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Martino! Martino!
Vieni.
- Dov'eri finito? - Ho avuto tre giorni di febbre.
Hai ragione, non qui.
Ci vediamo nel nostro stanzino alle cinque.
[uomo] Cadetti, attenti!
Cadetti, riposo!
Cadetti, attenti!
Cadetti…
- Martino, Martino! - [uomo] Martino.
[musica]
L'esame di Fanti è nel pomeriggio, attendo comunicazioni.
Le avrà.
- Si fidi. - Va bene, a dopo.
- Ha chiamato qualcuno? - No.
[squilli del telefono]
Policlinico Ambrosiano, ufficio del direttore.
Signora, buongiorno, suo marito si è appena allontanato.
Costanza, tutto bene?
- Con Caruso non ci lavoro più. - Che è successo?
Costanza, che è successo?
Tempo fa Caruso è stato a casa due giorni
e si è portato il computer dell'ospedale per lavorare.
Ma non avevo pensato alle conseguenze.
Quali?
La moglie mi ha fatto ricordare
che è successo appena prima del black-out informatico.
Se gli fosse entrato un virus nel computer?
Non è un caso.
Per questo non è consentito portare fuori i computer.
Forse questa è stata la causa del black-out.
- Mio marito ha rischiato la vita. - Gliel'hai detto?
Non mi fido di lui, sarebbe capace di darmi la colpa.
Basta vedere come si è accanito con il dottor Fanti.
- [notifica dal cellulare] - [Agnese] Scusami.
Ora devo andare, ma facciamo così…
Verifico io, appena tornerò direttrice sanitaria.
Spero presto.
Non farti il sangue troppo amaro, tuo marito sta bene.
Intanto oggi Andrea tornerà primario, nonostante Caruso.
Ha avuto astenia e febbre ciclica nelle ultime settimane.
Hai avuto altri sintomi?
- Svenimenti? - No.
Come mai hai scelto l'accademia militare?
- Che c'entra, scusi? - Nulla con l'astenia. Mi incuriosisce.
Io non potrei mai farlo. Odio obbedire.
Ma devi farlo, almeno fino a oggi pomeriggio. Silenzio.
Io odio le malattie, ma sono abituato alla disciplina.
Avete qualcosa in comune. Zitto pure tu.
Che cosa sono?
Lesioni cutanee a placche, forse collegate ad astenia e febbre.
- Da quanto tempo ce l'hai? - Qualche giorno.
- Perché non l'hai detto? - Fanno schifo.
Se hai una malattia, non è colpa tua.
Non guardarle, falle vedere a noi, facciamo un lavoro schifoso apposta.
Scusate.
- Fai uso di farmaci? - No.
- Sei stato all'estero? Hai fatto viaggi? - No.
- Rapporti sessuali non protetti? - No. E neanche protetti.
Capiamo che tipo di vasculite è. Carolina?
- Una biopsia cutanea. - Prima uno screening immunologico.
Non è una sindrome immunologica, è un'infezione e so come l'ha presa.
Vuoi anche dircelo, per caso?
Prima devo chiederglielo, dopo che i genitori saranno usciti.
Sbrigati, da primario non avrai più tempo per questi giochini.
Predispongo lo screening.
Lo diceva in senso positivo o negativo?
Vuoi sapere se le fa piacere che torni primario?
Beh, prima io e Gabriel ti evitavamo come la peste.
Però immagino che per lei fosse il contrario, perciò no.
Non le fa piacere, visto che niente sarà come prima.
Ricordami di non chiederti mai più un parere.
Però io e Gabriel saremo contenti!
Cioè io.
[squilli del cellulare]
- [Gabriel] Come va? - Bene. Tu?
Abbastanza bene, dài. A parte il caldo.
Mi hai chiamato per parlare del tempo?
Ho sentito Massimo. Volevo ringraziarlo e mi ha detto tutto.
- Mi hai chiamato per infierire. - Che cosa? No! No, assolutamente.
Ti chiedo scusa. Ora capisco perché non sei partita con me.
Al posto tuo anch'io non mi fiderei più di nessuno.
Però… dovresti perdonarlo.
Non voleva perderti e farti soffrire e invece ha ottenuto il contrario.
Però l'ha fatto perché tiene a te.
Adesso devo andare, ho un'anamnesi.
Sì, scusa.
Ah, Eli… Fai un in bocca al lupo a Doc da parte mia.
Sì, certo.
- Ciao. - Ciao.
Si direbbe un'infezione, dopo l'operazione di protesi all'anca.
Forse è osteomielite, ma serve una Tac.
- "Osteomielite"? - Sì.
- Suona male. - E' un'infezione dell'osso.
Suona ancora peggio.
Mi sono fatto operare per tornare a camminare come si deve.
Non potevo più lavorare.
- Che lavoro faceva? - Il giardiniere.
- Ah. - A domicilio.
Curo i terrazzi e i giardini dei clienti.
Stia tranquillo, un'infezione presa in tempo si cura.
- Tornerà a lavorare. - Grazie.
Pensa a riposarti, vai in pensione.
Se non vuoi stare fermo, mi aiuti in libreria.
Tu mi vuoi morto!
Io non ho bisogno di riposare, ho bisogno del mio lavoro.
Te lo lascio, per quando finisci il tuo show.
E' terribile.
Ciao, pa'. A presto.
Grazie di tutto.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Che c'è? - Niente, mi ricorda mio padre.
Dottor Cesconi, anche suo padre è un brontolone
che finge di trattare male suo figlio come Gerardo?
Così lo tratta. Alessio è un bravo ragazzo.
Zitto, sennò mi riprendo il libro che ti ho prestato.
- L'ho già finito. - [Gerardo] Non te ne do più.
Ecco l'ora delle lamentele. Io lascio il campo.
Ci vai vestito così?
E' un esame. Devo andare in smoking?
E' il giorno più importante della tua seconda vita, va onorato!
- Ho messo la cravatta rossa. - Non è per Capodanno?
Infatti.
Il rosso è nuova energia e riporta a oggi.
Dimostrerai che si può avere una seconda vita.
Mi faranno le domande più difficili della storia della Medicina Interna.
Esatto e si capirà subito in quella stanza chi è il primario.
Comunque io non ti chiamerò mai professore.
- Da primario come mi chiamavi? - Prof e ti davo del tu.
- Meglio Doc. Prof Doc… - Nah.
- Scusate, devo andare. - Almeno un camice, dài!
A me niente "professore"?
Metti qualcosa di rosso anche stasera e ti chiamo come vuoi.
Ehi. Prima sulla cosa dei rapporti sessuali hai mentito?
- Chi lo dice? - Io.
Devo averne la certezza per capire che hai.
Non dobbiamo dirlo ai tuoi genitori, magari ti vergogni.
No. Ho una storia con una collega, ma tu non conosci i miei.
- Fissati con la disciplina? - Mio padre è pastore evangelico.
Niente sesso prima del matrimonio.
Se lo sapesse, mi farebbe sposare.
Ti immagini lei? Mi prenderebbe in giro a vita.
Non è una cosa seria?
Facciamo l'accademia per sposarci a 20 anni?
Non lo so, perché la fate?
Io per allontanarmi dai miei.
Mio padre pensa che seguo i precetti religiosi e glielo faccio credere.
Ma mi faccio la mia vita. Non dico a nessuno che lavoro fa.
Ti guardano strano se sei figlio di una specie di prete.
Ora sarà ancora peggio.
Se ho una malattia contagiosa, mi tratteranno come un appestato.
Andrea, ti cercavo.
Se è per lo screening immunologico, so già che non c'è niente.
Forse è una malattia a trasmissione sessuale.
Io comincerei con un sierologico per la sifilide.
- Le lesioni sono rosso-rameico. - "Sifilide"?
Non è detto ma da qualcosa bisogna cominciare.
Io comincerei dal tuo esame.
Ti cercavo per questo.
- Ah, il mio esame. - [Giulia] Sì.
Non dirmi niente, non ho fatto in tempo.
Del resto all'evento più importante della mia vita ero in jeans.
Sai che c'è? Hai fatto bene. Devi stenderli per quello che sei.
In bocca al lupo, amico mio. Fagli male.
- Dottor Fanti. - Sì.
Dovremo sospendere l'esame.
- Le è arrivato un avviso di garanzia. - Per che cosa?
[uomo] Mi segua dal direttore sanitario.
Che succede?
- Qualcuno ci dia delle spiegazioni! - Ve le do io.
La dottoressa Tedeschi ha trovato anomalie sulla Sut di Lazzarini.
La sua bombola d'ossigeno è stata data alla sua vicina e lui è morto.
Chi ha fatto l'errore l'ha nascosto con un falso in cartella.
C'è scritto che è morto mentre aveva l'ossigeno, ma è impossibile.
La bombola trovata attaccata era appena arrivata.
Lazzarini l'ha ricevuta quando era già morto.
La scrittura è sua?
Potrà spiegare in altro modo al Pm perché ha falsificato la cartella?
Nomini un legale di sua fiducia.
Io rappresento l'ospedale che è parte civile
perché danneggiato dal suo comportamento illecito.
[Caruso] Fanti…
Il Consiglio valuterà la sua sospensione preventiva
in attesa di accertamenti.
La Tedeschi ci ha spiegato.
- Diciamo la verità. - Ne abbiamo già parlato.
- Ma tu non c'entri! - Ho giustificato io la cartella.
- L'hai fatto per me! - E' una giustificazione valida?
Ascoltami… Io verrò condannato lo stesso ed è giusto così.
Ma tu hai diritto di andare avanti e diventare il medico che vuoi.
Papà, aspetta.
Cecilia vi ha detto la verità, le accuse contro di me sono reali.
Ho dato la bombola di Lorenzo a un paziente che ne aveva bisogno.
Era giusto farlo e Lorenzo era d'accordo.
Anzi mi ha pregato di farlo.
Il problema è che poi ne aveva bisogno anche lui di nuovo.
Ma non c'era più ossigeno, non c'era più tempo
e io non ero più con lui.
Ma perché non l'hai detto subito?
Mi avrebbero interdetto dalla professione.
Qualsiasi medico avrebbe agito così, ma io ho delle limitazioni.
Ho avuto paura di perdere tutto, ho avuto paura di perdere voi.
Adesso succederà comunque, quindi…
Ho solo guadagnato un po' di tempo, vigliaccamente.
L'unica cosa che posso fare adesso
è chiedervi perdono.
- Giulia, fammi… Giulia… - Non mi toccare!
Meno male che ero io quello che agiva per interesse personale.
- Stalle vicino. - Non dirmi quello che devo fare.
Aiuto! Martino sta male, vi prego!
Non mi ha lasciato parlare e ora tutti lo odiano per colpa mia.
Aspetta… Questo è importante, non è colpa tua.
Lui ha complicato tutto e deve prendersi la responsabilità.
Io avrei fatto così.
Senti… Il tuo turno è quasi finito.
Devi riposarti, vai a casa. Qui ci pensiamo noi.
- Non sono stato io… - Martino, calmati.
- Che gli succede? - Delirio da febbre.
Non posso farlo… Ho deciso io di andare a letto con lei.
- Serve un antipiretico, subito. - Sì. Ti aiuto.
- Ecco qua. - Grazie.
Non voleva dirvelo o suo marito lo avrebbe costretto a sposarsi.
E' quello che è successo a noi.
Perciò lui insiste sul divieto del sesso prima del matrimonio.
Vuole evitare i nostri stessi errori.
Noi ci eravamo appena conosciuti e sono rimasta incinta.
Ci siamo dovuti sposare, trovarci un lavoro.
Eravamo in Brasile per volontariato ed è finito tutto.
Volontariato, sogni, libertà.
Martino non sa che è stato concepito prima del matrimonio. Nessuno lo sa.
Chi dice a mio marito che Martino gli ha mentito? Non lo accetterà.
Non è facile accettare verità che non ci piacciono
nelle persone a cui vogliamo bene.
Ma poi ci si riesce perché gli si vuole bene.
Adesso Martino sta bene.
Aspettiamo i risultati per capire se è sifilide.
Per qualsiasi cosa dica a me, la Giordano è in permesso.
Anche Doc non rimarrà qui per molto.
Dimmi perché. Prima dici che vuoi lavorare con me e poi?
- Hai causato la morte di un collega. - Potevi parlarne prima con me.
Potevi farlo anche tu! Ti ho dato molte occasioni, Andrea.
Secondo te quanto ci sono rimasta male?
Preferivo non saperlo, ma non si torna indietro.
Infatti mi assumo io tutta la responsabilità.
Perché, chi se la dovrebbe assumere?
- [squilli del cellulare] - Nessuno, appunto.
Scusami. Sì?
Il Fanti vecchio non lo farebbe, né il nuovo! Dammi una spiegazione!
Non c'è una spiegazione. Era l'unica cosa da fare.
Non parlo di staccare la bombola, ma di nascondere la verità, a me.
- Hai un avvocato? - No.
Prova con questo, è bravo.
Puoi provare a chiamare Giulia?
Non mi risponde, voglio sapere come sta.
Sta di merda.
Lasciala in pace per un po'.
E' meglio che te ne vai, finché non si chiarisce la storia.
Sì. Adesso rischia di andare tutto in malora per colpa sua.
Ti rendi conto?
- Meno male che te ne sei andato. - Già.
Tornerò per avviare il progetto di cooperazione con l'Ambrosiano.
Intanto tu tieni duro. Hai capito? Se c'è una che regge botta, sei tu.
Va bene, ci sentiamo. Ciao.
Lorenzo e Doc hanno applicato un loro principio.
No, Lorenzo ha seguito un principio di Doc.
- Stava male, non era lucido. - Non puoi saperlo, non c'eri.
Certo, lo so, questa sarà sempre la mia colpa.
Non puoi giustificarlo, non si può morire per un paziente.
Non si può abbandonare un reparto a se stesso.
- Giulia si è fatta viva? - E' a casa. Lasciamole tempo.
Va bene, pensiamo ai pazienti. Chi abbiamo in sospeso?
La sospetta osteomielite di Gerardo, della 24.
La Tac conferma l'infezione, bisogna individuare il batterio.
E' facile che sia stafilococco.
Ho il turno, lo faccio io.
- Va bene. - Io eviterei di lasciarti da sola.
Anche se non mi va per niente di fare gli straordinari.
Okay, ma fai un cambio turno così ti riposi.
- Ci vediamo dopo. - A dopo.
Tu? Sei hai bisogno di aiuto, ci sono.
Abbiamo i risultati del sierologico del paziente.
Non è sifilide, come pensavamo, né una sindrome immunologica.
Se fosse un linfoma?
Avete fatto una biopsia?
Può essere la sindrome di Sézary, anche se è giovane.
Splenomegalia, astenia, lesioni cutanee e febbre quadrano.
Non è sifilide, pensiamo che non sia una malattia a trasmissione sessuale
ma è solo un'ipotesi.
So che hai rapporti, l'hai detto nel delirio.
Non sono arrabbiata e non l'ho detto a papà.
Mi dispiace, mamma…
ma io non sono come voi.
- Quindi che ha? - Ancora non lo sappiamo.
Non possiamo escludere ipotesi più gravi.
Le malattie si curano, basta che non sia contagiosa.
Lo sapremo dopo la biopsia cutanea. Ti mandiamo a farla.
Hai fatto bene a non dirgli del linfoma.
A lui interessa non passare per appestato.
A nessuno piace essere emarginato.
Ci vediamo domani.
A domani.
[squilli del cellulare]
- Elisa. - Ciao. Ti disturbo?
- Non ho intenzioni bellicose. - Sono felice di sentirti.
- Come stai? - Come dopo uno tsunami.
Ho passato una giornata difficile.
Ho pensato ai giorni del Covid e quindi anche a te.
Quelle telefonate ci facevano bene, vero?
Finché hai rovinato tutto.
Forse possiamo ricominciare da lì, da quei giorni. A me mancano.
Stamattina davanti alla chiesa c'era uno scatolone con sei gattini.
Ho passato la giornata ad allattarli e a cercare qualcuno a cui darli.
Non è vero, lo dici solo per intenerirmi, ti conosco.
No, giuro. Ti mando una foto. Anzi, ne vuoi uno?
- Potevamo essere buoni amici. - Possiamo ancora esserlo.
Ti insegno la pratica del perdono, io sono un esperto.
Eravamo già amici, anche se io avevo paura di dirti la verità
e cercavi di convincerti di esserti invaghita di me.
Ma sei sempre stata innamorata di qualcun altro.
Ehi, io provo a perdonarti
però tu non fare il prete con me e nemmeno lo psicologo.
[notifica dal cellulare]
[campanello]
[campanello]
[Damiano] Giulia! Giulia, apri!
Non fa bene stare da soli quando si è incazzati.
[colpi alla porta]
Parecchio incazzata.
- Ci hai più parlato? - Ho spento il telefono.
- E' preoccupato per te. - L'ho amato per dieci anni.
Ho subìto l'attesa, l'amnesia, me ne sono fatta una ragione.
Ho avuto una possibilità con Lorenzo e ha rovinato pure questo!
Non metto più piede in ospedale.
Dovremo rinunciare a te per colpa sua?
Lo dicevo che me ne andavo.
Speravo che tu avessi cambiato idea.
Ti rendi conto di che cosa ha fatto?
Ti rendi conto?
Vieni qua.
Vorrei sapere come sta.
Non puoi fare niente. Ha ragione Enrico, lasciala stare.
- Tu stai un po' meglio? - Papà, come faccio?
Tu stai per essere radiato.
Il reparto ti odia mentre dovrebbe odiare me.
Forse dire la verità non serve a niente, però, papà…
Non mi sentirò più parte del gruppo.
[campanello]
Eccola.
Sapevo che eravate insieme.
Nessuno dei due mi rispondeva e vi ho portato la cena.
Sei sparito. Che ti ha detto Caruso?
Di trovarmi un avvocato. Ora starà stappando lo champagne.
Se non mi avesse denunciato Cecilia, direi che ha organizzato tutto lui.
Da quando è direttore sanitario non me ne va bene una.
[bussano alla porta]
- Dottoressa, qual buon vento? - Devo farti una domanda importante.
Il black-out informatico può essere stato causato
dalla manipolazione di un computer aziendale?
Sì, io l'ho detto subito che il black-out era doloso.
Hanno incolpato me, ma la colpa è di qualcun altro qui dentro.
Qualcuno bravo ad aggirare i sistemi di sicurezza.
E se un computer fosse stato portato fuori dall'ospedale?
- Qualcuno l'ha fatto? - Voglio capire se è venuto da lì
ed escludere che sia stato causato da un virus.
Un hacker ci mette poco a desumere i codici di accesso da un computer.
- Se è successo, va denunciato. - Lo so, mi serve tempo per capire.
Promettimelo. Chiuditi qui dentro e non parlarne con nessuno.
Questo è facile.
Agnese.
E' di famiglia nascondermi le cose.
Devi metterlo in conto se denunci gli amici.
Torna qui.
Le cose con Lorenzo sono andate come ha detto Andrea?
- Sei stata tu a scoprirle. - Io mi odio per averlo denunciato.
Ma lui non mi sta dicendo tutto. Aiutami a capire.
- Sono preoccupata… - Dovresti!
Caruso fa di tutto per farlo fuori
compreso mandare in tilt l'ospedale per rovinare la prova di primariato.
Sono sicura che il black-out sia opera sua.
Fallito quello, è arrivata una denuncia. Non è strano?
E tu? Perché hai indagato su quelle cartelle?
Te l'ha chiesto Caruso?
- Lo vedi? - Che cosa?
Vuole impedirgli a ogni costo di tornare primario.
Ti ha usata contro di lui.
Andrea ha mentito sulla morte di un collega.
Per proteggere sua figlia!
Carolina ha tolto la bombola a Lorenzo?
Sì, ce n'era una sola.
Un medico deve decidere a chi darla, ma le altre non arrivavano.
Carolina si porterà questo peso per la vita.
Andrea doveva dirmelo.
Te lo sto dicendo io, perché so chi sei.
Tu sei sempre Cecilia, ma anche Andrea è sempre lui.
Sbaglia per proteggere chi vuole bene
ma non merita quello che gli stanno facendo, lo sai.
Dobbiamo stare dalla stessa parte e capire che vuole Caruso.
Okay.
Darò ad Andrea l'ultima possibilità, ma voglio che sia lui a dirmelo.
[squilli del cellulare]
- Dimmi. - [Cecilia] Sei in reparto?
Pensavo che non mi ci volessi.
Non sei ancora sospeso. Devo parlarti, vieni?
Perché?
Vieni e basta. Ti cerco quando posso.
- Ehi. - Ehi.
Non pensavo che avrei dormito.
Tanto noi non andiamo oggi, vero?
Vuoi?
Capisco che è suo padre, ma Carolina non doveva farmelo.
Non è venuta perché si sente a disagio.
Ma non è colpa sua.
Damiano! L'osteomielite di Gerardo è da stafilococco.
Procediamo con la terapia antibiotica?
Sì.
- Giulia? - Perché chiedi a me?
Sono pronti i risultati della biopsia di Martino?
- Sì. - [squilli del telefono]
Sì, Medicina. Oggi non è aria, mandatelo a Pneumologia.
Ohi!
Alla buon'ora!
- Che ci fai qui? - Ti serve aiuto o no?
Non combinare casini perché ti ammazzo.
Dottore… mi sento peggio di ieri.
Siamo sicuri che è tutto sotto controllo?
E' una brutta infezione, ma adesso l'abbiamo identificata
e con questa dovrebbe andare meglio.
Grazie.
- [Riccardo] Ecco qua. - Aspettate.
Ecco.
- Sì. - Ecco qua.
Dottore, io smetterei di lavorare, ma ho paura per mio figlio.
Ma quando mai le librerie vanno bene oggi?
Lui è fissato per i libri, è colpa mia.
In famiglia io e lui siamo stati sempre quelli strani.
- Amare i libri non è strano. - In casa mia sì, invece.
Hanno fatto i soldi con il prosciutto.
Tranne me, naturalmente.
Se ora Alessio fallisce, chi può dargli una mano?
Chi lo aiuta? Nessuno, solo io.
Allora mi trovo pentito
di non averlo convinto a lavorare con mio cognato.
Vedila così… Pensi che sarebbe stato più felice?
Di sicuro meno solo.
- [colpi di tosse] - Anche lui sta peggio di ieri.
La febbre è salita ancora e la saturazione è bassa.
Facciamogli un emogas e diamogli l'ossigeno.
Fa questo da stamattina.
[colpi di tosse]
La biopsia ha escluso un linfoma, che era la nostra ipotesi più grave.
Ma non sappiamo ancora che cos'è.
- Dobbiamo approfondire. - Eccomi.
Ah… Scusate. Pensavo che ti servisse aiuto.
Io pensavo che non saresti venuto.
Perché vedo tutto opaco?
Calmo, resta seduto.
- [Elisa] Martino! - Mettiti su.
- Non ci vedo. - Respira.
- Non ci vedi? - [Martino] Non vedo niente!
- Respira. Ti fa male la mano? - Che mano? No.
- La mano non ti fa male? - No, non ci vedo!
- Tranquillo, Martino. - Se faccio così, senti qualcosa?
- Non sento niente. - Niente?
Non voglio diventare cieco!
Prendi un calmante e medichiamolo, Carolina. Tranquillo, siamo qui.
Che sei venuto a fare?
Non sono sospeso, rimango finché non me lo vietano.
Non aspettarti solidarietà.
C'è un paziente senza diagnosi, ci concentriamo su questo?
Grazie. Aggiungiamo offuscamento del visus e neuropatia.
L'istologico è polimorfo.
Sembra un'infezione sistemica. Ma causata da che cosa?
Un virus tropicale? E' stato all'estero?
Voglio controllare una cosa.
Tutto bene, Carolina? Guarda che tu non sei tuo padre.
Gerardo si è aggravato e anche il suo compagno di stanza.
Quando ieri ci ha parlato del Brasile
magari lei e suo marito per lavoro lo frequentate ancora?
- No. - O altri Paesi per lavoro?
No.
Martino è peggiorato. Il suo quadro fa pensare a un'infezione virale.
Magari durante i vostri viaggi
gli avete trasmesso una malattia contratta in forma latente.
Signora, suo figlio rischia veramente.
Ho un amante.
Lucas. L'ho conosciuto poco dopo il mio matrimonio.
Ci amiamo da diciannove anni. Non potevo lasciare Michele.
C'era Martino e la mia famiglia non mi avrebbe perdonata.
Non potevo farcela, ma Lucas mi è rimasto accanto lo stesso.
Da dieci anni è la mia seconda vita in Brasile.
Anche adesso troviamo il modo di incontrarci
almeno una o due volte l'anno.
Serve un quadro aggiornato dei virus presenti in Brasile.
Sì.
Non pensavo di doverlo raccontare, ma se può salvare mio figlio
sono disposta ad affrontare le conseguenze.
Febbre gialla, malaria, Dengue e Zika virus.
Nessuno quadra con i sintomi di Martino
ma può avere una forma anomala.
O può avere qualcos'altro.
Dobbiamo fare i test sierologici. In due facciamo prima, no?
- Sì. - [Damiano] Elisa.
Teresa. I pazienti della 24 hanno contratto un'infezione ospedaliera.
Ma abbiamo procedure di sanificazione severissime.
Sono a rischio tutti i ricoverati. Dobbiamo avvisare la Tedeschi.
E' in riunione con i vertici per affrontare una certa questione.
Intanto verifichiamo di che germe si tratti e in fretta.
Tu vai con lui, io penso a Martino.
Va bene.
Grazie di essere venuta.
Questo reparto ha bisogno di te.
Poi se vuoi, possiamo parlare… Oppure no, decidi tu.
Sono venuta perché ci ho pensato bene.
Non sono io che devo andarmene dal reparto. Sei tu.
Come vuoi.
Abbiamo un'infezione in reparto.
In due pazienti si è già sviluppata in forma grave.
Manda i ragazzi a fare le colture.
Noi facciamo un giro camere di controllo.
Okay.
[squilli del cellulare]
Come sapevi che avevo bisogno di una voce amica?
Hai parlato con Cecilia?
No, è in riunione. Perché?
- Ti ha detto che voleva parlarti? - Sì, tu sai il motivo?
No, volevo sapere. Ci sentiamo dopo.
Okay.
Senti, io non ci ho dormito tutta la notte
e sono sicuro che tu puoi darmi una risposta.
Ci sono delle ragioni perché Andrea ha fatto quello che ha fatto?
Non voglio saperle, devi solo rispondermi sì o no.
Sì, ci sono.
[Enrico] E' in riunione.
Per colpa mia, lo so.
So anche che sono indesiderato, me ne stavo andando.
Volevo chiederti scusa per ieri
e dirti…
che devi essere tu a decidere quello che devi fare.
La Magistratura giudicherà i fatti, io li conosco appena.
Non conosco le motivazioni e non voglio saperle.
So chi sei tu e mi basta per dire
che non meriti di essere giudicato da tutti.
Ha a che fare con Carolina, vero?
Hai detto che non volevi saperlo.
Lo so già, solo per tua figlia faresti una cosa del genere.
E' il tuo peccato originale.
Avere perso Mattia ha ingigantito il tuo istinto protettivo per lei.
Neanche me lo ricordo il mio peccato originale.
Me l'avete raccontato, ma non so quanto ha a che fare con l'istinto.
Non esiste solo la memoria cognitiva.
La parte emotiva di quell'evento può essere rimasta codificata
da qualche parte nel tuo sistema nervoso.
Come una malattia presa da bambino che non sai di avere avuto
poi salta fuori dopo anni, come se arrivasse dal nulla.
Invece, a pensarci bene, arriva dal passato.
Sei un genio.
Sei un genio!
[vibrazione del cellulare]
Gab? Scusa, sono impicciata con dei sierologici.
Devo smazzarmeli da sola. Su Doc nessuna novità.
- Io non ti avrei mai lasciato sola. - L'hai già fatto.
- L'ultima volta mi hai lasciato tu. - Lasciamo stare, ho da fare.
Anch'io, devo vedere una persona importante.
Ho pensato di venire subito che poi le cose si complicano.
- Non ci credo! Ciao! - Ciao.
Già che sono qui, ti aiuto.
- Sì. - Il paziente viene dal Brasile?
Più o meno. Ho già escluso febbre gialla e malaria.
Okay, parto con Zika.
- So che cos'è! Sindrome di Hansen. - "Hansen"?
- Gabriel, che sorpresa! - Sapessi per me, Doc.
In effetti Hansen spiega tutto.
Pensavamo che la madre lo avesse contagiato di recente
invece lo stesso Martino si è contagiato anni fa in Brasile.
Lascia stare Zika e iniziamo la coltura per Hansen.
Sì.
Doc, grazie per l'aiuto.
Però non dovresti essere qui, lo sai.
Doc ha fatto la diagnosi.
E quando bisogna dirlo al paziente, Doc è il più bravo.
Doc è Doc, ma tanti ospedali vanno avanti senza di lui nel mondo, no?
Non capisco, per entrambi i pazienti della 24
sembra un'infezione da Klebsiella, ma non lo è.
- Se fosse Kpc? - Sarebbe un vero guaio.
Hai ragione, è meglio verificare.
Mi sento la febbre.
Girati.
Sì, hai qualche linea.
Forse sei solo stanco, da settimane provo a dirti che devi riposare.
Hai fatto troppi straordinari.
Ma sì, sarà solo stanchezza.
Non hai capito, devi tornare a casa. L'abbiamo imparato dal passato.
- Okay, okay. - Vai.
Vado.
Non ci credo che lo perdiamo così. Aumenta l'ossigeno.
- Che succede? - Aspetti fuori.
Alessio!
L'ossimetria è calata, le cefalosporine non hanno effetto.
La polmonite si sta trasformando in sepsi grave.
Secondo me è Klebsiella pneumoniae ed è ovunque.
Battito cardiaco accelerato Forse è Kpc.
[colpi di tosse]
Piano. Calma, respiri piano.
Respiri piano. Piano, piano… Così.
[battito cardiaco assente]
Non può offuscarsi la vista dal nulla. Fate qualcosa.
I disturbi dipendono da un virus e stiamo cercando di individuarlo.
Non è un virus, ma un batterio, il Mycobacterium leprae
che causa la malattia di Hansen e viene dal Brasile.
Ma non ci andiamo da dieci anni.
La malattia ha un lungo periodo di incubazione, anche dieci anni.
Se ce l'ha da tempo, l'avrebbe trasmessa a noi e ad altri.
No, la malattia di Hansen ha un indice di contagio molto basso.
Ma è curabile?
Ma sarebbe la lebbra! Non è contagiosa?
Quindi mio figlio ha la lebbra? Esiste ancora?
Sì, ma in casi limitati e in alcune regioni del Brasile.
Non la chiamiamo più lebbra, perché il nome suona male, stigmatizza.
La malattia di Hansen si cura dagli anni '40.
Con la prima somministrazione l'indice di contagio si azzera.
Ho la lebbra?
Non ci posso credere.
E' la diagnosi migliore. Puoi chiamarla malattia di Hansen.
Basta cercarla su Internet, sempre lebbra rimane!
E' meglio che lasci l'accademia, troverò una spiegazione accettabile.
Basta con le spiegazioni accettabili!
A partire dalla cazzata della nascita prematura di Martino.
Non sei nato di otto mesi, sei stato concepito prima del matrimonio.
A proposito di matrimonio…
C'è un'altra cosa che devo dirvi su questi ultimi vent'anni.
Ci avete messo tempo a decidere che cosa fare di me.
Ho deciso che me ne andrò.
Un conto è essere indesiderato da Caruso, un altro da tutti.
Non abbiamo parlato solo di te, non esisti solo tu.
Le conseguenze di questa cosa ricadono su tutto l'ospedale.
Che volevi dirmi?
- [bussano alla porta] - Avanti.
E' un'emergenza. Abbiamo un'infezione da Kpc.
[Giulia] Klebsiella pneumoniae carbapenemasi produttrice.
La più resistente dei batteri e con tasso di mortalità più alto.
Abbiamo già perso un paziente.
Era anziano, ma l'infezione è stata rapida.
- Quale paziente? - Stanza 24.
Gerardo il giardiniere?
L'altro. Sai sempre tutto dei pazienti?
Evitiamo la diffusione dell'infezione.
La stanza è isolata, si entra con dispositivi di protezione.
Avete isolato la stanza?
Voglio uno screening del personale sanitario
dei pazienti e dei visitatori venuti negli ultimi due giorni.
Il batterio può essere già uscito dalla stanza.
Il batterio non deve uscire.
Riccardo è stato nella stanza ed è appena uscito con la febbre.
Io non l'ho visto andare via.
Riccardo! Riccardo! Aiuto!
- Riccardo! Giriamolo. - Aiuto!
Sua moglie vi ha detto tutto.
Mi ha mentito per vent'anni.
Sapevate perché vi stavate sposando, eravate d'accordo.
Avete mentito a tutti per questo.
Poi si sa, una bugia tira l'altra.
Quando potremo uscire? Non voglio vederla.
Quando sapremo se siete negativi alla Klebsiella. Ci vorrà un po'.
Ha parlato con Martino?
Per dirgli che mi vergogno di avere una famiglia creata sull'ipocrisia?
Non mi stupisce che anche lui menta così bene.
Sì, mi sembra un buon inizio. Avevo in mente una cosa così.
Anch'io mi chiedo come sarebbe stato
se questa catena di menzogne non fosse mai iniziata.
[Carolina] La mascherina non è per te.
C'è un'infezione e stiamo esaminando i tamponi di tutti, anche il tuo.
Questa è la cura per il morbo di Hansen.
E' un po' lunga, devi seguirla per 12 o 24 mesi.
Poi potrai fare una vita normale.
Lo so, ma non sarà facile quando tutti sapranno.
Ti chiamo un'infermiera.
Ciao. Che fine avevi fatto?
E' una lunga storia. Tu come stai?
Bene, grazie.
Mi dispiace che i tuoi abbiano litigato.
A me no. Per la prima volta ho sentito mia madre sincera.
Ha nascosto la verità per una vita, come ha fatto?
Si mente per una buona ragione.
Per non essere emarginata dalla famiglia retrograda.
La famiglia è la famiglia, nonostante i difetti.
E' sempre doloroso deluderla o perderla.
A me è successo.
Mi sta succedendo di nuovo.
Se la tua famiglia non ti accetta, è meglio perderla. Ci ho pensato…
Se dici la verità, molti non capiranno, ma qualcuno sì.
Magari non subito, ma non voglio lasciare l'accademia.
Saprò chi sono i miei veri amici, anche se non avrò più una famiglia.
Papà.
Forse io ho sbagliato tutto.
Ma vorrei ancora essere la tua famiglia
se tu me lo consenti.
"Se io te lo consento"? Ma come cazzo parli, pa'?
[notifica dal cellulare]
Molti pazienti sono positivi al batterio Kpc
e anche tutti voi lo siete, anche se vi difendete meglio.
Non sottovalutate la velocità del batterio.
Riccardo è grave per le scarse difese immunitarie.
Sto spostando i pazienti negativi
ma voglio che il reparto sia messo in quarantena.
Non è eccessivo?
Vuoi che ci accampiamo tutti qui, medici e pazienti? Anche lui?
Per quanto?
Finché non troveremo il modo di aggredire la Klebsiella.
Il Covid ci ha insegnato che nessuna precauzione è eccessiva.
Tu che fai qua? Sei negativo.
Lo so, ma questa volta rimango.
[Andrea] Ha ragione Gabriel.
Dimostriamo di essere una squadra capace di affrontare la situazione.
Allora? Hai parlato con Andrea?
No, non ci ho parlato.
Hai deciso da che parte stare?
Non ho bisogno di decidere.
So da che parte stare.
Lo aiuteremo…
Io e te insieme.
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