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.:: Sobrio Subber Productions::. Sottotitoli a cura di Mac Guffin per www.cinesuggestion.blogspot.it
Autunno 1944
Eetla...
Ho i piedi bagnati.
Fin qui. - Cosa?
Sono bagnata.
Dove sono le tue cose? - Cose. Quali cose?
La tua borsa, la valigia e... Le cose che avevi con te?
La hai lasciate nella barca? - Dove avrei dovuto metterle.
Mi hai detto tu di farlo. - Te l'ho detto io?
Io non ti ho detto niente. Volevo che te ne andassi da qui.
Ti hanno ridato l'oro?
Per la traversata? - Devo togliermi la gonna.
Ti sto chiedendo, ti hanno ridato i soldi? - Io, perch io?
Era il tuo oro, sei tu quello che ha pagato.
Non ho avuto tempo di chiederlo indietro, no?
Si erano gia' allontanati dalla costa.
E tu sei saltata nell'acqua? - S ...
E allora adesso?
Starai qui?
Vuoi restare qui?
Perche' dovrei andare in Svezia? Chi mi aspetta la'?
Tu pensi che qualcuno ti stia aspettando qui. - Certo che no.
Vedrai...
E allora lasciami.
Lasciami vedere qualcosa, sia quel che sia.
Perche' stai gridando? - Tu stai gridando.
No. Sto parlando molto pacatamente.
Ho freddo. Capisci.
Mettiti qualcosa addosso allora.
Asciugati e torna sulla costa.
Toglilo, non lo voglio.
Papa'!
Papa'!
Se ne sono andati! Questa era l'ultima barca!
Non vado da nessuna parte. Quella era l'ultima barca.
Io non ci capisco piu' niente. Quando verranno a prenderti...
Ascolta!
Noi fuggiremo, lo so.
Ho sognato che tu ed io stavamo andando... Mi senti?
Non ricominciare.
E la barca ci veniva incontro, veniva dritta da noi.
Noi abbiamo corso lungo la costa, tu ed io.
Abbiamo provato a scappare, ma non ci riuscivamo, e lei continuava a venire.
Mamma disse che non dovevamo avere paura, che l'acqua era tiepida...
Ora ci faremo tutti una nuotata.
E disse che tutti i cani che non sapevano nuotare sarebbero stati uccisi qui...
E un cane e' andato a fondo, fissandomi, come un essere umano...
Gli occhi pieni di paura. Gli occhi di quel cane...
Non potevo aspettare che annegasse.
Le pavoncelle gridavano come pazze...
Sembravano pavoncelle ma non lo erano davvero.
Erano anatre ma strillavano come corvi...
Ho pensato che fossero pavoncelle, che le pavoncelle stessero gridando...
Mamma disse certo che sono pavoncelle,
e' tempo di lutto in fin dei conti... Anche loro sono in lutto...
E io volevo piangere ma non ci riuscivo... Volevo gridare con le pavoncelle,
ma non venne nessuna voce, non venne nulla.
Non riuscivo a respirare...
Non riuscivo a respirare, non riuscivo e...
Mi senti, stavo soffocando,
Non potevo proprio restare in quella barca... Mi senti!
Eetla.
Apri la porta e vieni giu'.
Sono sicura che vuoi vedere come mi hanno violentata.
Violentata, e' questo che vuoi vedere?
Hanno dato fuoco alla casa perch tu potessi vedere meglio. - Eetla!
Io sono una femmina, dopo tutto, come lo era la mamma.
Io ho sentito tutto sai. - Quando e' successo allora!
Mamma stava gridando. Io ricordo solo, ricordo come...
Mi sono sentita... mi sono sentita...
Eetla! - Mamma ha gridato...
Mi sentivo come se qualcosa stesse crescendo...
A volte lo sento ancora crescere dentro di me, crescere e crescere,
crescere e crescere e crescere e crescere e...
Eetla! - Anche tu eri li' e hai visto... Hai visto.
Io non ho visto niente! - Hai visto e sentito...
Non ho sentito! - Stai mentendo! Non ho sentito! - Stai mentendo!
Non ho sentito! - Stai mentendo! Non ho sentito! - Stai mentendo!
Devi metterci sopra dello iodio. - Non fissare.
Tu sei il motivo per cui siamo seduti qui. Mamma voleva andarsene gi' a quei tempi.
Quando?
Di nuovo nel tuo sogno?
Sognando o desta qual'e' la differenza in ogni caso?
Per te piu' nessuna, questo e' certo.
Cos'e' successo?
Dov'e' il cavallo?
Dove hai lasciato il cavallo, dimmelo!
Sei andata al villaggio o cosa? - La scarpa...
Che scarpa? - La scarpa di mamma.
Sei pazza...
Sai parlare l'Estone?
Lo sai?
Mi senti...
Hai dei documenti con te o qualcosa? Parla!
Dannazione!
Ti ricordi quando gli zii sono venuti qui dalla Svezia, con le loro mogli...
Tu facesti la tua birra forte e tutti si ubriacarono e risero...
E' cosi' buffo quando sono tutti ubriachi fradici, vero...
Era anche l'ultimo compleanno di mamma...
Ricordo come strappava piume bianche dalle sue mani la notte
e noi la guardammo tirare fuori tutte quelle piume dalle sue maniche.
Lei era seduta sul suo letto con addosso il vestito da sposa
ed era cosi' bella... Molto piu' bella che nella foto del matrimonio...
Il vestito era aperto sul davanti quindi i suoi seni erano tutti scoperti,
come se volesse nutrire un bambino. Tu chiedesti perche' lei se ne stava li' seduta
con i suoi seni in mostra quando non c'era nessuno da nutrire...
Mamma allora inizio' a ridere in un modo cos strano
e disse che non importava, dato che era tutto un sogno comunque
e tu eri troppo stupido per capirlo...
Poi io sono dovuta andare in bagno
e ho visto tutti voi che dormivate sul pavimento del soggiorno.
Tu e gli zii e le loro mogli e... Mancava solo mamma.
Lei era andata di sopra nella sua stanza, la porta era spalancata
e lei era stesa sul letto, completamente nuda, con addosso solo le sue scarpe.
Le scarpe che gli zii portarono dalla Svezia per il suo compleanno.
Io la guardai...
la pelle di mamma sembrava piena di luce...
Come se ci fosse una candela nella sua vescica e brillasse attraverso il suo corpo.
Come se fosse luna piena. Solo che il bagliore veniva da dentro mamma...
Era molto bello, il suo starsene sdraiata la' in quel modo...
Non potevo fare a meno di fissarla...
E sapevo che non potevo fare nulla...
Dovevo guardarla, volevo guardare come aveva aperto un pochino le gambe.
Poi mamma apri' gli occhi e mi guardo'
come se avesse saputo per tutto il tempo che io la stavo guardando,
e mi chiese se pensavo che indossasse delle belle scarpe...
Dio onnipotente, sono qui.
Levati di mezzo.
Aspettate!
Quando io, quando ora restero' incinta di un generale o due capitani,
cosa dira' la gente... In Svezia...
Verra' una barca per me cosi' potro' partorire in Svezia...
Dovro' vestirmi elegante.
Papa' non verra', il faro e' l'unica cosa importante per lui... Solo io devo andare...
Ma io sono tornata... Sono saltata nell'acqua e ho nuotato a riva
e papa' e' molto arrabbiato e vuole sapere dove ho lasciato le mie cose,
perche' ho lasciato l'oro nella barca.
E poi lui mi pesta i piedi tutti blu... Lo fa a tutte le femmine che ritornano...
E' per questo che nessuno ritorna. Io lo so. Li ho visti andare tutti. Andare e andare...
Tutti quanti... E io ho gridato a loro,
volevo sapere dove credevano di andare, dritti dentro al mare...
E ho pensato che non avrei mai visto un altro essere umano in vita mia...
Che sarei rimasta sola, una donna vergine.
Andiamo adesso.
Erano uomini piuttosto ragionevoli, questi.
Hanno detto che nessuno sarebbe stato portato via. Che solo i sostenitori attivi sarebbero stati puniti.
Noi non siamo sostenitori. Noi siamo i guardiani del faro...
Ci hanno detto di continuare a badare al nostro faro...
Che non avrebbero toccato le donne... Nessuno stupro... Spareremo agli stupratori...
Questo ' quello che hanno detto, che avrebbero sparato agli stupratori e ai sostenitori.
Eetla!
Eetla!
Giu'! Giu'!
Hanno bruciato le barche...
Hanno bruciato le barche... ho visto... il mare intero stava bruciando...
Ero nelle torre di notte e li ho visti sparare.
Tutte le barche bruciate...
Non hai visto?
Fammi un po' di luce.
Merda... Si sta seccando.
Va legata con qualcosa. Non c'e' niente di adatto qui.
Ho una calza. Fammi provare.
Aspetta! Fai la pipi' sopra... Poi legala... Fai la pipi'!
Non importa chi lo fa... Tira forte.
Non posso...
Si' che puoi... Devi!
Ferma quella manovella.
Vieni, vieni qui. Mangia.
Quelli con la jeep hanno detto che non e' piu' permesso a nessuno di andare in mare.
Non si possono tenere neanche le barche.
E' meglio che tu non guardi neanche verso il mare.
Hanno detto che se vedi qualcosa,
tipo qualcuno con una barca, devi dirglielo...
Quindi meno vedi, meglio e'.
Uno parlava e gli altri se ne stavano li' a guardare.
Ha chiesto anche perche' non ero partito...
Questo Juhansen...
Adesso abbiamo questo Kasper Juhansen...
Lo stesso dottore che tua madre vedeva in quell'ospedale in citta'...
Come sai che e' Juhansen?
E' proprio lui. Ho visto i suoi documenti... Lo stesso tizio.
Era la sua gamba che hai fasciato oggi... Con le calze di tua madre...
Juhansen.
Si e' spento... Che diavolo!
Allora l'ha fatto!
Sparero' a quel bastardo!
Papa'! Che cosa fai?
Aspetta!
Aspetta, non puoi, non puoi, non puoi farlo, papa'!
Stai alla larga tu! Levati!
E' il dannato gas!
Fai luce!
Fai luce! Mi senti!
Ecco! Ed ecco!
Perche' volevi violentarmi!
Perche' hai dormito con mia madre!
Perche' volevo ucciderti, bastardo!
Perche' l'hai voluto tu...
Sai, ho sognato che...
Inverno
Allora cosa dicono le voci?
Beh, hanno detto qualcosa? - No.
E' inutile trafficare con la radio per i tuoi spionaggi.
Queste sono le ultime batterie.
Quale spionaggio? - Sai cosa intendo.
Verranno a prenderti e a portarti dalla tua mogliettina.
Sarebbe carino, vero? - Sarebbe molto carino.
Papa' non vuole che tu fumi qui. Gli ricorda la mamma.
Mamma, vedi, inizio' a fumare quando torno' dall'ospedale, ha preso da te.
Una sigaretta dopo l'altra.
Non faceva nulla, fumava soltanto e fissava davanti a se' e si scaldava i piedi.
Papa' diceva che era la pressione bassa a renderle i piedi cosi' freddi.
La pressione era bassa a causa di tutto quel fumare
e il fumare dipendeva dai nervi e i nervi dalla pressione bassa.
Mamma non lo ascoltava neanche.
A volte lui diceva che per forza si hanno i piedi freddi
vivendo vicino a questo mare scuro e mangiando pesce...
Lei continuava a dire che avrebbe voluto una terra asciutta dove splendesse il sole
e dove le persone bevessero vino rosso. Per sete, non come qui-
solo il vino della comunione, e diluito anche quello.
Lei poi disse, intendo mamma,
che aveva sognato di essere su un lago salato essiccato,
mentre cercava un ufficio postale... Voleva mandarci una lettera
dicendo che lei non sarebbe tornata qui a marcire... A sventrare il pesce e congelare.
Che ora sarebbe potuta andare dove voleva ed era quello che stava facendo.
Papa' penso' che doveva essere proprio un bel posto
quello in cui si ha tutto cio' che si vuole, e che forse lei si sarebbe annoiata la'...
Mamma disse che non sarebbe successo.
Inizio' a scuotere la testa, per dire no, no, no, no.
Allora papa' smise di parlare. Lui sapeva cosa significava
quando lei scuoteva la testa in quel modo. Anche mamma poi si zitti'.
Rimase seduta la' per un po' e poi disse
che l'unica cosa che le sarebbe mancata era il chiasso degli uccelli...
Le sarebbero mancate le grida dei gabbiani.
Sonnambulismo...
Il vecchio e' tornato.
Ho preso nota di tutto, dove le ho prese e di chi sono queste cose.
Hanno lasciato solo le canne fumarie delle stufe al villaggio.
Di certo sanno come attizzare una stufa.
Hanno bruciato tutte le case.
Le hanno svuotate per bene e poi gli hanno dato fuoco.
Solo le latrine sono rimaste in piedi.
Quando le persone torneranno non gli sara' rimasto nulla e nessun posto in cui stare.
Se torneranno... Sette...
Certo che lo faranno... Questo caos non durer fino a primavera.
In autunno hai detto che non sarebbe durato fino all'inverno.
L'inverno non e' ancora finito.
Un po' piu' di dodici. Hai dato un'occhiata alla barchetta vicino alla rimessa
o pensi di aspettare finche' sara' bruciato anche quello? - Dodici.
Non aspetto niente. Forse qualcun altro qui lo fa.
Se quella persona vuole la barchetta, lascia che venga e parli con me.
Ci andro' io. - Lascialo andare, lui che ne ha bisogno.
Kasper non andra' da solo. E' pericoloso sulla costa.
Potrebbero essere appostati la'. - Non c' niente per cui appostarsi...
Non e' rimasta una sola barca. - C' la tua.
Non piu'.
Dov'e' andata? - Da qualsiasi parte.
Lasciala stare, la barchetta.
Lascia che vada a cercarsela da solo se e' cos disperato.
Dove potrei andare con questa comunque?
I cacciatori di foche le hanno fatto attraversare il mare fino in Finlandia molte volte.
Devo arrivare in Svezia. - Puoi procedere per la Svezia da la'.
Dalla Finlandia? Ti hanno rimandato indietro da la'.
Perche' non sei rimasto un medico?
Avresti potuto avere ancora un lavoro e dare consigli alle donne.
Quali consigli potrei dar loro? - Qualsiasi gli capiti di aver bisogno.
Mamma me l'ha detto.
Perfino quelle a buon mercato che facevano soldi dormendo nelle caserme
e poi venivano da te cosi' potevi svuotare i loro ventri...
Perfino loro ricordavano le mani del medico.
Tu ricordi le facce di queste donne, vero?
No... - Ma le hai guardate?
Non le vedevo in quel modo...
In che modo le vedevi allora?
Come un medico.
Erano tutte uguali laggiu', sai?
Si' lo erano. E non lo erano.
Riesci a ricordarne qualcuna? - Alcune.
Mamma...
Lei era... - Cos'era lei?
Lei era quello che era...
Ma lei era...
Pazza... Pazza di te.
Cosa dovrei dire a riguardo?
Niente.
Erano tutte pazze...
Le tue pazienti, che allargavano le gambe perche' tu potessi ficcarci le mani dentro.
Falco tinnunculus...
Disegnato bene...
E anche correttamente, che la cosa piu' importante.
Kasper ha dato un'occhiata alla tua mucca... E' ora di portarla in citta'.
Ha detto che se non vorra' il toro adesso, non lo vorra' mai.
Tu cos'hai detto? - Ho detto che devi portare la mucca in citta'.
Hai ragione, allora devo. Forse domani.
E' una lunga strada da fare per l'animale.
Ma se non ci sono tori piu' vicini non c'e' altra scelta, giusto.
Si' e' meglio che tu vada domani.
E se non vorra' il toro neanche stavolta,
vendila per la carne e compra delle nuove batterie per la radio.
Ho la testa inceppata dagli uccelli e non riesco a liberarmene.
Beh, buon appetito!
Grazie.
Ancora nessuna notizia dalla Svezia? - Silenzio.
Sara' per la barchetta allora. - Cosi' sembra, si'.
Bada solo a non lasciare qualche traccia vicino al faro.
Puoi prendere i miei vecchi sci.
Non quelli nuovi, ma quelli vecchi sono abbastanza buoni.
Salute.
E stai lontano dalla ragazza.
Aspetta...
Lione.
Strasburgo. Anversa. - Anversa.
Odessa. - S .
Poi viene Bratislava, Parigi, Atene, Istanbul.
Stoccolma. - Ferma li', ascoltiamo quella.
Quando mamma ci lascio' e fuggi' con il suo ufficiale,
disse che sarebbero andati in Svezia.
Cosi' quando la incontrerai la', dille che Eetla,
sua figlia, le manda i suoi saluti, e che e' ancora vergine...
Dille che i soldati mi hanno gia' adocchiata...
Quanto tempo durero' cosi'... E bada di dirle che
io non ti ho lasciato avvicinare, per quanto tu volessi avermi.
papa' pensa che tu l'abbia gi avuta vinta con me,
tiene la sua pistola la' per te...
Ti sparera' quando la mia pancia iniziera' a gonfiarsi.
Oso a malapena mangiare per questo.
Ecco perche' voglio che tu te ne vada. Prima che la mia pazienza finisca
e tu ti getti contro di me e mi insanguini la bocca...
Papa' ti sparera' per questo...
Lui non sopporta il sangue. Ecco perche' vi ucciderete l'un l'altro.
Ho anche dovuto sparare al cane perch tu non sopporti il sangue.
Voglio dirti una cosa.
Estland.
Vedi, quando partirai...
Kvinna.
Quando te ne andrai e io restero' indietro da sola, allora... Allora...
Legare.
Ventar.
Nordkappen.
Non voglio. - Merda!
Non riesco a sentire, maledizione...
Non voglio. Non voglio.
Uno si sta gia' intrufolando qui, il muto, con le cicatrici sul collo...
Lui mi prendera'...
Contro la mia volonta', e tutti gli altri dopo di lui...
Io non voglio questo, mi senti... non voglio...
Io non posso essere toccata!
Eetla!
Non posso essere toccata! - Per favore!
Non adesso! - Eetla!
Non voglio! Mi senti!
A cosa stai pensando?
Sto pensando che... Non riesco a comprendere appieno.
Cosa non riesci a comprendere?
Non importa, davvero... - Cosa non importa?
Quello che hai detto...
Cos'ho detto?
Che sei una vergine...
Non lo sono... Non piu'.
Importa molto. - Cosa?
Che non sono piu' una vergine.
Non lo eri neanche prima. - Lo ero ieri sera.
Nessuno mi aveva toccata prima di te...
Non hai sentito alcun dolore, vero.
Poi mi ha violentata...
Chi? - Quel soldato. Il muto...
Mi ha chiamata bella ragazza. Mi ha dato. Tu sai cosa.
Ha scritto... Prima sulla neve, poi nell'aria... Ho letto quello che ha scritto.
Aveva con se' un cane.
Che voleva farmi a pezzi, ma lui l'ha chiuso in macchina.
Altrimenti l'avrei ucciso... Il cane.
Ma questo e' stato dopo.
Prima di trascinare il fieno sul carretto, nella stessa soffitta dove tu ti nascondevi.
Ero cosi' stanca e mi sono stesa sul fieno e mi sono addormentata all'istante... Come svenuta.
Nel momento in cui chiusi gli occhi vidi papa' arrivare a casa con il pesce
e mi disse di sventrarlo.
Ma non erano pesci normali... Erano mezzi animali e mezzi serpenti...
Come quelli che vivono nel fango nelle caverne.
E si sono sparpagliati attorno al faro.
Papa' ha iniziato a urlarmi che stavo lasciando salire i pesci
sulla torre e macchiare il vetro e le barche non avrebbero visto la loro strada.
Ma mamma disse che non ci sarebbero riusciti comunque.
Qui non viene piu' nessuno. Siamo stati abbandonati...
Lascia che i pesci vivano nel faro... Almeno un po' di compagnia...
E lei si arrampico' sulla torre insieme ai pesci come una sonnambula.
Papa' mi disse di andarle dietro, altrimenti sarebbe potuta cadere e i pesci con lei.
Io non sono riuscita ad andarci perche' la torre era piena di pesci e mi sono stesa
e poi ne e' arrivato uno grosso e viscido ed strisciato fra le mie gambe.
Io ho gridato a papa' perch venisse ad aiutarmi,
ma la creatura, quel pesce, ha continuato a strisciare, ancora e ancora,
e poi non potevo piu' gridare perch non avevo voce -
il pesce era gia' nella mia bocca, aveva attraversato tutto il mio corpo,
attraverso il mio intestino e l'esofago e ho pensato che mi avrebbe fatta a pezzi.
Ma poi devo essermi svegliata, rabbrividendo dal freddo,
e lo strano cane stava leccando le mie cosce nude.
Cosa stai fissando?
Non l'hai mai vista prima, o cosa.
Guarda allora.
Tu hai lasciato che il soldato mi violentasse e ora mi fissi.
Perche' non mi hai presa tu stesso?
Avevi paura di mio padre, paura di tua moglie.
Lei sta facendo un bel po' di sesso in giro,
con Finlandesi e Svedesi e chissa' chi altri.
Nessuno lo sa, nemmeno tu e non lo saprai mai e ti sta bene.
Che cosa vuoi?
Bevi e vattene.
B a l l a...
Vai al diavolo.
Balla... Balla...
Lasciami andare! Lasciami!
Balla.
Lasciami...
Kas... Kasper! Kasper!
Mani in alto!
Eetla!
Non mi piace il teatro. Ho detto che non sopporto il teatro...
E neanche papa', perch sono tutte bugie e falsit e brutti scherzi.
Mamma impazziva per il teatro... Pensa che... Eravamo a Stoccolma,
mamma ed io, nel teatro del Re a vedere Nora o una cosa simile...
Quella che continua a lamentarsi per le sue vecchie mutande grigie.
L'ingresso era piccolo e angusto come in un cinema
e la corrente d'aria ti soffiava tra le gambe su fino alle cosce...
Come se la porta fosse rimasta aperta o una finestra... Mi sono chiesta
se il Re non avesse davvero un teatro migliore di quello...
Ci siamo sedute in prima fila e gli attori gridavano e ci sputavano in faccia,
le loro facce tutte dipinte e avevano anche le parrucche... Disgustoso
E poi improvvisamente mamma era sul palco...
A quattro zampe, dietro la schiena di Nora... Ho quasi avuto un attacco...
Lei ha detto di essere la vecchia biancheria di Nora...
Che adesso lei era un attore nel teatro del Re...
Lei era lassu' sul palco, a quattro zampe, i seni che le pendevano come una mucca...
Poi ha iniziato a urlare che aveva dimenticato le sue battute,
che non riusciva a gestire quella parte. E' sprofondata fra
quelle sedie di compensato e ha continuato a ululare e tutti fissavano.
Anche altre donne congelate nelle loro sedie pieghevoli iniziarono ad ululare...
Puttane... puttane di Stoccolma...
Tu aspetti qui, io vedo quanto e' largo il varco.
Cosa c'e' da vedere la'. E' infinito.
Quando grido, tu gridi in risposta.
Quando non riesci a sentir gridare, spara un colpo.
Non sprecare le cartucce, sparane una alla volta.
Larus ridipundus.
Haematopus astralegus.
Dove sei!
Kasper!
Kasper!
Bastardo! Dove sei!
Kasper!
Kasper!
L'hai accompagnato?
E' riuscito ad attraversare, alla fine?
I soldati sono venuti qui a curiosare.
Uno di loro ha chiesto di te.
Ho detto che eri in citta'.
La mucca e' stata fatta accoppiare. Forse pu essere munta adesso.
Primavera
Gottfrid Ambrosen, guardiano del faro iz majaka.
Natshalnik mi ha detto di aspettare qui.
Non c'e' altro.
Ho portato la mucca.
Ha anche un vitello ma non e' ancora nato.
Adesso vieni, prima che ci ripensino.
Svegliati, siamo a casa. Mi senti...
Apri gli occhi...
Eetla, riesci a sentire?
Ascoltami. Andr tutto bene.
Ti svegli metti dei vestiti asciutti,
poi andiamo alla spiaggia...
Contiamo le uova nei nidi e...
Chiamiamo gli uccelli e...
Ascoltami... Stai ascoltando, vero...
Eetla, svegliati...
Eetla! Apri gli occhi.
Dov'e' andata mamma?
Vieni vieni, qui c'e' parecchio spazio.
Il te' si sta raffreddando.
E l'uovo e'...
Lei ha preso i suoi vestiti.
C'e' pane. Niente latte.
Ma ho fritto il pesce ieri.
Ne vuoi un po'?
Ha preso le sue calze a strisce rosse...
Quelle strappate. E il suo vestito da sposa.
Cosa se ne stara' facendo adesso mi chiedo?
Lei ha dato questi vestiti a te cosi' avresti potuto lasciare questo posto.
Ma io non li sto indossando. - Sono rimasti la', in deposito.
Dove? - Da dove siamo venuti.
La chiesa?
Non ti avrebbero lasciata andare altrimenti.
Lo sai cosa mi hanno fatto?
Hai nascosto la pistola? - L'ho fatto, si'.
E la radio? - La radio e' nella torre.
Ho sentito stamattina che la guerra e' finita.
Perch non l'hai detto subito che la radio era nella torre.
Ed io pensavo che mamma fosse lassu' ad armeggiare con la radio,
visto che il suo letto e' vuoto.
Anche Kasper potrebbe essere la'.
Con mamma...
Cosa stai facendo qui? - Dormendo.
Quanto a lungo vuoi dormire? - Lasciami stare.
Le persone dormono di notte.
Non sono affari tuoi.
Devo starmene seduta in casa, sottochiave, proprio come mamma?
Che ne e' stato di mamma, dimmelo!
Non ti dico niente. E' ora di dimenticare, in ogni caso.
E se non riuscissi a dimenticare?
Ci riesci, fidati! - Ma se non ci riesco...
Se tornasse tutto da me nel sonno!
Eetla, svegliati!
Lo sono...
Mamma e' ancora qui e anche Kasper. Vedi, guarda!
La femmina volta la schiena verso terra,
si afferrano le gambe l'un l'altra con i loro artigli e roteano verso il basso,
lasciandosi andare appena prima di raggiungere il terreno.
Questo e' il volo nuziale durante la stagione degli accoppiamenti...
Haliaetus albicilla...
Tirero' gi questi uccelli
se vuoi e li anneghero' o li faro' a pezzi...
Per me e' lo stesso...
Dimmi solo cosa vorresti. Annegati o fatti a pezzi.
Faro' a pezzi anche me stessa. Fammi sapere.
Tu pensi che io sia pazza, fuori di testa, che io non capisca niente.
Io non sono pazza e non sono una sonnambula.
Eri piu' pazza tu, e anche pi sonnambula.
Ecco perche' te lo sto chiedendo adesso. Dimmelo tu, le madri devono saperlo.
La madri parlano con le loro figlie, no. Anche se sono puttane.
Cosa devo fare?
Non ho avuto... Quanto tempo passato, fammi pensare...
Due mesi... Tre mesi... Non ho avuto il ciclo da quando Kasper e' partito.
Sta succedendo qualcosa, certamente. O forse mi hanno sequestrata e l'hanno fatto...
Non so quanti erano. Alcuni l'hanno fatto molte volte.
Forse sono stati loro. Dimmi... Cosa?
Non riesco a sentire...
Non riesco a sentire...
Se stata tu a dirmi... Mi hai detto...
Quando quell'uccello si e' lanciato sulle mie gambe, ad ali aperte... E io non potevo muovermi...
Allora tu mi hai detto di allargare le gambe.
Kasper voleva... E il muto, ragazza carina, ha detto...
Dimmi... Parlami...
Parla... Parla...
Cosa... Cosa... Cosa devo...
Cosa devo fare!
Eri tu? - Ero io cosa?
Che gridavi?
Mamma stava gridando.
Adesso, di notte? - S .
Gridava nel sonno che la lettera si era bagnata.
Che lettera? - Come posso saperlo... La lettera che aveva scritto.
Non hai dato un'occhiata allora?
Non mi ricordo. Era cosi' buio l che non riuscivo a vedere.
Ed e' per questo che hai gridato? - Non ho gridato, era mamma.
Era salita nuda sulla barca, e...
Anche Kasper era la'.
Nel sogno?
Ha importanza? - Certo che no. Vai a dormire adesso.
E tu lasciami sola quando dormo.
Kasper.
E' Kasper.
Sei gia' a letto?
Ti ho portato un uovo. Bevilo, e poi dormici su.
Lo metto qui vicino alla porta. Bada di non calpestarlo nel buio.
Eetla!
Eetla!
Balla...
Ballo - Ballo...
Aspetta... aspetta, non posso...
Non posso... Aspetta...
Aspetta... aspetta, non posso... Mi senti, non posso...
Non posso!
Dove sono i miei uccelli?
Quelli appesi qui...
Devono essere volati via.
Dove sono i miei uccelli?
Dove sono i vestiti di mamma? E le cose d'oro e i gioielli?
Sei stata liberata in cambio di quelli.
Per quelli? Liberata?
Io sono stata liberata per quelli.
Rivoglio i miei uccelli!
Perche' stai gridando?
Non sto gridando, te lo sto chiedendo.
Chiedi a mamma.
Tanto tempo fa mamma ha detto che gli uccelli impagliati la disgustavano...
Penzolanti dal filo senza poter fuggire...
E le davano la nausea... Andatevene da qui! Puttane!
Andatevene... Al teatro, all'opera.
Nuotate o volate come ha fatto l'Olandese...
Non sopporto l'Olandese. Usc uscito fuori dal ghiaccio, dritto...
Venne e spinse e spinse e spinse e continuo' a spingere
a spingere e spingere... Per spaccarmi la fica... S ! Fica!
Intendo fica... Tu sei una puttana e non mi dirai cosa devo dire.
Io sono io e dico quello che voglio e vado dove voglio...
A Stoccolma in barca... Ho un biglietto per l'Olandese volante.
Che altro vuoi? Che io rimanga qui?
Mai piu'! Qui? Ho un biglietto in prima fila... Royal opera...
Staro' seduta a fianco del Re... E voi tutte... Puttane impagliate,
mi fisserete con invidia, perche' e' il mio terzo mese...
E quando fara' buio e partira' la musica iniziera'... l'overture,
allora il Re posera' la mano sulla mia pancia e io gli sussurrero'...
Io mi sporgero' verso di lui, cosi'... Premero' la mia bocca contro il suo orecchio
e diro' con voce bassissima, diro' e' il mio terzo mese adesso...
Si', infatti... Non ho osato dirlo a papa'...
Non sapevo cosa avrebbe potuto fare con il mio bambino...
Impagliarlo e appenderlo ad un filo per avere un posto in cui nascondere gli aghi...
E tutto ricomincera'...
Papa'!
Mi senti!
Apri! Papa'!
Aprila! Mi senti!
Sto dormendo... Non riesco a sentire niente...
Mi senti!
Papa'!
Vedi, mamma, com' bello qui...
Guarda, mamma, guarda, abbiamo i fuochi d'artificio! Guarda adesso!
Noi, tu ed io!
Guarda! Stiamo... Tu ed io...
Due puttane...
Costa nord-ovest dell'Estonia, estate 1945.30,000 Estoni sono fuggiti in Svezia attraverso il mare.
Altre migliaia sono morti nelle tempeste, nelle notti buie e fredde. Le persone volavano ovunque, in America e Australia.
Quelli che rimasero a casa furono arrestati e ci furono deportazioni di massa in Siberia.
Non c'e' famiglia rimasta inviolata dalla guerra e da 50 anni di occupazione.
Tra il 1939 e il 1949, l'Estonia perse un quinto della sua intera popolazione.
Al di sopra delle nuvole splede il sole. Da lassu' il mondo sembra cos piccolo.
Chiudi gli occhi e sai, che il male passato, rimane solo il buono.
Al di sopra delle nuvole splede il sole.
Quando il sole e' nel tuo cuore, il tuo cuore non e' piccolo.
Lascia entrare tutto il buono, non ricordare mai cio' che e' cattivo.
Poi tu sei il sole, caldo e buono.
Quando il sole e' nel tuo cuore, il tuo cuore non piccolo.
Lascia entrare tutto il buono, non ricordare mai cio' che e' cattivo.
Poi tu sei il sole, caldo e buono. Tu sei il sole, caldo e buono.
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