All language subtitles for Cuore Di Pietra 1996

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic Download
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified) Download
zh-TW Chinese (Traditional) Download
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French Download
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian Download
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean Download
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian Download
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil) Download
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian Download
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Non ho spicci

Qui

si

muore

Irina, questo freddo per te è micidiale. Non ti sei ancora trovata un posto

riparato.

Chiederò in giro se qualcuno ti può ospitare finché nasce il bambino.

Ciao. Ciao.

Poco mi è sempre piaciuto tanto. Io vado, ciao. Sì, ciao.

Ciao.

Sei

tu,

era ora.

Stasera hai fatto più tardi del solito.

Coraggio, tira fuori i soldi.

Sotto Natale la gente si sente più buona.

Su, tira fuori il malloppo.

Dai, fa vedere al tuo caro padrino.

E questi? E cosa sono?

E questi sarebbero i soldi? Non sei buona a niente.

Un giorno intero sei stata in giro con quelli, neanche una bottiglia di vino mi

ci posso comprare.

Ma la gente la devi impietosire perché ti dia il denaro. Devi piangere, urlare,

devi usare ogni mezzo.

Invece tu te la sai ferma e impalata all 'angolo della strada, come se ti

vergognassi. Ma chi vuoi che ti faccia la lemosina? La gente neanche ti vede.

continui così finiremo per morire di fame.

Hai capito? Se solo ti decidessi ad aprire le tue belle gambe, i signori

pagherebbero dei bei soldi e noi faremmo una vita migliore. Ma tu no, tu sei

onesta, tu.

Meglio povera che puttana.

Tu sei una puttana. Tutte le donne sono puttane. E come una gran puttana adesso

me la prendi in bocca. No, non voglio, non mi va.

E invece sì.

Per colpa tua non ho niente da bere.

Non mi hai portato abbastanza soldi per comprarmi una bottiglia di vino. E

allora adesso mi succhi il cazzo.

Dai, succhialo.

Forza.

Non lo vuoi prendere in bocca, eh? Dove lo vuoi? Nelle orecchie?

Nel naso?

Negli occhi, eh?

Dimmi, dove lo vuoi?

Lo vuoi qui?

Qui? Qui, eh?

Su, decimi, o perdo la pazienza.

Va bene, come vuoi, ora ti spompino.

È così che si dice, non è vero? Sì, spompinami.

Come solo la tua figliastra sa fare.

Però tu mi paghi. Un soldino me lo devi dare, un soldino per ogni pompino, come

se fossi una puttana.

Chissà.

Chissà, magari alla fine mi abituerò a fare la puttana.

Così poi tu avrai tanti soldi.

mmmm

mmm

Dai, dai.

Non smettere, succhialo così che vengo.

No, eh?

Fermati, voglio godere anch 'io. Ma certo piccola, vieni qua.

Voglio rimanere per te.

Mia piccola vuole rimanere vergine per il suo principe azzurro.

Però vuole anche godere.

Adesso il tuo vecchio padrino ti accontenta subito.

Non ti preoccupare. A lei faccio soltanto un assaggino.

Oh!

Sì, così.

Signore? No, per me niente.

Irene, ti prego, mangia qualcosa.

È quasi un mese ormai che rifiuti il cibo.

Sono stanca, annoiata.

I giorni si ripetono tutti uguali e io ho perduto la voglia di vivere.

Non lo devi dire neanche per scherzo. Tu sei giovane, bella, affascinante, hai

denaro, gioielli e quant 'altro una donna può desiderare.

Ma i soldi non sempre fanno la felicità.

La felicità?

Non capisco.

Forse se all 'improvviso diventassi povera, avessi un po' di problemi, il

passerebbe più in fretta.

A te manca un po' di compagnia.

Oh, caro, non osavo chiedertelo, ma è l 'unica cosa che riuscirebbe

a restituirmi il sorriso e a farmi felice.

Sarebbe una bambola in carne ed ossa. Già, forse per queste feste avrei un

regalo del tutto speciale.

Una grande sorpresa.

Che cosa hai in mente, Marco?

Un 'idea.

Una bambola per me, è questa la tua idea?

È un po' più complicata a farsi che a dirsi.

Ma ho una piccola idea in proposito.

Farei tutto per te, lo sai.

Sono innamorato pazzo.

Sei bellissima. Tu mi ecciti.

Mi puoi servire?

La servo, signora. Adesso ho appetito.

Come sono complicate queste chiesure!

oh

oh oh oh

Tieni. Grazie, signore.

Senti, facciamo un giro con la mia macchina, ho bisogno di parlarti un

Riprenditi i tuoi sporchi soldi, io non mi vendo agli uomini.

No, no, no, tieni questi soldi, non mi fraintendere, io voglio semplicemente

parlarti, solo dieci minuti, ti prego. Mi chiamo Marco Valeri.

E io Monica.

Monica come? Monica e basta.

Vieni.

Bravo, coraggio.

Mi vedrai, non ti ruberò più di dieci minuti.

Ecco la mia macchina.

Avanti, sali.

E così tu mi stai dicendo che non hai nessuno al mondo, né padre né madre,

eccetto il tuo patrigno con il quale vivi.

Quello, io lo odio.

Monica, ascolta, ti posso dare la possibilità di cambiare la tua vita.

Puoi scegliere, o andare avanti così, o altrimenti cambiare del tutto.

E come?

Mia moglie e io ci sentiamo soli.

Siamo ricchi, voglio dire, abbiamo soldi, non ci manca niente.

Ma questo non si basta.

Ad Irene non sono riuscito a dare un figlio.

Io ne ho avuto uno dalla mia prima moglie, ma Irene non l 'ha mai accettato

buon grado.

Quindi, se tu accetterai di venire a vivere nella nostra casa, sarai per

Irene quella sorella o quella figlia che non ha mai avuto.

Quello che lei mi sta raccontando è molto strano. Altro che strano, mi

una favola. No, non ci credo.

E perché non verifichi allora?

Io ti dico che la tua vita può cambiare. Puoi diventare una donna ricca ed

elegante.

Dipende solo da te.

Le fiabe si avverano, è così.

Non lo so.

Io ci devo pensare.

Sono confusa. Mi sembra tutto così strano, così irreale.

Facciamo così.

Tu ti prendi 24 ore per riflettere. Io ripasserò domani alla stessa ora.

Se tu non ci sarai, vorrei dire che preferisci continuare a vivere da

trascinandoti da una strada all 'altra.

Non ti dico altro.

Pensaci bene.

D 'accordo?

D 'accordo.

Carta vince, carta perde, signori. Fate il vostro gioco. Carta vince, carta

perde. Bene, signori. Non ci metterò più di dieci minuti. Giusto il tempo di

riscuotere. Bene.

Ah.

E tu non fare la porca, eh? Ma cosa ti salta in mente?

Ma che cazzo ci viene a fare uno così in un posto come questo?

Non l 'hai mai visto?

Quello lì è Paolo Valeri.

Suo padre è padrone di mezza città.

E lui viene ogni mese a riscuotere gli affitti delle sue case.

Trovo un suono, scopri volentieri la donna. Una figa così non l 'ho mai vista

queste parti.

Signor Valeri, la prego, mi ascolti. Abbia ancora un po' di pazienza.

Sono stati mesi terribili, il maltempo ci ha costretti a tenere le barche

Non siamo riusciti a lavorare. Lei mi deve venire incontro, mi serve ancora un

po' di tempo. Io ho sempre pagato, mi aiuti.

Questa è l 'istanza di fratto rimediato, il che vuol dire che o pagate tutto

oggi oppure domani la polizia vi sbatterà fuori di casa, è chiaro?

Signor Valeri, la prego, ci dia ancora un po' di tempo.

Se fa così ci mette in mezzo a una strada.

Con questo tempo le barche non sono uscite in mare.

Il mio marito non ha potuto lavorare. I pochi soldi dei risparmi li abbiamo

spesi per far studiare la nostra lisa. Aiuti, la prego.

Occhio alla puttana, la puttana di cuori vince. Posso puntare qualcosa anch 'io?

Mi è sempre piaciuto questo gioco. Ma certo, mia bella signora, centomila?

Dunque, la puttana di cuori, se non sbaglio.

Ma per una puttana di cuori centomila mi sembrano poche.

Perché non facciamo mezzo milione?

Cosa c 'è, hai perso la lingua?

No, non posso, mezzo milione per me è troppo.

Eh no, non ti puoi tirare indietro, non puoi dire di no a una bella signora.

Ha ragione, la devi accettare, è tutto regolare. Va bene, va bene, d 'accordo,

'accetto. Io lo facevo soltanto per il bene della signora. Al mio bene ci penso

da me.

Ecco qua.

Io in fondo sono un uomo all 'antica, portare via dei soldi a una signora

come lei mi piace un po'. I soldi alla fine se li prendono sempre le donne, non

ti preoccupare.

Allora signore, ecco.

La signora ha vinto, amico, sgarcia!

Guardi, aspetto ancora un altro mese.

Ma lo faccio soprattutto per questa ragazza. Ah, è proprio una brava

sa.

Studiosa e si dà tanto da fare per aiutare la famiglia. Vero, Lisa?

Lo sai, papà, io ho sempre fatto quello che ho potuto.

Ora, perché non vai di là dalla mamma che ho delle cose da chiedere al signor

Paolo? Ma certo, Lisa, vi lascio subito soli.

Non faccia quell 'espressione preoccupata, non ho niente da chiederle,

soltanto rimanere da sola con lei.

Le do noia?

No, no, fa pure.

È solo che non me l 'aspettavo.

Vorrei confidarle un piccolo segreto.

Posso? Un segreto?

Ma certo, devi.

A me di un uomo piacere soprattutto il sesso, la grossa vena che l 'accompagna,

in tutta la sua lunghezza.

Mi piace perché è duro e invincibile.

No, fermo. Ti prego.

E se per caso dovesse entrare tuo padre?

Lui non entrerà. Sta contenta di spiare. È un gran porco. Mi ha sempre

desiderata, ma non ha mai avuto il coraggio di farsi avanti.

Sì, sì, le palle.

Sei un gran porco, Lisa è anche figlia tua.

Quando eri incinta di lei facevi delle gran marchette, non poteva che venire

troia come te.

Dai, prendilo, datti da fare.

È brava la nostra signora, ha dato una gran bella lezione a quell 'imbroglione,

se la meritava proprio.

È uno stronzo.

Tenga i soldi, sono suoi.

Perché non andiamo a brindare nella mia officina? È qui vicino, non è un posto

molto elegante, ma ho del buon vino in frigo.

Va bene. Buona idea. Molto volentieri.

Di qua.

Ecco qua, entri pure.

Questo è il mio regno, questo vostro.

Può fare quello che vuole.

Che fa?

Avete visto, ragazzi?

Venga, si accomodi pure, prego.

Hai cura della tua officina, eh?

E ci possiamo mettere qui?

Ora fa l 'educato perché c 'è lei qui, signora, ma è un bordo.

Allora, ci vuoi dare da bere? Calma, calma, ha parlato il principino.

Gli do subito il vino.

Non sono di gusti raffinati, ma a me piace.

Non protestate.

Ecco che arrivano i bicchieri. Eccoli qua.

È proprio vero. Tutte le donne ricche sono delle grandi troie.

Cazzo figliola, questi sono un sacco di soldi.

Visto che quando segui i consigli del tuo vecchio sei brava, mi devi sempre

ascolto.

Ma sei proprio sicura?

Che non te li sei procurati spompilando qualcuno. Tu sei un porco, un lurido

bastardo, un ingrato.

Non si risponde così a paparino.

Ma ti perdono.

Ecco, vado a festeggiare.

Dai, fammi una sega, una bella sborratina prima di uscire.

Lasciami stare, ora sono stanca.

Va bene, va bene, sei stata brava. Meriti un po' di riposo, ma domani non

accetterò rifiuti.

Altrimenti potrei sciupare il tuo bel visino.

Domani non mi troverai, papà.

Monica vola via.

Va via.

Via, vola via.

E non la troverai più.

Ha visto che te è così brutto? Sei incredibile. Vieni, cambia il naso. Eh

Va bene.

Comandi puri.

Gustavo, lei è la signorina Monica.

Vivrà con noi per parecchio tempo.

Dobbiamo fare di tutto per farla sentire a suo agio.

Chiama Caterina. Dile di preparare la camera accanto alla mia.

E poi, un bel bagno.

Sì, un bagno caldo.

Provedo subito. Vado a chiamare Caterina per la stanza. E poi il bagno, mi

sembra... Se io mi posso permettere, assolutamente indispensabile.

Andiamo, vieni.

Fantastico.

Direi di gettare via tutto, poi usciremo a fare delle compere.

Va bene, grazie signora.

Non chiamarmi signora, piccola.

Chiamami padrona.

Quando i tempi saranno maturi potrei chiamarmi Irene.

Hai capito?

Sì, padrona.

Ora, leccami i piedi come un cagnolino.

Come vuole lei, padrona.

Corri avanti.

Che cosa stai facendo?

Tutte le volte che ti volevo scopare, mi hai detto che volevi rimanere vergine.

Non è vero?

Succhia.

Ciascuno.

Così.

Oh!

Dove sei, Monica?

Dove sei?

Non c 'è la mia Monica.

Il bagno è pronto, signora.

Va bene, Caterina, resta pure qui.

E aiuta la mia nipotina a spogliarsi.

Va bene, signora.

Ah, siete veramente incandeli.

Paolo, questa bella ragazza si chiama Monica ed è una cugina di Irene.

Incantato.

Lei è splendida.

Vogliamo metterci a tavola?

Accomodatevi. Prego.

Prego. Gustavo?

Posso, signore?

Sì.

Va bene così?

Sì.

La vuole ancora?

No, grazie.

È di suo gradimento, signorina.

La posso servire?

Sì.

Ma mangi come un animale.

Non ti devi preoccupare, tesoro.

Tra non più di un paio di mesi avrai imparato le buone maniere. Saprai

in pubblico, cavalcare.

Avrai imparato come comportarti nelle serate di gala. In poche parole

una di noi.

E tutti avranno per te il massimo rispetto

Monica

Mia

Monica Monica

Monica

Ti dovrò insegnare molte cose, tesoro.

Mi guarderai da là dietro.

Ora va là dietro e guarda tutto quello che faccio.

Sta lì e non ti muovere.

Imparerai molte cose.

Caterina?

Caterina?

Ah!

Stavolta come oggi.

È una giornata meravigliosa, vero Paolo?

Tutte le giornate sono meravigliose se passate insieme a te.

Le abbiamo fatti stancare un po' troppo. Hanno bisogno di una buona strigliata e

di riposo.

Abbi cura di lui, mi raccomando. D 'accordo.

Sei bella.

Anche tu.

E il rossetto.

Ti devo parlare.

Paolo, io non ne posso più di Irene.

Credo che si sia innamorata di me e appiccicosa, mi fa scenata di gelosia.

appena saprà di noi due, vedrai, farà succedere un putiferio. Mi manderò via,

io non ti voglio perdere.

Lo so, Irene, è una donna molto capricciosa.

La sua fortuna è stata di esserti unita a mio padre.

Senza di lui non starebbe niente.

Ma non sono sposati?

No, non sono sposato.

E tuo padre ha fatto testamento?

Non credo, è ancora giovane.

Dunque se gli succedesse una disgrazia, lei non avrebbe diritto a niente?

Sì, penso che sia così. Ma perché mi chiedi questo? Tu non penserai mica?

No, non penso nulla. Per adesso.

È solo che non voglio perderti.

Ti ho dato la mia virginità, e allora?

Non mi perderai mai, neanche se diventassimo poveri.

Guardo se hanno governato i cavalli. Ci vediamo dopo a casa, ciao.

Ciao. Ciao.

Che bellino.

Buono. Buono.

Povero Paolo.

Senza soldi non vali proprio niente.

Ehi, Jimmy, ma come ti permetti?

Ricordo bene com 'eri quando sei arrivata qui.

Ehi, una povera caponella.

Ora copi con quel buon annula del padroncino e fai la signora, vero?

Ma sono sicuro che un bel cazzo come il mio ti farà impazzire.

No.

Perché?

Non ti preoccupare, Jimmy, perché arriverà anche il tuo momento.

È meno tarte di quello che pensi.

Ora devo andare.

Tu accodisci i cavalli.

Mi raccomando, falli camminare perché hanno sudato molto.

Buongiorno, zia.

Ma come adesso si entra così?

Senza nemmeno bussare la porta.

E soprattutto senza chiamarmi padrona.

Io non ho padrone, zia.

Siamo diventate arroganti, vedo.

Monica, tu lo sai, vero? Che ti voglio bene come una figlia.

E perciò ti dico che Paolo non è giusto per te. È soltanto un inetto buono a

nulla. Cara zia, l 'unico che non sia un inetto in questa famiglia è Marco.

Non fosse altro che per i suoi soldi.

Comunque volevo avvisarti di una cosa, una volta per tutte.

Il gioco della padrona è finalmente finito. Ci vediamo più tardi, zia.

Monica, Monica.

Monica, oh Monica.

Marco. Sì? È arrivato il momento di affrontare il discorso su Monica.

Avrai notato anche tu come è cambiata. Ultimamente si sta prendendo troppe

libertà, risponde male e ha un atteggiamento che non mi piace.

E inoltre c 'è un grosso problema, la sua relazione con Paolo.

Io credo che tuo figlio se ne sia perdutamente innamorato e che voglia

Ma non credo che per lui tu abbia pensato a una ex mendicante.

No, certo.

Ma non credo che si tratti di una cosa seria.

Più che altro è una storia di sesso. Non penso che sia qualcosa di più.

E comunque, terrò gli occhi bene aperti.

E se verificherò che le cose stanno proprio come dici tu, spero di no.

Appronterò questo discorso con mio figlio.

E poi che sarà il caso?

La cacceremo via di casa, va bene? Va bene.

E così mio padre mi ha detto che sarebbe meglio se ti lasciassi.

Il tuo passato è troppo sconveniente per la mia famiglia.

Allora sapevi che non sono la nipote di Irene.

Ma certo.

A me le ricche non sono mai piaciute.

Tutte trovi.

Scopati, Irene.

Che cosa dici?

Sì, scopati, Irene.

Tuo padre non glielo perdonerebbe.

Lo so che ogni tanto gli piace farsela scopare da qualcuno, ma non da suo

figlio. No, darei un interfiere troppo grande a mio padre.

Preferisci perdermi, forse?

Quella donna mi ha usata.

Come un oggetto e adesso mi vuole buttare via.

Io le auguro tutto il male del mondo.

Jimmy, siediti qui.

Te li vuoi guadagnare, 300 milioni? Ti sistemi?

E che cosa dovrei fare?

I freni della Rolls.

Ma te lo spiego dopo.

Adesso, mio caro, ho una bella sorpresa per te.

Grazie.

Irene vuole sbarazzarsi di me perché è gelosa di tuo figlio.

Ma cosa dici?

Sei diventata matta?

No, non sono matta.

Hanno una relazione da parecchio tempo.

Lui è stanco, vuole smettere, ma lei non gli dà pace.

Anche adesso lo ha praticamente costretto a stare insieme a lei. Se non

credi, possiamo andare a vedere.

Grazie.

Te faremo incontro più tardi, mi hai capito?

Avanti, vieni con me. Con mio figlio!

Ma come non ha niente da darmi?

Piccola, io sono un massaggione alcolizzato, ma non merito di essere

così, come se fossi un estraneo, come se tu non mi conoscessi. Sono stato io

quello che ti ha raccolta morente in quella scatola sul greco del fiume, ti

prego.

Fatti vedere, fammi vedere come sei bella, come sei ben vestita. Ora che ti

ritrovato non ti lascio più, non ti lascio più.

Ma dove vai? Vieni qui!

Monica, non mi abbandonare. Ti prego, lascia stare, ti prego.

Ecco, vieni.

E crede di liberarti di me?

Ma

che

è successo?

Stava attraversando e... Lo conoscevi.

Lo conoscevi molto.

No, dovrebbero ripulirla questa città da questi sporchi barboni.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.