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(MUSICA CUPA)

(MUSICA CUPA CONTINUA)

(MUSICA CUPA CONTINUA)

(STRIDIO DI FRENI)

(TONFO)

(MUSICA CUPA CONTINUA)

(MUSICA TERMINA)

(GEMITI)

MANUEL: E' tardi, eh?

(PASSI)

Ti voglio tanto bene, lo sai?

- Sì. - Tanto tanto bene.

- Lo vuoi un caffè? - Dai.

(CITOFONO)

- Ma è Manuel, mamma? - No, amore.

E mi raccomando, non si parla di Manuel stasera. Ok?

- Sì. - (sottovoce) Ricordati il segreto.

Sì? Ah, sei già arrivato.

(DIGITA TASTI)

(VOCI DALLA TV, NOTIFICA)

ROSA: Nicola?

Rega', io comunque sto spaccato, ho bevuto troppo ieri sera.

- Madonna. ROSA: Nicola?

Rega', guardate che ha postato questo.

Nicola, puoi venire un attimo di là?

ROSA: Sto impazzendo, non riesco a incartarlo.

- Magari se lo chiudi... - Grazie, coglione.

(sottovoce) Stupida.

- Nico', così ero capace anch'io. - Aspetta.

ROSA: Bene. NICOLA: Perfetto.

(NOTIFICA) Cazzo, Nico', è già arrivato.

(MUSICA DI TENSIONE)

Ma'?

Mamma?

- Eccoli i miei gioielli. - Guardate che mi ha portato papà.

Che belli che siete.

Rosetta mia. Ma cosa hai messo agli occhi, eh?

- Trucco? - Mh-mh. - Ah, sì?

Nico', te 'sti capelli? Li tagliamo?

Mi fai accendere?

- Perché l'hai fatto venire qua? - Che cosa dovevo dire alla piccola?

"Il tuo papà non può venire alla tua festa?"

(IN FRANCESE)

Ma non a casa, la facevamo fuori.

Non è più un problema, lo sai.

Ma come no? Ci hai scritto: "Venite, sbrigatevi".

Abbiamo corso, mamma.

Si parla male di me?

E si fuma anche.

C'è la torta.

E' bello stare qua tutti insieme.

Sì.

Mi era mancato.

Qualcuno mi dà il cambio? Non ce la faccio più.

Ci penso io.

Mara, ora ti insegno ad andare sul monopattino. Girati.

(MUSICA DI TENSIONE)

(insieme) # Tanti auguri a te

# Tanti auguri a te

# Tanti auguri a Mara

# Tanti auguri a te #

Soffia, soffia.

Brava!

(MUSICA MALINCONICA)

ROSA: Ciao, mamma.

Ciao, tesoro.

(IN FRANCESE)

- Scendiamo insieme? - Arrivo.

A presto.

Ciao.

(MUSICA DI PIANOFORTE)

Più morbida, ancora.

Milena, hai visto le mie chiavi?

Che faccia che hai. Hai fatto tardi stanotte, eh?

Va bene, ciao.

(CELLULARE SQUILLA)

- Pronto? DONNA: Passami a Vito.

- Vito non c'è qui. Attenta alle stronzate che mi dici, zoccola.

MILENA: Chi è? - Se scopro che sta lì con te,

vengo e ti spacco la testa.

Anche 'sta chiavica non sa niente.

Mo facciamo a chi sono io e a chi sei tu, eh?

Hai finito? Dai, muoviti.

AGENTE: Signora Semeraro, non sono passate nemmeno 24 ore,

potrebbe trattarsi di un allontanamento volontario.

Quale allontanamento volontario.

Io a mio fratello lo sento tutte le santissime mattine

che Gesù Cristo ha messo in Terra.

Alle 07:00 della mattina spaccate.

Sempre, tutte le mattine. Ha capito?

Da quant'è che non ha sue notizie?

Da ieri mattina. A lei le sembra possibile?

E non è neppure tornato a casa a dormire.

Io a mio fratello me lo sono cresciuto come un figlio.

Io lo sento che è successo qualcosa.

Voi me lo dovete trovare, capito?

Signora Semeraro, io a suo padre don Peppino lo conosco da una vita...

E che me ne importa a me?

- Ma se suo fratello è scomparso... - Sì.

..è scomparso a Roma.

- E allora? - E io da qui che ci posso fare?

Come che ci potete fare? Voi che lavoro fate?

Dia retta a me, si è andato a fare un giro.

Un giro? - Stia tranquilla.

No, tu la parola tranquilla, te la ingoi!

Forse non hai capito niente,

tu adesso ti attacchi a quel maledetto telefono,

prendi la cornetta e chiami tutti quelli che devi chiamare, hai capito?

E poi chiami me e me lo fai sapere.

(MUSICA CUPA)

- Chi è? - Tu ed io.

NICOLA: Gennaio.

MARA: Gennaio, febbraio...

NICOLA: Febbraio, come si scrive febbraio?

MARA: Che ne so, io?

E viola?

NICOLA: Guarda qua. E' dopo gennaio. Quindi?

Febbraio...

Con la "F".

Con la "F" e la "E".

La "B" com'è?

(IN FRANCESE)

Dobbiamo solo mandare tutto questo amore a vostro padre.

- Mamma? - Mh?

(CANE ABBAIA)

(CAMPANELLO)

(CAMPANELLO)

ORLANDI: Salve, è la signora Mattei?

CARLA: Sì. Sono Orlandi della Questura di Roma.

- Possiamo entrare? - Certo. - Grazie.

(PORTA SI CHIUDE)

E' un invito a presentarsi. Dobbiamo farle qualche domanda.

Perché?

CARLA: Calmati Nicola, è tutto a posto.

ROSA: Mamma?

- Devo venire adesso? - Se vuole sì, può seguirci adesso.

NICOLA: Veniamo con te, mamma?

State con la piccola, è solo qualche domanda.

Il mio collega l'accompagna nella stanza.

(PORTA SI APRE)

Salve. Sono Grazia Alaimo, il Pubblico Ministero.

Mh-mh.

Purtroppo devo darle una brutta notizia, signora Mattei.

Abbiamo trovato il corpo di Vito Semeraro nel greto del Tevere.

(PIANTO)

So che è sconvolta.

Ma devo chiederle di fare... un piccolo sforzo.

E tornare indietro nel tempo insieme a me.

Da quanto era legata al suo ex marito?

Dodici anni.

Tutto questo tempo ad aspettarlo?

Mh? E neanche dopo che il Semeraro si è separato dalla moglie,

è venuto a vivere con lei, giusto?

L'avete trovato?

Dov'era la notte tra il 30 e il 31 luglio?

- A casa. Ah sì, a casa? E cosa ha fatto?

Ho salutato tutti verso le 23:00 e poi sono andata a dormire con Mara.

CARLA: Posso avere un po' d'acqua? - Certo.

ALAIMO: Un po' d'acqua per la signora, per favore.

E com'era andata la serata? - Bene, tutto bene.

Era il compleanno di mia figlia.

Voleva il suo papà con lei.

(PORTA SI APRE)

Grazie. Grazie.

Dunque...

..i suoi figli e il Semeraro sono andati via insieme?

Sì.

Vito...

..ha dato una carezza a Mara...

..poi è sceso con Nicola e Rosa.

"L'ultima" carezza.

(sottovoce) Sì.

Come l'ha presa questa... riunione familiare?

Perché mi sta facendo tutte queste domande?

Si è sentita tradita?

Ha temuto che il Semeraro e la Mattei tornassero insieme?

Ma no. Ormai, tra me e lui non c'è...

Nessun legame? Questo vuole dire?

Abbiamo vissuto una vita insieme.

Abbiamo fatto tre figli,

è difficile non avere più un legame, come dice lei.

Mi scusi, intendevo dire...

..un legame... sessuale o sentimentale.

L'avevate?

No.

(CARLA SOSPIRA)

Perché ha chiesto la separazione?

Dopo tanti anni, le cose non andavano più bene.

Effettivamente 23 anni sono tanti, no?

23 anni di maltrattamenti, abusi, violenza domestica, denunce.

Ci sono i referti medici, le testimonianze.

Il suo ex marito le ha fatto passare un inferno.

Forse un uomo così, meritava di essere ucciso.

Come ucciso?

ORLANDI: Sì, ucciso con due colpi di arma da taglio.

Uno alla schiena e uno alla giugulare.

E' soffocato nel suo sangue.

Abbiamo parlato con sua madre.

E la signora sostiene che lei, la notte del 30 luglio,

è uscita di casa verso le 19:00 ed è rientrata dopo la mezzanotte.

Allora, chi sta mentendo?

Lei o sua madre?

Dov'era quella notte?

Lì.

Ero lì.

ALAIMO: Quando è andato via cosa ha fatto?

Ho sistemato la casa, poi sono andata a dormire.

(PORTA SI CHIUDE)

Dunque, lei è andata a dormire con sua figlia Mara.

Ed è rimasta sola tutta la notte? - Sì.

E non si è affacciata al balcone per richiamare il suo ex marito,

per farlo tornare di nuovo su da lei?

C'è un testimone oculare, signora Mattei.

Vito è rientrato nel palazzo. E lei è l'ultima persona ad averlo visto.

Che facciamo, lo chiamiamo l'avvocato adesso?

(IN FRANCESE)

Ha confessato?

Lui ha perso la testa e ha cercato di ucciderla.

Lei ha lottato e per difendersi l'ha accoltellato.

Che fai, lo bevi quello?

E la Spataro?

Ma tu, uno che ti ha picchiato per tutta la vita,

lo fai salire in casa tua di notte, da soli?

Che poi è una donna, quanto peserà, 50 chili?

Si carica un corpo di una tonnellata fino al Tevere? Tutto da sola?

Ma che cazzo di confessione è?

Quindi con la Spataro che facciamo?

La lasciamo andare, però la sorvegliamo perché era lì.

L'ex moglie e l'amante, tutte e due sulla scena del crimine.

(SIRENE DELLA POLIZIA)

(MUSICA CUPA)

(COLPI) Io ti tolgo tutto, hai capito?

Ti giuro sull'anima di mio fratello che tu a Mara non la vedi più!

Non la vedi più!

(SUONI INQUIETANTI)

(VOCI INDISTINTE DALLE CELLE)

(BISBIGLI)

(BISBIGLI E RISATE)

("SERE NERE" DI TIZIANO FERRO IN LONTANANZA)

("SERE NERE" DI TIZIANO FERRO DALLA RADIO)

ROSA: E smettila.

- Hai visto? C'è un buco. - Ok.

ROSA: L'arrotolo per due volte e poi le metto.

Mi ascolti?

(CANTICCHIA "SERE NERE")

(PORTA SI APRE)

VITO: Ciao.

Papà.

- Ciao, papà. - Ciao, papà.

Che bell'albero.

VITO: Andiamo a mangiare la pizza? NICOLA BAMBINO: Sì.

Papà, sabato ci porti al villaggio di Babbo Natale?

Certo, ci andiamo tutti insieme, eh?

ROSA BAMBINA: No, mamma non può.

VITO: Mamma non può, perché?

Ragazzi, mangiate.

Dai, Nicola, siediti.

Che devi fare sabato che non puoi? - Niente, che dovrei fare?

- Deve lavorare, mamma. - Ah, sì?

Che mi sono perso?

Ma no, è Giulia che mi ha chiesto una mano al negozio

per la settimana di Natale, ma... non è niente.

Prendo l'acqua.

(SOSPIRI)

Brava, fai bene.

Almeno esci un po' di casa, stai sempre coi bambini.

Ti distrai un po'.

Mh?

(PAROLE OVATTATE NON UDIBILI)

(PAROLE OVATTATE NON UDIBILI)

(PIANTO)

(piangendo) Scusa.

(VITO PIANGE)

MARA: Luna mezza, mezza luna, luna piena.

ROSA: Ti rendi conto che tutto quello che ha detto era una bugia?

Ci ha preso in giro tutto questo tempo, i volantini...

MARA: Uffa, però, guardatemi.

Amore, sei bravissima. Te lo giuro, sei brava...

- Ci ha preso per il culo tutto il tempo. - Hai detto una parolaccia.

Ora mi guardate?

- Livia? Amore, lo vuoi il gelato? - Sì.

Livia!

(PASSI)

Livia, andate a prendere un gelato, per favore?

- Nicola, stavo studiando. - Dai, cinque minuti.

(ROSA PIANGE)

- Lo vuoi il gelato? - Sì.

- Andiamo? - Sì. - Dai.

L'abbiamo sempre saputo che finiva male, no?

Ne avevamo parlato, ricordi?

Ed eravamo io e te.

E ora siamo io e te, ok?

Che facciamo?

Domani andiamo da lei.

E Rosa?

E' rimasta con Mara.

Mi odia?

- E tu? - No.

Non mi odi tu?

L'avvocato mi ha detto che zia Mimma ha chiesto l'affido di Mara.

Ci devi pensare tu alle tue sorelle.

(IN FRANCESE)

(CARLA IN FRANCESE)

ALAIMO: Come ha conosciuto Carla Mattei?

MANUEL: Nel consultorio dove lavoro

ci occupiamo di donne vittime di violenza.

E cosa le ha raccontato del Semeraro?

Che era un uomo violento, ossessivo, geloso.

Quindi, grazie a lei è riuscita a trovare il coraggio per lasciarlo?

Grazie al sostegno che ha ricevuto da noi, sì.

E' il nostro lavoro. Diamo a...

..a queste donne gli strumenti per liberarsi da queste relazioni

che le intrappolano.

- Però poi voi avete una relazione? - Sì, Carla ed io, sì.

E il Semeraro? Ne era a conoscenza?

- Sì. - E come l'ha presa?

Non bene. Ci seguiva, si appostava sotto casa mia.

Un giorno mi ha anche aggredito. Io l'ho denunciato.

Mi disse che... avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di riavere Carla.

Qualsiasi cosa, anche uccidere?

Immagino di sì.

Uccidere lei, per esempio?

Sì.

Quindi, tutto sommato, la morte del Semeraro vi ha fatto comodo?

Dottoressa...

Bocci, dai tabulati risulta che lei quella sera, era lì.

Parliamoci chiaro.

Che cosa ci faceva? AVVOCATO: Non devi rispondere.

Allora?

Era lì, sì o no?

Sì, sì, ero lì.

Troppo caldo. Meglio, no?

Mi vuole dire cosa ci faceva?

Carla mi telefonò in lacrime,

io sapevo che il Semeraro quella sera sarebbe stato a cena lì e sono corso.

E che cosa ha visto?

Ho visto Carla disperata e il corpo di Semeraro a terra.

Perché non avete chiamato la polizia?

Senta, il mio assistito sa bene di aver sbagliato. Siamo qui per questo.

MANUEL: Senta dottoressa,

io non dico che abbiamo fatto la cosa giusta, per carità, però...

Carla l'ha denunciato per più di 20 anni e non ha ottenuto niente.

A mio parere, se non si fosse difesa quella sera, adesso il processo

lo stareste facendo a Semeraro.

Però quella sera al momento dell'omicidio lei non c'era, giusto?

Giusto, al momento dell'omicidio non c'ero.

E come fa a sapere che era legittima difesa?

Perché è stata picchiata e violentata per più di 20 anni

e lui non l'avrebbe mai lasciata andare.

A meno che non fosse morto.

Per questo lei e la Mattei avete deciso di ucciderlo.

No, assolutamente, non è questo. Avvocato?

ALAIMO: Signor Bocci, lei è in stato di fermo.

Siete arrivati.

Ciao.

Ciao, bella della zia.

DONNA: Perché non vi trasferite qua da noi per un po'?

State con noi, in mezzo alla famiglia.

Così non pensate a niente, ci siamo noi.

(PIANTO)

Papà.

(CAMPANA)

ROSA: (piangendo) Papà.

(CAMPANA)

Semeraro. Appena hai finito mi serve una mano di là.

Sandro, ti ricordi che per domani ho chiesto il permesso?

Sì, però ci devi stare qua.

Mara, ti prego, smettila.

Non vuoi andare a scuola a giocare con gli altri bambini?

Stanno entrando tutti.

Lo chiediamo alla maestra se ti può dare una merendina, eh?

Mara, basta. Devi entrare a scuola, veramente.

Devi entrare, ti prego. Entra.

Mara, mi ascolti? Puoi entrare, per favore.

Tutto bene?

Ha lasciato la merenda a casa e non vuole entrare a scuola.

- Ti piace la crostata? - Sì.

Ne porto sempre una di riserva, che non si sa mai.

Grazie.

- Adesso possiamo andare a scuola? - Sì.

Ciao, amore.

ALAIMO: La signora Carla Mattei ha ucciso il suo ex marito

e padre dei suoi tre figli, il signor Vito Semeraro.

E l'ha fatto a sangue freddo.

E con la complicità morale del suo amante, il signor Manuel Bocci,

che l'ha aiutata ad occultare il cadavere gettandolo nel Tevere.

Questo Pubblico Ministero, durante il processo, dimostrerà

che l'imputata non ha agito per legittima difesa, come sostiene.

Ma, anzi, ha premeditato il tutto.

Decidendo con largo anticipo il luogo,

il giorno e le modalità dell'omicidio.

Grazie.

(MUSICA CUPA)

UOMO: La Corte. (CAMPANELLA)

Quindi, signora Spataro, se ho capito bene,

lei è rimasta sotto casa della signora Mattei tutta la sera...

..per gelosia, è corretto?

Sì.

PRESIDENTE: Signora Spataro,

si avvicini al microfono e alzi la voce, per favore. Grazie.

Sì.

E che cosa ha visto?

Vito è uscito con i figli e...

..i ragazzi hanno preso il motorino e Vito si è incamminato a piedi.

E poi lei...

MILENA: La signora Mattei è uscita sul balcone e l'ha richiamato.

E Vito è tornato dentro.

E' rientrato e lei che cosa ha fatto?

Io ho aspettato.

ALAIMO: E poi?

Me ne sono andata.

Se n'è andata? Così?

E' rimasta tutta la sera ad aspettare e poi se n'è andata? Come mai?

Ho pensato che avesse deciso di passare la notte con lei

e me ne sono andata.

Sì.

Ci saprebbe dire più o meno a che ora?

Poco dopo mezzanotte.

Signora Spataro, lei definirebbe il signor Vito Semeraro come...

..un uomo violento?

Con me è sempre stato gentile, dolce.

Le parlava mai della moglie?

Si lamentava di Carla, diceva che...

..che era capricciosa, assente, egoista.

Ma poi tornava sempre da lei.

ALAIMO: Tornava sempre da lei. Come mai?

Forse perché era ancora molto innamorato.

Lei dice innamorato? Era innamoratissimo.

Faceva qualsiasi cosa per lei. ALAIMO: Però la picchiava.

- Si è inventata tutto. Dio mi è testimone. - Ci sono le denunce.

E' come il diavolo quella donna.

Uno schifo. Uno schifo, signor Giudice, non puliva mai casa.

Non faceva mai da mangiare,

lasciava Nicola da piccolo, a casa da solo, a badare a Rosa.

MIMMA: Mentre mio fratello andava in giro a lavorare

per sfamare tutta quanta la famiglia. Sa che faceva quella?

Andava in giro a fare la zoccola.

Signora Semeraro, però, no, siamo in un tribunale.

Era un santo mio fratello. Bello come il sole.

Un gran lavoratore.

Un padre e un marito meraviglioso.

MIMMA: E quella l'ha usato e poi...

Eh? Buttato al fiume.

(PORTA SI CHIUDE)

(sottovoce) Dorme.

- Com'è andata? - Bene.

Abbiamo mangiato, poi abbiamo visto i cartoni ed è crollata.

Vi ha fatto impazzire?

No. Nicola, il problema non è Mara.

- Cioè, non solo. - In che senso, scusate.

Ragazzi, questa non è una casa adatta ad una bambina.

Poi va bene oggi, ma non possiamo tenerla tutto il processo.

- Stiamo vedendo come fare. GIULIO: Poi ci sono i giornalisti.

Tutto il giorno qua fuori, suonano in continuazione.

Non ho fatto un cazzo oggi. - Quindi?

GIULIO: Quindi...

Nicola, mi dispiace, però non possiamo andare avanti così, no?

Quindi, ce ne dobbiamo andare?

Rispondi.

Rispondi.

- Dimmi. - Dai.

Ohi, finito?

Ma è vero che mamma ci lasciava soli per uscire con le amiche?

Ma quali amiche?

E' vero o no? - Non lo so, sarà successo due volte?

Quindi pensa che vita di merda ha fatto mamma per papà.

Almeno, magari, qualche volta si è fatta i cazzi suoi, no?

E' giusto pure così.

- Perché non siete entrate? - Andiamo a casa?

(MUSICA CUPA)

(CELLA SI CHIUDE)

(- CARLA: Mi ami? - MANUEL: Sì.)

Vorresti stare con me?

Ma io sto con te.

No, voglio dire, vivere qui con me e Mara.

(- MANUEL: Davvero lo vuoi? - CARLA: Sì.)

(CARLA: E se lui non mi lasciasse mai libera?)

ALAIMO: Chi fu a cercare il primo approccio dei due?

Guardi la Presidente o il Pubblico Ministero quando risponde.

Un giorno abbiamo deciso di bere qualcosa insieme.

Chi ha deciso?

MANUEL: Non ricordo.

Le capita spesso di bere qualcosa con le donne che vengono al consultorio?

AVVOCATO: Presidente, c'è opposizione.

PRESIDENTE: Respinta.

Risponda alla PM, signor Bocci. - No.

Non mi era mai successo.

Com'è cominciato questo rapporto?

Come possiamo dire, quando avete consumato questa vostra passione?

Ha preso lei l'iniziativa o è stata sempre la signora Mattei?

- E' stata Carla, ma... - Una donna intraprendente.

Presidente, non è possibile. - Andiamo al dunque.

Quanti altri rapporti avete avuto?

Immagino non sia difficile ricordare, no?

Tre.

Tre?

In sei mesi? In cui vi siete visti tutti i giorni?

Sì.

Mi aiuti a capire. Un amore così nuovo, come mai così poco ardore?

Una donna che ha passato tutto quello che ha passato Carla,

ha bisogno di tempo.

Certo.

E mentre la signora Mattei si prende il suo tempo, lei cosa fa?

MANUEL: Quello che dovrebbe fare qualsiasi uomo, ero...

..disposto a concederglielo e aspettavo.

Aspettava?

E mentre aspettava...

..portava sua figlia a scuola, le faceva la spesa,

la portava dal medico, le pagava le bollette.

L'auto della signora Mattei, quando l'ha vista la prima volta,

in che condizioni era? - Non buone.

Non buone. E se non sbaglio, lei l'ha definita...

.."scassata, con l'assicurazione scaduta e la batteria scarica".

ALAIMO: Sono parole sue Bocci, conferma?

MANUEL: Sì, confermo.

Come mai era in questo stato di abbandono?

MANUEL: Perché Vito Semeraro le impediva di usarla.

Però quell'auto si mette in moto quella sera,

e porta il cadavere del signor Semeraro fino al Tevere.

Gliel'ha aggiustata lei? - Sì.

Di sua iniziativa?

Carla mi disse che le avrebbe fatto comodo un'auto con una bambina...

Quindi le paga l'assicurazione.

La porta dal meccanico, giusto?

MANUEL: Sì.

Una settimana prima dell'omicidio. Che tempismo...

- Presidente. PRESIDENTE: Stiamo ai fatti.

ALAIMO: Lei c'è sempre...

..per la signora Mattei.

E c'è anche quella sera.

Quando la signora Mattei ha bisogno di essere salvata dal mostro,

dall'orco, come lei lo ha definito.

Che l'avrebbe sicuramente uccisa.

Sono arrivato che era già morto. L'ho già detto.

ALAIMO: E non l'ha voluta aiutare nemmeno

quando la signora ha deciso di salvarsi da sola,

a trasportare il cadavere del Semeraro? A occultarlo?

No, quella volta no.

Me ne sono andato.

ALAIMO: E perché? Perché si è tirato indietro?

Perché ho avuto paura. Sono stato un vigliacco.

ALAIMO: Un vigliacco?

Quindi lei oggi sta recitando semplicemente la parte

del brav'uomo manipolato da questa donna, mentre, in realtà,

sta cercando di tirarsi fuori da un omicidio premeditato

che lei ha commesso con questa donna,

l'amore della sua vita, solo perché, come ammette, è un vigliacco?

MILENA: Nicola?

Non sai quanto vi penso a te e alle tue sorelle.

Forse non ti ricorderai, ma...

..quando eravate piccoli ogni tanto uscivamo insieme.

Io con tuo padre, tu e Rosa.

Una volta siamo andati a pattinare sul ghiaccio.

Te lo ricordi?

Ti sei fatto male cadendo,

ma non volevi piangere davanti a tuo padre.

E allora hai pianto con me e mi hai abbracciato.

Ma tu che cazzo vuoi?

Vorrei tanto poter fare qualcosa per voi,

magari vi serve un aiuto con Mara.

Posso almeno portarvi qualcosa da mangiare?

Ehi. Come va?

Questo è fatto, Rosa. Pure troppo.

Come va?

Domani è giorno di merluzzo per Mara, ma io non lo so fare.

Ci penso io.

Che hai?

Mi ha chiamato zia Mimma.

Dice che io e te da soli non ce la facciamo

e che Mara dovrebbe andare al paese da lei.

Mara sta qua e te perché le hai risposto?

Perché le hai risposto?

Rosa, perché le hai risposto? - Ma che cazzo vuoi?

Chi cazzo sei per decidere che facciamo io e Mara?

Io non sono tua moglie né la tua schiava.

Ho 20 anni, non posso fare la madre.

Ti ho fatto una domanda, perché le hai risposto?

Perché le hai risposto? Ti ho fatto una domanda.

Chi è che tiene unita la famiglia?

Chi è che tiene unita la famiglia? - Leva 'ste cazzo di mani!

- Guardami. - Ma quale famiglia? Che cazzo dici?

Ma hai capito che c'è il rischio che mamma non esce più?

Basta.

Scusa.

ROSA: Non voglio stare senza di te.

CARLA: E' la prima volta da quando avevo 20 anni

che non devo occuparmi di qualcuno.

La prima volta che posso pensare a me.

Che ho tempo per me.

E' un pensiero cattivo, vero?

AVVOCATO: Come mai ha accettato,

dopo tutto quello che le aveva fatto suo marito, di farlo entrare in casa?

Mara me l'ha chiesto tante volte.

Voleva la sua festa di compleanno a casa con suo padre.

I miei figli non hanno avuto una vita normale.

Ero felice di poterle dire sì una volta a mia figlia.

Poi, se c'è altro...

..non lo so.

Ho detto di sì anche perché volevo fargli vedere

che stavo bene senza di lui.

Perché volevo... non amarlo più.

In ogni caso, non potevo fuggire.

Se mi voleva prendere, a casa, fuori casa, mi avrebbe preso.

Che marito è stato Vito Semeraro?

Fino al nostro matrimonio, è stato un uomo dolce, innamorato.

Ci siamo conosciuti in vacanza.

Poi non ci siamo più lasciati.

Non sono più tornata in Francia, sono rimasta con lui in Italia.

Però...

..appena ci siamo sposati è diventato un uomo violento

e non ha mai smesso.

AVVOCATO: E allora perché, decidere...

..di far entrare un uomo violento in una casa dove c'erano i suoi figli?

Pensavo di poterlo gestire.

Sono rimasta con lui 20 anni.

Mi sono innamorata di lui perché era un uomo meraviglioso.

E speravo sempre che tornasse la persona che avevo conosciuto.

Lei ha detto che è stato da subito violento.

Oggi...

..come può anche dire che in qualche modo lo amava ancora?

Voi...

..sapete perfettamente quello che pensate?

Quello che volete?

Ho ucciso Vito...

..è vero, ma solamente per difendermi.

Ci può raccontare cos'è successo?

Rosa...

..Nicola e Vito...

..erano appena usciti.

CARLA: La serata era andata così bene.

Ho pensato che non ci fosse pericolo.

Vito? Il telefono.

CARLA: Ma ho sbagliato.

Grazie.

Carla, posso dare un bacio a Mara per la buonanotte? Un minuto.

Che cosa potevo fare?

Gli ho detto di sì, perché...

..sembrava così sereno.

Buonanotte, amore mio.

Dai, Vito.

Voglio vederli di più.

Certo.

C'è Mara.

CARLA: Prima regola: non reagire.

CARLA: Seconda regola: fingi che sia tutto normale.

VITO: Fammi partecipare alla vita dei miei figli,

solo questo ti chiedo, Carla.

Se a Mara non le piace la bambola, le prendo un'altra cosa.

Io non lo so quello che le piace ed è colpa tua se non lo so.

CARLA: Terza regola: parla, fallo tornare in sé.

Sei sempre stato un bravo padre.

(CELLULARE VIBRA)

CARLA: Quarta regola...

Ancora con questo ti vedi?

CARLA: Se le prime tre non funzionano...

Ancora con questo ti vedi?

CARLA: ..scappa.

Ma c'era Mara di là.

Come potevo scappare?

Shh!

Ho capito che stavo per morire.

Erano anni che lo sapevo.

Me lo diceva anche lui.

"Sei una morta che cammina".

I miei figli senza di me...

(LAMENTO E PIANTO)

Lo giuro...

Giuro su Dio che non volevo... ucciderlo.

CARLA: Ma la cosa più importante per me erano i miei figli.

Non volevo perderli.

Dovevo essere forte per loro.

Per loro ho pulito tutto.

Ho chiamato Manuel, l'ho supplicato di aiutarmi, ma...

..ma non l'ha fatto.

Pensavo solamente ai miei figli.

Sono loro che mi hanno dato la forza...

..di trascinare Vito nell'ascensore.

Fino al garage.

E caricarlo in macchina.

Ho finito.

Altre domande, Pubblico Ministero?

Signora Mattei, siamo tutti molto commossi dalle sue parole.

Quindi, lei...

Lei ha ucciso suo marito per salvare i suoi figli?

Sì.

Quei figli che, stando anche alle sue testimonianze,

il signor Semeraro non ha mai sfiorato, non li hai mai maltrattati,

anzi, li portava in palmo di mano.

O no?

Lei trova normale che uno picchi e violenti sua moglie

per più di 20 anni?

Lei lascerebbe i suoi figli con un uomo così?

PRESIDENTE: Risponda alle domande della PM, signora Mattei.

- Lei è una donna mi può capire, no? PRESIDENTE: Signora Mattei.

Va bene, abbiamo sentito...

..la versione dei fatti della signora Mattei.

La signora Mattei continua a ripetere che è riuscita a fare tutto da sola.

Anzi, ci dice anche come ci è riuscita.

Con la forza di una madre.

Questo è il suo segreto.

Solo che se ciò sia possibile,

forse la signora Mattei può dimostrarcelo lei stessa?

ALAIMO: Se la Corte lo permette.

RAGAZZO: Rosa.

- Oh. - Oh.

MARA: Andiamo al parco? - Amore, intanto vai tu.

Però resta dove ti posso vedere.

Come stai?

Ancora incazzata, vero?

Siamo stati un po' stronzi, effettivamente.

Delle vere merde.

MARA: Guardami.

Brava, amore.

ROSA: Livia, come sta?

Boh, non la vedo da un po', in realtà.

Mi dispiace.

Senti... stasera suono a San Lorenzo, in un locale, vuoi venire?

Abbiamo fatto pure uscire il nuovo video. - Veramente?

RAGAZZO: Aspetta, te lo faccio vedere.

(MUSICA DALLE CUFFIE)

(MUSICA DALLE CUFFIE)

(GRIDA) Tua sorella...

Mara!

Oh, Dio.

Amore.

INFERMIERA: Semeraro?

Semeraro?

Venga.

Ah, qui c'è tutto il vento che soffia.

- Mh-mh. - Eh.

Ho capito. Qua invece? Cosa c'è?

(PORTA SI APRE)

MIMMA: Oh, è arrivato il padrone di casa.

- Che ci fa lei qui? MARA: Nico.

- Che hai fatto? - Sono caduta.

Che cazzo è successo?

Smettila con queste parole, fai attenzione,

hai la bambina in braccio. - Stai zitta, levati.

Che è successo?

Oh? Ancora qua stai?

Va bene...

La zia se ne va.

Mh? Buona serata.

MIMMA: A me l'educazione me l'ha insegnata, mia madre,

non come la vostra.

Vieni un po' di là.

Quindi, che cazzo è successo? - Non è mica colpa mia.

No, e di chi è? Di chi è?

Perché non mi hai chiamato?

Rosa, perché non mi hai chiamato?

- Oh! Perché non mi hai chiamato? - Perché ho paura. - Di chi?

Di te, sei cambiato, sei un altro, va bene?

Ah, io sono cambiato? Quindi chiami quella stronza?

- Ma lei ci vuole aiutare. - Io aiuto.

Io aiuto, non lei!

Io aiuto. Io mi faccio un culo così, non lei.

Hai capito o no? Sai che fa lei? Ci porta via Mara!

E se avesse ragione?

Se mamma non l'avesse fatto per difenderci?

PRESIDENTE: Signora Mattei, ripeta esattamente i gesti della notte

tra il 30 e il 31 luglio, per favore.

Ci faccia vedere come ha fatto a spostare il corpo di suo marito

dopo averlo brutalmente ammazzato. - Signor Giudice.

Non abbiamo tutto il giorno, signora Mattei.

Direi che abbiamo visto abbastanza.

AVVOCATO: La situazione è quella che è, io non so cosa dirti.

Tua madre ha fallito l'esperimento giudiziale,

quindi non le crede più nessuno.

Se ha mentito sull'occultamento,

penseranno che ha mentito su tutto il resto,

la testa delle persone funziona così.

Quindi?

Quindi sulla cosa più importante di tutte che è la legittima difesa...

..non le crederà più nessuno.

Ma mia madre non ha mentito.

In un processo non è importante cos'è vero o cos'è falso.

L'importante è cosa credono i giudici.

E a tua madre la giudice non ci crede più.

Ohi.

Rosa?

NICOLA: Mara?

(DIGITA TASTI)

MIMMA: Ciao, Nicola. - Passami Rosa.

Oh, no, adesso non può proprio venire. - Passami Rosa.

Calmati, Nicola. Mh?

Le bambine sono con me al paese.

Vogliono stare qua.

Sono tornate a casa.

(VETRI INFRANTI)

Oh. Tutto buono?

- Buonissimo. - Buona la torta, eh?

(VOCI INDISTINTE)

(VOCI DI BAMBINI)

Ti va un po' di succo?

Grazie.

(TONFO E VETRI INFRANTI)

VITO: Ferma! CARLA: Ti prego...

VITO: Hai rotto il cazzo!

(FRACASSO)

Ti ammazzo!

VITO: Ti giuro che ti ammazzo!

(COLPI)

(GRIDA)

(ACQUA SCORRE)

Mamma?

Sì, va tutto bene, amore.

Non te ne andrai mai, vero, mamma?

Ma no, amore, non vado da nessuna parte.

Sto qua con voi.

- Ti voglio bene, mamma. - Amore.

(IN FRANCESE)

(CAMPANELLO)

Nicola.

Mi volevi aiutare?

Dammi la macchina.

NICOLA: Veramente non ti menava?

A me... non mi ha mai amata.

(PORTA SI CHIUDE)

Sei venuto pure tu?

Da qui non se ne vanno.

Nico'. Come sei arrivato?

Ti devo dire una cosa.

Che è successo?

Lo devo dire a tutti, però senza di te non ce la faccio.

La Corte ritiene assolutamente necessario,

al fine di avere un quadro probatorio completo,

ai sensi dell'art. 507,

di riassumere la testimonianza di Nicola Semeraro.

(PAROLE NON UDIBILI)

PRESIDENTE: Signor Semeraro, secondo la difesa dell'imputata,

lei ha qualcosa di rilevante da dichiarare su quella notte.

Io tutti questi anni... c'ero.

C'ero quando... mio padre picchiava mia madre.

C'ero quando...

Quando diceva che l'avrebbe ammazzata.

C'ero quando arrivava la polizia.

Chiedeva i documenti, verbalizzava e poi se ne andava.

Mio padre rimaneva lì.

C'ero quando...

..lui la supplicava di non lasciarlo.

E... lei lo perdonava.

Io c'ero sempre.

E... anche la notte tra il 30 e il 31 luglio, io c'ero.

(BRUSIO)

Non è vero, siamo andati via insieme. Che stai dicendo?

PRESIDENTE: Signor Semeraro, devo interrompere il suo esame,

lei sta chiaramente facendo dichiarazioni autoaccusatorie.

Vuole avvalersi della facoltà di non rispondere?

- No, v-vado avanti. PRESIDENTE: Prego.

Dopo la... la festa di mia sorella,

io sono andato a Trastevere, ho visto... due amici.

Poi verso le 02:00, 02:30, sono tornato a casa.

(PORTA SI APRE)

Che è successo?

Che è successo?

(CARLA IN FRANCESE)

Che vi ha fatto?

Aiutami.

Mia madre non mi avrebbe mai chiesto una cosa del genere,

se non si fosse trovata... in una situazione disperata.

L'ho aiutata.

Che dovevo fare?

Mara dorme ancora?

NICOLA: Mara dormiva.

Abbiamo deciso di lasciarla a casa, sperando che non si svegliasse.

Quindi, abbiamo preso la macchina, io ho guidato.

Ma non ho mai pensato di andare alla polizia...

..perché non pensavo a niente. E...

Quindi, siamo... Ho guidato fino al Tevere e...

..e l'abbiamo gettato.

Nicola. Nicola!

MIMMA: Nicola, era il tuo sangue!

Che cazzo vuol dire?

ROSA: Era papà!

Che cazzo dici? Che dici che ti dispiace. Mi fai schifo!

Vattene! Non ti voglio più vedere. Te ne devi andare via!

(ovattato) Via!

(BRUSIO) PRESIDENTE: Silenzio, sennò faccio sgomberare l'aula.

NICOLA: Mia madre ha mentito.

Perché è tutta la vita che ci protegge,

a me... e alle mie sorelle.

E tutto quello che ha fatto, l'ha sempre fatto per noi.

Io e mia sorella lo sapevamo che finiva così.

Io mi sono immaginato mille volte

qui a deporre sulla morte di mia madre.

E... se non è successo,

è perché mia madre quella sera si è difesa.

E... per questo io non la giudico.

Perché so benissimo e capisco benissimo...

..che cosa lei ha subito e ha passato.

Ed è l'unica cosa che vi chiedo,

prima di giudicarla.

Cercate di capirla. Grazie.

PRESIDENTE: Prego, può andare.

Per oggi abbiamo concluso, rinviamo per l'inizio delle discussioni.

UOMO: La Corte. (CAMPANELLA)

In nome del popolo italiano, la Corte d'Assise di Roma,

visto l'articolo 530 del codice di procedura penale,

assolve l'imputato Bocci Manuel per non aver commesso il fatto.

Visto l'articolo 530 c.p.p. assolve l'imputata Mattei Carla,

perché il fatto non costituisce reato,

avendo agito per legittima difesa

ai sensi dell'articolo 52 del codice penale.

MIMMA: Vergognatevi!

Chiunque parla, viene fatto uscire dall'aula.

PRESIDENTE: Visti gli articoli 533 e 535 c.p.p.

dichiara Mattei Carla colpevole limitatamente

al reato di occultamento di cadavere

e la condanna alla pena di mesi sei di reclusione.

Ai sensi dell'articolo 163 c.p. concede all'imputata

il beneficio della sospensione condizionale della pena

e ne ordina la scarcerazione immediata...

MIMMA: Tutti vi dovete vergognare! Tutti! - Andiamo.

- Lasciami stare. PRESIDENTE: L'udienza è tolta.

AVVOCATO: E' andata bene.

Grazie.

E Nicola?

La sentenza è favorevole, vedrai che non succederà niente.

Non ti preoccupare che andrà bene.

Ok.

- Scusa, posso avere una sigaretta? RAGAZZO: Certo.

Grazie.

Grazie.

- La cucina dov'è? - Sta qui sotto.

Mh.

La camera da letto dove la fai?

Qui.

L'hai finita la casa?

No...

No...

Qua chi c'è?

Niente.

Ma Rosa?

- E' andata a comprare le candeline. - Deve venire anche papà?

No, amore, papà non viene.

E perché l'altra volta è dovuto venire per forza?

- Chi? - Papà.

- Perché? - (sottovoce) E' un segreto.

Dimmelo.

No?

Dimmelo all'orecchio.

L'anno scorso mamma ha detto di dire che lo volevo io papà alla mia festa.

CARLA: Hanno mangiato i pesciolini?

- No. CARLA: Dai, su, vieni.

Non è vero.

Dimmi che non è vero.

Hai preso per il culo pure me.

Però poi sei venuta da me in lacrime.

Magari neanche ti ha menato quella sera.

Che differenza fa, quella sera o un'altra?

Tu lo sai che mi avrebbe uccisa.

(PORTA SI CHIUDE) ROSA: Trovate.

MARA: E' arrivata Rosa. ROSA: Andiamo, andiamo, andiamo.

Mamma?

CARLA: Non avrei mai voluto coinvolgerti. Lo giuro.

ROSA: Mamma?

(MUSICA CUPA)

MARA: Nicola.

ROSA: Nicola, vieni?

(insieme) # Tanti auguri a te

# Tanti auguri a te

# Tanti auguri a Mara

# Tanti auguri a te #

Soffia.

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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