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Com'è ?
(Lele) Wow, amico, che stile !
- Senti, posso prenderle ? - Prendi tutto.
Le prendo ?
Oh, ma quanto ci vuole ?
Invece un foulard ?
- Che dici? - Vedi un po'.
Aho, Jason dove sta ?
- Boh, si starà facendo una sega. - Si sta facendo le seghe ?
Jason!
Ti stai facendo le seghe ?
Guarda che devi parlare con la commessa, non farci le seghe nel camerino.
Stai buono.
Cri', sono tre ore che sta là dentro, un motivo ci sarà.
"Yeah !"
- (Lele) Guarda Jason ! - Bello, no ?
Non ti piace ?
Mi pare un po' giallo.
Secondo me sto bene, no ? Christian ?
No, no.
- Ti piace ? - A me sì.
- Prendilo. - Lo prendo.
- Posso prendere questi occhiali ? - Butta in mezzo.
Mi pare di averla già vista da qualche parte, sai ?
Sì ? Dove ?
In streaming.
Aho, buoni.
Oh, buoni.
Che fai, non mi guardi ? Hai paura ? Ora ti cerco.
Aho, basta.
- Giochiamo. - Basta.
Che c'è, Cri' ? Perché basta ?
(Lele) Dai, giochiamo.
- Non ti ha fatto ridere ? - No.
Stiamo tutti ridendo.
Sei tu che fai il coglione, che è un'altra cosa.
Ho capito.
Ti sei "imprecisito", hai rotto il cazzo.
- Io mi sono "imprecisito" ? - Sì, tu. Ti sei ripulito.
- Io? -Sì.
' Via g
(GRIDANO)
(Guardia giurata) Fermo !
Fermo ! Toglietevi ! Fate spazio ! Toglietevi.
Fate spazio !
No ! Christian, ma sei tu ? Mi devi scusare.
- Sono cazzi tuoi ! - Fermo.
- Perché ? - Vedi chi è ?
Tranquillo.
- Ti ho fatto male ? - No.
- Il ginocchio ? Tutto ok ? - Sì.
(Guardia) Mannaggia.
(insieme) Christian, una foto ! Guarda qua !
Piano, piano.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(Uomo) Grande, Christian !
(Uomo 2) Bravo !
(Uomo) Sei un grande !
(insieme) Christian ! Christian ! Christian !
(VOCI INDISTINTE)
(SIRENE)
(insieme) Christian ! Christian !
(Cronista) È partito Ferro.
Va in orizzontale.
allora va da solo.
< Destrogiro !
solo lui vede certe cose.
Un fuoriclasse, uno che nasce ogni dieci anni.
Ferro questa sera ha fatto cose da fenomeno.
(in inglese) È nella lista della spesa delle più grandi...
(PARLA IN ARABO)
Ha le carte per diventare un giocatore importante.
È vero, ma deve crescere, deve migliorare i comportamenti.
Molta la paura per il brutto incidente che ha coinvolto lo sportivo,
di nuovo protagonista in negativo.
Volevo chiedere scusa per l'atteggiamento riprensibile.
(RISATE)
Che dovevo dire ? Vabbè, non fatemi ridere che qui sono tutti incazzati.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Dimmi, Cla'.
(Cronista) Fallo bruttissimo da dietro.
ha perso completamente la testa.
su un campo di gioco.
Chi vuole una fetta ? Una fetta ?
(Donna, TV) Ferro protagonista dell'ennesima bravata,
questa volta un furto in un centro commerciale.
Io lo denuncio. Non me ne importa niente di chi sia.
Ha rubato e deve essere denunciato come qualunque altro ladro.
Intanto imperversa la polemica.
È giusto assecondare gli eccessi di questi ragazzi privilegiati ?
Grazie.
- (Agente) Fai una foto per mia figlia ? - (Agente 2) Posso anch'io ?
- (Agente 2) Grazie. - (Agente) Grande, grazie.
(Tito) Mi devi spiegare quale delle tue magnifiche idee ha funzionato.
Il personal trainer.
Lo psicologo. Come si chiamava quello americano ?
- Come si chiamava ? - "Life coach."
Un "Iife coach" di merda.
Ti prendi 3.000.000 l'anno,
ti ho lasciato i diritti d'immagine e do uno stipendio a tuo padre.
Perché continui a rompermi il cazzo ? Perché ?
Ti richiamo, ti richiamo.
Comodi. Mi ha fatto tardi l'aereo da Dubai.
- E ce l'hai fatta. - Ringraziando Iddio, sì.
La caviglia come va ? Tutto a posto ?
Abbiamo fatto partire un comunicato dal profilo Facebook e dal sito.
E dalla pagina ufficiale AS Roma.
Il ragazzo si dice contrito per l'accaduto, si scusa.
Non ne farei un caso.
Che vuol dire contrito ?
Mortificato, affranto, che ti dispiace. Che ti dispiace.
Che non farai più cose di questo tipo e Facebook basta, te l'ho tolto.
Levate le password, Instagram, ho tolto tutto.
Non puoi mandare quelle foto. Il cazzo separato dalla faccia.
Non ho capito che ti costa, si capisce lo stesso.
Scusate, vi interrompo, ma non so se vi è chiaro.
Qui c'è una denuncia penale per furto e lesioni.
- Vabbè, scherzavo. - Scherzava.
Cosa scherzi ? Cosa scherzi ? Cosa ?
Stai sempre sui giornali per le tue continue cazzate !
La titolare del negozio ha sporto denuncia, idiota.
Ho dovuto parlarle personalmente per fargliela ritirare.
La guardia giurata che hai buttato a terra si è rotta il menisco.
Vuoi capire che le uniche cose per cui sei pagato
sono allenarti e giocare a pallone ?
Idiota.
Sì, però se ci preoccupiamo anche del menisco di un vigilante
allora alzo le mani, me ne vado.
Diamogli il professor Iorio, lo pago io, Tito, a spese mie.
Bravo, continua così. Idiota pure tu !
(con accento straniero) Pure in campo è un disastro, fa quello che dice lui.
Non c'è disciplina.
Ha parlato. Quando giocavi tu hai fatto più zoppi della polio. Un po' di onestà.
- È un ragazzo. - Con te non parlo.
- (Nico) Perché ? - (Mirko) Lo sai bene.
- Cosa ? - Lo sai.
- Sei un "broglione". - Imbroglione ? Impara l'italiano.
Sei qui da 30 anni. Rispetta il Paese che ti ospita.
E tu sei un assicuratore...
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Presidente ?
Presidente ?
Presidente. Presidente, aspetti un attimo, per favore. Mi ascolti.
Trova dei nomi e organizza dei colloqui. Scelgo io. Hai tre giorni.
Che cazzo.
- (Paola) In che scuola insegna ? - Liceo scientifico.
- Quali materie ? - Italiano e latino.
Serve piena disponibilità.
- Lei che tipo di impegni ha ? - Io ? Mi libero.
Lei mi dice quando e io sono libero.
Possiamo fare tante belle cose con Christian. Eh, Christian ? Ti va ?
Sarà semplicissimo e divertente. Un gioco !
Ha capito quanto è stronzo o no ?
In che senso, scusi ?
In che scuola insegna ?
Io sono un'istitutrice privata
e insegno filosofia e letteratura italiana e straniera.
È pure troppo, no ?
- Come l'abbiamo trovata ? - E la tutor del figlio di Scrovegni.
Il figlio di Scrovegni è un idiota, non ha mai combinato niente in vita sua.
Signora, scusi, è una "sega". Vada, vada.
- Liceo classico.
- Quali materie ? - Greco e latino.
Milan-Roma. Girone d'andata.
Tripletta. Al 19°, 30°, 85°.
- Lì sono proprio impazzito. - (Tito) Può stare zitto un momento ?
- È preparato. - (Tito) Per favore.
(Nico) Scusa.
Poi, vabbè, Roma-Juve, ritorno. Lì hai fatto i numeri.
Al 16° e all'85°.
Forza Roma.
Sono certo che faremo un ottimo percorso.
Lavoro con qualsiasi livello di quoziente intellettivo.
- Mi stai dando dello scemo ? - No, non era quello che intendevo dire.
Che cazzo ridi ?
È stato estremamente gentile, può andare. La ringrazio.
Non ho capito. Lei vuole che un calciatore studi per prendere la maturità. Perché ?
Ti pare una cazzata, vero ?
- Sì. Che cosa insegna ? - Letteratura, filosofia e storia.
Ma copro anche le materie scientifiche.
- (Tito) Che faceva in precedenza ? - Insegnavo in un liceo pubblico.
Poi, adesso do ripetizioni.
- Perché non insegna più in un liceo ? - vicissitudini varie.
Per rimuovere un insegnante, con i sindacati di questo Paese,
deve aver fatto qualcosa di grave.
No, me ne sono andato per scelta mia.
Un esame a settimana. Se non passa, non gioca.
E a fine anno la maturità. Che dice ?
Pensa di riuscire a dargliela un minimo di disciplina ?
(Valerio) Beh...
Abbiamo ancora sei mesi.
Sì, direi di sì.
Non la faccia così semplice.
Abbiamo un liceo qui a Trigoria, ma non è servito a niente.
Come ti chiami ?
Ne abbiamo ancora altri cinque e alcuni dovrebbero essere buoni.
Davvero non sai chi è lui ? CF 24, mai sentito ?
- Io sono Valerio. - Lui è Valerio.
Hai già pensato al programma ?
Qui abbiamo un nostro programma del liceo ovviamente.
Davvero lei non ha idea di chi sia lui ?
- Non segue il calcio ? - Seguo i Mondiali.
Grazie di essere venuto, le faremo sapere presto.
Scusi, soltanto per farmi capire.
Allora, lei si presenta qui per un colloquio di lavoro
non si dà neanche il disturbo di darsi una sistemata...
...e non sa nemmeno chi sia lui.
So che era per dare lezioni a un certo Farro.
Dai, è un provocatore. Bravo.
Riformulo la domanda.
Le piace far perdere del tempo alle persone
o mi sta prendendo per il culo ?
Guardi, io non prendo per il culo nessuno.
E non mi sembra un problema non sapere chi è.
So che era per dare lezioni e lo so fare.
Se no siete voi che state facendo perdere del tempo a me.
E tu perché ridi sempre ?
Non ti dà fastidio che parlino tutti al tuo posto ?
Arrivederci.
Fagli il contratto.
- Bravo. - Inizia lunedì.
- Presidente... - Shh.
- Contratto ? Fai il contratto a questo ? - Sì.
Su, abbiamo l'intervista a "Vanity". Tito, ottima idea.
(Christian) Sul serio ?
(Nico) Il volo dell'anno scorso, se lo ricordi...
Se mi aspetta un momento, le faccio firmare il contratto.
Guardi, preferisco pensarci.
Sono 4.000 al mese più un bonus di 30.000 se passa la maturità a fine anno.
4.000 al mese ?
Ecco. Primo giorno in ritardo.
(MUSICA)
(VOCE INDISTINTA)
Scusa.
(Nico) Allora fai una cosa, o il doppio o niente.
Parlano con me e poi loro serenamente possono anche andare in culo.
Sto cercando Christian.
(Nico) Le regole le fa Nico.
(CANZONE: "DOLCEVITA" DI KETAMA126)
Scusate.
Scusa.
- Sai dov'è... - Aho, ti levi ? Oh, levati !
(Rino) Scusa, mi sono addormentato in auto.
- Salve. Sono il professore di Christian. - Ah, professore.
Enzo, il papà.
Piacere, Valerio. Dove trovo Christian ?
- Caffè ? - No, grazie.
- Anche per il professore. - No, non lo prendo.
Bella questa cosa dello studio, mi piace.
Bene, mi fa piacere.
Mi piace molto. Certo, non so come farai.
Rino, dai.
Quello da ragazzino era un figlio di puttana che non ti dico.
Ci vuole un po' di studio.
ECCO.
Ho fatto di tutto per raddrizzarlo.
Coi figli è così, non sai mai quello che ti esce.
Almeno è un fenomeno al pallone.
Già, almeno.
Tanta roba, vero ?
- No, no. - Vabbè, che male c'è ?
- (Autista) Ho fatto la spesa. - Arrivo.
È stato un piacere, professore.
- (Enzo) I sofficini ? - (Autista) Li ho scordati.
(Enzo) Nel frigo ci devono sempre stare.
- Scusa, sai dov'è Christian ? - Dorme.
Non è che puoi chiamarlo ?
Tesoro, tu mi devi dire solo quanti biglietti vuoi. Per un amichetto ?
- Christian ? - (insieme) Dorme.
Ancora ?
- Forza, ciccio. Sveglia, dai. - Non ce la faccio.
Che vuol dire "non ce la faccio" ? Non esiste.
Abbi pietà di me. Mi hai implorato. "Non la mattina, il pomeriggio."
Ora neanche il pomeriggio. Non va bene niente.
Io non ho capito. Dai che sul Lungotevere è tutto bloccato.
C'è sciopero come al solito di venerdì.
Sono tutto gonfio. Alle 15 ci aspettano, su.
- Io adesso ho una lezione da fare. - Ecco chi sei.
Vieni con noi, studia durante le pause.
Le pause di cosa ?
(MUSICA)
(SQUILLI DI CELLULARE)
Pronto ?
(insieme) No g
Non lo sapete ? Con la Round 24 parlo quanto mi pare.
Che stavi dicendo ? No, ho tempo, ho tempo.
(Regista) Stop !
Hanno finito ?
Magari. Gli possiamo togliere questo cazzo di elmetto ?
È nell'interesse di tutti che gli si veda la faccia. Ci arrivo solo io ? Grazie.
Come ti distrai ti fregano.
Invece devi stare sempre sul pezzo, l'immagine è tutto.
Sì, ma io quando posso iniziare ?
In realtà adesso il valore è un tot.
Però scende subito e neanche te ne accorgi.
Non solo del valore calcistico, ma dell'immagine.
Prende tre, un cazzo, ma col bonus arriva a cinque.
Ma la ciccia grossa arriva con queste cazzate.
Spot e sponsorizzazioni. Vai a undici e non te ne accorgi.
Undici cosa, scusa ?
Per favore, un attimo di silenzio, siamo pronti.
Grande, non hai capito un cazzo. Gli levi l'elmetto ?
Questo è un professore con due palle così.
Lo vedi così, ma è un professore.
Glielo dica lei. I romani sempre con l'elmetto stavano ?
Non al telefono.
No!
- Va bene senza elmetto ? - Lo dico io che va bene.
- Senza elmetto. - Stai una bomba senza elmetto, ciccio.
Vai una bomba. Bella, schiaccialo.
Bravo.
(MUSICA)
- Scusa. - Sì.
A che punto sei arrivato ?
Per capire da dove ripartiamo col programma.
- Nico ? - Sì, pronto.
Professore, lei non deve dare fastidio. Lo stressa, si deve concentrare.
Quando studia ?
Ho capito, ma che volete da me ? E uno stillicidio. Pronto ? Dimmi.
Tu, invece, programmi ? Ti porto a cena fuori ?
Ok. Sì, magari.
Christian, quando hai fatto col ritocco, sul set siamo pronti. Ti aspettiamo.
Fatto, comunque.
- Fatto ? - Sì.
Vieni con me ?
(Cronista) Immarcabile oggi questo attaccante.
sarebbe tra i più forti al mondo.
- Christian ! Chi cazzo è questa ? - Amo', è un'amica di Jason.
- Amica di Jason. Vaffanculo. - E una tipa che sta con me.
Calma, Sylvie, esce con me.
- Sta' zitto ! - Oh !
Questo macello per due messaggi ?
Sei uno stronzo, hai capito ?
(insieme) oh g
Grande crisi imperiale.
"I promessi sposi".
Hai presente Renzo e Lucia ?
"Questo matrimonio non s'ha da fare."
La monaca di Monza ? La monaca di Monza !
Mi fai tenerezza.
Ho preparato tutto.
Questo è l'elenco di quelli a cui devi chiedere.
(VOCI INDISTINTE)
(Mirko) Non fare come cazzo ti pare
e non ti permettere di dire ad altri cosa fare.
Io dico cosa fare, non tu.
quella faccenda di finire le frasi"
"cominciò a divenirgli fieramente difficile."
"Il pensiero, che si era presentato..."
Così non riesco a lavorare.
- "Tutto a un tratto..." - Aho. Ti metti un attimo di là ?
Vai, vai.
questa notte coinvolto in una rissa in una discoteca del centro di Roma
con un gruppo di tifosi.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
- "Muovi cazzo di gamba !" - Che cazzo vuoi ?
Corri ! Devi correre ! Più veloce !
- Che devo fare ? - Devi prendere la palla di merda !
Pure qua stai ?
Abbiamo meno di due ore e non abbiamo fatto niente.
Sì.
Aspetta .
Aspetta .
Scusa, ma che fai ? Così la rompi.
- Si è bloccata ? - Sì.
Lo fa sempre.
Aspetti un attimo che trovo quella giusta.
Ciao.
È difettosa pure quella.
- Sempre meglio che distruggerlo a calci. - Infatti.
- Qual era ? - Era...
- Questa ? - Sì.
- Ecco qua. - Grazie.
A me non offri niente ?
Io l'ho pagata.
Che ti sei fatto qua ?
No, niente. Ho litigato con uno in discoteca, mi stava dando fastidio.
- Ci hai messo qualcosa, sì ? - Sì, sì.
Va bene, arrivederci.
Non ci siamo già visti ?
- Sono del Trullo pure io. - Ah.
- È da un po' che non ci torno. - Sì, un po'.
Che vuol dire ?
No, niente. In realtà ci siamo già visti. Alla mia festa di compleanno.
- Quando eravamo piccoli. - Davvero ?
Sì, avevamo cinque anni, una cosa del genere.
Ho capito.
- E mi hai menato. - Ti ho menato ?
- Perché ti ho menato ? - Boh, forse ti stavo dando fastidio.
Ah.
Scherzo, stavamo facendo la corsa coi sacchi.
Hai perso e hai rosicato.
- Certo. - Aho, mangia.
Ti ci aveva portato tua madre.
Era amica della mia.
Mi dispiace un sacco, infatti, per...
...per tutto.
Ho saputo.
Te lo volevo dire, insomma.
Vabbè, vado che ho da fare.
- Arrivederci. - Ciao.
Vado a fare la doccia.
- Ti aspetto qua. - No, vai a casa. Facciamo domani.
- L'esame è domani. - Sì, ancora con l'esame.
Ci credi solo tu all'esame. Sai dove stai domani ?
Bianco.
Neanche la data.
No, è che abbiamo studiato, solo che...
Non mi ricordo...
È mezzo strano questo compito. Non è mezzo strano ?
Mezzo strano ?
È un compito in classe standard del nostro liceo.
Poi non ho dormito. Stanotte ho dormito male.
(Tito) Va bene, dai.
- Ci vediamo la settimana prossima. - A posto.
Ah, Christian.
Domenica stai pure a casa. Perché non giochi.
E vedi cosa puoi fare la prossima.
Che vuol dire ?
- Che vuol dire non gioco ? - Non posso farci niente, lo sai.
Che cazzo dici ? Non ci puoi fare niente che ?
- Stai calmo. - Sto calmo un cazzo.
Per il compito non gioco ?
- Sì. - Per questo ?
Porco zio. Guarda 'sta faccia di merda.
(Christian) Nico ! Nico ! (PORTA CHE SBATTE)
Veda di trovare una soluzione. Altrimenti lei tra una settimana è fuori.
(TIFO)
(Giornalista) Christian ! Ci fai una dichiarazione su questo esame ?
Pensi davvero che il presidente Rigoni continui così se non studi ?
(insieme) Christian ! Christian !
- Buongiorno. - Buongiorno un cazzo.
- Io non ho giocato per colpa tua. - Oh, datti una calmata.
Considera l'idea di risolvere invece di prendertela con gli altri.
Per esempio, pensa.
- Che devo pensare ? - Pensa.
Pensa. Inizia a pensare che te la sei cercata.
- E poi no, non è colpa mia, è colpa tua. - E colpa mia.
Tu vuoi giocare o no ?
Io posso fare solo se tu mi lasci fare.
Il potere in mano ce l'hai tu, è ora che inizi a rendertene conto.
E poi non ho nessuna intenzione di perdere questo lavoro.
La tua settimana è un casino, ma ho fatto un piano.
Pensavo un programma.
I lunedì liberi li prendiamo tutti.
Poi vengo nelle pause dell'allenamento, a pranzo, lì abbiamo un paio d'ore.
La domenica quando non sei in ritiro e giochi presto.
Di' a Nico di cancellare tutti gli impegni nelle mie ore.
Poi ?
Poi basta. E già così abbiamo poco tempo. Dai.
Non mi toccare mai.
"Un conflitto che avrebbe segnato una svolta decisiva"
"nella storia dell'Europa e del mondo,"
"ridisegnando i confini, aprendo infine una fase..."
Va bene. Scusa, facciamo un punto fin qui.
Che punto ?
No, un punto di quello che abbiamo letto.
Cioè, dice che in Europa, nel...
1914.
- Sì ! Sì ! - (Mauretto) Non vale.
In Europa nel 1914 cosa succede ?
Ma stai buono, zio !
Spinte belliciste significa che spingono per fare la guerra.
Prima guerra mondiale, da qui inizia un periodo...
- Ehi, ho tutto il materiale. - Aspetta, stiamo studiando.
È per la fondazione.
Ho fatto un calcolo. Queste tre le abbiamo già, poi c'è la tua.
Va bene.
Firma qua. Sono della banca, sempre per la fondazione.
Però devi cercare di darti una mossa.
- Si possono raccogliere dei bei fondi. - Lo so. Sarebbe bello.
- Allora mi procuri altre magliette ? - Sì.
Con firma, originali e usate. Se puzzano, pure meglio.
Scusa. Guarda, noi stavamo studiando.
Oh, mio Dio. Oh, mio Dio. Oh, mio Dio.
- Che hai fatto ? - 500.000 followers. Mio Dio !
- 500.000 cosa ? - No, è Instagram, la gente.
Prendimi lo zaino in macchina, Rino.
Diamo qualcosa a Rino, che dici ? Per il mese.
Hai anche qualcosa per la benzina ? Sono senza spicci.
- Quale prendi ? - No, quella piccola.
Ottimo.
Io mi faccio un panino, se non disturbo.
Bravo.
(insieme) Sì ! Vai !
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Che c'è ?
Andiamo a casa mia. Non si può lavorare così.
(Mauretto) Vai, continuiamo questa cazzo di partita.
Aho, siediti.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Chi ha preso la Lazio ?
(GRUGNITI) Questo cazzo di maiale.
Ci vediamo dopo.
- Dove vai ? - Dove stai andando ?
Cri' g
Ah, vabbè.
Christian. Dai.
Bella.
Ti cade addosso, però è bella.
La TV è nuova ?
Lascia stare la TV.
Dai, cominciamo.
(Valerio) L'importante è trovare una chiave che ti consenta di entrare.
Mentre Tozzi elaborava...
Manuale di storia. Va bene, leggi un pezzo a caso.
Leggi
È veramente un argomento vastissimo.
Noi ci occupiamo della crisi del sistema bismarckiano.
Come Bismarck.
Come mai conosci Bismarck ?
- L'uovo. - Alla Bismarck, infatti, immaginavo.
Un romanzo famosissimo, da cui hanno tratto anche...
Due paragrafetti. Dai, c'è questo.
- Sì. - Cosa sì ? Cosa abbiamo detto ?
Che una serie di reazioni e controreazioni...
...portano a...
Portano a...
L'abbiamo detto tutto il giorno: il tipico esempio di come la grande storia
possa essere influenzata da piccoli eventi, eventi minimi, no ?
Non è difficile, porca miseria.
Non continuare a farmi domande, non so che dirti.
Mettici un minimo d'impegno, cazzo ! Dai, un minimo.
Cioè, abbiamo fatto questo tutta la giornata.
Basta che leggi e ripeti. Sembra che lo fai apposta.
- Non lo faccio apposta. - Sembra che lo fai.
Non lo faccio apposta, non mi entra.
Sono scemo. Facciamo che sono scemo. Tanto me lo dicevano sempre a scuola.
No, dai. No.
Dai, ci vediamo domani.
Il primo giorno può succedere, siamo anche stanchi.
Non ti scomodare.
(Mirko) Più centrale.
più la centrale che avanza.
Tanto è vero che l'ultima volta abbiamo fatto schifo.
Che c'è, Christian ?
No, dicci, dicci.
- Posso ? - Vieni, fammi vedere.
Perché mi devo allargare ?
Vado in mezzo.
Questi avanzano.
Questi si incrociano.
E io vado dentro.
Ok.
(Mirko) Poi rispondo alla tua teoria del cazzo.
Allora sei tu il fortunato professore.
Fortunato...
- È tosto, vero ? - Abbastanza.
- Arrivederci. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Mi sono ricordato di te.
- Sì? -Sì.
- Sì, vabbè. - Alessia, vero ?
- Sì. - Che dici ?
- Che fai nella vita ? - Studio.
- Medicina. - Ah.
Poi, vabbè, la mattina vengo a lavorare a queste macchinette.
Medicina. Wow.
- (Uomo) Alessia. - Sì, arrivo subito.
- Scusa, devo andare. - Sì.
- Senti, non ti ho chiesto scusa poi. - Di che ?
Per la gara coi sacchi. Credo che ti ho menato un po'.
Figurati. Tranquillo.
Mi faccio perdonare, stasera ti porto a cena fuori.
- Mi porti? - Sì.
- Cioè, tipo mi carichi in spalla ? - No, vabbè, andiamo in macchina.
Era una domanda o un'affermazione ?
Sì.
Non eri fidanzato ?
- No, vabbè, che c'entra ? - Vabbè, lasciamo perdere, dai. Ciao.
Mi ha detto di no ?
Certo che ti ha detto di no. Le hai descritto il ratto delle Sabine.
Aho, parli bene, per favore ?
Voglio dire che con una tale arroganza è ovvio che ti dica di no.
Ah, ora io sono arrogante ?
- Ti sei sorpreso che ti ha detto di no ? - Certo.
Vedi che sei arrogante ?
Perché non provi a invitarla ? A non dare niente per scontato ?
Anche perché una così, normale, quando ti ricapita ?
- Perché, Sylvie non è normale, scusa ? - No, non è normale.
Scusa, non hai nemmeno saputo raccontarmi come vi siete conosciuti.
- Senti, invece, ma qui cosa fate ? - Palestra.
- No, lì alla lavagna dico. Prima. - Gli schemi.
Mi spieghi come funzionano ?
Quattro, tre, uno, due.
Quattro difensori, tre centrocampisti.
Vertice alto del rombo, che sono io.
Due attaccanti. Ok ?
Parte l'azione, difensore centrale.
Terzino. Il centrocampista che fa ? Si stacca.
Viene a prendere la palla.
- Il terzino che fa ? Si sovrappone. - Perché si sovrappone ?
Perché si deve liberare.
Ah.
Io che faccio ? Mi stacco. Vengo a prendere palla qua.
Poi che succede ? Il mister che vuole ?
Che io la do al terzino così poi quello la mette in mezzo.
Però il mister non ci capisce un cazzo.
Quindi che faccio ? Gli attaccanti incrociano.
Io vado dentro e che faccio ?
- Che fai ? - Gol, che faccio ?
Ah.
Hai capito ?
E perché si incrociano ?
- Gli attaccanti ? - Sì.
Perché ci stanno due difensori qua.
Questo va qua, questo segue questo. Questo va qua, questo segue quest'altro.
E io sto qua.
Ah.
Non ci hai capito niente. Vabbè.
Ne facciamo un altro ? Quattro, quattro, due.
Questo segue questo.
Palla al centrocampista.
Lo passo in mezzo. Seguo davanti questo al centro.
Poi che faccio ? Movimento per entrare.
Movimento, vado a bloccare. Cross.
(VOCE NON UDIBILE)
(MUSICA)
(CAMPANELLO)
- (Uomo) Buongiorno. - Salve.
Che succede ?
(Uomo) Eccoci qua.
Vieni, vieni. Ok.
(Uomo 2) Giorno.
- Che è ? - No, sono passato al negozio.
- Questa dove la mettiamo ? - Qua.
(Uomo) Attento lì.
Negozio di cosa ?
- Questa la porto via ? - Direi di sì.
No, quella non si tocca. Resta lì.
- Perché, non ti piace questa ? - Mi piace, ma la mia vecchia TV resta lì.
Non si tocca, resta. Può restare, no ?
Ditemi che devo fare.
- Non si tocca. - A posto.
Vabbè.
(Uomo 2) Grazie, sei un grande. Ciao, grazie.
Vabbè, sei proprio impazzito.
No, ci ho pensato.
Tu non è che non capisci le cose, è che non ti hanno capito.
Tu evidentemente hai una modalità diversa di apprendimento.
Visiva.
Cioè, ero io che sbagliavo metodo.
Allora cosa ho pensato ? Schemi. consequenziali di causa e effetto.
Poi, figurati, quando si sono resi conto che eri un fenomeno a calcio
non fregava a nessuno farti studiare.
Secondo me sei anche un pizzico dislessico.
Che vuol dire ?
Niente, non è rilevante. Allora, Prima guerra mondiale.
1914, Iugoslavia, Sarajevo.
L'erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando
viene ucciso da un giovane studente serbo-bosniaco Gavrilo Princip.
Questo...
...che cosa causa ?
- L'ultimatum della Serbia. - Ultimatum alla Serbia.
Da parte... Segui la freccia.
- Austria. - Austria.
Ma chi è che ha già delle tensioni con l'Austria ed è alleato della Serbia ?
- La Russia. - La Russia.
E cosa fa ? Decide di sostenerla.
Armando tutto il suo confine.
A questo punto che fa la Germania ?
- Non gli va bene. - Non gli sta bene.
E chi è alleato con la Russia e già in contrasto con la Germania ?
- La Francia. - Esatto.
Quindi la Germania decide di attaccare la Francia
passando per il Belgio, che però è neutrale.
E che fa l'Inghilterra ?
- Non sta bene neanche a lei. - Non sta bene neanche a lei.
Quindi...
Prima guerra mondiale.
Ok.
- Ok? -Ok.
- Ok, ok, o... - No, ho capito.
- Ti torna ? - Sì.
Ok. Scusa per ieri sera.
Mi dispiace.
- Dai, cominciamo ? - Compriamo una lavagna, però.
- Allora, rivolta operai. - Sì, 1917 a Pietrogrado. conseguenza ?
Caduta dello zar.
- Sì, quindi ? - Nuovo governo.
- Formato da...? - Tutti tranne i bolscevichi.
Quindi poi si formano i Soviet.
E ci sta la rivoluzione.
E prima cos'era successo ?
Aspetta .
Bolscevichi.
Vogliono comandare loro.
Altra freccia.
E rivoluzione.
(Regista) Sì, va bene, Christian. Ma ora senza parlare e ci guardi e basta.
(Christian) La conseguenza è che era un problema per la Germania
e quindi succede che la Russia se ne tira fuori.
No?
Al prossimo striscione in cui ti danno dello scemo gli do fuoco. Pausa, pausa.
Io ho fame, tu ? Dai, preparo qualcosa.
- Vado in bagno. - Sì, in fondo a sinistra. Vabbè, lo sai.
(MUSICA)
(VOCI INDISTINTE)
(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)
Nico.
Lo so, mi sono scordato.
Nico, mi sono scordato.
Ci parlo io.
Lo so, dai. Ci parlo io.
- Che facciamo stasera ? - Niente, ho da fare.
- Che hai da fare ? - Devo studiare.
Sì, vabbè.
- Dai, andiamo. - Aho. Ho detto che ho da fare.
- Che pensi di fare ? - L'esame, che penso di fare ?
- Tu vuoi fare l'esame ? - Devo giocare.
Che ti ridi ?
- Davvero, dai, andiamo. - Non ti frega niente di quello che dico ?
Basta.
- Basta che ? - Basta, me, te, tutto.
Vabbè, cosa stai dicendo ?
Come te lo dico ? Come te lo spiego ? Non voglio più stare con te.
Sì, vabbè.
Vuoi dormire da me ? Dormi, domani te ne vai.
- Io me ne vado ? - Sì.
- Sei serio ? - Sì. Fai così, vai ora.
Vai.
Sylvie, vai. Vai.
(VOCI INDISTINTE)
Aho, ve ne dovete andare.
Che cazzo dici ?
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Aho ! Avete rotto il cazzo, ve ne dovete andare.
Dobbiamo stare là in silenzio, non si sa perché.
Perché dobbiamo stare dietro quello e a quel coglione del professore.
Falla finita.
Vaffanculo !
- Ciao. - Ciao.
- Come va ? - Bene.
- Vuoi una mano ? - No, non c'è bisogno, grazie.
Non ti posso proprio invitare a cena ?
Mi sono lasciato. Da poco, però mi sono lasciato.
Ti vorrei invitare. E una domanda, non un'affermazione.
Vabbè, non ti emozionare però. Capisco il fascino, però...
Ora ti posso dare una mano ?
- Domani sera. - Ah.
Dammi il numero.
Grazie.
- No, domani non posso. Devo studiare. - Ah, vabbè, dai. Facciamo dopo l'esame.
Non è che ci ripensi, però ?
- Però non fare così. - Tu chiamami. Poi vediamo.
Allora, Giolitti era contrario.
No.
Com'era Giolitti ?
Fermiamoci un attimo, dai. Andiamo al bar a berci una cosa.
- No, al bar non posso. - Perché non puoi andare al bar ?
Lo sai che succede se mi riconoscono ?
- Ah, vabbè, ti copri un po'. - Mi copro un po'?
Dai, andiamo al bar.
- Birra piccola ? - Lui.
- E succo. - Grazie.
Non esagerare che ti ubriachi.
(MUSICA)
Lo sai, è la prima volta che faccio una "chiusa" di studio. Non è male.
Ti senti...
Non ti dico bene, quasi.
Tu quante volte l'hai fatto ?
Guarda che io in seconda superiore sono stato bocciato a settembre.
Eh!
- Rimandato, bocciato. - Pensa che stronzo.
Valerio.
Ciao.
Ciao.
Come va ?
Bene.
Ho pensato spesso di chiamarti, ma...
...poi...
Ti trovo bene, sai ?
- Scusa. Cecilia. - Christian.
Non avrei voluto incontrarti così.
Sarebbe bello se...
- Se qualche volta potessimo riparlare. - No.
- Aspetta. - No, parlare di cosa ?
Così non ha senso.
Pensaci, almeno.
Ok.
Allora ciao.
Ciao.
Chi era ?
- Aho. - Era mia moglie.
- Era tua moglie ? - Scusa, non ho voglia adesso.
Di che ? Che c'è ? Dai, Vale', aveva certi tacchi. Oh !
Avete un figlio, vero ?
Ho detto che non mi va di parlarne, ok ?
Va bene ? Non ce l'ho con te, ma parli di cose che non sai.
Sono entrato nella stanza con il lettino.
Sei entrato nella stanza ?
Cri', una foto ?
Perché ci sei entrato ?
Aspetta un attimo.
Spiegami, Vale'.
- Facciamo una foto ? - Ti ho detto un attimo.
Insisti, quando ci ricapita.
Spiegami.
- Che figlio di puttana. - Non ho capito.
Fai lo snob ?
(Ragazzo) Che cazzo fai ? Ti ha chiesto una foto.
Oh, Christian, sta' calmo. Stai calmo. Scusalo.
(VOCI INDISTINTE)
Sei sicuro che non è rotto ?
Lo vuoi insegnare a me quando il naso è ritto ?
Piano, piano.
- Fidati. - Fa male.
Ma ti pare ? Tu non puoi dare di matto così.
Io ho dato di matto ?
- A parte che hanno insultato mia madre... - Non hanno insultato tua madre.
Ormai dire figlio di puttana a Roma è come un intercalare. Aspetta.
Oddio.
Oddio.
Mi gira la testa.
Cioè, tu devi imparare...
...a gestire questa rabbia, capito ?
Non ti dico che non la devi sentire, però devi incanalarla in qualcosa...
...di più alto, capito ?
Quando ti arrabbi devi...
Fermati.
Respira... Ahi ! Piano, piano.
E pensa.
- Penso. - Pensa. Tu non pensi abbastanza.
Mi pare che nemmeno tu pensi troppo.
- Pensa a quando sbrocchi. - Ho capito, guarda cosa mi ha fatto.
- Devi guardare giù. - No, devo guardare su.
- No, giù. - Chi si fa male al naso guarda su.
Ti si blocca il naso, devi guardare giù.
È bella tua moglie.
Pure mia madre si chiamava Cecilia.
- Sì? -Sì.
È morta di tumore sei anni fa.
Era una tipa.
Una tipetta, tipo te.
Mi diceva: "Non ti fare dire scemo dalla gente."
Infatti ora ho il cognome suo sulla maglietta.
Un po' mi dispiace, perché non ha visto quello che ho fatto.
Ci potevo pensare io a lei, capito ?
Almeno smetteva di lavorare.
È per lei la fondazione ?
Facciamo un'asta con le magliette, poi raccogliamo i soldi
e li diamo a un'associazione contro i tumori del seno.
Una bella cosa.
Solo che mi manca un sacco.
A te non manca tua moglie ?
Sì.
Mi manca, sì.
Fammi vedere.
N0, Copri, copri.
- Perché ? - No, copri.
- Che ridi ? - No, niente.
- È gonfio ? - No.
- È rotto. - No.
- Non mi ricordo un cazzo. - Tranquillo, è il panico pre esame.
- No, non mi ricordo proprio niente. - Ma va, figurati.
- Niente, niente ? - Vuoto.
Se non gioco domenica ho finito.
Dai che la sai.
(Paola, sottovoce) Giusto. Giusto.
Sì.
Otto su dieci.
È quasi tutto giusto.
Domenica vedi di giocare come sai.
E andiamo!
Otto a dieci per noi.
Hai visto che era il panico ? Invece è andata bene. Otto su dieci.
Otto su dieci. Sono tante.
Sei mai stato allo stadio ?
Quello grande, bianco...
Aho, andiamo, Vale'.
(TIFO)
(Cronista) In questo calcio, dove contano solo i soldi, i risultati...
degli aspetti importantissimi.
< Disciplina, etica, cultura.
ha preso una decisione insolita,
ma anche di grande responsabilità, Lele.
Vedremo se prenderà davvero la maturità.
(VOCI INDISTINTE)
(insieme) Roma, alé ! Roma, alé ! Roma, alé !
(Cronista) Benvenuti all'Olimpico
dove la Roma si gioca il posto in Champions League
contro la Sampdoria, imbattuta da cinque giornate.
(FISCHIO) < Fischia l'arbitro. Partiti.
No ! Una volta me lo devi fare !
(Cronista 2) Soluzione laterale. Ha giocato in modo personale.
Questa è un'altra schiappa, te lo dico io.
non si va da nessuna parte.
(Cronista 2) Sì, si ostinano ad andare per vie centrali,
ma è sulle fasce laterali che esprimono il gioco migliore.
(FISCHIO) (insieme) Oh !
ma poi ha cambiato idea.
(APPLAUSI)
(VOCI INDISTINTE)
(FISCHIO)
- È fallo. - Quello è fallo!
(FISCHI)
che la decisione dell'arbitro sia giusta.
(FISCHIO)
(ESULTANO)
{Gol di Christian Ferro ! E un gol fondamentale !
e adesso è lui a dare lezioni.
un gol che cambierà il destino suo e della squadra.
Corre col numero 24: Christian...
(insieme) Ferro !
(insieme) Ferro !
(insieme) Ferro !
Ferro ! Ferro !
- Buongiorno, Dina. - Buongiorno, professore.
(Nico) Buongiorno.
Si trasferisce per un po'. Vieni a vedere. Vedi un po'.
(MUSICA)
Ho messo pure la musica tua.
Vai, leggi.
"Ferro dimostra maturità e spirito sportivo"
"nel sorprendente gesto di superiorità domenica allo stadio OIimpico."
- Ni', dai. - Eccolo, pronto.
"Inatteso gesto di Ferro che non raccoglie le provocazioni."
"Il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma ci aspettiamo..."
Mi hai dato l'unico che non dovevo leggere.
- Ti odio. - E questo.
(Addetto stampa) "Ferro forse è davvero a una svolta della sua carriera."
"Un nuovo equilibrio, niente più bravate,"
"uno sportivo pronto a fare il salto di qualità e affidabilità"
"per la società sportiva di Rigoni."
(insieme) "The Champions !"
Beh 'g
- Com'è ? - No, bello. Bello, bello.
- Poi il nero è sempre un classico, no ? - Però ha il bordino oro.
Sì, ho visto.
Non ti piace ?
No, cioè...
È questione di gusti. Però così, nero, è perfetto.
- Dov'è che andate a cena ? - A un posto che mi ha trovato Nico.
Però non lo so.
Sto mezzo... Mezzo così.
- Cioè ? - Non lo so, quella vuole parlare, poi...
Poi vuole uno... Vale', dai, hai capito.
Suggerimenti ?
Suggerimenti.
- Vabbè, lo chiedo a te. Capirai. - No, dai, aspetta. Allora.
Intanto stai tranquillo.
Non fare il figo a tutti i costi. E poi ascoltala.
Ascoltare è importante tanto quanto parlare.
E poi te la giochi tu.
Sì.
Sai che abbiamo fatto 150.000 con l'asta di mamma ?
- Dai, con le magliette ? - Sì. Hai visto ?
Io avevo un figlio, lo sai.
Pietro.
Era un bambino che rideva sempre.
Rideva così forte che quando giocavamo a nascondino
per trovarlo mi bastava dirgli che stavo arrivando.
Poi...
Poi una sera gli è venuta la febbre alta.
Cecilia lo voleva portare all'ospedale, ma io le ho detto che esagerava.
E invece era meningite fulminante.
Anche se non c'era nulla da fare, io da quel giorno penso
che se l'avessi portato all'ospedale, magari...
Chissà...
Magari...
Da lì è stato difficile guardarsi negli occhi.
Poi del mio lavoro non me ne fregava più niente e mi sono messo anche a bere.
E poi non lo so se mi sono mai ripreso.
È la prima volta che mi ripiace questo lavoro, sai ?
Oh, dai, che poi fai tardi. Dai.
Fai vedere.
Mi devi dare la macchina tua.
- La mia macchina vuoi ? - Sì.
Perché ?
Come perché ? "Facciamo la serata normale."
La vado a prendere in Lamborghini ?
- Non ti posso dare la mia macchina. - Ti do la mia.
- Non la voglio la tua. - Non vuoi la mia ?
Non hai il motorino ?
- Cento macchine, non hai il motorino ? - Motorino ?
- Vai in autobus. - Autobus.
Dove cazzo si mette la chiave ?
(ROMBO DEL MOTORE) Ok.
Ok.
Dove sono le frecce ?
Niente, non ci sono le frecce.
(CLACSON)
- (Uomo) Grande ! - Non è mia.
(CLACSON)
(VALERIO GRIDA)
Oddio !
(MUSICA)
Oddio.
Perché non ho fatto il calciatore ?
- Ehm, perché medicina ? - No, ti giuro, è una storia imbarazzante.
- Meglio se non te la racconto. - Dai, dimmela.
È una cosa di quando ero piccola.
Mia madre mi aveva regalato un libro di racconti.
E c'era questa...
(Maître) Riduzione di patate di Martinengo e caviale iraniano
con tuorlo di quaglia cotto a vapore in salsa puntellata al melograno
su spugna di mare.
Se posso consigliare, va mangiato tutto insieme.
Sì?
- Vado ? - Prego.
Fa cacare ?
No.
- Fa cacare. - No.
- È buono, però è un po' particolare. - Mi dispiace.
Vabbè, i racconti ?
C'era questo libro che io leggevo sempre da piccola...
Io ascolto.
La protagonista era una sfigata, poveretta,
gliene succedevano di tutti i colori.
Poi, però, cresce e diventa un'infermiera.
Allora ho detto: "Voglio diventare come lei."
Poi mia madre: "Alessia, l'infermiera... A questo punto fai il medico."
Allora ci ho pensato e ho detto: "Sì, medico."
Dai...
Per contorno, insalata tiepida d'astice,
indivia glassata alla maggiorana, salsa al corallo
e pomodorino su glassa aromatizzata all'aceto balsamico di Modena
invecchiato 70 anni.
- Grazie. - Pomodorino, è uno.
Questo è quel coglione di Nico che mi consiglia questi posti.
Serve qualcosa, signore ?
Il conto.
- Qualcosa non è di suo gradimento ? - No, è che sono pieno.
Grazie.
- Andiamo a mangiare un panino ? - Sì.
- Così. - Sì.
(Ragazzo) Bello !
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(insieme) Olé, olé, olé, olé !
- (Ragazza) Posso chiederti una foto ? - Certo.
(Ragazzo) Forza Roma ! Forza Roma !
- Grazie mille. - Ciao.
Grazie.
Ammazza, non puoi uscire di casa. Assurdo.
Ti ha dato fastidio ?
No, è che non avevo realizzato che fosse così.
Hai visto cosa hanno fatto al terzo lotto ?
Che hanno fatto ?
Wow.
Pensa che mia madre mi diceva sempre: "Non ti vedo mai, non ti vedo mai."
Si affacciava e mi vedeva.
Quando la Roma ha vinto lo scudetto nel 2001,
quella matta mi ha portato al Circo Massimo.
Abbiamo scavalcato i cancelli, mi ha portato su alle rovine,
abbiamo visto tutto lo spettacolo da sopra.
Non puoi capire.
Ci stavo pure io.
Che vuoi dire ?
Mio padre è pazzo della Roma.
Ogni volta mi dice: "AIe', ti ricordi dove ti ho portato ?"
E io: "Sì, sì, mi ricordo."
In realtà non mi ricordo niente.
La prossima volta ci torniamo insieme.
La prossima volta.
Vediamo.
Io ti vorrei rivedere.
(Cronista) Ferro, molto bene questo pallone, può provare...
E c'è il gol ! Incredibile !
che segna un momento magico !
"Daje P.
(VOCE NON UDIBILE)
(Cronista 2) Straordinario, una prova incredibile.
La cosa che mi ha sorpreso è la testa con cui ha giocato questa partita.
deve rinnovargli il contratto,
fare una clausola altissima perché per me non ha prezzo.
Al di là dei due gol,
dove lo metti gioca bene: un po' più esterno, un po' centrale...
- (Christian) Oddio ! - No !
Oddio, impazzisco !
(VOCE NON UDIBILE)
Vale'.
- Secondo te ce la faccio ? - A fare cosa ?
La maturità.
Se ce la fai?
Secondo me gli rompi il culo.
Che c'è ?
Pensa che figura di merda con Alessia se non la passo.
La passi, la passi.
(SEGNALE ACUSTICO SMS)
Tutto a posto ?
Sì.
(CAMPANELLO)
Chi è a quest'ora ?
Ho preso il sushi.
No, aspetta, se ti riconoscono ci stiamo tre ore.
- Non avevi il compleanno di tuo padre ? - Vabbè, aperitivo.
- (Valerio) Buonasera. - (Fattorino) Sera.
- (Valerio) Grazie. - (Fattorino) 75.
(Valerio) 75 ?
(Cecilia, segreteria) Ciao, sono io. E un po' di giorni che ti chiamo.
(insieme) Arrivederci. (PORTA CHE SI CHIUDE)
- Aspettiamo qualcuno ? - Mangia, su.
(SQUILLI DI CELLULARE)
Pronto ?
(Paola) Valerio, dov'è Christian ? Non è venuto al ritiro.
il presidente ancora non lo sa...
Calma, calmati un attimo. Paola, calmati.
(STRIDIO DI GOMME)
Non stava con te ?
No.
Cioè, sì. Era a cena qui da me, poi è andato a casa sua
e mi ha chiamato che stava andando a dormire.
- Starà arrivando.
Non dire nulla al presidente. Si agita per niente. Ti richiamo.
- Ti richiamo, ti aiuto.
- Ciao.
(CHRISTIAN VOMITA)
Che è successo ?
Il compleanno di papà è finito un po' male.
Ti vado a fare un caffè, ok ?
La fondazione di mia madre.
L'asta delle magliette.
Tutte cazzate.
Neanche voglio sapere come se li è mangiati.
Poi, ti servono i soldi ? Sei mio padre, chiedimeli, no ?
Te li ho sempre dati.
Non mangiarteli per l'unica cosa importante della vita mia.
Tuo padre che dice ?
Non ci hai parlato.
Vabbè, senti. Vai a farti una doccia. Dopo ti accompagno a Trigoria.
Macché, guarda come sto.
Mi invento io una scusa, gli dico qualcosa io.
- Ecco. - Ma che cazzo è successo ?
Dove stavi, Christian ?
- Era a casa, intossicazione alimentare. - Sì, a casa. Intossicazione alimentare.
- Se ricominci a comportarti di merda... - Paola.
Eravamo insieme ieri sera, abbiamo mangiato la pasta con le vongole
e infatti anch'io non sto tanto bene, ma lui...
Sì, sali sul pullman. Veloce che è tardissimo.
perché Christian Ferro parte dalla panchina.
Mesi da titolare, ha fatto il fenomeno, oggi viene messo in panchina, perché ?
È un provvedimento tecnico ?
legato alla famosa asta delle magliette ?
(Giornalista 2) Forse ci aiuta Pasqui.
"Era una maglia personale,"
"data per una giusta causa."
che non era poi così giusta la causa.
(Giornalista) Brutta storia.
(Giornalista 3) Sì, è proprio brutta.
che si faccia chiarezza subito.
(Valerio) Salve, Dina.
- Buongiorno, professore. - Christian ?
Sta facendo la doccia, ora arriva.
Faccio un panino, se non disturbo.
Disturbi, invece.
Ti sei alzato storto, professore ?
Perché poi, anche se tu avessi il tuo tornaconto,
sei stupido.
Perché lo sai cosa succede ? Lo sai ?
Succede che lui, che sa benissimo che ti sei rubato tutto...
Sì, lo sa. Lo sa.
Invece di prendersela con te e mandarti a fanculo come dovrebbe
ha paura che poi sparisci di nuovo.
- Devi mangiare merda ? - Allora cosa fa ?
Se la prende con se stesso.
Allora si schianta con le auto, gioca di merda.
Se tu capissi che hai un figlio...
Cazzo, hai un figlio.
Magari non gli distruggeresti la vita, testa di cazzo.
Ciao, Vale'.
Testa di cazzo.
- Mi rompe i coglioni. - Io ti rompo i coglioni ?
Vieni, oh !
- Mi dai del ladro ? - No, lo danno a lui nei telegiornali !
- Non hai nessuna dignità ! - Muso di merda.
- No l - Oh!
- Non ho dignità ? - No, zero !
Come cazzo ti permetti ?
- Guarda che lo facevo per te. - Chi cazzo te l'ha chiesto ? Chi?
Vieni qui, critichi. Ma che cazzo vuoi ? Mi hai cambiato tutto.
La ragazza, gli amici, ora anche mio padre.
Vedi ? Non ti sta bene un cazzo di nessuno !
No, è a te che non vanno bene.
Perché così resterai solo. Circondato da stronzi, ma solo.
- Pensa. - Che cazzo devo pensare ?
Pensa a chi sei ! Sei uno sfigato di merda !
Tua moglie ti chiama e neanche le rispondi.
- Piano. - Non le rispondi.
- La tratti come una cogliona. - Basta.
- Che basta ? - Basta.
Poi sai qual è la verità ? Sai qual è ? E che sei stato un padre di merda.
Basta !
Come si permette questo.
appena uscito dalla scatola,
il coltello resterà altrettanto affilato per sempre.
fa il taglio, non il sottoscritto.
è proprio ciò che ci vuole.
(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)
roastbeef, tacchino, pollo, arrosti.
avete fette perfette.
è per finire il lavoro.
guardate cosa faccio ora.
(MUSICA)
(VOCI INDISTINTE)
- Oh, quello è Christian ! - Ciao, Christian.
(insieme) Christian ! Christian !
(CANZONE: "SCREAM & SHOUT" DI WILL.I.AM E BRITNEY SPEARS)
(VOCI INDISTINTE)
(VOCI NON UDIBILI)
(Cronista) È il 72°,
la Roma è ancora sotto di un gol e Ferro finora non ha brillato.
(Cronista 2) Ha fatto veramente poco. Non è una serata facile per lui.
(Cronista) Attenzione, è solo davanti alla porta ! Ferro !
(Cronista 2) Si è letteralmente divorato il gol dell'anno !
(Cronista) Clamoroso errore di Ferro sotto porta !
(FISCHI)
Ferro a piedi uniti !
(Cronista 2) Si è disinteressato delpaHone!
(FISCHIO)
(FISCHIO)
(Cronista) E lo provoca anche !
Oh!
- (Cronista 2) È rosso. - (Cronista) Rosso diretto
Sotto la doccia.
(FISCHI)
(Tito) Christian, sai che io sono un uomo di poche parole, no ?
(Christian) Però non ho capito il senso, scusate.
(Tito) Come il senso ?
L'anno prossimo giochi a Londra. Non sei contento ?
Sì, ma perché mi vendete ?
È un'ottima occasione per dimostrare le tue qualità e il tuo talento.
È per l'altra volta ? Non lo faccio più. Giuro che non lo faccio più.
Allora, ascoltami bene.
- Sette, l'anno. - Dai, Ni'.
Otto per la doppia cifra, nove per gli assist,
dieci se andate in Champions e ci andrete.
Non ho capito di che parliamo.
Ti ho imbastito un capolavoro, un gioiellino.
Una cosa così te la fanno solo in Inghilterra.
Di che parliamo ? Di cosa ?
- Ma io ho la maturità... - Che...?
Che ti importa della maturità ? Christian.
Si era fatto per i giornali, non se lo ricorda già più nessuno. Dai.
- Valerio ? - Chi è Valerio ?
- Il professore ? - Ah.
Per lui devi stare tranquillo, ha avuto un trattamento d'uscita di lusso. Dai.
Che hai, ciccio ?
È l'occasione che aspettavamo, il salto di qualità,
gli sponsor ti vengono a bussare alla porta...
(VOCE NON UDIBILE)
Io non firmo un cazzo.
Come non firmi un cazzo ? Hai pure la macchina del Chelsea !
tutti i giorni e poi lo vendete ?
E la disciplina che era una questione di principio ?
Non importa a nessuno di questo ragazzo ?
Mah, un ragazzino di 20 anni andrà a guadagnare più di 7.000.000 l'anno.
- Non mi sembra proprio una tragedia. - No, certo. No.
Sono 30.000, te li sei guadagnati lo stesso.
A me dispiace. Davvero.
Stavate facendo...
...qualcosa di bello insieme.
Ce la faceva, lo sai, sì ?
La prendeva, la maturità.
Valerio.
Io ti riassumo in un secondo se tu lo vuoi.
Ci sono dei ragazzini della Primavera che sono un disastro.
Tu gli faresti bene.
PensacL
un paio di loft che... Non hai capito.
Se preferisci la villa dimmelo che faccio una telefonata.
- Perché sono già uscite le voci ? - Che voci ?
Quelle escono sempre. Lo sai, fa parte del gioco, dai.
Lo sai meglio di me che volevo rimanere alla Roma per sempre.
Allora ? Che facciamo ?
Devo firmare io ?
Solo che mi pare che avete deciso tutto voi.
Abbiamo deciso tutto noi, sì. Tutto, per il tuo bene.
Vuoi sapere la verità ?
L'anno prossimo il contratto scade e sei a parametro zero.
Così, invece, si beccano 50.000.000, gli vuoi dare torto ? No, non puoi.
Ti hanno rimesso in riga, il valore è salito
e Rigoni vuole monetizzare prima che ricominci con le tue cazzate.
Parole sue, non mie.
Cri', guardami.
Firma.
Davvero.
Fidati.
Gol !
Cri'. Ora che parti, possiamo venire qua comunque ?
- Tenetevi le chiavi. - (Enzo) Tanto io resto.
Che cazzo dite ?
Martedì mi entrano due terzini croati e una mezza punta con tutte le famiglie,
sto incasinatissimo.
Ma hanno i doppioni ?
(VOCE INDISTINTA)
Hanno i doppioni ? Ragazzi, forza ridatemi i doppioni...
(TIFO, APPLAUSI)
(MUSICA)
(VOCI INDISTINTE)
(Ragazza) Ciao, Christian. Ciao, Cri'.
Ciao.
Oh, Cri', tutto a posto ?
Tutto a posto, ciccio ?
(Franco, citofono) Pronto ?
Salve, sono un amico di Alessia. Scusi l'orario.
Le dovrei parlare un attimo. Posso salire ?
- Franco. - Eh ?
- Chi è ? - Dice che è per Alessia.
- A quest'ora ? - A casa della gente ora.
Ora mi sente, gliene dico quattro a questo.
Salve.
(Alessia) Tranquilli, è per me.
Dai, Franco, andiamo a dormire.
- Aspetta. - Dai !
Scusa.
Per tutto.
Il fatto è che non so con chi parlare, capito ?
Se non parlo con te, con chi parlo ?
Un giorno mi dicono: "Studia."
Il giorno dopo: "No, non serve a un cazzo, è una cazzata."
Poi un giorno sono un divo, un giorno sono un mercenario di merda.
E hanno ragione, perché poi me ne vado.
Poi ci si mette Valerio. Si mette a infamare tutti, mio padre, tutti...
Ha ragione Valerio.
Io me lo ricordo quando eravamo ragazzini. Stavi sempre ad aspettare tuo padre.
Non ci stava mai.
Ti ha mollato che eri un bambino.
È tornato a Roma adesso perché sei famoso, perché forse gli fai comodo.
È mio padre.
Che devo fare ?
Non ti aspettare che cambi.
Non ti aspettare che diventi quello che non è.
Di che hai paura, Cri' ?
Di che ho paura ?
Di rimanere solo.
Ho capito, ma per tenerti stretto tuo padre passi sopra a tutto ?
Pure a te stesso ?
Solo tu puoi cambiare le cose.
Però lo devi decidere.
E se decido ?
Ci vieni a Londra con me ?
Ho cercato, ci stanno le università.
Aho, guarda che a Londra si sta bene.
- Sì ? - "Avoja."
- Aho, non te lo mangiare. - Va bene, non ti preoccupare.
(VOCE NON UDIBILE)
- Ho paura che sbaglio. - Va bene.
- Lo rivediamo insieme o da solo ? - No, insieme.
Allora questo lo tieni come riferimento e me lo ripeti, va bene ?
(TV) Appena arrivato a Londra...
(Ragazzo) Ricca' !
Riccardo.
- Che c'è ? - Sto studiando.
Ferro, il giovane...
No, aspetta. Scusa, alza un attimo. Alza, per favore.
la presentazione del suo nuovo club.
Da ieri pomeriggio risulta irreperibile.
Il Chelsea ancora non ha rilasciato dichiarazioni,
di certo non è un buon inizio del rapporto tra Ferro e la sua nuova società.
Grazie.
Sì, vai.
Praticamente è la concezione...
(VOCE NON UDIBILE)
Senti, per oggi interrompiamo qua.
- Come ? - Interrompiamo qua.
- No. - Sì.
- Questo è mio. - Scusa.
- Interrompiamo ? - E meglio se stacchi ora, credimi.
- Come è meglio ? - Tranquillo.
- Non sono pronto. - Sai tutto.
(CLACSON)
(CAMPANELLA)
Ehi, Christian.
Scusa.
(CAMPANELLA)
(Christian) Dopo pranziamo insieme, Vale' ?
Ti aspetto qua.
(Donna) Christian !
Sottotitoli a cura di MovieReading
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