Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(Zulata) L'uomo occidentale ha ottenuto tutte le ricchezze
che l'umanit� ha sempre sognato.
L'Occidente � riuscito a diventare materialmente ricco.
Ma ora � stanco, appensantito.
Il viaggio gli ha rubato l'anima.
Questo uomo � sfinito.
Tutto ci� di cui ha bisogno � a portata di mano,
ma l'uomo in quanto tale, non c'� pi�.
Ora � il vostro momento.
Avete la possibilit� di diventare consapevoli.
Consapevoli del fatto che dietro a tutte queste false verit�,
c'� una volont� precisa.
Cattiva.
Quella di rendervi deboli e insicuri.
Schiavi della paura.
La soluzione � soltanto una: La resa.
Arrendetevi!
Lo da tempo ho smesso di cercare di diventare qualcosa di diverso
da ci� che sono.
Oggi � un altro giorno prezioso sulla terra,
e quindi guardiamoci intorno, nell'amore.
. Tutti insieme: La gioia � con noi. . (gruppo) La gioia � con noi.
- (Zulata) Dentro di noi! - (gruppo) Dentro di noi. - (Zulata) Noi siamo.
- (gruppo) Noi siamo. - (Zulata) Noi viviamo.
Noi siamo unici, insostituibili, perfetti.
(gruppo) Noi siamo unici, insostituibili, perfetti.
(Zulata) Appare difficile, persino impossibile...
No, non ho niente.
- (zingara) Signora, offri una moneta. - Non ho niente!
Non ho niente. Lasciatemi, non ho niente!
- La prego un euro. - (Silvana) Basta!
Andate via! Lasciatemi!
(zingara) Signora, per favore, un euro.
. Anna, c'� tuo padre. - Merda! Tieni, finiscila tu.
- (Giovanni) Che fai a letto? - (Silvana) Ho mal di testa.
Tu hai sempre mal di testa. Come � possibile?
Mi hanno aggredita.
- Che vuol dire? - Aggredita. Un gruppo di zingari.
- Ti hanno preso qualcosa? - No.
Mi dispiace.
(Giovanni) Schifosi.
Adeso per� � passata. Perch� non provi ad alzarti?
(Giovanni) E Anna? L'ho cercata tutto il giorno ma non risponde mai.
Sai cosa ha fatto oggi?
Da un amico, credo.
- Quale amico? - Non lo so, chiedilo a lei.
(Silvana) Giovanni?
Non trovo pi� i miei orecchini, quelli con le perle.
- Capito quali? - Mmh.
- Ho paura che sia Maria. - Maria? E che avrebbe fatto?
Secondo me ruba.
Non dici niente?
Che vuoi che dica? E' talmente assurdo.
Sicura di aver cercato bene?
Non ci credi, eh?
(Giovanni) Maria.
. Si? - (Giovanni) Senti...
Mia moglie non trova pi� degli orecchini. Li hai visti, per caso?
- Che orecchini? - (Silvana) Degli orecchini con le perle.
Erano di mia madre.
Forse sul tavolo signora, in camera sua.
No, sul tavolo non c'� niente.
Non lo so.
Io non ho toccato niente.
(Anna) Mamma, per favore...
Tu stai zitta, sto parlando con lei.
(Giovanni) Va bene Maria, era solo una domanda.
Grazie.
- Siete diventati matti? - (Silvana) Non ti immischiare.
(Anna) Maria non � una che ruba.
(Giovanni) Nessuno ha detto questo. E poi tu che ne sai?
(Anna) Lo so. E voi dovreste vergognarvi.
(Silvana) Non sa cucinare, a me non piace.
(Anna) Non ti piace? Basta dirlo.
Basta adesso!
Finiamo questa cena in pace, o la prossima volta resto a Milano.
E' una minaccia?
(Giovanni) Ma quale minaccia. Scherzavo.
. Non si pu� pi� scherzare? - No.
Con lei non si pu� neanche pi� parlare.
Devi sempre esagerare, tu?
Maria?
Puoi venire un momento, per favore?
- Buongiorno, signora. - Buongiorno.
(Giovanni) Mi dispiace, Maria.
Davvero.
Niente di personale.
Ma penso che cosi sia meglio per tutti.
- Stanotte posso restare? - (Giovanni) Certo.
Per legge puoi stare ancora otto giorni.
No! Otto giorni non mi servono.
Solo fino a domani.
Scusate.
Me ne vado.
Maria?
BUSSARE ALLA PORTA
(Anna) Posso?
Sono due stronzi.
Troverai un posto migliore.
Ciao, Maria.
- Mi chiami? - Chiama tu se ti va.
(parlano slavo)
CITOFONO
(parlano slavo)
(parlano slavo)
Dai, dai.
. Aspetta qui... Perch�? - E' meglio.
(parlano slavo)
(parlano slavo)
(parlano slavo)
(parlano slavo)
. Cos'� 'sta roba? . (lonut) Va bene cosi.
Non � che ti sei fregato qualcosa?
Ci sentiamo.
Victor!
(capo) Dai, dai.
- Lui. - Fallo salire.
. Per� 40. - No, qui facciamo 30.
(parla slavo)
Che ci fai qua?
- Chi cazzo ti ha invitato? - Tua madre.
(Eusebia) Buongiorno.
. Cosa c'�? - Non ti basta mai, eh?
E' solo per qualche giorno.
Martedi riparte, deve fare una consegna in Germania.
TONFO
Hanno chiamato quelli del SERT.
Se non vai li subito, chiamano il giudice.
Vai a cagare!
Chiudi quella cazzo di porta!
(Vincenzo) Digli qualcosa, no?
(Eusebia) Lascia perdere.
(psichiatra) Ci vediamo. Mi raccomando. Prego.
(psichiatra) Cosa c'�? Non parla pi�?
Se lei non mi ascolta cosa parlo a fare?
(psichiatra) Sono tre giorni che non la vediamo.
Cosa � successo?
La prossima volta devo avvisare il tribunale.
Ho di nuovo brutti pensieri. Queste gocce non mi fanno un cazzo.
In galera mi davano il Ritalin.
Mi hanno fatto venire la scimmia, quelli.
(psichiatra) Ha gli occhi rossi. Ha fatto di nuovo uso di cocaina, eh?
. No... Allora non avr� nulla in contrario se facciamo le analisi.
Forse una volta.
Cosa fa, ride?
Ha parlato con la dottoressa Roberti, per la comunit�?
Quale comunit�? Mi vuole rinchiudere li dentro?
Lo soffoco li dentro!
Lo sto male. Lei deve darmi le gocce dell'altra volta.
Io non devo dare niente a nessuno. Non siamo in farmacia.
Senza un programma le medicine non servono.
Io la avverto che se poi faccio qualche cazzata, la colpa � sua.
Si sieda.
Le prescrivo un antidepressivo.
In compresse, da prendere mattina e sera.
E le gocce, no?
Da prendere insieme alle gocce.
Per� mi promette che va dalla Roberti.
Questa � sporca?
Mmh.
CITOFONO
Si?
Che vuoi?
Ti aspettavamo alle cinque.
C'� tuo padre, gi�. TI va di scendere?
Dai.
(Mara) E' tardi.
Ciao, Mister.
Come stai?
Bene. Tu come stai?
Come mi trovi?
(Mara) Pallido.
Pallido sar� il negro che tenete in casa.
Tra un'ora Luca deve stare a casa.
Andiamo.
(Mara) Tra un'ora qui, o faccio un casino.
Tieni, guarda se ti piace.
Be'?
Bello.
Con quello come va?
- Chi quello? - Il negro che tenete in casa.
- Ahmed. . Si, Ahmed. Che nome del cazzo.
Domenica siamo andati a vedere le corse.
Chi? Tu e lui?
Non ti fa schifo di stare con lui e non con me?
Rispondi! Di chi sei figlio? Chi � tuo padre?
Chi � tuo padre? Lo o lui?
Sei tu.
Allora perch� vai in giro con quello?
Tu non sei figlio di un negro, capito?
- Posso andare a casa? - Vuoi andare a casa?
Sei appena arrivato e vuoi gi� andare a casa?
Vai a casa! Chi ti tiene, eh?
(Marco urla) Vattene, sbrigati!
Ciao.
(lanut) Victor?
Ehi?
- (Giovanni) Che ore sono? - Quasi le sette.
Allora, vieni?
(Giovanni) Dove?
C'� Anna che parte.
(Giovanni) Ti prego, vai tu.
(Silvana) E com'� questo Davide? Non me ne parli mai.
Bo, non lo so. E' buono.
- Buono? . Si, buono.
La sua famiglia viene dalla Sicilia.
- Davvero? . Si, il padre ha trovato lavoro qui.
- Che lavoro fa? - Credo lavori in fabbrica.
Ah.
Cosa stai pensando, mamma?
Niente, perch�? Cosa dovrei pensare?
A me certe cose non interessano.
L'importante � che tu sia contenta.
Lo vedi che stavi pensando a qualcosa?
CAMPANE
- Buongiorno, Giulietta. - Buongiorno, signora.
Ho visto un altro locale.
Proprio in centro.
E allora?
Non lo so.
Sento che non ho ancora trovato quello giusto.
- Mi ascolti? . Si, ti ascolto.
Be', non � facile aprire una nuova attivit�,
soprattutto se parti da zero.
Questo lo so, per� tu potresti anche sostenermi.
Ma certo che ti sostengo.
E sono sicuro che andr� benissimo, � un'idea magnifica.
Dici davvero?
Ma si, certo.
Ora � tardi, devo andare.
CELLULARE
CELLULARE
Si?
Ciao.
Indovina un po'? Sono qui sotto.
Si, in piazza.
Che dici, salgo?
Va bene, allora ci vediamo al bar.
Okay, ciao.
- Ciao. - Stai bene?
- Cosa hai da guardare? - Sei bella.
Come stai?
Cosi e cosi.
Ecco perch� sei qui.
Conosci i miei problemi.
Tieni.
- Ho un regalo per te. - No... - Dai.
- Non lo voglio. - Aprilo.
E' un'acquamarina. Mi fa pensare a te.
- Il lavoro va bene? - Stavo meglio da te.
. E' meglio cosi, no? - Certo.
. Che c'�? - Niente.
Sono solo un po' triste.
Perch�?
Sei libera venerdi?
- 300. - Stai scherzando?
- 500. - 800. - No, non mi interessa.
600.
Okay. Ti serve speed, chetamina?
(Marco) Coca. Dammene 5.
BUSSARE ALLA PORTA
- Buongiorno, Rancalli Marco. Ci conosciamo... Ah, si.
(bisbiglia) Sono venuto a prendere Luca. E' un'emergenza.
(bisbiglia) Ciao, Luca. Dai, andiamo.
Dai.
- Posso? . Si.
Prego.
Che c'�?
Vediamo se abbiamo gli stessi gusti. Ti piace di pi� la bionda o la mora?
Tutte e due.
- E la ragazza ce l'hai? - No.
Da grande, ti faranno girare la testa.
- Ti devo fare una proposta. - Cosa?
- Ti va di venire a stare un po' da me? - Dove?
Come dove? A casa mia, no?
Non devi rispondermi subito.
Ci pensi su, poi magari lo dici a quello stronzo del giudice.
Vieni.
Aspetta qua, torno subito.
(Eusebia) Luca?
Cosa ci fai qui?
- (Marco) Cosa fai sveglia? - Sei diventato matto?
- Lo sa sua madre? - Vai a dormire. Buonanotte.
Mollami!
(urla) Marco, mollami!
- Mollami! - (operai) Fermo! Stai fermo!
(urla) Se non vedo pi� Luca io ti ammazzo, hai capito?
(urla) Prima ti mangio il fegato e poi ti ammazzo!
(urla) Ti mangio il fegato, hai capito?
(urla) Hai capito?
PREGHIERE ARABE
PREGHIERE ARABE
CELLULARE
2 euro e 20.
Maria?
FISCHIO
- Lascia perdere. - Lasciami!
- Che hai fatto? - Ma che vuoi? . Che voglio? . Si.
Ma che vuoi?
VOCI CONFUSE
(ragazzo) Ma che vuoi?
Pezzo di merda. Ci vediamo.
Ehi?
(parlano slavo)
Ehi?
- Ciao. - Ciao.
- Una villa. - Dove? - In collina.
- Buonasera. - Buonasera.
- Scusa il ritardo. - Non ti preoccupare.
- Tutto bene? . Si.
- Sei proprio sicura? . Si.
Andiamo.
Non vieni?
Cosa ho fatto di male?
Niente.
Ho deciso cosi. Basta.
Pensavo di passare una bella giornata.
Guarda che non scherzo.
Lasciami in pace, non mi chiamare pi�.
Hai paura.
Mi fai tenerezza, � solo paura.
Sei un vigliacco.
- Francesca! - Lasciami.
Aspetta...
Lasciami. Ti prego.
Ehi!
Che ci fai qui?
(Silvana) Sono le due.
Sono stato a Lugano.
Non mi interessa, puoi andare dove vuoi.
Per� non pensare che sono cretina.
Guardati.
Ma di che parli?
Non ci credo. Sono venuti tutti e due.
Vieni, te li presento.
- Ciao. - Ciao. - Buongiorno.
. Lui � Davide. - Piacere.
- Davide. - Giovanni.
Finalmente ci conosciamo.
- Anna ci ha parlato molto di te. - Ah...
. Allora, com'� andata? - Bene.
Ti aspettiamo in macchina.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ti chiamo dopo.
- Ciao. - Ciao.
Vuoi il mio parere?
No, non mi interessa.
- Trovo che ha l'aria un po' scemotta. - (Silvana) Lasciala stare.
Nemmeno gli rispondo.
. Poi � un po' vecchio per te, no? . Perch�? Ha 18 anni.
- Tu ne hai 15. Una bella differenza. - Ma la pianti?
Tuo padre � geloso, non lo hai capito?
(Giovanni) Geloso io?
(Silvana) Ma guardati, sei ridicolo tanto sei geloso.
(Giovanni) Va bene, lo ammetto.
La mia figlia adorata mi tradisce.
Ciao.
Tutto a posto?
Mmh.
- Allora, hai chiamato Maurizio? - No.
Facciamo da soli, che dici?
Allora?
MUSICA LIRICA
Che cos'hai?
Niente.
Ciao.
- Noi stiamo andando. - Ciao. - Buona serata.
- (Silvana) Davide, la stanza degli ospiti � pronta... Grazie.
A dopo.
- Ciao. - Ciao.
(Victor) Ciao.
. (Marco) Chi � questo? - (lonut) Mio fratello.
- Ora ti porti pure i bambini? - Solo per questa volta.
- (Marco) Che lingua del cazzo! - (lonut) Che hai detto?
(Marco) Niente.
(lonut) Andiamo?
Aspetta, devo pisciare.
E' la birra che fa pisciare.
Sei contento?
Pensi che andiamo a ballare?
Allora non ci hai capito un cazzo.
Cos'�, il regalino?
E' carica.
(Marco ride)
Torniamo a casa, sei troppo fatto.
MUSICA LIRICA
MUSICA LIRICA
- Non ti senti bene? - Mi gira un po' la testa.
Vuoi andare via?
Cerca di stare calma, va tutto bene.
- Ho paura. - Di cosa?
Non lo so.
(Marco) Che c'�, ha paura?
Ti caghi sotto, eh?
Stai zitto, lascialo stare.
VETRI ROTTI
lonut!
- (Giovanni) Resta qui. - (Silvana) Che fai?
SPARI
SPARI
- (Silvana urla) Anna! - (Giovanni urla) Anna!
(Silvana urla) Anna!
SPARI
(Silvana urla) No!
Mi dispiace signora, qui non pu� stare.
Sei un po' grande per piangere, no?
CHIAVISTELLO
PORTA CHE SBATTE
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.