- Chi era? - Era Gianni, mi vuole vedere domattina.

Ancora? Ma non l'ha capito che più ti sta addosso, peggio è?

Eh, abbiamo firmato un contratto.

Ho capito, ma meglio un contratto non rispettato che un libro sbagliato.

(Blu) Che vuol dire che non te l'aspettavi?

Che non me l'aspettavo, che cosa ti devo dire?

Ma se sono mesi che non facciamo altro che scopare!

Mi hai detto che stavi con tua moglie per inerzia,

che cercavate di avere un bambino ma che non riuscivate ad averlo,

che non vedevi l'ora di tornare da me quando stavi con lei!

Ma che ca...

Che cosa vuoi fare con il bambino?

Cosa voglio fare con il bambino? Non lo so!

Pensavo che saresti stato felice di diventare padre.

Ma non adesso, Blu, non così!

Allora che abbiamo fatto io e te tutto questo tempo?

- Mi hai detto che mi amavi, che con me stavi bene! - E la verità!

Dille che aspetti un bambino e torna da me!

Se non sei pronto ora, non lo sarai mai!

Io non posso buttare 20 anni di matrimonio,

lo capisci che così l'ammazzo?

E tu capisci che non puoi più avere tutte e due?

Devi scegliere: se vuoi lei, vai da lei, ma non mi cerchi più!

- Devi scegliere, Carlo, devi scegliere! - Calmati, calmati, ti prego, calmati.

Ascoltami, noi avremo il nostro momento, te lo prometto,

ma non può essere adesso.

Aspettami, ti prego. Aspettami, io ti amo!

Ti amo, cazzo, mi devi credere!

Perché ti amo così?

- Ci vediamo dopo. Ciao. - Carlo?

Ehi.

Puoi sederti un attimo? Devo dirti una cosa, devo dirtela adesso.

Certo.

Che è successo?

Abbiamo sbagliato a provarci così tanto.

Dovevamo accettare di non averlo e invece ci siamo ostinati troppo a lungo.

- Cosa? - Non avremo un figlio, ma va bene così.

- No, non dire così. - Va davvero bene così.

Ci ho pensato tanto.

Ci hai pensato?

Io voglio solo tornare a stare bene.

Non desidero altro, davvero.

Adesso vai. Stavi uscendo, no?

No, no, posso anche non andare. No.

Dai, prima vai, prima torni da me. Avevo solo bisogno di buttare tutto fuori.

Vai.

- Ci vediamo dopo. - A dopo.

(PM) Perché proprio Tangeri?

Perché Tangeri è una città che ha ispirato molto artisti, scrittori,

e noi eravamo in cerca di ispirazione, diciamo.

Poi non c'eravamo mai stati e avremmo sempre voluto andarci.

(Marco) Elisa, i tuoi pezzi non funzionano più.

Sono troppo al di sotto dei tuoi standard.

Lo so e mi dispiace davvero tanto.

Da New York mi chiedono perché abbiamo smesso di inviarglieli

e io ho finito le scuse.

Sto scrivendo un pezzo sulle evoluzioni antropologiche.

Tu non hai bisogno di un altro pezzo, ma di una vacanza.

Non mi serve una vacanza.

Un giornalista ha bisogno di spostare lo sguardo,

tu hai bisogno di spostare lo sguardo.

(CLACSON)

- Certo che è proprio Marocco. - Che ti aspettavi, Dubai?

No, però un po' meno terzo mondo! Comunque, speriamo che l'hotel sia pulito.

È un riad, hai visto le foto!

Si chiami come vuole, basta che è pulito!

- Come va? - "Tsk".

(CANZONE: "ILA MATA" DI BAB L'BLUZ)

Paolo! Paolo, aspetta, non fare niente. Non è la stanza che abbiamo visto in foto.

Scusate, noi dovevamo andare alla Maison Du Levant!

- Scusami, Elisa. Possiamo cambiare? - No. - Perché?

Abbiamo pagato. Ti calmi, per favore?

Noi avevamo una junior suite, glielo dici?

Sopra non entra il lettino, dove cazzo dormi?

- Il lettino era per te? - Nei viaggi Vittoria dorme con me. - Lascia stare, su.

(in francese) Mi scusi, signora...

I signori avevano prenotato una junior suite.

(in francese) Esattamente! Una junior suite!

(in francese) Purtroppo la junior suite non è disponibile. È occupata.

Abbiamo una stanza più grande e potete aggiungere un lettino.

- Ah, bene. - Ma che fa questa?

(in francese) Ha una camera dove si può...

(in francese) Sì, ma non è una junior suite.

- È più grande. - Fantastico!

(in francese) Il minimo che potete fare è offrirci uno sconto.

La camera che avevamo riservato e pagato era grande il doppio.

Visto che avete risolto con il lettino, ci fai andare avanti

che aspettiamo da 20 minuti?

- Certo. - Manda avanti loro. - Andate avanti voi. Scusatemi, anzi.

(in francese) Ecco la vostra stanza.

Non abbiamo l'aria condizionata, ma c'è la ventola.

Fantastico, grazie.

(in francese) - È per lei. - Grazie.

(in francese) - Arrivederci. - Arrivederci.

Dai, è piccolina, ma è perfetta!

Non ci credo che siamo qui!

(Elisa) Pensai che con poco siìi cambiava lo sguardo sulle cose.

È stupendo!

(Elisa) E quanta luce Ci fosse ancora intorno a noi.

- Quante volte avevamo detto di venire a Tangeri? - Tante.

(Elisa) Pensai che tutto sarebbe cambiato.

Grazie.

- (in francese) Signore la chiave. - Grazie.

- Buon soggiorno. - Grazie.

- Il lettino qua c'entra. - Mmh. - Hai ancora da ridire?

Aspetta un attimo.

Ti rendi conto di che scena hai fatto prima? Ma che fai?

- Le cimici! - Cosa fai?

Oh.

Io non posso credere che lo stai facendo!

Io so che tu non hai idea di ciò che faccio ogni giorno per voi,

ma lo faccio per il vostro bene, perché io voglio che stiate bene.

Comunque, ok, la stanza è piccola, ma va bene.

- Amore mio! Come va? - Bene. Però ho fame!

Adesso andiamo a mangiare, sì. Hai fame tu?

- Gli devi chiedere scusa. - A chi?

A Elisa e Carlo, per la scena da pazza!

I pazzi sono quelli che vedono ciò che gli altri non vedono.

Per curiosità, vi va di fare un sondaggio?

Che sondaggio?

- Riguarda il libro di Carlo. - Quello che sto scrivendo io?

- Di che si tratta? - L'assoluzione di Giorgio Hausmann.

Oh Dio, l'altro giorno sono scappata per evitare Elettra da Dior!

Perché lei ha fatto quel che ha fatto?

Perché si è spinta così tanto in difesa del marito?

- È passata sopra nove donne che lo accusavano di molestie. - Elisa!

Che...?

- Vabbè, qual è il sondaggio? - Aspetta, adesso ci arrivo.

Elettra, così integerrima con la sua carriera politica,

perché lo ha coperto?

Non lo sapremo mai, ma non è questo il tema del libro!

(Elisa) Invece sì, aspetta.

Che cosa fareste

se una persona a voi molto vicina facesse qualcosa di veramente terribile?

Gli fornireste un alibi o lascereste che la giustizia facesse il suo corso?

Lei mi manda in galera di sicuro.

Il succo è se fornire alibi anche se sono falsi?

(Elisa) Sì.

Che cos'è un alibi?

I - E una cosa un po' delicata da spiegare. - Dai, mi dite cos'è?

(Carlo) Un alibi dimostra che una persona accusata di un crimine,

quando il crimine è stato commesso, era da un'altra parte.

Grazie, Carlo.

Non è complicato, se lo vuole sapere che problema c'è?

Il problema è che è mia figlia e vorrei spiegarle io le cose,

soprattutto se sono argomenti delicati.

Ok, ma ha 13 anni, è alla sua portata.

Prendo nota, grazie. Tu non dici niente?

Mi tratti come una ritardata, te ne rendi conto?

- Tu sei ancora una bambina, se Dio vuole. - Le dite che non sono una bambina?

A 13 anni sei una bambina, punto e basta.

Carlo, tu me lo daresti un alibi?

- Se sbagliassi, me lo daresti? - (Anna) Certo che no!

I È un tema complesso.

- Sì o no? - (Anna) Non le rispondere.

Dipende dalle circostanze.

Circostanze? Se fa una cosa sbagliata...

Sto parlando con lui! Sì o no?

Se ci sono delle motivazioni di un certo tipo, probabilmente sì...

Carlo, basta! Sei scemo? E un bene che non abbiate avuto figli!

- Anna! Ma che cosa dici? - Vittoria! Dove vai? Vittoria?

Scusate. Scusate. Vittoria?

- Vittoria! - Che cosa fanno loro adesso?

Non lo so, noi andiamo a dormire.

Gli hai detto scemo perché è stato gentile.

Io voglio stare con loro, ok?

Tu starai con Carlo ed Elisa per tutta la vacanza.

- Mi lasci? - Non parlarmi così!

- Tu non parlare! - Calma, calma!

- Calma! - Calmiamoci tutti, calma, calma.

- Che fate voi? - Non lo so, andiamo a fare un giro?

Sì, certo.

Lei vuole stare con voi, ma in realtà è stanca.

- Stai zitta? - Vittoria, che vuoi fare?

Ciò che fate voi, senza mia madre.

Senti come mi tratta?

Fai ciò che vuoi. Vuoi stare con loro? Va bene.

- Vuoi parlare con Carlo, giusto? - Sì.

Allora facciamo una passeggiata per calmarci,

perché la situazione ci è sfuggita di mano.

Voi cominciate ad andare avanti, su. Dai.

Va benissimo così.

- Ci facciamo un giretto, ok? - "Tsk".

Oh, ragazzi! "Ma manco a fa' così però". La prima sera, eh! Siamo a Tangeri.

- Elisa, scusa per ciò che ho dett... - Non ti preoccupare, ok?

Carlo! Ci aspettate? E dai!

Mamma mia...

(Paolo) Mia moglie da qualche anno

era entrata in una forma di nevrosi compulsiva devastante.

E ha sempre rifiutato di farsi visitare, però non stava bene,

non stava bene per niente.

che le cose tra noi non andavano bene.

Per loro era solo una maniaca del controllo

del tutto scollata dalla realtà.

se no non ci avrebbero mai proposto di andare in vacanza con loro.

Poi...

E poi c'era mia figlia.

dopo dieci minuti sembravamo già due estranei senza più niente da dirsi.

Il ristorante mi aveva tolto il tempo che avrei dovuto dedicare a lei.

Diciamo che sono stato un padre abbastanza assente, ecco.

- Oh Dio, che bello questo posto! - Bellissimo!

Professore, che si dice in questi casi? Tiraci fuori una perla!

In questi casi si dice: "Oggi si impara, domani si vince"!

- Wow! - Uh! Altissima questa!

Che bello!

Carlo, scusami per quello che ti ho detto prima.

- Non lo penso, lo sai, non... - Lo so.

Eh, "oggi si impara, domani si vince"”.

"Oggi si impara, domani si vince". E "fascia" questa frase!

L'ha detta Seneca.

Ah, l'ha detta Seneca. Se l'ha detta Seneca, mi taccio.

Grazie, Elisa, che ci ha portato in questo posto meraviglioso.

- Vero. - Sai cosa ha detto Seneca anche?

- Oggi nel letto, domani nel lettino! - No, dai, veramente!

Vai a cagare, va'!

# Paolino nel lettino! Paolino nel lettino! #

- # È un bambino, è un bambino! # - # Paolino piccolino! #

Sapevo che l'avresti ritirato fuori. Quanto aspettavi a tirarlo fuori?

È inevitabile!

(Carlo) Kierkegaard diceva che la vita si capisce solo all'indietro.

Ma il problema qual è? E che noi viviamo in avanti.

Anche se a volte, nel mezzo, ci sembra di essere fermi, no?

Come se qualcosa dovesse ancora accadere

oppure semplicemente dovesse ancora essere compreso.

Ragazzi, ricordatevi una cosa, la filosofia non ci dà le risposte.

Semmai ci aiuta a vivere col dubbio,

a convivere col dubbio, ci aiuta a convivere con le domande.

E ci abitua a camminare nonostante tutto.

Va bene?

Dai, grazie, ci vediamo la prossima, continuate a camminare.

(APPLAUSI)

- Ha un momento, professore? - Certo, dimmi.

Io volevo dirle che adoro le sue lezioni.

Oh, grazie!

- E ho letto il suo libro, è bellissimo! - Grazie.

Il personaggio di Luisa è così vero, pieno di ombre e demoni,

ma anche tanta voglia di vivere, senza cercare conferme in nessuno.

Mi fa piacere che ti sia piaciuto così.

Ho anche letto che lei sta scrivendo un altro romanzo.

- Che cos'è, uno spin-off del primo? - Ci vorrà ancora un pochino.

Vabbè. Io non vedo l'ora che esca!

- Da quanto segui le mie lezioni? - Da tre mesi.

Mi sono trasferita a Roma da poco

e lavoro come cameriera per pagarmi gli studi.

- Ok. - All'Antica Pesa.

- All'Antica Pesa? - Sì, prof, noi ci siamo già visti là!

- Scusa, non ti avevo riconosciuta! - Vabbè, lavoro lì da poco.

Tra l'altro, abbiamo una prenotazione.

Dopodomani, 20:30? Stesso tavolo per quattro.

Esatto. Quindi, scusa, dicevi che ti sei trasferita da poco a Roma.

Sì.

Mia madre vive in "culonia"

e quindi mi sono detta: "O scappo ora o mai più."

E come mai Filosofia?

Lo so, questa è la facoltà dei ricchi e io non ho una lira! Che ci faccio qua?

Arrivederci.

Però al liceo mi piaceva tanto

e ho pensato che poteva aiutarmi a sviluppare un pensiero autonomo,

cosa che non avrei mai potuto avere, data la mia famiglia disastrata!

Poi non voglio fare la cameriera per tutta la vita.

Però poteva aiutarmi intellettualmente, psicologicamente,

anche mentalmente, diciamo!

Per trovare il mio posto nel mondo.

Da come parli, pare che tu stia già trovando il tuo posto nel mondo.

Lei dice?

Simone de Beauvoir diceva: "Il nostro posto nel mondo"

"richiede un atto di ribellione"”.

Allora ci siamo, prof! Io ribelle ci sono nata!

Sto a buon punto!

Il fatto è che non voglio vivere una vita senza colpi di scena,

come quella di tante persone che conosco.

Della serie "non ho detto gioia, ma noia, noia" no!

Quindi nella vita cerchi colpi di scena?

Sì, ma belli, no colpetti così, se no che campiamo a fare?

A che velocità vanno i colpi di scena nella tua vita ora?

Si può sempre fare meglio.

- Quello sempre, sempre. - Esatto.

E come ti consideri?

- Come mi considero? - Sei felice?

- Sì, io mi considero libera e felice. - Libera e felice?

"Una donna libera che è il contrario di una donna leggera",

e questo chi lo diceva?

- Sempre Simone de Beauvoir. - Esatto.

Bene.

I - E stato un onore parlare con lei. - Grazie.

- Non mi hai ancora detto come ti chiami. - Blu.

Blu.

(Carlo) Che scrivi?

"Impazzimento ormonale di una tredicenne"

"e di sua madre che la vorrebbe sempre bambina"”.

Cambia almeno i nomi.

Tutti, tranne il tuo.

- (Blu) E con tua moglie? - (Carlo) Cosa con mia moglie?

(Blu) Sei felice con lei?

(Carlo) I matrimoni attraversano tante stagioni.

(Blu) Cioè?

(Carlo) Cioè le stagioni della felicità. Sì, poi quelle dell'inquietudine.

in cui ci si disprezza in silenzio,

quelle in cui ci si ritrova anche.

E tu? In che stagione sei tu?

Nella stagione... della routine?

Non lo so, non lo so...

È che la routine è contro la nostra natura e dopo un po' scalpitiamo

per vedere che cosa c'è oltre il muro che ci siamo costruiti intorno.

- Però non capisco. - Cosa?

Perché la gente continua a sposarsi sapendo che la monogamia è un'utopia

e che va quasi sempre a puttane?

Beh...

Se una macchina si rompe sempre vuol dire che è stata costruita male, no?

Se i matrimoni falliscono da secoli, perché si continua ancora a crederci?

Non ha nessun senso!

Ci sono delle leggi di natura

che danno un senso a cose che paiono senza.

- Tipo? - Tipo... la paura della solitudine.

O, con gli anni, anche la paura della morte.

In due, sono cose che fanno un po' meno paura.

E per questo che stai ancora con tua moglie?

Per paura della solitudine?

No.

E perché allora?

Perché ci siamo amati tanto.

Però parli al passato.

Perché il presente è più difficile da mettere a fuoco.

Mmh.

Ho capito! Sì, sì, ho capito.

Mi ha fatto piacere che abbiamo passato questo tempo insieme.

Anzi, sicuramente avrai avuto molte cose più importanti da fare.

Se non fossi stato così bene,

ti avrei detto che avevo molte cose più importanti da fare.

E invece che dici?

Che dico...?

Dico che sei bella, che sei... che sei tanto, tanto, tanto bella.

- Grazie. - Prego.

- E pericolosa. - Pericolosa?

Nel senso che hai paura di quello che potrebbe succedere

se ci continuassimo a vedere?

Però sarebbe un bel colpo di scena, no?

Eh...

Grazie per il pranzo.

Il mio numero ce l'hai.

Se ti va, mi chiami, altrimenti ci vediamo a lezione.

- Ok, o all'Antica Pesa. - O all'Antica Pesa.

Però niente colpi di scena!

Ciao, prof!

(Carlo) Avevo pensato

che il nostro matrimonio fosse destinato a finire

e invece quella mattina sono stato investito

dalla sensazione improvvisa di non avere mai smesso di amarla.

- Ehi. - Ehi.

Che pensi?

Penso che...

che sono stato molto fortunato ad averti incontrata.

E che...

E che mi dispiace se tante volte non ti sono stato vicino

come avrei dovuto.

Oh, guarda che io e te ci siamo scelti.

Non è successo per caso.

Abbiamo fatto tutto da soli.

(Carlo) E fu come se i giorni del mio tradimento

non fossero mai esistiti.

Quando torni a casa da tua moglie, abbraccio il cuscino...

con la speranza che ci sia ancora il tuo profumo.

Anche quando mi sveglio la mattina.

E c'è ancora?

Non c'è più.

(Carlo) Cos'è che aveva creato una dipendenza così forte

da una ragazza così tanto più giovane di me?

come in quel momento.

Eppure, erano passati solo quattro giorni dall'ultima volta in cui l'avevo vista.

Sei una bastarda!

- (Anna) Ehi! - Ohi.

- Com'è andata? - Fichissimo, voi?

Noi bene, ci siamo fatti un giro nella casba.

I cammelli vi hanno sputato?

- No, i lama sputano. - I cammelli mordono.

(in francese) Signor Ristuccia, quando ha un momento, la vorrebbero in reception.

(Carlo) Ok.

Hai fatto i "buffi"? Già?

Arrivo.

Ok, io mi vado a fare una doccia, a dopo.

- Ciao, a dopo. - Ciao.

- Mamma, porti anche a me sui cammelli? - Sei impazzita?

(in francese) Una signorina è venuta poco fa,

e voleva che le consegnassi questa personalmente.

Grazie.

Prego.

- (Elisa) Carlo? - Sì?

- Hai tu la chiave. - Sì. "Merci".

- Che voleva? - No, niente, cazzate.

Mamma mia, che caldo! Perché staccano sempre la ventola?

Scusa.

(CANZONE: "ABADOU" DI ZAP MAMA)

- Non stai morendo di caldo anche tu? - Sì.

- Che fai? - Mi hanno...

Mi hanno chiesto la carta per il deposito.

- È così urgente? - Eh, pare di sì. Torno subito.

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Ehi. - Che ci fai qua? Perché sei venuta?

Perché? Vabbè, perché stiamo insieme, perché mi mancavi.

Non ce la facevo a non vederti tutti questi giorni,

sapendoti con tua moglie.

Blu, ascolta. Adesso mi devi ascoltare, ok?

Vabbè, Carlo, io ti ho sempre ascoltato. Forse è proprio questo il problema.

Ti avevo chiesto questi giorni per parlare con lei!

No, hai detto che l'avresti lasciata! L'hai lasciata?

Basta, Blu. È stata una cazzata venire qua, lo capisci?

E tu lo capisci invece che io non ti posso più aspettare?

Capisci questa cosa sì o no?

Quanto resti?

Non lo so, il tempo che resti tu. Non posso?

Ascolta, facciamo una cosa.

e ci sono anche gli altri,

ti prego, non fare cose stupide, ok?

- Pensi questo di me, che io sia stupida? - No, non ho detto questo, non...

Ammetti che questo colpo di scena non è niente male!

- Eh? - Ammettilo!

Sì, sì, lo ammetto. Io lo ammetto.

Ascolta, ascolta, adesso devo andare.

Io ho la stanza alla pensione Des Poètes, a 20 metri da te.

Quando vuoi, vieni a darmi un bacio.

Ok, ok, devo andare. Ok. Devo andare, ok? Ok? Ehi.

Ciao, amore.

(in francese) - Va tutto bene, sig. Carlo? - Sì sì, tutto bene.

- Sicuro? - Sì.

Fatto?

- Ma che caldo fa qua dentro? - Eh, sì. Oh!

- Eh. - Che c'è?

No, niente, sono...

Scusa, sono incazzato. Sono tanto, tanto incazzato.

Perché sei così incazzato?

Perché ho sentito Gianni che ha detto che se non consegno le prime 100 pagine

rischiamo di dover pagare la penale e di restituire i soldi dell'opzione.

- Tu che hai detto? - Che ho detto?

Non gli potevo dire che ho ricominciato, che sono solo a pagina 40.

Gli ho detto che ci provo.

- Scusa... - Tranquillo... Tranquillo, ok.

- Scusa. - Ok.

Adesso noi usciamo e ci andiamo a fare un bagno.

- Sì. Ok. - Dammi il tuo telefono.

- Eh? - Dammelo, lo spengo.

Non si può stare in vacanza con il cazzo di telefono.

Spegni il telefono, non lo controllare più!

- Lo spengo! - Ti prego, Carlo!

- 'Sto cazzo di telefono! - Guardami!

Scusa... Sì.

- Godiamoci questi giorni, ti prego. - Sì.

- Sì. - Piano piano si sistema tutto.

- Ok. - Piano piano. - Ok.

Vieni qui.

(Blu) Dove andate?

A Tangeri.

- A Tangeri in Marocco? — Sì.

E io?

Ho fatto tutto quello che mi chiedevi di fare.

Carlo, io ho anche perso il bambino.

Mi avevi chiesto di darti del tempo ed è quello che sto facendo.

Ti avevo detto che eri libero di scegliere,

o io o lei, avevo detto così o no?

- Calma, per favore. - Era due mesi fa!

- Lo so, lo so. - Io mi sono fidata.

Io mi sono fidata di te, ti ho ascoltato,

ma adesso devi risolvere con tua moglie!

- Ho bisogno di tempo per parlarle. - Ancora tempo? - Aspetta.

Non avremmo mai dovuto cominciare a vederci.

Ho fatto male io a crederti dall'inizio.

- Amore, dammi la mano. Ehi. - Vittoria.

Carlo, ci puoi parlare tu, che magari si calma?

- Io non so più cosa fare. - Sì, sì, certo, certo.

Grazie. Sarebbe bello che ci parlassi anche tu.

Vittoria. Ehi.

- Come va? Sei un po' rannuvolata. - Odio mia madre.

Ah!

Ti dico una cosa.

I miei litigavano molto davanti a me, a volte si picchiavano anche.

Io, a 18 anni, me ne sono andato da casa

e non sono mai più tornato.

E poi?

Poi ho trovato dei lavoretti per pagarmi l'università, l'affitto...

Dividevo l'appartamento con tuo papà, sai?

- Davvero? - Sì. Volevo laurearmi il prima possibile.

A 18 anni, anche tu spiccherai il volo e troverai la tua strada, vedrai.

- Carlo. - Sì?

Nessuno mi parla come mi parli tu.

- (Elisa) Carlo. - Sì?

- Mi ha scritto Simone! - Ah! Che dice?

Tesoro, tesoro, vieni. Vieni a vedere, c'è qualcosa che ti piace qua?

Bella, eh?

Questo l'hai visto?

Bastava spostare lo sguardo.

Signor Carlo, signora Elisa, buonasera. Come state? Vi ricordate di me?

- Ciao. - Ciao.

- Ci siamo visti all'Antica Pesa? - Sì!

- Sei la cameriera di Panella! - Sì.

- Ti chiami Blu, giusto? - Giusto, che memoria!

Anche tu in vacanza qui?

Sì, ho sentito parlare così tanto bene di Tangeri

che mi sono detta: "Mi prendo qualche giorno di ferie e vado."

- Voi da quanti giorni siete qua? - Un paio di giorni.

- Sì? - Sì, sì.

È "Il rosso e il nero", la tua stessa edizione.

- Sì, è vero. - L'ho trovato in una bancarella qui.

Un turista italiano l'avrà dimenticato da qualche parte.

- Sì, è quello che ho pensato anch'io. - Infatti Tangeri è bella per questo!

I E vero. Posso dirle una cosa, già che ci siamo?

- Sì. - Io ho adorato il suo romanzo.

- Davvero tantissimo! - Grazie, dammi del tu, ti prego!

Volevo dirglielo già dalla prima volta. La sua scrittura è così stratificata!

Volevo dirtelo al ristorante, ma ho pensato fosse inopportuno.

- Invece l'avresti fatto felice. - Sì?

Va bene, allora io vi auguro una buona vacanza.

Magari ci vediamo in giro in questo labirinto.

Non voglio disturbarvi ancora.

- Se no, ci vediamo da Panella. - Esatto!

Io ancora non ho capito come tornare dove sto.

Va bene, buona serata.

- Ciao. - Arrivederci.

Ciao.

Vieni, amore.

Com'è bella questa ragazza!

Mica mi ero accorto che era così vestita da cameriera.

- A quell'età sono tutte belle, dai. - Chi dici?

La prossima volta che la incontro, la invito a cena,

magari le piace l'uomo maturo.

Se devo lasciare mia moglie almeno lo faccio fino in fondo, no?

Potrebbe essere un'idea.

Che vi state dicendo?

- Niente, cincischiamo! - Cincischiate, eh...

Paolo!

Che c'è?

Ma non ti sembra una coincidenza un po' strana?

Che cosa?

Abbiamo incontrato qui a Tangeri la cameriera di Panella.

Non l'abbiamo incontrata su Marte.

Aveva appena comprato il libro a cui Carlo si sta ispirando per il suo romanzo.

Chi te l'ha detto?

Elisa, mentre tornavamo in camera. E strano.

Che ti devo dire? Buon per lei.

Certo, che importa a te?

A te basta che vedi una bella ragazza e non capisci più nulla.

Buonanotte, amore mio. Dai la buonanotte a papà.

- Buonanotte, papà. - Buonanotte, amore mio.

Quante erano le probabilità di incontrarla a Tangeri?

E che avesse la tua stessa edizione de "Il rosso e il nero"?

- Una su milioni, no? - Mmh.

Questo è un segno.

- Che segno? - Come "che segno"?

Noi come scrittori ci chiediamo di continuo cosa sia credibile e cosa no

e oggi è successo l'incredibile.

Ah, sì.

Cioè, usala! La realtà ha superato la fantasia!

Mi prometti che a casa ritorni a scrivere con la stessa voracità di prima?

- E se ho perso quella voracità? - Non dire cazzate!

La fantasia è un posto dove piove dentro.

Ma se tu chiudi il tetto per paura di sbagliare,

dentro non ci può piovere più nulla.

Lo dice Calvino.

Sei la donna più speciale che io abbia mai conosciuto, lo sai?

Ho avuto paura di perderti ultimamente.

(Blu) "Hey, stranger"!

No, aspetta, aspetta. Togliamoci da qua.

Te l'avevo detto che sarebbe stato meglio andare nella mia stanza.

Il libro?

Che c'è, Carlo, hai fretta di tornare da lei?

Io mi prendo del tempo per parlarle e tu piombi qua come una kamikaze?

Potevi scegliere di restare con lei se non eri pronto, no?

Dove andiamo?

Là.

Vieni.

(in francese) - Buongiorno. - Buongiorno, signore.

- Buongiorno, signora. - Ci possiamo sedere? - Dove volete.

Da questa parte.

- Grazie. - Grazie.

Signore, desidera?

- Che cosa prendi? - Non lo so.

Che si beve qui oltre il tè alla menta?

(in francese) - Due caffè marocchini, per favore. - Subito.

- Che c'è? - Eh?

Eviti di guardarmi perché sai che non riesci a resistermi?

Non puoi restare qui, Blu.

Perché?

Hai paura che lei scopra che esisto?

Carlo, io esisto...

- Esisto e anche tanto. - Basta, per favore. Smettila.

Ce l'hai già duro

e se qui dentro non ci fosse nessuno già mi staresti scopando su questo tavolo.

Smettila.

Prova a dirmi che non è così.

Dai, andiamo nel mio hotel e scopiamo fino a non poterne più, ti prego!

(in francese) - Ecco per la signora. - Grazie.

Per lei.

Grazie.

Allora?

Dove eravamo rimasti?

Al libro.

Eccolo.

Come ci sei arrivata qui?

In aereo, Carlo.

E ho messo la pensione sulla tua carta.

Sulla mia carta?

Sì, basta aprire il tuo computer, c'è tutto lì dentro.

Ci hai messo anche le nostre foto!

Anche Elisa vede l'estratto conto di quella carta.

Che cazzo le dico quando vede

che ho pagato un altro hotel e un altro volo?

Davvero ti stai preoccupando di questo?

Se lei scopre di te, per me diventa tutto molto più complicato, capisci?

Io al posto tuo invece mi chiederei com'è possibile

che lei non ha capito che ci vediamo dopo tutto questo cazzo di tempo!

Forse perché non vuole vedere, non vuole sapere e le va bene così!

Perché è una stupidotta,

per lei basta essere bella e il marito non si guarda intorno.

Non chiamarla così.

Stupidotta? Ti dà fastidio che la chiamo stupidotta, Carlo?

- Stupidotta, stupidotta, stupidotta... - Basta... basta!

Basta, scusa, basta. Basta, per favore.

Dovresti ridere se la chiamo così.

Invece mi rimetti in riga

come se avessi insultato la persona sbagliata!

Sai che c'è, Carlo? Io mi sono rotta il cazzo!

- Ci penso io, ti faccio vedere io. - Blu! - Ci parlo io!

Blu! Aspetta. Cazzo! Cazzo! Cazzo! Cazzo. Blu!

Blu, dove stai andando? Ehi. Ehi! Dove stai andando?

Vado a parlarle io.

Mi avevi chiesto del tempo e io te l'ho dato,

ma il tempo è scaduto, hai capito?

Vieni qua.

(Carlo) E fu così, in quel preciso momento...

che andò tutto a puttane.

Cazzo.

Vieni.

Io ti ammazzo! Ti ammazzo.

(CLACSON)

Ma tu che vuoi da me? Eh?

(OPERA: "UN DÌ FELICE, ETEREA, LA TRAVIATA - ATTO I")

(Paolo) Quella mattina sono uscito presto per vedermi Tangeri per conto mio

e invece sono finito nell'unico posto in cui non mi sarei mai voluto trovare.

(VOCI NON UDIBILI)

mi è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico

per quello che è successo in quella vacanza.

(Carlo) Ero con lei da pochi minuti

e già sentivo di poter ricominciare tutto e rivoluzionare la mia vita.

Aspetta, guarda che belli!

- Dai, entriamo, vieni. - Sì.

- "Bonjour". - "Hello".

- "English"? - No.

- "Americane". - "No, Italiane".

Italiani? Io ho vissuto in Italia tanti anni!

- Ah! - Mi chiamo Hassan.

- Piacere. - Ciao, Hassan.

Allora, cercate qualcosa di speciale?

(PM) Cos'altro è successo quella mattina tra lei e la signorina Ferrero?

Ho cercato di limitare i danni che avrebbe potuto fare.

- Ti piace questo? - Wow, è gigantesco!

- Sì. - Con un pugno ti potrei cavare un occhio!

Fammi provare qualcos'altro, Hassan, dai.

Questo! Posso provarlo, questo? Ti prego, è stupendo!

- Certo. - Che pietra è?

Questo lo chiamate in Italia "corallo sangue di bue".

- È bellissimo, anche il nome è molto bello! - Sì!

È stupendo. Hassan, a quanto ce lo metti, questo anello?

Per voi lo faccio a un prezzo molto speciale.

- Ho solo detto che è bello, non voglio che me lo compri. - No, no, ok.

"Hassan, tu peux f aire beaucoup plus, je le sais"!

Aspetta, amico.

- Stai contrattando? Sei serio? - Serissimo.

- No, ma sei matto? - Mattissimo.

Allora, per voi faccio un prezzo speciale.

Questo è il migliore prezzo che posso fare.

Quindi tu lo vuoi, un futuro con me?

Aspetta, aspetta... aspetta.

(MUSICA)

Io ti aspetto, tu pensa solo a lasciarla.

(PM) Perché ci è cascato di nuovo?

Aveva la forza di un fiume in piena che travolge tutto quello che incontra.

(PM) Che opinione ha di Carlo ed Elisa?

(Anna) Che opinione ho di loro?

Ho sempre pensato che gli mancasse un pezzo

e che prima o poi sarebbero scoppiati.

Una coppia senza figli sarebbe sempre stata incompleta.

(Anna) La mia vita girava solo intorno a quella di mia figlia, Vittoria.

dal suo ristorante.

perché lei meritava un padre che fosse un punto di riferimento.

(Amina) Questo edificio, con questa grande corte e i suoi saloni,

fu costruito dal sultano Moulay Hafid.

Wow.

E il palazzo fu comprato prima da una compagnia di navigazione francese

e nel 1922 dal governo italiano, a cui appartiene ancora oggi.

- Che vuol dire, è italiano? - Sì, sì, è italiano.

(Anna) Ammazza!

(Amina) Questa era la scuola elementare,

ma siccome Tangeri è sempre stata una città

che ha attirato espatriati, scrittori, intellettuali, bohémien da tutto il mondo,

era un po' una terra di nessuno.

E prima che venisse comprato dal governo italiano

qui c'erano fumerie, sale da gioco...

E tutte quelle finestre... lo vedete?

Quelle erano le stanze di una casa di appuntamenti.

Ah...

Davvero? C'erano le prostitute lì dentro?

Tu come conosci questa parola?

Pensi che non sappia cosa siano delle prostitute?

Mi scusi, Amina, in quelle camere c'erano delle puttane?

- Oh, la smetti? - Smettila tu di trattarmi da idiota!

Mi scusi, Amina, ma mia madre pensa che non sappia cosa siano delle puttane!

- Amina, mi scusi. - Non si preoccupi.

Vittoria.

Vittoria? Dove pensi di andare da sola? Ehi. Ehi!

In classe mia due ragazze hanno già fatto sesso

e secondo te io non so cosa sia una puttana?

In classe tua ci sono due bambine che hanno avuto dei rapporti completi?

- Ma che stai dicendo? - Ti faccio un disegno?

Chi sono queste bambine? Le conosco?

- Linda e Francesca, le conosci bene. - Linda e Francesca? Con chi?

Vuoi chiamare i genitori e dirglielo? Fallo!

- Tutto bene signora? - Sì, tutto bene, Amina, arriviamo.

Loro sono le tue migliori amiche,

perché non mi hai detto dei loro fidanzatini?

Ma come parli? "Fidanzatini"?

Sei tu la disadattata, non vedo l'ora di andarmene di casa!

Tu a 13 anni pensi di andartene via di casa?

Tu sei completamente impazzita! Oh Dio santissimo.

Che vuoi fare?

Guarda che ti rapiscono!

Ti danno in moglie ai berberi! Fanno così qua! Vittoria!

- Oh, Paolo! - Ehi.

- Oh! Che fai? - Che faccio?

- Anna e Vittoria? - Carlo?

- Non lo so. - E non ti ha detto dove andava?

No, non lo so, penso a correre. Tu che hai?

(Paolo) Avrei dovuto interferire con il loro destino?

Paolo! Aiutami, ti prego!

C'è qualcosa che non va con nostra figlia!

Mi ha detto delle cose gravi che non ti posso ripetere.

Tu se il padre, fai qualcosa tu, per favore.

- Ok, calmati o ti senti male. - Mi ha detto delle cose gravi!

- Hai detto delle cose gravi a tua madre? - Tu ricordi Linda e Francesca?

- Chi sono? - Basta, basta!

Ecco, esattamente, fai qualcosa tu. Vittoria!

Vai.

Vittoria...

Vittoria! Oh, Vittoria! Fermati! Fermati, Vittoria!

Puoi parlare con tuo padre, per favore?

Che succede? Posso sapere che succede?

Pensava che non sapessi chi fossero le puttane!

Sai che c'è? Io ti capisco, se non sopporti più tua madre!

- Che cazzo stai dicendo? - Voi siete matti!

Questa è la tua idea di maturità? Tu sei un idiota, sei un irresponsabile!

Linda e Francesca, le sue migliori amiche, hanno già avuto dei rapporti completi!

- Hanno scopato? - Cristo, sei un coglione!

Tu vuoi aspettare che tua figlia faccia lo stesso? Vittoria!

- Ciao. Come va? - Sono matti!

- Che è successo? - Niente.

Tu da dove arrivi messo così?

Mi sono perso. È un labirinto. Vado a fare una doccia.

Elisa?

- Ehi! - Oh!

- Amore, sei tornato. - Eh, sì.

Stai bene?

(Elisa) E in quel momento mi sono sentita di nuovo tirata fuori.

è stata la mia autodifesa.

(Carlo) Kamikaze è colui che agisce

senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni.

che non teme la morte o il fallimento,

perché il suo obbiettivo è più importante della sua stessa vita.

senza neanche un obiettivo finale.

Allora? Si è un po' calmata la situazione?

Insomma... Non ha più aperto bocca.

In più il padre gli ha detto di capirla se non mi sopporta più.

Non ricominciare.

Parla soltanto con il tuo, di marito.

Pensa che i tedeschi dicono "schadenfreude",

che vuol dire "gioire dell'infelicità degli altri".

Saranno pochissime le persone che vogliono davvero la tua felicità.

- Perché? - Perché...

Perché la felicità degli altri dà fastidio a quelli che non ce l'hanno.

Quindi?

Tu devi fare solo ciò che ti va davvero di fare, capito?

Cioè, tu devi seguire il tuo istinto, devi fregartene di tutto il resto, ok?

"Tsk".,

(CANTA: "TOTAL ECLIPSE OF THE HEART" DI BONNIE TYLER)

- È brava! - Un po' troppe pose, no?

Ci crede molto.

Se sapessi cantare così...

- Chi ha avuto l'idea del karaoke? - Ovviamente!

# Total eclipse of the heart #

- Andiamo a cantare? - A cantare?

- Andiamo. - No, no.

- Vieni a cantare. - Addio.

(Anna) Vai, Vittoria!

- "Do you know 'Something Stupid'"? - "Of course! Look at your screen".

- (Carlo) Conosci questa canzone? - (Vittoria) Sì.

Di qua.

(insieme) # I know, I stand in line

# Until you think you have the time to spend an evening with me

# And if we go someplace to dance, I know that there's a chance

# You won't be leaving with me

# Then afterwards we drop into a quiet little piace

# And have a drink or two

# And then I go and spoil it all

# By saying something stupid like, "I love you" #

Blu.

Blu!

- Scusa. - Ciao.

- Come stai? - Bene, tu?

Senti, non ci voglio girare intorno...

Vi ho visti stamattina in piazza.

Io non so cosa c'è tra voi, ma Carlo è come un fratello,

se non me l'ha detto, avrà i suoi motivi.

- Cioè, tu non sai niente? - No.

Qualsiasi cosa tu pensi di fare, ti chiedo solo di farci andare a casa

senza che sua moglie vi scopra come me.

Tu non eri il suo migliore amico?

Sì, lo sono anche di Elisa e la vorrei proteggere.

Allora vallo a dire a lui, che mi ha promesso che la lascerà.

- Ti ha promesso che la lascerà? - Sì!

- Elisa? - Sì.

- Non l'ha ancora fatto. - Eh, ma lo farà.

Va bene, io non ci sto capendo un cazzo, scusami.

Allora, facciamo così: dammi il tempo di parlarci.

Che cazzo vuol dire?

Fammi capire che intende fare e poi te lo dico!

Me lo vieni a dire tu?

Io non so cosa sta succedendo in quella sua testa di cazzo, va bene?

Ti chiedo solo di non forzare la mano,

magari le cose non stanno come te le ha raccontate lui.

- O magari sì, io questo non lo so. - Ci sono tante cose che tu non sai.

Io e Carlo stiamo insieme da tanto tempo e io non sono una di passaggio!

Va bene, allora fai così: aspetta che sia lui a lasciarla.

- Ti ha promesso questo, giusto? - Sì.

Allora facciamo così? Aspetti che ti dica lui o io qualcosa, ok?

Basta che tu non fai scoppiare una bomba.

- Almeno finché siamo qui, per favore! - Ok.

- Siamo d'accordo? - Va bene.

Va bene, grazie. Ciao.

(APPLAUSI)

Tesoro, che bello!

(insieme) # The time is right, your perfume fills my head

# The stars get red and, oh, the night's so blue

# And then I go and spoil it all

# By saying something stupid like, "I love you" #

Bravi! Amore mio! Ma quanto sei stata brava?

Amore, bravissima!

- Ho cantato. - Hai pure ballato.

- Brava, bravissima! - Amore, brava!

- Papà, ci hai visto? - Sì!

- Dov'eri finito? - Stavo qua, non me vedi?

No, bravissimi, siete stati strepitosi!

- Dove hai imparato a cantare? - A casa. - Brava!

Autodidatta! Però possiamo studiare, se vuoi.

(CANZONE: "AVEC LE TEMPS" DI LÉO FERRÉ)

(ACQUA CHE SCORRE)

Vittoria!

Hai fatto?

È mezz'ora che stai lì sotto!

Comunque, amore, anche papà ha detto che sei stata eccezionale stasera.

Capito?

Amore, falle sentire "A modo tuo".

- No, mamma. - Dai!

- Quella di Elisa? Sì, ti prego, dai! - Fallo per lei! - Dai!

No.

- (Anna) Dai. - (Elisa) E dai!

# Sarà difficile chiederti scusa

# Per un mondo che è quel che è

# Tu che farai... #

Buongiorno!

- Ciao! - Ciao!

Ciao, piccolina, ti ho sentita ieri sera. Sei stata molto brava.

- C'eri anche tu ieri sera? - Sì.

Come sta andando la vostra vacanza?

- Direi bene. - Sì.

- La tua? - Molto bene.

Anzi, vi piace? Me l'ha regalato il mio fidanzato.

Ah, e... dov'è il tuo fidanzato?

Adesso credo che sia andato a correre da qualche parte.

- State insieme da molto? - Da otto mesi.

- Ah! - Otto mesi!

- Sì. - Ti posso chiedere una cosa?

Sei così bella, perché fai la cameriera all'Antica Pesa?

- Io sto lavorando per pagarmi gli studi. - Bello, studi, e che studi?

- Filosofia. - Filosofia?

- Suo marito insegna filosofia. - Sì, lo so.

Seguo anche il suo corso di filosofia morale.

Ah, sei una sua allieva?

Certo, le sue lezioni sono le più belle!

Vabbè, io vi auguro una buona vacanza, magari ci vediamo in giro, no?

- Ciao. - Ciao, Anna! - Ciao.

A presto, Elisa.

Scusa, ma non ti ha detto che la conosceva?

- Che era anche una sua studentessa? - No.

Però le sue lezioni sono sempre piene, ci saranno almeno 500 allievi.

Sì, però tutte le volte che siamo stati al ristorante di Panella

hanno sempre fatto finta di non conoscersi.

Anche l'altra sera, quando aveva quel libro in mano...

È il libro preferito di Carlo,

ci sta che ne abbia parlato durante I suoi corsi.

E lei l'ha trovato qui, a Tangeri, nella stessa edizione italiana?

Dove vuoi arrivare?

Perché lei non ha detto che frequentava il suo corso?

Tanti complimenti e neanche una parola

sul fatto che lei fosse una sua studentessa.

È strano, Elisa, è molto strano!

- Se vogliamo negare l'evidenza... - Che evidenza? Di che stai parlando?

Ragazze! Ciao. Ho trovato una cosa bellissima.

Fra 10 minuti parte una barca per andare a vedere i delfini, andiamo?

Amore, vai tu con papà, che ti fa bene stare un po' con lui.

Oh, non me la fare cadere in mare!

Tutto bene?

- Amore, fai come ti dico. - Che dici, ti va se andiamo? Carlo?

È andato a cercare una palestra.

Mi fai parlare un attimo con Elisa?

Dai, andiamo ilo e te. Guarda che è bello! Dai.

— Ciao, Elisa. — Ciao.

- Divertitevi! - Grazie. Ciao.

Che cosa dovrei pensare, che ha una storia con quella ragazzina?

Senti, Elisa, io te lo devo dire.

L'altro giorno siamo rientrati in hotel, abbiamo incontrato Carlo.

Era andato a correre, era a torso nudo.

Aveva la maglietta in mano e sai cosa c'era arrotolato dentro?

Quel cazzo de "Il rosso e il nero"!

Quello è il libro di Carlo, lei non l'ha trovato qua!

Come fai a esserne così sicura?

Se non ne fossi sicura, non te lo direi, no?

Oh, tutto bene?

Vado... vado in hotel.

(in francese) - Questa è la barca per vedere i delfini? - Sì, siete i benvenuti.

- Grazie. - Prego.

"Shukran"!

- Che bella la barca! - Sì.

- Dopo ci mettiamo sopra? - Sì, quando parte andiamo su.

Ok.

- Dove ci sediamo? - Qui?

Papà, c'è Carlo.

Aspettami qua.

- Oh! - Oh...

Elisa mi ha appena detto che stavi in palestra!

- Dov'è? È qui? - No, è con Anna, ma tu che cazzo stai combinando?

Ehi, ciao!

Ehm... sono qua con Paolo in barca. Portiamo Vittoria a vedere I delfini.

Tu come va, tutto ok?

Carlo, ti stai a ficcando in un casino, ma che cazzo stai facendo?

Ehi.

- Anche voi qui? - (Paolo) Eh già...

- Ciao, Vittoria! - (Vittoria) Ciao.

- Quindi anche voi a vedere i delfini? - Eh sì, che casualità.

- Vabbè, Tangeri è piccola. - Come no... piccolissima.

- Ciao, Carlo. - Ciao.

Non ti siedi?

- Ti dispiace, Vittoria? - Sì, sì.

No... no...

No...

Perché...

Perché? Perché? Perché?

Perché? Perché? Perché?

Perché?

Perché?

No, no!

No, no!

No...

No...

(Carlo) Ehi, ciao!

Portiamo Vittoria a vedere i delfini.

Bastardo!

(OPERA: "EBBEN? NE ANDRÒ LONTANA, LA WALLY - ATTO Il")

No!

No.

- Tu hai mai visto i delfini? - "Tsk".

Quando fai "tsk" vuol dire sì?

E tu hai mai visto i delfini?

- Eh? - Hai mai visto i delfini?

Sì, sì, li ho visti un paio di volte.

Vado un attimo da tuo papà. Stai tu con lei?

State insieme?

- Chi? - Tu e lui.

Quanto ancora VUOI portare avanti questa farsa?”?

Vi ho visto ieri, la baciavi nella piazza più grande di Tangeri.

Ci poteva stare Elisa.

Come ti è venuto di farla venire? Che cazzo hai in testa?

- Non le ho detto io di venire. - Da quanto va avanti?

- Tanto. - Quanto? - Otto mesi.

- Otto? - Shh! Io non ti volevo tirare in mezzo.

- Elisa non ha mai sospettato niente? — No! Non lo so, cazzo, non credo!

Che cazzo pensi di fare adesso?

Ti rendi conto in che situazione ti sei messo?

- Sto cercando di tamponare. - Che cazzo vuoi tamponare?

Lei si aspetta che lasci Elisa, Ci ho parlato ieri sera al karaoke!

Se vuoi rifarti la vita con una "pischella"

pensando che hai ancora 20 anni, va bene,

ma almeno lascia Elisa con un po' di rispetto, Cristo santo!

Te l'ha regalato lui?

Anche io un giorno ne vorrei avere uno così.

Lo ami tanto?

Perché sei triste?

Vuoi provarlo?

Vuoi sapere un segreto?

Adesso le dici che per il momento non puoi prendere

una decisione così importante.

La convinci a tornare a casa domani e per adesso la chiudi così!

No! No!

Blu!

No, dov'è? No! No! No!

Che è successo? Che è successo!

Cosa è successo?

L'anello! Mi è scivolato l'anello. Carlo, l'anello!

In pratica Blu ha fatto provare l'anello a mia figlia.

(Paolo) Cercava solo di essere carina con lei.

Era semplicemente troppo largo.

Non doveva andare così.

"Merci beaucoup"!

"Shukran"”.

Scusa.

Papà, posso rimanere con Blu?

Sì, magari ci facciamo una passeggiata, ci riprendiamo un attimo, eh?

E tra un'ora siamo al riad.

Ti prego.

Vuoi andarti a fare un giro con lei?

È stata tutta colpa mia, per favore.

È molto dispiaciuta per quello che è successo.

- Mi fido di te, va bene? - Sì, sì, certo.

- Va bene, amore, vai. - Grazie, papà.

Mi raccomando.

- Ciao! - Ciao.

- Ciao, Carlo. - Ciao.

- Parlaci e chiudi questa pratica. - Paolo. Paolo.

Io le amo tutte e due.

Ma vattene a fanculo. Ma vattene a fanculo, Carlo!

(Elisa) La vita è una frode,

dove non facciamo altro che ingannare noi stessi.

Vediamo nelle persone che amiamo quello che abbiamo bisogno di trovarci.

Chi sono davvero le persone che noi abbiamo vicino?

Chi sono i nostri genitori?

Chi sono i nostri figli?

La verità è che non lo sapremo mai...

Perché siamo tutti molto soli.

Soli e basta.

(CANZONE: "LE COSE NON DETTE" DI MAHMOOD)

(in francese) - Ha visto mia moglie? - Sì, l'ho vista uscire.

- Quando? - Circa le 3 o le 4, più o meno.

- Ha detto dove andava? - No, non mi ha detto nulla.

Va tutto bene?

Poi ci spieghi perché ci porti a cena qua e non al tuo ristorante!

Te lo devo spiegare? Voglio cambiare, non può essere una prigione!

Già lo è, fidatevi!

(Blu) Buonasera e bentornati.

- Grazie. - Grazie.

(Anna) Prendiamo una carbonara da dividere?

(Paolo) Anche due, direi.

(Carlo) Avrei potuto fermare tutto in quel momento.

tra un docente e una sua studentessa.

- Blu. - Blu.

(Carlo) Se mi fossi fermato, avrei salvato tutti.

- Bentornati. - Grazie.

Lei è una mia allieva, sapete?

- (Paolo) Dai! - Si chiama Blu.

- Ciao, piacere. - Piacere mio.

- Elisa, mia moglie. Anna e Paolo. - Ciao.

Allora buona continuazione. Vi porto subito l'acqua.

- Hai visto che brava lei che studia e lavora? - Sì.

(Carlo) Cazzo, sarebbe bastato parlare.

- Paolo! - Ehi.

Ho trovato tabacco e cartine, nella tua valigia, tu non hai smesso!

- Oh, che cazzo fai! - Dove sta Vittoria?

- Perché, non è ancora tornata? - Da dove?

Oh, io l'ho lasciata con te!

Ti ho chiamato, ma tu non hai preso il telefono!

Dove sta?

Quando stavamo salendo sulla barca, è arrivata Blu e...

Ma che cazzo me ne frega di quella zoccola!

- Aspetta. - Dove sta mia figlia?

- L'ho lasciata con Blu... - Cosa?

Mi ha implorato di lasciarle passeggiare, non ho potuto dire di no.

Tu hai lasciato nostra figlia con una zoccola che non conosci.

Sì, ma tornavano dopo un giro.

- Ti ha dato il suo numero di telefono? - Dov'è il mio telefono?

- Sta qua. - Ah, da'...

- Resta qua. - Dove stai andando?

- Stai qua, ci penso io, non preoccuparti. - Chi chiami? - Stai qua, basta!

(SQUILLI DI CELLULARE)

Ehi.

Oh, Vittoria non è ancora tornata, sta con te?

(Carlo) No.

- Blu? - Non lo so.

- Mandami il suo numero. Adesso!

(in francese) Siamo molto preoccupati, mi capisce? Mi capisce?

Sì, la capisco, ma non si preoccupi.

Questa è una città sicura, la gente fa tardi la sera.

Ma perché non vuole chiamare la polizia?

Abbiamo bisogno che chiami la polizia!

Nostra figlia è scomparsa, capisce?

Signora, capisce la gravità della situazione?

Ci può aiutare, per favore?

Sì, certo, ecco le indicazioni. Ecco:

Questo il riad, questa la kasbah, qui la polizia.

Andate dritto, a 500 metri a destra.

- A destra? - Sì.

Grazie.

No, no, tu resta qua che magari torna!

Richiama Blu!

(VOCE AUTOMATICA)

Non risponde.

Dove cazzo siamo?

- Aspetta. - Dove cazzo dobbiamo andare?

Perché cazzo me l'hai fatta lasciare con lei?

Perché cazzo non mi hai fermato? Perché cazzo non mi hai fermato?

Coglione!

Dove cazzo andiamo?

Vittoria!

Vittoria! Oh, Vittoria, stai bene?

Oh, mio Dio. Andiamo a casa.

Vittoria! Amore mio. Che è successo?

Che ti hanno fatto ai capelli? Che fine hanno fatto I tuoi vestiti?

Parlami...

Vittoria?

Andiamo, amore. Andiamo. Vieni.

Amore, facciamo la doccia.

Come ti hanno vestito...

Come cazzo si tolgono queste treccine?

(NOTIFICA DI CELLULARE)

(PM) Perché gli ha chiesto di vedersi?

(Elisa) Era l'unica persona che avrei voluto vedere.

(Anna) Amore, parlami. Amore.

Amore, mi parli? Ehi?

Ehi.

Come stai?

Mi stava tradendo...

sotto i miei occhi.

Lo so.

Non l'avrebbe portata qui se non fosse una cosa seria.

(in francese) - Buonasera, siete due? - Sì, due.

Grazie.

Come ho fatto a non accorgermi di niente?

Che c'entri tu?

Non lo voglio vedere mai più.

Grazie.

Di cosa?

Sei sempre stata speciale per me.

Dormi bene.

Ti voglio bene.

Anch'io ti voglio bene.

Mi raccomando, chiuditi a chiave, che non si sa mai.

- Buonanotte. - 'Notte.

(CANZONE: "PRETTY UGLY" DI MARTHA DA'RO)

Cazzo...

(PIANGE)

(RICHIAMO MUEZZIN)

(VOCI INDISTINTE)

(PARLANO IN LINGUA STRANIERA)

"Bonjour, madame”.

Elisa...

Poesia... Possiamo parlare?

Ehi...

Ehi...

Oh!

Hanno trovato la tua ragazza morta, dove l'ho vista ieri con Vittoria.

"To the airport". "À l'aéroport, merci".

Non dovrai più preoccuparti di lei.

(in inglese) È vero che è stata trovata una ragazza affogata?

Sì, è vero, purtroppo.

È di qui?

Come è annegata?

- Dove? - Non lo sappiamo.

I E sicuro stare qui?

Oh, Ca'. Che è successo?

Hanno trovato una ragazza. "Elle s'est noyée".

Come si dice, annegata?

Ehi, ehi.

Non riesco a togliermi dalla testa

l'immagine di quel corpo che veniva ripescato.

Sembrava così piccola...

L'abbiamo lasciata lì, come una sconosciuta...

Senza nome.

Mi pentirò per sempre di come ci siamo comportati.

Come mai tutta questa fretta di ripartire?

Noi non volevamo avere a che fare con la giustizia marocchina.

(PM) Perché avevate questa paura?

(Elisa) Perché era l'amante di mio marito a essere stata trovata morta.

I primi sospettati saremmo stati io e lui.

Quella ragazza, poverina, non stava bene.

Si vedeva lontano un miglio che era molto instabile.

Instabile e anche bugiarda.

Carlo le ha detto che non avrebbe mai lasciato sua moglie

e, secondo me, lei non ha retto il colpo.

L'ultima volta che l'ho vista è stato in barca.

È lì che le ho detto che non avrei mai lasciato mia moglie.

(PM) Era al corrente

che la signorina Blu Ferrero fosse incinta di tre mesi?

Era incinta?

(PM) Dove ha incontrato Vittoria, la figlia dei suoi amici?

Dopo aver visto l'amante di mio marito sulla scogliera,

tornando verso il riad, ho incontrato Vittoria.

Blu mi ha comprato dei vestiti che per lei erano più adatti alla mia età.

Poi voleva andare al mare,

ma le ho detto che dovevo tornare dai miei.

- E la signorina Blu che cosa ha fatto? - Mi ha chiesto se potevo tornare da sola.

Voleva stare un po' per conto suo. Così mi ha detto.

- Ti ha detto così? - "Tsk".

Mi ha detto così.

Cos'altro ti ha detto?

In barca mi ha detto che aspettava un bambino.

Eh?

E che nessuno lo sapeva... neanche Carlo.

Era un segreto tra me e lei.

(VOCE NON UDIBILE)

Non so perché abbia deciso di dirlo proprio a me.

E dopo? Che cosa è successo dopo?

Sono tornata per conto mio e tornando a casa ho incontrato Elisa.

(PM) Quando ha ricevuto il messaggio da Elisa per incontrarsi?

(Paolo) Appena rientrato in camera con mia moglie e mia figlia.

(PM) In che stato era quando l'ha incontrata?

(Paolo) Aveva appena scoperto che suo marito la tradiva da mesi...

(PM) Me lo dica lei.

(Paolo) Era sconvolta.

(PM) Quando ha visto recuperare il corpo dell'amante di suo marito,

ha pensato che qualcuno l'avesse potuta spingere in acqua?

Quando l'ho vista, era sola.

(Elisa) Io l'ho lasciata lì.

e insieme siamo tornate al riad.

(Poliziotto) Ma non ha dormito lì.

No, non volevo assolutamente rivedere mio marito.

Paolo mi ha accompagnato in un hotel lì vicino

dove ho trascorso quell'ultima notte.

- (PM) Che sarebbe l'Hotel Charf. - Sì, esatto.

È verde. Puoi andare, è verde.

(CLACSON)

Oh, devi andare, è verde!

Ti sei rincoglionito? Devi andare! Cazzo, Paolo, è verde!

Ci suonano tutti! Devo guidare io, porca troia?

Dai, Paolo!

Vai, cazzo!

- Oh, dove vai! - Paolo! Paolo! Paolo!

Paolo!

(CLACSON)

(TUONI)

Andiamo?

(Elisa) Ci sarà per sempre un prima e un dopo Tangeri.

Heidegger diceva che passiamo la vita a cercare altrove,

tralasciando ciò di cui abbiamo davvero bisogno,

perché è troppo a portata di mano.

Troppo accessibile, troppo scontato.

E capita.

Capita, sì.

Ma...

Ma tanto voi siete giovani

e pensate che il tempo stia lì ad aspettarvi

ed è giusto che sia così...

Ma torniamo ai vostri saggi su Kant, perché anche questi sembrano scritti

da chi ha ignorato del tutto ciò che aveva davanti agli occhi, ragazzi.

(Elisa) Penso spesso “ a quello che è successo in quei giorni.

un brutto sogno senza contorni,

ma è successo veramente,

e io ho dovuto fare tanti conti con me stessa e andare avanti.

ho spostato ancora lo sguardo e mi sono ripresa la mia vita.

è quella che abbiamo davanti.

(CANZONE: "TUTA GOLD" DI MAHMOOD)

# Ballavamo nella zona nord quando mi chiamavi fra'

# Con i fiori, fiori nella tuta gold tu ne fumavi la metà

# Mi passerà, ricorderò i gilet neri pieni di zucchero

# Cambio il numero

# Cinque cellulari nella tuta gold Baby, non richiamerò #

(CANZONE: "LE COSE NON DETTE" DI MAHMOOD)

Sottotitoli a cura di Artie-Project

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