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"Ravvisata la violazione della legge sulla disciplina urbanistica,

numero 765 e 517,

si condanna il Manzo Odoacre,

titolare dell'Edilizia Tiburtense,

a mesi 18 di reclusione,

lire 3.220.000 di ammenda e al pagamento delle spese processuali.

Inoltre, si ordina lo smantellamento delle opere murarie fatte da lui edificare

come da descrizione precedente e in dettaglio allegata,

nella zona suddetta e con effetto immediato.

In nome del popolo italiano, si dà esecuzione alla sentenza."

Noi siamo pronti, signor pretore.

Procediamo.

Ecco, firmi qui.

- Grazie. - Andiamo.

Bentornato, dottor Bonifazi.

Abbiamo saputo che t'hanno promosso giudice istruttore.

- Complimenti assai. - Grazie.

Il lavoro è aumentato, eh?

Beh, aumenta tutto.

Buongiorno, ingegnere.

Santenocito ingegner Lorenzo,

presidente della Plast S.P.A., profilati in plastica per costruzioni,

dell'edilizia Prati Clementini & Pomezia sud,

della Santenocito Strade, dell'Immobiliare Lazio Mio,

della finanziaria Fides...

Vai.

...della Giannutri Oggi e Domani,

vicepresidente della società alberghiera Sicilia Ovest

e della Maiolicati Torzillo & Santenocito,

consigliere delegato della società Laziale Laterizi, dell'Italasfalto,

della L.S. Import...

Vai al camping di Tor San Lorenzo?

Non sei il primo che tiro su.

Lo sai perché vi faccio salire?

Per dirvi ciò che penso di quelli come te.

Che disprezzano quelli come me,

ma si fanno scarrozzare dalle nostre macchine.

Che ci definite sfruttatori, ma ci sfruttate.

E fate bene, eh. Intendiamoci.

Perché molti vi tollerano, invece di schiacciarvi.

I camping?

Lo sai che cosa farei io, dei vostri camping?

No, non li proibirei, no.

Ma farei un editto. Recingerli di filo spinato con corrente ad alta tensione.

E poi dentro ci ficcherei tutti i giovanottelli come te,

quelli al di sotto dei 25 anni, rapati a zero.

Lavoro duro 16 ore la giorno. Tutti, obiettori di coscienza,

anarchici, maoisti, tutti a soffrire.

Come noi, che abbiamo fatto la guerra e lavoriamo.

Sì, lavoriamo duro, per il benessere del Paese.

Quanti anni hai tu?

Scommetto che dici 26 per evitare l'editto, eh?

Mi dispiace, signore. Non capisco. Sono inglese.

Non hai capito, eh? E mi fai parlare mezz'ora.

Va' via, testa di cazzo.

Esci!

A pezzi vi farei.

Fascista! Figlio di mignotta!

Presidente dell'associazione Roma Pulita,

amministratore delegato della Banca Cooperativa Industriale,

della cementifera Rinascita e della fondiaria Trinacria,

presidente della polisportiva Tirrena,

sindaco della Slia Detersivi Biodegradabili,

amministratore unico della SUP S.P.A.,

consigliere della Cariddi Film,

presidente della farmaceutica Centro Sud...

Guarda che bel sorpasso in curva che sta facendo.

Ora gli allisciamo il pelo.

Ma che vuoi allisciare? È l'ingegner Santenocito, è ammanigliato.

Ehi, salve, ragazzi.

Gli abbiamo fatto 100 multe e se le fa levare sempre.

Ora ci rifacciamo con questo, va'.

"La portiera alle ore dieci entrò in camera della ragazza."

Signorina?

Oh, Dio. Oh, Dio mio.

Dopo il sopralluogo, questa tenenza chiamò subito

il dottor Brunori che giunto alle 10:25, esaminò dettagliatamente il cadavere

e dichiarò al sottoscritto quanto segue.

Ad un primo esame si rileva

che sul cadavere ci sono segni di contusioni e abrasioni,

insomma, qualcuno l'ha picchiata. Particolare importante:

nessuna traccia di medicazioni di ferite ed ematomi che eppure appaiono rilevanti.

Si fa notare, altresì, che sia il corpo che le coltri sono state da me ricomposte,

così come furono trovate, vale a dire, in perfetto ordine,

un ordine tale da far supporre l'intervento di persona estranea.

No, signor giudice.

Non è perché sospettetti una morte violenta della signorina Silvana

che mi rivolsi ai carabinieri anziché al medico normale,

il dottor Silvestri del secondo piano.

- No? - No, signore.

È che a casa del signor Silvestri, mi dicettero:

"Il dottor Silvestri sta in clinica." In clinica: "Sta all'ospedale."

All'ospedale: "Al gabinetto d'analisi."

Sì, vabbè, ho capito.

È che il signor medico è troppo venale oggigiorno.

È come il cane di Don Tartaglia.

Tu corri appresso a esso, e esso appresso alla quaglia.

Ecco la verità.

Concludendo, lei non sospettette...

che la morte della ragazza potesse essere stata provocata

da causa innaturali?

A che ora rientrò la ragazza la sera prima?

Lo ignoro. Per le solite, essa passava direttamente dal garage.

Ah.

Direttamente dal garage.

Sì, perciò poco la vedevo, poco sapevo.

Del resto, viveva sola. Punto.

Viveva sola... "Punto" lo so benissimo anch'io, è inutile che lo dica lei.

Le do una mano, dottore.

Ma come mai così giovane viveva sola?

Per maggiori parole su di essa, si rivolga ai suoi genitori.

Ora potrei andarmene, dottore?

Questi genitori vedevano spesso la ragazza?

- Sì, la vedevamo spesso. - Assai poco.

Spesso o poco?

Per esempio, il giorno della disgrazia, l'avevamo invitata a cena da noi.

Mi telefonò quella sera,

aveva appuntamento con una persona importante, di cui ignoriamo l'entità.

Sa, noi odiamo gli sprechi.

E così, invitammo una vicina, la vedova Casciotti,

che fece onore al desinare. Poi, la mattina...

Vede, signor magistrato...

La mattina la portiera telefonò che...

La nostra pupa...

Vede, signor magistrato, pur non vivendo insieme,

la filiale sollecitudine della nostra bambina

era sempre più unica che rara.

Se l'avesse conosciuta...

La letizia in persona.

La chiamavamo Lodoletta.

Deve sapere che le nostre difficoltà finanziarie sono pesanti.

Mia moglie, maestra di strumenti a plettro, ha una pensione ridicola.

In più, malata di diabete, signor magistrato.

E in quanto a me, non c'è pane per i poeti,

a parte che sono pittore.

Non ci interessa, è pregato di attenersi soltanto ai fatti.

Io sono una donna onesta e fedele,

glielo dica a quel cornutazzo di mio marito.

Arrivederla.

Arrivederla.

Arrivederla.

Arrivederla.

E i fatti... i fatti sono brutti, dottore.

È meglio la fantasia.

Insomma, la nostra piccoletta interruppe presto gli studi,

inserendosi nel gran calderone.

Come? Calderone?

Sì, guadagnava discretamente.

E nulla ci faceva mancare, quest'anno anche i fanghi.

Scusi, prima ha detto "il gran calderone".

Che vuol dire? Che cosa intende per "gran calderone"?

Ma in che senso, prego?

Insomma, che genere di lavoro faceva la ragazza?

- Pubbliche relations? - È una domanda?

- Non so... - Ma se non lo sa lei...

Frequentava, riceveva ed era ricevuta, "si esplicava".

- Sì, begli ambienti, bei signori. - Personalità del commercio.

E anche taluni esteri,

italiani di Milano. Di Roma, pochi.

Silvana conosceva assai bene l'inglese.

Grandi alberghi, jet societé, sì, sì.

Senti, perché non gli dici di quel ragazzo?

Tu credi che non sappiano del mestiere che faceva la loro figlia?

- No. - No?

Direi di no.

Ah, signor giudice, vi sarebbe poi un episodio

che lumeggia assai il carattere della nostra pupetta.

- Glielo conto? - Racconti, racconti.

Ora è un anno, essa si straniò. Insomma, ebbe a innamorarsi.

Sì, di un giovanottello.

Di un morticciolo di fame, voleva anche sposarlo.

E così, tralasciò il suo esplicarsi.

- Interrompendo il suo percepire e darci... - Ebbimo fiere baccagliate ma inutili...

Ha capito che cosa fa fare l'amore?

Questo giovanottello morticciolo di fame sarebbe per caso...

- Un certo Roscioni Sirio? - Sì, e come lo sa?

L'ho interrogato. Gioca a pallacanestro e studia da radiotecnico.

Gioca e non guadagna il benché minimo becco di un quattrino.

Vabbè, vada avanti e non ceselli, sempre se le è possibile.

Appunto. Si diceva che, privi del sostentamento da parte della pupa

non fattasi più viva, furono giorni molto bigi.

Tanto che una sera, spinti

da fame nerissima, entrammo da Tito, dove speravamo di perticare qualche lira,

dato che mio marito, oltre che pittore, è anche semi-baritono.

♪ Tu non sai Quanto soffrì il tuo vecchio genitor... ♪

Ce ne scacciarono, datosi che i suonatori ambulanti

sono una mafia dentellata con gli osti, nella quale non ti fanno penetrare.

Papà!

- Mamma! - Figlia mia!

Ah, ce l'ho ancora qui davanti agli occhi, dottore.

Essa, tra singhiozzi, mi disse: "Mamma,

mamma, perdona il male che vi ho fatto.

Tra me e Sirio è tutto finito. L'ho lasciato."

È vero che è commosso anche lei, dottore?

Insomma, la sciagurata lasciò colui che covava il disegno infame di sposarla...

E tornò sulla retta via.

- Sì. - Ebbimo ancora giorni lieti.

Potei perfino farmi una nuova dentiera.

Credevi che fosse padre di una mignotta senza saperlo?

E invece è un figlio di mignotta, e lo sa benissimo.

Per l'ultima volta,

mi volete dire che mestiere facevate fare a vostra figlia?

Scusi, sa, ma intanto, "facevate" non è il termine.

È il termine.

E poi lei mira alla concretezza, ed è giusto, dottore.

Ma la vita è ambigua, è ambigua.

È il suo magico.

Il nome di qualcuno dei signori importanti che vostra figlia frequentava?

- Non ne eravamo dentro, lo giuro. - Gente a noi poco consona.

Su, forza, coraggio.

Come si chiamava quello che le fece la raccomandazione

per i magazzini Standard?

Ah, sì, l'ingegner...

Santo...

- Santo Antonio. - Sì, e Santo Francesco.

No, quello che, fra l'altro, è proprietario

della Plast, una ditta di plasticheria.

- Plast? - Sì, sì.

Santenocito?

Sì, bravo, Santenocito, quello è proprio il nome.

Sì, gentilmente l'ingegner Santenocito le fece una lettera raccomandata.

Basta, non ho bisogno d'altro. Potete andare.

Sì, andiamo.

Andate.

Buongiorno, professore. Sono pronti o no i risultati del corpo di quella ragazza?

Calma. La gatta frettolosa fece i gattini ciechi. Ciao.

- Signorina Carmen. - Dica, professore.

Dica a Mazzetti di preparare i referti della ragazza morta l'altro giorno.

Abbiamo qui con noi il giudice Bonifazi.

- Come stai? - Bene, grazie. E tu?

- Sono stanco. - Anch'io.

Senti, mi puoi anticipare qualcosa su questa ragazza?

Aveva due belle tettine quella povera figlietta.

Ma ora andiamo a sentire, vieni.

Ti è passata la stitichezza?

Sì, con le prugne cotte. Bella cura, m'hai dato.

Sono contro le medicine, lo sai. Ora ti dico come stanno le cose.

Per qualcuno la stitichezza è un motivo per passare ore e ore dentro il cesso,

perché il cesso è l'estremo rifugio

dove l'intimità combatte la battaglia contro il casino sociale dell'esterno.

Uomo, dalla merda venivi e alla merda ritorni.

Grazie al progresso, l'anima de li mortacci sui. Concordi, giudice?

- Sì, concordo. - Chi ce la impone la civiltà industriale?

- Agnelli e Marx. - E Paperino dove lo metti?

Mazzetti, arrivano sti referti?

Professore, ho qualcosa per te.

- Che è? - Caccia e pesca.

Mmm, che puzza.

No, è un po' frollato. È un gabbiano morto che contiene un pesce morto.

- C'entra con l'inchiesta? - Beh, forse no.

O forse sì, chi lo sa?

Uccisi dagli spurghi della fabbrica di profilati plastici Plast,

società per azioni, disoneste.

Presidente, l'ingegner Santenocito.

- Non è un costruttore? - Anche.

Ed è anche riuscito a farsi costruire la fabbrica a spese dello Stato.

Ho capito. E tu cerchi di fregarlo con l'inquinamento. Sarai un po' fissato?

- Fissato? E se lo mangiavo, quel pesce? - Magari.

Vedi? Te la prendi tanto con il progresso, che avveleni i cittadini, ma poi tu...

che cosa fai per impedirlo, eh?

Io dei cittadini me ne infischio,

perché aspirano tutti a diventare industriali o avvelenatori del prossimo.

Ma voialtri magistrati

non l'avete capito che il popolo italiano nel nome del quale sentenziate,

non merita un cacchio?

Continuate, continuate a difenderlo.

Beh, chi merita, merita. E chi non merita sarà stangato.

Ah, mo minaccia? Perché noi non meritiamo, vero?

Che ci vorrai fare, Robespierre mio? Tagliarci la capoccia a tutti?

Per voi medici, soltanto pene pecuniarie. Soffrirete molto di più.

Battuta volgarissima.

Non fa ridere. Vero, Mazzetti? Prendi il pollo e mettilo in frigorifero.

Ah, senta. Ne metta via una coscia per il professore.

Ecco i referti.

- Fai vedere. - Fermo che non ci capisci niente.

"Il decesso è da collocare tra la mezzanotte e le due del mattino.

Il collasso cardiaco in seguito a percosse, è escluso.

Si è trattato di colpi violenti ma non mortali."

- E allora com'è che è morta? - Ora vediamo.

"Analisi sui residuati intestinali e renali."

- "Alterazione dei tuboli renali." E cioè? - Beh...

É morta per uso eccessivo di oppiacei.

Droga?

Perché? Se non moriva, l'avresti incriminata?

Ma che faceva questa ragazza?

Beh... si esplicava.

- Mignotta? - Eh, insomma. Che genere di oppiacei?

Bisognerebbe fare una gascromatografia.

E falla, professore, falla.

Mi potresti dare il tuo parere sulla meccanica della morte della ragazza?

Mah... solo un'ipotesi.

Forse non è morta nel suo letto.

Qualcuno ce l'ha messa dopo morta.

Perché no? È possibile.

Buongiorno, Don Manzi. Allora?

Ingegnere, ci sarà da aspettare qualche minuto.

- Se intanto vuole dare un'occhiata... - Sbrighiamoci.

E allora, carissimo, come va questa raccolta firme contro il divorzio?

- Mah. - Mmm.

Oh, io firmo, eh? Firmo tutto.

Questo che è? Convocazione del tribunale... Perché?

È la seconda. È per una testimonianza.

Testimonianza?

Ma quale testimonianza? Dica che non rompano.

- Ing. Santenocito? - Sì, grazie.

- Faccio in un momento. - Il ministro l'attende.

Il De Chirico lo prendo ma l'autentica dev'essere autenticata dal notaio, eh?

Carissimo.

Abbia pazienza.

Complimenti, signor procuratore.

- Giudice Bonifazi. - Ahi, ahi, ahi.

- Bonifazi? - È arrivato. Arrivederci.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Si può sapere a che siamo con l'affare della puttanella drogata? Me lo chiude?

- No. Ancora non lo chiudo. - No?

No. Aspetto un supplemento di analisi.

E scusi, lei nel frattempo ci parli, con l'ex della morta, quel ragazzotto.

Controllato. Sabato sera era a Faenza, con la sua squadra di pallacanestro.

- Rientrato domenica notte. - Peccato.

Il teste Santenocito, già convocato due volte, non si è ancora presentato.

Santenocito?

Sì, proprio lui. Pare che conoscesse la ragazza.

Se non si presenta entro oggi, lo mando a prendere dai carabinieri.

Niente di meno.

- Beh, cos'è? Non frigge più? - Friggo?

Ma certo, lei frigge sempre: "marci", "chiuda"...

Come mai di colpo non ha più fretta, eh?

Ma quale fretta? Che dice? Io stavo solo simpaticamente consigliando.

Simpaticamente non mi consigli niente.

Aspetti che chiuda i fascicoli che mi ha passato.

Lei non può rifiutare la mia rispettosa collaborazione.

Ma che rispettosa collaborazione? Lei mi dice di marciare.

Io ho già notato altre volte che lei ce l'ha con me.

Lei vorrebbe trascinarmi in una polemica speciosa

alla quale intendo fermamente sottrarmi.

Polemiche speciose io non ne faccio, caro lei.

E allora cos'è questa sua esaltazione, scusi, giudice Bonifazi?

No, esaltato non me lo dice.

O dico che ha chiesto la recidiva per il furto di un chilo di albicocche.

Ah, è questo?

Sì, lei ha lo zelo eccessivo di chi ha scarsa indipendenza morale.

Lei soffre di strabismo legislativo.

Non le permetto queste aggressioni demagogiche.

Lei ritirerà immediatamente tutto ciò che ha detto. Immediatamente.

- Se sono un demagogo io, lei che cos'è? - Lei ritiri.

- E lei mi risponda. - E si faccia curare i nervi.

Se li faccia curare lei, i nervi.

Se io sono un demagogo, lei che cos'è? Un fascista? Risponda.

Ed eviti. Eviti di fermarmi per i corridoi con quel tono.

So il mio dovere. Non sarà lei, signor pubblico ministero, a insegnarmelo.

Io sono un magistrato, perdio.

Anch'io sono un magistrato.

No, lei è...

Ma fortunatamente non si devono lamentare vittime.

L'intero Palazzo di Giustizia è stato dichiarato inagibile.

Le autorità ne hanno disposto la chiusura a tempo indeterminato e sgombero totale.

Secondo me è crollato

sotto il peso delle troppe cause arretrate.

E lei che cosa pensa di questo incidente?

Io? Io so solo che queste cose una volta non succedevano.

Come lo stracciarolo mette a parte e non confonde carte con stracci,

lo stesso noi, co' sti stracci de carte.

Le udienze nei tribunali sono momentaneamente sospese.

Sedi di emergenza vengono approntate per i vari uffici giudiziari

presso le preture in alcune scuole e nelle caserme.

Si fidi, è un affare davvero meraviglioso, mi creda.

Lei segua e mi soccorra.

Questo meraviglioso terreno è affittabile. E cosa più importante...

Come si dice "lottizzare"?

Subdivide.

Lei può...

In tre, no. Mai.

Un milione di dollari. Venga nel mio ufficio domani, eh?

- Vuole fumare? Una boccatina? - Oh, no.

Ingegner Santenocito. La prego di seguirmi.

Che abuso intollerabile. Ora mi accompagna a casa, non posso mica presentarmi così.

Ingegnere, ho tentato tutto il giorno di rintracciarla, ma inutilmente.

Ho l'ordine d'accompagnarla immediatamente dal giudice istruttore. Spiacente.

Ma dove stiamo andando?

Non dovevamo andare al Palazzo di Giustizia? Dove mi portate?

Siamo quasi arrivati, ingegnere.

Ne parlerò in alto e qualcuno salterà.

Portarmi in giro mascherato in questa maniera...

Bella vergogna, eh? Anzi, adesso mi metto anche l'elmo, così.

Spero ci siano anche i fotografi. Una bella figura, ci facciamo.

Ma dove siamo?

Ah?

Fuori la guardia!

Carri armati... ma che è successo qui? Un golpe?

- Che? - Colpo di stato.

Ma quale colpo di stato, ingegnere.

Ne ha parlato anche la TV. Siamo qui provvisoriamente.

Di qua.

"C'è chi gioca sempre e chi sempre lavora.

No, ingegnere, di qua.

Quando lo Stato ruzzica...

il ladro si succhia tutto il grasso e il governo lo guarda e non lo stuzzica."

C'è poco da fare. Gioacchino Belli non invecchia mai.

Gli abusi autoritaristici in Paesi totalitari sono deprecazionabili.

Il prevaricazionismo implicante il maggior indice di repressività,

è quello fruente del massimo libito

demandatogli dalla designazione collettiva,

caro signore.

Ho capito soltanto "caro signore".

Allora tradurrò in volgare.

La peggior forma di prepotenza

è quella che si avvale del potere concesso dalla collettività.

Le è chiaro adesso?

Sente?

Questo è "Il silenzio". Perciò abbassi la voce e si sieda.

Lei è Santenocito Lorenzo di Rizieno, nato a Trapani, il 28 novembre 1923.

Professione, imprenditore.

Svolge la sua attività prevalentemente a Roma...

Più sono pezzenti e più si danno importanza.

Ma lo sai che io ti posso schiacciare come un pidocchio?

Con una telefonata al Ministro, io ti faccio sbattere a Pantelleria.

No, che Pantelleria? Io ti sbatto a Filicudi.

Domicilio fiscale, Ardea, naturalmente.

Guardi.

Scusi, ma chi sarebbe?

Ah, non la conosce?

È morta in circostanze misteriose. Ne hanno parlato anche i giornali.

Ah... No.

Eppure lei, nel 1969,

fece una lettera di raccomandazione a questa ragazza, per la ditta Standard.

Signor giudice, la sua ottica circa la mia attività d'operatore economico

è falsata. Io mi muovo a livello verticistico.

Ritenere che un industriale possa mantenere rapporti

con tutti quelli che riescono a strappargli una raccomandazione,

è come ritenere che possa mantenerli con il fruitore del prodotto finito.

Con chi, prego?

Con il fruitore del prodotto finito. Vuol dire "consumatore".

E perché non dice "consumatore"?

Oh, bella.

Perché rifiuto il piattume delle terminologie indifferenziate.

Più parole, più idee.

Sì, io amo il linguaggio aderenziale

e desemplicizzato.

Ecco, mi dica lei. Che cosa mi offre in alternativa a "desemplicizzato"?

Desemplicizzato? Complicato.

- Complicato? - Complicato, sì.

Sì, vabbè, così son buoni tutti.

Lei si chiama Lorenzo. Nessuno l'ha mai chiamato Renzo?

Non potrei impedirlo. Perché?

Perché nel taccuino della ragazza morta,

c'è un Renzo con relativo numero di telefono.

- Trentanove, dodici, sette, nove, tre. - Non è il mio.

Lo sappiamo.

È il numero del circolo canottieri Aniene, di cui lei è socio.

Renzo.

Signor giudice, lei ritiene che Renzo sia un nome così raro, poi?

Lo sa quanti canottieri si chiamano Renzo?

Se non si chiamano Renzo, non li prendono.

Ah-a. Abbiamo tutti e due il senso del comico, eh?

L'umorismo nasce dalla libertà e la libertà dall'umorismo,

dove manca l'uno manca l'altra, non è così?

C'è un nesso con quanto stiamo trattando?

Eccome c'è.

Esercitare la giustizia in un luogo repressivo come una caserma,

è una turbativa alla libertà del teste.

Lei qui è il superiore e io sono il subalterno.

Siamo in una caserma

perché il Palazzo di Giustizia, edificato da costruttori truffaldini

con la compiacenza di governanti disonesti,

ci stava crollando addosso.

E perché me lo sta dicendo con quel tono, signor giudice?

Forse perché anch'io sono un costruttore? È un delitto essere costruttori?

Mi vuole arrestare per questo?

In Russia siamo? O in Cina?

O è prevenuto perché sono di origine siciliana?

No, certo. Lei è qui semplicemente per rispondere alle mie domande.

Beh, ho risposto. Ma ammetto di non aver ancora capito che cosa vuole lei da me.

Vorrei sapere dov'era la notte fra il sette e l'otto maggio.

E perché proprio la notte fra il sette e l'otto maggio?

Perché è la notte in cui è morta la ragazza.

Ah... Ma lei mi sta chiedendo un alibi. E finalmente.

E certo. In Italia, chi non lo sa?

È fatto obbligo al cittadino di girare munito di regolare alibi

per esibirlo ad ogni richiesta della competente autorità.

- Le posso fare una domanda? - No, le domande le faccio io.

Chi è che ha sempre pronto in tasca un alibi? I delinquenti.

- Ed è per questo che io non ce l'ho. - Ah, no?

No. Non ce l'ho un alibi.

Devo sapere che ho fatto dieci giorni fa?

Si controlli.

Ma io faccio un milione di cose ogni giorno, signor giudice.

Dieci giorni fa sono stato anche a Berlino, forse.

- Sì, vado spesso a Berlino e a Monaco. - Cerchi di ricordare e abbassi la voce.

Devo ricordarmi anche quando?

- Non siamo alle terme di Caracalla. - Non sono pagato dallo Stato.

La sera, stroncato dall'operatività, io me ne sto in casa con la mia famiglia,

ma è un alibi starsene con la propria famiglia?

No, i familiari possono testimoniare solo contro, si sa.

Questo lasci che lo dica io.

La sera me ne sto a casa, con mia moglie e con mio papà,

che se vuole saperlo, sta molto male.

E che cosa resta, d'altra parte, a uno come me,

odiato e vittimizzato come imprenditore.

- Ma in fondo sono un proletario. - Risponda solo alle domande.

Che cosa farà quando sarà in mano a politici e burocrati?

- E ci risparmi tutto questo. - Che cosa mi resta?

Se non la famiglia? La famiglia che adoro, sì.

- Ora mi ricordo. - Oh.

Quella sera ho giocato a scopetta con mio padre fino a notte inoltrata,

non a poker o a bridge. All'italianissima scopetta. È chiaro?

- La saluto. - Dove va?

- Esco. - Ho detto d'andarsene?

Le ho detto che abbiamo finito?

Cosa glielo fa supporre?

Se ne andrà quando glielo dico io.

Può andare.

Ingegnere.

Il suo elmo.

E più tardi hanno telefonato l'onorevole Menchelli, il senator Lagona,

l'avvocato Badalamenti, e dall'Hilton ha telefonato il signor Blo...

- Bloomfield. Chi altro? - Bloomfield.

Nomi, nomi, nomi.

L'onorevole Coppò o Coppolò, il signor Piglialongo, Vanzi.

- Sì, e poi? - L'avvocato Balzani, il senatore Spanò.

Il dottor Trapani, la contessa Gori, il generale Melichinò e...

la signora Caruoso, l'onorevole Ricci.

- E che voleva da me tutta questa gente? - Volevano sapere cosa era successo.

Niente, non mi è successo niente. Era solo per una testimonianza. Niente.

Lorenzo.

"Lorenzo."

Che altro mi prepari stasera, Padre Eterno?

- Brutte notizie. - "Brutte notizie."

Lavinia, con il tuo vocazionismo a propinarmi sciagure quando rientro,

tu mi hai veramente disintegrato le sfere.

Dai, sputa.

Tuo padre, chiuso tutto il giorno in camera

perché quella strega di Greta era di libertà,

ha rotto la specchiera, povero vecchio.

Ti ho visto, sai? Hai fatto le corna.

Eh, già. Il tonante Santenocito è superstizioso.

Ha paura della morte, lui, della fame, della rivoluzione,

per cui scende dal letto col piede destro e gratta le balle alle statue.

Ma stai zitta, sboccata.

Comunque questo trasporto verso tuo suocero, è soltanto snobbismo.

Vuoi apparire una donnina inconsueta,

mentre sei soltanto una mezza calza con vocazione alla stravaganza.

Tipico degli infami, ritenere stravagante chi ha amore per il prossimo.

Bello, dove l'hai letta?

Dove sei stato fino a quest'ora?

In tribunale, sono stato. Anzi, in caserma, per una fesseria.

Ma inventale meglio.

Sei un porco e un puttaniere.

Sì, sono un puttaniere. Infatti ho sposato te.

- L'hai fatto per altri motivi, magnaccia. - Ah!

Sì, per farmi avallare i tuoi intrallazzi con i residuati di guerra, camion inglesi.

Povera mamma. Aveva ragione a volerti denunciare al Maresciallo Montgomery.

- Sì, sì, parla, parla. - Vigliacco, vigliacco, vigliacco!

Menopausa, menopausa, menopausa, quante infamie si commettono in tuo nome...

Ridi, Lavinia, sfoga la tua nevrosi.

Ma non sperare di tirarmi dentro ai tuoi isterismi.

Non ce la fai, hai capito? Stasera mi sento di ottimo umore.

- Vuoi vedere che te lo guasto? - Vuoi vedere che non me lo guasti?

- Vuoi vedere che sì? - Vuoi vedere che no?

Tua figlia è incinta.

Oh, porca...

Hai visto, stronzo?

Giugi!

Diamo la libertà ai giovani...

Giugi!

Eh!

- Che? - Eh, la mamma mi ha detto...

Ma è vero che sei incinta? Dimmi che non è vero.

Che noioso.

Ho detto alla mamma che ero incinta per farle uno scherzo.

Bello scherzo. La mamma l'ha presa sul serio.

Ma quella non capisce mai niente.

Giugi, oggi una ragazza pura a 18 anni forse è un'eccezione, ma il mondo

così livellato nella scelleratezza, non ha forse bisogno di eccezioni, eh?

- Solo le coscienze pulite lo salveranno. - Mmm.

Giugi, mantieniti pura, capito? Non ti buttar via, gli uomini sono lupi.

Scusami, eh? Ma stasera, non so com'è, papà...

sta un po' giù.

Appunto. Tirati su che mi schiacci.

Canaglietta.

Io ti ho capita, Giugi.

Tu mi vuoi molto bene, ma...

ma in fondo non mi ammiri, non è così?

No, no, ti ammiro anche.

E allora specifica. "Papà, ti ammiro per questo, questo e questo."

Papà, ti ammiro per questo, questo e questo.

Ecco.

Mantieniti pura, hai capito?

E soprattutto...

teniamoci sempre così uniti.

- Pronto? - Sì, pronto? Sono di nuovo io.

Senti, mi è venuto un sospetto.

Se alle spalle di questo giudice forsennato,

ci fosse una manovra intimidatoria concertata da Lercari, eh?

Manovra? Ma che dici? Perché?

Beh, per il mio rifiuto a finanziare la sua corrente, l'hai dimenticato?

Potrei parargliene io al ministro.

Ma sarebbe meglio se gliene accennassi tu come mio legale.

Beh, dirgli che se è la conseguenza di una manovra...

Ma che cosa dici?

Alle volte mi sembra incredibile tu abbia fatto fortuna con una testa così.

Ma davvero pensi che i magistrati si prestino a cose del genere?

Certi casi recenti sono delle eccezioni, ricordatelo. Non sono pari tuoi.

Beh, meglio. Allora sto tranquillo.

Ma certo, stai tranquillo.

Oh, hai detto che non c'entri niente, no?

Dai, te l'ho giurato su mia figlia.

Sì, sì. Credo che la cosa finirà lì.

Ma... non mi hai detto come si chiama questo giudice istruttore.

Bonifazi.

Ahi, ahi, ahi.

Ah.

Non posso stare più tanto tranquillo, eh?

Eh, un po' meno.

Ti dico un particolare.

Quand'era pretore, per gli abusi negli istituti minorili, spiccò

trentanove mandati di cattura in un solo giorno.

È una brutta bestia. Oh, ma tu con tuo padre ci hai parlato?

Sì. No, vado adesso a parlargli.

Richiamami domattina.

- Buonasera, signorina. - Buonasera, ingegnere.

- L'ha già messo a letto? - Sì, ma non credo che ancora dorme.

Papuzzo bello.

[padre, in siciliano] Eh? Chi è?

- Come stai? - Male.

- Perché? - Perché? Perché sei venuto a trovarmi.

Eh, non sei gentile.

Eh, non sono gentile, figlio mio, proprio perché non mi vieni mai a trovare.

E lo so, hai ragione, ma ho sempre tanto da fare.

- Ssh! Zitto, senti. - Che?

Vieni. Vieni a sentire una cosa.

Lo senti? È un violino.

Ah.

Suona soltanto quando c'è la luna piena.

Ah, ecco, ho capito, bravo, vieni.

Viene da dietro il bosco dei faggi, dalle parti della scuola agricola.

- Certo, certo. - Chi può essere a quest'ora?

- Siediti, papà. - Forse un tipo un po' matto.

- Facciamo una partitina, eh? - Oppure un disperato.

Ecco, alza.

- A scopetta? - Sì, a scopetta, come l'altra sera, eh?

- Sì, sì. - Come sabato sette, ti ricordi?

Che poi giocammo fino a tarda notte, è vero?

Ah, sì. Quel sabato che Lavinia e Giugi

se ne partirono per Ischia.

Ecco, bravissimo.

- Partono i bastimenti ♪ - Gioca, gioca.

Per terre assai lontane ♪

Però non è che giocammo fino a notte tarda.

Io mi ricordo che verso le dieci finimmo la partita,

e tu te ne uscisti di casa, no?

Gioca, papà, gioca. Bravo, hai fatto scopa, hai visto? Eh.

Ma come ho fatto scopa? Ma mi fai prendere un cinque e un sei con l'asso di bastoni?

No, l'asso l'ho giocato io, il sei tu, è scopa.

- Ma che cacchio dici? - Guarda che ti sbagli.

Io quella sera non uscii affatto. Restai qui a giocare con te, eh?

Ma Renzino mio, perché vuoi che io dica che sabato sette

tu te ne rimanesti in casa? Forse per paura di tua moglie?

Perché non vuoi che sappia che invece uscisti per andare a trovare

magari qualche donnaccia?

Ma no.

E sii sincero.

Che dici?

È un esercizio mnemonico che ti ha prescritto il medico.

Ricordare esattamente ciò che avvenne un certo giorno a una certa ora, eh?

- Capito? - Ho capito.

Ma per dimostrarti che non ho nessun bisogno

di esercizi mnemonici, come dici tu,

ti avverto che tu in mano c'hai

il sei a coppe e il due a denari. Giusto?

Vedi? Sei già migliorato.

Senti, papuzzo...

Non so, forse è un'impressione, ma...

Ti vedo un poco scontroso. O sbaglio? Che tieni?

Sì, sì. Per forza che sono scontento.

Certo, sempre chiuso qui dentro, solo come un cane...

- Perché non facciamo una cosa? - Eh.

Che ne diresti se facessimo quel bel viaggio...

che volevamo fare tanti anni fa, eh?

Ce ne andiamo. Io e te.

Ah, che brillantissima idea che avesti,

Renzino mio. Bravo.

E quando partiamo? Subito? Ci andiamo con un bel furgone camionetto.

E con la tenda e magari con la doccia e il fornello.

E ci portiamo pure il fucile da caccia.

Noi due soli, come quando eri un bambino.

E finirò, finalmente, di stare chiuso qua dentro.

Dice: "Ma tu t'ammalasti?" Sì, va bene, ma ora sono guarito.

Ragiono, ho buona memoria, no?

Pensa che vedremo foreste sconfinate,

e fiumi grandi come il mare,

prenderemo il vaporetto a ruota.

Sì, però lasciami parlare, papà.

- Che cosa? - Stammi bene a sentire.

C'è un...

C'ho un magistrato che mi prese di punta

per una cosa in cui non entro minimamente.

Ora, se risulta che io la notte di sabato sette,

capisti, papuzzo,

ero con te, non succede niente. Altrimenti,

il magistrato non mi lascia partire. E allora addio, Africa.

Figlio mio, io le bugie a un giudice non le posso dire.

No, quali bugie? Non è una bugia.

E poi guarda, forse non sarà nemmeno necessario. Ma se te lo domandasse,

tu gli devi dire che io quella sera stavo...

La verità, devi dire. Che io quella sera stavo con te. Chiaro è?

Ah, ho capito!

Tu mi vorresti far fare un'altra falsa testimonianza.

- E vaffanculo! - Eh, no, non voglio più vedere i giudici.

Mica me la sono dimenticata quella volta delle cambiali

che per poco non finisco in galera.

Ma tu te ne fotti degli altri!

Ecco perché mi volevi portare in Africa! Mascalzone che sei!

Lo dovevo indovinare! Ma io al giudice dico la verità!

Tu quel sabato uscisti, ecco la verità, tu...

Ma quale verità? Sei rimbambito, sei un demente.

Locco!

- Uscisti. - Senti pure i violini.

Ti dissi che li avevo sentiti pure io. Invece non ho sentito niente.

- Non è vero, l'hai sentito. - È in quella testa intronata, il violino.

Non è vero!

- Altro che viaggi. Ti faccio rinchiudere. - No!

E vediamo chi è più cocciuto. Io o te.

- C'era il violino. - Scemo, locco!

C'era!

Ah. Cappellini al burro, del parmigiano, un quartino di rosso e mezza minerale.

Intanto che aspetto, portami due sardine al gratin.

Ma, mi raccomando, due di numero. Se non c'è l'aglio.

- C'è l'aglio. - C'è? Vabbè, portamelo lo stesso.

- Niente prugne cotte, dottore? - No, niente prugne. Ah, senti un po'.

Siccome aspetto una telefonata, vuoi dire a Maria Teresa... grazie.

Guarda che il giudice aspetta una telefonata.

Subito, un minutino solo, eh?

Innocenti Mini Minor, la cosa più giovane che ci sia su quattro ruote.

Mini Minor Mk3.

Ciuccetto indeformabile Chicco, in gomma morbida,

non irrita la bocca e non cambia forma.

- Anche dopo mesi. - Ma Chicco pensa proprio a tutto.

Mi scusi il ritardo, dottore. Posso?

Prego.

- No, guardi. La borsa la lasci pure lì. - Come?

Ah, sì.

Con questo traffico è un disastro. Sa che la trovo bene?

Ragazzo, per favore, un caffè. Grazie.

Questo è il suo ristorante abituale?

Simpaticissimo locale. Ha un certo... un certo che.

Mi dica, ragionier Cerione.

Dottore, Irma non è più felice.

Sento che non mi ama più, dottore.

E lei mi ha dato un appuntamento per dirmi questo?

La sento ancora risentito dopo tanti anni, dottore, e mi dispiace.

- Portami uno schizzetto di grappa. - Sì.

Comunque non parliamo di risentimento, ragioniere.

Quando ho lasciato Irma, provavo soltanto disprezzo.

Troppo giusto.

Ma insomma, che cosa vuole da me?

Mettine un altro goccetto. Che c'è? Hai paura?

Dottore,

sono qui a pregarla di una cosa, ritengo, esatta e valida. Sua moglie la ama ancora.

Ci tiene, pensi, a farsi chiamare signora Bonifazi.

Perché non vi rimettete insieme, lei e essa?

Non fraintenda.

Io amo essa a mia volta, ma è per la sua felicità.

Dottor Mariano, la riaccolga. "Amor omnia vincit."

Senta, ragioniere, parlare d'amore alla nostra età...

fa un pochino schifo.

È Irma che la manda?

Per carità di Dio e per l'amore del medesimo,

Irma non sa nulla. Ci mancherebbe altro.

Però io quattro giorni fa le feci l'oroscopo,

e scoprii che avrebbe ripercorso amorosi sentieri già percorsi.

Insomma, se ho ben capito,

lei vorrebbe che me la riprendessi?

Ma io la piglio a pedate, qui, davanti a tutti.

Al tempo, prego. Neppure accettando del denaro?

Chi, io? Per riprendermi Irma?

No, io per tenerla. Non risponda subito.

Le do tempo anche 24 ore. Non sono mica venuto qui

per ricattarla.

Il mese scorso Irma si è fatta operare di cistifellea,

una barca di soldi mi è costata, la sua signora, caro Mariano.

- Lo sa? - Dottor Bonifazi, è per lei.

Se ne vada.

Ma vai fare in culo...

Pronto? Sì, sono io. Me lo passi.

Mamma mia, non ho più sonno ♪

♪ Figlio, che vuoi? ♪

♪ Mamma mia non ho più fame ♪

♪ Figlio, che vuoi? ♪

♪ Quello che voglio l'hai solo tu ♪

- ♪ Il cuore mio ♪ - Pronto? Pronto, Bonifazi?

- Pronto? - Viva l'amore ♪

Abbassa.

Sì, buongiorno, professor Rivaroli. Dimmi.

Abbiamo i risultati dell'analisi gascromatografica.

Sì. E allora? Buone notizie?

Giudicherai. Non m'addentro in particolari farmacologici con un ignorante in materia.

Sono state trovate, nei reni e nel fegato della morta,

tracce di un alcaloide sintetico

sul tipo dell'eroina, per intenderci.

Che ci risulta essere presente in un medicinale tedesco

non in vendita in Italia.

Medicinale tedesco?

- Sì. Il Ruhenol. - Ah.

- Scrivitelo. Ruhenol. Con l'"h". - Sì, sì, aspetta.

- L'hai scritto? - Ripeti, per favore?

- Ruhenol. - Ruhenol.

- L'hai scritto? - Sì, ho scritto.

Nient'altro? - No, nient'altro.

E queste sarebbero le famose buone notizie?

Che ti aspettavi da un'analisi?

Nome, cognome e indirizzo dell'assassino?

Va bene, grazie, professore. Arrivederci.

Sono stato anche a Berlino.

Vado spesso a Berlino e a Monaco. Devo ricordarmi quando?

Sono stato anche a Berlino.

Vado spesso a Berlino e a Monaco. Devo ricordarmi quando?

Ma io non capisco.

Perché mi hanno fatto mettere il vestito buono?

Lorenzo.

Ah.

Vieni, papà.

- Signorina Greta. - Sì?

Papà, tu conosci questi amici? Il signore e la signorina...

Papà si lamenta sempre che lo teniamo troppo rinchiuso, e ha ragione.

Perché non ti vai a prendere una boccata d'aria, ah?

Magari a monte Mario.

Forse loro non sanno che abbiamo abitato molti anni a monte Mario.

Via Santa Reparata, certo.

A papà piaceva tanto. È vero, papà?

Via Santa Reparata? Una delle vie più simpatiche, complimenti.

Quando si dice la combinazione. Noi si va, per l'appunto, da quelle parti.

Se volesse approfittare della nostra macchina, sarà un piacere.

Ma qui siamo in campagna vicino al mare.

Perché dovrei andare a prendere aria proprio a monte Mario. Perché?

Lorenzo, chi sono questi?

A monte Mario c'è il manicomio. Lì mi volete rinchiudere? Non sono matto.

- Andiamo, su. - Non sono matto.

Non mi rinchiudete. Non sono matto.

- Signor Riziero! - Non voglio andare al manicomio.

Piuttosto m'ammazzo.

Ma che succede? Lorenzo!

Signor Riziero, non faccia il bambino.

Lo vogliono portare in clinica per curarlo.

Non ci voglio andare in clinica, non ci voglio andare, no.

Buono, nonnino, cerca di fare il bravo. Mica è un ospedale.

Non sono matto.

Acchiappalo.

Lavinia, Lavinia, aiuto!

Lorenzo!

- Vedrai che ti divertirai. - Lorenzo!

Che hai da guardare?

Non vedo pietà né rimorso nei tuoi occhi.

Pietà e potere non vanno d'accordo.

Frase non male, da tenere presente.

Lorenzo! Ma perché? Perché lo fai rinchiudere?

Mi vuoi dire perché?

Vattene, sto piangendo.

Ma che fastidio ti dava? Merda che sei.

Preferisci il suocero in manicomio o il marito in galera?

- Arrivederla. - Arrivederla.

Vada, Maresciallo. Torno con un taxi.

Buongiorno. Vorrei parlare con il padre dell'ingegner Santenocito.

Sono il giudice Bonifazi.

Il signor Riziero è...

Mi scusi. Prego, si accomodi in salone.

Buongiorno.

Mi scusi, ma perché è in piedi? Sono Lavinia Santenocito.

Lei voleva parlare con... Ma prego, non vuole sedersi?

No, grazie.

Lei voleva parlare con mio suocero.

Ah... proprio poco fa, terribile...

Una nuova crisi. L'hanno portato via con l'ambulanza.

Ah, era lui?

Che crisi, scusi?

L'età, poveretto. Marasma senile.

Ah, come siamo fragili, vero?

Sa, era già da tempo che ci si pensava.

Ma si rinviava, lei capisce, noi lo amiamo.

Ma scusi, perché voleva vederlo?

Scusi, ma suo marito?

Potrei parlare almeno con lui?

Mio marito? No, è in città. Non ha voluto essere presente.

Sa, è stata una scena davvero straziante.

- Posso offrirle qualcosa, signor giudice? - No, grazie.

Semmai, non ha una pastiglia di Ruhenol?

Pardon?

Ruhenol.

È un analgesico. L'unico che mi fa passare il mal di testa.

Ah, è venuto anche a me. È il tempo che sta cambiando.

Come ha detto che si chiama?

Ruhenol, è una specialità tedesca.

Suo marito va spesso in Germania?

Sì, certo, ma scusi, che c'entra?

Ad ogni modo, le posso dare qualche altra cosa.

No, grazie. Si è fatto tardi. Anzi, ne approfitto e me ne vado. Arrivederla.

Lorenzo?

Oh, come mai lei da queste parti?

Le danno fastidio le curve? Così evitiamo il traffico e in mezz'ora siamo a Roma.

L'ho già ringraziata.

È proprio vero che nei momenti più tragici,

si viene colti da pensieri secondari, casuali.

Il condannato, salendo sul patibolo, nota, che so,

che il boia ha un dente d'oro.

Io invece mi sorprendo a pensare che una parola breve, un po' buffa,

è, in fondo, il simbolo di quanto c'è di più grande, di più nobile.

Dio?

Papà.

È anche per questo che l'accompagno volentieri.

In casa oggi c'è un gran vuoto.

E rientrarvi, per me, veramente non ha senso.

Soprattutto perché ne è appena uscito.

Uh? Non capisco.

E io non capisco come mai, dopo essersi fatto negare per non incontrarmi,

mi abbia raggiunto fingendo di arrivare da Roma.

Sarò sincero.

Non ha altra alternativa.

Ho deciso di parlarle, per questo mi son fermato.

E io ho deciso di ascoltarla, per questo sono salito.

E allora, showdown.

Io non conosco quella droga, quella... quel Runol, Ruinil...

- Ruhenol. - Ruhenol.

Come le ho già dichiarato, non conosco quella ragazza.

Dottor Bonifazi, ma...

ma davvero lei pensa che io sia un assassino?

- Mi guardi, via. - Sì, la guardo, ma lei guardi avanti.

C'è un camion.

Eh?

Posso dirle solo come, secondo me, si sono svolti i fatti.

Un cialtrone ha drogato la ragazza e l'ha picchiata.

Certamente, per motivi abietti, che cercheremo comunque di appurare.

Resosi conto che la ragazza stava molto male, il lazzarone, spaventato,

l'ha riportata a casa.

L'ecchimosi sulla fronte forse fu prodotta

da un urto contro lo stipite di una porta o qualcosa del genere.

Se il criminale avesse chiamato un medico, l'avrebbe certamente salvata.

Ma per paura di uno scandalo, non lo fece. E abbandonò la ragazza morente,

dopo averla ricomposta nel suo letto.

E lei in questo criminale, ci vede me?

No, non mi faccia dire quello che non ho detto.

Non vede me ma ha cercato mio padre per controllare il mio alibi.

Ma io sono molto allarmato, sig. giudice. È per questo che ho voluto parlarle.

I giornalisti sono belve in agguato.

Potrebbe esplodere una campagna scandalistica,

che coinvolgerebbe anche persone di insospettabile integrità.

Persone a me legate da rapporti

professionali o di amicizia.

Intendo, autorità capitoline,

onorevoli,

sottosegretari,

e anche più in alto.

No, ma io volevo parlarle anche per un'esigenza

più sottile, per un bisogno, come dire...

di appoggiarmi.

- A chi? - A lei.

Aprirmi a un uomo saldo nella sua posizione morale.

Anche se ostile a me.

E ho scoperto amaramente

che colloquio soltanto con persone che vogliono qualcosa da me.

O lei da loro.

E già. Vede com'è sempre pungente lei, eh?

Pronto, sicuro di sé.

Mentre io, invece...

Io, invece, sto affondando.

E non importa quale sia la falla che si sta aprendo nel mio scafo.

I suoi sospetti, la minaccia d'uno scandalo,

l'infelicità coniugale.

"Impresa Santenocito S.P.A."

"Paradiso terrestre." Cos'è?

Ah, sì. In questa landa desolata ma stupenda,

noi faremo sorgere alberi secolari.

Al posto di quelli distrutti dagli incendi?

Beh, autocombustione.

Villette...

unifamiliari, con...

scuole, supermarket, giardini d'infanzia,

vaccherie con latte appena munto, tutto a pochi passi dal mare.

E a condizione estremamente vantaggiosa.

- Lei ha famiglia? - No.

Beh, non importa. Abbiamo anche moduli compatizzati,

soluzioni ad ambiente unico,

rateizzazioni molto elastiche.

Non c'è da preoccuparsi, non c'è problema. Quasi gratis.

Simpatici.

Ne faccio salire spesso qualcuno.

Io sto con i giovani.

Sono il domani. Noi siamo ieri, eh? Lei che ne pensa?

Io penso che vorrei arrivare oggi, ingegnere.

Sono quasi le due.

Ci fermiamo qui? Fanno un'ottima trippa, con la menta e il formaggio pecorino.

Dio ci salvi.

E allora più avanti. "Da Zia Adele", brodetto.

Non sono interessato a questo brodetto.

Mica la zuppa di pesce è laziale. Vero brodetto marchigiano.

Piccola tregua.

Ah, erano mesi che non facevo una trippata così.

Noto con piacere che oggi lei non usa quel suo linguaggio aderenziale.

Sì, sono discontinuo, lo ammetto.

- No, no, no. - No, no.

Beh, grazie.

- Niente "grazie". Paghiamo metà per uno. - Ah.

- Cinquemila lire. - Bei ladri.

Eh, sì...

Un posto sereno

in un mondo che non sa più esserlo.

Caro dottor Bonifazi.

Lo sa che io talvolta penso di mollare tutto e farmi povero?

Avrei degli amici. I poveri fra loro si parlano.

Mica tanto difficile.

Basterebbe che domattina

non si alzasse con la preoccupazione di mettere insieme il consueto miliardo

con cui spingere, in salita,

la gigantesca macchina che ha creato.

La macchina rinculerebbe polverizzandomi.

E con me polverizzerebbe tutti quelli che dipendono dalle mie iniziative.

Ed il fatto è che, purtroppo,

noi abbiamo una funzione insostituibile nella società.

In questa.

Ah.

Dottor Bonifazi, io con lei più parlo e più sento che sto perdendo terreno.

E lei non parli.

Ma non posso non parlare, io. Sono logorroico. Parlare è la mia droga.

Me ne sono accorto.

Per sentirmi vivo devo parlare, parlare.

Sì, se taccio, muoio di paura.

Guarda qua che roba.

Sì, temo la morte, signor giudice. E non mi vergogno di dirlo.

La vita è troppo breve.

Appunto per questo bisognerebbe cercare di viverla un po' seriamente.

Ah, non c'è dubbio.

Rammenta com'era bello il mare quand'eravamo bambini?

Quando le vacanze erano un'avventura?

Quando... quando si amavano le filastrocche,

le semplici e piccole verità dell'esistenza.

E poi che cos'è successo?

Siamo rimasti soli.

Io e la mia famiglia andavamo in villeggiatura...

fra Anzio... e Nettuno.

Un grande albergo di cui rimangono ormai soltanto... Grazie.

...le macerie abitate dai barbagianni.

Io mi ricordo la veranda sotto le stelle,

il jazz band, l'odore del fritto misto...

...che si frammischiava al Jean Patou delle belle signore in pigiama di seta.

- Noi andavamo a Cesenatico. - Ah.

Ricordo che mio padre era sempre vestito di bianco.

E io portavo la frangetta alla Jackie Coogan.

Io mi mettevo la sabbia dentro le mutandine per fare il pancione.

E mia madre dopo il bagno mi dava un rosso d'uovo.

A me una pesca.

Che strano.

Gli uomini sono gli unici animali in continua espansione psicologica.

Eppure, esistono oscure barriere per cui

da adulti, essi non riescono ad incontrarsi.

Com'è vero. Allora, dico io, abbattiamole. No? Abbattiamo queste barriere.

Smentiamo l'infame teoria dell'incomunicabilità, parliamoci.

Ecco, ci dovremmo parlare, caro dottore, eh?

Torniamo a Cesenatico. A Cesenatico?

In che epoca andava?

Dal 1930 al...

Eh, ma allora anche noi. C'ero anch'io. Nel '33. A che bagno?

A che stabilimento?

- Al Rustichelli, vicino al Politeama. - Ma sì, anche noi.

È sicuro. Ma allora...

Ma tu sei Marianino? Marianino, Marianuccio, come...

Marianino.

Ma certo! Marianino, coi capelli alla Coogan.

Ecco perché

questo bisogno di parlarti.

T'avevo riconosciuto prima di riconoscerti. Hai visto?

- Non ricordi che abbiamo giocato insieme? - Certo.

Mi chiamavano "Pizzangrillo" perché ero secco.

Io invece ero un po' grasso.

Grasso, mi ricordo.

Ti ricordi che un giorno costruii un grande aquilone e tu me lo rompesti?

Sì, sì. Bianco, rosso e verde.

E una volta mi rubasti la merenda. Pane e mortadella.

- Sì. - Pizzangrillo.

Beh, sì, perché a quel tempo ero un po'... come dire? Un po'...

Un cialtrone.

Beh, cialtrone...

E cialtrone sei rimasto.

Perché io nel 1933 non sono stato a Cesenatico.

Perché lo stabilimento Rustichelli non esiste.

- È strano. - E io non ho mai costruito un aquilone.

Non c'è una sola virgola di vero in tutto quello che ha detto.

- E ha cercato anche di corrompermi. - Non è vero.

Sì, mi ha offerto una villa.

Io le ho offerto una villa? Ma guardi che sbaglia di grosso.

Ma perché crede che si diventa giudici? Per arricchire? Per i moduli compatizzati?

Ha detto un sacco di cose.

Ma si è dimenticato dei due procedimenti penali a suo carico, nel '63 e nel '67.

- Il primo per traffico d'armi. - Ma fui assolto.

- Per insufficienza di prove. - Eh.

E di quando tentò di portar via l'azienda al suo socio, che poi si suicidò.

- Ma era un paranoico, è stato dimostrato. - Certo, con tanto di certificato.

Allora lei, non solo è andato a frugare nel mio passato,

ma mi ha attirato invitandomi a pranzo per inquisirmi, per farmi sfogare.

È stata una vera bassezza, lasci che glielo dica.

- Mi ha teso una trappola, né più né meno. - Ah, sì?

- Sì. - Io a lei? Non lei a me?

No. Lei era sicuro che io l'avrei cercata per quel Ruhenol.

- Lei è molto più furbo di me. - Può essere.

E adesso senta il mio di sfogo, approfittando che non c'è nessuno.

Io sono stufo e non sono il solo, di essere il difensore di leggi

che proteggono una società che fa schifo,

perché consente a individui come lei di prosperare, proliferare.

Individui come me? Come sono io? Me lo vuol dire? Avanti, sentiamo.

Lei è un cittadino esemplare, per carità.

Non froda il fisco, non incendia i boschi e non esporta valute in Svizzera, no.

- Ma cosa va a trovare? - Rispetta il paesaggio.

Non inquina mari e fiumi, non corrompe funzionari,

e frena davanti ai gatti neri.

Signor giudice.

Il signor giudice è convinto che certe leggi

che consentono ai detentori del potere economico

di danneggiare la collettività, vanno cambiate, capito?

- Parole sacrosante, lo dico anch'io. - E non mi tocchi.

Paracadutista. Lei è un uomo vile e volgare.

Sì, sono vile, è vero. Confesso di essere un vile perché lei mi fa paura.

Perché fin dal primo momento io ho letto nel suo sguardo una parola agghiacciante,

e cioè "ideologia".

Lei mi odia a livello... a livello ideologico.

Lei è prevenuto contro di me.

Lei non è un buon giudice!

A Doris Darryll,

per la sua partecipazione straordinaria al film La civetta dagli occhi di fuoco,

la Cozza d'oro 1971, brava.

Io molto contenta per avere questa Cozza d'oro.

Io voglio venire molto più brava e molto più grande.

Complimenti, Doris. Sono tanto contento.

Grazie.

- Tanto, tanto. - Grazie.

Bravo, bravo.

È un attore?

È un attore?

È un produttore?

Prod... Produttore?

Io no produttore. No cinema. Io petrolio.

Petroleum, yes?

- Oh, petrol. - Yes.

Petrol.

Doris, vieni a fare delle foto.

Scusame.

Naturale, eh?

Così.

Ecco qua, dottore.

Oggi non era proprio giorno adatto, ma dal momento che è venuto...

Diceva che si tratta di ospiti importanti che vengono dal Kuwait, dottore?

Avrei pensato di orientarmi sul genere northernblonde,

che a quelli lì in caffetano fa sempre effetto, vero?

Ecco, guardi.

Dunque, Carla, grande charme,

diplomata al magistero.

Se no Marisa, ottima anche lei, gran classe,

oppure un tipo come Doris.

Quella bisognerebbe darla a un tanto al metro, vero?

Se no, dunque... ci sarebbe questa...

bionda naturale...

o anche questa.

Questa no, questa no.

- Perché no? Proprio questa mi interessa. - Ma poverina, è morta.

Appunto. Polizia giudiziaria.

Trovammo il suo nome sul taccuino telefonico della defunta.

E il giudice Bonifazi desidererebbe conferire con lei, signor Roncherini.

Ma certo, bene. Conferirò con piacere.

Si figuri. A Roncherini, gli sbirri non hanno mai fatto paura. Mh.

Muoversi, che fa sul motorino? Circolare, circolare.

Dottor Bonifazi colendissimo.

Non abbiamo notizie per la stampa.

Non vengo a chiederne, ma a darne.

Perché mi guarda esterrefatto?

Al mio giornale è piovuto dall'alto il divieto

di pubblicare il nome del Santenocito

in merito alla morte di quella ragazza.

Discutibile intervento sull'indipendenza dell'informazione,

verificatosi anche presso giornali indipendenti e di partito.

Questo è il cadeau che le porgo.

Se poi vorrà sdebitarsi dandomi il nome

del noto cantante coinvolto nell'affare Bairoldis, minorenni e varie,

ne sarò molto grato.

Ma vaffanculo, va'. Uno cerca di rendersi utile...

- Non ho convocato il suo legale perché... - Lo so.

Sono un semplice testimone. Sì, comincio a conoscere la procedura.

Ma non è di questo che mi dolgo.

Dottor Bonifazi, io ritenevo, in seguito al nostro...

informale incontro dell'altro giorno,

di aver trovato, al di là di certe accentuazioni polemiche,

una sintonizzazione su comuni tendenzialismi umani,

ma devo ammettere che non si conoscono mai abbastanza gli uomini.

Appunto. Io volevo sapere se lei conosce abbastanza

un certo Roncherini Floriano.

E lei mi fa aspettare un'ora e 47 per chiedermi...

- Lo conosce? - Sì.

Sì, conosco Roncherini. È un valido public relations man,

magari non tanto man, visto che è piuttosto checca,

che noi adoperiamo abbastanza spesso per operazioni promozionali,

cioè per conferenze stampa, party, banchetti e via di seguito.

Ed è per un'operazione promozionale che lei gli ha dato questo?

- Che cos'è? - Un assegno di 300.000 lire. Suo.

Cioè, da lei firmato e intestato al signor Roncherini Floriano.

E poi girato a Silvana Lazzorini.

- E con ciò? - Tre giorni prima della sua morte.

E con ciò?

E con ciò, interrogato, il Roncherini Floriano... ha risposto.

Sì, l'ingegner Santenocito conosceva benissimo la Silvana Lazzorini.

Cosa intende lei per "conosceva benissimo"?

Esattamente quello che intende lei, signor giudice.

Conoscere in senso biblico.

Posso domandarle perché, più volte interrogato,

lei ha sempre negato di conoscere la Lazzorini Silvana?

Perché, perché, perché...

Non è facile, così, esplicitizzarne i motivi.

Lo sa che la potrei incriminare per falsa testimonianza?

Signor giudice, andiamo, un po' di franchezza, eh?

Io lo negai, è vero. Ma lei lo sapeva.

E io sapevo che lei sapeva perché.

Italiani siamo, no?

Vede, quella sua teoria sulle barriere psicologiche tra uomini...

Vabbè, lasciamo perdere.

...non si adatta completamente agli italiani.

Noi siamo sempre complicizzati,

in mancanza di meglio, da una strizzatina d'occhio, eh?

Ed è appunto strizzando rispettosamente e metaforicamente l'occhio, che io...

le domando adesso...

è proprio tanto riprovevole

che un uomo nella mia collocazione non desideri esternizzare

i suoi rapporti con una puttanella?

Lei sta parlando di una morta. E io non accetto strizzatine d'occhio.

Chiaro?

Mi scusi, io desidero comunque oggettivamente aggiungere

che con quella ragazza, poverina,

ebbi solamente un incontro sporadico, quindi...

Solamente?

No.

Stavo infatti per aggiungere, a parte...

a parte qualcos'altro che... posso?

Che evidentemente Roncherini non le ha detto.

Cosa? Mi dica, mi dica.

E invece, sicuramente, quel racchione te l'ha detto.

E perciò te lo dico.

In soldoni...

nel big business, in affari,

a volte si conclude di più in una camera da pranzo,

che in dieci riunioni di lavoro.

Sì, voglio dire, in gaiezza e in buona compagnia.

E allora, in certi casi, le belle ragazze assumono un loro peso,

specialmente se sono un po' leggere.

Cerchiamo di essere un pochino più stringati, eh?

Dunque, è in uso che durante certi pranzi, diciamo così, d'affari,

belle ragazze, apparentemente della buona società,

vengano presentate ai personaggi più in vista?

- Risponda, sì o no. - Sì.

Fino al punto di dare a quel certo personaggio in vista

l'illusione di aver fatto un'importante conquista?

Sì.

In questo modo, stimolandone la vanità o addirittura il senso di colpa,

si rende più malleabile il personaggio

nelle trattative.

Sì.

Perché se è vero che si conclude di più in una camera da pranzo,

è vero che si conclude ancor meglio in una camera da letto.

Devo rispondere sì o no?

Lei si faceva accompagnare spesso dalla defunta Lazzorini

a questo tipo di convegni?

Questa, naturalmente, sarebbe una colpa, perché io lo so, come lei la pensa.

Lei non sa affatto come io la penso.

Deve solamente rispondere sì o no.

Sì.

Non è vero. È una grande falsità, signor giudice.

Mi trovavo a passare nel luogo suddetto

quando la mia moto ebbe un inaspettabile guasto.

Fu un destino. Vidi una finestra aperta e ci saltai.

Ssh, ehi.

Ripeto, fu un destino.

È vero che una volta ad un uomo d'affari americano è stato lasciato credere

che una certa ragazza fosse la figlia

di un noto imprenditore che doveva concludere un affare con lui?

Jerry, conosci la mia figlioletta?

Ha 29 anni.

Silvana, prendi Jerry e insegnali il gioco del "rampazzo". Vai.

Vai, vai!

No, di questo episodio non so assolutamente niente.

Ingegner Santenocito, esistono due articoli del Codice penale,

il 531 e il 536.

Istigazione alla prostituzione? Ah, no, la prego,

per favore, eh?

- Li conosce? - Nessuno le istiga.

Fanno quello che fanno perché la società è quello che è,

come lei sa benissimo, tant'è vero che ne ha schifo.

E non l'ho resa io così.

Lo fanno perché c'è chi le paga.

Non fu un compenso, fu un regalo.

Molte ragazze si vendono

perché è una scorciatoia, semplicemente. Il posto di commessa alla Standard

gliel'avevo trovato. Perché non c'è rimasta?

Le risulta che la Lazzorini facesse uso di stupefacenti?

Ah, ci risiamo, eh?

No. Non ne so assolutamente niente.

E così come la prego di attribuire a pura coincidenza la cementizzazione di talune...

Come? Come, scusi?

...componenti a me contrarie. Sì, va bene,

metta "indizi a mio carico", se preferisce.

Così respingo ancora una volta

la sua tendenza di fondo a collocarmi sulla sedia dell'imputato.

Ingegnere, lei insiste spiacevolmente su questo punto.

Lei non sarebbe nemmeno su quella sedia lì,

se potesse dimostrare come ha trascorso la notte tra il sette e l'otto maggio.

Ma come? Ancora?

Le spiego, esclusa la testimonianza di suo padre, lei non ha alibi.

- Dovrei credere soltanto alla sua parola. - E le par poco?

In caso di rinvio a giudizio, molto poco.

- Debbo avvertirla. - A giudizio?

Piano, io non dissi che era un alibi. Lei non ha verbalizzato,

ma io le dissi che credevo, che ipotizzavo di aver passato

quella serata con mio padre, ma fui molto vago.

Non immaginando che lei mi avrebbe convocato di nuovo,

non ho più riflettuto su quel particolare.

Che particolare?

Dov'ero quella sera, no? Mi dia almeno il tempo di ricostruire, di ricordare.

D'accordo. Ci pensi.

E la prossima volta, venga con il suo avvocato.

No, no, signor giudice, lo giuro. Anche l'altra volta fu un destino.

Figlio mio, si vede che è un destino che tu debba finire in galera.

Che mandino immediatamente tutta la situazione.

Al prossimo consiglio di amministrazione vedremo il da farsi, i saluti, eccetera.

Allora, che è successo? Che ti ha detto quel Bonifazi?

Siediti.

Può andare, signorina.

Insiste con l'alibi.

E io quel sabato sera, ci andai a casa di quella ragazza.

Ma è la fine del mondo. Siamo proprio all'asilo infantile.

- E non mi hai detto niente. - Ma no, non sono salito su.

Ci ho parlato col citofono, saranno state le 9:30.

E non mi fece salire.

E sembrava che piangesse, mi trattò male e me ne andai.

- Non mi credi? - No.

Ah, lo vedi?

Ecco perché non te l'ho detto, imbecille.

Eh, già. Chi crederebbe che io, come un cretino,

quella sera sono andato da solo a vedere i terreni dov'era scoppiato l'incendio?

- Nessuno... - Nessuno può testimoniare, porca puttana.

- Va bene, ti credo. Dici che piangeva? - Sì.

- Poteva essere con qualcuno? - E che ne so?

Non potrebbe essersi suicidata?

Dalle parti mie si dice...

"stai messo come il sorcio il giorno che piovettero gatti".

E io ti pago perché tu mi racconti i proverbi di Casoria?

Quello mi vuole distruggere. Hai capito o no?

Ha scoperto che la conoscevo e su questa base mi ha inchiodato, chiaro.

Ti occorre un alibi serio. Ci vorrebbe qualcuno.

E chi? Chi?

Uno inguaiato, magari. Ma importante.

Ce l'ho.

Congratulazioni, ingegnere.

Targa d'argento della Tessital

al Cavaliere del lavoro Giuliana Persico,

per il grande impulso dato all'industria tessile,

durante un cinquantennio di incessante attività.

- Ciao. - Ah, ciao.

- Mi hanno detto che mi cercavi. - Sì. Complimenti per la targa.

Targa? Pietra tombale.

"E per la sua incessante attività e la sua grande apertura."

Di fatti, chiudo. È d'oro. Quanto mi dai?

- E il fido bancario? - Fido?

Ormai di Fido ho solamente un cane mezzo morto di fame pure lui.

Dice che siamo un popolo di martiri e navigatori,

ma a me mi sa che il martire sono solamente io. Ma lo sai che c'ho

duecento barche invendute a vela e a motore?

...Giorgio Zanetti, per la sua attività imprenditoriale

nel campo dello spettacolo.

Quanto ti serve per riprendere fiato?

Mezzo miliardo. Perché?

Conosci qualcuno che si vuole disfare di mezzo miliardo?

E il sabato che fai?

Niente. Sto sempre per conto mio.

Mi hanno voltato tutti le spalle e io non voglio vedere più nessuno.

Ma perché? Mi vuoi portare a ballare?

Dicevo sabato sette, 15 giorni fa.

Ma che vai dicendo?

- Vediamoci oggi da te in fabbrica. - Sì, è una parola. È occupata.

Bene, vieni tu da me. Vedrò di farti avere quel fido presso le banche.

Fammi capire. Mi stai canzonando? Non ho capito.

No, no. Non scherzo.

Però ho bisogno anch'io di un piacerino da te.

Qualunque cosa, ma ti pare? Pure un braccio, Lore'. Non ho capito.

Roma, consegnati dal pro...

dal prosindaco Assiardi i premi della Fondazione U.I.S.

alle personalità del mondo industriale e imprenditoriale,

che si sono maggiormente distinte quest'anno.

Tra i premiati, l'ingegner Santenocito, per le sue molteplici attività,

e il Commendator Del Tomaso,

due operatori economici che hanno sempre avuto in comune lo stesso obiettivo,

una sempre maggiore incidenza delle attività produttive,

l'incremento dell'economia del paese, e la piena occupazione.

"Mi trovavo nella mia villa presso il lago di Nemi fin dal primo pomeriggio,

e in questa località, l'ingegner Santenocito Lorenzo

mi raggiungeva con la sua macchina alle 21 circa."

Sì, sì, esatto.

"Abbiamo parlato di affari afferenti alla mia attività

ed in particolare, sulla proposta del Santenocito stesso,

di impiantare un cantiere di barche a Giannutri."

Il colloquio si protrasse per circa tre ore o forse di più.

Nel modo più garantito. All'una circa, colti da appetito,

personalmente mi misi in cucina, dove modestamente mi difendo bene,

e sempre parlando dell'affare, approntai due spaghetti alla pecorara...

Lorenzo, fammi capire.

Di' com'erano sinceramente al giudice.

- Avanti, diglielo. - Lasci stare, non ha importanza.

- Preparò lei quegli spaghetti? - Alla pecorara, sì, sì.

No, dico, in casa. Non c'era nessuno della famiglia?

Nessuno del personale di servizio?

Io sono vedovo, vivo praticamente solo.

Secondariamente, il cameriere mio, Settimio,

data l'ora, non ritenni opportuno svegliarlo,

a parte il gusto di cucinare tra amici, che mi attrae molto.

"Alle quattro del mattino circa, l'ingegner Santenocito

malgrado le mie insistenze affinché si trattenesse, ripartì."

- Preoccupato per la salute del padre. - Certo.

Per Roma.

Bene. Allora, guardi. Può mettere una firma qui, signor Del Tomaso.

Bene, dottor Bonifazi. Il mio collega e io la ringraziamo,

apprezzando come sempre la sua esemplare sensibilità e dottrina.

Felici che tutto sia stato chiarito nel modo più soddisfacente.

- No, guardi che la penna è mia. - Ah. Scusi tanto.

Ammiro e apprezzo le persone oneste anche se mi combattono aspramente.

Io esco da questo ufficio profondamente espertizzato.

La ringrazio per ciò che lei mi ha insegnato,

e per avermi offerto lo scorcio...

Eh, io non dimenticherò mai quella mattina in riva al mare, sa?

Lo scorcio di una grande anima.

Lorenzo?

Naturalmente, non mancherò di fare nome e cognome a chi di dovere.

Cancelliere, avverti il Maresciallo Caciottelli

di raggiungermi subito al casellario giudiziario.

A carico di Del Tomaso non si risultano precedenti.

- E allora lei mi trovi il suo cameriere. - Bene, dottore.

Quel Settimio, l'avvicini. Vorrei interrogarlo presto.

Mi raccomando, senza che lo sappia il suo padrone, il Del Tomaso.

Ma come, senza mandato?

Maresciallo, il cameriere è un semplice teste,

sentito lui, ho finito, basta. Vorrei chiudere l'inchiesta.

Chiusa, era chiusa. È lei che la vuole riaprire.

Cosa vuole dire? Non dovremmo controllare l'attendibilità dei testi?

Sì, ma a lei, dottore, quell'ingegnere sta proprio sullo stomaco.

Oh, senta, poche storie. Mi trovi quel... come si chiama?

- Quel Settimio, e me lo porti in ufficio. - Al Palazzo di Giustizia.

- Ah, già. Siamo di nuovo là. - Sì, si torna a casa. Oh.

Paghi, Maresciallo, paghi. E faccia presto.

Imbroglione e birbaccione. Li riconosco, sai?

Ce l'hai qui da più di un mese, questi pisellacci gialli.

E certo che di piselli, il signore sì, che se ne intende.

Che caldo, donne, venite!

Ti do una broccolata in faccia, vassallaccio.

Prendi queste 10.000 lire. E dammi il resto, tieni.

Diecimila? E chi ce l'ha? Sempre pezzi grossi per le mani, Settimio nostro.

Le posso parlare un momento?

Ma anche un'ora, bello. Dio, che occhi da cerbiatta.

Ah, ora vi lasciano crescere le basette?

Io credevo fossero proibiti, i capelli lunghi a voi benemeriti.

Che posso fare per te?

"Fare e disfare è lavorare ugualmente.

Ma poi c'è uno che non fa mai niente, l'altro che guarda e il terzo che..."

Ma no, no! Quelli sono della quinta sezione. Questi devi portare!

Oh, calma, eh?

"Ma non è meglio scannare qualche innocente...

de quel che sia, che una carogna sola

resti nel mondo a impuzzolire la gente?"

Eh, Belli è sempre Belli.

Ma guarda sta scimmietta.

Stia ben attento, Settimio. A ciò che dice e a ciò che non dice.

Cos'è successo la sera del sette maggio nella villa presso Nemi?

Non ricordo bene, gliel'ho detto.

Ah, no? Non si ricorda cos'è successo quella sera,

però si ricorda benissimo cos'è successo questa mattina

con l'appuntato Marchionne, eh?

Dottore caro, gliel'ho spiegato.

Solitamente, con i soldatini e i vigili del fuoco, poverini...

sono io ad attaccare chiacchiera.

Non potevo mica sapere che quello era venuto per arrestarmi.

Riconosco che, forse, in macchina, fui un po' troppo impulsivo,

ma lui si arrabbiò anche tanto, eh.

Lei non è in arresto.

Però ciò che ha fatto non è bello.

Sì, brutto, brutto, brutto. Ha ragione, ha ragione.

E noi cercheremo di dimenticare.

- Però la deve smettere di dire bugie. - Sì. Sì.

Potrei andare a fare pipì?

Quando avrà detto la verità.

Avanti, su, forza.

L'ingegner Santenocito c'era, o non c'era, la sera del sette maggio a Nemi?

Risponda, coraggio.

Non s'è visto.

Mi ricordo che sono stato alzato oltre la mezzanotte.

Ehi, ehi!

E il Commendatore è andato a letto prima di me.

E anzi io, se ben ricordo, gli preparai...

Aspetti.

Ripeta, ripeta.

Dicevo, signor giudice,

che rimasi alzato oltre la mezzanotte,

mentre il Commendatore se ne andò a letto prima di me,

con una bouillotte calda, calda, fatta con le mie mani.

No, l'Ingegner Santenocito quella sera non si è visto.

La mano sul fuoco.

Il commendator Del Tomaso le ha regalato qualcosa

perché affermasse che l'ingegnere era stato ospite del suo padrone?

Il commendatore mi spiegò

che la moglie dell'ingegnere è gelosissima.

Sa, le capisco codeste cose. So quanto male può fare una donna.

L'ingegnere mi diede un regalino e mi fece anche così.

È tanto una persona cara, buona, così alla mano...

Ma potrei avere un bicchier d'acqua? Anche se non è minerale.

Sì, sì. Pironti.

C'è un bicchiere d'acqua?

Ci sarebbe da prenderlo.

- Eh, capirai... - Allora non importa.

Lasci stare. La sete si può tenere, ma la pipì no.

- La tenga ancora un pochino. - Eh.

Lei ha parlato prima di un regalo. Quanto?

Centomila lire.

- Un assegno? - Banconota, liquida, di largo taglio.

Provai a cambiarla,

ma tutti mi guardavano con sospetto, per cui la passai al commendatore,

ma, però, dopo non ho rivisto più nulla.

Bene, Settimio. Adesso lei può andare tranquillamente a fare la sua pipì.

- Grazie. - Ma non può allontanarsi dal Palazzo.

E si ricordi bene ciò che ha dichiarato perché dovrà ripeterlo a verbale.

Mi dai una sigaretta?

Ma con l'appuntato della Benemerita,

io non vorrei trascinamenti, per la mia povera mamma, povera donna.

Ha 76 anni e m'ha già bell'e maledetto nove volte.

Avanti. Oh, bravo, Maresciallo.

Senta, per l'incidente con l'appuntato, di questa mattina... beh, può finire lì, no?

Vedrò di convincere l'appuntato a non fare quella denuncia.

- Ciao, Bonifazi. - Ciao, Colombo.

Pironti, accompagni il signore al gabinetto.

E lo faccia aspettare che avrò bisogno di lui.

- Posso andare? - Sì, vada.

Grazie, dottore, grazie.

Bene. Lipparini, prepari i mandati di cattura,

articoli 575 e 372 per falsa testimonianza, e...

favoreggiamento personale... Aspetti un po'.

Articolo... ah, ecco, 378.

Mi scusi, dottore. Hanno telefonato dalla Berlitz Scuol.

- Eh? - Berlitz Scuol.

Berlitz School, sì.

Dove la giovane defunta imparava l'inglese.

Sono stati reperiti alcuni quaderni da lei lasciati.

L'insegnante dice che forse...

Va bene, dopo li guardo. Aspetti i mandati e poi provveda agli arresti.

Lipparini, quando ha finito, le passo il rinvio a giudizio.

Guardi che oggi purtroppo si dovrà saltare il pasto, lavoreremo fino a tardi.

Proprio oggi?

Perché? Proprio oggi? Cos'è, un giorno speciale oggi?

C'è la partita Italia - Inghilterra.

Ah...

Qui sorgerà il più grande complesso alberghiero di Aprilia,

i tre grattacieli della Cement - Mare.

Lasciando temporaneamente da parte la zona sportiva,

veniamo alla piscina, che è a soli 30 metri dal mare,

e, tra parentesi, cari amici svizzeri,

è una concessione che ci è costata una lunga fila di zeri.

D'altra parte, la corruzione è l'unico modo per sveltire gli iter

e quindi, incentivare le iniziative.

La corruzione, possiamo arrivare a dire, paradossalmente,

è essa stessa progresso.

Dicevo che la piscina, audacemente progettata in mezzo al mare...

a parte i valori strutturali, sarà anche un argine naturale

contro gli eventuali... inquinamenti...

...sul tiro molto forte del centravanti della nazionale inglese,

Bobby Charlton, il quale, ricordiamo, gioca sempre piuttosto arretrato.

È il ventesimo minuto,

anzi, è il ventiquattresimo minuto del secondo tempo.

Il risultato di Inghilterra - Italia che sta giocando sul terreno di Wembley

è il seguente: Inghilterra uno - Italia uno.

Ha segnato Hunt, il centravanti inglese al diciassettesimo del primo tempo.

Ha pareggiato Mazzola al ventiquattresimo.

La partita procede con un lungo lancio di...

Avanzano gli inglesi... Mullery, Hurst, Hunt...

...Bobby Charlton, pericolosissimo, sotto la nostra porta.

Ma ripartono ancora i nostri giocatori...

To forget, forgot, forgot.

Forgotten!

Tutti insieme, per favore.

To forget.

Bene.

Tradurre dall'inglese.

As you sow, you shall reap.

"Si raccoglie ciò che si semina."

I'm tired. I'm very tired.

"Sono stanca. Sono molto stanca di tutto."

Ninth lesson.

Verbi deboli o regolari.

Date a mamma centomila.

Comperare golf azzurro, calze, borsetta.

Date a papà cinquantamila.

L'Italia ha segnato! Stiamo a vince'!

Undici marzo. Ho telefonato a Sirio.

È la terza volta. Inutilmente.

Out of sight, out of mind.

"Lontano dagli occhi, lontano dal cuore." Mah.

Papà richiama mercoledì per un mutuo casa.

The lesson is over.

"La lezione è finita."

E "farla finita" come si dice? E per farla finita come si fa?

Diciannove aprile. Penso sempre a Sirio.

Dov'è? Che cosa farà in questo momento?

Ha telefonato Santenocito. Pranzo d'affari martedì.

Coniugare "to have" e "to be".

To be or not to be. To bitch or not to bitch.

"Essere o non essere una puttana."

Perché lo faccio? Per vivere meglio. È una cosa tanto brutta?

Per chi? Per gli altri.

E chi sarebbero gli altri? Papà, mamma,

quell'americano di ieri sera con la dentiera.

Comperare shampoo, pillole e disco di Aretha Franklin.

Cinque maggio. Ho telefonato a Santenocito.

Per questa settimana non ha bisogno di me. Telefonargli lunedì.

Signorsì, sempre agli ordini.

Otto maggio. Risposto inserzione. Presentata.

Mi hanno offerto ottantamila mensili. Ho detto che ci penserò.

Date a mamma trecentomila per fare i fanghi.

Sabato dieci. Preso tutto il mio coraggio, ho telefonato a Sirio.

Appena sentita la sua voce, ho riattaccato.

A grasshopper gay sang the summer away.

"L'allegra cicala passò l'estate cantando."

Suonato venti volte il nostro disco. Non ce la faccio più.

Sono sola e stanca. Vorrei poter dormire.

Perché scrivo tutto questo?

Qualcuno certi sfoghi vorrebbe farli alla propria madre,

e magari ha la sfortuna di non averla più.

Ma io che ho la sfortuna di averla...

Esercizio di conversazione.

Avete una camera a due letti?

Sette maggio.

Tamponata in Viale Angelico da auto bianca o grigia che se l'è squagliata.

Gran testata al parabrezza.

La fronte e un ginocchio mi fanno malissimo.

Almeno quel cornuto poteva darmi una botta più forte, così mi levava il pensiero.

Sul cadavere ci sono segni di botte e colpi.

Insomma, qualcuno l'ha percossa.

Non è morta nel suo letto, forse qualcuno ce l'ha portata dopo.

Che imbecille.

Tra un mese è il mio compleanno. Ma io non ci sarò.

L'anno scorso andai al mare con Sirio.

Che meravigliosa giornata, eravamo troppo felici.

Sirio disse che voleva sposarmi.

Tradurre dall'inglese.

All's well that ends well.

"Tutto è bene quel che finisce bene."

Sette maggio.

Quindicesima lezione.

This is my last lesson.

"Questa è la mia ultima lezione."

Ruhenol.

Lei non è un buon giudice!

Lei è prevenuto contro di me!

Ecco il tiro. Ha segnato l'Italia!

Lei mi vuole colpire per tutto ciò che io ho commesso prima,

non per questo affare di cui sono innocente!

E lei lo sa benissimo.

Al contrario, il falso alibi prova la sua responsabilità

nella morte di Silvana Lazzorini.

- No, lei ha deciso di distruggermi. - Portatelo via.

Se io fossi un altro,

se io fossi delle sue stesse idee politiche,

lei avrebbe subito trovato le ragioni della mia innocenza.

Se questa società le fa schifo, a me fa ancora più schifo.

È per questo che ho deciso di essere

il nemico della società!

Non mi domerete mai!

Stai attento, giudice! Domani io sarò già fuori

e ti annienterò!

L'ingegnere Santenocito riconosciuto colpevole d'omicidio.

Voglio essere ricoverato

in una clinica psichiatrica!

Come l'assessore Petrucci e come il commissario Scirè.

Siamo tutti uguali davanti alla legge.

La maledizione di mio padre mi ha già contaminizzato.

Io sono fruitore del suo marasma, sono smarasmizzato,

sono schizzo-logorroico a livello fenomenologico.

Fenomenologgizzare, recepi...

Recepizzionisti-conto.

Contateticizzar... fruicici...

Livel popolar-costruzion...

...nella storia del nostro calcio capita una così grossa sorpresa,

ossia, la nazionale italiana è riuscita a far sua la partita e i...

Viva!

Viva l'Italia! Evviva!

[uomo, in romanesco] Abbiamo vinto!

Abbiamo battuto l'Inghilterra!

Siamo i migliori!

Viva l'Italia!

La prossima volta facciamo il culo al Brasile!

Azzurri, azzurri, ce l'avete grossi e ce l'avete duri!

Evviva!

♪ Giro, giro tondo Siamo i campioni del mondo ♪

Giro, giro tondo ♪

Perfidam Albionem vicimus. Deo gratias!

Bravi, picciotti!

L'Italia ha ritrovato il suo volto millenario!

Viva Boninsegna!

Viva Rivera!

Viva il duce! Viva l'Italia!

Colonnello, non voglio pane ♪

♪ Sono morto per la mia terra Ma la fine dell'Inghilterra ♪

Incomincia a Giarabub ♪

Ah, Bobby Moore...

gran figlio de 'na mignotta!

Non toccate la mia macchina!

Vergogna!

Ah, Bobby Charlton, fatte 'na pippa!

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