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Original subtitles

Cosa fai da sola di notte? Eh?

Dai, lasciala perdere.

Mi scusi, è lei. Mi ha spaventato.

Direttore, è stata accoltellata un'altra ragazza. È la terza.

Fa' vedere.

Oh.

No, calma!

Ce la fa?

Posso sapere cosa stai facendo?

Preparo la colazione.

Come mai la zia è ancora qui?

Abbiamo parlato tutta la notte. Ed è d'accordo con me.

Bene.

Quindi, sposi…

il giardiniere.

Sono innamorata di Paolo. Il problema è la mamma.

Possiamo cambiare argomento?

Cesare mi ha parlato di questo libraio, Nitti.

Perché ci interessa?

Io voglio sapere perché mio fratello è morto.

E se la dottoressa ci può dare una mano…

Questo Nitti, prima di aprirsi la libreria,

era segretario di Juvara al Banco di Torino.

Quindi Attila l'avrà incontrato per la sua inchiesta, no?

Glielo chiederò stasera. Abbiamo un appuntamento.

Posso venire anch'io?

Io vorrei andarci da solo.

Insomma, nipote, mi dicevi di questo accordo. No?

Posso sapere esattamente in cosa consiste?

La buona notizia è che Marianna è profondamente innamorata di Paolo.

Non vuole sciogliere il fidanzamento e, anzi, è molto ansiosa di sposarsi.

Qual è la cattiva?

Non… Perché? No.

Quando uno dice "la buona notizia" … È che ce n'è una migliore.

Verrà al pranzo che avete organizzato per i duchi Marchisio

e non dirà nulla che possa mettervi in imbarazzo.

Me lo ha promesso.

Ci mancherebbe. Sarebbe il suo stile.

Sapevo che avrebbe capito. Volevo solo proteggerla.

Grazie. Prego.

Sei stata di grande aiuto. Ora, se vuoi farla entrare.

Chi?

Non è qui fuori?

No. Questa sarebbe la cattiva notizia. Vedi che c'era.

Se permetti, quello che avete fatto tu e Teresa è…

Io non ho fatto niente!

Certo, sono io l'abominio di questa casa.

Ma no, cuore mio, le tue intenzioni erano buone…

Avete finito?

Quello che avete fatto tu e Teresa è di una gravità assoluta.

E sarà un miracolo se riuscirete a riconquistarvi

anche solo un briciolo della fiducia di Marianna.

Pretendere che torni

significa non aver capito ciò che avete fatto.

Marianna ha bisogno di tempo. E forse anche delle vostre scuse.

Cinque giorni.

Ma tu resti con lei.

No. Perché dovrei andare io?

Una ragazza per bene non può stare in una casa di uomini.

Se va con la zia, diventa accettabile.

Io preferirei che Lidia non frequentasse quella casa.

Lidia è una donna adulta. Non ha una reputazione da difendere.

Grazie. No, grazie a te, Lidia.

Senza contare che la città è popolata da criminali che uccidono donne.

Saperti vicino a mia figlia mi rassicura.

E sono sicura che Jacopo capirà. Mm?

Va bene.

Fai come dice Teresa. Posso rifiutarmi?

No. No.

Quanto a Jacopo, invece… Lo so.

Niente contatti. Sì.

Posso sapere se hai deciso di accettare la candidatura alla Camera?

Una cosa alla volta, Lidia.

Ora… occupiamoci di far tornare a casa Marianna,

e al resto penseremo con più calma.

Gazzetta piemontese! Edizione straordinaria!

Feroce omicidio a Torino.

Dottoressa Poët.

Se non ha fretta, dovrei parlare con lei un minuto.

Certo. E la prego

di dimenticare il mio invito a cena perché è stata una leggerezza.

Non così imperdonabile.

Dovrei farle qualche domanda su una sua vecchia assistita,

Azzurra Mondello.

Era stata indagata per l'omicidio di Achille Castelnuovo.

Certo, mi ricordo.

È stata arrestata di nuovo?

No. Purtroppo si tratta di una cosa più grave.

Ci sono stati altri due omicidi come questo.

Stessa arma.

Stessa ferita all'addome.

Secondo lei le ha uccise la stessa persona?

Non lo so.

So solo che queste donne non hanno niente in comune.

Non si conoscevano, avevano età diverse, caratteristiche fisiche diverse.

Però l'arma del delitto è la stessa.

O la stessa, o comunque un'arma molto simile.

Dottoressa, come avrà capito,

ho molto ammirato il modo in cui ha risolto il suo ultimo caso.

La ringrazio.

E ho la fondata speranza

che lei riesca di nuovo a vedere un collegamento,

che a me purtroppo sta sfuggendo.

Mi sta chiedendo di collaborare con la Procura?

Si tratterebbe di una collaborazione informale,

e per un tempo limitato.

Aspetti che lo dica a mio fratello. No, la prego.

Le chiedo la massima riservatezza.

Non potrei mai coinvolgerla ufficialmente.

Si ricorda il caso Verzeni?

Uccise 11 donne. Certo, me lo ricordo.

Quando ero all'università, il prof. Lombroso ha dedicato

diverse lezioni a quel caso.

Magari può aiutarci a capire come ragiona un uomo che uccide in serie.

Il prof. Lombroso vi ringrazia per il contributo

che darete al nostro studio sulla struttura cerebrale della donna.

Quando verrà chiamato il vostro numero, vi potete accomodare.

No. La signorina è con me, dott. Carena. Abbiamo un appuntamento col professore.

Chiedo scusa, sig. procuratore. Sono mortificato.

No. Si figuri. Anzi…

se avanza un po' di tempo, potete prendere anche le mie misure.

Oh. Ne saremmo onorati.

Vi prego di seguirmi.

Spero che si sia ricreduta sul mio conto, dott. ssa Poët.

Non ho mai espresso un parere negativo nei suoi confronti.

Anzi, il suo trattato sull'uomo delinquente è un'opera di genio.

Tuttavia, penso che lei abbia una mentalità fin troppo aperta

per credere a un rapporto così strettamente deterministico

tra certi parametri fisici e la criminalità.

Lei non ha mai perso il vizio

di esprimere le sue opinioni senza mascheramenti.

In che cosa posso esservi utile?

Avrà sicuramente sentito dei tre brutali omicidi

avvenuti negli scorsi giorni.

Bene, noi abbiamo motivo di pensare che l'assassino sia sempre lo stesso.

Come nel caso Verzeni? Esattamente.

Ed è stata la dott. ssa Poët a suggerire questa analogia.

Vorremmo capire con quale criterio Verzeni sceglieva le sue vittime.

Se ce n'era uno.

Sì. Le sue vittime avevano caratteristiche fisiche in comune.

I capelli rossi.

Le lentiggini di sua madre,

che lo aveva maltrattato fin dai primi anni di vita.

Tra le nostre vittime, però, non c'è…

nessuna somiglianza evidente.

Temo allora che la dott. ssa Poët sia stata precipitosa

nel suggerirle analogie tra i due casi.

Beh, si sa che l'impulsività è tipica del sesso più debole.

E, in questo caso, la dottoressa non fa eccezione.

Un attimo.

Starei cercando il proprietario. Il sig. Nitti.

Allora torni un altro giorno. Il capo non c'è.

Che stai facendo?

Chi le ha dato il permesso di entrare?

No. Io ho un appuntamento col proprietario e tu lo stai derubando.

Il sig. Nitti è sparito,

e visto che mi deve un mese di stipendio, sa com'è.

È sparito così? Senza avvisare?

Niente. Nemmeno un biglietto.

E, ehm, perdonami.

Se puoi alzarti un secondo…

Gentilissimo.

Hai mai visto quest'uomo?

Si chiama Attila Brusaferro.

Sì, mi pare di sì.

Tempo fa è venuto a orario di chiusura.

Non lo avevo mai visto.

Ma si vedeva che il sig. Nitti lo aspettava.

Poi mi ha mandato nel retro.

Ehm… Sai se ha comprato qualcosa? Hanno solo parlato?

Aveva un bel mucchio di banconote in un borsone.

E poi l'ho visto uscire con due libri.

Che libri? Non saprei.

Saranno stati antichi.

Grazie mille. Continua a rubare.

Non sto rubando. Sì.

Cavalier Juvara.

Non l'hanno presa bene.

Guarda che non stiamo giocando. Non ci possiamo permettere questi errori.

Nitti è scappato e dei documenti non c'è traccia.

Sì, ma quei due continuano a cercarli.

Devo ammazzarli?

Non ancora.

Continua a cercare e a tenerli d'occhio.

Allora, nostro padre era un collezionista.

Attila non ha mai avuto abbastanza soldi per queste cose.

Io non credo fosse interessato ai libri antichi.

E allora? Perché li ha comperati?

Ti prego, Cesare, attiva un po' la materia grigia, su.

Nitti era segretario di Juvara al Banco di Torino.

Attila gli dà un sacco di soldi

in cambio di libri a cui non era interessato.

Non…

No.

Ti prego, nipote. Almeno tu dammi una soddisfazione.

Forse Nitti gli ha dato i libri antichi, ma dentro c'era qualcos'altro.

Dei documenti per cui Attila era disposto a pagare molto.

Che però era meglio tenere segreti.

Brava.

Se un giorno cercassi un lavoro, sappi che zio Jacopo è…

E tu cosa ci fai qua?

Com'è andata con Nitti?

È scappato da Torino, ma lo trovo. Fidati.

Ma tu cosa ci fai qua?

Teresa ha…

Non mi dire che ti ha mandato a dormire qui.

Se hai una tenda, posso dormire in giardino.

Non voglio disturbare. Non disturbi.

Non ti sopravvalutare. Prego.

Ah, Enrico.

Stai zitto. Sì.

Jacopo.

Scusa, ho sentito un rumore. Mi sono spaventata.

I libri di Attila non ti fanno dormire?

No, no. Colpa di Cesare che russa come una locomotiva.

È strano, eh?

Siamo qui, di nuovo assieme.

Dovevamo evitarci. Lidia.

Sono passati mesi. No, figurati.

Non so, magari frequenti qualcuna.

Mi stai chiedendo…

…se frequento…

Solo se vuoi parlarne. Non…

No, diciamo che ho…

Ho deciso di concentrarmi sul lavoro.

Mm?

Tu?

No. Figurati.

In compenso, però, ultimamente, ho…

la strana sensazione di essere seguita.

Ti capisco. Sono gli omicidi di questi giorni.

Sapere che c'è un uomo fuori che gira…

Quindi, tu…

Tu pensi che sia lo stesso uomo?

Perché t'interessa così tanto?

Il procuratore Fourneau…

…mi ha…

Mi ha chiesto di…

collaborare alle indagini, in via del tutto…

Informale. …informale.

Sì.

Non lo so, mi sembra di non star facendo nessun progresso.

Nessuno.

E quindi se tu avessi delle informazioni, delle ipotesi, qualunque cosa…

Mm.

Lidia, sono solo voci.

Niente che si possa pubblicare.

Anche perché riguardano una persona

che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto.

Diceva che, in confessionale,

le aveva fatto domande diverse dagli altri preti.

Domande che non vorrei ripetere per non sembrare volgare.

Lei crede che questo suo amico sia affidabile?

Non lo so. Lui mi ha riferito ciò che gli hanno detto.

Però noi sappiamo che anche le altre due vittime abitavano qui vicino.

È probabile che anche loro venissero qui per la messa.

Ma non posso interrogare un prete sulla base di un pettegolezzo.

Lei sa che la mia famiglia è valdese?

E mi sono sempre chiesta come funziona una confessione.

In nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, amen.

Da quanto non ti confessi?

Qualche anno.

In realtà, non sono molto osservante.

Mio marito è morto e non riesco a darmi pace.

Come ti chiami?

Anna.

Vedi, Anna…

Solo la fede può dare un senso al dolore e, quindi, alla morte.

Io, però, ho peccato contro il…

sesto comandamento.

Hai tradito tuo marito mentre era in vita?

No. Solo coi…

Solo coi pensieri, lo giuro.

Però sono distrutta dai sensi di colpa.

Vuoi dirmi che tipo di pensieri?

Lei è molto gentile, padre, anzi, mi dispiace se l'ho messa a disagio.

Mi vergogno moltissimo.

Adesso è meglio che vada. Aspetta. Non abbiamo finito.

Se preferisci, possiamo parlare in un altro luogo.

Confessarsi qui è solo una convenzione.

Non sei costretta, se non te la senti. Possiamo parlare fuori.

Potrei accompagnarti a casa.

C'è mio fratello qui fuori che mi aspetta.

Però potrei tornare più tardi, verso sera.

Se non la disturbo.

Sa, non riesco a prendere sonno, ultimamente.

Anche io…

faccio fatica a prendere sonno, Anna.

Nessun disturbo. È perfetto.

Grazie, padre.

Tesoro mio adorato, potresti venire un momento, per favore?

Enrico, tutto bene? Sì. E…

Tesoro. Ovviamente, non è una questione di soldi,

ma proprio lo chef Philippe dovevamo assumere?

Ha fatto arrivare le ostriche direttamente dalla baia di Cancale.

Com'è giusto che sia.

Non so in che modo la giornata potrebbe peggiorare.

No, ecco, ora lo so. Ma che bello.

C'è anche Jacopo. Sì. Volevo che conoscesse Paolo.

Che magnifica idea. Grazie, Marianna. Grazie di cuore.

Se volete sfidarvi a duello finché siamo in famiglia, è il momento.

Io non ho portato il fioretto.

Ti sei preso la casa e ora anche mia figlia?

Enrico, smettila.

Tesoro.

Ci sei mancata moltissimo.

Abbiamo assunto lo chef Philippe. Sì.

Avete voluto fare le cose in grande.

Sì, non abbiamo badato a spese. No.

Se volete, posso contribuire… L'hai già fatto abbastanza.

Ah, maschietti…

Sono arrivati.

Sono arrivati. Sono arrivati. Sono arrivati.

Albertina?

Sorridete.

Ai futuri sposi.

Agli sposi. Evviva.

Che bella sorpresa. Adoro i piatti di chef Philippe.

Deduco però che non avete un cuoco in servizio permanente.

Solo Albertine.

Che non si intende molto di cucina italiana,

ma per il resto è fantastique.

Beh. Molto brava.

Siamo molto contenti di conoscere anche lei, sig. Barberis.

Fondare un giornale dev'essere

un'esperienza elettrizzante.

Decisamente. Sì.

Sta seguendo i delitti degli ultimi giorni?

Sì.

È che le donne non dovrebbero andare da sole in giro.

O forse gli uomini non dovrebbero mai ucciderle.

Anche.

Ci siamo illusi che, con il progresso, sparisse la criminalità. Ma…

Purtroppo viviamo in una società troppo garantista.

E voi avvocati vi attaccate a qualsiasi cavillo

per far assolvere i vostri clienti.

No, no. Lei non immagina

quanti innocenti vengono arrestati sulla base di un pregiudizio.

Sì. Purtroppo.

Ci accorgiamo della povertà solo quando inizia a scorrere del sangue.

A quel punto, chiediamo risposte militari e immediate,

ma le cause della criminalità sono di natura sociale, signor duca,

e sono i politici

che dovrebbero occuparsene con più lungimiranza, secondo me.

Sì, su questo concordo. Bene.

Purtroppo il Re si è fatto distrarre dalle bellezze di Roma.

Lei ride, sig. Barberis?

Papà, per favore, non iniziare. Paolo, non interrompere.

Se il sig. Barberis è contro la monarchia,

dovrebbe dirlo apertamente.

No. Ehm…

Io, in realtà…

sarei socialista.

Che ne pensate dei gamberi?

Buonissimi. Buoni.

Squisiti, tesoro. Scusi.

Non vorrei lasciar perdere il discorso.

Perché se le nostre famiglie sono destinate a unirsi,

una convergenza di vedute è indispensabile.

Guardi, duca… Ci dispiace.

Se si è fatto un'idea sbagliata della nostra famiglia.

Sì.

La nostra fedeltà al re Umberto è indiscussa.

E, anzi, il presidente Depretis e il senatore Cravero…

Il presidente Depretis, cosa?

Il presidente Depretis e il senatore Cravero hanno proposto

la candidatura di mio fratello alla Camera dei deputati.

Avvocato Poët, lei è un uomo sorprendente.

Sì.

Enrico, ma che piacere.

Io non immaginavo… Lo so.

Ma questo pranzo è per Paolo e Marianna.

Io non voglio mettermi al centro dell'attenzione.

Come se già non lo stessi facendo abbastanza.

E allora direi che un altro brindisi è d'uopo.

Sì.

Albertine, champagne come piovesse.

Ah.

Bravo, Enrico.

Grazie per il vostro servizio.

Siete stati molto cari.

In tutti i sensi.

È andata bene.

No? Benissimo. Nostra figlia ci odia.

Tuo fratello mi rovina la reputazione.

Lidia vuole costringermi a candidarmi alla Camera.

Non potrebbe andare meglio.

Se non vuoi candidarti, nessuno ti può costringere, Enrico.

Diremo ai Marchisio che hai cambiato idea.

Ma…

se per te il mio parere…

ha ancora importanza…

a me sembra una cosa bellissima.

Sì, ma non è una mia aspirazione.

È l'aspirazione di mia sorella.

Che vuole mandarmi in Parlamento solo…

per farmi sostenere quella sua malaugurata legge.

Ci ho pensato, sai?

A cosa?

Alla legge di Lidia.

Forse ha ragione lei.

Pensavo a Marianna.

Alle sue figlie, se mai ne avrà.

Non dico che debbano diventare medici o avvocati, ma…

sarebbe bello che potessero scegliere di farlo.

O non farlo.

Sarebbe bello.

Lidia.

Ci sono novità sul libraio.

Alla stazione, ho scoperto che, due giorni fa,

un uomo di nome Umberto Nitti ha comprato un biglietto per Lione.

Sola andata.

Ehm…

Va bene, no, lasciamo perdere Nitti,

e concentriamoci sui libri che ha venduto ad Attila.

Va bene.

Tu hai ancora le chiavi di casa? Sì? Perché?

Perché quei libri potrebbero essere ancora lì,

e sarebbe meglio trovarli prima di qualcun altro.

Ma certo. Ce l'ho. Non so se hanno cambiato la serratura…

Lo scopriamo. Perfetto. Domani, all'alba, andiamo a cercarli.

Devo andare.

Lidia. Sì?

Ehm… Hai notato che non ho fatto domande sulla tua indagine?

Solo…

Torna a casa viva.

Dai. Torno in tempo per farti la colazione.

Bene. Ottimo. Contento?

Ottimo, sì.

Cesare, vai nella tua stanza, vai.

Vai.

Eccomi. L'ho fatta aspettare?

No, sono appena arrivata.

Venga da questa parte. Possiamo parlare più liberamente.

Di qua?

A volte, le persone sono meschine.

Vedono un uomo e una donna, soli, di notte,

e cominciano a pensare che ci sia per forza del male.

Beh, se pensassero male di me, avrebbero ragione, padre.

Parli…

dei tuoi pensieri impuri?

Che cos'ho che non va?

Niente.

Siamo tutti così…

deboli.

Non si possono controllare certi pensieri.

Specie quelli che vengono di notte, nel letto,

quando si è nudi.

Aspetti.

Non ti preoccupare.

Io voglio solo farti sentire meno sola.

Sei così bella.

No, un momento. Mi lasci. Mi lasci.

Mi lasci!

Fermo!

Fabrizio Dell'Ara. La dichiaro in arresto.

Portatelo in questura. Lo interroghiamo lì. Forza. Avanti.

Come sta? Tutto bene?

Se ha ucciso lui quelle donne, lo faremo crollare.

Devono essere per forza qui.

Se non li ha presi Carlo Pancaldi.

No. Carlo non sapeva cosa cercare.

È per questo che è stato colto sul fatto mentre rovistava.

Come stiamo facendo noi.

Qua son tutti classici. C'è Lucrezio, Montaigne…

Un manuale d'alchimia.

No, scusate, io non ho capito bene che…

Cioè, che cosa stiamo cercando?

Libri, Cesare. Libri che contengano qualcosa.

Note, appunti, documenti… Shh.

Che c'è?

Come diceva il biglietto che…

ci ha scritto Attila?

"Tu per me sei diventata un enigma."

Non parlava di me e di te.

È una citazione di Sant'Agostino.

Un messaggio in codice per dirci

di cercare questi.

Quindi, secondo te, il libro è quello lì.

Sì. Questo è solo il primo volume. S'interrompe…

circa a metà. Ah.

E l'altro?

Dobbiamo trovarlo.

O l'ha preso qualcuno,

oppure Attila l'ha nascosto.

In casa c'era una cassaforte, Cesare?

Scusate.

Scopriremo la verità.

Te lo prometto.

Potremmo raccogliere informazioni sugli amici di Nitti e sui colleghi, e…

Non si sparisce in due giorni, nel nulla.

Mm?

Lo troviamo, Cesare.

Ha confessato?

Solo gli adescamenti.

Se me lo permette,

posso ricordargli l'importanza di una confessione completa e sincera.

Lidia, non è lui.

Questa notte, mentre lo interrogavo, è stata uccisa un'altra donna.

I giornalisti iniziano a fare domande. Questa storia diventerà una polveriera.

Andiamo in obitorio, proviamo a capire. Lidia, è inutile.

Non ci sono prove né testimoni.

Soltanto quattro ragazze morte senza un motivo.

Che succede?

Lidia, c'è… C'è un cassetto con una scatola, lì a sinistra.

Lidia. Sì.

Quella. Quella.

Dia a me.

Mi perdoni.

Non deve scusarsi.

Purtroppo, soffro di…

una condizione particolare.

Che tipo di…

…condizione, se posso?

La migliore per fare questo lavoro.

Nessuna certezza.

Una vita breve, probabilmente.

E nessun desiderio di prolungarla.

Però…

non si preoccupi.

Non morirò davanti ai suoi occhi.

La ringrazio.

Se posso fare qualcos'altro per lei…

Eviti di compatirmi. Mm.

Mi ricordi quali sono i miei doveri.

E si tolga subito quel nastro dal collo.

Perché, non le piace?

Al contrario.

Potrebbe farmi tornare il desiderio di vivere.

Questi cosa sono?

Quelli sono stati trovati

nella tasca della ragazza che è stata uccisa stanotte.

Putain.

Lavoriamo ogni giorno con decine di donne.

Non posso ricordarle tutte.

Quindi voi non registrate le generalità delle volontarie?

Assolutamente no.

È tutto anonimo, anche per la sicurezza delle ragazze.

In che senso, scusi?

Raccogliamo informazioni molto delicate ed è bene che restino riservate.

Quindi, mi sta dicendo che non c'è modo di sapere

se queste ragazze hanno partecipato o meno alla sua ricerca?

Esattamente così.

Mi permetta di dissentire.

No, per carità, mi rendo conto che non abbiate raccolto i loro nomi,

ma sicuramente avete raccolto i dati antropometrici delle volontarie.

Era lo scopo della nostra ricerca.

Se ricordo bene le sue lezioni,

non esistono due persone che presentano le stesse identiche misure.

Non su un campione così limitato statisticamente, no.

Quindi, per capire se queste donne hanno partecipato alla sua ricerca,

ci basterà confrontare le loro misure con quelle che lei ha raccolto.

Dico così per dire.

Magari sono stata troppo impulsiva anche stavolta.

No, ha ragione. Non ci avevo pensato.

Ventuno.

Quarantaquattro.

Tredici.

Anche Rita Salvemini è nella lista.

Soggetto 6/375.

Ci sono tutte.

C'è un'altra cosa che queste donne hanno in comune.

Le vittime hanno tutte misure craniali che denotano primitivismo.

Finora ho riscontrato questo dato solo nel 2% dei casi.

Primitivismo…

è una delle caratteristiche principali degli assassini.

Quindi, secondo lei, queste donne erano delinquenti?

Non è corretto.

Con propensione al crimine.

Potrebbe essere per questo che sono state uccise?

Se è solo il 2% non può essere un caso.

Come avrebbe fatto l'assassino a sapere una cosa del genere?

Forza.

Controllate le stanze e il bagno.

Putain.

Guardi qui.

"Lucia Gori, 27 anni, prostituta."

Tenente, voglio uno dei suoi qui a repertare

tutto ciò che può essere usato in tribunale come prova.

Noi andiamo a cercare questa Lucia Gori. Va bene.

Resto anch'io.

Se serve qualche prova, so cosa cercare.

No. Non posso metterla di nuovo in pericolo.

Non è lei che mi mette in pericolo. Sono io che ho deciso di restare.

Buonasera.

Ma cosa fa? Ehi!

Non è lui.

Tutto bene?

Poli, tutto bene?

Zitta.

Zitta.

Sapevo che eri una donna di genio.

Io non immaginavo che tu fossi un maniaco del cazzo.

Sei sboccata.

Forse prima di tagliarti la gola, dovrei tagliarti la lingua.

Aspetta. Aspetta.

Se mi risparmi, posso dire che hai avuto pietà.

E convincere il giudice a non impiccarti.

Vuoi farmi da avvocato?

Peccato.

Io… Io non avrei voluto ucciderti.

Non te lo meriti.

Nessuna di quelle donne se lo meritava.

Ti sbagli.

Come dice sempre il prof. Lombroso, il mondo sarebbe un posto più sicuro

senza donne criminali in circolazione.

Sono sicura che non volesse uccidere nessuno, però.

È necessario.

Prima che possano fare del male a qualcuno.

Sai…

quando ero piccolo,

mia sorella ha provato

a soffocarmi con un cuscino.

E se non fosse stato per mio padre,

io sarei morto.

Ma tu hai una fronte ampia, spaziosa,

una mandibola regolare.

Gli zigomi alti.

Shh.

Sei una persona buona.

Ma io…

Io non posso risparmiarti.

Lidia! Oddio.

Lidia, questa nostra collaborazione è stata un unicum.

Perché io non mi sarei mai perdonato se ti fosse successo qualcosa.

È colpa mia.

Ti avevo detto che ho questa…

irrefrenabile pulsione a mettermi nei guai, no?

Scusa, non ti volevo mettere a disagio.

Tu sai che io non mi posso permettere…

Lo so.

Era solo un bacio.

Buonanotte, procuratore.

Non m'importa del tuo passato,

né di cosa ha rappresentato per te questo…

Lorenzo.

Vedo che mia zia ti ha voluto raccontare proprio tutto.

E ha fatto bene.

Se… Se hai dei dubbi, anche piccolissimi,

io devo saperlo.

No. Nessun dubbio, te lo giuro.

Il fatto che Lorenzo abbia accettato il denaro

me lo fa odiare ancora di più di mia madre.

D'accordo.

Però ti devo chiedere di essere paziente.

E di tornare a casa.

E poi vedrai che quando ci sposeremo…

Ho deciso, zio.

Torno a casa.

Cosa…

Cosa ti ha detto?

Anzi no. No. Meglio non sapere.

Immagino di doverti ringraziare.

Non dev'essere stato piacevole passare tanto tempo in casa di quell'individuo.

Sono sopravvissuta, dai. Sì.

Per quanto riguarda, invece, la candidatura, io…

Enrico, ti fermo subito.

Se potessi candidarmi io stessa, lo farei, ma sono una donna e non posso farlo.

Sì, certo, lo so. E infatti è appunto per questo che…

Ho capito, Enrico. Ho capito! Ci ho pensato, e ho deciso di accettare.

Scherzi? No, perché se è così, ti ammazzo di botte.

Tanto perderò sicuramente.

Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie.

Sappi che non lo faccio per te, ma per me.

Perché…

nel remotissimo caso in cui fossi davvero eletto,

sento di poter fare la mia parte.

Combattere per l'approvazione di una legge giusta.

Una legge che…

libera metà del popolo da una condizione di minorità.

Mi scusi, avvocato.

Sì? Una visita per la sig. na Lidia.

Andrea.

Sono io, eh? In carne e ossa. Non sono un fantasma.

Ho provato a scriverti, ma non…

Mi sono trasferito a New York.

Ma non è questa la sola novità.

Ho una cosa importante da chiederti.

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