All language subtitles for I Always Wanted to Be a Gangstr.ita

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Original subtitles

Una traduzione a cura di Catsick's lair

Drew Barrymore fa pensare ad un hamburger

Torno subito.

Mi scusi.

Signorina...

...mi scusi.

Un secondo, per favore.

Beh... vado in bagno.

Salve... desidera?

Prenderei un caffè.

- Vuole un bicchiere d'acqua? - No, va bene così.

Vuole mangiare qualcosa?

Mmm... non lo so.

Che cos'è il "Brad Pitt Burger"?

Un hamburger.

D'accordo...

E il "Kim Basinger Burger"?

Un cheeseburger.

Un cheeseburger!

E perché avete deciso che Kim Basinger

fosse l'attrice che rappresentava meglio il cheeseburger?

Non ho deciso niente

si chiamava già così quando sono arrivata qui!

Perché Kim Basinger non è per niente un cheeseburger.

Già...

Chi vedreste al posto di Kim Basinger?

Ci sono molte persone che potrebbero... Cameron Diaz potrebbe...

Demi Moore potrebbe...

Angelina Jolie potrebbe!

- Drew Barrymore... - Drew Barrymore potrebbe, sì!

- Ce ne sono un sacco. - È vero.

- Signorina ?

Mi scusi, devo andare a prendere l'ordine.

Quindi vuole un cheeseburger?

Vorrei un altro caffè, per favore.

Attento!

Grazie...

Lavora qui da molto tempo?

E' da... uh...

Due giorni.

Solo due giorni!

L'ha trovato tramite un annuncio?

Sì!

Se vogliamo...

DUE GIORNI PRIMA, DI SERA

CERCASI CAMERIERA URGENTEMENTE

" Ti piacerebbe fare la cameriera? "

" Con il vassoio! "

" Buongiorno... desidera? "

ADESSO ANDATEVENE

ANDATEVENE O VI SPACCO LA FACCIA

Ohi ohi... la mia testa!

E' stato aggredito, signore

Quanti erano?

10, 15... forse 20...

Mi ha salvato la vita! Grazie...

Lei è un angelo!

No... solo una cameriera disoccupata... Arrivederci...

SIGNORINA... ASPETTI...

Vuole lavorare qui?

Beh, bisogna che ci pensi su

Ha rapinato il suo capo?

E alla fine l'ha assunta come cameriera?

Beh, sì. Mi sono detta: perché no?

Non hai niente da fare. Hai bisogno di soldi. Aspettando qualcosa di meglio!

Beh, merda... toh!

Cos'è che la fa ridere?

Anch'io.

Che cosa?

Anch'io, sono venuto qui per...

Non ci credo...

Anche lei voleva...

Qua?

Tuttavia... non mi ha rapinato.

Si, è vero.

Perché?

Bah... uh, sono entrato...

Nessuno mi guardava, sono andato in bagno...

...e uscendo, ho incrociato...

...uno di quei tizi lì.

Poi è ritornata e non so bene cosa sia successo.

Ma... aveva una pistola?

Certo che avevo una pistola! Avevo tutto, anche i collant in testa. Tutto.

-Posso vedere? - Che cosa?

La pistola. E i collant.

"Avevo" una pistola...

Ho dovuto sbarazzarmene qualche giorno fa.

E come voleva fare?

Beh ma... con la mano! Così.

Come?!

Così!

E i collant?

Sono in macchina, dentro... con le chiavi.

Non le sto raccontando storie.

Volevo davvero venire qui per fare quello che ho detto.

Non l'ho fatto, d'accordo, ma...

se faccio in fretta vado in un altro bar un po' più...

Allora lo faccio davvero.

Lo faccia qui!

Scusi?

Lo faccia qui. E' venuto per questo, no?

Vuole che la rapini, è così?

Perchè no? Dopotutto, non ci conosciamo. Abbiamo parlato solo per due minuti.

No, adesso non è più lo stesso.

Adesso sa che non ho una pistola. E ci conosciamo un po'...

Per me non è un problema.

Allora la rapino?

Ci provi comunque...

Se non funziona, le offro un caffè.

Ok.

Allora... la cassa.

Va bene, non funziona affatto.

La smetta di prendermi per il culo e mi faccia un altro caffè.

Che c'è?

Potrei farmi assumere anch'io.

- In che senso? - Beh, come lei, qui.

Assumere con che mansione?

Non lo so...

- Non cerca un'altra cameriera? - No.

- Un cameriere? - No.

- Chi c'è come personale? - La donna delle pulizie, al mattino.

- Il cuoco, a pranzo e a cena. Tutto qui. - Ah, tutto qui.

Sì, credo.

Vuole che chieda al mio capo se sta cercando qualcuno?

Perchè no?

- No, non sta cercando nessuno. La donna che viene al mattino lavora qui da 10 anni.

E il cuoco non ha mai saltato un giorno in 15 anni.

Cazzo... 15 anni!

Già.

Potrebbe succedere qualcosa che potrebbe non farli lavorare.

Che cosa?

Magari succede qualcosa che impedisce loro di venire a lavorare.

Vuole aggredire la donna delle pulizie?

No, pensavo piuttosto al cuoco.

Ah, d'accordo!

Esce di qui la sera verso le 23, dopo il suo turno.

Ok.

Porta fuori la spazzatura dal retro e torna a casa, verso le 23.

Ok.

Torno un po' in macchina per riflettere su tutto.

Va bene.

A più tardi.

Mi scusi.

Non avrebbe qualcosa da prestarmi... perché in effetti...

Ho lasciato le chiavi in ​​macchina e... devo rompere il finestrino.

Grazie.

Perchè vuoi morire, piccina?

-È lei ? -Si.

- Perché è per terra? - L'hai stesa con la finestra.

Prendila per i piedi, io per le braccia e poi vai per primo.

Perché io per primo? È più difficile andare per primi.

La prendi per i piedi così se cade dalla scala non sbatte la testa.

- Perchè non io per per le braccia? - Perchè è così, cazzo!

Aspetta ! Aspetta !

Cosa stai facendo?

- Voglio qualcosa di suo. - Perché ?

Qualcosa da mandare alla sua famiglia se non ci credono.

- Il computer, lì. - Cosa?

I giovani lo adorano. I genitori se ne renderanno conto subito.

Hai visto quant'è grosso? Dobbiamo già trasportare lei e poi così sembrerebbe un furto.

Prendi il peluche.

- Quale peluche? - L'elefante.

Ma se scemo? È più grande del computer!

Non è colpa mia se è tutto enorme.

Tutte cose da ragazzina ricca!

Dammi la zebra.

La zebra... Andiamo!

Dai!

- Merda! -Cosa c'è?

- Ho fatto cadere la scala. - Cazzo ma sei scemo!

Lancio la zebra per attutire la caduta.

E se la manchiamo saltando?

- Scendi e rimetti la scala a posto. - Perché io?

- Sei stato tu a farla cadere! - D'accordo!

Ma cazzo!

Paul! Lancia la zebra, non si fa niente.

Ahia!

Paul? Paul, stai bene?

Mi sono fatto male al ginocchio.

Lasciami!

Dai, prendila...

Uno, due, tre...

Fai piano, non l'ho afferrata bene. Ho sbagliato... piano.

Paul... puoi toglierti la maschera.

Che stai facendo ?

Provo a spostarla. È tutta storta: avrà il torcicollo quando si sveglia.

- Che sta succedendo? - Si è svegliata!

Mettile la sciarpa in bocca, falla smettere di urlare.

Stai bene, ragazzina?

Stai bene, ragazzina?

Puoi rispondere con la testa, se vuoi.

Chiaramente sei maleducata, tu!

- Bene... ti ricordi cosa dire? - Sì.

Sei sicuro? Non possiamo fare errori.

Ti ho detto che lo so, mi prendi per un deficiente o cosa?

Non dico che sei deficiente, mi preoccupo solo che sembri molto professionale!

Non parlare troppo e sii specifico.

Cosa intendi ?

Non divagare, dai informazioni specifiche e riaggancia.

- Ok, sì!

Non puoi stare più di 55 secondi.

Perché 55 secondi?

Perchè dopo un minuto, possono individuarti.

Ma allora perché riagganciare a 55 secondi e non a 1 minuto?

Così c'è ancora un margine, con 5 secondi potrebbero aver fatto progressi.

Hai calcolato che potrebbero individuare le persone 5 secondi prima?

Sei un vero genio, Leo!

Bene, stai chiamando, Paul?

- Cosa aspetti? - Non ho il numero.

- Te l'ho dato prima. - Hai detto che me lo davi ma non ho ricevuto niente.

- Sono sicuro di avertelo dato. - Dov'era prima di darmelo?

In macchina.

Vai a controllare: se c'è, sapremo chi ha ragione!

Allora ?

Concentrati, Paulo!

Cazzo, è la sua segreteria telefonica.

Lascia un messaggio. Sii breve!

- Buongiorno, signor... - Stone.

Signor Stone... uhm, noi...

Abbiamo sua figlia.

- Che c'è? - Cos'era questo messaggio?

- In che senso? - Come vuoi che capisca? "Abbiamo sua figlia"

- Ma mi hai detto di essere breve. - Breve ma comprensibile!

Dagli più informazioni. Dille che è stata rapita, che vogliamo un riscatto...

... l'importo del riscatto, il luogo dell'incontro per scambiare soldi e figlia, la data...

Tutto quello che abbiamo ripetuto negli ultimi giorni, Paulo!

Non ci starà mai tutto nei 55 secondi.

Se sei veloce e chiaro, ci sta.

Dai!

È ancora la sua segreteria.

Sì, signor...

Stone, cazzo!

Signor Stone, siamo di nuovo i rapitori, mi scusi.

Mi prendo la libertà di lasciarle un messaggio...

..per completare il precedente. Dunque, abbiamo sua figlia, che è adorabile...

...e gliela restituiremo per la somma di...

5.000 euro per essere precisi.

Oh no, no... 50.000 euro.

500.000!

Di 500.000 euro.

500.000 euro? Cazzo!

Dunque gliela restituiremo per la somma di 500.000 euro, che lei ha.

Ecco qui...

L'appuntamento per lo scambio.

Ah sì, signor Stone, le diamo appuntamento

Stasera.

Stasera... verso le 23:00, 23:30

nel parcheggio della caffetteria sulla N17.

Niente polizia!

Sì e... venga senza sbirri.

Ecco. Bene, ci vediamo dopo e... Buona giornata.

- Hai visto? - Che cosa?

Mi sono ricordato il posto. Hai visto come gliel'ho detto?

- Ho superato i 55 secondi? - Sì.

Ah si, sei sicuro?

2 minuti e 30.

- Ah, non l'avrei mai detto. - Siamo stati sicuramente localizzati.

Non ci importa di essere localizzati.

...visto che siamo in una cabina in piena campagna a chilometri di distanza dal nascondiglio.

Merda, se n'è andata!

Come? E dov'è?

- Ti avevo detto di chiudere le portiere? - Le ho chiuse! Al cento per cento.

Secondo me è andata così: le hai bloccate la prima volta...

...ma quando sei venuto a cercare il numero del padre, allora te ne sei dimenticato.

Non è lei lì davanti?

Che diavolo sta facendo?

- Cosa fai così per terra? - Aspetto.

- Cosa stai aspettando ? - Che mi schiaccino.

Che ti schiaccino? Non ci sono molte macchine qui. Dovrai aspettare parecchio.

- E' in mezzo al nulla, per questo abbiamo scelto questa strada. - Me ne frego, non ho fretta.

-Che cosa facciamo? - La riportiamo in macchina.

Non possiamo lasciarti lì. Ti riportiamo in macchina.

Cosa aspetti? Prendila per i piedi.

Lasciatemi andare! Lasciatemi andare! Lasciatemi andare !

Stronzi! Stronzi! Figli di puttana!

Perché devo essere sempre io a prenderla per i piedi?

- Bastardi! - E' maleducata!

- Bastardi! - Apri la porta !

- Stronzi!

- Dai! - Stronzi!

Figli di puttana! Lasciami andare, stronzo! Stronzo!

Bastardi! Lasciatemi andare, lasciatemi uscire!

-OH!

Grida quanto vuoi, non ti sentiamo nessuno e non abbiamo fretta.

Abbiamo un po' di fretta, però.

L'ho detto per calmarla.

Ok, dai, andiamo.

Stai bene, ti sei calmata?

Non vogliamo farti niente, solo farci dare un po' di soldi da tuo padre.

Che ne ha molti e non se ne renderà nemmeno conto.

Non vi darà niente.

Perché dici così?

Non vi darà niente, tutto qui.

- Ma sì che ce ne darà. - Sì, naturalmente!

Eccoci. Aspetteremo qui oggi.

È il mio appartamento.

Non è come casa tua ma non è male, no?

Ti piace l'uccello?

È un canarino. Si chiama Bob.

Per via di Bob Marley.

Avrei preferito Marley, ma una volta avevo un cane che si chiamava così.

- Un bel cane! - Sì.

Beh, vuoi riposare un po'?

Ho preparato una stanza, se vuoi.

Cos'è questo roba?

Roba che ho preso in prestito da mia nipote.

Quanti anni ha tua nipote?

15 anni... ma è un po'...

Puoi dormire un po', se vuoi.

O giocare.

Ti lasciamo. Se hai fame, non farti problemi.

Abbiamo fatto un sacco di spesa: abbiamo molti cornflakes.

Bene...

Di cosa è morto, Marley?

Di un tumore.

Giocando a calcio si è infortunato al piede.

La sua ferita non è mai guarita ed hanno capito che aveva il cancro.

No ma quello è il cantante.

Ah, certo!

Sto parlando del tuo cane, Marley.

Ah, d'accordo.

Quindi di cosa è morto?

È stato investito da un'auto.

Ti ricordi che ascoltava le canzoni di Bob Marley?

Sì.

Ho messo un disco nello stereo e appena l'ha sentito...

...si è precipitato a venirmi incontro abbaiando.

A volte sembrava che abbaiasse a tempo.

Comunque un giorno lo stavo portando fuori...

un ragazzo passa sulla statale ascoltando "I Shoot The Sheriff"

Marley, credendo d'essere chiamato, si è lanciato verso la macchina per seguirla.

L'ha preso un'altra macchina che stava arrivando.

È morto sul colpo, povero cane.

- Era stupido, ma un bravo cane. - Sì.

Magari, fosse stato al guinzaglio, non sarebbe stato investito.

Mmm...

Ma è anche vero che chiamare il tuo cane Marley e tenerlo al guinzaglio è da idioti!

-Perché ?

Beh, è un ​​paradosso.

Non gli dai il nome di un uomo libero per poi metterlo al guinzaglio.

Sì, è vero.

- Ma allo stesso tempo è comunque un cane. - È vero.

Non senti come una corrente d'aria?

Beh sì, è vero.

Mallory?

Mallory?

Stiamo per entrare, eh!

Noi entriamo.

Ma...

Non sei mica a posto, tu! È pericoloso arrampicarsi così sulla finestra!

Che succede se cadi?

Fatti i cazzi tuoi, tu!

Pensi che sia per guardare il tuo panorama di merda? Voglio morire!

Ma di cosa parli?

Ti dico, che voglio morire. Voglio morire, capisci ?

Perché vuoi morire?

Perché vuoi morire?

Perché sì! Non me ne frega niente della vita!

Ma la vita è bella. Hai una bella vita, tu.

Guardati! Sei molto giovane e molto bella.

Pensi che me ne fotta qualcosa?

Non hai amici?

Che amici? Ragazzi?

Beh sì, dei compagni, tipo.

No.

Ci saranno delle persone che vedi nella tua scuola, nel tuo quartiere?

Solo un'amica.

È bello avere un'amica.

Divertiti con lei, è importante alla tua età. Come si chiama?

Jennifer.

Devi parlare, con Jennifer.

Ti confidi con lei.

La mia amica è come me: vuole morire.

- Anche lei vuole morire? - Si.

Ci abbiamo già provato insieme.

Un mercoledì pomeriggio, a casa mia, aveva un sacco di pillole.

[Schubert] ♪♪ Sonata in mi maggiore

Dopo due ore, non è successo niente ed è tornata a casa.

Perché vuoi morire così?

E tuo padre... sa che vuoi morire?

Non gliene frega un cazzo di me, a mio padre.

No, non puoi dire così.

Non è facile capire i figli, soprattutto alla tua età.

Non sappiamo come parlarvi. Diventate adulti ma allo stesso tempo siete ancora bambini.

E tua madre, le parli un po'?

E' morta, mia madre!

Scusami.

Ho perso anch'io mia madre, sai.

Beh, anch'io, eh!

Ah, è vero. Siamo simili, noi tre.

Quanti anni avevi quando è morta?

17 anni. Era già malata da molto tempo.

- E tu? - Io non l'ho conosciuta.

È morta dando alla luce me. O meglio... una settimana dopo.

E tu, quanti anni avevi?

5 anni.

Cos'è successo?

Un incidente d'auto.

E poi è stato tuo padre a prendersi cura di te?

Sì.

E si è risposato, tuo padre?

No.

Ma vedi...

Non deve essere stato facile per lui. Ritrovarsi da solo con te.

Potrebbe non aver saputo come gestirla.

Che dici... A quello stronzo importa solo del suo lavoro.

Spero che gli prenderete tutti i soldi!

Beh, se ci dà quello che gli abbiamo chiesto, non è male.

Bene...

Vuoi mangiare qualcosa?

No, non ho fame.

Tu hai fame?

Sì e tu ?

Sì.

Abbiamo solo cornflakes.

Beh, ok...

Bene, ti lasciamo. Non fare stronzate!

Paul?

Cosa ci dice che non farà di nuovo una cazzata?

No... Sta soffrendo, ma non oserà tanto.

Ti rendi conto che se lo fa, ci becchiamo l'ergastolo?

Come spieghiamo ad un giudice che abbiamo rapito un'adolescente suicida?

Non hai una catena da mettere vicino alla finestra?

Ma non ho una catena.

Una corda?

Aspetta... Ho un'idea!

Cosa stai facendo?

Apri la porta.

Dimmi...

Ti piace l'uccello?

Ti piace Bob?

Sì. È bello.

Lo vuoi ?

Cosa intendi ?

Lo vuoi? Se lo vuoi, te lo do.

Perché dovresti farlo?

Perché mi piaci.

Anche a me piace Bob. Io me lo sono già goduto.

Puoi averlo tu, se vuoi.

Lo vuoi ?

Sì... mi piacerebbe.

Allora tieni.

Puoi lasciarlo andare, se vuoi. Gli piace volare per l'appartamento.

A volte, se fischi piano, ti torna in mano.

Insomma... a volte!

Cosa state guardando ?

Un campionato di pattinaggio artistico.

Il pattinaggio artistico fa schifo!

Lo sappiamo, ma ci piace quando i pattinatori si spaccano la faccia.

Giochiamo a carte. Ti piacciono le carte?

Giochiamo a '"Ouist", lo conosci?

Non a "Whist" con la W.

È un po' come il bridge. Cioè tra il bridge e il belot, più o meno.

Hai mai giocato a carte? Distribuiamo tutte le carte.

Si gioca in 4, normalmente. Se si è in 3, si gioca col morto.

Quindi 11 carte ciascuno...

No, 13.

-11 carte. - No, 13.

52 diviso 4?

Tredici.

13, diamo tutte le carte. Quindi si sceglie un seme.

Ma i semi non hanno tutti lo stesso valore. Il cuore viene prima dei quadri, dei picche e dei fiori.

E il contrario. Esattamente il contrario.

Già, prima i neri. Fiori, picche, quadri e cuori.

Ecco: se ho cuore, dico cuore.

Tu vieni perché hai molti cuori. E dici "vengo"

- Significa che fai squadra con me. - Oh no!

Ah, sì!

Non può fare squadra con te se dici "vengo".

Ma lei dice "vengo".

E il morto?

Cosa fa il morto?

Prima io. Dopo lei... poi in questo senso.

Con chi faccio squadra allora?

Tu puoi fare squadra con lui.

Ah, sì, faccio squadra con il morto?

Perché io con il morto e non tu?

Perché io inizio il cuore e qualcun altro viene.

E non io. Non posso seguire il morto.

Non è il morto che ti segue, sei tu che...

No! Sei tu che lo dici. Non faccio squadra con il morto.

Inoltre il morto non può vedere le sue carte, devono essere girate.

Lo so che è obbligatorio!

No, non sai che è obbligatorio, altrimenti non lo diresti.

Ma non sono ancora arrivato al morto!

No, tu non sei...

Sì, sei arrivato al morto! Perché dici che faccio squadra con lui!

È come quando andiamo a fare la spesa, mi dici: "prendi 5 scatole"

Perché non hai preso 5 scatole diverse?"

Ho preso 5 scatole, non posso sapere se sono diverse.

- Devo sempre dirti tutto? - Sì!

È molto importante dire tutto, spiegare bene!

Allora fammi spiegare!

Allora spiega bene, perché lei non riesce a capire niente! Scusami.

Perchè io conosco le regole e non capisco niente di quello che dici!

E poi fare squadra col morto.

Posso continuare?

- Posso continuare? - Sì, puoi continuare. Sì, fai pure!

Forse è meglio se spiego io!

Ecco, lasciami spiegare.

5 scatole di cornflakes... 2 secondi.

Una piccola parentesi, due secondi. 5 scatole di cornflakes...

Cosa ce ne facciamo di una tonnellata di cornflakes dello stesso tipo?

L'idea è che ci siano gusti diversi. Devo spiegarti tutto!

Sei in malafede, cazzo!

-No è vero...

Prima di tutto 5 scatole non sono 5 tonnellate.

5 scatole si mangiano velocemente!

Pensi che mangerà una tonnellata di cornflakes?

No! Non stiamo parlando di una tonnellata...

Stiamo parlando di 5 scatole.

Non è affatto una tonnellata!

Scatole grosse così!

Che imbecille...

Allora la dico tutta?

Pensavo di avere a che fare con un adulto, scusami.

-Paf! E paf!

E paf! E paf!

- Cazzo... - Merda!

Cazzo ma hai vinto tutto tu!

Ma... sei sicura di non conoscere questo gioco?

Questa è la fortuna dei principianti.

Oh, dobbiamo andare adesso.

Già? Abbiamo tutto il tempo: è tra due ore.

Ma meglio arrivare un po' prima.

Sì, è vero. Poi a quest'ora c'è traffico.

Mi portate con voi?

Ah, no. Se ti portiamo, rischiamo farci scoprire.

Aspetta qui. Daremo l'indirizzo a tuo padre...

...ti verrà a prendere tra 3 o 4 ore.

Puoi guardare la TV se vuoi...

ci sono anche fumetti in bagno.

Ah sì, non dimenticare la pistola.

È vera?

No! Sembra vera!

È una pistola a pallini, guarda.

Sei scemo o cosa? Ti ho detto che fa davvero male.

Bene...

Allora, ciao.

Ti chiudiamo dentro e daremo la chiave a tuo padre.

Non fare scemenze.

Ciao, Mallory.

Secondo me non può venire, il padre.

No.

Non è venuto?

No.

Allora... cos'avete intenzione di fare?

Ti riportiamo a casa.

Già?

Potreste aspettare ancora un po', provare qualcos'altro.

Provare cosa ?

Non so...

Uno di voi potrebbe filmare l'altro che mi tortura. E mandate la cassetta a mio padre.

No, non facciamo quel genere di cose.

E poi non abbiamo una videocamera.

Non dev'essere reale. Fate per finta.

Anche per finta, non vogliamo farlo.

Non siamo dei veri... dei veri rapitori, dei veri gangster...

Siamo solo davvero nella merda. Capisci?

Troveremo un altro modo per fare soldi ma senza fare alcun male.

Neanche per finta.

[Bob Marley] ♪♪ I shot the sheriff

3. Oh, Gaby!

Arno?

Arno! Ehi!

Arno!

Arno, volevo ben dire...

Ma è Alain?

Ti ho chiamato più di una volta, ma sembrava non mi sentissi.

Sì, ma quando piscio, penso...

Lo so bene. Appena piscio, inizio a pensare a cose incredibili.

Ah, be... anch'io.

Appena inizio a pisciare, penso.

- Stai bene? - Sì, ma scusami...

Sì, capisco.

E tu stai bene?

Sì.

E tu?

Tutto bene.

- Ciao, Arno. - Ciao, Alain.

- Mi ha fatto piacere vederti. - Anche a me.

Sai, è molto strano, perché l'altro giorno ho pensato a te.

- Stai scherzando? - No.

E a cosa hai pensato?

Bah, cose... Ho pensato, bah, a cose dei bei tempi andati... Ti ho pensato.

Ok...

E dimmi, hai tempo per un caffè?

Sì... In realtà, non proprio.

Non hai cinque minuti per me?

E tu hai cinque minuti?

Non proprio.

Vuoi prendere un caffè?

Con te, sì.

Be', allora dimmi...

Alain Brocheau...

Sì, Arno...

- È almeno... - Oh, meglio non contare...

Sì, vero.

Buonasera! Volevate bere qualcosa?

Io prendo un caffè, e tu?

- Io prendo un tè. - Un tè?

Mi fa schifo il caffè. Mi fotte la voce...

- E se no cosa stai facendo? - Sono in tournée con i miei musicisti.

Io anche. Io anche.

- Domani andiamo a Lione. - Anche noi suoniamo a Lione.

Noi allo stadio Marcel Cerdan.

Una cosa molto grande.

Noi suoniamo nello stadio di Guy Drut. Tanta roba!

Non ne ho mai sentito parlare.

Ma lo stadio come hai detto...?

Marcel Cerdan.

Ah sì, ecco, Marcel...

È grande?

Ventimila posti.

Ventimila posti? Bisogna riempirli quelli...

Sì, hanno aggiunto una data... La prima sera era sold out.

Volevano metterne una terza, ma ho detto loro di andare a farsi fottere.

Be', hai ragione.

- Ci prendono per robot... - Esattamente.

Grazie.

Mi scusi, so che non dovrei, ma potrei avere un autografo?

Certo.

- Qual è il Suo nome? - Suzy.

Grazie.

Può firmarmelo anche Lei?

Certo... Suzy?

Ecco qua.

Grazie.

Grazie.

Ascolta, è bizzarro, ma...

Finalmente posso dirtelo, ci conosciamo, ma...

uno dei tuoi più grandi successi è una canzone che mi hai fregato.

- Cosa? - Ma va bene così, eh? Non importa.

E quale canzone...?

Bah, è quella lì che hai fatto...

Gaby, Gaby.

Sì, ce l'ho presente, sì.

Me l'hai fregata.

E cosa te lo fa pensare?

Uhm...

Siccome ai tempi venivi spesso da me,

e visto che da me era un bordello...

E può essere che io abbia suonato questo riff davanti a te...

e può essere che ti sia rimasto impresso. Sai come funziona tra noi musicisti...

Sentiamo qualcosa e ci rimane impressa.

Pensi che ti abbia fregato questa canzone?

Io ho scritto "Sandy, Sandy" e tu hai scritto "Gaby, Gaby"...

Non è grave. Non importa.

Io non penso affatto di averti rubato questa canzone.

Ora che me ne parli, potrebbe essere stato un atto involontario.

Cosa intendi?

Quando te la sei svignata con Swan, potrei aver copiato inconsciamente questa canzone.

Swan?

Ti ricordi di Swan?

Una bellissima ragazza, una cambogiana, con la quale vivevo all'epoca.

Se l'è svignata con te.

Aaaah... Sì, sì... Swan, quella alta.

- Sì. Ecco. - Aaaah... Sì, sì, sì.

Era la mia musa quella ragazza, sai.

Ho lottato per riprendermi.

Merda!

No, ma ora è tutto ok.

Comunque so... che tu te la passi bene.

Sì, sto bene. Niente di cui lamentarsi.

Bene. E in quanto alla scrittura come procede?

Scrivo continuamente.

Vedi questa borsa?

Ci sono dentro un centinaio di canzoni. Migliaia di parole, idee, frasi.

Non ho nemmeno il tempo di registrarle.

Sembra che le cose vadano bene anche a te.

Ti dirò una cosa che non dico a tutti.

Non ho nemmeno più bisogno di scrivere.

Ah, sì?

È incredibile.

Mi metto davanti al microfono... e le parole mi escono così.

Escono...

È grandioso!

Ma...

domani potrebbe finire, eh.

Mi ha fatto piacere rivederti.

Be', anche a me.

E poi hai l'aria di essere in forma...

Sì.

Sto bene. Tutto sotto controllo. Sto bene.

Completamente...

Sto bene.

Devo andare in bagno.

Tutto questo tè mi fa venire voglia di pisciare. - Vai pure.

Andiamo, ragazzi!

4. È pazzesco come tutto cambi!

Ragazzi, ragazzi!

Eccolo lì.

Non sembra in forma.

Secondo voi, dorme o è in coma?

Non so.

Io direi in coma.

Possiamo provare a svegliarlo per vedere.

Non si sa mai. Non sappiamo nemmeno cosa abbia.

Scoliotico, anomerico, coalescenza acuta.

- Di cosa stai parlando? - Ho letto cosa c'è scritto, ecco tutto.

Scoliotico, anomerico, coalescenza acuta.

E che vuol dire questo?

Personalmente non lo so. Non sono un dottore.

Ok, quindi... cosa facciamo?

Facciamo come abbiamo detto: lo scolleghiamo.

- Ma non è collegato a niente. - Come sarebbe che non è connesso a niente?

Guardate, non c'è nessun dispositivo, nemmeno una spina.

- Dannazione, merda, è vero! - Non è collegato a niente.

Ma cosa facciamo?

Be', possiamo soffocarlo...

Come in quel film lì con l'indiano.

- Sei pazzo, non lo soffocheremo. - Perché no? Volevi scollegarlo!

No, non è la stessa cosa... È diverso.

È meno violento così.

Per staccare la spina devi tirare una presa, mentre soffocarlo...

è più violento.

Lo portiamo con noi così.

Cosa intendi?

Volevamo ucciderlo qui e portarlo al rifugio. Facciamo l'opposto!

Lo prendiamo così e lo uccidiamo lì.

- Perché no, eh? - È lo stesso.

Jean! Ehi, Jean!

Cosa?

Che succede?

È sveglio! È sveglio! Mi ha spaventato a morte questo stronzo!

Ferma l'auto!

- Perché stai urlando così? - Si è svegliato.

E allora? Non è ancora morto!

Che succede, ragazzi?

Tutto ok, Pierrot?

Be', sì.

Ma è a voi che devo chiederlo.

Avete una brutta cera.

- Cosa ci faccio qui? - Ti abbiamo portato via.

Perché?

Be', per portarti al nascondiglio.

Per portarmi al nascondiglio?

E cosa devo fare lì?

State scherzando?

- No, non stiamo scherzando. - E allora cosa?

È da 25 anni che non mettiamo piede in quel nascondiglio.

Lo sappiamo, ma... Non è per questo che volevamo andare.

Non ricordi cosa ci siamo detti l'ultima volta che ci siamo stati?

No, no, no, no, no! Ascoltatemi... Se un giorno mi succedesse qualcosa...

non voglio che mi lasciate crepare sul marciapiede o in ospedale!

No, no, no, no! Voglio che mi portiate qui: è qui che voglio finire, ok?

- D'accordo. - Ok.

Voi... mi avete rapito per uccidermi al nascondiglio?

Sì.

Quindi se non mi fossi svegliato, mi avreste ucciso?

Esattamente.

Fortunatamente non ho il sonno pesante.

Fammi passare. Vado a prendere un po' d'aria.

Ascolta, Pierrot... è come avevamo detto.

- Non sto morendo, sono in gran forma. - Come sarebbe?

- Sì, in gran forma! Non ho niente, sto bene! - Che diavolo ci facevi all'ospedale allora?

- Calcoli renali. - Calcoli renali?

Ci hanno detto che stavi morendo.

Ci è stato detto: "Pierrot Lapin è in ospedale e non ci vorrà molto".

Chi vi ha detto queste stronzate?

Jean, sei stato tu, no?

Ma stai bene?! Come potevo sapere qualcosa del genere?

Non mi dicono niente. Non vedo mai nessuno.

- Allora, Émile, sei stato tu? - Ma no!

Ho ricevuto una telefonata da Joe che mi ha detto che Pierrot era all'ospedale morente.

Anch'io, Joe. Mi hai chiamato tu.

Ok, sì, sono stato io.

Ma la voce sembrava seria.

È stato il capo del Cascade - sai, il bar di Pont Dorée -

che mi ha detto che Pierrot era all'ospedale morente.

Che ne sa lui? Sono passati quindici anni da quando non metto piede nel suo bar.

- Forse l'ha sentito altrove. - E dove, da mia sorella?

E quindi cosa? Mi avreste sparato dando retta ad una voce?

Ben fatto, ragazzi.

Almeno non siete dei perfezionisti...

- Scusaci, Pierrot! - Ci dispiace.

- Ma siamo felici di vedere che stai bene. - Dici bene.

Un minuto...

Forse ci sta prendendo in giro.

- Come sarebbe? - Può essere davvero malato.

E poiché non vuole che gli spariamo nel nascondiglio,

inventa la storia dei calcoli renali.

Sei completamente pazzo. Perché dovrei farlo?

- Forse perché avresti paura! - Non ho paura, ho dei calcoli renali!

Smettiamola! Pierrot non ha niente. Abbiamo sbagliato, è meglio così.

Oh-oh! Allora, adesso cosa facciamo?

Vuoi che ti riportiamo in ospedale?

Non ne vale la pena. Oggi sarei dovuto uscire.

Potremmo ancora andare al nascondiglio.

Dal momento che siamo qui, potremmo dare un'occhiata.

Dannazione, è davvero cambiato!

Merda, hanno distrutto il nostro nascondiglio.

E tutta la foresta intorno.

Era bellissima quella foresta.

È vero che era bellissima.

Mi piaceva fare passeggiate lì.

Soprattutto quando siamo rimasti nascosti per diverse settimane.

- Non hai sparato a un cinghiale una volta? - No, quello era Joe.

Gli ha svuotato due caricatori nell'intestino, non potevamo nemmeno mangiarlo.

Sì, mi ricordo, fu divertente.

E' incredibile come tutto cambi...

Vado a fare pipì.

Pensate che la deruberà?

Non oserà.

50 che la rapina.

Mi accodo, 50.

Cazzo, non ho niente.

Max, anticipami 50.

Dannazione!

Grazie, ragazzi. È un piacere fare affari con voi.

Cazzo, l'amore ci ha fatto perdere questi soldi.

Che succede?

- Niente. - Niente.

Sapete cosa prendere?

No.

Signorina! Possiamo avere il menù, per piacere?

- Ecco, ora lo so. - Io anche.

- Io anche. - Io anche.

E tu, Pierrot, che prendi?

Non riesco a leggere, non ho gli occhiali. Sono rimasti all'ospedale, insieme alle mie cose.

Tieni, prendi i miei.

Un cavolo!

Prova questi.

Ancora peggio.

Passami i tuoi.

- Meglio, ma ancora un po' sfocato. - Mettili sopra per vedere.

Oh merda, è perfetto! Tu sì che sei un vero ottico.

Ok, lo so.

Signorina!

- Avete deciso? - Una birra alla spina.

- Io anche. - Io anche. - Io anche. - Io anche.

Cinque birre alla spina, ve le porto subito.

- È molto carina la cameriera, eh? - Una bomba, vorrai dire.

Buffo, ho l'impressione che siamo proprio come eravamo al nascondiglio.

Eccoci qui infatti.

Voglio dire qui, a questo tavolo. Precisamente in questo posto.

Siamo esattamente nelle stesse posizioni che occupavamo al tavolo del nascondiglio.

Cosa vedi?

Alla finestra, dietro a Pierrot...

Non ci sono finestre dietro di me.

No, alla finestra che avevi dietro di te nel nascondiglio.

Non l'avete notato?

Ci siamo sempre seduti come ci siamo seduti oggi. Stessi posti.

Max seduto qui al mio fianco... vicino al camino...

perché aveva sempre freddo e si alzava per attizzare il fuoco.

Joe lì, a capotavola...

perché non sopportava sedere accanto ad altri durante le partite a carte...

E Jean qui, di fronte a me, vicino alla porta,

perché era sempre l'ultimo arrivato e perché andava a pisciare ogni mezz'ora.

E Pierrot lì, perché era il solo posto rimasto...

E io sedevo qui, di fronte alla finestra lì in fondo...

che guardavo spesso...

Ma perché?!

Forse per tenere d'occhio se arrivava qualcuno...

Signorina, Lei sa da quando è aperta questa caffetteria?

No, non lo so. Lavoro qui da soli due giorni.

Due giorni? Eppure portate le birre con una tale grazia...

- Ma guardando, così... direi 30 anni. - 30 anni? Non è possibile.

L'ultima volta che siamo stati qui era il '78, quindi sono passati...

28 anni!

Voi conoscevate questo posto prima che diventasse una caffetteria?

- Sì. - E com'era?

Era verde...

Era una foresta, molto grande, desolata. Era facile perdersi.

E c'erano dei cinghiali, enormi cinghiali, che ti camminavano davanti così...

Enormi.

E sempre qui, c'era un nascondiglio. Cioè, volevo dire, una capanna.

- E voi ci venivate spesso? - No, non spesso, ma quando venivamo...

ci restavamo a lungo.

Che peccato.

Sono sicura che una foresta sia meglio di una caffetteria o di un parcheggio.

A volte si ha l'impressione che le cose diventino sempre meno belle...

Mi commuove vedere persone della vostra età insieme così.

Quando ero piccola, un sacco di gente - o almeno, di anziani - viveva da me a casa.

I miei genitori avevano in affido gli anziani.

A volte ce n'erano anche 15 in casa. Ce n'erano dappertutto.

In cucina, nel soggiorno, in camera mia... Ovunque!

Pensavo che i miei genitori lo facessero per filantropia.

Ma in realtà no, a loro toccavano 500 franchi per ogni anziano.

Questo mi deluse un po'.

La parte più difficile era che spesso morivano. Almeno uno al mese.

Una volta ne sono morti tre in un giorno. Nel mese di agosto.

Io ero spesso inquieta,

perché non vedevo la differenza, se dormivano...

o se erano morti. Non è evidente.

Be', voi sapete di cosa parlo.

È un po' strana questa cameriera, no?

Bisogna trovare un altro nascondiglio.

Perché vuoi trovare un nuovo nascondiglio?

Si ha bisogno di un nascondiglio quando bisogna nascondersi.

Hai bisogno di nasconderti tu?

Be', no.

C'è qualcuno qui che ha bisogno di nascondersi?

- Be', no. - E allora?

- Calmati, Joe. Perché ti arrabbi così? - È Jean che dice fesserie.

- Non è vero. - Dici sempre fesserie.

Parli di un nascondiglio così, come se fosse poco importante.

Come se il nostro nascondiglio o un altro qualsiasi fosse la stessa cosa.

Stai delirando. Non ho mai detto cazzate simili.

Morirei per un nascondiglio.

Darei tutto ciò che ho per averne uno.

Cazzo, una piccola capanna carina...

con una foresta e dei sentieri intorno, e poi sì che saprei cosa fare.

Ho una carenza da clorofilla!

Quando venivamo qui, per me erano le mie vacanze - le mie vacanze pagate.

Sono 25 anni che non vedo la campagna.

Sono obbligato ad andare da Castorama, reparto giardinaggio, per vedere un po' di verde.

Ma quello che mi manca di più è la freschezza! Soffoco! Soffoco...

A me piace alzarmi presto... con la luce...

andare a pisciare, fuori, contro un albero...

sentire un venticello fresco intorno al glande.

Cazzo... Pisciare contro un albero...

ed abbracciarlo, dopo...

Quando hai telefonato, non ero sicuro che fosse per Pierrot.

Mi sono detto, eccoci qui, si ricomincia.

Il mio cuore si è messo a battere all'impazzata... come all'inizio.

Una sola vostra telefonata per farmi battere il cuore all'impazzata.

Allora cosa vuoi? Vuoi rifare una rapina?

No... Ho solo detto che mi manca la natura!

Prenditi delle vacanze allora.

E come faccio? Pensi che riceva una borsa di studio statale per le mie opere?

- Volete rifare una rapina, è questo? - Perché non la smetti di parlare di rapine?

Smettetela di parlare di queste cose o finiremo per farci notare.

Notare per cosa?

Siamo 5 vecchi che bevono una birra in una caffetteria sperduta.

Tutto questo è insospettabile.

Tu vuoi rifare una rapina?

No, ho detto che siete voi ad averne voglia.

È dall'inizio che parlate di natura, di cinghiali e di falò...

Avete l'aria depressa, ragazzi...

Io vorrei rifare una rapina.

Come dici?

Ho detto che mi piacerebbe rifare una rapina.

E allora?

Non ho niente di meglio da fare. Voi avete qualcosa di meglio da fare?

Avevo intenzione di andare a prendere mia figlia a scuola

per portarla a vedere una corsa a Vincennes.

E io ho un poker stasera, sembra che ci siano due polli da spennare.

Io dovrei essere in convalescenza.

E tu, Émile?

Io non ho niente di meglio da fare.

- Ehi, i ragazzi vogliono rifare una rapina! - Non è vero.

Non volete rifare una rapina? Perché, se così fosse, non posso andare al poker stasera.

Bene, allora cosa rapiniamo?

Come la vedi la Crédit du Nord sulla nazionale 17?

No, l'abbiamo già fatta tre volte quella banca lì.

Esattamente. La conosciamo bene...

Quando è stata l'ultima volta?

- Nell'82. Avevo una BMW decappottabile. - Aaah! Bella macchina!

Eh sì sì... Dopotutto, perché no?

Ci sono dei campi intorno, una foresta molto grande per nascondersi.

Dopo 25 anni saranno sorpresi di rivederci.

- Sei sicuro che fosse qui? - Be', sì.

Sulla nazionale 17. E siamo sulla nazionale 17.

- Ma sì. - Cazzo, non abbiamo davvero fortuna.

Cazzo, ma sparisce tutto all'improvviso in questo mondo?

Non ci sono più nascondigli, non ci sono più banche... Che resta?

Spuntano dall'oggi al domani queste cose.

Ma si rapina un McDonald's?

Tutto si rapina.

- Be', allora andiamo. - Sì. - Sì.

Aspettate! Chi resta in macchina?

- Be', Pierrot. - Perché Pierrot? Anch'io voglio rapinare il Mc.

Sei sempre rimasto tu in macchina.

- E poi hai addosso il pigiama. - E allora? Hai visto come vai in giro tu?

E comunque non posso guidare, non vedo nulla.

Prenderemo il primo muro.

Allora Jean, rimani tu in macchina.

E perché io? Non è giusto. Non può rimanere... Joe?

E perché sei tu a decidere? Non sei mica stato nominato capo.

Chi è a favore che Jean resti in macchina?

- Va bene? - Va bene.

- Be', allora andiamo? - Aspettate...

- Cosa? - Per le pistole come facciamo?

- Come le pistole? - Come "come le pistole"? Non abbiamo pistole!

Cioè, voi non avete pistole?

Come pensavate di portarmi al nascondiglio?

Joe aveva un'idea.

Basta mettere la mano in tasca per fingere di averla.

Chi è che si mette le mani in tasca?

- Io ed Émile. - Perché non io?

Dai Joe, sai bene cosa succede quando hai una pistola.

- Che succede? - Be', spari. Non puoi fare a meno di sparare.

- Ma non è una pistola, è la mia mano! - Uguale. Saresti capace di sparare con la mano.

Ma ho imparato a controllarmi.

Bene, chi è a favore che Joe non abbia la pistola?

- Va bene? - Va bene. - Allora andiamo.

Che fai, Jean?

- Cioè? - Dovresti restare in macchina.

Ah be' sì, è vero.

Che succede?

È caduto.

- Tutto ok, Pierrot? - Tutto ok.

- Che cos'hai? - Sono caduto, tutto qua.

Dai, andiamo.

Ti sanguina il naso, Pierrot.

Sei malato?

Sì.

È grave?

Sì.

- Vuoi che ti riportiamo in ospedale? - No.

Che vuoi che facciamo?

Guida, vedremo...

- Vado? - Vai.

Epilogo Ci conosciamo, no?

Quando hai aggredito il tuo capo, l'hai colpito con la pistola?

Gli ho dato un colpo da dietro.

Posso vederla?

- Cosa? - La pistola.

Be'... ok.

Te la mostro, ma prima voltati.

- Perché? - Perché te lo sto chiedendo.

- Mi colpirai in faccia? - Ma no!

Ok.

Ecco.

Ci conosciamo...

LA NOTTE PRIMA

L'altro ieri sera, il giovane era inseguito dalla polizia.

Così ha chiesto alla giovane donna al casello di tenergli la pistola.

Poi le avrebbe chiesto di aprire la barra. Ma la giovane gli ha risposto:

"Per passare, 20 euro."

Il giovane, senza soldi, ha chiesto alla giovane donna di restituirgli l'arma.

Le ha chiesto di aprire la barra.

L'ha ringraziata restituendole la sua arma,

per paura di essere acciuffato con quella addosso.

Allora ci conosciamo.

Ci siamo incrociati.

E allora?

Allora, mani in alto!

Mani in alto!

Il registratore di cassa.

- Cosa? - Il registratore di cassa.

Cos'è questo?

È tutto quello che c'è. Il capo ha portato il resto in banca.

Lo fa sempre dopo il servizio.

A più tardi.

Ehi!

- Non lo trovo giusto. - Perché?

Be', dovremmo spartire.

Dopotutto, anch'io ho corso il rischio.

Arrivi così...Non hai niente. Nemmeno il coraggio di rapinarmi.

Alla fine te ne vai con i soldi e la pistola.

D'accordo.

Ecco i soldi. Io tengo la pistola. Ok?

D'accordo.

In realtà, no!

- Preferisco la pistola. - Perché?

- È meglio una pistola. - Ma è mia la pistola.

Sì, ma me l'hai data.

Ok.

Ecco la pistola...

Be', dammi i soldi ora.

No.

- Be', ma non puoi... - Che cosa hai intenzione di fare?

Posso venire con te?

- Ma non vado da nessuna parte. - Non importa.

- Vuoi venire con me? - Sì, voglio venire.

Abbassala.

Mi piace tenerla così.

Catsick's lair ha presentato

Traduzione a cura di catsickblues e Daisy Diamond

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