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Ci sono pensieri, paure che ti seguono anche nel sonno ed è
inutile che cerchi di mandarli a dormire.
Le paure restano lì, sveglie, e l 'unica cosa che puoi fare è
ascoltarle.
Sì,
lo so, però sono le 4 e mezza.
Che c 'hai pensieri?
Pensi a Forza?
A me sono cinque giorni che non la vedo.
Non era mai successo da che siamo fidanzati.
E poi... i ragazzi mi mancano.
E tu?
Come mai svegli a quest 'ora? Che pensieri tieni?
Beh, io c 'ho un tallo fisso nella testa che non mi molla.
Pensa a Domenico, a come lo stanno trattando, se sta bene, se sta male.
Sì, a Lolita però devi cercare di riposare.
Devi essere lucida se lo vuoi trovare.
Perché non è facile.
Ce la faremo, pure stavolta, hai capito?
Speriamo.
Lo sai che questo caffè è buono?
È un 'arabica special.
C 'era l 'offerta, tre per due al supermercato. Ho preso sei pacchi.
Hai fatto bene.
Perché non ne dai un paio a Esposito? Che magari ci fa un caffè fatto come si
deve. È vero.
Grazie.
Oggi notte è molto strano, ma il fuoco di un cerino ti sembra il sole che non
hai. Perdono, 1966,
parole, mogol, musica, Piero Soffici, canta, casco d 'oro, la
grandissima Caterina Catelli.
Che bellezza. Nata a Modena. Sembra di Nord Italia si tratta, stamattina mi ha
preso una vena malinconica. A chi lo dici?
Non ci pensare, Antò. Dobbiamo restare lucidi.
Perdono, perdono, perdono.
Io soffro più ancora di te.
Perdono, perdono, perdono.
Il male l 'ho fatto più a me.
E allora, Espome, l 'hai preparato questo caffè con l 'arabica special?
Certo, dottore.
Ci siete?
No.
Mamma mia.
Senti, parliamo di cose belle. Come sta Caterina?
È bene, dottore. Mi sembra bene.
Ah, per contenta.
Senti, ho preso questo.
Per i bambini? No, no, no. Questo è per Caterina.
Sono creme così bellezza.
Grazie, ma non doveva. No, dovevo, dovevo, perché bisogna sempre prendersi
delle mamme quando partono rischi, non c 'hanno lo scossone emotivo, hai capito?
Certo. Hai fatto il regalato a moglie?
Ancora no, però adesso lo... Lo devi fare subito, è un ordine. Sì.
I bambini, come stanno?
Bene, dottore, domani li dimettono. Bene. Sì, a proposito... Buongiorno.
Buongiorno, te lo prendo.
Pensavo ti prendi qualche giorno, ovviamente lei è d 'accordo.
No.
Proprio no.
No, no, in questo momento, non è cattiverio, mi serve qua per domenico.
Dottoressa, è per quello, io mi sono già portato avanti.
Ho fatto analizzare dalla scientifica il messaggio audio di domenico, ma non è
risultato nulla.
C 'è altro?
Stiamo continuando le ricerche ad ampio raggio, abbiamo coinvolto i cinofili,
abbiamo setacciato tutte le chiamate in entrata e in uscita del telefono di
Domenico.
Ho capito.
Con questo cantante salvo, secondo te, c 'entra qualcosa?
Ho chiesto sia alla madre che agli amici del cantiere, però di questo cantante
salvo proprio non... Non c 'è traccia? No.
Mi dispiace, dottore. Vabbè, vai, vai.
Espo! Sì, dottore.
Hai fatto il tuo lavoro, prenditi i giorni.
Ma veramente?
Sì, sì.
Grazie, dottore.
Espo!
Sì?
Fai regalato a moglie, è un ordine.
Ricevuto.
Lo lì hanno chiamato dall 'azienda agricola Terra Rossa.
Eh?
Il custode ha trovato la proprietaria impiccata.
Suni Di Gioia, 30 anni.
Buongiorno. Entrate sono morta.
Camus, la peste.
Nel primo capitolo il signor Cotard, prima di impiccarsi, lascia un messaggio
Silvia.
Perché prima non ti sembra strano che uno prima di suicidarsi scriva per
rossetto una citazione di Camus?
Lui quando si tratta di suicidio...
Tutto è possibile.
Questo pure è vero.
Le entrate sono morte.
Buongiorno.
La dottoressa Lombosco, giusto?
Sì, ci conosciamo.
Lino, ma io sì.
Sospedisco momentaneamente il dottore Introna. Perché? Il dottore Introna dove
sta? Al torneo di Pescatonnetto. Rientra tra qualche giorno.
Sono Mario Massi, mi piacere.
Ma lì puoi chiamarmi Mario.
Dottor Massi, mi ha notato qualcosa di strano?
Solo quel libido. L 'ho già fotografato e schedato.
Mi sei fatto un 'idea?
La Vigioia lavorava in campagna.
È facile farsi i libidi lavorando.
E qualcosa sull 'orario della morte me lo sa dire?
Ma da rigor mortis, sicuramente più di sei ore.
Con un 'autopsia potrà essere un po' più preciso.
La dottoressa.
Sine un lo dubbio è un suicidio, autopsia, non serve.
E invece noi la facciamo lo stesso.
Col piove ci parlo io.
Come desidera.
Arrivederci, Lolita.
Lolita? C 'è qualcuno a te?
Dottoressa Lobosco?
Dottoressa Lobosco?
Che dici?
Eh, direi che è un po' troppo giovane come medico.
Eppure è un po' scemo.
Sine un lo dubbio, non provo l 'uva.
Andiamo a parlare con il custode, va?
È lei il custode?
Sì.
Conosceva bene la vittima?
Sono trent 'anni che faccio custode a Terra Rossa.
Prima lavoravo col padre.
Suni.
L 'ho vista nascere.
Stamattina...
Mentre facevo il giro di controllo, come al solito. Sono andato nella rimessa.
Era appesa alla trave.
Rigida, rigida.
Ho provato a metterla giù, ma non ce l 'ho fatta.
Allora ho pensato di divertire la madre.
Poi mi sono detto che la cosa più giusta era chiamare a fuori.
E ha fatto bene.
Avvisiamo noi la madre.
Ci sono altri parenti da avvisare.
Lo zio paterno, l 'avvocato Umberto Di Gioia, che è anche l 'amministratore
'azienda.
Oh, venga su.
Grazie, arrivederci. Arrivederci.
Carmè?
Carmela? Eh? Eh, per piacere, rispondi tu al telefono, che sei impicciata.
Guarda l 'altro pinocchio. Oh, se Trifone non ci parla.
Trifo! Ehi, Carmela, posso parlare con Nunzia?
Aspetta solo un momento, te la passo.
Pronto, Trifo, come stai? Qua teniamo tutto pieno. Vuol dire che l
va bene, sono contento. Eh sì, infatti, non tengo proprio tempo.
No, ma qua ci metto poco, Nunzia.
Ti volevo spiegare un po' meglio com 'era la mia situazione, diciamo, con la
giustizia. Sì, sì.
Però ora è arrivato un gruppo e ci devo fare il catch -in.
Allora ti richiamo?
Sì, sì, è meglio.
Ma dimmi tu quando.
Ora non posso, devo andare, ciao.
Non si ha.
Pronto? No.
Mi è cascata la linea.
Falso. Ora le bugie, dicevo. Tu poi.
Carmen, fa piacere, eh?
Non mi giudicare.
Francia? Sì, sì, era lui, vi saluta.
Però dovevi andarci anche tu a Parigi? Sei paura dell 'aereo? Ci andavi in
macchina? Ti ha detto quando torna?
Quando viene a trovarci? Oh, che sono tutte queste domande? Che è, in
interrogatorio? Andate a giocare di là.
Portatevi pure a mamma.
Però quando torna lo invitiamo, eh, nonna?
Certo che lo invitiamo, certo.
Andiamo? Lasciamo la nonna riflettere.
C 'è a te a venire.
Sempre un 'emozione aspettare i figli.
Federico, papà!
Eccolo.
Papà! L 'abbraccio più bello del mondo.
La gioia di papà. Ci manchi, papà.
Eppure voi mi mancate.
Tanto. Dai a me, dai a me la cartella, dai.
Senti, tu che per certe cose tieni le antennine, ti volevo chiedere, la mamma
ancora arrabbiata con me?
Ieri ha buttato via i calendari dei poliziotti.
Ah.
Ha buttato pure quello di Fanny Ardane e Brigitte Bardot?
Sì.
E allora è ancora molto arrabbiata, eh?
Andiamo a...
Ma lei a casa vi parla di me, oppure no? Eh, allora, con noi no.
Però ho sentito che ne parlava con Andrea.
Diceva, finalmente, si è andata a dormire a casa di lo Italo Bosco.
Il sogno della tua vita. Diceva che così eri felice.
Scusa, Fede, ma Andrea, quando è che sarebbe venuto a casa?
Eh, ieri sera. C 'è nato con noi e ci ha portato una torta buonissima.
Al cioccolato e merino. Sì, va bene, va bene, ma stiamo sui fatti.
Concentrati. Loro ieri sera a cena parlavano di me, ma dopo cena.
Lui è andato via?
A che ora è andato via?
O si è fermato a bere un cordiale con la mamma? Mica per caso hanno visto un
film sul divano? Ma ha dormito a casa nostra?
No, papà, tranquillo.
Non so a che ora, ma se n 'è andato.
Eh, però... Però che cosa?
Ci ha lasciato la torta. Eh, vabbè, ci mancherebbe. Si portava la torta già
aperta. Eh, dai, non è costume.
Ah, papà.
Ah, papà, comunque non si è messo le tue ciabatte.
E come
farò senza la mia
Suni?
Dottoressa, la mia età è perdere prima il marito, adesso lei.
Mi dispiace. Non voglio forzarla a parlare in un momento così per lei, ma
bisogno di più elementi per capire perché Suni ha fatto questo gesto.
Dottoressa Lobosco, capiamoci subito. Io con lei parlo, ma solo se mi capisce
davvero.
Mia figlia Suni non si è suicidata.
Come fa a dirlo con questa certezza?
Ma è mia figlia Suni, dottoressa. Io la conosco.
Lei è...
Lei era studiosa, intraprendente, una ne pensava, mille ne faceva.
È mancato suo padre, ha lasciato gli studi di lettere, si è rimboccata le
maniche e ha preso lei in mano l 'azienda e amava il suo lavoro.
Stava pensando di riservare una parte della materia alle scuole, di metterci
anche degli animali e soprattutto di coltivare tutto sano, come si dice?
Biologico.
Invece sulla sfera privata che cosa mi può dire? Aveva qualche relazione?
Finalmente si era liberata di uno che non era degno di lei.
Mi spieghi meglio, in che senso non lo era?
Fausto Calò, il suo ex fidanzato.
Era un violento, sa?
All 'inizio su ne ha accettato, ma adesso aveva proprio chiuso.
La ringrazio molto.
Se avremo ancora bisogno la ricontatteremo.
Vedi se c 'ha bisogno, mi chiamo.
Comunque sulla Di Gioia ho fatto come mai chiesto, eh?
Ho detto a Massimi di fare l 'autopsia, anche se lui dice che non c 'è niente di
sospetto nella morte della donna.
Grazie, voglio bene.
Sì, tu però mi devi spiegare che cosa c 'è di strano, perché ho fatto il
sopralluogo dopo di te e mi sembrava tutto molto chiaro.
No, no, no, ma infatti la mia è soltanto una situazione, io non ho niente di
concreto in mano, eh?
Però non lo so, a me questo medico legale non mi convince, è troppo
troppo saccente, troppo giovane anche.
Insomma, non è in trona. E poi ho parlato con la madre e mi ha detto che
molto in gamba sul lavoro e soprattutto aveva chiuso una relazione tossica da
poco. Sì, vabbè, ma io faccio il pubblico ministero, io mi devo attenere
carte, ai fatti.
Sì, sì, hai ragione.
Infatti, ti ho detto, è una sensazione.
Vabbè, dai, facciamo così.
Intanto che aspettiamo l 'esito dell 'autopsia, tu cerca di trovare uno
di prova che possa dimostrare che si tratta di un omicidio.
Sei troppo figa.
Vece? Sì.
Stasera mi dovrai vedere con Nicola mio.
Non ti va?
Non lo so, Loli.
Che penso sempre al Cavaliere Misterioso.
Che però è rimasto misterioso.
Sì, assolutamente, è sparito. Ma non me lo riesco a levare dalla testa,
soprattutto dopo che mi ha lasciato la maschera in ufficio.
Se ti fanno scoprire questa cosa ti fai impazzire. Tu lo sai che a me il mistero
intriga. E?
E poi non lo so, questo cavaliere sa muovere le mie leve.
Per un bacetto?
Non lo so, Loli, è come se mi avesse aperto tutti i chakra.
Eh, muovi i chakra, ma.
Tu invece con Leon?
Con Leon sono cinque giorni che ci rincorriamo, non riusciamo a vederci.
E poi io c 'ho Domenico nella testa a questo momento.
Lui ha un sacco di attività, pomeridiano con le figlie, saggio, a me mi sembra
un casino.
Lui ci deve fare l 'abitudine, quello è un padre di famiglia.
Comunque secondo me qualche ciacca te l 'ha aperto pure lui.
Dici? La sensazione.
Vedi?
Spostiamo qua il tavolino che è libero e diamo spazio davanti al divano. Ma che
ti serve?
Prendiamo questa.
Ma è la brandina che stava in questura?
Sì, l 'ho presa oggi. Stanno ammazzandomi le lombari.
Ma scusa, non era molto più comodo il divano che la brandina?
Loli, non ti preoccupare. Io questa la terra la monto, la mattina la smonto e
non ti do fastidio, va bene? Non è come il vocatore di quello là.
Andiamo fuori.
Allora,
tu lo metti là?
Ho convocato lo zio di Suni, dice che è fuori città per un paio di giorni. E va
bene, lo convochiamo appena rientra.
Sai che mi ricorda a me questa situazione?
Che cosa?
Il nostro viaggio a Venezia, la città scolastica del liceo.
Quando stavamo tutti ammucchiati, tutti insieme.
Ti ricordi quando mi volevi fare la foto sul vaporetto? Come non mi ricordo? E
andai a finire nel Canal Grande.
Ma li possiamo dimenticare certe cose? No, le voglio ricordare perché sono
troppo belle quelle cose lì.
Sono emerso dalle acque che sembravo il mostro della laguna.
Ci avevo i capelli.
Che poi non ti volevi fare l 'antitetanica, ci hai fatto impazzire a
professorezza.
Dai, vogliamo cancellarlo qualche ricordo ogni tanto?
No, non voglio. Va bene.
Che tipo.
L 'hai sentita a Portia?
Sì. Bene, no?
Molto bene, mi ha bloccato il numero.
Come bloccato?
Sì, dice che io le mando troppi messaggi e quando se la sente mi sblocca.
Dai Antonio, devi avere pazienza.
Probabilmente è molto stanca.
E allora sai, tra l 'università, la casa, i figli, è un po' appesantita.
Sono equilibri che dovete ritrovare.
Sì Lolita, io sono stato un marito esemplare. Lo so, lo so che tu sei un
esemplare.
Ciao. Sei a casa?
Che dici se passo da te?
No, no, no, forse è meglio che ci vediamo fuori.
Perché non ci vediamo alla rotonda?
D 'accordo, ci vediamo lì. Va bene, a dopo, ciao.
Chi è?
Leo.
Che tempismo.
E fai adovinire che me ne vado io.
Ma cosa?
Tu poi gli fai il terzo grado a quel.
E allora rimango.
Antonio Forte, ma che cosa vuoi? Io ho una vita, eh.
Ma guarda questo.
Stavo scherzando.
Dobbiamo stare bravissimi.
Ciao. Ciao.
Come stai?
Bene, tu?
Bene. Ciao, se vuoi.
Sì.
Eccolo là.
Scusa.
Papà, quando torni?
Eh, no, amore. Papà torna più tardi, d 'accordo?
Ciao.
Devi andare?
Eh no, eh.
Senti, volevo dirti una cosa importante.
Faccio una fetta a casa mia. Sì.
Per presentare Teo Schuster, questo nuovo artista che sto seguendo. E volevo
invitare anche te perché pensavo che potesse essere l 'occasione giusta.
Per cosa?
Per presentarti le mie figlie.
Ah.
Quindi, vieni?
Sì.
Sì, vengo.
Vieni davvero?
Sì.
Grazie.
Pensavo ti avessero rubato il telefono.
Scusami, mi hai chiamato un sacco di volte e ero sempre indaffarato.
Poi però ti ho richiamato.
Sì, ed ero indaffarata io.
Appunto, è andata così.
Ci facciamo una pizza?
Sì, facciamoci una pizza.
a negando i problemi che nego parlarti e altre cose un po' così
errori giganti richiedono
pagine vuote avorio e veleno
Oh, Lolita.
Oh, Angelo.
Senti, sto pensando a una cosa.
Dimmi. Ti ricordi quando ci fu il baro della Nuova Onda al cantiere?
Sì.
Chi l 'aveva chiamato il gruppo musicale? Domenico?
Sì, erano amici suoi, sì.
Ah, e da dove venivano?
Da Brescia.
E come si chiamavano?
I Frau.
Tra loro c 'è uno che si chiama Salvo.
Così sui tuoi anni non mi viene in mente, però pensi di Salvo, il cantante
telefonata?
Non lo so.
Non lo so, penso a tutto e penso a niente.
Lo dovrei rinfacciare.
Sì.
Va bene, grazie.
Ottoressa, buongiorno.
È arrivato Calò.
Silente dove sta?
Sta all 'interrogatorio, la sta aspettando.
Dopo mi dovete cercare un gruppo musicale, i Flau.
Certo, dottore.
Io ero innamorato di Suni.
Capisci, dottore?
La tua morte mi sta... mi sta distruggendo.
Noi sappiamo che lei la picchiava.
Beh, no.
Insomma, ho perso il controllo, ma è capitato solo un paio di volte.
Solo un paio di volte? Quindi lei la picchiava?
No, non l 'ho proprio picchiata.
Ah, no?
No. Qualche schiaffo.
Perché per lei uno schiaffo è una carezza data con energia.
Uno schiaffo è uno schiaffo.
Quindi lei la picchiava.
Senta dottore, io la volevo sposare, solo che lei
mi aveva mollato per un altro.
E per chi?
Non lo so, non me l 'ha voluto dire.
Vabbè, io posso andare adesso. No, dove va lei? Si mette a seduto?
Decido io quando lei se ne va.
Chiaro?
Un nuovo fidanzato, quindi?
Sì, senti, cercamelo che ci voglio parlare.
Ricevuto. Vado a cercare l 'ago nel pagliaio. È la tua specialità. Io vado
Trifone. Dottoressa Lobosco?
Sì, ci conosciamo?
No, piacere. Sono Umberto Di Gioia, lo zio di Suni.
Ah, certo.
Condoglianze.
Grazie, dottoressa.
Siamo...
Immagino. Senta, ma non la facevo in città, mi avevano detto che era fuori.
infatti, ma appena ho saputo ho fatto di tutto per anticipare il rientro.
Eccomi qui, a disposizione.
Senta, noi stiamo cercando di capire che periodo stesse passando sua nipote per
fare un gesto così.
Guardi, io vi posso aiutare in qualche modo molto volentieri.
Facciamo una passeggiata?
Vede, quando è morto mio fratello, io ho suggerito a Suni di vendere, perché
parliamoci chiaramente, dottore, non è facile gestire un 'azienda agricola
la dovuta esperienza. Ma lei si era fissata, si era convinta che bisognava
convertire la produzione al biologico. E in un anno?
In un anno ha cambiato tutto.
Semendi, metodi di coltivazione, fornitori, la formazione della mano d
tutto.
E come andava?
Oh, bene.
Diciamo che questa passata di nonna Stella si era posizionata abbastanza
sul mercato bio.
Sì. Solo che però, dottore, restava il problema che bisognava restituire i
alle banche.
Ed era preoccupato.
Altro che preoccupato.
La mia nipote non dormiva più, diceva che si sentiva sempre sotto pressione.
Dottoressa, ma io come non potevo immaginare una cosa del genere?
Forse avrei dovuto stargli più vicino, non mi do pace, non mi do...
Mi scusi.
Venga.
Dunque, Giacaranda sta benissimo.
È un pochettino sottopeso, ma per i gemelli è normalissimo.
Eh, vabbè, ci pensiamo noi a farla mangiare.
E Giovanni Umberto?
Ecco, io è di questo che volevo parlarvi.
Vostro figlio soffre di brachicardia neonatale. In pratica il suo cuoricino
batte più lento di quanto dovrebbe.
Ma è grave?
Capita spesso nei neonati, ma...
Noi vorremmo trattenerlo per capire se si tratta di una situazione transitoria
oppure... Oppure? Il sintomo di una patologia in corso.
Per questo lo teniamo in osservazione in terapia subintensiva.
Non viene a casa con noi?
No, amore.
Per ora...
Luli, non me lo dai un bacio?
No.
Luli, non mi vieni a salutare?
No, qua è brutto.
Ma tanto fra poco esco.
Finché non ci ritorni.
Luli, Lulita, Lulita, Lulita.
Oh, tripo.
Allora, ho parlato con l 'avvocato Malaspina, ha risolto la questione.
Devi avere ancora un po' di pazienza, un po' di giorni puoi essere.
Ma quello che è stato, si è capito il motivo?
È l 'inghippo burocratico.
È buono come notizia?
Certo che è buono.
No, è che... Sto pensando che... Che c 'è?
Non mi vuole più parlare, l 'ho letto.
Mi dispiace.
Mi dispiace tanto, è che mamma ha sofferto tanto con papà.
Mi dispiace che le colpe di mio padre ricadano su di te.
Ma io che cosa ci posso fare? Dimmelo tu.
E io ti cerco la faccia.
Non lo so, Trevo.
Però ti aiuterò.
Sei un bravo uomo. C 'hai avuto molto coraggio a cambiare vita, non è da
Solo che mamma... è quella si fissa.
È un po' come a me, hai capito?
Si fissa? Lo so.
Ma a me mi piace anche per quello.
Però anch 'io sono... Sono una discreta patosta volendo.
Infatti siete una bella coppia.
Diciamo.
Senti, la vedo stasera.
Ci parlo. E speriamo in Dio.
E pure nella Madonna.
Poi hai visto, è stato chiarito tutto, è stato soltanto un cavillo burocratico.
Sì, pure non ha colpa.
E che fanno che lo fanno uscire?
Faccio che non lo vedo proprio.
E fai bene, nessun perdono.
Nessuno. Scusa, ma perché? Quello non ha fatto niente, è solo un malinteso. Può
essere, ma chissà quant 'altro ne ha fatto. Bravo, perché gli uomini sono
uguali. Piglia mio marito, dice che le donne giovani non le piacevano e guarda
come è andata a finire. Infatti. Oh, piano piano, eh, non facciamo il
alle intenzioni.
E poi Trifone è diverso, va bene? È una brava persona e a mamma non gli farebbe
mai del male.
Ma poi ma cosa dovrebbe fare?
Buttarsi alle tue ginocchia e chiederti perdono? Dai! Sì!
Come minimo mi deve chiedere perdono. Bravo! Ma perdono per che cosa? Ma che
vuoi veramente il perdono come Caterina Caselli?
Perdono, perdono...
ancora di te
diceva
le cose che dici tu aveva gli sensi
occhi che hai tu mi avevi abbandonata ed
io mi son trovata a un tratto già abbracciata
piangendo non vedi più da come ha sorriso
sembravi tu di notte molto strano ma il
fuoco di un serino ti sembra il sole che non hai
per noi
Non vedi più, da come ha sorriso sembra di più.
O perlomeno, io sono molto contento. Tu sei contenta? Sì, sono in ottime mani.
Abbiamo venduto parecchio, non ci possiamo lamentare.
Scusate un momento, scusate. Prego.
Lolita, vieni.
Ciao, Leo. È bello vederti.
Come stai? Bene.
Sono un po' nervosa.
No, dovrei.
No, è che io sono un po' nervoso.
Vieni che ti presento le mie figlie. Ti ho portato un vino.
No, non dovevi.
Lucia, Martina, venite un po' qua.
Voglio presentarvi una mia amica, Lolita. Loro sono le mie due figlie,
dice? Ciao.
Ciao, buonasera.
Sapete che mestiere fa Lolita?
Beh, la stilista.
No. Magari. Sembra, sembra, però non fa la stilista.
Ma con quei tacchi solo la stilista può fare?
Beh, penso io che con questi tacchi faccio una poliziotta.
Una polizzata con i tacchi, veramente bellissimo.
Però... E voi cosa volete fare da grande?
Non lo so.
La veterinaria. Ah, perché? Ti piacciono gli animali?
Tantissimo. Ecco, non apriamo questo capitolo perché mi stanno chiedendo un
cane. Vorrei chiederlo subito. La meravigliosa donna Florio.
Buonasera Beatrice.
Che piacere rivedere i tuoi occhi scintillanti.
Grazie. Bimbi, avete davanti a voi un 'opera d 'arte vivente.
Sto scherzando.
Una dicembre dipinta dalle mani di un dio particolarmente ispirato.
Lei mi imbarazza sempre tantissimo ogni volta che ci vediamo. Leon, dove posso
mettere le mie cose? Non ti preoccupare, dai a me. No, no, ci penso io.
Stai con i tuoi ospiti. Va bene, allora di qua c 'è un divanetto. Grazie. Lascio
pure tutto qui.
Sta cercando qualcosa?
No.
Lolita?
Anna, hai già conosciuto Lolita?
Lolita? Ah, la poliziotta.
Sì, ci siamo ancora conosciute.
Bene. Tesoro, scusami, manca il vino.
Dobbiamo brindare.
Hai ragione, dobbiamo brindare, abbiamo venduto quasi tutto.
Sei diventata ricca. Beh, anche tu.
Pochino anch 'io, scusate, scusate.
Metti a posto quei soldi.
Mettili a posto.
Per favore, non lo dica a tuo padre.
Ci mancava pure lo sbirro in casa.
Scusa, tu a Leon non hai detto niente?
Ma no, Antonio.
Doveva essere la prova generale per l 'entrata in famiglia.
Capisco. Non proprio il modo migliore di fare la conoscenza di un adolescente.
Esatto. Poi quella mo mi odia. Quella è incazzata con il mondo intero. Non ci
credo.
Non dirlo a me.
Tengo mio figlio Alessio che prende a pugno il suo compagno di classe.
Perché è innamorato della sua compagna di banco.
Silente, dimmi.
Allora, ho fatto la ricerca sul gruppo musicale.
Eh? E allora, effettivamente i flau si sono sciolti sei mesi fa e pare che ci
fosse un cantante che si chiamasse appunto Salvatore.
Ah, e dove lo troviamo a questo? Il problema è proprio questo, perché ora fa
cameriere in un ristorante italiano a Londra. Ah, e vabbè, organizzami una
videochiamata, no? Quanto prima possibile.
Comandi, dottoressa.
Ma perché non ci ho pensati io?
Posso sapere dove mi stai portando? Certo.
Dall 'ultimo compagno di Suoni di Gioia.
Si chiama Kenan Bahamolepo ed è uno dei suoi braccianti.
Ecco, siamo arrivati.
È un bel posto.
Erano vecchi casolari che se ne cadevano a pezzi.
Su ne ha ristrutturato tutto e li ha destinati ai suoi dipendenti.
E tu?
Com 'è che c 'hai tutte queste informazioni?
Ho le mie fome.
Buongiorno.
Bel lavoro che ha fatto.
Buongiorno.
Sono il vicequestore Lobosco. Volevo parlare con Cherambà.
Non c 'è, però c 'è sua sorella Beva. E' di là, mi accompagno? Sì.
Sì, è vero.
Kenan e Sumi si frequentavano. Due giorni fa, verso le sette di sera, lui è
andato da lei con il motorino e non l 'ho più visto.
Quindi non sa dove sta.
Kenan Ba fa molti lavori durante le fine settimane.
Traslochi, viaggia in camion, sai, cose così, per aiutare la famiglia.
Ma voi perché lo state cercando?
È successo qualcosa?
No, no, non si preoccupi.
Stiamo soltanto raccogliendo un po' di informazioni sulla morte di Suni Di
Gioia.
Noi volevamo molto bene alla signora.
Lei ci ha salvati.
Ci ha portati via da quel ghetto vicino a Foggia dove raccoglievamo pomodori per
pochi soldi.
Ci picchiavano, ci costringevano a lavorare senza sosta.
La signora Suni rispettava le persone e la legge.
È stata minacciata più volte per averci aiutata ad avere una vita decente.
E ha subito solo minacce?
No.
Un mese fa gli hanno bruciato il trattore e hanno avvelinato il suo cane.
E vi siete fatti un 'idea su chi può essere stato?
Vedete oltre quei muri?
È tutto di Alberto Frolla.
Oltre 100 ettari.
e il più grande produttore e venditore di frutta e verdura di Bari.
Lui odiava la signora più di tutti.
Diceva che aveva fatto salire il costo del lavoro.
Frolla ci chiamava così. Il costo del lavoro.
Per arrivare da Suni deve essere passato per costo da qui.
C 'è sempre una telecamera quando meno te l 'aspetti.
Verifichiamola e vediamo se c 'è il passaggio del motorino di chi ne avva.
bene.
Certo non ne aveva di nemici la di Gioia.
Quando vuoi cambiare le cose te le fai per forza i nemici.
Sarà stato uno di questi nemici ad ammazzarla.
No, Loli, un conto sono le intimidazioni, altra cosa è l 'omicidio.
La tua è un 'ipotesi investigativa.
Va bene, non abbiamo le prove che ci dicono che è omicidio, va bene?
Non è che noi dobbiamo sempre seguire il tuo intuito, perché... Perché cosa?
Diciamo che non è propriamente scientifico.
Ah, non è scientifico?
Ah.
Dimmi che lo presti.
Ho capito.
È un suicidio.
Vabbè, passa il fascicolo a Introna, che quello sarà tornato dalle vacanze.
Visto? Visto cosa?
Che è un suicidio.
Io non sono sicura, non so.
Ma perché non smette?
Io le ho dato il latte.
Ma me lo dici? Ho fatto di tutto. Ho cambiato, ho cantato la canzone, ho
la pancia.
Non è che sta male anche lei?
Come sta male?
Ma vuoi che la porti in ospedale? Ehi, ehi, ehi!
Spostati, spostati! Ma quell 'ospedale, ospedale! Solo noi ne hanno una. Vieni
lì. Bella quella bimba, bella.
Ecco. Ma come hai fatto?
I bambini quando piangono... No, no, no, no.
Quando piangono o vogliono essere cambiati, o hanno fame, o vogliono fare
nanna. E lei vuole fare la nanna. Ma non ha cantato pure la canzone?
Il granello di sabbia la canta sempre. Come quella canzone? Non la ripeto, se
mi piange.
Dovevi cantare la nina nanna, quella che cantavo io a te.
Lui era tremendo. Voleva stare sempre con le persone, sempre.
Non sono scevole.
Me la insegni? Come no?
Piccolino dovevi dormire, non mo'. Eh, a volte penso che non ce la farò mai.
Ce la farai, ce la farai.
Ve lo dico io, voi siete stanchi.
Dovete andare a riposare. Voi andate a riposare che con Samarkand ci sto io.
Giacaranda. La bambina ormai mi capisce.
C 'ha ragione.
Andate a riposare, andate. Noi andiamo in camera.
A dormire però.
Quanto sei bello.
Buongiorno, professore. Buongiorno.
E allora, com 'è andato il torneo?
Primo classificato.
E questo è il prezzo.
Congratulazioni.
Allora che cosa mi dice del referto del suo collega? Ho letto con attenzione ed
è combattibile con un suicidio. Eh, lo so.
Però ho un 'idea che non mi molla, che mi gira nella testa.
Quale?
Ma se Suni fosse stata aggredita nella rimessa e avesse perso conoscenza e l
'aggressore ne avesse approfittato per impiccarla la trave e inscenare un
suicidio? Professore, sono due giorni che ci pensa.
Che cosa ti fa avere dei dubbi?
Sul suicidio. Beh, niente in particolare, diciamo che non ho nulla di
è solo un 'intuizione.
Però se tu mi dici che dall 'analisi del corpo è impossibile stabilire se ho
torto ragione, smetto di indagare.
È uno scenario fantasioso.
Ma è possibile?
Sarebbe un 'ipotesi percorribile, ma hai bisogno di prove.
Ah, quelle le cerchiamo, no?
Sì.
Cerchiamo le prove.
Eh, vero.
Lo vedi, Antò, che io quando mi fisto c 'è sempre un motivo.
No, no.
Introna ha detto che si fida del tuo istinto, ma che dobbiamo trovare le
Non ha detto che tu hai ragione.
Capito, però anche tu ti potresti un po' fidare del mio istinto, no?
Visto che lavoriamo insieme da tanti anni.
Vagli a salutare, no?
No.
Perché?
Non voglio essere invadente.
Si potrebbero spaventare. Sì, loro o tu.
Cillo, no.
Leggimi.
Il cavaliere è tornato.
E quindi sei andato a Londra soltanto per lavorare?
Sì, mio zio gestisce un ristorante italiano e mi ha chiesto una mano in
Non è che sei partito perché hai avuto problemi con qualcuno?
Che cosa?
Che ne so, pressioni, minacce.
No, ma perché me lo chiede?
Salvo, tanti dettagli non te li posso dare perché sono nel bel mezzo di un
'indagine. Salvo?
Nessuno mi chiama così.
Non ti chiami Salvo?
No, io sono orgoglioso di portare il nome di mio nonno Salvatore. Non voglio
diminutivi.
Ho capito.
Vabbè, grazie per la disponibilità, eh? Si figuri, grazie a lei.
Buonasera.
Non è andata, è così.
Non è lui.
Sì,
sono stata molto bene. E Anna come si è comportata?
Perché di solito un po' scorbutica.
No, no, no, è stata carina.
Senti, allora ci vediamo in settimana?
Non sono messa bene, sai, ultimamente con questo caso di Domenico devo stare
molto concentrata.
Vabbè, allora mi chiami tu quando ti liberi?
Sì, ti chiamo io.
Va bene.
Ciao. Ciao, buona serata.
Patatine.
no no no
Grazie.
Sarei venuto anch 'io.
Se cambi idea e vuoi compagnia, svegliami.
Buongiorno, sto cercando Alberto Frolla.
Sì, sì.
Eccolo, va.
Alberto! Albe!
Sì? A te vogliono.
A me? Sì.
Adorno stanno.
Vengo io.
Grazie. Arrivederci.
Buongiorno. Buongiorno.
Prego, si acconta. Sono Sonia Luongo.
Faccio acquisti per i supermercati simpa.
Rolla, Alberto.
Piacere. Che cosa le interessava?
Scusi l 'altra presa, ma non si vedono tante donne qua.
Eh beh, questo non è proprio un lavoro da donne. Eh.
Infatti ho sentito che un 'imprenditrice pochi giorni fa si è suicidata per lo
stress. Su, di gioia. Sì, di gioia, sì.
Quella è stata una fortuna che si è tolta dai piedi.
Ah sì?
Stava tirando su un casino con i bracciati, le viziazze, pure quelli che
lavorano da me e da altri, hanno iniziato a fare di più, a mettere
loro.
Assurdo, una così in passato gli avrebbero subito fatto un avvertimento,
minimo bruciato un trattore.
Fatto. Ah, fatto?
L 'hanno fatto però, purtroppo non sono stato io.
Che guai.
Due mesi che sto così, ancora non si aggiusta.
Ma come vede, sto sempre sul pezzo.
E ora parliamo di appare.
Sì, noi avremo bisogno di 200 kg di zucchine e 100 di patate. Però, che
stanno? Il problema è il prezzo.
Non vi preoccupate, ci accordiamo pure sul prezzo.
A posto.
E che ci fai qua?
No, guardavo un po' di ortaggi, verdure. Com 'è andata?
Bene.
Ho comprato 200 kg di zucchine e 100 kg di patate.
A parte la spessuccia, ha combinato qualcosa?
Non è stato lui, ha una gamba rossa. Certo, potrebbe essere il mandante.
Vabbè, teniamolo d 'occhio. A te invece com 'è andata?
Ho buone notizie. Sì? I colleghi di Foggia hanno smantelato il ghetto di cui
parlava Beba.
E tra i tanti hanno portato via un certo Ciro Correale, detto Zappa Zappa.
Sarebbe poi il caporale del ghetto.
Quindi sto Zappa Zappa avrebbe un buon movente?
Certo, gli ha portato via i braccianti.
Ma lo teniamo in stato di fermo?
Sì signore, è in stato di fermo in attesa di essere interrogato dal PM.
Molto bene, sai che facciamo noi oggi?
Andiamo a Poggia.
Non è peggiorato, però non è neanche migliorato.
È stabile. A questo punto non ci resta altro da fare che aspettare.
Ma mi devo preoccupare, dottoressa. Come dico sempre ai miei genitori, non
preoccupatevi per i vostri figli, ma occupatevene.
Ma io che posso fare qua?
Vi faccia compagnia.
Ehi Gio, sono papà, ci siamo visti l
'altro giorno.
Senti, è qua ci dobbiamo riprendere il prima possibile.
E' a casa sta mamma che ti aspetta, tua sorellina, si vede come piange.
E quella sente la tua mancanza, non ci ha abituato a stare senza di te.
E poi sta nonna che non vede l 'ora di fare il biberon per due e che le
deludere.
Abbiamo un sacco di cose da fare assieme, dobbiamo andare al mare,
nuotare.
Prima impariamo a nuotare, poi andiamo al mare.
E poi saliamo a Bari.
E quello settimana prossima sta il derby col focio, dobbiamo fare il tifo noi.
E poi devi imparare un sacco di cose, devi imparare la matematica, a leggere,
scrivere.
Non tutto insieme, piano piano come
cresce.
Io sto qua.
Bene.
Oggi ho... Ha fatto spettacolo.
Come le gebbine.
Cosa leggi a nonna? Il conto di Montecristo che è stato imprigionato per
e per vendetta. Ci ricorda qualcosa, eh? Ma prendi il pane.
Nonna, ho pensato ad una cosa.
Che cosa, nonna? Dato che oggi arriva Trifone, andiamo all 'aeroporto a
prenderlo? Eh no, tu vai in vicina e io e la nonna andiamo a prendere Trifone
all 'aeroporto. No, l 'aeroporto non mi piace.
Sai quante volte aspettavo tuo padre al deposito a bagagli?
L 'è posata.
Il signor Correa ha la sua completa disposizione.
Grazie. Mi scusi dottoressa, mi faccia capire.
È un interrogatorio formale?
No, una richiesta di sommare informazioni al suo titito, tutto qua.
Ah.
È tutto regolare, poi... Ma io mi riservo di non rispondere.
Senta, lei conosceva Zoni di Gioia? Eh, certo.
Ora stava facendo un casino in tutta l 'azienda della zona.
Ci ha portato via 20 braccianti con la storia del lavoro in regola.
Fomentava la mano d 'opera, dicendogli che dovevano avere i diritti.
Si vede che qualcuno se ne voleva liberare.
Ma quella non si è suicidata?
Beh, no, in realtà stiamo ancora facendo chiarezza, vero, dottor Ford?
Beh, sì.
Dottoressa, io il giorno della disgrazia stavo guardando il foggio in
televisione. Era solo?
Sì, perché?
Così, era un 'informazione.
Va beh, per noi potete andare, grazie.
Arrivederci. Arrivederci.
E pure del foggio questo.
Ah, voi non avete orecchie a me.
Buongiorno. Buongiorno.
Carmela? Sì. La sorella della dottoressa Robò? Sì.
Silente? No, no, Civitaro. Ah, ma lei è il cantante. Ma lo sai che l 'ho sentita
cantare il carrozzone? Lei è bravissimo.
Estamente, quello è il mio cavallo di battaglia.
Ma canta anche per il pubblico? Oh, ogni anno mi esibisca la Sacra delle
Castagne a Ruvo di Puglia.
E non è che, dico, verrebbe a cantare pure a una storia di turismo?
Verresti, diamoci del tu, se mi permetti. Ah, certo.
Pinuscio. Carmela.
Dico, ci verresti a cantare per noi?
Con gioia.
È stato un piacere.
Tutto mio.
Ciao. Ciao.
Tripo!
Grazie che sei qua.
Ma che grazie, tipo... Ma non c 'è un... No, non è venuto.
No.
Dai, andiamo.
Che c 'hai?
Niente, tutto bene.
Ma tutto il viaggio non hai detto una parola.
Certe volte mi va in lockdown una rotella del cervello e sto lì, che
penso. Che pensi?
Niente, di solito di giovedì a casa cucino io.
Faccio la crudaiola con la ricetta di mia madre.
Il piccolo la chiama il capolavoro della nonna.
A me mi piace a fai la crudaiola, lo fai?
Veramente? Sì.
Perché non me la cucini per me questa sera?
Così non perdi la mano.
Va bene, dai.
Che c 'è lì?
Devo andare?
Dove vai?
Poi ti dico.
Allora, dov 'è Domenico?
Vabbè, ciao, è qui.
Qui dove, scusa?
Lì, dentro a quella fabbrica, Lole.
Ho capito che il messaggio era in codice, ma non dice cantante, vuole
lo tengono a prigionare, sta lì.
Ma che vuol dire, scusa?
Riflettilo, Lole, scusami.
Chi è il cantante più famoso d 'Italia che si chiama Domenico?
Domenico Moduente.
Quella è l 'indicazione per noi.
Scusa, allora perché ci ha detto salvo?
Guarda, l 'OVSA è un anagramma.
Questa è una vecchia fabbrica di vinile dove lavorava mio zio, Domenico Rosali,
ne parlavi.
Sta lì, sono sicuro.
Bravo.
Grazie. Mi hai fatto un complimento.
Vabbè, andiamo. No, no, non puoi andare. Devo chiamare i rinforzi.
Avete trovato qualcosa?
Dottore, la maglietta.
Questa era la sua.
Non abbiamo fatto in tempo.
Ora hanno capito che ci ha dato le informazioni e l 'hanno portato via,
Dottore, abbiamo cercato ovunque, ma non c 'è nessuno.
Aspettiamo lì.
Se l 'avessero già ammazzato.
Non ti azzardare a dirlo.
Chiaro?
Solo dicendo che non si farebbero scrupoli a noi. Ci devi stare zitto!
Io posso ritrattare Lorenzo.
Posso provare a salvarlo.
Come lo devi dire tu.
Vado al processo, depongo e faccio restare gli assassini di Pedretina, ho
ritratto tutto, provo a salvare Domenico se sono ancora in tempo, ma me lo devi
dire tu cosa voglio lì.
Dimmi cosa voglio, lo faccio.
Io da te non voglio niente.
Io da te non voglio niente.
Tu mi hai portato solo dolore nella mia vita.
Ma ridico il giorno che sei tornato!
Ci prendiamo la porcina? Sì, solo questo e il gordura. E' stai.
Eh sì.
Ciao Antonio.
Porzio. Ciao Antonio.
Vedo che fate la spesa insieme. Eh sì, in ufficio facciamo il turno per il
pranzo. È una buona abitudine.
Quindi voi vi fate pure i pranzetti insieme.
Sì, siamo io, Andrea e altre sei persone. E te lo dico perché tu sei mio
E a differenza tua io non ho segreti con te.
Ah, e tu invece?
Non toccarlo. Vedo che sei in piena psicosi da casalinga. Per favore,
metti a posto. Stanno calcolate al millimetro.
Ordinare amministrazione.
Ricambio l 'ospitalità di Lolita, aiutandole nelle faccende domestiche, le
pulizie di casa.
Quindi Lolita l 'aiuti?
Sì che l 'aiuto. E ringrazia da parte mia, perché questa permanenza non so
quanto ancora sarà lunga.
Amore, come non sai quanto sarà lunga? Come le bugie.
che hanno le gambe corte e il naso lungo.
Trifon, ma chi è dormito qua?
Nell 'elettrobotteca sul bancale dei carciofi, che è l 'unico lungo. Ma
non mi hai chiamato?
Le cose vanno male qua.
Io sono triste, sai.
Lo so, Trifon. Ho provato a parlare con mamma, eh.
Ma si è proprio stranita, non mi ascolta. Figurata a me.
Non si mi guarda e vede ancora un contrapandiera.
Sono trent 'anni che ho smesso l 'olio.
Sono trent 'anni che lo sto toccando come uno sigaretto.
E' questo che le volevo dire.
Ecco. Sono innocente, Nunzio.
No, questo non glielo devi dire.
Come no? Ma perché no?
Perché era quello che diceva mio padre prima di ogni processo.
Nunzio, sono innocente.
Vedrai che tutto si sistema.
Ciao, Trifo.
Trifo, è venuta un 'idea.
Ora ti organizzo io a te.
La dottoressa le ha portato i faldoni del cazzo Alessandrino.
Grazie, Carla.
No, no, no, non ti preoccupare. Vai, vai, vai.
Ma venerdì è oggi?
Sulla corda usata per l 'impiccagione abbiamo rilevato solo le impronte di
Quindi zappa zappa è fuori dai giochi.
Magari avrà usato te i guanti, che ne sai?
Lui è un suicidio.
Mi manca il caffè di esposito.
Ti ha sempre fatto schifo.
Però mi sveglio.
Caffè?
Esposito? Ma che ci fai qua?
I giorni di congedo sono finiti.
Già? E il bambino?
Stazionario.
Potevi prendere dei giorni in più.
No, devo finire di visionare tutti i video, le telecamere e cose, no.
La verità è che almeno mi distraggo e non ci penso.
Andrà tutto bene.
Com 'è?
È meglio.
È meglio.
Apprezzo lo sforzo.
Dottoressa. Sì? C 'è stato un nuovo suicidio.
Dove? Un ragazzo si è buttato giù nel vuoto dal tetto dell 'ex edificio dell
'aeronautica.
Nome?
Kenan Ba Molefo.
Sembra proprio che si sia buttato da lì.
O è stato spento da lì?
Lì, lasciatelo dire, tu vedi omicidi dappertutto.
Magari Sunil ha ucciso lui.
Poi si è buttato di sotto per la disperazione, perché non ha retto al
colpa. O magari a casa sua ha visto qualcosa che non doveva vedere.
Che cosa?
L 'omicidio di Soni.
Sì, ma perché non è venuto da noi?
Perché è un bracciante di colore. C 'era un morto, ci ha avuto paura, no?
Venanzio, che ci fate qua?
Non siate, possiamo parlare un momento.
Cinque minuti, no?
Per quanto consta la nostra organizzazione di trasporto sigaretto...
contrabbando? È questione di definizione.
Comunque, io posso certificare che il suddetto Tripone risulta dimissionario
da lontano 1985.
E ho finito.
Complimenti, Venanzio.
Sposizione chiara, bre, potente.
Grazie di cuore.
Ma tu ti pensi veramente che io credo a uno che è stato più dentro che fuori?
Ed è lì che ho studiato e mi sono laureato in giurisprudenza.
Mi manca solo l 'esame di Stato, ma lo sto preparando.
Anche se alcuni errori di gioventù potrebbero precludermi la carriera
Scusatemi, c 'ho da fare. Non ho tempo per il varietà.
Questa reazione l 'ho letta, l 'aveva prevista.
Buongiorno. Buongiorno.
Ha un piacere vederla, spero stia bene. Sto bene, grazie. Ecco, le do la
documentazione così potrà seguire meglio.
Questi sono i risultati delle mie ricerche al casellario giudiziario per
riguarda il signor Trifone.
Come può leggere, non risultano processi in essere né altre pendenze.
Scusi, ma lei chi mi viene ad essere?
Avvocato Malaspina del Foro di Bari. Studio legale Malaspina Uva.
Vicepresidente dell 'Ordine degli Avvocati Regione Puglia.
E appunto rappresentante legale del signor Trifone. Ah.
Inoltre le informo che il mio assistito presenterà domanda per ottenere la
riabilitazione penale in virtù dell 'inappuntabile comportamento tenuto
ultimi trent 'anni. E sono fiduciosa che presto otterrà che la sua fedina penale
ritorni di nuovo immacolata.
Amen.
Ecco, eh?
Eccolo che arriva.
Vedete?
Che Namba prende l 'uscita dalla tangenziale che porta direttamente a
Di Gioia alle 17 .45.
Chiarissimo.
Scusa, ma a che ora ripassa poi?
No, non ripassa, dottore.
Non è possibile.
E che ha fatto questo? Si è volatilizzato?
Non so che dirvi, però abbiamo guardato e riguardato le immagini, ma...
Di Kenanba e dello scooter non c 'è traccia.
Ma per uscire dalla proprietà della rigioia c 'è qualche altro accesso oltre
quello principale? Allora lì mi pare ci sia una mulattiera.
Ah.
Scusa. Eh?
Secondo te, perché Kenanba avrebbe preso questa strada invece di farla
tangenziale?
Guarda che guidare uno scooter su questo terreno non è facile, con i mummi
poveri.
Perché secondo me stava scappando.
Dici? Sì, stava scappando dall 'assassino di Suni.
Quello l 'avrà cercato e quando l 'ha trovato l 'ha ucciso.
Oh, sei fissa.
Questo?
Attenta che ti pungi, eh.
Cosa è questo?
Il pezzo di una macchina.
Appunto, il pezzo di una macchina. E cosa ci fa in campagna il pezzo di una
macchina? Potrebbe essere la macchina dell 'inseguitore, no?
Forse hai ragione, Su.
Potrebbe essersi staccato dalla macchina che inseguiva Kenanba.
La macchina dell 'assassino.
Oh, finalmente, Antò. Chiamiamo le cose con la giusta definizione.
Assassino.
No, è un 'ipotesi.
Tu a me mi devi stare a sentire.
Finalmente.
Finalmente.
È vero che assomiglia all 'ancillotto, eh?
Me lo dicono in tanti.
Ginevra, posso offrirti da bere?
Certo, beviamo.
Non aspettavo altro.
La stessa cosa che ha preso lui.
C 'è nessuno?
C 'è
qualcuno?
Ma com 'è che non c 'è nessuno? Che gioca la Bari oggi?
No, no.
Ma è un 'ecatombe.
Ma dove stanno tutti?
Sento cantare, Antò.
Dal tebrazzo arriva.
Oh,
che succede qua?
Oh, Caterina. Ciao.
Quanti sono belli.
L 'hanno dimesso a sorpresa e mi ha detto che voleva salutare il suo papà.
fatto bene.
Grazie, Lolita, del tuo regalo. Hai avuto un bellissimo pensiero.
Ma figura, toccate lì. Stavo in ufficio, tornava a mandare le e -mail quando mi
rivede arrivare tutte e tre.
Non ci potevo credere, anche il boss veniva.
Immagino.
Mamma mia. Sono bellissimi.
Che ci fai con una griglia in mano?
Dobbiamo capire che modello è.
Che ci vuole? Dammi qua.
Allora, questo è di una berlina.
Grigio metallizzata.
Sicuramente una marca tedesca.
Stava in mezzo a una mulattiera.
Probabilmente è saltata a causa del fondo stradale.
È un modello basso, non è adatto a quel tipo di terreno.
Anto, ho capito di chi è.
Vieni con me. Espo, ho bisogno che mi fai una ricerca.
Subito. Ciao Caterina. Ciao. È finita la ricreazione. Ciao Caterina.
Arrivo.
Che mi vuoi rubare il lavoro a me?
A voi.
Grazie.
Sei splendida.
E tu sembri un miraggio.
Ma non sei tu?
Tu chi, scusa? Il mio cavaliere della festa.
Quale festa?
Scusi, ma questo è il suo?
No, era qui da quando sono entrato.
Se tu vedi...
E perché non la vedi?
Se più non vedi, e perché la vedi?
Allora... Arrivederci.
Niente. Niente.
Vabbè, andiamo, va.
Buongiorno, si ricorda di me?
Sì, certo.
Volevo parlarle di Suni. Si può accostare un attimo?
Sì. Grazie.
Vai Anto, vai!
Silente, l 'auto del sospettato ha imboccato strada Pantaleo. Strada
Ricevuto. Faccio converso dei colleghi.
Sì, mi so.
Dottore, ho fatto quello che mi avete chiesto.
Dalle immagini della telecamera si vede uscire dalla tangenziale il veicolo alle
17 .15 in direzione Masseria di Sumi. E non si vede tornare indietro, giusto?
Giusto. Vabbè, grazie Nello.
Ho fatto gli investimenti sbagliati in criptovalute.
E quando il mercato è crollato, sono trovato scoperto così ho pensato di
prendere i soldi dal conto dell 'azienda.
Per me era facile, ero amministratore.
Ho cominciato traendo piccole somme e poi... E poi ci ha preso gusto.
Solo che il suono se ne è accorto, mentre invece il padre prima non se ne
mai accorto.
Quando Sumi è entrato in azienda ha voluto controllare tutto.
Ne avrete discusso?
Certo.
Era amareggiato, deluso, diceva che da me non se lo sarebbe mai aspettato e
che se non avesse restituito il denaro l 'avrebbe denunciato, è così?
Infatti. Infatti io quel pomeriggio sono andato da lei per cercare di farla
ragionare. Sul guardo che io prima o poi questa sorda solda a tuo padre gliel
'avrei detta.
Ero sicuro di farcela, ma quando sono arrivato lì lei mi si è rivoltata come
furia. Ha cominciato a dire che avevo tradito la memoria del padre e tutto
quello in cui credeva. Ha cominciato a urlare che era un bastardo, un vicino
bastardo. Come cazzo? Fermi!
Come si fa a farsi offendere così da una ragazzina?
È una cosa che non...
Quando ho visto che aveva perso conoscenza, ne ho
approfittato e l 'ho impiccato.
Credevo che sarebbe stato preso per un suicidio.
L 'ha scritta sulla porta?
L 'ho fatta usando il rossetto che stava nella sua borsa.
Camus era lo scrittore preferito di mia nipote e...
Era per rendere tutto più credibile.
E... di che nanna pa' che ci dice?
Tanto molto fa.
Quello mi aveva visto.
Certo, immaginiamo.
Ora però ci dice come.
Voglio venire. Dai, vieni, vieni qua.
Lasciatemi stare.
Oh, che state facendo?
Signor, la portiamo a casa.
Ah, e non mi sembra che lei d 'accordo a venire a casa con voi.
Ma vedi a questo?
Signor, ma che cazzo vuoi?
Li voglio portare in questura.
Favoriti documenti, subito.
Agente no.
Agente a storia, dai.
Io ho una bella memoria di elefante. Mi ricordo nomi e cognomi, tutti quelli
come a voi.
Per questa sera vi è andata bene.
Ma rigate dritto. Su, via.
Andiamo, Anna.
Lasciami. Ti aiuto.
Lasciami.
Senta, per cortesia ci porta un altro caffè doppio? Sì.
Quindi il pigiama parti?
Così gli ho detto.
Se no non mi faceva andare.
Hai mentito a tuo padre per andare in discoteca?
Ci vanno le mie amiche.
E tutte mentono ai genitori?
Qualche volta.
Non direi a papà?
No.
Grazie.
Perché sarai tu a dirglielo.
D 'altronde che mi aspettavo.
Senti, Anna.
Non è una cosa contro di te.
Ma non posso non accompagnarti a casa.
Prego. Grazie.
Dai, bevilo.
Vedrai che questo ti farà sentire meglio.
Un altro pochino, dai.
Grazie.
Davvero, non so come ringraziarti.
Perché poteva finire male.
Molto male.
Ti rendi conto?
Ma hai mentito.
E non è la prima volta.
Perciò cominciamo col dire che a Milano da tuo fidanzato non ci vai.
Non mi interessa, non ci vai!
Perché hai dato prova che non ci si può fidare di te.
Brava. Ora cosa ti danno?
Una promozione? Ma che c 'entra, scusa? Un aumento?
O magari ti fanno una stagione? Anna, per favore.
Fanculo. Come fanculo? Anna, vieni qua, non ti permettere.
Scusa, scusa, guarda, io veramente non so più quello che devo fare.
No, non ti preoccupare, va tutto bene.
È che adesso devo proprio andare.
Sì. Ti accompagno. No, no, no, stai.
Conosco la strada.
Ciao.
Pronto? Ciao Lolita.
Signor Questore. È proprio vero che la giustizia non dorme mai.
Ti avevo promesso che ti avrei tenuto aggiornata.
Ha novità su Domenico?
Novità su di te.
Su di me. Il pubblico ministero non ha gradito l 'irruzione alla fabbrica di
dischi. Eh sì, posso immaginare.
Ha delegato un altro per il rapimento di Domenico.
Vabbè, ma possiamo collaborare, no? Non potrete perché io ho deciso che tu non
collaborerai. Ma come, scusi? Sei troppo coinvolta emotivamente, questo è
pericoloso, anche per i migliori poliziotti. Lei mi sta dicendo che io
posso occupare di salvare la vita a un ragazzino di 17 anni?
Non te lo sto dicendo, te lo sto ordinando.
Tanto lei lo sa, no, che io vado avanti da sola?
Te lo sconsiglio.
Alla prima che mi fai, avvio un procedimento disciplinare.
Perché mi parla così?
Perché devi capire che tra una settimana ci sarà la testimonianza di Angelo.
E noi stiamo per mettere le mani su una delle più grosse organizzazioni
criminali del territorio. Io non ti consentirò di distruggere tutto.
E poi ad un certo punto nella vita arriva la paura.
Succede.
Anche se sei una poliziotta, anche se sei adulta, ti trovi ferma su un
marciapiede e non sai da che parte andare.
Non riesci a fare altro che rimanere immobile, sperando che passi.
grazie a tutti
Grazie.
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