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- Come va? - Insomma.
Non suona molto bene.
Beh, lo sai com'è.
A casa?
La solita vita a casa...
È così tremenda?
No.
È solo noiosa.
Incredibilmente noiosa.
Così noiosa, che mi viene da vomitare.
Ti capisco.
Anche a me manca un po' di varietà.
Capisci che intendo?
Sì, credo di sì.
E cosa intendo?
Beh, forse che a volte vorresti provare un sapore diverso.
Esatto.
Un odore diverso?
Qualcosa di insolito.
Qualcosa di nuovo, con idee...
Sì, esatto.
E tu ne avresti, di idee?
Alcune.
Tipo quali?
Non so se vuoi sentirle.
Certo che voglio. Sempre.
Davvero?
Vedi quel tavolo lì?
Sì.
Si potrebbe usare.
Per cosa?
Per tante cose.
Vuoi che mi ci pieghi sopra.
Forse.
Bene, bene.
Potrei abbassarti i pantaloni.
- Teoricamente. - Teoricamente.
E poi?
Abbasserei i miei.
No.
No?
Non ancora, prima ti inginocchieresti.
E ti leccherei da dietro?
E solo dopo ti abbasseresti i pantaloni.
E forse poi ti infilerei dentro il cazzo?
Se vuoi.
E a quel punto...
ti scoperei per bene.
Qualcosa del genere.
E poi, quando starei per venire...
Lo tireresti fuori e mi verresti in bocca.
Se lo sapessero ai piani alti...
Com'è andata a scuola oggi?
Bene.
Che c'è?
Niente.
Hai sentito papà oggi?
Sì, perché?
Che ne pensi?
Non sono male.
- Ma nemmeno eccezionali. - In effetti, no.
L'uccello mi attrae.
Non so perché.
- Sì, è... - Ha qualcosa.
- Sicuramente è insolito. - Sì, vero?
Sì.
Ma chissà se piacerà alla gente.
Allora?
Ci penso ancora un po'.
- Dovremmo decidere oggi. - Lo so.
Ok, allora...
A dopo.
Quindi?
Che ne pensate?
- Sì. - Sì?
Ok, allora, andiamo avanti.
Felicitas, puoi dire all'artista di finalizzare il progetto?
- Certo. - Bene. Ora, la sinossi...
Un attimo. La decisione è definitiva?
Sì, definitiva.
- Ok. - Bene.
Allora, la sinossi va ancora rivista.
Credo che Bruno ti abbia lasciato dei commenti, Sören.
Sì.
Scusate, una cosa. Non sono convinto della copertina.
Abbiamo deciso.
Certo, però non è definitiva, no?
Potremmo ancora cambiarla.
Lo dico solo perché temo che non funzioni.
Non so, a me sembra...
un tentativo ambizioso di surrealismo che non c'entra niente con il libro.
Voi credete che un uccello senza testa abbia a che fare con il romanzo?
Feli, tu che dici?
Beh, in un certo senso.
Non proprio, ma forse facendo qualche associazione...
Ma dai!
Dubito che i lettori di Hilke Buchsbach abbiano voglia di fare delle associazioni.
- Sempre che ne siano capaci. - Già.
Serve qualcosa di più concreto che uno pseudo-Magritte.
Scusa, Tobi, è la mia opinione.
Se la mettiamo così, forse Sören ha ragione.
È un po' dura detta così,
perché a me l'immagine piace, mi colpisce.
A te!
Come quando volevi la copertina nera con le scritte nere.
- Non è stata un successo. - Sì, ma era diverso.
- Non ha né capo né coda. - Calzante.
Scusa il gioco di parole.
Lascia perplessi. Che cosa mi dovrebbe comunicare?
Non lo so, quindi scelgo un altro libro, perché non capisco di cosa parla.
Esatto.
Non vogliamo vedere delle alternative?
Va bene, se la pensate così...
Per questo ve lo chiedo.
Possiamo fare un altro giro, sì.
È una buona decisione.
Bene.
"Pseudo-Magritte"... Vai a farti fottere, stronzo...
- Buongiorno. - Ciao.
Ti strappo i peli dalle palle
e te li ficco in bocca finché non soffochi, lurido bastardo.
Ciao.
- Dov'è Marielle? - In giardino, credo.
Non la vedo.
Da qualche parte sarà.
Oggi era di cattivo umore.
Perché?
Non so. Era strana, ma non mi ha detto perché.
- Avete litigato? - No.
Le passerà.
Non hai fame?
Com'è andato l'ultimo giorno di scuola?
Così e così.
Non sei contenta che inizino le vacanze?
Il tuo collega ti ha scocciato di nuovo oggi?
Sören?
Sì.
Mi ha rotto anche oggi.
- Di nuovo? - Sì.
Però non gliel'ho data vinta.
Avevo scelto un design per la copertina di un romanzo
e lui ha avuto il coraggio di contestarmi davanti a tutti.
Ha criticato la copertina. Veramente poco professionale.
Ma gli ho detto: "Sören, la decisione è definitiva.
Il tuo parere non interessa a nessuno."
- E poi basta, silenzio. - Ma come si permette?
Sto pensando di rendergli le cose difficili.
Il suo contratto non deve essere rinnovato per forza.
Non è vero.
Perché no? Se il contratto scade, non bisogna mica rinnovarlo.
- Quello che hai detto non è vero. - Cosa?
Quello che è successo oggi.
Certo che sì. Cosa intendi?
Avanti, spiegati.
Svenja oggi mi ha dato uno schiaffo.
Cosa?
Perché?
Non importa.
Piccola, dovevi dirmelo subito!
Sapevo che c'era qualcosa che non andava.
- Va bene così. - No, non va bene. Non può farlo.
Io prima l'ho chiamata troia.
Beh, nemmeno quello è carino.
Sì, ok, non si fa, Marielle.
Da quel momento...
vedo delle cose.
Ti gira la testa?
Vedi le stelline?
No.
Vedo e sento tutto quello che fate.
Da quando mi ha schiaffeggiato, vedo e sento tutto quello che fate.
- È un nuovo gioco. - No.
Cosa intendi?
So che oggi sei andata a pranzo con Annette.
E le è caduta l'insalata.
E hai fumato... con Max.
Sulla tua copertina c'è un uccello senza testa.
E non hai detto a Sören di stare zitto.
Tutti preferiscono Sören a te. Adesso devi scegliere un'altra immagine.
Non è vero.
Poi hai detto che deve andare a farsi fottere e che gli avresti strappato...
Basta.
Ma che cavolate ti stai inventando?
- È vero. - No, sono sciocchezze!
- È vero! - Sono sciocchezze, smettila!
E poi cos'è quel linguaggio?
In questa casa!
Io non parlo così, e tu men che meno.
Pensi che io abbia fumato oggi?
Sì.
Perché?
L'ho visto e sentito.
Allora, non so come ti sia venuto in mente,
ma adesso basta con questo bel giochino.
Ne ho abbastanza.
Che stai leggendo?
L'ultimo romanzo di Crideaux.
- Com'è? - Un po' melodrammatico.
Tobias?
- Come fa Marielle a sapere certe cose? - Che cosa?
Quello che abbiamo fatto oggi.
Non lo sa.
Ha hackerato i nostri cellulari in qualche modo?
Impossibile.
Ci sta solo prendendo in giro. Sono tutte sciocchezze.
Molti dettagli erano giusti.
- È una coincidenza. - Dici?
Io spengo il telefono.
- Dovresti farlo anche tu. - Andiamo...
È già spento.
E poi, lei ti conosce.
Non è difficile indovinare cosa fai.
- Che mi dici dell'insalata che è caduta? - Una supposizione?
- Dai. - No, davvero.
Niente di quello che ha detto su di te era vero?
No.
Se l'è inventato. Tu hai fumato?
- No. - Vedi?
- Certo che no. - Esattamente.
Non ho hackerato i vostri cellulari.
Ehi, sei già in piedi!
Percepisco tutto quello che dite e fate. Sempre, anche quando dormo.
Tutto quello che ho detto su papà è vero.
Non ho inventato nulla.
Mamma ha fumato,
e papà pensa che il nuovo romanzo di Crideaux sia melodrammatico.
Mamma ha spento il cellulare e ha detto: "Dovresti farlo anche tu".
"È già spento. E poi, lei ti conosce. Non è difficile indovinare cosa fai."
"Che mi dici dell'insalata che è caduta?", "Una supposizione?",
"Dai", "No, davvero",
"Niente di quello che ha detto su di te era vero?"
"No."
È quello che avete detto.
Guardami, per favore.
Sta benissimo.
Nessuna commozione cerebrale. Gli esami del sangue sono a posto.
Non ci sono segni di anomalie.
Consigliano uno psicologo infantile.
Sciocchezze.
Sta bene.
Si sta solo prendendo gioco di noi.
Come, scusa?
Ci spia, in qualche modo.
Anche al lavoro?
Marielle, queste sono conversazioni private.
E io che colpa ne ho?
Bene, allora niente più tablet finché non ci dici come fai.
Ma non lo so nemmeno io.
Ci riesco e basta.
- Dammi il tablet. - Prenditelo da solo.
Se entro domani non ci spieghi come fai,
allora controlleremo questo.
Tanto lo fate già.
Ma certo che no.
Vediamo cosa ci troviamo.
Alla fine non siamo partiti.
Martin si è ammalato e poi...
- Non me l'avevi detto! - Niente di grave.
Te lo racconto un'altra volta.
Va bene.
Ma dov'è finito?
Scusate.
Ero... non importa.
Lorenz non finisce mai di parlare.
Bene, allora cominciamo.
Ciao.
Ciao.
Scusa, non volevo spaventarti.
- È tutto a posto? - Non mi sento molto bene.
Stai male?
Hai la nausea?
No.
Sei solo un po' triste, vero?
Passerà.
Mi sogni mai?
Sì, qualche volta ti ho sognato.
Che succedeva?
Una volta ho sognato che vivevi da me e lavoravi già.
E sogni anche quello che faccio durante il giorno?
In che senso?
Ti capita di sognare che vado a scuola, o che incontro i miei amici?
No.
Più che altro cose strane, che non possono succedere.
Perché non sei più sposata con il nonno?
Perché era uno stronzo.
Se stai con qualcuno che non ti ama e non fa che mentirti, è un inferno.
Devi andartene, prima di diventare infelice.
- Bräser dice che Franke ha torto. - Franke è quello col bastone?
- No, quello è Bräser. - Ok.
Comunque va bene menzionarlo nel romanzo.
Ottimo.
Per la copertina, invece... possiamo riprendere le altre proposte.
Oppure chiamare un altro artista, ma deve essere molto veloce.
Dobbiamo decidere entro martedì, giusto?
Tobi?
Abbiamo già deciso.
Come?
Restiamo sull'uccello senza testa.
Tobias, pensavo fossimo d'accordo.
Ho deciso di tenere quella copertina.
Penso di parlare a nome di tutti
quando dico che quell'immagine non ci entusiasmava.
Io credo che sia quella giusta.
E se ti sbagli? Perdonami, ma credo che ti sbagli.
E io credo che ogni tanto dovresti semplicemente chiudere la bocca.
Ok.
Scusa.
Allora...
Sul serio?
A quanto pare.
E sai perché?
Perché Marielle l'ha chiamata troia.
Scusa.
Quelle piccole pesti!
Mi spiace che Svenja l'abbia schiaffeggiata.
A volte le parte la testa.
- Le parlerò. - Grazie.
Sarebbe meglio se facessero pace.
Già, non mi va che Svenja passi le vacanze a casa, mi farebbe impazzire.
Non possiamo rinchiudere i figli in cantina per un po', ogni tanto?
Posso chiederti una cosa?
Certo.
No...
Lasciamo stare, non fa niente.
- Dai, dimmelo. - Non fa niente.
Sputa il rospo.
Non è niente, davvero.
- Che segretucci hai stavolta? - Nessuno.
- Riguarda quel tizio? - No.
No.
- Era per dire. - Non è niente.
Non fa niente, davvero.
Facciamo un'altra partita.
Volevo chiederti se hai notato qualcosa di strano in lei.
Ha detto qualcosa di insolito?
Mi è sembrata un po' triste quando sono arrivata,
ma credo fosse solo mal di testa o qualcosa del genere.
Mi ha chiesto se qualche volta la sogno.
E poi?
Come, e poi?
Nient'altro?
No.
Che succede?
Pensi che la lasciamo troppo spesso da sola?
Julia, ma ci sono io!
Sì, lo so.
Ho fatto qualcosa di sbagliato? Che succede?
No, mamma, non intendevo questo.
Va bene.
Che cosa ho detto alla nonna?
Le hai chiesto come stavo.
Poi si è arrabbiata e ti ha chiesto se aveva fatto qualcosa di sbagliato.
La mamma di Svenja vuole chiudere i suoi figli in cantina.
Come fai a saperlo?
È come se lo vivessi io stessa.
O come se me lo ricordassi.
Lo so e basta.
Dobbiamo farti fare altri controlli.
No, sto bene!
Non puoi far finta di niente.
Puoi smetterla di spiarmi?
No.
- Ci dev'essere un modo. - No.
Marielle, devi collaborare. Dobbiamo fermare questa cosa.
Così puoi continuare a tradire papà?
No.
No, non voglio farlo, e non l'ho fatto.
Ti prego, credimi, io amo papà.
Con Max ho solo flirtato, niente di più.
A volte gli adulti lo fanno.
Non lo tradirei mai.
Sarebbe meglio se io morissi.
Così potresti fare di nuovo quello che vuoi.
Non dire mai più una cosa del genere!
- Scusami, rimedierò. - Come?
Non lo rifarò più.
Dillo a papà.
Devi dirgli quello che hai fatto.
Devi essere sincera.
- Non è successo niente. - Lo tradisci!
- No! - Sì!
Ho flirtato per gioco. Non vuol dire nulla.
Allora puoi dirglielo.
Non mi faccio ricattare da te.
Allora glielo dico io.
Sei già a casa?
Ho finito prima.
Ciao.
Novità con Marielle?
- No. - È di sopra?
Ciao, piccola.
Ciao.
Come stai?
Adesso vuoi dirmi come fai?
Te l'ho detto.
Volevo raccontarti una cosa di oggi. È stata forte.
- Il mio collega... - Lo so.
No, davvero!
Oggi finalmente gli ho fatto capire chi comanda.
- Gliel'ho detto in faccia. - È stato divertente.
Pensi che lo sia stato?
O, lo penseresti, se lo avessi visto?
Forse.
Gli ho detto di stare zitto.
Secco.
Non siamo troppo severi, togliendole il tablet?
O lo facciamo come si deve, o lasciamo perdere.
- Già. - Sii coerente.
Lo sono...
più o meno.
Come va con Sören?
Bene. Perché?
Così.
Meglio di quanto pensi.
Bene.
Hai un buon profumo.
È nuovo?
Vuoi davvero fingere che sia tutto come prima?
Nostra figlia è diventata telepatica.
Sciocchezze!
Riesce a vedere tutto, Tobias, qualsiasi cosa.
- Non è vero. - Sì che lo è.
Allora fumi?
No.
Però...
Quindi se l'è inventato?
Julia...
Annette:
"Devo ancora raccontarti perché non sono andata in vacanza."
Mamma: "È vero". Annette: "Ho lasciato Martin".
- Ora sta piangendo. - Davvero?
Sì.
Mamma le mette una mano sulla spalla.
Annette:
"Scusami, è che mi sento davvero sollevata."
Mamma: "Capisco".
Annette:
"Sembrerà crudele, ma sono felice di essermi liberata di quello storpio."
Sì...
Martin è in sedia a rotelle.
Una cosa del genere in realtà non si dovrebbe dire.
Già...
Continua.
Mi ridai il tablet?
Ok, te lo do, ma solo se non lo dici alla mamma.
Va bene.
È stata più che altro un'idea sua.
Io la trovo una punizione esagerata.
Dai, continua.
- Ciao! - Ciao.
- Ciao, Marielle. - Ciao.
- Svenja è a casa? - Sì. Vuoi che la chiami?
- Sì, per favore. - Grazie.
Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Svenja, siamo venuti perché tu possa scusarti con Marielle.
Sì?
Però è stata lei a cominciare.
- Ti ha picchiato? - No.
Visto?
Non va bene colpire gli altri. Devi chiedere scusa.
Dovrebbe scusarsi lei per prima.
No.
Tu devi scusarti per prima.
Sei stata tu a colpire per prima.
Dopo potrà scusarsi anche Marielle per averti insultato.
Sei fortunata ad avere un'amica come Marielle.
Dai.
Avanti.
Mi dispiace.
Guardala negli occhi mentre lo dici, per favore.
Mi dispiace.
Anche a me.
Bene. Visto?
È stata una buona idea venire qui. Non credi?
- Io devo rientrare. - Ciao.
Ciao.
Ho parlato con Lorenz, vuole avere una troupe video.
Va bene.
- Riusciamo a farlo rientrare nel budget? - Difficile.
Puoi chiedere dei preventivi, poi vediamo.
Ok.
- Sì? - Vuoi venire a fumare?
A fumare.
Io non fumo.
Ok, hai smesso?
No, non ho mai fumato davvero.
- Fumare fa male. - Ok, capisco.
- C'è altro? - No, in realtà no.
- Allora ci vediamo dopo. - A dopo.
- Ho fatto qualcosa di sbagliato? - No.
Allora perché non vuoi più fumare con me?
Perché... non fumo.
Dovrei prenderti qui davanti a tutti i colleghi e sbatterti sul tavolo.
Non sarebbe carino.
Spostarti le mutandine e...
Ehi. Vai via, per favore.
No, non prima di averti messo la lingua nella...
Vattene subito!
- Che cos'hai che non va? - Non mi sento bene.
Sì, si vede.
Siamo colleghi, niente di più.
Sì.
Grazie.
Mi dispiace di essere stata scontrosa, ieri.
Non fa niente.
Ti ho detto che l'altro giorno qualcuno ci ha provato con me?
Davvero?
No.
Era un collega.
Chi?
Max.
Sul serio? Lui?
Come?
Durante la pausa ha fatto allusioni, diceva che gli manca un po' di varietà...
nel suo matrimonio.
E poi?
Potrei aver flirtato un po' anche io.
Sì?
Solo per gioco.
- Flirtare un po' non fa male. - Sì, certo.
Però, se ti dà fastidio, smetto.
Nessun problema.
Se si ama una persona, ci si fida.
Io ti amo molto. E mi fido di te.
Sì.
Anch'io...
ti amo molto.
(In francese)
(In francese)
Sei impazzito?
- Smettila con queste stronzate! - Parla bene.
Gliel'hai chiesto tu o te l'ha raccontato spontaneamente?
Dimmi.
Gliel'ho chiesto io.
- È una cosa da malati. - Davvero?
- Mi hai spiato. - Per una buona ragione.
Te ne ho parlato.
Tu hai detto di aver flirtato.
Quello non era un flirt, era già quasi...
Se l'avessi fatto davvero, almeno ne sarebbe valsa la pena.
Perché mi guardi così?
Non piacerebbe anche a te, ogni tanto, scopare con qualcun'altra?
No, non mi piacerebbe, no.
Sii sincero, per una volta.
Non so se sia il momento giusto per parlarne, ora.
Sì, proprio ora. Forse è il momento giusto.
Ti piacerebbe?
Perché io...
sì, a volte vorrei farlo con Max.
Che c'è di male?
Che siamo sposati?
Sì, tu sei mio marito, ma io vorrei anche andare a letto con Max.
È naturale.
E tu pure, se vuoi, puoi farlo con qualcun'altra.
Che ci sarebbe di male?
Sono questi i valori che vuoi insegnare a nostra figlia?
Io penso...
che si debba sempre restare fedeli a sé stessi ed essere come si è.
Vuoi insegnarle che la monogamia è l'unica cosa giusta?
Non sei così conservatore.
Sì, certo.
Restare fedeli a sé stessi.
Certo.
E poi esistono tanti tipi di rapporti diversi.
Bene, vedi?
Sono felice che tu sia un marito comprensivo e affettuoso.
E mi hai detto che ti fidi di me.
Sì, naturalmente, mi fido di te.
Non devi essere geloso. Mai. Lo sai.
Sì. Mai.
Io sono felice con te,
con la nostra famiglia.
Sì, anche io.
Non potrei essere più felice.
Non chiudere la porta, Marielle!
Apri la porta.
Marielle, apri.
Non puoi raccontare a papà tutto quello che faccio, non va bene.
Marielle!
Perché stai sempre qui dentro?
Mi piace più del mio ufficio.
Fumi ancora?
Certo.
- Tu fumi ancora? - Sì, e ho voglia di fumare ora.
Tantissima voglia.
Di cosa stai parlando qui? In questo paragrafo non si capisce niente.
Non ha più senso.
Non che il passaggio precedente fosse particolarmente coerente.
Che c'è?
Scusa.
Dare feedback sinceri è fondamentale nel nostro lavoro.
Non preoccuparti, ce la farai.
Puoi andare.
Pronto?
Adesso?
Tobias, entra.
Lasciala aperta, non ci vorrà molto.
Si tratta della copertina del romanzo della Buchsbach.
- Sì? - Vorrei un'altra copertina.
D'accordo.
Bene, grazie.
- Però siamo quasi pronti alla stampa. - Lo so.
Ma sarebbe fantastico se riuscissi a renderlo possibile.
Ok.
Quando posso vedere qualche altra proposta?
- Devo verificare. - Perfetto.
- Posso chiederle perché? - Prego?
Posso chiederle perché?
Gusto personale. Sembra uno pseudo-Magritte.
Scusami.
Il sesso è una cosa del tutto naturale.
Cosa?
Niente.
Stai bene?
Del tutto naturale...
Vieni qui!
Finalmente posso leccartela.
Non parlare troppo.
È una parte normale dei rapporti sessuali.
Bene...
Adesso usa il pene.
Dai. Fallo!
Ok.
Mi serve un attimo.
Dai!
È del tutto naturale.
Giornata buona, oggi?
La traduttrice di Crideaux è completamente fuori di testa.
Oh, Dio.
Hai mai lavorato con lei?
No, in realtà, no.
La Hellinger non era convinta della copertina, eh?
Si può sempre cambiare.
Già, sembra proprio di sì.
Non me ne preoccuperei troppo.
Ogni tanto ha opinioni molto forti.
Non è colpa tua.
Il design delle copertine non è mai semplice, eh?
Possiamo lavorarci insieme, se vuoi.
Posso darti un po' di feedback, ti mostro qualche trend sul tema.
Non si può essere esperti in tutto. Tu sei fantastico con i contenuti...
Scusa.
Prendimi un fazzoletto.
Dove sono?
Fermo!
Stai bene?
Pronto?
- Ciao. - Come va?
Devo parlarti di una cosa.
Non mi piace che Tobias faccia piangere Svenja.
Non sapevo che l'avesse fatto.
Lo trovi giusto?
Perché non ne parli con Tobias? Io non ne so niente.
Ok, ma è tuo marito!
Sì, ma non significa che io sia responsabile per lui.
No,
ma pensavo di poterne parlare con te.
Tua figlia picchia la mia e ti scandalizzi per due lacrime?
Magari se l'è meritato!
Pronto?
Gliel'hai già detto?
Sono stata con Max.
Però solo da dietro, e non gi ho permesso di venirmi in bocca.
Molto premuroso da parte tua...
A me piace.
Io ho fatto a botte con Sören.
Probabilmente perderò il lavoro.
- Cosa? - Sì.
L'ho colpito in faccia con il thermos.
- Poi l'ho pestato di brutto. - È vero?
La parte del thermos sì.
Vedete com'è bello che ci diciamo tutto apertamente?
Io lo trovo molto positivo.
Già. È quello che volevi, no?
Come vedi, tuo padre non è perfetto, puoi smetterla di prendertela solo con me.
Può deciderlo da sola.
È vero, nessuno dovrebbe dirti cosa pensare.
Ma forse ci sono altre cose che dovresti sapere,
per decidere con cognizione di causa.
Marielle, sai che tuo padre voleva che abortissi quando ero incinta di te?
- No, non è vero. - Invece sì.
Marielle, no.
Non è vero.
- Voleva che abortissi, Marielle. - No!
- Non è vero. - Sì.
Smettila!
- Sì, che è vero! - No!
Che cosa ne pensi?
Io non voglio essere così.
Nemmeno io.
Bisogna farla smettere.
E come? Vuoi portarla da uno sciamano?
Quindi adesso ci credi?
Sta' zitta.
Beh,
tutto è iniziato dopo che è stata schiaffeggiata.
Sai di cosa abbiamo parlato?
- Per favore, parla con noi. - Sì.
- Anche tu vuoi che questa cosa finisca? - Sì.
Non vogliamo essere come siamo. Come siamo stati.
Perché in realtà non siamo così.
Non pensi che valga la pena di provare con uno schiaffo?
Può darsi.
Forse...
per renderla meno difficile, potresti darti uno schiaffo da sola.
No.
Se lo volete, allora deve farlo uno di voi.
Non vogliamo picchiarti.
Dai, prova tu. E poi...
Svenja mi ha colpito forte.
Io sto ferma, ma dovete farlo voi.
Da chi preferiresti riceverlo?
È uguale.
Devi decidere tu. Nessuno di noi vuole farlo.
No.
Lo farà papà.
Semplicemente...
per tradizione.
Solitamente sono gli uomini a dare gli schiaffi.
No, voi donne avete un legame molto più intimo con i figli.
Vi fa male tanto quanto a loro. Quindi sarebbe più giusto.
Questa è una sciocchezza.
Qui si tratta di responsabilità.
Dopotutto, sei tu il capofamiglia.
Non vorrai certo delegare agli altri
le cose spiacevoli, no?
Riesci a vedere la mamma?
Accidenti...
Puoi chiudere gli occhi?
Non ci riesco.
Lo faccio io.
Allora?
Più forte.
Ha funzionato.
Se vuoi, nel fine settimana possiamo andare fuori.
Dove vuoi tu.
Ok.
Possiamo andare a vedere un musical.
Ti andrebbe?
Sì.
Papà?
Davvero volevi che mamma abortisse?
All'inizio ero spaventato.
Allora ho buttato lì quest'idea, sì.
Ma non ha niente a che fare con te.
Non ci conoscevamo ancora.
Tu non puoi saperlo,
ma tra me e la mamma le cose erano partite un po' male.
Basta.
Va bene così.
Davvero?
Sì.
Sono felice che tu esista.
Buonanotte, papà.
È ancora Crideaux?
Mi citi un bel passaggio? Di Crideaux?
In francese?
Capisci?
Bello, no?
Adesso dormi. Ti perdono tutto.
Torniamo a essere una vera famiglia
e a volerci bene.
D'accordo?
Per dieci minuti? Poi arrivo io e metto fine alla faccenda.
Va bene?
- Sì. - Bene.
Allora, abbiamo finito.
- Va tutto bene? - No.
Posso aiutarti in qualche modo?
No.
- Hai un momento? - No.
Fumare fa molto male.
Ma dai.
Tua moglie lo sa che fumi?
No.
Forse dovresti dirglielo.
Decisamente no, per quanto mi riguarda.
Abbiamo sbagliato.
Rimaniamo solo colleghi.
Va bene.
Tanto fumare con te era noioso.
- Ciao. - Ehi.
Entra.
Non disturbo? Ero in zona.
No, no. Entra.
Come stai?
Sto bene, tu?
Anche io. Grazie.
Come va con Marielle?
Bene.
È un po' taciturna in questo periodo, un po' chiusa.
Sarà l'età.
Già.
Sembra che le stia prendendo una certa malinconia.
Prima o poi la vita colpisce.
Non sono mai più stata felice come lo ero da bambina.
Mamma, volevo dirti che...
ti ringrazio per come cucini per Marielle e per come ti prendi cura di lei.
Ma certo. È ovvio. Non devi ringraziarmi per questo.
E poi...
anche che...
mi dispiace.
Mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto.
Cosa mi avresti fatto?
Sono stata cattiva con te.
Ti ho detto cose orribili, mi rifiutavo di parlare con te,
da bambina e da adolescente.
- Oh, Dio, non era così terribile. - Sì, invece.
È normale. Lo fanno tutti i figli.
Il tè è buono, vero?
Voglio che tu sappia che non era mia intenzione.
Era pura cattiveria.
E me ne pento tantissimo.
Va tutto bene.
No.
Ricordo ancora quando mi hai cucito quel vestito, avevo otto o nove anni.
Ci avevi messo tanto impegno,
ora lo capisco.
Pensavo fosse orribile,
non volevo metterlo,
e ti ho detto che era bruttissimo.
Ora mi dispiace...
tantissimo, mamma.
Davvero. Mi dispiace tanto.
Va bene.
Va bene. Grazie.
Vado a prendermi un altro tè. Tu ne hai ancora.
Cosa devo fare perché tu mi perdoni?
Io ti perdono.
No, davvero.
- Ti perdono. - Sii sincera.
Possiamo parlarci con sincerità.
Dammi una possibilità. Ti prego.
- Farò tutto quello che vuoi. - Non devi fare niente.
Voglio solo che tu mi voglia di nuovo bene.
Lascia perdere.
Ti prego.
Ti prego, Marielle.
Mi credi?
Ci credi che non vi sento e non vi vedo più?
Sì.
Vuoi la verità?
Sì.
Ho capito che, in realtà, non mi piaci per niente.
È tutto.
- Ciao. - Ciao.
Marielle?
Marielle?
Marielle.
Ti voglio bene.
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