All language subtitles for Un crimine imperfetto (2024) 1080p BluRay x264 ITA FRE AC3 5.1 Sub ita - iDN_CreW

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Original subtitles

Pronto, Greg? Sono Alan.

Non è per niente facile.

Sono stanchi, fa freddo. Ma la roba arriva, tranquillo.

Conosco la zona.

Coraggio!

Quanto manca ancora?

Cos'è quello?

Aiuto... Aiuto, un orso!

Aiuto!

Siete sintonizzati su France Bleu, Besangon Plus, l'attualità

con Elodie Rougier.

Si avvicina Natale e il potere d'acquisto si abbassa,

il budget riservato ai regali cala del 32%.

Sentiamo cosa dice la gente.

Prima facevo un pensiero a tutti,

a mio marito, a mia suocera.

Adesso solo regali ai bambini.

Pronto?

- Pronto, l'irochese? - Sì.

Sono Greg.

- Siete per strada? - Sì, sì, stiamo arrivando.

Aspettiamo la consegna e tra mezz'ora siamo all'hangar.

Perfetto.

Ti chiamo quando siamo in zona.

Ottimo. E Alan?

Tranquillo, è tutto sotto controllo.

Alan è in cammino, l'ho appena sentito.

- Ci vediamo tra un po'. - A dopo.

Qual è il vostro budget per Natale, quest'anno?

Non ospiteremo il pranzo di famiglia: Io non lavoro

da sei mesi e alla mia compagna il mese prossimo finisce il contratto.

Merda.

Oh, merda, merda, merda.

Tutto bene?

Come va?

Oh merda.

Bene, allora,

Visto il periodo dell'anno abbiamo una cornice tematica

e direi che è il momento perfetto per mandare musica natalizia.

Doudou! La sciarpa!

Entra in casa, ti prendi un accidente.

Con quale squadra tedesca di pallamano,

l'ex portiere Thierry Omeyer è stato tre volte in Champions League?

Direi... Kiel.

Kiel, esatto! Kiel, bravissimo.

Hai parlato con Jeanjean per quel che gli dobbiamo?

Ehm, no. Non ce l'ho fatta.

Che ti sei fatto alla guancia?

Oh mamma, hai il naso gelato, topolino.

Come mai?

Se ti ammali chi aiuta la mamma a fare i costumi per Capodanno?

Tu quale volevi?

Da clown. È vero.

Sarai un bellissimo clown.

Un meraviglioso clown.

Possiamo scegliere la stoffa insieme, se vuoi.

Hai lavato le mani?

Sputa la gomma per mangiare.

E dai, Doudou.

Ho ucciso due sconosciuti.

Non sono di qui, non li ho mai visti.

Non dici niente?

Che cosa dovrei dire?

Non mi hai fatto una domanda, mi hai detto "ho ucciso due sconosciuti".

Che vuoi che ti dica? Non è una domanda.

- Comunque, racconta. - Ecco...

Stavo guidando.

E all'improvviso è spuntato un orso.

Quindi ho perso il controllo del pickup

e sono andato a sbattere contro una macchina ferma sul ciglio della strada.

Volevo aiutare la ragazza, ma era già morta.

Con le mutandine alle caviglie.

Invece lui

si è spaventato, è scivolato

e si è impalato col ramo di un albero.

Non ci sono orsi nel Giura.

Beh, invece sì.

Perché non hai chiamato la gendarmeria?

Perché la macchina non è più assicurata.

Hai toccato la loro auto?

Sì...

O almeno, credo di sì.

Allora hai lasciato delle impronte.

Gautier.

- Da quando è scomparso? - Da ieri pomeriggio.

Quanti anni ha?

Otto anni.

- E come si chiama? - Thierry.

Coraggio. Siediti qui.

Due secondi. Poi mamma ti riprende e andiamo a casa.

Guardi, le faccio vedere una foto.

Vi può aiutare, no?

È un bastardino.

Ah, è un barboncino.

E secondo lei è stato mangiato da un orso?

Sì, esatto.

Senta, cercheremo di controllare e la informiamo.

- Abbiamo il suo numero, non si preoccupi. - Grazie.

Lucien, che cosa ti ho detto? Posa subito la penna.

Le faremo sapere.

Vieni, ce ne andiamo.

Si parte. In carrozza, Arthur.

Non ci sono orsi nel Giura.

Io direi un cane.

Molto grosso.

Con una coda minuscola.

Gli ha fatto due zampe grosse

e due piccole davanti.

Sembra quasi un canguro.

E chi gli ha dato le matite colorate?

È stato Samy.

E parlano solo la loro lingua?

Samy!

Samy!

Sì?

Per caso tu parli il tamil?

Eh no, io sono marocchino.

Comunque lui, quello alto parla inglese, ma...

Ah, bene, vai pure.

Samy?

Per caso parli l'inglese?

Ma no, sono marocchino...

A che serve assumere i giovani?

Qui Francia,

tu?

Dove?

Francia.

Tu arrivare da dove?

Francia?

Tu.

Mamma mia, poveretti.

Lasciano il loro Paese, fanno chilometri al freddo

sfidando la morte, lontani da casa, non spiccicano

parola e disegnano come bambini di quattro anni.

È impossibile che possano cavarsela.

È un'indecenza.

Lo so Florence, lo so.

Florence?

È Anne-Marie.

Sì?

No, no, tranquilla, tu non disturbi mai.

Assolutamente. No, non portate niente, ci mancherebbe,

ti prego, sono io che ho organizzato.

Te l'assicuro.

Ti aspetto, con nostra figlia, sabato sera.

Guarda, sono veramente

Viene con il nuovo compagno?

Sì.

Sono io che ho voluto organizzare il Natale in famiglia

e quindi ora in famiglia c'è anche lui.

Uh, maledizione! Devo comprare l'albero.

Oh mamma, questo non sta per niente bene.

Lei vada pure, me ne occupo io.

- Non faccia tardi. - Sei sicura?

- Vada pure. - Ah, sei un angelo.

Mi dispiace, Florence, grazie. Cercate di sistemarli,

chiamate la Croce Rossa o Emmaiis, trovategli un tetto.

Ci pensiamo io e Samy.

Sua madre era volontaria alla mensa popolare.

Scusi maggiore, c'è Stephanie Gautier, la maestra d'asilo,

che dice che un orso ha mangiato il suo cane, che facciamo?

È un orso.

È un orso che li ha spaventati.

Ah, ma certo.

È vero, adesso che lo dice.

Mamma, come disegnano male.

Bianche. Andiamo?

Che cosa fai?

Le do un po' di dignità.

Povera ragazza.

Hai toccato anche l'interno?

No, solo l'esterno.

Allora non perdere tempo.

Dai!

Aspetta, cos'è quella?

Una borsetta.

Ce la teniamo.

Ma dai, vuoi rubarle la borsetta?

È Natale, mi hai preso qualcosa?

No, quest'anno abbiamo detto niente regali...

Cosa te ne fai di una borsetta?

Ci penserò.

Tanto, è morta, non ne ha più bisogno.

Michel! Vieni a vedere.

Che c'è?

Non lo so, ma

di certo non hanno vinto il Roland Garros, questi due.

Che facciamo?

Dobbiamo riflettere.

Trovato!

- Che cosa fai? - Aspetta.

Cathy! Che vuoi fare?

Niente corpi niente morti,

niente morti niente omicidio.

Devi smetterla di leggere gialli.

E non è omicidio, è stato un incidente.

Se a me non piacessero i gialli, ci sarebbero le tue impronte sulla macchina.

Quindi ringrazia.

Dai, vai a cercare lui. Sbrigati.

Ti vuoi sbrigare? Prima che arrivi qualcuno.

Non ce la faccio.

Non riesco.

Nascondiamo anche l'auto?

Ci manca solo una gastroenterite durante le feste.

Se me la attaccano, io gli attacco il raffreddore.

Pronto, Roland?

C'è una macchina abbandonata vicino al bosco di La Feuillade.

Non è di qui ed è malconcia.

Chiamo il soccorso stradale.

Intralcia il passaggio?

Non credo che la porteranno via prima di lunedì.

Non hanno personale e ci sono le feste.

Così come è messa non dà fastidio.

Scusa, ma devo lasciarti, ho un sacco di cose da fare.

- Buone feste. - Anche a te, ciao.

Bianche! Ti prego, puoi metterci un minimo di buona volontà?

Vorrei che tua madre non criticasse la cena di Natale.

Non andate più all'asilo.

Carino questo, no?

Non state più insieme, basta.

È ridicolo voler passare il Natale insieme, non siamo una famiglia

e tre decorazioni non cambieranno le cose.

Se vuoi stupire il suo fidanzato tira dentro la pancia

o fai i muscoli.

Mi puoi lasciare da Sandra? Sei di strada.

Eh no, non posso. Vado da Cathy e Michel. Devo comprare l'albero.

Non vieni con me?

No, è lontanissimo, fai una deviazione, no?

Non sono mica il tuo autista.

Comprami una macchina, allora.

"Comprami una macchina"! Non hai nemmeno la patente!

Ma conosco degli agenti.

Sali, forza.

Oddio.

- Sono tantissimi. - Quanto, tipo?

Troppi.

Che cosa ne facciamo? Per il momento li nascondiamo. Non dobbiamo toccarli.

E i corpi? Che ne facciamo?

Ci rifletto e te lo dico.

Non l'ho fatto apposta.

Dov'è il controller della play?

È inutile che lo nascondiate.

Non troppo davanti agli schermi per favore.

Lo psicologo ha detto non più di un'ora.

Lo psicologo...

Sbrighiamoci.

Vado io.

Ciao Cathy.

È Roland che è venuto a prendere l'albero.

Tutto bene?

Fa freddino, eh?

Non mi fai entrare?

SÌì, sì. Accomodati.

Se non è un problema.

Ti va un vin brulé, con un po' di cannella?

Ehm, no. No, grazie.

Un caffè però, volentieri.

Sì, certo.

Te lo preparo subito.

Ciao Michel. Ci sei.

Tutto bene Roland?

Prego, siediti.

Sono distrutto.

È pazzesco, il periodo delle feste

è uno stress.

È un regalo.

Ci metti un pochino di zucchero?

No.

Sto cercando di..

Capisco perfettamente.

Dovrei farlo anch'io.

Ma non so perché, lo sport

non so, mi rende nervoso.

Strano.

Oddio, è tardissimo. Mi dispiace, ma non ce l'ho fatta ad arrivare prima.

È un delirio in gendarmeria, siamo in tre.

Due si sono dati malati e uno se n'è andato. E noi giriamo come delle trottole.

Aggiungeteci le feste..

Beh, tu non ti siedi?

No ehm...

Sono stato seduto sul trattore tutto il giorno e non so.

Mi sento strano, sono

non sto bene.

Beh, è

Le emorroidi.

Può essere.

Non c'è dubbio: Emorroidi. Sono sicuramente quelle. Aceto di mele,

molto caldo, fai degli impacchi.

Le fa sgonfiare, eccezionale.

Vuoi che controlli?

Ti ho fregato!

Credevi che volessi guardarti il sedere?

Avessi visto la faccia che hai fatto, Michel.

Non sono mica un ginecologo.

Sono un pubblico ufficiale.

Bene, andiamo a vedere l'albero.

Sì.

- Ti accompagno. - Sì, fammi vedere.

Scegli tu quello che vuoi.

Lo vuoi grande o piccolo?

Medio, vorrei fare una buona impressione.

Però! Michel, dovresti portarla dal carrozziere.

Perché se un vigile ti vede circolare così ti becchi una multa.

Lo so, è stato Doudou.

Doudou? Perché, guida?

No, ma fa pratica solo qui dentro nel cortile.

Andiamo?

Allora, dove sono gli alberi?

Per fortuna tu non fai il dentista.

Gran bell'attrezzo!

Questa ti può tagliare un braccio in due.

Eh sì.

Lo preferisco senza rete.

La rete la puoi togliere, è per il trasporto.

Non è un po' piccolo?

Mi hai detto medio...

Ma quello è medio-piccolo.

È buffo, perché sembrava più grosso quando era per terra.

Senti, ti dispiace se chiamo Bianche? Perché ho invitato sua madre

col fidanzato e ci terrei a non fare una brutta figura.

Qui non prende, dobbiamo tornare indietro.

- Aspetta! - Anzi,

faccio una video chiamata.

Aspetta.

Chiama tu, per favore. Tieni. Dammi l'albero.

Eccoci.

- Pronto, papà? - No, no, sono

sono Michel. Tuo padre chiamava per l'albero.

Devi premere per farla girare.

- La fotocamera. - Aspetta.

Spostati un po' più a destra.

Ancora un po'.

Un pochino..

Perfetto. Ehi! Scusate, io sono qui, eh?

- C'è qualche problema? - Roland vuole far vedere l'albero a sua figlia.

- Tesoro. - Eh, hai fatto? A posto?

- Che ne pensi? - E che ne so?

SÌ, va bene. Non lo so, non sono un boscaiolo.

È abbastanza grande?

Sì, è stupendo. Chiudo, non ho più batteria.

Lo prendo. Dammi, ti aiuto a metterlo in macchina.

Hai scelto bene, mancano solo le palline.

Le ho, le palline.

E op! Voilà.

E una è fatta.

Oh, tra l'altro,

chiudete bene tutto. Tre migranti sono stati assaliti da un orso.

Ah, hai visto?

Cosa?

Dico sempre che bisogna chiudere bene le porte.

Bene, grazie. E buon Natale.

Buon Natale a te.

Come

far sparire

un corpo.

Due corpi.

Pare che i maiali facciano sparire tutto.

Salvo i denti.

Beh, in effetti sarebbe poca roba.

Ma di contro ci mettono un sacco.

L'acido.

Rischioso e complicato, a quanto pare.

Mi è venuta un'idea.

Gli orsi pescano i salmoni, fidati!

I salmoni? Non ci sono salmoni, qui!

Beh, non c'erano nemmeno gli orsi, no?

Dammi retta,

quando il tuo orso lo fiuterà gli ricorderà l'estate,

si precipiterà qui, vedrai.

E poi non serve che li mangi tutti,

basta che li mordicchi un po' e diventerà colpa sua.

Si sono persi nel bosco,

l'orso li ha assaliti e allora,

paf! Incidente forestale.

E per di più, qui, prima che li ritrovino..

Non diciamo nemmeno una preghiera?

Non sappiamo neppure i nomi.

Va bene, spennella bene dappertutto, eh?

Buonanotte amore.

Forza. Spegniamo che è tardi.

Doudou, che cos'ho detto?

Devi dormire.

Doudou, adesso basta.

Doudou.

Buonanotte mamma.

Buonanotte amore mio.

Buonanotte.

Te l'avevo detto che non funzionava.

Sarà un orso che odia il miele.

Non capisco, è

Cathy.

Ce n'è un altro.

Non l'abbiamo visto, ieri.

Che cos'hai? Non sarai incinta?

Incinta? E di chi?

Sarà stata la purea di ieri.

Forse l'ha trascinato la corrente.

Aiutami. Dammi una mano.

Che vuoi fare?

Abbiamo fatto un errore. Non dobbiamo farli sparire,

al contrario.

Addirittura dovremmo metterli in vista.

Perché se non li trovano li cercheranno, per forza.

E di sicuro li troveranno.

Di contro se li trovano subito non li cercheranno più.

Ma lui non c'entra niente.

Beh, adesso sì.

È stato un incidente, no?

Quindi li rimettiamo in macchina come in un incidente.

E tu non c'eri, non hai visto niente, non sai niente.

Questo?

Che cos'è?

Un telefono ultimo modello, era del terzo.

Tienilo. Lo regaliamo a Doudou per Natale, impazzirà.

È portoghese.

È Anne-Marie!

Pronto?

- Ciao Roland. - Ah, Gilles.

La macchina non è più vuota.

Come "noi n è più più vuota"?

- Beh, no, ci sono dei passeggeri. - In che senso? Quanti?

Beh, se non contiamo le mosche, tre.

- E cosa dicono? - Cosa dicono?

Ah, beh, non dicono niente, eh...

o ne ho viste di carcasse, ma queste sono...

Sembrano Chernobyl.

Va bene,

senti, eh, non ti muovere.

Chiamo la scientifica e arrivo.

- Tu non toccare niente, chiaro? - Ah no, no, figurati.

Mi raccomando, eh?

Ti aspettiamo qui.

Arriva con la scientifica e tutto l'ambaradan, non dobbiamo toccare.

Te lo giuro, Roland,

ieri era vuota.

Eeh, arrivo.

Scusa.

Permesso. No, no, tranquillo, resta pure.

Capo.

A che punto siamo con le associazioni?

Hanno già intasato il bagno, non vorrei anche l'ufficio.

Capo, abbiamo un problema.

- Almeno non è cacca. - Cos'è?

Sono ovuli.

Ovuli di cocaina.

Sono almeno tre chili.

Li avevano in pancia.

Non sono migranti, sono muli.

- Sono furbi, eh? - Perché furbi?

Perché i migranti non i perquisiamo, o per lo meno non i.

E quindi, nessuno la prende e op!

Noi chiamiamo le associazioni,

loro ricominciano il giro e nessuno ha visto. Sono furbi.

Però c'è una cosa che non mi quadra.

Come pensavano di orientarsi, nel bosco, non sono del posto.

Poveri.

Il prezzo del passaggio è sempre più alto.

Un biglietto da un chilo di cocaina nel retto.

Li ingoiano.

Io non riesco a buttar giù l'aspirina...

Se la guadagnano, la Terra Promessa.

Che facciamo, capo?

Prigione.

Prima delle feste.

Li detesto, i drogati. Allora, Samy,

mettili subito in cella

e non perderli di vista.

Eh, sì, ma la cella è senza chiave.

Va bene, ehm, mettici una catena, non so,

o qualcos'altro.

Prendi un'iniziativa, Samy. Ti prego, eh?

Vieni, Florence.

Che fortuna avere il naso chiuso.

Buongiorno. Matthieu Colbeau, medico legale.

Ah bene, ho un'influenza micidiale.

Ah, la fermo subito. o tratto solo i morti.

No, ma scherzavo.

- Maggiore Bodin. - Maggiore.

Aveva detto che l'auto era vuota, ieri sera.

Sì. È Gilles che l'ha trovata.

Non c'era nessuno dentro.

Non è che beve, la guardia forestale?

Come tutti. Beve quando ha sete.

Perché la carneficina non è di oggi.

- Posso? - Certo.

Aspetti signora, non è un bello spettacolo.

Come?

Non capisco qual è il problema.

Perché sono una donna, non posso reggere, è questo?

A lei si è mai rotto il congelatore?

Cinque chili di carne putrefatta da buttare e

nessuno che ti porti il sacco dell'immondizia,

quindi "aspetti signora" se lo tiene per lei.

Senza dubbio sono dei cadaveri.

È una stupidaggine, dovremmo buttarla via.

Bravo, dove possono vederla tutti? No, è troppo rischioso.

L'arma del delitto deve stare sul luogo del delitto.

Merda. Merda, merda, merda, merda.

Oh, merda. Vai, vai, vai, vai.

- Andiamo al supermercato. - E passate di qui?

Dovete fare la strada normale, di qui non si può passare.

- C'è stato un incidente? - Non posso parlare, per ora.

Una carneficina.

Ciao Michel. Ciao Cathy.

Non potete restare qua.

- Andiamo al supermercato. - E dal bosco?

E senti, quella cos'è? Una macchina abbandonata, Roland?

Non penso proprio. No, secondo me è gente malata.

Florence pensa a un pervertito.

- Per il miele. - Del miele?

Sì, ci sono tre cadaveri, li.

Uno con la faccia martoriata e altri due pieni di miele.

Uno dei due impalato con l'addome perforato.

La pancia è squartata. Perdonami Cathy.

'Oh! Touchard! Sono dei macaron di Touchard?

- Sì. - Ah, li adoro. Sono i miei preferiti.

E per caso avete già trovato delle impronte?

Ne troveremo.

In questi casi lasciano sempre un indizio.

Di sicuro.

Ne troviamo sempre.

- Beh, allora, in bocca al lupo. - Grazie.

Buone compere.

Cioè?

Non stavate andando al supermercato?

Ah sì. Scusa. Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì.

Il supermercato, sì. Andiamo.

Certo. Sì, è vero. E buon Natale.

Scusate.

Che facciamo?

Andiamo al supermercato, 'ormai gliel'abbiamo detto.

Per di più ci stanno guardando.

Dobbiamo smetterla, non va bene.

Non possiamo mentire così, noi siamo persone per bene.

Non l'abbiamo fatto apposta.

Capiranno, sono intelligenti, è il loro mestiere.

No, lo dici solo perché hai paura. Stanno cercando dei pervertiti, no?

E noi siamo persone per bene. Basta.

Non è questione di paura, è una questione di principio.

Di codice morale.

Non riuscirei più a vivere.

D'accordo. Michel.

Facciamo la spesa e ci costituiamo.

E invece per i soldi?

Cosa diciamo?

Non lo sa nessuno che c'erano. Non siamo obbligati a parla me.

Ma io lo so. La mia coscienza lo sa. Sono un uomo onesto.

Ho dei valori.

Hai ragione. Restituiamo i soldi

e ti costituisci.

Come "ti costituisci"?

Be', sei tu che li hai ammazzati.

Ma tu sei mia complice.

Chi ha spostato i corpi? Chi ha spalmato il miele, chi ha messo le mutande?

Chi legge i libri gialli?

Io vado, tu vai, Cathy.

E se finiamo in galera?

Chi si occuperà di Doudou, i servizi sociali?

Vuoi che tuo figlio diventi un figlio di nessuno,

in questo mondo di merda?

Scusa.

- No, è colpa mia. - È colpa mia.

Sono ridicola, non devo piangere così.

Andrà bene, dobbiamo essere forti.

Cathy.

Guarda. Guarda.

- Uao. - Bello, eh?

Ci serve un alibi.

Pakistano è con la K?

Sì.

Il veicolo apparentemente abbandonato

ha ritrovato gli occupanti.

Sono arrivate le foto della scientifica,

ho fatto le fotocopie.

- Le appendo al muro? - Sì.

Pronto?

Sì.

È la polizia scientifica.

Sì?

Davvero?

Ci pensiamo noi.

Grazie, vi aggiorniamo.

L'impalato e la bionda con il visone,

non sono turisti,

ma trafficanti di droga,

con un chilometro di precedenti.

I due casi sono collegati, mia cara Florence.

Eh sì. Samy.

Dammi una mano: L'africano e i tre pakistani al muro.

- Potrebbe essere un caso. - Non esiste, esistono le probabilità.

E direi che qui sono schiaccianti.

Comunque, quei due non sono certo degli innocenti.

Il fermaglio. Che cosa ci fa lì?

Pare che l'abbiano trovato nell'auto.

Si trovano un po' dappertutto, maggiore.

Aspettiamo un attimo a trasmettere il rapporto...

Cos'hai fatto oggi?

Niente di speciale. Sono in pausa.

Un anno sabbatico è un anno sabbatico.

È come un digiuno, se lo rompi non serve.

Un anno sabbatico da cosa?

Beh, dallo studio, è già tanta roba.

Dallo studio.

Dopo tre mesi a testa bassa per la maturità

quando la passi sei distrutto, punto.

Mi serve un po' di tempo per riprendermi.

Di quanto tempo?

Perché non mi è molto chiaro.

Pagami la scuola da stilista a Parigi e poi ne riparliamo.

O chiedo al tipo di mamma. Lui ne ha.

Dentista, con gli apparecchi e tutto il resto,

lui si che ha i soldi.

Modera il linguaggio.

Ma non puoi capire,

tu e il tuo mondo di piccoli Playmobil in uniforme.

Nel mio mondo di Playmobil, come dici tu,

si fa attenzione alle proprie cose.

E perché me lo dici?

Il tuo fermaglio.

Sai dov'è?

A casa di un'amica.

- Che amica? - Tanto non la conosci.

Ti conviene che io la conosca,

perché l'abbiamo trovato dentro un'auto.

Dai papà, non devo mica dirti con chi lo faccio.

L'hai fatto in macchina?

Sono maggiorenne, papà.

No, no.

L'hai fatto in una macchina con dei cadaveri?

Come, scusa?

Mia figlia è necrofila.

Bene, mi sta venendo la nausea. Mi è passata la fame, grazie.

Posso?

Mi dispiace.

Non capisco perché vuoi sempre sapere tutto.

Non è meglio non dirsi niente?

Stiamo bene.

Andiamo d'accordo.

Perché vuoi rovinare tutto?

Io non volevo metterti in imbarazzo.

Il fatto è che

sei diventata grande

ed è difficile, per me, ammetterlo.

Ecco.

Sicura che non ci fossero cadaveri nella macchina?

Papà, dai!

Non è il padre che ti parla, è l'ufficiale.

Bene, che l'ufficiale mi convochi, gli risponderò.

Non è una buona idea.

Un alibi è un alibi.

Fidati di me, per una volta.

In nome della nostra amicizia, Sabine.

Non basta l'amicizia, Michel, non è mia abitudine mentire.

Perché so fino a che punto può infrangere le illusioni.

Ho passato troppi anni impigliata nelle false apparenze, nelle convenzioni,

nelle menzogne inutili.

Quindi ora sono sempre me stessa.

Mi chiedi di mentire, Michel?

No.

Quanti soldi vuoi?

Per rifare le gabbie

e le altalene nella sala degli uccelli.

Verranno delle belle altalene, eh?

Ho una clientela esigente.

Quindi confermerà che eravamo qui la notte scorsa,

la notte del 21.

La notte del 21.

Bene, allora, grazie Sabine. E poi, eh,

a presto.

Perché non rimanete a bere qualcosa, così vedete com'è.

Visto che dovete dire che siete stati qui...

No, no, no, grazie, ehm, non ci siamo cambiati e in più...

Com'è carina.

Hai paura che vi faccia bene?

Sapete, il modo migliore per ritrovarsi

è riuscire a perdersi.

Coraggio, fermatevi, non siate timidi.

Michel.

Comunque grazie, avrò delle altalene stupende.

In più approfitterò del vostro "regalo" per

comprare maschere e cotillon per Capodanno,

perché ve lo garantisco

ci vuole un attimo a togliersi le mutande,

ma quand'è ora di travestirsi si ritorna bambini.

Bella, la tua borsetta Jackie.

Cathy. È un regalo.

O vi lascio. Divertitevi, allora.

Le consumazioni sono offerte.

- Smettila. - Cosa?

TI ho già detto che facevamo l'agrario insieme.

Era un rospo, con gli occhiali e i brufoli, fine.

E le tette grosse.

Scusatemi.

Non è quello che guardo, lo sai.

Sei gelosa?

Prego?

Assolutamente no. Gelosa? Ma figurati,

tu sei matto.

Sei gelosa, Cathy.

N-no. Proprio no, Michel.

Anzi, guarda,

non ti rispondo.

Comunque è un ottimo alibi.

Chi andrà a dire che non c'eravamo?

Conosci qualcuno che si vanterebbe di essere venuto qui?

Eh no, grazie, molto gentile.

Cosa voleva?

Sesso anale.

Beh, buonanotte.

Buonanotte.

Doudou, è troppo tardi per suonare.

È ora di dormire, Doudou!

Ssh, Cathy...

Allora,

che cosa ci facevi in quell'auto?

Che cosa ci facevi in quell'auto?

Sesso con Basile.

E perché lì?

Da lui non si poteva, c'era il suo fratellino.

E io grido quando lo faccio, quindi...

Io

Grido quando lo faccio.

Grido quando lo faccio.

Perché non l'avete fatto nell'auto di Basile?

No, è troppo piccola. E i sedili non si abbassano.

Poi?

Ehm, siamo prima andati a casa di Marc a cercare dei preservativi.

Ehm, siamo prima andati a casa di Marc a cercare dei preservativi.

In realtà volevamo andare da Guillaume perché ha una stanza che presta agli amici.

Ma poi sulla strada verso casa di Guillaume c'era la macchina,

e in effetti una macchina così

e in effetti una macchina così

doveva per forza avere dei sedili comodi.

Quindi?

No, niente, ci siamo detti che saremmo venuti subito.

Scusatemi, 10

vado di là a farmi un caffè.

Che saremmo venuti subito.

Che saremmo venuti subito.

Venuti subito.

Perché mi guarda così?

Ma sì, è vero Samy, non serve che ascolti la deposizione.

Volevo solo aiutare...

Ehm, all'interno, non hai notato niente?

Ehm, all'interno, non hai notato niente?

No. Era buio pesto.

Due uomini e una donna?

Del miele?

Non ti dicono niente.

Eh, no, assolutamente. Non lo facciamo così, siamo piuttosto tradizionali.

Eh, no, assolutamente. Non lo facciamo così, siamo piuttosto tradizionali.

Sicura che non ci fosse nessuno in quell'auto?

Me ne sarei accorta. Cioè, avevo bevuto, ma solo due birre.

Maggiore!

Maggiore!

I corpi sono arrivati dopo.

Ecco. Fatto.

2300 tondi.

E voilà. Grazie mille.

Grazie Michel.

Anche a te, buona giornata.

Come mai era qua?

Ho preso il gasolio, basta freddo.

E come l'hai pagato?

Beh, con i soldi.

Li hai presi dalla borsa?

Li ho presi dalla borsa, ma sono briciole, quel che ci serve:

l'assicurazione, il mutuo, il gasolio, il concime e il miele.

L'assicurazione, il mutuo, il gasolio, il concime e il miele.

Sei completamente andato.

Perché l'hai fatto?

Beh, come per la televisione, eri d'accordo per quella.

Ma perché la TV resta nascosta.

Ma perché la TV resta nascosta.

È a casa nostra, nessuno la vede.

E i nostri debiti?

Come giustifichiamo che non li abbiamo pagati?

Aspetta, Jean Jean? Che cosa gli hai detto?

Perché quando andrà in banca parlerà.

Perché quando andrà in banca parlerà.

Eh, 5mila euro per il concime non sono una bazzecola.

Di sicuro gli chiederanno, beh, come hai fatto a trovare 5 testoni,

in contanti, in più, così, dall'oggi al domani.

E beh, sì, eh! Le banche se lo chiedono, è il loro mestiere.

Va bene, diremo che abbiamo venduto più abeti, punto.

Ah, certo, bravo, prendiamoli per cretini.

La voce si spargerà, Michel, si spargerà.

Come faccio a fidarmi?

Quella è la Twingo di Basti che esce da Saint Loup.

Con Bianche.

Alle 23 e 12.

17 minuti più tardi ricompare qui,

ripresa dalla telecamera all'ingresso di Charbonnières.

17 minuti?

17 minuti?

Perché?

Sono rimasti solo 17 minuti nella BMW.

Sì, e allora?

È poco, hanno fatto in fretta.

Non è questo il punto.

Certo, ma è poco.

E poi, dalle 23 e 29

E poi, dalle 23 e 29

fino all'arrivo del carro attrezzi,

niente. Nessuno entra, nessuno esce.

D'accordo, allora, ricapitoliamo.

La macchina di Basile

La macchina di Basile

entra di qua

e poi esce di qua.

E la nostra BMW è esattamente al centro.

Alle 23 e 12

Alle 23 e 12

nessun corpo dentro l'auto

e alle 8 e 48

i corpi appaiono.

Senza che nessuno passi di lì,

né da questa parte, né da questa.

Quindi è avvenuto tutto

Quindi è avvenuto tutto

per forza

qui.

I problema è che lì non c'è niente.

Sì, invece. La fattoria degli abeti.

Complimenti, Samy.

Complimenti.

Ma certo.

Michel e Cathy.

- Ah, buongiorno Roland. - Ciao Cathy.

Qualche problema con l'albero?

Possiamo entrare?

Possiamo entrare?

Ma certo.

Prego, prego, accomodatevi.

Non preoccupatevi per le scarpe, laveremo il pavimento.

Tranquilli.

Michel c'è Roland.

È troppo forte.

Ecco.

Venite, venite.

Venite, venite.

- Ciao Michel. - Ciao Roland.

Vi offro un caffè o...

Vi offro un caffè o...

Ho soltanto qualche domandina da farvi.

Che cos'è successo?

Doudou si è messo nei guai?

Possiamo sederci?

Sì, sì, ma certo. Certo.

Sono solo delle semplici domande di routine.

Cathy, Michel,

la notte del 21 avete sentito o visto cose che vi sono sembrate insolite?

Insolite in che senso?

Degli spari, per esempio.

Un'auto,

Un'auto,

uno scontro nella notte, delle urla.

Ah beh, così mi fai paura.

Mi dispiace dovervelo chiedere, ma

dove eravate la notte del 21?

Eravamo al Cul-pidon.

Il locale di scambisti?

Sì. Il giovedì è la serata bang bang.

Gang bang.

Gang bang, sì.

E abbiamo anche usato l'altalena, no?

Michel? È importante.

Michel? È importante.

SÌ, sì, sì, sì.

Tutta la notte?

Sull'altalena?

No, al Cul-pidon.

Ah, sì.

Fino alla mattina.

E, ehm, Dominique?

Doudou? Beh, dormiva.

Ah ecco.

Qui. Ovvio.

È a casa? Possiamo parlargli?

È a casa? Possiamo parlargli?

Sì.

Certo.

Se non sta giocando alla play.

Sì, beh, perché è-uuh.

Sì, beh, perché è-uuh.

Doudou!

Vieni giù, tesoro.

Vieni qui con noi, amore mio.

Vogliono farti qualche domanda di routine.

Sai, la routine sono le abitudini.

Sai, la routine sono le abitudini.

Hai presente?

Doudou, la notte del 21..

Ah, non è sordo, eh.

Per caso ti ricordi cos'hai fatto la notte del 21?

Per caso ti ricordi cos'hai fatto la notte del 21?

Del 21.

L'altro ieri sera.

Te lo ricordi?

Te lo ricordi?

Hai tutto il tempo di pensarci.

Beh, ecco, lui è così, non

non parla molto ed è un po'...

non parla molto ed è un po'...

Ma è normale, eh? Tutti i medici lo dicono, ma...

No, Cathy. Non è normale.

Doudou, cos'hai fatto la notte del 21?

Dormivi?

Eri in camera tua?

Sì.

Dormiva.

Eh sì, visto, dormiva.

Beh,

direi che abbiamo quel che ci serve.

Sì. SÌ, sì. Sì, sì. Sì

Non erano al Cul-pidon.

E come lo sai?

Perché io c'ero.

Perché, non posso?

Forza, lo dica.

Lo dica che sono una puttana.

Non lo dico, Florence.

E allora dirà che sono una facile, ed è vero.

Ma lo sa? È più facile essere una donna facile che una donna sola.

Sono una donna che fa quello che può.

In un mondo troppo grande

e un'uniforme troppo piccola.

E un'uniforme troppo piccola.

Vedi, Florence,

nella vita tutti ci cerchiamo.

Penso che un giorno incontrerai il principe azzurro.

Perché te lo meriti.

Sì, Florence.

Un giorno tu incontrerai l'uomo giusto

Un giorno tu incontrerai l'uomo giusto

e spero che te lo terrai.

Che sarai più tenace di me, che sarai più portata.

Non sei una puttana, Florence.

Sto malissimo, padre.

Non sono io.

Tu sai che non sono uno che mente, ti dico sempre tutto.

- Quanto hai detto che c'è, nella borsa? - Due milioni.

Cioè, un po' meno, adesso.

- Due milioni. - Sì.

È una cifra...

Eh.

Sì, è tantissimo, è tantissimo.

No, ma comunque la responsabilità non è tua.

Dio ti ha mandato una prova

e tu l'hai solo accettata.

Beh, un po' sì, però, io li ho ammazzati.

Anche se è stato un incidente.

Non esistono incidenti,

esiste solo la volontà di Dio.

Erano sul tuo cammino,

tu non hai chiesto niente.

Quanto hai detto?

Due milioni.

Sono un peso enorme.

Non preferiresti saperli protetti da Dio,

qui, in questa Chiesa,

al riparo dai malintenzionati?

No. No.

Cathy non sarebbe d'accordo,

non si fida di nessuno.

Mi hai preso per un disonesto?

No.

No! No, certo che no, padre.

Sono un uomo di Dio.

Okay.

Te li porto domani, hai ragione, è più sicuro.

Ma non dire niente a nessuno.

Una tomba.

Hai parlato con il prete.

Ha parlato con il prete.

Dio, che imbecille.

Tranquilla, non dirà niente, ci si può fidare: È un prete.

Non potevamo tenere qui i soldi,

siamo razionali.

Razionali. Niente è razionale in questa storia, Michel.

E ormai io sono stremata.

Veramente, come te lo devo dire, per una volta cerca di essere presente,

perché è tutto sulle mie spalle, sono sempre sola. Allora,

veramente, per una volta, non so, come padre,

come marito, quello che vuoi,

cerca di darmi una mano, non ce la faccio.

Lo capisci, Michel? Perché sono stanca, davvero, non ne posso più.

Sono stanca di tutto quanto.

Di piantare alberi, di- E tutto questo perché? Per degli

stupidi pallet di merda per i supermercati

e per quattro alberelli di Natale che spariscono dopo due settimane.

Allora, mi dici a che cosa serve?

Eh? A niente.

Navighiamo nella merda, siamo in un oceano di merda,

siamo una coppia di merda. Siamo

siamo dei parassiti.

Vado a fare un bagno.

Cathy.

Era da tanto che non parlavamo, eh?

D'accordo. No, no, no, no, no, nessun problema,

massima disponibilità. Buone feste.

Florence, ci tolgono il caso, stanno arrivando due della Polizia.

I 24. Non hanno niente da fare?

No dai, ma non ci credo.

Ti tingi i peli della barba?

Ma sì, se no sembro troppo vecchio.

E i capelli?

Certo. Però non è la stessa tinta.

Che pensa di fare?

Gli dirò tutto quello che so.

Come, adesso?

Beh, sì.

Domani è Natale.

Cathy e Michel? Il Cul-pidon, i finti migranti?

Ma sì.

Il fermaglio?

Il fermaglio di sua figlia.

- Shampoo colorante. - Si?

E sotto come fai?

Mi raso.

Comunque che noia, la Vigilia di Natale.

Dai, speriamo di cavarcela in fretta.

E tua moglie?

Mia moglie preferisce così.

Buongiorno. Fate in fretta, sto per chiudere, è quasi Natale, non c'è più nessuno.

E quando lo fate?

Ah be', gratta un po'.

Come un kiwi.

Buongiorno.

Buongiorno.

Paga con carta o contanti?

Con carta.

Due palettine per il caffè?

- Buongiorno. - Buongiorno.

Tenente Jacquin.

C'è il suo capo?

Certo, tenente. Vado a chiamarlo.

Vengo con lei.

Maggiore?

C'è la polizia.

Faccio entrare?

Sì, sì, sì, falli accomodare, sì.

Però ce n'è solo uno.

Fallo accomodare.

Prego.

Buongiorno tenente.

Maggiore Bodin.

Buongiorno.

Si accomodi.

Sediamoci.

Grazie.

Ehm, non dovevate essere due?

Il mio collega voleva raggiungere i figli per le feste.

E io gli ho detto che sono di certo più importanti

di tre cadaveri in una BMW.

Natale è Natale.

È vero.

Allora maggiore, mi dica quello che sa.

Uh. Eh, per il momento niente di sicuro.

Ipotesi,

solo ipotesi.

Dei nomi?

Indirizzi?

Qualche pista.

No, il problema è che

è Natale.

Siamo obbligati a rimandare a domani,

dopo il pranzo in famiglia.

Perché, come ha detto lei,

Natale è Natale.

E qui rispettiamo le tradizioni.

È quasi come una tregua.

Quel che vuol dire il Maggiore è che bisogna avere pazienza.

Queste sono indagini non facili,

le informazioni sono ancora da verificare.

" lei si presenta il 24 dicembre, non è un gran momento.

Almeno, secondo me...

Però, se è un problema posso tranquillamente chiamare il suo capo e

spiegargli la situazione, eh?

Va bene.

Lasciamo che Babbo Natale faccia il suo mestiere.

Ci siamo capiti.

Ripasserò dopo il tacchino,

in un momento migliore.

A domani.

E buon Natale, Maggiore.

Altrettanto.

È un grandissimo stronzo.

Sono d'accordo.

Le posso dare la 12, è quasi una suite, ha la TV.

Passerà qui il Natale?

Proprio così.

Da solo?

Sì.

Non sarà solo, io ci sono.

Tra poco smette.

È perché stringe troppo forte.

Visto?

Simpatico...

Avevo detto solo, Michel.

Noi siamo sempre in due.

Qual è il problema? Non sai più dove stiamo?

No. Volevo vederti in territorio neutro, senza il il ragazzino.

Roland,

così mi fai paura.

Michel,

è meglio che tu mi dica la verità.

La verità su cosa?

A proposito della BMW.

Dei cadaveri, del miele, eccetera.

Te l'ho detto, eravamo al Cul-pidon.

Indubbiamente.

No.

Mi dispiace, non eravate al Cul-pidon.

Ah, questa si che è buona.

Be', puoi chiedere a Sabine.

Sabine?

Sì, è la proprietaria. Ha fatto l’Istituto Agrario con Michel.

Non mi occupo più io del caso,

è la polizia. La Polizia Criminale.

Quelli non scherzano.

Scaveranno fino in fondo.

E alla fine troveranno.

Il pick up ammaccato.

I video della sorveglianza.

La vostra bugia su quella sera.

Non ve la caverete.

Siete i primi sospettati sulla lista.

E allora è meglio dire la verità.

- Altrimenti... - Altrimenti cosa?

Dovranno scoprirla da soli e questo

potrebbe innervosirli.

E la scopriranno.

La scoprono sempre.

È colpa mia.

Sono io che li ho ammazzati.

Ma, ehm, all'inizio erano solo due, il terzo è comparso dopo, è stato

un incidente.

Ho avuto paura, non capita mai di vedere un orso.

Eh, giuro Roland, è stata colpa mia, Cathy non sapeva niente.

Lei non c'entra con questa storia.

È una donna meravigliosa, è

è coraggiosa, è sensibile.

Tranquillo, puoi mettermi in prigione, non le serve uno che pianta alberi e

che ha paura di tutto.

Credimi, Roland, è la verità, sono

sono stato io, Cathy non c'era e

non lo sapeva nemmeno. Vero che non lo sapevi?

Okay.

Cathy non c'era.

Ascolta,

lasciamo passare la notte di Natale e

domani, poi

vieni a costituirti. Va bene?

D'accordo.

Ehm,

Michel,

domani,

quando vieni a deporre,

a proposito dell'incidente, puoi dire che non guidavi tu.

Potresti dire che era Doudou.

Mi hai detto che ogni tanto ci prova, no?

Doudou ha dodici anni.

Eh be', appunto.

Non rischia.

Sarà giudicato irresponsabile.

O alla peggio rischia di finire in un istituto che per ragazzini come lui, ma...

Dei ragazzini come lui?

Ascolta, non provare a nominare Doudou, chiaro?

Ti prego, Roland, è nostro figlio.

Okay, come volete.

Pensa alla tua di figlia.

Che hai già abbastanza.

E per i soldi che facciamo?

Quali soldi?

Siamo d'accordo, ne mancano.

Un po'.

Quanti sono?

Erano due milioni.

La generosità del signore è pari alla sua bontà.

Mi sono fatto suo emissario e mi sono permesso di aiutare

i più bisognosi.

Un tetto che perde, il bestiame malato dei Berthier,

la signora Cazeneuve, senza legna per scaldarsi.

Dio mi ha chiesto di agire.

Ci prendi per degli imbecilli?

Ti prego, Michel.

Mi dispiace, ma quei soldi non erano tuoi.

Quindi dobbiamo restituirli. E Dio non c'entra niente.

Solo Dio può lavare il denaro sporco, figliolo.

Vorrà dire che lo spiegherai al giudice.

Ma siamo nella casa di Dio, figliolo.

Non puoi evitare di chiamarmi figliolo?

Jean Pierre!

Eh? Devi smetterla, mi dà sui nervi.

Non sei mio padre.

Mio padre è morto e sepolto.

Si, lo so. Un funerale bellissimo.

Beh, ehm,

cosa facciamo?

Quello ci siamo detti.

Michel

domani ti consegni alla polizia e chiarisci tutto.

Per quanto mi riguarda,

vado a prendere l'agnello di Natale, poi recupero i soldi

e vado a metterli in gendarmeria.

In cassaforte.

Bene.

Che c'è?

Niente.

Pronto, Marc?

No, sono Diego.

È l'irochese.

Fai tu, sono impegnato.

Tuo fratello è impegnato.

Meraviglioso.

Digli che è tutto a posto.

La consegna è in ritardo, ma siamo riusciti a localizzare la merce.

Sono riuscito a risalire a chi si occupa del caso.

Penso io a tutto.

Vi aggiorno.

Cosa vuol dire? Arrivano in ritardo...

Ah, il traffico! Non potevano prevederlo?

Sì, ho preso l'agnello.

Ah! Beh, adesso sono in anticipo.

D'accordo.

A più tardi.

Buonasera.

Ah, come va, Roland?

Bene.

Mi dai un bianco?

Certo.

E anche un sigaro se non ti spiace.

Sì.

Lo fumo con Babbo Natale.

Ti do un po' di bollicine perché è Natale.

Grazie mille.

Corinne?

Sì?

Quando si dice: I soldi non fanno la felicità...

sì?

Si parla di quali cifre, esattamente?

Oh. Beh, bella domanda.

Dai.

Mm?

Che cosa faresti

se ti dessi due milioni?

- Okay? - Sì...

E ti dicessi

lascia tutto. Lascia tutto,

abbandona il tuo bancone,

i tuoi clienti, tuo marito. Cambia vita.

E parti all'istante.

Senza domande.

- Due milioni, hai detto? - Due milioni.

Ah be', non ci penso un attimo, parto, immediatamente.

Perché, tu no?

Roland, ti prego, due milioni!

I Be', ecco,

qualche piccolo ritocco e riesco ancora ad entrarci. Visto?

Sei bella.

Posso?

Hai ragione, sai?

È da tanto che non ci parliamo.

Dal giorno in cui ci hanno detto che Doudou

non era un bimbo come gli altri.

Ecco, volevo dirti che

non me ne frega niente, di tutto, dei soldi

e se anche domani confessi e finisci in prigione,

tu sei il mio eroe, Michel.

A che ora è il tavolo?

Dobbiamo muoverci.

Sì.

Doudou!

Vieni?

Dobbiamo andare.

Labbra.

Labbra.

Sì.

Bocca.

Bocca.

Sì, bravo.

Naso.

Naso.

Naso, naso. Con la N: Naso, naso.

Naso.

Mento.

Il codice.

Due,

tre,

aspetta.

Oddio, com'era?

Merda.

No, ferma.

Florence, metti giù la pistola.

Hai sparato a un ispettore della polizia criminale.

Oh, no.

Lei...

Quanti poliziotti conosce, lei

che le sparerebbero alla schiena con una Beretta 92 col silenziatore?

Oddio.

Oh, mamma.

Oh, no, no, no, no, no, no, no.

Hai ragione.

Non gli somiglia per niente.

Ma

ma allora chi è, questo?

Non saprei.

Oh, no, no, no, no, no, no, no.

Grazie Florence.

Andiamo a fare pipì.

Vieni.

C'è qualcuno?

Aspetta, Doudou!

Fermati. Non siamo a casa nostra.

Michel!

Cathy!

Oh, merda.

Almeno non siamo stati noi.

Ah, ma questa è una esecuzione Hare Krishna.

Andrà a finire che avremo più morti che abitanti.

Pronto?

Dove sei?

Come sarebbe "a casa di un'amica"?

E tua madre?

Davanti a casa.

Ti mando subito Samy.

Gli chiedo di prendere l'agnello dal mio ufficio, va bene?

Beh, tienili occupati, offrigli un aperitivo, non so.

Sono un po' in ritardo, amore.

Allora,

abbiamo:

da un lato 2 milioni di euro...

Insomma, avevamo.

E dall'altro 3 chili di cocaina.

Al grammo

costa

70 euro...

Prezzo di mercato, sì.

Per far tornare i conti

mancano all'appello 27 chili di cocaina.

Dov'è questa droga.

Ah, ma...

Ah, no, ma...

Niente droga, eh?

Noi non tocchiamo quella roba.

Ah no. No, no, no, no, no, no, no.

Sulla testa del bambino, mai vista della droga.

I soldi, la pistola sì, ma la droga no.

Michel...

Che c'è?

Quale pistola?

Beh, la pistola che abbiamo messo in mano alla cassiera, dal benzinaio.

Stop, smettila Doudou, dai fastidio a Roland.

E lui è morto?

Sì.

È stata una giornata complicata.

Non si può coprire?

Eh no, non si tocca, è una scena del crimine.

E gli auricolari non si possono prendere?

Per Doudou.

Non risponde?

Ehm, no. Il telefono non è suo.

Non è neppure mio.

E di chi è?

È suo.

Il tizio pelato con il cappuccio.

Ehi Alan, sono Diego.

Che stai facendo? Dovevi chiamare l'irochese.

Ehi, mi senti?

Sono con suo fratello e non è contento.

Vuole i suoi soldi e a te non conviene fregarci. È chiaro?

Altrimenti sai che succederà.

Ti prendiamo per le palle e ti facciamo mangiare la tua mer...

Bene, ehm, sentite, vi lascio passare il vostro ultimo Natale in pace.

Ah, grazie!

Sto cominciando veramente a stufarmi.

Aveva talmente tante afte in bocca che non si vedeva più la glottide.

E non l'hai mai fatta pagare.

Sono un signore.

Mm. Finalmente.

Aggiustati la cravatta.

È tutta storta.

Scusatemi.

No, dico, è mezzanotte e mezza, credevo fosse Babbo Natale.

Uh, mamma, come sei sciupato! Cos'hai, sei stanco?

Tu sei molto bella. Non hai più le chiavi di casa?

Beh no, non abito più qui, tesoro.

Mm, è vero.

Conosci Denis.

- Buonasera. - Sì, conosco Denis.

Era il mio dentista.

Buonasera.

Buonasera Denis.

Oh.

Samy, come mai ancora qua?

No, gli ho detto io di rimanere.

Ehm, ho messo l'agnello sulla tavola.

Sulla...

Ma.

Non l'hai messo in fono?

Non me l'avevi detto.

Ma dai, mi, mi, mi— Va be', la cena non è pronta.

Beh, tanto ormai è l'ora del dolce.

Oh no.

Ah! Merda!

Scusate.

Due piedi sinistri, porta fortuna.

Aspetta papà, ti aiuto.

Oh mamma.

Che disastro.

C'è terra dappertutto.

Bah, forse si può ancora recuperare.

Povero albero, tiriamolo su.

Sì.

Stiamo attenti a non sporcarci, però.

Ah.

Fa' attenzione.

L'albero sta bene!

Cosa c'è?

Tieni.

Il tuo regalo di Natale.

È per comprarti una macchina.

Di seconda mano. E per prendere la patente.

Perché gli agenti, non sempre sono gentili.

Papà, grazie.

Santo Cielo.

E non ha trovato niente.

No, Commissaria.

Allora, abbiamo sette cadaveri...

sì.

Di cui due poliziotti,

tre trafficanti di droga,

una benzinaia

e un tizio in dolcevita con un orecchino a forma di piuma.

Ma niente soldi, niente telefoni, niente.

Un regolamento di conti?

Senza dubbio.

Mi scusi.

Sì, non posso parlare, sto facendo un interrogatorio.

Vado a prendere un caffè.

Sì.

È all'ingresso. È terribile, ma c'è solo quello.

Come non è contento del regalo?

Be' a coda o non a coda non abbiamo i mezzi.

Ho capito che è deluso, ma che cosa posso farci?

Ah, ti richiamo.

I ragazzi.

Era mio marito.

Ah, ma siamo divorziati.

Come tutti, no?

Mio figlio Seb.

Studia pianoforte al Conservatorio di Parigi, ci costa una fortuna.

C'è una buona scuola di tromba a Besangon, ma no,

lui preferisce il piano.

È un bello strumento.

Quando è suonato bene.

Mm-m.

Quanto costa

un piano?

Un bel piano.

Ci vorrà ancora molto?

Spero di no, perché a Natale avremmo tutti di meglio da fare.

Scusatemi.

Allora,

riprendiamo dall'inizio,

lei era, non ricordo...

Era al Cul-pidon.

Al Cul-pidon,

esatto...

sì.

Tutte le sere?

Tutte le sere.

No,

non la vigilia di Natale, ero con mia figlia.

I ragazzi...

Mm-m

967 abitanti e nessuno ha visto niente,

nessuno ha sentito niente.

No.

Di contro, i criminali, più s'ammazzano tra loro

meno ci rompono le scatole.

Arrivederci Maggiore.

Arrivederci, è stato un piacere.

Oh, dimenticavo.

Un regalino dai bambini del coro della chiesa.

Per il piano.

E qualcosa in più. Non si sa mai.

Immagino sappia

che se colpisce un alveare,

presto o tardi l'ape regina verrà a cercarla,

quindi faccia attenzione.

Non abbassi la guardia.

È così.

È così.

A presto.

Doudou!

Dai, sbrigati!

Se arriviamo dopo le sette non possiamo più iscriverci al concorso...

Capodanno in maschera.

Molto originale.

Fatemi indovinare:

Lucky Luke e Trilli, ci ho preso?

Stupendi.

Vi racconterò una storia.

Sedetevi.

È la storia della formichina che vuole mangiare la balena,

ma credo che

vi basti il titolo,

no?

Siete fortunati,

io sono gentile.

Ognuno ha la sua indole, è nei geni, io sono sempre stato così,

ma ahimè,

voi avete toccato mio fratello.

Lo so che non era un santo,

aveva i suoi difetti, ma era mio fratello.

Allora, per i due milioni non mi sarei mosso, ma,

non prendetevela,

è una questione personale.

Ascolti. Ascolti,

non conoscevamo suo fratello.

Non c'entriamo.

La smetta!

La smetta, basta!

Zitta, puttana.

La prego.

Allora, uomo degli alberi,

dove sono i miei soldi?

Non li ho più.

Non ho più niente.

Niente di niente.

Mi hai deluso.

Mi aspettavo un po' più di collaborazione.

No, davvero, mi hai deluso.

Oh, merda.

O lo so!

Lo so!

Dove, dove sono i soldi. La droga...

Sono fuori, sotto un abete.

Fuori.

È vero?

Tu

non provare a fottermi.

Sono laggiù, nella pineta.

Ah, dobbiamo scavare.

Posso?

D'accordo.

Non è molto lontano.

Non toccare la mamma!

Doudou!

Doudou!

Grazie infinite, padre. Grazie davvero di tutto.

Di niente, signora Chocard.

Grazie ancora, padre. Grazie a lei sopravvivremo all'inverno.

Ma no, non ho fatto niente. E non dimenticare il catechismo, Benoît.

E tu le caramelle!

Che cosa diciamo?

Non so.

Che abbiamo avuto un incidente col trattore.

Sì.

Andiamo.

Okay.

Vieni?

Non vieni, amore mio?

Voglio andare da solo, come gli altri.

Gli altri non stanno con i loro genitori, quindi non vengo, perché

non sarei come gli altri.

Be'...

Va bene, va' pure.

Ma torniamo tra due ore, d'accordo?

Okay.

Grazie papà.

È normale.

È molto normale.

E noi che cosa facciamo?

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