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Io capisco quello che stai passando
ma non puoi occuparti delle indagini sulla morte di tuo fratello.
- Sono lucido. - No, non chiederesti di infiltrarti
nel giro del Rosso.
- Non sei operativo da 5 anni o di più? - E' proprio questo il punto!
E' perfetto, nessuno mi conosce
mentre io so tutto quello che c'è da sapere sulla ditta di mio fratello.
- Dillo a noi e ci appoggi da fuori. - È perché mi sono tenuto fuori
che mio fratello si è ucciso.
E adesso vuoi fare questa cazzata per metterti a posto la coscienza.
- Parlaci tu quando si calma. - Dubito che si calmerà.
- Intanto preleviamo il Rosso? - No, continuiamo la sorveglianza.
Voglio tutti i nomi dei suoi contatti, sapere con chi fa affari
e chi gli tiene i conti perché lui non è in grado di farlo.
Purtroppo non è Parkinson, dottoressa Fabbri.
- Però i sintomi sembrano gli stessi. - Sono simili solo nella prima fase.
Sulla TAC di suo padre ci sono tracce di degenerazione
del tronco encefalico, un segno tipico della sindrome di Still.
È una malattia rara, per questo non l'abbiamo diagnosticata subito.
- È molto più grave? - Sì, è una paralisi degenerativa.
Suo padre perderà il senso dell'equilibrio, la deglutizione,
i movimenti oculari e sarà sempre più difficile muovere gli arti.
- E quali sono le cure? - Non ci sono cure.
Sono pazienti difficili da seguire, ci sono delle cliniche...
No, grazie, a mio padre ci penso io.
Quanto le devo?
Quando sarò morto, voglio dei fiori così belli sulla mia tomba.
Non essere morboso, per favore.
Il dottore ha detto che stai migliorando a piccoli passi.
- Per uno con il Parkinson? - Esatto.
Con quello che lo paghi, lo direbbe anche di un cadavere.
È uno spreco di soldi, da domani mi faccio curare dalla Mutua.
- No, papà. - Cosa possono darci qui
che non può darci il mio medico?
A parte le infermiere. Mi sembrano tutte delle modelle.
Risparmiamo moltissimo tempo che possiamo dedicare a noi due.
Il tempo non puoi metterlo in banca, puoi solo viverlo.
Ho sempre cercato di insegnarlo ai miei allievi.
Lo so, papà.
- Anche a me. - Tu sei stata la mia allieva migliore.
- Certo! - [squilli di cellulare]
Scusa un attimo.
- Pronto? - Dove sei?
In ospedale con mio padre. Che vuoi?
Sbrigati, qui c'è gente a cui non piace aspettare.
Non rivolgerti a me in questo modo.
- Devo mandarti una macchina? - No, mi arrangio da sola.
Ok, arrangiati ma fa veloce.
- Allora? - Fate un giro e controllate
non entra e non esce nessuno da qua dentro.
- È tutto quello che abbiamo? - Per ora sì.
- Le utenze? - Il Rosso non usa mai il cellulare.
Con il telefono dell'autolavaggio fa chiamate ai fornitori.
Di sicuro avrà altre SIM intestate a prestanome.
E finora è stato visto incontrarsi solo con i fratelli Regina.
- Molto prudente. - Anche troppo.
Oggi abbiamo dovuto lasciare il pedinamento
perché ha cominciato a muoversi in circolo per vedere se era seguito.
Forse aveva un appuntamento importante.
Don Gaetano, ben arrivato.
Don Gaetano, prego.
Quello che faremo sarà...
Quello che faremo sarà diversificare gli investimenti.
Non solo tra Paesi diversi
ma attraverso diversi istituti di credito.
E questo ci darà modo di...
- Scusate un attimo. - Daria.
Scusate.
- Daria, va tutto bene? - Sì.
- Posso entrare? - Sì, prego.
- Ho avuto un giramento di testa. - Riesci a continuare?
- Il cliente è importante. - Sì, arrivo.
Dai, vieni.
Scusatemi.
Dicevamo che i capitali così gestiti saranno anonimi
e immediatamente disponibili se servisse liquidità.
Sì, abbiamo capito.
- Quanto c'è da guadagnare? - Il 20% annuo.
Opereremo solo estero su estero.
Così eviteremo qualsiasi tipo di controllo.
Babbo!
Non possiamo portarli a casa così!
Fai quello che devi fare.
Andiamo.
Vecchia scuola.
- Certa gente non cambia. - Falli portare all'autolavaggio.
- Li useremo per le spese. - Va bene.
Guido, siamo sicuri che la ragazza stia bene?
Si sta riprendendo. Raul è un capitolo chiuso.
Mi fa male vedere la mia auto ridotta così.
Saranno stati dei ragazzini, non ho fatto neanche denuncia.
Spero che tu non sia venuto per questo, accomodati.
Oreste, io so tutto. È chiaro?
So tutto quello che hai fatto a mio fratello.
Io non ho fatto niente a Raul.
Perché fai così, Oreste? Perché continui a mentire?
Mi conosci da quando ero piccolo! So che ricicli i soldi del racket.
Mio fratello si è ammazzato per quei soldi!
Io non volevo farlo, lo giuro.
Guardami in faccia, Oreste.
Guardami in faccia! Voglio che mi racconti tutto.
Voglio sapere tutta la verità.
Il Rosso sapeva che tuo fratello Raul era pieno di debiti.
Che non riusciva a rientrare dello scoperto in banca.
Così mi ha chiesto di metterli in contatto.
- Poi? - Poi...
Io li ho messi in contatto e si sono accordati.
Ho iniziato a far transitare i soldi sull'azienda di tuo fratello.
Ti giuro che non volevo farlo.
Da quanto tempo lavori per loro?
Io non lavoro per loro, sono il loro schiavo.
Mi hanno spolpato, mi hanno portato via tutto, non ho più niente.
Niente.
Oreste Setola ormai è solo una facciata.
Potevi denunciarli.
Potevi chiamarmi.
Il Rosso...
Il Rosso mi fa paura.
Alessandro, mi dispiace per tuo fratello.
- Vado a farvi un caffè. - Grazie.
Lei è stata minacciata, volevano violentarla.
Alessandro, quando ho saputo che Raul si era ammazzato
volevo farlo anche io, lo giuro.
Sono un vigliacco, non ce l'ho fatta.
Oreste, non puoi andare avanti così.
Che posso fare?
Aiutami a catturare il Rosso e chi lo comanda.
A modo mio.
- Si sente qualcosa? - Solo le spazzole dell'autolavaggio.
Infiltrare qualcuno è una buona idea.
Dai ragione al maggiore Luce?
Mi piacciono le persone che ragionano fuori dagli schemi.
E ascoltano musica heavy metal durante un appostamento.
- Ascolta. - Grazie, ma ci tengo ai timpani!
- A quanto siamo arrivati? - 3 milioni.
- [squilli di cellulare] - Sì ?
- È arrivata Daria. - È arrivata la stronza.
Finisco dopo. Ciao.
Vai a fare shopping? Andiamo insieme?
Mi dia del lei, poi non ti riguarda quello che faccio.
Lo scusi.
- Che cazzo le hai detto? - Che le ho detto?
Ma che cazzo le dici?
[voci non udibili]
Il direttore sta su?
- Quaranta, mi senti? - Sì.
Sono usciti dalla banca senza valigetta. Hanno finito le consegne.
- C'è il capo? - No, è fuori Ungaro.
D'accordo. Li seguiamo.
Setola è sotto sorveglianza.
Pensavi che non mi dicessero che eri qui?
Andiamo via.
Che vuoi fare? Tu pensi ancora di infiltrarti.
Sì e ho anche trovato il modo.
- Setola ha deciso di collaborare. - Come?
Racconterà di avere avuto sempre un socio in ombra
che ora gestirà l'azienda in prima persona.
Saresti tu?
Fingerò di essere avido, di volermi sporcare le mani.
Se mi crederanno, capirò qualcosa di più sui loro affari.
- Il piano è buono. - Troverò un finanziere
- che lo porterà avanti. - No, Floriana.
Setola si fida solo di me, con un altro finanziere non funzionerebbe.
Se lei mi ferma, vado avanti da solo.
Vai a farti ammazzare!
- Voglio sentire il magistrato. - No, colonnello.
- Alessandro, ci vuoi scusare un attimo? - Certo, colonnello.
- Deve ripensarci. - È un rischio,
- però può portare dei risultati. - Può portare un casino!
Di cui mi assumo ogni responsabilità.
- Se lo tagliamo fuori, chissà che farà! - Niente se glielo impediamo.
Lo arrestiamo? Lo monitoriamo costantemente.
Se succede qualcosa l'operazione salta.
Lui non è più l'uomo che lavorava con lei!
- Non ci saranno problemi. - È una follia!
No, è un ordine!
Non abusare della mia fiducia. Puoi andare.
È la prima volta che perdi tre incontri di fila.
Non sono Bruce Lee.
Forse sei preoccupata, ma i pensieri vanno lasciati fuori dal tatami.
Il magistrato ha autorizzato Alessandro ad infiltrarsi!
Sono sicura che porterà dei risultati.
Alessandro non è in grado di portare avanti l'operazione.
Non è in grado di portarla avanti da solo.
Tutta la squadra deve sostenerlo e ha bisogno soprattutto di te.
- Cosa farai, diventerai un altro? - Sì.
Nuovo nome, nuova identità, nuova casa.
Ti darò mie notizie, ma non so quando.
Angela, ho bisogno di te per Jacopo.
Non è un problema, lui e le bambine si terranno compagnia.
- È pericoloso. - Sarò sempre protetto.
È l'unico modo che ho per scoprire chi ha rovinato Raul.
Ho capito.
Devo andare, ci sono tante cose da organizzare.
Il magistrato ha dato l'autorizzazione alla sepoltura.
Domani ci saranno i funerali.
Potrai esserci?
No, non posso farmi vedere.
- Fino alla fine. - Cosa?
Siete lontani.
Sto lavorando alla copertura di Alessandro, ci serve un'ombra.
Ho pensato ad Ongaro, non sembra uno di noi, che dici?
Sì, Ongaro sarebbe perfetto, ma Alessandro ha un suo uomo.
- Pure? - È stato un suo allievo in accademia.
Lui si fida.
- Sottotenente Grandi. - Comandi.
Gliel'ho concesso, sul campo ci va lui.
Se si fida lui...
Subito!
Lui farà da ombra ad Alessandro.
- Non so se sentirmi sollevato o offeso. - Dobbiamo accettarlo.
- Perché lui? - È il mio migliore allievo.
Non è ciò che ho letto sulla sua scheda.
Ancora non sa di esserlo.
Buongiorno.
- Posso? - Prego.
No!
Ma che carini!
È merce sequestrata alla cosca dei puffi?
Una cosa tremenda!
Un terribile caso di riduzione in schiavitù.
- Li facevano lavorare nelle miniere. - Quanta crudeltà!
- Piacere, Grandi Michele. - Emma Vinci, lo so chi sei.
- Benvenuto. - Grazie.
Anche da parte mia. Vieni, ti faccio fare un giro.
- A dopo. - A dopo.
Maggiore, mi dispiace per suo fratello.
- Grazie. - Grazie a lei per la fiducia.
Non credevo che avrebbe pensato a me per un incarico così.
- Perché? - Pensavo di starle sulle palle.
Solo perché davi il 10% di quello che vali.
Qui da te voglio il 110%.
Puoi farlo?
- Quando cominciamo? - Domani, vieni.
Ti chiamerai Alessandro Sperduti.
Sei nato a Roma il 18 ottobre del '75.
Lei ha avuto una condanna in prescrizione per assegni a vuoto
- e numerosi protesti. - Il tipo giusto per uno come il Rosso.
Se le cose vanno come speri, sì.
Hai due conti in banca, ma la carta di credito te l'hanno ritirata.
Ha un notevole appartamento in Viale Mazzini 88.
Se tutto va bene, non dovrà starci molto.
Papà, stai bene con i capelli corti.
Prima li portavo sempre così. Se vuoi, li taglio anche a te.
Com'è questo lavoro che devi fare?
È come giocare a nascondino. Hai presente?
- Sì. - È la stessa cosa.
Devo trovare delle persone prima che si accorgano che le sto cercando.
- Sembra divertente. - Io mi diverto solo con te.
Ti verrò a trovare quando posso, però non ci incontreremo qui a casa.
- Perché? - Ci incontreremo in un posto segreto.
Poi ti dirò dove.
La zia anche se fa finta di niente, è triste e io cerco di farla ridere.
Bravo, Jacopo.
- Con le cuginette come stai? - Sono simpatiche, ma sono femmine.
Vieni qui.
Ci vediamo presto.
- Ciao, papà! - Ciao, ometto.
- Non ti fermi per la colazione? - Vorrei tanto, ma devo scappare.
Ah! Stavo dimenticando.
Queste le ho trovate nei pantaloni di Raul.
Non sono né di casa né dell'azienda, forse è importante.
Prenderò tutti i responsabili, Angela.
Questi tienili tu.
Così ti ricordi che la mia vita è nelle tue mani.
Bene!
Stanno mettendo altre telecamere e microfoni alla Ponteflor, maggiore.
Grandi, da questo momento dimentica il maggiore.
Non vorrei che te ne scappasse qualcuno di troppo.
Certo, ok. Buona fortuna... Alessandro.
- Fatto. - Non si preoccupi, andrà tutto bene.
Sì, andrà tutto bene.
- Mi vedi? - Ti sento e purtroppo ti vedo anche!
- Sbrigatevi ad andare via. - Ok, capitano.
Andrà tutto bene... ma io come faccio a non preoccuparmi?
- Arrivederci. - Arrivederci.
Doveva preoccuparsi prima di fare affari con il Rosso.
- È una vittima. - Sono tutte vittime,
i cattivi non esistono!
In bocca al lupo.
Ecco l'ombra.
Ti dispiace che abbiano dato l'incarico a lui?
No, sono solo stupito, questo non sa chi ha contro.
Guarda come sorride!
Bellissimo.
- Hai trovato un sostituto? - A cosa?
All'azienda di Raul.
- Scusa se tiro fuori l'argomento. - Devo farci l'abitudine.
La morte è l'unica cosa a cui non si può porre rimedio.
Abbiamo bisogno di fatture e aziende.
Ho detto al Rosso di occuparsene, sta per incontrarsi con Setola.
Ottimo, possiamo sempre contare sul buon Setola.
- Non avrà alcun dubbio su di me. - Se lo avesse?
- Sarei stato un cretino ad ascoltarti. - Ci tengo alla mia vita.
Stai tranquillo, andrà tutto bene.
- Sto tranquillo un cazzo! - Oreste, io ti voglio lucido.
Fidati di me e ricordati tutto quello che ci siamo detti.
- Se perde il controllo? - Non lo farà.
Capitano, ci siamo, il nostro amico è arrivato.
Lo vedo, eccolo.
Sta arrivando.
- Dr. Setola, c'è il signor Fabrizi. - Mi fai fare l'anticamera?
Setola, ogni tanto devo ricordarti che sei il mio portiere.
Vorrei farti conoscere una persona.
- Perché? - È il mio socio.
Mi chiamo Alessandro Sperduti.
A me questa cosa non piace.
Io questa situazione non la sopporto più.
Lui se la cava meglio di me, può esserti più utile.
Di questa cosa ne parliamo un'altra volta.
Quando vuoi presentarmi qualcuno, devi avvisarmi prima.
Non mi piacciono le sorprese, non farmi incazzare, Setola.
- Non funziona. - Aspetta!
Sig. Fabrizi! Ha ragione, dovevamo avvisarla prima.
- Perché non sentiamo? - Lì non ho microfoni.
Ho investito i miei risparmi in questa azienda e va tutto in malora!
Non ho neanche i soldi per pagare le rate dell'automobile.
Levati!
Quello stronzo del mio socio vuole tirarsi fuori, ma io no.
- Io ho bisogno di soldi. - Non so di che cazzo parli.
Sto parlando di Raul Luce e del fatto che si è tirato un colpo.
Adesso il mio socio ha gli scrupoli. Ecco di cosa parlo!
Chi ti ha raccontato questa storia?
So tutto quello che fa Setola.
Finora mi andava bene così, finché reggeva.
Ma adesso non ce la fa più.
Se vuoi continuare a fare affari con questa azienda, devi farli con me.
Tu sai con chi stai parlando?
E tu?
- Grandi! - Sì, capitano.
Tieniti pronto a intervenire.
Facciamo una cosa, sali in macchina, così verifichiamo insieme.
Come vuoi.
Stanno andando via insieme. Li seguo.
È andata.
Alessandro, tu da dove sei uscito fuori?
Io avrei continuato a farmi gli affari miei,
ma Oreste non ragiona più.
- Ti piacciono i soldi, vero? - Mi trovo nella merda.
Non mi bastano più le briciole che mi arrivano, voglio di più.
- Sai la storia dell'uccellino? - No.
C'era un uccellino che stava morendo assiderato.
Quando pensava che fosse finita
è passata una mucca e gli ha fatto una cacata in testa.
In un primo momento ha detto: "Che schifo!"
Poi ha capito che quella cacca gli aveva salvato la vita.
Mentre pensava di essersi salvato
è passato un gattino, l'ha tirato fuori dalla cacca e l'ha mangiato.
Sai qual è la morale?
Non tutti quelli che ti mettono nella merda
lo fanno perché ti vogliono male.
Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda
lo fanno perché ti vogliono bene. Se sei nella merda, non lamentarti.
Dovevamo mettergli un microfono addosso.
Troppo rischioso.
- Mi dai i documenti, per favore? - Perché?
Dammi i documenti!
Ci sono i Regina, si stanno avvicinando alla macchina.
Se ti senti solo, ti lascio un po' di compagnia.
Che succede?
- Quella non serve. - Prova a fare lo stronzo!
Il Rosso è sceso, sta entrando in banca.
Tu da dove cazzo esci fuori?
È un amico di quel pezzente di Setola.
- Setola ha pure gli amici? - Io sono qui per farmi nuovi amici.
Grazie.
- Sperduti è un pessimo pagatore. - Quanto pessimo?
Non gli aprirei mai un conto, assegni a vuoto, pignoramenti.
- Gli stanno per togliere l'auto. - Sai se Setola ha un socio?
- Sarebbe lui? - Sì.
Posso fare un controllo al registro delle imprese.
Sì.
Il Rosso è uscito dalla banca, li seguo.
Certo, stagli attaccato.
Rosso, dobbiamo perdere ancora tempo o gli esami sono finiti?
Gli esami non finiscono mai, amico mio.
Leva questa cazzo di pistola.
Sono arrivati, stanno scendendo dalle auto.
Visto che stai qua, firma.
- Che roba è? - L'azienda di Setola,
cioè la mia che gestisci tu.
Alessandro, dobbiamo pensare alla grande.
E come?
Compriamo qualche azienda tipo Telerie Romane.
Aumentiamo il fatturato e mettiamo un po' di soldi in circolazione.
Io cosa ci guadagno?
Il fatto che tu esca da qui dentro con le tue gambe
vuol dire che hai già guadagnato tanti soldi.
Non ti pare? Firma.
Sigla tutti i fogli.
- Nostalgico? - No, io penso al futuro.
Siamo alle Telerie Romane, sembra che non ci sia nessuno.
Cercate di capire che fanno e perché interessa al Rosso.
- Entriamo? - Scavalchiamo.
Con i tacchi? Sempre operativa!
Tu sempre simpatico! Guarda e impara.
Attenzione a sinistra.
Dai!
- Vado. - Sì.
Coprimi.
Veloci con i cosmetici. Voi a che punto siete con le borse?
Chiudiamo il cartone e portiamolo via, presto!
Dai che il tempo stringe! Andiamo con i cartoni!
Stanno preparando del materiale da caricare.
- Che tipo di materiale? - Porta le borse qui!
Le Telerie Romane dovrebbero produrre tessuti.
Invece fabbricano cosmetici e borse contraffatte.
La merce viene stipata sui camion della ditta e poi distribuita.
Falli seguire, scopriamo chi sono i grossisti.
Telefona ad Alessandro.
E' diventato il titolare di un'azienda di contraffazioni.
Va bene.
[Queste le ho trovate nei pantaloni di Raul.]
[Non sono né di casa né dell'azienda, forse è importante.]
Dal numero di serie delle chiavi sono risalito alla porta blindata.
È di un appartamento ai Parioli.
Dammi l'indirizzo a cui si riferiscono.
Subito.
Ancora "Moby Dick"! Lo saprai a memoria.
L'ho letto almeno dieci volte. Mi piacciono le balene!
Ricordi la versione illustrata che mi ha regalato papà?
No.
Ma che stavi combinando, Raul?
[squilli di cellulare]
- Dimmi, Flo. - Le Telerie Romane fabbricano
merce contraffatta.
Quindi il Rosso non si occupa solo di riciclaggio.
No... sto facendo seguire uno dei camion.
È l'occasione che aspettavo per rendermi utile ai suoi occhi.
Ascolta quello che devi fare.
I colleghi non hanno ancora piazzato il posto di blocco.
Allora ci pensiamo noi. Lo fermiamo.
- Non ho superato il limite. - Documento di trasporto.
- Scenda. - [sirene]
Mi faccia vedere il carico.
Vediamo un po'.
- Prendiamo questo. - Mettiamolo giù.
- Queste? - Non sono le mie.
Lo spero! Ehi! Fermo!
Manette.
Ora ti "becchi" pure resistenza a pubblico ufficiale!
- Va tutto bene? - Dubitavi?
Ora vediamo come reagiscono.
[squilli di cellulare] Che cazzo vuole questo, che c'é?
Le guardie hanno fermato uno dei camion.
- Quando? - Un'ora fa.
Dal libretto arriveranno in fabbrica.
Abbiamo 200.000 borse taroccate che dobbiamo far sparire.
I camion delle Telerie Romane saranno segnalati.
Tu manda qualcuno in fabbrica, io cerco un camion pulito.
- Dai! - Sì, ho capito.
Porca troia!
[squilli di cellulare]
Forza con queste casse! Vogliamo fare notte?
Sbrigatevi!
Mi hai dato i tuoi camion, ma se li fermano cosa dici?
Che li hanno rubati.
- Sei un'altra cosa rispetto a Setola. - Sì.
A me interessano i soldi. Quanto c'è per me?
Il 2% sul valore della merce, ma devi tenerli nella tua azienda.
Il 2% al mese.
Devo stare attento a te! Andiamo a prendere un caffè.
Stanno riempiendo almeno 3 o 4 camion.
- Sembra che Luce ce l'abbia fatta. - Sì, ma è solo l'inizio.
- Romolo! - Mi emoziona sempre questo posto.
A me non interessano gli affarucci che fai
- ma non devono diventare un problema. - Ora le borse stanno a posto.
Io ho guadagnato tanto con questa storia.
Una miseria! Pensi troppo in piccolo, Romolo.
Già.
Tu collezioni opere d'arte e io borse falsificate!
- Come se l'è cavata Sperduti? - Vuole togliersi le pezze dal culo.
- Questo non è come l'altro. - Bene, mi serve uno come lui.
L'abbiamo trovato.
Ha una tecnica tutta sua, non mette la testa in acqua.
Gli manchi.
Manca anche a me, negli ultimi anni siamo rimasti sempre insieme.
Io e lui, sempre insieme.
Se non fosse stato per quello lì,
non sarei riuscito ad andare avanti dopo la morte di Barbara.
Le bambine a volte sono tristi, mi chiedono quando torna il padre.
Ho detto loro che è partito per un lungo viaggio.
- È tuo questo? - No.
- Dove l'hai trovato? - Nell'azienda di Raul.
No, non metterei mai una cosa del genere, non è di mio gusto.
- Lo terrò come portafortuna. - Ne abbiamo bisogno.
[squilli di cellulare]
Sì?
Ciao Alessandro, devo presentarti una persona.
- Quando? - Oggi, hai impegni per pranzo?
Sei impegnato con la tua segretaria?
Si tratta di una cosa importante per te, non per me.
Va bene.
- Dimmi dove. - Te lo faccio sapere io.
Sperduti?
Daria Fabbri.
- Piacere. - Piacere.
Mi scusi, sono un po' sorpreso. Mi aspettavo...
- ...un altro genere di persona. - Un rozzo come il Rosso?
Io mi occupo di un altro ramo di affari.
- Vista l'eleganza, direi alta moda. - Non mi faccia dei complimenti.
- Questo non è un appuntamento galante. - Allora...
Parliamo di affari, so che lei può farli crescere.
Dipende da lei, dalla voglia che ha di crescere
- e della sua affidabilità. - Giudicherà lei.
Esattamente.
Ne parliamo dopo, ora facciamo un drink.
- Daria, vieni! - Vengo subito.
Si rilassi.
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