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Traduzione di LEXLEX e Hanna Lise
"E' gentilmente richiesta la tua presenza
per l'apertura di stagione. Importante. Anna Lisa."
- E' cos� che vi parlate? - Pare di s�.
- Quand'� l'ultima volta che sei stato l�? - Non ricordo.
- Quand'� l'ultima volta che li hai visti? - Non ne ho idea.
- Hai ricevuto solo questa? - S�. E due biglietti.
- Dove sono i biglietti? - Merda!
Salve.
- Ciao! Non dovevi andare a �land? - Mi sono scordato una cosa.
- Ciao. - Indaffarata?
- E' qui Lasse? - No, oggi � di festa.
- Stai mentendo. - No. Lui �...
Allora dov'�?
Dimmi dov'�.
Eccolo. E' lui!
Cazzo, scusate... Non avevo visto che eravate voi. Calmatevi.
Tranquillo. Che c'�? Sei incasinato?
No, cazzo...Va tutto bene. Tutto a posto.
C'� qualcosa che non ti � chiaro? Ti ho cercato.
No, no... � tutto chiaro. Scusate, � solo che...
- Non lo so. E' solo... - Tranquillo. Basta che rimedi i soldi.
- Ci possiamo fidare di te, vero? - Assolutamente. Giuro. Scusate...
- E' tua figlia? - S�.
Si chiama Kim, vero?
Kim... nome un po' strano per una ragazza. Kim.
E' un nome da maschio, o no? Kim... Kim, Kim, Kim... Kim, Kim.
Bjarne... Ti giuro che trover� i soldi.
Tranquillo. Ce la farai.
- Ecco fatto. - Ma dove sei stato?
Che?
- Cabina di lusso? - S�. Non male, vero?
Teatro, teatro, teatro! Bravo, Bengt! Un monologo strepitoso!
- Congratulazioni. Sei la meglio, come sempre. - Falla finita.
- Salute, allora! - Grazie, caro. Salute!
Se non firmano mi suicido, cazzo.
Sto sudando!
- Quando torni? - Massimo un giorno. Forse due.
Devo sentire cosa ha da dire la vecchia.
- Stasera festeggiamo. - Ma certo.
Sei stata un successo.
Non voglio fare un lungo discorso. Voglio solo dire che � stata un'avventura fantastica.
Ringrazio il dio del teatro, lass�. Dioniso, ce l'abbiamo fatta! Salute!
Salute!
- S�, te lo giuro. - Falla finita, mamma. Smettila.
- Sei pronto, Mortensson? - Ma certo, Oscar.
Mamma...
Eccoti.
Allora... � tutto pronto. Mortensson � sul pezzo.
- Grazie, Oskar. Molto bene. - Facciamo in tempo a prendere un caff�.
- No... - T�?
Lascio a te l'onore di questa giornata.
- Come? Ma oggi apriamo. - Io rimango qui.
- Qui? - S�.
La vedi quella casa?
Ci viveva un ragazzo con cui litigavo sempre. Ogni estate facevamo a botte.
- Vedi quella foresta? L� ci siamo persi. - Ma � un boschetto, pap�!
Ma avevo 7 anni.
Pensione.
- Come ti senti? - Devo fermarmi un attimo.
Pap�...
Pap�?
Vieni, voglio farti vedere una cosa.
C'� un sentiero qui da qualche parte.
Dev'essere qui da qualche parte.
Ecco!
Guarda che bello!
Qui scorrazzavo da bambino. C'� uno scoglio che �...
perfetto per starci seduti.
Jonna?
- Ciao! - Ciao!
- Che diavolo ci fai tu qui? - Ciao!
- E tu che ci fai qui? - Siamo appena arrivati. Volevo mostrare a Kim...
La riconosci?
- Ti ricordi di me? - S�, ma certo!
Sono la zia Jonna. Ma pensa, siete qui anche voi!
S�... era ora.
Mamma ha scritto che era importante e... beh, non sta certo diventando pi� giovane.
Volevo mostrare a Kim i terreni di caccia. Non sapevo che anche tu fossi qui.
Neanche io. La mamma ha scritto anche a me.
- Ha mandato una cartolina drammatica. - No, ho smesso.
- Bravo. Hai parlato con Oscar? - No.
- E tu? - No.
- Sai di cosa si tratta? - Non ne ho idea.
Veramente stavo pensando di stare un po' qui seduta
e poi prendere un taxi fino al traghetto e tornare a casa.
Gi�... non � male come idea.
- La prendo ugualmente una sigaretta. - Ma certo.
Quanto possiamo rimanere qui seduti? Dieci minuti?
- Venti, che dici? - Facciamo trenta.
- Hai notato qualcosa di strano con nonna? - Cosa?
Non so, qualcosa che ti ha fatto pensare: "Questo devo dirlo a pap�."
- Tipo cosa? - Non lo so.
Ciao, ciao!
Ma guarda!
- Ciao! Ma questa �...? - S�, � Cecilia.
Mamma mia come sei cresciuta!
- Ciao! - Ne � passato di tempo... che ci fai qui?
- Mamma non ti ha detto che sarei venuta? - Mamma? No.
- Ma che strano. Anche Lasse � qui. - Lasse � qui?
- Ciao... ehi. - Ciao!
Lasse.
Ciao.
- Questa � Kim, mia figlia. - Ciao.
- Finalmente! - Ciao, mamma!
I miei bambini... Finalmente siamo riuniti.
Gi�... lei � Kim, mia figlia. Kim, saluta la nonna.
- Ciao. - Ciao, Kim.
Che succede qui?
Tua nonna � cos�, non c'� molto altro da vedere, purtroppo.
Vale lo stesso per me.
Lasse, come va il ristorante?
Bene, siamo quasi al completo con le prenotazioni.
- Jonna... pi� bella che mai. - Ma smettila!
- Stai bene? - S�, sto bene.
Noi che abitiamo qui abbiamo sempre adorato il giorno dell'apertura.
E adesso che siete qui anche voi sar� pi� bello che mai.
Non � vero, Oscar?
Ho preparato la casetta degli ospiti per te e Kim.
E tu, Jonna, avrai la tua stanza preferita al piano di sopra.
Ho qualcosa da dirvi, e questa mi sembra la giornata ideale.
- E' qualcosa di grave, mamma? - Ne parliamo dopo.
- Meglio adesso, prima che arrivino gli ospiti. - Ne parliamo dopo cena.
Adesso apriamo.
- Ci penso io. - Kim, prendi le valigie.
- Stai scherzando? - Basta che le porti qui.
- Ehi! Dove siete? - Sta arrivando pap�!
- Jonna! - Ciao, pap�!
Tesorino!
Li porti in cucina, per favore?
- Hai visto mamma? - No.
- Vado alla casetta. - Ok.
- Ciao. - Ho bisogno di aiuto con la bicicletta.
Devi fare qualcosa. E' bloccata.
- Non � bloccata. - Stai scherzando?
Avanti!
- Servizio in camera. - Ciao, sei gentile.
Sei esattamente uguale a quando sei partito.
Dici?
Non c'era bisogno che portassi le lenzuola.
Non hai la chiave dell'armadio della biancheria.
L'ultima volta che ho sentito parlare di te eri sposato.
S�... ma... separato.
Lei adesso vive a Copenhagen.
- Hai una figlia adorabile. - Grazie, anche tu.
- E il ristorante? - Beh... s�, va...
Va bene, abbastanza bene. Non mi lamento.
Oh, scusa.
- La pensione � bellissima. - Grazie. La trovi molto cambiata?
Non tanto quanto credevo.
Ma � bellissima. L'avete curata veramente bene.
- Ecco fatto. Il servizio in camera � finito. - Grazie.
Adesso devi dire che neanche io sono cambiata.
Sai una cosa, Liv?
Non ti avevo neanche riconosciuta.
- Allora ci vediamo per cena. - Senti, Liv... di cosa si tratta?
- Cosa ci facciamo qui? - Non ne ho idea. Non chiederlo a me.
- Sono io. - Aspettavo che ti facessi vivo.
- Sono a �land adesso. - Cosa vuoi fare?
Procediamo.
- Solo questa? - S�, ne ho ricevuta una uguale.
Due cartoline.
"E' gentilmente richiesta la tua presenza per l'apertura di stagione. Importante."
- Non ha accennato a niente di importante? - Non le abbiamo neanche parlato.
- Come sta? Potrebbe essere malata? - Cosa? No...
E' invecchiata, ma � ancora un osso duro.
Pensavo che avesse bisogno di una mano in cucina.
- In cucina? - Scusa.
Gestire il ristorante, portare qualche innovazione...
- E credevi che Anna Lisa volesse il tuo aiuto? - S�, che cazzo c'� di strano?
- Che cazzo avete? - E' pi� grave di quanto pensassi.
Oscar, sei paranoico.
Quand'� stata l'ultima volta che avete visto mamma?
Potete dire di conoscerla?
Avete idea di come ce la passiamo qui?
Non telefonate mai.
Non avete idea di quanto sgobbiamo. Di quanto lavori duramente mamma.
- Ciao. - Ciao.
Mamma.
Ciao, Petra. Grazie di essere venuta con cos� poco preavviso.
Allora, le cose stanno cos�...
Petra... Per favore, devi aiutarmi.
Perch� mamma ha fatto venire Lasse e Jonna... e poi proprio oggi?
Prima va dall'avvocato e poi viene da te. Cosa sta succedendo?
Si vede questa macchia?
Dannazione!
Sta succedendo qualcosa e io non ne so assolutamente niente.
- S� o no? - Vuoi dire la macchia di caff�?
E Liv... cosa ne pensa?
- Di cosa? - Che Lasse � tornato.
Petra... Petra.
Fammi un cenno. Mamma ha fatto qualcosa di cui dovrei essere a conoscenza?
- Come va a scuola? - Bene.
- Lasse, fai delle domande odiose. - Davvero?
- S�, davvero... Kim... - Dire odiose � fargli un complimento.
- Tu la trovi una domanda odiosa? - No.
- Sta mentendo. - Ricordate quando avete dovuto imboccare Oscar?
Stava dando una mano con il muro e gli cadde un sasso sulle mani.
- E' stato tremendo. Lasse doveva imboccarmi. - Non ti ho mai imboccato.
S�, me lo ricordo anch'io. Eri cos� arrabbiato perch� dovevi fare un lavoro da donnetta.
- Non ho detto cos�. Da donnetta? - S�, invece.
E poi mi facevi dei bocconi enormi per fare presto.
- Io non mi ricordo un cazzo. - S�, le mani di Oscar erano gonfie come palloni.
E una quantit� enorme di cibo in bocca. Era cos�...
La sensazione di una morte lenta. Ero convinto che volessi uccidermi.
L'unico che ha cercato di uccidere qualcuno � pap�.
Scusate. Ma era quello che era.
E se fosse ancora vivo? Chiss� dove sarebbe ora.
- E' morto. - Chi lo dice? Non puoi saperlo con certezza.
Magari � in qualche bar, ubriaco fradicio... oppure in qualche...
Jonna... � morto.
- Come avevamo battezzato il suo ceffone? - Ceffone ad effetto, come nel ping pong.
Bruciava per un giorno intero.
Girava la mano proprio come se volesse fare un topspin a ping pong.
- Stanno esagerando. - Tu eri troppo piccola, ti risparmiava.
- Arrivava cos�... - No, la devi piegare di pi�.
Ti faceva vedere le stelle. Chiss� dove l'aveva imparato?
All'inferno, probabilmente.
- Oh, Dio... basta! Perch� esagerate? - Non sta esagerando.
Adesso basta.
- E poi girava la mano cos�... - Lars!
- E se era di cattivo umore partiva il manrovescio. - Basta!
Basta! Abbiamo capito!
Vi ho riunito qui perch� devo parlarvi... Jonna, Lasse e Oskar.
- Vorrei parlare con uno alla volta. - Di cosa, mamma?
Dopodich� potete restare o andarvene, come preferite.
- Quindi vuoi parlarci... in questo modo? - S�.
Con chi vuoi cominciare? Con Lasse?
Inizier� con te, Oskar, quando avremo finito di mangiare.
Adesso mangiamo.
Allora... sei di nuovo il fratellino.
- Quando eravate piccoli non litigavate mai. - Non litighiamo neanche adesso, mamma.
- Da piccoli giocavate sempre insieme. - Non c'erano altri bambini in giro.
Pensi che la tua vecchia mamma sia diventata pazza.
Talmente pazza da doverla spiare.
Beh, se fossi pazza, accetterei questa pazzia. Ma cos�...
- Cos� cosa? - Hai invitato Jonna e Lasse.
Li hai invitati alle mie spalle, senza chiedermelo.
Se non ricordo male... chi � che ha portato avanti l'albergo?
- Noi due, ovviamente. - S�, io e te.
- S�. E Liv. - Esatto, Liv.
- Non ho mai preso una decisione alle tue spalle. - No, non che io ricordi.
C'era fiducia tra noi.
S�, e te ne sono profondamente grata.
Mi considero fortunata, e devo ringraziare per questo te e la tua famiglia.
- Non cambierei niente. - Ah, no?
- No, davvero. - Eppure li hai invitati.
E' anche casa mia questa, mamma. E della mia famiglia.
Lasse... sono sposato con Liv ora.
Per favore, Oskar. Tu pensi troppo. Hai sempre fatto cos�.
Penso ad entrambi. E' per questo che tutto funziona.
Sono i tuoi fratelli.
- Allora perch� non me l'hai detto? - Perch� sono anche i miei figli.
Ho il diritto di invitarli senza chiedere il permesso a nessuno.
Ma non hai il diritto di farlo alle mie spalle, mamma.
Non farlo mai pi�, capito?
Posso parlare, ora?
Voglio che tu accetti quello che ti dir� e che capisca quanto sia importante.
Devi perdonare.
- Hai sentito che ti ho detto? - Devo perdonare?
- S�. - Che significa?
Proprio quello che ho detto... devi perdonare.
Perdonare chi? O cosa?
- Basta cos�? - S�. E' tutto.
Perdonare?
- Non chiederlo a me. - E chi devi perdonare?
Non lo so. Immagino non lo sapremo mai.
Cambio l'olio. E poi devo girare la canoa, credo che piover� tra poco.
Oskar, � tutto sistemato.
Credi che mamma sia impazzita?
Hai visto il biglietto per i Virtasens? Gli serve la culla.
Oskar... Oskar. Siediti. Respira.
- D'accordo. Non ricordo se era il 17 o il 18. - Il 17.
E' sempre lo stesso, vero? Lasse...
Riusciamo a tornare a casa per una festa, tra tre giorni?
Ma certo, non dobbiamo rimanere qui cos� a lungo.
- Che ci facciamo qui? - A dire il vero, non lo so.
- Pensavi davvero di poter gestire la cucina? - S�. Perch�?
Apri!
Il ragazzo � in casa?
Immagino tu gi� sappia.
Non capisco come hai fatto a convincere Jonna e Lasse a venire.
Voglio mettere a posto le cose, riparare dove ci sono stati degli errori.
Ora hai la possibilit� di dire quello che volevi dire. Sono qui, cogli l'occasione.
- Di' quello che vuoi dire. - Quello che voglio?
Qualsiasi cosa.
Buongiorno. Dormito bene?
No, grazie.
Puoi venire con me pi� tardi? Ho bisogno di aiuto.
- Per cosa? - Devo recuperare delle cose da K�ringsundet.
- Forniture? Parli di pesce, allora? - No, parlo della cena. D'accordo!
Serve una mano?
- Vuoi sapere una cosa strana? - Cosa?
- Ho pi� piacere di rivedere te dei miei fratelli. - E' pazzesco.
- Non so che significa. - Che voi fratelli non siete in buoni rapporti.
E questo?
"Chiamare l'Ufficio del Turismo, preventivi dell'imbianchino,
prenotazioni autobus".
- Devi fare tutto oggi? - S�.
Posso accompagnarti?
S�, va bene.
Fantastico.
- Ecco qua. - Crostacei? - S�.
- Li abbiamo mai messi nel men�? - Erano in offerta.
Pensavo fossero adatti per l'apertura.
- Come si servono? - Plateau di frutti di mare.
E' stata un'idea di Lasse.
Ma certo, ottimo.
Controlla se abbiamo il ghiaccio, per�. Dobbiamo anche preparare i piatti.
Plateau di frutti di mare.
Avanti.
- Tocca a me, eh? - Entra.
Stavo sempre qui e vi guardavo mentre giocavate quando eravate piccoli.
Parlami un po' di Kim.
- E' come la maggior parte degli adolescenti. - E come sono?
Problematici, irritabili, riservati.
A volte semplicemente � come se non ci fosse.
Spegne il cellulare. Anche i suoi amici sono cos�.
Senza speranza.
- E non vuoi sentirti dire che passer�. - Oskar non l'ha mai superato, vero?
Che cosa?
- Liv... che io e lei stavamo insieme. - Spero di s�.
- E tu? - Se l'ho superata? S�, assolutamente.
No, intendo il fatto che abbia preferito Oskar a te. E' acqua passata?
S�.
- Non mi aspettavo saresti venuto. - Perch� non avrei dovuto?
- Non ero sicura. - Vuoi che me ne vada?
No, certo che no.
Solo che vorrei sapere la vera ragione per cui sei qui.
Perch� sei venuto, Lasse?
Mamma... non lo so. Hai scritto una cartolina. Dovevi dirmi qualcosa di importante.
Non credo sia l'unica ragione. Tendi ad avere sempre diversi piani.
- Non ho nessun piano, non capisco di cosa parli. - I piani che non sempre vanno come previsto.
Va bene.
Ma forse hai imparato qualcosa?
- Vuoi parlare dei miei piani per il futuro? - No, no...
E allora perch� parliamo proprio di questo?
- Stai evitando di dirmi perch� sei qui. - Allora lasciamo perdere, lasciamo perdere!
Calma. Tranquillizzati, Lasse. Siediti. Devo dirti una cosa. Ti chiedo scusa.
Accetti le mie scuse?
Pronto?
S�.
Devi prenderti cura di loro.
- Eh? - Devi prenderti cura di loro.
Cura di chi?
- Per favore, mamma... - E' tutto.
Va bene, mamma.
D'accordo, mi prender� cura di loro.
Ehi, devi fare la valigia.
Ce ne andiamo domattina.
Ehi... su, fai la valigia.
Andiamo, Kim! Non te la faccio io, capito?
Hai sentito?
- In quella foto assomiglio tantissimo a mamma. - Scusa.
Perch�? Sono un'attrice. Mi piace attirare l'attenzione.
- Sei brava. - Lo dici solo per essere gentile.
- No, sei bravissima. - Come fai a saperlo?
- E' un lungo viaggio verso Lule�. - Ci sono i voli.
Che vuoi dire?
- Sei andata con l'aereo a Lule�? - Beh... con la nonna.
- Siete venute con l'aereo per vedermi? - S�.
Ma... in quale spettacolo?
- "Il malato immaginario". - E' andato anche bene quello.
- Lo so. - Perch� non siete venute a salutarmi?
Siete scappate subito? Perch�?
Va bene. Capisco.
- Che stai cercando? - Scusa, niente.
Siediti, Jonna.
Guarda nel secondo cassetto dall'alto. C'� un raccoglitore.
Uno dei vecchi nascondigli di Mauritz.
Uno dei tanti.
Salute.
- Come si chiama il tuo compagno? - Manne.
- L'hai conosciuto al lavoro? - S�. E' un regista.
Ti dice cosa fare e tu... obbedisci.
Forse ai tuoi tempi funzionava cos�.
- Com'� andata la prima? - Bene.
Leggo tutto su di te.
Sul serio?
Non pensavo ti interessasse dopo che tu stessa hai lasciato il mestiere.
No, ma di te mi interessa.
- Davvero? - Leggo tutto quello che trovo.
Magari potresti portare Cecilia qualche volta. Sembra interessata.
- Non puoi far venire qui Manne? - No. Non posso.
- Perch� no? - L'aria fresca gli fa venire il panico.
S�, ci si abitua a questo.
Perch� parliamo di lui?
Per nessuna ragione in particolare. Sono solo curiosa di sapere come stai.
Dovresti tornare a casa.
A casa? Pensi che dovrei trasferirmi qui?
S�.
Stai scherzando, Che farei qui a �land ?
Ho sempre pensato fossi quella che appartenesse di pi� al posto.
Ma... non � vero. Lascia perdere.
- Sei sicura? - Neanche minimamente.
- No, anzi, � il contrario. - Forse s�, forse no.
Pensavo avessimo superato questa cosa...
Sarebbe stupendo se tu almeno una volta mi dicessi: "Jonna,
sono felice che le cose ti stiano andando bene".
"Sono cos� orgogliosa di te". E' tanto difficile da dire? Te lo devi tenere dentro?
Va bene, lo capisco. Devo fare da capro espiatorio
perch� hai rinunciato alla tua carriera? Tu sei pazza!
Ho cose pi� importanti da dire.
S�, sto morendo di curiosit�.
Tu non sei me.
Tu non sei me.
- Ok. Solo questo devi dirmi? - S�.
E adesso dovr� provare a capire cosa significa veramente. Giusto?
Potevi chiamarmi e dirmelo al telefono, o scrivermelo sulla cartolina.
- Sono venuta qui per sentirmi dire questo? - Pi� che altro, volevo vedere la tua reazione.
- D'accordo. Abbiamo finito? - S�.
Grazie.
Nemmeno una cazzo di parola sul fatto che mi ha vista recitare!
E' cos� che � fatta!
Mi fa letteralmente uscire dai gangheri!
- Che significa che lei non � te? - Non lo so, sar� un indovinello!
Un rebus del cazzo che vuole farmi risolvere. Pensa sia divertente.
- Che vuoi fare? - Non lo so.
C'� un traghetto alle 21. Non so se faccio in tempo. Forse se mi preparo subito.
Ti vengo a prendere con il taxi all'aeroporto.
Ehi...
- Sono brava? - Jonna, sei... ti amo.
- Basta! Rispondi onestamente. - Lo sai, sei la migliore. Lo sai.
- Prepara i bagagli. Ti vengo a prendere all'aeroporto, ok? - Ok.
- S�. Lasse. - Come sta andando la vacanza?
- Ciao, Bjarne. - Ricorda il nostro accordo, � quasi finita la settimana.
- Va bene, tranquillo, ho un piano. - Ok. E' l'ultima chance, Lars Waldemar.
Va bene...
Vado a letto. Buonanotte.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buonanotte, tesoro.
Lasse... vieni.
Hai visto mamma? In camera sua non c'�.
Mamma? Mamma!
Sei qui? Entriamo.
- Cos'�? - Non lo so.
Amati figli, niente mi rende pi� triste
del fatto di non essere stata in grado di proteggervi da piccoli.
Sono stata vostra madre, e ho fallito. Ma non dovete detestarvi.
Anche perch� vi aspetta un compito difficile.
Cos� difficile che posso solo sperare possiate farcela.
Altrimenti...
avremo fatto il possibile per buttarci il passato alle spalle.
Vostra madre, Anna Lisa.
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