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La prima frase è questa.
Una piccola pausa...
Un ottimo lavoro.
Grazie.
Non era una gara facile.
Ho avuto un'ottima guida.
Canta un po'.
Brava.
Mio marito, Andrea.
Molto piacere.
È un uomo fortunato, lo so.
Vi lascio festeggiare.
Grazie.
Guarda che non sono mica più tuo marito.
No?
Come vuoi che ti chiami?
Amante?
Ma in questi giorni tu sei moglie, ex moglie?
Non lo so.
Occhio, eh.
Che basta una raccomandata.
Ti arriva a casa un bustone giallo e scopri che tua moglie non è più tua moglie.
Anziché non l'ho mai stata.
Che detto così non mi sembra una cattiva notizia, no?
I casi dei matrimoni nulli alla parrocchia di San Cosimato a Roma, la dichiarazione
di nullità di ben 47 matrimoni celebrati negli ultimi anni dal sedicente sacerdote
che ha tradito la fiducia di tutti, Curia compresa, ha sconvolto un intero quartiere.
Abbiamo con noi la dottoressa Stefania Andreoli, psicoterapeuta, per aiutarci a
capire quali aspetti abbiano colpito di più l'opinione pubblica.
Riflettiamo.
Ci si sposa perché sia per tutta la vita.
Ma se invece dovessimo trovarci a rivalutare...
il valore di quella promessa, se ci trovassimo di fronte al solito...
puoi tornare indietro?
Lo rifaresti?
Guarda che faccia.
Ma stai calma, ricorda di dimmi...
Senti, dimmi un'altra volta di stare calma e mi faccio spogliare qui davanti a tutti.
Ma siamo tranquilli?
No, non la conosci.
L'unica volta che l'ho vista tranquilla voleva tirarmi il ferro da stiro addosso.
In piedi.
Entra in aula il giudice.
Il tribunale di Roma.
Attesa la sentenza emessa dal tribunale ecclesiastico di prima istanza del
vicariato di Roma... dichiarativa della nullità del matrimonio contratto... Nullità?
Ma che significa?
Nullo il matrimonio e nullo il divorzio.
Questo lo sapevamo.
...quattro settembre 2012, dichiara la cessazione
degli effetti civili del matrimonio concordatario...
e revoca, con decorrenza dalla data odierna, i provvedimenti...
concernenti l'assegno di mantenimento a favore della signora Bertelli Sara.
Cioè, neanche 340 euro?
Ma siamo matti?
Se non rispetta la lettura della sentenza, sono costretta a farla accompagnare fuori.
E allora mi accompagni anche a pagare le bollette, l'affitto e tutto il resto.
Si vede che non c'ha figli, dai.
Scusi.
Potevi pensarci meglio, no?
Potevamo aspettare.
Ma certo, se aspettavo te.
E revoca il diritto di visita, così come statuito, in sede di separazione.
Finalmente, che trovava sempre una scusa per non farmi vedere mio figlio.
Ma ha otto anni, va in terza elementare e si chiama Giulio.
No, perché con lui non si sa mai.
Convenga con me che la situazione è paradossale.
Eh, la situazione è paradossale, sì.
Però l'interruzione dell'assegno di mantenimento è sacrosanto, eh?
Sacrosanto.
Ma si vergogni che c'ha una ricca che lo mantiene pure.
E' questa la tutela che date alle donne che divorziano, giusto?
Mi dispiace, ma non c'è nessun divorzio perché
per la legge non c'è mai stato nessun matrimonio.
Purtroppo è vero.
Per la legge non siete stati mai sposati.
Ma ora possiamo ricorrere su urgenza e ottenere
di nuovo il diritto al mantenimento per Giulio.
Fortuna, sto incubo è finito.
Incubo, eh?
Per me è un incubo.
Senti, sei tu che sei voluto arrivare fino a questo punto.
E cos'è che dicevi?
Ti levo anche le mutande, ok?
Adesso il giudice ha deciso così e io non c'entro niente.
Certo, tu non c'entri niente.
Non è mai colpa tua.
Oh!
Oh!
Ma possibile che non te ne frega niente neanche di tuo figlio?
Lascia perdere questo cazzaro che non vede l'ora di rovinarci.
Ma tanto provenate da soli, ma... Ma... Perché ci lasci così nella merda?
Rispondi.
Davvero ci lasci così nella merda?
E ho parlato con alcuni colleghi, c'è una letteratura
molto varia sull 'annullamento del matrimonio.
Però una cosa del genere non è mai successa.
Siamo i primi.
Vabbè, faremo giurisprudenza.
Sì, veramente nei manuali avrei preferito finirci come avvocato.
Io non riesco a credere che questo per nove anni ha fregato tutto.
Ha recitato la parte.
Che poi, mica solo i matrimoni, anche le messe, i fuori.
I funerali.
Eh, sì.
Eh, vogliamo rifare pure quelli?
Beh, anche le confessioni, ti rendi conto?
Ma pensa quanti segreti ha ascoltato questo.
Eh sì, perché poi non essendo prete non ha neanche segreto professionale.
Io ci sono cascata totalmente.
Poi comunque pensavo, perché siamo costretti per
forza a sposarci tra un mese quando dicono loro, no?
Potremmo anche tutti quanti prenderci un anno da single e poi uno si risposa.
Nel caso, dopo.
Questa mi piace.
No, e che cosa ci fareste voi con un annetto da single?
No, io invece ho una proposta.
Ci risposiamo, fra un mese, e partiamo pure per il viaggio di nozze.
È un'idea geniale.
Torniamo a Bali tutti insieme, come la prima volta.
Sì.
Scusa, almeno diamo un senso a questo matrimonio.
Beh, veramente il senso sarebbe scegliersi di nuovo, no?
Giusto.
Almeno ci scegliamo di nuovo in un posto figo.
Ma io ti scelgo ogni giorno, amore mio.
A me l'idea del viaggio piace.
Appena arrivi a casa, controlli i voli.
Beh, ma scusate, ma stavi dicendo sul serio?
Amore, ma lo dicevi sempre anche tu che dovevamo rifarlo.
Sì, tu dici così perché non ha mai preso la vendetta di Montezuma.
Mamma mia, se ci penso mi vengono ancora i brividi.
Chissà perché noi siamo stati male e voi no.
Perché noi abbiamo il fisico.
Montezuma a parte è stato un viaggio pazzesco.
Mongole, noi tre.
E se prenotassi le stesse cabanas che ho preso a Kuta?
Pure l'itinerario si riporta.
Eh, certo.
Ti dirò di più.
Facciamo anche un altro tatuaggio.
Anzi, ci ripartiamo a questi che sono un po' sglieviti, eh?
Al matrimonio.
All'amore.
All'amore.
Ci manca solo il banchetto di ricevimento.
Tu lo sai bene che voglio ai tuoi propri.
Ci prego, no?
Glielo dici te, mia madre?
Le diciamo che stavolta non facciamo nulla.
Che è soltanto una questione burocratica.
Va bene.
Poi la sera ce ne stiamo io e te, tranquilli, tranquilli.
Andrea!
Mamma, siamo noi.
Apri.
Ha ragione il giudice.
Non sono mai stata sposata con Vito.
Almeno non con quella merda che ho visto oggi in aula.
Meglio così, guarda.
Devo voltare pagina.
Davvero.
Sì?
Amore, ma che numero è questo?
Te l'ho detto però che non mi devi chiamare durante...
Alle 5.
Ma non era domani?
Arrivo, amore.
Arrivo subito, subito, subito.
Sì, aspetta.
Sì, prego, l'ultima volta.
Respirate con Anna!
Ciao, mamma.
Ma... ma finalmente!
Ma... ma come siete belli!
Da quando ci avete dato la notizia non parliamo che del vostro matrimonio, sì.
Noi vogliamo organizzare una festa ancora più bella della prima.
Mamma, però l'idea questa volta era di fare una cosa un po' più intima.
Anzi, noi pensavamo proprio di non fare niente.
Tu non pensare che è meglio.
Vieni.
Paola, dai, tu saprai apprezzare quelli che non pensano che al pallone.
Tua madre ha perso la testa.
Mi ha detto che dovremmo risposarci anche noi.
Ma prima dovrei riconquistarla, perché sennò lei non si presenta all 'altare.
Hai capito?
È pazzetta!
Così non va.
Ti devi dare una regolata.
Altrimenti dovrò prendere seri i provvedimenti.
Cosa, ma se... No, non iniziamo con le scuse.
Questi ritardi sono intollevanti.
Non sono tollerabili.
Un'ora e quaranta.
Un'ora e quarantasette per la precisione.
Lo sai che adesso dovrò punirti, vero?
Greppa alla Nutella.
No.
Con doppia Nutella.
Esatto, con doppia Nutella.
E da oggi non tollererò neanche un minuto di ritardo.
Sarò una nuova mamma.
Allora la nuova mamma a sto giro mi prende anche la panna.
No, quella non se ne parla proprio.
Scusami, ma no.
Casomai doppia panna, doppia.
Ma si è messa a urlare in aula.
La guardavano tutti, ti giuro.
Poi a un certo punto mi ha inseguito fuori.
È finita.
No, ma non sarà mai finita con lei.
Io la conosco.
Non accetterà mai la decisione del giudice.
Cioè, lei mi renderà la vita impossibile.
La conosco, guarda.
Lei non può fare più niente.
È finita.
Speriamo.
Signora, è un bed and breakfast.
Se ha bisogno di una suite imperiale, chiami l'excessor.
Magari per 80 euro la trova.
Va bene, grazie, grazie.
Che c'hai tu?
Niente.
Ma come niente?
È che...
Che?
Dobbiamo fare sempre tutto insieme, tutte e quattro.
Va bene il matrimonio, ma anche il viaggio di nozze, un'altra volta.
Ma io pensavo facesse piacere... Ma non abbiamo neanche parlato.
Ma io pensavo facesse piacere anche a te.
Ma poi scusa, dai, ma... Con loro, senza di loro, siamo sempre noi, no?
Ma... chiamo Mark e gli dico che non andiamo.
No, vabbè, aspetta, ormai hai detto di sì, non mi va di creare problemi, è vero.
Ha fame, eh?
E cosa aveva già da oggi?
Peggy.
Sembrava nervosa.
Ma magari era solo un po' stanca.
Anche.
Ma magari... Magari si è accorta solo ora di avere
sposato il tipico maschio alfa, un po' stronzetto.
Beh, un po' stronzo lo è, dai.
Un po' sì.
Anche se ogni tanto ti confesso che vorrei essere come lui.
Ho trovato i voli per Tuban.
Quelli qua.
Ah, la stessa compagnia dell'altra volta?
Sì, però costano il doppio.
Luigi e Nicoletta.
Gianfranco e Natalia.
Ignazio e Giovanna.
Vittorio e Carlotta.
Fabio e Chris.
Diego e Lucilla.
Andrea e Paolo.
Io vi dico, trasformiamo questo inconveniente
in una festa che innalzi i nostri spiriti.
Prete con l'iPad non si può vedere, eh?
Meglio quello finto.
Quindi anche voi siate consapevoli di cosa vuol dire... Quanti siamo?
...la propria moglie, il proprio marito...
È tutto così assurdo che è quasi divertente.
Come dice un canto molto amato, la nostra festa non deve finire.
Perciò si è deciso di pensare a un rito che coinvolga di nuovo tutti voi.
La Curia quindi ha previsto, per il 29 di questo mese, un
evento collettivo in cui celebrare nuovamente tutti i matrimoni.
Vi aspetto.
Nessuno vi costringe.
A risposarvi dico, nessuno vi costringe.
Quella che può sembrare una semplice formalità
può diventare un momento di riflessione.
Che cosa fate quando il vostro computer si impalla?
Aggiornate il software, eliminate tutto ciò che non vi serve più, fate pulizia.
Vedetela come un'occasione, non come un castigo.
E comunque io sarò sempre qui con voi per ogni domanda, dubbio.
Avete quasi un mese di tempo.
Mi raccomando, sfruttatelo al meglio.
E ricordatevi, Dio vi conosce, vi capisce, vi osserva.
Andate in pace.
Dai, forza che tu vada ed aspetta.
Sì, però il corso prematrimoniale non lo facciamo, però.
Ti devo dire un segreto.
Bello o brutto?
Qui è dove ti ho visto la prima volta.
Davvero?
In questo parco, su quella panchina lì.
Sì, lavoravo in uno studio qua vicino, sì.
Avevi un libro sulla felicità.
Alain de Botton, Architettura e Felicità.
Eh, lo so, l'ho sbirciato.
E mi ricordo che ho pensato, quella lì è la donna più bella che io abbia mai visto.
E quindi il giorno dopo sono tornato, sperando di ritrovarti.
Ed eri ancora lì.
E quello dopo ancora.
E quello dopo anche.
Detto così è un po' da maniaco, lo sai, amore.
Sì?
Sì.
Ma perché non ti sei mai avvicinato?
Non lo so.
All'inizio mi andava così.
Scusa, ma perché me lo dici adesso?
E quando te lo dovevo dire?
Nell'esatto momento in cui ti è venuto in mente.
Eri sti preferita?
Non lo so.
Boh, forse sì.
Lo facciamo, figlio?
Ti è venuto in mente ora?
Quando lo facciamo?
Adesso, qui, sulla panchina.
Quando?
Quando vogliamo.
Lo facciamo quando vogliamo, figlio.
Mi raccomando, fai i compiti e non mangiare la panchina.
Ho trovato anche il parcheggio.
Ciao, campione.
Ciao.
Ciao.
Vai.
Ok, ci vediamo alle sei?
No, fai pure sette.
Anzi, sette e mezzo.
Devo lavorare fino a tardi.
Mi hanno appena dato gli alimenti.
Sempre la parola in più.
Ciao.
Ciao.
Come è andato il catechismo?
Parlano tutti dei nostri matrimoni.
Vito!
Vito!
Senti, non è che tutte le volte... Adesso capito, sono tre anni che tutte le volte...
Le gocce?
Eh.
Le dovrei mettere tra due ore.
Ha mal di orecchi.
Va beh.
Ciao.
Beh?
Ti lamentavi sempre che costava troppo?
Per indossarlo una volta sola?
Ora lo indossiamo due volte e ammorfizziamo il prezzo.
Amore, pensiamo, ma che bisogno abbiamo noi di risposarci?
Stiamo bene insieme, è solo una formalità che...
Che?
Che hai con la faccia?
Beh, è la faccia di una che si sente dire dal marito...
che non lo vuole sposare più.
No, no, hai capito cosa intendo.
No, non l'ho capito.
Me lo spieghi?
Ma guarda, solo per il brivido di essere di nuovo fidanzati.
Ma che brivido è?
Guarda, dico che due che stanno insieme senza il vincolo ufficiale, senza le
firme, beh secondo me... Non stai scherzando?
No, perché se non stai scherzando forse... Scusa il Marco.
Pronto?
Ehi ciao, senti, per Bari ho trovato un 'altra
offerta molto interessante, 30% in meno.
Solo che al ritorno dobbiamo aspettare tutta la notte la coincidenza a Singapore.
Ma scusa, fermiamoci due notti a Singapore, no?
Scusa, ma io ti chiamo per risparmiare... Dai, dai, dai, Singapore è a cura mia.
Tu fissa i biglietti.
Ma la mamma ha iniziato a lavorare anche la sera?
Sì, qualche volta.
Ah.
Beh, magari esce anche con le sue amiche a bere qualcosa.
Non credo, torna a casa sudata con la tuta e sta addormenta sul divano.
Sempre di corsa.
Poi non torna felice.
E per mangiare?
Mi prepara tutte le cose che mi piacciono.
Io... non li saprei proprio bene i tuoi gusti.
Non ti preoccupare papà, nemmeno io conosco i tuoi.
Però la pizza sì, quella ti piace, ci andiamo sempre.
Non ti piace la pizza?
Cioè tu sei l'unico bambino al mondo che non gli piace la pizza.
Cioè allora cosa?
Il brasato?
Cos'è che ti piace?
Lo vuoi proprio sapere?
Certo.
Ecco qua.
Grazie.
Segue.
Allora, mi piacciono le alette di pollo fritte, ma non bevo vino, caffè, birra.
Ho paura del buio, non mi piacciono i cartoni e quando
mi sento strano a scuola vado a nascondermi in terra.
Non mi piacciono le palazze.
Lo sai una cosa che mi piace?
Da casa al lago, ma è vero che non ci posso più andare.
Ti spiace?
Non per il lago, per Margherita.
Chi è Margherita?
Margherita.
È una tua amica?
È la persona più importante della mia vita.
E invece?
La tua qual è?
Vabbè, se non me lo vuoi dire non fa niente.
Ma no, non è che non te lo voglio dire.
Cioè, più importante in che senso?
La più importante.
Vabbè, ma ancora sei tu, no?
Questo lo so, ma a parte me.
Ma come fai a saperlo?
Me lo dice sempre la mamma.
Te lo dice la mamma?
Comunque io, dopo Margherita, ho detto basta, con le donne ho chiuso.
E se non ci risposassimo?
Lasciamo perdere tutto e ricominciamo da zero, però stavolta nel modo giusto.
Ce l'hai?
Pensaci.
Io e te insieme tutto il tempo che vogliamo.
Una casa tutta nostra.
La mattina la colazione a letto.
Ma io la colazione la faccio al bar.
Magari la domenica.
Famici pensare.
Non è una brutta idea.
Però poi...
io dovrei trovarmi un'altra amante.
Ma dove lo trovo un'amante come te?
Bello.
Così bravo.
Indifficile.
Anche questo è vero.
Sono in ritardissimo, lo so.
Tranquilla, amore.
Non puoi capire.
Entra e mi fa.
Chi entra?
La Saccomanno.
Entra e dice.
Ti piace Copenaghen?
Copenaghen, hai capito?
È lo studio con cui abbiamo vinto la gara.
Sì, certo.
Ti rendi conto?
Era il suo modo per dirmi che aveva pensato a me
per andare a seguire il progetto a Copenaghen.
L'ho capito.
E Peppe Matte chi l'hai detto?
Niente, perché se n'è andata prima che potessi risponderle.
Però...
il fatto che lei me l'abbia chiesto...
è importantissimo.
Sì.
Sì.
Ma poi eravamo usciti a cena, no?
Stavamo tornando a casa in moto, guidava lei.
A un certo punto ho visto la scritta, sai, quella per tutte le direzioni.
Cioè, l'ha presa, mi ha portato a Parigi.
Tra l'altro, quella notte è sceso un acquazzone, non si vedeva neanche la strada.
Io ero lì attaccato, così facevo...
fermati, fermati, fermati, ma lei non si fermava.
Figurati se mamma si ferma.
Cioè, sono uscito a mangiare una spigola e mi
sono ritrovato davanti alla Torre di Ferro.
Perché con tua mamma era sempre così.
Però...
siamo arrivati all'alba, non lo ricordo ancora, c'era una luce bellissima.
Peccato che non ci potete andare più, mamma l'ha venduta.
Cosa?
La moto.
Mamma ha venduto la moto?
Sì, ma poi ha detto che ne compriamo una ancora più grande.
Ciao, sei il mio campione, lo sai.
Ciao papà.
Poi,
tra tutte le città del nord, Copenhagen è quella che mi affascina di più.
Cioè, io ci ho fatto un esame sul piano urbanistico di Orestad.
Ti rendi conto l'idea che... Lo sai che mi sento un coglione?
Ma cosa stai dicendo?
Abbiamo appena deciso di fare un figlio.
Certo.
Abbiamo sempre detto che noi un figlio lo volevamo.
Invece prima Londra, poi concorsi...
Ma lo sai quanto tempo è passato?
Quasi sei anni.
Noi siamo sempre stati una coppia.
Felice, ma una coppia.
Se ci risposiamo, io vorrei che diventassimo finalmente una famiglia.
Tu mi parli di Copenhagen?
Andrea.
Andrea.
Perché hai detto queste cose?
Perché voglio capire se tu questo figlio lo vuoi davvero.
Perché se non lo facciamo adesso, non lo facciamo più.
No.
Perché hai detto se ci risposiamo?
Ma sei diventato una condizione adesso.
Ma no, non è una condizione.
Lo
so che sei una madre.
Questo significa avere responsabilità.
Io vorrei tanto avere un po' di tempo per me stessa.
Cannoni, sono noti in tutto il mondo.
E a Parigi ne ho assaggiati dei buonissimi.
Sono convinta che entro cinque anni apriremo un franchising anche lì.
Me lo sento.
Ehi.
Ehi.
Ci sento.
Sei pronto?
Oddio, mettiamo sotto tutta questa roba.
Corri.
Chiudiamo tutto.
Puoi chiedermelo se vuoi.
Se ho visto l'amica di papà.
Mica mi interessa.
Non l'ho vista.
Mi ci porti anche a me a Parigi?
E da quando il signorino vuole andare a Parigi?
Anch'io voglio vedere l'alba, come te e papà.
Spegni, ormai sono grande.
Non è una condizione.
Andrea.
Ho tagliato un po' di frutta, vieni.
Arrivo.
Ciao.
Ciao.
Dove sei?
Sono già in stazione, perché?
Ma non puoi partire più tardi, il treno a preferenza ci mette solo un 'ora.
No, dai Edo, ti prego.
Voglio arrivare con calma, devo preparare la relazione.
La riunione è alle quattro, è importantissimo.
Sì, ma ho voglia di vederti.
Ma tanto ci vediamo dopodomani, tutti insieme a cena, no?
Prendi anche il succo?
Sì.
Puoi anche non aprirlo, tanto è da buttare.
Come da buttare?
È un regalo da buttare.
Ah.
Ora che voglio che sei felice.
Io sono felice.
Ma voglio esserlo di più.
Per questo smetto di prendere la pippa.
In questi giorni abbiamo fatto molte visite,
quindi se lo volete vi consiglio di fare in fretta.
Ha detto la stessa cosa un mese fa.
E come un mese fa, il proprietario non è sceso di un euro e non scenderà.
Vabbè, allora immagino che eviteremo le solite
Manfredel, non è esattamente ciò che stavamo cercando.
Anche perché è esattamente ciò che stavamo cercando.
Allora, io l'ingresso lo lascerei così com 'è.
Poi qui metterei il bancone.
Qua la cassa.
La proposta della sua compagna di aprire una gelateria in società è molto generosa.
Lei avrebbe il 40%.
Certo, per trovare la sua parte dovrà vendere la casa al lago.
Sì, al lago.
Un po' mi dispiace perché era dei miei.
No, però va benissimo, vendiamo, vendiamo.
Per quanto riguarda invece la sua ex moglie...
Adesso che lei non paga più il 50% dell 'affitto, il
giudice ha deciso di sospendere anche l'assegno di 340 euro.
Questo però mi sembrava un po' troppo, davvero.
Forse riusciamo a far togliere anche i tessi scolastici dal mantenimento.
No, voglio che resti tutto come era.
Io le ricordo, quando è venuta da me lei mi ha detto, testo alle parole,
di fare tutto il possibile per rovinare la vita a quella figlia.
La stronza malefica di sua moglie.
Comunque, 340 euro per crescere un figlio non è niente.
E poi negli ultimi tre anni ha fatto praticamente tutto lei.
Io cosa sono venuto qui a fare?
Cioè, io sono qui per tutelare i suoi interessi.
E tenerli ben separati dai sentimenti.
Sentimenti, interessi.
Se no, mica lei è quello che devo fare.
No, mica lei.
No, lasciamo tutto come era, guardi.
L'assegno, i libri, va bene così, va bene così.
Ma tu lo sai quanto costa e soprattutto quanto
tempo ci vuole per annullare un matrimonio?
A te capita gratis, con la benedizione della Sacra Nota, e tu non ne approfitti.
Se solo fosse capitata a me sta grazia divina.
Ah, sarebbe felice di saperlo Simona.
No, mia moglie non vedrebbe l'ora pure lei di rifarsi una vita.
Perché poi uno si impigrisce.
Tretini, 20 secondi.
Se ci pensi bene è come se avessi la possibilità di
rinascere una seconda volta e di cambiare squadra.
E qualcuno verrebbe pure bene a farlo ogni tanto, eh.
No, guarda, neanche se rinasco mille volte.
Aiutami, qual'è l'ultima coppetta che avete messo in bacheca voi?
Perché io proprio non...
Ah, perché adesso contano pure i trofei amatoriali, non avevo capito.
Questo è Football Story di calcio.
Oggi parliamo di padri e figli, nel calcio e non solo.
Arrivo!
Sì?
Sempre di corsa, fare volti dall'ultimo momento?
No, perché?
Entra.
Ciao.
Ma è cresciuta la pianta?
La fisarmonica l'ho messa sul ripiano sopra la lavatrice.
Ah.
Ma c'è un caffè.
Ne vuoi un po'?
Quello vero o il solito solubile?
Sì, è possibile.
Ah, sì.
Non la vedevo da un sacco di tempo.
Dagli 80 anni di tua nonna, alla casa di riposo.
Il tuo gruppo folk.
Punk folk.
Cambia?
Cambia, sì.
Ti ricordi che ti eri addormentata sulla spalla della nonna?
Divertente, tua nonna.
È morta, no?
No, che io sappia no.
Poi sai, quell'età è un attimo.
Senti, poi volevo anche...
volevo anche dirti grazie per...
diciamo che nonostante le nostre cose, hai detto a
Giulio che è la persona più importante della mia vita.
Mi avrà beccato in quei cinque minuti in cui non ero incazzata.
Pronto?
Amore, allora, in banca è tutto a posto.
E l'agenzia ha detto che se gli diamo l 'esclusiva per la vendita della casa al
lago, il locale ce lo tiene ancora per dieci giorni.
Il tempo di fare le pratiche per la società.
Ottimo, ottimo.
Tutto bene?
Sì, sì.
Ma dove sei?
Sono da un cliente, in un negozio di un cliente.
Ah, ok, scusa, allora ci sentiamo dopo.
Ok, dai, ci sentiamo dopo.
Ma sei contento?
Sì, sì, cavolo.
Allora, le ultime tre firme.
Una qui, una qui ed una qui.
So che vale quel che vale, però per il matrimonio ci tenevo ad aprire questo
conto cointestato con Viola, così come un buon augurio.
Che bel pensiero.
È così raro sentire un bel pensiero qui dentro.
Sì, quando torna da Firenze le faccio la sorpresa.
Sì.
È molto fortunata, Viola.
Anche Edo tiene molto a te, lo sai.
Ah, sì?
Non sempre.
Beh, a noi gli piace mostrare quello che prova, è sempre stato il suo problema.
Ci ha sempre tenuto a recitare la parte del cattivo, anche da ragazzi, ma non è così.
Non ci crede nessuno, ma va bene, ho capito il concetto.
C'è anche chi è buono semplicemente perché non è capace di essere cattivo.
Questa mi piace.
Vai, allora, firma qua.
Perché pensi che Edo abbia scelto te?
Me lo chiedo tutti i giorni.
Forse perché ha bisogno di te, più di quanto non sappia neanche lui.
E allora... speriamo che lo capisca presto.
Di questo non dovete assolutamente preoccuparvi.
Anche il nostro studio di Londra ci ha rassicurato molto su questa procedura.
Comunque la Camera di Commercio Internazionale di Parigi ci darà ragione.
Che il piacere non ci abbandoni.
Mai.
Come va?
Ciao.
Grazie.
Si stanno azzannando per le traduzioni.
Vedrai che bomba.
Oh, sono sicura.
No, ma anche secondo me è il mio libro più bello.
Sì, ma non è stato sempre così digno.
Le interviste che ho dovuto fare.
Nessuno voleva credere a sesso e libertà.
E poi hanno cominciato a mettersi in fila per sparare contro la coppia tradizionale.
Tutti tranne lei, che non ha mai voluto darmi retta.
No, ma ci pensate, si è sposata in chiesa.
Che beffa.
No, non sapete la novità.
Lei e Andrea sono tra i pochi che hanno avuto la fortuna di...
avere l'annullamento dalla Sacra Rota.
Un dono del Signore, oserei dire.
Che invece che cosa fanno questi due geni?
Si risposano.
Ci cascano di nuovo.
No, perché sposarsi è umano, ma risposarsi...
Beh, ma noi non solo abbiamo deciso di risposarci in
chiesa, ma abbiamo anche deciso che faremo figlio.
Anche questo ve l'ha ordinato la Sacra Rota.
Non lo fa per piacere mio, ma per dare figli a Dio.
No.
No, voglio dire, c'è la terapia di coppia, non c'è
bisogno di fare un figlio se il rapporto è in crisi.
No, eh.
Va beh, mi devo prendere una fetta di torta.
Sì.
Auguri.
Ma tu, proprio adesso che stai ingranando col lavoro, ti vuoi
chiudere in casa a cambiare pannolini e preparare pappette?
Non cambierà niente, mamma.
Tanto per cominciare cambierà quel corpicino.
Te lo scordi per il resto della tua vita, lo sai.
E sai anche che ti voglio bene.
E che ci devo bere sopra.
Ma come ti è venuto in mente di venire qui, scusa?
È tutto il giorno che te lo devo dire, è tutto
il giorno che ci penso e adesso te lo devo dire.
Ma mi ha messo d'imbarazzo con tutti, dai, io sto lavorando però.
Tu vuoi che se ne sia accorto?
Chi se ne è accorto?
Vuole arrivare al diavolo... Voglio sposare te.
Dobbiamo risposarci?
Ok, voglio sposare te.
Tu sei pazzo.
No, no, non sono pazzo.
Non sono mai stato così sano.
Scusa.
Vedo... tu hai una moglie che ti adora.
Io ho un marito che mi adora.
E adora anche te.
Distruggeremo due vite.
Ma saremo felici.
Ma noi siamo felici.
Io te e tu ahimè.
E quando siamo tutti e quattro insieme stiamo benissimo.
Che ci manca?
Andare a fare una passeggiata.
Portarti fuori a cena.
Invece che stare chiusi in un albergo sempre come due sorci.
Non ti piace più nasconderti.
Ma che stai pensando?
Che ci vorrebbe un architetto bravo.
Perché?
Le faccio uscire in un'altra stanza, dico.
Ci vorrebbe un architetto molto bravo.
Ti va una birra?
Ok.
Ehi.
Ehi.
Cosa vuoi per colazione?
No, io la faccio al bar.
Buongiorno, la 101.
Mi porta un cappuccino.
Anzi, due cappuccini e due brioche.
Va bene, grazie.
Fate fare la doccia, vieni.
No, sto finendo.
No, no.
No.
Ehi, ciao.
Come sta andando a Napoli?
Spero sia tutto ok con l'appartamento del B&B.
Senti, stavo passando in lavanderia.
Ho visto sei quei locali che va a cambiare la gestione?
Sembra molto carino.
Se ti va, ci andiamo a cena stasera io e te.
Ovviamente se torni in tempo, sennò non ti preoccupare, ci andiamo un'altra volta.
Mi fai sapere qualcosa?
Mi chiami quando torni?
Ciao, ciao ciao.
Salve, cerco mio figlio Giulio.
Bon Giovanni Giulio.
Sezione?
Non lo so, mi hanno chiamato e non lo trovano.
Chi l'ha chiamata?
La maestra.
Che si chiama?
Non lo so come si chiama la maestra.
Non l'ho mai vista lei.
Va bene, mi vede adesso.
L'ho detto che sono il padre... È il padre di mio figlio.
È la mamma, è la mamma.
L'avete trovato?
No.
Durante la ricrezione ho cercato di dividere due
compagni che litigavano e poi è scappato via.
Vieni, vieni.
No, l'abbiamo cercato già.
Poi vai.
No, anche una volta mia.
Vieni.
Dove?
Forse lo so.
Andi qua.
Amore, come stai?
Non voglio più sentire litigare nessuno.
Mai più.
Stavolta sono io a non averti ringraziato
abbastanza per aver pensato a me per Copenaghen.
Tutto a posto?
Ne hai parlato con tuo marito?
Sì, è felicissimo.
Lui è sempre felice quando sono felice io.
Avete discusso?
No, è che con Andrea sono sei anni che stiamo
insieme e non siamo mai stati troppo lontani.
Poi adesso stiamo vivendo un periodo un po' particolare.
State pensando di avere un figlio?
No, no.
Non ora.
Comunque, se c'è un posto ideale per una donna
che lavora e vuole fare un bambino è proprio lì.
Svezia, Danimarca.
Sono molto avanti.
A me sta cosa del matrimonio mi sta incasinando.
Sembrava una cazzata, invece.
Potrebbe anche essere l'occasione per resettare tutto e cominciare una nuova vita.
Ci vuole coraggio.
Io non so se ce l'ho.
Uno...
rischia anche di farsi male.
Passaggia un po'.
Ascolta, eh.
Com'è?
Eh?
Leveruccino?
È buono, è buono.
Sta bene il colore, eh?
A me me lo ha regalato mia suocera, però mi stringe tutto sul seno.
A te sta meglio.
Tienitelo.
Sono incinta.
Ma vieni qua, abbracciami.
E il papà che dice?
Eh... non gliel'ho detto.
Non gliel'hai detto?
No.
E perché ancora non glielo dici?
Perché...
io lo vedo strano in questo periodo.
Tipo... è strano.
Non sono sicura che mi ama ancora.
Ma che dici?
Ti ama tantissimo, tu lo sai.
Diglielo.
No.
Magari è meglio aspettare un po'.
Eh, perché non lo diciamo stasera che siamo tutti e quattro insieme?
Non è il momento.
Ma come fai a resistere?
Io impazzirei.
Eh, infatti.
Vabbè.
Almeno festeggiamo noi due.
Non gli dire che ti ho dato da bere, eh?
L'ultimo bicchiere di vino?
Sì.
Sì.
Pensa come saremmo se voltassimo pagina.
Completamente liberi.
Noi siamo liberi.
Ragazza, è pronto?
Mi prendi il tagliere, per favore?
Cioè, dimmi una sola cosa che non siamo liberi di fare.
E non dirmi scopare.
Ecco, sì.
Vieni qui, mio amico.
Sono affamata.
Sì.
Sennò c'è questo che è il top.
Ah.
Questo è il top.
Questo è americano.
Sì.
Con la French door.
Quattro porte.
543 litri.
Total no frost.
49 luci led.
2, 2,99.
2, 2,99 sono gli euro, immagino.
Beh.
Beh.
Comunque, calcolando che togliamo l'IVA, sono...
Mille e otto.
Eh, buono.
Beh, non sarà un po' grande.
No, questo è perfetto per una famiglia numerosa.
Allora ci dobbiamo sbrigare a fare almeno tre figli.
Più piccolo non ce l'ha?
Ma che scema.
Su col piede.
Adesso accoppia sopra.
Ok.
Cambia piede.
Ok.
Ecco.
Sì.
Ho tradito Viola.
Eh?
Un anno fa.
E con chi?
Ma che c'entra?
Con una della palestra.
Ma non importa.
Ma importa sì.
Per una volta che lo stronzo sei tu, non sono io.
E mica tu mi hai detto tutte quelle con cui sei stato.
Ma perché non me l'hai mai chiesto?
Non so cosa fare.
In che senso?
È passato un anno.
Che fai?
Ci pensi ancora?
Voglio dirla a Viola.
Ma che ne hai ragione tu?
È l'occasione per ripartire in modo diverso.
Ho paura di perderla.
E allora devi dirglielo.
Sì!
Ehi, che t'ha detto?
Eh, però piani a mano su.
Dai.
Ah, no.
Eh, adesso.
Eh, andiamo.
Dai.
Papà.
Ehi, campione, come va?
Sul 32 erano 6.
Sul 30 erano 2.
Cosa?
I uomini con la barba sull'autobus.
I uomini con la barba?
Sì.
Io e mamma li contiamo.
Per far passare il tempo.
Così arriviamo prima in piscina.
Scusa, perché di solito quanto ci mettete?
Dipende, un'ora, un'ora e mezza.
Prima contavamo anche i rossi.
Mi passi la mamma, per favore?
Ehi Sara, guarda che ho fatto sistemare lo scooterone.
E sai che notizia?
No, così potete usare la mia macchina per un po', basta che vai da domenico.
Sai il meccanico vicino al mercato?
La ritiri lì.
Sì, va bene.
Ma anzi, scusa, perché sabato non porti Giulio al lago?
Così rivede Margherita.
Margherita?
È la persona più importante della sua vita.
Va bene.
Senti, scusa, devo attaccare adesso.
Ciao.
Mamma, ho freddo!
Vieni qua in fila.
Tutto bene?
Sì.
Le tue amichette sono andate tutte via?
Sì.
Mandate lezione?
Sì.
E ti sei divertita?
Sì.
Adesso ci ritroviamo.
È strano in questi giorni.
Strano come?
Beh, mi ha detto una cosa.
Magari è scherzata, è un cazzeggioso, però mi sembrava sincero.
Ma tipo cosa?
Mi ha detto di non dirlo.
Non è
convinto di risposare Giada.
Ma...
Ma magari gli hai preso un momento di panico.
È la stessa cosa che gli ho detto anch'io.
E lui?
Eh, niente.
Non ti ha detto più niente?
No, solo questo.
Ma perché fa così?
Ma che cazzo gli hai preso, scusa?
Però
me lo potevi dire che le davi la macchina.
Sono passata in officina e non ha nemmeno pagato.
E gli hai detto... Lo so che l'hai fatto per tuo figlio.
E va bene se gliela lasci per un po'.
Però poi la macchina ci serve.
Amore.
È successo qualcosa?
Mia madre sta di nuovo male.
No.
No, amore.
Mi dispiace.
Siete sicuri?
Volevo dirle che faremo un figlio, ma...
non ce l'ho fatta.
E che mia madre si merita di sentirsi dare una bella notizia, una faccia felice.
Io con la faccia non ce l'ho, Paola.
No, ti prego.
Ti prego.
Lo sai quanto ti adoro?
Mi sarebbe felicissimo di sentirlo da te.
Sì.
Comunque non devi fare niente.
Basta che la riconsegna al noleggio della stazione.
E poi c'è scritto tutto nel contratto.
E le chiavi della mia?
Sono nella macchina.
Lo lasciate lì.
Ok.
Allora io vado, eh.
Ciao, campione.
Ciao.
Se no rimango ancora un pochino, eh.
Ti va di fare un giro al lago?
Sì.
Posso?
Ehi, vieni.
Scusa che ti disturba, ma ho un problema col bancomat.
Non so, non funziona, non so che è successo.
Me lo controlli, per favore?
Sì, certo.
Grazie.
Vieni, ti vorrò un minuto.
Allora, come ti senti?
Sono due gemelli.
Due gemelli?
No.
Però... ancora no, glielo ho detto.
E perché?
Perché non l'ho ancora trovato al momento.
Ma il matrimonio è tra pochissimo.
Eh, infatti.
E glielo devi dire.
Lo so.
Funziona?
Ah, e che aveva?
Niente.
Grazie.
Ma comunque, certo, ma una notizia del genere di un bambino, anzi due,
insomma, è una cosa bellissima che a volte ti
aiuta a superare dei momenti di difficoltà.
Beh, io non vorrei mai che fosse un bambino a risolvere i nostri problemi.
Io voglio che Edo scelga me.
Anzi, che scelga di nuovo me.
Ma non perché sono incinta.
E la casa di Margherita?
È quella là in fondo, però oggi Margherita non c'è.
Ah, e tu come fai a saperlo?
L'ho rivista, mi ha supplicato di ritornare insieme,
ma io non ci credo alle minestre riscaldate.
Quando venivi qua?
Eh, alla tua età.
Venivo con i miei amici a guardare di nascosto le vile dei ricchi.
Anche i nonni?
No, no, i nonni stavano sempre con le galline.
Ma sai quanti ne avevano?
Cento.
Cento galline avevano.
Ma davvero sognavi il villone?
Speriamo che Giulio abbia sogni un po' più fantasiosi.
Wow!
Ecco, appunto.
Beh, questa è bella.
C'è anche la piscina.
Dammi un attimo lo zaino.
Sei matto?
Adesso rifacciamo.
Eh, tocca andare a prenderlo.
Andiamo, dai.
Senti che si scivola.
Ho parlato con mio padre e gli ho detto che non
voglio più occuparmi di questi bed and breakfast.
Edo.
Sì, sì, voglio aprire uno studio tutto mio, magari
chiamo qualcuno dei miei ex compagni del corso di design.
Senti, Edo... La vita sta cambiando, cambiamola del tutto.
Giada è incinta.
Cosa?
È incinta.
Ma cosa dici?
Aspetta un figlio da te.
Anzi due, perché sono due gemelli.
No, ma scusa, non me l'ha detto.
Perché non me l'avrebbe detto?
Non lo so perché non te lo vuole dire.
Vuole aspettare, ha paura.
Però è forte.
Più di quanto io e te non immaginiamo.
E io ho sempre pensato che Giada restasse con te perché non sapeva stare da sola.
Invece tua moglie è una tipa tosta.
E adesso cosa facciamo?
E adesso torni a casa e fai il padre.
E poi torni da me.
Angel let her go.
Ah!
Ah!
E se questi tornano?
No, no, no, non tornano.
Non torna nessuno.
Mamma.
Vito, vito!
Vito!
Vito!
Vito!
Vito!
Mamma!
Mamma!
Oh, sei stato forte, campione!
Te lo diciamo?
Perché campione, proprio non ti puoi sentire.
È davanti.
Ehi, mamma, mamma!
Mamma!
Mamma, mamma!
Mamma, mamma!
Mamma!
Mamma!
Mamma!
La tua madre mi ripete solo che il giorno del matrimonio si avvicina, che io devo
riconquistarla perché sennò lei non si presenta
all'altare, ma della sua malattia non parliamo mai.
Forse è questo il suo modo di parlarne.
Ma io ho paura che si renda ridicola col quartiere.
Per farmi ingelosire si è messa a fare la cretina
con quello che vende i fiori al mercato, Pietro.
Ma ti pare possibile?
E tu corteggiala, no?
Fai vedere anche a Pietro quanto ci tieni a lei.
Portala fuori, portala a ballare e a fare una gita.
Fala sentire ancora giovane e bella.
Ma tua madre è ancora giovane e bella.
Con Emilio ce lo siamo dati qua al primo bacio.
E la domenica ci ritornavo con i miei genitori.
Se solo avessero immaginato.
Mia madre invece non è mai stata una mamma...
troppo normale.
La domenica stavo sempre con la tata.
Sempre.
È stato fortunato Andrea.
Ma tutto bene tra voi?
Sì, perché?
È passato un altro giorno.
Sembrava volesse dirmi qualcosa.
E poi l'età.
Abbiamo deciso di avere un bambino.
Non posso immaginare una madre migliore per il mio nipotino.
Andrea.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Ehi.
Quando passa così tanto tempo, ti sembra così che non sia più possibile.
Stare bene, anche soltanto per qualche ora.
E se mai scegli la strada che non porta in nessun modo E non puoi vederlo bene o male
E se mai perderti te stesso là fuori E io ti canto questa canzone
Non lasciare che la vita rompa il tuo cuore Mi
ricorda per favore quanti sono gli invitati?
35 Allora se crede possiamo andare.
Possiamo fare tre assaggini e a questo punto, proseguendo
col pesce, le proporrei un bianco profumato gradazione media.
Prego cara.
Bene.
Eccomi.
Grazie.
Mio marito.
No, no, lasci, faccio io.
Ciao.
Che fai, non brindiamo?
Certo.
Certo che brindiamo.
A cosa brindiamo però?
Difficile da decidere.
Allora, vediamo.
A questo matrimonio inutile?
Al figlio che non avremo mai?
Ho tutte le cazzate che mi hai detto.
Decidi tu.
Neanche la decenza di trovare un nascondiglio, vero?
Amore.
Amore?
Senti... Ma quale cazzo di amore?
Quanto tempo è che mi prendi per il culo?
Io come un coglione che vado in giro a dire a tutti che prezzo sarò papà?
Ma cosa credi che sia solo la tua vita?
O forse sono io?
Che non sono il padre che vuoi per tuo figlio?
Dimmelo.
Sei anche riuscito a ammettere a una donna che sta per morire?
Ma chi cazzo sei?
Affanculo.
Senti, ma secondo te, se avessimo avuto una villa come quella di oggi,
sarebbe finita lo stesso?
Senti, prendiamo la macchina e partiamo.
Adesso, eh?
Dai, come quella volta che siamo andati a Parigi in moto, ti ricordi?
Certo, e chi se ne frega, tutto.
Ma sì, dai, portiamo anche Giulio.
Anche quella volta non ci volevi venire, e poi invece siamo stati benissimo.
E non ti ricordi cos'è che ripetevi sempre, eh?
C'est super, c'est super...
Eri ubriaco, fratricio.
Non ti volevano neanche far salire in taxi.
Poi non so come ti sei ricordato l 'indirizzo dell'albergo.
Route d'Argonne, 32.
Va bene, devo andare adesso.
Vai, vai.
Vai da quella che ti lava e ti stira tutto per veneno.
Sento, è solo quello che cerchi.
Dai, non dire stronzate.
È come se non ti conoscessi.
Dai Sara, smettila.
La scappatella con la matta sì, però adesso la vita vera è un'altra.
Giusto?
Ma allora come sempre non hai capito?
Io non ho bisogno di una che si occupi di me, solo non voglio occuparmi sempre di te.
E sono tutti coglioni di avere una figlia al posto di una moglie.
E come pensi che abbia fatto con Giulio fino adesso, eh?
Visto che mi hai lasciato da sola e senza neanche un euro.
Ma lo stavo per dimenticare con me.
No, aspetta.
Vito dai, aspetta.
Basta.
Devi cavartela da sola, ok?
Io me la sono sempre cavata da sola.
Sei tu che non ce la fai, perché sei un cagasotto.
Tu hai paura di me.
Io voglio solo rifarmi una vita e con lei finalmente posso.
Una vita ma vera.
Abbiamo anche un progetto insieme.
Un progetto?
Quello di stare seduti sul divano vicini a contare i vostri soldini?
Ma io come ho fatto anche solo a pensare per un momento?
Sei una merda.
Tu sei una merda.
Merda.
Merda, non fa niente.
Che ti ha preso?
In realtà era un po' che volevo dirtelo, ma non trovavo mai il momento giusto.
Ma forse ero io che avevo paura.
Non ero mica sicura che lo volessi.
È strano.
Ti svegli una mattina e sei padre.
Avevi ragione.
È troppo grande.
Hai fame?
Sì.
Sì?
Così?
Così?
Perfetto.
Vieni.
Noi quando ce la prendiamo una casa così?
Con un bel cane.
Scusa.
Chi è?
È mio padre.
C'è un casino, un bad and break.
Ha bisogno di me.
Beh, potrà aspettare dieci minuti, no?
Eh, lo sai com'è fatto mio padre quando chiama.
Edo, dai.
Per una volta che siamo io e te tranquilli.
Edo!
Con questo bono ci possiamo comprare un sacco di cose per il locale.
Sì.
E qui?
Spondi.
Ma è anonimo.
È magari quello dell'agenzia.
Ah, bravo, sì.
Sì, pronto?
Sì, sono io.
Sì, l'ho noleggiata io l'auto.
Ma scusi, c'è stato un incidente.
Ma come non lo sa?
Ma a Cerveteli dove esattamente?
Ok, arrivo subito.
Dice che hanno trovato una macchina in autostrada, ma loro non ci sono.
Loro chi?
Sara e Giulio.
Ma perché gli hai noleggiato una macchina?
Dai, lo ti posso spiegare adesso?
Ci vediamo dopo, ok?
Intanto ci rivediamo più tardi per firmare il contratto, no?
Va bene, va bene.
Vito!
Ehi!
Alle sei!
Alle sei, alle sei!
Ciao.
Ciao.
Ciao.
E allora?
Com'è andata?
Le visite detti?
Strano.
Cosa è strano?
Diventare padre.
Beh, strano bello o strano brutto?
Strano sbagliato.
Perché sbagliato?
Sembrare assurdo, ma ho pensato a quello che fa una coppia quando ha un figlio.
Tipo, andare a comprare la carrozzina insieme o scegliere il pediatra, il pigiamino.
Ordinare su Amazon le api colorate, quelle da mettere sopra la culla.
Mi piacerebbe fare queste cose.
Ma mi piacerebbe farle con te.
Ma Edo, questo... questo non si può fare.
E tu lo sai.
Ma perché no?
Perché no.
Ascoltami bene.
Edo, ti prego.
Non rovinare tutto.
Tu adesso diventerai padre.
E anche Marco vuole un figlio e io gli ho sempre detto di no.
Ma adesso va bene, lo faremo.
Diventeremo genitori insieme.
I nostri figli cresceranno come fratelli.
Andremo a comprare le carrozzine, i pigiamini e le api che volano.
Ma che cazzo dici?
Io e te dovremmo fare un figlio con due che non
amiamo per poi andare a comprare le api insieme.
Ma che cazzo dici?
Io lo amo, Mark.
Ah, lo ami, eh?
Sì, lo amo.
Lo ami però poi ti scoppi il suo miglior amico in viaggio di nozze.
Mi hai trascinato in spiaggia mentre quel poveretto si cagava l'anima in camera.
Guarda come lo ami.
Tu stai facendo tutto questo casino mica perché sei innamorato di me.
Tu stai facendo tutto questo casino perché
non riesci più a vivere quel senso di colpa.
Verso il tuo amico che... che è così perfetto.
Leale, onesto, sincero.
E che fa sempre la cosa giusta.
Allora, lo sai che ti dico?
Finiamola qua.
Mi dispiace che Andrea lo abbia scoperto così.
E mi dispiace non avertelo detto prima, Eppolito.
Cara...
non si nasce per essere madri.
Si nasce donne.
Uomini.
Ma ascolta...
quando ho sposato Emilio...
io ero una donna già fatta, un po' come te.
E quando mi hanno detto che non potevo avere figli...
io mi sono sentita...
libera.
Libera?
Ma io ho sempre pensato che tu fossi nata per essere madre.
No.
No?
No, però... un paio d'anni dopo il matrimonio sono rimasta incinta di Andrea.
E sono stata malissimo.
Ma non potevo parlarne con nessuno.
Non potevo neanche farlo vedere.
E poi è nato Andrea.
E i primi tempi sono stati terribili.
Quella naturalezza della maternità di cui tutti parlano...
io non ce l'avevo.
Io ho imparato a volere bene al mio bambino giorno dopo giorno.
Io ho imparato a diventare madre...
giorno dopo giorno.
E alla fine...
ho avuto la vita più bella e più piena che potessi avere.
Ma non ho scelto.
Tu puoi scegliere.
E la libertà di scegliere è la cosa più importante al mondo.
Non perderla mai.
Che è successo?
Papà, usciva tutto il fumo nero.
Senti, io lo so che me l'avete detto che bastava riconsegnarlo.
E che finalmente...
volevo fare una cosa carina.
Va bene, adulta.
E che invece come al solito... Non ho capito niente.
Mamma, mi c'è la benzina e invece il diesel.
Vabbè, comunque... può succedere, dai.
La portiamo da domenica.
Non è grave.
No, invece è gravissimo.
Ha detto che bisogna cambiare tutto.
Il sistema di iniezione, le valvole... E comunque non doveva capitare, dai.
Io l'avevo visto che il coso... il buco... era largo del serbatoio.
Solo che poi avevo il cellulare scarico... e siamo dovuti andare...
a piedi con lui... per cercare un autogrill.
Scusa.
Io devo fare il rapporto.
Io ho sete.
Vabbè... lei deve fare il rapporto... tu hai sete...
E tu?
Non lo vuole chiamare?
Firmo io.
Vieni.
Dai, vieni.
E forza.
Che deve fare, eh?
Non sai che si sono inventati.
Vieni.
Siamo sempre detti così, io e te.
Non voglio sposarmi.
Ma smettilo.
Sono innamorato di un'altra donna.
Adesso poi ci pensi, ci rifletti... Dura da due anni.
Da quando ti sei sposato?
Da quando ci siamo sposati.
Da quando ci siamo sposati.
Da quando ci siamo sposati.
Questa è quella sera che tu e Giada vi siete
sentiti male e io e lei siamo andati in spiaggia.
Questo è Football Storie di Calcio, che è poesia e tragedia.
È insieme comico, patetico, esagerato.
E infatti oggi parleremo del figlio di Bach Cassidy, che fu disegnato per
arbitrare la finale dei campionati del mondo nel 1942 in Patagonia.
E che fu costretto a sparare un colpo di pistola in aria
per dare un calcio di rigore alla nazionale italiana.
È tutto vero o è una follia?
Sentiamo cosa ne pensa il nostro primo ascoltatore o ascoltatrice.
È una follia o no?
È una follia, sì.
È una follia averti mentito.
Però è anche una follia per me pensare di avere un bambino.
Adesso ancora un po' di musica e poi riprendiamo con le telefonate.
Io davvero volevo essere come tua madre.
Io ti giuro, con tutte le mie forze, ho provato ad essere la persona che vuoi tu.
Ma la verità è che... Io non sono una madre.
Io non so se tu mi ami ancora, però io ti amo così tanto.
Proprio perché ti amo così tanto, non posso costringerti a rinunciare ad un figlio.
Ciao, come è andata la serata?
Bene.
Un anno fa, quando ti dicevo che dovevo restare in palestra fino a tardi,
ho avuto una storia.
È durata un mese e mezzo, poi ho smesso.
Ho avuto paura che potessi rovinare il nostro rapporto.
Io non ho mai voluto innamorarmi di nessun 'altra.
E tu?
Ti sei mai innamorata di qualcun altro?
No.
Lo ami ancora?
Il tuo matrimonio può davvero farci ripartire?
Per davvero, però.
Non sapeva nemmeno lui se dirmelo.
Almeno adesso ho capito perché ci tenevi così tanto a rifare quel viaggio di nozze.
C'è una cosa, avevi ragione.
Non c'è bisogno di risposarsi.
Aspetta, adesso c'è una famiglia, forse...
Io voglio che i miei figli non ti apriranno gli occhi per
la prima volta, vedano la faccia di una mamma infelice.
È finita, Eva.
Mi ha telefonato il prete oggi.
Voleva ricordarci che domani c'è il nostro matrimonio.
Chissà come sarebbe stato risposarci.
Brutto, dai.
Come brutto?
Non brutto, però... Gli inizi sono unici.
Poi tu avevi il panchone, eri bellissima...
Non potremo mai più essere belli come quella volta.
Ando, mi hai visto per la prima volta, ti ricordi a stento, ora vivi tutto come,
come fosse allora.
Avevo un'aria stanta, attesa ad una luna storta, forse ero
attento, a non perdermi negli occhi, nei tuoi occhi ancora.
E ti ricordo il mondo, quando ci risorse stesso.
Non mi ricordo di più, scusa.
Io lo so.
Correva come un patto, e adesso non c'è niente a lungo, che possa assomigliare in
fondo, a quello che eravamo, a quello che ora siamo, a come noi saremo un giorno.
Ti ricordi quando...
Mi hai ucciso per la prima volta.
Mi hai mirato al centro.
Mi hai colpito un po' per sbaglio, e per sbaglio hai vinto.
E tremava il mondo.
Quanti giri su se stesso.
Sta scadendo il tempo.
Mi rimane ancora accanto.
E adesso non c'è niente al mondo, che possa assomigliare in fondo,
a quello che eravamo, a quello che ora siamo, a come noi saremo un giorno.
Ti ricordo quella volta, che diceva.
Quando hai fatto la gara.
La mia amore.
Lo ricordo.
La mia casa.
E adesso non c'è niente a lungo, che possa assomigliar in fondo,
a quello che eravamo, a quello che ora siamo, e forse lo saremo un giorno.
Ci rimo adesso.
Non ha senso il mondo.
Un giorno, se con un gesto hai cancellato tutto, la storia che eravamo, i giorni che
ora siamo, e l'assenza che saremo un giorno.
Parlami di quando, mi hai amato per la prima volta.
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