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12 maggio.
Quando vado a letto, appena prima di chiudere gli occhi, rivedo tutto di nuovo.
Un'estate appiccicosa, le onde che si infrangono sulla riva.
Ci vedo come le persone che eravamo.
Non sar� mai pi� lo stesso, vero?
FALKENBERG FAREWELL (Addio, Falkenberg)
Quaranta...sette. Quattro, sette.
Cinquanta...sette. Cinque, sette.
Cinquanta...due. Cinque, due.
Trenta...tre. Doppio tre.
Sono ricordi...
illusori.
Privi delle parti brutte...
Dicono che bisogna guardare avanti, pensare a dopo.
Io penso a prima.
E' dove siamo adesso.
Non qui, ma l�...
un tempo.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Sono solo le tre. E cinque minuti. - Succede.
- Come ti senti? - Benissimo.
Come mai non ci credo?
Solo tu puoi saperlo. Io non ne ho idea.
Mi sembri sempre gi�, John. Sul serio.
E' per qualcosa in particolare?
Dovremmo parlarne, non credi?
- Ma di cosa? - Che sei quasi sempre di cattivo umore.
No.
Ma si sente che � cos�. E si vede.
Non tutto � come sembra. Dico solo questo.
Non pensi che tutto quel grasso che ingurgiti ti porti a deprimerti?
Ne dubito.
Il bacon mi rende allegro.
Sul serio, non dovresti mangiare cos� grasso.
Potrebbe essere questo a renderti depresso.
Il bacon non � pi� grasso di tante altre cose.
- Come? - Il bacon non � peggiore di altre cose.
- E' meglio la carne. - E' molto pi� grassa.
Pi� del manzo, per esempio, di sicuro.
- No. - Bisogna che li metti insieme.
Vedremo.
Sei stato al Cabaret?
- Cosa? - Sei stato al Cabaret?
S�, credo di essermi seduto in grembo a Emilie Rogovski.
Mi stavo giusto chiedendo come sar� in questi giorni.
- Come sar� io in questi giorni? - No. Come sar� l� adesso.
Ah, come sar�. Non lo so. E' passato molto tempo.
Allora penso che dovresti farci un salto.
Potremmo andarci pi� tardi.
S�... forse. O magari andiamo da te e mangiamo cioccolata.
- O una torta. - Magari.
FRATELLI
Un gabbiano, molti gabbiani. * [gioco di parole intraducibile]
Ho un lavoro per te domani, dopo che hai dipinto lo steccato.
Bisogna rimbiancare i muri.
S�, beh, non esiste. Non imbiancher� nessun dannato muro.
E perch� no? Non � che hai un gran che da fare, tranne...
S�, ma non sono qui per dipingere un cazzo.
- E perch� sei qui? - Per stare tranquillo, per rilassarmi.
- Potresti renderti utile. - Come?
Svuotando la lavastoviglie al mattino, o tagliando un po' di legna.
D'accordo, ma imbiancare? Posso fare qualcosa, ma non l'intera casa.
Certo che no, non puoi abbassarti a tanto!
Non puoi accusarmi di essere sciatto. Sono bravo. Abbi un po'...
Ma tu mi hai dato dello sciatto.
Tu sei sciatto. Sei veloce, ma le cose non ti vengono bene.
Certo, hai fatto pi� cose. Ma il punto � cos'� pi� importante.
E' pi� importante la quantit� o la qualit�?
Per me � la quantit�.
Lo immaginavo. Io invece sono per la qualit�.
Ma �... del tutto insensato.
Qui hai ragione. Hai vinto tu. Sono un cazzone.
Non ho mai detto che sei un cazzone, ma se vuoi esserlo, va bene.
S�, penso di esserlo.
- Io non l'ho detto. - No, sono stato io... Il fratellino.
- Guarda un po' l�. - Toh! Colazione in piedi!
E' la tua macchina?
- I fratelli! - I fratelli gabbiani.
- Hai una macchina fotografica? - S�.
Dov'�? Qui ci vuole una foto.
La mia macchina nuova... O meglio, di mia madre.
- E' la macchina di tua madre? - Non sa che l'ho presa.
3 giugno. Ti ricordi quando eravamo piccoli?
Quando il ghiaccio si scioglieva, scavavamo nella terra. Io, John e Holger.
Presso il buco costruimmo un cubo con assi rubate...
che calammo nel terreno.
Potevi salirci attraverso un boccaporto.
Se non lo sapevi, era impossibile scorgere la stanza segreta.
Credo sia ancora l�. Forse si � decomposta con l'umidit�.
La decorammo con vecchi tappeti presi in cantina...
e appendemmo trofei di caccia alle pareti.
Potevi rimanere l� solo per poco tempo.
Poi l'aria finiva e dovevi aprire il boccaporto.
Il tempo nell'oscurit� sembrava scorrere rapido. Era piacevole.
Stavamo seduti l�, io e Holger.
E sembrava come se il legno intorno a noi fosse stato appena tagliato.
La parte migliore era quando i venti degli oceani soffiavano all'interno.
Era come un raschiare da fuori.
Potevi sentire i rami agitarsi.
Sentivi il vento fischiare fra i tronchi.
Mentre noi stavamo seduti l� fermi e fissavamo il buio.
- David? - S�?
Puoi darci uno strappo in citt�?
Certo. Quando?
- Che hai detto? - Quando?
- Presto. Tra, diciamo, 10 minuti? - Certo. Arrivo subito.
- Bene. - Ottimo.
Possiamo solo sperare in una bell'estate quaggi�.
- Finora tutto bene. - S�, assolutamente.
Cio�... Ne stavamo giusto parlando oggi.
Abbiamo cenato fuori per quattro domeniche di fila.
Non � molto comune.
S�, ma � appiccicoso fuori.
Sembra che ci siano un fottio di norvegesi in citt�.
Parecchi di loro erano a quello che sembrava un party per singles.
Gi�, � una cosa che ai norvegesi piace un sacco.
Cazzo, � cos� noioso. Il primo � stato divertente.
Quando sei in quello stato, � perfetto. E' come quando...
Ma una volta che sei l�, � proprio...
Penso che i picchi che tocchi coi nostri funghi siano il livello pi� alto che puoi raggiungere.
- E' tipo schiumare la superficie. - Ecco la mia intuizione.
E' proprio bello qui. Qui � dove avrei sempre voluto essere.
Ho provato tristezza quando ero in... quando ero in quello stato.
- L'hai provata tutta? - Quella notte che li avemmo, per esempio.
Non so proprio come... Eravamo in pochi.
- Dai, non due allo stesso tempo? - No?
Va bene. Eravamo in pochi...
in una pensione a Laksman Jhula. Ed eravamo...
eravamo parecchio fatti.
Perci� questo tizio vecchio che viveva proprio dove eravamo seduti, venne fuori.
Era davvero incazzato e ci disse di fare silenzio.
Disse che c'erano dei bambini che dormivano, eccetera.
La rabbia che ho provato allora fu...
Fu davvero terribile. Mi misi a urlare con gli occhi di fuori.
E quando alcuni di quelli che stavano seduti fuori dalla sua stanza con noi...
si fecero avanti, lui disse che eravamo liberi di fare quello che volevamo.
Il che cre� un enorme conflitto.
Fu proprio terribile, e io piansi un sacco.
E...
Ne ho trovato uno rosso oggi, sul presto.
Oskar mi ha detto di uno pseudo scorpione in Tailandia.
Assomigliava molto a uno scorpione, ma era un ragno.
Ma il ragno crede di essere uno scorpione.
- Ciao, Jesper. Che combini? - Sto tornando in citt�.
- Da quanto non ci vediamo! - Un sacco di tempo.
- Se vuoi ti do un passaggio. - Davvero hai tempo? Fico.
- E' bello vederti. - Anche per me.
Sono stato qui marted�, e non ho avuto tempo di...
- Saranno due anni che non ci vediamo. - E' un sacco di tempo.
Era ovvio che incontrassi qualcuno cos� per caso. E' il bello di una piccola citt�.
- Gi�. Sto da mamma ora. - E tutto bene, vivere l�?
S�, � meraviglioso.
Sai, avevo qualcosa, quando avevo un appartamento mio.
- Ora non ho pi� niente. - Te ne sei liberato?
S�, me ne sono liberato. Non � stato facile.
- Non � facile tenere un appartamento. - O liberarsene.
No, infatti. Forse � ancora pi� dura.
S�, ma recentemente mi � venuta in testa un'idea.
Voglio avviare una sorta di "colazione a letto".
- E' tutto legale - S�, affari legittimi.
- Anche se piuttosto stravaganti. - No, � una cosa seria.
Porter� la colazione alla gente, un'attivit� di ristorazione.
E come funziona? Ti manterrai facendo questo?
E' questo il piano. La mia nuova compagnia. L'obiettivo � Stoccolma.
E un fatturato di circa 2 milioni di corone in un anno, tipo.
Adesso ti spiego.
Quando stai in un hotel, hai sempre un'ottima colazione.
Scegli quello che vuoi. Puoi fare delle scelte.
Quello che ho immaginato invece � di portarla io a casa della gente.
Come una pizzeria, ma � la colazione.
Con yogurt, omelette, uova bollite e caff�, t�, cioccolata.
Quello che vuoi. Scegli tu. Ordini la tua colazione, come la pizza.
- Mamma � a casa? - S�. Sta bene?
- Sta bene. - Grandioso.
Allora � cos� che vai in giro? Non ti riconosco pi�.
Non si sa mai se avrai le trecce, la testa rasata...
...o se ti sei tinto i capelli. In tre giorni pu� succedere di tutto.
- E ora che succeder�? - Ciao.
Non si sa mai con te. Niente di speciale.
- Che stai facendo, Jorgen? - Prendo qualche CD.
- Quali stai prendendo? - Questi. Solo per un po'.
- Ma quello � nostro. - L'ho preso io per il mio compleanno.
No. Me lo ha dato tuo padre per Natale per la cucina.
Cosa ci devi fare?
- Per il resto, tutto bene? - S�.
Dio mio, non potresti neanche entrare in un negozio. Una volta...
ha premuto il pulsante d'allarme ed � arrivata la polizia.
- E quello? - E' il Philishave.
E cosa ci devi fare? E' il rasoio di tuo padre.
- Che devi fare con tutta quella roba? - Sto prendendo solo alcune cose.
Quando era piccolo, eravamo all'IKEA, a Gothenburg...
ferm� la scala mobile ed io ero cos� imbarazzata.
- Che devi fare con quella? - Smettila, rilassati!
- E' quello che dici sempre. - Ciao, mamma.
- Ciao, Helena. - A presto.
- Non ficcarti nei pasticci. - No.
E chiama, cos� so dove sei.
7 giugno
Non c'erano ragazze in giro quando stavamo crescendo.
Magari c'erano, ma non si vedevano.
John una volta aveva una ragazza. Jorgen ne ha avute parecchie.
Ma non venivano mai incluse.
Divisi. I ragazzi da una parte e le ragazze dall'altra.
Io e Holger l'uno per l'altro. Amici del cuore.
Il mio migliore amico.
E John quasi lo stesso.
Immagino fossimo diventati una famiglia.
Jorgen era in una classe speciale di aiuto...
era pieno di energia e tendenze criminali.
Ogni giorno una nuova grande idea, un nuovo piano.
Voleva mettere in moto qualcosa.
E Jesper, che voleva soltanto andarsene da qui.
Anche quando eravamo molto giovani, lui voleva andare all'estero.
Probabilmente gli mancava la sua casa. Un esilio dalla nascita.
And� a Oslo per fare un po' di soldi...
per quel viaggio che ognuno a quanto pare deve fare.
Per trovare se stesso dall'altra parte del mondo.
E la memoria di come eravamo
si � insinuata nelle nostre teste come un parassita, per viverci?
Sono tutti l� dentro, attaccati alla retina non appena chiudo gli occhi.
Voglio lasciarli volare via.
Guardo gi� verso di te, ti faccio ciao con la mano. Ma tu non mi vedi.
QUANDO TU DIVENTASTI ME
- Holger! - S�?
Pensavo fosse un po' noioso laggi�.
L� no?
Ma che cazzo! Vogliamo... Vogliamo buttarlo gi�?
Quest'albero non si sente bene a stare l�, morto.
No. Spingiamolo.
Ti ricordi quando abbiamo mangiato i funghi nei panini, Thailandia?
Non ho pi� potuto mangiare panini cos� dopo di allora.
Oh, fico.
Sono contento di quello che stiamo facendo. Mi fa sentire bene.
- Questa � l'ultima volta? - Allora � questa.
In qualche modo tutto questo non sembra particolarmente nuovo.
E' come, sembra sempre come...
Ora qui abbiamo scoperto qualcosa, ma � come...
Per me � pi� come se avessi incontrato di nuovo me stesso.
- O quello che vorrei essere. - S�, ma se...
Potrebbe essere un piccolo promemoria, no?
S�, questo � ci� a cui miravo.
- Gi�, ma poi ho raggiunto i trenta. - S�.
E' cos� che voglio che sia. Cos�, un po'.
Ma non pu� andare cos�.
Ahh, si sta bene.
1� luglio
Il cavallo. Era bello grosso.
Se ne stava sempre presso quell'albero cavo sulla curva della strada.
Da solo. Volevamo attirarlo con dell'erba.
E quella volta l� hai dovuto proprio avvicinarti.
Respirava velocemente mentre camminavi...
per mettere la mano alla base della sua criniera.
La tua piccola mano sul pi� grande cavallo da fatica del mondo.
E per la prima volta, ti sei seduto molto vicino.
E quando il cavallo si � alzato, sei caduto all'indietro imprecando e io ridevo.
Era troppo buffo: tu, sdraiato nel fango.
- Puzza di sudore? - Affermativo.
In generi tu non puzzi.
Di solito � una mia esclusiva.
E' un po'... No, non sa di buono.
Eh s�, lo sento il tuo sudore.
E' come se avessi perso tutto di me stesso.
Era quasi come mettere il tuo dito su...
ci� che dev'essere come vendere la tua l'anima.
Quando sono diventato te? Era cos� terribilmente negativo?
S�. E' stato molto negativo per me.
Ma quello che � seguito � stato incredibilmente liberatorio.
Era come se Holger non esistesse pi�.
Ma � stato anche come ti dicevo prima:
"Grande, ora non siamo pi� David, siamo solo tu." Giusto?
Ma la sensazione di qualcuno che si arrampica proprio dentro la tua testa...
� una davvero gradevole per me.
Gi�, immagino, ma � di questo che si tratta.
- Come? - Non siamo davvero dentro noi stessi.
Alla fine. Ma siamo nelle teste di tutti nello stesso tempo.
Ma � sbagliato farlo con le droghe.
E per questo quella volta ho pensato che fosse sbagliato.
Era come se stessimo facendo qualcosa di sbagliato.
L� non hai proprio niente da fare.
- Ma non � avvenuto deliberatamente. - No, non � che l'avessimo programmato.
- FF gioca domani? - Eh? - FF gioca domani, vero?
No, domani, credo.
S�, dev'essere domani che giocano.
Meglio che vincano domani, se no...
- Il Sylvia gioca in casa? - S�.
Meglio che vincano.
Altrimenti vuol dire che hanno perso del tutto la loro grinta.
O almeno, quasi del tutto.
Certo, hanno tanta strada da fare, ma devono lasciare il Sylvia nella polvere.
Perch� dopo si troveranno di fronte un sacco di squadre pi� forti.
Certo, certo. Devono battere il Sylvia o sar� un inferno giocare.
Il FF ha davanti una stagione tosta.
Sei stanco oggi? Anch'io, abbastanza.
Non lo so, ma...
L'Anticristo arriver� tra tre settimane.
Ed il Messia arriver� tra due mesi e mezzo.
- Chi lo dice? - L'ho sentito.
Okay...
- L'ho sentito e basta. - Okay.
- E allora aspettiamo - S�, aspettiamo. E' eccitante.
- Bello. - Tu non fumi, vero?
- No, sto bene cos�. - Non ti va una?
Ma s�, la prendo.
- Ciao, pap�! - Ciao.
- Come va? - Bene.
E' un po' scassato.
- Non sei andato per niente in citt�? - No, non con la pioggia di oggi.
- Per niente? - No, ho preso l'autobus fino a casa.
L'autobus e il treno erano in sincrono per una volta. Non capita spesso.
Mai preso un autobus qui. Devi essere uno dei pochi che lo fa.
S�, in effetti ho incontrato uno di Skogstorp...
Perci� siete in due!
Non l'aveva mai preso prima, ma poi gli hanno ritirato la patente...
ed ora � del tutto devoto al...
- All'autobus. - All'autobus. Lo prende sempre.
Va in citt� per compere o altro e dice che funziona alla perfezione.
Okay.
- Insomma, che hai combinato? - Sono andato in giro con John, cose cos�.
Prima a casa sua, poi in citt�, ma non succedeva niente.
Cos� siamo usciti e... abbiamo camminato e parlato.
Tutto qui.
Deve aver piovuto tanto qui quanto a Varberg.
S�, ma pioveva e smetteva.
A un certo punto veniva gi� da pazzi e dopo erano solo due gocce.
Ma non ci ho fatto molto caso.
- Io me ne vado a letto. - S�, anch'io.
- Spegni tu la luce dopo? - Sicuro. Certo che lo faccio.
Holger, Holger, Holger...
15 luglio. Ti odio.
O... ti amo. O meglio, amo come eravamo.
Stavamo nella foresta tutto il giorno.
E adesso vorrei solo tornare di nuovo l�.
Creare uno spazio nella macchia.
Costruire un bungalow.
Magari potrei venire a fare una visita.
NON PIU' INVERNI
E ci sono invecchiato in quella casa.
Un eremita, nel cuore della foresta.
Ogni anno diventa pi� fitta.
Un giorno non sar� pi� in grado di uscirne.
Tutto ci� che resta � la memoria del mondo esterno.
E i nostri genitori...
Sar� stato lo stesso per loro?
Loro invecchiano.
Rughe.
Capelli grigi.
Occhi stanchi.
Sono noi, loro, quando il tempo � trascorso e tutto � rimasto fermo?
S�, questo � l'ultimo giorno del 1977...
ed � anche una delle ultime immagini della pancia.
Non puoi vederla se le stai troppo vicino.
Questa sar� la mia ultima estate. Lo giuro.
L'ultima estate, niente pi� inverni.
Perch� non ti muovi quando dici che stai per muoverti?
- Di cosa ti vergogni? - C'� un virus in questa citt�.
Non so se � solo Falkenberg, ma, sai...
Ma cosa c'� a Gothenburg? Tutti vanno a Gothenburg.
Non appena incontri qualcuno...
Se vai laggi� per un paio di giorni e poi torni...
e incontri qualcuno che non vedi da un po'...
quello di sicuro ti chiede: "Sei stato a Gothenburg?"
E tu chiedi: "Che fai in questi giorni?"
"Credo che andr� a scuola dopo l'estate."
"Altrimenti mi trasferisco da mio fratello a Gothenburg."
Fosse anche solo per questo, io non me ne andr� mai da qui.
E mi incazzo, se mi dici "Me ne vado". Non l'hai ancora fatto.
Metti che incontri uno in citt� e gli fai, "Sai cosa? Io resto qui".
S�, beh, immagino di s�...
Io mi sono prenotato qui.
Che farai dopo l'estate? Gothenburg?
- Beh, probabilmente mi trasferir�... - Ma perch� in quella citt�?
Vai a Malmo invece, o a Vaxjo.
- Vuoi uscire? - S�. Cristo, inizia a fare freddo.
Prendi la bandiera. Poi puoi sparare ai tuoi amici.
Puoi sparargli ogni volta che vuoi.
Gi�, ma non succede niente. Le pallottole gli passano attraverso.
E' cos� che butti via il tuo tempo, John?
Pensa invece cosa avresti potuto farci con quel tempo.
- Che tempo? - Il tempo che hai passato a fare questo.
Ci sono i miei amici l�. Vuoi morire, insomma?
- Non c'� nessuno. - Bene.
- Ce l'hai il cacciavite? - No.
- Entriamo. - Oh, s�!
- Le luci sono accese. - Non preoccuparti. Sono in Finlandia.
Prendi una sedia.
- Benvenuto. - Grazie.
- Chiudi la porta? - S�, solo un secondo.
- Dovremmo toglierci le scarpe, no? - S�. Ma chiudi la porta.
- Va bene questo? - E' ottimo.
- Buono. Ma forse � troppo... - Non va.
S�, beh, aspettiamo per quello.
Dopo potremmo suonare una canzone.
Oh, il frigo. Non hai fame?
- Oh, mio Dio! - Cristo, sembra buono.
Wafer ricoperti di cioccolato con crema alla menta.
Cazzo. Vedi niente qui che possiamo prendere?
Niente per cui darsi la pena.
E qui � dove dormono. Lei non stava nella classe 9B?
Chi, Fatima?
- Era questo il suo nome? - Non � lei.
- Ah, cazzo... - Sei stanco?
Non c'� niente qui. Due corone. Prendile, compratici le gomme.
- Naa! - Da' un'occhiata.
Cazzo, non hanno niente!
E gli orologi del nonno? Valgono qualcosa quelli?
Jorgen, Jorgen. Arriva qualcuno.
Rispondo io!
- Rispondo io! - No, no, no!
E' Holger. Ciao.
Ciao, come stai?
Che c'�?
Okay, lo far�.
- Chi era? - Non lo so...
Ma che diavolo...?
Ehi...
Holger!
Holger!
Holger! Aspetta!
Holger! Aspetta!
Holger!
QUELLA PICCOLA CITTA' SUL MARE
Holger...
Stai bene? E' arrivato questo pacco per te.
E' da parte di David.
E' il diario di David.
"13 giugno. Holger e io abbiamo litigato oggi."
"Mi ha lasciato da solo nel bosco ed � tornato a casa in auto."
"Prima sentivo che ogni discordia...
sarebbe dovuta giungere alla sua conclusione."
"Che questi problemi erano importanti".
"Ma la sera ha un messaggio."
"Interrompi te stesso e tutte le creazioni si prendono il sabato libero."
"Ma forse questi momenti non significano niente."
"E' questo che fa guarire il mondo"
"Qui � dove i pensieri olistici germogliano e crescono."
- Perch� pensi che l'abbia mandato a te? - Non lo so.
Non lo so.
- Preferisci restare da solo? - S�.
23 luglio.
Oggi ho pensato molto al tempo che trascorriamo qui sulla Terra.
La maestosit� di tutto questo, ma anche la sua insignificanza.
Voglio dire, tutti quanti moriranno un giorno. E' cos� e basta.
Non lo so, cerco di immaginarlo.
Un ultimo profondo respiro.
Riempi i polmoni fino a farli quasi scoppiare.
Il cuore si restringe e il sangue caldo corre al cervello...
creando capogiro e calore...
solo per rifluire di nuovo indietro. Un po' per volta.
Sei andato. Forse � bello. Che diavolo ne so?
Mi ricordo di un tale chiamato Olle Extra Life.
Fu investito da un autobus, ma sopravvisse.
Ma anche lui morir� un giorno. Solo non quella volta.
Ha avuto una vita in pi�, Olle Extra Life.
Dev'essere davvero bello avere una seconda occasione.
Una seconda occasione di vivere, di vivere la mia vita come Olle Extra Life.
- Te l'aveva mai fatto leggere prima? - No.
Mi chiedo come sar� il mio funerale quando morir�.
Riesco a vederlo.
Essendo il funerale di una piccola citt� sar� come quello di un vecchio.
I giovani qui uno non crede che muoiano.
Non c'� rock'n'roll al funerale, nessuna festa dopo
dove tutti si sbronzano e ricordano com'� stato per loro.
Ci sar� del caff� al Sailor's Cottage.
Parenti e anziani che vedono la morte come una cosa perfettamente normale...
qualcosa con cui convivono ogni giorno.
Ma voi ragazzi, voi che mi conoscevate davvero, amici miei...
mi chiedo cosa penserete.
Forse vorrete solo dimenticare e non essere l�. Lo capisco.
Non vorrei esserci neanch'io, se fossi in voi.
Vi mancher�?
Ognuno ha la capacit� di scegliere e forse questo � ci� che voglio.
Lo comprenderete?
E' importante che comprendiate.
- Tutto qui? - Non lo so. Credo di s�.
- Niente di pi�? - Non credo ci sia altro.
- E' finito? - S�.
- Che dici, andiamo? - S�, andiamo.
Non crediate che questo sia un grido d'aiuto. Io lo voglio.
Non mi sento pi� parte di niente.
Questo vi render� tristi? Piangerete?
O piangerete perch� sentirete di doverlo fare, senza sapere perch�?
Perch� � tutto cos� triste, cazzo, e poi continuerete con le vostre vite.
Spero lo facciate.
Spero dimentichiate.
Perch� diavolo mi chiami cos� tardi?
Anzi, perch� mi chiami?
Passa il telefono a qualcun altro se devi fare cos�.
Piagnucolii del cazzo. Amico, sei uno stronzo piagnucolone.
Riattacca.
Senti, dovresti berti la tua birra e poi venire qui, eh?
Cristo, che stronzo! Perch� non sei ancora qui?
Vicino al ponte? Forse saremo l�, forse no.
Ma se fai tardi, mi sa che sono cazzi.
Mi sa che sono cazzi, stronzo.
S�, vabb�... Porta qui il tuo culo. Come... non me ne frega un cazzo.
Vieni qui e basta. Vola qui su una foglia. Merda, ha attaccato.
Cazzo!
Cazzo, che razza di schifo!
Non puoi nemmeno parlare con...
Cazzo, che schifo!
Dannazione.
Tu parli dei cazzi tuoi e io dei cazzi miei.
Finisce sempre cos� qui.
Non sai nemmeno che vuol dire.
E' cos� dannatamente triste. Cos� dannatamente triste.
Pausa?
Okay. Porta la palla laggi�. E poi calciala.
Uno di voi dev'essere buttato gi�. E' questo lo scopo?
2 agosto.
Potrei comprare un biglietto alla stazione...
saltare sul primo treno e dirigermi da qualche parte.
E poi guardare tutte le citt� sfrecciare via dai binari.
Potrei prendere un appartamento da qualche parte, se mi ci mettessi di impegno.
Lontano da nozioni preconcette e dai ruoli che ci hanno imposto.
Potrei iniziare una nuova vita, fare il decoratore di interni
e magari potrebbe interessarmi.
E con un po' do fortuna potrei incontrare gente nuova.
Persone nuove con cui parlare. Nuovi amici.
Potrei andare a una scuola per diventare uno chef o un banchiere o altro.
Fare un lavoro con un vero stipendio. Comprare vestiti nuovi...
vestiti molto belli, costosi, magari... che mi piacessero.
E forse incontrerei una ragazza. Una ragazza che mi piacesse e a cui piacessi.
Potremmo passare del tempo insieme, noi due soli.
A letto, la mattina tardi, a consumarci l'un l'altra...
dimenticando tutto il resto, parlando nella nostra lingua.
Potremmo discutere, per poi risolvere, sviscerare, traslocare insieme.
Guideremmo la nostra auto fino al mare, ci faremmo una casa e avremmo dei bambini.
Tre o quattro, magari. Buffo, dei bambini forti e io li amerei.
Darei loro una casa ed un pap�.
Mi sveglierei probabilmente nel cuore della notte...
con dei dubbi sulle mie scelte e sul mio amore.
Farei un giro per strada, a guardare le macchine nell'oscurit�...
accecato dai fari e l� fuori sentirei freddo e mi sentirei solo.
E poi tornerei a letto, la abbraccerei e odierei me stesso e la mia oscurit�.
Poi vedrei qualcosa apparire dalla nebbia.
E mi mancherebbe la citt� in cui sono nato, la mia citt�.
Quella piccola citt� vicino al mare che forse non lascer� mai...
e forse rimarr� qui. Forse � questo che sceglier�.
Forse non andr� da nessuna parte. Rester� qui. E' questo che scelgo.
E' questo che scelgo.
- Holger Eriksson... Ciao! - Ciao, Eva.
- E' bello vederti. - Ciao.
- Stai lavorando da qualche parte? - No, sto solo dipingendo la casa.
Oh, e che farai dopo?
Potrei andare a Gothenburg dopo l'estate... Conosco qualcuno l�.
Cos� potresti trovare un lavoro. Fare un po' di soldi.
S�, non sarebbe male. Buona fortuna, amico mio.
- Grazie. - Ciao.
Traduzione in italiano di polpa (www.asianworld.it)
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