Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(Infermiera) Oh... oh!
(Infermiera) Vai.
(Infermiera) Oh!
(Infermiera) Oh... oh!
- (BisbigIia) Oh Dio... < (Infermiera) Tie'.
(Infermiera) Oh... oh!
< (Uomo) Vittorio!
< (Uomo) Arturo!
< (Uomo) Ciao NicoIa. FioreIIa. - (Uomo 2) Ha avuto una crisi epiIettica.
- (Donna) Brutta sa? Lunga. - Noi siamo a psichiatria qui, eh?!
(Uomo 2) A neuroIogia ci hanno rifiutato, sono pieni.
(Donna) Ci hanno detto di provare qui, scusi eh!
- Quant'è durata? - (Donna) 3, 4 minuti.
- C'è un ricovero. - E' pieno.
- Potremmo riaprire Ia corsia numero 3. - Siamo sotto numero per 3 corsie.
(Uomo) Aida?!
Ti è cascato questo.
(Donna) Non mangia. Risponde maIe.
E non mi prende Ie medicine. Dopo una crisi è più capatosta deI soIito.
Forse ci vorrebbe quaIche caImante.
Se è capatosta, Ia devo conoscere.
Robby, mettiIa in fIebo. SoIo ipertonica.
Una fiaIa di vaIium, tanto poi si ricomincia.
Non sarebbe megIio dargIi quaIcosa di un po' più di fortino?
No. BombardarIa di farmaci non serve a niente signora.
MegIio tenerIa in osservazione, eh?!
- So bene che a neuroIogia risoIvono così. - A mattonate in testa.
- La dottoressa Lodigiani, psicoIoga. < (Lodigiani) Piacere.
State tranquiIIi. Portate Ie carteIIe cIiniche per I'anamnesi.
E poi portate tutto queIIo che avete a casa. AnaIisi, ricette, quaderni di scuoIa...
- tutto queIIo che avete raccoIto in? - 12 anni.
Si è ammaIata subito, aveva tre mesi.
Era magra come un chiodo e se gIi veniva Ia febbre aIta aveva Ie convuIsioni.
- (Uomo) Buongiorno. - Buongior... AntoneIIo!
- Corsia tre aperta. - Un attimo, sono appena entrato.
- Credo che sia... - EssenziaIe, criptogenetica. Ci è stato detto.
(Padre) Sì, ci è stato detto proprio così. Abbiamo consuItato...
20 professoroni ma... di queIIi che sparano.
(Padre) Però purtroppo niente.
(Padre) Le convuIsioni Ie sono cominciate a venire pure senza Ia febbre.
< (Padre) Sempre più forti, più Iunghe. - Quando ha Ia crisi fa paura a guardarIa.
(Dottore) Signora! Domani ne parIiamo, stia tranquiIIa.
Io ho bisogno di 24 ore per consigIiarvi una terapia, va bene?
(Dottore) FioreIIa! Ma perché c'era Aida anche oggi?
E' a caccia di straordinari. L'animaIe è ancora disoccupato.
- (Dottore) Mettimi reperibiIe. < Ciao!
(Donna) ... ti ho aspettato tre ore, faceva un freddo!
(Donna) C'ho i turni, stacco a mezzanotte.
(Sottovoce) Oh, ammazza che bona!
Ciao! Tra poco ti faranno I'eIettroencefaIogramma
(Ragazza) CoI cazzo.
(Ragazza) II coIIodio mi sporca i capeIIi.
(Dottore) Perché m'hai sorriso prima?
- Non mi sembravi n medico. - Che ti sembravo?
Un idrauIico.
Perché tu ai medici non sorridi?
(Madre) Psst! Scusi.
(Madre) Adesso torno amore.
- (Madre) Senti. - Dica.
(Forti coIpi)
Ciao.
- Sei itaIiana? - (Ragazza) Sì.
- Come ti chiami? - VaIentina. Ma tutti mi chiamano Pippi.
(Bambino) Che c'hai?
- E tu? - Suicidio.
Lui è organico, ha una disfunzione surrenaIe, sviene e basta. E tu?
- Sono scappata di casa. < (Ragazzo) Embe'?
Sono scappata di notte. Mi ha trovato Ia poIizia e mi ha portata in questura.
(Bambino) Che c'entra I'ospedaIe?
In questura c'era anche queI medico, queIIo che mi ha portato qui.
< (Ragazzo) Chi AntoneIIo o Arturo? < (Bambino) AntoneIIo non ci stava stanotte.
(Ragazzo) Ma sì che c'era. Tonino? C'era AntoneIIo?
- Tonino! C'era AntoneIIo? - No Gino.
(Ragazzo) E che ci faceva Arturo in Questura? < (Pippi) GIi hanno rubato Ia macchina.
(Ragazzo) Macchina? Non va sempre in motorino?
La macchina di una sua amica, bionda.
Pippi, ha una grande attività deIIa fantasia.
- Le parIerà maIe di noi, ecco. - Dica pure bugiarda, capisco Io stesso.
Io ti voIevo... scusi, Ie voIevo dare...
in caso che... servisse quaIcosa a quaIcuno.
No, non serve niente. Lasci 10 miIa Iire aIIa bambina.
Magari gIieIi potessi dare i soIdi! Mica Ii vuoIe.
- Mai? - AssoIutamente mai.
- Mai da quando è nata? - No.
< (Rumore deI motorino) < (Gino) Oh eccoIo!
(Gino) Se ne sta andando. Arturo!
- (Gino) Chi era Ia bionda? Chi era? - Che bionda?
(Gino) Era queIIo?
QueIIa che gIi hanno rubato Ia macchina!
Un'amica! Una mia amica... bionda.
(Arturo) MicheIone mettiIa a Ietto. Vai!
[(Arturo) II caso DiotaIIevi è stato moIto importante per Ia vita deI reparto.]
[(Arturo) II quarto degenza neuro psichiatria infantiIe deI poIicIinico Umberto I di Roma.]
[(Arturo) VaIentina detta Pippi, fu ricoverata neII'ottobre deI '91 .]
[(Arturo) Ero stato da poco nominato direttore deI reparto daI primario,]
[(Arturo) dopo che 2 o 3 coIIeghi erano scappati verso posti]
[(Arturo) accademicamente... più riIevanti.]
(Arturo) A cena? Stasera no. No non posso mamma.
Devo accompagnare una mia amica in Questura che Ie hanno rubato Ia macchina...
[(Arturo) Eravamo in parte un cronicario,]
[(Arturo) in parte fronteggiavamo poco e maIe tutte Ie richieste deIIe USL deI territorio.]
[(Arturo) Visto che si era cominciato a spargere Ia voce che]
[(Arturo) accettavamo anche casi gravi e gravissimi.]
(Arturo) AnnibaIe!
- (Arturo) Ehi? AnnibaIe! - Ehi! Son qua.
- (AnnibaIe) Ciao. - Come andiamo?
Andiamo bene, benissimo.
- E aIIora? - AIIora tutti i sacerdoti devono giocare a caIcio,
a me iI caIcio non mi piace! Sudo, puzzo, mi sto facendo una partita a dama...
(AnnibaIe) Questo è Giuseppe.
- (Arturo) Ciao, Arturo. - (Giuseppe) Ciao.
- (Arturo) Ciao, chi vince? - (Giuseppe) Sto perdendo.
(Arturo) Succede.
Guarda che queIIi ti stanno aspettando, a che ora passi a prenderIi domani?
E penso... dopo Ia messa, verso Ie 9, passerò a prenderIi.
- VoIevo dirti una cosa, di MicheIone. - No...
(AnnibaIe) Eh sì, ti assicuro che ho fatto tutto queIIo che potevo.
Credimi, non è possibiIe. Ha già 19 anni, non me Io fanno prendere.
- GIieIo dici tu? - Sì sì, gIieIo dico io.
- Buonasera Lina. - Buonasera, ce ne manda aItri?
- (Arturo) 2. - Menano?
- (Arturo) No. - Meno maIe.
(Arturo) Ah, a proposito Lina...
- (Arturo) QuaI'è Io shampoo megIio? - Arrogance.
- (Arturo) Arrogance. Ciao! - (AnnibaIe) Ue' ciao!
(Arturo) Grazie e a domani!
Arrogance. Mah... che tempi Giuse'... Arrogance.
- Lasciami schifosa! - Devi fare Ie ECG.
- Lasciami! - L'ha detto Turati?
Eh se no chi, io?
(UrIo)
< Una ventina di gocce di vaIium se si agita.
- (Dottore) Come si chiama? - (Dottore 2) Maria Rosaria Bocci.
(Dottore) Maria Rosaria, tesoro, ti fai maIe su.
- Tu sei Ia nuova voIontaria? - (Ragazza) Sì.
Basta una mano per contenerIa, con I'aItra Ia accarezzi.
(Ragazza) Ciao, io sono PaoIa. Che unghie Iunghe! Domani ce Ie tagIiamo, eh?!
(Arturo) Senti Ia ragazzina deIIa 3
(Arturo) non è necessario farIe I'eIettroencefaIogramma con Ia forza
forse riesco a convincerIa. Posso soprassedere?
Non riusciresti a convincerIa.
Ve beh.
- (Arturo) Buongiorno. < (Tutti) Buongiorno. Buongiorno.
(Arturo) MicheIone, ciao.
Ciao.
Senti...
- (Arturo) Tutto a posto? - (Dottore 2) Sì sì, tutto bene.
- (Dottore 2) Poi ha coIIaborato. - (Arturo) Come andiamo?
(Arturo) Eccoci qua. Guarda che ti ho portato.
(Arturo) Shampoo!
< Guarda che è un tormento eh! Vieni Iì con Ia faccia da monaco
< e ti comincia a dire, perché pensi questo, e perché fai questo, e perché ti vesti così...
- Dai è troppo! - Eh Io so.
A me una sera mi ha visto con una ragazza e aIIe sette di mattina mi chiama a casa
< per dirmi, come si chiama, che Iavoro fa...
E' arrivato Arturo.
- Arturo chi? - AIan Cutrie.
Ah ma Io conosco! Scusate.
(Donna) E Anna PaoIa?
- La conosci? - (Donna) Non ti ricordi a GagIioIe?
- Ci siamo incontrati anni fa in vacanza. - No.
Hai Ietto iI nuovo numero di ''Nuovi Argomenti''?
Appunto sì, I'ho comprato però non...
Leggi Ia sua poesia, è moIto beIIa.
(Arturo) Non sono abbastanza fico per questa festa.
Devi essere stanco, e stai per diventare cattivo.
- Anna PaoIa mi diceva Ia stessa cosa. - Lei sa come farti tornare buono?
(Arturo) Mi stancavo troppo e diventavo troppo cattivo.
(Arturo) Pensavo Io sapessi, sono due anni che non stiamo più insieme.
- Che Iavoro fai così stancante? - Neuropsichiatra infantiIe aI PoIicIinico.
- AIIora puoi essere cattivissimo con me. - Davvero?
- Andiamocene. < 'Ste patate fanno schifo.
< C'è tua mogIie aI teIefonino, senti un po'.
Però non ho nuovi argomenti, perciò andrò a Ietto.
(Arturo) Permesso.
(Suono deI campaneIIo)
Eh! Mi son dimenticato...
- Si ricordi di chiamarmi quando esce. - Sì.
(Arturo) Pippi?
(Aida) DiotaIIevi è stata dimessa.
(Aida) DiotaIIevi Ia ragazzina deIIa 3.
(Aida) Sono venuti i genitori stasera e se Ia sono portata via.
- (Aida) C'ho iI fogIio qui. - (Arturo) No...
- (Aida) Ma che ha bevuto? - (Arturo) Sì.
(Arturo) Ho preso iI vaIium.
Va bene insomma, si aIIunghi un po'.
Quasi quasi dormo qui.
(Aida) Insomma... non si potrebbe.
Così, così domani sono già in reparto, no?!
- La chiamo prima di staccare. - (Arturo) Grazie.
Beh dopo... certi ragazzini tosti... io pure ci dò!
Fantozzi...
- DiotaIIevi. - EpiIessia.
- Ah! - Eh...
(Turati) E DiotaIIevi?!
< (Arturo) E' dimessa. - II fogIio non c'è neIIa carteIIa.
Me so scordato di metterIo, scusa.
Come mai hai dormito qui?
Sperimentavo.
- Dottore! Scusi io non I'aspettavo... < (Arturo) Scusi Iei!
- Lo vuoIe questo? - Sì sì grazie.
Pippi aIIa psicoterapia... non ci crede più.
Veramente manco io.
Sì ma... non ci crede più neI senso che I'ha già fatta?
- Eh! - (Arturo) Presso chi?
Prima daIIa psicoIoga deIIa USL, poi da...
Come si chiama ... un reichiano.
Che poi ho scoperto che era I'amante
deIIa psicoIoga deIIa USL che ce Io aveva raccomandato.
QueIIo è per Ia panna. E che poi era sposata, cioè non mi pare serio.
Io sto sempre a peIa' patate.
(Arturo) Tutti i ragazzini vanno matti per Ie patate fritte.
Pippi no. SoIo Iesse.
- E che aItro mangia? - Niente. Patate, e Iatte.
- Pane è già troppo compIicato per Iei. - Le meIe... sì.
< (Arturo) Pomodori... uova soIo crude. - E come Io sa?
Mai mangiato che so... un geIato, Ia pasta aI forno...
E... questo che mi significa?
(Madre) Pippi! Pippi dai amore, apri un momento!
(Arturo) Pippi sono iI medico di via dei SabeIIi, ti ho portato un regaIo.
(Madre) Pippi? Pippi apri!
(Madre) Mannaggia...
SoIo Iagne.
(Arturo) Ciao!
(Arturo) Che fai qui?
- Ha un regaIo? - Sì.
(Arturo) Mi piaceva un sacco Linus che aspettava iI Grande Cocomero aIIa tua età.
Così quando andavo in vacanza dai miei aI Iago,
c'era un campo di cocomeri Iì vicino e mi sedevo Iì.
(Arturo) sperando di essere ''abbastanza sincero'' per iI Grande Cocomero.
- Però non è apparso neanche a Iei mi pare. - Ancora no.
- Ok. - Ok che?
(Pippi) Ok per queIIo che è venuto.
Ok 3 voIte a settimana neIIa mia stanza reparto?
(Guaito di un cane) - E chi è?
E chi sei tu, eh? Chi sei?
< (Arturo) Come si chiama? - Stronzo.
- Stronzo? Perché? - Perché è stronzo!
(Suono deI campaneIIo)
(Suono deI campaneIIo)
(Suono deI campaneIIo)
- Lucia mercoIedì aIIe 5. - Va bene.
- Perché non apre? - (Aida) Perché avevo da fare!
< (Arturo) Che è? Che è? - Io non ci combatto eh!
E io sarei in ferie! C'ho Ie ferie accumuIate da 2 anni.
- Vieni. No no. - Ciao amore.
(Arturo) Stia tranquiIIa, ci sentiamo. Scusa è moIto stanca.
Sapessi io!
Tu sei iI gran kuka.
- Io? < (Pippi) Vivi neIIa meIma.
- In che senso? < (Pippi) L'ho visto! L'ospedaIe e i maIati.
(Arturo) QueIIo?
(Arturo) Non ti piace comprare i vestiti?
No.
II gran kuka si nutre di fango, poi con uno speciaIe apparato di setoIe
(Pippi) si fiItra iI cibo. Succhia. Succhia.
Succhio?!
- Succhierei? - I dispiaceri degIi aItri.
< (Arturo) Grazie. - Prego.
Però... iI gran kuka ha una pinza beIIissima
Tutta coIorata... per attirare Ie femmine.
< (Arturo) Che ne sai? - L'ho visto a Quark.
< (Arturo) No, deIIe femmine. - Non ho mica tre anni!
Ti piace... quaIcuno?
- A me? < (Arturo) Perché no?
- Perché io non posso - Perché non puoi?
Ma tu Io sai cos'è I'epiIessia?
< (MicheIe) C'ho Ia chiave! - Dammi sta' chiave!
- (MicheIe) Dai forza, andiamocene! < Aspetta! Vengo anch'io!!
(Pippi) Ah iI braccio, mi fa maIe. Lascia!
- (Arturo) Aida ma che fa? Non è ricoverata. - Sono scappati 7, 8 ragazzini.
- MicheIone non se ne doveva andare. - E aIIora vaIIo a riprendere!
- Le mie responsabiIità finiscono qua. - Ah con questa storia deIIe responsabiIità!
(Infermiera) Sai di chi è Ia coIpa? DeI Ministero, che siamo in 3 invece di 9!
- (MicheIe) Ma quanti siamo! < (Bambini) Andiamo dai!
< Aspettatemi aho! - Pure te?
< Eh, che vuoi?!
- Guarda questo! - Oh!
- (Uomo) A zucchina gigante, faIIa finita! - Lo stati mettendo sotto!
(Si insuItano)
- Dove andiamo? - (MicheIe) Boh!
- Di qua? - Che succede?
- Ma dove andate? - Boh!
Andavamo.
Venite con me va.
AIIora... 30 miIa.
- (Arturo) QueIIo che è giusto è giusto. - Ma che siete deIIa neuro qua vicino?
- Sì. - AIIora facciamo 20 va.
Attenti! Attenti.
- (Carabiniere) Le generaIità deI maggiorenne. - Perché?
(Carabiniere) A me è stata segnaIata Ia fuga, devo fare rapporto.
No guardi c'è un equivoco, avevano iI mio... permesso.
(Turati) E' Iui iI responsabiIe se fuori è successo quaIcosa.
Chi beIIo vuoIe comparire un poco deve soffrire. Tutto ha un prezzo.
(Arturo) Ah sì?
(Arturo) AIIora da oggi i maggiorenni possono uscire senza permesso. Va bene così?
- Va bene. - (Arturo) Scusi.
(UrIa) Oh!
C'ho ancora 7 minuti.
AIIora, che cosa mi stavi dicendo?
Dimmi un'aItra cosa aIIora.
Sei e mezzo.
Sei.
(Uomo) Mi dovresti dire iI contesto deII'insorgenza deIIe crisi di questa ragazzina,
(Uomo) per una diagnosi.
(Uomo) Le crisi possono essere spontanee o indotte daII'aIcoI,
- o autoindotte. - Anche neII'epiIessia pediatrica?
Sì. Se avviene una compIicanza psichiatrica sì.
(Uomo) Possono essere provocate da pensieri coatti.
(Uomo) DaIIa Iuce intermittente.
(Uomo) Anche daIIo schermo deIIa tv quando finiscono i programmi,
(Uomo) può provocare questa scarica improvvisa di neuroni che poi è Ia crisi.
Mi dai una mano, sì?!
(Uomo) Ce Ia fai?
(Uomo) Scusa eh... ma che ci devi fare con quest'aItra casa?
(Arturo) La sede deIIa nostra associazione. Dobbiamo coIIaborare di più.
(Uomo) Nostra mia e tua? Guarda che io non c'ho una Iira eh!
(PsicoIoga) Come mai non avete fatto aItri figIi?
(Padre) E' stata Iei che non ha voIuto aItri figIi.
(Madre) 12 ore di travagIio e poi aIIa fine iI cesareo. Li ho visti io i sorci verdi.
(Padre) I sorci verdi... mia soreIIa ha avuto un parto come iI tuo e Iei ha 3 figIi.
Quando è nata era piccoIa piccoIa. Nera. Non mi assomigIiava per niente.
La portavo a spasso e non sembrava mia figIia.
Beh certo, ha ripreso di me. E poi si sa, Ie femmine paternizzano.
- Vi conoscevate da moIto? - No no da pochissimo, quaIche mese.
Prima ero stata 6 anni con mio cugino. C'eravamo fidanzati da ragazzini.
- (PsicoIoga) E I'ha Iasciato per MarceIIo? - No.
No m'ha Iasciato per una che faceva I'università con Iui.
Una piatta piatta... di me si vergognava.
(MarceIIo) Capirai, adesso guadagna 1 miIione e 8 aIIa Rai.
(Madre) Embe' che vuoI dire! Fa un Iavoro gratificante, i soIdi non sono tutto.
(MarceIIo) Proprio tu me Io dici che a te non ti bastano mai?
Tu fai soIo iI Iavoro che sai fa.
Perché che Iavoro è?
(MarceIIo) Guarda che se ritiri fuori tuo cugino pure qua, io non ci vengo più.
(PsicoIoga) No stia tranquiIIo, Ia Iasci parIare.
(Arturo) Per oggi basta, grazie.
< (Madre) Ma sarà terapeuticamente vaIido? < (Arturo) Mah, speriamo di sì.
(Pippi) Sì. Quando avevo 5 anni ho detto che questo cugino era morto. Non Io so perché.
(Pippi) Mamma è tornata a casa e Ie ho detto che era venuta zia MireIIa
e che Lorenzo si era spiccicato suIIa TuscoIana.
Mamma è corsa fuori urIando come una matta.
Perché hai detto questa cosa a tua madre?
Non Io so.
Ogni tanto mi pare che... Ie cose come stanno, stanno maIe.
Quindi gIi dò una spintina per farIe un po' megIio.
E ti sembra che se questo tuo zio fosse morto Ie cose sarebbero andare un po' megIio?
Non ho detto questo. Tu capisci sempre queIIo che ti pare.
- E' già I'ora? - Aspettano.
Per questo I'anaIisi mi è sempre sembrata una cazzata.
Resta un po' qui, parIiamo dopo. Ti va?
E' tornato Giacomo, ci stanno i genitori.
- Buongiorno. - Buongiorno.
E gIi hanno rotte Ie Iinee. Non ce Ia facevano più.
La madre ha spostato Ia cucina in corridoio,
Giacomo gIi aveva messo una Iinea davanti aI gas.
(Arturo) Proviamo a ricoverarIo quaIche giorno e vediamo un po'.
- II personaIe dice che non si può ricoverare. - Perché FioreIIa, che probIema c'è?
Nessuno! RicoveriamoIo.
(Arturo) Giacomo.
Dove sono Ie Iinee?
DaI punto 3 deII'ascisse x aI punto 4 deII'ordinata y.
(Arturo) AIIora posso sedermi suI Ietto?
(Arturo) AIIora ...
Io dico a mia madre ''chi è andato di Ià?'' Lei dice ''nessuno''.
Vado di Ià e trovo tutte Ie Iinee rotte.
Tua soreIIa è dovuta andare a vivere con i nonni, che quest'anno aveva Ia maturità.
< (Arturo) Non ti dispiace? - Sì.
MoIto.
Ma sono degIi ipocriti.
Se potessi ricordare... chi era e che facevamo insieme!
E invece... niente.
Nebbie.
(MicheIe) Bono sto' fumo eh?!
(MicheIe) L'ho comprato a Ostia.
< Arturo!
- (StriIIa) No! - No. Io devo andare aIIa finestra.
MicheIone mi ha chiamato e io ci devo andare.
Spiegami come faccio.
< (Arturo) Che c'è? - Mi dai Ie chiavi deI motorino?
- (Arturo) Perché - Accompagno Pippi a casa.
< (Arturo) Vai piano! - TranquiIIo.
< (Arturo) Pippi! Che fai? - Ti sto aiutando!
Quando sto con Arturo sento che queIIo che c'è fuori viene dentro,
e queIIo che c'è dentro viene fuori. No iI contrario.
QueIIo che c'è dentro, ma un po' di Iato, viene fuori.
- E queIIo che da sotto... - Respira forte, respira!
(MicheIe) Che hai fatto? Eh? Oh!
(MicheIe) E questo chi è? Ah beIIo!
(MicheIe) Ammazza che viIIa che c'hai!
(MicheIe) Oh!
(Tv in sottofondo)
(Madre sussuIta) Pippi! Ma perché sei arrivata così tardi dove sei stata?
- Mamma senti... - Che c'è?
Oggi mi sono fumata uno spineIIo. Ho vomitato.
Amore... non c'è bisogno che ti inventi queste cose, mamma ti vuoIe bene Io stesso.
(Madre) Ti vogIio bene Io stesso!
(Pippi) E' Ia verità.
(Tv in sottofondo)
(Rumore di cose che cadono)
[(Pippi) Sono tornata.]
[(Arturo) Come ti senti?]
[(Pippi) Non Io so. Mi pare bene.]
(MicheIe) Anvedi chi c'è? A Pippi!
< (GridoIini di gioia) < (Donna) Fermi, fermi!
[(Pippi) Sono contenta di essere aI reparto.]
(TriIIo deI teIefono) (Arturo segreteria) Risponde iI numero
4 miIioni 456 miIa 941 . Lasciate un messaggio.
(Aida) Ma che sta a fa a casa? VuoI venire aI reparto che sta succedendo un casino qua?
(Fantozzi) Ecco, è chiuso tutto.
(Dottore) Mi dispiace io sto di guarda a 3 reparti.
Sono sceso, notifico... intervenire no, vi prego.
(StriIIa) Arturo non venire! Mi sono rimaste 2 Iinee sane, non me Ie faccio rompere.
(Giacomo) Arturo non venire!
(Arturo) Chi te Ie ha rotte?
(Giacomo) Ci hanno saItato sopra MicheIone e Pippi.
(Arturo) Ah MicheIone... e Pippi.
Un saItino soIo...
- Ma... - Ma ancora non Io conosci Giacomo?
Stai tranquiIIo. Hai ragione.
Aida mi guarda... dove dormono?! Dormiranno in corridoio stanotte.
- (Arturo) Abbiamo abbastanza brandine? - (Dottore) Brandine!!
(Arturo) No no che brandine, figuriamoci. Forse iI coIIega ha un'idea migIiore, prego.
(Dottore) Guarda nessun medico che è un professionista serio
(Dottore) verrà aIIe chiamate di questo reparto quando sarà di guardia, ti va bene così?
Nessun probIema. Finché c'è Giacomo Ie notti Ie faccio io,
e adesso tu puoi tornare aI tuo reparto,
(striIIa) però professionaImente tanto più serio, vai!
Non so, non è possibiIe andare avanti così.
Me Ii devo fare da soIo i Ietti o mi aiutate?
- Aiutiamo, aiutiamo... - Aiutiamo, aiutiamo.
(Arturo) Vai a dare una mano, vai!
(Arturo) Stronzetta! Eh?
(Pippi canta su De Gregori) E per Ie mani amore, per Ie mani ti prenderò
(Pippi canta su De Gregori) E senza dire paroIe neI mio cuore ti porterò
- Scusa. Ciao. - (Arturo) Ciao.
(Pippi canta su De Gregori) E non avrò paura se non sarò beIIa come dici tu
(Pippi canta su De Gregori) ma voIeremo insieme in carne ed ossa, non torneremo più!
Arturo scusa, devo parIarti un attimo di Lucia. Siediti.
(''La donna cannone'' - Francesco De Gregori)
(Arturo) Riprendiamo tra un momento.
Oh, buongiorno, ben aIzato!
(Pippi canta su De Gregori) E senza fame e senza sete
(Pippi canta su De Gregori) E senza aIi e senza rete voIeremo via.
(Arturo) Scusi... chi è che sta cantando?
- (Signora) E' un'amica di mia figIia. - (Arturo) Una degente...
(Signora) No, è Ia figIia deIIo psichiatra deI piano di sotto.
- Ciao! - (Signora) SaIve!
(Signora) E va spesso a trovare suo padre...e da quaIche settimana viene a trovare mia figIia.
- Sono iI padre. Sono Io psichiatra... - Oh che piacere!
(Signora) Ho chiesto a Pippi da moIto tempo di incontrarIa.
- Ah sì? E che cosa Ie ha detto? - Che aveva Ie gambe rotte.
< (Pippi canta) - Le gambe rotte.
Ah.. adesso va megIio ora.
- Ma Iei sapeva che veniva qui? - Certo. Sì sì.
- Le ha parIato di MarineIIa? - Sì che canta, sì sì.
- (Pippi canta) E senza dire paroIe... < (Arturo) Pippi!
AIIora? Non me Ia presenti Ia tua amica?
[(Pippi) Si chiama MarineIIa... papà.]
[(Arturo) QueIIo che voIeva da me ero pronto a dargIieIo.]
[(Arturo) Ma cosa cercava in queIIa bambina così maIata?]
[(Arturo) E che cosa avrebbero potuto scambiarsi? Decisi di metterIe più vicino,]
[(Arturo) e osservare.]
(Infermiera) Guarda che sei tu che non hai capito.
(Infermiera) Noi abbiamo fatto questa riunione
(Infermiera) perché qua dentro ci sono troppi casi straordinari.
(Infermiera) E tu ne approfitti per dirci che ce ne è un'aItro, non autosufficiente.
(Infermiera) Ma chi Ia segue?!
Ma non ce I'ha iI Ietto a neuroIogia questa ragazzina?
< (Arturo) Ma certo che ce I'ha. < E perché dobbiamo prenderIa noi?
< Io sono iI suo neuroIogo da quando è nata.
Una Iesione da parto per debito da ossigeno.
Era una bambina beIIa e sana destinata a una vita normaIe.
(NeuroIogo) E adesso per Ia prima voIta ha Ia possibiIità di avere una reIazione.
(Arturo) Io Io so che è tanto queIIo che vi stiamo chiedendo.
Non vi stiamo chiedendo più ore.
- Ma più motivazioni. < Eh iI Ministro tagIia e noi dobbiamo motivare.
(Si Iamentano tutti insieme)
(Arturo) Ma è un tentativo di terapia anche per DiotaIIevi, quindi deI nostro reparto.
(Arturo) E' una mia paziente e Ia vogIio seguire io!
(NeuroIogo) Questa piccoIa paziente sta incominciando a capire che neI mondo...
(BisbigIia) Ma DiotaIIevi non sei tu? Che tieni di tanto importante?
(Pippi) Sono un caso compIicatissimo. Ce ne stanno 2 in America... e 1 in Africa.
- (Ragazza) In Africa? - In Uganda.
(Arturo) Sapete megIio di me che in questo paese non ci sono strutture per casi così.
(Arturo) QueIIo che dovrei fare aItrove sono costretto a farIo in reparto.
E ho bisogno deI vostro aiuto.
Lo so. Lo so quanto c'è neIIa vostra busta paga, ma queIIa non Ia faccio io.
AItrimenti sarebbe diversa.
(Musica di sottofondo)
Che beI viaggio!
- (Arturo) AIIora sei contenta? - Eh, amore.
(Musica di sottofondo)
Piano piano ragazzi.
- (Arturo) Grazie eh! - (Inserviente) Prego.
(NeuroIogo) La stanza è meno Iuminosa però va megIio... Gobbi, poi Ie porti Ie cose sue...
- Poi... < (Arturo) Li facciamo un po' riposare.
(MicheIone canta) E con Ie mani amore per Ie mani, Pippi, ti prenderò
(Cantano) E senza dire paroIe neI mio cuore ti porterò.
(Cantano) E non avrò paura se non sarò beIIa come dici tu
(Cantano tutti) ma voIeremo in cieIo in carne e ossa
(Cantano tutti) non torneremo più! (Canzone ''La donna cannone'' - De Gregori)
(Canzone ''La donna cannone'' - De Gregori) (Cantano tutti) E senza fame e senza sete
(Cantano tutti) E senza aIi e senza rete voIeremo via.
- ''Poropom'' - (Arturo) Sì ''poropom''!
(Arturo) Ci vediamo dopo.
(Sottovoce) Porca madosca... mo' è pure aumentato.
< (Pippi) MarineIIa mi sembra un po' triste. - Da cosa te ne sei accorta?
(Pippi) Mi guardava Ie gambe, ora non Ie interessano più.
Mi sono messa Ia minigonna, Ie muovo... ho fatto anche un baIIetto.
(Pippi) Ma non me Ie guarda più.
Che vuoI dire questo secondo te?
< (Pippi) Perché non c'è Ia madre? < (Arturo) GIieI'ho detto io di non venire.
Quando uno sta maIe, non vuoIe che Ie cose cambino.
< (Pippi) Anche a me quando mi vengono. - Cosa, cosa ti viene?
Come cosa?! Perché sto qui? Sembra che tu ti scordi che io sto maIe.
Ed è un maIe che fa schifo. Fa schifo a tutti, anche a mamma e papà.
(Pippi) Se ero monca o zoppa, sai quante voIte era megIio?
Eccomi. Ce I'ho obbIigatorio a scuoIa.
Tu credi di conoscermi. Ma io non sono io quando sto qua.
(Arturo) Mi dirai tu che cosa dobbiamo fare per MarineIIa.
Perché...
senti deIIe cose in più.
(TeIecronaca partita)
(Arturo) Aida! Perché non si siede? Vediamo Ia partita.
- Prenda! Li ho presi anche per Iei.
- Grazie. - VuoIe un po' di birra?
(TeIecronaca partita)
< (CampaneIIo) < (Arturo) No stia, stia comoda. Vado io.
- Mi dia Ie chiavi. - (Mormora) Grazie.
- (Arturo) Ciao. - Ciao. Posso restare qui?
- (Arturo) Sì. - AIIora Io vado a dire ai miei giù in macchina.
(Pippi) Ciao mamma, ci vediamo domani dopo scuoIa.
(Arturo) Tonino, ma che fai? Non esci oggi, esci mercoIedì.
(Arturo) Vai a dormire, vai. Su.
(Pippi) Sono andati a cena in centro. GIi ho detto che domani vado a scuoIa da qui, va bene?
Va bene.
- (Arturo) Hai cenato? - (Pippi annuisce)
(Arturo) Che beIIe scarpe! Sono di tua madre?
Le ho comprate a via deI Babbuino.
VogIio regaIarti un vestito che ci sta bene. Lo accetti?
Sì. Andiamoci sabato.
- Andiamoci iI 27. < (Aida) AI teIefono.
(Arturo) Sì.
(Vocina) Andiamoci sabato! Mo' so' cazzi tua.
(Aida) E' tua madre.
Ma tu dopo tutto iI tempo che Ia conosci ancora ci stai a credere a queIIo che dice?
Certo che mi sono presa un coIpo. DaIIa finestra!
No sto soIa. MarceIIo sta a Iavoro.
- A quest'ora, embe'?! - (BisbigIia) Sono Pippi.
(BisbigIia) Sono venuta a dormire qui.
(BisbigIia) Arturo non fa venire tua madre,
(BisbigIia) perché pensa che stare con me ti faccia megIio.
(BisbigIia) Ti va megIio?
(Pippi bisbigIia) Ti hanno ordinato un busto svedese.
(Pippi bisbigIia) Vedrai che riuscirai a stare seduta megIio.
(BisbigIia) Così ti potrò portare a spasso con Ia sedia a roteIIe.
(BisbigIia) Ti posso spingere coi pattini! Io sono un drago a pattinare.
(BisbigIia) Ho i pattini americani monoruota, queIIi che si incIinano in curva.
(BisbigIia) Hai presente?
(BisbigIia) Sì, va beh...
(BisbigIia) Dormo neI Ietto accanto aI tuo.
(Pippi bisbigIia) Buonanotte.
(Arturo) Però se mi metti in confIitto con i tuoi, ci compIichiamo Ia vita tutti quanti. InutiImente.
(Pippi) Che ne sapevo che si svegIiava? Le ho messo 2 depachin neI vino a cena!
< (Arturo) Ma che sei matta? - Sì.
(A voce aIta) No, sei scema sei!
- Adesso dormiamo, che è tardi. - Vieni qui, c'è posto.
Perché non sei sposato?
Perché mia mogIie mi ha Iasciato.
- Non ne trovi un'aItra? - E quando?
Quanti anni hai?
Troppi.
(Arturo) Dormi.
(MarceIIo) Ecco Iei era beIIa come ora ma con 15 anni di meno.
(Madre) Grazie sei carino... fine!
(MarceIIo) Ma come scusa io... anzi voIevo dire che...
(MarceIIo) va beh...
Ciao Arturo!
- Ciao. < (Madre) Quando dobbiamo tornare?
Certo Ia famigIia c'ha una dinamica disturbatissima.
Stanno insieme soIo per Ia maIattia deIIa figIia. Non è un grosso incentivo a guarire, no?!
Guarda. Da quando aveva 3 mesi, in ogni tracciato non c'è una aIterazione.
- Come mai? - Capita.
Ma perché non c'è un tracciato di sonno profondo?
- Non I'avrà voIuto fare. - Io Io farei subito. E' moIto indicativo.
< (TriIIo deI teIefono) - Vado io.
- No no. < (Segreteria) Risponde iI numero 4 miIioni...
- Quando c'è Ia prossima terapia famiIiare? - Martedì.
< (Donna) VoIevo sapere se poi hai Ietto Nuovi Argomenti.8
< (Donna) Ti ricordi di me? - (Arturo) Scusate!
(Donna) Ci siamo incontrati aIIa festa di CeciIia.
< (Arturo) Ciao! Stasera? - Ecco iI sesso! Lo acceca.
[(Donna 2) Mio caro, iI mese scorso ho avuto una bambina, I'ho chiamata AIbertina,]
[(Donna 2) come Ia madre di Lucio.]
[(Donna 2) Te I'ho voIuto dire io prima che Ia notizia ti arrivasse da estranei.]
[(Donna 2) O non ti arrivasse affatto.]
[(Donna 2) Ti abbraccio forte forte. Anna PaoIa.]
Non ti preoccupare, non importa!
Mi dispiace, ma non importa. Ciao!
(Musica triste)
(AnnibaIe) OpIà! SaIta di qua, ciao.
- Perché di qua? - Perché di Ià è chiuso, non so bene...
Guarda qua. Mi sono dovuto ripassare...
- (AnnibaIe) tutto iI sistema cartesiano. - Ma è per Giacomo?
- (AnnibaIe) Eh già. - E' beIIissimo!
(AnnibaIe) Meno maIe.
- Sta moIto megIio, sai? - (AnnibaIe) Di che?
(Arturo) Senti un po', tu ragazzine ne puoi prendere?
Arturo, scusami eh...
pensi che io mi sia fatto prete per non diventare omosessuaIe? E dai!
Ma questo è un ricovero reIigioso, ma mica comando io!
Ma non me Ie fanno prendere no?! Insomma... Scusami eh?!
Comunque se ho capito bene, queIIa ragazzina vuoi togIierIa daIIa famigIia..
Sarebbe megIio, sì. Temporaneamente!
(Arturo) II probIema è sempre Io stesso, è che non ho un posto dove metterIa.
(AnnibaIe) Sì però tu poi... appena puoi via! E Ii togIi.
(UrIano) - Amen!
< (Bambino) Porco Budda! - So' diventati tutti buddisti. Tutti!
Tu non dovevi vedere Ia tua poetessa stasera?
Anna PaoIa ha avuto una bambina.
Ah ecco che cosa c'era, eh!
II primo anno che ho Iavorato aI reparto, sono diventato pazzo.
< (Arturo) I bambini mi facevano schifo. - Eh!
Figuranti anch'io, deIIe voIte non posso vedere un bambino senza che...
Mi viene Ia nausea proprio.
Però poi chiedo perdono aI Signore, e iI Signore mi perdona. E' umano.
- Anna PaoIa non mi ha perdonato. - Ma perché tu che cosa Ie avevi fatto?
L'ho fatta abortire.
< (AnnibaIe) E aIIora... va bene, ti perdono io. - VaIe?
VaIe vaIe! Eccome non vaIe, perché non vaIe. Certo...
Anche perché credo che hai espiato abbastanza.
No, Ia vita è corta!
AII'inizio pensi di avere tante possibiIità. Poi aIIa fine...
ti accorgi che te Ia sei giocata con I'unica faccia da stronzo che hai fatto.
(Musica ''CIELITO LINDO'')
(Pippi) Hai capito chi è?
(Pippi) Che beII'orecchio che hai!
Ar... tu... ro.
Ar tu ro.
Senta io Ie sono moIto riconoscente deIIe cose che avete fatto per MarineIIa.
E' sempre stata considerata... un caso incurabiIe.
(Signora) Nessuno ci ha mai perso moIto tempo.
Vi rendete conto... sono si cura di sì, ma vi rendete conto che
- MarineIIa non muove più Ia testa? - Può essere I'infiammazione di un nervo...
ParIerò con iI fisioterapista e Ie farò mettere un cuscino ortopedico.
Lei è sicuro di queIIo che sta facendo dottore?
Tutta Ia vita di mia figIia era fatta di pochissimo.
Era fatta di me.
Le rifaccio Ia domanda.
MarineIIa non muove più Ia testa, è sicuro che risoIve con un cuscino ortopedico?
Sa come mi chiamo!
(Signora) Adesso amore, guarda iI dottor Gianni.
(Signora) Guarda che fa Io spiritoso. Guarda, guarda.
Fai uno sforzo tesoro, fai un grande sforzo, guarda iI dottor Gianni.
[(Signora) Lei è sicuro di queIIo che sta facendo dottore?]
(Aida) Beh? Mo' anche i cani? Via, via!
Ah è di DiotaIIevi ha fatto iI tracciato di sonno profondo,
è neIIa stanza deII'eIettroencefaIogramma.
- Ah perché mo' i tracciati si fanno con Ie bestie. - Ha iI permesso di Arturo.
(Borbotta) Tutte vinte gIieIe dà.
- Ha 13 anni! - Senti...
io a 13 anni già facevo iI primo servizio da una signora, hai capito?
(Aida) Via! Fuori! Via, sciò! Via!!
- (Aida) Fuori fuori! < (Arturo) Aida! Eh caIma!
Fra mezz'ora abbiamo finito.
(Aida) NeI regoIamento non ci sono Ie bestie.
NeI regoIamento non c'è neanche che iI personaIe medico strutturato
passi Ia notte aI reparto. Va bene così?
(Aida) Questo cane deve andarsene.
(Arturo urIa) No! Sarà Iei ad andarsene aIIa prossima rogatoria deI personaIe. Ok?
Ha pisciato! Ha pisciato!
(Infermiera) Vieni qui, stai buono dai.
(MicheIe) Ma che è matta?
(Mormora) Io c'ho Ie ferie accumuIate. Io...
Io... io ho Ie ferie accumuIate.
(Aida piange)
(Tutti) Stronzo! Stronzo!
< (MicheIe) Arturo! Guarda che sta Ia sotto! - (Arturo) Buono. Buono...
Gatto SiIvestro scuoiato.
Un conigIio travestito da farfaIIa.
(Pippi) Le mestruazioni.
II paradiso.
(Arturo) Non risuIta nessuna encefaIopatia di tipo epiIettico.
(Arturo) Un eIettroencefaIogramma può essere soIo indicativo, però...
(Arturo) è difficiIe che 1 1 ore di tracciato risuItino così puIite.
- Non vuoi sapere queIIo che penso? < (Madre) No. Io già Io so queIIo che pensi.
Ma io non ci credo che Io fa apposta.
Ma tu I'hai mai vista quando ha una crisi? Fa paura a vederIa!
AIIora se Io fa apposta vuoI dire che è matta. E io non ci vogIio credere che è matta.
(Arturo) Ma io non dico che faccia apposta, che simuIi.
Non potrebbe aver cominciato a fingere a tre mesi.
Dico però che su sempIici convuIsioni febbriIi, può aver costruito iI suo modo di stare aI mondo.
E anche se Ie convuIsioni sarebbero potute sparire, Iei Ie ha mantenute.
(Arturo) Non Io sa, e tornano
ogni voIta che Ie sembra di non avere aItra strada per risoIvere un probIema.
- Tu credi così? < (Arturo) Io credo di sì.
(Arturo) E ti ho chiamata per dirti che questo stato è pericoIoso, è I'anticamera deIIa psicosi.
(Arturo) Noi Ii chiamiamo pazienti border Iine.
(Arturo) Come vanno Ie cose tra te e MarceIIo?
Ma che c'entra, quanti matrimoni stanno peggio ma i figIi non sono mica epiIettici.
(Arturo) Se ci sono dei probIemi è megIio affrontarIi.
Non è che ci stanno i probIemi... è che io ho sbagIiato vita.
Quando ti sbagIi Ie cose vengono maIe, pure i figIi.
Cinzia... tu devi capire una cosa: tua figIia... è venuta benissimo.
- Senti... [(Cinzia) Io ti dovrei dire una cosa.] < [(Arturo) No, non me Ia dire.]
[(Cinzia) Ma forse è moIto importante!] [(Arturo) Vuoi dirmi che Iavoro fa MarceIIo?]
[(Cinzia) E tu come I'hai saputo?] [(Arturo) Pippi i miei soIdi Ii prende,]
[(Arturo) perché sa come me Ii sono guadagnati.]
[(Arturo) AIIa fine deII'inverno, in 6 mesi di terapia,]
[(Arturo) avevamo ottenuto dei notevoIi progressi.]
[(Arturo) II doIoroso aIIontanamento di Aida e Ia coIIaborazione fra i reparti,]
[(Arturo) mi consentivano un diverso modo di Iavorare.]
[(Arturo) Cercavo... di aiutare Pippi a non sentirsi più maIata, ma in quaIche modo medico.]
Guido, fagIi uno scanogramma in saggittaIe.
Amore io sono qui. Adesso devi stare ferma ferma.
< Arturo! - Che c'è?
- (Pippi) Vieni con me! < (Arturo) Sono di guardia stanotte.
Poi sono troppo vecchio. Vai!
(Arturo) Non aver paura, vai!
(MicheIe) Aho! Brava, sei venuta!
(MicheIe) Massimino! Massimino... Pippi, I'amica mia deIIa neuro.
(Massimino) Mamma quanto sei carina.
Grazie.
(BisbigIia) Arturo!
State però esagerando con gIi orari. Ho ricevuto una circoIare.
Hai insistito tu perché ci andassi!
(Arturo) Non puoi dormire qua con MarineIIa stasera.
(Arturo) Adesso ti accompagno io a casa.
(Pippi) Ma che hai?
(Battito cardiaco sempre più Iento)
(Signora singhiozza)
(Uomo) Vieni, andiamo via.
Forse è megIio così.
(AnnibaIe) Dopo Ia sacra scrittura, vi vogIio Ieggere anche iI brano di un romanzo.
(AnnibaIe) Da ''L'idiota'' di Dostoevskij.
(AnnibaIe) E mentre camminava per Ie strade
(AnnibaIe) e vedeva in ogni voIto i segni di una fatica inutiIe,
o aIzava gIi occhi verso i tetti deIIe case, su, aI cieIo, per capire se c'era un senso
(AnnibaIe) egIi pareva trovarIo e si rasserenava.
(AnnibaIe) Ma soIo a una domanda, che Io investiva a ondate regoIari con affanno
(AnnibaIe) iI principe Miskin non sapeva rispondere.
''Perché Signore, i bambini muoiono?''
Signore perché.
(Insieme) Signore perché.
< (AnnibaIe) Cristo perché. - (Tutti) Cristo perché.
- Signore perché. < (Tutti) Cristo perché.
(Arturo) Pippi!
(Arturo) Pippi!
Ma ti sei impazzita? Tesoro, perché ce I'hai con me eh?
Sei stato I'unico a non capire che cosa stava succedendo.
(Arturo) Cosa?
(Pippi) Non dovevo fidarmi di te.
Sai che ti dico? Andate a fan cuIo tutti quanti.
(Gianni) Nessuno potrà mai sapere se è morta perché abbiamo sbagIiato tutto.
(Gianni) Io so soIo che ha avuto un'emorragia ceIebraIe.
(Gianni) Un aneurisma si è rotto...
(Gianni) forse era congenito. Capita con questi pazienti.
Cosa potevamo fare?
Cosa dovevamo sapere?
E ti basta?
Non Io so.
Io non posso pormi certe domanda.
(Gianni) Tu sì. E per questo ti tirerai su.
(Gianni) Io me ne vado.
(Arturo) Dove.
Una cIinica privata. Doppio dei soIdi e Ia metà deIIe ore.
Io non ce Ia faccio più.
(Arturo) Oh cazzo.
(Cantano ''Tanti auguri'')
Un regaIino un po' intimo. Una cosetta ho pensato per Ia carriera.
< Apri apri apri.
(Madre) Manda giù da brava, manda giù. Manda giù!!
< (Madre) Che stai facendo) - (Pippi) Merenda.
(Donna) Non sarai mica come quegIi psichiatri che si scordano iI compIeanno.
No, non me Io sono scordato.
(Donna) Dai vai, ci penso io.
(Segreteria teIefonica) Arturo sono Cinzia! Arturo sei a casa?
(Cinzia) Senti, senti chiamaci subito oppure vieni!
(Cinzia) Lo sai che faccio? Ti chiamo aI reparto. Arturo io ho assoIutamente bisogno di parIarti.
(Cinzia) Pippi sta maIe.
- (MarceIIo) E Ievati. - (Cinzia) Ma che c'è, dove vai così?
(MarceIIo) E ora te Io faccio vedere io dove vado.
(MarceIIo) Senti un po'... non è che tu... mia figIia te Ia vuoi fare per caso?
No, non credo.
(MarceIIo) Perché a me non mi pare che tu ti stia comportando tanto da psichiatra.
(Arturo) Non tutti gIi psichiatri si comportano neIIo stesso modo.
Nostra figIia a noi non ci parIa più.
Non ci aveva nemmeno detto che era stata a un funeraIe, se Io sapevo non ce Ia mandavo.
- E avresti fatto maIe. - Perché?
(Arturo) Perché non gIi si possono fare troppe cose aIIe spaIIe ai figIi.
Che vuoi dire?
Senti... a me non interessa, ma davvero non interessa,
io sto cercando di aiutare vostra figIia.
(Arturo) Non sono uno da 50 minuti suI Iettino, non sono nemmeno uno da sedativi.
(Arturo) Non Io so neanche io che tipo di terapeuta sono.
Anche grazie a tua figIia, io piano piano Io sto capendo.
(Arturo) Grazie.
(Cinzia) NeIIa spazzatura ho trovato questo.
(Arturo) Basta coi farmaci. Oramai possiamo escIudere un'epiIessia di tipo neuroIogico.
(Arturo) Vi ho dato una beIIa notizia.
(Arturo) Da tutti gIi aItri probIemi spero che Ia guariremo.
- Mi accompagni Cinzia? - No. E' megIio che vai da soIo.
(BisbigIia) Vai.
C'è una cosa che voIevo chiederti da tanto tempo.
Ma tu sei così per me o sei così per tutti?
Ma tu sei una cosa che io cercavo da tanto tempo.
La cercavo già aIIa tua età.
Quando... andavo a sedermi come uno scemo negIi orti di cocomeri.
(Arturo) Poi aII'università, poi quando ho sceIto Ia speciaIizzazione.
La cercavo con Anna PaoIa, con gIi amici...
Però sopratutto neI Iavoro.
(Arturo) avere... come dire, aImeno un motivo per aIzarmi domattina.
- MicheIone! - Eh, che c'è?
Stavo pensando se ti iscrivi aI prossimo corso per infermiere, che dici?
- Perché? - Visto che non ti possiamo dimettere
- ti assumiamo noi. - Eh ora ci penso. Ci penso.
< Piano piano!
< Guarda queIIo!
- Ciao. - (Donna) Ciao tesoro!
- (Uomo) Ciao! - (Arturo) Come stai?
- (Uomo) Bene, e tu? - (Arturo) Bene.
- Pippi, mia madre e mio padre. - (Pippi) Piacere.
Prego. AIIora DanieIe, Giuseppe, AnnibaIe Io conosci...
- Giovanna. Giovanna. - Maria Rosaria.
- Questo proprio non me Io aspettavo. - Che cosa?
Che eri pure ricco!
- (Arturo) AIIora? - (Giovanna) AIIora? Non ti fai vedere mai!
(Arturo) Va beh, Iavoro Iavoro Iavoro. Ti ho portato un po' di amici.
(Bussa)
(Pippi) Chi è?
(Arturo) Hai trovato I'ovatta?
Ho fatto un paIIocco con Ia carta igienica.
E' qua.
[(Arturo) Adesso VaIentina DiotaIIevi, detta Pippi, frequenta iI Iiceo artistico.]
[(Arturo) Dopo Ia separazione dei genitori è stata affidata aIIa madre.]
[(Arturo) Proseguiamo Ia psicoterapia una voIta a settimana.]
[(Arturo) Da 22 mesi non ha più avuto manifestazioni di tipo epiIettico.]
[(Arturo) Da settembre ho cominciato a seguire personaImente DanieIe Epifani.]
[(Arturo) Per iI momento abbiamo fatto un minuscoIo passo avanti.]
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.