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Chi � quello che salutaste?

Andreuccio. Lo conosco da quando era piccolo e ora � diventato grande.

Conoscevo anche il padre, era il pi� ricco del paese.

Aveva tanti soldi, era un signorone.

Ora abita vicino Roma e suo figlio Andreuccio � venuto qui a Napoli

per comprare i cavalli.

Cump�, bastano per questo ronzino?

Buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno, salve.

- Signorino! - Dici a me?

Una bella signorina, la mia padrona, vorrebbe parlare con voi.

Con tutto il cuore!

Allora, signorino, venite dietro di me. Vi aspetta alla sua casa.

Vai, vai!

Andiamo, venite appresso a me.

E' l� dentro.

- Andreuccio, sei il benvenuto. - Signora, siete la ben trovata.

Andreuccio, vieni, vieni!

Sediamoci qui. Accomodati.

Andreuccio, ti meraviglierai di questa mia accoglienza,

di come ti abbraccio piangendo.

Ti meraviglierai di pi� quando ti dir� che siamo fratello e sorella.

Devi sapere che Pietro, tuo padre, quando soggiornava a Palermo,

conobbe una ricca vedova che lo am� talmente da sacrificare il suo onore.

Da questo amore nacqui io.

Nostro padre poi torn� a Roma e ci ha lasciati dimenticandosi di noi.

Mi ha lasciato come se io fossi la figlia di una serva.

Cos� io sono cresciuta con mia madre.

Una nobilissima donna che mi diede in sposa, ancora fanciulla,

ad un gentiluomo di Agrigento, guelfo convinto.

Purtroppo la sua intesa segreta con il re Carlo

� stata scoperta da re Federico che ci ha cacciato da Palermo

proprio quando stavo per diventare

una delle donne pi� importanti dell'isola.

Per fortuna re Carlo ci risarc� in parte dei danni subiti a causa sua

e ci diede terre, case e un ottimo stipendio a mio marito,

tuo cognato.

Cos�, grazie a Dio, ho potuto conoscerti, caro fratello.

Sono contento di aver trovato una sorella, io sono solo!

Non tutto il male viene per nuocere!

Per�, pap�! Non immaginavo fosse cos�.

Ma quando uno � giovane...!

Io lo capisco! Anche io ero venuto qui per...

Mah! Grazie, sorella!

Vieni adesso. Festeggiamo questa giornata.

Accomodati, accomodati.

Adesso fai un bel sonno e domattina te ne vai.

Napoli non � una citt� da girarci di notte.

- Buonanotte, fratello, a domani. - Buonanotte, sorella.

Se hai bisogno di qualcosa, lascio con te quel ''guaglioncello''.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Buonanotte e grazie, sorella. - Buonanotte.

Buonanotte.

Guagli�, dov'� il...

Il cacatore? Da quella parte.

Aiuto! Aiuto! Aiuto!

Aiuto, sono caduto dentro la merda! Aiuto!

Che schifo! Aiuto!

Aiuto!

Aprite! Sorella, aprite!

Chi bussa?

Signora, sono Andreuccio, il fratello della siciliana!

Buon uomo, vai a farti una bella dormita!

Io non ho mai sentito parlare di Andreuccio, vai via!

Ma come? Durano cos� poco le parentele in Sicilia?

Almeno buttami i miei vestiti la borsa con i miei denari.

Buon uomo, tu stai sognando.

Mortacci vostri!

Guagli�, sei uno scostumato a disturbare a quest'ora!

Vattene, altrimenti ti uccidono!

Devi andare via! Vai via!

Devi andare via da qua, hai capito?

Ma che vuoi? Perch� stai disturbando mia sorella?

Perch� non te ne vai?

Vai via.

Vai via! E vai via!

E' caduto nella merda!

Non ho mai sentito un puzzo cos� in vita mia.

Merda!

Merda.

Ma chi sei?

Io sono Andreuccio, sono forestiero, non sono napoletano.

Sono venuto a Napoli per comprare due cavalli

e ho conosciuto una che ha detto di essere mia sorella.

Mi ha invitato a casa sua a mangiare,

poi mi � scappato di fare un bisogno e sono caduto nel cesso.

Allora ti hanno fottuto tutte le cose!

S�.

Abbiamo capito.

Guagli�, ringrazia la Madonna che hai perduto tutti i denari.

- Che? - S�.

Le circostanze della vita...

E ringrazia Dio che sei caduto nella merda. Ringrazia, ringrazia!

Grazie, Dio.

Ringrazia Dio un'altra volta per l'inganno che ti ha portato qua.

Avrai la fortuna di guadagnare tanto denaro

per quante stelle conta il cielo.

Vedi, abbiamo compassione di te.

Guarda, se tu accetti di fare delle truffe,

ti assicuriamo che il frutto degli inganni

sar� pi� grosso di quello che tu hai perduto. Ci stai?

Va bene, ci sto.

Ieri � morto l'arcivescovo di Napoli.

Si chiamava il Ferminutolo.

L'hanno seppellito l� dentro.

Con i suoi ricchissimi vestiti.

E con un rubino al dito che vale pi� di 500 fiorini d'oro.

Coraggio, apriamo questa cassa da morto.

- Chi entra? - Io no!

Neanche io. Facciamo entrare Andreuccio.

Io no. Ho paura.

Quanto � vera la Madonna, se non entri l� dentro,

ti do tante di quelle mazzate che ti lascio qua morto!

Entra! Entra!

- Entra! Entra! - Entra! Entra!

Mortacci tuoi, quanto sei brutto!

- L'anello dov'�? - Dov'�?

Qui non ci sono anelli.

Dov'� l'anello?

Voglio vedere l'anello.

- Non ci sono anelli. - Sei sicuro?

Sono sicuro, qui non ci sono anelli.

Ah s�, eh?

- Vaffanculo! - Vaffanculo!

Forza!

Sveglia, che sei di piombo? Iniziate, su!

- Io non entro, ho paura. - Neanche io.

Avete paura? Che ladri siete?

C'� un rubino prezioso. Sono il vostro sacrestano, fidatevi di me.

Che paura avete? Credete che il morto vi mangi?

I morti non mangiano gli uomini. Entrer� io.

''...in Lombardia, dove ci sono quelli che parlano toscano.

C'era un famosissimo monastero di santit� e di religione

nel quale v'era una giovane di sangue nobile

e di meravigliosa bellezza dotata.''

Signori miei, ora ve lo spiego alla napoletana.

Dunque, che successe dentro questo convento?

Una suora bella grassa si innamor� di un bel giovanotto

e aspett� che si facesse notte per portarselo nella cella del convento.

Ma una notte le altre suore invidiose se ne accorsero

e vedendoli che stavano facendo l'amore

andarono a chiamare la madre superiora.

La madre superiora, poich� stava a letto con il reverendo,

quando bussarono alla porta si spavent�.

E invece di mettersi in testa il velo

si mise le mutande del reverendo.

Quando andarono a bussare alla porta della suora,

con tutte le altre suore che stavano a guardare,

essa apr� la porta e disse alla madre superiora:

''Anche tu stavi scopando nella tua cella, lo vedo da quelle mutande!''

In quel convento scopavano tutte le suore!

E' giusto faticare, ma per campare, non per morire!

Conoscete il convento delle monache sopra al monte? Io lavoravo l�.

Ero al servizio di quelle monache!

Non immaginate quanti guai mi hanno fatto passare!

Una diceva di fare una cosa, un'altra di fare il contrario.

Una mi dava la zappa in mano e mi diceva di zappare e io zappavo.

Erano tutte belle femmine e io non sapevo cosa fare.

Ieri, quando sono andato via, il sacrestano mi ha chiesto

se potevo mandargli un'altra persona anziana come me

perch� in convento non possono assumere un giovanotto.

Sapete che faccio? Non ci mando proprio nessuno!

N� vecchio n� giovane. L� non ci pu� stare nessuno.

Dove trovano un altro vecchio come me?

Il sacrestano ha ragione a non voler assumere un giovanotto

perch� quelle tengono tutte il diavolo in corpo!

Hai fatto bene a lasciare il convento,

gli uomini non devono stare in mezzo alle femmine.

Io sono il custode di questo convento. Che vuoi, chi sei?

Parla, non ti capisco. Che vuoi?

Parla!

Sei muto?

Hai fame?

Aspetta.

Chi �?

Madre, riverisco. E' un povero muto.

Non parla.

Chiede lavoro.

Madre, potrebbe restare con noi come ortolano.

- S�. - E' forte e poi... � scemo.

S�, teniamolo qui con noi.

Dategli un paio di scarpe e qualche cappuccio vecchio.

Tenetelo calmo e fatelo mangiare bene.

Chi �?

Un povero sordomuto, non sente e non parla.

Un uomo nel convento!

Madonna mia, un uomo nel convento!

E' sordo, ma sente la madre!

E' muto, ma muove la bocca!

Ti riempi, eh? Con la zuppa che ti passano queste povere monachelle.

Sorella,

se mantieni il segreto,

vorrei rivelarti un pensiero che ho avuto pi� volte

e che forse piacerebbe anche a te.

Lo giuro, non lo dico a nessuno.

Ho sentito dire da tutte le femmine che sono venute qua,

che nessuna cosa al mondo � pi� dolce

di quella che una femmina fa con un uomo.

Ecco perch� mi sono messa in testa da un po' di tempo

di provare con questo muto se � vero quello che le femmine dicono.

Con lui possiamo stare tranquille. Lo vedete? E' un guaglione scemo.

Certo non andr� a dire niente a nessuno. Tu che ne pensi?

Mamma mia, che stai dicendo?

Non sai che abbiamo promesso la nostra verginit� a Dio?

Tutti i giorni promettiamo tante cose e poi non le manteniamo!

Se ci ingravidassimo, cosa succederebbe?

Perch� inizi a pensare male prima che arrivi?

Ad ogni male c'� un rimedio.

Cosa dici di fare?

Sono le 3 del pomeriggio

e a quest'ora tutte le altre stanno a dormire.

Non dobbiamo fare altro che prenderlo per la mano

e portarlo dentro quel capanno.

Mentre una fa, l'altra fa la guardia.

S�, s�, s�!

Scendi gi�. Dai, vieni con noi!

Sbrigati! Dai, vieni!

Bravo! Vieni, muoviti.

Bravo.

Entra!

Vieni.

Montami sopra.

Su, montami sopra!

Vieni!

Non vedi? Non capisci? Facciamo l'amore!

Dai, bestia.

Bravo, vieni gi�.

Il paradiso! Il paradiso, sorella! E' vero quello che si dice!

Vai, prova anche tu!

Chi l'avrebbe mai detto!

Zitta, sorella! Non dirlo a nessuno.

Tu ed io, sorella, noi sole e tutti i giorni!

- S�, facciamo cos�! - E' il paradiso!

Che facciamo?

Andiamo a dirlo alla madre superiora, che scandalo!

- S�, corriamo! - Perch� tutta questa fretta?

Pensiamoci un momento!

Non � giusto che solo 2 di noi godano di quello che possono godere tutte!

Che ne dite?

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.

Entra, entra.

Su, su. Vieni con me.

Cammina!

Vieni, qua!

Obbedisci!

Vieni sopra a me.

Dai, non vedi? Sei cieco?

Su, fai il bravo. Vieni sopra di me, devi fare l'amore.

Su, fammi vedere. Vieni, vieni.

Che fai? Che ti succede, scemo?

Continua, ancora non hai finito. Rimettiti gi�, ancora.

Signora, un gallo � buono per 10 galline e 10 uomini bastano appena

per soddisfare una femmina e io ne ho soddisfatte 9!

O mi fate andare o ci mettiamo d'accordo in un'altra maniera.

Che succede? Io credevo che fossi muto!

No, ho finto per venire qua a fare quello che ho fatto.

E quanto ho fatto! Ma non credevo mai fino a questo punto!

Miracolo. Miracolo!

Ma che dite?

Miracolo! S�, miracolo!

Miracolo!

Miracolo!

Miracolo!

Sorelle, che miracolo!

Miracolo, sorelle!

Miracolo, miracolo.

Venite, sorelle!

Non ti preoccupare, sistemo tutto io.

Facciamo in modo che tu resti sempre al convento.

Potrai fare l'amore con tutte senza morire consumato

e per di pi� passare per santo! Miracolo!

Iddio nostro Signore ha dato la parola all'ortolano!

Miracolo! Miracolo, sorelle!

Vieni, vieni qua.

Amore mio! Amore mio!

- Veronella! - Mamma mia!

Apri, sono Marino!

Giannello, � arrivato mio marito. Sono morta!

Veronella!

Veronella!

Ho sentito! Ora vengo!

Compare, si � chiusa dentro da quando sono uscito per lavorare.

Sia lodato Iddio perch� ho una moglie cos� onesta.

Fai presto! Madonna mia!

Sto arrivando! Sto arrivando! Ho sentito!

Forza, scendi! Fai presto!

Sto venendo.

Vai dentro all'orcio, mio marito � pazzo di gelosia.

Quello mi ammazza! Stai l� dentro e non ti muovere.

Vado a vedere perch� � tornato cos� presto.

Forse ti ha visto mentre entravi Madonna mia!

Eccomi!

Quel cornuto, avevo quasi fatto!

Sto venendo! Sto venendo!

Torni a casa a quest'ora? Io ti affogo!

Se non lavori, come mangiamo?

Credi che sia contenta di questi quattro stracci che ho?

Sono stata tutto il giorno a filare e si sono spezzate tutte le unghie.

Marito! Marito!

Non c'� una vicina che non si meraviglia di quanto lavoro.

E tu torni a casa a mani vuote! Non rimani a lavorare!

Povera me, Madonna mia!

Vedi che brava moglie ho?

Non ti arrabbiare, oggi � la festa di San Galeone, non si lavora.

Per questo sono tornato a casa e ho venduto l'orcio a questo compare.

Ridi, moglie mia, avremo pane per pi� di un mese.

Perch� lo compra per 5 denari. Pensa, per 5 denari!

Per questo me la prendo con te!

Tu sei uomo, vai per il mondo e hai venduto l'orcio per 5 denari,

io che sono una femmina e che non esco mai di casa,

l'ho venduto per 7 a un uomo, che poco prima che tu tornassi,

� entrato dentro per vedere in che stato si trova.

Compare, vai con Dio, mia moglie l'ha venduto per 7.

Scendiamo, andiamo a combinare l'affare con quello.

Dobbiamo accendere un cero a San Galeone che ti ha fatto tornare.

Dove stai, brava donna?

Eccomi. Avete visto quanto � bello l'orcio?

Arrivederci, voi me lo pagavate 5 e mia moglie l'ha venduto per 7.

Siamo qui!

Come va?

E tu chi sei? Io devo parlare con la femmina per concludere l'affare.

Parlate con me, sono il marito.

L'orcio mi pare buono, ma qui dentro c'� della mondezza.

Ci sono chili di mondezza che non si leveranno neanche con l'acqua.

Non � per questo che non combineremo l'affare.

Voi uscite e mio marito entra dentro e lo pulisce.

S�, certo.

Lo raschier�.

Tieni.

Tieni il raschietto.

Ridi, marito mio, hai fatto un buon affare.

Ha proprio ragione il compratore, esce una puzza dall'orcio!

Gratta, marito mio, gratta.

Fai un buon lavoro.

Pi� su!

Pi� gi�! Ecco, va bene l�.

L� � ancora sporco.

Non avere fretta, non ci facciamo scappare questo grosso affare.

Amore mio!

Dai, dai! Gratta forte, cos� mi piace!

Dove lo trovi un marito cos�? Dove lo trovi un marito cos�?

Caro Ciappelletto, le cose qui non ti vanno bene.

Ormai quello che hai fatto qui � tutto quello che potevi fare.

Hai falsificato i documenti che si potevano falsificare.

Hai ammazzato, hai stuprato donne,

hai bestemmiato Dio e tutti i santi

e sei pure un po' ''recchione''.

Insomma, guagli�, ti conviene andar via da qui per qualche tempo.

Pu� essere.

Per affari miei non posso occuparmi di una faccenda che mi sta a cuore.

Ho dei crediti molto grossi da riscuotere nel nord

presso certa gente cos� cattiva, che forse solo tu puoi convincerla.

Con le buone o con le cattive.

- Ci stai? - S�, ci sto.

Ti dar� le credenziali per il re e la procura.

Sul posto sarai ospite di due fratelli nostri concittadini.

Dopo ti do l'indirizzo. Ti tratteranno con tutti gli onori.

Per amor mio, non certo tuo.

Puoi andare tranquillo perch� laggi� nessuno ti conosce.

State bene, maestro.

Stammi bene, Ciappelletto e torna con la grana!

- Salute. - Salute!

Alla faccia di chi ci vuole male.

Caro Ciappelletto, quante persone devono piangere in questa citt�!

Perch�?

Lo domandi pure con la fama che hai?

Poveri debitori!

- Voi sareste meglio di me? - Si capisce.

Sanguisughe, erbe da camposanto.

Ehi, ma che dice?

Pidocchiosi, uomini di merda!

Usurai!

- Stai esagerando! - Sto scherzando!

Ah, stai scherzando!

Io sono di Napoli e anche voi.

Vogliamoci bene, siamo tutti fratelli, nel bene e nel male.

Hai ragione.

Napoli, Napoli mia.

Soltanto chi ti perde ti vuole bene.

Adesso che facciamo? Non lo possiamo cacciare!

La gente potrebbe dire che prima l'abbiamo accolto in casa con onore

e ora che sta morendo... Non lo possiamo cacciare!

Hai ragione, fratello mio. La gente ci prenderebbe per due delinquenti.

Quello � un uomo cattivo, non si � mai voluto confessare o comunicare.

Non ha mai preso un sacramento.

Andr� a finire come un cane, dentro a un fosso!

Se decidesse di confessarsi... Mamma mia, non ci voglio pensare!

Per i suoi peccati nessun confessore gli darebbe l'assoluzione.

Finir� come un cane dentro a un fosso!

Compari, venite qua!

Non vorrei che per colpa mia abbiate delle seccature.

Ho sentito che avete detto

e sono sicuro che le cose andrebbero come dite voi.

Ma non sar� cos�.

In vita mia ho ingiuriato spesso contro Dio.

Se lo faccio ancora in punto di morte, sar� la stessa cosa.

Perci� andate a cercare il frate pi� santo che c'� in citt�

e fatelo venire qua a confessarmi.

Lasciate fare a me, tutto andr� bene.

Ehi, del convento! In nome di Dio, affacciatevi!

C'� un caso di morte!

Dobbiamo trovare il frate pi� santo che avete!

Era proprio bello, padre, non mancava niente.

- Vino, prosciutto, formaggio. - S�, padre.

Solo la Madonna sa quant'era allegro questo pover'uomo.

Cantavamo tutti e tre.

Tutto a lui succede! Povero Ciappelletto.

Facci la grazia.

Hai mai commesso peccato d'avarizia?

Non mi giudicate perch� sono in casa di quei due usurai!

- Che figlio di mignotta! - L'anima di chi ti � morto!

Mio padre mi ha lasciato una grande eredit�

e io l'ho data ai poveri.

Anche il frutto del mio lavoro. Met� per i miei bisogni

e l'altra met� per i poveri.

Dimmi, se vuoi, hai mai commesso con donna peccato di lussuria?

E' recchione!

Dite senza timore.

Io sono vergine come sono uscito dal corpo di mia madre.

Che Dio ti benedica!

Hai peccato di gola?

S�, padre, specialmente durante il digiuno.

Ho tanto desiderato di avere quell'insalatina...

lnsalatina?

Figliolo, questi sono peccati assai leggeri e di poco conto.

Padre, ho tanti altri peccati che ancora non vi ho detto!

Quali?

Un giorno mi � scappato di sputare dentro la casa di Dio!

Ragazzo mio, questo non � proprio niente.

Noi che siamo preti, tutto il giorno ci sputiamo. E poi?

Padre mio, mi � rimasto un peccato che non ho mai confessato.

- Tanta � la vergogna! - Ragazzo mio, che dici?

Ogni volta che ci penso piango.

Come piango ora perch� sono certo che Dio non mi vorr� perdonare.

Non c'� peccato al mondo che Dio non perdoni

quando il pentimento � sincero come il tuo.

No, il mio peccato � troppo grande.

E voi siete troppo buono ad illudermi che Dio voglia perdonarmi.

Dillo! Pregheremo Dio insieme.

- Non posso. - Su, figliolo, parla.

- Non posso, padre! - Figliolo, fai questo sforzo.

No!

- In nome di Dio. - No!

- S�. - No.

Va bene. Se mi promettete di pregare per me, ve lo dir�.

Sappiate che quando ero piccolino,

io per un poco di latte bestemmiai la mamma mia!

La mamma mia!

Sta morendo e fa tutto questo per noi?

Allora � veramente un santo.

Figliolo, ti sembrano i tuoi grandi peccati?

Mio caro, anche se tu fossi stato

uno di quelli che l'hanno posto in croce,

tanta e cos� profonda � la tua contrizione,

che Egli ti perdonerebbe.

Oh, cosa dite, padre!

Mamma mia dolce,

che mi ha portato nove mesi in corpo!

Giorno e notte,

per nove mesi mi ha portato in corpo.

E voi, maledetti, se un fuscello vi si volge fra i piedi,

bestemmiate Iddio, la Madonna e tutta la corte del paradiso.

Ora entrate a onorare questo santo.

Laggi� ci possiamo riparare!

Fermati subito!

Andiamo laggi�. Andiamo!

Forza, su, corra!

Sto venendo!

Mamma mia bella, il Padreterno ha aperto le acque.

- Prego. - Ciao, Gennarino!

Gennarino, avete pregato voi il Signore per fare piovere?

- Vi ha accontentato. - A me il Signore non dice mai no.

Gennarino, ti presento il maestro.

Veramente il maestro non gradisce essere chiamato cos�.

Il signore � un bravo artista dell'alta Italia.

E' il migliore discepolo di Giotto!

Viene a Napoli per affrescare la nostra citt�.

Onoratissimo, maestro.

Avresti qualcosa da darci per ripararci dalla pioggia?

Vorremmo partire per Napoli per rientrare prima di stasera.

Io ho solo quattro stracci, se volete approfittare...

Grazie, Gennarino.

Metti qua.

- Mamma mia, continua a diluviare. - Per l'amore di Dio.

- Ossequi. Buon viaggio. - Arrivederci, Gennarino.

Maestro,

credi che se venisse incontro un forestiero che non ti conosce,

e ti vedesse combinato cos�

potrebbe mai pensare che tu sei uno dei pi� bravi pittori del momento?

Questi sono i rappresentanti della congregazione di Santa Chiara

che vi ha commissionato i lavori e queste le sorelle del monastero.

Entrate, prego.

Provate, � quella di Sorrento.

Alla salute, Riccardo.

Alla salute vostra.

..e l'arancia, quanti fiori ci sono in Francia,

donna Cater�, donna Giusepp�? Esci proprio fuori tu!

Caterina, non farmi morire d'amore per te.

Il Padreterno volesse che tu non facessi morire me.

Io faccio quello che vuoi tu.

Di' una sola parola e sar� la salvezza della mia vita e della tua.

Riccardo, sai come sono sorvegliata,

� la prima volta che possiamo parlare dopo tanto tempo.

Ma se tu vuoi venire a dormire con me, devi propormi una cosa.

Non preoccuparti, non mi vergogno. Dimmela e io ti ubbidisco.

Caterina, dolcezza mia, ho trovato solo una soluzione.

Vai a dormire sul balcone che sta sopra il giardino e io salir�.

Se tu hai il coraggio di salire l�,

io faccio in modo di andare a dormire sul balcone.

Caterina! Dove sei?

Mamma!

Mamma, l'altra notte non ho potuto dormire.

Caterina, non fa caldo, fa quasi fresco.

Voi sapete che le ragazze hanno molto pi� caldo delle donne anziane.

E' vero, figlia mia, ma che posso fare?

Se pap� e voi siete d'accordo, mi farei fare un letto in balcone

sul giardino e dormirei l�.

All'aria aperta, sentendo cantare l'usignolo, col fresco,

dormirei meglio che nella stanza vostra.

Va bene, figlia mia. Lo dir� a tuo padre e vediamo che dice.

Caterina, svegliati.

Caterina, amore mio.

Dammi un bacio, non l'ho mai provato.

Dopo, stenditi.

Ah, Cater�...

Riccardo, amore mio.

Facciamolo un'altra volta.

Dormiamo un po'.

Vediamo come la nostra Caterina ha dormito stanotte col suo usignolo.

Giacomina, alzati! Vieni a vedere tua figlia

che ha preso il suo usignolo e lo tiene in mano!

- Com'� possibile? - Vieni con me.

- Ma che dici, marito mio? - Vieni e lo vedrai.

Stai zitta, se lei l'ha preso, sar� suo.

Riccardo � un ragazzo bravo, di buona famiglia, ricco.

Con lui avremo una buona parentela. Casa � piena di servi armati

e se vorr� andarsene sano e salvo dovr� sposarla senza fare storie.

Cos� avr� messo il suo... usignolo

nella gabbia sua e non in una gabbia altrui.

Sveglia, sciagurati! Alzatevi! Bravo, Riccardo! Brava, Caterina!

Prima che io chiami gli uomini, dobbiamo risolvere questa cosa.

Vi chiedo perdono in nome di Dio.

So di essere stato malvagio e di meritare la morte per questo.

Fate quello che ritenete giusto per il vostro onore,

per�, vi prego, se mi potete perdonare, non mi uccidete.

Riccardo, l'amore e la fiducia che avevo in te non meritava questo.

Ma poich� la giovinezza ti ha portato a compiere un cos� grave sbaglio,

per evitare a te la morte e a me la vergogna,

che non potrei lavare in altro modo che col sangue,

ti chiedo di prendere per tua legittima moglie Caterina!

S�, la prendo per moglie!

La prendo per moglie

e voi come suocero e vostra moglie come suocera. S�! S�!

Giacomina, dammi l'anellino.

Ecco, Caterina.

In nome di Dio, io ti sposo.

Riposate adesso.

Certamente avete pi� bisogno di riposare che di alzarvi.

Allora, non arriva pi�?

Questi artisti!

Scusatemi.

Scusatemi, fratelli. Scusatemi tanto.

Ragazzi, al lavoro! Forza!

Forza, su ragazzi! Andiamo! Andiamo!

- Resta ancora un poco. - Elisabetta, devo andare, � giorno.

- Resta, Lorenzo. - Anch'io lo vorrei.

Addio, Lorenzo. A domani.

Ehi, fratelli! Ehi, fratelli!

- Svegliatevi! - Che � successo?

Nostra sorella Elisabetta � stata con quel garzone siciliano.

L'ho visto con i miei occhi che usciva dalla sua stanza spogliato.

No! Lo devo uccidere! Lasciami! Lasciami!

Mannaggia alla morte! State fermi, che state facendo?

Lo devo uccidere!

Ma che vuoi fare? Mannaggia la miseria, stai fermo, sei impazzito?

Ma che fai, ti vuoi calmare o no?

Basta! Sei sicuro di quello che dici?

Come la luce dei miei occhi!

Faremo finta di non sapere niente.

Qualunque cosa facciamo oggi ci compromette

e tutti saprebbero la nostra sfortuna.

Aspettiamo e troviamo il momento adatto senza farlo sapere a nessuno,

cos� ci salveremo la faccia.

Buongiorno.

- Come stai, Lorenzo? - Basta lavorare, amico.

- Prendiamo un po' di aria fresca. - Facciamo una passeggiata.

- Andiamo. - E' un bravo ragazzo.

Sorella, oggi facciamo festa, andiamo a spasso.

Lorenzo, fatti questa pisciata con noi, non si paga niente!

- Fate posto al ragazzo. - Certo.

Pensavi che noi non eravamo uomini?

- Hai pensato male. - Ma che dici?

Siamo uomini non vedi che siamo uomini?

Guardate come corre Lorenzo!

Aspettaci, Lorenzo! Dove corri?

Eccoci, Lorenzo! Ti prendiamo! Ti prendiamo, Lorenzo!

Aspettaci.

Ce la fai, Lorenzo, o no?

Sediamoci. Riposiamo un po' qua.

Questo � il posto pi� fresco della nostra campagna.

Siediti, Lorenzo. Oggi non ci sono n� servi n� padroni.

Prendi, lavati gli occhi!

Rinfrescati la bocca!

- Vieni! - Vieni. Ma che fa?

Forza!

- Fatti questa corsa! - Forza!

Lorenzo, fatti questa corsa.

Allora, che stai facendo adesso? Corri da quella parte.

Corri.

Perch�?

Forza, Lorenzo. Fatti una corsa da quella parte, forza!

Lorenzo, che stai facendo?

Che stai facendo?

Buongiorno.

Fratello. Fratello, scusate se vi importuno.

- Che sei venuta a fare qui? - Lorenzo � tornato?

Te l'abbiamo detto tre giorni fa, l'abbiamo mandato a Palermo.

Se ce lo domandi ancora, ti diamo la risposta che meriti.

Elisabetta, torna a casa

e esci come hai fatto sempre, solo con il nostro permesso.

Vai, vai!

Se ce lo fai ripetere un'altra volta... povera te!

Non fai altro che chiamarmi e ti rattristi per la mia lunga assenza.

E con le tue lacrime dolorosamente mi accusi.

Sappi perci� che io non posso pi� ritornare

perch� in quell'ultimo giorno che mi hai visto

i tuoi fratelli mi hanno ucciso.

Mi hanno ucciso e mi hanno sepolto laggi�.

Non aspettarmi e non chiamarmi pi�.

Fratelli, � tanto tempo che resto chiusa in casa.

Mi date il permesso di andare a passeggiare con la nostra serva?

Vai, divertiti.

Vai pure, ma torna presto. E stai allegra, cos� ci piaci.

Tutto ti vorrei portare via, amore mio, ma non posso.

Il basilico salernitano � il pi� bello.

Lo annaffieremo con acqua di rose e di fiori d'arancio.

Adesso andiamo, compare Pietro, dobbiamo fare una lunga strada.

Quanta strada abbiamo fatto insieme, compare Pietro.

Su e gi� per i mercati per poterci guadagnare un morso di pane.

Immagino che saremo arrivati nei pressi di casa vostra

almeno dalla descrizione che mi avete fatto.

S�, finalmente posso ricambiare Ia vostra ospitalit�, Don Gianni.

Vi ringrazio, compare Pietro.

Per� non ho una casa bella come la vostra,

ho un solo locale per me, Gemmata e per l'asino.

In compenso avete una bella moglie.

Grazie. S�, ho una bella moglie giovane, ben fatta, ma...

Ci arrangeremo, compare Pietro.

S�, mia moglie ed io abbiamo deciso che lei andr� a dormire

da Zita Calabrese, una nostra vicina

che la ospita con molto piacere

e voi, Don Gianni, dormirete nel nostro letto con me.

Pietro! Pietro, marito mio!

Madonna mia!

Che succede?

Una disgrazia, Pietro mio. Come faremo adesso?

Zita si � sposata e adesso stanno facendo la festa a casa sua.

Proprio oggi questa disgraziata si doveva sposare!

Come facciamo adesso ad ospitare il prete?

Io non posso dormire da Zita, c'� quello scemo che si � sposato.

Don Gianni vi presento mia moglie! Gemmata.

- Felicissimo. - Sia lodato Ges� Cristo.

Non vi angustiate per me, commare Gemmata, va bene cos�.

Infatti quando ne ho voglia

faccio diventare con un incantesimo questa cavalla una bella ragazza

e sto con lei.

Poi, quando non la voglio pi�, la faccio ridiventare cavalla

e l'adopero per il mio mestiere.

Per questo, in ogni caso,

non mi separerei mai da lei. Mai!

- Pietro! Pietro! - Che vuoi?

- Il tuo amico prete dice... - Allora?

Perch� non ti fai insegnare quell'incantesimo?

Allora?

Mi fai diventare una cavalla e fai i trasporti con l'asino e la cavalla.

Chiss� come sarei trasformata dall'incantesimo!

Sarei una brava cavalla ubbidiente, guadagneremmo il doppio.

Quando tornerai a casa, mi farai ridiventare femmina come sono, eh?

Pietro, che ne dici?

Che ne dici?

S�, s�.

- Don Gianni. - Don Gianni.

Don Gianni, perch� non ci insegna l'incantesimo

per far diventare questa donna cavalla e poi farla ritornare donna?

- Don Gianni! - Ma no!

Ve ne prego, per l'amor di Dio.

Don Gianni, vedete come siamo poveri. Fateci questa carit�.

- Siete tanto amico. - Cosa vi costa?

Ma tu ci credi?

- S�, ci credo! - S�, s�.

Bene, se volete vi faccio vedere come si fa domattina presto

appena ci alzeremo.

Ma la cosa pi� difficile in tutto questo, come voi vedrete,

� attaccare la coda.

Ricordate che non c'� persona al mondo alla quale io farei

quello che sto facendo per voi.

Lo faccio per voi, per� se volete che il miracolo riesca,

dovete fare tutto quello che dico io.

- S�. - S�.

Compare Pietro, guarda bene quello che far�

e tieni a mente quello che io ti dir�.

Ma soprattutto, se non vuoi rovinare ogni cosa,

qualsiasi cosa vedi o senti, non devi dire una sola parola.

Sar� muto come un pesce.

S�, s�.

Preghiamo Iddio che la coda si appiccichi bene.

Commare Gemmata,

- Spogliati nuda. - Nuda nuda?

S�, nuda!

Nuda come ti ha fatto mamma.

Su, Gemmata, spogliati.

Gi�, gi� come una cavalla.

Tu mantieni questa lanterna.

Questo sia un bel capo di cavalla.

Questi siano bei capelli di cavalla.

Queste siano belle braccia di cavalla,

questi siano bei fianchi di cavalla.

Questo sia bel petto di cavalla. Bel petto di cavalla.

E questa sia una bella coda di cavalla!

Io la coda non la voglio! La coda non la voglio!

Compare Pietro, che hai combinato!

Non ti avevo detto che non dovevi dire una parola?

La coda non la voglio!

Parlando hai rovinato tutto, ora non possiamo pi� fare niente.

Pi� niente.

Non ci riesco.

Che bei pomodori!

Guai a chi muore in peccato mortale.

Si dice che in punto di morte chi si pente si salva.

Come credi che sar� il posto dove andremo dopo la nostra morte?

Meuccio, nessuno lo sa.

L'inferno, il paradiso, come saranno? Tincoccio, che dici?

Ricominci da capo? Tu mi vuoi vedere morto?

Chi lo sa? Posso morire prima io. Siamo tutti nelle mani di Dio.

- Meuccio. - Che vuoi?

Vogliamo fare una promessa?

Il primo che muore fa sapere a quello che � ancora vivo

come si sta dopo morto.

S�, io ci sto.

- Lo giuri? - Te lo giuro.

Te lo giuro anche io.

Tincoccio, mi hai messo in grave peccato mortale.

E tu a me.

Perch� se io sono il tuo compare, tu sei la mia commare.

E se la commare mia fa peccato mortale con il suo compare,

il compare fa peccato mortale a fottere con la sua commare.

Madonna mia, perdonaci tu!

Va bene, peccato pi� peccato meno... Facciamolo di nuovo.

- Sei bianco, sembri un morto. - Tu sei scemo, ti�!

Fai pure, ma se continui cos� con la tua commare,

finirai male. Te lo dice questo fesso!

Almeno pensassi alla tua salute! No, non ti interessa!

Anche a me piacerebbe fottere con la mia commare

e se volessi, lei ci starebbe.

Ma non lo faccio perch� penso alla salvezza dell'anima mia.

Dopo la morte deve presentarsi senza peccato al cospetto di Dio.

Commare mia, l'avevo detto tante volte al povero Tincoccio.

Ne bastavano una, due, tre, ma non di pi�!

Ma lui niente! Testardo, non ha ascoltato!

Una volta, due...

cinque, sei, sette, otto, nove volte al giorno!

Povero Tincoccio, ora � morto!

Era cos� bello, era cos� dolce!

Meuccio.

- Meuccio! - Chi �?

Sono Tincoccio. Ti ho promesso di portarti notizie dall'altro mondo.

Benvenuto, fratello mio. Sei salvo o sei perduto?

Solo le cose perse non si trovano. Se fossi perso, come starei qua?

Non volevo dire questo.

Volevo dire se sei tra le anime dannate che bruciano all'inferno.

Non fino a questo punto. Ma per i gravi peccati che ho fatto

sono dentro una grossa pena e sto soffrendo molto.

Ma le pene sono uguali per tutti?

No! Chi brucia dentro il fuoco, chi dentro l'acqua bollente,

chi dentro il ghiaccio e chi dentro la merda.

Dimmi, Tincoccio, ti posso essere utile per qualcosa in questa Terra?

Certo! Fammi dire le Messe, le orazioni e fai la carit�

perch� queste cose sono di grande aiuto per quelli l�.

Non ti preoccupare, Tincoccio, lo far�.

Meuccio, devo andare, tra poco � giorno.

Ciao, stammi bene.

Ehi! Aspetta! Ti posso fare una domanda?

Tincoccio, per la commare tua, che pena ti hanno dato?

Meuccio, che ti devo dire?

Come arrivai l� incontrai uno che sapeva tutti i miei peccati.

Io credevo che il peccato con la mia commare fosse il pi� grave,

cos� stavo da una parte tremando di paura.

Uno mi domand� perch� avessi tanta paura.

Io gli risposi:

''Ho fatto un peccato grave con la mia commare.

L'ho fatto grosso, per questo mi trovo qua.''

Allora lui prendendomi in giro mi disse: ''Stronzo,

nOn aVefe paura, qua le commari non interessano.''

Meuccio, ci siamo visti, ora non posso pi� restare, stai bene.

Commare!

Commare!

Non � peccato! Non � peccato, commare!

Non � peccato!

Vai a prendere il vino!

Ecco il vino!

Ora ci ubriachiamo tutti! Beviamo!

Alla salute vostra!

Alla salute, maestro.

Alla salute del maestro che ha fatto una grande opera per la citt�.

Alla salute. Grazie.

Tanti auguri, maestro, per i prossimi lavori.

Questo vino � bello e buono, all'anima di Sant'Antonio.

Questo vino � bello e liscio e beato chi lo piscia.

Perch� realizzare un'opera quando � cos� bello sognarla soltanto?

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