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Original subtitles

Susan, ma che fai? Stai attenta!

Scusami!

Susan, e allora?

Non ne ho più voglia.

Giochi tu, Giancarlo?

Ti aspettavo.

Come?

Ho ordinato anche per te.

Ti va bene?

Sono con un po' di minerale, grazie.

Banca? No, affatto.

Se ho smesso è colpa tua.

Allora arrabbiata?

Potresti anche rispondere, Susan.

Il tuo amico ti chiamava così.

Basta, grazie.

Cosa posso dirti di me?

Dunque, sono svedese, è il terzo anno che vengo in Italia.

Vuoi una sigaretta? Sì, grazie.

Mi trovo bene qui.

Le italiane mi piacciono molto.

Sono più dolci. Come dire, femminili, eleganti.

Ecco, tu sei molto elegante.

Mi piacciono i tuoi occhi.

E poi sei molto carina.

Mi chiamo Lisa.

Salve, Susan.

Ciao, Giorgio.

Come sono buffi gli uomini.

Non lo dico per cattiveria. Appena si mettono addosso una tenuta sportiva,

gonfiano il petto.

Anche la tua bocca mi piace.

Lì.

Adesso basta, ho parlato anche troppo.

Cosa fai stasera?

Non lo so, dovrei... Aspetto la telefonata alle 10.

E se telefono prima io?

Ciao!

Ti prendo per mano, vieni.

Vieni, camminiamo per strada come due innamorati.

E sento felice, come un bambino in un prato, con tanto sole sull 'erba, sui

rami, nell 'aria.

E correre, correre, correre.

Viva.

Anch 'io sono felice, Lisa.

Su quel prato, nell 'erba.

Guardo il sole e dico che è bello il sole.

Com 'è bello il sole, Lisa.

Ed è come se lo vedessi per la prima volta.

E questo è amore, Lisa.

Quel cappello è bellissimo. Mi sento ridicola.

Non ridere, ti prego.

No, Susan, non è vero. Non sei mai ridicola.

Qualunque cosa ti metti ti fa sempre bene.

E non fare quella faccia, non ci credi?

Ma lo sai che sono gelosa di te?

Questa sei stupida, cosa dici?

No, non dirmi che non ti accoggi che gli altri ti guardano.

E come ti guardano?

Guardano anche te, Lisa.

Io non li vedo.

Allora sei proprio gelosa.

No, non è possibile, non ci credo.

Non ci credo.

Prova a lasciarmi e ti ammazzo.

Non sono un po' dimagrita?

Sì, un po' ai fianchi.

Togliti il reggente, questo lo aspetta.

Grazie.

Beh, Marta, come va?

Al solito.

E tu?

Dacci da bere, Tom.

No, grazie.

Lisa non vuole.

Senti, genio.

Non c 'è più niente da fare.

Davvero. Le ho tentate proprio tutte.

Niente.

Ma scusa. No, non è solo colpa mia.

Ci tenevo tanto a fare quella mostra. E come?

Non te la prendere, Susa. Cameriera?

Prima o poi ci riuscirai. Dov 'è il telefono? È vicino al bar, signore.

Scusate.

Prego.

Susa.

Ma tu guarda un po' che tempo strano.

Stamattina era tutto ereno, neanche una nuvola, un sole meraviglioso.

E adesso è tutto buio.

Va a finire che viene giù uno di quei temporali?

Da noi in Svezia è sempre così.

È il colore dei nostri laghi, dei nostri boschi.

È il tipo di bellezza diversa.

Non senti mai nottalgia?

Sì, qualche volta.

Susan, ti voglio bene, lo sai.

Ma amore, che cos 'hai? È da stamattina che sei nervosa.

Non mi sembri nemmeno tu. A volte penso che... Non so che io ti dia fastidio. Ho

fatto qualcosa che non va. Ho detto... Ti prego, Susan, rispondimi.

No,

don't you tell me how I I want to kill you and

I Oh, it is you I want

Yes,

I know.

Yes, I know.

Chissà perché Barbara non è venuta.

Una volta non era mica così. Ha messo su tante le arie.

Se tu vedessi l 'amica di Susa, una meraviglia.

Siamo stati a mangiare al lago ieri.

Possiamo chiedere se viene.

Lascia perdere, anche se una volta tanto sto solo.

Non è mica la fine del mondo.

Ah, eccola che arriva.

Ciao. Andiamo?

Questo è Fred, un mio amico. Viene anche lui,

non ti scoccia, no? Anzi, mi fa piacere. È rimasto solo.

Doveva venire con una sua amica, una sventola. Ma sai come sono le donne

meravigliose.

Io sono Susan.

Ciao.

Tu cosa dici?

Che sei arrabbiato?

Arrabbiato? Ma di chi parli?

Di Stefano, non sei la sua ragazza.

Perché, chi te l 'ha detto?

Lui?

Beh, per oggi basta così.

Abbiamo lavorato anche troppo, continuiamo domani.

Tu puoi?

Magari un po' più sul tardi, verso le quattro, le cinque, ti va bene?

No, domani no, non posso.

Ho invitato Monica.

Vieni su da me a prendere un po' di sole in terrazzo. Ah, Monica, allora non

importa, facciamo dopo domani.

Mi porti un succo di frutta?

Ieri sei stata fuori?

Perché ho telefonato tutto il giorno e non ti ho mai trovato.

Sì, sono stata al mare con Stefano.

Ti sei divertita?

Ho fatto un bagno che non ti dico.

Un sole era una giornata bellissima.

Ma scusa, non potevo venire anch 'io.

Bastava che tu me lo dicessi, Susan, non ti pare?

L 'altro ieri siamo state bene insieme al lago, o no?

Ma sì, chi ha detto niente?

Solo che sapevo che stavi con Monica e non ci ho pensato.

Scusami.

No, tu non mi dici la verità.

Tu mi nascondi qualcosa, non so che, ma lo sento, sei diversa, non sei tu.

Cos 'hai?

Se posso aiutarti?

Io non voglio perderti.

Ma non essere assurda.

Non c 'è niente di niente, Lisa.

Meglio così, stami vicino.

Siamo felici noi due insieme.

Possiamo esserlo sempre, tu lo sai.

Dipende solamente da te.

Siamo felici noi due insieme.

Possiamo esserlo sempre, tu lo sai.

Dipende solamente da te.

Potrei fare una telefonata? Prego, se comodi. Grazie.

Pronto, è lei Fernanda? Per favore mi paghi la carina.

Sì, sono Lisa.

Non sa per caso dove potrei trovarla.

Va bene, arrivederci.

grazie

Credi che verranno a cercarci?

No, non credo, se non ci vedono se ne vanno, li conosco. Già dimenticate le

sventole. Ah, senti, lascia perdere adesso.

Grazie mille.

Beh, sono arrivato.

Devo proprio scendere? Già.

Ci torniamo ancora prima che arrivi il freddo. D 'accordo.

Ciao allora.

Ci vediamo presto.

Ciao.

Mi telefono domani mattina.

Pronto? C 'è Susan?

Appena rientra, le dica che ha telefonato Lisa.

Sì, Lisa.

Grazie, arrivederci.

Buongiorno, Fernanda.

Abbiamo dormito stamattina, eh?

Eh, sì.

Avevo un sonno.

Ah, ha chiamato di nuovo la sua amica Lisa.

Ancora, ma che vuole? Era piuttosto seccata.

Ha detto di telefonarle subito.

360 .000 anni.

360 .000 per fare un 'ora. Ma che pochi. Se non bastano, allora quali tu?

Sono andato al mercato dei fiori e ho comprato fiori per te, amore mio.

Sono andato al mercato di ferri veri... E ho comprato catene per te, queste non

sono parole tue, è una poesia di... Va bene, va bene, allora io nascondo un

fiammifero e tu innovili dove lo messo.

Ah, che gioia, che gioia, voglio stare sei giorni senza dormire.

E io venti secondi senza pensare. E io tre minuti senza respirare.

E io mi faccio le sigarette con gli assenti. E io non faccio più niente,

sono felice, felice, felice.

Ciao, di sicuro ti serve qualcosa, se no non mi avresti mai telefonato. Infatti,

ho bisogno di parlarti, vieni.

Sei in forma, eh, Stefano?

Mi difendo.

Io posso amarti molto di più.

Lasciala.

Poveraccia, ha preso una tale cotta per Fred.

Fred?

E chi è Fred?

È un mio amico.

Ieri siamo stati al mare.

Susan è proprio partita.

Credo che poi siano andati a cena insieme.

E che vuol dire?

Una va a cena con un amico?

E secondo te quella è già partita.

Fai presto, tu.

Se te lo dico è perché è così, Fred è in gamba, sai.

No, non ci credo, con Susan è possibile.

Si sta insieme stasera?

No, non ne ho voglia.

Senti, Lisa, facciamo domani, allora.

Com 'è questo Fred?

Allora domani, d 'accordo?

Dove lo posso trovare? Che fretta, ti do il telefono.

80 34 62.

Ho capito. 80 34 62.

Ciao. Non ti aspettavo. Sì, lo so.

Passavo. E così ho pensato di venire su un momento.

Beh, mi lasci qui sulla porta.

Scusami.

Ti trovo benissimo, sai.

C 'è niente da bere?

Su, esci.

Dove vai?

Con chi?

Perché? Smettila, per favore. Cosa c 'è di strano?

Tu puoi restare se vuoi.

Io non ti capisco.

Senti, Lisa, io devo andare.

Allora sei proprio gelosa.

No, non è possibile.

Non ci credo.

Non ci credo.

Prova a lasciarmi e ti ammazzo.

Adesso mi sembra quasi impossibile che io e te siamo qui.

Perché impossibile? È la cosa più naturale.

Sono troppo felice, Fred.

Non dirmi che non ti accorgi che gli altri ti guardano.

Come ti guardano?

Guardano anche te, Elisa.

Io non li vedo.

Allora sei proprio gelosa.

No, non è possibile.

Non ci credo.

Non ci credo.

Prova a lasciarmi e ti ammazzo.

Non rispondi? No, non mi va.

So chi è.

Non mi interessa per niente.

È una mia amica, Lisa.

Tu non la conosci.

È molto carina, ma a volte è impossibile.

Talmente invadente che non riesco più a sopportarla. Senti, ti piace?

Adoro questa canzone.

Ti voglio bene, Fred.

Io te ne voglio molto di più.

Sei bellissima, Susan.

Ti amo.

Sei bellissima, Susan.

Ti amo.

No, non sei ancora Cleopatra. Ti trucco io, vuoi?

Vieni, mio amore. No.

Su, vieni.

Aspetto te, mio signore.

Avanti.

Smettila.

Pronto?

Pronto.

Pronto!

Non c 'è nessuno.

Sei felice, Susan?

Tanto.

Eh no, guarda.

Adesso è diventata proprio una questione di principio.

Le faccio vedere io come si fa a vivere a quella stupida.

Di punto in bianco mi pianta.

Come se non ci fosse mai stato niente. Solo un gioco.

E se io le sorrido, quasi le faccio schifo.

Ma cosa crede? Che esiste solo lei al mondo?

E poi si mette con un balordo da quattro soldi che puzza lontano un miglio di

pappa. Ma cosa vuole quello?

Continui ad andare coi froci, come ha fatto fino adesso.

Scusa, ma perché non la mandi al diavolo?

Io poi non ti capisco, Lisa.

Chissà che cosa ci trovi di tanto interessante.

Quella puttana lì è meglio perderla, giri l 'angolo e ne trovi mille meglio

lei. No, tu parli così perché la conosci appena.

Ti giuro che di qualità ne ha.

E' tanto da far perdere la testa, guarda me.

Dì, ti manca molto?

Chi, Susan?

Ma no, no.

Ci vuole tanto a prepararti, dai, guarda che non facciamo in tempo.

Come il tuo?

Ma mi dici perché ti infili sempre le calze per ultimo?

È strano, non ti pare?

Già, chissà poi perché.

Me lo sono chiesto anch 'io tante volte.

Ma chi lo sa, deve essere un 'abitudine, credo.

Sai, quando ero bambina morevo dalla voglia di avere un paio di calze di

E deve essere per questo.

Te la tieni per ultimo come qualcosa di prezioso.

E' molto semplice.

Una volta che sono vestiti, mi eccita a ritrovare qualcosa di mio, cercarmi.

Le mani vanno da sole.

Conoscono i miei punti deboli, cominciano ad accarezzarmi.

Sono tremende.

Hanno quello che voglio e possono avere tutto di me.

Ed è così fuori di te quello che senti, che ti lasci andare dolcemente.

Ed è come morire un po', un attimo, niente della vita.

Ed essere più viva di prima.

Che cosa pensi?

Monica, tu dici che è troppo sentire così?

Lisa, ma ti vuoi sbrigare? Si fa tardi, non mi piace farmi aspettare dai perni.

Eh? Ah sì, scusa.

ragazze non pensate.

Beh, allora io vi saluto.

Ci vediamo. Ciao. Ciao.

Come si sta bene qui fuori.

Dai, su, sbrigati.

In quella confusione devo aver lasciato le sigarette chissà dove.

Le ho io.

Grazie.

Hai sonno?

No, è che mi piace sentirti vicina.

Sai dove andiamo?

Ti ricordo, dieci mesi proprio oggi.

Io ero là e ti guardavo.

E io laggiù.

Ero qui, vero?

Mi vuoi bene?

Lisa, ma che cosa aspetti?

Guarda quante occasioni per dimenticare quella stupida di Susan. Uffa Monica,

ancora. E non rompere, per favore.

Certo, Lisa, me l 'ha detto Fernanda.

Ma no, e che cosa vuoi?

Non mi va di vedere nessuno, ecco.

Tutto qui.

Soprattutto donne.

Amiche, tu mi capisci, no?

È assurdo che debba continuare a darti spiegazioni.

Ma sei matta?

Lisa, te l 'ho detto.

Non c 'è nessun altro motivo.

Scusa, perché non la smetti?

Se la pensi così?

Come ti pare, peggio per te se ci tieni tanto.

Però mi fermo solo pochi minuti, dopo un appuntamento da fare nostro.

Cerca di essere puntuale.

D 'accordo, ciao.

Sono addirittura in anticipo. Hai visto?

Come stai? Bene, anche tu mi pare.

Allora, che cosa devi dirmi?

Cameriere. Comandi. Per me un martini rosso. Tu che vuoi?

E anche per me, grazie.

Allora, due martini rossi. Un ghiaccio. Sì, grazie.

Susan, ascoltami e cerca di capire.

Noi due ci conosciamo da tanto.

Ci siamo volute molto bene.

Non è giusto quello che stai facendo.

Lo trovo crudele.

E molto sciocco.

No, non ridere, è assurdo. Non si può buttare via un amore come il nostro.

E poi per un capriccio.

È una sbandata la tua, niente di importante.

Prova a giudicare serenamente.

Senza rancore.

Sei cambiata, non ti riconosco.

Tu non sei più Susan, quella che amo.

E finirai per odiarti.

E se anche fosse?

Avanti, cosa vuoi che me ne importi?

Ho deciso io così, mi sta bene al diavolo tutto quanto.

Amore.

Non conto niente io.

Non dirmi che soffri.

Perché? Chiedi perché.

Perché?

Allora a me non resta che morire, questo vuoi?

Io ho già deciso.

Tu fai quello che ti pare, a me non me ne importa niente.

Continua a vivere, tu che puoi.

Ciao. Ciao.

Allora, amore, siamo rimasti soli adesso.

Che facciamo?

Quello che vuoi tu, Fred.

Su, vieni.

Continua a vivere, tu che puoi.

Pronto? Ah, giusto lei, Fred.

Sì, è vero, ieri l 'ho cercata a casa sua un paio di volte.

Tre?

Può darsi, se lo dice lei.

No, in fondo niente di speciale, di molto importante.

Almeno a me sembra così.

Ma per carità.

Solo che mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere con lei, se vuole.

Chiedo troppo?

Ma che le viene in mente? No, affatto. Non voglio ingelosire Susan.

È proprio l 'ultima cosa che possa pensare, le assicuro.

Ma no, Susan.

Sì, è proprio così.

Anzi, vorrei chiederle un piacere, me lo fa, non glielo dica che ho telefonato.

Non gli dica che l 'ho cercata.

Mica per niente, sa.

Ma, ecco, vede, noi due... Anzi, voglio dire... Io e Susan siamo molto

amiche.

Che cosa dice?

Perché?

Lei sa come sono le donne, basta un niente.

Allora l 'aspetto.

Quando vuole lei.

Oggi nel pomeriggio?

Va benissimo.

Arrivederci, allora.

A più tardi.

Siediti.

E Susan come sta?

Bene. Sì, sì, bene.

Che cosa ti offro? Whisky, cognac, Coca -Cola, champagne?

Champagne.

È un pezzo adesso che frequenti Susan, no?

Secondo te, che tipo di donna è?

Cosa vuoi che ti dica?

Io penso che le donne vanno accettate per quello che sono.

È un problema che non mi sono mai posto.

Con lei ci sto bene.

Lo immaginavo.

Evidentemente tu non l 'hai capita se mi rispondi in questa maniera.

Lascia andare. Vedi, io la conosco molto più di te.

Ah, sì?

Esistono due Susan.

Avanti, tu quale conosci, la mia o la tua?

E qual è quella vera, la tua oppure la mia?

Io so soltanto una cosa, che quando è con me è mia.

Ti accontenti di poco.

Scusa, ma non ti capisco.

Dove vuoi arrivare? Io voglio molto bene a Susan.

Molto.

Non parlo di Susan come se fosse un caso eccezionale, intendiamoci.

No, è come tutti noi, tutti abbiamo, come dire, una doppia vita.

Senza saperlo.

Forse senza rendercene conto.

Deve essere così.

Sì, è proprio così.

In fondo non ci sarebbe niente di male.

Se Susan ti volesse bene magari in due modi diversi, l 'importante è che te ne

voglia. Ma scusa, parliamone francamente.

Tu vuoi, no?

Che cosa succede?

Che Susan è costretta a nasconderti una parte di se stessa, a non essere vera.

E tu sei convinto di averla tutta per te, perché dice di amarti, che senza di

non potrebbe vivere.

Susan sta pensando a Lisa.

Non ti dà fastidio la musica, vero?

Sì, Susan è così.

E perché mai dovrebbe essere diversa da con me?

Non ti pare?

Il guaio è che noi due l 'amiamo.

L 'amiamo completamente, ma possiamo averne soltanto una metà ciascuno.

Tu hai capito benissimo come stanno le cose.

Ti chiedo scusa.

se ti ho annoiato con discorsi troppo lunghi.

Io so soltanto che le ho dato tutto.

Ho dimenticato perfino me stessa, pur di vederla sorridere, farla felice.

Le volte che ho pianto di nascosto, Fred, perché la sentivo lontana, non

sopportarlo.

E questo che cos 'è?

Tu non lo sai, eh?

E amore, come diceva lei.

Io che non avevo mai amato.

Che non sapevo nemmeno che cosa volesse dire voler bene.

Sai dove l 'ho conosciuta? Al Tene.

Una domenica, un caldo.

Era sola, sembrava triste.

Come se le fosse successo chissà che cosa.

E l 'ho amata.

Tu non ci credi?

Ci siamo amate subito.

E adesso vuoi che te la riporti qui, ovvero?

Sì.

È proprio questo che voglio.

No, puoi fare a meno di ridere, non sto scherzando.

Non te lo chiedo per pietà.

Te lo ordino.

Davvero? E farò di tutto, Fred, credimi.

Che tu mi aiuti o no.

Puoi esserne certo.

Dai, falla venire qui.

Adesso? Sì.

È meglio farlo subito.

Pronto, Susan?

Sì, sono Lisa.

C 'è fredda a casa mia.

Vuole che tu venga qui subito.

Ti aspettiamo.

Va bene?

A fra poco.

Sarà qui fra un quarto d 'ora.

Stavo pensando a quanti anni hai.

Sì, mi è venuta in mente una statistica.

Ricerche americane.

Credi la trova molto interessante.

Dicono che oggi, nella nostra civiltà, all 'età di 35 anni, sono molti quelli

che hanno avuto contatti omosessuali fino a raggiungere l 'orgasmo.

Le donne per il 43%. E i maschi fino al 17%.

Vuoi convincere anche me?

No, non ci penso nemmeno.

Ma ti assicuro che... chissà cosa farei per cambiare tutto.

C 'è sempre una via d 'uscita.

Basta scegliere.

Dopo tutto è ridicolo voler apparire insensibili per paura di essere stupidi.

Dove c 'è posto per due c 'è posto anche per tre.

E visto che nessuno di noi due può fare a meno di Susan, beh, tanto vale.

Non era questo che volevi? Adesso puoi stare tranquilla, Susan avrà ancora

di te.

Grazie.

Signorina Marchi, prego.

Nome e cognome.

Susan Marchi, di Carlo e di Stefania Balzarelli.

Luogo e data di nascita?

Nata a Roma il 12 gennaio 1948.

Per questo lei è ancora una persona rispettabile.

O almeno ritenuta tale. Una persona rispettabile con tutti quanti i suoi

diritti. E la sua volontà non ha limiti di legge.

Ma la sua coscienza, sì, dovrebbe averli, signorina.

Lei non ha il diritto.

Resti seduta.

Vuol dire che non ho il diritto perché lei non è perseguibile, perché i suoi

la legge non sono reati.

Ma il valore di una condanna non dipende dalla sua misura, ma dal suo

significato. Ed è soltanto per questo che lei è ritenuta colpevole.

Ma io non ho fatto niente.

Certo, niente.

Proprio niente.

Quindi, secondo lei, non sono condannabili i suoi rapporti innaturali

Morandi.

Ma io... Sì, e solo quando si è stancata di Lisa ha ritrovato quello che la

legge chiama rispettabilità.

Lei ha giocato con se stessa e gli altri.

No, Fred, non è stato un gioco per me.

Se lo amo ancora.

A tal punto che ha giudicato inutile metterlo al corrente di come stavano le

cose, senza minimamente pensare alle conseguenze.

E che colpa ne ho di quanto è successo?

So benissimo di aver sbagliato, ma poi ho capito.

Ho preferito non costituirmi parte civile.

Ti ringrazio.

Forse lei, signorina, non si rende conto di tutto il male che ha fatto.

Un male che coinvolge tutta la società e che finirà per distruggerla ed è

soltanto in difesa di quanto c 'è di più vero e onesto, che noi rifiutiamo la

sua moralità e la condanniamo.

Ed ora può andarsene.

Grazie.

Le cose che guardavo, oggi le vedo.

E' fredda e lisa, buffi, ridicoli, grotteschi.

Fagliacce e maschere di un sabba carnevalesco di una notte di sabato.

I coriandoli e stelle filanti sul pavimento freddo.

Orri.

Tra fiocchi sciupati di trombe di carta.

Nermi, come colti da una fine improvvisa.

Come sono diversi da ieri.

le cose che mi vivono intorno.

Ero viva, o lo sono soltanto oggi.

Il tempo ha trasformato tutto, anche me stessa.

O niente.

I colori sono gli stessi o soltanto mutati dalla luce.

E' veri e reali solo adesso, così come il nero è nero quando il bianco lo

contorna.

E la coscienza dice, quando si ascoltano sembrano gli stessi già sentiti.

o forse cambiati, trasformati dal tempo.

E tu cammini, sperduta quasi in questa vastità, in un paesaggio senza misura

è la vita, che ha proporzioni diverse, per conoscere tutti e nessuno.

Mentre avanzi il paesaggio perde le proporzioni che aveva e tu non lo sai,

te ne rendi conto.

Ed improvviso accetti quello che trovi, costretta dagli altri o dalla tua

necessità per essere simile a loro.

E le cose diventano tutte uguali.

Tutto è strano.

E ognuno di noi è un mostro.

Datemi la mano, venite.

Corriamo insieme.

Noi che siamo animali perché le sensazioni non ci feriscono.

Né tanto meno ci distrucono se siamo ancora disposti a viverle.

C 'è una sfera in cui la morte non è la fine.

Perché resta qualcosa di noi ed è il principio della trasformazione.

Ma non è quella parte del mondo in cui noi abbiamo vissuto.

Ed è talmente sconosciuta ai più e a noi stessi che è necessario morire per

vivere.

Venite, datemi la mano.

Corriamo insieme.

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