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M.

Ah.

la

No.

Vieni, vieni, tesorino, vieni.

Ti piace il biscottino? Lo vuoi? Mmm, buono, buono. Vieni, vieni.

È buono, sai? To, to. Vieni, vieni. Mangia, mangia. No, attento a non

strozzarti almeno. Eh,

ma cosa legato col fil di ferro? Neanche ci fosse il terremoto. Austraciscolto

bastardo. Ti sei salvato anche stavolta, ma io ti stritolo. Ti stro

giustino. Comandi?

Eh no, carina, il fatto che non sia servizio buono non è mica una ragione

perché tu debba romperlo tutto. Eh, ma non l'ho mica rotto tutto, scusi, è

solo una tazzina. Ah, brava la migrla. Nepure il padre

Eterno gli ci vuole un giorno solo, che non lo sapevi? Ogni opera la vuole il

suo principio. Oggi tu rompi la tazzina e domani le belle rot tutto il servizio,

giusto? Cosa vuoi da me?

E tu o che aspetti a portare quella pora creatura a far pipì che gli scoppi la

vescia? Cosa son venuto qui a fare? Mh. A

muovere l'aria è la sola cosa sa far bene.

Sì, sottoposta. A parte la rottura delle tazzine, hai trovato il tempo di

illustrarvi le scarpe? Sono là.

Ah, perché volevi rompere il servizio? Ma no, che non lo volevo, lo giuro.

Ah, sta demente non fa che spergiurare. Non la sopporto mia io. Eh,

devo rompere solo una tazzina io, cioè, no.

Ah, vedi che qualche cosa volevi rompere, a parte le scatole, vero?

Maledetto! Che gli accade?

E accade che quel bastardo del tuo tesorino ha preso le mie scarpe per un

vespasiano? E c'ho piacere, così impari a

prendertela comoda. Ecco perché Renzi e Laura non hanno telefonato.

Sorpresa. Mamma! Babbo,

oh! Che stai a piangere? Tanto mica tua madre è la bambinaia.

No, no,

io non capisco che ci azzeccano le tette coi peli in coppa faccia.

Eh, che sei ignorante, te l'ho spiegato, no? La pomata si deve assorbire per

tutto il corpo, poi col tempo i peli sulla faccia spariranno.

È tutta una questione di chiavole, no? Ma ti fidi o non ti fidi? Te l'ho detto,

no? Che mio padio è medico. Eh, eh, ragazzi, quando tocca a me e qua o

c'è una tetta in meno o non in più. Facciamo rotazione.

Allora tu va tenne io.

Io Ma ma non si può più guardare adesso. Ma

perché? Perché tu sei viecchio e io mi metto

scorno se non te ne vai che c stelle che facciare tutto stabilimento

e vai

e scossaple. E vabbè

ne vado. È la prima volta che sta roba è vietata i maggiori e se faccio la spia.

Signorino Sandro. Eh, sarà la voce della coscienza.

Resto io. Accidenti proprio adesso. Ma che vuole

quella? Hai capito? Il ragazzino si era già

installato il selvaggio. Adesso tela. Sì, sì, va bene, dopo, dopo.

Hai visto Sandrino? Sono abbronzata quasi quanto te.

Ma tu guarda, la mia roba sparita, nemmeno fossi morto.

Questo cos'è? Femmine perdute, donne infernali, sesso

di notte, belle letture. T'ho già detto che riporto tutto via

dopo. Neanche mi rivolto e tu chi te l'ha dato

il permesso? Già sei rimbambito, ti metti pure a fumare.

Rimettile là. Sequestrato. Ero giusto rimasto senza.

Ridammele. Sta bono che ti fai male, eh. Ti sei

fatto male. Bello lui il mi pigli. Mangia, mangia la

tua pappina bona. Quanto è buona la pappina. Ecco, carina.

Dottore, lei fuma. [ __ ]

Mi passi il vino? Ma che maniere. Lo fai apposta, eh? Per

mandargli tutto di traverso. Por creaturina.

Magari mangia. Ecco, vedo? Non mangia più.

Pinkchi, non gli badare. Se lo fa di Belnovo, lo si rimanda a mangiare in

cucina e non ci si pensa più. Si vedrà anche questa. Il colonnello Giustino

Bellotto, con pratica all'esame del competente ministero per il collocamento

e riposo col grado di generale, va a mangiare in cucina in casa sua. Orco

cane. In casa mia che codesta gliela midote e

ne fa quel che m'aggrada. Ciao mamma.

Un correre. Eh sì sì. Ciao pelandrone. Fa compagnia a

Laura. Senza di me si sente sperduta.

Oh! Mh! Telefonami quando arrivi, altrimenti sto

in pena, sai? Sì, vedrai, una settimana passa presto.

E che faccio io senza il mio ciccino? E io senza la mia ciccina?

Porcello,

guarda che se anche rimane qualcosa di tuo a me non dà mica noia.

Dà noia a me.

Hop hop. È finita la pacchia, eh?

Eh? E mi tocca persino reggerle la coda.

Ma di che vuoi che parli? Io con una vecchia.

Ma quanti anni ha? 24 25 forse. Addirittura 26.

Addirittura.

Oh, guarda, bella!

Ciao Sandro. Ciao bisogna signora Lino. Il bagnin onoratissimo si accomodi.

E serveo qualcosa. Posso

posso essere utile? Grazie.

Ci pensi pure con comodo e io non ho fretta. Oh,

eccola. Pronto per il numero Mister Muscolo. Ogni mattina la stessa musica.

Lì manca un rullo di tamburo. Eh, lucidato a cera gonfiato come un

pneumatico da camiono.

E adesso va ad assumere la sua posizione naturale.

Perché? Cosa fa? La testa del casso ha sempre i piedi

dove la gente normale ha il cervello.

Ci si vede stasera?

Che stronzo! Però è bravo.

Ma stronzate!

Ich bin sau gleichgub

lag. pure che tanto qua, insomma, perciò grazie. Lei è il signor Niaton Borbotin?

No, io sono Borbottinaton per professor di storia, studiando storie

antiche, scoprì nelle piramide l'impronta della fig.

Il professor di lettere, studiando geografia lasciò le palle in Africa e il

cazzo in il professor

che cosa stai leggendo? E niente, ripassava un po' la storia.

Brava! Che scassapalle che è questa madicola

non guardaigliola che poi domani ti ci vuole

la gru per buttarti giù dal letto. Va bene signore. Buonanotte. Io quanto

le odio. Democrazia. Sì, democrazia finché si muole. Macci due occhi strane

che ti guardano anche al cesso. Si esagera. Ecco.

Lascia Sandrino a Renzo. Ma che c'hai? R

Cino. Beh, sì, insomma.

Sì, molto. Com'è andato il viaggio?

E beh, sì, Ciccina,

ma cosa dici? Porcello

è un E come vuoi che stia? È triste, sente la

tua mancanza. E lui come sta? Digli che è tanto

cattivo a lasciare la ciccina sulla sola per tanto tempo. Sgridalo e picchialo

anche, ma non tanto forte,

ma Scalzone.

E sì, gliela saluto. E tu glielo saluti.

Ti chiami domani sera.

เฮ

Grazie. Prego, prego.

Eh, Sandro. Oh, hai visto quella là?

Meravigliosa. Ciao Sandro. Ciao.

Andiamo. Vieni. Eh, non posso.

Oh, ma dove l'ha rimediata quella buon laggiù?

E dai, quella è mia cognata. Eh, allora

e vabbè, la portiamo con noi. Non si può.

E così si sta insieme. E io vorrei vedere se fosse tua cognata

se la porterbe. E cavolo, se fosse sua cognata la

porterebbe come me. Scusa, però. Oh, quella cosa è per stasera.

Ciao. Ciao. Ciao Sandro.

Ciao. Non vieni con noi al Nettuno?

Non posso. È arrivata quella lì, non vieni più con

noi, eh. E che ci posso fare io? Va bene, allora ciao

ciao ciao

ciao

carina. Chi è la tua ragazzina? Chi?

Dai che hai capito benissimo. Quella No, è una di Milano che è stata

rimandata in scienze storia a ottobre e allora io le do una mano a prepararsi.

Una mano? Eh! Uffa, quanto rompi pure tu!

Su, dai, che mica ci aspetta

e e non spingere, cretino. E tu cammina te game.

Le tue spalle lasta. Il tuo corpo è burno.

Il corpo è burno. Hanno appena cominciato. Io

amore. Le tue braccia.

Le tue braccia d'acciaio. Sì.

Voglio baciare il tuo seno turgido. Tu seno turgido voglio baciare.

Beh, è la stessa cosa. No, mi fa impazzire. Mi fa impazzire.

Mi fai impazzire. Sarà una notte indimenticabile.

Notte indimenticabile. Lo sarà. Sì. Demon.

State pronti. Arriva la topina. La tua topina. Ma te la voglio baciare

tutta. Te la voglio mangiare. Anche i gatti vogliono mangiare la tua

vina. Beccatevi sti gatti.

Ci sono i gatti. Non ti preoccupare.

Il che t' ha fatto l'amore con gatti? Ma che gatti? Son scivolato ieri sera

dentro la vasca da bagno e c'aveva le unghie.

Ma non farlo spiritoso te. Tu scherzi sempre. Provavo la parte di Tarzan

contro Mandrache quando son scivolato dentro la vasca da B. Ma no, dopo lo

erano Romolo e Remo di sette lettere. Romolo e Remo 1 2 3 4

Eh, stronzi. Scusi signorino, se l'ho disturbata.

Potresti essere un po' più educato, però.

Scusi signorina Gemelli. Grazie, molto gentile.

Ha visto l'intellettuale?

Che stronzi. Ma tu solo quella parola sai dire.

Un master. Ma guardalo tutto a muscoli. Poi se la

prende quei ragazzini sto attira del cazzo.

Caput castello. È loro avere rotto tutto.

M'hanno rotto le palle morell. Ah, allora sei uno strano. E io

credevo spreca il doit. Ma io sono italiano.

Ah, ma se capisci. Allora, adesso ti devo spiegare una cosa. Tu sei piccolo e

lui è una montagna. Hai visto? Hai presente Davide Golian nella Bibbia?

No, quelli non li conosco. Beh, fa niente. Hai presente la

guerriglia inoccina? Quella sì che la conosco.

Ho detto quando vieni? Sì, l'ho chiusa la porta, ma non posso

strare lo stesso, altrimenti mi sentono.

Ciccina è moscia. Uff.

Ho detto che moscia. Oh, sente nulla. È vecchia sta radio,

bisogna comprarne un'altra.

Comandi, cosa vuoi?

Papà, mi dai un po' di soldi? Ma tutte le sere vai fuori,

eh? Almeno la sera potrò stare un po' coi miei amici,

tutto il santo giorno accanto all'ombrellone per montare la guardia al

tesoro.

Li vuoi soldi? Sì o no? Eh? Sì.

E come? Solo 200. Cosa sono aumentate le tariffe? Io la

tua età presentavo la parcella. L'uomo non è di legno. L 50.

Boh, mi sembra un po' rimbambito sto ragazzo.

Andrà donne, sarebbe ora. No, che tu cianci dischero e ancora un

bimbo. Bimbo, bimbo. Io la sua età ero già

nonno. Illegittimo ma nonno. Ma tanto quello non ci viene. Io lo so.

Ciao Sandro. Ciao. Ciao.

Noi andiamo. Dai, vieni a fare un giretto con noi. Ci

andiamo a pigliare il gelato. Ah, con la panna. Eh,

eh, non posso. Che barba!

Perché non vai? Non vorrei mica stare sempre qui.

Eh, ma ma vai, vai con i tuoi amici.

Ma poi tu io che non c'è nessun bisogno che tu

monti la guardia al tesoro. So guardarlo da me il tesoro. Vai pure a divertirti

tranquillamente. Non fare complimenti. Allora, vado.

Ma sei ancora qui? Buongiorno.

Ciccina mia.

Ciccino. Una settimana è stata lunga. Sentito le trombe?

Sì. Adesso ci faccio mettere anche la radio.

Fermi tutti. Boni, boni, boni, fate come gli inglesi, tutti in fila, civili, che

poi ci sono abbracci e baci per tutti. Come gli è spiritoso il miestone

io muoio di ansia, purché non arrivi una tastata di culo anche per me?

Vieni, vieni. Non ha il senso de l'umbo sto ragazzo.

Come va? Sono qua. Con la cabina abbiamo chiuso al casino

non ci fanno entrare. Eh, ma te la fumi tutta.

Che cacchio facciamo? Eh, bisogna trovare un'altra cosa.

Eh, se trovo la chiave nella libreria del mi babbo c'è l'amante di Lady

Shetterly. Gli lo frego. Così e così impiantiamo una segheria e da

grande facciamo i fallegname. L'

è meglio del libro.

Ma che cosa guardate voi due? Dai, andiamo dove?

Eh, a prendere una saccata dei gatti. Porco, ti faccio un culo. I gatti li

butti a tua sorella. Va bene? Sì, ci sentono.

Sì, sì, per me tanto non ce n'ho di sorella.

Guarda, guarda quei due. Io mi butterei in mezzo.

Dove ti butti te? Le cose a tre mi piacciono.

Dai, forza, andiamo dalla barbona. Ah, eitare. Mi fai male.

Perché mi guardate così? Vi sembro strana. E io che non ci credevo a quella

pomata miracolosa. Figuratevi che avevo detto a Sant'Antonio, Sant'Antonio mio,

qualunque cosa basta che me li fai cadere. E invece a voi che vi devo

ringraziare. Grazie.

E pure a te. Ciao.

Ma che cacchio di pomata gli hai dato? Ma che cacchio ne so io? Dente frcio era

ma che gli un po' di più. Stava la bella Irene assisa in sul verone toccandosi la

la fila dei bottoni. Lui che in giardino stava godendo come un pazzo.

Ma che cosa stanno combinando quei due? Boh.

No, no, e invece sì. Eh, stanno litigando.

No, non stanno liticando. Laura ride.

Ehi, ma questi fottono. Torna presto che non ce la faccia a

star. Ho incartato il polpettone. Chissà che sconcezze tu mangi quando tu stai

sopra. Mamma, non cominciamo coi pacchi e pacchettini che poi va a finire i

gatti ed è un peccato.

Copri la macchina, senò prendi freddo. Sì, sì.

Ciao. Ciao. Vai piano. Oh, guarda come corre. Ah.

Ecco il numero.

Sei meraviglioso,

eccezionale.

Sei fortissimo.

Hori, corri, aiutatemi.

Aiuto! Aiuto! Senti che è un e sabbia. Tu sta negando

nella merda. Portatemi a lavare, portatemi a lavare che se becco quello

stronzo. Altro che uno non ha beccato, questa è

una chirata abbondante. Lo senti tutto.

Ecco, finalmente ha ritrovato il suo elemento naturale. La merda ha ritrovato

la mamma. Vai via pora a me l'acqua e mi butto lo

si sapeva. Ma ora esagera, vai cè pericolo. Tanto stai a casa.

Cercavi questa? Grazie.

Va meglio così? Grazie.

Grazie Sandro, per favore, mi slacci.

Me la spalmi sulla schiena.

Lo vedi che sai essere anche carino?

Sandro, mi aiuti? A che fare?

Dovrei accorciare questo vestito. È ancora carino. Mi dispiace buttarlo.

E io che c'entro? Devo rifare l'orlo e da solo non ci

riesco. Boh.

Tieni la spilla.

Così? No, così è troppo lungo. Mica mi devo

fare un abito da suora.

Così? No, quasi quasi lo farei più corto.

Tanto lo devo usare solo al mare. M così?

Beh, no, così è troppo corto. Scusami, Sandro, non riesco a capire.

Sai che siamo alti uguali, si potrebbe E dai, fai presto.

Senza le scarpe col tacco non mi rendevo bene conto. Sai che hai delle bellissime

gambe. Uffa!

Non fare quella faccia, stai benissimo. Guarda che se non la smetti me lo levo,

eh. Vado a prendere e filo e torno subito,

signorina.

Oddio, Che disgrazia! Un figlio finocchio.

E proprio a me mi doveva capitare. Che freddo. Girati che mi devo cambiare

il costume. Esco.

No, faccio subito.

เ Vieni.

Eh sì, una parola adesso. E piantala, deficiente. Stai giù.

E fussi come immobile dato il mortal sospiro, stette la spoglia in memoria e

orba di tanto spiro. Così per cosa? Eh sì, qui ci facciamo notte.

Ehi, fussi come immobile dato il mortal sospiro.

Candro, sai che sei proprio bravo. Va bene così.

Altro che va benissimo. Adesso però risciacquami, per favore.

Sandrino, ma dove la stai versando? Eh, scusa, era un po'

Si può un momento, papà, ho quasi finito. No,

non ti preoccupare, fai pure con comodo, tanto io non ho premuro.

Bravo, bravo, mi felicito. Hai un avenire come Quaffur Purdam.

Complimenti, congratulazioni.

Ma papà, grazie Sandrino, sei un tesoro.

Niente. Che dici? Si vedono

cosa? I peli.

No, i soi li ha schiariti, però ci sono.

Senti qua.

Devo fare la ceretta, altrimenti chi lo sente?

Avevi giurato. Guarda qua, saranno almeno 3 km.

Boom! Ma di chi hai paura? Il mare è calmo.

E chi ha paura? Accidenti. Basta adesso. Dai, torniamo indietro.

No, tu adesso ti vieni a sedere al posto mio.

Io mica so remare tanto bene. E chi ti dice che devi remare? Girati

dall'altra parte. Perché voglio prendere il sole.

Che fai? Renzo vuole che pigli la tintarella

integrale. Ti giri o no? Ma non ci potevi venire da sola allora?

La gente poi spettecola. E se mi avessero visto partire da sola, sai la

torma di pattini che mi sarebbe venuta dietro? Tutti quei cretini lo avrebbero

preso per un invito. Tu sei ancora un ragazzino e queste cose non le puoi

capire. Sandro, eh,

non ti voltare, eh. Uffa! Ma no, ma che mi frega a me di voltarmi?

Bravo, lo so che sei un bravo ragazzo. Ah, che silenzio, che pace!

Che cacchio la pace! La donzelletta viene dalla campagna inca

del sole col suo fascio dell'erba e rega in mano un mazzolino

di rose e viole onde siccome suole ornare là si appresta di mani al di

festa io guardo

e se poi lo dice a Rz Quello mena, eh?

La donzelletta vien dalla campagna, insulca l'ar del sole. Sandrino,

sai che mi ero addormentata?

Sandrino, mi spar. Sandrino, mi slacci. Sandrino, che dici? Si vedono. Sandrino,

mi sciacqui? Sandrin

[ __ ] Vai via, porca vacca.

Via! Vattene viac!

Per favore. Vai della valora che tu possa crepare di

cimurro per schiaccio rognosa. Mi fai dormire?

È un po' sbattuto sto ragazzino. Gli è una settimana, non mi mangia più

sto bimbo. Gli è bianco come un latticino.

Uffa! Mamma! Eh! Mamma! Mamma! Poi se t'ammali chi

soffre sono io. Saranno malattie d'amore.

Fatti i cavoli tuoi. Sospiri brace e langui carezza. Ma per

lui solo sospiri. Basta Renzo, in quanto ai baci e le carezze siamo

ancora all'autosufficienza, vero Sand? Ma come ti esprimi tu, Renzo?

Si offese. Voi giovani, chi vi capisce è bravo.

Ma stavamo scherzando. Renzo, tu certe volte non capisci

proprio niente. È innamorato di una ragazzina di Milano.

Ragazzina di Milano? M

La mamma gli è sempre l'ultima a saper le cose, eh.

Per te magari sono bambinate, ma per lui è una cosa seria. Non hai alcun diritto

di prenderlo in giro in maniera così volgare.

Sì, è vero, tu sei proprio volgare. Ho preso tutto il tuo babbo. Ecco. Ma

non vi scaldate, io vi giuro non l'avevo fatto apposta.

È stato così carino con me in questi giorni. Un amore. Adesso ti alzi e gli

vai a chiedere scusa, altrimenti non ti guardo più in faccia finché non sei

partito. Ma tu guarda.

Oh, gli era ora, eh. Vinkchi, adesso te lo mando, cara.

Brutta carogna, ti ho avvisato

formalmente.

Oh, picchi

creature da Oh! Oh, che donna fatto

assassino! E dai, finiscila! culo.

Va bene, dopo. Ma adesso finiscila. T'ho detto che mi dispiace se avessi saputo

saputo che cosa? Che si trattava di una cosa seria. Tu

non mi dici mai niente. Ma di che parli?

Della milanese. Ti fa ballare? Li conosco questi trucchi. Ci sono passato.

Ti potrei consigliare darti una mano. No, quella di Milano non c'entra per

niente. No,

no, quella è una ragazzina. Ah, non si tratta di una ragazzina, si

tratta di una più vecchia. Sarà mica sposata?

Beh, sì. Hai capito lui? Com'è vero che il sangue non è acque? Te la sei già?

Ma un momento, bisogna farle morire. Lei cosa fa? Cosa dice? Ci sta. Mi devi

raccontare tutto. Vieni, vieni. Porco Giuda, sapessi quanti mariti ho fatto

crescere di statura? Ti faccio un corso serale. Se in un mese non te la sei già.

Adesso non sei un marito pure tu. Dovresti stare dalla parte loro. No.

E chi se ne fotte. Mica si tratta di mia moglie. No. A che punto siete arrivati?

Beh, prima che arrivasse te Laura, questa

questa questa signora mi ha portato in barca.

Ah. E poi a largo da soli. Hai capito sto mignottone?

Ma non sarà che lui si è montato la testa e quella non ci pensa nemmeno?

Ma va via, quella è una [ __ ] lasciati servire.

Sono finite. Hai una sigaretta? No.

E poi un artista, tutta la storia della barca. Non ti voltare, mi sono

addormentata, non ti sarai mica rivoltato. È una raffinata, un'esperta e

quella. Gli piace mettere il ragazzino alla griglia e cucinarsela a fuoco

lento, la [ __ ] E sigarette niente. Certo, è logico che quel povero

disgraziato si è preso una cotta. Qua non ce n'è.

Ne sei sicuro?

Guarda tu cosa mi tocca fumare. È chiaro che quella un giorno l'altro se

lo chiamava, ma prima le piace divertirsi.

Tu credi? Eh,

cerca di sapere chi è. Sorvegliali. Quando ritorno mi piacerebbe darle

un'occhiata a queste qua, ma secondo me non esiste.

Vieni qua. Queste cose, questi discorsi, [ __ ] la dai a tutti. È vivo,

[ __ ] Sì, sì, sono una [ __ ] Sì, mi piace

farmi [ __ ] Oh, come mi piace. Sì, sì. E a chi l'hai data?

A tutti. Basta che mi toccano. La do subito, subito.

Dove? Dove? Dappertutto, in cabina, per strada. Quel

fusto grosso che fa la ginnastica. Ah, sì, Dio, com'era grosso.

Che [ __ ] Il bagnino di anche lui. Sì, sì, pure lui in cabina. È entrato e

mi ha preso. Brava. Oddio, oddio, oddio, oddio,

oddio, oddio, oddio. Ciao, sei cascato dal letto stamattina?

Oh, ma cos'è? Ma di pancia che non parli con te? No, però un consiglio te lo

voglio dare. Non farti vedere in giro da mio fratello. Quello è uno che picchia

di brutto quando gli gira. Eh, evitiamo casini. Va bene.

Ma ma cosa ho fatto io a tuo fratello che ce l'ha con me? Ma poi che pure tuo

fratello gli do un cazzo. Lino Lino è qua

Lino.

Dio Dio, adesso sono coltellate. Madonna mia. Buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno. Oh, ma allora mio fratello è cornudo e

contento. Dicevi qualcosa?

Ah, e io niente. Vedi un po' di trovarmi quello scansza

fatica di Lin. È un'ora che l'ho chiamato per avere il pattino e ancora

non si è visto. È sparito per il pattino

a questo punto a questo punto cosa? Niente, mammaino.

Pronti per la traversata? Partenza. Bravo. Va bene, va bene.

Ciao. Fanno proprio schifo

tutti e due. Scommetto che t' ha dato pure la mancia,

eh? Visto? Due sciagurati, ecco che cosa

siete, anzi tre pervertiti. Io a te non ti vedo mica tanto bene. Sei proprio

allare. Olè,

porco cane, le mie 100 lire. Pervertito e idiota.

Uffa, un'altra settimana, amore mio, non ce la faccio più.

Adesso vai, basta.

Quando baciavo te, bambina mia,

potresti farle fare un grembiule della sua misura, mi

pare, no? Piuttosto che buttar via denari per

rifare il corredo alla serva, perché tu non le possa guardare le cosce, sai che

ti dico? Cambio le cosce alla serva. Per fortuna

sospiro quando non c'è la parla luna. Cio

Sandro, esci un attimo che mi cambio. E perché dovrei uscire? Fai come l'altra

volta. Tanto mica ti guardo. Come vuoi.

Sandro, che fai? Girati.

Ma sei impazzito? [ __ ]

Come ti permetti? Mica lo dico solo io. Lo dice anche

Renzo. No. E se lo dice lui che è tuo marito deve essere vero.

Renzo, ma che dici? Sei matto? Ma se te la fai con tutti, con quel

porco tutto muscoli, col bagnino. Anche vi ho sentito che ti credi. E allora

perché con me no? Che sei vietata ai minori?

Ci hai sentiti, Dio mio. Beh, adesso hai anche voglia di ridere.

Ma tu che fai la notte? Invece di dormire ci spi? Sai che non sta bene?

Ma che spio e spio? Anche i fiati si sentono. Ma cosa credi? che sono sordo.

Scusami, mi dispiace.

Vedi Sandro, le cose che tu hai sentito sono una

specie di gioco.

Non so, le persone che stanno insieme tante volte si dicono, inventano delle

cose così per rendere le cose più interessanti.

Non so come dirti. Insomma, le dicono tutti queste cose,

capisci? Sì, sì, mica sono scemo.

Uffa, che lagna questa giornata, ragazzi.

Ma se ti scocci, perché vieni con noi? Facciamo una corsa.

L'ultimo pagapegno. Ehi, aspettatemi.

Aspetta, non hai fatto paura. Ti devo parlare.

Va bene. Ti devo dire una cosa importante.

Una cosa bella? [ __ ] [ __ ] Ma cosa

fai? Te la sei fatta con tutti anche col rosso. Sei una gran [ __ ]

E tu sei un gran deficiente. Mi fermi per dirmi queste cose? Con te non ci

parlo più. Ma stupida, queste cose si dicono così

per divertirsi di più. Ma sai che divertimento? Se è così

divertiti da solo. Lo fanno tutti. Scema. Non sai proprio

niente,

Sandro, ti devo parlare. Ma è tardi.

Solo un attimo, vuoi? Vabbè,

Sandro. Eh,

è vero che dalla tua camera si sente tutto?

Bisognerà che tu cambi stanza. Come si fa?

Io non posso dire a Renzo, stasera non facciamo l'amore perché Sandrino sente

tutto e neanche non dire quelle scemate, come le chiami tu,

lo capisci? No.

E poi da quando so che tu senti tutto,

io mi vergogno un poco. Io che ci posso fare?

E quindi aveva ragione il grande filosofo Kend. Tra la ricchezza e la

povertà è preferibile la ricchezza. Non ci sono kezi. Mi vengono così di gettoli

mi vengono. Sono una miniera io. A proposito ragazzi, scusate, forse nella

focola mi sono dimenticate le presentazioni. Conoscete tutti mia

moglie la connessa. Eh,

a caldo oggi, eh. Ah. Benvenuti per l'ultima l'ultima

barzelletta in mente e stupendola sui cornuti. Dunque c'era un vesco.

Sei incazzett che ho detto? Ma no, fa sempre così. Per me grida come

un pezzo.

Porca [ __ ] che culet. Che male volta proprio rotte le

meleavevo detto di culo. Ma tu su pianino portiamolo in male che sono metà

a bagno. Marino. Vedrai che l'acqua rinfrescamento

maledetti.

Tu hai voglia di un amante e tu di un paio di sciaffoni.

Eh, è scritto qua sul giornale, sai? dice l'eccessivo affetto di certe donne

per gli animali domestici nasconde una profonda turbe sessuale dell'inconscio.

L'unico animale per il quale ho un affetto eccessivo sei tu. E se tu invece

di leggere codeste sconcezze pornograf

porco cane è vig mutande

le sto cercando. Ragazza malefica. Ma questa non è una

casa, questo è un casino. Ostia. Pronto?

Pronto, Sandro? Sono Renzo. Ah, vuoi Laura? Te la chiamo subito, sta

di sopra, si sta vestendo. No, no, non ho tempo. C'ho gente che mi

aspetta una cena di lavoro. Allora, che le devo dire? Non ho capito.

Avvettila che non arrivo stasera. Glielo dici tu, Sandrino. Dille che mi dispiace

tanto, ma che non ho potuto telefonarle prima, è stata una giornataccia.

Come? Ah, le telefono io domani le spiego

tutto. Va bene, hai capito? Ma la chiamo?

No, c'ho fretta. Baciala tu da parte mia. Ciao Sandrino. Ah!

Uffa, mi ero messa tutti in ghingheri per lui.

Vuoi Vuoi venire a una festa dove vado io?

Ma che dici? La vorranno una vecchietta come me? Dai, non dire scemenze. Vado a

finire di vestirmi, tra un minuto sono pronto.

Mi vergogno un po'. La prima bugia che dico a mia moglie da quando siamo

sposati. Mica le potevo dire che Ma sai che sei diventata più bella?

Voglio mi ricordo tutto esattamente come se

fosse ieri. Eppure ne è passato del tempo.

Luglio 1950. Che estate? Che inverno novembre 51.

Ne sei sicuro? Che

si vede forse.

Senti, ma parlami un po' di tua moglie.

Ma chi? Laura. Un tipo tranquillo. Sì, che crede in me come se fosse il

Vangelo. Brava ragazza, senza grilli per la testa. La donna che mi ci voleva,

come dicevi tu. Mi hai preso in parola. So chis.

Ah, finalmente. Io mi credeva che era nel mutante della

signora Laura. Ma da ignorante.

Io pensavo che fossero da donna. Che roba è questa?

Mutande. Non puoi portare delle mutande normali

d'ordinanza come le portano gli uomini che hanno i [ __ ]

Ma papà è la moda, sono francesi. La moda, la moda è una roba per

finocchi, hai capito? E non chiamarmi padre. Io non ho che figli maschi. E

guarda cosa ne faccio io della tua moda.

Ahi! Si vede che gli è roba bona.

Meraviglioso amore.

Piantala.

Ti voglio proprio bene.

Ma lo sei Steone? Ma non detto mi ha nulla di male.

Sento nellia che

che le tue labbra non sanno mentre

le e quest'altro che guarda se lo sarà

messo almeno in regetto a me alla festa.

Ciao Rosi, come va? Insomma, è tutto. Scusami.

Ciao Sandro. Tu guarda questa stronza.

Ce l'hai ancora con me? Non c'è male. Si tira avanti. E tu?

No, parlavo di quella sera, ma mi sei venuto addosso così.

No, grazie. No, grazie a che

No, grazie. Non mi va di ballare stasera. Ho un po' di mal di testa.

Scusami. Eh, chi sei tu? Rosy,

che c'ha Sandro stasera? Quello è completamente pazzo. Vuoi

ballare con me? Che profumo sensuale?

Mi sfiora il tuo ricordo e sento un brivido blu.

Forse tu riderai

e quel che sento non capirai, ma è proprio colpa tua.

Sei provo un brivido blu.

Ho visto quella cazzo gli è venuta col Sandrino Bellotto e la sua cognata dice

"Cazzo, gran pezzo di fazzo m c'ha due respingenti cazzo ancora mi

tolgo le costole cazzo". E c'ha ballato anche tu cazzo.

C'ho ballato sì cazzo. Perché tu no? Cazzo, se c'ho ballato e l'ho rto il

culo per tutto il tempo che Johnny Dorelli ha cantato meravigliose labbra.

Meravigliose chiappe, cazzo.

Quello è geloso di me. Vuoi ballare?

No, voglio andare lì. Ma se non è ancora mezzanotte. Andiamo.

Ma se ne va di già. Scusami,

sei come un'atmosfera che dono

meravigliose labbra. Meraviglios

smettila. Finiscila. Hai capito? Ma che ti piglia? È tutta la sera che

sei così strano. Ti dà fastidio che io canti?

No, mi dà fastidio che fai la civetta con tutti, che ti lasci mettere le mani

addosso da tutti come una [ __ ] Sandro!

Sì, proprio come una [ __ ] Ma non ci pensi a Renzo, a tuo marito? Io se fossi

lui ti piglierei a Ceffoni. Ti piglierei.

Che cosa stai dicendo? Lasciami stare,

Sandro,

Sandrino, ma tu piangi?

Ma chi piange? Stronza, stronza, stronza, stronza.

Sandrino,

sei geloso?

Mio Dio!

Caro Renzo, ho tradito la tua fiducia.

Caro Renzo, è accaduta. Renzo,

tua moglie è stata mia. Beh,

quasi mia. Pronto?

In linea. Parli pure.

Pronto? Renzo Bellotti. Renzo, sono io.

Ma chi è? Sono Sandro. Renzo.

Pronto? Non capisco. Non posso parlare più fronte, senò

sentono tutti. Renzo, ti devo dire una cosa.

Pronto? Sandrino, sei tu? Non capisco un cazzo.

Renzo, io. Ma che è successo? Ho baciato Laura.

Hai dato il bacetto a Laura? E mi telefoni a quest'ora per dirmelo. Bravo,

bravo. E che ha detto lei? Si arrabbiata che io

avevo la cena di lavoro. Ma quale cena di lavoro e quale bacetto?

L'ho baciata in bocca, le ho messo la lingua in bocca.

Ah, la signora Rocca quella lì. Ma perché si chiama così? Ma tu che stai

con lei adesso? Ma Laura, Laura, tua moglie.

Ma non capisco che voglie tua moglie?

Ma tu l'hai messo le mani addosso come ti avevo detto io.

Ma te l'ho detto che l'ho baciato. Vabbè, ma lei che ha fatto? C'è stata

eh prima sì, poi è scappata. Sta tranquillo, è tutta scena. Quella muore

dalla voglia di beccarlo. Ascolta l'oracolo che poi sarei io. Le mani

addosso. Alla prima occasione che ti capita, tien e colpisci in basso,

capito? Sotto la cintura, va bene? Sotto la cintura. Telefona quando ti pare,

perché io sono qui. Ma no a quest'ora, eh, senò ti scanno. E bacia Laura.

Ma che t'ho detto che ho fatto fino adesso? [ __ ]

E sta tranquillo, Sandrino. Hai capito Sandrino? Oh! Che

ragazzino amissima una sigaretta.

Sandro, se sei un uomo abbi il coraggio di dire che non te ne importa niente di

tuo fratello. Non me ne frega un cazzo.

Ciao Sandro. Oddio, che sonno!

Ho un cerchio qui ieri sera. Che mi avete fatto bere?

Lo sai che non mi ricordo niente da quando siamo arrivati alla festa?

Proprio niente.

A che ora siamo tornati?

Spero di non aver fatto delle scemenze. Sai, io quando bevo un bicchierino

Non vieni al mare? No, ho sonno. Voglio dormire tutto il

giorno. Chiudi la porta, per favore. Va bene.

Salve. Ciao, come stai?

Posso scegliere un disco? Certo.

Cosa avevi ieri sera? Perché?

Beh, eri così strano. Ah, sì, quando io quando bevo un

bicchierino, beh, dimentico tutto.

Allora, non sei più arrabbiato con me? Con te? No, perché

per quella sera no. Ah, figurati per quella sciocchezza,

dai. Sai,

io volevo dirti che Sì, insomma, mi sei tu non mi sei affatto

non so, mi sei Io volevo dirti che sì, insomma, mi sei

E allora cosa decidiamo per stasera? Il telefono che andiamo

tutta la serata al night dopo 6 ore di auto. Vuoto, cazzarola.

Vuol dire che non fumi. Sì.

E adesso dove vai? Le vado a fregare a Sandro.

Renzo, Renzo,

Renzo, Renzo.

Ma dove sei? Che c'è?

Ti ho chiamato, non hai sentito niente quando?

Adesso, un minuto fa. Mi hai sentita, sì o no?

No. Che volevi? Io Io nulla.

Ma come? Vieni fin qui per dirmi che mi hai chiamato e che non volevi nulla?

Hai capito il seaiolo?

Ah, appiccicate col nastro.

Allora, gli telefono che andiamo. Ma sì, va, tanto per farti passare una

serata differente. Seò sempre a star qui, sempre a star qui, va a finire che

mi dimenticema.

Perché non chiedi a Sandrino di venire con noi? Mi sembra brutto non invitarlo.

Ma tu credi che con noi si diverta? Guarda che non è mica più un bambino.

Grazie fratello.

Ci riprovo ancora una volta a piegarlo. Niente, è la fine del mondo.

dopo disch. Dunque, all'età di quella da cinquenni fa l'esperimento, no? E prova

a piegarlo con tutte e due le veni, no? E non ci riesce. Allora scrive sul

diario: "Ho provato a piegarlo con entrambi le meni, non ci sono riuscito.

Ripare esperimento. Sembro con due mi." No, e stavolta ci riesce. Allora scriv

di cosa parli Gino? Scusa, non capisco. Amore, non mi rompere il filo, senò non

collego. Fai 50 anni, rifesimenti e ci riesce.

Allora scrive sul diario. Scusi, lei non ride mai, sembra incazzeto. Io non lo

so. Eh, tu quì ci sono riuscito. Allora

scrive finalmente questa volta col tuo ci sono riuscito.

Ma non vedo che c'è da ridere. Come non è finita, amore. V adesso.

Ma scusa G, che cos'è che si piegava? Senti, ingenuità. Beh, è una sand mia

moglie, non afferrai sottosenzolo. Si piegava. Sì, mica posso dire pene al

pene e c'è un ragazzo qua. L'uccello, contessa l'uccello.

Precociole il ragazzo. Beh,

ah, ho capito. Ma che gli è successo a quel matto? Ma

gli ha dato di volta il cervello. Ora mi sente.

Lascia stare. L'avete trattato come un bambino si è offeso e c'è anche ragione.

Scusate.

Proviziano troppo. Eh beh, sono ragazzi della nuvel vagù.

Ora ne racconto una io. Raccogli, raccogli. Dunque, c'era un dottore,

mi fa pisciare addosso i dottori a me, gli urologi

Frida,

t voluto bene,

ma doppi tanto bene. Ma che ti hai preso?

È un tavolo di cretini e il Kight è un posto da cretini

integrali. Ecco, d'accordo. Ma non era il caso di

comportarsi così? A me quelle cavolate non mi fanno più

ridere dalla terza elementare. Figurati adesso.

E va bene. Ma non ti sembra di aver un po' esagerato?

Sarà stato anche il whisky. Ne ha bevuto un po' troppo. Eh,

il whisky è una cavolata.

Lacrimare

agarrai a così.

Fai tutto il pene che dai tutto il pene che dai.

Lo sai che balli bene?

Sandro, dalla tua camera non si sente nulla.

L'ho controllato io oggi. Scatai

me lacrim.

Come hai fatto a sentirci? Hai messo l'orecchio vicino alla parete.

Promettimi che non lo fai più, Sandrino.

Basta, ora sono un po' stanca. Torniamo al tavolo.

Ma te dico io il modo? L'uccello. Contesta l'uccello.

Posso gridare? Renzo davanti a due signore

con la bocca ancora sporca di latte. Io lo sapevo, te l'avevo detto io.

Questo con i grandi si rompe e rompe pure a noi. Ma tu no. Non è più un

bambino. Non è più un bambino. Eccolo là l'uomo.

E non starmi addosso che non riesco a guidare.

Ma vado addosso a lui. E chi se ne frega. Vagli addosso.

Schiaccialo, rompilo che se lo merita.

Porco Giuda, porco Giuda, porco Giuda

E da dove sbuchi? Ho fatto un giretto.

Eh, un giretto? Avevo caldo e non riuscivo a dormire.

Sei stato con la signora Rocca? Di allora è fatta.

Ma lasciami perdere ancora. No, ma che aspetti? Il servizio

militare? Oh, alle 3:00 di notte non vorrai mica dire che sei andato a fare

la serenata. Ah, speriamo in Dio. Poi se hai bisogno

di mie io ti posso sempre dare una mano, ma non adesso, eh? Sono distrutto.

Chissà perché, quando è dopo mi viene una gran sete.

Cicina, ma che c'hai? Nulla.

Ma non essere così triste, mica parto per la guerra, eh. Dai, dai, stai su.

La prossima settimana prendo le ferie, così stiamo insieme.

Ti voglio bene. Cosa hai detto?

Niente. Ciao.

Mi insegni a nuotare? No.

Vuoi andare a fare un giretto in pattino? No,

andiamo. Andiamo dove?

Ma non so a fare due passi. Noi due.

Ma non mi prendi mica in giro? No, no, dico sul serio, con te ci sto

bene, allora. D'accordo.

Guarda che bella.

Vbè, anzi più profond. Ma pure quella mia vita. No, non guard

e voilà.

Voilà. Stronzolo. Tu devi farti correre me. Io ti spezzo le mosse del capocollo.

Sraziet di Beg. No, non la mia mamma.

No, aiuto. Ti faccio vedere io che è il conte

Zegaria. Le frattie vi meg per lo stronzolo.

Ah aiuto. Per l'inghiappettate come ti mossi con le pelle se ce ricchio di

merda le mio. Ah non c' ho fatto nulla io. Pietà

pietà. Non c'è pietà per l'incaffettator di

condest. Ah, io non so come, ma lui è venuto a sapere che la moglie si era

appassionata troppo di culturismo. Culturismo, turismo da

con te solo non la fanno uscire. Come mai?

Al cinema no, dicono che si fa tardi, capito? Permettono alla ragazzina di

fare le cosacce, ma non dopo le 11. Insomma, vuoi che ti regga il moccolo?

No, ma solo fino all'ingresso del cinema. Ma

poi te ne puoi pure andare a casa se vuoi.

Ah, grazie tante. Ho capito.

E va bene. Sì, ti farò questo favore.

Se poi incontrate qualcuno, che figura ci faccio io con i tuoi? Mi dispiace,

per giunta l'ho già visto. Dai, non importa. Vieni con noi che ci

fai piacere.

Tre gallerie. Saccomodi in camina. E non potrebbe

andare solo lui. No, tocca a lei a entrare in cabina. Lei

è in gioco. No, prego. Prima lei. Lei è più alto,

poi è americano. Prego, prego, grazie.

Io mi vado a prendere un caffè. Ma no, lei me la paradina. Altro che

caffè. Entri, entri, entri. Ma un'idea.

Il duca scherza. Era era unide.

Allora, vedetevi le cuffie. Sono due, una per ciascuno. C'è il microfono per

rispondere e parlate forte perché devo sentire bene la risposta. Eh,

adesso però me la paghi.

della scuderia americana che ha dato il maggior numero di campioni nelle corse

disputate a Chicago nel 19. เฮ

Colonnè comandi

la signora sopportata a pisciare lugene. Ma dove sei?

Son cateraz con ah

la signora va che quando esce devo andare a cattesta il per vinc.

Io voglio vedere in faccia la gente quando parlo. Eh, tu sciogli le trecce

che facciamo come Giulietta e Romeo. Ma non ci arriva.

Eh, lo so. Nerotolo, fai un piccolo sforzetto, così ti guardo anche le

gambe. Ma non ci arriva con un nè.

Eh, lo so. Sacra briscola,

questo è un avvertimento del cielo.

Giuro che quel cane non gli faccio più niente.

Ma come? Non sai se puoi venire? Aspetta un attimo. Che mi hai fatto fel

Renzo. Ascolta, io sono stufa, stufa, stufa di stare qui insieme a due vecchie

e un ragazzino. Non ce la faccio più, mi annoio. Ecco,

Renzo, cerca di capire. No, vengo io domani. Ma che mi importa

del caldo?

Sì, sì, d'accordo. Evviva! Sì, sì. Ciao.

Come faccio? Come faccio? Come faccio?

Perché mi sembra di sentire un rumorino sulla sinistra. Non capisco che cos'è.

Non c'è niente. Non per essere volgare, ma per mantenere

una macchina ci vogliono un sacco di soldi.

Vuoi salire a prendere qualcosa? Ma mi sa che non hai voglia. Sei un pochino

triste stasera. No, è che mi sento un peso qui. Forse ho

mangiato troppe melanzana alla parmigiana.

Senti, mi devi scusare. È inutile che tu ti affanni a scusarti,

Renzino. In fondo a me fa piacere vedere un uomo felice, innamorato. Si vede che

ti ho consigliato bene. No. Sì. No, non è per questo.

Non sono passati neanche 5 mesi da quando ci siamo sposati. Io proprio

Vuol dire che aspetteremo altri 5 mesi. Grazie, sei molto comprensiva.

Grazie a te per la cena. E per quello che mi hai fatto scoprire.

Perché? Che hai scoperto? Niente, non importa. Ciao.

Ciao.

Buongiorno signore. Buongiorno.

La signora e il colonnello dormono ancora?

Non so in chiesa ringraziare signore per via che non ha spaccato la coccia

colunnel.

E Sandro, èi già sveglio? No, è ancora sceso.

Io vado a fare la spesa. Se ci serve qualcosa.

No, grazie.

Che vuoi? Possibile che non bussi quando entri

nelle stanze della gente? E perché tu bussi quando entri nelle

stanze della gente? Che stavi leggendo? Cavoli miei.

Bel titolo. Cos'è un manuale di orticoltura? M

fai vedere. Ferma, ridammelo.

E lascia. E dammelo.

Lascia. Fammi vedere.

Alla superiore mi pregò di sdraiarmi accanto a lei per scaldarla. La trovai

nuda, povera bambina", ripeteva stringendomi.

"Eh, è di un amico mio, l'ha preso dalla biblioteca del padre". Senza

accorgermene mi trovai distesa su di lei. Le sue gambe erano incrociate sulle

mie reni. Sentivo Sentivo un calore tiepido e penetrante

diffondersi per ogni dove.

La mano della superiora mi accarezzava lentamente.

Il suo corpo si agitava dolcemente sotto il mio

mio docilmente l'assecondava.

Che porcate! Ma quali porcate? È un classico

francese. Un classico? Eh,

ridammelo. A tuo padre lo do, così saprà che razza

di libri leggi. Ah, sì, eh.

E gli dice anche in che modo l'hai preso.

Sandro, ridammi il libro.

Basta, bisogna smetterla. Lo capisci? Sì che è una cosa assurda.

Il libro è colpa mia. Ti ho lasciato scherzare

troppo. Il libro.

Ma non mi stai neppure a sentire. Cosa sei venuta a fare in camera mia?

Non l'hai capito a dirti quello che ti ho appena detto?

Eh, sè visto. Non si può nemmeno parlare con te. Sei

proprio un bambino stupido. Non sono né bambino né stupido.

E va bene, scusami. Tieni il libro, esci adesso.

Tu mi hai baciato come una sorella.

Ti sei fatta toccare come una sorella, vero?

Speravo che tu capissi, non volevo.

Sandrino, per piacere, lo dico per te. Poi tu stai male, mi dispiace.

Ti dispiace, bugiarda? Bugiarda, sei proprio una [ __ ] Aveva ragione

Renzo. Guarda che chiamo tuo padre

e chiamalo. Sono tutti usciti.

Renzo,

adesso vedrai. Me ne strafotto.

C'è nessuno. Laura,

sta arrivando.

Scazza. Tocca caricarmi tutto da me.

Lasciami stare, lasciami.

Deserto cazzarola.

Bella accoglienza dopo 6 ore di viaggio. Laura,

bastacco.

Porco cosciente, ma conto di che cosa succede? Ci trova.

Porco Dio!

Laura, ma insomma, Laura,

chiama, chiama, vieni a vedere quella [ __ ] di tua moglie che sta facendo

con me.

Laura, ma non te ne importa proprio niente di

Renzo? Me lo saluti Renzo.

Mamma!

Non c'è nessuno. No.

Laura sta arrivando.

Vai in camera tua. Ilon Laura,

non gli dico niente.

Non c'è. Vai. Laura,

se ti fai toccare ancora ancora una sola volta da quello, io m'ammazzo.

Non dire sciocchezze.

Io non capisco.

Laura, sei lì? Frenzo, sei arrivato?

No, non sono arrivato. Sono ancora in viaggio. Chissà. Eh,

tesoro, scusami, col rumore dell'acqua non t'avevo sentito.

Ah, finalmente! Sono stanco morto. Mi sono svegliato

all'alba per essere qui a quest'ora. Renzo, perché non ce ne andiamo via?

Partiamo subito. Ma che scherzi? Finalmente posso stare

due settimane piene con te e tu mi vuoi rinfilare in auto per andare a finire

poi dove. Eh, qui siamo serviti, riveriti. Non spendiamo una lira. E che

vuoi di più?

Ma che c'hai? Qualcosa non va. Che è successo? Babbo e mamma non ti trattano

bene? Niente, niente. Era per stare un po' noi

due soli. E per stare soli c'abbiamo tutto

l'inverno, tutta la vita.

Ah, sono stanco, morto, c'ho voglia di farmi un bagno.

E questo cos'è? Alfred de Musette de Gamiani

è un classico francese. Ti vado a prendere le valigie.

No, no, faccio io.

Ma che c'hai ora? Il ciclo settimanale. Uffa, per una volta che non mi va. Va

bene, non va bene manco per niente. Ieri sera

pareva una tragedia se non venivo. Mi annoio, sono triste, vieni presto, mi

stufo. Cicina è triste. Beh, ora non è più

triste. Parla piano, villano.

Villano, a me. Io sgobo tutta la settimana senza una distrazione, senza

sgarrare nemmeno di tanto così. E sì che di tentazioni ci dovrei avere

laureo. Un santo. Sant'Antonio.

Dammela. Lasciami, lasciam.

Piace,

Yeah.

apposta

che mi piace.

Via,

Lo so che Arrivo.

Che c'è? Niente, un colpo di vento.

Senti, cos'erano quelle cose carine che dicevi prima? Sembrava che parlassi a un

altro. Eh,

non so niente. E rifallo un po', dai, amore mio. Amore,

amore, rifallo un po'. Ma dai, tu non ci credi?

E io invece lo farò. Così impari e il rimorso della mia morte ti resterà per

tutta la vita.

Sì, piangi, piangi adesso che ormai è troppo tardi.

Aggraffati disperata alle mie spoglie mortali.

Mortacci.

Chiama. Ma che chiami? Sei pentita? Sconvolta.

Sono morto, non c'è più un cazzo da fare.

Beh, io quasi quasi mi impicco.

Non l'ha neanche toccato. Oh mio Dio, o che gli sarà successo al

milico. Non l'avranno mica rapito, eh. Capirai.

Rapivano il figlio dellagacan. Eh, io lo sapevo che quella [ __ ]

un giorno l'altro avrebbe fatto sta fine. Sarà scappato col bagnino. Ma io

lo stronco lo disconosco. Ostia, che succede?

Oh, Laura stanotte non è tornata. Il mio bambino avvertite la polizia. No,

sei spietato. Eh, da buon costume per quel finocchio. Da

buon costume. Altro che polizia. Enzo, fai qualcosa, per favore. Fai qualcosa

lasciatevi prendere dagli isterismi. Io lo so dov'è andato a finire quello.

Anche l'altra volta che sono stato qui te l'avevo detto. No, l'ho beccato che

stava rientrando alle 3:00 di notte. Il mio bimbetto alle 3:00 di notte? Oh,

santo! Madonna! San Giuseppe,

un bestemmiare tu. Oh, che faceva in giro a quell'ora? Il mio

bimbetto. Mamma, il tuo bimbetto è cresciuto, lo

vuoi capire, sì o no? Ma ti decidi a chiamare la polizia o lo

devo fare io? Ma siete tutti matti con questa polizia?

Quel povero uomo se Ma dove vai? Dove vai? Ma possibile che tu non capisca

niente? Buongiorno, signore.

Un povero uomo. Il bagnino. Quale povero uomo?

Tu parli come una sibilla, figliolo. Non mi far morire. Di che uomo tu parli?

Ma il marito? No, il marito. Ma il marito di chi? Ostia.

Il marito della donna con cui Sandro sta adesso.

Una una donna. Una vera donna con le tette. Ma sai quello che dici? E

Sandrino sta con una di queste. Ma papà staando i numeri.

Oh signore, ti ringrazio.

E adesso non piangere. Mi hai dato la più bella consolazione

della mia vita. Eh

Lino, Lino ha visto Sandro e a quest'ora sta

No, non ha dormito a casa. Forse gli è successo qualcosa di brutto.

Prego, mi aiuti? Mi dia la chiave della cabina.

Voglio vedere se ha lasciato il costume dentro.

Chiave maledetta. Dopo andiamo a cercarlo. Forse qualcuno dei suoi amici

l'ha visto. E amiche o amici, per me sta spiaggia è

un casino.

Sandro,

piccola carogna.

Che paura che mi hai fatto prendere. Ah! Oh! Bambino mio!

Dupido!

Ah! Ah! Non lo farei mai più. Non ci pensi agli

altri tu, eh?

Giuramelo, giurami che non mi fai prendere più una

paura così. Giuramelo.

Sandrino, mi spar. Sandrino, mi slci. Sandrino, che ci si vedono. E dillo

Sandrino, Michel, dillo che ti piace. Troelo.

Sì, sì, sono la [ __ ] Sì, mi piace farmi [ __ ] Oh, come piace. Brava.

Camera tua. Quello che

non gli dico niente. Salmerino. Caro Renzo,

sei geloso. Ho tradito la tua fiducia.

Porco cheare ancora ancora una sola volta. Che cosa succede questo tipo?

Lasciami stare, lasciami. Proio niente dio.

Hai visto mia moglie? Sì, là in cabina.

Ma si mette il costume lei invece di Cosè stamattina? Un consiglio di

famiglia. Laura,

stai tranquilla, Sandro. Sta copulando

Laura. Renzo. Sì, sono qui.

E non rispondevi. Ma che c'è? Non stai bene?

Mi sono sentita svenire. Adesso è passato.

Hai bisogno di aiuto? Siamo qui. Mamma, babbo, io.

Apri, carina. E chi si perde tempo. E apri. No,

è tutto spiegato, cara. Non sta col bagnino, sta con una donna.

Sono tutta in disordine, mi metto un attimo a posto ed esco subito.

Sei sicura di star bene adesso, Lauretta? Sì, sto bene. Andate pure, vi

raggiungo fra un minuto. Lo vedi la sta benone. Pensiamo al mio

bambino. Piuttosto non si brutta male. Ma che male? Bene, bene.

Ora bisogna uscire e dirglielo. Perché?

Come? Perché? Non vorrei mica volare, sparire come

nelle favole. Più o meno. È di là che sono entrato

stanotte. Mica avevo la chiave. E di là esco. Giusto,

giusto. Mi fai dare una boccata?

Non non ci saranno state complicazioni. Sarà un esperto, spero. Eh,

pare proprio di sì da quello che mi ha detto quel piglianculo.

Attento alle parole, figliolo. E guarda, guarda.

Tutta sconvolta. E magari quello stronzo ha passato tutto

il tempo con una [ __ ] Per favore, Renzo.

Ma io che ho fatto?

Ti senti meglio, cara? Odio mono, il mio bambino. Ah!

Sandro! Sandro! Dove tu sei stato tutta la notte?

E che è stato via solo una notte? Pensa a te se tornava dall'America sto qua.

Ma dove sei stato? Tutta la notte m'ha fatto stare in pena. Alla tua mamma non

ci pensi proprio. Tu sei un disgraziato. Ecco,

quando si va per fatte si avverte tutta la famiglia buttaniere della Malora.

Eh, cosa vuoi che sia? Una sventola dopo 30 anni di matrimonio e per sbaglio

anche ci sono degli uomini che bastonano le mogli tutte le sere. Per Bacco.

Andiamo.

Dico, ma l'hai visto? Non è successo niente.

Hai fatto tutto sto casino almeno tra sei?

Sì. E hai fatto come t' ho detto io?

Sì. Oh, santi del paradiso. Tutti i salmi

finiscono in gloria. Hai visto? Avevo ragione qua tutti. Ciao a fora che mi

vuoi paro. Qui bisogna festeggiare, solennizzare.

In fondo è come una specie di nascita, di matrimonio.

Vieni. E poi non dire che tuo fratello non ti pensa.

Sandrino, le vorrei ancora un pochino di bene alla tua mamma, vero?

Gioco con le bambole vive ora lui. Dai, dai, apri, apri. Portas sigarette

d'oro. Così diamo all'annuncio ufficiale che mio fratello ha cominciato a fumare

e non ne parliamo più. È diventato un uomo. Cribio.

Apri, apri. C'è la dedica dentro e legge ad alta voce. Leggi

e leggi eh a Sandro dal fratello Renzo nel giorno

fatidico in cui è diventato uomo. Oh!

Alla salute l'ex verginello.

Che vergogna! Che vergogna! Gesù mio. Laura,

fa un brindisi anche tu per il nuovo maschio di casa.

Ah, un momento. Ci siamo scordati la persona più importante.

Sì, il grande assente.

Eh, finalmente ridi anche tu. E che sarà mai un cornuto in più a questo mondo? Io

cosa pagherei per vederlo in faccia almeno per 2 minuti? Prendiamo anche

lui. Vieni qua, Sandro. Che il peso delle corna gli sia lieve,

come dice l'ariosto nell'Orlando furioso.

Salute

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