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Grazie.
Amore mio.
Maria Lè, aspettami qui.
Mi raccomando, non ti muovi.
Grazie.
Mi scusi, dov 'è il palazzo dei Bellaria?
Da quella parte.
Ma è molto lontano da qui?
Grazie.
Desidera? Sono atteso dai Marchesi Bellaria.
Atteso? È impossibile. I signori sono all 'espero.
Ma io ho ricevuto un invito.
Eccolo qua.
Spiacente. Nel palazzo non c 'è nessuno.
Maria Le!
Maria Le!
quella oggi la dia al signore io prendo l 'altra ma la vuoi smettere di correre
sempre come un pazzo dovremmo essere già arrivati
Apri almeno il cofano, no?
Sta merda di una macchina!
Semi!
Non bevi?
Vuoi spiegarmi cos 'è questa storia?
Se lo chiedi a me, credi che non sappia che mi state avvelenando?
Ma non posso sentire tutti i giorni la stessa assurdità!
Ma dove ci cacciate?
Assurdi sono i tuoi sedativi, i tranquillanti che mi dai ogni giorno,
permettono neppure di pensare, che non mi lasciano la forza di muovermi.
Paolo, fuori di queste mura c 'è la vita.
Ti prego, Maria Lè, ho i nervi a pezzi.
Osvaldo l 'hai assunto per assistere tu, non me.
No, Paolo.
No.
No.
Non voglio più.
Non voglio. Stai calma.
Su, presto.
Sbrigati.
Buona.
Marielle, fermati!
Massimo, sei sicuro che non siamo scherzi?
Non credo.
Paolo e Marielle non lo farebbero mai.
Potrebbe essere uno scherzo di qualcun altro. Parvita.
Ho già detto al signore che a palazzo non c 'è nessuno.
E allora cosa sono questi telegrammi? Massimo dice di aver visto qualcuno. È
vero, mi è sembrato di aver visto la signora.
Lasciali entrare Osvaldo, sono miei amici.
Ecco, vedi Paolo?
Ehi, ciao, uomo misterioso.
Andiamo su.
Allora avevo ragione io.
Aspettatemi, ci siamo anche noi.
Li aspetto io, leghi intanto quei cani.
Via, via.
Ciao. Ciao.
Che fatica arrivare fino qui.
Sei sola?
No, i due maiali, come al solito, stanno litigando là dietro.
E quando apri bocca, pensa almeno a quello che vuoi dire.
Non mi va che mi tratti così davanti ai tuoi amici.
Allora apri quella bocca solo per ridere, che fai più bella figura.
Sì, padrone.
Ciao, Gustavo.
Quante scale.
Ciao, Paolo. Questa è Semi.
Salve.
Buonasera, Semi.
Bene arrivati.
Ci sono dei limiti, per Dio. Anche i tuoi debiti.
Senti chi parla.
È Mercedes?
No, non tirare in ballo lei.
È di lei che stiamo parlando. È di me, è della mia reputazione che si tratta. È
di tua moglie che te la mette in pericolo. Sei un ipocrita, un impotente,
magnaccio.
Ciao, Massimo. Ciao.
Ciao, poeta.
Ciao, Monte dei Pegni.
Ciao, Paolo. Come stai, Mercedes?
Tu bene, mi pare.
Io ancora non lo so. Avanti.
Quanti ce ne sono ancora?
Altre tre.
No, scusa, guarda.
Paolo, scusa, fermati un attimo.
Allora, veniamo o non veniamo? Ma avanti, buffone, sali tu.
Allora andiamo.
Guarda questo.
Ciao, vecchia. Sei sempre pronto, eh? Come stai?
Maria Lessa era felice di rivederti.
Credi?
Avanti entriamo.
Scusatemi solo un momento, vado a vedere se Maria lei è in grado di scendere.
Prego, servitevi pure.
Ma qui c 'è qualche cosa che non funziona.
Secondo me non ci aspettavano. Se è così io taglio la corda, chiaro?
Potevi stare più attenti.
Ci penso io.
Maria Le?
Entra.
Sei stata tu a mandare quei telegrammi?
Sì. Ho rotto il lucchetto del telefono e li ho dettati.
Ma ti rendi conto in quale situazione mi hai messo?
Me ne rendo conto.
Ma adesso non ricominciare a litigare.
Va bene.
Ma dimmi almeno cosa vuoi fare.
Questo dovrebbe andare bene.
È un po' fuori moda, ma non ho niente di meglio.
Ti ho fatto una domanda precisa, vuoi rispondermi?
E io ti ho pregato di essere più calmo.
Dobbiamo ritornare a vivere una vita normale in mezzo alla gente così com 'è,
sporco, pulita che sia, non importa.
Ma viva.
Voglio sentire altre voci, vedere altre facce.
Ormai sono qui.
Sarà difficile mandarli via.
Non sperare che io collabori alla tua festa.
Hai paura che scoprano chi sei?
Cosa mi fai?
Come viviamo?
Io ho paura solo per te.
Smettila. Ma io non voglio farti niente.
Zitto!
Facciamo un patto?
Sentiamo. Tu ti comporti bene e io...
E tu?
Ma non è un gioco, te ne rendi conto? È una cosa seria, lo so.
Ma per loro sarà come una delle tante serate cretine che hanno passato altre
volte. Ma non ti daranno niente di tutto quello che cerchi da loro.
Questo non lo puoi sapere.
Ma è gente che non vediamo da molto tempo.
Da anni, forse.
E poi non sono degli oggetti. Lo dici tu. E non li puoi usare come oggetti.
Sono squallidi, ipocriti.
Vigliacchi, gelosi e pazzi come tutti.
Vedrai, basta metterli nella situazione giusta, nel momento giusto.
Smettila di bere.
Va bene così la risata?
Chiudi quella bocca, piccola scimmietta.
Non mi devi dire queste cose davanti agli altri.
E tu la devi smettere di bere.
Ha ragione Semi.
Fatti gli affari tuoi, poeta.
Cosa voleva tuo marito?
Sei un porco quando fai così.
E anche un razzista.
Ma se ha imparato a camminare l 'altro ieri.
Certo, perché gente come te gli ha tagliato le gambe.
Cosa fai qui in mezzo a questa polvere?
Non mi piace tutta quella gente di là.
Eppure sei venuto con loro.
Sono venuto per te.
Come mi trovi dall 'ultima volta?
Non sei cambiata.
Sì che sono cambiata.
Mi sono sposata.
Già, lo stavo dimenticando.
Massimo, ho bisogno di te, del tuo aiuto. Sono qui.
No, no, niente, scusa.
Ferma, Mercedes.
Mi
vuoi
spiegare come ha fatto a entrare qui dentro?
L 'avevo catturata nel parco poco fa.
Poi mi è sfuggita di mano.
Ma era innocua.
Ci sono morsi più velenosi di quella ferpe.
Di un po', ma tu giri sempre armato?
Beh, qui viviamo soli.
Portala via.
È fantastico.
Ferpenti, telegrammi che nessuno ha mai inviato.
Camerieri che giocano alle prescignette, io non vedo, non sento, non parlo.
Un castello disabitato, mancano solo i fantasmi. Stai zitta!
Sì, uomo bianco. Agli ordini, uomo bianco.
Basta!
Ecco i fantasmi, Sammy.
Non è il caso di fare dell 'ironia.
Beh, facci visitare questo castello.
C 'è poco da vedere ormai, è mezzo diroccato.
Come ti chiami?
Mi chiamo Femi.
Vieni.
Se i fantasmi vogliono seguirci, si possono accomodare.
Come inizio, non c 'è male.
Fantastico!
Stai attenta, potrebbe darti delle sorprese.
Sei proprio matto.
Sai, se mi stava tentando di sedurre quest 'armatura.
Ehi, Gustavo.
Vieni a vedere questa balestra del 600.
Chi è?
Ma che c 'è qui?
Non si sa mai.
Giù.
Giù.
Giù.
Avanti, Giù, rispondi.
Ti prego, Giù.
Non mettermi paura.
Giù.
Rispondimi.
Mercedes.
Mercedes, che succede?
Lì c 'era qualcuno.
Mi sembravi tu.
Aspetta, ora guardo io.
Non c 'è nessuno.
Ehi, Massimo.
Ti eri perso, eh?
Sì, è un labirinto, infatti.
Lo avevo detto che non c 'era niente da vedere.
La gente pensa sempre che un cartello abbia qualcosa di straordinario.
Ecco la prova che non c 'è niente di vero.
Quante volte sei sceso fin qui?
Due o tre volte.
Eppure questi sotterranei hanno avuto una storia.
Su queste pareti sono passate le urla dei prigionieri.
In qualche angolo si è forse consumato un adulterio.
Servi e padroni hanno percorso queste gallerie mille volte.
Qualcosa deve essere rimasto di tutto questo.
Non serve a niente chiudere le porte con i chiavi steli.
Per nascondere tracce di uomini che hanno vissuto in questo inferno.
Non ti pare?
Hai ragione.
Maria Lea, non insistere. La cena sarà già pronta.
Non è ancora finita.
E poi non c 'è nemmeno la luce.
Ci sono le candele.
Ma cosa sperate di trovare?
Niente.
L 'hai detto tu.
Allora ve lo dico io cosa c 'è nei sotterranei. Paolo.
Questo non è tutto.
Ma quello è Sebastiano.
Ma no, è un manichino.
Sembravi finto. E invece è vero.
Cretino. E che ti avrebbe riconosciuto qui in mezzo.
Maria Elena.
Smettila, è un gioco che è meglio non fare.
Ecco, un gioco.
È un 'idea.
Ma che aspettiamo?
Avanti, scegli un vestito.
Dai. Io... Io sceglierei... Quello lì.
Ma sì, cambiatevi, travestitevi, truccatevi.
Fate quel che vi pare.
Io vi aspetto di sopra.
Quale vestito mi consiglieresti?
quello che non indosseresti mai.
Io scelgo questo.
Ecco, mi sono pronta.
Perché ti sei messa quel vestito?
Perché mi sta bene.
Maria Lemma, che ti passa per la mente?
Prendete e mangiate.
Questo è il mio posto.
In verità.
In verità vi dico.
Qualcuno di voi mi tradirà.
Sono forse io, signore?
Bevi.
Su, dai, bevi.
Bevi, avanti. Ah, basta, non ce la faccio più. Bevi.
Bevi.
Grazie a tutti.
Grazie.
Ma sai dove è andata?
Spegni quella luce, lasciaci giocare.
Era divertente, no?
Chiudi i sotterranei.
Perché ci hai invitati qui?
Ma che senso ha questa mascherata a cui ci hai costretti?
Non ridere, è una cosa seria.
Ma io non vi ho costretti proprio a niente.
Non mi interessa di semini di quegli altri.
Poteva essere un modo come un altro per ritrovarci qui tutti insieme.
E invece... Volevo rivederti.
Rispondi alla mia domanda.
Ho paura.
Di che?
Semi!
Paolo ci starà cercando.
Rispondi.
Vieni, andiamo.
Vieni qui. Ma dove siamo?
Ma dove siamo?
Giù, ti prego, no.
Su, chi vuoi ci sia.
Dai.
No.
Giù, non voglio.
Vieni qui.
Lasciami.
Lasciami.
Sta ferma.
Buona. Lasciami.
Così no.
Ma che ti parlai con te?
Marielle, ma che fai? Perché? Ma di che ti impeggi tu, idiota?
Ma che succede?
Cosa siete diventati tutti quanti? Eh, Paolo?
Ma che vuole questo qui?
Zitto tu!
Non aprire più quella bocca, idiota!
E sporca di baci luridi!
Cosa ci facevi lì a guardare? È mia moglie.
No!
Tua moglie. Tua schiava, vuoi dire.
Tua serva.
Forse tua amante.
Un oggetto da vendere.
Da barattare.
Povero impotente.
Non sei cambiato, vero?
Guardati. Credi di essere meno buffo di tutti gli altri?
Mezzo amleto e mezzo cantastori.
Era un gioco.
E doveva restare un gioco.
Lo credi tu.
Non basta accendere una luce perché tutto torni come prima.
È vero, buffone di corte?
E tu, Joe, perché l 'hai presa a schiaffi?
Vecchio generale senza più esercito.
Il padrone ordina e la serba esegue.
Non importa se tutto questo è ingiusto e assurdo.
Non è così?
Perché non apri, disgraziato?
Scaldati.
Calmati, avanti. È finito tutto.
Su.
Vieni.
Grazie.
Perché avrei dovuto farlo?
Semi è la mia ragazza.
L 'ho sentita gridare. Sono corso. Ho sentito le sue mani che graffiavano la
porta. Ho cercato di aprirla, di sfondarla.
È stato Osvaldo, il domestico, che l 'ha rinchiusa dentro.
Si sarà voluto vendicare di chi andava a ficcare il naso fra le sue sporche
bestiacce. Sporche bestiacce.
Anche ammesso che sia così, bastava che tu aprissi il catenaccio.
Perché non l 'hai fatto?
Non l 'ho visto.
E poi non c 'era luce.
E poi se mi urlava, urlava.
Sì, di piuttosto che ti cagavi sotto.
Per fortuna pare che si sia ripresa.
adesso purtroppo è Maria lei a risentire di tutto quanto è successo qui dentro
non è stato piacevole per lei assistere alle vostre chiamiamole esibizioni
e neppure per me senti guarda che è stata lei a inventare questo gioco
è chiaro che la nostra presenza qui non è più gradita ci siamo comportati come
dei maiali io non mando via nessuno
Peccato, un weekend andato a male.
Beh, non ci rimane che fare fagotto.
Semi?
Che vuoi tu qui dentro?
Un momento, Semi, un momento. Io ti volevo dire... Via di qui! Ma non sono
io! Vattene! Io non volevo! Via!
Grazie.
Hai visto nessuno?
No. Pensaci bene.
Nessuno. Un rumore.
Niente. Un 'ombra. Un grido, una voce. Basta!
Che cosa è successo, Paolo?
Vai a prendere un lenzuolo.
Avanti che aspetti.
Bisogna chiamare la polizia. La polizia?
Fate presto voi, ma cercate di capire.
Ma che c 'è da capire?
Anche tu devi renderti conto che un delitto non si può tenere nascosto.
Ci renderemmo complici dell 'assassino.
Altro che complicità.
Qui tutti possiamo essere incriminati.
No, io no.
Se mi può testimoniare che io ero in camera sua quando è avvenuto il delitto.
quando è avvenuto lo sai tu, idiota.
Qui non si tratta della tua innocenza o di noi. Ma perché è stato ucciso?
Ma io non ho alcun movente. Tu e Mercedes piuttosto. Ma nessuno ti sta
accusando. Lascialo finire.
Gli unici che potevano odiare Sebastiano erano loro due.
Ci mangiava sopra, nel rapporto fra me e Mercedes.
Appunto, ti ricattava. E allora io l 'ho fatto fuori.
Logico. Ma non è così.
Mercedes, Sebastiano e io avevamo deciso che ci stava bene così.
Sarà stata una relazione sporca, ambigua, quello che puoi, ma era stata
accettata da tutti noi. Allora è stata Mercedes... Mettila!
Fittatela!
È inutile sbranarsi.
Nessuno di noi confesserà di averlo ucciso.
Ogni minuto che passa può aggravare la situazione di tutti.
Mi dispiace per Maria lei, ma la polizia bisogna chiamarla subito.
Il telefono è di là.
Non c 'è linea.
È stato manomesso.
Va tu in paese e avverti la polizia.
Sì, signore.
Adesso togliamoci questi maledetti vestiti.
Rimettiamoci la maschera per bene di ogni giorno.
Meglio l 'ipocrisia che questa sporca carnevalata.
Sei tu.
Perché nessuno fa qualcosa?
Stai calmo.
Deve essere un abbassamento di tensione.
È accaduto altre volte.
Non c 'è un interruttore generale?
Sì, certo.
E non ti è venuto in mente di andarla a vedere?
Eh? Accompagnami.
Andiamo.
Anche questo capita spesso?
No, veramente la prima volta.
Allora può darsi che qualcuno l 'abbia manomesso.
E perché?
Non lo so.
Lo chiederemo alla polizia.
Accendi.
Fermi!
State fermi!
Ma cosa fai?
Voglio soltanto andarmene da qui!
Non fai altro che rendere più difficile la situazione di tutti.
Non me ne importa niente di voi. Non commettiamo altri errori.
Tu non ti muovi di qui.
Ma io non voglio fare la fine di Sebastiano.
Dobbiamo rimanere tutti uniti.
Lasciami passare.
Avanti, spara.
Spara!
Non lo provocare.
Voglio soltanto andarmene.
Pensi di essere capace di sparare. Smettila!
Avanti, ballerina, dà lo spettacolo. Dammi subito quella pistola. No, no, non
avvicinare. Lascialo andare, Paolo.
No!
No!
grazie a tutti
Le quattro.
L 'alba.
Lo svaldo ancora non si vede.
Non è più possibile aspettare.
Sentite, o gli è successo qualche cosa, oppure se l 'è squagliata.
Idioti noi ad aspettare la polizia che ci scommetta non se ne è nemmeno sognato
di avvertire.
E allora vado io.
No.
Abbiamo già commesso un errore dando via libera Gustavo.
Dobbiamo rimanere tutti qui.
A fare cosa?
A spiarci?
Lo stiamo facendo.
Ma con quale risultato?
A guardarci in pace siamo tutti innocenti.
Ma è sangue.
Gio, aspetta.
Inutile proseguire insieme. Io vado di qua, tu di là.
Bene. Non andare, ho paura. Vieni, devo parlarti, devi sapere tutto, tutto.
Devo dirti una cosa.
Ha tentato di strozzarmi, capisci?
È pazzo, pazzo.
Vuole ucciderci tutti.
Ho paura.
Maria Lea, apri.
Apri, ho detto.
Eccolo, attento.
È pazzo.
Massimo, aiutami, ti prego.
Maria Lea, apri o sfondo la porta.
Maria Lea.
Devo parlarti, Maria Lea.
Apri!
Apri, ho detto, apri!
Devi difenderti.
È armato.
Vuole ucciderci, lo capisci?
Che succede qui?
Dov 'è Joe?
Merced, oh, oh, oh, Gesù, merced.
Fermo.
Non ti muovere.
Sparagli.
Fermo, ho detto.
Avanti.
Sparagli. Stai ferma lì.
Anche tu.
Ascolta, Massimo.
Non gli devi credere.
Dove sono Joe e gli altri?
Se ne sono andati, sono fuggiti. No, è falso.
Sono stati uccisi.
Ed è stata lei, è stata lei ad ucciderli tutti.
Non è vero, Massimo. Zitta.
Zitta.
Massimo.
Che dici?
Sta mentendolo, capisci?
Vuole ucciderci tutti.
Stiamo diventando ciechi, Massimo.
Anche tu.
Ma che stai... Che stai dicendo?
Quello che sai, quello che hai capito.
Joe è stato ucciso nel soggiorno e anche Mercedes è lì morta. Li ha uccisi
Paolo.
Chi ha sciolto i cani che hanno dilaniato Gustavo?
Osvaldo, che ci odia tutti come ci odia lui.
Dillo tu, Massimo, che Osvaldo se n 'era già andato.
Avrebbe potuto slegarli.
Per non farci uscire di qui.
Mentre lui non andava affatto a chiamare la polizia.
Però è morto.
Sei un pazzo se pensi che Massimo ti creda.
Ti ha dato lei la pistola per uccidermi. Non è vero?
Che cosa aspetti a sparare? Spara!
Voglio sapere la verità.
Massimo, io ti amo.
Ascolta Massimo, non puoi credere che lei ti ami.
Le abbiamo offerto esemplari d 'uomo che con l 'amore non hanno niente da
spartire.
Ammazzalo, ti aspetti?
Eravate tutti lì e non sapevate come uscire da quella mascherata stupida e
grottesca.
Non è vero.
Come si può amare qualcuno?
che offre di sé un 'immagine così squallida.
Una festa come tante altre.
Ma non è stata una festa, lo capisci?
Ma che stai dicendo?
Avete recitato tutti quanti una tragedia che a lei serviva per nascondersi nella
sua infanzia, fatta di bambole insanguinate da un omicidio accaduto
fa. Papà!
Papà!
Maria Elena!
Sta male, è malata.
Papà!
Ma non lo capisci? È pazza!
Papà!
Io ero lì.
Lo amavo.
Come lo amavo.
Ma è accaduto trent 'anni fa!
Io a te, Massimo.
Perché l 'hai fatto?
Perché? Era tuo padre.
Io lo pensavo.
Grazie.
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