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OS FILMES DA MINHA VIDA
VILLA BORGHESE (1953)
Dai, tiramela!
Legendas sincronizadas por Artur Santos
La mia padrona si sta facendo un vestito di shantung
di seta pura fantasia, semplice e moderno, color verde penicillina,
con dei pois piccoli e grandi colore marrone bruciato.
- Color canasta? - Color canasta.
Un vestito per ogni occasione.
La sottana color crema, che richiama il colore dei pois,
con due pezzi di stoffa applicati qua cos�,
la fa stretta di vita e larga di fianchi.
Non mi pare abbia bisogno di allargarsi i fianchi.
- Ma la mia padrona � snella, mica come la tua! - Piero!
- Si mette gonna e giubbetto e va bene per il pomeriggio. Fermo!
O si leva il giubbetto, si mette una camicetta e va bene per la mattina.
Quando non si mette n� giubbetto n� camicetta,
resta a spalle nude e va bene per la sera.
Oh, i morti che risuscitano! Lidia!
- Beata chi si vede! - Dove sei stata tutto questo tempo?
Sono stata un mese con la gamba ingessata.
Cosa ti � successo?
Claudio, vai a giocare.
Sono cascata dalla finestra, dal quinto piano.
Com'� successo, mentre stendevi la biancheria?
No, mi sono buttata!
Ti sei suicidata? Com'� che non abbiamo saputo niente?
Mi hanno messa anche sul giornale:
Si � spenta la luce in tutto il quartiere.
- In tutto il quartiere? - S�.
- Lascia che parli lei. - Com'� successo?
Mi aveva preso Io scoraggiamento.
Quando ti � venuta l'idea di buttarti dalla finestra?
Due mesi fa, di domenica, era gi� scuro e i miei padroni erano usciti.
< Mi sentivo tanto triste
e mi sono affacciata alla finestra e ho guardato sulla strada.
Ho visto tutta la gente che andava e veniva
e non so cosa mi � preso, forse Io scoraggiamento,
e mi sono detta: "Mi butto", e mi sono buttata.
- Perch� ti sei buttata? - Hai avuto una delusione?
- Vincenzino mi ha lasciata. - Dopo un anno che ti illudeva?
- Che faccia di bronzo! - Che porco!
- Diceva che ero poco istruita. - E ti sei buttata per lui?
Fosse stato un bell'uomo, grande, ma � un cosetto cos� piccolo!
- A me piaceva! - Che vuol dire grande o piccolo?
Mi spiace, ma io per un uomo non mi uccido!
< Vuol dire che non hai mai provato disillusioni.
< Luigina: Io ho avuto disillusioni, ma non mi sono uccisa.
Io avrei ucciso lui, piuttosto!
Vuol dire che non sei mai stata innamorata.
- Tu ti butteresti dal quinto piano per un uomo? Per dispetto, s�!
- Tu sei matta! - Figuriamoci! Guardate quei ragazzi!
Ma lei non vede che sono tutti bagnati?
- Io devo annaffiare e annaffio. - Si vede che non � suo figlio!
- Ti ho detto di venire qua subito! - Lo dico alla mamma!
- Anche questo le dici? - No!
Con le buone ci si intende sempre!
Che antipatico, somigli tutto a tua madre!
Prova un'altra volta ad andare sotto l'acqua!
- No, lasciami! Lasciami! - E la smetti?
E finiscila!
Scusi, signorina, non si � accorta che ha il sederino bagnato?
- Al sederino del bambino penso io, se non le spiace! - Scusi.
Stupido!
- Come sta il cavallo? - Bene, signor colonnello!
- E tu? - Bene, signor colonnello!
- Gli studi? - Bene, signor colonnello!
Colonnello: Il colonnello monta a cavallo.
- Il colonnello monta a cavallo! - No, cretino!
L'analisi logica, su!
- Il colonnello? - Il signor colonnello: Soggetto.
- Monta? - Monta: Predicato.
- A cavallo? - A cavallo: Complemento.
- Passato remoto, verbo essere! - Io fui, tu fosti, egli fu,
noi fossiamo... - Ma che "fossiamo" d'Egitto!
Noi fummo! Noi fummo! Noi fummo, testone!
- Vai a giocare con l'acqua! - Sono fradicio...
Vai a giocare con l'acqua, ho detto!
- Possiamo salutare la signorina Marietta? - Ah, � lei!
Perch� non sei venuta all'appuntamento ieri?
La padrona non vuole che esca di notte.
La padrona? E io chi sono?! Ti ho aspettato due ore.
Aspetta, aspetta, e non sei venuta!
Mi sono addormentato e mi sono svegliato a mezzanotte!
Era tutto pieno di formiche, formiche dappertutto!
� inutile che lei mi aspetti, io di notte non esco.
Sai cosa? Domani sera ti aspetto di nuovo!
Se ha voglia di farsi mangiare dalle formiche, aspetti,
tanto di notte non esco.
Allora mi devi dire che non ti sono simpatico.
Lei mi � simpatico, ma di giorno.
Eh, no! Sarebbe troppo comodo.
Mi devi dichiarare che non ti sono simpatico!
Direi una bugia!
< Se ti fossi simpatico, usciresti anche di notte.
Se parla cos�, vuol dire che non mi conosce.
- Ah, non ti conosco? - No, non mi conosce.
Ah, non ti conosco? Invece tu mi conosci?
Se mi conoscesse, non mi farebbe certe proposte.
Se sapessi come ti conosco!
Non immagini nemmeno come ti conosco!
- A che ora vorrebbe uscire? - Alle 21:00, stasera.
Quando due si comprendono, dovrebbero comprendersi anche di giorno.
No! A me il giorno fa schifo!
Tutto questo vento, i bambini, il sole, il colonnello, la grammatica!
La notte � bella. Qui � tutto buio, solo noi due,
ci sediamo sull'erba, guarda com'� bella!
- Perch� proprio sull'erba? - � bella! Mi sembra un letto.
No!
- Perch� no? - Perch� di notte l'erba � bagnata.
Allora non ci vediamo pi�!
Perch� mi dice cos�, tutto d'un colpo?
Perch� sei frigida!
Venite, ragazzi! Sparate! Svelti!
Bang! Bang! Bang!
Giochiamo agli indiani!
Non urlate, ragazzi! Ricordate ci� che vi ho detto!
- Andiamo a giocare agli indiani! - Luc, vieni qui!
Stai buono, altrimenti ti porto subito a casa!
- Bonjour. - Bonjour.
- Addio, Turiddu. - Ciao.
Ora ti racconter� la favola di Cappuccetto Rosso. Fai attenzione!
- Americana? - Svedese!
Svedese?!
...la sua nonna.
- Sai come fanno il bagno le svedesi? - Come? - Nude!
- Uomini e donne? - Nudi, tutti insieme!
Siamo militari!
Ho pensato che era meglio che tornassi a Roma.
Non mi piaceva tanto restare l�.
- Cosa vuol dire essere frigida? - Mah!
- A me non l'ha detto mai nessuno. - Frigida?
A me i giornali hanno scritto che sono procace.
Dicevano: " Una diciottenne procace si butta dal quinto piano".
Non so cosa ci trovano di procace!
Forse volevano dire precoce.
- Bang, bang, bang! - Ti ho detto di non dar confidenza agli sconosciuti!
(accento napoletano) Non sono sconosciuto, e non ho niente da fare.
< Lidia: Avevo pensato di buttarmi da un ponte, ma so nuotare,
allora avevo deciso di suicidarmi col gas.
< Adalgisa: Possibile che avevi perso la testa fino a questo punto?
Balilla: Soggetto. Va: Predicato. All'adunata: Complemento.
- Nude? - Nude! Sono donne moderne!
Dove vai cos� presto?
< Colonnello: Trenino!
Trenino!
< Il cavallo deve passeggiare! - Il cavallo: Soggetto.
Ma che soggetto?! Via! Passeggiare! Passeggiare!
Cos'� questa mania della cultura?!
- La Marina non le piace, allora? - Per me tutte le armi sono uguali.
- Come "tutte uguali"? - Perch�?
< Oddio, casca! - E chi � quello?
Nessuno, uno sconosciuto.
Se permette, domattina vengo a trovarla, sempre che sia libera.
S�. Ci sar� qualcuno che soffrir�, ma peggio per lui.
- Molto bene! - Grazie mille. - Biscotto? - S�.
- Grazie! < No, no, al cavallo!
- Al cavallo? < S�.
Io domani mattina stare qui col cavallo e colonnello, se...
- Domani volare. - Volare? Dove?
Aeroplano. Svezia, per sempre.
Mannaggia la morte!
Turi', tutta fatica inutile! Questa domani se ne va.
Se ne va in Svezia!
(SCHIAMAZZI DEl BAMBINl)
(VOCIARE CONCITATO)
Guarda come l'hanno ridotto quei ragazzi!
< Luigina: Roba da matti!
Marietta! Marietta!
- Vieni qua, mascalzone! - Lasciami stare!
- Figlio d'un cane! - Mortacci tuoi!
Cosa crede di fare? Come si permette?
< Adalgisa: Questo brigante! Avr� anche ragione,
ma mi ha detto "Mortacci tuoi"!
Non mi riguarda.
- Parla ostrogoto? - Ha ragione! - Che ragione?!
Bella figura facciamo con gli svedesi!
Che vuole che mi importi degli svedesi?
- Dov'� Marietta? - A me Io domandi? A lui devi domandarlo.
- A me? - Non era con te? - Chi l'ha mai vista e conosciuta?
- Cos'� successo? - Ci siamo lasciati!
Anzi, Io volete sapere? L'ho lasciata!
- Davvero? - S�. Trenino non ha due parole.
Oddio! Marietta!
Marietta! � andata a suicidarsi!
- Assassino! - Che assassino? Turi', vieni!
Andiamo tutti!
Anche lei che la conosce, venga a cercare Marietta!
- Marietta! < Trenino: Non � successo niente!
< Adalgisa: Tutta colpa di questi soldati terroni!
(VOCIARE CONCITATO)
- Carogna! - Ma che carogna?! - Avrai il rimorso per tutta la vita!
- Che � successo? - Hai visto Marietta?
� andata di l�. � passata senza salutarmi.
- Dov'� andata? - Verso il muro torto.
Il muro della morte! � andata a suicidarsi!
Turiddu: Guarda come sono impressionate. Non bisogna esagerare!
< Adalgisa: Non la vedremo pi� per colpa di questo brutto mascalzone!
- L'aiuto? - No, grazie.
Speriamo non sia successa una disgrazia!
- Voi ragazze siete troppo sole, avrete bisogno... - Mi lasci stare!
(MUSICA INCALZANTE IN SOTTOFONDO)
- Niente. Chiss� dove � andata! - Non c'� nessuno!
- Qui non si � buttata. - Luigina: Ci sono i fili della luce.
< Piera: Adalgisa, Lidia!
(MUSICA INCALZANTE IN SOTTOFONDO)
(MARIETTA RIDE)
- Marietta! - Cos'� successo?
� cos� che ti sei buttata dal muraglione della morte?
Scusi, chi � lei?
Andiamocene, Turiddu!
- Queste venete sono tutte frigide! - Mh mh.
(MUSICA LIETA IN SOTTOFONDO)
(ROMBO DI AEREl)
Formidabile! Un aereo a reazione ha volato da Parigi a Londra in 18 minuti.
Non possono portare bombe: Consumano troppa benzina.
Non vanno a benzina, ma a petrolio.
Che sono, motori Diesel? Usano benzina super raffinata!
� Io stesso. Non possono portare bombe grosse.
In Corea hanno usato bombe al Napalm, pi� leggere.
- Prendi il rullino. - Dove l'hai messo?
Vicino all'albero.
Ragazzi, attenti a caricare, senn� sono guai davvero!
Non si salva nessuno nel raggio di 200 metri!
- Sicuro che funzioni? - Che � una carretta, questa?
- E se lui non la bacia? - Lo fa lei e fotografiamo Io stesso.
- Se mi bocciano, mio padre m'ammazza. - A chi Io dici!
- Lo devo proprio baciare? - Naturalmente! - Non mi va.
- Vuoi la promozione in greco? - S�. - Allora non ti smontare.
Non mi smonto, ma non vi posso dire
che prover� un gusto matto a baciarlo.
Non � Gregory Peck! (RISATE)
- Che ore sono? - Le 11:10.
Non viene pi�, Io sapevo.
Hai scritto chiaro: "Alla fontana dei cavalli marini"?
- Saresti pi� contenta che non venisse, eh? - Che scoperta!
- Mi fai male! - Fate attenzione!
- Sono 3.000 lire di multa. - Tu non le paghi mai.
- Quando ne vale la pena s�. - Guardate! - Oh!
- Eccolo! - Meno male. - Finalmente!
- Tutti: Andiamo! < Carletto: Vieni, Annamaria!
Eccolo! Visto che c'� cascato?
Ve Io dicevo io! Chi aveva ragione?
- Non me la sento pi�! - Sei impazzita? - Vai tu, Ornella.
Non sono io la favorita di Pi greco!
(BATTUTE SOVRAPPOSTE)
Vai! Pensa agli esami. Dopo andr� tutto bene.
Coraggio, vai! Se non ci riesce il colpo, siamo rovinati!
- Datti da fare! - Antonella: � andata!
Io sono pronto. Coraggio!
Tutti: Vai! Vai!
Franco: Meno male!
- Oh! Signorina Del Balzo. - Buongiorno, professore.
Ero sicuro che quel biglietto era suo.
Non vuole sedersi?
Mi spieghi perch� l'ha scritto a stampatello. Forse...
temeva che Io mostrassi al coccodrillo, al preside?
Anche noi Io chiamiamo "il coccodrillo".
- Aveva paura che la denunciassi? - No. - E allora?
La prego, non mi faccia domande.
Ma io, invece, ho tante domande da farle.
Da quando ho ricevuto il suo biglietto sono pieno di domande.
Mi sembra di essere un grosso punto interrogativo con gli occhiali.
Ho molto esitato prima di venire qui.
Temevo fosse uno scherzo,
ma poi mi sono detto: "Forse non Io �",
e ho avuto ancora pi� paura.
Dica la verit�, signorina, perch� mi ha fatto venire qui?
C'� qualcosa che non pu� dirmi a scuola?
Non Io so, non Io so pi�.
Mi lasci andar via, la prego, e dimentichi tutto.
No, non vada via!
Non ancora, Annamaria.
- Il colpo � fatto! - Eccoli!
Hai visto com'� stata svelta?
- Ora non Io molla pi�. - � cotto, l'ho sempre detto!
- Dove Io porta? - Forse in un posticino nascosto.
Non pu� farsi baciare in piazza!
- Annamaria sa queste cose. - Che vuoi dire?
- Quello che ho detto! - Smettila! - Ssst!
Andiamo.
Capisco bene che sia preoccupata per gli esami.
Ho parlato anche con gli altri professori,
non ha nessuna probabilit� di riuscire. Lei studia troppo poco!
Certo, a una ragazza come lei non mancano distrazioni di ogni genere.
Non � facile trovare la forza di applicarsi.
A un certo momento avevo pensato di darle delle ripetizioni, gratis,
ma poi ho temuto che interpretasse male la mia proposta.
Come "interpretare male"?
Mah, cos�. Non so nemmeno io perch�.
O forse Io so.
Lo so bene.
E anche lei Io sa, non � vero?
Avrei fatto meglio a non venire.
Le scuole chiudono gioved� e non l'avrei pi� rivista.
- Fino all'anno prossimo. - L'anno prossimo non insegner� pi�.
- E perch�? - I miei occhi: Ci vedo sempre meno.
Fra qualche mese sar� completamente cieco.
Ma che dice, professore? Sta scherzando?
Non ne ho proprio voglia.
- Le va di sedersi un poco qui? - S�.
Mi piace tanto quest'angolo di Villa Borghese, ci vengo spesso.
Mi ricorda i tempi quando non andavo a scuola, come lei.
Guarda quella! Si � messa nel punto pi� in ombra possibile!
Figuriamoci se non riusciva a complicare le cose.
- Tu cosa avresti fatto? - Lo so io! Ehi!
- Ti prendo a schiaffi. - Non fate chiasso.
Le faccio cenno di spostarsi.
Sembra di avere i paraocchi come i cavalli.
Il campo visivo si riduce sempre pi�.
Mi hanno operato l'anno scorso, nelle vacanze,
e l'operazione sembrava riuscita, ma...
era solo un palliativo.
I dolori sono scomparsi, ed � gi� molto.
Ma la vista continua a diminuire.
Anche con questi telescopi, la vedo appena.
Ma ci sar� ancora certamente qualche cosa da fare.
Purtroppo no.
Glaucoma bilaterale.
� complicato da spiegare, le cause non sono chiare.
La retina si comprime e cos�, a poco a poco,
la vista si abbassa sempre pi�.
Ma non?
(BATTUTA MUTA)
Eh, no. Purtroppo non c'� pi� niente da fare.
Mi sono rassegnato.
Probabilmente andr� a vivere con mio fratello a Firenze.
� sposato, ha dei figli, cercher� di rendermi utile
e forse potr� insegnare all'istituto dei ciechi.
Comincio gi� a leggere in Braille.
Non � difficile.
Vediamo a che punto � con l'esame di greco.
(PROFESSORE LEGGE IN GRECO)
Traduca.
- Ecusa tallon. - Mh mh.
Ecusa: Avendo.
Bene.
- Tallon mursines. - Tallon, tallon...
Avendo un ramo di mirto, ella giocava
e una fresca rosa,
e a lei la chioma ombrava lieve gli omeri e le spalle.
(ridendo) Povero greco! Credo che non Io imparer� mai.
� pi� brava a scrivere a stampatello.
Perch� mi ha scritto quel biglietto?
Era...
Era per l'esame di greco.
Gi�.
Per l'esame di greco.
� meglio dire cos�, Annamaria.
Ancora adesso mi ricordo com'era il primo giorno che la vidi a scuola.
A quell'epoca ci vedevo ancora bene.
Aveva un vestitino azzurro e i capelli sciolti sulle spalle.
E a lei la chioma ombrava lieve gli omeri e le spalle.
La ricorder� sempre cos�.
E ora devo andarmene.
Addio, Annamaria.
No!
(piangendo) No...
Su, non pianga.
Non pianga, non ne vale la pena.
- Com'� andata? - Che ne so! Mentre stavo per scattare,
lei s'� messa a urlare e l'ha nascosto.
- Dev'essere diventata matta! - Ma va'!
- Ha rovinato tutto! - E ora che fa?
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA LIETA IN SOTTOFONDO)
(TURISTI PARLANO IN INGLESE)
Certo! Molto interessante!
Gemma? Scusa, sono in ritardo.
- Portali tu a colazione. - Ci mancavano questi due.
Mi scarichi sempre i tuoi clienti! Dove li porto?
Portali in un posto chic, come si deve.
Giulia, scusami. Sono cos� spiacente!
Sono impegnato, ho un appuntamento col Principe Orsini.
Non ti preoccupare.
- Ci accompagnerai almeno in macchina. - Ci vuole un taxi.
Eccolo qua. Taxi, taxi! Vieni, taxi!
Scusa, Giulia. Sono terribilmente spiacente.
Scusa, cara.
- Addio, cara. - Addio. Sai, da noi si dice:
"Tutto lavoro e niente divertimento rende stupidi".
- Non capisco. - S�, capisce.
Sempre lavorare, mai divertire fa bambino stupido.
(CAVAZZUTI RIDE)
Addio, cara. Addio, Hermann.
Addio, cara. Addio, Hermann.
Arrivederci, divertitevi!
Divertitevi, eh?
Arrivederci!
Arrivederci!
Arrivederci!
(DONNE CANTANO)
Qui non posso salire. C'� uno che conosce mia madre.
Fermati nell'altro viale, davanti all'orologio.
- (accento romano) Sa che ora �? - Le 13:20.
- A che ora... - Grazie. - Ma che grazie!
A che ora ha appuntamento con Virginia?
- Cosa? - L'appuntamento con Virginia a che ora ce l'ha?
- Non capisco cosa voglia dire. - Andiamo, ha capito: Virginia!
- Io non conosco questa Virginia. - Poverello, non conosce Virginia!
- E l'altra sera con chi � stata a spasso, con me? - A spasso? Io?
Beh, oggi, invece di Virginia, vengo io con lei in macchina!
Perch� vuole venire a spasso con me?
Perch� lei Virginia oggi se la scorda!
Le garantisco, questa Virginia non la conosco.
E la ragazza con cui stava parlando chi �, sua nonna?
Mia nonna? Ma che? Che c'entra la nonna?
Quella ragazza che parlava con lei al Pincio era sua nonna?
Ah! Ma quella ragazza io non l'ho mai vista.
M'ha chiesto l'ora, come lei.
Gi�, lei � l'orologio pubblico!
L'altro ieri l'ho vista salire su questa macchina!
Questa macchina � sua o no?
� intestata a mia moglie, ma, insomma, � mia. Perch�?
- Ha pure moglie, bene! Il numero � 180957? - Credo.
Cio�, s�, � quello, ma non ho fatto montare nessuna ragazza.
- Giuro! - Ma la macchina � questa!
- Forse ha visto male... - Io ci vedo benissimo!
Capisco, ma non urli.
Forse la guidava un mio amico, l'autista o mio figlio.
Lei, l'amico, l'autista o suo figlio
non me ne frega niente. Se vedo Virginia su questa macchina,
faccio un macello! - Ha fatto bene ad avvertirmi,
far� delle indagini, vedr�.
Uno si pu� trovare nei guai senza sapere niente.
Ha fatto bene a dirmelo. Grazie, mi scusi.
Non ringrazi, ma si ricordi:
Se vedo Virginia qua sopra, sfascio la testa a qualcuno!
- Mi spiego? - Perfettamente.
Tranquillo, non monter� pi�. Secondo me, non � mai montata...
Attento alla cappotta. Eccola, 'sta disgraziata!
- Arturo? < Eccola!
- Scusami, se ho fatto tardi. - Tu non ti muovi!
E tu scendi, disgraziata!
Io vado con chi mi pare, smettila di scocciarmi.
- Andiamo, Arturo. - Qui non parte nessuno!
- � per me? Grazie! - Ma guardatela, questa ridicola.
- Beccamorto! - Svergognata! T'ho acchiappata con l'amico, eh?
Andiamo, non gli dare retta.
Non voglio pi� vedere questo disgraziato.
- Che vuoi? Chi ti conosce? - Non mi conosci, eh?
Prima che andassi coi vecchi mi conoscevi,
ora non pi�? L'ho detto a tua madre, ora arriva.
Chi sei tu che mi devi controllare sempre?
Sei mio fratello? No! Non posso fare un passo e lui dietro.
Voglio andare con chi mi pare! Non � vero?
Lavoro, sono libera. Ho diritto, no?
- Arturo, che aspetti? - Cammina!
Se non scendi, mando all'ospedale te e lui!
E io chiamo una guardia! Arturo, chiamiamo una guardia.
Non facciamo sciocchezze, cerchiamo di calmarci!
- Sciocchezze... - Andiamo!
- Ma io faccio un macello! - Ma che fa?
- Fai la piazzata! Mi fai ridere! - Io ti faccio piangere!
- No, tu mi fai ridere! - Io ti faccio piangere!
- No, mi fai ridere! - Io ti faccio piangere!
- Aspettano il vento, poi partono. - Impicciatevi per le vostre sorelle!
- Smammate! - Metti in moto.
- Devo andare al lavoro. - Lei non si muove!
- Non gli dare retta, Arturo. - Deve andare al lavoro.
Le ho detto di non muoversi! Non ha capito?
- Dammi questa bottiglietta! - Che fai? - Dammi!
- Lascia, � mia! < Ridagliela! E ridagliela!
- Crede che non glielo so comprare io, il profumo? - Gliel'hai buttato addosso!
Scendi subito o gli do un cazzotto, gli spacco la testa!
- Ha ragione, scenda. - Provaci!
- Ha ragione, scenda. - No!
Non scendo! Mi va di stare qui e ci sto!
- Sono libera e maggiorenne. - Non farmi perdere la pazienza
o vi mando all'ospedale tutti e due, vi faccio nuovi!
Chi fai nuovi? Sbruffone! Io voglio stare con Arturo che � un signore,
non con un disgraziato come te! Guarda!
S�, gli voglio bene. Vuoi sapere tutto? Te Io dico.
Siamo andati al caff�, sulla via Appia,
e oggi mi porta a colazione. Lui � un signore, mi tratta da signora,
mi dice cose gentili mi parla di s�.
Non mi ha mai toccata, nemmeno con un dito! Vero, Arturo?
Me ne sarei guardato bene!
Perch� � un signore, � fine d'animo, non come te!
- Che speri? Non vedi che ha moglie? - Non si pu� essere amici?
- Ragioniamo, dopo tutto... - Ma guardalo!
Pu� essere tuo padre, tuo nonno! Guardalo!
Meglio! Giovanotti come te sai quanti ne voglio?
Qui c'� un equivoco, credete!
Lei stia zitto! Partite pure, andatevene! Mi fate schifo tutti e due!
- Se la signorina vuol scendere... - Per niente! Parti!
- Allora io l'accompagno a casa, eh? - Che me ne frega!
Che casa?! Prima andiamo a colazione.
Beh, che c'�? Non parte, Arturo?
La chiave. S'� presa la chiave!
- Non partite? - Ridagli la chiave!
Che se la venga a prendere oppure vieni tu.
- Ne ho due di chiavi, una per uno. - Ora chiamo la guardia!
- Non facciamo sciocchezze. - La guardia?
- La chiamo io. Guardia! - La smetta! - Guardia! < La smetta, prego!
< Virginia: Arturo, chiamiamo noi la guardia!
- Ti ci porto io dalla guardia! - Caccialo via, Arturo!
- Andiamo! - Aiuto!
- Aiuto, m'ammazza! - Ragazzi, un po' di buon senso!
Scendi? No? E allora!
Ragazzi, calma! Calma!
Che succede? Largo! Ma che succede qui?
- Che c'�, il mercato? - Stiamo parlando.
- Voi circolate, andate via! - Ecco tua madre. - Disgraziata!
In macchina ti ritrovo, con un uomo, disgraziata!
E lei, alla sua et�, se la fa con le bambine? Si vergogni!
- Volevo solo accompagnarla a casa. - S�, a casa!
- Sa che potrei denunciarla? - Procediamo con ordine.
- Che � successo? - Solo lei non ha capito che � successo!
- � successo che questo signore � un pappagallo! - Mamma...
Signora, posso garantirle che si tratta di un equivoco.
< L'equivoco ce l'ha lei in testa! - Veniamo al fatto!
Voleva portarsi via mia figlia,
approfittando del fatto che � una ragazzina.
Tre volte le ha dato appuntamento, tanto lei non capisce niente.
Io l'ho fatto per dispetto! Non capisci niente!
- Non m'incanti! < E allora no, stupido!
< Che vuoi che mi importi di quel vecchio?
S�, � cos�. Io l'avevo capito.
M'importa assai di andare a spasso e delle sue storie,
che lui qua, che lui l�... Manco Io sentivo!
< Ragazzo: Che scuse! < Guardia: Favorisca la patente
e il libretto di circolazione!
- Mamma, andiamo, mi vergogno. - Ti dovevi vergognare prima.
< E quando vieni a casa ti do il resto!
Pssst!
- Lei � l'avvocato Cavazzuti? - S�.
Io sono Scardaci, il cognato di Pietro.
- Pietro? - Il suo fattorino.
- Qui si tratta di un equivoco, sa? - Lasci fare a me.
- Di un equivoco, creda! - Ho capito tutto, avvocato.
Circolare! Via! Ho detto via!
Che vendiamo, le noccioline, qua?
E tu che aspetti a filare? Via, smamma! Andiamo! Via!
Si portano via in macchina la mia ragazza minorenne
e devo pure abbozzare? Bella Repubblica!
- Che hai con la Repubblica? - Ho detto che � bella, non si pu�?
< � meglio che te ne vai. < Madre: Ma non finisce cos�!
< Madre: Finisce in questura! - L� vi porto io
per schiamazzo e disturbo alla quiete pubblica! - Ma va'!
- Filate! - Tanto ho il numero della targa. - Minacci?
Non minaccio niente. Il numero Io gioco al lotto!
Mi ridia la chiave, no?
Toh!
< Aveva tentato di derubarvi? - No, voleva solo scherzare.
- Che scherzare! Vieni qua! - Li lasci andare!
� meglio lasciarli andare.
Avrei potuto farli arrestare per furto e minacce,
ma non ne vale la pena.
Che profumo! � lei che ce l'ha?
Gi�. S'� versato, ma va via. Selvaggi!
< Proprio selvaggi!
M'hanno fatto perdere tempo prezioso con le loro storie.
Uno viene a prendere una boccata d'aria
e loro si fanno scene di gelosia.
Tento di mettere pace e se la prendono con me;
ma non finisce cos�! Lei mi � testimone. - Certo!
- Far� andare avanti la cosa. - S�.
- Mi favorisce il suo nome? - Scardaci Attilio.
- Basta chiederlo a mio cognato, Pietro. - Gi�, Pietro. Beh, agiremo!
Forse � meglio non fare niente, meglio non dirlo neanche a Pietro.
Sa, � cos� difficile dimostrare la propria innocenza.
- Io sono avvocato e Io so. - Lo immagino.
Avvocato...
Si pulisca la guancia.
No, un po'... Cos�.
Ecco, basta.
- Storie! - Eh, beh...
- La saluto e la ringrazio, caro Scarda... - Scardaci.
- Scardaci! La ringrazio. - Non c'� di che.
- La ringrazio sentitamente. - Ho fatto il mio dovere.
(GUARDIA RIDE)
(MUSICA LIETA IN SOTTOFONDO)
Piano.
Piano.
- Quant'�? - 3,50.
Ah! 3,50.
(accento napoletano) Roma � cara. A Velletri, la met�.
- E va bene, andiamo tutti a Velletri. - Grazie.
(BALLERINE PARLANO IN INGLESE)
- Buongiorno, signore. - Buongiorno.
- Signore, buongiorno. - Chi sono quelle? - Quali?
< Sono ballerine inglesi. Provano tutti i pomeriggi.
Sono come i soldati, disciplinate. Con quelle nulla da fare!
- Io non ho chiesto questo. - Si accomodi. - Grazie.
- Desiderano? - Voi che prendete?
- Non so... Una limonata. - Una limonata.
- E tu? - Anch'io.
- Due limonate e un caff� gelato. - Benissimo, signore.
- Scusi? - Comandi!
- Avete una puntina di bicarbonato? - Bicarbonato per lei? - S�.
- Allora niente caff�. - E perch�?
Se prende il caff� dopo il bicarbonato,
� inutile che prenda il bicarbonato. Il caff� fa acidit�.
- Forse � vero. Allora... - Lei ora prende il bicarbonato
e io, fra 5 minuti, le porto una menta Fernet al selz.
Faccio sempre cos�.
S�.
Grazie.
- Com'� cambiata Roma, vero? - Mh.
Figurati se una volta il cameriere si preoccupava
dell'acidit� dello stomaco del cliente o meno! E poi dicono...
- Va bene? - S�.
Quand'ero bambina qui c'era una vaccheria.
Si veniva a bere il latte appena munto e la panna montata. Com'� diverso!
Non cominciamo con i ricordi, senn� non finisce pi�. � vero?
(MUSICA DI CANCAN)
Ma che fa?
Non si prende cos� il bicarbonato. Sciolto nell'acqua perde l'effetto.
- S�? - Prenda il bicarbonato in bocca e poi beva un sorso d'acqua.
- � pi� efficace? - Eh!
Ah!
Beh, pressappoco � la stessa cosa.
- Visto? - Grazie mille!
Ogni giorno se ne impara una.
Sei sicuro che quella persona veniva accompagnata dal cavaliere?
Mah... L'appuntamento � qui, che ne so?
- Allora potrebbe anche essere lui. - Non credo. - E perch�?
Ha l'aria del fannullone, non Io vedi?
Io Io trovo simpatico, a modo.
Tu che ne dici, Fanny?
Insomma, non cominciamo con le stupidaggini. Non � lui!
Ho visto le fotografie, Io riconoscerei, santo Dio!
E ti dir� di pi�, mi fa piacere che non sia lui.
Ah, eccoli!
- (accento napoletano) Siamo in ritardo? < No, siamo arrivati da poco.
Il ragionier Annunziata, zio del ragionier Beniamino.
La signora Ventrella, la signorina Fanny, credo.
- Il commendator Ventrella. - Non sono commendatore. - � vero!
� repubblicano storico.
- Siamo quasi dello stesso partito. - Prego.
L'idea � bellissima, peccato che gli uomini... (RIDONO)
- Accomodatevi. - Grazie. Prendo da me la sedia.
(accento pugliese) Ho accompagnato mio nipote,
data l'importanza di questo incontro. < Cameriere? - Subito.
Bravo! Te ne sei ricordato? Bene.
- Comandano? - Un caff�. Ragioniere, che prendete?
- Un rabarbaro liscio. - Un rabarbaro liscio.
- E il signor Beniamino? - Un gelato.
Abbiamo spumoni, cassate, cremolate e semifreddi.
- Una cremolata di albicocche. - Non ne abbiamo di albicocche,
ma di pesche, lamponi, limone e fragole.
Una cremolata di fragola con panna.
- A me piacciono molto i gelati. - Come mia moglie!
Anche mia moglie va pazza per i gelati!
� l'unica cosa per la quale non andiamo d'accordo.
Per tutto il resto, identit� perfetta di gusti e ideali.
Quando si va d'accordo con la propria moglie, � una bella cosa.
� giusto, l'uomo si sente soddisfatto, a casa trova un sorriso, un conforto.
- Voi ci credete ai proverbi? - Beh... - Io no! - No!
Per esempio, si dice: "Moglie e buoi dei paesi tuoi".
Stupidaggini! Io sono napoletano,
non si avverte perch� sono stato a lungo a Milano,
e mia moglie � toscana: Un idillio!
Io e mia moglie: Due tortorelle che tubano.
< E sapete come l'ho conosciuta?
< Attraverso un'agenzia matrimoniale: La Segreta di Genova.
< Ero viaggiatore di commercio e me la passavo discretamente,
ma quando incontrai quella donna
e capii quale missione altissima pu� avere un'agenzia matrimoniale,
dissi a me stesso: "Hai sbagliato mestiere".
"Il compito che ti ha assegnato il Signore � questo:"
"Essere utile alla societ�, unire sconosciuti di sesso diverso"
"che, pur avendo bisogno uno dell'altro, non si incontrerebbero,"
"perch� le loro strade li portano in direzioni opposte".
< Ecco perch� fondai la Segretissima. Una missione, signor Ventrella.
Una vera e propria missione, la mia.
Quando le cose sono fatte col cuore, il successo non manca.
Sapete da quanti anni lavoro in questa delicata missione?
< 12 anni, e ogni giorno mi arrivano lettere. < Che lettere?
< Di ringraziamento, dalle coppie che ho reso felici.
< Ho sposato medici, avvocati, alti funzionari, un prefetto.
< Annunziata: Un prefetto? < S�.
< Non faccio nome per discrezione.
< Gente che non si sarebbe mai incontrata.
< Avete sentito nominare il commendatore Venturini di Milano?
< Chi gli ha fatto conoscere la moglie? Io, signori!
< Ogni anno mi manda una cassetta dei suoi prodotti.
< Guardate il signor Beniamino e la signorina Fanny.
< Se non ci fossi stato io, forse non si sarebbero incontrati.
Invece, sembrano fatti l'uno per l'altra.
- Questo � da vedere. - Signor Ventrella,
se permette, di queste cose me ne intendo pi� di lei.
12 anni di esperienza contano qualcosa.
Mi lasci dire una parola. Signora, se sbaglio, mi corregga.
- Di che si occupa, signor Ventrella? - Che c'entra?
C'entra! Glielo dico io.
< Lei fa l'agricoltore. < E allora?
< Allora lasci fare a ognuno il suo mestiere.
< "Offellee, fa el t� mest�", dicono a Milano.
< Gi�, lei � stato a Milano: "Offellee, fa el t� mest�".
- Che fai, Beniamino? - Oh, niente, niente.
Non � successo niente. Va via facilmente.
Le macchie di frutta non vanno via facilmente.
Beh, caso mai si pu� vedere con po' di acqua tiepida,
con del limone oppure con del borotalco.
Senn� si pu� mandare in tintoria. (VENTRELLA TOSSISCE)
#L'amore � come Io zucchero... #
Proprio cos�, l'amore � come Io zucchero!
Quale amore � pi� bello di quello che sta per nascere,
se non � gi� nato, tra questi due?
< Lui bruno, lei bionda. < Ventrella: Proprio bionda no.
< Beh, la legge dei contrasti, caro signor Ventrella.
Una legge che non sbaglia mai!
Lui diploma di ragioniere, lei di maestra.
< Parit� assoluta. Lui 27 anni, lei 25.
< Il signor Beniamino impiegato di ruolo, la signorina con dote.
Scusi, se la interrompo, ma in che consiste la dote?
A questo proposito, se non sbaglio, lei � stato molto vago.
- Come vago? < Lei parl� di un appartamento a Roma
che il signor Ventrella vuole intestare alla signorina.
- Io non ne ho mai parlato. - L'ho detto io. - Benissimo.
Ma vorrei che si dilungasse sull'argomento con pi� particolari.
Non si tratta di questioni accessorie, come lei comprende, ma determinanti!
< Ventrella: Voi parlate di questioni determinanti, d'accordo,
ma permettete che ne parli anch'io. < Amalia: Permetti,
vorrei spiegare al signore... - Dopo che avr� spiegato io.
- Voi siete napoletano? - S�, l'ho detto.
- Sono napoletano anch'io. - Ah, s�?
- Non si avverte, perch� sono vissuto molti anni a Velletri. - Ah!
Sapete, propriet�, famiglia, cose nostre...
Ragioniere, io vivo in commercio e sono abituato a parlare chiaro.
Voi non mi conoscete, ma io a Velletri sono portato in palmo di mano
e mi sono fatto da solo. - Anch'io mi sono fatto da solo.
Rimasi orfano a 3 anni e mezzo, fui allevato da uno zio prete
e, arrivato a Roma senza mezzi di fortuna,
raggiunsi per i soli miei meriti una posizione onorevole e decorosa.
< E siccome non ebbi figli, allevai quest'unico nipote
con i miei principi e onorati sentimenti
ed egli oggi ha una posizione onorevole e decorosa quanto la mia.
Ecco la vera questione determinante, caro ragioniere!
- Io, fino a questo momento... - Ve l'ho detto,
� impiegato al gas. - Eh, al gas.
- Non sar� uno di quelli che legge i contatori per le case? - No!
- Impiegato di concetto, caro signore! - Ma che fa?
Aiuto contabile con mansioni di fiducia.
- E? - 48.000 lire mensili,
pi� Io straordinario, le gratifiche annuali e la tredicesima.
Vero, Beniamino?
< Un posto magnifico sotto tutti i punti di vista,
suscettibile di una carriera decorosa. Il direttore � un nostro compaesano
e mi ha assicurato che si interesser� per la carriera di mio nipote.
< Permette, signor Ventrella, che come zio e secondo padre,
sono soddisfatto della brillante carriera di mio nipote?
< Amalia: Ragioniere, le spiego una cosa.
< Una mia sorella vedova,
proprietaria di un grazioso appartamentino in Prati,
a via Crescenzio... < Di Marco: Bella strada!
< Amalia: Un quartiere signorile.
< Accoglierebbe con piacere in casa sua mia figlia e Io sposo.
Alla sua morte l'appartamento passer� alla signorina.
C'� una piccola condizione per�,
come abbiamo detto al cavaliere. - S�, sciocchezze.
Gli sposi dovrebbero mantenere mia sorella, per quel poco che conta,
vita natural durante. - Sciocchezze! - Scusi, quanti anni ha sua sorella?
Non so. Quanti?
- Credo 58. - 58, 59. - � ancora giovane.
S�, ma, mi spiace dirlo davanti alla signora,
sua sorella � di salute cagionevole, soffre di cuore. Vero? - Purtroppo!
Capisco, ma non credo sia una condizione
che possa accettare mio nipote. Vero, Beniamino?
Io, veramente, direi...
Non so se la signorina Fanny � del mio stesso parere,
per� mi pare che...
< Scusi, signora, sua sorella sar� la corona della mia testa,
ma la convivenza � pericolosa, pericolosissima!
< Un esempio: Se mio nipote, la domenica,
va al caff� coi bambini a prendere un gelato,
sua sorella deve accompagnarli o deve rimanere a casa?
< Sembra una sciocchezza,
ma la vita coniugale � fatta di queste sciocchezze.
< Ragioniere, scusate,
il matrimonio � fatto di cose molto pi� serie!
Io sono certo che la signorina Fanny e il ragioniere Beniamino,
i pi� diretti interessati alla questione,
dovrebbero decidere. Non le pare, signor Ventrella?
- Certo. - Sentiamo loro.
< Annunziata: Sentiamo. - Mi rimetto alla volont� della signorina.
- Io non voglio niente e nessuno! - Amalia: Fanny!
< Fanny!
- Fanny! - Ferma!
- Non me Io aveva detto. - Visto? Bisognava dirlo. Permesso.
Mi doveva avvertire, � una cosa delicata.
(FANNY PIANGE)
Fanny, perch� piange? Non ne ho colpa io.
� stato Io zio con quegli stupidi discorsi.
Se vuole, andremo dalla zia o dove vorr�.
Non credevo che lei...
Ecco, signorina Fanny, io non so esprimermi bene.
� la prima volta che...
Capisco il suo imbarazzo, anch'io sono addolorato.
Vorrei che lei sorridesse.
Mi faccia vedere quando sorride. Ecco, cos�.
- � stata una caduta da bambina. - Signora, mi doveva avvertire.
Non che il difetto sia grave, ma tanto per la chiarezza!
- Non me ne ha dato il tempo. - Va bene.
Io sono disposto a metterci una pietra sopra,
ma non abbiamo discusso una cosa importante.
- La ragazza che porta di dote? - Come?
- La ragazza che porta di dote? - Nemmeno un soldo. - Ah.
- Donato! - Neanche una lira!
- Cavaliere? - Signor Ventrella, non eravamo d'accordo?
Un milione e la casa di via Crescenzio.
- Senn� chi si sarebbe mosso? - Ripeto ci� che ho detto ora,
non prima. Di ci� che ho detto prima non se ne parla pi�.
Decidano i ragazzi.
Quando avranno deciso di sposarsi, si parler� di dote, di cose...
A queste condizioni, il matrimonio non si pu� fare.
Con tutta la vostra esperienza,
non capite niente di queste cose. Questo matrimonio si far�.
Non si nota nulla, le assicuro.
Anch'io da bambino sono caduto, ma fui fortunato.
A volte succede, quando si � piccini non ci si bada e...
Patapunfete! Si fa un ruzzolone.
Sua zia deve essere tanto simpatica.
Credo che ci troveremo bene da lei.
E poi, via Crescenzio non � Iontana dal mio ufficio.
In 5 minuti con il filobus ci si arriva.
(MUSICA DI CANCAN)
(MUSICA LIETA IN SOTTOFONDO)
Eccoci arrivati.
Scendete.
- Su, figlioli. - Ciao, pap�. - Ciao!
Non fare arrabbiare la mamma. Divertitevi!
Arrivederci! Dammi la mano. Andiamo.
- Non vuoi che ti accompagni dalla sarta? - No.
Ho appuntamento alle 18:00. Rimango coi ragazzi
e dopo la sarta passo da Jeanette. - Va bene.
- Rientrerai tardi? - 19:30-20:00.
- Si cena da tuo fratello. - Lo so.
Insieme: Ciao.
Mademoiselle, mi d� l'elastico?
- L'elastico? Non te l'ho dato ieri? - No, ce l'ha lei.
Ah! Eccolo qui. Tieni, Massimo.
- Anche la macchina. - No, basta l'aeroplano.
Su, vai dalla mamma.
- Mamma, mi fai vedere come si fa? - S�, tesoro, � facilissimo.
Ti sei fatto dare l'elastico? Oh, � gi� caricato!
Guarda, ti faccio vedere.
Dunque...
Tu Io prendi cos�, eh? E poi... forza!
Correte, bambini!
- Che ore sono? - Le 16:15.
Torno subito.
Maria Grazia, vieni qui!
(MUSICA ALLEGRA IN DIFFUSIONE)
Mi dia tre gettoni, prego.
Pronto?
Come? Sei ancora a casa? Sono le 16:20!
Perch� hai messo tanto a rispondermi?
Ti aspetto da pi� di un'ora!
Dormivi. Hai una gran voglia di vedermi.
Io non ti ho mai fatto aspettare, o comunque non dipendeva da me.
Carlo, fa' come credi.
Se non vuoi venire, ti basta dirlo.
Quanto ci metti?
No, caro, non sono arrabbiata!
La mia vita � gi� cos� complicata e tu non puoi capire.
Non faccio tragedie,
dico solo che non hai fretta di vedermi.
Va bene. E allora sbrigati!
- Mi prepari due gelati. - Subito, signora.
Sartoria Mantovani? Vorrei parlare con la signora Marisa.
Pronto, Marisa? Sono la signora Valenzano.
Oggi non posso venire alla prova.
No, non � possibile. Il piccolo non sta bene.
No, niente di grave, ma non posso muovermi.
S�, domani.
Alle 17:00? Senz'altro. Arrivederci, Marisa.
< Speaker radio: Vogliate ascoltare una samba di Alfonso Trinidad.
(SAMBA IN DIFFUSIONE)
Pronto, c'� la signora?
Ah. Dov'� andata?
� lei, Marcella?
Io sono la signora Valenzano. Se telefona mio marito,
gli dica che sono stata da voi e sono uscita da poco.
Lo dica anche alla signora. Molto gentile, la ringrazio.
Buongiorno, Marcella.
- Quant'�? - 100, signora.
Grazie.
< Maria Grazia! Massimo! - Ragazzi, la mamma!
- Eccovi il gelato. - Grazie. - Uno a te e uno a te.
Ora, non vi accaldate e non correte troppo!
- Grazie. - Su, da bravi.
- Marie, porti i bambini a fare una gita in barca. - Se ne va?
- No so, comunque non subito, perch�? - Oh, nulla.
- Volevo sapere se potevo lasciare qui la mia roba. - Ma certo! - Grazie.
- Maria Grazia, Massimo, dove siete? < Massimo: Siamo qui.
Venite. Andiamo a fare una gita sul lago.
< Massimo: Dove?
Al lago.
La mia presenza non la disturba, signora?
Ssst! Ci guardano.
Lo so, sono in ritardo. � orribile, � mostruoso.
Sono imperdonabile. Divento rosso dalla vergogna! No?
Non sono arrossito? Eppure dovrei.
Che cosa leggi? Mh?
"Psychologie du conscient et de l'inconscient". � alla rovescia.
(FISCHIO DI APPROVAZIONE)
Lei fa delle letture molto pericolose, signora.
I misteri del suo subcosciente la tormentano.
In questo momento � dilaniata dal conflitto di due istinti primordiali:
Eros, che le consiglia di gettarsi tra le mie braccia,
e l'istinto di aggressivit�, che le consiglia di cavarmi gli occhi!
Ma s�, sono colpevole, va bene. E di che? Eh?
Di aver dormito troppo?
Immagina la mia camera dopo colazione: Il sole filtra attraverso le persiane,
c'� una penombra deliziosa, e in quella tiepida penombra penso
come sarebbe bello averti vicino, come tante altre volte.
Sognando mi addormento,
e quando il telefono mi sveglia e vedo con orrore che sono le 16:10...
- 16:20! - Va bene, come vuoi.
Non voglio niente! Erano le 16:20.
- Bene, diciamo le 16:30. - No! Erano le 16:20.
Non fare scenate, tanto fra 15 minuti avremo fatto la pace di nuovo.
- Sono io che faccio scenate? � il colmo! - Ssst! C'� gente.
Vieni, ti devo parlare di cose importanti.
E allora, ti ascolto.
Ebbene, ecco, Carlo:
Non ti amo pi�.
Ehi...
E da quando hai fatto questa scoperta?
Da molto tempo, ma prima di dirtelo, ho voluto esserne sicura.
Ho voluto indagare nel profondo del mio essere.
Capisco. Psicanalisi, Freud, chiarissimo.
Questo � un lato del tuo carattere
che mi ha sempre irritato, che ti rende odioso!
Devi fare dello spirito, o quello che tu credi sia spirito,
ma non ci riesci mai, credimi!
Mia povera Valeria, quanto devi aver sofferto in questi 3 anni!
3 anni e 3 mesi!
S�, Carlo, ho molto sofferto.
Per questa ragione e per molte altre.
Sono stati 3 anni di tortura, di rimorsi e... di sacrifici!
E io che non me ne sono mai accorto!
Io che ti credevo felice, serena, e invece tu soffrivi in silenzio.
Ti credevo soddisfatta!
Soddisfatta! Strana parola per definire uno stato d'animo.
Soddisfatta.
- Spiritualmente e fisicamente. - Risparmiami le tue volgarit�!
< Bambini: Mamma, mammina!
< Uuuh! < Uuuh! Ciao!
Anche questa gioia mi hai tolto. Mi vergogno davanti ai miei figli!
Non ho neanche pi� il diritto di vivere serena accanto a loro.
Scusami, Valeria.
Sono divorato dal rimorso, se penso a tutto il male che ti ho fatto.
Ho rispettato i tuoi desideri quando mi amavi
e continuer� a farlo ora che non mi ami pi�,
ora che non ci amiamo pi�.
Bisogna che tu ritrovi la tua tranquillit�.
Cosa hai detto?!
La verit�.
E da quando non mi ami pi�?
Beh...
� da molto tempo,
ma non volevo dirtelo per non farti soffrire,
per evitare tragedie, drammi. - Presuntuoso!
Avrei dovuto fare delle tragedie perch� non mi ami pi�? Sei ridicolo!
Questa dovevo sentirmi dire, dopo 3 anni di...
S�, 3 anni di rimorsi, di torture, di sacrifici!
Oh, � terribile!
Che castigo, mio Dio!
Credo che non abbiamo pi� niente da dirci.
Addio, Valeria.
Addio?! No, sarebbe troppo comodo. Non puoi andartene cos�.
Non puoi lasciare una donna come me dopo 3 anni...
d'amore!
Perch�, malgrado tutto, ci siamo amati.
Valeria, sei stata tu o no a dire che ci dovevamo lasciare?
- S�, ma... - Hai detto o no che non mi ami pi�?
Ma questo non c'entra, Carlo.
- Io non ti amo pi�, ma tu non puoi andartene! - E perch� no?
Non puoi lasciarmi cos�!
Si pu� sapere cosa vuoi?
Non ci amiamo pi�, nessun legame ci unisce.
Nessun legame?!
Proprio nessuno? Neanche un attimo, un ricordo,
niente di tutto ci� che ci ha uniti in questi 3 anni?
- Sei un mostro, Carlo! < Bambini: Ciao, mamma!
- I bambini ti chiamano. < Uuuh!
< Ciao, mamma! Uuuh!
< Ciao, mamma! Ciao!
(VALERIA PIANGE)
Valeria...
No, ti prego, non piangere.
Vedrai, domani ci sembrer� strano non vederci, non telefonarci,
e dopodomani la giornata ci sembrer� lunga,
ma poi ci abitueremo e tutto ritorner� normale.
� sempre doloroso lasciarsi, ma ci restano tanti ricordi
che diventeranno sempre pi� cari col passare del tempo. - Dei ricordi?!
E credi che alla mia et� ci si accontenti di ricordi?
Carlo! Ho capito, tu hai un'amante!
Che stupida sono stata! Come ho fatto a non capirlo subito?
E io che avevo paura a dirti che non ti amavo pi�!
Come ho potuto avere questo pudore, la paura di farti del male,
mentre tu mi tradivi!
La conosco, vero? Confessa, avanti! Non essere vile fino in fondo!
- Senti, Valeria... - � una delle mie amiche, vero?
Parla! Abbi almeno il coraggio di dire la verit�!
Come vuoi.
E allora ti dir� la verit�.
Mi sposo.
- (ridendo) Questo � uno scherzo! - No, � proprio vero.
E con chi?
Puoi dirmelo, sai?
Mi � del tutto indifferente, dato che non ti amo pi�.
- Chi �? - Beh... Una donna.
- � carina? - S�, � molto carina.
Mamma, la signorina ci ha fatto scendere!
Massimo, Maria Grazia, venite con me.
(VALERIA PIANGE)
(MUSICA LIETA IN SOTTOFONDO)
(accento bolognese) Uno, due, tre; questo � il mio lampione,
e se non hai ancora capito, te Io mando per scritto.
- (accento romano) L'hai affittato? - Sicuro!
Se hai bisogno di sistemarti, c'� qualcosa di libero a valle Giulia.
A valle Giulia ci andrai te! Questa � buffa davvero!
� come mia zia, ha paura che le portano via i clienti.
Lascia perdere la clientela, io ho clienti affezionati da anni.
Altro che da anni, da secoli!
� vero che eri qui al tempo di Garibaldi?
Ragazzuola, guarda che ci metto poco, sai?
- Vattene! - Oh!
Che razza di carogna! Hai visto che roba?
< Vittoria: Litigavi ancora con quella burina?
Mi si butta davanti che pare una tromba d'aria! Che roba!
Non c'� pi� l'ambiente di prima a Villa Borghese.
Visto come si mette quella? Pare una marocchina.
Mi ha detto Albertina che � di Subiaco, non ha neanche la residenza.
Se la pigliano, la rimandano al paese col foglio di via.
- Stiamo bene! Abbiamo anche le forestiere ora. - Gi�.
E pensare cosa ci ho messo io per avere la residenza.
Se non era per quel mio amico... Ti ricordi Ramis,
capo squadra della milizia? - S�. - Me l'ha fatta avere lui.
- BG, Bergamo. Non conosco nessuno di Bergamo. - Neanche io.
- Buonasera. - Buonasera.
- Andiamo a fare un giretto? - Senta, veramente...
Cercavo una ragazza che ho visto qui sere fa,
una ragazza alta, bella, prosperosa.
M'ha detto che l'avrei trovata sempre qui...
- Le ha detto cos�? - S�.
Le ha detto una frottola, qua ci sono sempre e solo io.
- Allora scusi tanto, buonasera. - Dai, non facciamo un giretto?
Veramente � gi� tardi.
Non fa niente. Mi devo ritirare presto anch'io.
E va bene. Allora...
- Scommetto che lei � di Bergamo. - Come fa a saperlo? - La targa: BG.
Veramente sono di Piacenza, ma ho una fabbrica a Bergamo.
- Che bravo! E cosa fabbrica? - Depuratori per acqua.
- Cosa sarebbe? - Depuratori.
� una cosa molto utile che tutti dovrebbero adottare,
perch�, forse non Io sa, le varie acque potabili
non sono, come si crede, esenti da impurit�! - No? - Mi spiego.
Molte acque contengono un'elevata percentuale di calcio
che provoca, a lungo andare, un elevato tasso di calcio nel sangue,
il che provoca un indurimento delle arterie
e di conseguenza favorisce l'arteriosclerosi. - Mio Dio!
L'arteriosclerosi bisogna anche pagarla!
- L'ha fatto presente al Comune? - � un discorso lungo.
Sono anni che lotto
perch� vengano adottate su scala nazionale provvidenze
per la decalcificazione delle acque potabili,
ma purtroppo noi viviamo in un Paese
in cui ci si occupa di tutto tranne le cose serie.
< Ad esempio, voi a Roma avete la pi� alta percentuale di calcio
tra tutte le acque potabili d'Italia. - Ah, s�? Ma a Bologna?
A Bologna... Mi lasci ricordare un po',
dev'essere Io 0,24. Non � molto, ma � pur sempre dannoso. - Certo.
Specialmente per chi ha disturbi del ricambio
o deficienze renali. - Andiamo un po' gi� di l�, adesso?
- Ecco, fermiamoci qua. - Qui? Beh...
Ma � un po' buio qui, eh?
� mica meglio?
Io scommetto che lei non sa
qual � l'acqua in Italia che ha la minore percentuale di calcio.
- Non Io so. E lei Io sa? - Eh, diavolo! � il mio mestiere!
- � l'acqua del Polcevera. - Eh...
E sa cos'hanno fatto a Genova?
Invece di prendere l'acqua del Polcevera,
hanno preso quella della Scrivia, che � la quinta d'Italia.
- Eh! Ma la Scrivia ha 5! Roba da matti! - S�.
- L'hai detto al Comune? - Eh! Per tre anni di seguito
non ho fatto che mandare diffide,
ma forse io l'annoio con questi discorsi.
No che non mi annoio, mi interessano, anzi.
Mi sbaglier�, ma ho l'impressione
che la sua pronuncia non sia proprio romana, eh?
- Si capisce, sono di Bologna, con rispetto parlando. - Di Bologna?
Ma io mi fermo sempre a Bologna, tutte le volte che vengo a Roma.
Buongustaio!
(AUTO URTA QUALCOSA)
Eh, la miseria! La macchina ferma, sfido io!
< (accento milanese) Non ha gli occhi? - Abbia pazienza,
chi poteva immaginare che qui, al buio...
- Lei si ferma coi fari spenti! - Perch�, lei non � fermo?
E poi, la macchina la vedeva o no?
Ero sulla mia destra, ero tranquillo.
- Non mi parli di destra! - Ma lei � il commendatore!
- Oh, ingegnere! < Sono desolato, ma sa com'�, mi capisce? Ero...
- S�, capisco benissimo! < Ora non esageriamo,
stavo facendo un giretto... < Anch'io facevo un giretto.
< Insomma, vediamo cos'� successo? < Ma no! � roba di poca importanza.
Siccome la colpa � mia, voglio in qualche maniera...
Sa cosa facciamo? Quando ci troviamo a Milano,
mi invita a pranzo. - Volentieri! - Facciamo un giretto.
Che fa? Ma guarda chi si vede! Il mio vecchietto dell'acqua potabile!
< Bravo! Belle cose che mi fai!
- Ingegnere, � un habitu�! - No! Capir�, quando si viaggia...
Siamo abituati in famiglia, allora ci si sente soli.
- M'hai fatto le corna! - No, proprio no,
ero venuto a cercarti, ma tu non c'eri.
Non ti ho trovato e c'era una tua amica
che mi ha detto... Non ricordo cosa, ma...
(ANTONIETTA RIDE)
- Ho capito! Sei cascato con la bolognese. - Ma no!
Disgraziata d'una morta di fame!
Sciacquati la bocca, prima di parlare della bolognese,
che io qui, a Villa Borghese, ho fior di clienti!
Non vado mica con quelli delle lambrette per 500 lire, come te.
Tu e tua sorella andate per 500 lire!
Lascia stare mia sorella, che � incensurata!
(VOCIARE CONFUSO)
A me, brutta svergognata?
Non me l'hanno mai fatto neanche i fascisti.
Va' via, brutta schifosa disgraziata!
(SIRENE DELLA POLIZIA)
Sammartino, vieni!
Sammartino, sbrigati! Corri!
Antonietta: Elvira, aspettami! Non ce la faccio pi�!
Se mi pigliano, mi ammazzo! Aspettami, Elvira!
- Ho fretta! - Non mi lasciare! Se mi pigliano, mi mandano al paese.
- In galera, dovrebbero mandarti! - Aiutami!
M'ammazzo! Sar� buona con te, non ti ruber� pi� i clienti.
La mia famiglia � morta sotto i bombardamenti,
ho un fratello in prigione e l'altra sorellina...
Piantala, sono cose che ho detto anch'io per anni!
Se mi pigliano, mi ammazzo! Non voglio pi� tornare al paese!
Aiutami, Elvira!
Ringrazia l'Incoronata che sono una signora.
Vieni! Svelta, muoviti!
Aspettami, Elvira!
Hai visto passare due ragazze?
Dove sono andate?
- Dove?! - L�.
Ho capito. Sammarti', vieni qua, vieni.
Stasera, invece che per clienti, andiamo per funghi.
Che ostinato! Gliel'ha ordinato il dottore di venirci dietro? Svelta!
Mi sa che ha altre intenzioni quello.
Lo conosco bene, quel brutto ciccione.
- Non andarci, � tanto ordinario! - Figurati se ci vado,
mi butto nel fiume, se mi pigliano!
Ti buttano loro in galera, stai tranquilla!
Taci, vanno via.
(ANTONIETTA CANTICCHIA) Ma sei matta?! Svelta!
Elvira, mi si � sfilata una scarpa!
Te la rompo in testa! Vieni via!
- Eccole l�! - Si sono messe in trappola.
Voi due, ferme!
Voi due, ferme!
Sammarti', fermati qua.
(MUSICA SWING)
(APPLAUSl)
< Rava: Bravi! Bravissimi!
< Sentono, capiscono tutto! Dicono che sono americani,
ma per me sono di Torpignattara.
(RISATE)
E ora, amici cari, vicini, Iontani e a mezza strada,
come sono spiritoso,
eccoci arrivati al clou della serata.
Ho detto "clou", dimostrando che so pure il francese.
Al clou della serata, cio� all'elezione di Miss Cinema.
(RISATE)
E ora, signore e signori, permettetemi di presentare
al colto e all'inclita... Che vorr� dire? Dio solo Io sa!
Al colto e all'inclita, la giuria. Per cominciare,
la signorina Anna Maria Bugliari, Miss Italia! Prego, riflettori.
< Il signor...
- Cosa c'� l�? - Dove?
- In fondo, cosa c'�? - Gli spogliatoi.
- Gli spogliatoi? - S�.
< Il commendator Rocchetti, il famoso produttore cinematografico,
che ha promesso un provino e un contratto alla vincitrice.
< Un applauso al commendator Rocchetti!
< Io un provino alla vincitrice Io farei,
ma il contratto, non mi impegno.
- E ora la contessa Vinci Strazz�... - Vieni, Marcella.
Scusi, non sa dov'� Io spogliatoio?
No? Ah, ecco! Vieni, cara, dev'essere qua.
- Lei chi �? - Brigadiere di pubblica sicurezza.
(DONNE PROTESTANO)
< Donna: Se l'avessi saputo, non portavo qui mia figlia!
Ammazzalo, 'sto brigadiere! Ce l'ha con noi!
Non � cattivo, ma va a giornata. Oggi gli gira brutto, si vede.
- Fanno un concorso, queste qui? - Il concorso l'abbiamo fatto noi:
Ippico! - Che facciamo, adesso?
Cosa vuoi fare? Stiamo qui!
Quando si vuota il canile, vediamo un po' cosa si pu� fare.
Per� ce ne sono di carine!
- Mannaggia, guarda che biancheria ha quella. - � un bel Venus, s�.
Per� ha quella mezza lunghezza che non � fine.
- Mi dia questo pettine, � mio! - T'ho detto di non guardare!
- Si sente gi� un giovanotto! - Perch� l'ha portato?
Che c'� di male? � un bambino!
- Ahi! Attenta, mamma! - T'ho detto di voltarti!
< Sono pronte queste fate? Ragazze, tocca a voi.
- Quanto sono belle! La giuria... < Sto bene cos�? Benissimo!
- Ho paura! - Ma che paura, ha paura!
Ragazze, sentite: Sorridete, sorridete!
Che qualcuno sorrida quando parlo io.
Va bene che ci siamo gi� fatti un sacco di risate...
- Signor Rava, chi vincer�? - Lei no. Stia tranquilla!
< Spiritoso! - Avanti, le madri, in sala!
Ci sono i tavoli prenotati, c'� da mangiare e bere per tutti a sbafo!
- Forza! - Se potesse mettere una buona parola per Rosina...
Ma Rosina � in buone mani, stia tranquilla per Rosina!
Mi raccomando! Coraggio, bel portamento.
Siate belle, belle, belle!
- Stai ferma! - Mamma, mi posso voltare?
S�, hai ragione. Mi hai fatto fare tardi, al solito!
- Signora, che fa? - Ha ragione, scusi.
E loro che fanno l�, le belle statuine? Ragazze, su!
- Di corsa, coraggio! - Se lei ci potesse aiutare...
Noi si voleva uscire.
Naturalmente, non posso mica portare qui la giuria!
Non sono mai uscite sole? Non capisco.
- Siamo nuove dell'ambiente. - Capisco. � la prima volta?
Immagino, un po' di vergogna, con gli argomenti che ha lei per�...
La piglio sotto la mia protezione, vuole? Lei chi �, la zia?
La nonna!
Rava: Ha inizio la parata della bellezza!
(APPLAUSl)
< Guardate che belle, tutte col numero attaccato!
< Se ci fosse il prezzo, me le comprerei tutte!
Eccoci qua, un applauso!
Ma qui c'� qualcuno?
Ah, signorina! Lei fa parte della giuria?
- Che giornale? "Le Ore"? "Il Giorno"? - Tutta la settimana.
Bene, giornalista! Sieda, permette? Il consigliere e la contessa.
Si accomodi! Bella festa, eh?
Scusino, ma io fino all'ultimo
non sapevo di dover venire, ho fatto una corsa!
Voi giornalisti! Che vita! Scommetto che lei non sta mai ferma.
Sempre su e gi�!
Ma dove ci siamo conosciuti? Mah!
< Rava: Chi mi ha fregato l'orologio? Che ore sono?
< Insomma, che ore sono?
< � I' 1:00? Allora, se � I' 1:00 siamo qui per l'elezione di Miss Cinema!
Una cosa ideata e organizzata da me...
- Non � possibile! - Una � sul palco, l'altra � alla giuria.
< Mi deve credere, l'ho vista.
(VOCIARE CONFUSO)
Ora vi presento la signorina numero 1.
< Venga avanti. Riflettore! Venga avanti, signorina.
< Alta, magnifico decollet�, castana,
mi rivolgo agli ascoltatori Iontani che non la vedono.
< Perch� non la potete vedere?
< Che vi ha fatto? Ecco qui la concorrente numero 1!
Buonasera, signorina.
- Buonasera, signorina. Come si chiama? - Marcella Marini.
- Marcella Marini. E quanti anni ha? - 16 e mezzo.
16 e mezzo! Marcella ha 16 anni e mezzo.
- E cosa fa, Marcella? - Come cosa faccio?
- S�, cosa fa? - Niente.
Sapesse quanto sto bene a casa mia la sera,
invece di stare in giro tutta la notte.
I superiori poi si lamentano. Avete capito?
Quelli comandano, e uno deve fare qualcosa.
Una delle due non ha le carte in regola,
la residenza. - Direttore, queste sono grane.
- Ci vado di mezzo io. - Brigadiere...
< Rava: Signorina numero 3! - Lo sa, caro consigliere,
che l'acqua di Roma � quella che ha pi� calcio
di tutte le acque potabili in Italia? - Lo so, ma quella marcia.
Io, infatti, non la bevo mai, bevo solo quella di Trevi.
- Ha competenza in fatto di acqua. - Eh, s�!
Ora mi ricordo dove ci siamo incontrati,
a Salsomaggiore, l'anno scorso! - No, a Salsomaggiore no.
- Ci devo andare. - Sono una mano santa, quelle acque!
- Straordinarie! - Benedette!
Rava: Passiamo alla concorrente numero 5.
Riflettore sulla concorrente numero 5!
< Venga avanti, signorina. 5 sono le dita della mano,
5 sono i sensi, 5 per 5 fa 25,
meno male che non sono 25, senn� facevamo le 7:00 del mattino.
< Coraggio, l'aspettiamo a braccia aperte!
Ecco qua, la concorrente numero 5.
Signorina, anche a lei la stessa domanda.
- Come si chiama? - Isabella Bardi.
Isabella Bardi. E, mi scusi, ma alla sua et� � un omaggio.
- Quanti anni ha? - 16. - 16 anni.
- E cosa fa? - Studio. - Studia!
- Carina, tipo fine. - E ha un'aria cos� per bene!
Dico la verit�, c'� poca sostanza!
Non sono d'accordo. Oggi la trovata del cinema
vuole visi nuovi, semplici, presi dalla strada...
Se Io sapevo prima!
E oltre al viso, ci vuole il resto, vero, commendatore?
Altro che! Quella bionda mi piace tanto.
Lei ha naso, commendatore! � una mia amica.
- Sua amica? - Benissimo!
E cosa fa?
- Sa, un po' di tutto. - Ah!
< Rava: Il numero 6. S�, benissimo! Che smemorato!
< Il numero 6. Esaminiamo la signorina numero 6!
< Sei, sei, sei,
quanto sei bona!
Coraggio, signorina! Se la prende con calma,
non vede che la giuria � impaziente? Ecco, prego, signorina!
Ecco la concorrente numero 6.
- Signorina, come si chiama? - Torresi Antonietta.
- Torresi Antonietta. - E quanti anni ha?
- 18. - 18. E cosa fa?
- Studio. - Studia!
Brava! Sicuro che studia! Proprio una brava ragazza!
Una donnina tutta di casa, cos� carina, di sentimento, proprio.
- Per me, � troppo volgare. - Cosa dice?
- Non mi piace. - Scherza?
Di signore io me ne intendo. Su quella non pu� fiatare.
Quella � una signorina fine.
- Si vede. - Una donnina di casa.
- Queste cose organizzate cos� non mi piacciono. - Ha ragione.
Ci sono troppe ragazze, e poi questi concorsi
sarebbe pi� giusto farli in costume da bagno. - Naturale!
Mia figlia, in questo caso, non l'avrei mandata.
- Perch�, ha le gambe storte? - Le gambe storte?!
Vi faccio vedere io!
- Che sta facendo, quella? - Cosa fa, signora? Un momento!
- Mamma! - Lascia fare a me!
< Rava: Questa � concorrenza sleale! Non posso permetterlo!
(VOCIARE CONFUSO)
Cosa succede qui? Brutte sporcaccione! Roba da matti!
< Ma dove sono capitata? Ma guarda che vergogna!
Antonietta, fai vedere le gambe a questi signori!
< Rava: Questo no! E perch� no? Dicevo no nel senso...
(APPLAUSl)
Ecco qui i doni! E dov'� l'autista?
< Ecco, tenga, milady!
< Ecco, qui ci sono le calze, i cioccolatini, Io spumante, c'� tutto.
Tieni anche questo.
Contento, commendatore? � andata come desiderava, vero?
Si accomodi, signorina!
Scusi.
Eccola, gliel'affido!
Commendatore, mi tenga presente.
Ricordi che io di tre quarti faccio tanto Gregory Peck. Grazie.
- Ci conto, commendatore! - Va bene, ci penser�.
La sua amica non � venuta?
Amica per modo di dire, la conosco appena.
E poi ho l'impressione che sia una... Capisce?
Ora che ci penso, ma allora...
No, non � possibile. Vai, Filippo, vai!
Brigadiere, che fetente quella pupona!
Fossi stato in voi, non l'avrei lasciata partire.
- Lo so, che ci vuoi fare? - Brigadiere!
La tua amica se n'� andata col commendatore. T'ha fregato, eh?
Ha fregato anche lei!
Pu� darsi che far� carriera.
� tanto stupida!
Andiamo, va'.
Meno male che ho anch'io qualcuno che mi accompagna!
Sottotitoli a cura di STUDIO ASCI - Crema
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