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Il più grosso…
errore della sua vita.
Gliel'hai già detto?
Ti ha invitato Andrea
o sei venuto a soddisfare la tua insana passione per i matrimoni?
La seconda.
Scommetti che indovino a cosa stai pensando?
Vai.
Stai pensando a come sarebbe stato
percorrere la navata con me che t'aspetto all'altare.
Sto pensando che mi fanno male i piedi, che ho sbagliato scarpe.
Mm.
Zitti, zitti. È arrivata la sposa.
Eccola, la sposa!
Fai ciao. Fai ciao.
Ciao.
Che bella.
Quando ho conosciuto Andrea,
ho pensato che fosse uno spirito libero.
Per il suo…
amore per la libertà.
E per uno stile di vita un po' fuori dagli schemi.
E non…
Non avrei scommesso una lira sul fatto che ti saresti sposato, un giorno.
Non che io capisca qualcosa dell'amore. Chi mi conosce lo sa.
Nessuno mi conosce.
Comunque…
Posso solo immaginare
quanto sia speciale Letizia per averti fatto cambiare idea.
E sono molto felice per voi.
Agli sposi.
- Brava! - Bravi!
Grandi!
- Viva gli sposi! - Bravi!
- Evviva! Tanti auguri! - Auguri!
L'hai sentito? Cos'è stato?
Un urlo. Veniva da dentro.
- Cosa è successo? - Vediamo.
Che succede?
Vieni.
Basta, ve l'ho già detto. Mi sono cambiata prima.
Mm. E ci può dire perché?
Mi dava fastidio il vestito.
- Hanno capito che è successo? - Non sanno nemmeno chi è il morto.
Nessuno lo conosceva.
Io ci ho scambiato un paio di parole.
Si era presentato come un amico di famiglia.
Però vostro padre non l'aveva mai visto prima.
Tranquilli perché Fourneau è un ottimo procuratore.
Sicuramente chiarirà tutto.
Ci hanno requisito i documenti di transito.
Nessuno può ripartire fino alla fine delle indagini.
Io devo tornare da mio marito con mio figlio Romeo.
Tu puoi aiutarla? Puoi parlare col procuratore?
Sì. Certo.
Allegra.
Che succede?
Sig. Caracciolo, mi spiace, ma sua moglie è in arresto per omicidio.
Scherzate? Siete impazziti?
Da' un bacio a Romeo. Digli che torno presto.
- Letizia. Che succede? - Andrea, aiutami. Ti prego.
Guarda me. Non avere paura.
Ci penso io, ora. Lidia.
Aspetta.
Procuratore. Procuratore, aspetti.
Non voglio approfittare…
Non voglio approfittare della nostra conoscenza,
ma sono molto legata allo sposo e vorrei capire le ragioni dell'arresto.
Io non dovrei dirglielo,
ma l'abito nuziale era nascosto nel doppiofondo dell'armadio, in camera.
Sporco di sangue.
Mettiamola così.
Se suo fratello assumerà la difesa, potremo discuterne con calma.
- Mi spiace. - Grazie.
Dovrebbe essere fiero, avvocato. Nessuno dei suoi colleghi ne possiede uno.
Così può contattare mio marito ogni volta che vuole.
Grazie. Il senatore come sta?
Sono giorni molto impegnativi.
Ma non mancherà al suo debutto elettorale alla Camera di commercio.
- Grazie. - Grazie.
- Le serve aiuto per scrivere il discorso? - No, grazie.
Devo solo fare dei piccoli cambi.
Mi chiami, eh? Se serve…
- La accompagno. - Non occorre.
Grazie.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Operatore, buongiorno.
Buongiorno a lei, signorina.
È la sua prima telefonata da questo numero, avvocato Poët?
Sì. Scusi, ma lei può ascoltare tutte le conversazioni?
Questo è contro la legge, avvocato. Con chi vuole parlare?
Con mia moglie, ma è nell'altra stanza, quindi…
non credo di avere bisogno di…
Grazie lo stesso.
- "Gentili amici." - Ho visto Anna che usciva.
- Che cos'è? - Niente.
- Che cos'è? Il discorso? - Niente. Lascia…
"Gentili amici." Forte.
Piccante. Devo dire un pelino corto, se posso permettermi.
Me lo scrivi tu, per favore?
Certo.
Prima, però, devi aiutarmi con una cosa.
Non lo so. Io quel ragazzo non l'ho mai visto, giuro.
Al momento, questo importa poco, sig. ra Caracciolo.
I carabinieri stanno cercando di scoprire chi sia,
ma noi abbiamo problemi più grandi.
Tu non mi credi, vero?
Quello che credo io non è importante.
Se non vuoi credermi,
la mia famiglia può assumere un altro avvocato.
Andrea ci ha chiesto di aiutarti.
Lo facciamo volentieri, però…
per farlo, dobbiamo capire perché c'era quel sangue
sul tuo abito da sposa.
Non lo so.
Alla festa, l'organza ha iniziato a prudermi,
e sono andata a cambiarmi, in stanza.
E l'ha aiutata qualcuno?
Una cameriera, sua sorella…
So vestirmi da sola, avvocato.
Quando ho lasciato l'abito sul letto, era pulito.
Poi sono tornata, ho incrociato Andrea che mi cercava
e siamo usciti in giardino insieme.
Magari…
l'assassino lo ha sporcato
e lo ha nascosto di proposito per incastrarla.
Ha ragione Enrico. Dev'essere per forza così.
È una tesi complicata da portare in tribunale, Andrea.
Perché è molto difficile che qualcuno vada al matrimonio di un estraneo
e finisca ammazzato.
Non capisco cosa intendi. Parla chiaro.
Ti sto solo esprimendo i miei dubbi sulla questione.
Perché non credi a Letizia?
Sto cercando di essere obiettiva. Cosa me ne viene di non crederle?
Ha detto che non lo conosceva.
- Non ti basta? - Va bene. Il padre?
- Di lui sai pochissimo. - Sì, certo, è stato lui.
L'ha ucciso e ha sporcato il vestito per incastrare la figlia.
Mi sembra evidente. Ma che senso ha?
Dai.
Scusami.
Voglio soltanto riportare Letizia a casa.
Solo questo.
A che pensi?
Che sei diverso da come ti conoscevo.
Però è normale. È passato…
tanto tempo.
No, non è il tempo. Sono le persone.
Sono cambiato dopo aver conosciuto te
e sono cambiato dopo aver conosciuto Letizia.
Non credo di essere la persona giusta per difenderla.
- Sì, invece. Sì. - No.
Perché sei la più brava di tutti
e perché sei l'unica di cui io possa fidarmi.
Ma io e te siamo troppo amici e tu sei troppo innamorato di lei.
Se la condannassero, mi odieresti e io non me lo perdonerei mai.
Se tu non mi aiuti, non ti perdonerò mai.
Cavalier Juvara. Jacopo Barberis, La Frusta. Ha un minuto?
La Frusta? Se scrive d'ippica, confesso di saperne pochissimo.
No, in realtà sto scrivendo un pezzo
sull'omicidio del giornalista Attila Brusaferro.
- Il colpevole è deceduto, mi pare. - Il suo mandante no.
Anche i giornalisti assumono i portaborse?
Sono Cesare Brusaferro.
Il fratello di Attila.
Condoglianze.
Cavaliere, diverse fonti ipotizzano un suo coinvolgimento.
Io vorrei darle spazio di replica.
Non posso farlo se non conosco le accuse.
Brusaferro è morto mentre conduceva indagini su di lei
quand'era direttore del Banco di Torino. Mi pare strano…
Senta, Barberis. Io so benissimo chi è lei.
Quindi sa che non scriviamo d'ippica.
E i giornalisti che non distinguono i fatti dalle calunnie,
di solito finiscono male.
- Questa è la sua replica. Una minaccia? - No. Ma che cosa ha capito?
Io mi preoccupo solo della sua carriera.
Andiamo.
Non abbiamo ancora avuto modo di parlare da soli da…
Niente, volevo dirle che mi dispiace molto di averla messa in difficoltà.
Tutto qui.
È stato soltanto un bacio, no?
Certo.
Anche se non l'ho trovato molto…
sgradevole, comunque.
L'ho messa in imbarazzo.
Lei ha questa capacità.
E io non sono molto bravo a controllare… certe emozioni.
No, immagino che stare sempre su fronti opposti
possa metterla un po' a disagio.
Suo fratello difenderà la sig. ra Caracciolo?
- Sì. È per questo che sono venuta. - Bene.
Dato che a lei stanno a cuore,
come a me, la verità e la giustizia,
volevo chiederle, se è possibile, di condividere con me
tutto quello che può aiutarci a risolvere il caso e…
io le prometto, in cambio, che farò lo stesso con lei.
Trasparenza totale.
Come sa, è un caso molto importante per me.
Affare fatto.
Abbiamo rinvenuto un tagliacarte sporco di sangue
con le impronte della sig. ra Caracciolo.
Nulla di strano. Era il suo tagliacarte, può averlo toccato giorni prima.
Ovviamente.
Sulla vittima avete scoperto qualcosa?
Sull'identità della vittima non abbiamo ancora nulla di preciso.
Dall'analisi della sua impronta dentale, abbiamo scoperto che aveva 35 anni
e due molari cariati.
Sotto la suola delle scarpe, però, abbiamo trovato un terreno…
particolare, rosso, granuloso.
Ecco. Ne ho preso un campione.
Quattro paia di lenzuola di cotone egiziano
finemente ricamate a mano.
Quanto sopra riportato va altresì a comporre la dote
della presente vergine in capillis, Poët Marianna.
Scusi, ma è "Pòet" o "Poèt"?
Come preferisce. Basta che lo scriva bene.
E trasferita in proprietà da suo padre, avvocato Enrico,
al nubendo Marchisio Savoldi Sidoli Paolo, duca di Belgioioso. Corretto?
- Corretto. - Bene.
In cambio, il sig. Marchisio Savoldi Sidoli Alfonso, duca di Belgioioso,
garantisce alla nubenda Poët Marianna la residenza presso l'appartamento
sito in Napoli, al civico 20 di via Palepoli.
- Napoli? - Sì, Napoli.
Dev'esserci un equivoco.
- È un appartamento di prestigio. - Sì, ma è a Napoli.
Non ama i meridionali, avvocato?
Mio marito vuole dire che non abbiamo preso accordi
per la residenza di nostra figlia.
È l'esplicita volontà degli sposi,
signora Poët.
È vero, mamma.
Paolo progetta di svolgere l'apprendistato a Napoli,
nello studio dell'avvocato Tarantini.
E tu lo desideri?
Una moglie desidera solo di restare accanto a suo marito.
Questa…
tua dedizione al matrimonio…
ti fa solo onore, Marianna.
- Avvocato, scusi. - Sì?
C'è una telefonata per lei. Dicono sia molto importante.
Avvocato, possiede un telefono?
Eh, sì.
Un'invenzione meravigliosa che ci renderà tutti più maleducati.
Con permesso.
Qui l'avvocato Enrico Poët.
Oh, cavalier Juvara.
Che piacere sentirla.
Mi dica pure.
Non era assoluta…
Non ti bastava portarmi via la casa. Vuoi vedermi morto!
Questo sarebbe un posto di lavoro, eh?
È il posto dove complotti alle mie spalle, semmai.
Prima regola per un buon politico, Enrico caro,
mantenere sempre buoni rapporti con la stampa.
Perché il cavalier Juvara ha minacciato di portarmi in tribunale?
- Mm? - Il cavalier Juvara mi ha accusato
di usare questa carta da pacchi su cui scrivi,
che a casa utilizziamo per pulire i vetri, per infangarlo in campagna elettorale!
Innanzitutto, grazie per la stima.
Comunque, non ho ancora scritto nulla, ma è interessante…
A me non importa quello che t'interessa. Io pretendo solo di essere lasciato fuori!
Sono stato chiaro?
Chiarissimo. Non sarai citato nell'articolo.
No, no. Non ci sarà nessun articolo perché tu non pubblicherai nulla!
- Ha ragione Enrico. - Grazie.
Così aiuti solo Juvara.
Tu che fai qui? Non dovevi stargli lontana?
Non v'interrompo, ho solo bisogno della tua cornice di legno.
- Quella con il manico e la rete dentro. - Eh?
Quella con la rete… Quella lì.
La racchetta. Quella si chiama "racchetta".
Enrico, guarda.
Questa è la stessa polvere
che il procuratore ha trovato sotto le scarpe della vittima.
Di che polvere parli?
È terra rossa.
Si utilizza come superficie al gioco del tennis.
- Che? - Che?
Questi giocatori scuotono le racchette,
cercando di mandare la palla dall'altra parte del campo. Questo è.
Vuoi sapere come si contano i punti?
No. È noiosissimo.
No. Tu sei noiosissima.
Comunque, ti dirò, pensavo fossi d'accordo con me su Juvara.
Non pensavo… - Ancora?
Sì, però voglio anche che Enrico vinca le elezioni.
Quindi, far diventare Juvara il martire della stampa,
non mi pare una grande idea. Va bene?
Va bene. Dove vai?
- Scusate. - No.
Scusa. Scusa.
Scusa.
Ehm…
Conosci, per caso, quest'uomo?
Sembra Alfredo, il custode che abita in quel capanno lì.
Violazione della proprietà privata.
Vuoi chiedere il permesso al tuo procuratore?
Ah.
Lidia.
Questo è un problema.
Ti dice niente il nome di Emilio Zonta?
No.
È un usuraio.
Un criminale della peggior specie.
A chi non salda i debiti,
fa inchiodare le mani come a nostro Signore in croce.
L'uomo che è stato ucciso al tuo matrimonio,
probabilmente era un suo tirapiedi.
Forse era lì per minacciare qualcuno.
Mm.
Tu sei…
sicuro che il padre di Letizia non abbia mai chiesto un prestito?
C'erano più di 50 persone al mio matrimonio.
Perché sospetti ancora di mio suocero?
- Ti prego, smettila. - Di fare cosa?
Se te lo stai chiedendo, no, non sono gelosa di Letizia,
e non voglio farti pentire d'averla sposata.
Ma tu non sei abbastanza obiettivo per vedere ciò che vedo io.
- Tu invece lo sei. Sì. - Sicuramente più di te.
Facciamo così. Informiamo il procuratore della scoperta
e speriamo che lui trovi qualcun altro che aveva un movente.
Decidi tu.
Informate il procuratore. Io devo raggiungere i parenti di Letizia.
Signor avvocato, mi scusi. Se ha finito, c'è…
un uomo che chiede di lei.
Buongiorno.
Si sieda, avvocato.
Si sieda.
Nel capanno del mio collaboratore, Alfredo Giordano,
voi avete preso qualcosa che mi appartiene.
Per la precisione, 35.000 lire in contanti
e lettere cambiali per il valore di 24.200 lire.
Eh, hai capito, Lidia? Eh… Quelle cambiali di cui stavamo parlando…
Le piace il gioco del tennis, signorina?
Lei è il sig. Zonta, presumo.
Piacere.
E non ha portato il suo famoso martello, vedo.
Mi restituisca tutto.
E non dovrò rovinarle questa bella scrivania.
- Vado subito. - Ah…
Purtroppo, quello che ci chiede, in questo momento, è impossibile,
perché i soldi e le cambiali sono in Procura, purtroppo.
Noi, però…
Siamo stati costretti a consegnarli
perché sono prove a discarico di una nostra cliente, capisce?
In compenso, sa,
il padre della nostra cliente è un uomo molto benestante.
Sì.
Il sig. Guglielmo Palma possiede numerosi…
- Immobili. - …immobili di pregio e…
Se lei potesse dirci
perché il suo collaboratore s'è presentato alle nozze della nostra cliente,
sono sicura che la risarciranno del danno subito.
Mm.
Voglio indietro fino all'ultimo centesimo, avvocato.
- Più il 20%. - Sì.
- Mi dà la sua parola? - Assolutamente.
Può portare i soldi qui.
Le do una settimana.
Non mancheremo.
Quindi…
Alfredo Giordano riscuoteva crediti per mio conto.
Ma non sono stato io a mandarlo a quel matrimonio.
Allora perché ci è andato?
Cercava suo figlio.
Non lo so, Lidia.
Conosco Allegra. Non credo sia capace di tradire il marito.
- Perché, vuoi parlarci? - No.
Sarebbe inutile.
Però…
dobbiamo chiedere a Letizia se sa qualcosa. Va bene?
Mm.
Voi siete pazzi. È assurdo.
È tua sorella. Sappiamo che le vuoi bene.
Ma se è stata con quell'uomo, devi dircelo.
Non aveva nessuna relazione.
Se continui a proteggerla, noi come facciamo a difenderti?
Io, proteggere lei? Non avete capito niente.
Allegra…
non ha mai…
avuto una relazione con Alfredo Giordano?
Però tu sì.
Lidia, che dici?
- Romeo è tuo figlio. - Lidia, basta.
Ed è per questo che sei andata a New York con Allegra.
Per non farlo sapere a nessuno.
Letizia.
Di' qualcosa.
Ti prego.
L'ho conosciuto tre anni fa.
Alfredo Giordano.
Si capiva che non era un bravo ragazzo, ma io…
ero piccola, ero stupida.
E mi sono innamorata di lui.
Perché all'inizio era tutto un gioco.
Nessuno sapeva che ci frequentavamo.
Poi…
Poi lui ha iniziato…
a diventare violento.
Possessivo.
Io ho provato un sacco di volte a lasciarlo, ma lui non…
Una volta mi ha trascinata dentro un vicolo,
mi ha buttata per terra, mi ha tolto i vestiti…
Va bene.
Tranquilla.
Mi dispiace.
È colpa mia.
- È colpa mia. - No. Non è colpa tua.
Tu eri innamorata.
E non potevi sapere.
Non è colpa tua.
Andrea, non volevo mentirti.
Io credevo che fosse finita.
Quando l'ho visto al matrimonio, ho capito che non era così.
Lui è venuto da me. Mi ha detto che io ero sua.
Che se non tornavo con lui, mi avrebbe tolto Romeo.
Io ho provato a cacciarlo, lui mi ha spinta contro il mobile.
Mi ha preso per il collo. Non riuscivo a respirare.
Mi sono girata, ho visto il tagliacarte sulla scrivania e l'ho colpito.
E l'ho ucciso.
Andrea.
Guardia.
Non sapevo che fare.
Tutto quello che mi viene in mente mi sembra sbagliato
perché non posso dire che Letizia conosceva la vittima,
che è stata aggredita e l'ha ucciso per legittima difesa.
Non c'erano testimoni, quindi nessuno le crederebbe.
E anzi, la farebbero passare come la stronza
che ha portato via il figlio al padre legittimo.
Lidia, tu non hai mai accettato
il fatto che, a volte, le cose accadono e basta.
E tu non puoi cambiarle.
E soprattutto, non è una tua responsabilità.
Certo.
Io che lotto contro i mulini a vento…
Esatto. Esatto. E senza armatura.
Comunque, non pubblicherò più il mio magnifico editoriale su Juvara.
- Enrico ti ha convinto, alla fine? - No. Non…
Senza nulla togliere
alla sua proverbiale eloquenza, per carità.
L'ho fatto…
per non far passare Juvara per un martire.
Aspetta, dove l'ho sentita, questa cosa?
- Dove l'ho sentita? - No, Lidia. Lidia.
Sai quanto mi è costato.
Smettila.
Grazie.
Posso?
Non ho bicchieri. Ehm…
Va bene.
Perché non mi ha detto niente? Perché?
Io l'avrei aiutata, l'avrei capita, avrei fatto qualcosa…
Perché non è così facile parlarne, Andrea.
Sai, quando io sono partito per l'America,
e ti ho chiesto di venire con me…
- Sì, tanto tempo fa. - Non è questo il punto.
Tu hai deciso di restare. Perché?
Perché non volevo fare l'avvocata in America.
Voglio cambiare le cose qui.
Ti prego, non dirmi cazzate. Sii sincera con me.
Tu hai deciso di restare…
per Jacopo.
Lidia.
Tu sai benissimo che cosa significa amare.
- Non credo. - Sì, invece.
Perciò domani andrò dal procuratore e gli dirò che sono stato io.
L'ho ucciso perché ho scoperto tutto, per vendicare Letizia.
- A questa cazzata volevi arrivare? - Non lo è.
- Non funziona così. - È perfetto.
Il procuratore capirà che stai cercando di fare l'eroe.
Ed è ciò che farò. A meno che tu non mi dia un'alternativa.
Eccomi. Sono qui. Dammi l'alternativa. Ti ascolto.
Sono pronto a tutto. Tutto.
Tu non la ami, Andrea.
L'hai solamente usata.
Ed è per questo che non t'interessa niente che sia finita in prigione.
Lidia, ma sei impazzita?
Andrea ha dichiarato al procuratore
di aver parlato brevemente con la vittima al ricevimento.
Nessuno di noi sa che cosa si sono detti, e questo gioca a nostro vantaggio.
Quando i carabinieri capiranno
che la vittima è uno dei tirapiedi di Emilio Zonta,
se qui, tra queste cambiali, ce ne fosse almeno una firmata da Andrea,
di anni fa, per una cifra cospicua…
Aspetta un attimo, Lidia. Stai proponendo un illecito.
No, non sai cosa voglio dire.
Con questo esordio, non voglio saperlo.
Se il procuratore trovasse questa cambiale a tuo nome,
potrebbe facilmente ricostruire tutti gli eventi.
E cioè che hai chiesto un prestito a Zonta,
poi sei fuggito in America e lì hai conosciuto Letizia.
Giovane, ricca, ingenua.
Hai deciso di sposarla,
pensando di risolvere tutti i tuoi problemi,
e poi, il giorno del tuo matrimonio,
Zonta ha mandato uno dei suoi uomini per saldare i conti in sospeso.
Avvocato.
Lei crede sia una buona idea?
No. Ma chi vuoi che si beva una confessione così?
È la Procura che sta indagando. Noi gli daremo solo un piccolo aiuto.
Allora, se siamo tutti d'accordo,
Andrea partirà oggi stesso.
E… non potrà mai più tornare a casa.
Però sarà libero, e una volta uscita dal carcere,
Letizia potrà raggiungerlo.
Per prima cosa,
dovrò riportare soldi e cambiali che sono a casa nostra
nel capanno di Giordano.
Poi andrò dal procuratore.
Ho scoperto da dove viene quel terriccio rosso.
Fourneau e i suoi carabinieri perquisiranno il capanno di Giordano.
Troveranno le cambiali.
Compresa quella di Andrea.
A quel punto, Fourneau firmerà un mandato di arresto per Andrea,
che però sarà già oltre il confine con la Svizzera.
Va tutto bene, Letizia.
Tu sei l'unica vera vittima di questa storia.
Credevo che Andrea mi odiasse e non volesse più parlarmi.
No.
No, ti aspetta.
Se tu vuoi, ti aspetta.
Non posso.
Così Andrea verrà considerato per sempre un assassino.
La prego, signora, mi ascolti.
In un mondo ideale,
dovremmo essere liberi di andare in tribunale
e raccontare tutta la verità.
Perché la sua è una legittima difesa.
Ma, purtroppo, noi non viviamo in questo mondo.
I giudici metteranno in dubbio la sua moralità.
Penseranno che lei ha sedotto quell'uomo, che gli ha sottratto un figlio.
E che, in virtù di questo, merita la peggiore delle condanne.
La scelta è tua.
Se tu amassi una persona,
le lasceresti fare una cosa del genere?
Non lo so.
Non credo di essere mai stata…
amata in questo modo.
- Abbiamo finito. - Subito. Vi apro.
Guardia.
Voglio parlare con il procuratore del Re. Subito.
Le indagini svolte dalla Procura dipingono un quadro che mi pare inequivocabile.
E la precipitosa fuga del Caracciolo è la definitiva conferma
della sua colpevolezza.
Quanto alla sua assistita, avvocato Poët,
sarei orientato a disporne immediatamente il rilascio.
Sig. procuratore, procediamo?
- Si sente bene? - Sì.
Sì, sig. giudice. È che oggi…
mi trovo in una situazione molto difficile.
Sa, ieri sera,
la sig. ra Caracciolo, sul tardi, ha chiesto d'incontrarmi.
Arrivato alle Nuove, mi sono trovato davanti a una donna…
disperatamente innamorata.
Ma di un uomo che non merita nessun amore.
Un truffatore, un assassino.
Pronto a far ricadere su di lei la propria colpa.
Quindi, mi è molto difficile ammettere che,
a causa della mia leggerezza,
il sig. Caracciolo è ancora libero,
mentre sua moglie ha dovuto conoscere la vergogna del carcere. Quindi…
io prego l'avvocato Poët
di accettare le mie scuse.
No. Ci mancherebbe.
Con permesso.
Posso?
Prego.
Procuratore, mi scusi, volevo solo…
chiederle che cosa le ha detto esattamente Letizia.
La verità, dottoressa.
Però lei questo lo sa benissimo, no?
Mi spiace, procuratore, sono mortificata.
Fortunatamente…
non c'erano testimoni.
Quindi, la sua confessione, anzi, meglio, la sua dichiarazione…
non è stata trascritta.
Ed è meglio così.
Noi due lo sappiamo.
Grazie.
Si sta imbarazzando.
- Non mi sto imbarazzando. - Sì, invece.
- Perché si sta imbarazzando? - No.
Soltanto per un secondo mi ha attraversato il pensiero di…
invitarla a cena, domani.
- Che idea sconveniente. - Già.
- Capisco l'imbarazzo. - Lo dimentichi.
- Dimentichi tutto. - Troppo tardi.
Vengo molto volentieri.
C'è altro?
In effetti sì.
Le interessa, per caso, arrestare Emilio Zonta, l'usuraio?
Non oso chiedere come l'abbia ottenuto.
Meglio.
Mi creda.
Mi raccomando, non sia troppo tecnico.
Ma nemmeno letterario e fumoso.
Autorevole, ma non altezzoso.
Controlli la voce e, soprattutto,
non si emozioni.
È come un'arringa, avvocato.
- Farà un figurone. - Grazie.
"Gentili amici
e nuovi compagni di avventura,
fino a pochi mesi fa,
non avrei mai pensato
di presentarmi al giudizio degli elett…"
"Ho sempre creduto…"
"Ho sempre creduto di…"
Scusate. Quello che volevo dire…
è che mi sono sempre limitato,
nel corso di tutta la mia carriera,
a difendere i diritti dei miei assistiti nel quadro della legislazione esistente.
E non ho mai pensato, prima di adesso, che…
il rispetto formale della legge
è un valore relativo.
Mentre il valore assoluto
risiede in alcuni semplici principi di giustizia.
Quando la legge contraddice questi principi,
è dovere morale di ognuno di noi
fare tutto il possibile per riformarla.
E così, di fronte a certi provvedimenti,
che dividono il popolo in due parti,
in opposizione tra loro, gli uomini contro le donne,
la cosa giusta da fare è cancellarli.
E riscriverli.
È questo…
il compito che mi propongo,
se mi permetterete di accedere al Parlamento.
E so che molti di voi sorridono perché…
sanno che queste sono le idee di mia sorella.
E forse mi considerano solo il suo portavoce.
Ma io a questo so cosa rispondere.
Perché io…
Io sarei orgoglioso…
di fare da portavoce
a questa donna.
Perdonatemi, mi sono commosso.
Si chiama Marta Ricci.
È stata la governante di Nitti per anni.
Poi quando ha lasciato il servizio, ha aperto questa bottega.
Nitti tutti i mesi le paga l'affitto.
- E secondo te lei sa dov'è nascosto. - Mm.
Beh, qualcosa saprà.
Che fai?
Mm. Aspetta qui.
Posso aiutarla?
E poi?
E poi, col mio rinomato savoir-faire,
mi sono avvicinato, le ho sorriso e le ho chiesto…
di aggiustarmi la giacca.
Deludente. Deludente, lo so, ma la seduzione richiede del tempo.
Anche tu mi hai fatto penare per mesi.
Pronto?
Da Locarno, per Lidia Poët.
Passi pure. È qui che aspetta.
- Pronto? - Ciao.
Ciao.
Letizia è arrivata. Sta bene.
Bene.
Tu come stai?
Diciamo che la parentesi borghese è durata poco.
Sì, in effetti, guarda, la cravatta ti sta malissimo.
Malissimo.
- Mai più cravatta. Promesso, mai più. - Va bene.
Sai, ho trovato il modo per attraversare il confine con l'Austria.
Partiamo domani.
E poi…
Insomma… Ti ho mai detto quanto mi piace Costantinopoli?
Lo sai che non ci vedremo mai più.
Vero?
Puoi sempre passare a trovarci.
Lidia, io… Io vorrei sdebitarmi.
No, non mi mandare un altro di quei vasi. Lo vendo.
Lidia.
Ti voglio bene, Andrea.
Ciao.
Pronto?
Al posto di Andrea, tu, Lidia Poët,
avresti fatto la stessa cosa?
Io sicuramente sì.
- Possiamo stare in silenzio? - Sì. Certo.
Io no, non l'avrei fatto.
Però, ogni tanto, vorrei…
avere il coraggio che ha avuto lui…
di rinunciare a tutto per la persona che amo.
Se amassi qualcuno, ovviamente.
Ovviamente.
Lidia, ti giuro che non voglio chiederti in sposa.
- Non è per questo. - È per questo.
È per questo, lo so. Ne abbiamo già parlato.
Sto frequentando un'altra persona.
È il procuratore Fourneau.
Mi spiace.
No, no, no.
Hai fatto bene a dirmelo.
Vi vedo bene insieme.
Anzi…
Alla vostra.
Bene. Bene, allora sentiamo.
Grazie mille.
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