Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Danish
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
È passato un anno dalla tragedia ferroviaria che ha sconvolto la comunità
Remis. L 'incidente ha strappato all 'affetto dei propri cari 46 vite e molte
sono ancora le domande intorno alla vicenda.
Era il 21 marzo 2009, quando alle 12 .33 un treno merci che viaggiava sulla
tratta Venezia -Tardisio si è scontrato con un convoglio regionale a oltre 100
km di orale alle porte della stazione ferroviaria di Remis. Grazie.
Ricordiamo che la procura ha aperto un fascino... Dopo, quando torno.
Andiamo. Assegnami.
Com 'è che ha un po' di gelato? Ancora.
Sì, ancora un po'.
che speriamo possa ridare a tutti un...
Facciamo vedere a papà quanto sei stato
bravo.
Dai, l 'aeroplanino.
Guarda qui, apri, apri.
Guarda come vola, vola, vola, vola, vola, vola. Apri, apri, apri, apri,
Dai,
apri.
Guarda l 'aeroplanino, guardalo.
Apri! Apri la... Apri!
È qualcosa di mangiare, papà!
Professor Rossetti, benvenuto.
Piacere.
Elisabetta Gengola, prestito.
Piacere. Ha trovato traffico?
L 'aspettavamo un 'ora fa.
Mi siete rimasta ad aspettarmi così per un 'ora.
Ma lo sa che l 'hai qui e è già una star. Sono settimane che non parliamo d
'altro. Addirittura.
Ma non capita tutti i giorni di avere un ex campione di judo come supplente.
Il nostro corpo docenti, una parte.
Anna Cesca, l 'insegnante d 'inglese.
Bello, eh?
L 'hanno fatto i ragazzi.
Hanno trovato una sua foto su internet e non hanno resistito.
Professor Rossetti!
Ecco, Franco, il nostro collaboratore scolastico. Il pitello! No, smettila!
Qua dentro se uno ha un problema, non viene da me e va da lui. All 'inizio ero
un po' gelosa, ma poi con tutto quello che c 'era... Io vorrei andare a casa,
per voi non è un problema.
Ma certo!
Sarà stanco morto. Lo accompagni tu?
Sicuro. La posizione non è centralissima, ma vedrà.
È la pace dei sensi.
In cucina trova i numeri utili. Guardia medica, scuola, ristorante.
Le consiglio l 'acquila nera. Si mangia bene, si spende poco.
Se salta la corrente, tiri su questa vertolata.
Non va.
C 'è qualcuno che ci sta guardando.
Lui faccia finta che non esista.
Perché chi è?
Fickler, il suo vicino di casa.
Uno schifoso figlio di pollo.
Ah, ecco.
Mi dimenticavo, per un paio di giorni l 'acqua sarà tiepidina, ma appena arriva
il miscelatore nuovo torna e le sistema il boiler.
Così si fa una bella doccia calda.
Venga.
Oslo. Oslo.
Oslo.
Come vi chiamate voi due?
Sergio Cotta. Uno alla volta.
Lorenzo Berne.
Sergio Cotta.
Qua l 'unico Sergio sono io. Tu da oggi sei Cuso.
Chiariamoci subito.
Io qua non ci resterò per molto. Fra tre mesi me ne vado. Voi dovete solo
entrare, fare dieci minuti di corsa e poi prendere i palloni.
I ragazzi giocano a calcio, le ragazze a pallavolo.
Mi scusi, perché non posso fare calcio? No, tu puoi fare quello che vuoi. L
'unica cosa è che non mi devi rompere le palle a me.
Voi non rompete le palle a me e io non rompo le palle a voi. E tu se vuoi
continuare a ridere puoi farlo in presidenza.
È chiaro?
E ora correte.
Correte! Forza!
E tu chi sei?
Come ti chiami?
Matteo Corbino.
E che stai facendo?
Fammi vedere.
Da, fammi vedere.
Ma sono belle, bravo.
Come ti trovi all 'asilo, Matteo Corbino?
Ti trovi bene?
Faccio il liceo. Fai il liceo? Ma che stai dicendo?
No, non ci credo. Di che classe fai?
La seconda B.
La stessa classe dove sto intendendo adesso educazione fisica, pensa tu.
Sono esonerato.
Ah sì?
E fammi vedere la giustificazione.
Non ce l 'hai?
Vai a correre con tutti gli altri.
Vai, sbrigati.
E allora come è andato questo primo giorno?
Bene. I ragazzi sono tranquilli.
Come avaro di dettagli.
Medica dell 'alunno esonerato che ha fatto partecipare alla lezione.
Non aveva nessun certificato medico.
Lui non ne ha bisogno.
Senta, noi qui siamo abituati a un atteggiamento diverso, soprattutto con i
ragazzi. Se ogni volta mi fa quella faccia...
Che cosa ha la mia faccia?
A noi piacciono i sorrisi.
È una tecnica interessante per richiamare l 'attenzione. Dove ha
clave?
Non ho capito, scusa.
Sto scherzando.
Gli apparecchi a un tavolo?
No.
Prendo solo qualche bottiglia da portare via.
Niente asporto dopo le 21, mi spiace.
Ma può sempre bere qui.
Nessuno si offenderà.
Dammi un whisky.
Quale? Quello che vuoi.
Dai, ti do questo di remi.
Sarà che è buono, eh?
Ma
che
sapete tutti quanti in questo paese?
Niente, siamo solo felici.
È una cosa bella, no?
Chi vi ha detto di fermarvi?
Continuate a correre.
Continuate!
Buongiorno. Salve Mauro.
Buongiorno Mauro.
Ciao Michela, a domani. Ciao Sara.
Mi hai svuotato la dispensa e non so ancora come ti chiami.
Sergio.
Ah, Rossetti!
Il nuovo professore, giusto?
Il supplente.
E di dove sei?
Forse parlo troppo.
Mi piacerebbe un sacco vivere sul mare, sai?
Perché non ci vai?
No, è complicato.
Al liceo sì che sognavo di andarmene, ma era un 'altra vita.
Dammi un altro.
Ehi, dammi un altro.
Ma che devo chiudere cassa, no?
Dai, che te lo pago, dai, dammi l 'ultimo.
Ma guarda che così ti senti male. Dammi una... Ma che cazzo fai?
Che cazzo faccio?
Se ti dico che me ne devi dare un altro, tu me ne devi dare un altro.
Vattene.
Tu sei malato.
Mi hai sentito? Sei malato.
Vattene, chiamo la polizia.
Chiamo la polizia, vattene!
Sei venuto qui in macchina?
Sì.
Non posso guidare.
Sì, bravo.
Così il primo curva ti schianti, dai.
Sergio? Su, non fare così, dai.
Sergio, ti prego, smettila.
Dai, basta.
Sergio, ti prego, basta.
Sergio, basta.
Sergio, la vuoi smettere? Cazzo, la vuoi smettere? Cazzo!
Smettila!
Cazzo, non è giusto.
Se non puoi venire da me a farmi questo, cosa ti ho fatto?
Cosa ti ho fatto?
Che cosa?
Che non ti posso vedere così.
Non capisci.
Hai bisogno di lui.
Hai bisogno di lui.
Io non ti prometto niente.
Loro mi diranno di no, non ci voglio provare.
Aspettami qui.
Vieni. Ma dov 'è?
Non farmi repentire.
Non c 'è la professore.
Dove siamo?
Michela. Michela mi ha raccontato quello che è successo.
Ho detto che l 'avrei fatto allontanare dal paese domani stesso.
Ma lei mi ha pregato di darle una possibilità.
Non capisco.
Rossetti, vuole smettere di soffrire.
Per favore.
Certo.
Buon anno.
Non glielo chiederò di nuovo.
Vuole smettere di soffrire.
Prendi una giacca.
Lascia che venga nella mano.
Ora la lasci cadere.
Come avete fatto?
Come avete fatto?
Mi spiace signori, ma per oggi non possiamo ricevere nessun altro.
Michela.
L 'opera è libera.
entrare da solo.
Tu che hai fatto camminare i paralitici, Tu che hai risuscitato i morti, sazi la
nostra fede e nutri la nostra anima.
Ci fideremo di Te, perché sappiamo che stai agendo per il nostro bene,
liberandosi dal male.
Amen.
Può procedere con l 'abbraccio.
Calma, Matteo, va tutto bene.
Sei stato bravo.
Aiutati a condividere il nostro pane con coloro che non ne hanno.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Così una trapecola si mette al greggio.
È stata una lunga giornata.
Hanno ragione a lamentarvi.
Non è uno di noi.
Ho avuto fame e mi avete dato a mangiare.
Ho avuto sete e mi avete dato da bere.
Voi sarebbe Vangelo, Mauro.
Voglio solo mangiare in pace.
Certo.
Mangia e non ne parliamo più.
E poi mi avrà chiesto Michela.
E quindi?
Ne ha bisogno di Matteo più di chiunque altro.
Capisci che non potevamo lasciarlo con tutto quel dolore?
Era pericoloso anche per noi. Infatti andava cacciato via subito.
Papà, posso andare a letto?
Matteo.
L 'ho fatto, sottovoce.
Questa è una cosa che puoi dire a tuo padre, ma non a lui, Matteo.
Lui è qui dentro, a vegliarti e ad ascoltarti perché non vuole che certe
brutte si ripetano.
Lo so.
Ma alcune volte è come se te lo scordassi.
Non è vero.
Allora dimostralo.
La tavola si piega sempre ad alta voce.
Oggi hai salvato un 'anima da un dolore terribile, è stato un gesto bellissimo
Matteo.
Dormi bene.
Buonanotte papà.
Buongiorno. Non ti facevo tipo d 'animali.
Com 'è che ti chiama?
Orlo.
Orlo.
E parla anche.
Mi dici che cosa è successo ieri sera?
Ora hai capito perché chiamano Remis la Valle dei Sorrisi?
No, no, no, no, no. Dico sul serio. Che cosa è successo ieri sera?
Come stai te?
Bene.
Io sto bene, ma non ha senso.
I miei pensieri, io... I miei pensieri, io ce li ho ancora. Ma non fanno più
male.
Lo so.
L 'hai abbracciato anche tu?
Tutta Remis l 'ho abbracciato, Sergio.
Matteo ci aiuta ogni volta che ne abbiamo bisogno.
Senti, io lo so che adesso te hai mille domande, ma ti assicuro che non troverai
risposte.
Quello che puoi fare però è goderti al massimo questa sensazione.
Avevo ragione, Rossetti. Il sorriso le dona.
Remis le ha fatto un regalo immenso.
Lo so che ha passato tempi bui, proprio come la maggior parte di noi dopo l
'incidente di tanti anni fa.
Ma noi siamo la prova che ricominciare è possibile, professore.
Ora anche lei è custode del nostro segreto e per il bene di tutti le
di tenerlo per sé.
Lo vuole un consiglio?
Questo è il momento di recuperare tutta la vita perduta.
E lui dov 'è adesso?
Dove dovrebbe essere, in classe?
Dai, un euro faccio stampo due con la lingua, per favore, dai.
Stronza. Toglio, lascia là la moneta.
Sei un coglione.
E sta bene?
Ma sì, ma certo che sta bene.
Dai, qualcuno ha una moneta, raga?
Io ce l 'ho. No, tu mi devi 20 euro.
Io ce l 'ho.
Io credo che sia arrivato il momento di sdebitarsi.
Non è una buona idea.
I ragazzi sarebbero contentissimi. E secondo me, anche lei.
Dai.
Dammi sta cazzo di moneta.
Dammela.
Dai, finirei per metterti nei guai. Sì, ma che cazzo fai?
Benvenuto a Remis, professore.
Qui tutti ti leccano il culo.
Io no.
Che cos 'è sto casino?
Che stai facendo?
Che cosa hai fatto?
Niente.
Che è successo?
Niente, sono inciampato.
Tutti fuori.
Ricreazione anticipata, tutti fuori.
Forza!
Tieni.
Così non ingiambi più.
Tanto mio padre non vuole.
Allora continua ad inciampare.
Alla buon 'ora, Matteo. Sono tutti qua che ti aspettano.
Forza.
Matteo, dove vai?
Lo sapevi che dovevamo recuperarli, no?
Che vuol dire?
Voglio fare judo.
Scordatelo.
Oh!
Mi stai ricattando?
No.
Voglio solo fare judo.
Ma noi non ci mettiamo il kimono?
Le geishe usano il kimono, Cozzo, tu sei una geisha?
A judo noi usiamo i judogi.
Se a fine lezione mi lasciate le vostre taglie, me ne procuro uno. Schiaccia
bene qui.
Rei!
Rei!
L 'ippon è il K .O. del judo. Per ottenere un ippon dovete atterrare il
avversario sulla schiena e tenerlo bloccato per venti secondi.
Se ci riuscite, vincete l 'incontro e ve ne tornate a casa felici.
Farbi, stai sudando, ci credi?
Vamo a educarmela, Matteo. Non ci credo che sia sempre triste.
È che io sono più da castra dritta, da musica energetica.
Tuo padre?
Gli ho detto che finivamo più tardi.
Senti, riguardo l 'altra sera, io...
Non so che credere.
Ma ora sta meglio.
Ma che cosa è successo?
Come stai?
Bene.
Dove sono gli altri?
Abbiamo finito prima.
Permetti una parola?
Aspettami in macchina.
Ma lei è sicuro che venire a prendere suo figlio tutti i giorni da scuola sia
una buona idea?
Sì, sono sicuro.
Tutti i suoi compagni tornano a casa da soli.
Ma te non si è mai lamentato?
A me sembra uno che si tiene le cose dentro.
Ma che ne sa lei, non lo conosce. Ha ragione, però oggi mi è sembrato felice.
Grazie Matteo, grazie Matteo. Il verbo eterno
nato dal padre prima dei secoli ha umiliato se stesso e è
divenuto uomo mortale. Il verbo eterno nato dal padre prima
dei secoli ha umiliato se stesso e è divenuto uomo mortale.
Il verbo eterno.
Nato dal padre prima dei secoli, ha umiliato...
Com
'è?
Vedono?
Buonasera. Buonasera.
Ha prenotato, signorina?
Ma non mi dica che è tutto pieno? Eh, spero che sia mal completo, eh.
Però ho visto che lei proverà a trovare un posticino.
Questo è per te. Per me?
No, non doveva.
No, ma non lo fa, l 'aveva comprato. L 'aiuto a togliere la giacca.
Va, faccio da sola. Faccio da sola.
Ottimo inizio, direi.
Faccio da lei.
Non so se l 'hai capito, ma sono un po'... vuole... vuole... vuoi...
Devo... Lascia stare, dopo cucino qualcosa di agliato.
Chi ti ha fatto entrare a te?
Eh?
Devi uscire o chiamo la polizia.
Non è possibile.
Io non l 'ho fatto abbracciare.
Devi andare fuori da qua! Mi tocchi! Fuori!
Non stia lei lontano da me!
L 'ho fatto entrare, ora è come tutti gli altri.
Che ci fai qui?
Papà ha detto che durante il giorno posso uscire.
È stato lei.
Vedo se ho qualcosa da offristi.
Non sono abituato ad avere ospiti. Mi dovrei accontentarti.
Ciao.
Sentito.
Ma come hai fatto?
A fare cosa?
A farlo parlare, come hai fatto?
Perché dicevo... Come cazzo hai fatto, Matteo?
Non ho fatto niente.
Parlava solo con mio figlio.
A Oslo ho perso una finale europea.
Per un punto.
E Giacomo l 'ha chiamato Oslo.
Così ogni volta che entravo in casa lui ripeteva Oslo, Oslo.
E io mi incazzavo.
Io l 'ho visto Giacomo.
Che c 'è?
Io volevo solo aiutarlo, Matteo.
Io volevo solo aiutarlo.
Mi abbracci.
No.
No.
E l 'ottavo giorno Dio creò il boiler.
Ehi Franco.
Matteo.
Che ci fai qui?
Vieni, andiamo a casa.
Da lei vengo dopo.
Torna da solo.
No, non esiste. Torna da solo.
Vieni. Franco, lascialo.
Lasciami. Ha detto che torna da solo, Franco.
Franco torna da solo. Lascialo stare, Franco gli fa male.
Con lui ci sono degli orari, delle regole. Ma quali orari, quale regole? È
ragazzo, Franco.
Forse non hai capito, fuori da scuola non lo devi vedere.
È venuto lui, ok?
E il padre gli ha dato il permesso. Sì, certo.
Franco, Franco.
Lo devi lasciare stare.
Dovete smetterla di trattarla come un pupazzo. Tu fatti i cazzi tuoi. Questi
sono cazzi miei. È un mio allievo, sono cazzi miei. No, lui non è tuo, scordate.
Non è tuo.
Di che cazzo stai parlando?
Stai bene?
Franco?
Franco, stai bene?
Dove sei stato?
Ho fatto una passeggiata.
Ciao Sandro, oggi Matteo potrà riceverti per le 5. Papà. Qui a casa nostra.
Papà, ti prego.
Buongiorno Giada, ci portiamo avanti. Oggi Matteo potrà riceverti per le 5 e
quarto. Vieni anche con tua madre e i bambini a casa nostra.
Volevo solo ringraziarlo.
Ringraziarlo di cosa?
È stato gentile.
Certo che lo è stato.
È una brava persona.
Ma qui è pieno di brave persone. Alla fine da noi vogliono tutti la stessa
Lui no.
Ciao Renato, Mauro.
Abbiamo un posto per le cinque e mezzo.
Io non ho fatto niente, ve l 'ho detto, si è colpito da solo. Mi stai dando
dello scemo. Franco, può essere Stadunitus, che ne so.
Dai qua.
Rossetti, qui non siamo contenti delle sue frequentazioni con Matteo Corbin.
Sta a meno di tre mesi davanti.
Spenga i malumori della nostra comunità.
Vedalo, Svetti. Da noi un adulto e un ragazzino che vanno spasso insieme ci
preoccupano.
Ok.
Posso tornare in classe dai ragazzi?
A fare lezione.
E' fermato.
E tu che ci fai qua?
Paura, eh?
Manco fossimo due criminali.
Ma perché proprio qui?
Perché ho l 'impressione che questo posto non piace a nessuno.
Vieni, vieni.
Era fermo, immobile, mi guardava.
A un certo punto ha alzato la mano e poi si è tirato questo schiaffo, ma forte.
Forte. Io non lo so, è pazzo.
A me mi è sempre sembrato strano.
Però, fino a questo punto... E Oslo?
Che cosa Oslo? È a casa, perché?
Lo tiene sempre in gabbia?
Non è una gabbia, è un uccelliera.
Però Giacomo lo faceva volare.
Perché a lui lì dava retta.
Erano culo e camicia quei due.
Forse lui lo sapeva quello che gli passava per la testa.
E a te?
Che cosa ti passa per la testa a te?
Niente.
Sto bene.
Non stai bene.
Sì. Non stai bene. Sì, sto bene. No. Sì. No.
Sì. Vabbè, allora stai bene, guarda.
Mi hai convinto.
Cosa dovrei fare?
Non lo so.
Non lo so, quello che ti piace.
C 'hai 15 anni, ci sarà qualcosa che ti piace, no?
Faccio stare bene le persone.
Non lo so, secondo me è una cazzata.
Quello che fai è incredibile.
Ma tu non sei solo questo.
Invece per loro sei come una spugna che assorbe tutto il dolore.
Loro ti usano, Matteo.
Loro ti usano.
È giusto questo.
Che poi tutto questo dolore
Lo so, è una domanda stupida, però... Che fine fa?
Ti resta addosso, lo butti fuori, non lo so, ti soffi il naso e te lo ritrovi
sul fazzoletto. Che fine fa?
Lei scherza sempre.
Io scherzavo sempre.
Sono ripreso a farle solo grazie a te.
Matteo, sei tu?
Guarda.
Posso abbracciarti?
Chiedete e vi sarà dato.
Cercate, troverete, mostrate e vi sarà aperto.
Chiedete, vi sarà dato, cercate, troverete, non sapete, vi sarà aperto.
Chiedete, vi sarà dato, cercate, troverete, non sapete, vi sarà aperto.
Padre?
Il crocefitto è risorto, non è qui.
La risurrezione di Gesù ci offre nuovamente il dono della vita.
Di una strada illuminata, in questo tempo carico di sfide, il Signore è
risorto. Ci doni di porre i segni di una umanità e di un mondo rinnovati.
Padre nostro che sei nei cieli.
sia santificato il tuo nome venga al tuo regno sia fatta la tua volontà come in
cielo così in terra dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i
nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri gestori non
liberarci dal male Amen Ave Maria piena di grazie
al Signore
Benedetto è il frutto del bene tuo Gesù, Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell 'ora della nostra morte.
Amen. Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te. Prego, può
procedere con l 'abbraccio.
Il mio santo Matteo.
Prova con le consonanti.
Dammi la mano.
Che devi fare? No, no, no. Dai, dai. No, no, ti prego. Dai, sei messo un poco.
Dai.
Sai che io ho giocato a calcio?
Tu hai giocato a calcio? Sì.
E lo importa, ho anche fatto una parata. Ah sì?
Più o meno.
Tra è stato divertente.
Ultima.
Guarda.
Ora sì che siamo i fratelli deficienti.
Senti un po'. Ma a scuola non c 'è nessuna ragazzetta che ti piace?
Guarda che a me puoi dirlo, eh?
Forse una persona c 'è. Ah, una persona c 'è.
E sentiamo, sentiamo, dimmi un po'. Lei lo sa?
No?
Vabbè, falle vedere che sei curioso però.
Falle tante domande.
Hai così tante cose da scoprire che non possono restare chiuse qua dentro.
Guarda come sei innamorato. Io sono innamorato? Tu sei innamorato? Io?
Che c 'entro io?
Michela della Locanda.
Oddio, ma come cazzo fate in questo paese a scoprire le cose? Com 'è?
A me non piace tanto.
Ma che fa il geloso?
Lei mi abbraccia quando vuole.
Il papà non le dice niente perché secondo lui non ha più bisogno degli
E perché?
Non mi va di parlarne, professore.
Ho una cosa per te.
I tuoi compagni lo avranno domani.
Natalia mi sembra giusta.
E ti sta anche bene.
Non voglio che te ne vai.
Allora?
Cosa fai ancora così?
Non sto molto bene.
Non sei caldo?
Va bene, avviso la Django.
Papà, oggi non lo voglio fare.
Lo sai che questo non è possibile.
Mi fa troppo male.
Solo per oggi.
Allora, che stai a fare?
Chi lo scrive?
Almeno se lo ha detto così non veloce.
Magari.
Mauro, lo sai che succede se non l 'abbracciano. I turni non possono essere
saltati. Sì, ma so anche di essere un genitore.
Genitore?
Un tempo questo non l 'avresti mai permesso.
Matteo ha 15 anni.
Tu figlio a 15 anni voleva il motorino. Lo voleva così tanto da urlarti contro.
Alla fine tu che cosa hai fatto?
Cosa hai fatto?
Gliel 'hai preso.
Ti fa ridere?
Il tuo figlio invece?
Abbiamo capito il concetto. No, voi non avete capito un cazzo. Mauro, calmati.
Matteo non è diverso dai vostri figli. E se non ve lo ficcate in testa non
andremo avanti per molto.
È chiaro?
Nessuno ti sta accusando. Il problema è un altro, sappiamo tutti quale.
Rossetti. Basta.
Ho tutto sotto controllo.
Corri leprotto, corri!
Io devo chiamare la polizia.
Se finì, nessuno l 'aiuterà.
Si è avvicinato troppo.
E lo sa che quello che ha abbracciato non è un santo, vero?
Sì, certo.
È un ragazzo.
È soltanto un ragazzo.
Poi vedi un 'altra bestia che si arriva dalla terra e operava grandi prodigi.
Obbligò tutti, piccoli e grandi, poveri e ricchi, liberi e schiavi, a farsi
mettere un marchio sulla mano d 'Eltra o sulla fronte.
Marchio sulla pelle.
Sono stato marchiato anch 'io un tempo.
Ma mi sono liberato. Io so come rimuovere il marchio.
Quello che dice non ha senso. E ha senso la signora Corbin?
Che si è buttata giù dalla finestra così dal nulla?
Posso ancora salvarla, professore?
Io devo andare a casa.
Il marchio che ha sulla pelle gli permette di entrare.
Entrare dove? Dentro chi l 'abbraccia e farne ciò che vuole.
Secondo lei perché Mauro Corbin ha smesso di abbracciarlo?
Perché gli vuole bene.
Perché lui sa.
La bestia che sale dalla terra toglie il dolore, ma niente a Dio.
Perché Dio si trova soprattutto nel dolore.
Oggi Berni non è venuto?
Si sta rassegando a casa.
Ho riportato lo skate a Lorenzo.
Che gentile.
Te lo chiamo subito.
Lorenzo!
Confortati bene.
Non ho parlato di me tutto il giorno, vero?
A me non importa.
Sai che mi frega di quel che importa a te, Corvino.
Scusami.
Vuoi abbracciarmi?
Lo faccio solo quando mia madre mi costringe.
Lo so.
Però poi stai bene.
Non dirlo a nessuno.
Al dente, un po' indietro di sale.
Sei e mezzo.
La mia è più buona.
Non te la prendere, dai.
Magari con le tue patate cozze te la capi meglio.
Agime!
Basta! Tornate al posto tutte e due.
Ora mi spieghi che cos 'è successo.
Ho fatto un hippon.
Ti sei dimenticato che io un po' di giudo me ne intento?
Quello ti stava dominando, com 'è fatta ad atterrarlo in quel modo?
Ma che hai?
Non mi rispondi al telefono, sei strano. Non mi prendere per il culo, Matteo.
Perché fai così?
Non sei felice che per una volta ho vinto?
Io non lo so che cosa hai fatto.
Non lo so.
Ma tu per me non hai vinto.
Ho vinto.
Non hai vinto.
Ho vinto.
Non hai vinto. Ho vinto. Non hai vinto Matteo. Ho vinto. No. Ho vinto!
ti aspettavo anche stasera
Cos 'hai? Che ti prende?
Lascia stare, tanto lo so già.
Che cosa lascia stare?
Eh?
Parla invece.
Ho detto lascia stare.
Sono giorni che sembra che vuoi parlare, di. Sergio dovevi solo abbracciarlo.
Dovevo solo abbracciarli.
Voi vi credete gli eletti, i buoni, i giusti.
Invece siete soltanto un branco di pazzi criminali. E io sono più pazzo di voi.
Perché me ne sto qua in silenzio, senza fare niente, senza dire niente. Non mi
dire così, ti prego.
Perché se no, stai male.
Ti prego, Sara, non parlarmi così. Già, in questo paese non si può stare male.
Tanto poi vai a casa Coppino e butti tutta la tua merda... Non mi dire queste
cose, ti prego.
Perché tu hai la precedenza, quella è casa tua.
Tu ne hai più bisogno degli altri.
Non mi venire a raccontare le puttanate che fai. Sergio ti prego smettila.
Lasciare questo paese che vuoi vedere il mare. Perché tu resterai qua. E insieme
a tutti gli altri continuerete a usarlo finché non lo ammazzerai. Sergio io ero
su quel treno.
Mettendo lo smalto, mia sorella aveva 11 anni.
Poi ho sentito un fischio lungo.
Quando ho riaperto gli occhi, stringevo ancora la sua mano, ma il resto non c
'era più.
Dicevo mamma, papà, mamma, papà. Non mi sentivano.
Non potevo.
Nardo. Nardo.
E io sto bene ora adesso, no?
Guardami.
Sto bene adesso, no?
Forse hai ragione, lui non se lo merita.
Io non me lo meritavo.
Ti prego, stai lontano.
Sei pronto?
Stiamo in ritardo, sono già tutti lì.
Matteo?
Matteo? Non ci pensare nemmeno, aprimi.
Matteo? Matteo?
Stai toccando col fuoco, Matteo.
Ciao. Ciao Lorenzo.
Stai un po' meglio?
Ah, te le colpi?
Ho detto vattene.
Tu sei meglio di così.
Io ti ho visto dentro.
Giuro che gliela faccio pagare.
Le rovino, sai, a lui e a sua madre.
Te lo ti prometto che non li vedrai mai più.
Mauro, mi dispiace.
Guardami.
Ehi.
Lo sa cos 'è ancora meglio di vedere i propri figli felici?
Vederli vivi.
Andiamo.
Genetto di Matteo.
Papà. Stai zitto. Stai zitto.
Tu devi fare quello che dico io, è chiaro? Guardami quando ti parlo.
Da oggi basta uscita e basta giù.
Papà, ti prego. Io ho provato a darti fiducia, Matteo.
Ma tu mi hai preso in giro e guarda qual è il risultato.
Hai dimenticato chi sei.
Io non voglio essere così.
Questa sera saranno in tanti ed è solo colpa tua.
Tu riservirai uno a uno come vuole il Signore, chiaro?
Non mi va.
Ti hai detto?
Non mi va.
Non mi va! Non mi va! Non mi va! Non mi va!
Non mi va!
Te ce l 'hai io adesso?
Perdonimi Matteo, perdonaci, perdonaci,
perdonaci.
Cosa stai facendo? Non ti voglio neanche sentire, guarda.
Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?
Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?
Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?
Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato? Mio figlio!
Come è morto?
A scuola.
A scuola c 'era un ragazzino che lo prendeva in giro.
Lo smetteva.
Perché aveva i capelli lunghi.
Un giorno è tornato a casa piangendo.
Devi tirare fuori le palle, Giacomo, ti ho detto.
Non puoi farti sempre adattare come una femminuccia.
Io giuro su Dio te li taglio quei capelli dai spazi.
Te li taglio di notte.
Questo ragazzino aveva l 'asma.
E già come un giorno...
Papà, mi hai detto tu di tirare fuori le palle.
E tu cosa hai fatto?
Cosa hai fatto?
Sei un mostro.
Sei un mostro, questo gli ho detto.
Questa è stata l 'ultima cosa che gli ho detto.
Mi sono tornato a casa.
che tontolava tontolava davanti ai miei occhi
Non dimenticare tuo figlio.
Non dimenticarlo mai.
Se tiene vivo il dolore, lui non potrà entrare.
Ho fatto una cosa brutta.
Che cosa sei, Matteo?
No, no, no, no, no, no, no, no, no.
Mandali via, per favore, no, no.
Mandali via.
Tu resta qui, non ti muovere.
Buonasera, Rossetti.
Buonasera. Buonasera un cazzo.
Ci fa entrare?
Va bene, ma il prete resta fuori. Perché? Aspettami qua.
Ci tenevo innanzitutto a dirle che ho esagerato questa mattina.
Nessun padre merita di sentirsi dire una cosa simile.
Perché è qui?
Dal primo giorno in cui è arrivato a Renish ha pensato di aver capito tutto.
È un uomo razionale, lei.
Ha visto un padre tirano, un paese di matti, un ragazzino da salvare.
Ma ci sono cose di Matteo che nessuno conosce. Io so tutto, Corvin.
Allora sa anche che Matteo non è mio figlio.
L 'abbiamo desiderato tanto, io e Anna. Ogni volta ci sembrava quella buona, ma
niente. Non ci davamo pace, ci sentivamo puniti.
Poi è arrivato il 21 marzo 2009 e quel giorno a Remis tutti si sono sentiti
puniti.
Io ero là per aiutare, cercavamo sotto le lamiere, trovavamo solo
cadaveri.
Poi lo sento e
da qualche parte che piange.
Deve avere pochi mesi.
Scavo con queste mani.
Lo trovo.
E non è nato.
Questo porco ferito.
Ma vivo.
Mi si ferma a cuore.
Puoi immaginare almeno un po' come mi sentisi?
Lo prendo in braccio e il dolore sparisce.
Io e Anna abbiamo deciso di crescere, lo abbiamo condiviso con gli altri.
Ci sono convinti che ero un dono di Dio.
Io ho cercato Matteo nella Bibbia, nei Vangeli, non l 'ho mai trovato,
professore.
Ma ho finto.
Perché loro ne avevano bisogno.
E il giorno in cui ho capito di cosa era veramente capace, io ho dovuto
continuare a fingere.
Ho passato una vita intera a tenerlo a bada.
Una vita intera.
Ho sacrificato qualsiasi cosa.
Ho perso mia moglie.
Poi arriva lei.
Il padre a pezzi.
E lotto per accoglierla. Ma questo non le basta. Perché lei interessa solo
ripulirsi la coscienza. Anche a costo di distruggersi tutti quanti.
e lo sacco
professore professore
Cosa è successo? È a terra!
Cazzo! Devi stare calmo. Sì.
Niente.
Dove vai?
Vado a cercare il campo.
Cazzo fai? Maura, ti accoppo! Le mani sono volanti.
Tomas, ascoltami. Non fare cattare.
Guardami. Non fare cattare.
Tomas, ascoltami.
Tomas.
Senta il
corrente.
Attilio, fermati!
Fermati!
Attilio, fermati!
Stanno venendo a prenderti.
Senti, è così per colpa tua.
Ehi, calmati, calmati.
Guardami.
Mi hai mentito su tutto.
Non sulle cose importanti.
Che cosa sono io?
Tu sei l 'angelo di Remis.
Lasciali andare Matteo.
Matteo ti ho detto lasciali andare.
Oh no!
Non sono un angelo.
Io sono un mostro.
Stai andando... Pugia.
Da, facciamo stare per favore.
Cazzo!
Niente!
Cosa?
Chi è qua?
Perché l 'hai fatto? Eh! Dimmi per...
Mettilo giù Michela.
Sono stato una merda.
Io non so come mi ricordi quando mi fa tutto il dolore. Nelle mie braccia, a
testo di tutti.
Lascia. No.
Forza me.
Non è vero.
Tu hai cambiato tutto. Hai abbracciato. No. No.
È stato tu.
Ora torna da me. Devi.
Provaci Matteo. Posso.
Matteo! No! No! No!
Posso! Posso!
Posso! Posso!
Grazie.
Grazie.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.