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Fermo!
Fermo!
Guardie! Lasciami.
Qua! Lasciami!
Cesare, è arrivata una lettera dall'onorevole Costa?
Ma che ti deve scrivere?
Poi ti spiego.
No, non è arrivato niente.
L'intenzione di voto per domenica?
Sono stato in università
e un terzo degli interpellati mi ha mandato a quel paese.
È normale. Gli altri? La maggior parte vota per Juvara.
Quando ho chiesto dei loro padri, sette su dieci mi hanno detto
che sono con Depretis, quindi con tuo cognato.
I socialisti di Costa è come se non esistessero.
Certo.
Ciao. Ciao.
Scusa, è un brutto momento?
I socialisti di Costa sono indietro, ma se mi vuoi parlare, dimmi.
Possiamo?
Certo.
Certo, sì.
Che c'è?
No, niente, stavo…
pensando al libro che Attila ha comprato da Nitti, no?
Le Confessioni di Sant'Agostino. Sì.
Forse non l'abbiamo cercato abbastanza o non nel posto giusto,
non lo so.
Lidia, tu sei veramente un grande enigma.
Aveva ragione Attila.
Comunque, quel libro è sparito, Lidia.
O è stato fatto sparire. In ogni caso, non si sa dove sia.
Però…
ho una novità.
Ho un appuntamento con la governante di Nitti.
Perfetto.
Quando? Magari posso venire anch'io. No.
Solo per aiutarti col caso. No. Ti prego.
Possiamo tornare
a quel meraviglioso periodo in cui non ci frequentavamo?
Per me non è stato meraviglioso. Per me, sì.
Io ora sto molto meglio, senza di te.
Il cervello funziona, dormo bene…
Alle volte sogno. Pensa.
Eh?
Va bene.
Posso solo chiederti se…
Se doveste trovare Nitti…
Dovessimo trovare Nitti, sarai la prima persona a saperlo.
Certo.
Grazie.
E prego.
È un fermacarte.
Non capisco se…
Non capisco se sia una velata allusione ai miei baffi da Schnauzer.
No, oddio. No. Non… No, eh?
Non è uno Schnauzer, comunque. È… È un regalo…
brutto.
Per farmi perdonare per la cena.
Volevo venire. Sono un po' confusa…
Lidia, la prego… Lei non mi deve nessuna spiegazione.
Nessuna. Anzi…
Qualora il motivo della sua confusione fosse il sig. Barberis…
Cosa…
Cosa glielo fa pensare?
Lo penso dal primo momento in cui vi ho conosciuti.
E lo capisco benissimo.
Il sig. Barberis è una persona colta e intelligente.
Con una lunga vita davanti.
Però, il motivo per cui le ho chiesto di venire è un altro. È per…
parlarle di un caso che mi tiene in apprensione.
Dunque, ehm, due notti fa,
un tale Bruno Corsi ha tentato di evadere dalle Nuove.
Immagino che adesso la pena verrà prolungata.
A vita. Ah.
Perché pare che, durante la fuga, abbia ucciso un agente di custodia.
"Pare"? Francesco Maselli.
È stato ritrovato nella dispensa, strangolato.
E sul posto c'erano segni evidenti di lotta.
Come se avesse cercato di fermare il detenuto.
Sì. In qualche modo sì. Però è qui che c'è l'intoppo.
La dispensa era rivoltata da cima a fondo, come se avessero combattuto per ore.
E lei si chiede come mai Maselli non abbia dato l'allarme subito.
Già. Insieme a delle altre piccole incongruenze.
Sui polsi della vittima c'erano segni d'inchiostro.
E aveva un braccio lussato, come se qualcuno lo avesse tenuto fermo.
Ma il fuggitivo era da solo, a quanto pare.
Ed è questo che mi fa dubitare della sua colpevolezza.
Quindi lei pensa che sia tutta una messinscena
per dare la colpa a questo tale Corsi?
Perché non chiede un supplemento d'indagine?
Perché non posso.
Il ministro mi ha chiamato personalmente,
e mi ha costretto a chiedere subito il rinvio a giudizio.
Domenica ci sono le elezioni, quindi vogliono una punizione esemplare.
Certo. Chi è l'avvocato di Corsi?
Nessuno vuole difenderlo.
Ora, noi dovremmo affidargli un avvocato d'ufficio,
ma io vorrei qualcuno in grado
di mettere in crisi il mio impianto accusatorio
e garantire a Corsi un processo equo. No?
Qualcuno come suo fratello.
Contorto.
Comunque, Enrico è candidato alle elezioni.
Non credo accetterà.
Lo so. Però io e lei condividiamo un certo ideale di giustizia.
Magari può provare a convincerlo.
Se è tutta una messinscena,
dev'essere per forza coinvolto il corpo di guardia.
Sì. Io temo di sì. Tuttavia abbiamo un vantaggio.
Il comandante delle guardie si chiama Orazio Talarico.
Era il più caro amico di mio padre.
E dopo la sua morte mi è stato molto vicino.
Sono certo che vi aiuterà.
Sa, questo è molto più divertente di un invito a cena.
Fa proprio un effetto strano chiamarlo procuratore.
Per me è come un figlio.
Prego.
Prima di farvi parlare col detenuto, vorrei chiarire un punto importante.
Io ho piena fiducia nei miei uomini.
E sono profondamente convinto che la verità sia già stata acclarata.
Perciò non ho problemi ad aiutarvi nelle indagini.
Chiarissimo, grazie.
Vi aspetto qui fuori. Grazie.
Io glielo giuro, avvocato.
Quando son passato per la dispensa, non c'era nessun agente.
Eh, sì, Corsi. Lo capisco. Ma giurare non basta.
Servono le prove. Le prove…
Avevo tra le mani un cucchiaio affilato come una lama.
Se volevo ammazzarlo, avrei usato quello, no?
Chiedete all'agente che mi ha fermato.
Non lo so mica come si chiami. È nuovo. Va bene, verificheremo.
Però perché hai cercato di evadere? Ti mancavano sei mesi.
C'era il funerale di mia madre.
Ho chiesto il permesso. Loro me l'hanno negato.
E allora mi è venuta la brillante idea di scappare.
Mannaggia a me!
Dai, Corsi.
Non ti perdere d'animo, eh?
Noi siamo dalla tua parte. Sì.
È possibile che…
qualche agente di custodia ce l'avesse con il collega tanto da ammazzarlo?
Non lo so, signorina.
Ma ci sono un paio di loro che sono molto prepotenti.
Durante il turno di notte, sembra che il braccio sia casa loro.
Una volta hanno fatto uno scherzo al ragazzo che è morto.
L'hanno chiuso in una cella da solo per ore.
E questi due, te lo ricordi come si chiamano?
Salvemini, Ambrosio, attenti.
Loro sono gli avvocati di Bruno Corsi.
Rispondete sinceramente a tutte le loro domande.
Sì, signore.
Voi avete trovato il corpo del vostro compagno
cinque minuti prima delle 6:00, giusto?
Sì, signore.
E prima di allora, non vi eravate accorti che era scomparso?
Un paio d'ore prima.
Era andato in bagno, ma non è più tornato nel braccio.
E la cosa non vi ha preoccupati? Sì, signora.
Se non l'avessimo trovato morto, avremmo fatto rapporto al comandante.
Certo. Immagino. E…
Mi dica, è vero che una volta lei e il suo collega avete chiuso Maselli
dentro a una cella vuota per fargli uno scherzo?
Signor comandante, noi siamo in piedi da 16 ore.
Un nostro amico è morto.
E ora dobbiamo sopportare le insinuazioni di questa signorina…
Dottoressa, grazie. Salvemini.
Non ti azzardare a usare questo tono.
Quello che l'agente Salvemini cerca di dire
è che qui sono tutti come fratelli.
Mangiano insieme, dormono insieme. Pensate che nella sezione A,
per ogni turno, abbiamo quattro agenti per 40 detenuti.
Salvemini.
Ambrosio.
Maselli.
Manca il quarto.
Sta facendo la doccia.
Manera!
È lui che ha bloccato Corsi e dato l'allarme.
Ah, beh, sì, sarebbe…
interessante parlarci…
Ma questo è Lorenzo. Scusa. Avevi una cosa sulla giacca.
Ehm, comandante.
Grazie per la disponibilità. Purtroppo dobbiamo andare.
Arriviamo tardi a un impegno importante. Giusto?
Arrivederci. Con permesso. Con permesso, arrivederci.
Salvemini si diverte a far la voce grossa, però non è cattivo.
Ambrosio parla di meno.
Ha quattro figli e sembra sempre morto di sonno.
Maselli? Com'era? Andavano d'accordo?
Se per scagionare Corsi,
volete dar la colpa ai miei colleghi, non posso aiutarvi.
No, non vogliamo dare la colpa a nessuno.
Allora cosa volete?
Non sono più al servizio dell'avvocato, no?
Dai. Dove viviamo ora non c'è più nemmeno il giardino.
Ti avremmo licenziato comunque.
È vero.
La famiglia Poët ti ha trattato molto male, è vero.
Ma non c'entra niente con quanto successo al tuo collega.
Quindi, se sai qualcosa che può aiutarci a scoprire la verità,
questo è il nostro nuovo indirizzo di casa.
Mi saluti Marianna e le faccia gli auguri per il matrimonio imminente.
Non ci credo. Gli hai dato il nostro indirizzo.
A volte non so cos'hai nel cervello. Ipotesi.
Lorenzo era di ronda nell'atrio.
Maselli litiga con Salvemini e Ambrosio che lo ammazzano.
Devono sbarazzarsi del corpo, non sanno che fare,
ma la fortuna li assiste.
Suona l'allarme, c'è un evaso.
A quel punto aspettano che il trambusto si plachi,
trascinano il corpo fino alla dispensa, proprio sulla via di fuga di Corsi.
Sai che se avessi scritto romanzi invece di studiare Legge,
ci saremmo risparmiati un sacco di problemi?
Mamma, non voglio fare nulla di disdicevole.
Voglio solo passare dieci minuti della mia vita da sola con Paolo.
Dai, anche i carcerati hanno l'ora d'aria.
Lo sai che anche durante quell'ora sono sorvegliati, vero?
Albertina? Sì?
Albertina.
Hai comprato la malva per la gastrite di Enrico?
Sì. Dov'è?
In cucina. Perfetto.
Gli preparo una tisana dopo cena, signora.
Paolo dice che è la vista dalla camera da letto.
Mm, mm.
Tesoro…
Volevo dirti… Non so se tuo padre ti ha già raccontato.
Ci è capitato di rivedere Lorenzo, ultimamente.
No, e ora che c'entra Lorenzo?
No, perché è diventato agente di custodia, e per un caso si è ritrovato…
No, io dico, che c'entra con il fatto che io vado a vivere a Napoli?
Niente. Era per raccontarti.
Zia, non sono indecisa tra due uomini.
Non sono proprio il tipo, io.
Nemmeno io, se è per questo.
Scusami.
Non volevo girare il coltello nella piaga.
Non c'è nessuna piaga.
In realtà, volevo chiederti un consiglio.
Io e Paolo, finora…
Non so se mi spiego, ma non…
Non ci siamo mai…
visti…
No. Non posso proprio aiutarti questa volta, Marianna.
No. No, zia, non ci serve un aiuto.
È solo che…
voglio sapere se è una cosa tanto sbagliata, prima del matrimonio…
guardarsi.
Guardarsi e basta.
Vuoi la verità?
Sì.
Per me non è tanto guardarsi o non guardarsi.
La cosa sbagliata è proprio…
Proprio?
Proprio questa idea di sposarsi così presto
è senza senso, Marianna.
Con Paolo, con Lorenzo, con chiunque sia.
Devi focalizzarti sull'obiettivo.
La palla rimbalza e tu la colpisci. Va bene?
Quasi. Quasi. Quasi. Però…
per essere la prima volta, non è niente male.
Vai. Pronta?
Ma perché mi hai portato qui?
Eh… No. Ehm… Pensavo potesse piacerti. Se non ti va…
No, è che…
Non lo so, di solito alla tua età, un uomo ha già una famiglia, dei figli…
Tu com'è che sei da solo?
Innanzitutto, non sono così vecchio.
E poi, finora, mi sono innamorato delle ragazze sbagliate.
Sai, io ho vissuto tanti anni a Parigi,
poi sono tornato, ho lavorato per giornali diversi.
Adesso sto progettando di andare
a vivere a Roma per fondare un giornale socialista, e…
Anzi, conosci Andrea Costa?
Questo gioco non mi piace.
Marta. Marta.
Ho detto qualcosa di sbagliato? No, sei stato chiarissimo.
Stai cercando un passatempo in attesa di andartene a Roma.
No, no, no. Marta, hai assolutamente frainteso. Io…
E allora cosa? Vuoi chiedermi di venire con te?
Hai ragione, non sono stato sincero.
Il fatto è che tu hai lavorato per un periodo
con una persona con cui io devo assolutamente parlare.
Si chiama Umberto Nitti.
È molto importante, Marta.
Non lo sento da anni.
E comunque, potevi dirlo subito.
Ti saresti risparmiato questa pagliacciata.
Sei. Pari. Manera, tocca a te.
No, non mi va di giocare. La ronda? Almeno, ti va di farla? Eh?
Dai, Manera, non vedi che lui sta giocando a dadi?
Dai, Manera. Rondina.
Esci.
Pure stasera? Dobbiamo finire. Muoviti.
Servo vostro.
Mi amano proprio.
La sua decisione di difendere Corsi le fa onore, Enrico. Sono sincera.
La ringrazio. Tuttavia, domenica si vota.
E tutto questo trambusto non porterà niente di buono alla nostra causa.
È un rischio anche per la nostra proposta di legge.
Ma non se dimostriamo che Bruno Corsi è innocente.
Eh.
E pensate di riuscirci entro domenica?
Sì.
Se non vi ammazzano prima.
Speriamo di no.
Ciao.
Che vuoi, ancora?
Niente.
Sono venuto per tua zia. Me l'ha chiesto lei.
E tu non hai perso l'occasione.
Entra.
La zia è impegnata, quindi dovrai aspettare.
Ciao, Anna.
L'accompagno alla porta. Grazie.
Mi raccomando. Prudenza.
Non si preoccupi.
Lorenzo, ciao. Dottoressa.
Che c'è, hai scoperto qualcosa? Sì.
Si tratta di Salvemini e Ambrosio.
Questa notte hanno scortato un detenuto in un settore abbandonato del carcere.
E avevano l'aria di esserci già stati altre volte. Come un'abitudine.
E chi sarebbe questo detenuto?
Allora, si chiama Amilcare Rolli.
Sconta cinque anni per contraffazione di denaro e titoli di stato.
Pare che sia un artista, a suo modo.
E secondo lei è sufficiente per ordinare una perquisizione?
Lidia.
No. Suggerivo l'ipotesi che…
Rolli e Salvemini e Ambrosio
utilizzino il settore abbandonato del carcere per stampare denaro falso.
E avrebbero ucciso Maselli perché li aveva scoperti?
Forse. Spiegherebbe le tracce d'inchiostro sui polsi della vittima, questo sì.
Beh, Maselli ha minacciato di fare rapporto, loro lo hanno aggredito
e hanno usato l'evasione di Corsi per attribuirgli l'omicidio.
Ha senso, sì.
Ma è lo Schnauzer che la distrae? Perché si può togliere.
Non è uno Schnauzer. No.
È questo che le interessa.
Soltanto una diagnosi, dott. ssa Poët.
Meningioma frontale sinistro.
Endocranico.
Altisonante, no?
Altisonante, sì.
Solo per scusarmi. Giuro. Non serve. Davvero.
Sono stato molto indelicato, Marta. Molto scorretto.
Te ne vai, per favore?
Marta, a mia parziale discolpa, lascia che ti spieghi la mia situazione.
Il sig. Nitti ha lavorato per un periodo al Banco di Torino.
E io sono convinto che sia entrato in possesso
di certe informazioni delicate.
Il mio migliore amico è stato ucciso per queste informazioni.
Ma in realtà, io sono tornato qui perché sono convinto
che tu sappia molto di più di quello che mi hai detto.
E quindi…
Chi c'è di là? Nessuno.
Per favore. Ti dico che non c'è nessu… Shh!
Signor Nitti?
Signor Nitti.
Signor Nitti.
Signor Nitti.
Pier. Devo dirti la verità.
Questa tua istanza di perquisizione non mi è piaciuta per niente.
E lo capisco, ma questo non è un provvedimento contro di te.
Beh, se perquisisci il mio carcere,
è come se mi stessi accusando personalmente di negligenza.
Tenente, avete finito? Procuratore, qui non c'è niente.
Di qua avete controllato?
Cosa c'è lì dentro?
Lì non c'è niente.
Possiamo controllare?
Prego.
Putain.
Qui non c'è niente, Lidia. Lo vedo.
Posso sapere chi è che ha insinuato dubbi sui miei uomini?
Orazio… Soltanto io, comandante.
Mi scuso personalmente.
Non succederà più.
Il comandante non è obiettivo.
Hai sentito come parla dei suoi uomini? Nemmeno fossero suoi figli.
E va bene. Ammettiamo che tu abbia ragione.
L'istituzione è marcia, gli agenti si proteggono a vicenda,
Lorenzo è il solito inutile. Noi cosa ci possiamo fare?
Una cosa la possiamo fare.
Sì, però in fretta.
Grazie di avere accettato d'incontrarci, sig. Rolli.
Io sono l'avvocato Poët e lei è mia sorella Lidia.
Salve.
Lei è stato condannato cinque anni fa
per truffa aggravata, contraffazione e furto.
Da recidivo, le hanno dato il massimo della pena.
E la sua scarcerazione è prevista per marzo 1891, giusto?
Mio fratello dice "prevista"
perché lei adesso avrebbe una grande opportunità.
Sì.
Qualora lei fosse a conoscenza
di certi dettagli sulla morte di Francesco Maselli
e decidesse di collaborare con la giustizia,
noi siamo sicuri di poterle fare avere una riduzione della pena.
Non so niente.
Noi però una cosa la sappiamo.
E cioè che, l'altra notte,
due agenti di custodia l'hanno portata fuori dalla sua cella. Giusto?
Si vede che qualche infame ha voluto fare la grande rivelazione.
Gli infami sono quelli che hanno ammazzato Maselli.
E noi sappiamo che si tratta dei suoi amici.
Salvemini e Ambrosio. Io non ho amici.
E campo 100 anni.
E di questi 100 anni ne vuole passare altri cinque qui dentro?
Avvoca', qui dentro si sta meglio che fuori.
Qua si mangia tutti i giorni.
Bruno Corsi è innocente.
E lei lo sa. Mm?
Mi dica la verità.
Maselli aveva scoperto i vostri traffici,
e loro lo hanno ammazzato per non farlo parlare. Lei c'era.
Ha visto.
Magari il vostro assistito sarà pure innocente,
ma io vi posso assicurare
che a uccidere Maselli non è stato né Salvemini né Ambrosio.
E allora è stato lei?
Voi siete un bravo avvocato. E pure voi, signori'.
Come si dice, avvocato o avvocatessa? Come vuole.
Sapete che cos'è? È che io…
sono un tipo molto difficile da convincere.
La ringraziamo.
Guardia, abbiamo finito.
Arrivederci.
Ehi, avvoca'. Che bel cappotto che avete.
Complimenti.
Grazie.
Avvoca', auguri per l'elezione, eh?
E speriamo che la gente ne possa davvero avere beneficio.
Sa cosa vorrebbe dire per il Banco una vittoria di Depretis?
Le assicuro che non vincerà, signor direttore.
Ma qui non stiamo facendo scommesse.
Vede, se Depretis ci toglie la facoltà di stampare moneta,
tutto questo smetterebbe di esistere.
Ora, io vorrei sapere esattamente cosa intende fare.
Una bomba, signor direttore.
Sembrerà opera degli anarchici.
Lei sa che Depretis ha molti nemici insospettabili,
anche nel suo stesso schieramento.
Ed è con loro che formeremo un governo di unità nazionale,
un governo che saprà essere amico del Banco di Torino.
Beh, che ne sarà di quella Poët, la sorella dell'avvocato?
Che si è messa anche a fantasticare su assurde proposte di legge?
Mi permetta di sottolineare che stiamo parlando solo di una donna.
Non mi preoccuperei più di tanto.
Mi si dice, invece, che sia una rinomata guastafeste.
E così pure il suo amico giornalista.
Infatti.
Teniamo sotto controllo i loro telefoni, tanto per essere scrupolosi.
Pronto?
Una chiamata urbana per Jacopo Barberis. La collego?
Sì. Certo. Sì.
Sig. Barberis, sono Umberto Nitti.
Come va la testa?
Lei mi ha chiamato veramente per chiedermi come sta la testa?
Sì. Perché io sono una brava persona.
E allora mi dica dov'è il libro de Le Confessioni.
Non ne ho idea.
Ma so esattamente che documenti c'erano dentro.
E che vuole in cambio? Jacopo.
Preferisco parlarne di persona.
L'aspetto domenica sera al Belvedere del Vitozzi, alle 18:00.
Affare fatto.
Chi era?
Era Nitti.
Nitti?
Mi vuole vedere domenica sera al Belvedere Vitozzi, per dirmi tutto.
Beh? Avvertiamo Lidia.
No.
Non c'è bisogno.
Buffone!
Buffone!
Maledetto!
Non dirmi che ti hanno arrestato.
Vista la situazione incresciosa in cui ci troviamo,
la sig. ra Cravero ha parlato col ministro dell'Interno
e mi ha fatto assegnare una scorta.
Grazie, ragazzi, potete aspettarmi giù.
Stai diventando una persona importante.
Sì. Mi hanno dato anche la carrozza.
Ma solamente fino alle elezioni.
Mon Dieu!
Non toccarlo, per carità. Shh, sta' calmo.
È solo un…
dente d'oro.
Ti pare normale ritrovarsi un dente d'oro in tasca?
Ci terrei a chiarire un punto importante. Io ho piena fiducia nei miei uomini.
Cosa pensi?
Questo è il cappotto che avevi quando abbiamo parlato con Rolli, giusto?
Sì. Ma perché mi doveva mettere un dente d'oro in tasca, quel pervertito?
Perché in carcere non poteva parlare, ha paura delle guardie,
ma ha trovato un modo per darci un indizio senza compromettersi.
Di che indizio vai farneticando, Lidia?
Questo.
Come avrai notato,
il comandante Talarico ha almeno due denti d'oro.
Un incisivo e un canino, che si vedono quando sorride.
Ma questo lo sai meglio di me.
Questo, invece,
è un molare.
E come fate ad avercelo voi?
Il punto è che il comandante sapeva benissimo
che i tuoi colleghi avevano qualche affare illegale con Rolli.
Ma non avete trovato niente.
Magari erano lì a fumare o a giocare a dadi.
O magari dovevano far sparire tutte le prove.
Pensiamo che, la notte dell'omicidio,
Talarico, Ambrosio, Salvemini e Rolli erano a stampare denaro falso.
Maselli li ha scoperti e il comandante lo ha attaccato.
Hanno lottato. A Talarico è saltato un dente.
Che il pervertito di Rolli ha raccolto.
Questo dente. Sì. Maselli è stato strangolato.
E a quel punto, la fuga di Corsi gli ha offerto
l'opportunità perfetta per portare il cadavere nel punto giusto
ed eliminare ogni sospetto.
Se siete così sicuri che il dente sia del comandante Talarico,
perché non lo portate al procuratore?
Perché non sono sicura.
E gli ho già fatto fare un passo falso. Quindi…
Tu dovresti andare dal comandante
e dire che sei in possesso di questo dente.
A quel punto, se Lidia ha ragione, lui proverà a corromperti.
No, per me state sbagliando. Il comandante non c'entra niente.
È la persona più onesta che conosca.
Va bene, se sei così sicuro,
di cosa hai paura?
Di niente.
Domani vado da lui.
Sono sicuro che il comandante saprà darmi una spiegazione.
Grazie, Lorenzo.
Tutto sommato, è un bravo ragazzo.
Marianna lo avrebbe devastato.
Sì. Fatto a pezzi. Eh.
Ma non è morta? No.
Mia madre la prende tutte le sere per l'insonnia. Andiamo.
Shh.
Stai bene?
Io non…
Non… Non so…
Non preoccuparti.
Se hai cambiato idea, possiamo aspettare.
Mi dispiace.
Non sono pronta.
Scusami.
Chi è?
Avanti.
Manera, che succede?
Non è così semplice, signor comandante.
Si tratta di una cosa che ho trovato e vorrei non aver trovato.
Una cosa che forse le appartiene.
E che stava in un posto dove non doveva stare.
Cos'è, ami gli indovinelli? No. No, signor comandante.
Parlo di questo dente che ho ritrovato per caso.
Era nel settore abbandonato e non so come possa esserci finito.
Dovevi portarlo subito in Procura. Potrebbe essere un indizio importante.
Sì, ha ragione, solo che…
per un attimo ho temuto di metterla nei guai.
Ma figurati, Manera.
Ora andiamo insieme in Procura e consegniamo il dente.
Dai, coraggio.
Ma questa non è la strada per la Procura.
Bravo, Manera. Sempre attento.
In Procura ci andremo dopo. Prima dobbiamo fermarci in un altro posto.
Ma dove siamo? Ora scendi, dai.
Ehi. Ti prego, fai qualcosa.
Sei tu che potevi farti i cazzi tuoi.
Vai. Di qua. Sì. Sì.
Cammina. La prego, comandante.
E muoviti. Sì.
Fermo qui.
Ma ci ha seguiti qualcuno?
Aiuto!
Aiuto!
Se gridi, ti ammazzo.
Sta' zitto.
Comandante Talarico!
Qui con noi ci sono due carabinieri armati.
Si arrenda o rischiamo di farci del male.
Comandante, arrendiamoci. No.
Io sparo a quello a destra, tu a quello a sinistra, al mio tre. Uno…
Comandante, la prego, mi ascolti.
Lasci andare l'agente Manera che è una persona sensibile e gentile.
Due.
No, anzi, lo faccia, comandante. Uccida pure l'agente Manera.
Che cazzo dici, Lidia? Aspetta.
Poi però dovrà uccidere anche Salvemini, presumo.
Sarebbe un testimone scomodo in tribunale, no?
E poi dovrebbe uccidere anche me, l'avvocato Poët e la sua scorta.
Analizzando la situazione,
mi sembra che arrendersi sia la soluzione più ragionevole, però…
non sono il suo avvocato.
Faccia come crede.
Io sarò con lei fino alla fine, comandante.
Metta le mani bene in vista. E avvicinatevi lentamente.
Chiedigli…
scusa, da parte mia.
Dormi?
Mia madre mi ha chiesto di portarti le sue scuse.
È stata anche colpa mia.
Se potessi tornare indietro, non accetterei mai quei soldi.
Ho rovinato tutto.
Forse è andata solo come doveva andare.
Ti fa male?
Vederti? Un po'.
Mi hanno detto che hai fatto una cosa molto coraggiosa.
Spero solo che non l'hai fatto per me.
Che c'è?
Quanto sei presuntuosa.
Non sei cambiata. Ti senti sempre al centro del mondo.
E io che ero venuta a scusarmi per come ti ho trattato.
Scuse accettate. C'è altro?
Ha sempre avuto ragione tua madre, Marianna.
Dalla mansarda che avevo preso per noi, non si vedeva il mare.
Finalmente è finita.
Finita, avvocato? È appena cominciata.
Lei pensa davvero?
Mio marito dice sempre e solo quello che pensa.
Ecco. Tienilo. Bravissimo, così.
Signori, tra un attimo. Tutto pronto.
Non sorrida. Autorevole.
State fermi.
Fermi così.
Molto bene. Grazie. Bene.
Per anni, anni, è stato un modello di vita.
E che cosa è diventato?
Mentre lo interrogavo, non riuscivo a guardarlo in faccia.
Senza di lei non avrei mai capito che persona è.
E adesso mi odia per questo? No, Lidia.
Io non ti odio.
Anzi.
"Anzi"?
Se ti invito a cena, rischio di cenare di nuovo da solo?
Se tutto va bene,
lei potrà riprendere una vita completamente normale.
Niente più dolore, niente più crisi.
Certo, l'operazione ha i suoi rischi.
Ma se abbiamo fortuna…
…lei tornerà a vivere.
E se posso dirglielo, vivere è bellissimo.
Non ho problemi a lasciare Torino. No.
Devo solo risolvere una piccola questione, poi prendo il primo treno e vengo a Roma.
A presto, onorevole Costa. A presto.
Pronto?
Una chiamata urbana per Lidia Poët.
Sì.
Sono Jacopo.
Ciao. Ciao. Ehm…
Ho parlato con Nitti. Ho un appuntamento con lui.
E?
Dobbiamo andarci insieme.
Sì, certo, va bene.
Pensavo quasi che…
Che?
Che non ti avrei più rivisto.
Anch'io.
Aspetti qui.
Vai.
Vai!
No! Aspetti!
Ma chi era?
Nitti.
Oh, putain.
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