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Original subtitles

NEGLI EPISODI PRECEDENTI

Dov'è la mia copia del piano?

Matrimonio pubblico, divorzio privato.

Ti scoperai qualcun altro?

Immagino di sì.

Che succede?

Invitano la Second Lady a bere un tè, ma sarà l'ambasciatrice a incontrarli.

Hal è l'abbreviazione di Harold o Henry?

Come, prego?

Se Hal vuole licenziarmi, che lo faccia. Non mandi lei a testarmi.

Ho tatuato in fronte "chiedetemi di chiamare Hal"

e solo io non lo so?

Forse è il momento di chiamare Hal.

Conoscete l'iniziativa nota

come Collaborazione Globale di Comunicazione?

Serve un referente.

Mi cacceranno.

Se gestisci un progetto multinazionale, sarà più difficile licenziarti.

- Cos'ha detto Hal? - Su cosa?

Sul Mare del Nord.

Beh, è d'accordo.

Mi hai anteposto alla Casa Bianca sull'estrazione delle risorse.

Ho cercato di contattarti.

Non puoi giocare la carta della moglie quando al Regno Unito serve un favore.

Il mio matrimonio è finito,

se la definiresti un'informazione perseguibile.

- Volevi andartene. - No. Volevo farti togliere la camicia.

Kate.

- Vuoi scusarti? - No. Ma è il momento sbagliato.

UAS 910 Alfa Tango.

Ricognizione a sei chilometri a nordovest.

- AGL 40 M. Mantenimento quota. - Deviazione a B509.

Geofencing in corso.

Cos'è successo?

Li abbiamo persi?

Standby.

- Visuale del bersaglio. - Ok. Taggateli.

Ricevuto.

Tutti quanti.

Aggiornamento OSD.

Ditelo alla squadra di terra. Sgomberate la strada.

Riferito.

Barriera di terra approntata.

- Ambasciatrice. - Second Lady.

- Che bello vederla. - Ambasciatrice Wyler.

È bello vederla.

- L'unità richiede un controllo. - Isolate l'auto.

È il diversivo.

Lui è nella terza auto. Forza, ragazzi, concentriamoci.

Interferenza a ovest di Lawford.

Grazie. Che sia sotto controllo.

Ricevuto. ETA al punto intermedio: 14:07.

Salve.

- Ambasciatore. - Ambasciatrice.

Il Regno Unito è stregato.

Lo sono anch'io. Mi fa piacere che sia qui.

Adoro farmi fare la predica dagli americani.

Stavolta saranno gli inglesi.

È anche peggio.

Sig.ra Vicepresidente.

Rallentate.

C'è tempo.

Bersaglio in avvicinamento. Occhi aperti.

- Pronti? - Sì.

- Tutto ok? - Alla grande.

Non è un pubblico giovanissimo, quindi magari sii breve.

Parli tu, non io.

- Cosa? - No?

No, io do solo il benvenuto.

- Non parli? - L'avevamo detto.

Tu fai il discorso e io applaudo e socializzo.

- Merda. Trovo il mio uomo. - Ambasciatrice.

Ho un discorso.

- Ti farò cacciare. - Tenley a ore sei.

- Benvenuta, Beryl. - Grazie.

- Lei dev'essere il sig. Tenley. - Lady Ambasciatrice.

Second Lady o ambasciatrice. Ma preferirei Kate.

Non vorrei toglierle troppo tempo, ma sarebbe possibile...

Oh, per l'amor del cielo.

Sono mesi che parla di lei, ma la sua presenza lo lascia ammutolito.

Concederebbe a mio marito lo squisito onore di farsi un selfie?

- Certo. - Visto?

- Nostra nipote la adora. - Pensa che suo marito sia bello.

- Mi dia il telefono. - Prema di lato.

- Vediamo se ci riusciamo. - Sì.

- Pronto? - Sì.

- Un minuto. È ora di andare. - Vado subito.

- Ambasciatore, conosce il sig. Ellis? - Certo. Mi ha chiamato 12 volte.

- Finché non ha accettato. - È sfrontato.

Se avessi saputo che era la festa della Second Lady,

avrebbe risparmiato 11 telefonate.

D'ora in poi chiamo io.

Quando potrà venire all'ambasciata? Organizzeremo una cena.

Mi piacerebbe.

- Hanno passato il cancello. - Sgomberate il corridoio sotto.

- Mi dica quando arriva alla X. - Va bene. Attenda.

Ehi. Mayday.

Non si dice così.

E come si dice?

- Alan, aspetta. - Ricevuto.

Dal retro.

C'è un ingresso di servizio.

Tornate indietro e andate a sinistra.

Complimenti. Fai onore al tuo Paese.

- Che fai? - Abbiamo finito.

- No. - Io sì. L'aquila è atterrata.

Mayday. Ho perso la visuale. Sto volando alla cieca.

- Frances. - Vicepresidente.

- Signore. - Neil.

Da questa parte.

Ho il pacco.

Oh, è Stuart?

- Bravo. - È ancora tutto da vedere.

- L'avrà capito? - Ero a casa sua stamattina.

Se lo sa, ha una faccia da poker senza eguali.

È stato bravissimo. Ok, ci siamo.

- Resto in linea? - Certo.

- Ma non so se... - Qual è l'espressione?

- Mi scusi. - Sì?

- Può fare il discorso. - Ok.

Sono arrivati gli ultimi ospiti. Le porto qualcosa?

- No. Grazie, Frances. - Dell'acqua?

- Sto bene, grazie. - Oddio.

Una sorpresa. Come va?

Da questa parte, signore.

Questo è...

Santo cielo.

- Mi hai fregata. - Sì?

Sentito?

- Scusa. - Sig. Vicepresidente.

Steffen. Ho saputo che ha avuto la poltrona.

La sua poltrona è ben più importante. Poliana Sampson.

- Signore. - Piacere.

Ingrid Jensen della delegazione. Conosce George.

- Niente abbracci. - La segretaria...

- Che c'è? - È bello vederla.

Ha quella faccia.

Conosce il Vicepresidente?

Callum Ellis guiderà la riunione di oggi sulla ricerca nel Mare del Nord.

- È un onore conoscerla. - Davvero?

Certo. Parlavamo della condivisione dei dati marini.

Dovremmo sederci. Ti ho trovato un posto.

È proprio lì.

Se conoscermi è un onore, sarà su di giri a scoparsi mia moglie.

Signora? È pronta?

Sì, sto bene. Perché non si siedono?

Signore e signori, vi prego di accomodarvi.

Signore e signori, benvenuti. Sono l'ambasciatrice Katherine Wyler.

Ed è davvero una gioia darvi il benvenuto a Winfield House.

È con grande piacere che vi presento Callum Ellis.

Negli ultimi mesi, è stato, per tutti noi, una seccatura quasi costante.

Io, come tutti voi,

ho accettato di venire solo per farlo smettere.

Callum Ellis.

Grazie, ambasciatrice.

Mia madre è nata... appena fuori Dublino, a Clondalkin.

Lei ha...

Ha vissuto la sfida complessa

di aver sposato un saggista politico inglese

e di aver cresciuto un figlio a Londra. Di certo sarà traboccante di orgoglio

a sapere che sono finalmente diventato ciò che sperava.

Una seccatura quasi costante.

Abbiamo avuto l'inaspettata fortuna di avere qui il vicepresidente Hal Wyler.

Di certo la sua presenza è la notizia più entusiasmante di oggi.

Ma non è l'unica.

Beryl Tenley è qui con noi oggi.

Beryl ci spiegherà come la Data Alliance sosterrà il suo lavoro

sulla fluttuazione delle rotte migratorie degli usignoli.

È entusiasmante.

Beryl, si alzi un attimo, per favore. Non vediamo l'ora di saperne di più.

Certo. Io di sicuro.

Smettila.

Per farla uscire dall'Aia sono bastati vino scadente e becchime.

- Come va il pranzo? - Lei lo sapeva?

Me l'ha detto un uccellino.

In realtà, ce ne sono voluti circa 260 per organizzare tutto.

Perché?

- Perché? - Va a Seul per la Carnegie?

- No. - Stuart.

Se deve incontrare gli iraniani nella mia ambasciata,

avremo un problema.

Signora, è per il vostro anniversario.

Che cosa... gentile.

- Mi incasinerà tutta la settimana? - No. Beh, un po'.

Domani farete un'intervista sulla cosa della coppia di potere con...

Suzanne Hotchkiss.

Ne ho fatte quattro, la settimana scorsa.

Questa è per voi due, per l'anniversario.

Susie Hotchkiss lo sapeva e io no?

Aiuterà a far passare il pacchetto di aiuti.

Mai sentita cosa più stupida.

Le nozze reali hanno aiutato con la Brexit.

- Sarà agli Affari Esteri. Molto regale. - E va bene.

Cerchiamo di stare al gioco.

Hanno accettato di ridurre la sua scorta.

- Sì. - Dobbiamo loro un sì.

Ho detto di sì.

Va tutto bene?

Casa mia è stata invasa. Vorrei un po' di preavviso.

Stai bene?

E tu?

Tuo marito mi ha invitato a bere un cocktail.

E hai accettato?

Eravamo con Beryl, cazzo. Non potevo rifiutare.

Sì che potevi.

Lo sa già.

- Sì. - Dicevi che non era un problema.

Separazione tranquilla o... amabilmente apatica?

- Sì. - Sì?

Sì.

Sì.

- Sì. - Ehi, sguardo avanti.

No, è il... È in cima al cipresso. Lo vede?

- Sulla sinistra? - Sì.

- Un nido gigante. - Già.

Non usano ramoscelli. Sono proprio rami.

Sì, forse lo vedo.

- Impressionante, eh? - Sì. È un falco pescatore?

No, un airone cinerino. Winfield fa un conteggio ogni anno.

È pubblico, ma c'è un'organizzazione che manda una squadra.

La Royal Society for Protection of Birds.

Non so. Non sono potuto andare.

Stavo facendo il possibile per essere in una qualsiasi altra parte del mondo.

Dobbiamo dirgli quand'è, quest'anno. Credo fosse a giugno.

- Ricordi? - Dovrò fare una ricerca.

Credo a giugno. Sì, sembrano degli pterodattili.

- Gli aironi? - Sono grandi.

- Lei lavora con i grandi volatili? - No.

A Beryl piacciono gli usignoli, come ci ha raccontato nel dettaglio.

Cantano e sono piccoli.

A lei interessano?

No.

Potrei farle altre 20 domande o...

- Hal. - Va bene.

Sono solo curioso. È il minimo.

Non chiedo se preferisce il petto o la coscia.

Cerco solo di capire cosa fa nel vasto universo dell'ornitologia.

Digli cosa fai davvero.

Fallo. Tanto lo saprà presto dal briefing giornaliero.

Un mio contatto al Cremlino dei colloqui di Minsk

mi ha confidato ufficiosamente,

nel senso che verrà subito negato se si scoprirà,

che Mosca ha perso i contatti con un sottomarino.

Date le attuali distrazioni, non possono avviare una ricerca adeguata,

così ho chiesto alle nazioni del Mare del Nord

di condividere i dati dei loro sensori nella speranza di trovarlo.

Digli del sottomarino.

Nucleare. Presumibilmente in difficoltà.

Forse ha una fuga di radiazioni nelle acque costiere di...

diversi Paesi, tra cui Gran Bretagna e Danimarca,

la quale mi ha indirizzato all'ambasciatrice,

che ha aggiornato il loro sistema d'allarme.

Beryl è dell'MI6.

Quindi lei non sa un cazzo sugli uccelli.

Ok.

Ok, sì.

- È una talpa. - No.

Stranamente, noi non li chiamiamo così.

Li chiamiamo birdwatcher, o semplicemente spie.

- Davvero? - Sì.

Un binocolo e un interesse nei piccoli puntini nel cielo.

Sono occupazioni simili.

Era agli Affari Esteri per i laburisti. Ha rapporti con entrambi i partiti.

Ora sono una specie di negoziatore.

- Che si scopa mia moglie. - Vai.

- Sto solo cercando di stabilire i fatti. - Ora.

Non può andarsene. Si fa la Second Lady. L'ho capito subito.

- Anche i Servizi Segreti. - No.

- Li hai scaricati, no? - Non è così.

Hai ridotto la scorta. E ora so perché.

L'ha capito subito? È preoccupante.

Un marito lo sa.

- Non per quanto ne so io. - L'ha già fatto?

- No. Sono stato quello tradito. - Allora sa come ci si sente.

Non ti sto tradendo.

Eravamo d'accordo. Non siamo più una coppia.

Non siamo più una coppia, Callum.

- Che sollievo. - Il cocktail è finito. Grazie. Ora va'.

Continuerà a darle ordini. Anzi, peggiorerà, e tanto.

Hai ragione. Posso peggiorare le cose, e tanto.

Callum!

- Mi dispiace tanto. - È un brav'uomo. Poteva andare peggio.

Ecco... Insomma...

- Mi dispiace. - Ambasciatrice.

Presto tornerà a Washington e io ti toglierò tutti i vestiti.

Dove vuoi farlo?

- Pensavo sarebbe stato Dennison. - Anch'io.

È ancora tra i papabili?

No.

Ha perso interesse?

Un buco nell'acqua.

Tremendo.

Ha una relazione.

- Ma dai! - L'ho conosciuta. È fantastica.

Che significa?

Un po' noiosa.

Il che... credo che vada bene.

Questo qua non sembra noioso.

L'RSO lo sa?

Ho detto loro che sto lavorando con lui a un progetto riservato.

- Non ho specificato... - Quanto riservato.

- L'hai detto alla CIA? - No.

Devi farlo. Può gestire tutto Eidra.

- Chiamo la direttrice. - Hal.

Ecco cos'hai fatto.

La Presidente Penn, che è al governo da 17 settimane,

ora deve vedersela con quella che non vuole lavorare alla Casa Bianca

e che ha chiesto ai Servizi Segreti

di proteggerla all'estero, per un costo astronomico,

solo per potersi scopare un cittadino straniero disoccupato

che scambia informazioni con i russi.

Una minaccia alla sicurezza nazionale?

O un reato finanziario e slealtà al movimento femminista?

È dura capire da dove iniziare, eh?

Dove? Dov'è che...

Dov'è che succede?

Qui?

- No. - Dove?

- Non vuoi saperlo. - No, ma purtroppo devo.

Dato che sei così incredibilmente sconsiderata,

devo farmi un'idea su dove iniziare a pulire questo casino di merda

che hai placidamente spalmato sulla bandiera americana.

Dove?

C'è una stanza al Ministero della Difesa dove abbiamo organizzato l'evento di oggi.

Ha un bagno privato. Scopiamo sotto la doccia.

L'hai scelto tu.

- Hai scelto tu la vicepresidenza! - Lo so.

- Ambasciatrice... - Pensy.

Dite che il Vicepresidente ha una chiamata urgente. Faremo ritardo.

Richard, non metterò fretta al Vicepresidente.

Ci ha fatto chiudere Trafalgar Square e non mi risponde.

Ti chiamo quando ripartiamo.

I magnati dell'industria stanno dando di matto?

Non è un male.

Perse un occhio.

L'Ammiraglio Nelson.

Ma continuò.

Poi perse un braccio.

Sì, si vede. C'è solo la manica.

Ah, sì.

Ma lui continuò.

È così che ti fanno una statua.

Carlo I a cavallo?

Gli tagliarono la testa. Lì, in fondo alla strada.

Beh, quello lo rallentò.

Ciao.

Che fai stasera?

Stasera vado a teatro.

Poi ho una cena sontuosa in un carissimo ristorante francese.

Bello.

Lavoro fino a tardi e poi torno a casa.

- Stavi scherzando. - Sì.

Ci beviamo qualcosa?

Certo.

Quanti appartamenti degli ospiti sono vuoti?

- Sarebbero per i tuoi svitati? - No.

- Sì. E la risposta è no. - Perché no?

Non posso dare gli spazi per i dignitari in visita

alla tua mandria di informatori falliti e fatti.

Certo che puoi.

- Per questo mi hai chiesto di uscire? - No.

Cristo santo.

Non ci provare neanche. Ne abbiamo passate fin troppe insieme.

Sto annegando, ok?

Non faccio che parlare con dei disperati a cui serve un'ancora di salvezza,

ma non hanno informazioni, quindi non posso dargliela.

E ho pensato che, forse,

mi merito un po' di felicità. Per fermare questa cazzo di miseria.

Forse non devo arrendermi alla depressione. Forse io e te potremmo...

andare a bere qualcosa.

Scusa.

Porte aperte.

"Gambe aperte", direi.

Non funziona e ci stanno fottendo.

Hal ti deve un favore.

Per l'anniversario.

Di' loro che Londra non va bene. Hai troppo altro in ballo.

È una buona idea?

Dillo a Kate se ti sembra di sì.

Non posso darti gli appartamenti, ma se quel drink non è correlato...

- Non lo è! - Allora accetto!

Avanti.

Nel pomeriggio, proverò a parlare col Vicepresidente. Volevo solo avvisarla.

Quando?

Stavo per organizzarmi.

Cazzo.

Il nostro matrimonio...

- È sempre stato complicato. - Lo sono tutti.

Non in modo così evidente.

Oddio.

Abbiamo un matrimonio pubblico.

Ma non...

privato.

Signora.

Non deve dirmi niente.

Sì, perché, se ha chiesto di parlarle...

- Insomma... - Sono io che devo parlargli.

Non viceversa.

Ottimo.

Di cosa dovreste parlare?

Degli informatori. Vorrei che fermasse la procedura.

Ok, ma non in questa visita.

È qui.

È questo il momento in cui affronta le questioni che sono... qui.

È il Vicepresidente.

Non trova problemi per caso e li mette in agenda.

La mia stazione si è ridotta

a centro di smistamento per informatori volontari.

Una dice di essere la madre del figlio di Saddam Hussein.

Lui aveva un'arma nucleare, e lei sa dov'è.

Cavolo.

Un colonnello ceceno di Lenkov

dice di sapere la verità sulla HMS Courageous,

ossia che c'è l'America dietro l'attacco,

ma, se farò entrare suo figlio a Eton, promette che non lo dirà.

C'è un tizio che dice che la Cina ha mandato un cane su Marte,

e lui lo sa perché è il suo cane.

- Chi è il colonnello? - Presunto colonnello. Sarà un barista.

Siamo indietro. Ho un'analista junior alle prime armi per le ricerche.

È il suo lavoro.

Signora, so qual è il mio lavoro, e mi piacerebbe molto poterlo fare.

Perciò mi serve un minuto con suo marito.

Ci parlerò. Segua la pista del colonnello.

C'è stato un malinteso.

Devo parlare col Vicepresidente perché sto lavorando troppo,

non troppo poco.

Se si tratta degli USA, dobbiamo indagare.

Magari è una campagna di disinformazione

e lui deve portare una storia nei canali ufficiali.

Cose simili hanno distrutto due elezioni americane.

- Lo farò. - Poi mi aggiorni.

Io e Hal andiamo al Ministero degli Esteri.

Ma, se è importante, voglio parlargliene.

Tutto bene?

No?

Se dovete contattarmi, chiamate il mio ufficio.

Avete chiamato Nora Koriem. Lasciate un messaggio.

Siamo arrivati ora.

- Devo parlargli prima dell'intervista. - È qui. Posso...

No, può aspettare cinque dannati minuti.

Ha un'altra chiamata, ma stiamo arrivando.

Riesco a sentirlo. Mi ascolti. Ieri abbiamo litigato ed è arrabbiato.

Ma devo parlargli in privato.

È possibile che dovremo cancellare l'intervista.

Cosa? No, è programmata per un pacchetto d'aiuti alla Camera.

Lo so, ma...

Nora, gli parlerò quando arriverete,

ma mi serve per un minuto prima che entriamo.

Che ci fai qui?

Riunione con Dennison e il sottosegretario.

- La riunione è qui? - Di sotto.

- Volevo dire... - "Ciao." L'hai fatto.

Devi andare prima che il Vicepresidente, che è insolitamente irritato, entri.

Il pranzo è andato bene. È servito al suo scopo.

- Davvero? - Sì.

- Anche gli olandesi? - Tutti.

Sto già ricevendo i dati da sei Paesi.

È fantastico. Vai.

È stato bello vederti. Smamma.

È stato bello scoparti. Ora vado.

- Dobbiamo parlare. - Per questo volevi che mi sbrigassi?

Non sapevo fosse qui. Devo parlarti in privato.

Dovrebbe esserci una stanza libera al Ministero della Difesa.

E c'è una doccia.

Te l'ho detto, Jimmy. Ci sono.

Ho visto il suo pezzo sulla COP29.

- Ha colpito nel segno. - Mi hanno criticata molto.

Qualcuno deve pur dire le cose come stanno.

- Solo lei ne ha avuto il coraggio. - Scusi. Posso rubare mio marito?

Dovremmo iniziare. Stanno aspettando già da parecchio.

Togli il microfono.

- Sarebbe maleducato. - Salve.

È una situazione Bulgaria.

Aspetto il rapporto di Eidra. Sta venendo qui.

Ma, se è quello che temo,

sarebbe più prudente rimandare l'intervista.

- Vuole rimandarla. - Magari a un'altra occasione.

- L'intervista è annullata? - Cosa?

- No. - No.

Il suo microfono è attivo.

Mi dispiace, ma rimandare sarebbe difficile.

No, facciamo l'intervista. Venga pure, Suzanne.

- Hal. - Il microfono.

- Ci ha spaventati parecchio. - Solo un fraintendimento. Forza.

Potremmo avvicinare un po' le sedie?

Facciamo noi.

Di più.

Un altro po'.

Meraviglioso.

Il Regno Unito è stregato.

Ha già sentito questa frase, sig. Vicepresidente?

- Sì. - Santo cielo.

Sua moglie ha conquistato una nazione.

Questo Paese ci ha accolti calorosamente.

E l'affetto è reciproco.

La sta condividendo, eh? Con noi.

Certo.

E Kate condivide lei.

Non è sposata solo con un uomo, ma con il governo americano.

Cosa si prova?

È sempre stata sposata col governo americano,

prima ancora che entrassi in scena io.

- Amo i lavori con una buona pensione. - Già.

È lei il potere dietro al trono? Second Lady, prima consigliera?

No, è un'ambasciatrice. L'attacco contro il nostro più stretto alleato

ha reso necessario inviare una diplomatica esperta e qualificata.

E richiamarla dal suo incarico

solo perché ha la sfortuna di essere mia moglie

sarebbe un duro colpo per la sicurezza dei due Paesi.

- Un durissimo colpo. - Posso puntualizzare una cosa?

Essere sua moglie non è una sfortuna.

Mio marito è sempre stato colui che ha influenzato maggiormente

chi sono oggi come persona e come ambasciatrice.

Sono e sono sempre stata la moglie più fortunata del mondo.

Che bello.

Vorrei fare qualche domanda sulla Convenzione sul diritto del mare.

Che deve la ratifica americana a lei.

- Stop. - Tutto bene?

Scusate. Possiamo fare una pausa?

- La stiamo facendo. - Hal, devi venire nella Sala Lettura.

Urgenti affari di stato.

Pensi che sia ancora come prima, quando ti seguivo e basta. Non è così.

Un informatore ha detto alla CIA

che c'era l'America dietro l'attacco alla portaerei.

Gli dica dell'informatore.

La sua storia regge. Boris Andreev, 43 anni, nato a Groznyj.

Ci sono sue foto persino di 15 anni fa nelle parate militari russe.

Era l'uomo di Lenkov in Mali.

Lavorava per Lenkov?

Sì, ma è stato messo alle strette dopo la sua morte.

Ha senso che cerchi una scappatoia.

Va tutto bene?

- Il Consiglio di Sicurezza? - Non ancora. Solo la Presidente.

Deve andare, no?

- Dobbiamo esserci tutti. - Beh, tu no.

Solo tre persone al governo sono informate, tra cui io.

Dovrei partecipare, no?

Dammi il telefono.

Signore?

Nora, prepari l'Air Force Two. Decollo tra 20 minuti.

- Deve tornare a Washington. - La Presidente non è lì.

Amagansett.

Dica a Drew di bloccare i voli. Non aspettiamo l'autorizzazione.

- Deve salire su un aereo. - Perché?

Per fare rapporto alla Presidente, deve conoscere la situazione.

Sono gli Stati Uniti i responsabili dell'attacco alla portaerei inglese.

Se Lenkov lo sapeva e l'ha detto ai suoi... allora è game over.

La storia verrà fuori.

Potrebbe ripetere la prima parte?

Siamo noi i responsabili dell'attacco alla portaerei.

Un altro?

Grazie.

Sai che c'è? Ripensandoci...

Sono a posto.

Proviamo a convincere il colonnello che ha capito male o frainteso.

O che era solo un'altra bugia del Cremlino.

È uno strumento di una campagna di disinformazione

volta a provocarci.

Non lo rende meno inevitabile, ma guadagneremo tempo.

Chiamo l'ambasciatrice così possiamo discuterne tutti e tre?

No.

Sottotitoli: Fabrizia Caravelli

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