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Original subtitles

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Voglio solo ribadire la mia motivazione a entrare in polizia.

Bene. Riceverà la nostra risposta entro due settimane per e-mail.

Perfetto. Grazie e buona giornata.

- Arrivederci. - Arrivederci.

[VOCI NON UDIBILI]

Allora, signori, ancora uno. Candidato successivo.

Prossima candidata, signora Alvaro.

Dov'è finita ?

E' nell'altro. Mamma, guarda dove metti le mani.

C'è scritto "pannolini", non è complicato. Ti lascio, mamma.

Scusate, ho dovuto affidare mio figlio a mia madre

cosa che di solito evito

ma ho avuto un problema con la babysitter.

- Non c'è problema. Cominciamo. - Sì. - Si sieda.

Sì, vado.

Un po' di intimità. Eccoci qua.

Si presenti rapidamente alla commissione, per favore.

Sì, certamente. Morgan Alvaro, 44 anni, nubile

madre di quattro figli da tre padri diversi

e ho ancora tre prestiti in corso.

(sussurra) Ti prego, fa' che non dica stupidaggini.

Da 1824 giorni sono entrata in polizia come consulente.

Bene. Ci parli delle motivazioni che l'hanno portata qui oggi.

Sì. Ebbene, è molto semplice.

Mi trovo totalmente

in sintonia con i giusti valori della polizia.

Dunque, ecco, quei valori che sono l'integrità

e l'ordine.

Mi piace quando le cose sono chiare.

Poi voglio servire il mio paese.

E' bella la società individualista

ma se ognuno fa ciò che vuole, che succede ? Un macello.

No. Ci sono delle leggi

e ci deve essere qualcuno per farle rispettare.

Io voglio essere quel qualcuno.

[TELEFONO] Oh, porca miseria, scusate.

Cosa c'è ancora ?

Ovviamente ci sono gli adesivi, sono pannolini, si mettono così.

Sì, brava. Dai, ti lascio. Scusate, è complicato.

Allora... dov'ero rimasta ?

Al suo rispetto per le regole.

Sì, giusto, le adoro. Adoro le regole, adoro le...

Molto bene. Avete domande ? Tenente Rochat ?

- No. - Rikoski ?

Solo un'altra cosa. Nella lettera di raccomandazione

il commissario dice che lei ha un alto QI

che è un vantaggio, ma richiede anche un certo inquadramento.

Può dirci di più ?

Beh...

Diciamo che sotto il mio cofano c'è un motore di Formula 1

ma mi è stato consegnato senza freni e con un volante che fa capricci.

Senza servofreno, lo schianto è garantito.

Penso che sia quello che fa Céline, cioè, voglio dire, il commissario

e tutta la squadra, d'accordo ?

Mi aiutano in realtà a tenere il volante

e in cambio io do una mano con i casi e...

- We win ! - Sì !

Bene. Direi che abbiamo finito.

- Sì. - Di già ? - Sì, grazie mille.

- Penso che purtroppo... - Può farci un esempio ?

- Ad esempio... - Dai !

Adesso non mi viene in mente... Sì, per esempio ho appena scoperto

dov'era la nostra morta questo pomeriggio.

La vostra morta ? Quale morta ?

La fisica che abbiamo trovato. Non ne avete sentito parlare ?

Ce li avete due minuti ?

- Sì, prego. - Bene, vediamo.

Tutto è cominciato in un parcheggio a Roubaix.

Sì, lo so, ero arrivata in ritardo al lavoro

ma non era colpa mia. La strada era chiusa, quindi...

Sì, lo so, sono in ritardo

ma la strada era chiusa, che posso farci ?

Un'ora e tre quarti. Nuovo record, Morgane.

Karadec, che ci fa qui ? Era in prigione.

Libertà provvisoria. Sono uscito stamattina.

Cos'è quella faccia ? Non l'avrei lasciata.

La nostra vittima si chiama Manon Boutière

dottoranda in astrofisica all'Istituto di Ricerca di Lille.

Ieri non è tornata dal lavoro e il ragazzo ha segnalato la scomparsa.

Secondo il dottor Benzaoui, è morta tra le 17 e le 20 di ieri sera.

L'avrebbero strangolata con un fil di ferro o con un laccio.

Toh. Un bastoncino appiccicoso.

- Un bastoncino quadrato. - Morgane !

Zuccherato da un lato e non dall'altro.

Zuccherato. Non zuccherato.

- Qui è zuccherato, ma di qua no. - Bene.

Venga ai fatti, per favore. C'erano testimoni sulla scena del crimine ?

A parte il passante che ha trovato il corpo no.

- Telecamere di sorveglianza ? - No, ma ce ne sono tante al luna park.

- Quale luna park ? - Lo saprebbe, se mi avesse lasciata finire.

Va bene, allora riavvolgo.

Toh...

Un bastoncino appiccicoso. Un bastoncino quadrato.

- Morgane... - Zuccherato da un lato e non dall'altro.

- Non le ricorda niente ? - No.

Quindi, come dicevo, siamo andati al luna park

dove la ragazza era stata nel pomeriggio.

[VOCI INDISTINTE]

[VOCI INDISTINTE]

Eccola. E' la nostra vittima.

Si guarda alle spalle, come se si sentisse seguita.

- Ha i video da quel lato ? - Sì.

Sì, quella donna la sta seguendo.

[VOCI INDISTINTE]

Accidenti, è sparita.

Lì, nello specchio a sinistra. Può zoomare ?

Va nella direzione opposta, direi che è riuscita a seminarla.

- Avete telecamere là ? - No, mi spiace.

Un euro, grazie.

- Accidenti. - Buona giornata.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Questa ragazza

ha comprato uno zucchero filato ieri.

- Se la ricorda ? - Scherza ?

Ne vedo passare centinaia durante il giorno.

Poi ieri c'era il mio collega, non posso aiutarla.

- Quello lì che fabbrica palloni c'è sempre ? - Chi, Zizou ?

E' qui tutto il giorno, ma non so se potrà aiutarla.

E' un po'...

- Ok, grazie. - No, ma...

Ehi, campioni del mondo 1998 !

Non guardarmi così, stai per darmi una testata.

Testata, Zidane, 2006. Contro l'Italia, no ?

Non ricordi ? Sembra quasi che tu non viva su questo pianeta.

Senti, per caso, hai già visto questa ragazza ?

Guardala bene. Qua. Qua.

No, non l'ho mai vista.

Mi prendi in giro ? Non l'hai mai vista e hai una sua penna ?

Manon Boutière, dottoranda in astrofisica all'IRS di Lille.

Istituto di Ricerche Scientifiche di Lille. Questa è sua.

L'hai uccisa per rubarle la stilografica ?

Perché ? E' morta ?

- Quindi la conoscevi bene. - Chi conoscevo ?

- Lei, insomma. - Sì.

Lei era mia amica. Veniva sempre.

Mi dava una moneta, del cioccolato, un po' di attenzione.

- Era fatta così. - E' venuta anche ieri. - No, ieri no.

- Come no ? Non è venuta ieri ? - Sì, perché ?

- Hai appena detto il contrario. - Ieri è solo passata qui davanti.

Mi ha tirato questa ed è andata dallo zucchero filato.

- Neanche un buongiorno. - Va bene. Questa è confiscata comunque.

D'accordo ? Ehi !

- Sono 25 euro. - Come 25 euro ? Mi prendi in giro ?

- Sono 30 euro. - E' una penna. - Mille euro.

- Sì, certo. - Una giraffa. - Tutta l'arca di Noè.

Scusi, ma stiamo divagando. Venga ai fatti, per favore.

Prima ha detto che la vittima aveva un fidanzato.

- Lo avrà interrogato. - Il mio collega l'ha fatto.

- Ma ancora non sapeva cosa c'era sulla chiavetta. - Quale chiavetta ?

E' mia !

La chiavetta USB che era nel tappo.

Va bene ? Posso raccontare come voglio adesso ?

Ok, allora riprendo. Una volta tornati dal luna park

il fidanzato viene interrogato altrove

e noi analizziamo la chiavetta.

Manon era intelligente.

Manon... Erano due anni che lavorava senza sosta

alla sua tesi di astrofisica.

L'argomento era...

i fullereni C60

e la loro capacità di assorbimento delle radiazioni cosmiche

nell'ingegneria spaziale.

A me non chiedete nulla

perché me lo ha spiegato più di duecento volte

e non ho mai capito di che cosa parlasse.

No, è troppo tecnico. Traduci tu, io mi sono completamente perso.

Gilles, se sapessi tradurlo sarei alla NASA

invece che alla polizia di Lille.

Coi documentari che vedi e i cruciverba che fai

credevo sapessi tutto. - Ora, tutto tutto...

Ho delle lacune comunque.

Bene. Qui chiaramente siamo in una lacuna.

- Aspetta. - Dai, foto successiva, tanto non serve a niente.

- Che ci fai con questo ? - PA, PA, PA, PA, PA...

Mi è caduto lo specchietto retrovisore.

A quanto pare è un difetto comune di questo modello di auto.

Ho pensato di tenerlo e in sostituzione

ne ho ordinato un altro molto meglio.

Ok.

Ah, ho capito.

Io...

- Non ti passa proprio, eh ? - Shh !

- Cosa non ti passa ? Non capisco. - Niente.

E' perché ho il torcicollo, sai ?

- Un male al collo pazzesco da mesi, quindi... - Ok. - Solo questo.

Signora Alvaro, venga ai fatti, per piacere.

Può sintetizzare ?

La donna che seguiva la vittima è stata identificata dal ragazzo ?

No, mi scusi. Ha detto che Manon era al luna park ieri ?

- Sì. - La sola volta che l'ho vista al luna park due mesi fa era con me.

Ce l'avevo portata per l'anniversario, ma lo detestava.

Veramente non vedo perché sarebbe dovuta tornarci.

Si è sbarazzata di questa chiavetta quando ha capito di essere seguita.

Questo è il contenuto. Le dice qualcosa ?

No, mi dispiace. Sono un musicista, quindi non è proprio il mio campo

ma immagino abbia a che fare con le sue ricerche.

Sa se Manon era in conflitto con qualcuno

o con qualche collega del laboratorio ?

No. Lei andava d'accordo con tutti.

- A parte Letellier, ma questo... - Letellier ?

Il professor Letellier, suo relatore di tesi.

D'accordo, e...

Sa, nel mondo dell'astrofisica quel tipo è una vera star.

Quando ha accettato di prendere Manon come dottoranda

lei era felicissima, come se avesse vinto alla lotteria

ma poi il rapporto si è incrinato.

Era talmente teso che lei smise di fargli correggere i suoi lavori.

Ha idea di come si spieghi questo suo cambiamento ?

Sì, ma non me lo ha detto lei direttamente.

Una notte dormivamo

e durante il sonno l'ho sentita farfugliare.

Sembrava che dicesse...

"Sei tu lo stupratore, Letellier, sei stato tu."

Io gliene ho parlato

ma lei mi ha detto di non preoccuparmi.

Mi è rimasta in testa la...

Quella parola mi è rimasta in testa.

Di conseguenza, col mio collega, decidiamo ovviamente

di andare a interrogare lo stupratore specialista in fullereni.

Le ho detto che è stato lui a trovare il modo di usarli

in campo aerospaziale 15 anni fa ? - No.

Non è poco, ha quasi vinto il premio Nobel.

I fatti, signora Alvaro. I fatti !

Ok, accelero.

- La molecola... - Buongiorno. Professor Letellier ? - Sì ?

- Possiamo parlarle un momento in privato ? - Sì.

Prego, scusatemi, sono ancora sotto shock.

Chi può aver fatto una cosa simile ?

Stiamo cercando di scoprirlo.

- Come descriverebbe i suoi rapporti con Manon ? - Corretti

come con tutti i miei dottorandi.

E' sicuro ? Secondo un testimone c'era tensione tra voi.

Ma come sarebbe ? Che generazione...

Sì, ho espresso delle critiche sul lavoro di Manon

negli ultimi mesi, forse in modo un po' diretto

ma al giorno d'oggi, chiedere a un giovane fisico

di provare le sue ipotesi con esperienza

è diventato addirittura molestia morale.

Quindi, se capisco bene, a livello di molestia morale

direbbe che siamo su un'incomprensione

tra un vecchio e la generazione Z ?

E per le molestie sessuali ? Immagino pure che fosse troppo sensibile

per apprezzare una mano sul sedere, è così ?

- Prego ? - Non so, io... - La mia collega intende

che il fidanzato di Manon era convinto che il vostro conflitto

andasse oltre l'ambito professionale. - Che ?

Ha detto che farfugliava nel sonno, chiamandola stupratore.

Stupratore ? E' una vera e propria follia !

Ora non solo sarei un cattivo relatore

ma anche uno stupratore, solo perché pretendo

un minimo di rigore scientifico dai miei studenti.

Le divergenze con Manon erano di ordine puramente metodologico.

La sua tesi si basava soltanto

su ipotesi completamente traballanti.

Invece di integrare le mie note

lei aveva deciso che fossi io il problema.

Allora sì, effettivamente la rabbia ha preso un po' il sopravvento

e sono uscito dai gangheri, ecco

ma non le ho mai messo le mani addosso.

No, mai.

Inoltre non l'ho nemmeno assassinata

perché immagino sia questa la vostra prossima accusa. Altre domande ?

Sì, solo una.

Abbiamo trovato queste foto su una chiavetta appartenente alla vittima.

- Ha idea di cosa possano essere ? - Come ha fatto ad averle ?

Quindi sa di cosa si tratta ?

Sì, sono progetti dei satelliti militari

a cui ho avuto accesso durante le mie ricerche

ma non capisco, sono cose che hanno 15 anni

e dovrebbero essere classificate segreto di stato.

Karadec, c'è quella donna !

Karadec ! Ahi ! Venga, presto ! Ahi !

- Polizia, lasciala ! - Calma, sono dei vostri.

- Lentamente. - Catherine Stern, controspionaggio.

Dobbiamo parlare di Manon Boutière.

- Grazie per essere venuta. - Nessun problema.

Staremo meglio qui.

- Che sta facendo ? - Registro il nostro colloquio.

La ascolto. Cosa può dirmi sulla morte di Manon Boutière ?

Credo ci sia un equivoco. Sono io che ho delle domande da farle.

Molto bene. Le propongo un do ut des.

- La lascio iniziare. - D'accordo.

In questo video c'è lei che segue Manon il giorno che è morta.

- Può spiegarmi perché ? - Segreto di stato. Mi dispiace.

Tocca a me. Ha mostrato documenti classificati a un testimone prima.

- Chi altro li ha visti ? - Non ci siamo capiti, signora Stern.

Lei sarà anche del controspionaggio

ma io sto indagando sull'omicidio di questa ragazza.

In diversi filmati si vede lei che la segue.

Controspionaggio o no, o collabora

o valuterò se metterla in stato di fermo.

Niente microfoni ?

- Mi permette ? - Sì, prego.

Non stavo seguendo la vittima. La sorvegliavo.

Sospettavamo che fosse un'agente infiltrata.

Un'agente infiltrata ? Intende una spia ?

Bene. Allora, tenetevi forte perché adesso la storia si complica, ok ?

Tutto risale al 2009.

Il Ministero della Difesa ebbe la brillante idea di fare

un partenariato con l'istituto della dottoranda.

Nell'ambito di questa collaborazione

tre fisici, selezionati con cura, ebbero accesso

a progetti segreti di satelliti militari.

Otto mesi dopo, un certo Amir Tehrani

dottorando iraniano in scienze umane

che lavorava in un altro dipartimento dell'Istituto

fu trovato assassinato nel parcheggio

con le copie dei progetti addosso.

Un dottorando in scienze umane ? Come ha avuto quei progetti ?

Ci siamo posti la domanda. La mia indagine ha rivelato

che l'iraniano aveva legami

col dottor Montcreuset, un fisico del progetto.

Pensavamo che fossero della stessa rete

e che Montcreuset gli avesse trasmesso i piani.

Prima che potessi arrestarlo, il fisico si era volatilizzato.

- Manon, in tutto questo ? - Dopo i fatti del 2009

ho mantenuto una sorveglianza discreta.

Niente di sospetto per quindici anni.

Poi, la settimana scorsa, la dottoranda ha attivato un'allerta

introducendosi in piena notte nel computer

del suo relatore di tesi, il professor Letellier.

Ha copiato dei file su una chiavetta

anche i famosi progetti del satellite.

Dunque ne ho dedotto un nuovo furto di dati.

Lei l'ha pedinata, ma è stata uccisa qualche giorno dopo.

- Ha idea di cosa sia successo ? - Non lo so.

Infine è riuscita a seminarmi.

Si vede bene nel vostro ultimo video.

Sì, infatti. Avrò bisogno del dossier completo.

Nessun problema. Lei mi comunica le sue informazioni

e io le invio le nostre.

E' tutto segretato.

Sia chiaro, non mandiamo più niente, niente di niente !

Noi abbiamo già inviato tutto, quindi...

Bene. Vediamo se ho capito.

Dunque, abbiamo due dottorandi dello stesso istituto

e in possesso dei progetti, uccisi a 15 anni di distanza.

Amir Tehrani, studente di scienze umane

che forse lavorava per i servizi segreti iraniani

e la nostra vittima.

Si pensa che siano stati presi di mira dalla stessa persona.

Quindi, chi può avere interesse a fare questo ?

Io lo so. E' un doppiogiochista.

Un agente doppio.

Quindi un agente doppio che lavorerebbe per chi, Morgane ?

Questo invece non lo so

ma non c'è un James Bond senza un agente doppio.

Bene, Morgane. Grazie per questo meraviglioso intervento.

- Quello lì ? Chi è quello lì ? - Lui è il dottor Paul Montcreuset

astrofisico dell'istituto. Lavorava anche lui sui fullereni.

Aveva accesso ai progetti

è scomparso nel nulla tre settimane dopo il furto.

Si pensa sia stato lui a passarli allo studente iraniano.

- Quindi era una spia anche lui. - Non una pura e semplice spia.

Era una talpa.

Una talpa e un agente doppio sono più o meno la stessa cosa, Morgane.

Daphné, come sei ingenua. Non era per niente una semplice talpa.

- Era... - Morgane, se dici un agente triplo, ti licenzio.

Un agente quadruplo, giusto. Bisogna considerare tutto.

- Tu mi fai impazzire, Morgane. - Sì. - Smettila di incoraggiarla.

- Ma che diamine... - Cosa c'è ? Io non ho detto niente.

- Ma perché ? - Perché reagisce così ?

Per una volta che abbiamo una vera storia di spionaggio.

- Hai letto il giornale ? - No.

La data del processo dell'ispettore è fissata.

La Procura chiede la pena detentiva.

Dai, Chloé, passa la palla !

Allora... Ho letto tutto, mamma, per il tuo orale.

Il loro super consiglio è: "Sii te stesso."

Non penso che nel tuo caso sia una buona idea.

- Grazie. - Sai cosa intendo, mamma.

- No. - Comunque ho trovato questa crema solare tra le cose di Serge.

E' protezione 50, ma risale agli anni settanta.

Puoi comprarmene un'altra per Santo Domingo ?

Ancora con questa storia di Santo Domingo ?

Sono l'unica a non essere stata invitata.

Molto elegante da parte di Magali, tra l'altro.

- Separare una madre dai figli... Chapeau ! - Dai, mamma.

In fondo sei l'ex del suo compagno. E' già tanto che abbia invitato me.

Che generosa, talmente tanto

che sarà lei a pagarti il costume e le infradito.

- Poi tieni. Avevo già pensato alla crema solare. - Grazie, mamma.

Le chiederò il rimborso. Questo viaggio inizia a costarmi.

Attenta, mamma ! Tutto ok ?

Mi scusi, signora Alvaro, ma potrebbe spiegarci

il nesso tra questa storia di spionaggio

e i suoi figli che giocano a calcio ?

Ecco una domanda interessante. Voilà.

Il legame è il pallone, ovviamente.

Mamma, insomma, che ci facciamo qui ?

- Non sono palloni, sono delle molecole. - Delle molecole ?

Sì, molecole molto forti, composte da 60 atomi di carbonio.

In altre parole, proprio quella cosa di cui quel genio di "Venga ai fatti"

mi impedisce di parlare da mezz'ora.

- I fullereni ! - Chi è "Venga ai fatti" ?

Già, chi è quest'altro ?

Sono io.

Sì. "Venga ai fatti" è il mio soprannome.

E' perché mi chiamo Vandraud.

Quindi Vandraud è "venga".

Per assonanza è "Venga, venga ai fatti" ed è rimasto.

Molto bene, proseguiamo. La ascoltiamo, prego.

Sì, allora riprendiamo. Bene. Dov'ero ?

I giochi con la palla esistono fin dall'antichità

ma i palloni si sono evoluti parecchio nel tempo.

Nel Medioevo, per esempio

i nostri antenati li fabbricavano con una vescica di maiale.

Ecco, ne ho una. Vescica di maiale.

Il problema è che una vescica è molto fragile

non proprio il massimo per uno sport

che consiste nel darle calci continuamente

Di conseguenza, a metà dell'Ottocento

si è avuta l'idea di rivestire tutta la vescica

con delle strisce di cuoio per renderla più resistente.

Oplà ! E' così, vedete ?

Qui c'è la vescica, poi le strisce di cuoio.

Quindi è vero che la rende più resistente

ma il problema è che non è più tanto sferica.

Quindi che fatica tirare un rigore in porta, capite ?

Allora, ingegneri del mondo intero si mettono al lavoro.

Negli anni sessanta arrivano alla conclusione

che la forma ideale di un pallone da calcio è...

Oplà ! Ecco, questo aggeggio

che è composto da dodici pentagoni e venti esagoni

al tempo stesso resistente e quasi perfettamente sferico.

Dunque è questo design che diventa il pallone di riferimento

quando viene progettato appositamente coi famosi motivi bianchi e neri

per la Coppa del Mondo del 1970. Attenzione !

[ESULTANO]

[ESULTANO]

[MORGANE ESULTA DA SOLA]

Bene, allora...

Insomma, questi ingegneri pensavano di aver inventato una cosa pazzesca

solo che la più dotata degli ingegneri è sempre la natura.

Ebbene sì, alla fine del ventesimo secolo, sorpresa !

Dei fisici hanno scoperto che dei palloni da calcio esistevano

già da milioni di anni nello spazio interstellare

ma in versione miniatura, sotto forma di molecole di carbonio

che hanno chiamato... che hanno chiamato...

footballene o, attenzione, fullerene.

E' pazzesco, no ? Einstein diceva che Dio non giocava a dadi

ma giocava a calcio, magari. Chissà.

E' molto appassionante, in effetti, ma temo che stiamo perdendo il filo.

Venga ai fatti, per...

(bisbiglia) Favore.

Non avete ancora capito ? Zizou, il senzatetto presunto fan di calcio

che non sa della testata del 2006.

Non erano palloni quelli che faceva

e non era per mangiare zucchero filato

che Manon andava al luna park.

Era per incontrare lo specialista dei fullereni

un fisico scomparso 15 anni prima

durante questo scandalo di spionaggio.

Allora, ragazzi, vi presento il dottor Montcreuset.

Dottor Montcreuset, i miei figli.

- Si dice buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno, dottore.

- Finalmente. - Buongiorno a voi, marmaglia. - Zizou ?

- Era lui la spia ? - E l'assassino ?

Perciò lei si porta dietro i figli quando arresta un sospettato.

Assolutamente no. Certo che no.

Cioè, Morgane ha una personalità molto materna.

Ha preso tutta la squadra sotto la sua ala dal primo giorno

quindi quando fa riferimento ai suoi figli

parla ovviamente dei suoi colleghi. - Sì, è vero. - Esattamente.

- Soprattutto Gilles, è molto immaturo. - Sì.

Sì, un figlio in più, uno in meno...

- Bene, possiamo riprendere ? - I suoi piccoli...

- Qualche obiezione, capitano ? - No. - Perfetto, riprendiamo.

Ecco. Prendi, 007. Stasera offro io.

- Tieni. - Non avrebbe piuttosto un bianco secco ?

Cosa credi ? Di essere a un ristorante stellato ?

- BA, BA, BA... - Ma guarda un po'.

Comunque, complimenti per la copertura.

Con quella barba lì quasi non ti riconoscevo.

Ok, senti. Smettiamola di girarci intorno.

Per chi lavori ? Il KGB ? La CIA ? Il Mossad ?

Non appartengo a nessuno.

Io sono un pianeta orfano che va alla deriva nello spazio-tempo.

Una spia indipendente. Sì, interessante. Molto.

Immagino che mi dirai che non hai a che fare con la morte di Manon

e che è un puro caso che lei avesse i progetti del satellite

che ti accusano di aver rubato anni fa.

Non esiste il caso

solo una serie di connessioni quantistiche.

Sai che c'è ? Mi hai già stancato. Sarò anche quella carina

che ti interroga a casa sua con una birra e una pizza...

Come sarebbe a casa ? Non mi dica che l'ha interrogato a casa sua.

L'avrà capito. Quando Morgane dice "a casa"

parla ovviamente della nostra centrale

cioè della grande casa della Polizia Nazionale.

- E' ovvio. Sì. - Sì, ovviamente.

Se potesse smettere di interromperla continuamente...

- Rende il colloquio poco fluido. - Va bene, allora riprendo.

Mi rispondi ? Che legame avevi con Manon ?

Mi ha riconosciuto per i miei lavori artigianali al luna park.

"Dottor Montcreuset", mi ha detto.

All'inizio non capivo che parlava con me.

Non mi sentivo chiamare per nome ormai da anni.

Mi ha promesso di regalarmi del cioccolato, se l'avessi aiutata.

Allora ho fatto uno sforzo per poter ricordare.

Aiutata ? A fare che cosa ?

Con le sue equazioni, ovviamente.

Il suo ignorante relatore di tesi la aveva completamente confusa.

Le faceva usare la costante di Hubble a velocità relativistiche.

Tipiche di Letellier quelle scemenze.

- E' superficiale e presuntuoso. - Alt ! Mi stai dicendo

che la ragazza aveva fatto degli errori

nella sua tesi di astrofisica avanzata

perché il suo tutor la aveva indotta a sbagliare ?

Tutor che era quasi premio Nobel.

Tu aiutavi lei in cambio di cioccolato. E' così ?

Anche di buoni pasto, sì. Sono consapevole del mio valore.

Sì.

Potrebbe ridarle la sua tesi ? Ho finito di correggerla.

Ma...

Lei è morta.

Ieri l'hanno uccisa, non ti ricordi ?

Già. Sì, è vero.

- Non sei proprio una spia. - No, mi dispiace.

C'è comunque una cosa che non capisco.

Se non sei stato tu a rubare quei progetti 15 anni fa

perché sei sparito da un giorno all'altro proprio in quel momento ?

- Amir mi mancava troppo. - Amir ?

Amir Tehrani, lo studente iraniano

trovato morto in possesso dei progetti ?

Sì.

No ! Eravate amanti ?

Ci siamo incontrati alla mensa dell'istituto.

Stavo pranzando e lavoravo

su un problema di stabilizzazione di strutture cosmologiche.

Mi ha chiesto se poteva sedersi al mio tavolo.

Gli ho detto: "Sto lavorando, giovanotto."

- Poi ho visto i suoi occhi. - Colpo di fulmine.

In un millisecondo il mio universo si è illuminato.

E' stato come...

Come una supernova.

- Wow. - Sì.

Era appena arrivato dall'Iran per fare

una tesi sulla Mesopotamia antica.

Presto io e lui abbiamo iniziato a vederci in segreto.

Passavamo giornate intere a letto.

Parlavamo molto anche, delle sue ricerche e delle mie.

Avrei dovuto capire che era troppo bello per essere vero.

La sera della sua morte cos'è successo ?

Amir passava la notte da me.

A inizio serata mi ha chiamato il laboratorio.

Quell'idiota di Letellier aveva di nuovo scalibrato lo spettrografo.

Pensare che quell'ignorante è finito per essere candidato al Nobel.

Sì, abbiamo capito. Non ti piaceva il tuo grande rivale.

Possiamo chiudere il dossier su chi ha il telescopio più grosso

e tornare a che cosa è capitato ?

Amir si era addormentato

allora sono uscito da solo per evitare di svegliarlo.

Quando sono tornato, lui era sparito

e anche i miei documenti.

Anche i progetti del famoso satellite segreto ?

Aveva lasciato questo sul tavolo. E' la sua scrittura.

"Amore mio, la tua dolcezza ha scaldato"

"le mie viscere in questi mesi."

"Separarmi da te mi trafigge il fegato"

"ma devo fare il mio dovere, addio."

Doveva essere molto affascinante, perché non era un gran poeta.

- Ok, andiamo avanti. - In seguito

la polizia ci ha informati della sua morte.

Hanno cominciato a interrogare tutti.

Io mi sono messo a bere

per ritrovare Amir.

Una sera ho dimenticato il mio indirizzo

e ho dormito su una panchina.

Il giorno dopo ho trovato degli uomini

che frugavano nel mio appartamento.

Allora sono tornato sulla panchina.

Vi sembra il caso di imbrattarmi il vialetto in questo modo ?

- Chi siete per piombare a casa della gente di notte ? - Controspionaggio.

Come a casa della gente ? Credevo foste al commissariato.

- Shh ! - No, mi sono confusa.

Non è quello che ho detto. Quello che ho detto è questo.

"Vi sembra normale ridurmi così l'ufficio ?"

Così gli ho detto.

Vi sembra il caso di imbrattarmi l'ufficio così ?

- Ma... Lasciatemi ! - Insomma, dove lo portate ?

Dottor Montcreuset, lieta di rivederla.

Non ho mai avuto il piacere di conoscerla.

- Vuole dirmi dove lo portate ? - Segreto di stato.

Basta con questo segreto di stato.

Si vede benissimo che non è una spia.

E' stato manipolato, tutto qui.

Insomma, sono 15 anni che è un senzatetto.

Voi pensate che spii cosa ? Dei piccioni per strada, forse ?

Loro non pensano, Morgane. Si credono dei cowboy.

Adesso mi sentono. Noi facciamo tutto il lavoro

e loro ci rubano i testimoni, ecco che fanno !

- D'accordo, allora che facciamo adesso ? - Non possiamo fare niente.

Non abbiamo più accesso ai sospettati e ai testimoni.

Cosa vuoi che facciamo ? Lasciamoli lavorare da soli

sperando che ci tengano aggiornati.

Voi... Beh, non so che dirvi. Potreste controllare le mail.

- Tutto bene, Morgane ? - Eh ? - Hai dormito poco.

- Dovresti prendere un giorno di ferie. - No, sto bene.

Hai cambiato qualcosa ?

- La scrivania. Hai cambiato qualcosa ? - No.

- Sì. - No. - Invece sì.

Eri seduto dall'altra parte. Tu hai cambiato lato.

- No. - Sì, di solito... - Sì.

- Sei sempre stato là, ora sei qua. Hai cambiato lato. - E' vero.

- Certo. - Sì, è che... - Sì.

Perché là c'era... Avevo il sole che mi batteva in faccia.

Mi ha fatto venire l'orzaiolo un giorno, mi dava fastidio.

Faceva male e ho girato perché era meglio.

Adesso ce l'ho alle spalle. E' più coerente, è più Feng Shui.

C'è qualcosa di più sereno, più equilibrato.

- Già. Sì. Beh, sì. - Sì ? - Sì.

- Non ti sei ancora lanciato ? - Shh !

- Che aspetti a farti avanti ? - Aspetto il momento buono.

- Non ci sarà mai un momento buono. - Finiscila.

Un momento buono per cosa ?

(balbetta) Per mettermi a dieta.

- No, stai bene così. Stai benissimo. - Sì ? - Sì.

Non è facile mettere il proprio cuore su un vassoio

per qualcuno che magari poi lo calpesta

lo appallottola e finisce per gettarlo via.

Non è semplice.

Non era un gran poeta.

Ma certamente...

E' evidente. E' il cuore che metti su un vassoio, non il fegato.

- No, infatti. - No.

Morgane, mi spiega perché siamo qui ?

Voglio farle cambiare aria. E' giù di morale da quando è tornato.

Crede che non me ne sia accorta ? Allora cerco di farla divertire.

- Io detesto le giostre. - La giostra non è per lei.

E' per me, perché mi aiuta a pensare.

Dato che non ci sono più spie in questa storia

non torna più niente, è molto fastidioso.

- Non ci sono spie ? - No. - L'amante di Montcreuset ?

Allora, a tal proposito, guardi.

Questa è la lettera che Amir ha scritto a Montcreuset.

- Sì ? - Dice: "Amore mio"

"la tua dolcezza ha scaldato le mie viscere in questi mesi."

"Separarmi da te mi trafigge il fegato"

"ma devo fare il mio... Addio."

- Non le sembra strana come lettera d'addio ? - Non era uno scrittore.

Non sarà stato uno scrittore, ma è scritta coi piedi.

Francamente, so che lei non è un campione di romanticismo

ma comunque il fegato, le viscere...

- Come metafore amorose c'è di meglio. - Ok.

Tranne se si vive 3000 anni fa, nell'antica Mesopotamia.

Lì equivale a Shakespeare. Quando parliamo

tendiamo ad associare le nostre emozioni a degli organi.

Per esempio, per l'amore

noi diremmo che ci gira la testa o il cuore ci batte forte, capito ?

Al contrario

per altre parti del corpo come il fegato o l'intestino

le assoceremmo a emozioni più negative

del tipo: "Mi fa venire la bile, ho lo stomaco sotto sopra."

Come lei adesso.

Morgane, rallenti perché ho la nausea.

Queste espressioni si sono adattate nel corso dei secoli

in relazione all'evoluzione delle conoscenze anatomiche.

Vede, per esempio, il fegato è un organo

la cui utilità non salta immediatamente agli occhi

pur essendoci. Ebbene, si credeva nell'antichità

che fosse lui a ospitare la nostra anima

e quindi il sentimento amoroso.

Da qui la storia di Prometeo nella mitologia

a cui un'aquila divora il fegato ogni giorno.

Bene, tutto ciò per dire

che se un mesopotamico antico o un greco le dice

che ha il fegato che esplode o che ha le viscere in fiamme

non vuol dire che si è fatto torturare da Freddy Krueger.

No, vuol dire che è innamorato di lei. E' pazzesco, no ?

Ho fatto centro ! Ho vinto ! L'orso ! Voglio l'orso !

- No. Mi dispiace, signora. - Sì. - Aspetti. E' solo per bambini.

- C'è scritto, è riservato ai minori di 10 anni. - Mi dia l'orsacchiotto.

- L'ho vinto. - E' per bambini. Mi spiace, non posso.

- Mi dia l'orso. - Glielo dia o restiamo qui fino a domani.

- Grazie. - Eccolo. Brava, signora. Lei ha vinto.

- Sì, ho vinto. - L'ha vinto lei. - Sì, l'ho vinto io. - Sì.

Tutto questo per dire che questa lettera

non è stata scritta nel 2009, ma 3000 anni fa in Mesopotamia.

D'accordo ? E' stata riscritta a mano da Amir

il nostro dottorando ricercatore della Mesopotamia antica.

Quindi non era una lettera di addio.

Era una traduzione su cui stava lavorando.

Pensa che Amir non volesse lasciare Montcreuset

e che abbiano usato il foglio per far credere il contrario ? - Esatto.

Ora bisogna trovare chi. Qua entra in gioco lei, capito ?

Perché io mi blocco.

Ora deve fare appello alla logica da poliziotto. Avanti, cerchi.

La sera che hanno ucciso Amir

Montcreuset l'ha lasciato a casa sua. Perché ?

Voilà, così va bene. Bravissimo.

Allora, cosa mi aveva detto ? Sì, ha detto

che era tornato al laboratorio per aggiustare cose.

L'idiota di Letellier aveva di nuovo scalibrato lo spettrografo.

E' vero ! Letellier ! Sì.

Non è una storia di spie.

E' una storia di impostori, in realtà.

Venga, le mostro cos'è successo. Venga con me.

Buonasera. Benvenuti al Palazzo di ciò che è successo.

Da questa parte, signore e signori.

Allora.

Questa è la storia di due fisici che lavorano in un laboratorio.

[MUSICA DA CIRCO]

I due non si sopportano.

Come buoni rivali scientifici che si rispettino

ovviamente hanno deciso di fare ricerche

esattamente sullo stesso argomento, cioè i fullereni

e il modo in cui possono migliorare la resistenza dei satelliti militari.

Il punto è che non sono proprio allo stesso livello.

- Mentre Montcreuset fa scoperte rivoluzionarie... - Eureka !

Letellier fatica. Sì, arranca.

Letellier sa di essere messo male.

Il suo nemico giurato lo batterà sul tempo, è sicuro.

Lì, addio gloria, soldi, Nobel, celebrità.

Quindi decide di aiutare un po' il destino.

- Una sera... - Ciao, Montcreuset, mio caro amico.

Puoi trovarmi il fascicolo su cui abbiamo lavorato l'anno scorso

con quella studentessa ? - Sì, con piacere. Certamente.

Che schifo di uomo, rompiballe, incompetente, sfigato !

Poco dopo, fa uscire il suo rivale da casa sua

con un falso pretesto.

- Sì ? - Pronto, Montcreuset ?

Ho l'impressione che lo spettrografo sia andato completamente in tilt.

Ti dispiacerebbe venire a dare un'occhiata ?

No, no, no ! Arrivo.

Che ignorante, che idiota, che imbecille, che ectoplasma.

Accidenti !

Letellier ne approfitta per introdursi a casa di Montcreuset

e dare un'occhiata ai suoi lavori di nascosto.

Ignora di non essere solo. Amir è nella stanza accanto.

[RUMORE INDISTINTO]

- Lo sorprende. - Che ci fa lei qui ?

- Allora... - Letellier lo uccide...

e poi inscena la storia della spia per coprirsi.

Morgane, dove siamo ?

[IL PUBBLICO APPLAUDE E ACCLAMA]

[IL PUBBLICO APPLAUDE E ACCLAMA]

- Complimenti ! - Bravi !

- Ok, ma non vedo il nesso con Manon. - Oh, no...

- Bravi ! - Bravi !

Scusate, se rovino l'atmosfera, ma non sappiamo chi l'ha uccisa.

Un attimo, non ho finito.

Quindi, in seguito a questa scoperta, siamo andati a interrogare di nuovo

il fisico assassino, il professor Letellier.

Non era "stupratore" che Manon diceva nel sonno, ma "usurpatore".

Analizzando i documenti che ha preso dal suo computer prima di morire

abbiamo trovato idee e formule

su cui si basano tutte le sue scoperte.

Solo che abbiamo verificato

che quella sui documenti non è la sua scrittura.

E' quella del suo rivale, il dottor Montcreuset.

All'epoca ha rubato le sue ricerche e Manon l'ha scoperta.

Lei è un usurpatore, professor Letellier.

- Usurpatore e assassino. - No.

E' stato un incidente. Non ho mai voluto ucciderlo.

Ammette la responsabilità della morte di Amir ?

Volevo dare solo un'occhiata ai lavori di Montcreuset

e capire a che punto fosse

ma è uscito quel povero ragazzo dalla camera.

Deve aver creduto che fossi un ladro.

Ha avuto paura ed è scappato.

Ho provato a fermarlo per spiegargli ed è caduto dalle scale.

- Dalle scale ? - Sì.

- Dopo ? - Dopo sono stato preso dal panico.

Quella donna del controspionaggio era paranoica.

Ci controllava all'epoca.

Non smetteva di dire che rischiavamo di essere avvicinati da spie

che volevano impossessarsi dei progetti.

Allora mi è venuta un'idea. Io ho nascosto lì i documenti.

Sul corpo, per depistare tutti. Lei mi capisce ?

Ha ucciso Amir Tehrani perché non rivelasse ciò che aveva fatto.

- Eh... - Ha ucciso Manon Boutière per la stessa ragione 15 anni dopo.

No. Su questo si sbaglia.

Io non sapevo nemmeno che Manon sospettasse qualcosa.

Lei deve credermi. Io non l'ho uccisa.

Dov'era la sera della sua morte tra le 17 e le 20 ?

- La sera ? A casa mia. - Da solo ?

No. Con una delle mie studentesse.

Per un rapporto consensuale, tengo a precisare.

Le do i suoi recapiti.

- Dopo ? - Dopo ?

Dopo niente.

Il tipo è stato trasferito al nostro dipartimento.

Io sono andata a prendere il mio piccolo al nido

l'ho rifilato a mia madre e poi sono venuta dritta qui.

Quindi chi ha ucciso Manon Boutière ?

Non lo so. O meglio, io credo

che il colpevole sia lo scienziato cattivo.

Anche se fa il santarellino, non sarebbe la prima volta, quindi...

Anzi, Daphné, a che punto siamo con il suo alibi ?

La studentessa che era con lui ha confermato

e le localizzazioni del cellulare coincidono, quindi a priori...

- Non c'è ancora niente di certo. - Sì ? E' strano.

In ogni caso non vuol dire niente, potrebbe aver pagato un sicario.

O magari è stato il fidanzato, ma allora davvero sarei delusa.

Bene. Io direi che abbiamo tutto quello che ci serve.

Aspettate. Morgane, perché non racconti alla commissione

la storia, per esempio, della coccinella asiatica ? - Sì.

- O quella cosa con i pollici ? Era incredibile. - Già.

Sfortunatamente il nostro tempo è scaduto.

Signora Alvaro, c'è per caso un'ultima cosa

che vorrebbe aggiungere prima di concludere il suo esame ?

- No, non c'è niente. - Bene. Perfetto.

La ringrazio per la sua presentazione.

Ci prenderemo un po' di tempo per riflettere

e riceverà la nostra risposta via email entro 15 giorni.

- Molte grazie. Arrivederci. - Andiamo.

Perdonatemi, vorrei aggiungere solo un dettaglio.

[VOCI NON UDIBILI]

Aspettate ! E' uno specchio non invertente.

Lo sapevo che trovava qualcosa. Avete ancora cinque minuti ?

- Fidatevi, ne vale la pena. - Sì.

- Da questa parte. - Ha l'aria di sapere dove va.

- E' promettente. - Lo è di sicuro.

- Che cosa sta facendo ? - Lei sta pensando.

"Yes" ! Sì, è lei.

E' lei, è evidente che è lei.

- Scusi, chi è lei ? - La Stern.

La nostra signora controspionaggio, è lei l'assassina.

Vi ricordate del video dove si vede Manon che la semina al luna park ?

- Sì. - Sì. - Ve lo faccio rivedere.

- Non sono sicura che lo ricordiate bene. - Ok. - Avviciniamoci.

- Vedete tutti ? - Sì. - Pronti ? Dunque, attenti.

Guardate, qui c'è la Stern che arriva.

Cerca Manon, non la trova, quindi prosegue verso destra.

Là, qualche secondo dopo, nello specchio si vede Manon

che esce dal suo nascondiglio e va dall'altra parte, verso sinistra.

- Fino a qui ci siete tutti ? - Sì, certo.

Questo corrisponde a ciò che ci ha detto la Stern

quando è stata interrogata

solo che non si vede mai Manon nel video.

No. Si vede solo il suo riflesso attraverso lo specchio.

Qui c'è qualcosa che non quadra. Guardate lì, quelle lettere.

Noi possiamo leggerle nel verso giusto

ma normalmente in uno specchio le lettere sono invertite.

Perché ? Perché questo specchio è uno specchio non invertente.

- Sentito ? - Cos'è uno specchio non invertente ? E' semplice.

E' un marchingegno che è costruito a partire da due specchi

che si riflettono l'uno nell'altro

quindi restituiscono un'immagine non invertita.

Ci si vede come gli altri ci vedono, nel verso giusto.

Capite ? Qui diventa interessante, perché in uno specchio non invertente

la destra e la sinistra sono invertite.

Aspetti, la sinistra e la destra si invertono

in uno specchio che non inverte ?

Sì, è logico. Guardate. Io sono davanti a uno specchio normale, no ?

Vado verso destra. Mi dirigo verso destra.

Cosa fa il mio riflesso ? Vedete ? Si dirige con me verso destra.

- Sì. - Che però è la sua sinistra. - Sì.

Invece qui, allo specchio non invertente, parto.

Vado verso la mia destra, cammino. Cosa fa il mio riflesso ? Cosa fa ?

- Lui va verso la sua destra, che è la mia sinistra. - Esatto.

- Capite dove voglio arrivare ? - Aspetti.

Vuole dire che nel video

la vittima non stava camminando per di qua, ma per di là ?

Esattamente. La Stern ci ha detto che l'aveva seminata al luna park.

Noi le abbiamo creduto

visto che corrispondeva a ciò che vedevamo nello specchio.

Nella realtà, Manon è partita nella direzione opposta.

Quindi non ha seminato la Stern

ma è andata verso di lei per affrontarla.

Bene, ricominciamo tutto da capo.

Come ogni spia che si rispetti

la nostra agente Stern è una grande paranoica, d'accordo.

Nel 2009, dei progetti militari spariscono sotto il suo naso.

Un iraniano viene assassinato e un fisico scompare.

Dunque, lei deduce che una rete di spie sia infiltrata

nell'istituto dove tutto è accaduto. Per quindici anni

la Stern cerca le sue talpe, senza trovare nulla.

Meno trova, più diventa un'ossessione per lei.

Scoprire quel complotto diventa

la sua vita, la sua croce, la sua missione

e poi un giorno finalmente ha una pista, Manon

che ha messo le mani sui famosi progetti.

Quindi la mette sotto sorveglianza, ma un giorno Manon se ne accorge.

Quando capisce che la donna lavora per il controspionaggio

le rivela tutto quello che ha scoperto

Letellier, la chiavetta USB, la messa in scena.

La Stern subisce un crollo a quel punto. Perché ?

Perché Manon le fa capire

che ha passato 15 anni della sua vita a cercare un'illusione.

Più Manon parla, più il mondo della Stern si sgretola.

Pur di non affrontare la verità

e non diventare lo zimbello del controspionaggio

convince Manon a seguirla in un angolo appartato.

Lì, guardate. Là...

Lei la uccide.

Ci ha messo un po', ma ha confessato.

Congratulazioni, Morgane.

A proposito, ho sentito la presidente della commissione.

C'è il silenzio prima della fine delle deliberazioni

ma penso che il risultato sia buono.

Sei andata a trovarlo questa settimana in carcere con Leo ?

No. Non vuole che suo figlio lo veda là.

[IL CELLULARE VIBRA]

Devo richiamare il procuratore. Ancora complimenti, Morgane.

So quanto ti è mancato Adam durante questa indagine.

Sono sicura che sarà fiero di te quando gliela racconteremo.

[VOCI NON UDIBILI]

A dire il vero non ho capito la storia degli specchi.

- E' chiarissima. - Forse per te. - Dai. Brava, Morgane.

Sapevo che avresti scoperto il colpevole.

Ti va di bere qualcosa per festeggiare ?

No, devo andare.

- Tu vieni con me. - Va bene.

Buona serata. Sì.

Daphné, Gilles è pazzo di te, ma non sa come dirtelo.

Penso che voi due dovreste uscire insieme. Io vado, ciao.

Chiamerò le risorse umane.

Volete sbrigarvi ? Finiremo per perdere l'aereo.

Arriviamo. Dove diamine li hai messi ?

- Forza. - Sì, arrivo. - Sì. Stanno cercando i passaporti.

- Arriviamo. - Quanto ? 81 e 85 non è lo stesso dosaggio.

- Non so, direi più o meno 80. - Per 80 va bene 5,5.

- Sì, ho capito. - Guarda che io me ne vado.

Un secondo. Prendono le valigie e arriviamo.

Scusate il disturbo. Morgane, potresti aiutarli ?

Eliott, cassetto in basso sotto le buste.

Théa, il tuo è già nella tua borsa, tasca laterale.

Non potevi dircelo prima ?

Ecco fatto, 25 euro. Dammi 20, dai, va bene.

Tieni, tanto ne ho solo 20.

Dai, non fare quella faccia. Tre settimane passano in fretta.

Il signorino sta mettendo i denti

e ha il sistema immunitario di suo padre, non mi annoierò.

Immagino. Poi col tuo nuovo posto...

- Tu poliziotto. - Sì. - Cosa ? - Chi l'avrebbe mai detto ?

- Cos'è questa storia ? - No, scherza. Tranquillo.

- Sì ? - Sì. - Eccoci, stiamo arrivando.

- Se non andiamo subito, lo perdiamo. - Ragazzi, andiamo.

[CLACSON] Dai, dai, dai.

Ciao, mamma. Non restare troppo da sola.

Sì. Soprattutto chiama, se ti senti sola o hai bisogno.

Basta preoccuparsi per me. Io sono grande.

- Venite a darmi un bacio. - Dai. - Forza.

Quanto mi mancherete !

- Dai, non voglio farvi perdere l'aereo. - Sì.

- A domani. - Eh ? - A domani ?

- No, stiamo via tre settimane. - Sì.

Sì, buon divertimento. Andate.

- Nega sempre la realtà tua madre ? - Completamente. - Ciao.

- Dai, si parte. - Carichiamo.

Abbiamo perso tempo per i passaporti.

- State bene ? Dai, che parte l'aereo. - Sì, ecco.

Ciao.

- Ehi, tu hai me. - Già.

A proposito, è arrivata questa stamattina. E' per te, tieni.

Sì !

[VOCI INDISTINTE]

[VOCI INDISTINTE]

[VOCI INDISTINTE]

[VOCI INDISTINTE]

- Buongiorno. - Buongiorno. - Sono qui

per l'ispettore Karadec, per favore.

- Morgane, ma che ci fa qui ? - Karadec, ho passato il concorso.

Ho pensato che le avrebbe fatto piacere saperlo.

- Ecco perché l'uniforme. - Sì, certo.

Si sa che il blu non è decisamente il mio colore.

- In effetti... Brava, sono fiero di lei. - Grazie.

Guardi che cosa ho portato.

Potremo brindare per festeggiare l'evento.

- Non posso, Morgane, non è... - Su, Karadec.

E' solo un goccetto, niente di più. Non mi lascerà brindare da sola ?

Forza.

- Salute. - A lei. Congratulazioni.

GLU, GLU, GLU, GLU, GLU, GLU.

Ecco fatto.

Lei non ha bevuto.

Perfetto. Allora, adesso...

- Non so da dove venga. - Ehi, c'è del fumo laggiù. Presto !

Vada pure, controllo io.

[ALLARME]

No, Ludo. Non fare di tutto un dramma.

Sicuramente Magali capirà. Alla fine, di cosa parliamo ?

Tre o quattro mesi al massimo, il tempo di riprendermi.

Ci stringeremo. Siamo abituati ormai, no ?

Comunque siamo già in viaggio, quindi...

Aspetta, devo lasciarti. C'è un controllo.

Dai, baci. Baci. Sì, baci.

[PARLA IN SPAGNOLO]

[PARLA IN SPAGNOLO]

Voilà.

[PARLA IN SPAGNOLO]

[PARLA IN SPAGNOLO]

[PIANTO DI NEONATO]

[PARLA IN SPAGNOLO]

(in spagnolo) Grazie mille.

Morgane ? Dove siamo ?

Karadec, è uscito dal coma etilico.

Allora tempismo perfetto.

Abbiamo passato la frontiera.

- Quale frontiera ? - Non penserà mica

che l'avrei lasciata marcire in carcere ?

- Ci mancherebbe altro. - Carcere ? Aspettavo la condizionale

non si era mai parlato di carcere effettivo.

Non è affatto quello che mi ha detto Daphné.

Ok, comunque siamo partiti e una volta partiti...

Che c'è ?

Allora, a tutta birra.

- Che diavolo ha combinato, Morgane ? - Ancora con questo lei ?

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