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- Ciao ! - Ciao, Karina !
- Ciao, Cinzia. - Karina, buongiorno !
Karina !
Sei appena in tempo oggi.
Sì, scusa, sono stanchissima. Le prove sono sfiancanti.
- Finisco il caffè e mi metto a lavorare. - Sbrigati.
L'orditoio non aspetta.
- Ciao, Karina ! - Ciao !
Okay.
Papà ? Papà ?
Stiamo arrivando a Firenze, si cambia treno.
- "A Firenze" ? - Sì. - Dammi lo zaino.
Perché non sono venuti a prenderci ?
Tu hai avvisato nonna che hai sbagliato data e siamo in anticipo ?
Certo, le ho scritto stamattina un messaggio.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Ma non l'ho inviato. Scusa, ti giuro che... - Dammelo.
Ciao, nonna, siamo arrivati.
Quando senti il messaggio, chiama. Papà non ti ha avvisata.
- Eccoli ! - Ale ! - Eccola ! Allora ?
- Ale ! Come stai ? - Domenico ! Tutto bene.
- Tu che ci fai qui ? (in toscano) Che ci faccio ?
E' un segreto. Non te lo posso dire, sennò la nonna si arrabbia.
Dài, no, diccelo, diccelo !
Vabbè, visto che state qui, ormai ve lo dico.
Allora...
Vi si stava organizzando una festa a sorpresa.
- Come ? Grazie, ma non... - Siccome la tua nonna ha tante cose da fare
io mi sono portato avanti.
Eccomi !
- Oddio, non ci posso credere ! - Nonna ! - Siete già arrivati !
- Resteremo per sempre. - E io sono la nonna più felice del mondo.
- Mamma ? - Mmm ? - Che ne è della mia camera ?
["INSANE" DI MICHELE BRAVI]
Ah...
[LA MUSICA SI INTERROMPE]
[RESPIRO AFFANNOSO]
- Tutto bene ? - Sì.
Due minuti e mi passa. Ho l'acufene.
Lavori ancora in fabbrica ? Non puoi smettere ?
Se vinciamo, andiamo a Grenoble agli Europei.
Lo so, ma gareggiare è costoso.
Io non ho tutti quei soldi. La mia mamma anche meno.
Lei fa già tanti sacrifici e di più non posso chiederle.
Tranquilla, ce la faccio. Non mi ferma niente.
Che dice ?
Eh, Karina è speciale.
Ha un fuoco dentro e una determinazione...
Sì, la danza è tutta la sua vita. Sono sicura che ce la farà.
- Eccoci ! - Zia Lucrezia ! - Dov'è la mia nipotina preferita ?
- Ah ! Come stai ? - Bene.
- Ehi ! Ciao. - Ciao.
- Mangiamo ora, vai. - Principessa...
- Grazie. - Aspetto. - Buon appetito. - Buon "appe".
Eccoci qui, così.
- Grazie che ci ospiti. - No.
Ma domani cerco un residence, non vogliamo essere...
No, no, no. E' l'occasione per stare insieme con te e la bimba
e te ne vuoi andare ? Tu resti. - Vabbè. - Eh ?
Andiamo, vai.
Da questa parte.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Eccoci.
Sì, si sono sistemati, tutto bene.
Lo so che era l'occasione giusta, ma mi è mancato il coraggio.
E' il mio primo giorno e sono in ritardo !
- Sì. - Puoi prendere la mia vecchia bici.
- Grazie, Ale. - Mmm. - Ti passo a prendere.
- Grazie, arrivederci. - A lei, arrivederci.
- Lei deve essere Mariotti. - Sì !
Le dico a nome di tutti, che poi soprattutto sarei io
che siamo onorati e orgogliosi di averla qui
perché lei per noi è una leggenda.
- Grazie. - Ta-da !
Caffeino ?
- E' permesso ? - Mariotti, sei già entrato.
C'è stato un incidente molto grave in un cotonificio.
C'è anche una vittima.
Buongiorno.
Sono Domenico Dodaro, ispettore del lavoro.
Mina Micheli, medico legale.
- Brigadiere Mariotti. - Che mi può dire, dottoressa ?
La vittima è un'operaia, una ragazza di 19 anni.
E' finita nell'orditoio.
Venga con me, le mostro.
E' rimasta impigliata sistemando un filo ed è stata stritolata.
Non sono riusciti a fermare il macchinario.
Quando sono arrivati i soccorsi, era già morta.
La Pm mi ha autorizzata alla rimozione del corpo.
Buongiorno.
Ci sono testimoni ?
Sì, tutto il reparto.
Sono Domenico Dodaro, ispettore del lavoro.
Marcello Viti, direttore tecnico.
Il sistema di sicurezza non ha funzionato, ma l'abbiamo installato
due anni fa, tecnologicamente avanzato.
- Verso che ora è successo ? - Verso le 9,55, giusto ?
- Sì, oggi era in orario. - "Oggi" ?
[SQUILLI DI CELLULARE] E' il titolare, posso...
Sì, può andare, però resti a disposizione.
- Pronto ? - Grazie, dottoressa.
[VOCI NON UDIBILI]
Mi scusi, ma non gli chiede nient'altro ?
Per scoprire la verità bisogna fare le domande giuste
e per sapere che cosa chiedere bisogna capire i fondamentali.
Mariotti, vieni con me.
[VOCIARE INDISTINTO] Salve.
Io sono l'ispettore del lavoro.
Karina era una brava ragazza.
Mi scusi se glielo chiedo, ma tardava spesso ?
- Solo quando aveva le prove. - Quali prove ?
Sono Amanda Carletti, caporeparto. La responsabilità è solo mia.
Karina era una grande lavoratrice.
Aveva 19 anni. Non sono riuscita a fermare la macchina.
Andava troppo forte.
Non sono riuscita a fermarla.
Non si preoccupi, avremo modo di parlarne.
Andiamo, Mariotti.
Hai fatto quello che potevi fare.
Parliamo dell'età delle stelle.
Quanti anni hanno le stelle ?
[CAMPANELLA] Oh !
C'è il campo da calcio, io vado a giocare !
Passa !
A me, a me !
(in toscano) Non puoi giocare con noi. - Perché ?
- Siete troppo scarsi ? - Sei una femmina !
Non mi fanno giocare, solo perché sono una femmina ! Ti pare giusto ?
Ispettore, che cosa ne pensa ?
Ancora non ne sappiamo abbastanza.
Chi è la Pm con cui collaboriamo ?
Una tosta, una in gamba. Raffaella Pacini.
No...
- Non ci credo. Raffaella ? - La conosce ?
Non ci credo. Certo che la conosco !
Eravamo molto amici, compagni di classe.
- Ah ! - Raffaella... - Era la belloccia della scuola, eh ?
No.
La bella era... Eleonora.
Eleonora Lagonegro.
Dodaro !
Che ci fai qui ? Non eri a Reggio Calabria a fare la leggenda
degli ispettori del lavoro ? - Raffaella !
- Ti trovo... benissimo. - Sai che io a te per niente ?
- Grazie. - Che ti è successo ?
E' un periodo un po' complicato.
Ah, hai una moglie ! Dov'è, a Reggio Calabria ?
E' a casa.
Basta convenevoli, abbiamo una brutta faccenda da risolvere.
- Al lavoro. - Perfetto.
[CAMPANELLA]
[VOCIARE INDISTINTO]
Buongiorno !
- Com'è andata ? - Voglio tornare a casa.
Sono venuto apposta, adesso andiamo.
- No, a Reggio. - "A Reggio" ?
Okay, passiamo da casa, facciamo le valigie e intanto mi racconti.
Eh ? Peccato, ti avevo preparato la focaccia lucchese
che è molto buona.
Giù a Reggio mica c'è.
A Reggio c'è la squadra mista della mia scuola, under 12.
Io gioco da mediana, ma anche come centravanti spacco.
Qui sono degli imbecilli.
Ah.
Allora facciamo una cosa, vieni con me.
Eh !
Ohi ! Brava !
Sei brava !
-Papà non vuole che mi metti i video sui social. -No, è per un'amica.
Lei allena la squadra femminile under 12 qui a Lucca.
- C'è una squadra femminile pure qui ? - Certo che c'è.
Prima le ho scritto.
Dice che quest'anno il campionato under 12 provinciale è misto.
Cioè si gioca contro la squadra della mia scuola ?
Sì, se si qualificano.
Allora ? Che ne dici ?
Questo mettiamolo lì.
Allarga, tutto a destra.
"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro."
- "Il nostro compito è di renderlo sicuro." - Allora...
Abbiamo detto che la cosa più importante sono le...
"Domande".
Ma per scoprire la verità queste domande bisogna farle...
- Spesso ? - Giuste.
- "Giuste". - Per sapere che cosa chiedere bisogna studiarsi...
- I "fatti". - Esatto.
"Fatti".
"Domande".
Il latinetto dei giuristi dice che dai fatti nasce il diritto.
"Ex facto oritur ius".
Io invece dico che dai fatti nascono le domande.
"Ex facto oritur quaestio".
- Ispettore, io ho fatto l'alberghiero. - Ah, bene.
- Hanno avuto ispezioni ? - Non negli ultimi due anni.
- E prima ? - Prima lo sa solo Vincenzina.
"Vincenzina" ?
Buongiorno.
Mariotti, perché non si gira a guardarci ?
Perché ci sente poco.
Però ha una memoria prodigiosa. Le mostro.
(urlando) Vincenzina !
Ispettore, che emozione !
(urlando) Buongiorno !
Buongiorno !
- Come assomiglia al suo babbo ! Me lo ricordo benissimo. - Grazie !
Vincenzina, io avrei bisogno di sapere
se abbiamo qualcosa in archivio sul Cotonificio Giannini !
Di Giannini Adalberto e figli ?
E' stato attenzionato tre volte.
Nel febbraio 1997, nel marzo 2002 e nel dicembre 2015.
E' stato anche multato.
- Le prendo la cartella ? - Grazie !
Comunque, da vicino ci sente.
- E' da lontano che non... - Quarto scaffale...
Quarto faldone... da destra.
- Eccolo qui. - Grazie.
Allora, vediamo.
"Carico"... [NOTIFICA DAL CELLULARE]
E' la Pm, devo andare.
- Mariotti, ti lascio con la dottoressa Bianchi. - Oh, no.
- Mi chiami Vincenzina. - Okay.
Per cortesia, mi può tirare fuori tutto sul Cotonificio Giannini ?
- Non si preoccupi. Se c'è, noi lo troviamo. - Grazie.
Ecco. [NOTIFICA DAL CELLULARE]
Chi è ora ?
[SOSPIRO DI ALESSANDRO]
E' la mia amica allenatrice !
Dice che tra un po' farà le selezioni per la squadra.
Stasera ne parliamo con il tuo babbo e vediamo se è d'accordo.
Senti, Ale, ammettiamolo.
Mio padre è un disastro. Io direi di bypassarlo.
Non ti permettere nemmeno di dire queste cose, va bene ?
Non è venuto neanche a prendermi a scuola ! Gli ho pure scritto !
Dài, di' la verità, se ne è dimenticato.
No, non se ne è dimenticato. Oggi è successa una tragedia vera.
Tuo padre lavora affinché questi incidenti sul lavoro
come quello che è successo al nonno e a me, non succedano.
Eravate insieme, vero ?
Tu e il nonno, dico.
Sì, eravamo insieme in cantiere.
Io mi sono salvato e lui no.
Tesoro mio, il lavoro è un diritto e deve essere sicuro.
Il tuo babbo bada a questo.
Adesso andiamo, perché ho un paziente. Eh ?
- Salve. - Salve. - Sono Dodaro, l'ispettore del lavoro.
- Ha un tesserino, per piacere ? - Sì, lo trovo...
Vincenzo, è per me, grazie.
- Raffa ! Grazie. - Buongiorno.
No, ce l'ho la patente. E' che l'ho presa un po' in ritardo.
Guido, però preferisco stare in forma, quindi...
Ho scoperto una cosa, Karina ogni tanto arrivava in ritardo
perché la sera... - Aveva gli allenamenti di danza.
- Ti do un passaggio, facciamo prima. - Sì.
Mi dispiace tanto.
- Si faccia forza. - Grazie.
E' una perdita per tutti.
- Grazie. - Aveva un talento straordinario... e passione.
- Un'alchimia che non è facile da trovare. - Già.
La sera a volte faceva molto tardi, ma non le importava
anche se si doveva alzare presto.
I soldi le servivano per le trasferte e le gare
perché sua madre da sola non ce la faceva.
- Karina aveva una determinazione... - Ha mai saltato un allenamento ?
Mai, ci teneva troppo. Non voleva deludere la madre.
Era così fiera di sua figlia...
Ha iniziato a ballare ancora prima di parlare.
Questa è la sua prima medaglia.
[PARLA IN RUSSO]
Signora, mi rendo conto che non è il momento più opportuno
ma sapevamo che Karina era addetta all'orditoio
che richiede molta attenzione.
Gli allenamenti erano di sera
e sua figlia non ha mai mancato un allenamento. - Sì.
La danza era... la sua grande passione.
Era disposta a lavorare in fabbrica per pagarsi le lezioni
e seguire il suo sogno.
Non si risparmiava mai !
Volete dare la colpa a mia figlia ?
- No, signora... - Non abbiamo detto questo.
Karina era tutta la mia vita. Era speciale, unica.
Se non avesse dovuto lavorare, adesso sarebbe viva.
Ho solo due grandi desideri.
Che sia fatta giustizia per Karina
e che non ci siano più morti sul lavoro.
[CAMPANELLA] Forza !
- Guarda, c'è papà ! - Piano ! - Vieni, c'è papà !
Amore ! E tu ?
Sono Ami. Sarebbe "Amilcare", ma è un nome orrendo.
Capisco. Buongiorno, Ami.
- Un bacio a papà. - Muah !
Come è andata a scuola, amore ?
Bene, ma... come ci andiamo a casa ?
Ho un regalo per te.
La nostra limousine è parcheggiata qui.
Signorina, si può accomodare.
Mimì dice che lei fa l'ispettore.
Mai visto nei film un ispettore in bicicletta. Fico !
Io non sono quell'ispettore.
Io sono l'altro ispettore.
Wow !
Andiamo. Oplà !
- Pronti a partire. - Oddio. Okay.
Permesso ? Permesso ?
(Karina poteva essere stanca, certo)
(però c'è la questione del blocco di sicurezza.)
(Perché non è scattato ?)
Certo, certamente.
Anche più volte a settimana.
Ci si sente, cosicché...
Scusi, purtroppo Alessandro deve fare una cosa importante.
Arrivederci e grazie !
Beh ? Che si fa così ?
[VOCI NON UDIBILI]
Ma poi che cosa fai esattamente ?
Faccio il counselor, do una mano a chi è in difficoltà.
Ah, tipo papà ?
Che cosa state tramando voi due ?
Ma chi ti allena ?
Ci pensa Alessandro.
Ma tu hai tempo ?
(sottovoce) Ti prego, ti prego.
Beh, il vantaggio di lavorare da casa
è che uno si organizza un po' come gli pare, no ?
Ho tempo.
- Buongiorno, Dodaro, cercavi me ? - Precisamente.
Ho sentito Rino Pellegrini, della ditta che si occupa
del sistema di sicurezza degli orditoi. - Ah, che dice ?
Che il sistema spegne il macchinario e inserisce il blocco motore.
- Ma ? - Se la velocità di rotazione è alta...
il macchinario non fa in tempo a fermarsi e allungare una mano
per sistemare o districare dei fili è molto pericoloso.
- Sicché ci sono due tipi di sensori. - Ah.
Quelli che rallentano il macchinario all'avvicinamento dell'addetto
e quelli che lo bloccano.
Sono sensori molto sensibili.
Scattano al minimo movimento.
Il macchinario si può rallentare manualmente attraverso dei comandi.
Se c'è un guasto elettrico o un calo di tensione, si blocca tutto.
- Gli orditoi erano stati controllati ? - Sì.
Lui dice che era tutto in ordine ed esclude un malfunzionamento.
Chi fa partire il sistema di sicurezza ?
Si inserisce in automatico quando si accende il macchinario.
L'unica possibilità è che fosse staccato.
- Per staccarlo ci vuole una password. - E chi ce l'ha ?
Il proprietario, il direttore dei lavori e il caporeparto.
Per come la vedo io, ci sono solo due possibilità.
O Pellegrini mente...
o il sistema di sicurezza era staccato.
Io andrei a trovare il proprietario del cotonificio.
Mi accompagni tu o vado in... bici ?
Chi me lo doveva dire a me ?
Anni di Università, duro lavoro, carriera in magistratura
e finisco a fare l'autista di Mimmo Dodaro ?
Se vuoi, si va in bici. Il seggiolino di Mimì è comodissimo.
Zitto e cammina.
- Arrivo. - Dài, su ! Dài !
Prego.
Sono sconvolto, ma andrò in fondo a questa faccenda.
Costi quel che costi. La nostra è un'impresa di famiglia.
L'ha fondata mio padre. Purtroppo non c'è più.
Mi ha insegnato a mettere prima le persone.
Ho investito su macchinari nuovi, personale...
Pellegrini, che ha curato l'impianto
dice che c'era una password per attivare o disattivare
il sistema di sicurezza. - Non so che dirvi.
Io seguo la parte commerciale.
La produzione è nelle mani del direttore tecnico Marcello Viti.
Lui c'è da quando c'era mio padre.
Erano più che imprenditore e sottoposto. Erano amici.
E' possibile che qualcuno abbia hackerato la password
per bloccare il sistema di controllo ? - Forse.
- Ma a che pro ? - Già.
"A che pro ?"
- Grazie del passaggio. - Figurati.
Vado a mettere in ordine le domande, anche se la principale...
- E' quella di Giannini. - Raffaella ?
- Raffaellina ! - Signora Carla ! - Che bella !
- Come sta ? - Quanto tempo ! - Eh !
- Ci voleva lui per farci rincontrare. - La trovo bene.
Beh, vabbè, con tutto il daffare mi tengo in allenamento.
Che fai, vieni a cena una sera ?
Ehm... Volentieri, però scusi, devo andare in Procura.
- Mi aspettano, arrivederci. - Ciao, a presto.
Che bella donna che è diventata ! Io lo dicevo.
Ma tu duro, sempre dietro a quella smorfiosa della Lagonegro.
Un giorno mi dirai come sapevi tutto della mia vita.
Amore, eri un libro aperto per tutti, figuriamoci per me.
- "Un libro aperto" ? - Sì. Ho lasciato un po' di spesa
da Alessandro. - "Un libro aperto"...
La bicicletta ! Si è portata la bicicletta !
- Raffaella ! - Chiamala, no ?
- Di là. - Dove vai ? - Una scorciatoia ! - Vabbè...
[RINTOCCHI DI CAMPANE]
[RUMORE DI PASSI]
Come è andato l'allenamento ?
Bene.
Vedi le domande, vero ?
Sì.
Che vede ?
Ogni volta che segue un caso, lui guarda così fisso nel vuoto
e noi non vediamo nulla
ma lui vede un monte di domande davanti ai suoi occhi.
Ancora non so quali sono quelle giuste.
Spara.
Chi sa come si attiva e disattiva un sistema di sicurezza ?
Chi vorrebbe disattivarlo ?
Perché ?
Hanno problemi di soldi ?
Sembrerebbe di no, dato che si sono ricomprati tutti i macchinari
e si sono fatti anche la piscina.
Che cosa è successo due anni fa da spingerli a investire ?
E' morto il vecchio Giannini.
E il figlio ha ereditato tutto.
Lui sa tutto di tutti.
Il giovane Giannini è proprio una brava persona.
La ditta, però, la fonda il padre
e finché c'è lui, è una realtà piccina
artigianale, con pochi dipendenti.
Poi il babbo muore e la prende in mano il figlio.
Tutti pensano che sarà un disastro
invece tra fiere e pubblicità on-line
ha triplicato il fatturato.
Scusa, ma tu come lo sai ?
Sarebbe un segreto, ma visto che sei tu...
- Ah. - Ma no, la Carletti, la caporeparto, ha il marito
che lavorava all'Ilva, a Taranto.
Lui ha perso il lavoro, è a casa, è depresso
e frequenta il mio gruppo di sostegno.
Con me la gente parla, con te no.
- Beh, guardi o lavori ? - Ti aiuto.
Quarto scaffale...
Eccolo qui.
Ho trovato qualcosa che può darsi le interessi.
- Qui ci sono tutti i casi più vecchi ? - Sì.
Chissà se ci sono anche le carte sul caso di mio padre.
- Deve mancarle molto. - Ero un ragazzino, quando è morto.
Ti resta il desiderio di averlo conosciuto di più.
Magari capire meglio che cosa è successo può aiutare.
Capisco.
- Qui c'è la scheda tecnica dell'orditoio. - Grazie.
Grande Vincenzina ! Mariotti, vieni.
Questo non c'era nei documenti.
Indica la capacità produttiva massima
e quanto ci vuole a fare ripartire le macchine fermatesi per sicurezza.
Dobbiamo capire se la capacità massima produttiva corrisponde
a quanto effettivamente prodotto. - Non ho capito.
Se una macchina con il sistema di sicurezza inserito
produce dieci...
e invece ha prodotto venti...
c'è un problema.
Quando è stata l'ultima fiera a cui ha partecipato il cotonificio ?
Sarà due mesi fa.
"Due mesi fa"...
Ci penso io.
Erano pieni di ordini.
- Ora sappiamo quali sonno le domande. - Ah, sì ?
Le domande sono due.
- Quanto riesce a produrre una macchina in un mese ? - E poi ?
Quanto hanno davvero prodotto ? Sai come lo sappiamo ?
No, come ?
Basta controllare gli ordini evasi...
e fare i conti.
Ora è tutto chiaro. Chiama Raffaella.
Ispettore, ecco il dossier di suo padre.
Grazie, Vincenzina.
Io innanzitutto vorrei fare i complimenti al giovane Giannini.
E' un grande salesman, complimenti.
Ha triplicato gli ordini e ha portato in tre anni l'azienda
dove suo padre non era riuscito in trenta.
Ma tante commesse significano tanto prodotto e non era la prima volta
che il sistema di sicurezza veniva staccato. - Che vuole insinuare ?
Che bisogna fare la domanda giusta e la domanda giusta...
- Viene dai fatti. - Se gli ordini sono triplicati
e la produzione con il sistema di sicurezza inserito si blocca
e per riattivarlo si perde un tempo tale da compromettere
la performance produttiva, gli ordini non riuscite a evaderli.
Non riescono a rientrare dell'investimento fatto
per ampliare l'azienda e a pagare i debiti.
Ma voi gli ordini li avete evasi
quindi avete prodotto tre volte ciò che producevate prima.
Quel macchinario riesce a produrre tre volte ciò che produceva prima...
solo se non si ferma mai.
Già, ma se il sistema di sicurezza è inserito
il macchinario non può non fermarsi mai
quindi la domanda giusta è...
Chi stacca la spina
quando bisogna spingere e produrre di più ?
Sono stato io.
Non era mai successo niente.
Ma Alberto Giannini sapeva.
Alberto per me è come un figlio. Non potevo farlo fallire.
Basta, Marcello, non dire una parola di più.
Ho solo due grandi desideri.
Che sia fatta giustizia per Karina
e che non ci siano più morti sul lavoro.
Almeno abbiamo fatto giustizia.
- Come duo, funzioniamo ancora. - Sì.
Perché non mi hai detto niente di tua moglie ?
Ho preso informazioni, è il mio lavoro.
Mi dispiace.
E' che è veloce, è tutto troppo veloce.
E io sono lento, sono troppo lento.
Sono ancora un uomo sposato...
e senza di lei non so più niente.
Non so più neanche fare il padre.
Almeno prima ci riuscivo.
Credo.
Perché c'era lei.
Non avere paura, sei molto più forte di quello che pensi.
Dài retta a me, che ti conosco.
Ora è tutto confuso, hai tante cose insieme...
ma troverai la domanda giusta.
Ricomponiti, sennò a Mariotti prende un colpo.
(Tv) Ora spostiamoci a Lucca.
Individuati i responsabili della morte di Karina Bogdani
vittima di un incidente nel cotonificio dove lavorava.
Non un errore della ragazza né una disattenzione.
Il sistema di sicurezza dell'orditoio che l'ha uccisa
era stato manomesso dal direttore tecnico...
- Sono io ! (Tv) Per velocizzare...
Papà, guarda ! Parlano di Karina !
Eccomi.
Complimenti ! Appena arrivato, hai già risolto un caso.
Bravo. Guarda !
- Eccomi. (Tv) Riporta l'attenzione sulle morti sul lavoro. - Vieni.
(Tv) Morti che potrebbero essere evitate
e che impongono di intervenire sulla sicurezza
sulla prevenzione e sui controlli a tutela dei lavoratori.
(Tv) Ora continuiamo con la cronaca.
Chi vuole sentire la storia di un concorso di bellezza
che portò alla guerra ?
Papà, sono troppo grande per le favole della buonanotte.
- Non si è mai troppo grandi per l'"Iliade". Mai ! - Che cos'è ?
Perché vedi, tutto iniziò
quando gli dèi non vollero invitare Discordia
al matrimonio e Discordia non la prese benissimo.
Papà...
lo so che ti manca mamma.
Ma bisogna che tu sia felice...
altrimenti lei è triste.
Promesso ?
Promesso.
[# MI HAI LASCIATO CON L'AMORE IN BOCCA]
[# SENZA FARLO APPOSTA.]
[# MA L'AMARO TORNA ED E' LA PRIMA VOLTA.]
[# LA VITA CHE MI TOGLI PASSA DALLE MANI.]
[# MA TU GIA' LO SAI CHE IO NON SARO' MAI]
[# UN PORTO SICURO IN UN MARE CALMO.]
[# MI HAI LASCIATO CON L'AMORE IN BOCCA]
[# SENZA FARLO APPOSTA.]
[# SONO LE ULTIME GOCCE DI PIOGGIA.
[# SCIVOLIAMO SOPRA TETTI, PRIMA DI CADERE A PEZZI.]
[# LASCERO' I VESTITI PER STRADA.]
[# TI SEMBRERA' STRANO SEGUIRE UN FILO DI LANA.]
[# MI HAI LASCIATO CON L'AMORE IN BOCCA]
[# SENZA FARLO APPOSTA.]
[# SONO LE ULTIME GOCCE DI PIOGGIA.
[# SONO LE ULTIME GOCCE DI PIOGGIA. #]
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