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Original subtitles

Quanto tempo che non facevamo una festa! Che bel regalo!

Anche la torta era una bomba.

- Sì, ma ora basta zuccheri per un po'. - Lo so.

Do la buonanotte ai ragazzi.

[musica]

[Caruso] Dottor Fanti!

Prego. L'avrei chiamata tra poco.

Dov'è Agnese?

Le è stato chiesto di lasciare la Direzione Sanitaria.

- Come? - Finché c'è l'inchiesta aperta su di lei.

Io sono qui per sostituirla, ma solo temporaneamente.

L'inchiesta non ha senso. Lei non è un medico.

- Ma risolvo queste situazioni. - Facendo le scarpe?

Oh, wow. Lei è davvero diretto come dicono.

No, sono qua per preservare il posto della dottoressa Tiberi.

L'ospedale non cerca un nuovo direttore sanitario

e crediamo che l'inchiesta verrà chiusa.

Quindi che avete deciso?

La Direzione è favorevole al suo reintegro come primario

ma dovrà passare delle prove

per valutare la sua idoneità.

Certo. Mi sembrava troppo facile.

Sono mesi che studio per recuperare gli anni perduti.

Bene.

Ma non basta, bisogna valutare le sue reazioni

in situazioni di stress e di responsabilità

che sono comuni per un primario.

- Okay. Quando comincio? - Aspetti.

Devo comunicarle le condizioni.

Si sieda, Fanti.

Ascolti, se lei non passerà i test, sarà ufficiale la sua non idoneità.

Non riavrà il suo posto da primario e non potrà più fare il medico

mai più, e non solo al Policlinico Ambrosiano

perciò ci pensi con calma.

Non mi risponda da prefrontale.

Ha ragione, devi decidere con calma.

No, è una porcata.

- Vogliono liberarsi di me. - Vuoi rischiare tutto per avere il posto?

Potresti non farcela, lo devi considerare.

- Se non lo faccio, il reparto muore. - Se non fai il medico, muori tu.

Andrea! Che ci fai qui?

Non volevo perdermi l'occasione di rivederti in camice.

Mi dispiace che sei in questo casino…

e in questo reparto.

Sarà bello il tuo.

Indosso i miei vecchi panni, anche se non ricordo molto.

Enrico, mi puoi assistere

nella visita per la sospetta distrofia?

Sì, ti raggiungo subito. Mi libero del marito geloso.

Stavolta la devi affrontare diversamente.

Non riesco a pensare di nuovo di perderti.

Amore, non succederà.

Di sicuro 50 anni non li faccio più. Dài, scherzo.

Te lo prometto.

Carmine, devi chiamare le cose con il loro nome.

Non sei solo un malato di diabete. Ce l'hai perché sei malato.

- Diciamolo al medico… - Alessia, è patetico.

Il diabete non c'entra.

Signor Moggi, buongiorno.

Buongiorno. Scusate il disturbo.

- Non resisto alla panna. - Beh, ha toccato 900 di glicemia.

Colpa mia, non dovevo concedergli una vera torta di compleanno

e non dovevo lasciare gli avanzi in frigo.

Esistono finte torte?

Beh, esistono dolci senza zucchero, purtroppo.

Però d'ora in poi mangerò solo quelli.

- Ora la rimettiamo in sesto… - Fino alla prossima volta.

No, non ci deve essere una prossima volta, che sia chiaro.

- Potrebbe essere l'ultima. - Certo.

E' come diceva mia moglie.

Non ci sarà.

Il paziente è andato in coma iperosmolare.

L'hanno reidratato, ma ha ancora la glicemia alta.

Si chiama Carmine Moggi. Ha 50 anni, diabetico da tempo.

E' già andato in coma iperosmolare.

Idratatelo e aggiungete l'insulina quando il potassio è a 3,3.

Appena si stabilizza va a casa.

Non sia mai che cerchiamo di capire quale sia il problema.

Non mangia come deve.

Dovete richiedere la dieta speciale idonea.

Vuoi lavorare o pensi solo a partire?

Io mi occupo della dieta.

Sei sadica. L'ho sempre detto che dovevi fare il primario.

- Senza offesa. - Anzi! Mi piace molto lo stile di Giulia.

[Giulia si schiarisce la gola]

Non mettermi in mezzo alle tue questioni personali.

Sì. Se non fosse per lei, non dovrei prendere una decisione complicata.

Mi ha proposto lei il primariato

e io non sapevo di dovere competere con Fanti.

Non era previsto che chiedesse il reintegro.

- Lei non deve competere. - Devo dimostrare di essere più idonea.

In realtà no, perché se Fanti risultasse idoneo

il posto spetterebbe a lui.

- Ma… - "Ma"?

Non è detto che Fanti confermi la decisione.

E la mia proposta di conversione del reparto?

- Stavo per chiedere dei preventivi. - Lo faccia.

Finché c'è Fanti non possiamo prenderla in considerazione

ma ho idea che avrà presto modo di presentarla.

Ora devo prendere le testimonianze dei medici

per l'inchiesta sulla pandemia.

Può partecipare ai colloqui del suo reparto.

Fino a prova contraria, lo guida lei.

All'inizio ero intubata… e lo sono stata per due settimane.

Il primo a capire che era Covid, quando ancora non si chiamava così

è stato Fanti.

Lei è stata la prima contagiata del reparto?

Dobbiamo ricostruire lo storico, confrontandolo con le cartelle.

Sì, sono stata io.

Qua ci penso io, tu vai dal tizio appena arrivato alla 3.

Doc, se inizi anche tu con i numeri, vuol dire che siamo fottuti.

Le visiere sono negli spogliatoi.

- I tamponi dobbiamo farli tutti. - Okay.

Si era svegliata. Come è possibile che la situazione sia precipitata?

L'ossimetria era ai minimi.

Non sappiamo molto di questo virus, ma è un bastardo.

Giulia è forte, ce la farà. Ascoltami.

Noi abbiamo bisogno di te anche per gli altri pazienti. Okay?

Abbiamo due letti nelle due di Intensiva

e tre per ogni Subintensiva.

Ho registrato 30 ricoveri e sono in aumento.

Sdoppiamo gli attacchi per l'ossigeno.

- Subintensiva li regge. - Ci servono i letti.

Sento Agnese e chiamo i tecnici.

Serve ossigeno. Non abbiamo postazioni.

Alba!

- Dove sono le bombole? - Sono finite.

In Intensiva c'è un letto.

No, Andrea, non possiamo.

Dài, gira, verso di te!

- Dottor Valenti. - Hai sentito tua mamma?

No.

Immaginavo. E' a casa, ha preso il Covid. Chiamala.

Dobbiamo tenere i posti per chi può farcela

non ottantenni con patologie pregresse.

Io non le avrei dato l'ultimo posto di Intensiva.

Non si può scegliere chi fare vivere e chi morire.

Prendiamo tutti finché abbiamo medici, letti e bombole.

E se arriva un'altra Giulia? Un'altra paziente incinta?

- Non sei lucido. - Sono il più lucido qui dentro.

E' una guerra, dovremo fare cose che non abbiamo mai fatto.

Qui le decisioni le prendo io.

Non lo pensi davvero. Non sei quel tipo di medico.

Forse non sei lucido. Hai gli occhi arrossati, ti senti bene?

Sì? Hai la febbre?

- Sì, da tre giorni. - E l'hai fatto un tampone?

- No. - Come? Giulia potrebbe averti contagiato!

Non ci credo.

Se invece sono stato io a contagiare lei?

- Se l'ho portato io qui dentro? - Fai un tampone!

- Se sono positivo, che facciamo? - Torni a casa e guarisci in fretta.

Hai agito in buona fede, giusto?

Okay, allora vai.

Teresa, gli fai fare un tampone?

Doc. Puoi chiamare mia madre, per favore?

- Perché? - Ha il Covid.

- 94. Non è grave. - Sì, ma hai anche febbre e tosse.

- Ho il Covid! - Ti faccio fare un'ecografia polmonare.

Adesso sei tu la paziente.

E' difficile, ma ci si abitua.

[sospiro di Fabrizia]

- Sa ciò che fa, ma le darei un'occhiata. - Posso andarci?

Lazzarini è andato via, è positivo. Servono rinforzi.

Ci hanno portato sei letti e gli sdoppiatori.

- Che ci fai qui, Caro? - Mi hanno assegnata a questo reparto.

I migliori del corso vanno nei posti più critici.

Davvero?

Hanno abilitato subito i neolaureati?

Ora si può entrare e uscire dall'area Covid passando da lì.

Spiega a Carolina le procedure.

Procurale i dispositivi di sicurezza e mostrale il reparto.

Va bene.

Io potrei andare da mia madre. Faccio il prima possibile.

Okay.

- Che succede? - Anche la Martelli ha il Covid.

[sospiro di Agnese] Io vado a cercare altri letti.

Visto che le decisioni le prendi, me ne frego che sei un assistente.

Senza Lazzarini e Giordano, per me sei il responsabile qui.

Eravamo pochi. In meno di 48 ore ci siamo ritrovati

con tre medici… e quattro infermieri in meno.

Chi prendeva le decisioni, senza primario e medici strutturati?

Non c'era tempo per prendere decisioni. Bisognava agire e basta.

Certo, c'era Fanti. Immagino che non si sia mai tirato indietro.

Ciascuno era responsabile per le proprie decisioni.

L'unico merito del dottor Fanti è stato di incoraggiarci a farlo.

Bene. Grazie.

Salve. Mi dispiace, ma l'orario visite è finito.

- Ciao, pa'. Fai il bravo. - Beh, qui non sarà difficile.

Tu saresti capace di andartene in mensa con tutta la flebo.

- Ciao, pa'. - Ciao.

- Ciao, amore. - Ciao.

- Ci vediamo domani. - A domani.

- Hai una bella famiglia. - Lo so. Sono la mia vita.

Allora devi fare di tutto per tenertela. Ascolta.

I valori si stanno stabilizzando. Poi aumentiamo l'insulina.

Quando tornerai a casa dipenderà tutto da te.

Devi decidere di dare una regolata definitiva al tuo regime alimentare

fare attività fisica… Ce la fai?

Perché tua moglie sembrava preoccupata.

Sì, l'ho fatto un sacco di volte. Una volta ho perso 25 chili.

- "Un sacco di volte"? - Sì. Il problema è che poi li riprendo.

Perché sgarri, ma questa potrebbe essere l'ultima possibilità.

Guarda che io faccio il tonto, ma non lo sono.

Ho capito perfettamente in che situazione mi trovo…

e non ho intenzione di morire.

Non lascerò sola la mia famiglia. Per loro posso fare di tutto.

Anche subire un'umiliazione come questa.

Mamma mia!

- Okay, allora buon appetito. - Grazie.

- Tu non vieni? - Sì.

- Hai attaccato stamattina! - Devo fare delle diarie.

- Un litro di questo e ho finito. - Non siamo più in emergenza.

Non puoi tenere quei ritmi o la testa ti scoppia.

Caro! Tranquilla, ho finito.

- Hai quasi finito? - Sì.

[squilli di cellulare]

Ehi!

Ma sei in reparto? Non hai attaccato stamattina?

Sì, me l'hanno già detto. Com'è andata con tuo padre?

L'ha perdonata. Ha detto che la colpa è anche la sua

perché sapeva chi stava sposando.

Senti, pensa positivo.

Se avessi vissuto con tua madre, non avresti fatto Medicina

e non avresti fatto l'incontro della tua vita.

Con Doc?

Signorina, sono io quello simpatico di solito.

- Quando torni? - Presto. Non lo so ancora di preciso.

Voglio godermi questo momento familiare.

Poi dite che sto sempre in reparto. Che devo fare?

Tra quarantene e aspettative abbiamo passato due mesi in un anno insieme.

Finisce che ti tradisco con la nuova infermiera.

Poi non dire che non te l'ho detto.

Un bacio. Ciao, amore.

Non ci sono livelli di criticità. La rifaccio tra pochi giorni.

- No, se ho bisogno ti chiamo io. - No, ti chiamo io e tu mi aggiorni.

Stanotte metti la bombola.

Ci sentiamo più tardi.

[squilli di cellulare]

- Amore. - Ho fatto una cazzata.

Mi sono tolta occhiali e mascherina prima dei guanti. Che faccio?

Devi fare la quarantena, non possiamo rischiare.

Perché sono così cretina?

- Già siamo in pochi. - Vedrai che il tampone sarà negativo

e quando tornerai ci farà comodo qualcuno di riposato.

- Dillo tu agli altri, okay? Per favore. - Sì.

Che è successo? Ha toccato qualcosa?

Non ha rispettato la procedura. No, zitta, non lo dire!

Ci manca solo che spreco il fiato. Dopo 14 ore voglio solo andare via.

- Possiamo smettere di evitarci? - Certo!

Dormi da me stanotte? Finché non parti almeno scopiamo.

Dici sul serio?

Deficiente, a letto con te non ci vengo mai più.

Dovevi pensarci prima.

Sulla tregua ci penso. E' difficile evitarti.

Mi dispiace.

Non volevo metterti in difficoltà.

[Elisa] Lascia stare.

Parlare dei miei problemi davanti a tutto questo è… ridicolo.

E' assurdo cercare di ricostruire chi abbia sbagliato in una pandemia.

- E' quello che ci chiedono. - Non è stato fatto nessun errore.

Dottoressa Russo… "nessun errore"?

- Dovremmo essere credibili. - Può smentirmi?

Non credo. Era ai piani alti, immagino a gestire soldi.

E lei? Metà laboratorio, metà salotto televisivo.

Maggiore esperta italiana del virus, senza entrare in un reparto.

La prefrontalità è contagiosa.

Pensi che certi errori si potevano evitare?

- Che si potevano prevenire? - Come no! Con il senno del poi.

Come va?

Che succede?

Mi prendo cinque minuti tra un disastro e l'altro.

Le cose a casa ancora non vanno?

Davide mi ha mandato questo.

♪ Se mi lasci solo Ti svuoto la dispensa… ♪

E' forte.

[risata di Andrea] Sembra promettente il ragazzo. No?

Queste cose le fa solo con Davide. Con me non parla nemmeno.

Appena l'ho avuto in affido, l'ho abbandonato.

- Che altro potevo aspettarmi? - Vedrai che capirà.

Lo sa che sei stata barricata qua dentro a combattere il Covid.

Alla sua età non basta saperlo.

L'altro disastro qual è? L'inchiesta?

Non so che aspettarmi. Che cosa peserà sul giudizio?

Il numero dei morti? Le mancate forniture? I turni sballati?

Non c'è stata né negligenza né dolo. Caruso dice che sarà pura formalità.

Ci vorranno mesi e qualcosa potrebbe andare storto.

Se fossi il primario, sarebbe tutto diverso.

Se Cecilia fa fuori tutti, non è un bel segnale per una commissione.

Non puoi accettare la proposta di Caruso.

C'è chi accetta sfide peggiori.

Se sbaglio perdo il lavoro, mica la vita.

Io sono dalla tua parte, qualsiasi cosa deciderai

però non farlo per me.

Se l'inchiesta va male, resterò in corsia.

Non è così grave, neanche io rischio la vita.

- Come va? - Eh, oggi il cibo non era male.

Ti va di fare due passi?

No, grazie, non me la sento.

Mi hai detto che per la tua famiglia avresti fatto qualsiasi cosa.

Mi avevi quasi convinto ad accettare una sfida.

- E poi che è successo? - E poi ti ho visto in mensa.

- Hai mangiato di nascosto? - Come ti permetti?

Credi che non tenga alla famiglia? Dài, misurami la glicemia, adesso.

- Perché eri in mensa? Dimmelo. - Camminavo.

Troppa sedentarietà fa male, lo dite voi! Adesso sono stanco.

Sono così stanco che non ricordo più da quanto sono qua dentro.

Io non so tu la tua, ma io la mia sfida la vinco.

- [bussano alla porta] - Avanti.

Kidane. Vi serve un consulto?

- In realtà, serve a me. - Prego, ti ascolto.

- Ho avuto un attacco di panico. - Okay.

Va avanti da settimane.

Non sono finiti una volta tornati alla normalità.

Allora, intanto siediti. Respira.

Non è grave e soprattutto non c'è niente di male.

Sai a quanti medici è successo qui? Tantissimi.

E' come dopo una guerra. Siamo veterani del Covid.

Il Policlinico ha messo a disposizione una psicologa

esperta in sindrome da stress post-traumatico, Lucia Ferrari.

E' giovane, ma in gamba. Ti prendo un appuntamento.

Grazie.

Grazie, ma…

io parto tra poco.

Non voglio iniziare un percorso terapeutico.

Voglio una cura d'emergenza per quando sarò lì, nel caso mi succeda.

- Vuoi i farmaci? - Sì.

Non ha senso curare il sintomo se non si affronta la causa.

O fai le due cose insieme o il farmaco non te lo do.

E' mister morbo di Addison?

Fatti i cazzi tuoi, mister lesione prefrontale.

Era facile intuirlo, vi siete sentiti per mesi.

Sì. E' l'unica cosa che abbiamo fatto.

Non ci siamo mai visti, pure se non è più un paziente.

Da quando è tornata la normalità, ci sentiamo meno.

E' un peccato.

Sì! Ho deciso di andare a trovarlo. Secondo te, come la prende?

Se finora non ti ha chiesto un appuntamento, c'è sotto qualcosa.

Oppure è molto timido.

[insieme] E' molto timido.

- E' vero che torni primario? - Chi te l'ha detto?

L'ho detto solo perché mi sembravi molto convinto.

Mi piacerebbe. Vorrei che il reparto restasse quello di sempre.

Ma se non passi gli esami, non sarai mai più un medico.

- Chi te l'ha detto? - Teresa.

- Siete peggio delle comari di paese. - No, siamo una famiglia.

Una di quelle belle, senza segreti. Questa cosa non la puoi accettare.

Così Cecilia diventerà primario e vi manderà via.

Io non mi faccio mandare via.

Se non mi vogliono, mi devono licenziare.

Io sono anche quota disabili. Non hanno chance.

- Tu? - Resterò finché servirà.

Cecilia dovrà accontentarsi della tua testa.

[insieme] Cane blu.

- Secondo me, quello è una spia. - Lo penso anch'io.

Siete paranoici. Per me, è uno che si fa i fatti suoi.

Forse è il momento di dirci che cosa ti preoccupa.

- Pensi che tuo marito non ce la farà? - Non ce la farà mai.

A me è sembrato molto determinato.

A parole, ma lei non lo sa. Ci ha messo anni a disintossicarsi.

Per disintossicarsi da che cosa?

Ci siamo conosciuti quando lui era in comunità… ma ne stava uscendo.

Stava bene.

Ci siamo innamorati. Era dolce, divertente.

Magro come un chiodo.

Non sapevo che aveva smesso e ricominciato già tre volte.

Mentre eravamo insieme, quando aveva già lasciato la comunità

ha avuto una ricaduta.

Non è morto per overdose perché ero tornata per dirgli che ero incinta.

Nostra figlia l'ha salvato, in quel momento e anche dopo.

Ha smesso per lei.

Riuscirà a smettere anche con lo zucchero.

No, perché il problema è rimasto.

Non lo ammette, ma ha trasferito la sua dipendenza sul cibo.

A me non importava che fosse ingrassato.

Mi importava di lui.

Però poi è arrivato il diabete e il primo coma.

Cerco di aiutarlo, ma come lo controllo sempre?

Il rischio è alto. Se lo rimandate a casa, ci cadrà di nuovo.

Trovate una cura che non dipenda solo dalla sua volontà.

Un aiuto di tipo psichiatrico può aiutarlo, ma ci vuole tempo.

Non risolve con qualche farmaco.

Quelli uno glieli dà, ma come supporto a un percorso.

Lui è deciso. Ce la può fare.

La moglie dice di no.

E' spaventata.

Ma se ha ragione e lui sgarra, è l'ultima volta.

E una soluzione chirurgica?

Con un bypass gastrico potrebbe stare bene.

E' un'operazione molto invasiva.

Sì, ma io farei scegliere a lui.

Sono io il suo medico e non mi fido del giudizio dei pazienti.

- E' vero… - E' di nuovo in coma.

Vediamo come va, mmm?

Che cosa?

Okay, parlo con la psicologa! D'accordo?

Però tu mi prescrivi i farmaci.

Ti prendo l'appuntamento.

Prepara soluzione idratante ipotonica e insulina.

Io gli prendo la glicemia.

- Meno male che ce la poteva fare. - Avrà mangiato di nascosto.

- No, ci ho parlato. - Mai fidarsi di un tossico.

Vado.

No, aspetta! Non è iperosmolare, è ipoglicemico!

Lo perdiamo. Mi procuro una fiala di glucosio.

Carmine, resta qua.

E' entrato per glicemia alta.

Come ha rischiato di morire per glicemia bassa?

- Allora? - Ancora non lo sappiamo.

- Dovevamo tirarlo fuori dal coma. - Avrete sbagliato la terapia.

- Gli avrete fatto troppa insulina. - Non serve cercare un colpevole.

Serve che cerchiate l'errore.

Io vado a parlare con la moglie.

- Non abbiamo sbagliato niente. - Prendi la cartella e controlliamo.

Provate a invertire la prospettiva. Forse il problema è il poco cibo.

- La dieta è calibrata su misura. - Siete sicuri che abbia mangiato?

Le personalità dipendenti spesso fanno rinunce in modo drastico

eliminando la sostanza da cui dipendono.

Le zucchine, grazie.

E' sempre un piacere mangiare con te. Melanzane.

- Che mi è successo? - Buttavi il cibo di nascosto.

Il più lontano possibile per non farcelo trovare.

Amore…

Perdonami.

Il digiuno gli ha fatto crollare l'indice glicemico.

Dovevo capirlo, ieri era irritabile e sonnolento.

Era ipoglicemia di grado moderato.

- Perché non te ne sei accorto? - Ho pensato che potesse farcela da solo.

Non ho pensato che potesse farlo nel modo sbagliato.

- Non abbiamo fatto nessun errore. - Fategli un altro emocromo.

Chiedo il consulto per il bypass… come suggeriva Cesconi.

Sei carina ad averlo sottolineato, ma non è un mio copyright.

E' sbagliato basarsi sulla relazione per curare un paziente.

Vuoi usare i miei errori contro di me?

A me interessa solo l'errore.

- Appena puoi, vieni su da Caruso. - Certo.

Per Riccardo, ti vuole incastrare.

Io credo che… sia un po' meglio di così.

Penso che voglia solo capire gli errori.

Tu puoi evitare di raccontarli, come hanno fatto tutti.

Non c'erano tutti quel giorno.

[voce non udibile]

Il bypass gastrico si può fare. Grazie.

In che cosa consiste esattamente?

Consiste nella creazione di una tasca gastrica

che viene collegata all'intestino tenue.

La perdita del peso medio globale può arrivare al 60 %

e nei pazienti affetti da diabete di tipo 2

spesso si assiste alla remissione.

- Perché non l'ho fatto prima? - E' un'operazione.

La cosa fondamentale che lei deve capire è un'altra.

Dopo l'intervento non può riprendere a mangiare di tutto.

Bisognerà attenersi a un regime alimentare adeguato.

Altrimenti, in più del 40% dei casi si ha un fallimento a lungo termine.

Okay. Possiamo tornare alle cose che mi diceva prima?

E' più facile fare la dieta senza temere i picchi glicemici.

E' l'essenziale.

Poi l'affronterà dal punto di vista psicologico.

Ma è come dichiarare il fallimento già a monte.

Non ce la posso fare da solo.

Mica bisogna farcela per forza.

E' più importante… vivere al meglio possibile la propria vita.

Sì, concordo. Io vi lascio alle vostre considerazioni.

Fatemi sapere che decidete. In caso il letto va dato a un'altra persona.

Mmm? Buona giornata.

Scuola Martelli.

[Cecilia] Che pensi che sia andato storto?

Oltre ai due, tre morti al giorno?

Pensi che siano stati commessi errori nella gestione del reparto?

Non c'era tempo di capire che cosa stavamo sbagliando.

Però… la verità è che…

ognuno di quei morti è stato…

un errore ci porteremo dietro per sempre.

- Come sta? - Meglio. Ce la farà.

I parametri sono in miglioramento da ieri.

Forse quelli di Giulia.

Ma il bambino…

Mi dispiace. Vado a organizzare il raschiamento.

[piange]

Mi dispiace, Giulia. Mi dispiace così tanto.

Però adesso devi reagire, perché il reparto ha bisogno di te.

Lorenzo ha bisogno di te. Io ho bisogno di te.

[squilli di cellulare]

Alba, dimmi.

[Alba] Ho fatto il tampone ai dieci giorni. Sono positiva.

Doc, mi dispiace. Sono… Sono una cretina.

Potresti anche averlo contratto in ospedale.

- Come ti senti? - [sospiro di Alba]

Bene, per ora sono asintomatica.

Vado da mia madre, almeno mi occupo di lei.

Okay, aggiornami.

[squilli di chiamata Skype]

Edoardo, che c'è? Problemi?

Buongiorno, Fabrizia!

Di problemi quanti ne vuoi.

Volevo farti vedere il reparto.

Non vorrei che morissi di nostalgia.

Aspetta un attimo.

Non ci posso credere! Volevi controllare come sto?

No, non per controllare come stai, ma per sapere come stai. E' diverso.

Te ne stai lì tutta da sola…

Perché devi farla sembrare una cosa di cui vergognarsi?

Perché dovresti occuparti di qualcuno che sta morendo

non leccare il culo alla tua primaria.

Ah.

Dài, non fare l'offeso adesso!

Sai perché non mi farai arrabbiare?

Perché so che stai provando a fare.

- Con me non attacca. - Non ho capito, di che parli?

Tu hai già messo in conto di morire. Non è così?

Fai la stronza con me per tenermi a distanza? Per non farmi soffrire?

Non dire cazzate.

E' lo stesso copione che hai recitato con Alba.

- Ho paura, Edoardo. - Sì, lo so.

Ce l'ho anch'io, che ancora non l'ho preso

ma io sono sicuro che questa paura per te sarà importante.

Ti farà fare tutto ciò che serve per sconfiggere questa malattia.

[colpi di tosse]

Stai tranquilla, mettiti giù.

Le ho trovate cercando le forbici.

E mi sono chiesta…

Chi tiene le foto della figlia nel cassetto della cucina?

[Fabrizia] Oh…

Ehm…

Qualcuno che vuole trovarsele sotto gli occhi tutti i giorni.

E' vero quello che dice Valenti.

Mi hai sempre tenuta a distanza

perché non volevi che mi mancassi quando eri in America.

A costo di soffrire anche tu.

Bella cazzata, eh?

La più grossa che abbia mai sentito.

Sai quando l'ho capito?

Quando sei entrata la prima volta… nella sala operatoria.

Ero così fiera!

Tuo padre non mi ha mai perdonata…

per tutto quello che mi sono persa.

Aveva ragione… ma io sono testarda.

E che cosa ho ottenuto?

Qual è il tuo colore preferito? Non lo so.

Ti volevo tanto portare in vacanza con me. Niente.

Alla tua prima cotta… non c'ero.

Non c'ero. Scusami, mi dispiace.

Mi dispiace.

Mi dispiace, mi dispiace…

Recupereremo tutto il tempo che abbiamo perso.

Eh? Poi andremo da papà.

Ci parleremo insieme… perché non è vero che non ti ha mai perdonata.

["Firestones" di Nico Bruno]

[colpi di tosse]

Piano, piano.

[squilli di cellulare]

- Allora? - E' partita ora.

- Datele subito un casco. - Tranquilla, siamo pronti.

Riccardo, mi ha chiesto scusa per tutto.

Abbiamo fatto pace.

Solo tu ce la potevi fare. Hai demolito la corazza della Martelli.

Io credo che tutto il Policlinico te ne sarà grato. Ehi.

Sono fiero di te.

Tutto okay?

Sì, a parte la Tedeschi che mi ha fatto il terzo grado sul Covid.

Okay, che ne dite se ce ne andiamo tutti insieme

a bere una cosa come ai vecchi tempi per esorcizzare il momento?

Io no. Sono di turno.

E io ho un appuntamento. Ciao.

Ascolta, stasera la mia coinquilina fa la cacio e pepe

con il pecorino che le ha portato la nonna da Roma.

- Ti va di venire? - Mmm…

Prova a mandarla giù con questo.

Per brindare era meglio una birra, ma non è il caso.

- "Brindare" a che? - Sei vivo.

Ho trovato molte ricette di dolci senza zucchero. Sembrano buoni.

Infatti lo sono.

Il problema non sono i dolci. Alessia ha ragione.

Io sono un tossicodipendente, un fallito totale.

Dopo la chirurgia, i miei figli si vergogneranno definitivamente di me.

Io penso il contrario.

Hai preso atto dei tuoi limiti. Hai una famiglia che ti ama.

Non puoi considerarti un fallito.

E tu? Come va la tua sfida?

Mi sa che devo accettare anche i miei limiti.

Anch'io ho una specie di famiglia che mi sostiene.

Non bisogna farcela per forza, no?

A volte si può essere ragionevoli

ma non è proprio il mio forte.

- Ciao. - Ah…

Non sei tanto felice di vedermi.

No, è che proprio non me l'aspettavo.

Non credevo che tu avessi del tempo per… gli ex pazienti.

- Tutto qua. - Ma tu non sei solo un mio paziente.

Lo sai.

Sono contento di vederti. Sei così… viva!

Anch'io sono contenta di vederti e… Mi fai anche entrare?

Ehm… C'è mia madre.

- Sì, non sta bene. - Ah.

Mi sto occupando di lei.

Scusami.

No, scusami tu. Avrei dovuto chiamare io.

Ehm… Magari la prossima volta. Ciao.

E' stato bello vederti… Grazie.

♪ E non è colpa mia ♪

♪ Io sono il silenzio ♪

♪ E metto a tacere la voce segreta ♪

♪ Che chiede aiuto ♪

Perché non mi hai detto che sai cantare e suonare?

Boh, non lo so. E' che…

- Wow! Cioè… - Vabbè…

In realtà…

c'è un'altra cosa che non ti ho detto, che…

Durante… l'incubo tu non ti fermavi mai e…

io mi aggrappavo a te per andare avanti.

E poi è arrivato… il giorno più brutto di tutti.

- Lorenzo. - Sì.

Io adesso non posso spiegarti, però lì mi si è rotto qualcosa.

Tu quel giorno mi hai preso la mano e…

sei tu che mi hai tenuto insieme fino alla fine.

Scusa… Non ti ho invitato a cena per piangerti addosso.

Lo so, lo so.

Mi hai invitato per farmi fare da cavia alla tua cucina.

Esatto.

Ci siamo tenuti a vicenda.

No. No.

Non posso.

Non posso. Io non sarei dovuto venire.

Invece sì. Ehi, guardami.

Tu mi piaci davvero, lo sai.

Anche se non lo ammetti, noi stiamo bene insieme.

Caro, tu sei…

Sei bellissima…

ma tu non sai che cosa vuol dire per me Alba.

Io non posso farle una cosa del genere.

- Amore! - Hai tirato tardi anche stasera, eh?

- Non hai detto che tornavi. - Per farti una sorpresa.

Sorpresa riuscita, riuscitissima.

No, aspetta! Magari questa alzata ce la riserviamo per un'altra volta.

Grazie.

[squilli di cellulare]

Ciao.

Ehi. Indovina dove sono.

- Non fuori la porta di casa mia. - Scusa per prima.

E' che… Sai, mia madre mi rende nervoso.

Sapessi la mia!

Ho un po' di tempo per parlare e sono salito in terrazza.

Scusa, non mi va di chiacchierare.

Dài, raccontami quello che vuoi.

Raccontami… di quel cucciolo che volevi farmi adottare.

E' un bastardino. Ha un occhio azzurro.

Ha uno sguardo tenero. Ti piacerebbe.

["Breathe" di Nicole Santonocito]

L'ambulanza non risulta, non so dove sia. Rischiava l'Intensiva.

- Sarà in un altro ospedale. - Prova.

- [squilli di cellulare] - Antonio, portalo a Elisa. Grazie.

- Come stai? - Bene. Giulia e il bambino?

I parametri sono in risalita. Ce la farà.

Grazie, Doc.

- Promettimi che non li molli. - Sì.

Pensa a riposarti e a stare bene.

[colpi di tosse] Certo.

Ciao.

Vi risulta che la paziente Fabrizia Martelli sia ricoverata da voi?

Forse è stata portata altrove per sbaglio.

[uomo] Sì, ma è in cianosi.

- Sì! - Non abbiamo Intensiva.

Vi stiamo mandando un'ambulanza. Tenetela pronta, okay?

[sirena]

Vai, vai, vai! Intensiva subito! Dài, dài!

Veloce, veloce! Cazzo, è in arresto!

Apri tutto!

Teresa, vieni!

[voce non udibile]

Alba.

Come stai? Com'è andata?

Bene. E' stato un lungo viaggio.

Io e papà abbiamo riportato le sue ceneri dai nonni.

Ehi, vieni qua. Fatti abbracciare, piccola.

- Ciao. - Ciao.

- Questo dove l'hai preso? - Dalla cappella.

Lo riporto prima della messa.

Andiamo?

- Te l'avevo detto. - Rick!

- Meglio che lo togli subito. - Sì.

- Bentornata. - Grazie.

Alba. Sei tornata.

Sono felice che sia tu il primario.

E' quello che avrebbe voluto lei.

Ehm… Che ha deciso il paziente per l'intervento?

- Lo farà. - Bene.

Una ditta mi ha chiamato e inviato

un preventivo richiesto dalla Tedeschi.

Dispositivi per esami molecolari, tomografia computerizzata

scanner degli arti 3D…

Per il nostro reparto?

Che stronza… Altro che metodo e contenimento dell'errore.

Non avete capito?

Dovrà anche tenersi tutti, ma farà a pezzi Medicina Interna.

Diventerà un centro di smistamento di tutti i pazienti in entrata.

No, Andrea, ne abbiamo già parlato. Hai preso la decisione giusta.

No… Ho preso quella ragionevole.

Guarda che io non resto qua a combattere per te!

Ho l'impressione che lei un po' ci sia e un po' ci faccia.

- Mi dica. - Ci sto.

- Torno primario. - Ah.

- Nonostante le condizioni? - Me ne frego.

Beh, Fanti… lei ha un bel coraggio.

- Buona fortuna, allora. - Grazie.

Abbiamo un problema.

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