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Original subtitles

Un omaggio del Policlinico per i neonati e le loro mamme.

Amore, lo proviamo quando andiamo a casa?

- Grazie. Arrivederci. - Arrivederci.

Silvia.

- Andrea. - Ciao.

Ti lascio specializzanda e ti ritrovo mamma.

Sono strutturata a Gastroenterologia e in teoria lo sapevi.

Come tante altre cose.

Mi spiace non essermi fatta viva dopo l'incidente.

Nessun problema.

- Come si chiama? - Carlo.

- Come mia figlia. Cioè, lei è… - Carolina, lo so.

Quanto eravamo amici?

Mio marito, Luca.

- Piacere, Luca. - Piacere, Andrea.

- Avvicino la macchina e torno. - Sì.

Tutto bene?

Sì, ho…

Ho visto doppio per un attimo, sono solo stanca.

- Entra in reparto per un controllo. - No, non preoccuparti.

Okay, ciao.

Silvia, Silvia! Ehi, ehi…

Silvia, Silvia!

Una barella, presto! Occupatevi del bambino.

[musica]

[pianto di neonato]

Ci occupiamo di neonati?

La madre era stata dimessa ma mio padre ha chiesto un controllo.

- Per? - Diplopia e lipotimia.

Abbiamo chiesto l'emocromo.

Parto naturale, travaglio e valori nella norma.

La ricoveriamo perché è stanca? Sarà contenta la Tedeschi.

Non farà storie. Silvia è una collega.

Cecilia non può trascurare i sintomi neurologici.

Chiediamo un consulto a Enrico. Se non ha niente, li mandiamoli via.

Beh? Chi va da Enrico?

[si schiarisce la voce]

La rivolta degli schiavi?

Me ne ricorderò quando sarò di nuovo il primario.

Tanto tu sarai già a Chirurgia.

Tranquillo, non cambio più.

- E me lo dici così? - Come devo dirtelo?

Non so, tipo… "Medicina Interna è il reparto più figo del mondo,

tu sei il collega più intelligente, affascinante e sorprendente che ho

e Valenti è un vecchio narcisista".

Io e Valenti stiamo insieme. Per questo non cambio.

- [notifica dal cellulare] - E' arrivato l'emocromo.

Vado. Ciao.

Caro…

- Ciao. - [Alba] Ciao.

- Si sta ambientando. - Pure troppo.

- In che senso? - Niente, niente…

Piuttosto, guarda…

Se ti piace, è nostra per due giorni.

C'è un treno domani alle 17,30 per Genova. Che dici?

- Bellissimo. - Lo so.

- [bussano alla porta] - Avanti.

Posso o sei con la tua amica segreta?

Sei geloso?

Mi serve un consulto neurologico.

La tua ossessione per la mia amica è un sintomo.

E' per una paziente che ha appena partorito. Diplopia e lipotimia.

Tra l'altro è una collega. Silvia Agostini, te la ricordi?

Sì… Sì, me la ricordo.

Vieni a darle un'occhiata?

Certo.

E' meglio se ti mando Agnese, è più preparata di me in neurologia.

Va bene, okay. A proposito di amiche segrete…

- Sai se fra me e questa Silvia… - Perché me lo chiedi?

Sento che fra noi c'è qualcosa che non ricordo.

No, fra te e lei non c'è mai stato niente.

Okay… Aspetto Agnese.

In gravidanza sono stata iper-monitorata.

Il mio ultimo Ecg era perfetto. E' solo stanchezza.

- Sono d'accordo. - Segui il mio dito.

[pianto di neonato]

Lasciatemi andare, non voglio più sentirlo piangere.

Sono d'accordo.

- Hai notato l'oftalmoplegia? - Appena accennata, ma c'è.

- Gli occhi li muovo bene. - Hai pupille dilatate e poco uniformi.

- Non vuol dire niente. - Controlliamo con una Tac.

Gli dica che stanno esagerando.

Chiedo la Tac. Prima facciamo, prima se ne va.

[accento napoletano] Che dolore… Mi fa male tutto.

Sto per avere un infarto. Mi fa male il petto e lo stomaco.

Ah! E poi non ho più fiato.

Se smette di parlare, lo recupera.

Buongiorno, signora. In trasferta da Napoli?

Ma quale trasferta! Io sto qua da 62 anni e ancora non mi abituo.

Devo rassegnarmi, sono arrivato da Roma da poco.

Non è detto, dipende dalle persone che si incontrano.

La signora Maria Rosaria ha dispnea, addome rigonfio

e scompenso cardiaco.

Un infarto, dotto'.

Me ne intendo, io sto per avere un infarto, io sto morendo.

No, le hanno già fatto il prelievo e controllato gli enzimi.

Ma quali enzimi! Non capiscono, dotto', il cuore sta scendendo.

Io sto morendo.

Va bene, facciamo un bell'ecocardiogramma.

Bello, mi raccomando. Uno zucchero. Così.

Così sveliamo il mistero.

- Sì. - Perfetto.

[pianto di neonato]

Che fai qui?

Andrea mi ha detto quello che ti è successo.

C'è in giro anche Luca.

Sì, l'ho visto, con il bambino.

Come l'hai chiamato?

Carlo. L'abbiamo chiamato Carlo.

Un bel nome.

E' meglio se te ne vai.

Sì, io volevo solo vederti

ed essere sicuro che tu stessi bene.

- Sto bene. - Allora… Congratulazioni.

Spero per te e per Carlo che tu abbia fatto la scelta giusta.

Enrico!

Ti ha visitato anche Sandri?

Ti ha detto qualcosa?

Ehi…

Sei tu la donna di Enrico?

Non più, ci siamo lasciati.

Non faccio in tempo a scoprirlo che non c'è più niente da scoprire.

Enrico non te l'ha mai detto?

Sono prefrontale, l'ultimo a cui dire segreti.

O forse perché è difficile da dire, anche a un amico.

Perché sei sposata, è tutto più complicato.

Non è per questo.

Vuoi dire che Carlo…

Pa', la Tac per la paziente è pronta e Caruso ti aspetta per il test.

- No, Terry, scusa… - Zitto.

Lasciami parlare o non riesco a dire quello che voglio.

- Okay. - Allora…

Io non sono più una ragazzina e tu non sei un ragazzino.

Così è bellissimo e non voglio metterti fretta.

Però per come vanno le cose, mi chiedevo…

- Di che parli? - Vuoi venire a vivere da me?

Lo so, a casa siamo quattro donne, è un incubo.

Però le ragazze sarebbero super felici.

Avresti i tuoi tempi, i tuoi spazi.

Pensa a quanto sarebbe bello addormentarci insieme.

No, invece no. Fai conto che non ti abbia detto nulla.

Oppure pensaci. Adesso devo andare.

Ciao.

[Lucia] Oggi faremo un questionario situazionale.

Per ogni domanda, scelga la risposta più allineata al suo modo di fare.

Per noi quella giusta è solo una.

Tutto chiaro?

Iniziamo. "Il suo gruppo di lavoro non sa risolvere un problema.

Che fa? Uno, interviene per aiutarli.

Due, li incoraggia a sforzarsi ma non interviene.

Tre, li lascia risolvere da soli."

Due. Incoraggio ma non intervengo.

Bene.

"I suoi collaboratori non reagiscono bene

a una riorganizzazione introdotta da lei e falliscono gli obiettivi.

Che fa? Uno, torna all'organizzazione precedente.

Due, va avanti con le sue idee.

Tre, parla con loro perché accettino la nuova organizzazione."

Se l'ho proposta, è necessaria, quindi la tre.

[Caruso] Dottoressa.

[Lucia] Cambiamo genere.

"E' il comandante di una nave che imbarca acqua.

Per salvare tutti deve sacrificare un membro dell'equipaggio.

A chi rinuncia? Uno, il mozzo.

Due, il cuoco.

Tre, l'allievo ufficiale.

Quattro, il comandante in seconda."

Non capisco la domanda.

Io capisco che può sembrarle una domanda stupida, ma non lo è.

Un primario sa chi merita di stare in reparto e chi no.

Non rispondo, non mi occupo di licenziamenti.

Non le chiediamo chi licenzierebbe.

Lo suggerite. Quindi no, non rispondo.

Va bene, però così dichiareremo negativo l'esito del test.

O forse dovremmo annullare la domanda.

Suggerire l'idea di un licenziamento è illegale.

Propongo di confrontarci sull'argomento da soli, in privato.

Ti dispiace, Fanti?

Li ho convinti a darti 24 ore.

Non servono. Basta con le domande assurde.

E' una domanda innocua.

- Perché non scegli chi eliminare? - Là non c'è niente di innocuo.

Se domani rifiuti di rispondere, non posso più difenderti.

Che c'è? Devo morire, dottore? Sto male?

No. Però è vero che il suo cuore non sta bene.

- C'è una stenosi della valvola aortica. - Dobbiamo cambiarla.

Volete operarmi?

Ma voi sapete quanti anni ho io?

Ottantadue. Ot-tan-ta-due. Ecco.

Voi mi aprite e io schiatto.

Una cosa alla volta. Adesso deve fare un'angio Tac.

Sì.

Poi ne riparliamo.

- Elisa, ci pensi tu? - Sì.

- Andiamo. - Grazie, arrivederci.

[Damiano] Stia tranquilla.

Sì, "tranquilla", è una parola! Dice "tranquilla"…

Vieni qua, fammi un favore, chiama il mio parroco.

- A che le serve? - A darmi l'estrema unzione.

Le abbiamo detto che non morirà.

Tu sei un medico, non il Padreterno.

Hai capito? Ecco. Chiama il parroco.

Il numero è sotto alla parrocchia. Tieni.

- Perché non lo chiama lei? - "Perché il Papa non è re".

L'ho chiamato almeno una decina di volte.

Ha visto che non morivo e non mi crede più.

- Tieni, chiamalo. - Va bene.

- Sotto "parrocchia"? - Sotto la parrocchia.

[in coro] ♪ Gli angeli delle campagne ♪

♪ Cantano l'inno "Gloria in ciel" ♪

[vibrazione del cellulare]

♪ E l'eco alle montagne Ripete il canto dei fedel… ♪

Scusate.

Provaci tu, mi sono rotta.

Maria Rosaria?

Sì, sono la dottoressa Patrizi.

Non me lo dica… Maria Rosaria vuole l'estrema unzione.

- Come lo sa? - E' la quarta volta quest'anno.

Le dica che arrivo. Dov'è?

Al Policlinico Ambrosiano, Medicina Interna.

[pianto di neonato]

Mi scusi, il bambino non può stare qua.

Aspetto che mia moglie torni dalla Tac.

Eh, ho capito… Va bene, mi dia il bambino, lo porto al nido.

[il pianto si interrompe]

Chiamo qualcuno dal nido. Vado a vedere se sua moglie ha finito.

[il pianto riprende]

Allora? Trovato niente?

Sono bravo, ma non tanto da dare un referto prima dell'esame.

Diceva sempre così anche Lorenzo.

Stoppa. Falla uscire, sta male!

Diplopia, lipotimia, oftalmoplegia e convulsioni.

La Tac esclude un'ischemia cerebrale.

Può essere eclampsia.

Si manifesta in gravidanza. Le forme post-parto sono rarissime. Altro?

Un abuso di tranquillanti con effetto paradosso?

Come mai questa ipotesi?

Forse la gravidanza non è stata così serena come appare nelle analisi.

E' un medico, sa controllare il dosaggio di uno psicofarmaco.

Siamo i peggiori medici di noi stessi.

Comunque è un problema neurologico, non dobbiamo occuparcene noi.

- Abbiamo appena cominciato… - Sono d'accordo con lei.

Buon lavoro.

Giulia… Giulia.

Giulia, aspetta, scusami.

Non è meglio passare il caso a qualcun altro?

- Perché? - Non so, mi sembri troppo coinvolta.

Non mi basta vedere una mamma con un neonato per andare in crisi.

Sei tu quello che si fa coinvolgere, non io. Chiaro?

Chiaro.

Non possiamo arrivare al cuore per via vascolare.

Dobbiamo procedere con un intervento a cuore aperto.

Ma non ci penso proprio!

- Oggi mi sento meglio. - E' un benessere temporaneo.

Se non cambiamo la valvola, rischia il peggio.

Che malaugurio!

- Non c'è un'alternativa, dottore? - C'è una terapia farmacologica.

Eh! Questa è una buona cosa.

Però i farmaci non risolvono.

- Un altro guaio. - E hanno effetti collaterali.

Pure!

Se si opera, può vivere per anni e avere una vita migliore.

[Damiano] Signora…

E' una scelta delicata, chiami qualcuno per farsi consigliare.

I familiari, marito, figli e nipoti, sono molto ansiosi, dottore.

Io non voglio dargli pure questo problema. No, no…

Mi confido con il mio parroco, tanto sta arrivando, no?

[Teresa] Pronto?

Sono Don Massimo, il parroco per l'estrema unzione.

Finalmente! La aspettiamo da un po', dov'è finito?

Ho avuto un contrattempo. Passerò domani, va bene?

Padre, che le devo dire? Se fa tardi, con Dio se la vede lei.

A domani.

- Forse è una patologia autoimmune. - Basta lavorare.

Adesso a Silvia penserà qualcun altro.

- Così fa il tuo amico chirurgo? - Sa porsi dei limiti.

- Non mi sembra con te. - Perché? Avrebbe dovuto?

- Non c'è niente di male… - Ecco.

Ma perché non l'hai detto a tuo padre?

- Eccolo. - Scusa il ritardo.

Non preoccuparti, parlavamo di un caso.

Ah, dài. Scuola Fanti.

Non sappiamo porci dei limiti, dicono.

- Vabbè, andiamo. - Sì.

Ciao, Ricky.

- [Edoardo] Dottore. - Salve.

[uomo] Bevici sopra.

Guglielmi.

Senti…

Tu che ce l'hai come capo, che tipo è Valenti?

- Da che punto di vista? - Dal punto di vista lavorativo.

- Vi sta addosso? - Neanche tanto, però è serio.

- Mi sembra uno che si sa divertire, no? - Pure troppo.

- In che senso? - Pensavo che lo sapessi.

No. Che cosa?

- Non ti ho detto niente. - No, Guglielmi, dimmi, me lo devi.

Non è un segreto da noi. Pare che per tenere i ritmi ogni tanto lui…

Quando ti succede, prendi la paura e la metti qua dentro.

Spingi bene bene.

Poi prendi un bel respiro… Soffia…

Guarda che succede alla paura.

Hai capito? Poi ti insegno a fare sparire la maestra, okay?

Vai. Valenti è il migliore, l'intervento andrà bene.

Grazie.

Adesso io e te parliamo, senza trucchi.

Questo è vecchio.

Ho parlato con Silvia. Non hai niente da dirmi?

- Aiutala a guarire. - Il bambino, Carlo…

- E' tuo? - Che cosa?

La donna misteriosa per cui hai smesso

di mettere cravatte imbarazzanti è Silvia?

Non erano imbarazzanti.

I suoi sintomi sono compatibili con un abuso di calmanti.

No. Carlo non è mio figlio.

Io e Silvia non stiamo più insieme da circa tre anni.

Quando ci siamo lasciati, i calmanti li ho presi io.

Mi dispiace.

Avevo perso la testa.

Lei era sposata, diceva che avrebbe lasciato il marito

e invece ha lasciato me, così, di colpo.

Mi dispiace.

Ha fatto una scelta, ma non ho mai capito il motivo.

Che fai?

Passavo di qua. Il papà aveva sonno e mi sono offerto.

- Vuoi? - No, grazie.

Non ho bisogno di conquistarmi nuovi clienti.

Lavati le mani e aiutami ad apparecchiare…

[Agnese] Eccovi.

Che fai qui?

Ho fatto il piatto preferito di un certo nuotatore.

- Le lasagne? - Sì, con un mare di besciamella.

- Domani hai la gara e ti serve energia. - Te l'ha detto papà?

Non c'era bisogno, l'avevo segnato sul calendario.

Guarda che ti ho preso.

- E' bellissimo. - Con questo fili come uno squalo.

Domani sarò in piscina e farò il tifo per te.

Ora però fai come dice papà e poi ci mettiamo a tavola.

Sei fantastica.

Ehi.

- Ciao. - Che fai qui?

Ero fuori con un amico, ma sono qui per dirti una cosa.

- Entriamo? - No, tanto faccio veloce.

- Non passo più a Chirurgia. - Davvero?

- E' stupendo. Entra, parliamone. - No, no… Esco con Edoardo.

E' per questo. Mi aspetta fuori.

Volevo dirtelo io per evitare che lo scoprissi.

E… sei sicura di quello che stai facendo?

Sì. Perché non dovrei esserlo?

Quello che è successo quel giorno è una responsabilità mia.

Io non voglio che tu ti senta in colpa

e butti via la tua vita.

So che cosa è successo quel giorno.

Uscire con Edoardo non vuol dire buttare la mia vita.

Buonanotte.

Ci proviamo?

Si rifiuta.

Forse la patologia ha ritardato la montata lattea.

- Che cos'ho? - Stiamo indagando.

- Tu come ti senti? - Peggio, oggi ho freddo.

Ti è salita la febbre.

Aspetta… Scusami.

Anche Carlo ha la febbre alta, 39 e 5.

Com'è possibile?

Ora gli diamo un antipiretico e lo capiamo.

Appena finisce di mangiare lo visito.

Come sta la mamma?

Non bene e ora ha la febbre pure lui.

Lo porto in medicheria.

- Sapete che ha? - No.

- Vuoi che rimandiamo? - Che cosa?

Il nostro fine settimana. Ti vedo un po' preoccupato.

No, lo abbiamo detto e lo facciamo.

Appuntamento oggi sotto casa tua alle 16,30.

- Non fare tardi. - Va bene.

Andrea mi ha detto una cosa strana.

Dice che la causa del tuo male potrebbe essere…

un abuso di calmanti. Io ho detto "impossibile".

"I calmanti sono per chi soffre. Silvia, no, lei non soffre.

Lei mi ha strappato il cuore senza esitazione."

Poi però ho detto "non so nemmeno perché mi ha lasciato".

Vattene.

L'ho già fatto una volta ed eccoci qua.

Dimmi la verità, esageri con i calmanti?

- Spiega anche la febbre di Carlo. - Pensi che potrei fargli del male?

[Silvia] Sai quanto l'ho desiderato.

No, non me ne hai mai parlato.

- Che stronzo. - Che ho detto?

Io aspettavo un figlio da te.

Ma che dici?

Ti ho chiesto che cosa ne pensassi di diventare padre.

Hai risposto che non ne sentivi il bisogno.

Per te i tuoi figli sono sempre stati i tuoi pazienti.

Che vuoi che abbia fatto?

Ha interrotto la gravidanza.

Capisci? Prima decide senza di me e poi mi molla.

Le avevi detto che non volevi fare il padre.

Ma dicevo così, in linea teorica.

In linea pratica sarebbe stato diverso?

Mi dispiace.

Doc. Sei richiesto in medicheria.

Teresa.

- Su quello che mi hai detto ieri… - Che cosa?

La proposta di vivere con te.

Ah, quella… No, fai come se non te l'avessi mai detto, era un'idea.

Non voglio fare come se non me l'avessi detto.

Ci sono passato ed è andata male.

Con quella paziente? Silvia?

C'è stato qualcosa fra voi, vero?

Sì.

- C'è ancora? - No…

No.

- Che mi volevi dire, Enrico? - Ecco… Ci sto pensando.

Okay, dottor Sandri, facciamo così.

Si chiarisca le idee e poi magari ne riparliamo.

[Agnese] Ehilà… Ehi, va tutto bene.

- [vagiti] - Va tutto bene. Ssh…

Ehi… Ehilà…

Ha i leucociti fuori norma e una certa rigidità nucale.

Serve una puntura lombare.

Portiamolo a Neonatologia.

Puoi seguirlo tu?

- Ho un impegno con Manuel. - Certo.

Vieni qua.

Gliel'ho promesso, non posso deluderlo un'altra volta.

Non devi giustificarti. Vai e fai il tifo anche per me.

E tu fai il tifo per Silvia e questo piccolino.

La ginecologa dice che l'ha avuto dopo tre aborti spontanei.

- "Spontanei"? - Sì. Perché?

Forse ho capito che cosa la mette in pericolo.

[Andrea] Enrico mi ha detto della vostra gravidanza.

Non doveva.

So che è doloroso parlarne, ma può essere utile per capire che hai.

Non è stata un'interruzione volontaria, vero?

Hai avuto un aborto spontaneo.

- Sì. - E non è stato l'unico.

Ma che c'entra?

- A quanti mesi li hai avuti? - Tutti tra l'11a e la 12a settimana.

Forse Silvia soffre della sindrome da anticorpi fosfolipidi.

Può provocare aborti spontanei e altre patologie, come…

- Trombosi dei seni venosi cerebrale. - Sì, spiega i sintomi.

- Una volta su tre è letale. - Non ve ne siete accorti dalla Tac?

Le trombosi non sono facili da vedere, serve uno molto bravo…

O una risonanza o entrambe.

Non pensiamo agli errori. Silvia è in pericolo.

Facciamo una risonanza con contrasto e diamo una terapia. Svelti.

[sottovoce] Salve, sono Don Massimo.

Come?

Sono… Sono Don Massimo per l'estrema unzione.

Oh, Don Massimo, finalmente! Ce l'abbiamo fatta!

Stanza 12, metà corridoio, a sinistra.

- Grazie. - Coraggio!

Mi raccomando, entro cinque minuti!

- Elisa! - Sì?

[Gabriel] Puoi venire un attimo?

- Sì. - Gabriel.

La rescissione del tuo contratto. Ora sei libero di partire.

- Scusate, oggi non è giornata. - Non preoccuparti. Andiamo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Maria Rosaria… Ti trovo bene.

Falso come Giuda. Da un momento all'altro potrei morire.

- Questo lo dici sempre. - [Maria Rosaria] Questa volta è vero.

Chiedetelo alla dottoressa.

Se volesse, potremmo operarla, ma lei e i suoi figli hanno paura.

[Maria Rosaria] Ecco.

Abbiamo fatto il possibile. Padre, adesso tocca a lei.

Maria Rosaria… Qua tocca fare una bella confessione.

Cioè?

Perché dici che hai figli anche se non ne hai?

Perché la gente guarda male le persone come me.

Come se fosse strana una donna che non tiene famiglia.

E poi comincia a dire: "Uh, poverella! Poverella!"

Ma "poverella" di che?

Io l'ho fatto per scelta, ecco.

- Come te. - Però io mi farei operare.

Tu sei giovane. Hai tutta la parrocchia davanti a te. Io, invece…

Maria Rosaria…

Come devo farti capire che non sei sola?

Ci sono io, il gruppo del rosario, le amiche del centro anziani…

Le amiche del centro anziani te le raccomando.

Non si saranno accorte che non sto andando.

Vai, non voglio fare più niente, non sprechiamo olio benedetto.

- Arrivederci, monsignore. - Torno subito.

Sì, statti bene.

Ecco qui. Vedi?

Avevi ragione. E' una trombosi.

Iniziamo gli anticoagulanti.

Vado a parlarle.

Ehi.

Lorenzo se ne sarebbe accorto.

Dài, non possiamo saperlo.

Appunto. Non possiamo più saperlo.

[Luca] Le somministrano i farmaci.

Andrà bene, vedrà.

Sei tu, vero?

- Mi scusi? - Tu e Silvia, tre anni fa.

Avevo capito che era un collega dell'ospedale. Sei tu?

Sì.

- Se vuoi, possiamo… - Non sono tipo da scenate.

In un momento ti avrei spaccato la faccia

però adesso ti devo ringraziare.

"Ringraziare"?

Pensavo solo al lavoro, in viaggio, non tornavo mai a casa.

Solo quando ho capito che aveva un altro, mi sono svegliato.

Ho capito che potevo perderla e ho lottato per riprendermela.

Ma lei ha fatto qualcosa di più, ha rinunciato a te.

Per questo la amo ancora di più.

Alla fine l'ho detto a mio padre.

- Che cosa? - Che esco con Valenti.

Bene… E lui?

Non ha fatto salti di gioia, ma non mi ha ripudiata.

Buon per te.

Grazie, mi hai dato un bel consiglio.

Adesso non devo più nascondermi.

Caro, scusa… A proposito di nascondersi…

Gira voce che Valenti faccia uso di sostanze stupefacenti.

Ma che dici?

Non sono sicuro, ma in ogni caso tu fai attenzione.

Per mio padre è vecchio, per te è un tossico.

La verità è che voi non vi fidate di me.

- Maria Rosaria. - Chi è?

- Qualcuno ti cerca. - Chi è?

Ué, terrona! Che cosa fai, dormi?

Ti sei rimbambita? Hanno detto che era il cuore, invece è la testa.

Adelina, la solita scema.

[Adelina] A noi hanno detto che la scema la fai tu.

Se non ti operi, non torni.

Non vogliamo vederti morire sotto gli occhi.

[donna] Se non torni, è un guaio. Come giochiamo senza la quarta?

Credevo che mi avevate sostituita. Io sono una schiappa, lo sapete.

[donna] Schiappa sì, ma simpatica.

Ciao, amore.

Scusate, adesso devo lasciarvi, sta cadendo la linea…

- Chiudi tu questa cosa. - Sì.

Allora, vogliamo salvarle queste partite di burraco?

Sì.

Scusami se ti ho fatto credere che volevo abortire.

Almeno Andrea ha capito che avevi.

Non ti ho detto di nostro figlio.

Hai scelto tuo marito e hai scelto bene.

Luca è l'uomo giusto.

- Ah! - Silvia! Ehi!

[segnale di allarme]

Fate presto!

- Che succede? - Crampi addominali e ha la febbre alta.

- E' in tachicardia. - E' disidratata.

E' in shock surrenalico. Portiamola in Terapia Intensiva!

Aspetta.

Doc, ti attendono in sala riunioni per il test.

Vai tranquillo, qui ce la caviamo noi.

Sono contenta di rivederla.

Le 24 ore di sospensione sono state preziose.

- Cominciamo? - Valenti sta operando

e lo sostituisce un collega.

- Immagino che vi conosciate. - Sì.

[Lucia] Bene.

Allora…

Ha pensato a chi farebbe scendere dalla nave?

Sì, ci ho pensato

ma la mia risposta non è tra le opzioni presenti.

A scendere sarei io, il comandante.

Non è accettabile.

Perché no? Il mio equipaggio sarebbe in grado

di condurre la nave in porto, gliel'avrei insegnato io.

Se lo scopo è di salvarla, non avrei problemi ad abbandonarla.

La nave, il gruppo, l'ospedale…

per me vengono prima di ogni cosa, anche di me stesso.

Vai, Manuel! Vai!

[voci non udibili]

[fischio]

Ehi, eccomi.

- Sei in ritardo. - Sì, ma di poco.

- C'era un'emergenza. - Certo, come sempre.

- Vai, Manuel! - Vai, amore!

Sai perché non volevo un figlio?

Per quello che era successo a Mattia.

Quando è morto, mi sono detto: "A me non deve succedere.

Perché io non sono come Andrea.

A un dolore così io non sopravvivo."

Nemmeno io sono sopravvissuto.

Non a caso il mio cervello ha cancellato quegli anni.

Però sono qui.

E penso che…

Che dovremmo provare a vivere.

Anche per Mattia.

Gab.

Tu non me la racconti giusta. Che hai?

Niente. Ho solo un malanno di stagione.

Allora vai subito a casa. Non ripetiamo l'errore di Lazzarini.

Infatti, adesso vado.

- Sono morta? - No.

- "No"? - L'intervento è riuscito.

Starà tranquilla per molto tempo.

Non esageriamo, ho sempre 82 anni, non 42.

Tra un mesetto sono 83.

Che ci fate qua?

Ti avevamo portato dolci e fiori, ci hanno sequestrato tutto.

Tutto meno queste.

[insieme] Burrachino?

- Brave. - Bella!

Massimo?

- Elisa! - Massimo.

- Ciao. - Ciao.

- Che ci fai qua? - Devo parlarti.

Devo dirti una cosa.

- Dimmi. - E' che vorrei…

Vorrei dirtela con calma. Non abbiamo avuto tempo.

Magari potremmo trovare l'occasione, ecco.

Controllo i turni e ti faccio sapere.

Okay.

- Ciao. - Ciao.

Volevo solo sentire se aveva ancora la febbre.

Io volevo dargli il latte. Mi coltivo i clienti fin da piccoli.

Scusa per ieri, sono stata una stronza.

Ti riesce bene. Mi piace.

E' che…

Aspettavo un figlio da un collega.

Lorenzo?

All'inizio non volevo quel bambino e non volevo Lorenzo. Che stupida!

Poi abbiamo sentito il battito del suo cuore.

Era velocissimo. Io…

Io ho pensato subito: "Non correre, ti fai male.

Ci sono io qui."

In quel momento abbiamo capito che lo volevamo.

Lo immaginavamo già correre per casa.

Poi è arrivato il Covid che ha fermato prima il bambino…

e poi Lorenzo.

Capisco perché volevi scappare.

- Un giorno lo farò. - Però non correre, ti fai male.

Ci sono io qui.

Carlo?

- Eccolo. - Come sta?

- [Luca] Aveva un'infezione batterica. - Ciao.

Ha già iniziato l'antibiotico.

Ciao.

Ciao.

Caro, scusami per prima.

Tu sai badare a te stessa e Valenti non è affare mio.

Eri preoccupato per me, ci sta, però ti assicuro che non c'è motivo.

Sì, io lo so, sono chiacchiere di invidiosi.

Che poi invidiosi di che?

Valenti è… primario di Chirurgia.

E' alto, fisico asciutto, carismatico, molto ricco…

E' carismatico ma non bello. Figo ma non bello, se posso.

Che stupido!

Pace?

- Devo andare, ho un appuntamento. - Cazzo!

Alba.

Alba!

- Non trovi la macchina? - Ero confuso, ma non a tal punto.

E' già qualcosa.

Ora se ti levi, me ne posso andare.

No.

- "No" non ti levi? - No, non c'è più niente fra me e Silvia.

E la colpa è mia. Avevo paura del dolore.

Vivere con me sarà molto doloroso.

Io russo, odio i capelli nello scarico

e ho un cane di nome Birillo.

Tutto qui?

Russo anch'io, odio trovare la tavoletta del bagno alzata

e ho tre figlie.

Allora soffriremo in due. Io ci sto. Tu?

- Ehi, vieni. - Ciao.

Scusa, cinque minuti e arrivo. Siamo molto in ritardo?

- No, non preoccuparti. - Okay.

- [Carolina] Intervento alla testa? - Domani. Asportazione di neoplasia.

Il paziente ha sette anni.

- Se vuoi, possiamo fare domani. - No, no, andiamo.

Dove hai prenotato?

- Un posto carino, appena aperto. - Bene. Andiamo.

Aspetta.

- Devo chiederti una cosa. - Sì.

Gira voce che…

Che tu…

Me l'hanno detto, non so se è vero.

Che…

Sì, te lo confermo.

Ah.

D'altra parte non mi sembra di farne un gran mistero.

Ti risparmio le solite scuse banali, tipo il lavoro, lo stress…

L'ansia per dovere aprire la testa a un bambino di sette anni. Cazzate.

Guardami, Carolina. Io mi faccio di coca perché mi piace.

E so controllarmi perché sono un medico.

Proprio perché sei un medico dovresti sapere che quella è merda.

Non la consiglio a nessuno. Fa male? Sì, molto.

Ma per me è un male minore. Allora?

Vuoi ancora venire con me in questo posticino carino?

Mi hanno detto che te la sei cavata al test.

Non mi hanno fatto fuori e neanche promosso.

Risultato interlocutorio, direi.

Anch'io avrei un test da farti. Una domanda sola.

Che cosa è successo a Lorenzo Lazzarini?

So che mi nascondete qualcosa su di lui.

Ti sbagli.

Non nascondiamo nulla.

Un buon primario sa mentire.

Su questo hai molto da lavorare.

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