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Original subtitles

Lascia tutto fuori e vattene.

Chi ha ucciso Nitti poteva uccidervi.

Perché non avete avvisato le autorità?

Dopo la morte di Carlo Pancaldi, lei ha archiviato il caso.

Perché avremmo dovuto avvisare le autorità?

A che ora avete trovato il corpo? Alle sei.

Sì. Mm.

E prima abbiamo visto

qualcuno salire sulla nostra carrozza.

Probabilmente il sicario.

Cosa ti fa pensare che sia un sicario, Lidia?

Gli ha sparato un solo colpo dritto in fronte.

Non è un dilettante.

Come ha fatto a sapere che dovevamo incontrarlo?

Non so. Posso sapere di cosa parlate?

Nitti aveva venduto a Brusaferro dei documenti segreti.

Mi aveva promesso di rivelarne il contenuto a me soltanto.

Eravamo qui per questo.

Ma qualcuno è arrivato all'appuntamento prima di noi.

E questi documenti dove sarebbero finiti?

All'interno di un libro raro.

È un'edizione seicentesca de Le Confessioni di Sant'Agostino.

E abbiamo cercato il libro a casa di Attila. Non l'abbiamo trovato.

Magnifico.

Avete violato anche un sequestro giudiziario. Bene. Bravi.

E si chiede perché non abbiamo avvisato le autorità?

Basta, Jacopo.

Ha ragione lui.

Sì, ha ragione lui.

Credevamo di far bene.

E avete fatto male, Lidia.

Mi dici cosa ci facevi in piena notte con Jacopo

al Belvedere del Vitozzi?

Ce l'abbiamo sempre avuto?

Cosa? Quel coso orribile là.

Quel coso orribile

è un orologio a pendolo dell'antica fabbrica Schwarzenberg.

Ne esistono otto esemplari in tutta Italia.

Meno male.

Il senatore Cravero me lo ha donato in segno di stima.

Mi rispondi ora? Enrico, è un belvedere.

Cosa facevo? Ammiravo la vista della città di Torino dall'alto.

Che bello. Sì. Dobbiamo andarci insieme.

È speciale. Ma certo. Andiamo. Eh?

Lidia.

Sorella mia. Sì.

Io per te mi sono candidato al Parlamento.

Lo so. Mi sono fatto venire la gastrite.

Scusa. Hai ragione. Ehm…

Eravamo lì per incontrare una persona.

Speravamo di…

capire per quale motivo è stato ucciso Attila Brusaferro.

Di questo passo dovrò scoprire per quale motivo hanno ucciso te.

Esagerato.

Avvocato. È il senatore Cravero.

Sono arrivati i risultati.

Buongiorno, senatore.

Ho capito.

Grazie.

Allora?

Ho preso 25.231 voti.

Quindi?

Ho vinto.

Bicchieri, bicchieri! Bravo!

Brava. Il primo per lei.

Prego. Scusi.

Quando leggerai queste righe, cara Lidia, io sarò già partito.

Lo so, è un saluto stupido, ma lo sono anch'io.

E forse Roma mi farà bene in tal senso.

Tuo, Jacopo.

Ma dove sono tutti?

A cercare lavoro, spero. Noi qua chiudiamo.

In che senso?

Nel senso che l'onorevole Costa ha accettato con entusiasmo

la mia proposta.

E tra qualche giorno, mi trasferisco a Roma.

E fondo un nuovo giornale socialista.

E pensavo di coinvolgerti, di parlartene.

No, grazie.

E mio fratello?

L'indagine? Tutto il resto?

Cesare…

Nitti è morto.

La Procura ha aperto un fascicolo.

L'unica cosa sensata che possiamo fare è lasciarli indagare in pace.

Abbiamo fatto il possibile. Dobbiamo solo…

confidare nel…

Nel procuratore del Re.

Ah. È questo, allora?

Cosa?

Sei geloso? Sei geloso del procuratore?

Eh? Che c'entra la gelosia?

Potremmo cercare l'assassino di Nitti.

Lo abbiamo fatto. Non lo abbiamo fatto.

Possiamo farlo ora! Abbiamo provato di tutto.

Adesso c'è la Procura.

Non possiamo immischiarci nei fatti della Procura.

Cesare, non c'è più niente che… Va bene, basta. Ho capito.

Lasciamoli indagare in pace. Eh?

Non ricordo come si chiama il vetturino né com'era la carrozza.

Le ripeto, ero con una signorina

e il suo collega ci ha portato al Belvedere Vitozzi.

Se mi sa aiutare, è…

La signorina è quella lì?

Sempre in mezzo stai.

Come dice? Niente, non dico niente. Niente.

No. Capisco che lei non possa fare un'eccezione,

ma in questo momento non li ho.

Magari può farmi un acconto e quando torniamo…

Lidia! Che ci fai qua?

Pensavo fossi a casa a festeggiare la vittoria di Enrico.

Ah… No.

A quanto pare abbiamo avuto la stessa idea.

Cioè?

Puoi prestarmi 40 centesimi?

Posso sapere per cosa?

Il sig. Giovanni qui presente mi diceva che ieri,

dopo averci lasciato al Belvedere, ha riportato il nostro amico fuori città.

E per 40 centesimi ci porta da lui. Ma io non li ho.

Se siete in due, 50.

Cinquanta.

Chi le ha dato il permesso di entrare, scusi?

È ancora casa mia, qui. Ma è ancora sotto sequestro.

Siamo qui per una perquisizione.

Se cerca Le Confessioni, spreca il suo tempo.

Certo.

Io non metto in dubbio i vostri metodi, sig. Brusaferro,

però credo che la giustizia possa ancora dare il suo contributo. No?

Prego.

Tenente, non vada troppo per il sottile. Se il libro è in questa casa, va trovato.

Procedete.

Lo zio te l'ha fatta avere così, senza dirti niente?

Mi ha lasciato questo biglietto.

"Nipote, mi raccomando, usali per diventare ciò che vuoi."

È la metà dei soldi che gli hanno dato quando ha venduto la nostra villa.

Un bel regalo, devo dire.

Papà mi costringerà a restituirli tutti.

Ci parlo io con tuo padre.

Se lo zio ha voluto regalarteli, non può impedirglielo.

Sai già che farne? Dovrò parlarne con Paolo.

Giusto. State per diventare una famiglia.

Amore mio bello!

Non immaginerai mai cosa sto per dirti.

Ti fanno ministro della Giustizia. No, adesso non esageriamo.

Perché, secondo te è possibile?

Non lo so. Se non mi dici cos'è successo…

Mi ha appena chiamato il senatore Cravero.

Dice che vuole presentarmi direttamente al presidente Depretis.

Domani sarà a Torino, e prima della cena di gala,

vuole che organizziamo un rinfresco qui da noi.

Qui? Sì.

Stavo pensando a un chocolat chaud. Che dici?

No, papà. Ha 190 anni, gli farai venire l'indigestione.

Marianna, per cortesia, non essere impertinente.

Albertina. Abbiamo tutto per il chocolat chaud?

Chocolat chaud pour le président!

Era già così anche quando vi siete sposati?

Identico.

Mi sono innamorata al primo sguardo.

Come per te e Paolo.

Identico. Anch'io, al primo sguardo.

Salve.

Ehm… Salve. Salve.

Ehm… Cognac?

Qua abbiamo solo vino. O grappa.

Grappa. Di Nebbiolo?

Due grappe. Vanno benissimo.

Sono quattro centesimi. Subito.

Le piaccio. Mm, mm.

Scusi, qui si beve soltanto o si può anche dormire?

Vi siete persi?

No. Siamo esattamente dove dovremmo essere.

Sì.

Abbiamo una stanza sola.

Costa una lira a notte.

Una lira e dieci, se volete anche la biancheria.

Crepi l'avarizia. Insomma…

Eccoli.

E c'è, per caso, un registro degli ospiti che dobbiamo compilare?

Seguitemi.

Abbiamo un piano?

Qui non c'è niente, procuratore.

Che si aspettava? Che Attila avesse murato il libro nelle pareti?

Quel camino è tappato da sempre?

Non lo abbiamo mai usato.

Confessioni.

Secondo volume.

Jacopo.

Très bien.

Il sicario ha dormito qui. Bene. Sì.

Se si è fermato qui, almeno sappiamo che non vive in città.

Se avesse lasciato un biglietto da visita,

avrei potuto chiedergli quanto costa uccidere un procuratore del Re.

Oh, va bene. Va bene. Va bene.

Scusa. Non pensavo fosse così seria.

Ehm, non lo so nemmeno io, se è seria.

So solo che lui non mi fa sentire in difetto.

Perché, chi ti fa sentire in difetto, Lidia?

Andiamo, va'.

Non troveremo mai una carrozza, mia cara.

Quindi, mi spiace dirti che…

dovrai sentirti in difetto almeno fino a domani mattina.

Eh, sì.

Se ci preoccupassimo ogni volta

che mia cognata sparisce, saremmo morti d'ipertensione.

Ammetto che non credevo possibile la sua elezione, avvocato.

Si vede che Depretis gode ancora di ottimo favore nel Paese.

Io sono solo contento di poter servire la nazione.

Quando sarà a Roma, deve conoscere mio cugino.

Gli ho scritto, l'aspetta. Certo.

Marianna, ti senti bene?

La data si avvicina, è un po' emozionata, vero?

Tesoro, vuoi che andiamo un attimo di là? Mm?

No.

Devo dire una cosa.

Paolo.

Sei una persona magnifica.

E sono innamorata di te dal primo momento che ti ho visto.

E lo sono ancora, più che mai.

Però…

io non posso sposarti.

Perché?

Non può fare così. Duca, la prego, non è il caso.

Per favore. Vogliamo assecondare questo capriccio?

Papà, ti prego. Marianna.

Parli con sua figlia. E risolva. Non è il momento di avere certi dubbi.

Tranquillo, provvederemo noi a risolvere la questione.

No. Marianna ha il diritto di esprimere i suoi dubbi.

Anche fosse il giorno delle nozze.

Tesoro, siediti. Fai qualcosa.

Tu lo sai che non devi sposarti per forza.

Se qualcosa ti ha fatto cambiare idea, devi soltanto dirlo.

Signora, ma che dice? Non capisce che sono le bizze di una ragazza viziata?

Moderiamo i toni, per cortesia.

Lei non può parlarci così in casa nostra.

Questo è troppo. Me ne vado.

Uscite. E vi ricordo che mio marito è un deputato del Regno.

Tecnicamente, io sono eletto, ma non proclamato.

Appunto.

Ma condivido appieno le parole di mia moglie.

Benissimo.

Paolo.

Tra qualche giorno mi trasferisco a Roma.

Ho proposto all'onorevole Costa…

un nuovo giornale.

Ah…

E lui ha…

Ha accettato?

Gli è piaciuto anche il nome.

Il Martello.

Bello.

Volevo dirtelo.

Hai fatto bene. Sono…

felice per te.

Ti meriti il meglio.

Adesso, mi merito una grappa.

Perché ha portato la signora in un posto così?

Come?

Eh, non la conosce.

È lei che porta me.

È sposata con un pezzo grosso, ma non lo ama.

E io non riesco a dimenticarla.

Pensavamo di aver trovato un modo per liberarci dal marito.

Ed è per questo che siamo venuti qui.

Dovevate incontrare qualcuno?

Un uomo,

che poteva toglierci di mezzo il nostro…

problema.

Ha capito, no? Mm.

Aveva detto di chiamarsi Giulio e ci ha dato appuntamento qui.

Ma pare che…

ci abbia preso solo in giro.

Si chiama Mario.

Non Giulio.

"Cara Lidia,

vorrei tanto scrivere delle parole di saluto sensate.

Tuttavia, sono solo immagini, quelle che affollano la mia mente.

Il bicchiere tirato contro il quadro di tuo padre.

La notte che ti ho conosciuta." Chi è lei?

Io sono Jacopo Barberis.

"L'armadio del d'Angennes." Entra.

"In cui ci siamo nascosti in attesa del marchese di Clermont."

Scommettiamo?

"Tu e io insieme sul mio velocipede.

Oppure seduta, sul davanzale della tua finestra.

Tu, nella mia cucina a mezzanotte.

Quando leggerai queste righe, cara Lidia, io sarò già partito.

Lo so, è un saluto stupido, ma lo sono anch'io.

E forse Roma mi farà bene in tal senso.

Tuo, Jacopo."

Chi è?

Che hai fatto? Hai sedotto la locandiera?

Il nostro sicario si chiama Mario Garrone.

E vive a Grugliasco, in una cascina nel bosco.

Credo sia arrivato il momento di avvisare le autorità competenti.

Mm? Sì.

Tu, tutto bene?

Mm.

Io vi devo delle scuse, ma…

soprattutto le devo a lei, Barberis.

Il vostro amico Brusaferro aveva messo le mani

su una miniera d'informazioni.

Dove l'hai trovato? Era nascosto bene.

Questi sono versamenti su vari depositi bancari

per cifre astronomiche

per un'operazione segreta denominata "15 marzo".

Corruzione?

Potrebbe, ma per esserne certi,

dobbiamo capire a chi sono intestati quei conti.

Certo.

Uno di questi di sicuro è Juvara.

Abbiamo bisogno di tempo.

Però ho già mandato decine di richieste al giudice Genovesi.

Guarda.

Da qui fino a qua.

E poi ancora, guarda questo.

Vuoi che denunciamo la scomparsa?

È ancora prematuro.

Allora che facciamo?

Non posso fare niente.

Devo solo ospitare il presidente Depretis con questo groppo in gola.

Guarda, spero che sia morta, perché se è viva l'ammazzo io.

Notizie della zia? Non ancora, tesoro.

Vedrai che torna quando meno ce l'aspettiamo.

È imprevedibile.

Vuoi mangiare qualcosa, tesoro?

Non ho molta fame.

Ti posso chiedere una cosa, Marianna?

Non preoccuparti.

Non voglio sposare Lorenzo.

Non ero preoccupata.

Ci sto pensando dal giorno che ho parlato con la zia.

Era strano che la zia non avesse una sua opinione.

No, ma anche lo zio, quando m'ha scritto di diventare ciò che voglio.

Io mi sono accorta che non ho idea di chi voglio essere.

Ho bisogno di stare da sola.

Per capire se ho una vocazione, un talento, un'ambizione.

Lo capiremo insieme, tesoro.

Ecco, appunto. Voglio capirlo da sola.

Da sola, Teresa.

Attenti!

Cosa fai? Stia giù!

Torna in carrozza.

Devo parlargli. No.

Lo arresteremo, lo interrogherò e tu potrai parlargli.

Attenti! Eccolo! Giù!

Non sparate! Lo voglio vivo. Non sparate.

Stai bene? Sì.

Ti ha ferito? No.

Spara perché pensa di non aver niente da perdere.

Se tu mi ci lasci parlare… Per l'amor di Dio. Fatti da parte.

Eh, non la conosce così bene.

Lidia. Lidia.

Lasciami. Lidia!

Parla con me, Garrone.

Se vuoi, puoi ammazzarmi anche subito, ma…

fidati di me, hai ancora un modo di salvarti.

Hai ucciso per soldi, no?

E che cosa te ne farai, quando sarai morto?

O pensi che i tuoi mandanti ti proteggeranno?

Secondo me, tu hai bisogno di noi più di quanto noi abbiamo bisogno di te.

Fammi entrare e parliamo.

Possiamo togliere la pistola?

No? Va bene.

Se tu mi dici chi ti ha pagato per uccidere Nitti,

il procuratore lo vedrà come un pentimento.

Chiederà una pena ridotta, in tribunale.

E da quel momento, ti proteggerà da chiunque voglia toglierti di mezzo.

Sei un testimone troppo scomodo. Lo sai anche tu.

Non ho bisogno di protezione.

Io credo di sì, invece.

Altrimenti, non mi avresti fatto entrare.

No?

Non si tratta di una persona sola. Ce ne sono diversi e non li conosco tutti.

Uno di questi, però, è Antonio Juvara, giusto?

cosa aveva di così compromettente da nascondere?

Non posso aiutarti, se non mi parli.

Che cos'è l'Operazione 15 marzo?

Le dice niente quella data?

Le idi di marzo? Non lo so.

Che cos'è, un esame di licenza?

No, signorina.

Un colpo di stato.

Un colpo di stato?

Esatto.

Benvenuto a Torino, presidente. È sempre un piacere, senatore.

Depretis è invitato a cena stasera.

A casa del senatore Cravero.

Lo faranno saltare in aria.

E questa? Chi l'ha ordinata?

Un omaggio per il senatore dal Banco di Torino.

Bene. Cominciamo coi doni di scambio.

Incolperanno gli anarchici.

La metta lì, l'assaggeremo poi.

E si prenderanno il governo.

Arriveremo in tempo, Lidia. Non temere.

Filippo. Grazie.

Il presidente non è con te? L'ho mandato a casa di Enrico Poët.

Ah.

Volevo che si conoscessero. Ma si sarebbero conosciuti a cena.

A proposito di cena.

Mi sembra che vada tutto bene, no? Sì. Sì, sì.

Procuratore.

Ma è venuto con l'esercito?

Purtroppo non sono qui come ospite.

Che succede?

Crediamo che in casa vostra sia nascosto un ordigno esplosivo.

Cosa? Un ordigno esplosivo in casa nostra?

Dovete uscire subito. Dobbiamo evacuare la residenza.

Ma faremo tutto con la massima discrezione.

Prego.

Sarà solo un falso allarme.

Forza.

Vuole assaggiare la cioccolata? È densa come piace a lei.

Mi spiace vederla così preoccupato per sua sorella, avvocato.

O forse preferisce onorevole?

Non ostentiamo, Albertina. Avvocato va benissimo.

È arrivato.

È arrivato! È arrivato!

Bene. Eh… Ognuno al suo posto.

Albertina, alla porta.

Marianna, tu aspetta di là, in sala da pranzo.

Su. Sì.

Composta! Sì!

Teresa, con me. Sempre.

Andrà tutto bene.

Presidente. È un grandissimo onore.

L'onore è mio, avvocato.

Questa è mia moglie, Teresa.

Presidente.

La prego, mi segua.

Questa è mia figlia, Marianna.

Lieta di conoscerla, presidente. Buonasera.

Prego, si accomodi.

Ma che profumo. Che cos'è?

Mi sono permesso di far preparare un chocolat chaud.

Vuol farmi morire d'indigestione?

Tra un'ora abbiamo la cena di gala.

Eh. Certo. Rimaniamo leggeri.

Provvediamo subito al tè. Subito.

Scusi, voglio solo parlare col senatore. Solo un secondo.

Mi spiace, dottoressa, ma il procuratore ha dato ordini precisi.

Jacopo, di' qualcosa anche tu, per favore.

Ma che ti posso dire? Sto leggendo.

Non sono mai stato dinanzi a dei consuntivi di un colpo di stato.

Nemmeno io. Ho capito.

Posso dirti che lo progettano da tre anni, che hanno speso un patrimonio tra…

stanze d'albergo, ristoranti di lusso, una carrozza, ehm…

Due cavalli. Due cavalli arabi. Io non so cosa c'abbiano fatto.

Ma c'è di tutto. C'è di tutto. C'è uno Schwarzenberg anche…

Dei vini pregiatissimi, dei costi esorbitanti.

Cosa?

Dei vini incredibili. No, prima.

Lo Schwarzenberg è un orologio a pendolo molto costoso.

Una rarità. Ce ne saranno dieci in tutto il Regno.

No, ce ne sono otto. Otto, dieci, insomma…

Che ne sai?

Un orologio a pendolo Schwarzenberg.

Lidia.

Il senatore Cravero me lo ha donato in segno di stima.

Lo spirito con cui si batte contro le discriminazioni verso le donne

è veramente ammirevole.

Mio marito dice ciò che pensa.

Gli amanti del progresso voterebbero per lei.

Allora ci siamo chiesti: "Chi è la persona più vicina a Lidia Poët?"

Finalmente è finita. È appena cominciata.

Attila Brusaferro e tuo marito si sono incontrati

due giorni prima dell'omicidio.

Ho saputo che siete impegnati col caso del giornalista ucciso.

Verranno a prendere anche voi se non smetterete di cercarli.

Quel pezzo di merda ha regalato uno Schwarzenberg a Enrico.

È d'accordo con Juvara. Jacopo, dobbiamo correre. Devi correre.

Devi correre, cazzo! Andiamo!

Speravo d'incontrare sua sorella.

L'ultima volta è stato un confronto molto stimolante.

Eh, mia sorella non sapeva della sua visita

e si è presa una breve vacanza.

Lei ama fare lunghe passeggiate, sa?

La Val Germanasca, la Val Chisone.

Lo sapeva che il cognome Poët è tra i più antichi di tutto il Piemonte?

Anche se in realtà si dovrebbe pronunciare "Poèt". Ma…

Enrico! Albertina!

Eccola. Ecco, mia sorella.

Ma non è in Val Chisone?

Eh, no. Il solito tempismo.

Enrico, grazie a Dio.

Dovete fare uscire tutti. Lidia! Vuoi salu…

Siete in pericolo! Vuoi salutare il presidente?

No. Presidente, non c'è tempo. Qualcuno la vuole uccidere.

Quell'orologio potrebbe esplodere. Lidia, che dici?

È un regalo del senatore Cravero.

Appunto. Il senatore è coinvolto in una congiura.

Aiutami.

Io mi scuso per questo spettacolo di quart'ordine.

Mia sorella ha avuto un periodo d'intense sollecitazioni emotive.

Dai. Che fate? Mollate l'orologio.

No! Enrico. Lascialo! Togliti! Enrico, non rompere il cazzo!

Mi scusi, presidente.

Fidati!

Lascia stare… Enrico!

Togliti, Enrico! Lascialo.

Fidati! Dai! No! Lasciatelo!

Uno, due, tre! Uno, due, tre!

Almeno…

abbiamo scoperto che non c'era nessuna bomba e che…

il senatore Cravero è stato calunniato ingiustame…

Poët! Ti sei bevuto il cervello? State bene?

Tu, papà? Sì.

Mamma?

Signora.

Stavi dicendo qualcosa?

Tu stai bene? Sì.

E tu? Bene.

Pare che io le debba la vita, dottoressa.

E non soltanto io.

Capite bene che l'opinione pubblica sarebbe sconvolta

se si diffondesse la notizia di un attentato alla mia persona.

Vi pregherei di promettermi il massimo della discrezione.

Certo.

cosa succederà al senatore Cravero?

Mah… Troveremo il modo di punirlo, senza creare scandalo.

Avvocato.

Se non fosse un disturbo,

gradirei quel chocolat chaud che mi ha promesso.

Certo. Ah.

Chocolat chaud.

Pour tout le monde.

Sì.

Leggerete, sulle quarte o quinte pagine dei giornali,

che il senatore Cravero è stato coinvolto in un piccolo caso di corruzione.

Insieme al cavaliere Juvara

e altri colleghi di entrambi gli schieramenti politici.

Leggerete anche che Cravero si è dimesso di sua spontanea volontà.

E subito dopo averlo letto, ve ne dimenticherete.

Soltanto sul nostro giornale leggerete, e in prima pagina, la verità inaudita.

Cravero, su istigazione del Banco di Torino,

ha congiurato ai danni del primo ministro Agostino Depretis.

La congiura è stata sventata

grazie alla caparbietà del nostro amico Attila Brusaferro,

all'onestà del procuratore Pierluigi Fourneau,

e soprattutto all'intelligenza dell'avvocata Lidia Poët,

che ci auguriamo diventi presto

un esempio da seguire

piuttosto che un'anomalia da combattere.

Sig. Barberis. Sono desolato.

Ho avuto ordine di sequestrare tutto il materiale per la stampa.

Mi dispiace. Sì.

Avrei dovuto ucciderlo io con le mie mani.

Ma prima che lo arrestassero.

Non lo dica nemmeno per scherzo, Anna.

Provi a pensare al futuro, invece.

Perché, secondo lei ho un futuro?

Credo di sì. Anzi…

Io…

devo dirle onestamente che…

sarei onorato se lei volesse diventare la mia consigliera a Montecitorio.

Perché ride?

Proprio lei me lo chiede?

Dopo che l'ho quasi fatta saltare per aria?

Cosa dice, Anna? Lei non ha nessuna colpa.

Anzi, lei è stata la prima ad avere fiducia in me.

A farmi scoprire certi miei talenti.

Io questo non lo posso dimenticare. Senza i suoi consigli, mi sentirei perso.

Noi ora abbiamo una grande occasione.

Per cambiare una legge ingiusta e far progredire questo Paese.

Non farlo sarebbe un crimine ancora più odioso

di quello che abbiamo sventato.

Questa volta non si è neanche emozionato.

Quindi è un sì?

Diciamo che per adesso è…

È un grazie.

le prometto che ci penserò.

Molto seriamente.

Quindi, hai deciso.

Andrai a Roma con tuo fratello?

Mm. Ci ho pensato.

Però qui abbiamo uno studio legale da portare avanti. Quindi…

Certo.

Solo per questo.

Vuoi che ti dica che rimango per te?

Per me? Eh.

Mm.

Beh, mi…

Mi piacerebbe. Sì.

Mi mancherebbero molto i tuoi baffi da Schnauzer.

Lidia, grazie.

Di che?

Grazie.

Dove vai?

Se mi posso permettere, procuratore,

cosa le ha fatto cambiare idea?

È la risposta più antica del mondo, dottore.

Una donna.

E questa donna sa dell'operazione?

È un'amicizia importante, ma…

non voglio caricarla anche di questo peso.

Permesso, scusate.

Jacopo!

Lidia.

Il capotreno ha detto che ho cinque minuti, poi parte.

Che è successo? No, niente. Devo parlarti.

Dimmi.

Lo so che ti aspetta

il tuo nuovo giornale e la tua nuova vita.

E sono felice per te.

E sono emozionata

per tutta la strada che hai fatto da quando ti conosco. E…

Anch'io sono felice per te, ma non capisco…

No, non è questo il punto.

Forse…

ti ho dato l'impressione che non m'importi del fatto che te ne vai.

Ma non è così. Anzi, è solo…

Lidia. Lidia.

Che c'è?

È che mi manchi, Jacopo.

Quando non stiamo insieme, mi manchi.

Poi, però, quando ci vediamo, io, non so per quale motivo,

mi sento inadatta e sto male, e allora ti allontano,

e poi mi manchi di nuovo, ed entro in un circolo vizioso senza fine…

Lidia, va bene. È chiaro. Però…

gli addii mi deprimono.

Quindi,

per quanto sia doloroso,

per favore,

scendi.

Scendi.

Fa un cazzo di male, però. Lo so, Lidia. Anche a me.

Anche a me.

Ciao. Ciao.

Buon viaggio!

Ciao! Torna presto!

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