All language subtitles for 1987 - I Miei Primi 40 Anni

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Original subtitles

Grazie.

Sono quasi nata nell 'acqua del mare in una villetta di Santa Marinella vicino a

Roma.

Così l 'idea di chiamarmi Marina sembrò a mia madre la cosa più logica e

naturale del mondo.

Certo a giudicare dai miei primi 40 anni si direbbe piuttosto che io sia nata

alle falde di un vulcano.

Sono cresciuta a Roma durante l 'occupazione tedesca.

I miei genitori fecero di tutto per non farmi sentire il peso di quei tristi

anni di guerra.

Della mia infanzia i due ricordi più nitidi sono quello dell 'ingresso a Roma

degli americani e quando nacque Paola, mia sorella.

Nel 1959 ci trasferimmo in Piazza dei Massimi, una piazzetta nel centro di

Mia sorella Paola aveva 15 anni, io ne avevo 18.

In quegli anni la mia vita trascorreva in un 'atmosfera di noia.

A casa non succedeva mai niente.

E io invece sentivo crescere in me una grande voglia di evadere.

Che stai facendo?

Mi sto truccando.

Ma lo sai che la mamma non vuole?

Chi se ne frega se la mamma non vuole?

Negli anni 50 camminare era importantissimo per una donna.

Ci si portava dietro gli sguardi carichi di ammirazione dei ragazzi.

E per me rappresentava la certezza di essere viva.

Marina, ma come ti sei combinata? Quello è il mio vestito e le mie scarpe.

E ti sei messa anche il mio rossetto. Ma mamma, non sono più una ragazzina. Sono

grande ormai.

Torna subito a casa, imbecille.

Non ti sei nemmeno accorta che anche noi berlingieri da oggi siamo motorizzati.

Non può non fare così.

Signori, che sta a fa?

Una gonna.

O almeno ci trovo.

Da grande voglio fare la creatrice di moda.

Ma per adesso è solo un gioco.

Hai mai giocato al cavallo?

A chi?

Al cavallo.

No, che gioco è?

È bello. Tu fai il cavallo e io ti cavarco.

No, sono troppo stanca. Non mi va di portarti sulle spalle.

No, io ti cavarco davanti.

Ecco, adesso muovete. Muovete come un cavallo, eh?

Dai, dai.

Muoviti, muoviti.

Su.

Più forte, dai.

Dai.

E che fai a giocare al cavallo?

Ah, non te lo so spiegare.

Ti senti come scoppiare la testa? È fantastico.

Ma le mie cameriere sono tutte vecchie.

Ma... Se proprio vuoi trovarci anche tu, un giorno vieni a casa mia e io ti

presenterò i miei assunti.

Sì, ci vengo sicuro. Ciao Marina, ciao.

Francesca, coraggio, andiamo.

Non c 'è bisogno di prendere la martina, possiamo andare a piedi.

Dai Paola, sdraiati. No, oggi mi porti anche a me.

Ti ho detto sdraiati.

Potrebbe venire un 'altra macchina e papà se ne accorgerebbe. Così finisci

casini anche tu.

Però non è giusto.

Tu ti diverti e io resto qui come una deficiente a far la guardia al posto.

Andiamo, non vado tanto lontano.

Arrivo solo fino a Piazza Lavona.

poi quando torno ti racconto tutto

fermi,

fermi mi dareste una mano ? se mi aiutate vi porto tutti a fare un giro in

macchina Ma se non mi aiutate mio padre mi ammazza.

Io sono Pietro Caracciolo Villalta.

Io sono Ludovico Caracciolo Villalta.

Massimiliano Caracciolo Villalta. Io sono Federico Caracciolo Villalta. Marco

Caracciolo Villalta.

Io sono Marina Berlingeri.

Immagino che siate parenti. Sì, siamo fratelli. Perché non vi iscrivete a un

campionato di calcio? Mezza squadra è già fatta.

Calma, calma, calmatevi. Ho detto che più di quattro non posso.

E perché?

I fratelli Caracciolo sono cinque, mica un battaglione di fanterie.

Oh, cacchio, ho sentito dire che sono così belli.

Andiamo, ragazze, ci stanno già aspettando.

Io direi di lasciare la scelta ai maschi.

Sì, hai ragione, se no ci mettiamo a litigare.

Marina.

Ma Marchesina Doris.

Tu vienici dietro, Gustavo.

E stai tranquillo, vado in moto con un duca.

Allora sei duca anche tu.

Beh, se devo dire la verità, sì. Ma non è colpa mia.

Sai, i titoli sono come i debiti. Ti cascano addosso nei testamenti.

Sali. Dai.

Pronta?

Guarda, Marina, se hai deciso di passare tutta la domenica con quel muso, è

meglio che scendi subito e torni a Roma.

Magari. Senti, siamo stati tutti innamorati. Basta con quella faccia da

funerale.

Ma perché non mi avete lasciato andare in campagna con Massimiliano?

Tanto per cominciare perché non sa bene che una ragazza della tua età vada sola

da gente che non conosciamo.

Ed in secondo luogo perché non ci piace affatto quel Massimiliano.

Ma si può sapere che ti ha fatto?

Niente. Ma non è il ragazzo giusto per te. Non ha voglia di studiare, non ha

una lira in tasca.

Una famiglia di sciagurati e l 'unica cosa che possiedono sono gli stemmi di

famiglia sulle pentole.

Ma come, questa macchina non gure, eh?

Ah, puoi gure?

E come, no? Non c 'è mancazione, questo.

Mo te faccio vedere io.

A te il dolorno che te perdi il borsa lì.

Ti piace gure? Sì.

Lo sai, mi piace la tua casa, i tuoi fratelli, tua madre.

Sono fanatica di tutta la famiglia.

Da me, invece, non succede mai niente.

Ah, sì?

Deati voi.

Da noi ieri hanno pignorato mezzo salotto. Mio fratello ha sfasciato un

macchina.

65 .000 lire di danni.

Non mi piacciono i vostri guai. E il modo in cui tua madre li risolve.

Può cascare il mondo e lei è sempre lì, calma.

So che il vostro maggiordomo sono tre anni che non prende lo stipendio.

Esatto. Ha capito che per noi è un momento nuovo.

Voglio vivere tutta la vita con te.

Siamo qui.

Voi sentite, mica sono sorda. Tra poco è pronto.

Clarissa, gliel 'avrò detto mille volte che non ho voglia di vederla girare per

casa in quello stato.

Signore, io c 'ho caldo, questa casa è peggio di un forno.

è tutto qua dentro per effetto sei un genio vieni l

'ho

vista

per te Arturo pur di starmi vicino Massimiliano fu costretto a spartire il

con Arturo fidanzato di Claretta di professione ladro

A stanotte.

Artù, certo che putti come una capra. È l 'odore tipico del maschio.

Lo so, non sarà Versailles, ma tutto formato è più che una regia,

le finanze mie di Arturo, no?

Arturo, dai e giù, mi raccomando.

Sta tranquillo, la cosa importante è non addormentarci, sennò domattina saranno

guai.

Eccoli qua dove si nascondono. Io non volevo affittarglielo questo troiaia a

quei due. Ma allora hanno assistito tanto che io alla fine ho ceduto.

Dicevano che gli garbava come Rubicato.

Marina!

Adesso tu torni subito a Roma con me.

E poi facciamo i conti quando arriviamo a casa.

Marina, tu devi essere completamente pazza.

Mi raccomando, tra 40 minuti entri in camera loro e ti metti a strillare.

Guarda che la mamma gatti, che bestiale, ti infilano un tubo in gola che ti

arriva fino in pancia. E beh, che mi importa, tanto sarò fuori conoscenza.

Massimiliano, Massimiliano.

Stai tranquilla, è qui.

Le visite sono terminate, tutti quanti fuori.

Ciao.

Dimpo, ma tu perché ti vuoi ammazzare?

Per stare con lui.

I miei non volevano che ci vedessimo.

È un battiscallo da quello che si vede, ne valeva la pena.

Io invece mi volevo ammazzare.

Perché non ce la facevo più a vivere tutto il giorno con quel torso di

Guarda quanto è brutto.

Eppure cattivo.

Sapessi quanto è cattivo.

Io però ho fatto solo per finta.

Io per davvero.

Soltanto che mi sono sbagliata. Al posto dei miei pillole per dormire, ho preso

le vitamine.

E invece di dormire per sempre, sono svegliata la settimana.

Fu in quell 'occasione che mi resi conto che nella vita per ottenere le cose

importanti bisogna ingannare un po' gli altri.

Non è bello, però funziona.

Beh, sono giovani, sono sani, sono belle.

L 'unica cosa che dovranno conquistare da soli è la felicità.

Bisogna pensare anche alla loro tranquillità economica.

Vedete, chissà, noi siamo molto affezionati al suo Massimiliano, ma

un po' preoccupati.

Perché non ci sembra che ci metta troppa buona volontà nei suoi studi. Ah, ma ha

ragione. Non è uno stupido, sapete. È che non si impegna, è un po' pigro. Ma

vuole sposarsi dovrà prima finire di studiare. Questo è ovvio, sono d

con voi.

Ma vedete, in attesa delle nozze Marina potrebbe trovarsi un lavoro.

In America tutte le ragazze contribuiscono al budget familiare.

Perché Massimiliano è giovane, è bello, è sano.

Ma il suo portafoglio non scoppia certo di salute.

Tu lavorerai?

Certo che lavorerò.

Allora è un ricatto.

Come sarebbe un ricatto?

Sarò costretto a prendere la laurea.

Eh, allora?

Complimenti, dottor Massimiliano Caracciolo. Con questa media non mi

come direttore generale della Fiat.

Comunque, l 'importante è che ce l 'ho fatta e adesso possiamo sposarci.

Sposarci? Quando?

Il 13 maggio, il giorno in cui si sposaranno i miei.

Fantastico.

Beh, allora io me ne vado, eh? No, Massimiliano, non te ne andare adesso.

Ma su, datti da fare.

Perché non cerchi di vendergli qualcosa?

Un bel mobile da un milione.

E con il 10 % che ti becchi ci compriamo la televisione per la casa nuova. Che

ne dici?

Ciao.

Posso essere utile?

Dipende.

Senta, lei la deve smettere. È una settimana che viene tutti i pomeriggi e

compra mai niente.

Sì, è vero, ha ragione.

Ma io in questo negozio non vengo per comprare.

Vengo per vedere lei.

Ora mi fa il piacere di andarsene.

Non mi costringa a chiamare la padrona.

Arrivederci, signore. A domani, Maria.

Posso darle un passaggio?

Guardi signorina che se non sale subito è inutile che le dia un passaggio.

Sarà completamente pradita.

Tra noi non deve succedere nulla, hai capito?

Non possiamo fare una cosa del genere.

Vattene! Dai, scendi!

Ho detto scendi!

Perché l 'avevo fatto?

Amavo Monsimiliano.

Com 'era stato possibile pensare di tradirlo con un vecchio?

Per la prima volta mi ero sentita attratta da una certa forma di vizio, di

intrigo, di sensualità, che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita.

Grazie, Bruno.

Aspettami qui, mangio un boccone e poi... Non si preoccupi, l 'aspetto qui.

Fa vedere.

Pagina sportiva.

Mariosi, di la verità, tu non sei di Roma, eh?

Veramente sono di vicino Roma, sì, sono di palestrina.

Adesso capisco quei guine, none.

Sei burino.

Certo che voi nobili romani siete tutti matti.

Massimiliano, quando sta in mezzo alla gente sembra un orso.

Ma dategli un giornalaio o un barbiere e diventano subito pappe ciccia.

Ti giuro, è incredibile. Sembra che l 'autista sia il suo miglior amico.

Mio padre invece se la fa molto con i portieri.

Lui è curioso come una scimmia. Me l 'immagino.

Ti vedo felice.

Oh, sì, molto.

Solo che Massimiliano non guadagna ancora abbastanza.

E io a stare qui in casa senza fare niente mi sento inutile.

Vorrei tanto trovare un lavoro.

Senti, Doris, perché noi due non ci inventiamo qualcosa?

E io dicevo, signora Duguay, la mia signora col telaio è la fine del mondo.

Sì, è vero, è molto brava.

Vorrei vedere.

Lavoro su sto fregno buffo che saranno perlomeno trent 'anni. A sto punto ci

mancherebbe pure che non fossi diventata brava, signora mia.

Quanto detto che le costa un vestito di maglia ? Un sette ottavi o solo la

vestarella ? Diciamo un sette ottavi.

Con tremila a capo ci sto dentro comoda.

Tremila lire a vestito ? Non sono mica cocò Chanel, signor. Io c 'ho solo sto

telaietto nel tinello, tutto qui.

Beh, le daremo cinquemila lire a vestito se entra in società con noi.

A Bruno.

Che devo fare? Io mi sento in soggezione.

Ma di che?

Invece di continuare a cucire le tue buzzicone, tu come minimo mi diventi una

specie di sorella fontana. Sì, vorrei di... di sorella fontanone.

Brava, Marina.

Sono una vera delizia. Hai un grande talento.

Vuoi dire che ci stai?

Sì.

Finanzierò la vostra avventura nella moda, pur qua.

Grazie mamma, sei meravigliosa.

Potrete usare le stanze al piano terra per atelier. E per quanto riguarda le

vostre future clienti potenziali, ho qui sull 'agenda i numeri di telefono di

tutte le donne più eleganti d 'Europa.

Ah, Marella Agnelli.

Cominciamo da lei.

Se vi compro un vestito avrete il Piemonte e il Lombardo Veneto in pugno.

Mi piace molto, è una stoffa così spiritosa, brava.

Grazie, ma col fisico che hai a te sta bene sempre tutto.

E dai Marina, adesso non ti vorrei mettere a parlare come Schubert.

Perché scusa, come parla Schubert?

Oh, è un divino adulatore.

Quando entra una di quelle vecchie americane in sartoria da lui, sai, una

quelle carriati di mumificate tenute miracolosamente in piedi dagli elastici,

Schubert... si butta a terra sopra un cuscino e si mette a urlare. Oh, la

primavera, la primavera, è entrata una ronda.

Pronto? Buongiorno, sono Elvira Mariosi.

Salve, signora Mariosi, parli più forte, non la sento. Volevo sapere se sono

giuste queste ultime misure che mi avete dato.

Seno 45, vita 38, fianchi 42.

Ma che è, una ragazzina?

Odri Ebur.

Adesso ho capito, scusi.

Elvira Mariosi, le mortacce tue. Stai a fare un vestito a Sabrina.

Insomma, è incredibile.

Negli ultimi due mesi ho guadagnato circa un milione.

Ti rendi conto? È quasi quanto guadagni tu al tuo ufficio nel giro di un anno.

Beh, certo, la moda è particolare, è un fatto stagionale.

In certi periodi si guadagna molto e in altri periodi di meno.

Comunque è meglio avere due stipendi in famiglia invece che uno, non credi?

Io... Io credo che darò le dimissioni.

Il lavoro che faccio mi fa schifo.

Come sarebbe ti fa schifo?

Te l 'ho detto, mi fa schifo.

Potresti almeno tirare le tende.

Ti diverte tanto eccitare i vicini.

Che stai dicendo?

Sto dicendo che non voglio che la gente ti veda nuda dalla finestra. C 'è

qualcosa di strano?

Tu sei pazzo.

Per favore, non dire stronzate.

No, tu sei pazzo.

Duchessa, non mi dirà che è venuta da sola?

Beh, è una questione che riguarda innanzitutto me.

E queste che cosa sono?

Dicono che si suda molto.

E io ci tengo ad apparire in ordine.

È una mia debolezza.

È una femmina.

E a chi ha famiglia?

È bella come lei.

Ha già deciso il nome?

Sì.

Lucrezia.

Come Lucrezia Borcia.

Quella era una che sapeva trattare gli uomini.

in a little while from now I'm not feeling any less sound I promised myself

treat myself and visit a nearby town I'm climbing to the top to know

myself

donna sola adesso, ma nello stesso tempo ero tornata libera.

Ero anche una donna giovane e potevo avere il mondo ai miei piedi.

Mi ero ributtata nel lavoro e fu invitata a Parigi insieme ad alcune

presentare la mia collezione.

Sul treno il nostro gruppo non passava certo inosservato, ma io avevo deciso

per un po' con gli uomini non volevo avere niente a che farci.

Solo non avevo calcolato che a farmi la corte era il fratello di un re arabo, il

principe Abib.

Avevo appena lasciato un duca squattrinato.

L 'idea di avere un 'avventura con un principe miliardario mi fece mettere da

parte i miei buoni propositi.

E quello chi è?

E Omar, la mia guardia del corpo?

Beh, digli di uscire.

Non è possibile.

La legge del mio paese impone ai membri della famiglia reale di essere

continuamente sorvegliati giorno e notte. Non ti preoccupare, lui non vede

sente. Eh sì, ma io lo vedo e lo sento.

Scusa, vuol dire che non sono ancora pronta per le mille e una notte?

Addio.

Quell 'incontro comunque ebbe il merito di risvegliare il mio capito erotico.

Ero pronta a ributtarmi nella merda.

Intrecciai così una strana relazione clandestina con un importante uomo d

'affari del nord, sposato e con pochissimo tempo da dedicare.

Era un po' più divertente e anche abbastanza eccitante.

Ma era solo una storia di sé e questo non poteva bastare.

Intanto Lucrezia cresceva e io cercavo di starle vicina il più possibile.

Fu così che conobbi Margaret, la madre di una sua amichetta.

Anche lei era separata e ci invitava a trascorrere il weekend nella sua villa

mare.

In quella casa di sole donne stavo ritrovando il piacere di essere madre e

Ma purtroppo Margaret non la pensava così.

Dopo un po', quella vita da donna separata cominciò a pesarmi.

Mi sentivo depressa, incapace perfino di lavorare.

Marina, che cos 'hai?

Sto diventando pazza.

Io ho bisogno di un uomo accanto a me.

È un uomo molto ricco e molto elegante.

Ho capito, sarà pallosissimo.

In cui lui, un uomo terribilmente elegante, a bordo di una Ferrari

va a prendere una signora, anche lei bellissima ed elegantissima, la porta

sua villa di campagna, beh, una roba esagerata.

Entrano nel salone dove il pezzo meno caro costa minimo 20 milioni, la fa

su un tappeto da perdere la testa e le offre un cognac, un cognac che dovrebbe

creare l 'atmosfera e che invece è un brand idotinale.

in Polonia invece fanno un carosello in cui lui è un minatore sudato con le mani

nere che entra in una specie di spaccio si toglie il grasso dalla fronte e il

barista gli tende con un sorriso la migliore vodka del mondo

Comunque la capacità di far arrivare un messaggio è un 'arte.

Questa è la camera dove dormo io.

Meno male che non c 'è il baldacchino sul letto.

Perché? Ho la faccia di quello che dorme sotto un baldacchino?

Vuole la verità?

Sì.

Mi aspetti qui un attimo.

Torno subito.

Lei è quello che si dice un uomo sbrigativo.

No, no, ferma. Che cosa fa?

Non ho nessuna intenzione di chiederle di spogliarmi.

No? No.

Io trovo che il self è faticosissimo.

E oltretutto che sia di una noia mortale.

Invece, io adoro arrotare i coltelli.

Noi viviamo in un mondo troppo sofisticato.

Solo il lavoro manuale.

Ci può aiutare a ritrovare un certo equilibrio interiore.

Stupita? Un po'. Senza scomodare Freud, il piacere da ruotare coltelli

è comunque un 'attività a sfondo erotico, almeno per me.

C 'è gente che ama farsi legare, insultare, picchiare, ma io ho sempre

balli in macchina.

Il solo fatto di dover indossare dei finimenti di cuoio mi rende il fado

masochismo...

Insopportabile.

Ed è per questo che arroto.

Ma... Adesso vorrei stupirla ancora di più.

Prima la osservavo a tavola. Lei è molto giovane, bella e dotata di un titolo

nobiliare. Ecco, io le vorrei proporre un deal.

Voglio che diventi la mia accompagnatrice ufficiale.

Le darò molti soldi. La coprirò di gioielli, la farò viaggiare e in cambio

lei... Lei starà aggrappata al mio braccio, mostrandosi innamoratissima.

E naturalmente niente sesso.

E cosa le fa pensare che possa accettare una situazione del genere?

Perché è una situazione pazza.

E da quanto ho capito anche lei è un po' pazza.

Forse la proposta era un po' pazza, come aveva detto il principe.

Ma era anche molto vantaggiosa.

Improvvisamente diventai una donna molto ricca e cominciai a vivere da

miliardario.

Marina.

Il principe mi affittò un appartamento in centro dove

mi trasferì con Lucrezia.

Grazie a lui, che era un uomo molto mondano e ben introdotto, cominciai a

frequentare il mondo più esclusivo del jet set internazionale.

Si

passava

freneticamente da una crociera con l 'avvocato a una caccia alla volta dai

borghesi.

Ti avvento che io faccio il tipo per la volta.

Allora, sbarazziamoci delle azioni General Motors e compriamo quelle Kodak.

Sì, compriamone per cento milioni.

Grazie e arrivederci.

Siamo in prima pagina sullo specchio. Veramente?

Ah, spiritoso.

Sì, ma leggi, non sei le cattiverie che scrive Alexis.

L 'aggettivo più gentile è pennuta, riferendosi al mio vestito. Ah, è tutta

invidia.

Oggi stavo rimettendo a posto la mia agenda e ho fatto un piccolo conto.

Sai da quant 'è che non faccio più l 'amore?

I nostri fatti erano chiari, niente sesso.

Puoi anche tradirmi se vuoi.

Non sono geloso, ma niente corna in pubblico.

Per risolvere il mio problema chiesi aiuto a un esperto in materia, Rodolfo

Merisi.

In quegli anni stava iniziando la sua polgorante carriera di playboy.

Non sai come mi sento meglio adesso, Rodolfo.

Il sesso è la migliore medicina del mondo.

Caccia via le depressioni e ti aiuta a restare giovane.

Oh, scusate.

Ah, vieni pure, vieni pure.

Salve, io sono Franco.

Ti voglio presentare la mia amica Marina.

Vediamo insieme.

La strana coppia. Sì, solo che siamo tutti e due dei bei casinari come Walter

Matthau. Gran giocatori e puttanieri.

Oh, pardon.

Io non lo faccio mai per soldi. Sono fidanzata con un uomo molto ricco.

Però non ci vado a letto.

È stata una seduta terapeutica.

Beh, se ti va di cambiare tipo di terapia, qualche volta sai dove

Ciao.

Oh, come sei carina.

Ho incontrato Willy Ricco poco fa. C 'è invitato da lui stasera. Marina.

Ciao, Rodolfo. Franco.

Ah, il principe Riccio. Questi sono i miei amici.

Rodolfo Merisi e Franco Bonetti.

Come va, ragazzi?

Bene, bene.

Ho saputo da Elsa che eri qua. Willy ti ha invitato stasera?

Sì, sì.

Beh, allora ci vediamo lì. Ok? Ciao. Ciao.

Ciao. Ciao. Arrivederci. Ciao.

Non sapevo che conoscesse i playboy della costa.

Siamo in cura dello stesso medico.

Grazie per averti dato il passaggio.

Sono soltanto le quattro. Perché non facciamo un salto al papagaio?

No, io sono spinita.

Ok, allora tu vai a dormire e Riccio viene insieme a noi.

No, no, ballare non è il mio forte, no.

Le andrebbe un giochino?

Quale giochino?

Gin Rami.

Ho paura che io gioco troppo forte per voi.

Io adoro il rischio.

Gin.

Io pago 50.

È la mia serata.

Non posso avere tutto per la vita.

Sfortunato al gioco, fortunato in amore.

Sei sicuro che ho chiuso la chiave?

Ma certo che ho chiuso.

E poi, sta tranquilla.

Con un professionista come Franco, al tuo principe passerà il sonno di sicuro.

Ah, grazie.

Ho invitato Rodolfo e Franco a venire a Ibiza.

Ah!

Davvero? Non sapevo ti fosse venuto un debole per i playboy della cotta.

Il fatto è che sono sotto ad una ventina di milioni al gin e rame. Hai visto mai

che il vento spagnolo faccia cambiare verso la fortuna?

Beh, per me va benissimo.

È solo che ho un po' di nostalgia per Lucrezia.

Un mese passa presto e una volta a Roma riprenderai il tuo tram tram di mamma.

Basta così.

E poi conservate i rullini per i miei amici che stanno arrivando.

Ehi, guardate, ha risolto le jackie.

Oh, bravissimo.

Su, coraggio, spegni la candela.

Coraggio.

Ancora, dai.

Oh, brava.

Secondo te lui quanti ce ne ha?

Una settantina. No, non di anni, dicevo di miliardi.

E che ne so?

Mille, duemila.

Chissà se gioca a girarmi.

Marina, Marina, Marina.

Ari, per favore, vuoi smetterla?

Ma perché?

Io dico viva l 'Italia. Io dico viva le donne. Io dico viva Marina.

Ma non... Scusate, devo andare.

Almeno Maria Callas quando strillava era intonata.

Venite.

Salve, allora come va?

Benissimo. Lo credo che va bene.

So che grazie ai miei assegni siete andati a vivere a Palazzo Minerva e che

notte c 'è un viavai di signore da mettere spavento.

Fai parte anche tu del gruppo?

No, no, ma cosa dici? Marina è... Una donna sbandata.

Che significa una donna sbandata?

Che non tieni la strada. Sei come una bella automobile, ma...

con le gomme lisce

Va bene così, ma un po' più di fatto.

Sì, è perfetto, però accentuerai un po' di più il trucco sotto gli occhi. Sì,

grazie.

E voi siete pronte?

Benissimo, sono perfetta.

Venite ragazzi.

Anche ai grandi direttori d 'orchestra. Capita di essere fischiati.

Tu mi dici queste cose perché mi vuoi bene.

Ma non capisci. I fischi non erano per la mia collezione. Hanno fischiato me.

Io sono la giovane amica di un miliardario.

Capricciosa e un po' pazza.

Ma nessuno mi dimostra mai un minimo di considerazione umana.

E lo stesso succede sul lavoro.

Sono legata ad un uomo che non amo per niente. E lui non ama me.

E così cerco disperatamente l 'affetto in maniera puerile.

L 'unica cosa che ho imparato è quella di arrivare in ritardo.

Perché voglio conquistarmi la platea. Voglio che la gente mi noti sempre. Sono

bravissima ad arrivare in ritardo.

Solo che poi va a finire che tutti mi guardano solo perché sono carina.

Ben presto ripiombai in quell 'inarrestabile meccanismo di mondanità

fondo era l 'unico divertimento di Rich.

Per lui ero diventata una specie di fenomeno da baraccone da esibire in

E io non lo sopportavo più.

sarà mia piccola Maria.

E'

qui

Marina, da questa parte, qui. Un bel sorriso.

Guardami Marina.

E' tua quella vespa?

Sì. Accompagnami all 'aeroporto di Ogia. Tutta bagnata. Col vento mi asciugo.

Le volevo bene.

Come mia madre.

Anche lei voleva te.

Non sai com 'è brutto. All 'improvviso io...

Mi sento solo come un cane.

Perché non proviamo a rimetterlo?

Ti voglio sposare.

Stai scherzando?

No, affatto.

Voglio che diventi mia moglie.

Ma io sono già sposata.

E poi in Italia non esiste il divorzio.

riuscirò a farti ottenere l 'annullamento della sacra rota.

Ma perché?

Perché ti voglio comprare definitivamente.

A termine di legge, prima di emettere la sentenza di separazione, ho l

'obbligo di verificare se esiste una possibilità di riappacificazione tra i

coniugi.

Signora Caracciolo Villalta, c 'è la possibilità che lei intenda in qualche

sospendere questo procedimento e tornare a vivere con suo marito?

No.

Era la fine del mio legame con Massimiliano, ma paradossalmente si

concludendo anche il mio rapporto con Riccio.

L 'epilogo avvenne a Spoleto, al Festival dei Due Mundi.

Maestro, brindo la sua arte sublime. Lei ha superato se stesso questa sera.

Ma tu non sei attento, eh? Non ti diverti.

Se non le battisti tutti a noi.

Per lei Mozart è un sonnifero.

Pronto?

Un momento.

La duchessa Marina Caracciolo Villalta ha il telefono.

Scusate un attimo.

Pronto?

Ciao, amore.

Sì, è bellissimo qui.

Abbiamo sentito la musica.

Come? Vuoi che ti compri un cagnolino?

Lo vuoi chiamare Banana?

Va bene, tesoro, quando la mamma torna a Roma ti compra Banana, prometto.

Sì, sì.

Ti voglio bene anch 'io, tesoro.

A presto, amore.

Li guardi quanto sono volgari.

I borghesi non pensano che a mangiare e a riempirsi la pancia.

Fanno schifo.

Perché? Lei qui cosa fa?

Mangio anch 'io, ma un po' meno.

E poi non ho mica detto di non essere contraddittorio.

È qui per il festival? Sì, sì.

Mi fa schifo anche il festival.

Beh, io devo tornare al mio lavoro. No, aspetti.

Un attimo.

Perché se la fa con quel branco di mummia?

Come si permette?

Chi è quel manichino?

Si dà il caso che sia il mio futuro marito.

Le mie convoglianze.

Ah, sarebbe questa la contestazione.

Insultare la gente per bene in nome di chissà quale ideale.

Ma prego, lasci stare gli ideali.

Le mie sono parole senza importanza.

Comunque, lei non c 'entra un cazzo con quella roba lì.

Lei è molto meglio di loro.

È spercata, sul serio.

Adesso mi stia bene a sentire.

Le voglio offrire una possibilità straordinaria.

Ho la macchina fuori e tra poco torno a Roma.

Lei dovrà soltanto andare al suo tavolo.

Prendere la sua borsetta e poi, senza dire niente a nessuno, uscire dal

ristorante.

Ah, così?

Sì, così.

Salire sulla mia macchina e venire via con me.

Dando tutto il suo passato un taglio netto.

Io devo essere diventata pazza. Perché?

Piantare tutto per un tizio di cui non so neanche il nome.

Roberto.

Ah, e io sono Marina.

Lo so, Marina, la duchessa. No, non sono più duchessa, ecco duchessa.

E tu?

Faccio il pittore.

Dove tenda?

A casa.

Sei già tu?

No. Ma lo sai quanto tempo sono rimasta qui da te?

No, non possiedo l 'orologio.

Proprio per evitare di fare questi calcoli assurdi.

Roberto, sono passati due giorni.

Ho capito. Sei la solita Madame Bovary romana.

Sei una donna terribilmente volgare.

Una donna che non conosce passioni.

Solo vita mondana.

E va bene.

Se non fossi quella donna volgare, che cosa dovrei fare adesso?

Toglierti questo vestito.

Un 'altra volta? Sì.

Oppure andartene lasciandomi dei soldi sul comodino per avermi usato.

Come sarebbe a dire? Noi non ci siamo mica usati.

Ah no?

No. Tu hai usato il pittore comunista così diverso da te, dai tuoi amici, dal

tuo mondo, per rimetterti a posto la coscienza.

E dopo due giorni ti senti di nuovo pronta per tornare ad essere la

del cazzo che sei sempre stata.

Io non sono una borghesuccia del cazzo.

Sono una donna, una madre, con le sue responsabilità.

Allora cerca di prenderti le tue responsabilità.

Hai il solito piccolo borghese che gioca a fare il rivoluzionario.

No, lui non c 'entra per niente. Dipende da me.

Sono stufa dei balli. Di tutta quella gente con troppi soldi.

L 'ipocrisia che circonda questo genere di mondo.

Quel mondo ipocrita è il tuo, mia cara.

Non basta togliersi una perliccia di infilarsi un eschimo per cambiare pelle.

puzzi di soldi, di gioielli, di biancheria, di seta.

Ed è proprio per questo che gli piaci.

Si vede che è il mio destino di piacere agli snob. Ma sei tu la vera snob, mia

cara. Mollare un principe miliardario per un pittore comunista morto di fame è

schifosamente snob.

Il problema è che i sentimenti non esistono per te.

E invece ti sbagli.

Esistono. E malgrado ti abbia vissuto accanto per tanti anni, io l 'ho

No, non sei una donna che impara. Tu al massimo dimentichi.

Mi distrezzi, vero?

Ti compiango.

Sono una brutta razza i rivoluzionari che se la fanno con le duchesse.

Rendono la loro rivoluzione più squallida.

Anche se un po' più elegante.

Era la prima volta che stavo insieme ad un uomo così diverso.

Roberto poteva essere duro, ma anche dolcissimo.

Capace di autentici abbandoni e di improvvisi sbalzi di umore.

Sì,

sta lavorando. Chi?

Zanza, lui è Zanza.

Roberto? Eh?

C 'è il signor Zanza per te.

Ah, era ora.

Mi tenevi in castigo, eh?

Finalmente le trovo.

Ma che adesso ti sei messo a fare pure i dollari pazzi?

Ma no, no, è un quadro. Però mia sarebbe la brutta idea.

Tu me rifai una matrice e io te sommergo Roma dei biglietti pazzi.

Conosco un posto dove li posto molla senza che nessuno armonno metta.

Sarebbe un tabaccaro ciecato come Natale.

Gli agliati nazionali, lui da da un pacchetto come americano. Che roba sai

me? La meglio.

Quanto puoi? 22 .000 al grammo. Ma che sei impazzito?

Ma mica è tagliata col borotardo.

Questa è roba di categoria.

Ma l 'hai sentito come ti apre i canali?

Te pare stare spiallare le montagne.

Te ne so venti. Ah, no. Se te dico ventidue, so ventidue. Già, già.

Vabbè, dammi questi duecento secchi e stavo un paio.

Mi raccomando, torna fra una settimana.

A te sta bella pippata e vedrai come gli ammolli coi colori.

Stanotte le fai durisate pure te.

Roberto, te fa vedere i sorci verdi.

La vuoi un po'? No.

Perché lo fai?

Perché subisco il fascino del vizio.

Non c 'è da scherzare con quella roba.

Allora diciamo che ho una pessima stima di me e che tiro per dimenticare come

sono fatta. Adesso basta!

Ma chi sei per dirmi cosa devo fare?

Una docchezza di merda!

Che fino a poche ore fa scopava con un vecchio e adesso ha il coraggio di

giudicarmi! E di venire a insegnarmi cos 'è la vita!

Ma chi ti credi di essere?

Chi ti credi di essere?

Stando insieme a Roberto ho smesso di frequentare i miliardari e cominciai a

trascorrere il mio tempo in compagnia dei suoi amici artisti.

Lucrezia, Francesco, non vi allontanate!

Ah, Reggiana è così bella con le stagioni.

Appena comincia l 'estate diventa infrequentabile con tutti quei tipi

in canotta. Eh già, figurati, in estate la signora può frequentare solo Capri e

Saint -Tropez.

Da che c 'entra, scusa? Non mi piace la folla. No, non ti piace la gente, perché

sei una deficiente reazionaria. Andiamo, Roberto.

Sta zitta pure tu, deficiente, sei proprio uguale a lei.

Esatto. Ma che cosa ci fate con due proletari come noi?

Perché non ve l 'andate a fare in culo con qualche stronzo con la barca?

La barca? Guarda che io ho rinunciato a ben altro per stare con te.

E allora non rinunciarci, torna, torna indietro invece di stare qui a rompermi

coglioni.

Non ne potevo più.

Cominciavo ad avere paura.

Così una mattina presi una decisione lampo.

Dissi a Roberto che uscivo a fare spesa e invece partì per la costa azzurra a

raggiungere i miei vecchi amici.

Grazie.

Voglio parlare con Roman, con il signor Roberto D 'Angelo. Roberto!

Sono io.

Non importa dove sono.

Io ti amo.

Sì,

sì, vengo a casa col primo aereo.

Roberto, mi manchi tanto da morire.

Come ho potuto pensare di vivere lontano da te?

Sì, te lo so.

Ciao.

Ma

signora,

le varici?

All 'ultimo piano, le porti su lei?

Ma che scema questo, non ha preso paura?

C 'è un baule più grosso di casa mia.

Roberto!

Roberto!

Ma cosa fa con quelle valigie? Non ci fermiamo qui.

Ho più sto buono e più sto bella la mia oltre.

Se ti senti depressa, perché non vieni a stare da me per qualche giorno? Mi fa

piacere.

Non so proprio cosa fare.

È tutto il giorno che ti cerco. È successa una cosa terribile. Roberto in

ospedale ha mandato giù un flacone di tranquillanti. Dicono che non ce la fa.

Io... Io mi stavo ammazzando.

E scommetto che tu eri... Da qualche parte a parlare.

Zitto. Zitto a non parlare.

L 'unica cosa che pongo... È che siamo ancora insieme, amore.

Ma sei matto?

Ma sei matto?

Io non posso vivere così con te, Roberto.

E chi ti vuole?

Chi ti vuole?

Parti, esci, fai quello che ti pare.

Vai a fare la scema in giro per i night insieme a quei quattro sfigati di

playboy che conosci.

Polizia! E nessuno lascia il locale!

Il giudice ha accertato la mia completa estraneità ai fatti attualmente sotto

insieme.

Ma certo che è buffo.

Se penso a tutte le presentazioni alle mie mostre fatte dai più importanti

critici. E poi invece basta una copertina sul novella 2000 e... Wow!

2200 quadri. Beh, c 'è da riflettere.

Ma, d 'altra parte... Queste sono le contraddizioni del capitalismo avanzato.

Oh, naturalmente.

Ti piace?

E' stupenda.

E' tua.

Sul serio?

Quando giravano Cleopatra, ci hanno abitato Lee Taylor e Richard Barton.

Ho pensato che era il genere tuo.

Nino, ma è vera sta storia che fai il pezzo su Marina Caracciolo Villalta?

Certo. C 'è qualcosa in contrario?

No, ma da quando in qua ti occupi di cronaca mondana? No, no, no.

Quello che voglio fare io è un pezzo di costume, di alta sociologia e di

politica, diciamo così, del comportamento umano.

Ah, stronzate. Che vuoi sapere?

Tutto quanto.

Hai esattamente 40 minuti per spiegarmi, nei minimi dettagli, i segreti della

dolce vita romana.

Voglio presentarmi preparatissimo sull 'argomento all 'intervista. Devo sapere

chi scopa, con chi, dove, quando, perché e soprattutto come.

Ehi, di un po', siamo ancora sotto contratto con l 'Espresso o ci ha

playboy? Su, avanti, parlami di lei.

Sono fondamentalmente timida.

Veramente a me risulta che lei nel corso della sua più che gloriosa carriera

notturna ha tirato dalle sette alle dieci torte sulla faccia di altre tanti

malcapitati. E durante vari animati garden party ha scaraventato almeno

persone in piscina. Lei questa la chiama timidezza?

No, franchezza.

Io detesto l 'ipocrisia.

Alla gente che non mi piace dico quello che penso in faccia.

O tira le torte in faccia.

Sì, sono per la non violenza.

Che effetto fa ad un cosiddetto pittore d 'avanguardia a vivere in una villa da

molti milioni al mese?

Quello che fa un milionario a vivere in una soffitta.

E che effetto fa una duchessa a vivere con un comunista militante?

Non parlo del centro -sinistra quando faccio l 'amore.

Con quanti uomini ha fatto l 'amore in vita sua?

Con tutti quelli con i quali ho voluto farlo.

Preferisce farlo con uomini conosciuti o sconosciuti?

Ho sempre conosciuto prima gli uomini con i quali sono andata a letto.

Lei è un arrampicatore sociale?

No, sono figlio di un sindacalista e le uniche arrampicate che faccio di solito

sono per dipingere.

E lei?

Lei è un 'arrampicatrice?

No, perché sono già stufa quando arrivo in cima.

Mi dica, come definirebbe la duchessa Marina Caracciolo Villalta?

È una donna.

Qual è il suo rapporto con i soldi ? Un rapporto di grande rispetto.

In che senso ? Non lo so.

Ma non riesco a prenderli a torte in faccia o a buttarli in piscina.

Secondo lei, perché la mia rivista si interessa alla vostra vicenda umana ?

Perché siete anche voi dei radicals chic di merda.

Lei pensa che la vostra sia una storia emblematica della società italiana

attuale ? Lo chiede a Renato Guttuso.

Quando è che una donna diventa scandalosa?

Quando per ipocrisia cerca di evitare di essere se stessa.

Che gliene pare?

Lei è un uomo molto intelligente.

E ha il dono dell 'ironia.

È riuscito a farci dire più di quello che volevamo.

Così ha raggiunto il suo scopo.

Io e Roberto veniamo fuori come due perfetti imbecilli.

È tutto inciso sul nastro.

Spero che vorrà occuparsi del conto.

Aspetti un momento.

Che cosa sta facendo?

Ecco.

Questa si chiama libertà di stampa.

Non pubblico il mio articolo.

Ma perché?

Perché mi sono innamorato pazzamente di te.

Tu guarda che roba. Guarda che roba. Sembra di stare in un orto botanico.

Scusa, ma che ci posso fare se ho degli ammiratori?

No, questi vengono da una sola persona che non ha nemmeno il coraggio di

allegare un biglietto col suo nome.

Ma se becco questo figlio di puttana, gli spacco la faccia.

Che delusione, però. Io ero convinta che l 'ammiratore misterioso fossi tu.

Hanno portato queste per lei, signora.

Che meraviglia!

C 'è il biglietto? No, niente.

Che parola.

Adesso mi ha rotto le palle sto stronzo.

Può darsi che sia James Bond.

Pronto. D 'Angelo, sono Ranuzzi. Come sta?

Oh, no, niente. Volevo solo sentire a lei e la bellissima Marina.

Sapere com 'è stata.

Ah, sì.

Sì, non me la sono sentita di mettere la vostra vita in piazza sulle pagine di

un giornale.

Anche noi viviamo di etica professionale, sa?

Io non sono mica un orco, D 'Angelo.

A proposito, che cosa fate per la settimana di pazza?

Non avete programma?

Benissimo, venite in Spagna con me, allora.

A Siviglia. Va bene, d 'accordo.

Adesso ne parlo con Marina.

Ah, ok, Nino.

Ci diamo del tu.

D 'accordo, ciao.

No, no, grazie a te.

Si può sapere chi era?

Nino Rannuzzi.

Ci ha invitati in Spagna per la settimana di Pasqua.

Che ne dici, ci andiamo?

Mi sta simpatica.

Anche a me.

Mi va l 'idea.

Partiamo, così il tuo ammiratore segreto se la prende nel culo.

Ci pensi per Pasqua? Si sommergerebbe di uova.

Sono bravissimi.

Anyway, tratto da festa mobile.

Romero non faceva mai contorsioni.

Era sempre retto e il suo stile puro, naturale ed essenziale.

Gli altri toreri ruotavano su se stessi come cavaturaccioli con i gomiti alzati.

In quel clima euforico, dopo tanti mesi di senate con Roberto, mi accorti

lentamente che tra me e Nino stava nascendo qualcosa.

Una volta domandarono a Hemingway perché amava così tanto la Spagna e lui

rispose perché la Spagna è crudele.

Ogni sua faccia, ogni suo quadro, ogni suo pezzo di storia è un atto di

contro la giustizia degli uomini in nome della giustizia di Dio.

E' come una bellissima suora che vedi attraverso delle sbarre che ti fa

innamorare e che sai che non avrai mai.

e che ti farà soffrire per tutta la vita.

E io la penso proprio come lui.

Già.

Chissà perché ci innamoriamo sempre di quelli che ci fanno soffrire.

Perché niente si rende più grandi davanti a noi stessi che una nostra

sofferenza.

Presto, cerchiamo un taxi. Subito, signore.

Mi chiami la duchessa Carazzolo, per favore.

E sta in linea.

Marina, puoi parlare?

Ah, Picasso è in coma sul pavimento.

Senti, io sto partendo. Mi hanno chiamato dal giornale. Il governo è

Devo rientrare a Roma immediatamente.

Mi dispiace rovinarvi la vacanza.

No, no, no, voi dovete restare, insisto. Ho già provveduto a tutto.

Ci vediamo in Italia fra qualche giorno, eh?

Hasta la vista, mi amor.

Complimenti, una signora muy bonita.

Gracias.

Gracias.

Complimenti, Gulida.

Grazie.

Mi mancavi troppo.

Ho preso il primo aereo e sono scappata via.

Oggi è proprio una giornata storica.

Mi sto per fare l 'amore con la donna più bella, con la donna più bella che mi

mai capitata in vita mia.

E hanno fatto presidente del consiglio un socialista.

Se non torni subito a casa, con me hai chiuso.

E' inutile che ti nascondi, io ti trovo e ti riporto a casa a calci. No,

Roberto, ormai è finita.

Non hai capito, io non ti amo più.

Come l 'ha presa?

Male.

Mi hai detto che sei a casa mia?

No, tu non lo conosci.

E' capace di venire a prenderci a cannonate con un carro armato. Ci sono

abituato, sono stato corrispondente di guerra.

Angola, Vietnam, Somalia.

Roberto è peggio di Amindada. Te lo giuro, è una belva.

Dove sta tua moglie adesso?

È in vacanza nella nostra casa al mare.

D 'estate la parcheggio là, con i bambini.

Non ti senti in colpa di portare una donna nel suo letto?

Tra me e lei è finito tutto anni fa. Stiamo insieme per consuetudine. Niente

sesso, un po' di affetto.

E un po' di rispetto civile.

Sai una cosa?

Anch 'io comincio a essere pazzamente innamorata di te.

Mi amor vedrai.

Sarà un 'estate meravigliosa.

Il sud è la vita, il colore, l 'amore, la passione.

Noi meridionali siamo contadini o intellettuali. Sì, perché vedi, il sud

scrittori come il Medioevo ha prodotto Santi.

Siamo gran signori e gran bugiardi, noi meridionali.

Generosi, ma anche fanfaroni, testardi e vendicativi.

Diamo importanza all 'uscio delle scarpe e al taglio della camicia, ma

parteggiamo per i briganti.

Ci possiamo sentire pagani tutta la settimana, ma la domenica diventiamo

un po' cattolici.

E quando incontriamo una bella donna, siamo anche capaci di rovinarci.

Ehi, aspetta un momento.

Non sono stata mica io a volere la crociera.

Ma certo, questo non c 'entra niente.

Sono io che sono un vecchio lupo di mare.

Buonissima. No, no, tutto bene qui.

Andiamo. Non posso.

Ma perché?

Io non so nuotare.

Non sai nuotare.

Ma non avevi detto che eri un vecchio lupo di mare?

Sì, ma solo in senso figurato. Anche Salgani non era mai stato in Malesia e

scritto Sandokan. È l 'immaginazione quella che conta nella vita.

Scommetto che neanche i faraglioni sanno nuotare, eppure galleggiano.

È l 'immaginazione.

Ci sono novità?

Niente di clamoroso.

Nino, ma cos 'è successo? Sono stato costretto a lasciare il giornale.

Divergenze di opinioni.

E tu te ne stai qui tutto tranquillo.

Che cosa dovrei fare?

A ognuno di noi piacerebbe affittare per tutta la vita il nostro lavoro, il

nostro amore.

E invece quel signore lassù ce li affitta per pochi anni e poi ti spatti

mezzo a un piccoletto.

Sei proprio incredibile. Beh, sono meglio no.

Senti, c 'è un gioielliere in via Camerelle che ha una fantastica catena d

in vetrina. È lunga due metri, roba antica.

Io adesso la vado a comprare, però tu non devi considerarla come un gioiello,

come un abito.

Ti voglio vestita così in barche stanotte.

Solo la catena.

Nient 'altro.

Sai che è la prima volta che faccio l 'amore con un disoccupato?

Dove vai a vivere adesso? In qualche discoteca?

Torno a casa mia in centro, da Lucrezia. Ah, ho capito.

Loren Bacal va a raggiungere il suo Enfri Bogart.

Però sta' attento.

Ricordati, la vita non è un film.

Non c 'è mica sempre il lieto fine.

E vai adesso, vai, forza.

Marina, io torno con mia moglie.

Sì, lo so che tu non puoi capire, ma io ho tante responsabilità.

Mia moglie è tornata a Roma.

La vacanza è finita.

Sai, quando la moglie è in vacanza, il marito... Sai come si dice, no?

Io ti immaginavo come un cavaliere andaluso.

E invece sei solo un piccolo meschino.

Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Ma certo che me ne rendo conto.

Quando la moglie torna alla fine delle vacanze, tutto torna alla normalità. La

scuola, i figli e tutto il resto. Marina.

Lo sai che sono un uomo complicato.

Quando si è trattato del lavoro ho incassato il colpo, ma non me la sento

rovinare la famiglia.

Ma la nostra attoria, cosa è stata per te? Una scappatella?

Marina, dai, calmati, per favore, calmati. Va bene, va bene, va bene.

Andiamo da mia moglie e le spieghiamo che il nostro è un grande e vero amore.

No, suo.

Marina mi ha detto che sono più di sei giorni che non esci dalla tua stanza. Ma

che succede?

Andiamo, andiamo. Ma calmati adesso.

Non ti vuoi far vedere così da Lucrezia?

No.

Sai, ricordo che quando eri piccola venivi assalita all 'improvviso da

di malinconia. Mi dicevi che la tua vita ti sembrava noiosa, vuota e inutile.

e che senti il diritto di riempirla di tante sensazioni, di tante emozioni.

E dopo più di vent 'anni, a me sembra che la mia bambina ne abbia avute anche

troppe di emozioni.

Non credi che sia il tempo di prendere le cose con più calma?

Oh, papà, mi sento tanto infelice sola.

Nessuno riesce a capirmi.

Tutti credono che io sia una donna mondana, superficiale, senza scrupoli o

pompazza. Ma sbagliano.

Sono una povera ingenua che ancora crede nell 'amore dei sentimenti.

Marina, la mamma e io pensavamo che magari tu saresti potuta andare a stare

un po' da noi in campagna.

Giusto per ricaricare le batterie.

Abbiamo stasera con noi il presidente della Biennale di Venezia, Carlo Donati

'Adda.

Sono qui stasera per parlare con voi di un programma a cui sono particolarmente

legato per varie ragioni.

Un progetto che ormai da più parti viene comunemente chiamato come la biennale

veneziana del dissenso. So di andare incontro a enormi difficoltà e so anche

questa mia iniziativa sarà scomoda per molti nemici della libertà di

espressione. Ma sono proprio queste difficoltà a farmi spingere a

nel mio progetto.

Buongiorno. Sono Carlo Donati D 'Adda. Io sono Marina Caracciolo Villano.

L 'ho vista in televisione ieri sera.

L 'ho trovata una persona fantastica.

Sono venuta qui per conoscerla.

E se non le dispiace, vorrei innamorarmi di lei.

Beh, come minimo le devo un invito a pranzo.

Ecco, come le stavo dicendo, abbiamo invitato artisti da tutti i paesi dell

'est. Due esiliati cecoslovacchi mi stanno aiutando a... Mi scusi, forse la

annoiando. No, no, per niente.

Dov 'è la tua letta?

Venga, l 'accompagno.

Che c 'è da ridere?

Niente, è solo che le mie pile si sono ricaricate.

40 anni.

Sono passati 40 anni.

Mi sono successe così tante cose che sfogliando le fotografie del passato non

sembra neanche la mia vita, ma quella di un 'intera generazione.

40 anni.

Uomini, amici, donne, città, vestiti, macchine, alberghi, passioni, delusioni.

Tutto mi pare così distante ed estraneo.

Ed eccomi qua, a 40 anni.

A ricominciare tutto da capo.

Un trasloco, una nuova casa.

Un nuovo marito.

Chissà come mi sentirò a invecchiare.

Io che avevo così tanta fretta di crescere, tanta fretta di farmi notare,

voglia di piacere e sentirmi guardata.

Sapere di esistere.

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