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Arbitro venduto!
Arbitro, tempo! Ti sei impegnato I'orologio?
Dai!
Non parte!
Come facciamo adesso?
Ecco fatto, lo sapevo. La vendetta del solito tifoso.
Ora chi glielo dice a mia moglie?
lo no.
Senta, per cortesia, ci può dare una mano?
Ma stai zitto, guardalinee!
Lucianina!
Luciana!
Luciana!
Luciana!
Un giorno o I'altro ti do la polpetta.
Vediamo cosa dice il messaggio speciale.
Ecco, lo sapevo. Sei un uomo senza parola.
Sei arrivato ancora in ritardo.
Mi si è rotta la Lambretta, mica è colpa mia.
E magari inventerai la solita storia...
...della Lambretta.
La devi finire con questa mania di fare I'arbitro.
Sennò io divorzio.
Almeno rendesse qualcosa.
E non buttare la giacca per terra.
Se ti vuoi fare il caffè, non adoperare quella vecchia...
...caffettiera napoletana, sporca.
C'è quella nuova, americana, con la palla di vetro.
Magari sei contento che non ci sono.
Così te ne puoi andare all'associazione arbitri...
...con quel cretino di Peppino.
A filosofare sui misteri del calcio.
Attento a come apri quel cassetto. Non lo rompere.
E prima di uscire ricordati che il cane è a digiuno.
Gli devi dare da mangiare.
Esco da sola.
E pensare che anche oggi...
Ti sei fatta la messa in piega!
Stasera hai tutte le fortune!
Duro il campo dell'Alessandria.
No, è stata mia moglie.
Qua sono tutti entusiasti di te.
Il presidente mi ha detto che fra poco ti faranno arbitrare in A.
Poi verranno le partite internazionali, ci pensi?
Le tedeschine, le francesine, le spagnole, olè.
Sì, olè.
Quelle familiarizzano subito.
Sì, lo so, è che io preferirei familiarizzare con mia moglie.
Come sei esagerato.
Non lo so, solo la domenica sul campo mi sento qualcuno.
Che devo fare?
Del resto anche lei non ha torto, perdo un posto dopo I'altro.
Uno come te che ha il padre che conosce tanti monsignori...
...non deve essere disoccupato.
Ma se sono dieci anni che non ho rapporti con mio padre.
Ma ti va proprio di chiacchierare?
Lo parli I'inglese?
Sì, ora stai a vedere che uno non parla con il padre...
...perché non sa I'inglese.
Lo sai o no?
Sì, mi arrangio.
Chissà com'è che non c'ho pensato prima.
Il posto ci sarebbe, dove lavoro io.
Alla Tourist Company Express.
Il direttore è persona mia, basta che io ci parli ed è fatta.
Tu dici?
Si capisce.
Parlaci.
Alle 2, viene. Non solo mi rovina la domenica, ma pure la notte.
Attento a te che ti faccio diventare un cervo.
Se mi decido a metterti le corna non riuscirai più a rincasare.
Vieni, ho una bella sorpresa per te.
Voglio vedere che faccia fai.
Luciana.
Lucianina.
Ci risiamo con questa storia dei letti separati.
Almeno avvertimi.
Che cosa significa? Cosa ti ho fatto di male?
Luciana?
Dormi?
Bene, allora sai che faccio?
Visto che dormi e non mi puoi sentire, finalmente...
...posso parlarti a cuore aperto.
Tanto tu non mi senti.
A furia di tirare la corda, si potrebbe anche spezzare.
Ogni volta che perdo un posto ti lamenti come fosse...
...la fine del mondo.
Ti lamenti perché faccio tardi, perché la domenica mattina...
...vado via presto, perché la domenica sera torno tardi.
Ti lamenti perché russo la notte.
lo capisco che il calcio è il tuo nemico...
...è nemico di tutte le mogli.
Ma tu non sei una moglie, sei il profeta Geremia.
E che diamine!
lo sto zitto per quieto vivere.
Ma a un certo punto potrebbe anche scapparmi la pazienza.
Sei nata a Trastevere e ti comporti come se fossi...
...nata a New York. Mi hai riempito la casa...
...di apparecchi elettrici. Bottoni, levette, fili.
Infili un toast e schizza per aria.
Il frullatore, I'apparecchio dell'aria elettrica.
Quello poi mi irrita proprio il sistema nervoso.
Manca che inventino I'automatico dell'amore e poi sarai contenta.
Mi senti?
Poi la mattina quando mi sveglio,
bisogna fare I'hulahoop... per la linea.
E fallo fare a quel cavallo che gira per casa.
Quell'imbecille mi costa più della Vespa.
Bisogna chiamarlo Old John, pastoraccio abruzzese.
E la cosa che più mi avvilisce è girare per casa...
...truccato come un paralume. lo non lo so!
Bisogna dormire all'americana.
Bisogna vivere all'americana.
Bisogna anche dormire...
...all'americana.
Ma stasera non ho sonno! Quindi starò sveglio.
E siccome quando gli americani non possono dormire...
...si fanno la barba, la farò anch'io.
Col rasoio elettrico, americano.
E anche un po' di musica americana voglio sentire.
Basta!
Non dormivi?
lo faccio quello che mi pare e piace.
Si capisce, la padrona sei tu.
Smettila! Credi di essere spiritoso?
Da quando questi piacevoli ronzii ti danno fastidio?
A me? Figurati un po'.
Non li sento neppure. Anzi, guarda.
Ora ti faccio vedere io...
...quello che ti combino.
Brava, mogliettina, fai le pulizie anche di notte.
Sì, all'americana, caro.
Sai cosa faccio io ora? Faccio un massaggio...
...di aria calda, così apro i pori della pelle e distendo i nervi.
Fai bene. Sai cosa mi vado a fare io, ora?
Un bel frullato di frutta.
Così quando avrò sete lo troverò fresco e pronto.
Certo, cara, vai.
Bella damina, permette una danza?
Matti, ma che è, un cantiere?
lo chiamo le guardie.
Oddio, I'interruttore generale.
Hai sentito come hanno strillato?
Per forza, con questi muri moderni.
Con queste mogli moderne!
In fondo, I'idea di questi letti separati non è mica male.
Mah! Sarà.
- Ciao. - Buongiorno.
E' un destino. E' tutto americano.
Perché, non le piacciono gli americani?
Lei è americano?
Quasi. Sono nipote di Rocky Giardino.
- Tieni. - No, grazie.
Direttore, io I'elica la metterei...
- Per cortesia, sto lavorando. - Per carità.
Ero venuto per I'assunzione...
Qua già ci stanno troppi lavarone.
Stavolta nessun parente.
Stia tranquillo, tanto la mia famiglia I'ho già sistemata.
Ero venuto per raccomandare...
Cominciamo da questo Giardino.
E se invece...
Questo è parente di un mio caro amico che è a Sing Sing.
A Sing Sing?
Tu sei italiano, non puoi capire queste cose.
Fallo entrare.
Subito.
Lascia stare le eliche.
Per carità.
Pasquale Giardino.
Eccomi.
Subito dal direttore.
Sì.
Si capisce, quello ha lo zio gangster.
Se è per questo, ho un cugino che fa lo scippo.
Cos'è lo scippo?
Lo strappo.
Sapete I'inglese?
Sì, questo è il mio certificato.
Va bene, tanto qui si parla italiano.
Conoscete il regolamento doganale?
Fin da piccolo, mio padre era contrabbandiere.
Bella famiglia.
Titolo di studio?
Laurea in Legge.
- In Legge? - No, Lecce, in Puglia.
Mi sono laureato lì.
Qui non è buona. Sentite una cosa.
Ma perché?
E' il regolamento.
Ma io?
Lei stia calmo.
Aspetti il suo turno. Mi è antipatico.
Date retta a me.
Facciamo in tempo a comprarlo?
Ma si capisce. Andate.
Ma dove li hai mandati?
Eliminazione tecnica dell'avversario.
Morte tua, vita mia. Vieni con me.
- Permesso. - Benvenuto. - Grazie.
Hai visto? L'ho fatto io. Che bello!
- Prendi. - No. - Prendi!
Come sta tuo zio?
Bene, ma è tanto che non lo vedo.
Lo credo bene.
Adesso pare che lo facciano vescovo di Montefiascone.
Buona! Lo fanno vescovo. Siediti.
Quanto è bello, Giardino.
- No. - Non è bello?
II signore è Marco Tornabuoni, Giardino è andato via...
...perché non aveva i documenti in regola.
Giardino è andato via. Se ne è andato.
In piedi!
Conosci il regolamento turistico che regola...
...i viaggi intercontinentali? - Sì, benissimo.
Il primo articolo dice...
Silenzio! II regolamento non serve a nulla...
...per il lavoro che voglio darti io. Ci vuole simpatia.
Più simpatico di lui, dove lo troviamo?
Silenzio! Esci!
Subito.
Signorina Jordan, per favore.
Se lo dice lei.
Si sieda, prego.
Comunista?
No.
Fascista?
Sicuro?
Dammi I'aeroplano.
Da bambino ho fatto il balilla.
Ma appena hanno ripristinato i boyscout...
...mio padre mi fece iscrivere.
Mio padre era generale dei boyscout.
Ho fatto dei viaggi all'estero, dei campeggi.
Sono stato anche in Spagna.
- Falangista? - No, turista.
Un momento.
Va bene.
Ma io non ho mai visto una linea così.
Sembra un palombaro.
Ma è provvisoria. Avanti.
Amperometro.
Per me alto, basso, biondo, bruno, basta che sia un uomo.
Guarda un po' chi c'è. Il marito di Luciana.
Ogni volta che lo vedo mi piace di più.
Lui è un long play formato speciale.
Ma non poteva capitare a me invece che a Luciana?
Le sembra possibile questo aggeggio qui da noi?
E' raccomandato dall'Ambasciata americana.
Poi è un inventore tedesco.
E' un matto tedesco.
E' una perdita di tempo.
Siamo in fase sperimentale.
Non è altro che un minuscolo prototipo.
Ferma!
Mi è molto affezionata.
Dimostrazione.
- Suo marito I'aspetta di fuori. - Come?
Per favore, può chiudere?
C'è suo marito.
Grazie. Scusate, vengo subito.
Prego. lo continuerei.
Ecco, caro direttore, vedrà la macchina all'opera.
Pressione non buona.
Ora verrà un altro disco.
No, niente.
Qui ci sono delle tagliatelle.
Amburgo, Monaco.
Anche rigatoni.
Su, dimmelo.
No, sei tu che devi indovinare.
Come faccio?
Ti ho detto che è una bella notizia.
Ti hanno cacciato dall'associazione arbitri?
Ho trovato un posto.
Un posto?
Sì, come piace a te.
In una società americana.
Come sono contenta.
Ti sei ammattito? Ci vedono.
Non c'è nessuno.
Sette, otto, nove, dieci. Out!
Sempre la giacca per terra.
- Marco? - Sì, cara?
Mi aiuti a tirare su la lampo?
Ma certo.
Dai, che facciamo tardi. Ci aspettano i miei.
Ma che bravo.
Con chi hai fatto esercizio, con le tue amichette?
lo le mie amichette le spoglio, non le vesto.
Spiritoso!
Maledetto cassetto.
Se non fai con calma, quello non viene mica.
Non ci riesco.
Permetti?
Un po' di delicatezza e si ottiene tutto.
Lo vedo proprio.
Fammi provare di nuovo.
Non ne puoi fare a meno? Lascia andare.
No, c'è una cosa per te.
Per festeggiare il tuo nuovo lavoro.
Grazie, cara. Bacino.
Americana.
Ti piace?
Pensa, va bene con qualunque vestito.
Soprattutto con qualunque paio di scarpe.
Che schifo!
Non hai avuto il giornale? Tieni.
E togliti di mezzo.
Pensa a studiare invece di giocare sempre con I'aquilone.
Ragazzi, venite qua. Guardate che roba.
Questo cafone del Norcino!
Che burino!
Stavolta questa macchina me la gioco.
Tieni, nonno, sfasciala tutta.
Forza Roma!
Diamoci da fare.
Non ci vogliono stare!
Salute!
Piantatela! Sapete che il vino vi fa male.
Lascia perdere!
Voglio brindare al posto che ha trovato Marco.
Se dobbiamo bere ad ogni nuovo posto di Marco...
...passiamo la vita a ubriacarci.
Ma stavolta ha trovato un posto buono.
Lavora con gli americani.
Allora brindiamo agli americani.
E alla salute mia e ai miei 75 anni.
Forza nonna che i primi 100 anni sono i più duri. Salute.
Salute.
- Peppino, lo zio dice che sei come i marinai. - Perché?
Hai una donna in ogni campo.
Scherza il bambino.
Che ridi, cretino?
Trattalo male, Gisella. Gli uomini sono tutti marinai.
- Lo so. - Grazie, molto gentile. Cameriere, due noci.
E poi dice che ingrassa. Ma vedete quanto mangia.
Sono grissini.
Sì, ma è il sesto pacchetto.
Guarda Luciana come mantiene la linea.
Luciana, ma come fai a non ingrassare?
Fa la cura americana.
Carote bollite, spremuta d'arancia e pop corn.
lo mangio bene solo il sabato, quando vengo qui con voi.
Sì, perché da tuo padre mangiavi bene.
Semolino, pesce bollito e acqua di San Paolo.
Se ogni tanto tuo padre venisse qui a farsi...
...una bella mangiata con noi, non gli farebbe male.
Ma che dici?
Non è venuto neanche al matrimonio.
- Verrà al battesimo. - Figurati.
Non c'è niente da fare, la Lazio ha più gioco.
E' sfortunata.
Certo, ma sempre forza Lazio.
Giovanotto, che hai detto?
- Ho detto forza Lazio. - Forza Lazio.
L'ultimo 3 a 0 non ve lo ricordate?
Quella volta che Lovati con una panciata trovò il petrolio?
Mi dispiace solo che Lazio e Napoli hanno la stessa maglia.
- Hai ragione. - Chi è?
Adesso iniziano a parlare di calcio, e ti saluto.
Perché non fate come me? Ci vuole polso.
lo non ho mai visto una partita e non ci andrò mai.
Marco, tu che sei un arbitro, dacci un parere spassionato.
No, proprio perché sono un arbitro, non posso pronunciarmi.
- Marco, andiamo a casa? - Vengo, cara.
Dove vai?
Lasciali andare.
E' tardi.
Ma che tardi? Sono le dieci, è presto.
Ciao, mamma.
Stai zitta.
Ciao, bella.
Andiamo, su.
Arrivederci.
Ciao.
E' inutile, con questi arbitri non si può fare...
...una discussione serena. Sfuggono.
- Parlate in romanesco! - Piantala!
Corri?
Cosa vuole? E poi nemmeno la conosco.
Signorina, mi ascolti. Permette che I'accompagni?
Per chi mi ha presa? Sono una ragazza seria.
E scommetto che è già sposato.
Aspetti, lasci che le dica. Sono tanto infelice.
Mia moglie mi trascura. Non mi capisce.
Forse è lei che non si sa spiegare.
Posso provarci?
- Beh? - Lei dice beh? - Certo, siamo sposati.
Dicono tutti così.
lo le mostro la tessera. Che diamine!
Accidenti, devo averla lasciata nell'altro vestito.
Non vede che ho la fede? Siamo sposati.
Anch'io ho la fede. Siamo sposati io e lei?
Quest'alibi non funziona.
- Permetti, cara? Mia moglie... - Alt!
- Questa è la prova. Ha detto mia moglie. - Come dovevo dire?
Si dice la mia signora.
Bravo.
Voi a me non la date a bere. Non siete sposati.
Ma almeno comportatevi bene.
Certo che io la mia signora, a quest'ora, in giro da sola...
...non ce la manderei. Buonanotte. - Buonanotte.
- E' matto ma simpatico. - Sì.
Vorrei sapere come fanno oggi i fidanzati a fare I'amore.
E noi come facevamo?
Avevamo sempre gli occhi di casa tua addosso.
- Pensare che avevo sempre voglia di darti tanti baci. - lo no?
Noi per la guardia stasera non siamo sposati.
Siamo una coppia irregolare.
A me questa cosa dà una sensazione curiosa.
Che vuoi fare?
Ci verresti con me?
Sì, ma dove mi porti?
Lo vedrai.
Taxi.
Buonasera.
Buonasera.
Come lo conosci bene questo posto.
Chissà quante volte ci sei venuto.
Lo conoscono tutti.
Vogliono cenare?
Vuoi cenare?
Ci siamo alzati dal tavolo un'ora fa.
Abbiamo mangiato, è vero.
Capisco.
Marco!
Bombardino mio santo.
Ciucciotti belli.
Marco, meno male.
Che brutto sogno avevo fatto!
Avevo sognato che te n'eri andato via.
Marco, good morning.
Dimmi che sei felice anche tu.
Che bellezza!
Lavoriamo tutti e due, stiamo bene insieme, ci vogliamo bene.
Perché non succede sempre così?
Mi prometti che oggi resti tutto il giorno con me?
Sì, amore.
Tutte le domeniche, sempre insieme.
Dormiamo adesso.
Sì.
Hai ragione.
Sono appena le sette.
Le sette?
Oddio, come faccio?
C'è Peppino che m'aspetta all'aeroporto.
Dobbiamo partire per la Sicilia. La partita.
No, amore, cerca di capire.
No!
Te lo giuro, è I'ultima volta.
Tutte le domeniche è così.
Anche Peppino mi trascura, eppure non vedo I'ora di sposarmelo.
- Ma da quanti anni siete fidanzati? - Otto.
E non ti basta?
Per noi donne arriva il momento in cui il marito è una necessità.
Non è solo per questo.
Adesso gli faccio vedere io cosa gli combino.
lo ti invidio!
Puoi fare queste rappresaglie perché sei sposata...
...e non hai più paura che ti scappi.
Invece devo sopportare sennò quello si stufa, mi pianta...
...e vola via. - Sì, lo vedo proprio volare via.
Ecco, di nuovo svegliarsi per terra.
Non è possibile questa storia dei letti separati.
Ecco il postino della Val Gardena. Bravo.
Vediamo quali sono le novità. Stai buono!
Stai buono!
Con te non ci parlo.
Non tentare di comunicare a mezzo registratore.
Sai che dispiacere che mi ha fatto.
Perdonami.
Buono!
Ma non potevo fare diversamente.
Vai, adesso.
Vai! Su!
Vai via! Vai dalla padrona, su.
Da quella parte.
Buongiorno, desiderate qualcosa?
Sì. Questa è un'agenzia viaggi?
Sì, Tourist Company Express.
- Espresso? - Sì, ma non espresso.
Espresso nel senso di rapido.
Per il turismo e per le belle turiste come voi.
Qualunque servizio è a vostra disposizione.
Volete cambiare il vostro denaro?
No.
Operazioni doganali?
No.
Ho capito, voi volete visitare I'Italia, viaggiare.
Sì, a noi piace molto viaggiare.
E viaggiate col signore. Viaggiate, belle bambine.
II signor Tornabuoni?
Sì.
Dal direttore.
Subito.
Considerata la stagione, vi consiglierei un paese col sole.
Per esempio Maiorca, il Sudamerica.
Ti vuole il boss.
Chi?
II principale, ti vuole.
Deve essere per il permesso. Solo un momento.
Calma, dite a me. Voi volete viaggiare?
Sì, un posto pieno di sole.
Maiorca.
Sudamerica.
Honolulu.
Filippine.
Lì piove sempre, fa freddo.
Il sole, quello vero, potete trovarlo solo a Napoli.
Margellina.
Vi posso dire una cosa?
A Margellina conosco un posto dove si possono mangiare...
...dei purpetielli veraci.
Purpetelli?
No, purpetielli.
Zitte, mi fate licenziare.
Hai visto com'è venuto bene?
Molto carino.
Lo vuoi? Prendi.
Mister Lacorata.
Signor Giardino.
lo mi chiamo Tornabuoni. Come glielo devo dire?
Tornabuoni.
Va bene, segna qui perché chiedete un giorno di permesso.
La mia ragione, sul questionario, non ci può essere.
Allora perché mi chiedi un giorno di permesso?
Giovedì devo arbitrare una partita di recupero.
Ma qui c'è scritto?
No.
Leggi, ti è morta una zia? Devi fare un pic-nic...
...con la tua ragazza? - No. Ma ho bisogno del permesso.
- Ma qui c'è scritto? - No.
Allora il permesso non posso dartelo.
Vattene.
Guarda quanto è bello!
lo vivo solo. Se qualche volta mi volete onorare a casa mia.
Posso darvi altre ricette.
Com'è andata?
Niente da fare.
E come si fa?
Là ci devi andare per forza.
Come faccio ad andarci?
Mi è venuta un'idea, ti sostituisco io.
Tanto qui è così facile.
Ma si può?
Sì, per carità.
Diccela la ricetta della pizza napoletana.
Digliela tu.
Non eravamo rimasti a Maiorca?
- Buongiorno. - Buongiorno.
Vorremmo visitare Pompei.
Ho capito perfettamente. Ciampino. Volo.
- Pompei. - Sì.
Ottocentomila.
Che c'è?
Tutto bene. Qui in Italia tutto costa caro.
Caro cavaliere, qui c'è I'inflazione.
Quello che è successo è incredibile.
Ho chiesto di andare a Pompei, non a Bombay.
Voglio tornare a Roma!
Voi italiani pagherete tutti i danni!
Voglio andare a Pompei gratis.
E' una meravigliosa messa in piega.
Che fa lassù? Ha imparato a volare?
C'era lo scorrevole della tenda che non funzionava.
Lei sa quanto fastidio mi diano gli spifferi. Ora funziona.
Dovrebbe dare un'occhiata al nuovo metodo Finley.
Per i calcoli delle paghe.
No, per carità. Il ragioniere Franchetti...
...ha ripreso servizio solo ieri.
E I'australiana mantiene il contagio almeno una settimana...
...dopo lo sfebbramento.
Invece nel mio ufficio sono come in una fortezza.
Una fortezza asettica.
Le piace quello specchio?
Molto.
Si vede che lei ha buon gusto.
Grazie.
L'ho trovato per un caso, sa?
A un'asta.
L'ho pagato quattro soldi.
Mi ero accorto subito che era...
...un pezzo del '700 francese.
Di un noto incisore. E' firmato, sa?
Non sapevo si intendesse anche di arredamento.
Lei sa proprio tutto.
Tutto, no.
Per esempio non so come si chiama questo profumo che lei usa.
Oklahoma.
Senta, bisognerebbe far sdoganare quelle due presse...
...arrivate ieri da New York.
Sì, sono ferme all'agenzia dove lavora mio marito.
Se vuole possiamo telefonare.
- Sì, potrebbe occuparsene. - Sì.
Pronto? Per favore, il signor Tornabuoni.
Chi? Ah, sì. Bravo ragazzo. L'ho licenziato.
Come?
E' andato a Bombay con degli indiani, non so.
A Bombay?
Quanto è bello.
No, non Giardino.
Ciao.
Che stanchezza.
Sì, eh?
Mostro bavoso!
Si chiama Old John.
Sì, sulla lapide scriverò Old John.
Perché uno di questi giorni gli do la polpetta.
La do a te la polpetta.
Perché ti dà tanto fastidio?
lo sto tutto il giorno a lavorare.
Mentre il signorino sta qui a riposare.
Come ti capisco.
Tutto il giorno alle prese con i turisti.
Poverino, che fatica.
Sei un po' esaurito. Hai bisogno di riposo.
Magari un po' di vacanza.
Perché non te ne vai a Pompei?
Perché proprio a Pompei?
E' così vicino.
Prendi I'aereo e in un giorno ci arrivi.
E poi magari ti sbagli e arrivi a Bombay.
Senti, stavo per dirtelo.
Piantala!
Racconti più storie tu che Walt Disney.
Bella figura mi hai fatto fare col principale.
Telefono e mi dicono che ti hanno sbattuto fuori.
Non me ne importa niente del tuo principale.
E' una persona seria, non un bugiardo come te.
Allora potevi sposarti lui, o un americano.
Il guaio è che ti voglio bene.
Senti, troverò un altro posto, vedrai.
No, signore, stavolta te I'ho trovato io.
Ti sei fatta male?
Te I'avevo aggiustato con le mie mani.
Volevo farti una sorpresa.
Caro, me I'hai fatta.
Come va il lavoro, bene?
- Tutto bene, dottore. - Brava.
Averlo qui, che fortuna.
Contenta del nuovo lavoro di suo marito?
Sì, ma forse era meglio se stava in amministrazione.
Sarebbe stato più utile.
Con tutto il lavoro che c'è.
In America si comincia col vendere i giornali.
E si finisce come direttori.
Certe volte in Italia capita I'opposto.
Si inizia come direttori e si finisce col vendere i giornali.
Dottore, deve mettere una firma qui.
- Dove? - Qua.
Vedo che se la cava abbastanza bene.
- Già. - Al lavoro.
Sei preoccupato per Luciana?
Già. Stasera ricominciamo con le solite storie.
Una volta che uno decide di prendere il treno...
Perché hai la Lambretta che si scassa sempre...
Si scassa il treno.
Ma non si parte?
E io cretina che mi sono fatta pure la messa in piega.
- Ciao, tesoro. - Ciao.
Lo fa apposta la carognetta.
Si chiama Old John.
Oggi mi sono accorto subito che ti sei fatta la messa in piega.
Ah, sì? Vieni qua, siediti e ascolta.
Prometto e giuro che stavolta sarò puntuale.
E che tornerò a casa alle sette precise.
Di chi è questa voce?
Non è stata colpa mia.
Di chi è questa voce?
E' la mia.
Che ore sono?
Le otto e mezzo.
Si dice le 20:30. Vale a dire un ritardo di...
Un'ora e trenta.
Oddio! Quando lo vedo il mio cuore va a 78 giri.
- Buongiorno, dottore. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Al dottor Marco, questo presente, offre il mio cuore, riconoscente.
Dal raffreddore salvarsi possa, quando allo stadio...
...la pioggia è grossa...
...mettendo al collo la sciarpa rossa.
Marco Tornabuoni in amministrazione.
Anche la sciarpetta si è fatto regalare.
Mi dispiace, torno subito.
Quella gatta gelosa!
Non gliene passa una.
Mi volevi?
Hai freddo?
Un regalo delle signorine.
Volgarucce! Sciarpa scozzese color rosso granata.
Mi hai fatto venire qui per dirmi questo?
No, per dirti che da oggi non vendi più giornali.
Che giornali?
Lo so io.
Da oggi lavorerai qui, in amministrazione, con me.
Ai suoi ordini, signora.
Si avvicina il 27 e bisogna preparare le buste paga.
Vieni qui.
Sub total Replace, To look in memory Exit Total, va bene?
Questo è lo specchietto indicativo.
Paga base, carovita, indennità, assegni familiari.
Basta addizionare le voci in rosso e sottrarre quelle in nero.
E quelle in verde?
Sono gli straordinari. In giallo le multe.
Semplice, no?
Semplicissimo.
Ecco come si tratta un padre di famiglia...
...dopo trent'anni di servizio.
Settemila lire in meno, ma le pare giusto, dottore?
Scusi, ma cos'è questa storia? A cottimo, io?
A me 14mila lire?
Ma lo sapete che a me non ha calcolato il carovita?
A Lina hanno dato la tredicesima e a me 10mila lire in meno?
Dottore, ma cosa mi ha combinato?
Mi ha dato 10mila lire in meno.
Va bene, calma.
Sapevo di non esserle del tutto indifferente.
Mi ha dato 700 ore di straordinario.
Marco Tornabuoni in amministrazione.
Va bene, controllerò.
Si tratta di 10mila lire in meno che mi hanno dato.
Ma lui che c'entra?
Poverino, difendilo pure.
Ha sbagliato tutto.
- Ma si può sapere cosa hai combinato? - Piano!
lo non ho sposato un uomo.
Ho sposato un sabotatore.
Per le paghe? lo non ci capisco niente col verde, il giallo.
Le brune, le rosse.
Invece di lavorare guardi le donne.
Mentre io devo sgobbare dalla mattina alla sera, vero?
Non fare la sciocchina, dai, Lucy.
E non chiamarmi così. lo mi chiamo Luciana.
Adesso che in mezzo a questi americani mi trovavo bene.
Certo, in mezzo alle smorfiose. Il bacetto, la sciarpetta.
Questo impiego non I'ho cercato io.
E io che sono riuscita a farti assumere.
Bella figura che mi hai fatto fare.
Lo sai quale sarebbe il mio dovere?
Fare come quelli della compagnia di viaggi.
Farti licenziare, mandarti via.
Ecco cosa dovrei fare.
Guarda che non devi mica farti scrupoli per me.
E non voglio che tu faccia brutta figura col dottor Giuliani.
Quindi mi licenzio da me. Ecco. Sei contenta adesso?
Eh, già. Per te è facile perdere un altro posto.
C'è sempre la cretina che porta i soldi a casa.
Marco, che mi succede? Perdonami.
Ti rendi conto di quello che hai detto?
Perché hanno sentito tutti?
No, perché ho sentito io.
Dici che mi faccio mantenere da te, che dipendo da te.
E se lo dici vuol dire che lo pensi.
Del resto è anche vero.
Ma io qui dentro non ci posso stare, non è colpa mia.
Tu non I'hai mai capito. Abbiamo sbagliato entrambi.
Vai a casa?
No. Torno da papà.
Buon pomeriggio, professor Ottavio.
Ha dormito bene?
No, purtroppo no. Forse il semolino di mezzogiorno...
...mi è rimasto sullo stomaco.
E' stata lei a prepararlo.
Sì, ma lei I'ha condito.
Agnesina, Clementina, ma voi litigate sempre?
Sapete cosa ho sognato?
Finalmente un'udienza da monsignor Carlucci?
Magari. Purtroppo no.
Ho fatto un sogno strano.
Un grosso prato rettangolare, attraversato...
...da linee bianche longitudinali.
E due rettangolini di legno alle estremità.
Lungo 100, 110 metri?
Quei rettangolini bianchi non erano forse con una rete?
Silenzio! Come lo sapete? Voi spiate anche i miei sogni?
Ma no, è il solito sogno.
Quello del campo di calcio.
Silenzio! Questa parola in casa mia non si deve pronunciare.
Ho sognato soltanto un prato.
Ma guarda un po'!
Ho sempre sperato che mio nipote fosse diverso da mio figlio.
E invece anche lui...
Non se la prenda tanto.
Sono giovani.
Silenzio! Andate a chiamarlo.
Deve essere il semolino.
Palla.
Dai, passa.
Michele.
Che c'è?
Stavi giocando?
No, non giocavo. Dov'è il pallone?
Ti ha visto il professore.
E' impossibile.
Ecco la palla.
Chi I'ha tirata? Brutto ripetente che non sei altro.
Vai subito a preparare la macchina al professore.
Sì, ma non dire niente allo zio che dopo ti do un bel santino.
Michele! La macchina. Subito.
Ragazzi, io torno.
Gioventù bruciata dal demone dello sport.
Michele è un ragazzo che mi preoccupa.
Così scapestrato. Ed è anche ripetente.
Fa il seminarista da dieci anni.
Voltatevi! Mi sto spogliando.
Se monsignor Carlucci gli fa rapporto, appena...
...strappati i voti me lo manda in missione in Congo.
E io rimango senza nipote, senza segretario e senza autista.
Adesso potete voltarvi.
Ma per il fanale? Londra ha risposto?
Sì, ma hanno detto che i pezzi di ricambio di questo modello...
...sono esauriti dal 1930.
E il motore? Questo si ferma sempre.
Finché il rodaggio non è finito.
I cilindri sono ancora un po' legati.
Ma casa-biblioteca, biblioteca-casa.
Da trent'anni questa poveretta fa 100 metri al giorno.
D'altra parte a me da solo non mi ci manda.
Mi manda a piedi pure al seminario.
Michele, mi raccomando, prudenza, vai piano.
Tieniti sempre sulla destra.
Ciao.
Zio, una notizia meravigliosa.
Un'udienza da monsignor Carlucci?
No, meglio.
Ti hanno finalmente promosso in Teologia?
No, questo no.
Lei non immagina chi è arrivato.
Non alzare la voce. Calma e compostezza.
- Sì. - Chi è arrivato? - E' arrivato Marco.
Allora vediamo quant'è che manca da casa.
Sono circa 10 anni.
Zio, lei beve?
Non dire sciocchezze, è liquore di Fra Ginepro.
Sì, sono esattamente 10 anni che aspettavo I'occasione...
...per stappare questa bottiglia.
Beviamo al ritorno del figliol prodigo.
E oggi imbandiremo il desco con I'agnello più grasso.
E' meravigliosa questa torta.
La ricetta è mia.
Sì, ma la pasta frolla I'ho fatta io.
Non ho mai mangiato così.
Non si parla col boccone in bocca.
Scusa, babbo.
Michele, un po' di discrezione.
Zio, un pezzetto.
Abbiamo imparato anche a fumare.
Chissà quanti altri vizi hai preso fuori di casa.
Ma no!
II mondo è pieno di tentazioni. lo lo conosco.
Ma sono vent'anni che non esce di casa.
Si capisce.
Per preservarsi dall'immoralità che regna sovrana nel mondo...
...bisogna isolarsi. lo sto qui isolato da tutti i vizi.
Locali notturni, donne poco vestite.
Uomini che circolano in mutande.
Ma babbo, quelli sono i turisti.
No, peccatori.
L'ultima volta che sono uscito, i miei occhi sono stati feriti...
...da un enorme assembramento per un'attrice, come si chiama?
Marilyn Monroe?
Non la conosco.
Tina Pica?
Chi è?
La zia d'America.
Non la conosco.
No, quell'italiana bruna. Come si chiama?
Carla Calamai.
Da allora non esci di casa e pretendi di conoscere il mondo?
Che c'entra?
C'è bisogno di vedere le cose per sapere che esistono?
Michele, hai mai visto il Congo?
lo no, signor zio.
Eppure esiste.
Non lo nego.
Tu fai sempre quello strano mestiere?
No, babbo, non faccio più il calciatore.
Saggia decisione.
Hai abbandonato i campi di gioco?
Non proprio del tutto. Ora faccio I'arbitro.
Che bravo! Fa I'arbitro.
Zitto tu. Faceva.
Mi pare indiscutibile che tu tornando a casa...
...hai rinunciato alle tue attività pedestri.
Ludovico.
Babbo, che dici?
Ludovico Tornabuoni. Consigliere di Corte di Casa d'Este.
Massimiliano, cardinale.
Francesco Maria, illustre giurista e insuperato legislatore
Matilde, Superiora delle Orsoline.
Cosa vuoi pretendere di più da una bambina?
Vedi, te lo immagini un tuo ritratto col fischietto al collo?
Non sarai un giudice come avrei voluto io.
Ma un giorno o I'altro prenderai il mio posto in biblioteca.
Ma babbo, io...
Ma che?
Va bene, come vuoi tu.
Andiamo subito a letto.
Ma sono appena le nove.
Questa è una sera particolare, abbiamo fatto un po' tardi.
Michele, a letto.
Pussa via.
Un giorno o I'altro ti darò la polpetta, sai?
Pronto, mamma?
Mi prepari la mia camera per stasera?
Che ci faccio qui da sola? Ciao.
Che c'è? Hai bisogno di qualcosa?
No, non ho bisogno di niente.
Sono due ore che ti rigiri in quel letto...
...come un'anguilla.
Niente, soffro un po' di insonnia.
Forse avrò bisogno di prendere un sonnifero.
Ma che sonnifero?
A te ci vorrebbe tuo marito.
Mamma!
Tu pensi a lui.
Figurati se penso a quello.
Mi fate ridere voi due.
Mi sembrate due ragazzini.
Uno dorme di qua e uno di Ià.
Non lo sai che io e quel boia di tuo padre...
...stiamo insieme da 25 anni e siamo contenti...
...come il primo giorno?
E il letto, da quella volta che si aprì quando ci dormì...
...quella panzona di tua nonna, I'ho fatto saldare a fuoco.
- Senti, mamma... - No, mi devi sentire tu.
Per saldarvi vi ci vogliono i figli, capito?
Le ultime statistiche americane dicono che una coppia...
...per poter avere dei figli, deve prima raggiungere...
...una certa stabilità psicologica ed economica.
Luciana mia, parla come mangi.
Gli americani non mi fregano. Dai retta a me.
Quelli parlano, ma poi i figli li fanno come noi.
Dormi, va'. Buonanotte.
Ciao.
Smettila di russare, Marco.
Marco.
Russa, russa ancora.
Il telefono, per favore?
- Là in fondo. - Grazie.
Michele.
Come va il lavoro?
Non c'è male.
Ti devo parlare.
C'è qualcosa che non va?
No, va benissimo. Andiamo a fumare una sigaretta.
Sì, ma stai attento, c'è tuo padre.
Se quello ci vede poi va a dirlo a monsignor Carlucci.
Michele, io la lettera di dimissioni da arbitro...
...I'avevo scritta, ma... - Non I'hai spedita?
Peggio, I'ho strappata.
Meno male. Bravo.
Sì, bravo. In fondo al babbo gliel'avevo promesso.
Sono gli ultimi due.
Forza.
Aprimi il cancello.
Fai piano.
Non avrai freddo?
Ho la panciera di lana.
Aspetta.
- Vado? - Vai.
Perché gli hai dato I'appuntamento proprio qua?
Qui è nascosto, non ci vede nessuno.
Per fortuna che ho la panciera, fa un freddo!
- Ci siete riusciti? - Eccolo.
- Sì, San Domenico ci ha esaudito. - San Domenico?
Sì, io I'ho pregato e lo zio ci manda a distribuire...
...questi opuscoli di propaganda in provincia.
Ma tu ti chiami Michele?
Perché non ti sei rivolto a San Michele?
Perché San Domenico è più forte.
Che devo fare con questi pacchi?
Rigore!
Non c'è il rigore!
Ma come non c'è?
C'è il rigore.
- Vuole un libro sulla vita di Don Bosco? - Non mi interessa.
Guardi che Don Bosco era uno sportivo.
Non lo voglio.
Organizzava squadre di calcio.
Non lo voglio.
Vuole un libro anche lei?
Lo sport, tumore maligno della gioventù moderna.
Te lo do io il tumore maligno, smettila.
Se commette un'altra di queste infrazioni la caccio dal campo.
Avanti, senza discussioni, si giri.
Non I'ho fatto apposta.
Arbitro, non c'è il fuorigioco.
Come non c'è? C'è!
Ci prenderemo un malanno con questa pioggia.
No, noi siamo sportivi.
Bello, eh?
Buongiorno, signori, desiderano qualcosa?
Che?
Desiderano qualcosa?
Noi?
Sì, ci porti un libro.
Che genere di libro?
Dove starà Marco?
Ho capito, vogliono la vita di San Marco. Glielo porto subito.
Che? San Marco? Gliel'hai detto tu?
- Senta. - Eccola qua.
- Per la Peppa! - Cosa?
- Non avrebbe qualcosa di più leggero? - Ma come?
Da tanto tempo volevo leggere la vita di Bartali.
Bartali? Ma noi qui abbiamo libri religiosi.
Perché, Bartali non è religioso?
Silenzio, prego.
Guardi, in piedi non si può leggere.
Si vuole accomodare, per favore?
Come vuole.
Anche loro. Per cortesia.
Non capisco.
Babbo, siamo fortunati, i medici mi dicevano adesso...
...che la polmonite è scongiurata.
Michele ha solo una forte influenza.
Caro Marco.
Che tanfo!
Caro Marco, un diluvio.
Un diluvio è I'immagine giusta.
La sete del sapere è come un diluvio che scroscia...
...irrorando di mille rivoli la mente avida di nuove conoscenze.
Bravi, ragazzi, state compiendo una missione.
Grazie, padre.
Ma non vi affaticate troppo. Michele ha già la febbre.
Pure Peppino.
Chi è Peppino?
Prefazione.
Edizione. Ah, è di zio.
Ma insomma!
Calma, devo leggere.
Se non leggo forte non capisco niente.
Ma insomma!
Insomma che?
Legga piano.
Leggo piano.
Stampato a Roma il 14 giugno 1901.
- Basta! - Che maniere!
Sarà bene che domenica voi sospendiate il vostro lavoro.
Ve lo siete meritato.
Ma babbo, i libri che devo consegnare.
Mi sono impegnato.
Molta gente mi sta aspettando.
Potrei andarci anche da solo.
Va bene, vai da solo.
Ma cos'è questo chiasso?
Che sta succedendo?
Vado a vedere io.
Metti giù le mani.
Che biblioteca è questa se non si può nemmeno leggere?
Volete uscire?
Non gli date retta, sentite come parla?
Marco, ma dove ti eri cacciato?
Ma cos'è questo chiasso?
Ma che chiasso?
Noi stavamo passando di qua, allora abbiamo detto...
...perché non gli facciamo una visita?
Ti volevamo parlare.
Avanti, parlate.
Sì, parliamo.
Parla.
Allora?
lo ti volevo dire che... Hai capito?
- Non ho capito. - Non hai capito?
Marco, bisogna che ritorni a casa tua.
Senza di te i rigatoni con la paiata non mi piacciono più.
E poi noi con chi ragioniamo di calcio?
Pensa che nonna è diventata astemia da quando non ti vede.
A voi qui vi ha mandato Luciana.
No, Luciana non sa niente. Parola mia.
Allora fatevelo spiegare da lei perché io sto qui.
Ma lascia perdere.
No, non lascio perdere.
Se Luciana vuole fare la pace venga qui e mi chieda scusa.
Mi dispiace molto per voi, ma non posso fare diversamente.
E poi non si può parlare. Leggete lì.
Silentium? E' greco-romano?
- Grazie. - Prego.
Corso pratico per boyscout. Interessante.
Lei fa il boyscout?
No, mio padre.
lo veramente li stavo gettando via.
Perché?
Sono fatto così.
Quando un libro I'ho letto lo getto via.
Ma se le piace lo tenga.
- Permette? - Grazie.
Anzi, guardi, avrei una piacevole edificazione...
...dello Spirito in quattro volumi.
Apriamo subito o gettiamo?
Non so.
Vuole pensarci?
- Si accomodi. - Grazie.
Ma lo sa che la sua faccia non mi è nuova?
E' strano. Per parte mia, se io I'avessi incontrata...
...saprei benissimo dove e quando.
Devo aver visto la sua fotografia da qualche parte.
No, non dica niente. Lei è un attore.
No.
Allora è un cantante.
Vede, io credo che lei rimarrà molto delusa.
- Le dirò un segreto. - Sentiamo.
lo faccio I'arbitro.
Oggi a Taranto ho fischiato due rigori.
Ed eccomi qui, sano e salvo.
Deve essere bello!
Tanta gente che aspetta con ansia le sue decisioni.
E lei sul campo che comanda.
Lei si ferma a Roma?
No, solo per pochi minuti.
Poi prendo la coincidenza per Firenze.
Vado a stare con mia zia.
Peccato.
Per mia zia?
No, per me.
Scusi se sono curiosa, ma cosa sono tutti questi libri?
E' una storia lunga.
Deve sapere che io ho un padre...
Peccato, siamo a Roma oramai.
Aspetti che I'aiuto.
Si è impicciata.
Grazie.
- E questi? Li abbiamo letti tutti. - Che facciamo?
- Li buttiamo? - Sì.
- Via! - Via!
Via.
- Ecco qua. - Guarda.
Firenze non è tanto lontana...
...mi vieni a trovare?
Non dovrei dirtelo, ma domenica arbitrerò la mia prima partita di serie A...
...e forse proprio a Firenze, sei contenta?
- Bada che è un segreto. - E due, e il terzo qual è?
Sei tu, il più importante.
Se mi telefoni ti darò la conferma per domenica.
Me la devi dare.
- Ti penserò tutta la settimana. - Ciao.
Ciao.
Ciao.
- Buonasera, dottore. - Sera.
Buonasera.
- Nemmeno a cena? - No.
Potremmo andare in un posticino allegro e al cinema.
Non mi va.
C'è un film molto bello con un attore bravo.
Come si chiama? Ce I'ho sulla punta della lingua.
Non posso.
Oppure c'è un film d'avventura.
L'ho già visto, ma lo rivedrei volentieri...
..."cacciatori di microbi".
- Microbi? - Sì, caccia...
Va bene, ti accompagno a casa.
E' inutile, non c'è la pagina sportiva su quel giornale.
Siamo pronti, nella grazia del Signore.
Santo Cielo! Una telefonata dall'estero.
Dall'estero?
Sì? Pronto? Tornabuoni!
Chi è?
Firenze!
Chi è?
Giulia?
- Ma non la conosco. - Scusa, è per me.
Sono io, Marco, come stai?
E' andato bene come prevedevo, sei contenta?
Ne ero sicuro.
Che scandalo, una donna.
Eppure Marco è sposato.
E' una relazione peccaminosa.
Per forza, la moglie lo ha lasciato solo.
Le donne d'oggi, come sono strane.
Lavorano, escono da sole, pensano perfino.
Ci vorrebbe qualcuno che le riportasse sulla retta via.
E questo è il compito dei vecchi.
Se qui ci sono delle persone vecchie siete voi due.
lo, da persona matura, so qual è il mio dovere.
Ma non mi domandate di andare a Canossa.
Da quei sovversivi di sfasciacarrozze non ci andrò mai.
Che maniere, sei proprio un discoletto.
E voi siete un ladro, mi volevate rubare i fiori.
- Abita qui la famiglia Terenzi? - E dove se no?
Lassù.
- Aspetta qui. - Sì, signor zio.
- Oh! E' tuo il pallone? - Sì, perché?
Allora giochiamo.
E basta! Sono quattro tazze che ti mangi!
- Nonna, questa pappa non mi va! - Tu mangi invece.
E dammela a me, se non la vuole lui.
Tu stai fermo!
E adesso tu, se non mangi, faccio venire I'uomo nero, sai?
Non le dare retta, I'uomo nero non esiste.
E' permesso?
L'uomo nero! L'uomo nero!
State zitti, maleducati.
Chi è lei?
lo sono il professore Ottavio Tornabuoni.
Oddio, il padre di Marco. Vieni via.
Scusi, professore, se mi trova tutta in disordine. Si accomodi.
Adesso vado a chiamare mio marito.
Che ne vuoi un po'?
Grazie, piccino.
Comunque, mi congratulo con te, sei molto buono a privarti...
...di parte della tua pappa per un estraneo.
No, è che questa roba mi fa proprio schifo.
Dai, tira! Palla!
Oh, mi passi la palla?
Palla! Tira! Ma non tirate mai?
Dai, tirala.
Se no non mi diverto!
Dai, dammi la palla.
Michele!
Che è?
Vieni subito su!
Vengo!
Dove sta? Dove sta questo professore?
Ah eccolo!
Sei tu che ti sei preso Marco nostro e tu ce lo devi ridare!
- Dov'è Marco? - Ma gentile signora io...
Ma allora sei senza cuore.
- Tu vuoi la morte mia! - lo?
- Eccomi - lo voglio Marco!
Ma chi è questa vecchia matta?
- Diglielo tu che Marco deve tornare. - Chi è?
Nonna, ma che fate? Andate via!
Scusi, professore, se I'ho fatta aspettare in cucina...
...ma così all'improvviso. Venga in salotto.
Mio marito se non sono le dieci non si alza.
Si accomodi, che lo chiamo.
Terzo, e questa chi ce I'ha portata qui?
E che ne so, I'avrà portata papà.
Uffa! Quanto ci fa lavorare papà.
Però sai che ti dico? E' un modello che si sfascia facile.
Vedi che bidone.
Sovversivi.
Quell'orribile video, intravisto una volta in un bar.
Vai di Ià che queste sono cose da uomini. Chiudi.
Professore! Mi scusi se I'ho fatta aspettare...
...ma, sa, io stavo ancora a letto perché...
Sono i miei figli.
Fanno gli sfasciacarrozze, è un mestiere un po' rumoroso.
- E' un mestiere infame. - Ha ragione. Prego, si accomodi.
No, grazie.
Si accomodi... Posso offrire un bicchierino?
No, grazie, non bevo. Sono venuto qui per mio figlio.
Quei due ragazzi devono tornare insieme.
E' giusto, professore. La penso proprio come lei.
Devono tornare insieme.
- Ecco. - Ecco.
E' bene che sua figlia venga a casa mia.
E perché suo figlio non ritorna a casa sua?
Perché la moglie deve seguire il marito.
Ma per carità, professore, sono opinioni sorpassate.
Le donne oggi hanno gli stessi diritti degli uomini.
Se per la strada si vedono certi manifesti...
...che cosa deve succedere nelle case?
Altro che sfasciacarrozze, sfascia-bastimenti.
Professore, mia figlia è orgogliosa e dice che Marco...
...deve venire qui lui a chiederle perdono in ginocchio.
Mi faccia parlare con sua figlia.
Perlomeno avrà rispetto per il padre di suo marito.
Ma io il rispetto ce I'ho, è che è impossibile.
- Perché? - Perché non c'è!
Vuole impedirmi di vederla, vero?
Ma io non voglio impedire niente a nessuno.
Mia figlia non c'è perché sta lavorando.
Le donne non dovrebbero lavorare.
Dice bene lei.
Insomma professore, lei torni stasera alle nove.
Mia figlia tutte le sere rientra a quell'ora.
Ecco, è qui che la volevo.
Così, in una casa di sovversivi, si educano le figlie.
Senti chi parla di educazione!
Se c'è uno che ha educato male i figli è proprio lui!
- Ma dico... - Quel poveraccio di Marco I'hai rovinato!
"Questo non si può fare, quest'altro nemmeno. "
Marco voleva giocare a pallone e tu I'hai fatto smettere!
Quando si è sposato con mia figlia, non sei voluto venire...
...nemmeno al matrimonio!
L'hai tenuto sempre chiuso in quella casa muffa!
E I'hai obbligato a fare quello che non voleva!
lo mi meraviglio che ti saluta ancora e ti chiama papà!
- Sei diventata matta? - Tu non gli hai detto niente.
Gli hai detto tutto tu!
- Quando accendi la pipa non la spegni più. - Ma stai zitto.
Cosa fate vicino alla mia macchina?
- Su, su, largo. - Largo!
Ma cosa fa lei?
Lavoriamo.
Non lo vedi?
Era tua questa macchina?
- Michele! - Zio!
Al marciapiede nove il rapido da Roma...
...per Bologna-Milano.
E' in arrivo al marciapiede nove il rapido da Roma...
...per Bologna-Milano.
- Ciao. - Ciao.
Dove mi porti?
Non lo so, ma in un posto dove ci sia tanta di quella gente...
...e di quella confusione da poterti parlare...
...senza che ci vedano e ci sentano. - Sì!
Devo farti un lungo discorso.
Vai a pigliarmi subito il cappotto.
Ma se siamo arrivati ora.
E' colpa tua. La domenica vai sempre alla partita...
...e io non posso far tardi tutte le sere.
- Balliamo un po'? - Sì.
Che noia!
Non fare la dispettosa, ancora un pochino.
Senti, I'altra volta non sono riuscito a dirtelo...
...ma tu sei la prima donna che...
Sì insomma, che approva le mie domeniche...
...e le considera una cosa importante.
Sei in tutto e per tutto il contrario di Luciana.
Luciana è tua moglie?
Sì. Ma non andiamo più d'accordo, abbiamo litigato e...
E così non stiamo più insieme.
Ti prego, Marco, non dire niente.
Già, dimenticavo che tu non usi il rossetto.
Ti voglio bene.
Ma ballare sai?
Andiamo.
- Buonasera, signora. - Buonasera.
Buonasera.
Si accomodino.
- Carino qui eh? - Sì.
- Non c'era mai stata? - No.
Ma vedrà che si mangia molto bene.
Due whiskey.
Buonasera, signori. Vogliono cenare?
No, no dopo. Adesso due whiskey.
- Whiskey prima di mangiare? - Sì. Per carità.
Hemingway ne prende due alla mattina invece della spremuta...
...di pera o di arancio e tre come aperitivo.
E' un estratto di grano, proteine.
I bicchieri mi raccomando puliti, pulitissimi.
Salute!
- Cos'hai? - Oddio, oddio.
Mi sono dimenticata di fare I'iniezione.
Iniezione? Di che?
- Stantomicina. - "Stanto" che?
"Micina".
- "Micina"? - E' una sciocchezza, sa, niente di grave.
- Un esito pleurico. - Un esito?
- Ma è cronico. - Ah, è cronico?
Cronico, cronico sì...
Basta che sto un giorno senza fare I'iniezione che sto male.
Sto male molto.
Oddio, scotto.
- Scotta? - Ho la febbre.
Senta, senta come scotto.
Ah! Senta, Luciana, forse è meglio che ce ne andiamo, sa.
- E la cena? - No, per carità, le farebbe malissimo.
- E già. - Mangiare con la febbre?
- Per carità! - No, no per I'amor... Leonardo!
La pera!
Grazie.
- Mi potrai perdonare? - Non capisco, di che cosa?
Sapessi che ho fatto. Che stupida.
Vedi, così parlando di te, ho detto a mia zia...
...che avresti arbitrato la partita di domani.
Avresti fatto meglio a non dirle niente, ma non importa.
- Però è successo un guaio. - Cos'è successo?
Com'è difficile spiegartelo.
Sai, mia zia non è una donna normale.
E' paralitica e non ha tutti i venerdì.
Non fa altro che leggere i giornali e fantasticare.
Poverina, mi dispiace.
Marco, non so come, si è messa in testa...
...che avrei potuto influire su di te.
Influire su di me? Ma in che senso, scusa?
Beh, nel senso che... Mia zia ha la mania delle carte...
...degli oroscopi, dei cavalli, è una pazza!
lo non capisco. E allora?
leri, ha preso tutti i suoi risparmi e certe cose mie...
...gioielli e un po' di liquido...
...e ha scommesso un milione sulla sconfitta della Fiorentina.
Cosa?
Un milione sulla sconfitta della Fiorentina?
Ma è una follia! Non capisco.
Ma che, siamo in America qua?
Se tu la conoscessi capiresti.
Per tutta la vita s'è fatta imbrogliare da tutti...
...maghi, indovini, giocatori d'azzardo.
Mi dispiace dovertelo dire, ma quel milione consideralo perduto.
Non ti ho chiesto niente, caro, ma dovevo dirtelo.
Senti, Marco, aiutami almeno in questo, prova a dirglielo tu.
Può darsi che la scommessa si possa ancora ritirare.
- Mi sentirò meno colpevole, capisci? - Sì.
Senti, qui c'è un sacco di confusione...
...ti dispiace se ci andiamo subito?
No, andiamo!
- No. - Signora, mi ascolti.
Glielo dico per il suo bene e per Giulia.
Avanti, mi dica chi è stato, il nome.
Dai, zia, per carità.
E' inutile, quando si ostina così non c'è niente da fare!
Non parlerebbe nemmeno con le torture.
Zietta, ti prego, fallo per me.
Sia buona, guardi, noi siamo ancora in tempo.
Possiamo rivolgerci alla polizia, perché lei è stata ingannata.
Questa è una volgarissima truffa!
Vedrà che tutti i soldi le saranno restituiti.
Capisci, zietta? Riavremo il nostro denaro!
E' colpa mia, dovevo farla interdire.
Ma insomma, che cosa crede, di poter vincere la scommessa?
lo non posso farci niente. Ha capito? Niente.
Ma che vuole questo qua?
La Fiorentina perde, anche se lei non vuole.
- Perde per conto suo! - Ma se non c'è una probabilità.
Ma lo sa lei il verdetto degli astri? Ha letto I'oroscopo?
No? Legga, legga quello che dice lo scorpione di domani!
- Giulia! - Perde! Perde alla faccia sua. Perde!
Giulia!
Perdonami, Marco, è finita. Non vediamoci più!
Ma perché?
Perché mi vergogno!
Perché non ti ho detto la verità sulla mia vita.
Guarda questa casa! Guarda!
Questa è la mia stanza, non ho altro.
Ma questo non cambia proprio niente!
Ho solo lei, quella vecchia pazza.
Non so come faremo da domani.
Quando penserò che sarebbe...
Sarebbe bastato un niente, una tua decisione...
...un tuo gesto in mezzo al campo, io sarò ingiusta.
Ma ti odierò. Per questo non ti voglio più vedere.
Mi dispiace.
Allora, hai proprio deciso di non vedermi più?
Dipende da te.
Che vogliamo fare, ci vogliamo guardare negli occhi?
E guardiamoci negli occhi.
Va bene, lo ammetto, qui ridendo e scherzando...
...non ci abbiamo dormito la notte e con questo?
Per un rigore, un goal annullato?
Dipende da me? Eh, ma dipende anche da lei.
E siccome lei mi vuole bene e mi capisce, la devo convincere.
No? Sì!
Ma come, lei non era malata?
- Vada via! - Mi lasci entrare!
Cosa succede qua?
Giulia, che significa?
Non ha capito?
E allora glielo spiego io.
Guadagniamo tre milioni con questo scherzo.
Lei è ancora in tempo ed è uno stupido se non accetta...
...di fare a metà.
Via, Marco, fidati, nessuno ne saprà niente.
Com'è possibile?
E non stia a fare quella faccia.
Forza, che un milione e mezzo non I'hai mai visto tutto intero.
Mi fate schifo.
E tu mi hai seccata con tutte le tue storie!
II padre boyscout, la moglie americana.
Non so come ho fatto...
...a non sbadigliarti in faccia.
Tieni e scusa per il disturbo.
Se penso a tutto il tempo che ho dovuto perdere appresso a te.
E' la settima volta che il paesino è allietato...
...dalla nascita simultanea di ventidue neonati.
Scrofa e porcellini godono di ottima salute.
Sport, Firenze. Marco Tornabuoni si è dimostrato oggi...
...I'arbitro più severo del campionato.
Ha battuto il record di rigori concessi e delle punizioni.
Il tutto diviso equamente tra le due squadre.
Sorprende perciò che un gruppo di scalmanati, forse per punirlo...
...d'avere arbitrato così, I'hanno raggiunto...
...travestiti da pacifici viaggiatori e I'hanno aggredito.
Sta arrivando il professore.
Michele, cosa gli diciamo?
Il professore! Eccolo.
lo non so che scusa trovare.
- Ah, figliolo! - Babbo!
- Levati gli occhiali, tanto qui sei al sicuro. - Che c'entra?
La strada era bagnata, sai la Lambretta, sono scivolato.
- Il telefono! - Non dire bugie, so tutto.
- Ti sei dato di nuovo al gioco. - Ma no!
Un Tornabuoni malmenato dalla plebaglia, che vergogna.
- Ma babbo... - Che vergogna!
Professore! Professore!
C'è monsignor Carlucci al telefono.
Monsignor Carlucci?
Speriamo bene, signor zio.
Povero papà, è stato un duro colpo, eh?
Ma anche tu non ti puoi lamentare.
Piano, piano, Michele.
Senti, ma come I'avrà saputo?
- In biblioteca non si parlava d'altro. - Già.
Ho saputo dell'incidente che ha avuto suo figlio...
...e volevo dirle che mi dispiace.
Ah! L'incidente?
No, un incidentino, sa con la Lambretta...
...la strada era bagnata, è scivolato, sa com'è...
Ma che Lambretta? Gli hanno dato un sacco di sberle!
Cosa crede, che non lo so?
Ecco, io veramente glielo avevo proibito.
Ne volevo fare un magistrato, un giudice.
In fin dei conti I'arbitro a suo modo è un giudice...
...è un giudice...
Non le pare?
Lei dice, Monsignore?
Come...
Come dice?
Dov'è mio marito? Lo voglio vedere!
- Sta male! - L'hanno picchiato!
Lo so, poverino, allora perché sono venuta? Di qua?
Sì, da questa parte, signora, sì.
Marco! Marco mio! Che ti hanno fatto?
- Ma guarda come ti hanno conciato. - Luciana!
Lucy!
- Ma ora ti meno anch'io! - Non te ne andare, Michele.
Ti piace fare I'arbitro, eh? Mi sembri il signor Capanna.
- Che hai fatto al braccio? - Niente, è una sciocchezza.
Ti lamenti, eh? II pianto del coccodrillo!
Mi fa piacere vederti così, sono proprio contenta.
Però sei venuta.
- Lo vuoi sapere perché sono venuta? - Sì.
Per questa.
O la firmi o non mi vedrai più!
E' ora di finirla!
- Apri. Apri per favore. - Sì. Ecco qua.
- Vediamo. - Leggi, leggi. Ecco.
Certo, vediamo.
"A.I. A! A.I. A!
Associazione Italiana Arbitri.
- A.I.A. - A.I.A.
Oh! Babbo c'è Lucy.
Guarda che sono le tue dimissioni.
L'arbitro, non devi più farlo.
- Non è cosa per te. - Luciana, ma io non...
Firma su.
Vediamo.
Già, e già.
Già, ma io non posso.
Ci vuoi pensare ancora?
No, no, ho il braccio rotto, non posso, non...
Guarda che se non firmi ti rompo pure I'altro.
Firma, con la sinistra, su ecco.
- Michele. - Firma!
Signor zio, glielo dica lei per favore.
La migliore virtù dell'uomo è quella di non impicciarsi...
...dei fatti altrui. - Ah sì?
- Firma. - Ma come?
Firma, figliuolo.
Poi la dai a me.
Su, firma.
E va bene. Uffa.
- Grazie. - Ahia!
Sì, A.I.A.
Ci penserò io a spedirla, tanto voi avete altro da fare ora.
Sì, andiamo a casa, a casa nostra.
- Mi curi tu, Lucy? - Certo.
- Babbo, mi cura Lucy. - Sì, vieni.
Piano.
- Ah! Ah! - Vieni, su.
Mi fa male... Mi fa male tutto qui sopra il popò.
- Amore, vieni. - Però non di qua.
- Piano, amore. - Sì, piano.
Ahia!
Sono tornati insieme.
- Signorino, la giacca! - Devi adorarmi, sai?
- C'è una bistecca a casa? - I pantaloni!
- Hai fame? - No, per I'occhio.
Piano, mi raccomando.
Piano, tesoro. Ecco, così.
Fammi appoggiare.
Ricordati che mi devi adorare.
Casa mia. Casa mia.
Alt! Cos'è questo ronzio?
- Hai comprato un altro apparecchio? - No, vieni.
- Ah, Nazareno, buonasera. - Buonasera.
Buonasera.
- Ho fatto un buon lavoro, I'ho saldato a fuoco. - Bravo.
L'hai fatto saldare a fuoco?
Hai fatto unire i letti?
- Sì. - Buonasera.
- Buonasera. - Buonasera.
- Oh, cara. - Sei contento?
- Allora non litigheremo più? - No, caro.
E io berrò il caffè fatto con la palla di vetro?
- No, si è rotta. - Meglio.
Dove stai?
- Ecco qua, fai piano. - Il mio lettino.
Sì, sì. Letto saldato, matrimonio salvato.
Su, su, vai a casa che sono tornati i padroni.
- La spalla, che male! - Buono, buono, su.
Va meglio?
Lucy? C'è Old John fuori.
E lascialo fuori quel pastoraccio abruzzese.
Senti, ti dispiace di non fare più I'arbitro?
Beh, se sei contenta tu no.
Signori, buon pomeriggio.
Vi stiamo trasmettendo il secondo tempo di Napoli Juventus.
Arbitra Tornabuoni di Roma, che ha diretto in modo impeccabile...
...i primi quarantacinque minuti primi di gioco.
Ha fatto bene a strappare quella lettera.
Mi ha ispirato San Domenico.
Oh! Hai visto come arbitra mio genero?
E' stato proprio bravo. E poi sai che ti dico?
Mi sono divertita tanto.
Perché stai qui a chiacchierare? Versaci da bere.
Sì, subito.
- Che è quella robaccia? - E' Fra Ginepro.
- Cognac vero? Cognac. - Ah, cognac?
Cognac. Cognac.
Basta che dice cognac.
- Intanto lui il cognac non lo compra mai. - Figlio mio!
Questo, lo do ai ragazzi, dopo la partita.
Tornabuoni.
Tornabuoni.
Tornabuoni, Tornabuoni, Tornabuoni, sempre Tornabuoni.
A mio figlio.
E a Sant'Ivo, protettore dei giudici e degli arbitri.
Papà! Ma perché adesso vuol mandare via Pesaola?
Ma che me lo domandi a me?
- Ma che, è un arbitro tuo marito? - Ma che ne so io?
lo non capisco una cosa, perché adesso ha mandato via quello?
- Me lo dovete spiegare. - Quello è matto!
lo mi sono stufata!
Ma è roba da matti!
Arbitro cornuto!
Oddio. Oddio, che ho detto?
Sottotitoli: CINEMATEXT MEDIA ITALIA
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