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Original subtitles

Che palle il tuo cercapersone, non smette di suonare.

Sì, lo so. Ho tre consegne da fare. Mia madre mi ucciderà.

Dai l

Ok, va bene. Continui?

- Ti insapono, ti va ? - Sì, fa' tutto quello che vuoi.

Ci vuole molta cura e attenzione.

Aspetti qualcuno ?

Ssh... Ssh... Dove vai?

- Che spavento ! - Ma chi è ? - Ti giuro, non lo so. - Vestiti!

Sì!

Eccomi !

- Ciao, Ophélie. Come va ? - Che ci fai qui ? - Sei con Toni? - No.

- Quello qua dietro non è il suo scooter ? - Che fai qui, Amin ?

- Niente, passavo da queste parti. - Dai, entra. - Come stai ? - Bene, grazie. E tu ? Dai, vieni.

Toni!

- Ah, c'era Toni. - Sì.

- Come stai? - Bene, e tu ? - Mi devo ancora riprendere.

- Mi è preso un colpo, sai? - Davvero ?

- Perché? - Che ci fai qui ? Che ci fai qui ?

Stavo rientrando a casa in bici. Volevo salutarti.

- D'accordo... Non sapevo che fossi tornato. - Sono arrivato ieri.

Ah, ecco. Sono contenta. Già...

- Ehm... va bene... Sai, è di mia zia questa casa. - Di tua zia ? - Esatto. - Di Héléna ? - Sì.

- Ah, sì ? - Già. - In effetti sapevo che viveva in zona. E non c'è ?

- No, è stata ricoverata. - Merda ! E che cos'ha ?

Cirrosi epatica. E' all'ospedale da tre mesi circa.

Comunque io e mia madre andiamo a trovarla tutti i giorni.

- Insomma, questo è quanto. Non si può fare niente, purtroppo. - Mm...

- Posso offrirti qualcosa da bere ? - Sì, volentieri. Che cos'hai?

- Una birra. - Ok. - Ho solo quello.

Ehm... Eccola. E' bello rivederti, ma mi hai messo davvero paura.

- Perché? - Be', perché... perché...

Insomma, hai capito, penso.

- Cazzo, sto ancora tremando, mi devo riprendere. - Grazie. - Di niente. Vuoi mangiare qualcosa ?

- No, grazie. - Sicuro ? Ok.

Hai visto come sto tremando ? Guarda le mie gambe.

- Va bene... Hai già visto i tuoi genitori ? Stanno bene ? - Sì.

- Che cos'hai? - Cerchi di cambiare discorso ? - No, non lo so, sono agitata.

- Perché Toni se n'è andato ? Aveva una consegna ? - Sì, credo proprio di sì.

Pensavo stessi con Clément. Così ero rimasto.

- Mm-mm. - Mm ?

- Be', sì. - Sì, cosa ? - Sto ancora con Clément. - Bene. E dov'è ora ?

- Sulla Charles de Gaulle, la portaerei. Deve controllare gli aerei. - Ho capito.

- Dai, cambiamo discorso ? - D'accordo. Come va alla fattoria ?

- E i tuoi genitori ? - Tutto bene, grazie.

- Toni mi ha raccontato che hai lasciato Medicina. - Ho seguito solo i primi mesi.

- Sul serio ? Come mai? - Non mi piaceva più, non è quello che io vorrei fare.

- Cosa non ti piaceva ? - Un po' tutto, mi hanno cambiato le materie...

- E comunque non voglio fare il medico nella vita. - Mm.

- Quindi adesso che cosa fai per vivere ? - Sono qui, sono in vacanza. - Lo vedo.

- Mi hanno detto che continui a scrivere. - Sì, ho sistemato la sceneggiatura.

- L'ho finita e inviata a dei produttori a Parigi. Speriamo che... - Aspetti una risposta ?

- Sì, come sempre. - Ai grandi progetti ! - Già.

Fantastico. E per quanto tempo pensi di fermarti ?

Non saprei. Un mese, due, forse tre. Dipende se rispondono, se devo tornare a Parigi o no.

D'accordo. Bene, perfetto.

Tua sorella, invece ? Sta bene ?

Be', sta affrontando il divorzio e così è tornata a casa.

Inoltre sta lottando per la custodia del figlio. Non passa un periodo allegro.

- Posso immaginarlo. - Capita, purtroppo.

- E gli altri fratelli ? - Stanno bene.

Martin ha superato il concorso per poter fare il gendarme e poi ha ottenuto il lavoro.

- Che bravo ! - E Alexis...

Boh, ancora non sa cosa fare, se il paracadutista o il gendarme. Vedremo.

- Comunque tutti e due ordine e disciplina. - Sì, è vero. Come te, ordine e disciplina.

Come no, sicuramente ! Non sembro neanche la loro sorella.

- Me vuoi ? - Sì, sono del tuo orto ? - Ovviamente. - Però...

- Cosa ? - No, niente. - Dai, dimmi.

Clément dovrebbe controllarti di più.

Le cose non sono facili.

- Vuoi corrompermi con le fragole ? - Cosa ? Non pensarci neanche!

- Da quanto va avanti con Toni? - Me vuoi altre ? Come dici?

- Da quanto dura con Toni? - Vediamo...

- E' cominciata 4 anni fa. - Mm ? - Sì. Adesso non credere che siamo una coppia.

Noi due non stiamo insieme da tutti questi anni. Insomma, voglio dire... Ci vediamo da 4 anni.

- Ah, ecco. - Già.

Quattro anni...

E quindi non è una cosa seria.

N'. . M

No, ma sai... Non lo so, in realtà.

- Non ti dovevi sposare ? - Sì. Mi sposerò.

- E' ancora in programma ? - Credo. Sì, lo è.

Be', però... E' complicato.

- Sì, lo capisco. - Mm.

- Va bene, non dirlo a nessuno. - Ok.

- Immagino ne parlerai con Toni ora. - Non credo, non mi ha mai detto niente.

- Mm ? - Non me ne ha mai parlato. Neanche tu, finora.

Lo so.

- Fai ancora foto ? - Ho ricominciato da un po'.

Hai fatto bene. No, non scattare, dai. Falla finita. Che rompiscatole !

- Però ti metti in posa. Fai la finta imbarazzata o mi sbaglio ? - Non è vero.

- Figurati. Dai ! - No, non mi metto in posa! - Un po' più indietro ?

Dai, basta ! Che ridere ! Va bene, d'accordo.

- Qui è a posto. Ricordi le foto che avevamo fatto ? - Certo che mi ricordo.

- Non me le hai più fatte vedere. - E' vero.

Mia madre ha sistemato la mia stanza e le ha messe sulla scrivania.

Sarebbe anche ora che me le facessi vedere. 0 devo venire a prendere a casa tua ?

- Non è una cattiva idea. - Me faremo altre.

- Sul serio ? - Sì.

- Solo se sei diventato più bravo. - Che vuoi dire ?

Se mi fai stare in posa, diciamo, 4 ore al massimo.

- Dillo che, invece, ti sei divertita. - Sì, come no ! Da impazzire ! No, scherzo.

Più o meno.

Giuro che, rispetto a prima, sono molto più veloce. Sono migliorato.

- Le fai anche a Parigi? - Mm-mm.

Sì, ho scattato parecchio. Non ho sempre tempo, ma ho scattato molto.

- Sono contenta. Me le farai vedere ? - Certo.

- Solo se ti va. Non sembri entusiasta all'idea di mostrarmele. - Ma sì.

- Hai una ragazza a Parigi ? - Cosa ? - Le hai scattato delle foto ?

- No. - Non le hai fatto foto o non hai la ragazza ?

- Tutte e due. - Dal sorrisino direi che mi prendi in giro.

No ! Che dici? Ho solo delle amiche che lavorano con me al ristorante.

- Delle colleghe. - Già. - Tutto qui? - Tutto qui.

- Come no ! - Niente di ufficiale. - Capisco. Roba ufficiosa.

- Un po' come te. - Falla finita, silenlio !Va bene ?

- Sei cambiato. - Davvero ? - Mm.

- Sei cresciuto. - Se lo dici tu ! - Sì, è così. - Sul serio ?

- E sei diventato quasi bello. - Lo prendo come un complimento.

- Mi dai una mano ? - Ti metto in imbarazzo ? - No. - Melo puoi dire.

No, è solo che sto ancora tremando.

Non ti muovere.

- A posto ? - Ecco fatto. - Grazie. Usciamo ? - Mm.

Aspetta, aspetta ! Vado avanti io.

- Via libera. Vieni. - Posso ? - Puoi.

- Sei venuto in bici? - Sì. - Bene. - Qui è stupendo, potrei scattare delle foto.

- Devo portare la macchina nei prossimi giorni. - Sì, ne vale la pena.

- A Parigi vai in bici? - No, mai. Non la prendo mai.

- Proprio mai. - Lì prendo la metro.

Prendo la metro, solo la metro.

- Solo la metro ? - Mm.

- Passi la vita sulla metro ? - In pratica sì.

- Potevi non partire. - Sì, però... - Grazie.

- Non ti piace vivere là ? - Qua è più bello.

Hai ragione. Però, dopo un po', ti stufi.

- No, è impossibile stancarsi. - Insomma, io mi stufo. Vorrei vivere a Parigi.

- Se dovessi andare a fare un colloquio, potresti accompagnarmi. - Davvero ?

- Voglio farti vedere una statua che mi ricorda te. - Perché?

- Non so, poi vedrai. - Dai, dimmelo. - La vedrai.

Girati verso di me, senta farti vedere. Non farti notare.

- Li hai visti anche tu ? - Sì. - Ok.

Buongiorno.

- Buongiorno. - Dispiace se ci mettiamo qua ?

- No, no ! - Di solito questo è il nostro posto.

- Sul serio ? - Siamo degli abitudinari.

Succede spesso che qualcuno occupi la vostra proprietà ?

Be', in realtà non è proprio il nostro posto, ma non fa niente.

- Comunque lui è mio cugino, Amin. - Piacere. - Ciao.

- Come vi chiamate ? - Il mio nome è Charlotte. Forti, parlano all'unisono !

- E tu ? - Céline. - Céline! - Lui è Toni, mio cugino.

- Ciao, piacere di conoscervi. - Voi due siete di qui ?

- No, siamo di Mina. E voi, invece ? - Sì. - Siamo di qui.

- Siete in vacanza ? - Sì. - E vi fermate molto ?

- Stiamo due settimane. - Più o meno.

- Bene. Avete una stanza in affitto ? - No, stiamo da mia nonna. - Ah, dalla nonna ! - Sì.

- Perché ridi? - Non lo so, mi fai ridere.

- Che fate nella vita ? - Gestisco un'attività.

- Che genere di attività ? - Ristoranti.

Ah ! Perché dire "gestisco un'attività" è vago.

- Ilo, ho diversi ristoranti qui e degli altri in Tunisia. - Ah, sì? Dici sul serio ? E dove ?

- Ad Hammamet. - D'accordo.

- La conosci ? - Hammamet no, ma la Tunisia sì.

- Ci sei stata ? - Sì, due anni fa coi miei.

- E dove ? - Sono stata a Susa, Tunisi e Djerba.

- Noi ci torneremo presto, questo è sicuro. - Lo spero.

- Tornate ad Hammamet ? - Esatto, da mio padre.

- Tuo padre vive là ? - Sì, mi aiuta coi ristoranti.

- Quindi tu gestisci i ristoranti di qui. - Esatto. Gestisco sia questi che quelli.

- Sono tutti tuoi, allora. - Sì, esatto. Li ho aperti io.

- D'accordo. Chiedo scusa, signore. - E voi che fate ?

- Io sto studiando Economia. - E tu ? - Io scuola di danza. - Di danza !

Amin, invece, studia a Parigi, alla facoltà di Medicina. E scrive sceneggiature.

- Sul serio ? - Sì, di fantascienza. - Ma dai !

- L'ultima che ho scritto era di fantascienza. - Raccontacela !

- Be'... - Non ne hai voglia ? Sei timido ? - No, figuriamoci.

La storia è ambientata sulla Terra, nel futuro, negli anni 2020-2022, più o meno.

E gli uomini sono circondati dai robot che hanno sembianze umane.

- E si parla della storia tra un uomo e una donna robot. - Capito. - Com'è carino!

- A voi piace il cinema ? - Sì, molto. - Oh, sì!

- Vengono tanti attori da me. - AI ristorante ? - Sì.

- Davvero ? - Giuro. - Allora è un ristorante famoso !

- Lo puoi dire forte ! "II sole di Hammamet". Non lo conoscete ? - No, io... Mai sentito.

- "II sole di Hammamet". - Io lo conosco ! - Davvero ?

- Ci sono stata con mia nonna l'anno scorso. - E' buono ? - Sì, mi è piaciuto.

- Hai mangiato bene ? Promosso ? - Si mangia bene. Sì, ha superato il test.

- Hai visto delle celebrità ? - Purtroppo no, nessuna.

Aspetta, come si chiama ?

Jessica Patterson, l'attrice che recita in quella serie strappalacrime, vive qua.

- Ah, sì ? - Mm-mm. - Non conosco.

Viene anche Aldo Maccione da noi.

- Non lo conoscete ? - Mai sentito. - Aldo come ? - Maccione. La classe ?

- Mai sentito. - Zero. - Non l'avete mai sentito ?

- E' un attore famosissimo. - Non pervenuto.

- Davvero non conoscete la classe ? - Cos'è, un suo film ?

- No, è per il suo modo di camminare che usa in tutti i suoi film. - Davvero ?

- Vuoi dire che ha inventato un modo di camminare ? - Esatto. Cammina tutto così.

- E come sarebbe la sua andatura ? - Te lo faccio vedere.

- Ma certo. Se è così famosa, vediamola! - Come vuoi, nessun problema.

- Ecco, fa così. Vedete ? E poi fa un bel saltello. - E' davvero fantastico.

Visto ? Lo rifaccio ? Questo è Aldo la classe. Ecco qua. Oplà!

Attenzione, anche all'indietro !

Non l'avete mai visto ?

- Non lo conoscete ? - No. - Direi proprio di no.

- Avete fatto il bagno ? - Sì, l'abbiamo già fatto.

- Si sta bene ? - Sì, l'acqua è calda. - Facciamo un tuffo ? - Bella idea.

Sei d'accordo ?

- Vieni? - Metto la crema e arrivo. - Ok. - Voi andate, vi raggiungo.

- Di già ? - Stavo per dirlo anch'io. Già si prendono per mano.

Che carini, però!

- Speriamo bene. Ne vuoi un po' ? - Grazie.

- Vuoi diventare insegnante di danza o... - No, ballerina. 0 almeno mi piacerebbe.

- Capisco. Di che genere, danza classica o in un corpo di ballo ? - Di cabaret. E in una compagnia.

- Vieni a Parigi, allora. E' la città giusta. - Perché? Ah, sì.

- I migliori cabaret sono a Parigi, no ? - E' vero. - E' famosa per questo. - Giusto.

- Vedremo, ma non conosco bene Parigi. - Te la faccio visitare io, se vuoi.

- Ok, per me va bene. - Sei d'accordo ? - Certo ! - Guarda che non mi dimentico.

E fai bene, se no mi arrabbio.

L'hai già vista ? Quante volte sei andata ?

- Solo due volte, ma tanto tempo fa. - Sì? - Ma ho visto solo musei.

- Ci sono dei bei musei. - Sì, sono pazzeschi, certo !

- Sono spettacolari. - Già.

- Parigi è speciale, ci sono dei posti splendidi da fotografare. - Ah, sei anche fotografo ?

- Sì, mi piace fare foto, è una mia passione. - Ah, bene.

- Mai fotografato una ballerina. - Davvero ? - Mm.

- Sarai la prima. - Vuoi fotografare me ? - Sì. - Non sono fotogenica, però. - Tu dici?

- Per niente. - Ma balli bene. - Sì, però da una foto non si vede molto.

No, sbagli, credimi.

Una foto sa trasmettere belle emozioni, cattura un istante, soprattutto nella danza.

- Da una posa o da un gesto vengono capolavori. - Ok, non ne dubito.

- Ti ho convinta ? - Sì. - Facciamo qui o a Parigi? - Se mi fai conoscere Parigi, ok.

- Certo, molto volentieri. - Così siamo pari.

- Ma dove sono quei due ? - Non Ii vedi ? - In realtà Ii ho persi di vista. - Eccoli!

Li vedi laggiù ? Non perde tempo Charlotte !

- Eh ? E' colpa di tuo cugino! - Non direi.

- Impossibile, non è da lei. - No! - No. - Lei non disdegna, comunque. - Sì, è vero.

- Vogliamo raggiungerli prima che esagerino ? - Va bene.

- Tanto, secondo me, continueranno lo stesso. - Di sicuro !

37.

- Ma dai !Ah, non ho nessuna fortuna... - Non bighellonare !

- Guarda chi c'è ! - Ciao, zio. - Ehi, ragazzi ! - Come va ?

- Ciao, Toni. - Aimé ! - Come stai, Amin ? - Tutto bene. - Tu sempre in buona compagnia, eh !

- Oh ! - Tranquillo. - Ciao, ragazze. - Ciao.

- Te la presento. Charlotte. - Buonasera. - Zio Kamel. Celine. - Piacere.

- Aimé, piacere. - Aimé è un amico di famiglia. - Piacere.

- 'Lei non siete di Sete. - 'la tutto bene ? - Noi andiamo a cena.

Volete il cous cous forse ? Allora c'è da aspettare perché non è ancora pronto.

Intanto facciamo vedere a loro il ristorante.

Venite a bere qualcosa. Due minuti, poi andate. Ceniamo insieme dopo.

- Facciamo un aperitivo. - Dammi retta, il cous cous non è ancora pronto.

- Non importa, ci beviamo qualcosa là. - Dai, bevete con noi. Devo venire fuori?

- A dopo. No, non serve. - Adesso arrivo. Le ragazze vogliono da bere.

- No, no ! Andiamo via. - Kamel...

- Scherzi ? Ho forse la Iebbra che scappate così ? - No !

- Venite a bere qualcosa, avanti. Dai, nipote. In realtà volevo loro. - Avevamo capito.

- Andiamo a bere. - Avete visto che ladri che siamo ? Ma rubiamo solo cuori.

- Sei una tipa timida ? - No, per niente.

- Potresti preparare da bere ai miei amici ? Cosa vi va ? - Io non bevo niente, grazie.

Sicura ? Un pochino di niente con un pizzico di menta. Che prendete ?

- Lei un analcolico, io un vino rose'. - Un analcolico e un rose'.

- E un po' di niente con la menta. - Un analcolico e un rose', gralie. Tutto bene ?

Le ragazze stanno bene. A loro piace Sète. Conoscete la città ?

- Le abbiamo conosciute oggi in spiaggia. - Ci vedi lungo, nipote.

- Avete trovato due bravi ragazzi, davvero. - I migliori !

- Siete i migliori, no ? - Certo. - Le amiche sono "sbombarda".

- Sapete che vuol dire ? Che siete magnifiche. - Esatto. Smettila, idiota.

- Come va, Céline ? - Alla grande. - Coraggio, fa' vedere un po'. - Cosa vuoi vedere ?

Come sei fatta. Conosco qualcuno che ti farebbe un ritratto.

- Chi? - Il suo papà. - Sì, mio padre. - E' davvero un grande artista. Ora vediamo lei.

- Avvicinati. - Come hai detto ? - Fatti un po' vedere.

- Oh, gli piacerebbe dipingerti ! Dovete andare a trovarlo. - Sì, Ie ho invitate.

- Vi ha parlato di Hammamet. - Sì. - Magnifica!

- Portatevi solo lo spazzolino, non serve altro. - D'accordo.

Feste in piscina, divertimenti, ve la spassate. E' una vera vacanza.

- Il narghilè alla menta. - Il narghilè alla menta!

Gliene abbiamo parlato parecchio e sono entusiasta di venire.

- Spero che venire le entusiasmi. - Intendevo di venire in Tunisia.

Ah, sì, d'accordo. Ecco da bere.

- Questo bicchiere è per te. - Grazie. - Il mio vino dov'è ? - Tu bevi dopo. - E' lì.

Ehi, come vanno i conti ? Tutto bene ?

Tranquillo, tutto bene. Sono molto fiero di te. Va tutto benissimo, non ti preoccupare.

- Sapete che gestisce i ristoranti ? E' roba sua qui. - Sì, ce l'ha detto. - Do solo una mano.

- No, sei il padrone. - Anche il bar. - Sei stato tu a mettere in piedi tutto.

- Amin, invece, è un vero artista. Vi ha parlato dei suoi progetti ? - Sì.

- E' forte, vero ? - Non abbiamo capito molto, però... - Lui è l'orgoglio della famiglia.

- Vi ha fatto qualche foto o ancora no ? - No. - Dovete chiederglielo!

- Volete mangiare il cous cous ? - Certo !

E allora ti andrebbe un cous cous con me e mio nipote ?

- Non ha capito la citazione. - Non credo proprio che conoscano quel film.

- Non hai mai visto "Scarlatti." 'è - 'in. - Schemi? - 'in, no...

Non l'avete visto ?

- Zio, a dopo allora. Andiamo. - Ci vediamo dopo, ragazzi. Buona cena, vi raggiungiamo.

- Va bene, siamo là. - Ciao, Charlotte. - A dopo ! - Da Marisa. Ciao.

- Céline, sono innamorato di te. - Ah, sì? - Telo giuro!

- Buon appetito, ragazze. - Grazie ! Ciao ! - Dai, mandami un altro bacio !

- Oh ! - Che culo spettacolare ! - Non ti permettere ! Sono innamorato, capito ?

- Buonasera, signori. - Buonasera. - Buon appetito. - Buonasera.

Questo arredamento è tipicamente tunisino. Vedi quei cammelli ?

- Tu non mi fai da guida ? - Toni è più bravo di me.

La casa di mio padre si trova esattamente là dietro e, quando il sole tramonta, è splendido.

- Lo vedrai coi tuoi occhi. - E' affascinante. - Credimi, devi vederlo. - Perché sorridi?

- Ciao, zia. - Tutto bene ? - Sì, è che muoio di fame.

- Buonasera, ragazzi. - Ti presento un'amica. - Come va ? - Bene. Charlotte.

- Ben arrivate, molto piacere. Signorine. - Céline.

- Salve. - Ciao. - Ci sediamo ? C'è un tavolo ? - Volete mangiare qui?

- Sì. - In questa sala o preferite in terrazza ? - Meglio di là. Qui c'è troppa gente.

\ - Lei e mia madre. - Tua madre ? - Sì. - E' bella. - Grazie. - Ti ringrazio. Tu sei molto bella.

Ho gridato, forse ?

- Mamma, ti presento Charlotte. E' un'amica. - Buonasera. - Buonasera.

- Mia madre Hatika e la mia sorellina Labia. - Benvenute. - Ciao. - Buonasera. - Buonasera.

- Le porto a fare un giro. Ci sediamo laggiù. Quello è l'attore di cui vi parlavo oggi. - Ok.

E lì a fianco... Attenta, guarda bene. Noti una somiglianza ?

- E' tuo padre ? - E' proprio lui.

Quell'attore è venuto persino a casa nostra. Lei è un'attrice italiana, Claudia Cardinale.

Ora sai che aspetto avrà quando invecchierà. Non è bello ? E' mio fratello, è un bell'uomo.

- Ha ragione. - E ti ha già fatto l'imitazione della camminata di Maccione ?

- Sì. - La fa sempre, è la sua specialità.

- Quella è Isabelle Adjani. E quella è Jessica Patterson, che recita in quella serie. - Certo.

Insieme a suo marito Jack, il produttore. Quello è il sindaco. Viene spesso qui da noi.

- Dai, ti metti sempre in mostra ! - Ora siamo finiti in un ristorante cinese !

- No, è Vietnamita ! - Avanti, dai. - Lo fa solo per sedurti.

- Hai ragione. Mi sta proprio mandando in confusione. - Le posso portare in cucina ?

- No, non si può. - Dai! Danno solo un'occhiata dietro le quinte.

- No, non vorrai mica far entrare due ragazze così carine nella cucina ? - Guardate.

- Ecco lo zietto. - Ciao, ragazzi. Va tutto bene ? Ehi !

- Lui è Momo, il marito di mia zia. E' il papà di Amin. - D'accordo. - Esatto.

- Ora sei contento ? - E' il cugino di mia madre. Presto imparerai tutti i nomi.

- Andate a sedervi al tavolo qui fuori. - Va bene, zia.

- Se volete possiamo mangiare tunisino o cucina asiatica. - Buonasera, ragazzi.

- Questo è riservato ? - No, questo tavolo è tutto per voi. - Bene, è perfetto. - Figuratevi.

- Grazie. Ci mettiamo qua ? - Va bene, è perfetto. - D'accordo. Guardiamo il menù.

- Toni ! Puoi venire, per favore ? - Aspetta ! - Due minuti ! - Arrivo.

Tranquilla. Dai, non lo disturbare. Guarda, è lì con due bellissime ragazze.

- Non sono carine ? - Sì, possiamo dire che sono carine.

- Sì, sono graziose. - Certo.

- Mi sa tanto che è in arrivo una bella ramanzina, Toni. - Cos'è quella faccia ?

- Dove sei stato tutto il giorno ? - Sono stato in spiaggia con Amin.

- In effetti, Toni, stai esagerando un po'. - Siamo qui a cena, è un ristorante.

- Sono delle amiche che abbiamo conosciuto oggi. - Sì, però esageri quando fai lo spaccone così.

- Ehi, cosa combini tu ? Allora ti piacciono le bionde. Mi hai tradita, eh ! - Dai.

- Domani sono qui alle 07:30. - Toni, avresti potuto avvertire.

- Sei sparito nel nulla, avevamo delle consegne. - Zia, è tornato Amin, esco con lui.

Abbiamo dovuto inventarci qualcosa all'ultimo minuto. Almeno potevi avvertire.

Domattina sarò qui alle 07:30, ok ?

- Non so cosa mangiare. - Ciao, ragazze. - Buonasera.

- Tutto bene ? - Sì. - Avete l'aria smarrita. - No, tranquillo, è tutto a posto.

- Cosa fate ? - Guardiamo il menù. - Perché, che c'è?

Ma che succede ? Perché ridete ?

- Scusaci. - Va bene. Venite a sedervi con noi, non state sole.

- No, aspettiamo Amin e Toni. - Lo so, Toni è mio cugino. - Ah, ok. - Così non restate da sole.

Va bene.

- Ciao, ragazze. - Buonasera. - Vi presento Melinda e Thomas. - Piacere.

- Tanto piacere. Tu come ti chiami ? - Celine. - Buonasera. Charlotte. - Piacere. Melinda.

- Come ti chiami tu ? - Charlotte. - Thomas. - Ok.

- Io non mi sono presentato. - Sì, è vero. - Joe. Piacere. - Charlotte.

- Céline, piacere. - Joe. Molto lieto.

- Come fa il galante ! - Si è già preso una cotta per te.

- Non siete di qui, vero ? - No, siamo di Nizza. - Non posso lasciarvi un minuto, eh !

- Cugino. - Colpa tua che le hai lasciate da sole !

Siamo stati gentili, gli abbiamo fatto compagnia.

- E tu cosa ci fai ancora qua ? - Dammi un bacio. - Non vai a casa ? - Non ci penso nemmeno!

- Sta sempre in giro. E tu stai bene, amico ? - Alla grande. - Da quanto non ci vediamo!

Fate attenzione a questi tizi, specie a lui. Questo è un delinquente, fidatevi.

- Smettila, siamo parenti ! - Macché parenti ! Io voglio starti alla larga.

- Vi va di bere qualcosa ? - Dove ? - Là, in quel locale.

- Adesso ? - Si balla, si beve e poi andate a mangiare.

- Si balla ? - Certo ! Perché, ti piace ballare ? - Tu vuoi restare qua ? - Céline, vieni con me.

- Io vorrei andare a ballare. - Andiamo. - Va bene, andiamo a ballare e poi vediamo.

- Di là ? - Sì, là davanti. - Ok. - A te piace ballare ? - Sì.

- Allora abbiamo qualcosa in comune. - Perché ? - Perché adoro danzare. - Davvero ?

- Non sono molto bravo, ma mi piace. - Ah !

- Allora mi mostrerai cosa sai fare. - Non lo so, si vedrà.

- Vuoi qualcosa ? - Ehm... no.

- Ciao ! - Oh, ciao ! Come stai?

- Bene. - Attenta.

- E' qui che mi farai vedere il tuo talento. - Tieni, Celine. - Gra1ie. - Salute.

- Amin ! Be', non mi presenti ? - Oh, non ti avevo vista !

- Come va ? - Bene. Céline, Ophélie. - Ciao. Piacere. - Piacere. Come va ?

Allora, andiamo a ballare ?

- Ciao, come va ? - Tutto bene.

- Ti presento Ophélie, un'amica d'infanzia. - Ciao. Charlotte. - Charlotte. Prendo da bere.

Guarda, stasera sono anch'io una ballerina!

- Allora, beviamo ? - No, io no.

- Tu bevi ? - No, grazie. - Amin, andiamo ! - Ehm... arrivo.

- Carino qui. - Vero ?

Siete in vacanla ? E questa la conosci?

- Fammi vedere che sai fare. - Ok !

No, non imitare quello che faccio io. Muoviti così.

- Ah, sì, le anche. - Voi donne muovete le anche. Anche noi le muoviamo.

- Facciamo il gesto dell'aereo, come se decollassimo. - D'accordo.

- Con Medicina hai proprio chiuso ? - Sì, basta. - Perché, non ti piace ?

Amin ?

- Vuoi fare a cambio ? - Ok.

Come va ?

Sì, sicuramente sono in gamba.

Ah ! Mi hai bruciato con la sigaretta!

- Ti sta proprio bene. - Devi stare attenta, sai !

Guarda che ti ruba la ragazza !

Non mi puoi mica fregare la ragazza così !

No, tranquillo. Devi fidarti. Io non mi permetterei mai di rubarti la ragazza.

- Ti ringrazio. - Con me puoi stare tranquillo, ok ?

Grande !

Lo sapevo che eri brava.

- Ho troppa sete, andiamo a bere. - Sì, ho sete anch'io.

- Allora, ti diverti ? - Certo, tranquillo. - Bene !

Grazie.

A questa danza così intensa.

"Saggio è colui che ha conservato il suo cuore di bambino."

Andiamo fuori.

- Ho troppo caldo. - Davvero ? - Sento tanto caldo. Ma è stato bello davvero.

- Sì, fa proprio bene ballare così. - Sì. Avevo voglia di ballare.

- Avevi un ballerino niente male. - Vero, hai ragione. - Era un piacere guardarvi ballare.

- Sul serio ? - Sì ! - Ho visto che hai ballato un po' anche tu. - Un po'.

- Un po' ? - Un po', ma non sono brava come te.

- No, è che non hai ballato tanto. - Non così tanto e non così bene.

- No, non è per niente vero. - Sì, sì.

- Me ero sicuro. - Mm ? - Che ballavi bene. - No, non ballo bene.

- Ti ho visto, sei brava. - Mi diverto e basta.

- E io ballo bene o no ? - Mm ? - Ballo bene io ? - Sì, molto bene. Balli bene.

- Sai far ballare gli altri. - So far ballare gli altri ? - Sì.

- Ma è un complimento ? - Non lo so nemmeno io!

E quindi ballo male, ma faccio ballare gli altri. Vuoi dire questo ?

Scusa, non è questo che volevo dire.

Ma così hai detto ! Facciamo finta che non ho sentito. Aspetta, cos'hai detto ?

Lasciamo stare. Tu balli bene !

- Ti va una sigaretta ? - Mm.

- Fa caldo. - Sì, anch'io ho un po' caldo. Grazie.

- Hai un fidanzato a Nizza ? - No. - No ? Com'è possibile ?

- Cos'è, gli uomini sono tutti ciechi a Mina ? - No, per niente. No, è perché io non lo voglio.

- Se la tua bellezza fosse un crimine, ti darebbero l'ergastolo. - Wow !

- Perché sei magnifica. Davvero. - E' una frase che qui usate tanto ?

- No, l'ho inventata io. - Ok. - Nessun altro ha il diritto di usarla.

- Ok. Credo che nessuno te la copierà. - Comunque dico sul serio.

Che gentile.

- Non so se la cosa è reciproca, però... No, scherzo. - Ma certo che lo è ! - Ti stuzzico.

- Non dici niente ? - Di cosa ? - Non lo so, be'... Perché mi fissi ?

- No, non ne ho idea. - Ti ho fatta agitare ? - Un po'. Ma va bene.

Be', anche tu mi agiti parecchio. E sento caldo.

- Ma non penso che sia per la temperatura. - E allora per cosa ? - Perché sono con te.

- Oh ! - E' come avere un raggio di sole davanti.

- Sul serio lo pensi? Che carino . - Giuro, se mi metto così, mi abbronzo.

Ti abbronzi ?

- Vuoi prendere un po' d'aria ? Fa caldo, vero ? - Ehm... Sì, sì.

Ok.

- Uh ! - Grazie. Sei tanto gentile. - Prego, dopo di te. Di niente.

- E' la cavalleria. Dove vai ? - Non torniamo al ristorante ?

- Quale ristorante ? - AI Hammamet.

- Vieni qui. Hammamet. - Hammamet ! - Il ristorante è là.

- Quello è il bar dove ti ho incontrata. Là fanno una pizza squisita. - Ok.

- Davanti c'è una videoteca, ma... - Cosa ?

- Non so se ti piace guardare i film. - Sì, mi piace !

- E questa vista magnifica, vedi? Quello è il porto. - Ok.

E... proprio davanti a te... la mia bocca.

Hai visto che roba ?

L'ARMATA NEMICA HA LANCIATO GAS ESILARANTE CONTRO I NOSTRI VALOROSI GUERRIERI.

Se devi guardare film e oliare tutto il giorno, potevi restare a Parigi, sai?

Roba da non credere ! Questi film... Vi rimbambiscono e basta!

- Dai, è quasi finito. - Che sia finito o no, ora spegni. I film guardali la sera, ok ?

- Forza, alzati ora. - D'accordo, mi alzo.

Tieni, tesoro. Guardati, sei troppo pallido.

- A forza di startene rinchiuso qui al buio tutto il giorno. - Sì...

- Dovresti goderti la giornata. - Ok, adesso esco.

Dovresti prendere il sole, stare in spiaggia, andare a divertirti, mm ?

- E' giusto che... - Non mangi con me ? - No, non ho tempo, tesoro mio, devo correre al lavoro.

- Scusa. - Hatika... Avrà già iniziato a innervosirsi.

Hai visto com'è agitata ? AI ristorante, dico. Sta sempre dietro a quel banco a strillare.

E' rigidissima con i clienti, non fa mai un sorriso. Chissà che cos'ha.

Giuro che non la capisco proprio. Che dici ? Io non la capisco.

Prima era nevrotica per la questione del divorzio. Non vedeva l'ora di separarsi.

E ora che tuo zio è tornato, ha firmato i vari documenti e le ha lasciato tutto,

lei si lamenta ancora!

- E' vero. - Credimi, le donne non le capisco più !

E poi si comporta come se fosse mia la colpa se tuo zio l'ha tradita e se n'è andato.

Invece non è stata colpa mia. E non devo neanche giustificarmi perché lei lo sa perfettamente.

Lo conosce da quando è giovane. Comunque...

Purtroppo chi ne paga davvero le conseguenze è Toni. Non hai notato come sta ?

Sua madre lo rimprovera di continuo.

Si accanisce contro di lui, ma in realtà lei è furiosa con mio fratello. Lo sappiamo che è così.

E lui è il capro espiatorio.

I genitori non capiscono mai che se i loro ragazzi sono sempre irrequieti, la colpa è solo loro.

- Eh, già. - E va bene. Povero Toni.

E poi, lo sai... E vero, io difendo ogni volta tuo zio, ma anche lui ha le sue colpe.

Si preoccupa solo dell'abbronlatura, spalmato continuamente sotto il sole, tutto l'anno.

Va pazzo per i massaggi.

Quando lo chiamo e gli dico di Toni, dice: "Mandalo qui!"

"Qui ci sono le ragazze, si fa i massaggi. Qui mangia bene, cibo fresco, se la spassa".

- Che cosa pretendi ? Come potrebbe crescere sereno questo ragazzo, no ? - Mm.

E' per questo che Toni va con tante ragazze. In realtà, quando è Ophélie, va bene.

- Secondo me stanno bene insieme. - stupidaggini!

- Stupidaggini ? - Non c'è niente di serio con Ophélie.

Come stupidaggini? Tu dici stupidaggini ! Be', è una cosa seria.

No, altrimenti me l'avrebbe detto.

Ascolta, te lo dico io. Tra Ophélie e Toni c'è qualcosa di serio.

- Ma lei sta con Clément. - Clément ! Guarda che lui è partito, sai?

- Chiaro, quando c'è, lei sta con lui, però quando non c'è... - Ma no!

Mi devi credere. Dammi retta, so certe cose. E se te lo dico, è vero.

Comunque direi che il problema non è Toni, e sai perché ?

- In fin dei conti, finché i suoi si comporteranno così, sarà sempre inquieto. - Già.

Invece tu ? Tuo padre lavora, io mi faccio in quattro per tutti.

- E tu che ci fai sempre in casa ? Anche tu hai dei problemi ? - Direi di no, ora esco.

- E allora spassatela ! Non sprecare le tue vacante. Il grigiore lascialo a Parigi. - Certo.

- Ok, tesoro ? - Sì. - Perfetto. Voglio che ti diverti, capito ?

Quella ragazza bionda... Mi sembra veramente graziosa e ha l'aria allegra.

- Puoi passare delle belle giornate con lei. - Hai ragione, è simpatica.

E poi viene a cercarti: "Dov'è il mio tesoro ?".

Quindi dai retta a me, non farti desiderare troppo, se no si trova qualcun altro. Capito ?

- Ricevuto. - Va' a divertirti. - Sì, ora vado in spiaggia. - Non rintanarti in camera!

- No. - Promesso ? - Vado a fare le foto. - Bravo.

Mi raccomando, fanne tante. Così stai all'aria aperta, ok ? Prendi il sole !

- Va bene, vado in spiaggia. - Così ti abbronzi bene.

Sei bello abbronzato. Va bene, io adesso vado. Aspetta, bevo un altro sorso.

- Qui lascia tutto così. Basta che copri il piatto. - Ok.

A stasera, tesoro.

- Che dici, sto bene ? La verità. - Sì, sei perfetta.

- Sì, perfetta ! Questo dillo alle ragazze, eh ? Va bene, ciao, tesoro. - Ciao, mammina.

- Ciao, amore. Passa una bella giornata! - Anche tu, ok ?

- Non venire al ristorante, non serve. - Va bene. - Voglio che tu stia all'aperto. Divertiti, ok ?

- Sì ! - Mi raccomando, testa sulle spalle, ok ? - Va bene. - Ciao, tesoro.

Céline !

Ma cazzo, sei cretino ? Tieni, idiota.

Ci voleva !

Amìn ...

- Devo dirti una cosa. - Eh ?

- Devo dirti una cosa. - Vai, spara.

Non ci sente nessuno, tranquilla.

Ecco, vedi, si tratta di Toni. Cominciano a girare troppe voci su di noi.

Poco fa tua cugina è venuta a parlarmi.

Mi guardava in maniera strana da almeno dieci minuti.

Mi fissava con un'aria sospettosa.

Voleva sapere come stavo perché mi vedeva taciturna e imbronciata.

E poi mi ha domandato: "Be', hai già sentito Clément ?".

- Davvero ? - "Sì, certo", ho risposto.

Le ho detto che mi ha scritto giorni fa. Mi ha chiesto di lui e l'ho rassicurata che stava bene.

Lei mi ha domandato se avevo risposto.

Le ho detto. "No, non ancora ma lo farò". E lei ha detto: "E come mai non gli scrivi ?".

- Non riesco a capire perché tutte queste domande. - Già.

Poi mi ha chiesto: "Sai quando ritorna ?", e io: "No, non ci sono date fisse, possono cambiare".

- Sì. - Ma è raro che torni prima del previsto.

Poi mi ha detto: "Lo sai che è tradizione commettere un peccato prima del matrimonio ?".

Io ho solo replicato: "Un peccato ? Che tradizione è ? Cosa vorresti dire ?".

Non capivo dove voleva arrivare e le ho chiesto: " Che intendi per peccato ?".

E lei ha risposto: "Be', commetti un peccato".

Ho detto: "Ok, non lo sapevo". E lui: "Rispetterai la tradizione ?".

Ho ribattuto: "Sai, non so che dirti, desidero solo godermi le mie vacanze in tranquillità".

E lei: "Ah, sì, certo, hai ragione".

E mi cerca sempre, adesso. Mi sta addosso e il suo comportamento mi dà proprio sui nervi.

Se deve dirmi qualcosa, che me la dica. Così sembra solo che vuole prendermi in giro.

- Sì, è parecchio ambigua. - Esatto, non è affatto chiara.

E poi ha detto: "Se avessi un segreto, melo diresti? Noi siamo amiche".

Allora le ho chiesto: "Che vuoi sapere ?".

E guardandomi con un sorrisetto ha risposto: "Io voglio la verità".

- E allora le ho detto: "Non c'è niente". - E' davvero strano.

E ha detto: "Ok". Poi si è alzata e ha detto: "Bene, quando vorrai raccontarmelo, telefonami".

Poi si è allontanata ma continuava a guardare come reagivo.

- Sicuramente qualcuno ha messo in giro delle voci. - Ma no, lei non sa niente, è un'impicciona.

Non la guardo, non faccio niente. Da una settimana sta con Charlotte davanti a me e io non dico niente.

- Sì, fai bene. - Sì che faccio bene.

- Nessuno sa niente. - Per fortuna. - Nessuno ha messo in giro voci. - No, non lo sa nessuno.

E' molto meglio così. E' molto meglio che non lo sappia nessuno.

Mi viene in mente quello che ha detto Clément una sera quando eravamo al bar.

- Che cosa ? - Non ti ricordi quella volta al bar con Clément ? - No.

- Che ha detto ? - C'eravamo tutti, era ubriaco perché aveva bevuto il whisky.

- Quindi? - Non te lo ricordi? - No. Che cosa ha detto ?

- Perché ridi ? - Ho ancora davanti agli occhi la reazione che ha avuto Toni: è sbiancato. - No !

- Che cosa aveva detto ? Aspetta, quando è successo ? - Prima che ripartisse per il Golfo.

- Nel '90, era agosto, alla fine dell'estate. Prima che partisse. - Sì, appunto.

- Eravamo al bar, era ubriaco fradicio. - Sì !

Mentre parlavamo, a un certo punto ha detto:

"Tanto lo so che alla mia futura moglie gli farete tutti la festa."

"Vi divertirete con lei e lei con voi, non c'è dubbio".

Io ho guardato gli altri e ho visto Toni cambiare espressione !

E Clément ha aggiunto: "Se qualcuno osa toccarla, gli taglio le palle e gliele faccio mangiare".

Fantastico ! E questo è niente, fidati di me.

- Ho ancora davanti la sua faccia ! - Non mi stupisce che l'abbia detto, e non è niente !

Pensa che quando è tornato dal Golfo era un altro, è diventato ancora più oppressivo.

Tutto quello che ha visto laggiù e che ha fatto, tutti quei morti che ha visto in Mali,

in Kosovo, in Rwanda e dove altro era in missione,

ci credo che lo ha fatto andare fuori di testa, e non so come reagirebbe se scoprisse tutto.

- Sarà stata dura. - Be', tu è meglio che cambi Paese se disgraziatamente scopre che lo sai.

- In effetti Clément si fida solo di me. - No, ma...

Sì, hai ragione, tu gli sei simpatico perché sei uno che studia e sei rispettoso.

Ma solo per questo. Se avesse il sospetto che tu sapevi di Toni, puoi cominciare a pregare !

- Anzi, non ne parliamo più. - Immagino. - Le conseguenze sarebbero in immaginabili.

- Sì, lo vedremo. - Il problema è tua cugina. - Lo vedremo.

Che hai detto ?

- Che cosa ? ! - Be', ecco... - Che vuol dire "Io vedremo" ?.

Mi hai svelato un segreto e adesso io ho una bomba tra le mani.

- Potrei dirlo a tutti. - Be', sì, lo so, è così, ma con la bomba potresti esplodere anche tu.

- Stai attento ! - Potrei guadagnarci, però. - Sei impazzito ? Sei proprio fuori !

- Cosa ci vuoi guadagnare ? - Aspetta e vedrai. - Vuoi ricattarmi ? - A questo non avevo pensato.

A che cosa ? Non provare a dire niente, sei impazzito ?

- Perché no ? - Ma no ! Finiscila!

No, ora basta, lui ti ammazzerebbe. Fidati, la pagheresti molto cara.

- Allora, che cosa vorresti in cambio del tuo silenzio ? - Non lo so, ci devo pensare bene.

- Vorresti dei soldi ? - Voglio qualcosa di più interessante dei tuoi soldi.

Ok, ti lascerò riflettere quanto vuoi.

- Non c'è fretta. - Grazie. - Rifletti. - Tanto prima o poi lo troverò.

Sarei disposta a darti tutto quello che vuoi.

- 0 almeno quasi! - Non dire così, non ti conviene.

No...

Scherzo.

- Potrei ricattare anche Toni, però. - Con lui vai a colpo sicuro, ti darebbe tutto ciò che chiedi.

- Lui si venderebbe persino la madre. - Sicuro ! - E' così!

Mm?

- Che cos'hai? - Come ?! Che cosa hai tu ! Perché ridi ? - Niente!

Etu?

All'inizio Toni era presente, ci sentivamo di continuo e mi portava al ristorante.

Eravamo sempre abbracciati. Aveva gesti romantici per me.

- Sì, questo me l'hai detto. - Adesso sono tre giorni che non...

Ehi!

Io lo chiamo e lui non richiama mai. Oppure si giustifica con la storia del cellulare scarico.

- Davvero ? - L'altro giorno dovevamo venire in spiaggia insieme.

L'ho aspettato un po' ma lui non arrivava mai.

E' arrivato dopo due ore, come se niente fosse.

Andiamo bene. E come si giustifica ?

Dice... Aspetta, cosa mi aveva detto ?

Che aveva avuto un problema con la zia o al ristorante,

visto che era già la quarta volta che non veniva.

Addirittura ? ! Non sapevo che succedesse così spesso.

Magari dice la verità. Forse non sono delle scuse.

- Può darsi che interpreti male io o che sia paranoica. - Non penso che inventi delle scuse.

Forse non ci sono problemi.

E' normale che quando stai insieme a un ragazzo da un po' non ci si vede più come all'inizio.

- Sì, esatto. - Quindi va bene.

Forse è così, e magari vuol dire che tra noi c'è fiducia e che siamo davvero una coppia.

- Appunto. - Anche se ogni volta lo devo aspettare, quando stiamo insieme, stiamo bene.

Esatto. Anche se arriva tardi.

Effettivamente ha una vita impegnata.

Gestisce un ristorante, ed è normale che pensi ad altre cose oltre a me.

Lei è gelosa di me, ma la cosa assurda è che non sa neanche il motivo.

E mi chiedo: "Ha forse paura che le rubi il fidanzato ?". E' gelosa anche se Toni non c'è.

La vedo che mi guarda male e mi domando: "Ma che cosa vuoi da me ?".

Può darsi che sia una mia impressione, ma Cyrine mi fa sempre tante domande.

- Così oggi pomeriggio le ho parlato e lei mi ha detto... - Forza, di qua.

Oddio, cado !

- Avanti ! Avanti ! - Su, da questa parte !

- Coraggio ! Muoversi, muoversi ! - Avanti ! - Avanti, for1a !

- Andiamo ! - Avanti, forza ! - Vieni qui, su ! - Dai, muoversi !

- Dai, forza ! - Corri, Galaxie, forza !

- Portale a destra ! Su, a destra. - Arob, forza, corri ! - E sbrigati, ok ?

- Vieni qua ! - Ehi ! Andiamo belle, forza !

- Di là ! Di là ! - Tienimi lo laino. Andiamo, forla ! Ssh !

Avanti, su ! Andiamo !

- Galaxie, a sinistra ! - Arob, vieni qui.

- Galaxie ! - Si arriva a quest'ora ?

- Siamo passati a casa di Amin. - Proprio oggi che tua madre è dalla zia in ospedale ?

- Ecco, voleva prendere delle fotografie. - No, non va per niente bene, capito ?

- Come sta la zia ? - Come sempre.

- Mi servi ! Per fortuna ci sono tua cugina e tua sorella. - Dai, bella, di qua.

Arob !Vieni qui! Ci pensate voi due adesso a queste ?

Sì ! Agli ordini... papà.

- Sì? - Sì.

- Te ne approfitti. - Cosa ?

- Te ne approfitti. - Cioè ? - A sinistra, forza ! - Avanti, dai !

Ssh-ssh-ssh ! Andiamo, andiamo !

- Che fai ? Arob a sinistra ! - Andiamo, su ! Forza, muoversi !

- Allora ? - Avanti ! - Arob, vieni da me. - Andiamo, dai!

Vieni qua. A destra.

A destra ! Di qua. Dai, muoviti ! Muoviti !

A destra !

Vieni, cucciolo. Anche tu, tesoro!

Arob ! Ah !

Piano... Avanti.

- Di qua! - Così!

Abbiamo quasi fatto.

Qua g

Abbiamo quasi fatto. Avanti, mancano quelle laggiù. Diamoci da fare !

Così ! Forza, muoviti, dai !

Avanti ! Dai, muoversi ! Forza, Oliva !

- Capito, Oliva ? - Ehi, ehi, da questa parte ! - Avanti!

Andiamo ! Ehi, avanti!

Forza !

- Dai! - Forza !

Galaxie, a destra !

Avanti ! Muoviti ! Dai, forza !

- Arob !Arob ! - Arob, fuori ! - Fuori!

Arob !

- Vuoi chiudere tu ? - No, pensaci tu. - Tieni, Ophélie.

- Grazie. - Come stai ? - Niente male.

Lo sai, ho paura che ti aspetti una bella ramanzina, stasera.

Credo di sì. Ahimè, mi tocca !An1i, ne sono sicura.

- Vuoi che ti prepari i biberon ? - Oh, sì, ok. Gralie.

- Quei biberon sono già pronti. - Sì, arrivo subito. Arrivo.

- Ci pensi tu ? - Sì, certo ! - Hai visto quanto ci vuole a farle rientrare ? - Eh, sì.

E' tardi, fa caldo. Così non si può.

- Ok, vado al caseificio. - Va bene.

- Come sta la zia ? - Cosa ? - Come sta la zia ?

- Per niente bene. Non bene, purtroppo. - Ecco.

Be'... do io i biberon, allora. Vado a posare lo zaino.

- Però sbrigati ! - Ok, tranquillo.

- Parliamo dopo. - Va bene.

Vuoi stendere I'asciugamano ?

Da un lato la capisco. Entri in un gruppo nuovo e devi farti valere, certo.

Però non è in questo modo che ci riuscirà. Mi innervosisce troppo.

Per me deve calmarsi un po'.

- Non è lanciando occhiatacce che ti fai delle amiche. - Mm!

E poi il suo ragazzo non è il suo ragazzo. Ci va a letto e basta.

- Potresti mettere tu la tettarella ? - Sì.

Grazie.

- Allora, si stava bene in spiaggia ? - Sì, benissimo.

- Sì, ci siamo divertiti. - Be', meglio così. - Ecco fatto.

- Grazie, eh ! - A dopo, allora !

- E' la 55 ? - Sì, è questa. - Va bene, ci penso io, ora.

Grazie.

- Avete finito, no ? - Sì, sì, ne rimane uno. - Ah, d'accordo.

A Posto ?

- Be', grazie. - Non hai bisogno di noi ?

E...

Lui mi ha detto tutto di lei, quindi non gliene importa niente.

E comunque è lei che gli sta sempre addosso.

Lui non è il tipo che ti invita che ti dice: "Vieni qua, vieni Ià...".

In genere con le ragazze esce una volta, le porta a letto e poi basta, non le vede più.

E' lei che non lo molla, e quando c'è l'amica è insopportabile.

Comunque Toni mi ha detto una cosa che, se la dicesse di me, ci rimarrei male.

- Vuoi che te la dica ? - E cioè? Dai, dimmela!

In sostanza ha detto che è frigida.

0 meglio, a volte è frigida, a volte viene subito.

- Davvero ha detto così? - Insomma, non è mai come dovrebbe.

Ti giuro che me l'ha detto! Nei suoi panni starei uno schifo.

E' chiaro che a lui non interessa, non parli così se sei innamorato. Però lei ci crede !

Io ho capito una cosa: Charlotte crede che io sia gelosa di lei, ma è lei che è gelosa.

Me sono sicura.

- Io non ho motivo di esserlo di lei. - Nemmeno lei ha ragione di esserlo di te.

- Cioè gelosa di me ? - Ma certo !

Be', invece sì. Ha tutte le ragioni del mondo.

E comunque l'idea che mi sono fatta è che teme chele rubi Toni,

ma non capisce che oramai è troppo tardi.

Mi devi credere !A me non importa niente, non c'entra la gelosia.

Infatti io Toni lo conosco molto bene.

Ormai tra noi c'è un accordo: esce con chi vuole, fa quello che vuole.

Io non dico niente a lui e lui mai niente a me.

Ma lei è davvero insopportabile ! Entri in un gruppo, non conosci nessuno.

Come ti permetti di guardarmi sempre storto ?

Lei non è mia amica. Non allatta le pecore con me.

E quindi si dia una calmata!

A te piace Charlotte ? In fin dei conti potresti fartela senta problemi.

Non pensare che sia una donna da sposare.

Oltretutto è anche frigida, quindi non ne vale la pena.

- Ti fa piacere questa cosa. - Be', mi sono sbellicata dal ridere quando me l'ha detto.

Ho preferito non avere altri particolari, non servono. Questo mi basta!

- Il piccolo bianco ha mangiato ? - Sì, tranquillo. A lui diamo da mangiare per primo.

Il 78 dove sarà ?

- La sua amica... - Céline ? - Lei mi piace tanto.

Ci divertiamo insieme. Charlotte è l'opposto, eppure tra amiche ci si dovrebbe somigliare.

Ma lei è completamente un'altra storia.

Celine è tranquilla, non ti guarda di traverso, è serena.

Charlotte si sente sempre in competizione, tutte le volte.

Toni ti ha mai parlato di lei ? Sai se ne è innamorato ?

- Perché a me ha detto che è soltanto una copertura. - No, non me l'ha detto.

- Non ti ha detto niente ? - No. - Visto che ho ragione ? Non la considera.

- Mai parlato ? - No, no, mai !

- Melo diresti? - Ma certo ! - Sì?

- Giuralo. - Davvero, te lo giuro ! Credimi.

Ok.

Invece no, non m'interessa. Non voglio sapere le cose che ti confida, specie su di lei.

- Be', a me non ha detto niente. - Certo.

Fa sempre così.

- Non era ubriaco quando ci ho parlato. Non aveva bevuto. - Ah, no ? - No.

Mi ha detto: "Lo sai già che è una copertura, come tutte le altre".

Insomma, per Toni una donna vale l'altra. Lo fa per non dare nell'occhio.

Dice che sono una copertura, altrimenti la gente inizia a sospettare.

E gli ho detto: "Nessuno si fa domande, nessuno sospetta".

"Non serve che dimostri sempre di più davanti agli altri". Esagera un po'.

Però non gliel'ho detto, altrimenti pensa che sia gelosa.

- Sì, perché non lo sono per niente. - Certo che no ! - No, non sono gelosa.

Me ne frego. E' la verità.

- Buonasera. - Buonasera. - Scusatemi, sto cercando Toni.

- Ehm, Toni non c'è. Non c'è, sono desolata. - Ok.

- Però prova a vedere dall'altra parte. Di là. Va' a vedere di là. - Ok, grazie. A dopo.

- Buonasera. - Buonasera. Mi scusi, sto cercando Toni.

Toni? Dovrebbe essere andato a fare delle consegne. Délinda ?

- Délinda, sai dov'è Toni ? - No. Toni non è ancora arrivato, credo.

- Lo cercano quelle ragazze. - Ah, buonasera, ragazze ! - Buonasera ! - Tutto bene ?

- E' tanto che non ci vediamo, volete mangiare ? - No, siamo venute a cercare Toni.

- Sapevo che doveva uscire con voi stasera. - Sì, è per questo che lo cerchiamo. - Ah, ok.

- Vi ha dato appuntamento qui? - No...

Ah, mi sembrava un po' strano, perché oggi mi ha detto:

“Stasera non vengo, 'detta, mi vado a preparare“ .

Lui doveva essere di turno, invece ha detto che andava in discoteca.

- Sì, infatti. Sì, sì, è così. - Ah, beati voi che potete andare in discoteca!

- Stai bene ? - Sì. - Sembri strana. - Sto bene. - E' per Toni? Ti ha trattata male ? - No!

\ Io lo ammazzo quello là, eh ? Già e tanto che lo copro e che faccio anche il suo lavoro.

- No, nessun problema, davvero. - Ci mancherebbe, con due belle ragazze come voi...

- Tu tutto bene con Amin ? - Sì. - Sì, tutto bene ? - Sì.

- Mio figlio ha buon gusto. - Davvero ? - Guarda come sei bella ! Siete entrambe bellissime.

- Sì, sono fortunati. Be', buona serata. Amin è di là. - Quindi c'è Amin ? Ok.

- L'ho visto poco fa, era al biliardo. - Ok, va bene. - D'accordo ?

Non ho voluto che venisse a lavorare qui.

Sì, perché sta già lavorando come cameriere là a Parigi ed è sufficiente.

- Te l'ha raccontato ? - Sì, un po'.

Be', adesso deve riposarsi e spassarsela. Voi divertitevi con lui.

- Ok. Ora vi accompagno. Volete bere qualcosa, mangiare un boccone ? - No. - Si figuri.

- Andiamo a raggiungere i ragazzi. - Ah, certo. Voi ci tenete alla linea.

- Bene, allora ci vediamo più tardi. - Speriamo. A dopo ! - Ciao. - Arrivederci.

- Ehi ! - Ciao ! - Che ci fate qui? - Come va, Kamel ? - Céline ! - Eccomi.

- Sei meravigliosa, mia cara ! - Buonasera.

- Come va, piccola ? - Va tutto bene, e tu ? - Sei veramente superbella!

- Grazie. - Non cambiare, eh ? - Buonasera. - Charlotte. Charlotte, sei sempre triste !

- Ma no ! Questo non è vero! - Perché? Cosa fai, piangi? - No, sul serio.

- Sei sicura ? - Certo. Sì. Te lo giuro. - E' una bugia. - Kamel, lascia stare.

- No, aspetta, invece stai per piangere. Vieni qui. - No, te lo giuro sto bene.

Vieni, mia cara, vieni qui, tesoro.

Mi fa pena, poverina ! Momo! Cosa le è successo ?

- No, niente ! - Stai bene ? - Sì sì, tutto bene, davvero !

Ti fanno tutte tenerezza, vero ? Incredibile ! Kamel è sempre il solito.

Ti devi rilassare. Fa' come Céline, no ? Guarda lei!

- Vieni ! - Sempre allegra ! Siediti! - No, resto qua. - Siediti, dai!

- Momo ! - Dimmi tutto, fratello. Bravo, te la sei messa sulle ginocchia ! - Versa il vino.

- Versa un po' di vino. - Ci sei riuscito. - Céline è veramente saggia ! - Ci sei riuscito!

Cosa succede qui? No, però così non va bene ! Non va per niente bene!

- Ti metti una ragazzina sulle ginocchia ?! - Lasciala tranquilla.

Ma siete impazziti, ragazzi ? Alzati ! Momo ! Tu stai lì seduto e non dici niente ?

- Charlotte, vieni qui, tesoro. Vieni. - No, no, grazie. Preferisco restare qui.

E' una ragazza di 20 anni ! Non lo sai che è la fidanzatina di Amin ? Alzati, tesoro.

- Chi è ? - E' l'amica di Amin, non l'hai capito ? - Ma davvero ?! - Non urlare!

- Sono Céline, certo. - Avanti, ora lasciala. E' ubriaco, dovresti stare più attenta !

- Lei non è ubriaca. - Ma tu sì. - Ma infatti lei parla di te ! - Non parlo di lei.

- Ma dai, falla finita ! - E' una ragazzina, cosa ci fa in braccio a te ? Ma vogliamo scherzare ?

- Siediti e datti una calmata ! - Non è vero, non era in braccio a me. - Devi stare attenta.

- E tu stai bene ? - Sì, tutto bene. - Non sta bene la tua amica.

- Non è niente. - Siate sincere, ragazze. Tanto lo so già che Toni ti ha fatto qualcosa.

- No, va tutto bene, davvero. Glielo giuro. - Se dopo ci vediamo, lo sistemo io per bene.

- Che cosa fai ? Che cosa vuoi ancora ? - Ma niente, vado a sedermi. - Lasciale in pace.

Aspettate, vi accompagno, con lui non sto tranquilla!

- Che carina ! - Ora smettila, Kamel ! Eccoci.

- Ciao, ragazzi ! - Ciao. - Dov'è mio figlio ? Amin ?

- Come stai, zia ? - Non ti ho più vista lVieni qui.

- Stai bene, tesoro ? - Sì. - Vieni qui, piccola mia ! - Sei pazzo ?!

Vieni con me, tesorino mio!

Non so cosa le abbia combinato Toni. Lei dice che sta bene ma guarda che muso lungo che ha.

- La difendi tu ? - Sì, sì, tranquilla, mamma.

- Avanti, fammi un sorrisino ! Dai, andrà bene. A dopo ! - A più tardi.

Ma dov'è finita la tua amica ? Eh ? Dov'è finita la ragazza ?

No, non ci posso credere !

- Non proprio. - Non vuoi dei figli ? - I bambini non mi piacciono.

Così non va proprio bene. Non va per niente bene, fai vergognare tuo nipote.

- Fai vergognare tuo nipote ! - Siete ancora lì ? - Forza, andiamo, Céline.

Tu torna al bar, va' a giocare a biliardo !

Momo ! Momo ! Ehi! Ti aspettano in cucina.

- Devi fare gli involtini. Io controllo questa ragazza. - Piuttosto, tu che ci fai qui ?

No, ma infatti, faccio sempre tutto io, tu non dai mai una mano!

Che cosa ci fai qui seduto ? Sei qui a mangiare e a bere ?

- Sai che ti dico ? Fa' come ti pare. - Vai, è meglio. - Fai, fai. - Vai a fare gli involtini.

- Ti mando Kamel. Kamel, aiuta Momo in cucina. - Ti giuro che la amo, è la donna della mia vita.

Tu la ami... Ma se ti innamori ogni volta che bevi ! Falla finita. Andiamo.

- Tu non capisci. Lo vuole anche lei. - Ehi, Amin ! Torna dai ragazzi, sbrigati.

- Cos'è che vuole ? - Anche lei mi vuole. - Cosa ? Ah, sì? - Vuole un po' di coccole.

- Sì, da uno come te ! Hai visto che bei ragazzi ci sono di là ? - Sono ragazzini, io ho esperienza.

Certo, come no... Ecco perché si è messa sulle tue ginocchia, allora!

- No, perché sono bello. - Kamel, a te basta che si muovano. - Guarda che io le piaccio.

- Ti conosco. - Ama la mia bellezza.

Lui mi ha mentito su tutto!

E' un motivo in più per non prendertela.

- Lui mi ha presa per una stupida fin dal primo giorno. - Lo so. Calmati un momento.

Non mi importa se il ristorante non è suo, se non ha l'età che dice, ma...

mi ha anche detto che mi amava.

Ma perché?

Lui se ne frega mentre io sono innamorata di lui!

- Lo amo anche ora che ho scoperto qual è la verità ! - Calmati. - Avevo capito tutto.

Avevo capito che c'era qualcosa di strano, ora so di Ophélie, di tutte le altre. So tutto.

Perché? Perché? Perché?

Adesso però finiscila di piangere. Almeno... devi parlargli.

- Dovete parlare e chiarire le cose. - Se aveva solo voglia di portarmi a letto, bastava dirmelo.

- Non c'era bisogno di dirmi che mi amava, che ero la donna della sua vita. - Calmati.

Io sono in vacanza, ho voglia di divertirmi, invece guarda in che stato sono.

Lo so, però 'm... 'm...

Io non so che dire, ma non devi prendertela così. Per favore.

Non sei qui per stare così e... anche se ci vorrà un po' di tempo, devi metterci una pietra sopra.

Nessuno si merita questo.

- Tutti ti vogliono molto bene, anche mia madre. - Non è vero, faccio solo pena a tutti. - No!

Faccio pena a tutti quanti perché loro sapevano la verità fin dall'inizio ! Sapevano tutto !

Guardami. Ti prego, Charlotte, ora calmati. Almeno provaci.

Andiamo a bere qualcosa, cerca di svagarti, di rilassarti, ok ?

Vedrai che andrà meglio domani. Ma... non devi più stare male per questa cosa.

Capito ?

Andrà tutto bene.

Fammi un sorriso.

Andiamo.

- Allora, come si dice "ti amo" in arabo ? - "Ti amo" ? - Sì.

Anzi, facciamola più complicata: "Io ti amo da morire". Come si dice in arabo ?

"Mhbek nmout alik".

- No ! - Perché no ? Si dice così! - No ! - Certo, sono strasicura!

- No, perché si dice... - Si dice come ?

- Vediamo... "Mebrik nmout alik". - "Nebrik" ?!

- Che vuol dire "nebrik" ? - Sì, "nebrik". Be', vuol dire "ti amo".

- Guarda che si dice "nhbek". Sono sicura. - No, è "nebrik" ti ho detto ! - No, "nhbek".

- Certo, meglio di te chilo sa ? - Be', nessuno!

- Per forza ! - Sei troppo forte, sei uno spasso ! - "Nhbek nmout alik". Ne sono stracerta.

- Si dice "Mebrik". - Lo ricordo benissimo. - Fidati di me. - No, sono strasicura.

- "Mhbek nmout alik". - chiederò conferma. - Sono d'accordo.

Ci stai se facciamo una prova ? Vediamo se ti convinco.

- "Mhbek nmout alik". - Mm... forse mi hai convinta. - Ti è arrivato ? E allora è giusto.

- D'accordo, sono convinta. - Sono sicurissima.

- Me sei sicura ? - L'ho sentito dire migliaia di volte. - Per me si dice "nebrik". - No.

- Be', lo chiederemo. - Dai, Scommettiamo. - Ci sto !

- Ciao, ragaue. - Ciao, come va ? - Oh, ecco mio cugino.

- Ciao, Charlotte. Ciao. - Come va ? - Bene. - Perfetto.

- Stai bene tu ? - Sì. - Ti sei vestito bene. - Perché siete così eleganti ? Feseggiamo ?

- Sei proprio un figurino ! - Vado bene ? Anche voi pronte a festeggiare ? - Fatti vedere.

Wow g

- Aspetta, voi due avete lo stesso top ! No! - No ! Non è esattamente come il mio!

- Ha il tuo stesso top sotto. Lo vedi? - No, quello sotto è un reggiseno. - Mm-mm.

- Fa' vedere. Dietro com'è fatto, è a schiena scoperta ? - No, ha i lacci incrociati.

- Guarda il mio, ha le spalline un po' più larghe. - Sì, il tuo è più un top a canotta corta.

- Ophélie, hai visto Toni, oggi? - No. - Per niente ? - No.

- Sième, tu hai visto Toni, oggi? - Sì, l'ho visto di sfuggita mentre passava.

- E dove ? Passava dove ? - Non la stare ad ascoltare, è ubriaca. - Che diavolo ho detto ?

- Dove passava ? - Dov'è che passava ?

- Stasera ce la spassiamo ! - Sì. - Ok, va bene, allora forse arriverà.

- E' passato così, aveva una consegna da fare. - Ok. Sì. - Allora... - No, ho una domanda.

- E' vero, chiediglielo ! - Svelaci un mistero. - Come si dice "io ti amo" in arabo ?

- Che cos'è, una domanda trabocchetto ? - Tu zitta. - Non dico niente. - Non dire niente.

- "Nebrik". - Silenzio ! - Sì ! - Cosa ?!

- Come si dice ? - Hai sentito. - Capito che ha detto ? - No. - "Mebrik" ! - No, no.

- "Nebrik". - sì. - No. "Mhbek". - Ah, be'...

- Non sbaglio, vero ? - Non so... - Sì, sì, è così. Sono sicura, è così. - E' "nebrik".

- Non sono giuste tutte e due ? - No. "Mhbek nmout alik". Lo ricordo bene.

- Sembri proprio convinta. - Me sono sicura. - Saranno giuste tutte e due.

- E quindi qual è la differenza ? - Chiediamo a una terza persona che sia... neutrale.

- Come si dice "io ti amo" ? - "Nhbek". - Sentito ?

- Visto con che sicurezza l'ha detto ? - Normale. - "Nhbek".

- Mm, è così. - E' "nhbek" ? - Ve l'avevo detto. - Non è ancora sicuro ! - Vanno bene entrambe.

- Non vogliono dire per niente la stessa cosa. - Allora domandiamo... Come dire ?

- A un'altra terza persona ? - Esatto. - Ancora ?! - A una seconda terza persona.

- No ! Non serve a niente ! - Vogliamo bere qualcosina ? - Una bella bevuta con del rum.

- Una coppa di champagne ? - Per me va bene. - Io ci sto.

- Abbiamo bevuto il rum, non so, perché ci andava ! E' buono, ops ! Oplà ! - Op!

- Volete lo champagne oppure il rum ? Champagne o rum ? - Champagne, dai. - Ok.

- Ah, c'è la zia ! Sième, c'è la zia. - Ah, è arrivata !

- Ciao, zia ! - Ecco il più bello di tutti ! - Smettila di guardarti allo specchio !

- Ti sei dimenticato di tua zia ? - Figurati ! Mi sei mancata tanto, invece.

- Be', melo auguro. Come va ? - Alla grande.

Che bello!

- Fernando ! - Amin ! - Tutto bene ? - Che piacere rivederti. - Anche per me.

- Stai bene con i capelli lunghi. - Sono cresciuti. - Sì. - Come va ? - Va bene, alla grande.

- Non mi vuoi più bene ? - Certo, perché dici così? - Non mi vuoi più bene. - Non è vero.

- Quando era piccolo, voleva sposarmi. Ora non mi considera più. - Smettila !

- Eri innamorato di tua zia ? - Ma certo ! - Ah, però ! - Chi non si innamora di me ?

- Aspetta un secondo. Ehi? Charlotte ? - Ehi, ti sta chiamando Amin.

- Vieni qui, dai. - Vai.

- Che mi racconti ? - Come va, ragazze ? Tutto bene ? - Sì. - stupende!

Sei tu la migliore !

- Ciao. - Charlotte, lei è la 1ia Camelia. - E' un piacere.

- Piacere. - Buonasera. - Fernando. - Piacere. - Buonasera. - Ciao. - Piacere mio.

- Siete bellissimi insieme ! - Tu dici, eh ? - Sì, siete una coppia troppo carina. - Sì.

- Sorridi, dai. - Lei è l'ospite d'onore.

- Allora, Parigi? Racconta ! - Va tutto bene, come ti avevo già detto al telefono.

- Bene ! - Sono contento di vivere là. In fin dei conti sta andando come doveva.

- Non fa troppo freddo là ? - Sì, sì. - Già. - Venendo qui ho ritrovato il sole, i colori!

- Eh, be', il mare e tutto il resto! - Sì. La vita sembra in bianco e nero a Parigi.

- Non ti annoi, eh ? - Il tempo vola.

Lavoro in un ristorante e poi, be'... Non so se gliel'hai raccontato...

- Scrivo anche delle mie sceneggiature. - Sì, lo sa. - Certo, me l'ha detto, bravo!

- Hai già incontrato Belmondo ? - No, mai! - Dai, non cominciare ! - Mai mai ? - No, mai.

- Non viviamo nello stesso quartiere. - Prima o poi lo incontrerai.

- Lo spero ! Se potessi incontrarlo, per la mia carriera sarebbe stupendo ! - Esatto !

- Gli chiederesti un autografo per me ? - Sì. - Deve scrivere: "Tanti saluti a Fernando" !

E lavorerò per lui gratis a vita per ringraziarlo !

- E a voi come va ? - Benissimo, grazie. - Le vostre vacanze ? Siete stati in Tunisia, no ?

- Siamo stati bene. Bellissima ! - Piaciuta ? - Sì. - C'eri già stato ? - Non ero mai stato in Africa.

- Davvero ? - No, mai. - E dove siete stati? Avete fatto un bel giro ?

Sì, abbiamo fatto un tour. Siamo andati a trovare dei parenti e anche dallo zio.

Si è sistemato alla grande ! Ha una bella casa. Siamo stati bene.

- Che invidia ! - A casa sua c'è gente tutto il giorno. - Come mai?

C'è chi si occupa della cucina, del giardino, della piscina...

E ci sono le ragazze ! Delle ragazze giovani. Tanto giovani. A lui piacciono così.

Come a suo figlio, con un bel culo grande.

- Ecco perché lo zio Kamel insiste per andare a vivere là ! - Sì. Lui non voleva venire via.

- Comunque è la solita canaglia. - Lo sio ? - Sì, è mascalzone e bugiardo, come Toni.

- Si capisce benissimo da chi ha preso ! - Sì, però... - Su questo non c'è dubbio. 0 sbaglio ?

- Sono uguali. Tale padre, tale figlio. - Non sono affari miei. - Lo so, però è così.

- Avete ricevuto la stampa che vi ho inviato ? - Il quadro ? - Roba da pani, ho perso il senno.

Quando l'ho vista, al museo, sono andato fuori del tutto. Dovevo mandartela.

Tu l'hai vista ? No, non ancora.

AI ristorante, quando entri, a sinistra del narghilè, c'è un quadro che ritrae una donna.

- Quello è un quadro che Renoir ha dipinto nel secolo passato. - Nel secolo scorso ?

- E' uguale alla zia ! - Ah, sì? - Ha la stessa faccia della zia. - E' troppo strano.

- Avevo la pelle d'oca quando l'ho vista la prima volta. - Anch'io sono rimasto colpito.

- Anzi, sconvolto. - Che vuoi, ero famosa in un'altra vita ! Ho ispirato un grande pittore !

- Ti piacerebbe, eh ? - Ma sì, certo! - Sei sempre la solita ! - Sarebbe bello, no ?

- Sei la più bella ! - Be', vorrei vedere ! - Lei è più bella di quel quadro. - Per fortuna!

- Beviamoci qualcosa, invece di stare qui come degli scemi ! - Ci sto. Ho proprio sete.

- Andiamo a rilassarci un po'. - Sei dimagrito. Da piccolo sembrava un lottatore di Sumo.

- Non voleva neanche camminare. - Finiscila di dirlo a tutti.

- Non la ascoltare ! - Era un ciccione, però aveva delle belle guance. - Smettila !

- Anche tu sei dimagrita e non hai più le guance piene. - Eri un bambino, non era colpa tua.

Ti rimpinzavamo, tua madre ti ha allattato fino a due anni !

- Allora, come state, promessi sposi ? - Le più belle. - Vieni qui. Come stai?

- Tutto bene ? - Sì, e tu sei già ubriaca ? - No! - Dove andrai a finire ? - Hai già bevuto ?

- Finisci in un fosso, stasera! - Io ubriaca ? Mai nella vita ! - Mai? - Mai!

- Allora, ragazzi, vi andrebbe una coppa di champagne ? - Una coppa ? Sì.

- Voi a che punto siete ? - Eh ? - Con il matrimonio e il resto. - Organizziamo con calma.

- Lo zio dice che ci aiuterà un po'. - Davvero ?

- Lui ha proposto di sposarci là, ma abbiamo già organizzato qualcosa qui. - In Tunisia ? - Sì.

- Sarebbe fantastico ! - Sì, troppo bello. - In Tunisia ? A fare cosa, un viaggio ? - Sì.

- Ah ! E qual è l'alternativa ? - Sposarci qui. - Ah !

- Posso saperlo anch'io ? - Grazie. - Perché non fate due matrimoni ?

- Ah, be', ma non vogliamo esagerare. - Giusto. - Comunque, vedremo. Su, brindiamo.

- Brindiamo. - Sì, a stasera. - A stasera. - Alla nostra serata, agli amici ritrovati !

- Nessuno mi guarda negli occhi ? - Sì ! - Siete degli ipocriti ! - Ipocriti ?!

- Aspettate, io ho una domanda ! - Ah, sì, è vero. - No, tu zitta. Cuci la bocca.

- Silenzio. - Così lànche tu sta' zitto, te l'ho già chiesto e non hai saputo rispondere.

- Su, ditemi. - Come si dice "ti amo" in arabo ?

- In tunisino ? - Be'... - "Nbhek". "Nbhek".

- Ah ! Visto, tesoro ? - Tu dici "nbhek", davvero ? - Be', è così, no ? "Nbhek". - Sì.

Le parole non contano, l'importante è amare. Questa frase è per qualcuno in particolare ?

- No, è solo che non l'ho detta mai a nessuno. - Davvero ? - E' arrossita.

- Tu parli troppo con gli arabi. - Fai I'indifferente ! - Sono cresciuta con gli arabi.

- Ma sì, lo so. - Eccovi qui ! - Guarda che anche lei... Camelia ? Anche lei lo sapeva!

- Come va ? - Come stai? - Come va ? - Hai la raga11a ? - Ciao ! Oh, là là ! - Oh, la là!

- Quanti baci ! - Tanti bacetti ! - Come va ? - Tutto bene. - Come sei bella ! - Anche tu.

Merda!

- Glielo dico con gli occhi. Non serve parlare. - Hai ragione, hai ragione !

- Voi cosa bevete ? - Un whisky andrà benissimo. - Un whisky.

- Tu che cosa ? - Prendi un whisky ? - Ehi, ma smettetela ! - Guarda quanto è bella!

- Io voglio essere come lei. - Lasciatemi !

- Che bella. - Come va ? - Fai troppi bicchieri ? Me offro uno anche a Sara.

- Lasciane un pochino anche a me, per favore. - Ecco.

Sara, il tuo bicchiere è pronto!

- Dov'è la cameriera più bella del mondo ? - Ma cosa dici? - Come va, Amin ?

- Possiamo parlare un secondo ? - Sì. Che succede ? - In privato. - Sì, andiamo. - Grazie.

- Guarda chi si vede, che fai? - Ehi, lietta Camélia, come va ? - Sì, lietta. Ecco.

- Come va ? - Non mi saluti nemmeno ? - Telo rubo due secondi. - Solo due ! - Sì.

- Arrivo, zia. - Ma dove vai ? - Non ne ho idea, arrivo. Cosa c'è ?

- Dove vi siete conosciuti? - Con Céline ? Ah, vuoi dire... - Sì, con Amin. - In spiaggia.

- Ah, in spiaggia. Ah, che meraviglia ! E' lui che ci ha provato ? - No, no.

- E' lui che si è fatto avanti? - No, no, per niente, abbiamo soltanto parlato un po'.

La mia canaglia è cresciuta. Fa uno strano effetto.

- Curucurucuru... Scusa, adoro toccarti i capelli. - Continua, tranquilla !

- Su, tocca. - No, però voglio vederti il viso! - Ah. Ok. Mi giro.

- E' meglio. - Va bene ?

- Dai. Non toccarmi i capelli, se no rischio che mi addormento ! - Ma no, non ti addormenti.

Che meraviglia, lo sai? Falla finita, perché fai così ? Mi piace.

Falle quello che vuoi. Magari io alla tua età avessi avuto qualcuna che me la dava bene.

- Vieni e falle quello che vuoi. - Importante decisione questa. - Carmen !

Ascolta... Oh, no, no...

- Amin. - Ciao.

Mathilde, vieni qui.

- Vieni con noi, beviamo qualcosa insieme stasera. - Vieni a bere qualcosa ? - Sì.

- Almeno fai due chiacchiere con Carmen. - Sì, volentieri. - Con chi vai dopo in macchina ?

- Prima stavamo decidendo questo. Penso con Joe. - Vieni con noi, no ? C'è posto anche per te.

Boh, vediamo, ora sento gli altri.

Carmen voleva sedersi in braccio a te.

- No, scherzo, ho posto anche per te. L'importante è divertirsi. - Tu sei il benvenuto.

- Sei gentile. - Sei il benvenuto. E lei è molto gentile.

- Come va, ragazzi'? - Oh, 'e arrivato!

- E' bello Amin, non è vero ? - Ciao, come va ? - Allora ? Siete tornate ? - Eh, sì.

Ieri mi hai spianato. Hai urlato il suo nome sul più bello.

- Ma smettila, dai ! - No, male piaci tanto! - Ma dai ! Per favore ! - Lo so... Parla con lei!

- Senti, c'è Charlotte che ti cerca da oggi, l'hai vista ? - E dov'è?

Aspetta, arrivo subito.

- Stai bene ? - Sì, tranquilla. Adesso scusami.

- Toni? - Sì? - Puoi parlare un attimo ? - Tutto bene ? - Sì. Posso parlarti ora ?

- Be', aspetta, prendo solo una cosa. Tu che cos'hai? - Champagne. - Champagne ?

Mettimene soltanto un goccio, per favore, come al solito.

- Tu ne vuoi un altro bicchiere ? - No, no, io sono a posto.

- Sicura ? - Prendi il bicchiere e andiamo a parlare. - Qualche problema ? - Cosa ?

- C'è qualche problema ? - Va tutto bene.

- Aspetta un secondo. Ti ringrazio. Esci con noi stasera ? - Sì. - Ci scateniamo !

- Ora dimmi. - Tu eri convinta ma avevo ragione io. - Forse sono giuste entrambe.

- Oh, Toni, vieni un po' qui con noi. - Aspetta, arrivo, arrivo.

- Che succede ? - Dove sei stato tutto il giorno ? - Ho lavorato. - Non dovevamo vederci?

Non ho potuto, a un amico si è fermata la macchina e l'ho aiutato a cambiare la ruota.

- Perché volevi vedermi ? - Perché volevo vederti ! - Sì, certo. Mm-mm.

- Sigaretta ? - Tu volevi... No.

- Aspetta... Aspetta, guardo... Ne ho una. - No, grazie, ho detto che non la voglio. - Non la vuoi ?

- No, non ho voglia di fumare. - Toni, vieni a vedere ! - Aspetta, arrivo.

- Avete da accendere, per favore ? - Io no. - Avete un accendino ? - Ecco, tieni.

- Ciao, zìetta. - 'L'una, sì, sì. - Come va 'Z?

Vieni qui, avanti, ci serve una conferma. - D'accordo. - Ci serve una conferma. - Arrivo.

- Vuoi che te le presenti? - No. - Vieni, te le presento. - No, Toni, no. - Dai!

Vi presento !Anita... No, Carmen ! Anita-Carmen.

- Mathilde. - Mathilde. - C'è andato vicino.

- Perché fai così ? - Eh ? - Perché fai così ? - Te le volevo presentare.

- Perché? - Cosa ti prende ? - Tu credi davvero che io non sappia tutto quello che fai con loro ?

- Con loro non faccio niente, mi diverto, sono amiche. - Ma certo, sì, tu non fai niente!

- Per quanto vuoi andare avanti così ? - Tutto bene ? - Fermo!

- Ti vedo nervosa ! - Ah, sì? No, ma dai! - Devi stare calma e tranquilla.

- Dai, vieni, andiamo a divertici. - Sai, mi sembra ti diverti troppo,

- Mi diverto troppo ?! - Sì. E direi che fai un po' troppe cazzate nella tua vita.

- Eh, dai ! - Ti ho già detto di smetterla! - Non dovevi parlare così di Toni.

- Perché ? - E' la sua ragazza. - Come la sua ragazza ? - Sì, hai sentito bene.

Oh, cauo !

Per quale motivo, quando ho detto che eravate una bella coppia, non me l'hai detto ?

Ma no, il problema è che... ormai sono tre giorni che Toni le dà buca.

- Be' ? - Io volevo farla sorridere un po', e...

- Però lui è più grande di lei. - Eh, beh. - Non mi sembra molto adatto a lei.

Sta meglio insieme a te.

- Cosa combini, amico ? - Oh, ciao, lietto !

- Come va, vecchio mio ? - Ti vedo bene, già bello carico. - Dov'è il mio tesoro ?

- Oh, porca puttana, nascondimi. - Ma che cosa stai facendo ? - Nascondimi!

- Datemi da bere ! - Ssh !

- Come stai, piccolina ? - Kamel ! Sei già ubriaco!

- La tua è una malattia. Mentire a tutte così... Per quanto andrai avanti ? - Per scherzare.

Ah, scherzi ?! Per quello che mi riguarda non va bene, non ha senso, è finita!

- Rilassati, sorridi un po' ! - Smettila. - Avanti, sei tanto bella... - No, falla finita.

- Perché fai sempre così? Non è normale ! - Quando sei nervosa non sei bella.

- Ma sei tu che mi innervosisci perle cose che fai ! - E dai, balliamo un po' !

- Maryse ? - No, Maryse è andata via.

- Sara, metti, metti un po' di salsa, ti prego ! - Tra un minuto. - Così balliamo.

Ci scaldiamo un po'.

- Tu non riesci a parlare. Cambi discorso. Hai perso le parole ? - Sto parlando con te.

- Non stai parlando con me. - Perché non sorridi più, perché non hai l'aria felice ?

- Ci divertiamo insieme, no ? - E' colpa tua se non sono una ragazza felice. - Perché è colpa mia ?

- Perché ?! - Perché ho voglia di divertirmi insieme a te, di vivere a mille e di spassarmela ?

Se è così, devi dirmelo e non devi fare progetti per il futuro con me.

- Ma io te l'ho detto che mi piaci e che sei una ragazza che adoro. - Che adori ?

- Come adori lei, adori lei e anche lei, ci adori tutte quante ! - Sei la donna della mia vita.

- Tu sei veramente pazzo. - Vieni, stasera ci divertiamo.

- Sei fuori di testa, ora lasciami in pace. - Sta' serena, forza, balliamo ! Su, balliamo !

- Lasciami, va bene ? - Dai, smettila. Vieni a ballare. - No, va' a divertiti e lasciami in pace.

- Dove sei? E vai! - Eccolo. - E' ubriaco.

- Toni ! - Vai, Toni, non perdere tempo. - Forza, vieni qua con loro.

Vieni, Carmen ! Carmen... Carmen, vieni, fammi vedere un po' di Spagna, oplà ! Così.

- Io adoro il tuo sedere, è proprio magnifico. E' il sedere più bello del mondo. - Vero ? - Sì.

Bravissima, gira ! Olè !

Sìlkh!

Guardate che spettacolo !

- Si va ? - Sì, siamo pronti ! - Non aspettavo altro. - Hai due donne ! - Sì, mi sento un re.

- Dai, ragazzi andiamo. - Io resterei volentieri. - Forza, alle macchine.

Oh, andiamo !

- Andiamo. - Andiamo.

- Ci siamo ? - Sième ! - Sì, sono qui.

- Vuoi guidare tu ? - Male non gli va! Ha preso le due più belle e se n'è andato!

Ehi, tu non guiderai mica ? Tu non puoi guidare.

- Ti sei bevuto il cervell" ? - Oh, che cauo, smettila ! - Tu non stai bene. Smettila tu.

- Eri ancora qua ! Sali sulla Chrysler! - Amin !

- Metti il casco. - Kamel, vieni, stiamo partendo ! - Vi raggiungo dopo.

Fammi capire, dove le hai prese tutte quelle ragazze ?

- Ma cos'è tutto questo casino che fai? - Oh, porca miseria!

- Ehi, portatelo via ! - Non è normale ! - Merda, non è possibile ! - Ti rendi conto di cosa fai ?

- Voleva addirittura guidare ! - Dove vuoi andare ? - Vado in discoteca!

- E tu vai in discoteca con loro ?! - Oddio ! Diglielo tu a tua madre. - Che c'è?

- Perché fate tutto questo baccano ? Pensate di esserci solo voi. - ok. Tu, zio, non esagerare.

- Io non ho detto niente. - Bene, vieni con noi. - Ma non va bene ! Portalo via con te.

- Viene, lo accompagniamo a casa. E' mia, la guido quando mi pare, cazzo !

- Tu non ti azzardi a guidare ! - No, non guida lui, tranquilla, c'è Amin.

- Mamma, guido io, prendiamo la tua macchina perché se no non c'è posto. - Ok. Mi raccomando.

- Questa famiglia è un bordello. - Non farlo guidare. - No. - Guida lui. - Sono tranquillo !

- Smetti di rispondere e sali. - Guarda in che condizioni sei. - D'accordo. Oddio.

- Vai, mamma, ci penso io. - Ok, ok. - Kamel, falla salire in moto.

- Sì, la metto sulla moto. Vieni qui. - Ci so salire sulla moto ! - No ! Sali!

- Tu sali in macchina. Smettila ! - Ancora non è salito in macchina. - No!

Dai, zio, così facciamo tardi in discoteca !

- Per colpa tua tutti mi hanno visto il culo! Sali in macchina ! - Nessuno te l'ha visto.

- Dai, zio, ora basta, sali in macchina. - Su, sali ! - Arrivo.

- Hai messo in mostra il culo di tua sorella. - Ehi, tu sta' attento a lei, è la mia sorellina.

- Dai, forza, sali in macchina, non fare scene. - Certo che sto attento.

- Fa' attenzione, eh ! - La faccio sempre. - Dai, Kamel, sali in macchina !

- Vai piano ! - Vai piano, Amin. Capito ? Vai piano.

- Kamel ! - Si parte o no ? - Kamel ! - Chiudete lo sportello!

- Ciao, mamma. - Ah, che bello! Fammi un bel sorriso ! - Andiamo a divertirci !

Avanti, Iasciaci chiacchierare in pace, no ?

Discorsi privati.

- Buona la pasta! - Che buona ! Leggermente piccante...

- Non male. - Sì, è ottima. - E' proprio buona. - Com'è andata ieri sera ? Vi siete divertiti?

- Una serata fantastica. - Che bello ! Me lo aspettavo. Ve ne siete andati tutti contenti.

- Smettila tu! - Tu ti devi vergognare! - Caspita. Lui ne fa di cavolate!

- Te le do. - Mi ride in faccia, oltretutto. - Ha fatto lo scemo, vero ?

- Mi ha fatto arrabbiare, sempre con le ragazze. E beveva. - Come sta Charlotte ? Ieri stava male.

- Lei è stata benissimo. Ha bevuto un sacco. - Ieri cercava Toni dappertutto, la poverina.

- No, ma è stata bene. Davvero. Si è divertita molto. - E Toni è venuto ?

- E' sparito, sai? Be', non l'ha visto nessuno. - Davvero ? - No.

- Aveva detto che veniva con noi. Siamo partiti tutti insieme. - Non sono riuscita a parlargli.

Non l'abbiamo più visto. Si è messo a scherzare per la strada, sorrisi, battute... Poi è sparito.

- Mamma mia. - Come sempre. - Volevo sgridarlo quando l'ho visto.

Poi mi sono detta: "Non è il momento, vanno a divertirsi", ma io lo aspetto al varco.

Se penso in che stato ha ridotto quella povera Charlotte...

La storia con Charlotte era... era un alibi per nascondere la verità.

- E cioè? - Non so se mi seguite. - Tu dici? - Sì.

- Quindi è tutto vero ? - E' tutto vero, penso. - Ophélie è veramente...

Ormai ho smascherato anche Ophélie. Lei gli presenta le ragazze, hanno un legame folle...

- Sappiamo come è fatto Toni. - Ecco, se pensate a Charlotte...

- E' successo lo stesso a Christelle, Murielle, Sandrine... - Sì, sono vittime di tuo figlio.

- Sono ragazzine giovani e ingenue che si fanno abbindolare. - Lui le riempie di chiacchiere.

- E' come suo padre. Lei ne sa qualcosa. - Lui dice: "Sei la donna della mia vita...".

Credo che questa sia una messinscena per nascondere l'adulterio che stanno facendo.

- Certo, sarà anche adulterio, però, andiamo, quello è lontano. - Lei va anche...

- Voglio dire, il suo Clément. - Sì, è lontano ma tornerà e si sposeranno.

Bah ! Parlami un po' del mio bambino.

- Com'è stato Amin ? Si sarà divertito in una serata come quella ! - Era contento.

Stava bene. Aveva il terrore che andassi in discoteca con loro!

- In effetti... - Gli ho detto: "No, non vengo, sono stanca", ma in realtà ci sarei andata".

- Se l'è spassata ? - Si è divertito tanto. - Non avrà mica bevuto troppo ? - No, lui è tranquillo.

- Lui è tranquillo, è riflessivo. - E' un amore. - Una ci ha provato. - Davvero ? - Sì.

- E' normale, è bello. - Indovina di che paese era ? - Non ne ho la più pallida idea.

- Che tipo piace a mio figlio ? A Parigi c'è di tutto. - E' vero. E' cosmopolita. - Certo.

- E' una russa. Bellissima. - Ah, era una russa ? - Sembrava una bambola. - Una bambola russa.

- Poco truccata, spero, le russe esagerano. - No, niente trucco, al naturale. - Bene.

- Era l'unica senta trucco, oltre me. - Ah, solo voi due ? - E' meglio così.

- Aveva stupendi occhi verdi. Un po' come i tuoi. - Mi faranno bei nipotini. - Una bomba sexy.

Una pelle magnifica, bellissima, non aveva un difetto.

- Lui ha buon gusto, è il figlio di suo padre. - Però è stata lei a provarci con lui!

- Si è fatta avanti lei. - Ah, sì, addirittura ? Non mi sorprende.

- L'ha voluto conoscere, gli ha offerto da bere e tutto il resto. - Non mi sorprende.

- E tu, invece, hai fatto la brava ? - Ovvio, c'era Fernando, anche se ci hanno provato.

- Sentito ? Solo per quello. - Ci hanno provato, ma lui era ubriaco, non se n'è mica accorto.

- Questo significa che piaccio ancora. - Oh, Ophélie ! - Ci mancava lei.

- Tutto bene, mia cara ? - Sì. - Vieni qua e dimmi com'è andata la serata. - C'è l'angioletto.

- Esagerata. - Tieni, mangia un po' di frutta. - Me vuoi ? - Come va ?

- Tutto bene. - Avvicinati. - La futura nuora.

- Ogni volta che ti vedo mi dimentico di chiederti di tua zia. Come sta Elena ? - Non molto bene.

- No ? La cirrosi? Non migliora questa cirrosi? - No, ormai non può migliorare.

- Ah, sì, eh ? - Purtroppo. - Accidenti. Ora che ci penso è tanto che non la vedo.

- Mi raccomando, comunque, dille che ho chiesto sue notizie. - Certo.

- Dovremmo andare a trovarla. - Eh sì, lo dovremmo fare. AI più presto.

- Ti sei ripresa da ieri ? - Sì. E tu ?

- Mi hanno appena detto una cosa. - Mi avete trascinato voi ! - Non sapete mantenere i segreti.

- Poco, sì. - Non diciamo niente. Basta.

- Allora, aiuti un po' con il raccolto ? - No, non vado con mio padre, no. Fa tutto da solo.

- Non vai ad aiutarlo, quindi. - No. - Le olive sono maturate prima quest'anno. - Sì, lo so.

E' stato questo forte caldo a rovinare tutto.

E tu pensavi... che fate stranezze solo voi ?

- Anche la natura le fa ! - Siamo sregolati. - Sì. - Sono tutti impazziti. E' colpa del caldo.

- Anche gli ulivi lo sono ! - Già. - Ha fatto maturare in anticipo le olive.

- Tanto meglio, almeno le assaggiamo prima! - Ma che cos'hai? - Eh, sì. - E' chiaro.

- Che c'è, ci nascondete qualcosa ? - No, è lei che guarda strana.

- Cerca sempre di sedurre tutti. - Cosa ?! - E' sempre stata maliziosa. - E' normale, è bella.

Ma sì, da quando era piccola. Ti ricordi quando la portavamo ai giardini. Eh ? Toni l'adorava.

Le stava sempre intorno !

- Così come Clément, sai ? - Sì. - Tutti e due. - Toni diceva: "E' la mia ragazza".

Anche lei andava sempre dietro a Toni. Voleva sempre prenderlo per mano, ricordi?

Sì, quando eri piccola facevi così. Poi hai cambiato idea, hai cambiato gusti, no ?

- Sono molto cambiata, infatti. - Da un moro sei passata a un biondo. - Sei cambiata, sì.

- E con Clément va bene? - Sì, tutto bene.

- Hai avuto notizie ? - Sì, sì, ci scriviamo. - Menomale.

- Non lo vedo mai quando viene. Non mi vuole più vedere ? - Ma sì.

- Quando viene ne approfitta, credo. - Sì, si riposa. - E poi tanto vi scrivete. - Mm.

- Ti racconta quello che fa... - Qualcosa. - Ma sì. - Non molto, però.

- Magari non vuole raccontare che fa laggiù. - Può darsi. Non sa mai quello che lo aspetta.

- Vede al momento. - 0 magari si vergogna. - Vuoi un po' d'uva ? - No, prendo questo.

- Brava, serviti pure. - Magari si vergogna di quello che fa. - Non lo so.

Comunque sia è... è sulla Charles de Gaulle, eh !

- Non è colpa sua se l'hanno inviato in quei Paesi. - Non ha scelto lui le sue missioni. - Sì.

Ti manca tanto che quando torna ne approfitti. Hai ragione.

- Non è divertente là. - Non lo è assolutamente. - Là è tutto meno che una balera.

Che ho detto ?

Carina questa!

- Sì, sono missioni veramente importanti. - Sì.

- Comunque mi sembra strano che si ritrovi là. - Ah, sì ?

Ma sì, se ci ripenso... Anche lui è cresciuto con i nostri figli, ad esempio con te, e con...

- E quindi? - E' incredibile che il povero Clément si sia trovato là in missione.

Nel Golfo, a dover sorvegliare il cielo, il mare e a fare...

Deve pur guadagnarsi da vivere visto che non ha un alto livello d'istruzione.

- Che carina, eh! - Bisogna fare delle scelte.

Non è colpa sua. Ad ogni modo, mi ha fatto uno strano effetto sapere che si trova laggiù.

- Veniamo al dunque... - Sei felice con lui? - Allora voi vi sposerete ? - Sì.

- Sei felice ? - Ma certo. - Buon per te.

- Dico davvero. - Non capisco, ma perché avete tanta voglia di sposarvi ?

- Lo dici perché non ti sei sposata. - Ma sì, non mi sono sposata e sto bene, no ?

- Non mi esprimo! - Ti ha fatto lui la proposta ? - Sì.

- Cosa ? - Se le ha fatto la proposta. - A te non l'hanno mai chiesto. - Oh, sì ! - No!

- Davvero ? - Oh, sì, tutte le estati sotto il chiaro di luna. Me l'ha chiesto.

- E non hai mai accettato ? - A me non piacciono i matrimoni, non servono a niente.

- Non so. - Se dopo poco devi divorziare, sinceramente...

- Se è per quello, non si è mai sicuri di niente. - Giustamente !

Ragione in più per non legarsi a qualcuno.

- Sposarsi non vuol dire stare sempre insieme. - Puoi divorziare. - Sicuro.

Non siamo obbligati, non apparteniamo a nessuno.

Se già cominci a dire così, non so che vita di coppia ti aspetta.

- E' vero. Infatti. Hai ragione tu. - Perché ?

Se già pensi: "Sì, ci sposiamo, ma non siamo obbligati a restare insieme".

Eh, no. Il matrimonio è per sempre. Allora che senso ha spendere tanto ?

- Una dice così perché è divorziata, l'altra perché non si è mai sposata. - Sì, però...

- Non si può dire ! - Noi vi raccontiamo la nostra esperienza per il vostro bene.

- Tra qualche anno capirete. - Sicuro. - Certo.

E' vero, lei è divorziata e io non sono mai stata sposata.

Nessuno è fedele, sposato o meno, perché è tradimento anche quando pensi a qualcun altro.

- No, non c'entra l'infedeltà, perché dici così? Si può essere indecisi. - Certo!

- Qui non c'entra niente l'infedeltà. - Per fortuna.

- Si può stare con qualcuno e non essere così sicure. - Sì. Sono d'accordo.

- Capita, ma non è tradimento. - Ti puoi sposare e avere dubbi. - Vero.

Insomma, questo non significa niente.

- Siamo tutti nella merda, in questo senso. - No ! - Non dire così ! - E' così.

- Bene ! - Io mi sposo, però... - Lascia stare prima che le cose peggiorino !

- Se domani incontro un ragazzo che mi piace... Certo che mi sposo ! - Appunto !

- Hai mai avuto dubbi anche senta essere sposata ? - Certo, è per questo che non mi sono sposata.

Così, se succedeva, almeno non dovevo andare in tribunale.

- Quand'è che vi sposate ? - Il 23 ottobre.

Prova a ritardare un po', così vi sposate insieme a Camelia.

- Ma lei ha già inviato le partecipalioni, vero ? - Sì.

- Così vi sposate ad Hammamet! - Il più bello!

- Tutto bene ? - Ciao, Amin. - Mi fai male. - Sta' alla larga da queste tre.

- Se la porta via. - Che vuol dire "queste tre" ? - Dalle vecchie.

- Bevi birra adesso ? Non mi piace questa tua abitudine ! - Pensi di essere in America ?

- Quante ne hai bevute ? - Ehi, questa è la prima. - Lo spero bene.

- Fa l'indifferente. - Me l'ha data papà. - Sì, allora stiamo freschi !

- D'accordo, ne riparleremo. - Sì. Ok. Certo.

- Lasciala qua ! - E va bene. - Lasciala qui con noi, dai!

- Perché la porti via ! - Lei sta con noi, non può restare qui con voi tutto il tempo.

Ma stava bene ! Non si lamentava per niente ! Non è mica venuta a cercarti!

- Vieni, andiamo via. - La porta via. - Ma guardalo ! - Ciao!

Sta imparando il mio piccolo.

- In ogni caso, lei è una manipolatrice. - Eh ? - E' una manipolatrice.

- E' una subdola la piccoletta. - Sicuro. - Però è bella, eh ?

Infatti è bellissima, ma dietro ai visi angelici si nascondono quelle peggiori.

Fa tutto quello che vuole suo padre, i suoi genitori. Anche loro vogliono che si sposi.

- Con Toni... - No, è lei che vuole sposarsi, non è obbligata a stare con Clément.

Ascolta, con Toni non puoi sposarti. Io lo so bene.

Se credi che un giorno Toni si sposerà, ma lascia perdere ! Impossibile.

Toni è come me. Non vuole. Il matrimonio, per lui legarsi è soltanto un'assurdità, e ha ragione.

Ma quando lui me lo dice non posso acconsentire troppo, perché devo fingere.

Per far piacere a te, Hatika, ma in realtà ha ragione, Toni è un ragazzo libero. E' vero.

- Lasciale parlare. - Che pettegole ! Continuano, guardale !- Smettila di guardare !

- Ridici su. Se chiedono: "Stai bene con Toni?" tu fai la vaga. - E' quello che ho fatto.

Ho detto: "Sì, sì. Sì, ma io sono impegnata, sto con Clément, quindi...".

Sì, ma lo sanno che la situazione è questa.

Tranquilla.

Va bene.

- Parliamo di te. - Eh ? - Perché non vuoi dire cos'hai fatto ieri sera ? Con me puoi parlare.

- Di cosa ? - Di cosa hai fatto con lei.

- Melo puoi dire se siete andati via insieme. - Ma sì ! Mi avete visto tutti.

No, ok, l'hai accompagnata, ma dopo ?

Usciti dalla discoteca abbiamo passeggiato in spiaggia.

L'ho riaccompagnata in albergo e...

Per non farci niente ?

- Davvero ? - Falla finita adesso. - Perché te ne vai? Resta ! Dimmi!

L'ho accompagnata, abbiamo parlato e basta. Non potevo farla ritornare da sola in albergo.

- Lei come si chiama ? - Anastasia.

- Anastasia ? E' questo il nome ? - Perché ?

- E' russa ? - Sì.

- E cosa fa nella vita ? - Studia letteratura.

- Ti ha detto cose interessanti, vero ? - Sì. - Avete parlato tanto. - Sì.

Gli altri parlano, criticano sempre, ma non sanno niente.

- Sei stato bene, quindi? - Sì, lei è carina. - E' carina, eh ?

- Abbiamo parlato di letteratura, cinema... cose così. - Ah, certo.

Tu vai in discoteca, incontri una ragazza e le parli di letteratura e cinema, chiaro.

- Mi conosci bene. - Sì, bene. Non ho bisogno di comprarti. - Ah, no ?

Ma certo. Sono sicurissima. Tanto non racconti niente.

- No ? Smettila ! No, vieni qua. - Allora, per comprare il mio silenzio... - Cosa posso fare ?

- Ti ascolto. - I soldi, no, non mi interessano, sarebbe troppo facile. - E' troppo facile.

- Poi ti chiederei una montagna di soldi! - E' troppo facile, ne ho da buttare.

- Voglio l'equivalente, di due vite. - Sì, certo ! - La tua e quella di Toni, sono due.

- E in più la tua ! - E la mia ! Dammi tre vite, devi darmi tre vite ! - E' andata.

Dai, che cosa vuoi ?

Ci ho pensato e...

- Vai, spara. - Io pensavo di fare altre fotografie.

- Va bene. - Ci stai ? - Ma certo, cosa vuoi che sia ? - Ok.

- Vuoi delle foto ? - Sì, esatto, delle foto. - Va bene, non sei esigente.

Sono passati tre anni dalle ultime. Sono cambiata.

Ma non saranno come le altre, vorrei tentare...

Ho visitato delle mostre e ho anche studiato un genere fotografico

a cui in realtà non mi ero mai avvicinato fino ad ora.

E vorrei provare a fare foto di nudi.

- Ci penserò. - Accetti ? - No. - Sì che accetti ! - No, Amin, te lo scordi, caro !

- Non ci contare, falle con un'altra, non con me. - Ma dai, non è niente ! - No.

- Tu mi devi molto più di questo, ricordalo. - Delle foto nuda ? Mi prendi in giro o...

- No. Non posso proprio. - Per quale motivo ? - E' impossibile.

Ho già fatto foto di ogni tipo e questo ancora lo devo provare...

- No, non è fattibile. Non posso, è impossibile. - Hai fatto di peggio.

Cosa dirò a mio padre ? "Ciao, vado a fare delle foto nuda con Amin" !

Non serve che lo sappia, resta tra te e me.

Così io avrò l'occasione di provare una cosa che non ho mai fatto e che mi ispira molto.

- E per te è comunque un'esperienza. - E cosa ci guadagnerei io in tutto questo ?

Ma ti farà piacere lkvresti delle foto tutte tue, ti darò valore, esalterò il tuo corpo.

- Farà piacere a te, piuttosto. - Pure a te, vedrai. - No, non ci guadagno niente.

Sì, pensa, tra molti anni sarai contenta di rivederle.

Come ti ho detto, vedrai di essere cambiata.

- Forse vale la pena immortalare come sei ora. - Ah, sì ? Ma io non le voglio rivedere.

- E' una cosa che fa piacere a te. - Le faremo di mattina, in riva al mare, con la luce.

Le faremo con la luce del sole e... - Un po' come questa, no ? - Eh.

Mi stai immaginando nuda ? Finiscila! No, no... allora...

- Cosa dovrei fare, come mi metto ? - Te lo dirò io e dovrai fare pose normali e... attenta.

- Cucù ! - Mi ha fatto paura ! - Ti sei spaventata ? - Cosa fate ? - Niente, parliamo.

- Di cosa parlate ? Di me ? - Stavamo ripensando a ieri sera.

- E cosa avete concluso ? - Bella serata. - Dicevamo che sei stata scatenata.

- Hai detto "scatenata" ? - Ti sei scatenata un sacco.

- Cosa vuol dire ? - Non so, non te lo ricordi? - No. - Veramente ?

- Non lo so ! Che c'è? - Lasciamo perdere.

- In realtà vi osservo da prima, sai? - Che cosa ? - Vi osservavo. - Ah, sì?

- Certo. - Che cosa hai osservato ? - Ho visto che parlavate senta di me.

- Senta te o di te ? - Senta di me. - Non ho il permesso... - Non ancora. - Buono a sapersi.

- Te la concederò tra poco. - Più tardi, non ora. - Più tardi, esatto. Adesso, no.

- Altrimenti parli di me... - Sei gelosa. - Non sono gelosa.

- Ti dà fastidio che lui parli con me o viceversa ? Non si capisce. - Non ho una risposta.

- Dato che sei bisex, sarai gelosa sia di me che di lui. - Esatto, hai ragione, hai capito tutto.

- Hai capito bene. Tu hai capito bene. - Ehi, che stai facendo ? Vieni qui!

- Ti diverti ? Ecco, ti faccio vedere io. - Ma sei pazza ?

Non tutti e due ! Ophélie!

Amin, dammi una mano!

- Tienimi questo laccio, per favore. Intanto lego l'altro. - Rifalle il nodo.

- E se invece lo lascio ? - Non ti conviene. Lo leghi tu ?

- Certo. Guarda come faccio bene i nodi! - Hai visto come fa i nodi ?

Prende i lacci e poi... No!

- Tieni, Amin. - Ti devi calmare. - Non scherzare troppo con me. - Calmati. - Non scherzare troppo.

Va' a riposare, sei ancora ubriaca.

- Sei una stronza! - Smettetela ! Basta.

- Mi hai già vista abbastanza nuda. - Non abbastanza. - Torniamo sotto l'ombrellone.

- Insieme a te ? Oh, be', allora va bene. Accareua lui intanto. - Finitela.

- Le mie mani vellutate. - Ma che fai? Dai, smettila!

- Hai visto ? Ho ragione io, è gelosa ! - Basta! - Sei gelosa perché parlo con un uomo ?

- Ma la nostra storia è finita. - Potete fare quello che volete. - La nostra storia è finita.

- Ok. - E' vero, è gelosa.

- Tra noi non è ancora neanche iniziata. - Non mi pare, stai facendo tutto tu.

- Io mi prendo lui, allora. - Fai quello che vuoi.

- Forza ! - Avanti. - Avanti !

- Sei pronta ? - Sì!

- No, no. Avanti! - Forza, bella, vieni qui.

Anche tu.

- Questa qui è piena di latte! - Avanti, bella.

Forza, Filly.

Ecco fatto. Ok.

- Hai raccontato a Lise cosa ha combinato la nonna a tavola ? - No, non ancora.

- Che è successo ? - Ehi, Lise, ti dobbiamo raccontare una cosa.

- La nonna ne ha fatta una delle sue. - Cos'ha detto ?

- Be', la conosci, è la solita comare, sa tutto lei. - Sì, sì, sì.

- E c'è un nuovo aiutante che è nero. - Ah, sì? Non l'ho ancora visto.

E eravamo insieme a tavola, con papà, l'altra sera. C'era anche Rebecca e...

Io, Rebecca e Sara siamo morte dal ridere. Lo ha riempito di domande: "Da dove vieni ?", eccetera.

- E lui ha risposto: "Da Parigi". - Sì, per conoscerlo un po'.

Sì, infatti. Lui le ha detto: "Io vengo da Parigi" e lei: "Bene, ma da che zona di Parigi ?".

- E lui ha risposto: "Da Saint Denis". - E poi ha...

Sì, il bello è che insisteva a dirgli: "Sei davvero di Parigi ?", perché...

- Voleva la carta d'identità ? - Sì ! - Sì. Gli ha chiesto: "E i tuoi da dove vengono ?".

- Lui ha risposto: "Anche loro due sono francesi". - Di Parigi, ovvio.

Poi gli ha detto: "E' da tanto tempo che vivono qui in Francia ?".

- "Be', saranno 20 o 30 anni." - Pensa!

- E gli ha detto: "E come sono arrivati, in barca ?". - Come ?! No!

- Gli ha detto: "Quindi tu sei nato in barca, vero ?". - E' stata pesante, davvero !

- E lei andava avanti con le sue domande ! - Voi vi sarete divertite.

- Quando comincia a fare così... - Allora è stato "battezzato" dalla nonna ! - Sì !

- Benvenuto alla fattoria ! - Bel regalo di benvenuto ! - Oh, poverino!

- Tutte le volte fa così ! - Oh, mi dispiace per lui.

- Già. Va bene così? Le facciamo uscire ? - Ci siamo, facciamole uscire. - Ok.

- Attenta, piccola. - Controlla che abbiano mangiato, poi falle uscire.

- Sì, l'hanno fatto. - Avanti, su. Forza.

- Vai, piccolina. - Forza, bella.

Ah, lei... tienila d'occhio.

- Ciao, Amin. Come va ? - Ciao a tutte. - Troppo tardi.

- Eh ? - Troppo tardi. - Mo ! - Sì.

- Come va ? - Bene, tu ? - Che sfiga. - Sei arrivato troppo tardi.

- E quando ha partorito ? - Dai, vai. Mentre arrivavi. Dopo che ti ho chiamato.

- No, non è vero. - Sul serio ?

Il travaglio si è interrotto. Per controllarle meglio le abbiamo sistemate in un recinto, laggiù.

- Ok. - E nel frattempo lei... Puoi chiudere, per favore ? - Sì.

- Allora quando succederà ? - Non so proprio che dirti, Amin. Non è una scienza esatta. Chi lo sa !

Avanti, bella !

Falle entrare.

Cucciola !

- Spingilo. - Vai, piccola. Avanti, vai.

- Sei venuto a fare delle foto ? - Volevo fotografare una nascita.

- Ah, sì? Perché? - Scusate se vi interrompo, eh !

Per spiegare una cosa che ho scritto in una piccola sceneggiatura.

Ah, d'accordo. E che tema tratta ?

- Di un agnello, appunto. - Ah, capisco.

- Smettila di flirtare ! - Ma no, non faccio niente !A proposito, ti volevo dire...

- A proposito di flirtare ? - No ! - Guarda com'è arrossita!

Ascolta, sei d'accordo se io e Lise ci prendiamo il resto della mattinata per andare in spiaggia ?

- Oggi, dici ? - Sì. Sempre se non hai bisogno di noi.

- La mungitrice lavatela voi. Poi andate, ma tornate qui alle tre, d'accordo ? - D'accordo.

- Però puntali ! - Ok. - Bene. - Va a flirtare in spiaggia e non la sgridi ?

- Ma non va a flirtare, lo sai. - E tu non vieni in spiaggia ?

- Oggi, no. Penso di no. Tu che fai, Ophélie ? - Be', sto qua. E tu ? Niente ?

Aspetterò.

- Hai finito con quella lì ? - Sì. - Hanno finito tutte.

- Bene. Potete farle uscire. Cosa fai, allora ? - Be', aspetterò questa nascita tanto attesa.

Ma sei vuoi vederla davvero, mettiti comodo. Potresti persino dormire qua.

Forza, dai. Avanti, su !

- Muoviti. Avanti, bella ! Forza ! - Non ne ha voglia.

- Avanti. - Dai, su ! - Vi lascio finire ? - Sì, tranquilla. Ci pensiamo noi.

- Allora, a dopo. - A dopo ! - A più tardi ! - Buon pomeriggio ! - Grazie.

- Ciao a tutte. - E mettete a posto lVieni. - Sì, ripuliamo tutto, tranquilla.

- Buon lavoro ! - Grazie !

E' proprio innamorata di te.

Stamattina, prima che ti dicessi di passare, non doveva venire nella sala di mungitura con noi.

- Poi ti ho chiamato e subito dopo lei è arrivata. - Dai!

Sì, sapeva che saresti venuto.

Voleva vederti, mi parla sempre di te.

Viene in camera mia e: "Dov'è Amin ? Che cosa fa ? E' sempre così bello ?".

Quando sei arrivato, stavo per salutarti e lei ha fatto così.

"Che bello ! Che bello che ti ho visto!"

Devi chiedere a lei se vuole fare delle foto nuda. Le farà di sicuro.

Anzi, magari sarà lei a proporlo: "Dai, fotografami tutta nuda !".

- E' meravigliosa. - Mm-mm.

Comunque non aveva voglia di lavorare.

Hai visto ? Ha chiesto espressamente se poteva andarsene in spiaggia. Era diretto a te !

- L'ha detto sperando che tu le dicessi: "Posso venire con voi ?". - Tu credi ?

Puoi scommetterci, ne sono sicura.

Perché me l'ha chiesto davanti a te ? Se n'è uscita così.

Dai, poteva domandarmelo dopo, e invece l'ha fatto in tua presenta.

Lei sperava che andassi.

Fa come me e Madège da piccole.

Te lo giuro ! Quando venivamo a casa tua, facevamo a gara a chi bussava per prima.

0 facevamo le carine coi tuoi genitori, per proporci come future nuore.

- Sì, dico davvero ! - Ah, ok !

Era un segreto, non dovevo dirlo.

- Ma ora che siamo cresciuti, puoi anche saperlo. - Sì, certo.

Io e Nadège eravamo in competizione.

Allora, quelle segnate in blu sono quelle che partoriranno... a breve.

- Ok. Quanto ci vorrà più o meno ? - Non lo so, non c'è un tempo preciso.

Le più grosse partoriranno per prime. Controlliamo questa.

Ecco, guarda. Ha la vulva dilatata e le mammelle gonfie, visto ?

Ah, bene, guarda laggiù ! Me è nato uno.

- Da quanto è nato ? - Be', non saprei. Lo vedo adesso.

- Già si regge sulle zampe ? - Muove i primi passi. Vedi, sta cercando le mammelle.

Vuoi qualcosa per sederti? Una sedia o roba simile ?

- No, va bene così, tranquilla. Le voglio osservare. - Mm.

- Aspetterò. - Se no tieni, posso darti una balla di fieno. La vuoi questa ? - Sì.

Avanti, avanti ! Forla, ciccione ! Avanti ! Via, via, via !

- Grazie. - La tua sedia ! - Andrà benissimo. Da qui le posso vedere bene.

- Se vuoi vedere meglio quando partoriscono, mettiti alla loro altezza. - Mm.

Dai, siediti.

Ecco, se le osservi, puoi vedere che le vulve sono già dilatate.

Se vuoi capire quale partorirà, attento alle contrazioni. Devi tenerle d'occhio.

- Quindi vuoi dire che il segnale sono le contrazioni ? - Sì, esattamente quelle.

- E da cosa lo capisco ? - Vuol dire che sono entrate in travaglio.

- Be', lo riconosci dai fianchi, guarda. Cioè da qua. - Ok.

- Ecco, vedi? Visto come fa ? Si contrae, si appoggia, si scava. - Va bene.

E poi osserva bene.

Lei, secondo me, è sul punto di partorire.

In realtà, non so... Credo che abbia già perso il tappo mucoso. Sta sanguinando un po'.

Non è, però, sangue vivo. E' un po' trasparente e vischioso.

- Sai, questa... Vediamo chi è. Ok. Questa tienila d'occhio. - Certo.

- Bene, io vado. - La due verde. Ok.

Se quando torno ci sarai ancora, vuol dire che ti è andata male.

- A dopo - A dopo

Se farai belle foto, forse accetterò di posare nuda per te.

- Davvero ? - Vedremo. Tu fa' belle foto.

Ehi, ciao, tesorina.

Dai, piccolina, su. Ti prego.

- La mia amica Ophélie. - Ciao. - La tua amica ?

Ha una grande fattoria. E produce il latte.

- Fa tutto lei nella fattoria. - Cosa dici, scusa ? Puoi ripetere, per favore ?

Le ho detto che hai una fattoria e che sei tu a...

- Ma perché le racconti la mia vita ? A questo punto, raccontale tutto ! - Che problema hai ?

E' bellissima!

Ehi ! Ehi.

- Noi andiamo a bere qualcosa. - Ehi, Amin è arrivato ! - Cosa ?

- Amin è arrivato. - Cos'hai detto ? - Che è arrivato Amin.

- E dov'è? Dov'è? Dov'è? - AI bar.

Gli vado incontro.

Finiscila !

Be', io apprezzo le cose belle della vita: l'alcool, le ragazze, anche gli uomini.

- Le vacanze... - Le ragazze, hai detto ? - Zietto, tu bevi con noi ?

- Ah, ok! Un bicchiere. - Ehi, voglio bere anch'io, ragazzi !

- Vuoi bere anche tu ? - Noi lo sciroppo non lo vogliamo!

- Ehi ! Come stai, Thomas ? - No ! Oh ! Manca un altro bicchiere ! Bravo.

- Thom !Thom ! - Che succede ? - Thom !Thom ! - Sono qui!

- Reggi il bicchiere. - Alla vostra !

- Lei vuole ballare con te. - Sì, va bene.

- Da dove vieni? - Vengo da casa mia.

- Da casa tua ? - Sì.

- Hai scattato qualche fotografia ? - Sì, ho fatto delle foto.

Ciao !

Come va ?

Comunque sei una calamita!

Come fai ad attrarle così?

- Allora farai delle fotografie anche me ? Perché, in realtà, faccio la modella. - Certo !

- Datevi un bacio. Un bacio, un bacio ! No, un bacio vero, sulla bocca. - Basta, finiscila.

Sulla bocca. No, veramente !

- Belli ! - Così, bene! - Adesso smettila, finiamola qui.

- Chec'è?-Eh? - Che c'è ? - No, zia, niente.

Cosa stai facendo ? Li vuoi lasciar stare ? Ehi, Ii vuoi forzare ?

- E' bella, vuoi fotografare anche lei ? - Sì, ne abbiamo già parlato prima, zia.

E' molto bella lei. Sì, è proprio bella.

Ti va di bere uno shot ? Ti va di bere uno shot ?

- No, grazie. E tu ? Cosa ti prendo ? - Ehm... tequila ?

- Che cosa vuoi bere ? - Non voglio niente, ma tu bevi.

Dai, vieni.

Aiutami a scendere, ti prego!

- Tornatene a casa! - Ah, sei veramente scatenata!

Ehi, ragazze, vi ho stese alla grande ! Due contro una e alla fine vi ho stracciate !

- A me non pare! - Abbiamo un giudice qui!

- Ah, non mi esprimo. - Si vedrà ! - Non ti azzardare a dire niente.

- Mi riposo. - Una catastrofe ! - Eh ? - Siete tutte ubriache.

- No, io non sono ubriaca ! - No! - No, non lo sono per niente!

- La zia, tra poco, cade. - Eh ?

- Lo sai, lui mi stressa. Sono stremata, davvero, sono stanca. - Eh ?

- Quello mi stressa! - Chi? - Tu che ne pensi?

Ne abbiamo parlato. Mi ha fatto una dichiarazione d'amore perché è ubriaco.

Gli ho detto: "Vediamo se domattina lo confermi". E lui ha detto: "Lo confermo, certo".

- Come al solito. - Ha detto: "Ti amo", e poi "andrò a parlare con Clément".

E io: "Sì, ne riparliamo al più presto". Vedremo. Sono molto stanca.

Giù le mani da lei, forza ! Fa' come ti dico ! Smettila, è una ragazzina.

- Sei riuscito a fotografare gli agnelli ? - Sì, alla grande ! Ne sono nati due.

- No ! E' fantastico! - Sì. Ero troppo felice.

- Hai aspettato, allora. - Sì, certo. - Sei stato bravo.

Be', il secondo mi ha preso alla sprovvista.

Ma certo, è normale. Non potevi saperlo, non te lo aspetti. Che bello!

- Era già buio, no ? - Sì. Si era messa in un angolo, tranquilla.

Che bello, davvero.

- Te l'avevo detto, in genere si isolano. Stanno per partorire quando lo fanno. - Sì.

Che bello.

- No, grazie. - Non mi va più.

- Sei ubriaca. - No, non è vero ! Ho soltanto sete di acqua.

- Ti va di ballare ? - Sì !

Sì, si vede che hai voglia!

Be', faccio un giro.

Brava.

Alle donne fai vedere i muscoli ?

Come si chiama la tua ragazza ?

Jessica.

Buonasera.

- Come va ? - Come va ?

- Che cosa prendi? - Niente, tu ?

Perché ridi ?

Non ci provare !

- Ma non ci guarda nessuno. - Non mi sembra, è pieno di gente.

Ehi, c'è Céline dietro di te. E Amin è laggiù. Non starmi così vicino.

- Non c'è nessuno. - E' venuto a farmi un sacco di domande.

Amin mi ha fatto delle domande. Tieni, prendi questo.

- Oh, ciao! - Ehi!

- Ci incontriamo di nuovo, noi ! Come va ? - Guarda un po' chi si vede ! - Allora, come va ?

Buonasera ! Cosa vuole ? Che desidera ?

Eh ? Non ho capito ! Che cosa c'è?

- Vieni qua, ho detto. - Perché fai quei versi strani con la lingua ?

- Lo sai, perché. - Volete che vi lasci da soli o resto qua ?

- Perché? No! - Perché non vuoi venire ?

Allora, che fai? Non vuoi venire ?

- E' una serata fantastica! - Non balli più ? - Ma certo che sì!

- Hai ballato come una matta! - Be', ora mi prendo una pausa.

Cosa c'è ?

Ma cosa... Ehi!

- Sicurezza, per favore ! - Sicurezza !

- Mi stanno importunando ! - D'accordo, sto buono, giuro. - Scherzo.

Perché non ci provi ?

Perché non vai con Céline ?

- Perché l'ho già fatto. - E poi non vi guarda nessuno. - Eh ?

- Lo puoi fare, non guarda nessuno. - E... - Potresti provare a baciarla.

- Perché non ci provi tu ? - Puoi farlo anche tu.

No, tu. Se mi ami, fallo tu.

- Facciamo una cosa a tre, se vuoi. - No.

- Dai, è perfetta. - Non te la meriti.

- Dai, lo facciamo ? - No, fallo da solo!

Lei ci sta, per me.

Ci sta.

Camélia !

- Dai, dai, è proprio quella la mossa! - Va bene così? - No, non è così.

Ti vedo tutto da qui lVedo tutto!

Ora ci provo.

Teniamoci quassù.

- Così non perdiamo l'equilibrio. - Mi tengo anche io.

Ophélie, dai, venite giù !

No, voglio scendere !

Che culone ! Che culone che hai!

- Amin, vieni qua !Amin ! - Amin !Amin !Vieni!

Che caldo !

Eccolo là, mio cugino!

Ora basta !

Hai bevuto, eh ? Ora basta.

- Vi siete scatenate stasera, eh ? - Eh ? Viva la libertà!

- Brava, ben detto ! - Sì, certo ! - E l'amore !

Tu balli bene !

- Che c'è? - Prendi la spagnola, ci facciamo l'amore. - Dammi un bacio qua.

- Voglio la spagnola, ci facciamo l'amore. - Davvero ? - Sì. - Stasera ? - Esatto, vai !

- Venite qua, ballate con noi! - Vuoi andare via ? - Eh ?

- Per caso, non vuoi ballare con me ? - Ho detto questo, forse ?

Sei timido ? Hai la ragazza ?

- Non rispondi? - No.

- Non rispondi o non ce l'hai? - No, non ce l'ho. - Eh ? - Non ce l'ho.

Ah, no ? Sicuro ?

E' qui, davanti a te !

- Che ti ha detto ? - Tu in che condizioni torni a casa ?

- Amin, che ti ha detto ? - Chi? - L'ho vista Céline, eh!

- Dimmelo ! - Sei ubriaca anche tu. - Che cosa vuoi ancora tu ?

Che vuoi ? E' mio fratello, falla finita !

- Lo verso oppure no ? - No, no!

- Uno... Due... - E' mio fratello!

- Guarda che lo versa davvero! - No ! E dai!

- Attenta! - E dai!

Ferma, ferma, ferma !

- Aspetta. - Ok, che cosa volete da bere ? Champagne o vino ? Barista, vieni qua!

Vai, vai, vai !

Allora !

Avanti, dammi un bacio.

Eccomi !

Allora !

Ok, anche io!

Togliamo ?

Anch'io!

Spogliati.

Ma che fai?

Ma sei impazzita ?

- Togliti quesfaffare ! - No ! Che combini?

Ora scendo.

Sei fuori di testa! Ci stanno guardando tutti, lo sai?

Mi metti alla prova ? Ti faccio vedere io, allora !

Ehi!

Che bello vederti!

- Allora, che ci fai qui ? Vuoi bere qualcosa ? - No, grazie. Sto cercando Ana.

- Oh, Ana... L'ho persa di vista un paio d'ore fa. - Sì?

- Dovevi vederla ? Vuoi che ti aiuti a cercarla ? - Sì, magari.

Ok!

Anastasia ?

Ana ?

Non sono sola, ci sei ?

Entra pure.

- Oh non è qui. - Maledizione !

- Scusa ! Scusa ! Siamo disordinata ! - Figurati. Voglio solo vedere Ana.

Siamo modelle disordinate ! E' colpa del lavoro che facciamo, credo.

- Ad ogni modo, scusa. - Magari è uscita.

Sì, be'... Può darsi.

Non credo che sia in piscina, perché ero là e... lei non c'era.

- E forse... è in spiaggia, io non lo so. - D'accordo, allora vado.

- Sì, sì. - Sai che, guardandoti, capisco il motivo per cui le piaci tanto.

Insomma, hai questo...

fascino...

con questi occhi così profondi.

- Be', possiamo... Possiamo andare a cercarla in piscina. - Sì, ok.

Charlotte ?

- Ehi, come va ? - Non ero sicuro fossi tu. Come va ?

- Alla grande, tu ? - Bene. Che piacere vederti!

- Sì, anche per me. Che fai qui ? - Solo una passeggiata.

Ho fatto diverse foto, c'era un bel tramonto. E tu ?

- Be', mi rilasso, me ne sto qui tranquilla e... Niente di che. - Sei da sola ? - Sì.

- Che mi racconti ? - Ma, insomma... Be', poco e niente.

I giorni sono tutti uguali e... Non faccio un granché, sai? E tu ? Va tutto bene ?

Tutto a posto. Tutto bene. Me la spasso un po'.

Che fai al momento ?

Mi godo la spiaggia, le vacante. Mi dedico alle foto.

- Ah, sì ? - Eh, già.

- E' bello qua. Stupendo. - Mm.

- E' come... - Non stai con la tua amica ?

- No. Be', in realtà sono dovuta andare via da casa di sua nonna. - Davvero ?

Eh, già. Ma vedi, non ci parlavamo più.

E tutte le sere c'erano feste a casa con Toni, Joe e gli altri.

- Ero stanca, sinceramente non mi andava più di vederli. - Mm.

E così, alla fine, me ne sono andata.

- Forse è stato meglio. - Tutto qui. Ora ho il mio piccolo appartamento e... E' così carino!

- E' piccolino, ma è grazioso. Ha pure una terrazza, e quindi... - Goditela.

Sì, esatto. Resterò solo altri tre o quattro giorni.

- Già te ne vai via ? - Sì. Raggiungo i miei ad Atene.

Staremo circa una decina di giorni là, sarà fantastico.

- Ci sei mai stata ? - No, è la mia prima volta.

- Sarà stupenda. - Sì, sarà magnifica, sogno di vederla da così tanto tempo.

- Sono contenta. E come stanno i tuoi ? - Molto bene.

- Veramente ? Stanno tutti bene ? - Sono sempre al ristorante a lavorare. Sì, tutto a posto.

- Mi fa piacere. - Perché non passi a salutarli prima di andare ?

Sì, avevo già pensato di fare una visita. Volevo rivedere tua madre e scusarmi con lei.

- Ma no, non c'è alcun bisogno. - Sì, invece devo farlo.

L'ultima volta che sono passata era indaffarata, eppure si è presa cura di me. E' stata adorabile.

Voglio ringraziarla.

- Casa tua è da queste parti? - Sì, cinque minuti a piedi e sono arrivata. Tu dove te ne vai?

- Faccio due passi e ti accompagno. - Ah, be', che gentile !

- Prima ho fatto la spesa per stasera, cucino qualcosa. Vuoi mangiare da me ? - Perché no!

- Sì ? Perfetto ! - Sei stata carina a chiedermelo.

Però non paragonarmi a tua madre, ti prego. Non sono così brava.

- Diciamo che me la cavo, qualcosina la so fare. - Mi fido di te.

- Che ti va di mangiare ? - Quello che vuoi.

- Ti va la pasta ? - Sì, perfetto !

Va bene, allora. Come vogliamo condirla ?

Se hai dei pomodori freschi e del basilico, prepariamo un sughetto leggero.

- Ah, bene, ho tutto quello che ci serve. - Adoro le cose semplici.

Però ci vorrà un po' di tempo per cuocere tutto, quindi spero che tu abbia tempo.

Ho tutto il tempo.

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