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Vedete che c 'è un contatto aereo tra Gallagher e Benarrivo.
Ha allargato un po' le braccia. Non si pare di aver visto però una particolare
cattiveria.
Il pallone è a centro campo, mentre ora è Irwin che impecca Boyd
sulla sinistra.
...centralmente a servire McCool, giocatore dei Rangers, ancora un altro
supporto... ...la catena del Pocchia, senza il triangolo Bucci,
mette il salo laterale contro il gratubbio dell 'Olimpico, insolita la
...infezione...
Pronto? Eh zia Clara, sono Edoardo.
Bene, c 'è Silvia?
No, è fuori. Ah, va bene, non importa.
Vuole che la faccia chiamare?
No, no, le dica solo che l 'aspetto a cena, grazie. Me ne pare.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Dodo! Silvia!
Eri incantato?
Ero fermo prima che tu fuggissi. Non sono fuggita e tu lo sai.
Scusami del ritardo, ma non ho potuto liberarmi prima.
Uomini? Ma che uomini? Avevo da fare.
Hai già ordinato?
Aspettavo te.
Cosa prendi?
Il solito.
Pollo alle mandorle e riso cantonese.
Va bene.
Per due.
Comunque, grazie di essere venuta.
Beh, sono sempre tua moglie, no?
Allora potresti anche tornare a casa.
Piantala, Dodo.
Te l 'ho già detto, per ora non è possibile.
Se ho insistito per vederti è perché c 'è una novità. Ah sì?
E quale? Ho una casa da offrirti, tutta per noi.
Ah, davvero? Che casa? L 'appartamento sopra quello di mio padre.
È suo, ma ho deciso di chiederglielo come anticipo d 'eredità.
Come ma... Fai questa decisione?
L 'ho fatto per te.
Per me? In che senso?
Così non sarà più necessario abitare con mio padre.
Che c 'entra tuo padre, scusa?
So che non lo puoi soffrire.
Al contrario, tuo padre mi affascina. Fin da quando ero sua allieva all
'università.
Semmai sei tu che non lo supporti.
Ma allora vuoi dirmi perché te ne sei andata?
Uffa, Dodo, perché mi fai ripetere le solite cose?
Avevo bisogno di stare sola, riflettere, capire cosa mi succede.
Non insistere, ti prego. Non è proprio il caso.
E hai un altro, dimmelo.
Non è per la casa.
Non si preoccupi, serve qualcosa.
Ma no, Silvia!
Scusami!
Silvia!
Anche se la casa non è il motivo della tua fuga, chiederò lo stesso l
'appartamento a mio padre.
Anche se non sono fuggita, fai come credi.
Facciamo l 'amore, Dodo, qui, adesso.
Oddio, Silvia, e come?
Con gli occhi, come la prima volta.
Guardami.
Ti piace?
Da impazzire.
Sembra il dorso di un gatto infuriato.
E poi? A cos 'altro ti fa pensare?
Alla cresta di un gallo.
Ancora Toto. Ti ho un 'altra cosa.
Al cimiero di un elmo, a una spazzola, a una tana viva.
Sì, una tana viva.
Toccala se vuoi.
Preferisco guardare.
Ora però devo andare.
Vuoi che ti accompagni?
Buongiorno, Fausta. Mio padre, sei già svegliato?
Altroché. Come sarebbe altroché?
So io cosa voglio dire.
Mi dispiace spiegarsi, per favore. Troppo complicato, lasci perdere.
Insomma, Fausta, si può sapere cos 'ha contro mio padre stamattina?
Gliela porti lei oggi la colazione?
Poi quando io entro a bucargli il culo, invece di uscire, se ne resta in camera
a guardare. Guardare cosa?
Dove cerca di mettermi le mani?
Come vuole che lo tocchi?
Cosa pretende che gli faccia?
Beh? Come beh?
Non capisce?
No, non capisco.
Fa di tutto perché le mie mani finiscano là.
Ha capito adesso?
Ah, è così?
Sì, è così.
E tu non sei capace di opporti?
Ci ho provato, ma è come parlare al muro.
Se vuoi licenziarti, cercherò qualcun altro che si occupi di lui.
No, no, non voglio andarmene.
Volevo solo che lei lo sapesse.
Perché? Così, tanto per farglielo sapere.
Vabbè, ne riparliamo un 'altra volta.
Attento, ho la seringa in mano.
Mi prometta però di non dire niente a suo padre.
Se lo dici tu.
Non peraltro, sa, ma è un grand 'uomo.
Non vorrei che si dispiacesse. È solo un po' cocciuto.
Magari dal suo punto di vista ha anche ragione. E se è per fargli piacere io...
Come sei caritatevole.
Proprio per niente. Suo padre mi paga il triplo della tariffa normale.
Sarà perché hai la mano leggera. Come no?
Mano di fata.
Ma sia chiaro che per lui io non provo niente.
Tanto per quello che gliene importa di me.
Lui vuole solo quella cosa e basta.
D 'accordo.
Non gli dirò niente.
Mi raccomando, non se ne vada prima che arrivo io con l 'iniezione.
Avanti.
Ciao papà.
Ce l 'ha fatta.
Chi? Il gatto. Ha fatto la posta a un passerotto per dieci minuti. Che
costanza. Tu per chi ti parli, il gatto o l 'uccello? L 'uccello, figlio mio, mi
pare evidente.
Ti trovo bene.
Come no, una Pasqua.
Oggi forse mi metto uno dritto, così provo a stare in piedi.
Passami lo yogurt, che quando viene Fausta sono già pronto per l 'iniezione.
E con Silvia come sta andando?
Abbastanza bene, credo.
L 'ho rivista ieri.
Abbiamo parlato anche di te. Di me?
O là, e a che proposito?
L 'appartamento del piano di sopra.
Le ho detto che te l 'avrei chiesto come anticipo d 'eredità. E lei?
Beh, mi è sembrata d 'accordo. Mi fa piacere. A dirti tutta la verità non ho
capito perché sei andata.
Neanch 'io.
Anche se penso che è stato per la casa.
La casa?
Sì, sono convinto che ne voleva una tutta sua, nostra.
Non è per te, papà, è... Un desiderio del tutto legittimo, molto femminile. La
capisco benissimo. Dille pure che l 'appartamento è tuo.
Anzi, vostro.
Grazie, papà.
Vedi che, oltretutto, lo studio notarile sta sgombrando per le morte del notaio.
Basterà metterlo un po' a posto.
Permessa.
Non vai all 'università oggi?
Ho lezione più tardi.
Vuole che il signore Edoardo esca?
E perché?
Mio figlio? Non è mica un estraneo?
Non farmi male, eh?
Piano lei, è carne belicata.
La mano però non le fa mica male, eh, professore?
Su professore, adesso ci volti.
Pa, una certa Patricia.
Ma si, stai qua.
Ciao.
Bene.
Oggi forse torno in piedi.
Va bene, quasi in piedi.
C 'è Fausta, l 'infermiera.
Ma no, qua dici, c 'è anche mio figlio.
Sei tranquilla.
Scovettiamo.
Tu vieni e io te lo... Tu vieni e io te lo dimostro.
Vabbè.
Metto la mano sul... Metto la mano sul fuoco.
Sarà sans dire.
Sarà sans dire.
Buongiorno, contessa.
Buongiorno, caro.
È una vergogna, l 'ascensore è ancora rotto. Ha ragione, è sempre fuori uso.
non lo fosse stato anche il giorno che suo padre è caduto, certo non sarebbe
successo. A proposito, come sta il signor Alberto?
Abbastanza bene, grazie.
Un uomo eccezionale. Una fibra come non se ne trovano più. Mi scusi, contesta,
sono un po' in ritardo.
Aspenta, me lo saluti, mi raccomando. D 'altro, e grazie ancora.
Ma la scena letteraria boieristica per eccellenza è quella descritta da Erodoto
e poi ripresa da Gide nelle Roi Candol.
in cui la regina si spoglia spiata dal favorito del re, in cui alla sua volta
spia il favorito che spia la regina.
Qui abbiamo addirittura una situazione voyeuristica al cubo, un caso di
scopofilia, come dire, a carambola.
Scusi professore, in italiano voyeur vuol dire guardone?
Vuol dire uomo che guarda. E scopofilia che significa?
Voglia di scopare?
Significa piacere di guardare.
Dagli esempi fatti, ma potrei citarne molti altri, deriva il mio convincimento
che il guaierismo, o se preferite la scopofilia, è una componente importante
della letteratura e della narrativa, come pure, ma questo è più ovvio, del
cinema e della fotografia.
In questo modo, infatti, l 'artista non ci fa
solo spettatori, di qualcosa di segreto, intimo, nascosto,
proibito, ma ci rende anche, in un certo senso, complici di un progetto di
conoscenza che potremmo definire eversivo.
Il progetto, cioè, di esprimere anche ciò che la società normalmente reprime,
assumendo nell 'area del rappresentabile quello che per ipocrisia, paura,
ignoranza, spesso ne è escluso, e che pure costituisce parte immensa della
reale.
Vale a dire il sesso nella sua estrema, indifesa nudità, nel suo momento
esistenziale, carnale, corporale, come risulta chiaramente dalla poesia di
Mallarmé, Une negresse parle de mon sequet, che vorrei sottoporre alla
riflessione. Qualcuno vuol distribuire per cortesia?
Continueremo domani. Intanto leggetevela.
È una poesia ardua.
Muovi! Muovi!
Dai muoviti!
Ciao!
Me lo dai un passaggio, professor?
Dove devi andare?
A Cali.
Allora, me lo dai?
Sì, certo, dai.
Per poco la sia fatta.
Non c 'è pericolo, sei troppo morbida per farlo.
Dove abiti?
Lungotefere, di là.
Dormi.
È stata una bella lezione, professor.
Almeno a te è piaciuta, agli altri temo proprio di no.
Com 'è che non ti ho mai visto prima?
Perché all 'università ci vengo di rado, più che altro per curiosità.
Curiosità di che?
De professor.
Di dove sei?
Dell 'Africa.
Ma va?
Credevo della Svezia.
Africa è grande.
Indovina.
Senegal. No.
Mali. Nemmeno.
Congo. Bravo, professore. Ma oggi si chiama Zaire.
E io mi chiamo Edoardo, non professore. Dodo per gli amici.
Dodo, che buon po'. E tu?
Pasquale.
L 'ho capito dalla lezione, sai, che ti piacerebbe andare.
Beh, a dire la verità, in aula ero io che mi sentivo spiegato da te.
Cosa di speciale? È un ottimo esempio di scopobilia letteraria.
L 'intento profanatorio è evidente. La negra e la bambina fanno un 69.
Ah, cos 'è?
E invece lo è tre volte.
Se consideri che è un 69 tra due donne, che una è adulta e l 'altra bambina, che
una è negra e l 'altra bianca.
Ecco il progetto avversivo di cui parlavo in aula. Ma l 'armè non ci fa,
spera solo a qualcosa di intimo e privato, ma addirittura di privato nel
privato. La conchiglia pallida e rosa.
Ma tu guardi solo anche fai?
Che cianine.
Che sono qui?
In certi casi c 'è poco da fare. Si è costretti a farsene a guardare, temo.
Comunque, grazie. Ormai posso andare a piedi. La mia casa è al di là del ponte.
Aspetta, forse qualcosa riesco ancora a farlo. Attraversare il fiume, per
esempio.
Voilà, io vido lì.
Allora, ci salutiamo.
E questa a cosa ti serve?
A catturare le cose che hanno interessato il mio sguardo.
Ti piacerebbe catturare me? Sì, certo, come no?
Aspetta, non credere.
C 'è moi.
Grazie. Ciao, Gesuina. Non sono Gesuina, mi chiamo Arianna.
Mi fai una foto? Un 'altra volta.
Sono i figli della tua figlia.
Ti piacerebbe fotografarmi come la negra di Mallarmé? Beh, ci vorrebbe almeno
una bambina bianca.
Non hai figli?
Come dici, scusa?
Sei sposato, no? Sì, certo, perché me lo chiedi? Così, curiosità.
Comunque no, non abbiamo figli.
Sei guaiera anche con tua moglie?
Semmai lo ero, dal momento che se n 'è andata.
Mi dispiace.
Era bella?
Bella, bellissima, più bella di te. Lo dici per questo?
E a te la lo so, purtroppo da quando vivo a Roma mi sono successa.
Perché purtroppo?
Attira gli sguardi. È per questo che mi piace, ce l 'aveva vistoso anche mia
moglie.
Rantra. Sei molto fotogenica.
E narcisista.
Ti piacciono.
Me li ha fatti in inglese, Tony.
Dice che come modello li ispiro.
Si vede.
Complimenti. L 'appartamento è suo?
No, mio.
È un regalo di papà.
Deve essere molto ricco o volerti un gran bene.
L 'un e l 'altro.
È il ministro in carica. Lui governa e io vivo.
Allora, come vogliamo metto?
Ma non so, decidi tu, a quanto vedo ci sai fare.
Bien sûr.
E poi per ogni uvaier ci vuole un 'esibitinetta, no?
Non dissi niente?
Tu sei depilato. Sono così di natura, non ho mai avuto i vostri peli.
Eh, pale e rosa, come un cochillage marin.
Non noti niente o ayer?
Cosa? Qui le donne bianche hanno un bottoncino che io non ho.
E il clitori?
Infibulation.
Ma è una barbarie. Non più delle vostre, la virginità, la pudor, la fedeltà. Ti
piace guardare, di la verità.
E a te parti guardare.
Siamo fatti l 'una per l 'altro.
Ciao, Tony.
Ti presento Dodo. È il mio professore di letteratura francese.
Piacere. Il mio vero nome è Edoardo.
Stavate facendo lezioni, I presume?
Sì, certo.
Ripassavamo una sua teoria letteraria.
Le ho fatto delle fotografie.
Ci hai pagato almeno?
Ma no, Tony.
Non foto professionali. Semplici polaroid.
Guarda.
Non mi interessa.
Guarda, le ti dico.
E non stupire a buttare negra.
L 'hai sentita?
Per giuro il zio diventa anche rassista.
Scusa, Pascasin, ma temo di dover andare.
Sei matto? Adesso viene il bello.
Guarda.
Sei arrabbiata?
Non mi provocare a parlare così. Mi piace quando si incassa. È la mia
personale. La mantengo perché fotografa solo me.
Sei gelosa?
Lui non è un fotografo, è solo un voyeur.
Sai cosa mi ha detto?
Che mi piacerebbe vedere scivare l 'amore.
Una ricca negra con una palra bianca.
Ma non ho via Bacchetti, ma non ho via.
Sia Clara, scusi l 'ora, sono ancora io, Edoardo. Ma no, non fa niente, guardavo
la televisione. È rientrata Silvia?
Purtroppo no, mi dispiace. Ha detto per caso dove andava?
Veramente no, non lo dice mai.
Vuole lasciare un messaggio? No, no, non importa, grazie lo stesso, lo
richiamerò domani. Scusi il disturbo.
Ma dove cazzo sarà mai?
A quest 'ora.
Non fatti pregare.
Piano, professore, se tu lo puoi sentire.
Ma il diavolo, mio figlio, vieni qui.
No, abbiamo detto solo guardare. E allora mostramela bene, tra l 'altro,
nella foto sul giornale. Quale foto? Ce ne sono tante.
Quella con il primo di mano.
Oh, professore, com 'è capriccioso.
Allora, leva bene così.
Allarga le gambe. Non l 'ha vista abbastanza? No, vederla bene vuol dire
aperta. Ma come faccio col libro in mano?
Eutrovia! Cosa vuoi che mi porti del libro?
È mai possibile, professore, che lei debba avercelo sempre duro?
Cosa vuoi farci? Un professore universitario ha un sacco di tempo per
pensa e ripensa dove va a finire il pensiero.
Qui. Brava, così mi piace.
A lei piacciono tutte, crede che non lo sappia? Citta, maledetta, vuoi farmelo
mociare?
Bene, adesso il sigaro.
Lo sa che non dovrebbe, professore.
Il dottore le ha proibito di fumare.
Ecco, tienilo un po' lì.
Illumidiscilo bene.
Toccamelo un po'. I patti non erano questi.
Ti pago come vengi in iniezione.
Trenta. Trenta, prendimelo in mano.
Sia chiaro che lo faccio solo per farle piacere. Sì, certo, solo per farmi
piacere.
Brava così.
Ecco bene.
Che gran cazzone che ha, professore. Mi piace?
Dimmi la verità, chi ce l 'ha più grosso? Io dodo. E io che ne so, non ho
visto quello di Sofì.
Avrei giurato. Ma cosa aspetta? Poi si lamenta che sua moglie lo lascia. Piano
piano rallenta.
Oddio, pausa. Mi fa impazzire, mi fa impazzire. Lo so io chi la fa impazzire
davvero. Sta zitta e sagurata invece di dire stronzata e prendere in bocca. No,
con la bocca no.
Ti pago come 40 iniezioni. Nemmeno per 50. 60!
Il prezzo di due conferenze all 'università. Non insista, ho detto no.
La smetta, professore, guardi cosa ha combinato. Colpa tua, raccogli.
Le va bene così, professore?
Non va bene un cazzo, ma va bene lo stesso.
Il suo figlio ci vede.
E smettila di parlare sempre di mio figlio, ne sei innamorata per caso?
Vedi, no, che c 'entra, con lui è diverso. Si vede che ama ancora la
Silvia. E lei, secondo te, lo ama?
E che ne so io.
Questo dovrebbe saperlo meglio lei.
Lei chi?
Lei, lei, suo padre.
Ehi, retina, vuoi rovinarmi tutto?
Va, va, va, vattene a dormire, va.
Ma poi a che ce li dai a quel cornuto del tuo finanziato?
Che ci fai qui?
Indovini.
Cosa vuoi da me?
Che non pensi male.
Di cosa?
Di questa notte.
Ma perché dovrei? Me ne sono accorta, sa?
Che mi spiava.
Non spiavo.
Guardavo cosa succedeva.
Non l 'ho fatto per i soldi, glielo assicuro. L 'ho fatto solo per
suo padre. È un grand 'uomo.
Però i soldi li hai presi.
Beh, è un grand 'uomo ma è vecchio. Hai l 'animo generoso tu.
Sul serio.
Ha un altro neanche per tutto l 'oro del mondo.
Dici? Zuro.
Cioè, posso dirle la verità?
Sei qui per questa, no?
Ho accontentato suo padre perché sapevo che lei mi guardava.
Ma non dire sciocchezze.
Davvero. Mi piaceva sapere che lei era lì, che mi vedeva e forse si ingelosiva
un po'. E magari anche mi eccitavo.
Beh, perché no?
Insomma l 'hai fatto per compiacerlo Perché ti guardavo per ingelosirmi o per
eccitarni Deciditi Lei è cattivo con me, non mi crede Suo padre è più gentile
Per questo piace alle donne Quali donne?
Tante Tu che ne sai?
Lo vedo Tutte quelle che vengono a trovarlo Per esempio la contessa Vecchie
Mica tanto Ce ne sono anche dell 'età di sua moglie
Io non voglio piacere a tante e nemmeno essere come mio padre.
Siete belli lei e sua madre in questa foto.
A proposito di foto, spiegami una cosa, di che foto parlavate questa notte?
Vuole vederli? Vado a prenderli. Ma no, che fai?
Guardi.
Eccole.
Però, chi te le ha fatte?
Il mio fidanzato.
Ma non sapevo che le dava il giornale.
Le piacciono?
Sono artistiche, vero? Eh, come no.
Fai un figurone.
Anche se non serviva mostrarle a mio padre. Io?
È stato lui a mostrarmene. Un giorno mi fa. Sei tu questa, vero? E tira fuori il
giornale. Io non potevo negare. Ha tutti i numeri, sa?
Un 'attenza.
Il gran duo.
Chi l 'avrebbe detto?
In fondo che male c 'è. È vecchio. Non ha tempo da perdere.
Appunto.
Si è accorta che suo padre è geloso di lei?
Ma che dici?
Hai sentito quando mi hai chiesto chi c 'è la più grossa?
E allora?
Beh, è chiaro, no?
Chiaro cosa?
Temi il confronto.
Non credo proprio.
Posso darle un bacio?
Oddio, il fisioterapista!
grazie
Grazie a tutti.
Qua? No.
Allora qua?
Non molto.
Qui invece?
Oh, che male cane!
Ehi!
Ah!
Perdoni, perdoni.
Involontariamente che abbiamo fatto voi a Capucetto Rosso? Porito Capucetto, un
bacio da Capucetto Rosso. Ma che Capucetto!
Anche se benché vecchiotto, alza ancora il capuccio!
Senti, rimani in collegamento con noi, perché...
Credi di poter fare qualcosa?
Credemo, ah, professore.
Eh, continuo quattro interventi.
Fiore Bastian de Bruson del Dollo la rimetti in piedi più bispo di un atleta.
altro, insomma.
Preferirei restare quello che sono, senza dolori.
Serviria, serviria, serviria una tola lunga.
Quella?
Sì, la può andare.
Professore? In piedi.
I piedi?
Su, i piedi. Su.
Bravo, professore. Su.
I piedi così.
Su, su.
Ecco. Sì, bravo, professore. No!
No! No, no, no, no, no, no!
No, no! Ma chi ti ha detto di intervenire, Mona?
Tu non servi!
A te no, di sicuro, non servo.
Oh, sì?
Bravo, professore. Ehi, ma lo vedete che sto in piedi? Bravo.
Adesso così, verso il tavolo. Fiore, c 'è un mago, un mago. Ma che mago, il
professor Necogiona. Venete a sedite, saverde pover 'uomo. Forza le facchine,
bellezza le puttana, non vale un bagatini.
Forza, professore, forza, ancora un passo.
Andiamo. Bravo, papà. Bravo, Fiore. Bravissimo, professore.
Ancora un passo.
Ecco, un passetto.
Ancora uno, ancora uno.
Finalmente. Ce l 'abbiamo fatta.
Sa cosa che dico, professor?
Se ce la fa stare in piedi il massaggino, lo possiamo fare qui?
Ce la faccio, ce la faccio.
Ecco.
Su chi campi oggi?
Molière. Cultura alta.
Io invece sono passato a quella parte.
Ma cosa te ridi, mona?
Versa.
Giù, giù, professore, giù, giù, più giù, giù.
Ma la sua età che mette di più il febbre, si intende?
Ma tu, massaggio i colori anche le donne? No, no, no, no, professore, le
lo camuscono.
Che mancheria.
Allora, papà, per la casa?
E tu, te l 'ho già detto! Appunto, siccome volevo portarti Silvia a dare un
'occhiata, mi servirebbe la chiave?
Ce l 'ha il portiere, fate andare da lui!
Pronto?
È la signora Silvia.
Chi?
Vuole Dodo?
Non so, ha detto il professore.
Il padre o il figlio?
È per lei.
Ciao. Sì, ti avevo chiamata ieri sera.
Vorrei vederti.
Alle tre va bene, dove vuoi tu.
Perché io al cinema?
D 'accordo, ci vediamo lì alle tre.
Vabbè, io devo andare.
Ciao papà. E complimenti ancora.
Ciao. E di a Silvia di non tenermi più il broncio. La casa tutta sua l
Sa cosa che dico, professor?
Domani portiamo le canadesi, vedrà che sollievo.
Sì, potrò volare.
È meglio che ci spieghiamo una volta per tutte.
Se io non torno a vivere con te, non è solo per la casa.
C 'è un altro motivo.
Sì, se vuoi.
C 'è un uomo.
Ma perché non me l 'hai detto subito?
Ma che firma devo guardare?
Ce lo dici o non ce lo dici?
Ho cercato di fartelo capire, ma tu eri fissato con la storia della casa, non
volevi sentire ragioni.
E poi mi vergognavo anche.
A dirmelo o a farlo?
Quest 'uomo, io non lo amo.
E allora perché ci vai insieme?
Ho capito, mi pare inutile continuare a vederci.
No, ti prego, non te ne andare, io ho bisogno di te.
Non mi pare proprio.
So che ci sei, se continuiamo a vederci o a parlarci, vedrai che finisce e
riesco a lasciarlo.
Ma cos 'è che te lo impedisce?
Non lo so, ma non sono capace, è più forte di me.
Faccio di tutto per non rivederlo, ma poi ci ricasco.
E questo non è amore? No, no, non so cos 'è, ma so che non lo amo.
Io amo te, Dodo.
Per lui non provo niente.
Solo una forte attrazione sessuale.
E io cosa dovrei fare?
Reggervi il moccolo mentre scopate?
Lascio. E vuoi sapere cos 'ha di così irresistibile quest 'uomo?
Preferisco non parlarne.
No, cazzo, a questo punto mi dici tutto. Chi è? Che cazzo fa? Come scopate? Da
quanto dura? Tutto!
Insomma, la volete smettere? Non state mica da soli.
Vuoi i particolari? Ma che maniere? I particolari. Va bene.
Per esempio mi piace come mi prende. Come ti prende?
Scusa. Da dietro.
Mi piega sul tavolo o dove cavolo capita e mi scopa da dietro. E io posso fare
tutte le smostie che voglio. Tanto lui non mi vede la faccia. E neanch 'io la
sua.
Posso pensare a chi voglio. Potrebbe essere un altro.
Uno che neppure conosco. Chiunque. Persino una bestia.
Ti basta.
Sembrava un altro.
Oddio, Dodo.
Perché vuoi sapere tutto?
Perché almeno a parole voglio che tu lo tradisca con me.
Mentre lo facciamo, lui mi abbranca i capelli dietro la nuca e mi dice, sei la
mia porca Silvia, sei la mia porca.
sei la mia porca, se no ti torco il collo.
E tu?
Io glielo dico, sì, lo sai, lo sai che sono la tua porca,
ma lui mi torce il collo lo stesso e io godo come una porca a sentire che lui mi
ama, sentendomi dire che sono la sua porca.
Anche tu lo ami?
No, io amo te, senti.
Dimmi che non puoi fare a meno di me, Dodo.
Dimmelo che sono il tuo vizio.
Repudiavo le sublimazioni che avevo amato.
Paolo,
Baudelaire, D 'Annunzio, dove siete?
Tiziano, Giorgione, Veronese, e anche tu, mein Herrliche Klimt,
mi avete mai dato voi questa carne che mi incendi il cazzo?
Avanti, dillo che sei la mia porca, dillo ti torco il collo.
Sì, lo sai, sono la tua porca.
Ecco i tuoi francobulli.
Non voglio più!
Che sgarbato!
Sgarbato!
Sgarbato!
Sgarbato!
Sgarbato!
Stronzo!
Grazie dei giornali.
Non dormivi?
È da un po' che sono sveglio.
Ho visto come mi guardavi.
Come ti guardavo?
Con odio.
Ma cosa dici papà? Che ti salta in mente? Ti guardavo come ti guarda uno
dorme. Come non detto.
Sarà stato il tuo aspetto a trarmi in inganno. Hai una faccia, figlio mio.
Sembra un naufrago.
Cos 'hai?
Qualcosa non va?
No, niente. Va tutto benissimo.
Meglio così.
Aiutami a tirarmi su. Che ora è?
Alle otto e mezza circa. Però ho dormito più del solito. E che ieri sera ho
fatto un po' tardi. Colpa della televisione. Apri le pressiane che tra
arriva a fiore con le stampelle.
Buon segno, vuol dire che sei guarito.
Già, così pare.
Non sei contento?
Sì, certo.
Anche se... Finché stavo a letto poteva illudermi di guarire non solo della
frattura.
Ma anche di un 'altra malattia.
La vecchiaia.
Ma tu non sei vecchio, papà.
Però non ho più le stesse forze di una volta.
Quali forze? La forza intellettuale, per esempio. O quella sessuale.
Scusa l 'indiscrezione, papà.
Ma cosa vorresti dire?
Che in queste settimane hai avuto delle avventure.
Diciamo che sono stato fortunato.
Chissà perché alle donne un malato fa sempre un effetto eccitante.
Ma come hai potuto nelle tue condizioni?
Ma non è difficile. Queste benedette figliuole hanno un coraggio diabolico.
perfino capaci di salirti sul letto con le vesti rialzate.
Sentono le mutande!
Sì.
Le donne...
Hanno molto coraggio.
Ma ti pare che siano discorsi da farsi tra padre e figlio?
Qualche volta dimentico che sei mio padre.
Oh bella, come sarebbe, scusa?
Beh, in certi momenti ti sento come un coetaneo. Potresti benissimo essere un
mio rivale in amore.
Ma io sono un vecchio, con la pelle vizza, i muscoli senza forza, le gambe
cadaveriche. Le donne non vadano a queste cose.
Ah no?
E a cosa vadano secondo te?
Alla vitalità.
E tu ne hai da vendere.
Beh sì, più divento vecchio più mi sento un mandrillo.
Lo so, ti ho sentito sai l 'altra notte.
Ma cosa dici?
Non negare dai.
Con Fausta. Ah Fausta, se lo ammetto mi fa impazzire.
Del resto la mia età che se ne saprebbe censurarsi o farsi delle illusioni ho
dovuto pagarla quella svergognata.
Beh non vuol dire.
A volte pagare può essere meno squallido che farlo con chi ci sta gratis. Può
darsi, solo che erano secoli che non mi capitava.
Comunque, credi a me, non c 'è niente di meglio... Che pagare le donne?
Ma no, fotterle!
Che poi è quello che anche loro sotto sotto veramente vogliono.
Oltre a essere l 'unico modo per togliere certi grilli femministi dalle
testoline e ristabilire l 'ordine e la sottomissione, le donne, figlio mio,
dagli uomini vogliono essere prese, non comprese.
Professore, buongiorno! Oggi sei un gran giorno!
Ancora si cammina e si va in capo al mondo!
Ma... Eh, ho avuto caldo stanotte.
Ah,
professore, merito dei nostri massaggi, infiammano meglio di una donna. Beh, non
esageriamo.
Di a pausa che porti pure la colazione.
Mi serve un calmante, non lo vedo sbattuto.
Oddio, signor Edoardo, lei si diverte a spaventarmi.
Ti fa coccolare, eh, il grand 'uomo?
Glielo faccio di mia iniziativa.
Mi fai venir voglia anche a me?
Se aspetta glielo preparo.
Faccio io.
Dove sono le uova? In frigo.
Sentite il trambusto stanotte?
No, che trambusto?
Suo padre deve aver avuto visite.
C 'era una donna da lui.
Sarà stata una delle sue amiche.
L 'ha fatta entrare lei?
Io? No.
Allora aveva le chiavi.
Le avrà date mio padre.
Impossibile. In questa casa ci sono solo tre mazze di chiave.
Uno ce l 'ho io, uno lei e uno suo padre. E ieri sera il mazzo di suo padre
sulla scrivania, l 'ho visto io.
E con ciò? Non so, faccia lei.
Oltre a noi tre, c 'è solo un 'altra persona che ha le chiavi di casa.
Insomma, cosa vorresti insinuare? Che la donna entrata stanotte da mio padre era
mia moglie?
Io non voglio insinuare niente.
Questo l 'ha detto lei, signor Edoardo.
Stanotte la signora Silvia era con me. Ah sì?
Fino a che ora?
Non devo rendere conto a te.
È quello che dico anch 'io.
Dopotutto è mia moglie.
Ci siamo riconciliati.
E stanotte abbiamo dormito assieme.
Eppure la voce che veniva dalla stanza di suo padre era proprio quella della
signora Silvia.
L 'avrai sentito male.
Di notte le voci si somigliano. La porta dello studio non chiude bene, senti
tutto, voci e rumori.
Quali rumori?
Ma sembravano dei geniti, ma dolci, come dei rantoli,
ma non di dolore o di paura.
Ti ripeto che la signora Silvia stanotte era con me.
Dove? A casa di sua zia Clara.
Povero signor Edoardo.
Non vede che non monta.
Permette?
Ma io la signora Silvia l 'ho anche vista, fa'. Saranno state le undici e
Ero in camera mia, quando ho sentito aprirsi la porta d 'ingresso.
E siccome non mi sembrava nei suoi passi, signor Edoardo, mi sono
guardare.
E ho visto una donna impermeabile e argentata che si avviava al vetro verso
fondo del corridoio.
L 'ho vista di schiena, ma sono sicura che era la signora Silvia.
Si è entrata nella stanza del professore e si è chiusa la porta alle spalle.
Io mi sono avvicinata ad Orellana e ho sentito i rumori che gli ho detto.
Tu non hai visto niente, ti inventi tutto.
Povero signor Godo, non crederà mica che le dica queste cose per cattivare. Non
dirmi povere, non chiamarmi Godo.
Io le voglio bene.
La mia porca Silvia, dimmelo che sei la mia porca o ti tolgo il collo.
Sì, lo sai, sono la tua porca.
Scusami, non volevo.
Ho avuto un capogiro. E per questo mi sbatte la testa contro la credenza.
Scusa, non capisco cosa mi è successo.
Guardi, si è sporcato anche lei.
Non lascia perdere, la farò lavare.
Che cosa gli porto adesso a suo padre?
Dagli il mio, ed è montato anche lui.
Allora sa che le dico, quasi quasi, questo me lo mangio io.
Ma perché voleva che le dicessi che sono una porca?
Lascia perdere, dimentica l 'episodio.
Non è così che si fa con le donne.
Bisogna essere gentili, carini.
Guardi suo padre, quando vuole qualcosa di intimo da me, me lo chiede in modo
così affettuoso che mi sembrerebbe di fare una cattivazione a rifiutarmi.
Mi capisce, signor Edoardo.
Palazzo di merda.
Buongiorno, Edoardo.
Buongiorno, un cazzo.
Vai, vai Cortezza, vai dal grande uomo, è ciò che ti aspetta col suo carisma
infinito, col suo cazzone smisurato.
Sonda protetta, accesso a pagamento.
Ma non è una spiaggia libera? Libera di farci i cazzi tuoi, ma non di rompere i
coglioni agli altri.
Carotisco io.
Coppie 5 .000, guardoni 10 .000.
Ah, ho capito, saresti una specie di parcheggiatore.
Porcheggiatore, se mai.
Tu non hai nessuno. In che senso? Da porcheggiare.
Beh,
avrei mia moglie. Ancora meglio. Alle mogli piace essere trattate da porche.
'è? Ho paura di averla persa. Si è trovata un altro cazzo.
Beh, in un certo senso.
Che cazzo vuol dire in un certo senso?
Ti tradisce sì o no?
Diciamo che mi ha messo nel sacco. E questo ti rode il culo, eh? Dì la
Abbastanza, anche se... Anche se cosa?
Maledetto il cretino che per primo ha mescolato le cose dell 'amore con quelle
dell 'onore.
Sai chi l 'ha detto?
Tipo Baudo?
No, un poeta francese di nome Baudelaire.
E aveva ragione.
Sì, però, quel cretino intanto c 'è stato e ti ha pregato la moglie.
Allora che fai?
Paghi o smammi?
Pago, pago. Tariffa guardona.
Buon divertimento, io vado a controllare più in là.
Lo vuoi un consiglio?
Non cercare di saperne troppo su tua moglie.
D 'inganni si campa, ma di verità si crepa.
Ciao, ci vediamo.
Tenuta azzurra.
Pronto? Ciao, ti disturbo?
Silvia, no, figurati.
Mi fa sempre piacere sentirti. Ti andrebbe anche di vedermi?
Me lo chiedi? Certo, quando vuoi. Facciamo stasera, al ristorante Cinese.
Per me va benissimo, anche se speravo di incontrarti prima.
Adesso, per esempio, che cosa fai?
Niente, nulla di particolare. Perché me lo chiedi?
Perché allora non passi qui a dare un 'occhiata all 'appartamento dell 'ultimo
piano? Non so, non vorrei che... È vuoto, il notaio ha finito di
Vabbè, se proprio insisti, ma non farti illusioni.
Che vuoi dire, scusa, non capisco. E tu non ti metti le idee in testa. Devo
parlarti, Dodo. Anche io, Silvia.
Allora ci vediamo da te fra un 'ora.
D 'accordo, fra un 'ora.
Ciao.
E' Bussi ora che si spegne all 'indietro per Costa Curta, parte del suo lungo
lancio per il colpo di testa di Irvin.
Poi la conclusione splendida, il gol da parte di Doradone.
Ottimo!
Grazie.
Oggi, dopo che hai telefonato, mi è venuto in mente Fregene.
Ti ricordi?
Certo.
La prima volta che mi hai spiato.
All 'inizio non avevo capito che te ne riaccorta.
Perché d 'un tratto hai tirato giù la tapparella?
Ma... Per
discrezione, penso.
Ciocco.
Quello che facevo, lo facevo per te.
La sai una cosa?
Cosa?
Dopo che l 'hai chiusa, io mi sono masturbata.
Non me l 'avevi mai detto.
Il giorno dopo, quando ci hanno presentati, ho avuto una strana
Come se con te io ci avessi già fatto l 'amore.
Cos 'altro mi hai tacciuto?
Al telefono hai detto che dovevi parlarmi.
Che è finita.
Da quando?
Da ieri notte.
Avete fatto l 'amore?
Sì e no. Come farebbe sì e no?
L 'abbiamo fatto a metà.
Nel senso che lui voleva che lo baciassi lì e io, per fargli piacere, l 'ho
accontentato.
Chi era?
Ah, ah, Dodo, ti avevo avvertito, niente idee strampalate.
Non c 'è più e basta.
Non lo fare.
Perché io no e lui sì?
Con te è diverso. Cosa c 'è di diverso?
L 'uccello.
Il suo era senza volto, senza nome, senza storia e senza amore.
L 'uccello di uno sconosciuto.
Con te non sarebbe così.
Ripeti. Cosa?
Uccello.
Uccello.
Va bene?
Se vuoi fammi una foto.
scatta ce
l
'hai duro
Se tuo padre ci avesse dato subito questo appartamento Tante cose non
successe Quando hai cominciato con l 'altro?
Il giorno stesso che ci siamo sposati Come?
Dove? A casa tua Durante il rinfresco di nozze C 'era tanta
gente, ricordi?
Ad un certo momento il portiere è salito a dirti Che i vigili volevano portarli
via le macchine degli ospiti.
Tu sei sceso con lui.
E io sono andata a rinfrescarmi in camera.
Mi sono affacciata alla finestra e ti ho guardato discutere con i vigili nel
cortile.
Lui è entrato in camera.
Si è avvicinato da dietro.
Mi ha afferrata alla nuca impedendomi di muovermi.
Bontarmi.
Difendermi. E mi ha preso sulla finestra come tu volevi fare poco fa.
Questa visita è inutile.
Non serve continuarlo.
Perché è inutile?
Per vivere in un appartamento come questo dovremmo ricorrere all 'aiuto di
padre.
E così saremmo da capo.
Come da capo?
Dipenderemo ancora da lui.
E questo non mi va.
E allora che cosa intendiamo?
Tornare a vivere insieme nelle due stanze dell 'appartamento di sotto.
Ma sei il motivo per cui te ne eri andata?
Me ne sono andata perché avevo un altro.
Ora non c 'è più.
Per cui possiamo tranquillamente tornare a vivere come prima.
Io, te e tuo padre.
Vieni, andiamo a dirgli che abiteremo con lui.
Dai, su.
Andiamo.
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