All language subtitles for 1975 - Peccati in Famiglia

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic Download
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian Download
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish Download
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish Download
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Chi era quello stronzo?

Era tuo padre

Buongiorno signora.

Buongiorno Andrea.

Ben arrivati.

Buongiorno signora Piera.

Buongiorno Giovanna, come sta?

Non c 'è male, grazie. E lei signora?

Bene, si tira avanti. Sono contenta. Avete fatto buon viaggio? Ottimo.

scaricare i bagagli? Sì, grazie. Dacci una mano Francesca, non ti allontanare

come è tua abitudine. Su, su, prendi la valigia che sta dietro. No, aspetti

Andrea, quella la prendo io. Anche questo pacco signora? Sì, è per lei.

Bene arrivati. Buongiorno Francesca.

Ma come sei cresciuta!

Sei diventata proprio una signorina, eh?

Complimenti!

E che volevi che diventassi? Un giovanotto?

Ma per carità!

Ma dove è andata a finire la mia borsa?

Signor Carlo!

Come va, Nando?

Vuole che ci do una mano? Sì, bravo! Ah, Nando!

Da oggi, davanti a te, c 'è un uomo nuovo!

Ecco qua, uno...

Non fumo più.

Sono due pacchetti di sigarette e un aziendino. Sì, ma lo facciamo come l

'ultima volta, che prima di andare via ci sembrava di avermi dato due aziendini

e un pacchetto di sigarette.

Questa volta basta coi vizi.

Sei già qui.

Come hai fatto a saperlo?

Ma che c 'hai, il radar?

Di un po' in paese le solite facce.

C 'è qualche ragazzo la solita menata.

Già, ma a te non te ne frega niente.

Non è così?

Su, avanti, togliti questo appare.

Mi dai un bacio?

Tu non lo so.

Beh, certo che la vendemmia dell 'anno scorso è stata tutta un 'altra cosa.

Una stagione eccezionale. Avrà piovuto, sì o no, tre o quattro giorni.

L 'uva era più secca e più forte ed è venuto fuori un vino... L 'ho sentito

roba, eh? Da leccarsi i baffi.

Qui in paese è andata a ruba e non se ne trova più un goccio neanche a pagarlo

oro. Un nettere.

A proposito, signor Carlo, lei quest 'anno...

Del maiale cos 'è che si porta via? Solo le cosce. Come le cosce? Vorrà dire lo

zampone. E poi la signora Piera sarà abicatata da Cordosa. Lei la conosce

di me.

Ma cosa fai lì sotto?

Sporcaccione. Levati di lì.

Se no ti viene l 'acqua in testa che non ti devi pensare te a certe cose.

Giocarlo, mi stai sentendo?

Sì, sì, ti sento. Le parlavo dei pioppi. Ah, i pioppi.

Se la carta vale più della frutta, va bene. Queste sono cose che sa lei.

D 'altra parte l 'irrigazione, sa? I pioppi vogliono acqua. Eh sì.

Se aspettiamo che l 'acqua viene dall 'assù, campa cavallo. Ma sarà l

non lo so.

Se le ricorda i bei temporali di una volta?

I temporali?

Altro che se me li ricordo.

Ma cosa fai lì?

Vieni avanti.

Ma cosa c 'è? Hai paura del temporale?

Non devi aver paura, Ficone.

C 'è quella Zaira che ti protegge.

Tu sei il piccolo tesoro della Zaira.

Un tesoro anche se un po' sporchezzone.

Voglio stare sempre vicino a te.

No, certo.

Così, così, eh?

Stretto, stretto.

Tesoro.

Naturalmente ci sono tanti altri problemi. Per esempio la baccheria.

Ma lei non mi sta mica a sentire, però. No, no, non ti sto a sentire, no.

Io pensavo... Insomma, non sono ancora arrivato.

E tu già mi rompi con... con i pioppi mica, i pioppi... la frutta,

i canali, l 'irrigazione.

Va bene, Ando, scusami. Non so che vali tanto oro quanto pesi, ma lasciami

rifiatare.

Lo sai che poi mi occupo io di tutto. Lo sai che a me non sfugge niente.

Ecco, chi è quella che puliva i vetri?

È la nuova cuoca.

Lei mi aveva detto che Ida... Sì.

Eh, sì, sì.

Bravo.

Bravo.

Eh sì, mi ha fatto un 'ottima impressione.

Oh, l 'ho ben visto.

Ci vediamo.

Di un po'. Il signorino.

Ma tu non sei mica la Doris.

Mi ha riconosciuta?

Oh, che voglia.

Sei identica.

Sei un po' più, un po' più.

Eri piccola così.

Ma lo sai che sei cresciuta. Sei una donna. Lo credo bene, sono passati dieci

anni.

Brava, me ne sono accorto.

Si vede che sei una donna, hai due occhi.

Insomma, che bei tempi in questa casa, eh? Quanti ricordi.

Ti ricordi la Zahira?

E come no, santa donna, le voleva bene come una mamma.

Di più, di più, di più.

Ma cosa hai fatto in tutti questi anni? Mi sono maritata.

Ah, che brava.

E tuo marito cosa fa di bello?

Beh, al momento non saprei, signorino Carlo, sono vedova.

Ah, che bello.

Gli ero tanto affezionata.

Lo credo, lo credo. La Zaira era brava come me.

Sì, insomma, faceva così anche lei.

Meno delicata.

Sì, però c 'avevo un 'esperienza.

C 'hai figli? No, sono sola.

Signorino, vedesse che pezzo d 'uomo che era il mio gigione. Non ne nascono più

dei tipi come lui.

Cosa vuole? Sono una sentimentale.

Che caldo, eh?

A che stai pensando, Ciccio?

Niente. Sei stanco?

Eh, già.

Dai, Ciccio, fatti una bella doccia. Vedrai che ti rimetterà il nobile.

No, non mi va. Una doccetta, amore.

Su, togliti questa camicia che ti faccio un massaggino.

Piano, piano, la schiena. Non ti piace?

Beh, matte il caldo, non ti distrugge.

No, io non ho caldo e non ho sonno.

Indovina che cosa ho.

Un bel fisico. Che?

No, no.

No, dicevo, veramente un bel fisico.

Dopo il viaggio, fresca come una rosa. Sì, la tua rosa.

Ci sono anche bombardieri qui, certo è zanzare.

Ma togliamoci dalla finestra, intanto. Cosa stiamo a fare? Non si vede niente,

buio. Dov 'è quel liquido per rezzandare?

Ah, questo, questo, questo è di Milo. E chi è Milo? Come chi è Milo?

Milo è mio nipote, nostro nipote. E viene qui? Certo che viene. Da quando è

morto mio fratello nel sud, non gli è rimasto nessun parente, poveretto.

Con tutto quello che ha sperperato suo padre, il ragazzo adesso praticamente è

come un senza tetto.

Lascia, faccio io.

Ecco. Va bene? Sì, va bene.

Lo sai, ciccio mio, che hai uno stomaco.

Cosa fai, solletico?

Piera, ma ti rendi conto? Quel ragazzo per me è una spina nel cuore.

Ma se non l 'abbiamo mai visto.

Ecco, cosa c 'entra? È sangue, è sangue.

Perché non ti togli la camicia? No, no, no, non me la tolgo.

Se penso a quello, quello che ha buttato via, quell 'incosciente. Ah, il tuo

fratello. La buon 'anima, sì.

Ah, non ti ho detto che Milo resterà qui con noi un po' di giorni perché ha

trovato un lavoretto a Torino, gli daranno uno stipendio.

Eh, va bene, ma ora non pensarci, rilassati.

Facciamo un po' di coccoli, vuoi? Ma che cacchio stai dicendo?

Coccoli? Arriva mio nipote.

Se ci penso mi vengono certe madonne.

Scusami, sei...

Io stasera avrei voluto... Invece telegramma, nervosismo, plaf, niente.

Ho una calzana, ho bisogno di refrigerio.

Vuoi che te ne metta ancora un po'? Sì, metterò dappertutto.

Così, così.

Va bene?

Ecco sì.

Più in basso, più in basso.

Avanti.

Ecco così, brava.

Che bello.

Che bello, che bello. Che bello.

Su da brava, su.

No, non è possibile.

Non è possibile.

Tu hai un 'altra donna. Magari la tettuna che sta al reparto montaggio,

Senti, cerchiamo di comportarci da persone ragionevoli.

Io non sono uno stinco di santo, va bene, lo ammetto. Ma da questo...

Ma insinuare certe cose, non so, sarà stato il liquido per le zanzare.

Lei fruga, col liquido delle zanzare sulla mano, lei fruga, si vede che un

liquido potente funziona contro tutti i volatili.

Guarda, che se mi accorgo che hai un 'altra donna... Ma che donna, non dire

sciocchezze, è una cosa che può capitare a chiunque.

A domani, cara.

Sì, l 'anno prossimo.

Eccomi arrivato.

Ciao. Ciao.

Milo, le sigarette.

Ce le ho, grazie. No, queste con il mio numero di telefono e l 'indirizzo.

Zio, zio, vai, vai, vai.

Come stai? Bene.

Come sei grande.

Eri piccolo.

Lo sai che mi fa una certa impressione rivederti.

Ti sembrerò ridicolo, ma una certa commozione.

Vai, vai, Milo!

Ciao! Ciao!

Eh, l 'hai spingardata quella lì.

Ma zio, mi ha dato soltanto un passaggio.

Oh, non sarai mica timido, eh?

Vieni, vieni che ti presento la tribù. Ti sei fatto dare l 'indirizzo dalla

bionda? Ma a che scopo, zio? È sposata, non c 'è niente da fare.

Ma le donne sposate o non sposate ci stanno tutte.

Mia moglie, mia figlia.

C 'è qui il Milo.

Molto rientro, tia.

Bene arrivata.

Ciao.

Ciao.

Capisco l 'impazienza di conoscerci, ma potevi almeno fargli posare il bagaglio.

Ah, già, che stupido. Non ci avevo pensato. Ciao, vieni, vieni a darti una

rinfrescata.

Allora, a più tardi. A più tardi. A più tardi.

Vieni, vieni. Cosa l 'accoglienza, sai? Ma quelle due lì, quando prendono il

sole, non guardano più in faccia a nessuno. Si mettono lì e gli ho

basta.

E dietro a questi enormi movimenti di massa, Sicilia non è forse più

oscurantista del paese.

Non so se mi spiego.

Brava, brava Doris.

Quelle qua gli erano più tenere di una verginella.

Milo, ti piace andare a caccia?

Non so, non ci sono mai stato.

Ma certo che gli piace, no? L 'uomo è cacciatore.

Mica come Don Erminio, che non c 'ha neanche il fucile. Eh no, io il fucile

'ho. Soltanto mi manca la licenza di caccia.

Buona questa. A proposito di licenza, Carlo, prima ti dicevo di quell

'investimento. Tu come consigli? Niente. Come niente? Niente.

Scusa, dottore, scusami, ma quando sono in campagna la divisa dell 'industriale

la lascio in città. Quando sono qui mi metto il sano abito del contadino.

giocare, scherzare, ridere, giocare a carte.

Ho già il mio bel da fare in inverno con le fabbriche.

Le fabbriche?

Ma io sapevo di una. Eh no, caro mio, sei rimasto indietro, tre. Sono tre,

da fare.

Beh, certo, non per criticare il povero papà.

Sì, insomma, se fossi stato figlio tuo, altra scuola.

Beh sì, come maestro, confesso di essere uno di quelli bravi.

Guarda mia moglie, è diventata il mio braccio destro.

Anche lei ha le sue belle soddisfazioni.

Cici, fai vedere il regalo che ti sei comprato con lo stipendio.

Ma che roba, taglio Amsterdam, 42 carati, 6 ,8 al carato, fa un po' il

E lo chiami stipendiuccio?

Certo che vorrei avere anch 'io il tuo naso.

Valà, valà, valà.

Non ti lamentare che anche te hai avuto un bel fiuto.

In che senso, scusa?

Niente, volevo dire che sposando te ha sposato un tesoro.

Sì, sì, tu continua a sfottermi invece di pensare alla tua salute.

Eh, posso fare le corna? E che lo chiedi a me e chiedi il permesso a tua moglie.

E se lei acconsente? Ci mancherebbe anche questo.

Vero, Piera?

Che razza di discorsi, scusali. Per carità, non farsi caso. Io sono un prete

moderno e certe cose le capisco.

Prete modello, tutto casa e chiesa.

Milo, più ti guardo e più ti trovo diverso da tuo zio.

Tutto un 'altra cosa.

Certo, Milo non è niente male.

Niente male.

Grazie.

Veramente.

E tu che ne dici?

Io non dico niente.

Eh già.

Tu hai altri gusti.

A te piacciono i fiori.

Lo vuoi da me?

Prendilo.

Non si rifiutano mai i fiori.

Un altro po' di dolce, Don Erminio? No, no, basta, grazie. Cos 'è, fa anche lei

la dieta del bambino, come mia moglie. Parebbe bene anche a te.

Vero, Armando?

Sicuro? Sì, sì, lo so che c 'ho il cuore che va a tre cilindri, ma tutto il

resto funziona benissimo.

Guarda, anche in un paesino come il nostro non capitano certo le cose che

abituati a vedere voi della città.

Peggio, peggio, Don Erminio.

Solo che qui le fan sotto banco.

Dammi ascolto.

Le mani pulite siamo in pochi a verci. Beh, capisco.

Certe volte uno si trova imbischiato in certe situazioni dalle quali è difficile

tirarsi indietro, eh? Eh, ma adesso va.

Vai, Don Erminio, bevi, bevi!

Così quando muori ti infiascano.

Ma come fai a mangiare tutta quella roba lì?

Poi ricorre anche a delle astuzie.

Non beve, non parla per poter mangiare di più.

Dammi che ascolto. Cosa fai lo cotone a mangiare? C 'hai sempre il piatto pieno.

Fumi.

Giovanna, serva pure il tè.

A proposito, la sapete quella di quel tale che ci aveva un... Carlo, ti prego,

non è il caso.

Ah già, mi dimenticavo che ci sono le sottane.

Non ti riferirai alle mie, spero. Ma no, no, bevi.

Questa è mica roba fatta con le cartine.

Ma dico, ti sei amatita?

Fumi?

Eh, vabbè, lasciala fumare, sembra un bersagliere.

Io non è che voglio immischiarmi, però, oggigiorno non bisogna proibire niente

ai figli.

Scusa, bisogna discuterci, parlarci, come faccio io con Francesca.

Voglio mica che faccia le cose di nascosto, eh?

Guarda, io ad esempio non le ho mai proibito niente. È un gran bel ragazzo,

Chi? Milo. Ah, Milo.

Trovi? Sì, trovo, trovo. È proprio affascinante.

Ebbè, è una roba di famiglia. Ci sono due gocce d 'acqua? Due gocce d 'acqua.

Solo che io c 'ho i baffi. Bella la vostra casa, mi piace molto.

Siediti. Proprio l 'altro ieri mi hanno portato il progetto del nuovo... Sei

stato tutta la sera con le bambine?

Beh, la Fedora e la Francesca mi sembrano abbastanza crescitelle.

Confessarmi io, dovrei prendere le ferie.

Benvenuto a casa nostra.

Dì la verità, Milo.

Te l 'aspettavi una zia così affettuosa?

Eh no, sinceramente no.

Siete tutti così aperti.

Tu, la zia.

La Francesca.

Davvero.

Da un bacetto alla zia, su.

Tanto ormai sei di casa.

Da un bacetto.

Ma che timido.

Oh, brava Piera.

Ha sempre desiderato un maschio. Anch 'io.

Ma dopo la Francesca non ne sono più venuti. Beh, pazienza.

Allora, cuginetto, non mi dai il bacio della buonanotte?

Milo, Milo, che fai? Ma... Milo, Milo, sta fermo. No, no.

Milo, ti prego.

Fermo.

No, Milo, dai.

Che fai?

No.

Ieri sera ce l 'ho messa tutta per farlo ingelosire, non so se hai notato. No,

non se ne è accorto nessuno, ma che... Beh, lui invece non si è accorto di

niente. Sia lodato Gesù Cristo. Sempre, sempre.

Insomma, devo fare qualcosa.

Sai quanto tempo è che non mi cerca?

Tre mesi. No, figurati, che cosa sono di fronte all 'eternità? Già, ma

considerando che io non vivrò in eterno, per me sono tanti, non posso aspettare

che si svegli dall 'eterno.

Senti, Piero.

Se stai tentando di farmi dire che sarebbe nel tuo diritto tradirlo, ti

dire invece che questi giochetti di corna finiranno per fare più male a te

tuo marito.

Ho reso l 'idea?

Stai pensando a quel ragazzo, eh?

Casomai sei tu che ci pensi.

Scherzi, figuriamoci.

È mio nipote.

Chi sono queste belle tettone?

Sono le mie.

Sta cercando qualcosa?

Ma cosa fa?

E tu cosa fai lì?

Tutta vestita.

Io ero qui perché ho sentito delle urla disumane, ho pensato che qualcuno stesse

male e allora mi sono preoccupato, sono venuto qua e... Chi è che sta male?

Uno si informa, no? Non ho bisogno mica del cesso.

E tu cosa fai lì?

Mezzo nudo.

Senza sentirti male.

Beh, allora io vado a messa. Ecco.

E fazziamo un po' di toletta.

Male! Adesso io e te facciamo un bel discorsetto sull 'irrigazione.

Allora adesso ci porti un 'altra bottiglia e mi dici cosa ti devo per

questo. 10 .000.

Grazie.

Grazie, è troppo buono.

Ciao.

Tu quando vieni qui, vinci tutto il paese. E noi poi che restiamo, passiamo

Spilocci. E tu non ci passare, sgancia.

Noi... Noi l 'abbiamo fatto solo per farti comprendere, guarda.

Vero, Vincenzina? Noi non ci veniamo mai qui.

Noi per divertirci andiamo sempre in città, nei night, quelli veri.

Senti, guarda che la balera è molto più bella, è molto più vera dell 'aria.

La riga roba.

Ti sembra finto quello?

Capoluogo di provincia.

La galculca ride.

Insomma, si può sapere che cos 'hai, che ti prendo? Non l 'hai ancora capito?

Sono innamorato di te.

No, tu sei matto.

Non aspettavo questa risposta. Io ho voglia di ballare.

E allora cercati qualcun altro. Un altro che ci sappia fare come te.

Dove lo trovo?

Io odio le cose serie, voglio solo fare l 'amore.

Basta adesso.

Balliamo?

Sì.

E smettila di mangiarti le unghie, lo vuoi capire che ormai sei una signorina?

E sta composta, impara da Francesca.

Grazie.

Ma nei balli svelti non vado molto forte.

A lui non piacciono le cose di corsa.

Balli, Francesca?

Sì.

Io invece non ballo più da tanto.

Ci buttiamo?

Sì. Andiamo.

Ti diverti?

Immensamente.

Senti, torniamo?

Ma perché, scusa? Il ballo non è ancora finito.

Senti, se vogliamo un gelosio, lo zio, cerca di non essere così rigida. Ma io

non sto rigida. Ah, no?

così va meglio?

perfetto

Vicini che facciamo la foto.

Quando ero giovane non sbagliavo un colpo.

Leva le corna, coglione.

Cilecca.

Ride la vincenza. Che ci vuoi fare, capita anche a più forti, guarda.

Permetti?

Vabbè.

Ah, vero. Adesso ti riprovo io.

Ma non ci ritrovare, dai, resta a me.

Alla nostra età la seconda è peggio.

Senti, dove sono Francesca e me?

E lo chiedi a me.

Ti piacerebbe che ci fosse mia madre al posto mio, eh? Cosa?

Ma che dici?

Ti ho visto mentre ci ballavi, eri eccitato.

Ma piantala!

Senti, Francesca, non sarai mica gelosa?

Gelosa io?

Così c 'è più vicina.

Per darti l 'illusione di fare l 'amore anche con lei, basterà un piccolo

trucco. È un gioco eccitante.

Molto eccitante, Milo.

Pronto? Sì?

Sì, gliela passo subito. È per lei, signora.

Pronto?

Come? Che c 'è? Parla più forte, non ti sento.

Mamma, scusa, io mi sento sola.

Ma perché?

Senti, Francesca, esci, vai a trovare qualche amica, così non ti sentirei più

sola. Ma che ti prezzi? Ecco, vorrei che tu fossi qui.

È proprio una bambina, si sente sola.

Si vede che è sensibile. Dai, sbrigati con quei bigodini.

Ma sciocchino, sai che ti voglio bene.

E te l 'ho anche dimostrato, non è vero, Francesca?

Certe volte non mi sembra.

Ma che dici? Non essere sciocca, non fare capricci. Tu sei il mio amore.

Ciao.

Ciao.

Dormi o fai finta di dormire? Ma chi dorme? Cioè, sì, non lo so.

No, perché sembra proprio che tu abbia deciso di ignorare quello che ti succede

intorno.

Fra tuo nipote e Francesca c 'è troppa confidenza. L 'ho notato anch 'io, sei d

'anteltù. Ma sono dei ragazzi.

Dei ragazzi, appunto, mica bambini.

Ma va?

Ma non ti sei accorto che non si lasciano un minuto, si appartengono.

Spariscono.

Senti, sarà.

Ma ora come ora sono in tre e fanno le cose alla luce del sole.

Vedi sempre, il male è dappertutto.

Rilassati un momento, sta calma e zitta se ci riesci.

Sì!

Opla!

Che guardate?

Quel ragazzo è un pericolo.

Credo. Vabbè, ti credo.

Signora? Agra.

Mandalo via prima che sia troppo tardi.

Parla.

Cerca di fargli capire che farà così in... Stavo in pensiero che un parente

non ti desse fastidio.

Vabbè, vabbè, gli parlo. Gliene dico quattro.

Signora?

Se non salve altro io mi farei un bagnetto. Sì, sì, vai pure. Grazie.

Eh già, ma tu a queste cose non ci pensi? No, no, ci penso.

Ci penso e come.

E adesso un 'idea per domenica.

Perché non andate alle corse?

Troverete tanto verde.

In più, i cavalli.

Se portate la famiglia potrete anche mangiare lì, all 'aria aperta.

Una domenica diversa, insomma. Quella del bagnetto è proprio una bella idea.

Andiamo, Armando. Eccomi. No, no, lui resta qui.

Ecco. Non ti ribellare, sempre così, perfetto.

Ho un crampo. Ah, va bene. Va bene un cazzo, sto affogando.

Aiuto. Signorino, ma io non so nuotare.

Siamo aiuto.

Aiuto, aiuto. Ma non per te, per me.

Su,

su, venga signorino.

Signorino.

Chiamami Carlo.

Signorino. Chiamami Carlo.

Carlo.

Chiamami signorino.

Allora?

Allora, stavo per affogare. Un crampetto, se non c 'era la Doris. Un

eh? E il cuoricino non lo metti in conto? Eh, sfottilo, sfottilo, sfottilo,

poi te lo fa pagare tutti insieme.

Le medicine che ti ho dato, le prendi? No, non le prendi, è naturale.

Senti, Carlo, qui ti parla il medico e l 'amico. Posso dire una roba?

Al medico e all 'amico.

Indifferentemente. Dimmi.

Andate a darvi al culo tutti e due.

Riferirò.

Doris, Doris, io... Io ti amo.

Sì, sei una donna semplice, modesta, ma vedi...

tu rappresenti per me.

Cioè, tu contieni tutte quelle doti, quei significati che io ricerco dalla

infanzia. Sì, capisco. Capisco benissimo la tua diffidenza naturale, la

tua titubanza nei miei riguardi.

Perché tu titubi, Doris.

Però vedi, Doris, io... Io... Doris, mi arrapi!

Sì, così va bene.

Buongiorno. Stai preparando il minestrone?

Per me?

Per lei e per il resto della famiglia.

Esistono anche gli altri, no?

Eh già.

Ho già l 'acquolina in bocca.

Doris, io capisco benissimo la tua attitubanza.

Devo girare il minestrone. Aspetta, non ho ancora finito. Cosa me ne frega a me

del minestrone?

Signorino! Mi chiamami Carlo.

Come fai il minestrone tu?

Non lo fa nessuno.

Doris.

Doris, perché ti dubbi?

Io... Guardi, guardi che se lei dice che mi... Io ci credo, eh?

Però non vorrei perché... Siccome ci sono quelli che...

I padroni.

Cioè, magari dicono quello che non pensano.

E poi quelle rimangono fregate.

Doris, io non sono.

Uno di quelli. Perché non è giusto che... che quelli... pititù, pitità,

quello che... quello che pensano. No.

Si vogliono solo divertire quelli.

E quelle poi... si piangono l 'anima loro perché ci hanno creduto veramente.

Ascoltami bene, Doris.

Ci sono anche quelli sinceri.

Solo che quelle... non devono fare finta di non capire.

Non devono... per paura...

Non devono dare la colpa a quelli, poi, perché quelle... Doris, io non ci

capisco più niente. Parli in un modo, quelli, quelle, io... Doris...

Bisogna saper riconoscere il volto dell 'amore.

Oh, Doris... Io me ne vado.

Cosa fai, ti recensi?

No.

Vado a prendere le uova.

Dove?

Nel... nel pollaio.

Sì, sì.

Ecco, vai.

Ferma, ferma lì. Come ci mettiamo? Distesi?

Sì, dov 'è, dov 'è?

Ecco, oro, oro, ho trovato l 'oro.

Doris, sei un borrente di senso. Mi sento un leone. La più bella spingardata

della mia vita.

Sempre. Perché, cosa fanno?

Si tirano i sassi.

Si tirano i sassi?

Giocano. Oh, beh.

Giocano troppo.

Scommetto che non hai ancora parlato a tuo nipote.

No, no, non ci ho ancora parlato.

Prima di tutto perché non ho avuto l 'occasione. Secondariamente poi, non è

facile andare da uno e dirgli, uè, Milo, mia moglie è convinta che tu voglia

sedurre la Francesca, pussa via.

Ti credi spiritoso, fai il super uomo e non capisci niente.

E invece basterebbe che ti guardassi un po' intorno, che aprissi gli occhi.

Ciao. Buongiorno.

Poi sei cascata, ti sei fatta male.

Perché? Sei tutta gonfia lì davanti.

Uè, roba genuina, eh?

Eh beh sì, però io preferisco... Sì, preferisco, ci piacciono con tre tette a

lui.

Dov 'è il papà? In farmacia.

Ciao Cici, fa la brava, eh?

Oh, come va?

Ciao Pietro, hai comprato gli ormoni per il torno? No.

Senti un po', quando me lo porti?

Mi dispiace, ma sono impegnatissimo.

Questo qui c 'ha il suo bel da fare almeno per tutta la settimana, se non

giorni. C 'ho la vacca in calore, ha bisogno...

Ah, guardi Malva.

Senti un po', Pietro, e la monta cosa me la metti? Ah, signor Carlo, con i tempi

che corrono... ci vogliono almeno 25 .000 lire al colpo.

25 .000 lire? Ma chi è, Marlon Brando? Sì, ci piacerebbe il Marlon Brando.

Comunque, è così, ci vediamo. Ti aspetto la settimana prossima. D 'accordo. Alla

mangiare, la bambina, se no ti perisci.

Però è caro questo toro, eh?

Toro playboy?

25 .000 lire al colpo. Da giovane diventavo ricco senza lavorare.

Ma lo sapete come mi chiamavano al casino?

Il gorilla.

Tira, gorilla.

Su, muoviti.

Dai, tira.

Va bene, va bene, calma.

Calma, eh?

Adesso assisterete alla strage degli ometti.

Sgnacchete. Uno, due, tre, quattro.

Armandino, fa vedere quanti ne bevi. Dai, Milo, tira tu.

Eh, ragazzi, voi siete dei campioni. Io devo preoccuparmi di non rompere il

panno. Preoccupati di non rompere le scatole. Ma dai, è un patacca.

Bravo, Milo.

Piace mica a me sto gioco.

Tieni, continua tu.

Ma dai, cammina.

Ah, senti.

Armando. Sì? Ora torno, eh.

Ma dove vai?

Ti devo parlare.

Ma che c 'è proprio dentro? Ma che hai da dirmi di tanto importante? Che c 'è?

'è che non sono più quello di una volta. A biliardo? Ma no, a letto.

Ah!

Sì, delle volte sono lì con la piera e...

Capisci, sono preoccupato.

Beh, non c 'è niente da preoccuparsi.

Gli anni passano e...

Il fisico si indebolisce, anche lui si indebolisce. Se è un fatto occasionale,

capita di rado, è un fatto naturalissimo. Ma di capita di rado?

Sì, di rado. E allora?

Insomma, il fatto è che io c 'ho una donna.

Dientelo per te.

Mi piace molto.

Ah, sì? Bello.

Poi, vorrei... Sì, eh.

Ma...

Non c 'è una medicina che... Guarda, Carlo, che non ci sono medicine per

cose. Non le hanno ancora inventate.

A meno che tu non mi chieda degli afrodisiaci. No.

No. No.

No. No.

No.

Prima di tutto la mia etica professionale lo privisce. E poi perché

che ti ritrovi è una vera fortuna se il battaglio non ti suona spesso. No, no,

no. Guarda che hai capito male.

Guarda che io ci spacco ancora le noci di cocco, grosse così.

Filo, vieni via che è tardi.

Senti un po', cosa c 'è fra te e Francesco?

Francesca? Eh?

Niente, perché?

Ah, perché non c 'è niente?

No, che dovrebbe esserci?

Ecco.

A me piace moltissimo la fedora. Oh, fedora.

Sì, lo so, d 'accordo, è una bambina, però ha qualcosa... Ma che bambina, ha

testa che sembra un cespuglio.

E che vuol dire, scusa, ognuno ha il proprio gusto. Ma va là, magra,

con moto, dizzy rider.

Va bene che con tutti quei soldi che ha.

Zio, guarda che veramente io non ho mai pensato di attaccare il cappello. Male,

male, sei come tuo padre.

Nella vita hai sempre buttato via soldi e occasioni.

Va bene che te non c 'è niente da buttare via.

E poi, bambino, non saresti mica il primo a vedere il ciondolo appeso d

eh? Anche il papà della Fedora, se non sposava la Vincenza, ci aveva una

miseria. Ha seppellito suo nonno con la testa fuori per risparmiare la foto.

Va bene, ma io credo di avere una mia dignità.

Ma va, la Fedora, quando lo dico alla Piera... Piera?

E che cosa c 'entra Piera?

Per me è un argomento molto delicato.

Chissà cosa penserebbe di me. Ah, in quanto a quello, c 'è già una bella

opinione di te.

Perché? Che cosa pensa?

Ma niente, sai com 'è?

Crede di essere furbissima, la Piera.

Lei vede tutto, sa tutto, la Piera.

Sai come sono le donne?

E le rompi male!

Ma cos 'è che vuoi? Indovina un po'. Ora esageri, eh? Il dottore ha detto... Me

ne frego. E io no.

Scusami, amore.

Fai il buono, ti prego.

E poi, a chi l 'hai dato il tuo cuore?

A chi l 'ho dato?

A me?

Ah, già.

E io te lo conservo.

Buonanotte, amore.

Ciao. Ma nemmeno una roba... Domani!

Le serve altro?

Sì.

Voglio che questa sera mio zio non si muova di qui.

Che resti in casa.

Ma io che cosa c 'entro?

Tu sei la sola persona che può riuscirci.

Ma non capisco.

Ma io non ti chiedo di capire.

Io voglio un piccolo piacere.

Che tu mi farai.

Se non racconto tutto alla zia.

Questo lo capisci?

O no?

Ma lei non può, io come faccio? Tagliamo corpo.

Se non fai tutto quello che ti dico, ti sputtano.

Chiaro?

Capito bene?

Io... Io non chiedo qui.

che ti spiego è facilissimo prima seconda terza quarta e la quinta all

la marcia indietro sta vicino alla prima su in alto queste sono le luci e qui c

'è la leva per gli abbaglianti qui c 'è il mangianastri e poi qui c 'è la leva

per ma a te non serve un nipote che seduce la zia si vede solo al cinema poi

te mi fido ancora non sei pronto no no tesoro io io non vengo non sto tanto

Il cuore? No, no, no, è lo stomaco. Ma io non vado da sola, scherzo. Sei matta?

Ma perché?

Ti accompagna Milo? No.

Non conosce la macchina? Ma scherzi, ha la patente per guidare il camion,

figurati se non sa guidare una macchina. Poi è un ragazzo in gamba, sai.

Lo stomaco.

Io senti, mi faccio dare una roba della Doris, una roba calda. E così mi passa

tutto, eh?

Ma Carlo, io... Non preoccuparti, guarda, io mi metto a letto e fino a

mattina non se ne parla più.

Ciao, ciao tesoro.

Ciao, ciao, dai.

Riguardaci. Sì, sì, ciao.

Ma perché non balli?

Te ne stai qui tutto solo.

Ci sono tante belle ragazze.

Sì, lo so, scusa.

Ma non mi va.

Sai, qui in mezzo a questo tuo mondo io francamente mi sento a disagio.

Che sciocchezza.

Ecco, guardali. Che cosa sono?

Che cosa sono?

Io direi che cosa hanno.

E che vuol dire?

Tu hai tutta una vita davanti a te. Sei giovane, bello.

Che sciocchezza.

Scusate. Ciao. Ciao.

Come stai? Bene, grazie. E questo chi è? Mio nipote.

E da dove è saltato fuori?

L 'ho affittato.

Carino però.

Scusa un attimo.

Chi è quella scema?

Acque minerali.

Acque minerali.

Non vi chiamate neanche per nomi, ma per prodotti.

Va, lasciamo andare.

Vediamoci sopra.

Brindiamo al tuo avvenimento.

No, Piero.

Io voglio più bene al presente.

A questo presente.

Anche... Anche se so benissimo che non può durare.

Ma non parliamo di me, ti prego. Mi imbarazzo.

Vuoi ballare?

Seppure disapprovi questo mondo, non devi rifiutarlo apertamente.

Fra noi c 'è gente che può farti comoda.

Senti, ci ho pensato, sai.

Non sono così ingenuo.

Sì,

ma non posso scendere a compromessi con la mia coscienza. Non ci riesco.

So anche che se fossi diverso, forse riuscirei ad attirare la tua attenzione.

Ma è un prezzo troppo alto, che non sono disposto a pagare.

Ma io non ti chiedo di essere diverso da come sei.

Vorrei soltanto che mi permettessi di aiutarmi.

Dai, vogliamo brindare a questo patto?

donna più dolce è alla nostra amicizia. E sulla mia amicizia potrei sempre

contare. Grazie, mi sentirò più sicuro.

Mai stata a una festa così noiosa.

Io invece mai stato a una festa, o meglio, mai in una dove ci fosse

champagne, caviale, salmone. Ma soprattutto champagne.

Che sciocca, chissà perché da noi si beve così raramente.

Eppure mi mette un 'allegria.

Da domani in poi tutti i giorni champagne, ci stai?

Altro che se ci sto, almeno che rimango.

Champagne per il mondo.

A quest 'ora ci manderanno al diavolo.

Sono pagati per questo. Dai, suona.

Eh, lo so.

Ma se suona ancora rischiamo di svegliare i paesani. E quelli non sono

quelli... Quelli menano.

Beh, che facciamo?

Non so.

Con il permesso del signore, io mi sdraio nella mia cuccia.

E poi?

E poi, se tu premi la levetta dalla tua parte, potrai distenderti fino a quando

il benzinaio non arriva.

E vabbè, tiriamo questa levetta.

È difficile sarà trovarla.

Non ci riesco.

Lascia fare a me.

Ehi, Beethoven, ma cosa suoni? Mica son sordo.

Buongiorno. Il pieno.

Va bene.

Guido io.

20 .000.

Grazie e buon viaggio.

Comendatore, appena arrivano i finlandesi li accompagno su. Ecco, sì,

Basta che non mi facciano perdere tutta la giornata.

Ma ti rendi conto? Qui tutti hanno diritto di stare tre settimane con le

al sole, tranne me. Ai finlandesi gli viene in mente di voler le catene da

Nel mese d 'agosto, trac, io devo stare qua.

Cravatta, giacca.

Capisci perché non ha più senso la parola padrone. Qui l 'unico vero

sono io.

Tu poi perché sei venuto non lo so. Per vedere una fabbrica spenta, abbandonata,

morta. Beh, ha un suo fascino. È come una cattedrale. Anzi, così deserta e più

solenne, più maestosa.

Ma non dire coglionerie, sai cosa costa uno di questi altarini?

Decine di milioni, eh? Eh, questo costa più di una moglie, tre amanti, mazzola e

facchetti messi insieme.

Dai, Milo, su!

Ma mettiamo che una mattina ti svegli con la voglia di cambiare vita,

Oh, ma dico su sé, io non parlo mica di una vacanza.

Piantare tutto e occuparsi d 'altro.

Che cosa fai?

Eh,

mi attacco.

Hai presente quella roba là che dice chiamare la tigre? Sì, un cavalcante. Fa

stesso. Beh, questa è una tigre. Se scendi, ti mangia vivo.

Eh sì, lo so.

Però dico...

Ci sarà qualche persona di fiducia, no?

Qualcuno magari a cui ti potresti affidare. E chi?

Un direttore in vena di sperimentazioni, no?

Mia moglie.

Sì, lei la stoffa ce l 'avrebbe, ma dovrei sempre starle dietro. Chi gliela

la mia esperienza?

Un parente.

Parenti serpenti.

Un parente in fabbrica a castrarsi alla stessa roba.

Almeno finché son vivo io.

Quando non ci sarò più?

Andrà a finire tutto sulle spalle di quello che sposerà quest 'incosciente.

Speriamo che non sia un capellone, un nippi, un drogato.

Comendatore? Sì?

Sono arrivati finlandesi.

Finlandesi del cazzo, tanto non capisci.

Ma questo è l 'interprete. E questo è mio nipote. Sì, scegliere.

Vuoi un passaggio?

No.

Però la manovra la faccio io.

Grazie Ciao

Siamo soli.

Senti, possiamo continuare il nostro gioco.

Davvero? Certo.

Nella sua stanza.

Non credere che non me ne renda conto.

Per una madre, per te, insomma, vedere la figlia che... deve essere terribile.

Lo so che mi odi, ed è giusto.

Però voglio dirti che se Francesca... non mi avesse tentato in tutti i modi,

trascinato... Oh, intendiamoci, Francesca è una bambina, la colpa è mia.

Io non nego la mia responsabilità.

Ho sbagliato.

E riparerò.

Riparerò. Non c 'è niente da riparare. Non siamo più nel medioevo. C 'è solo

cosa che devi fare.

Sparire.

Questo appagherà in parte i tuoi desideri.

Ma lontano da qui.

E al più presto possibile.

Perché non ti sopporto più.

Non ho bisogno della liquidazione.

Ma prima di andarmene, voglio dirti una cosa.

Non hai capito niente.

Niente.

Eri tu quella che cercavo, fra le braccia di Francesca.

Era con te che facevo l 'amore, nel tuo letto.

Ma non la sentivi questa voglia disperata di averti?

Ti ubriacavi... ...della tua parte di madre per non sentirla.

Beh, adesso non puoi più raccontarti frottole.

Adesso sai come stanno le cose.

Anzi... ...come stavano.

Sì, vado via, ma prima voglio fare l 'amore con te.

No, no, Milo, ti prego.

No, no, lasciami.

No, no, Milo, no.

Sei impazzito.

Fermo, mi fai male.

Affacciati! Cosa c 'è?

Noi andiamo in vaccheria e alla svelta, perché quest 'anno il ruffiano, oltre

che aumentare la tariffa, ci ha messo il contatore.

Ma no, non è la tariffa che è aumentata, è la lira che non vale più niente. Con

quello che ci prendevo l 'anno scorso, quest 'anno non ci compro neanche le

sigarette. Sì, perché il toro, oltre che spingardare, fuma. Sì, ci mancherebbe

anche questa.

Dai, levati quella al capatoio, mettiti qualcosa addosso.

No, non mi va di venire, vai tu.

Vai tu, Carlo.

Vuoi perderti lo spettacolo? Guarda che è una roba dattoria.

Vabbè, se cambi idea siamo alle stalle.

Ecco il suo pernetto.

Milo. Sì?

Credi che non mi accorga di quello che mi accade intorno?

Che cosa... che cosa accade?

Io vedo tutto.

Tutto... tutto cosa?

Camilla, una sarta, sta lavorando al balcone del primo piano.

Il marestallo dei carabinieri asciuga il berretto.

Fio, sei un drago, ma come fai?

Guardo da sotto.

Quando vengo in questo paese mi sento ringiovanire.

Divento buono, ho voglia di scherzare, amo la vita.

Quando sono qui la vita mi sghignazza, agli altri sorride, a me sghignazza.

E io ho fatto i denari. Con l 'asso di bastoni.

A proposito, senti un po', con la fedora tu ti sistemi o non ti sistemi? Ma che?

Ho fatto del mio meglio, ma mi è andata male.

Quella tira i soldi, c 'è il vizio del padre.

Certo però che tu non devi essere molto abile, perché farti rifiutare da un

ciospuglio così... Voi sveglia, ragazzo.

Io alla mia età, chiedelo per te, c 'ho una che... Se è per questo neanche io mi

posso lamentare. Bravo, bravo.

Sei di famiglia, buon sangue non mente.

Sì, però se con la fedora non... Vuol dire che sei mica scarso, eh?

No, non si tratta di questo.

E di cosa?

C 'è un 'altra.

Chi?

La conosci benissimo.

Dai, parla. Chi è?

Vincenza.

Vincenza.

Ma come contento.

La vincenza.

Hai capito? La santerellina tutta rigida. Non apre mai bocca.

Arrivi tetra come i cocker. Non vorrei che il marito lo venisse a sapere.

Hai fatto becco l 'armando.

Bravo, hai fatto bene.

Sì, però tu sei rimasto sempre appunto di prima.

Il cappello dove l 'attacchi?

Mi amo tempo al tempo.

Mi ama.

Lo impugno.

La vincenza è una donna all 'antica come mia moglie. Con rispetto parlando per

la piera.

Sono donne che non divorziano.

Cosa speri che ti adotti?

Quella prende quello che c 'è da prendere e poi buonasera e grazie.

Ma scusa, tu a posto mio cosa faresti?

La figlia non sono riuscita ad incastrarla.

Se la madre è come dici tu, cosa posso fare?

Rendi la vedova.

Cosa? Armando c 'ha l 'ulcere, mangia come un porco. Gli fai prendere una

indigestione e poi... Armandino, Cici, ci stiamo preoccupando della tua salute.

Sto benissimo.

Io. Sto su di morale.

Io. Ancora? Anche mio nipote sta su, di morale.

È lui che ti trova un po' pallido.

C 'hai mica mal di testa? Ma che fa portagliella quello lì? Ma dai,

Non lo so.

In famiglia tutto bene?

Eh? Tua moglie?

Scopa. Lo sapevo.

Cos 'è che sapevi, scusa?

Niente, io non so niente.

Tu pensa al cuoricino.

Va a cagare.

Carlo, ma tu non sei Carlo.

No, io sono Milo.

Te sei un vigliacco, un mascalzone, un ricattatore. Ecco che cosa sei te.

Lo so che cosa ludi, sciocca. Era un tranello e tu ci sei cascata.

Da tempo avevo il tremendo sospetto che fra te e mio zio ci fosse qualcosa.

Tu me ne hai data la certezza. E a te che cosa te ne importa, eh? Che cosa me

importa?

Doris, io ti amo.

Mi ami?

Sì, ti amo.

Io non ci capisco più niente.

Prima... Prima mi ricatti, poi mi salti addosso.

Potevi almeno chiedermelo.

Per farmi dire di no, eh? Per far continuare ad ardere dentro di me questa

passione che mi brucia, che mi strugge.

Doris, io ti ho amata dal primo giorno che ti ho vista.

Ma io... Ma io non mi sono accorta di niente. Ma certo, ti sei innamorata di

zio. Ed io cos 'ero per te, eh? Il parente povero, il disgraziato.

No, no, ti prego, non dire così.

Doris, io ti ho avuta e non ti ho avuta. Ah, no? Tu sei stata di mio zio anche

fra le mie braccia. Ah, sì?

Amore. Ti scongiuro, una volta, una volta ancora, con me, sapendo che sono

in piena luce. Sì.

Non vuoi?

Ma se ho detto sì, spengo la luce.

Non mi vedrai mai più.

Lo zio mi caccerà.

Ma io... Ma io non parlo mica.

Ti giuro, io non gli dico niente. E poi scusa, ma da chi lo viene a sapere?

Da me.

Ma ho capito bene.

Vuoi proprio raccontargli tutto?

Sì.

Io non posso vivere con questo rimorso.

Capisci, Doris? L 'ozio è sempre stato così buono con me.

Proprio per questo. Ma io debbo confessare, spiare, debbo... Ma a me non

pensi. A me Carlo non me lo perdonerà mai.

Hai ragione.

Pensa poi se viene a saperlo da me.

Diglielo tu.

Io?

Tu?

Ma glielo dobbiamo proprio dire?

Devi. Non puoi comportarti come una puttana.

Doris, lo zio è sempre stato così buono, generoso.

Apprezzerà la tua sincerità.

A meno che non vuoi che glielo dica io.

No, no.

Brava.

Digli la verità, tutta. Sì. Capito?

Devi dirgli tutto.

Cosa fai?

Sto cogliendo l 'insalata. E perché piangi? Ci hai fatto male?

Piango perché ho fatto l 'amore con Milo.

Quello dal primo momento che mi ha vista, gli è nata la passione. Però tu

perdonarmi a me, perché io te lo confesso.

Quando è successo?

Stanotte è entrato in camera mia.

Quel figlio di puttana.

E puttana anche tu.

No! No, ma io me lo sono trovata a letto, prima credevo che fossi te, poi

sono accorta che era diverso, ma ormai era troppo tardi.

E poi, poi è stata una volta sola. Io l 'ammazzo.

Non gli basta la moglie e la figlia di quel cornuto di Armando.

No, deve venire a solazzarsi anche in casa mia.

In che senso?

Era diverso. Era diverso.

La prima volta non mi sembrava a me.

Ma le altre...

Un signor, cinque, avevi detto una volta sola.

Cinque volte, ma in una notte sola.

Vieni con me, ti faccio vedere chi sono io.

Cinque ne ha fatte, il pirlone, è un impotente.

Il signore mi castigherà adesso. Ti castigo sì, ti faccio vedere io cos 'è

catena di montaggio.

La gamba, mi sono toccata la gamba. Te la rompo la gamba.

Dimmi che ami solo me. Sì, amo solo te, amo solo te. Ti piace, eh?

Altro che cinque, dieci, venti, trenta.

Buono come il pane.

Aveva un cuore così.

Era il suo tallone d 'Achille.

Ma siamo tutti nelle mani del Signore. Non diamo responsabilità a chi non c

'entra. Fatti forte. Scusi, padre.

Quando l 'ho saputo, a un momento ce ne stavano sette. A me fanno ancora più

pena quelli che restano.

Quelle due povere donne sole.

Per fortuna hanno un uomo in casa.

Ciao.

Grazie per tutto quello che hai fatto per me.

Io?

Ci vediamo il mese prossimo.

Ciao.

Ma non capisco, aspetta.

Milo. Chiamami signorino.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.