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Original subtitles

ONDATA DI PIACERE

GLI INTERNI E GLI ESTERNI SONO STATI GIRATI A CEFALÙ

CON L'AIUTO E L'ASSISTENZA DELL'AZIENDA "AUTONOMA DI SOGGIORNO E TURISMO"

Com'è il mondo visto alla rovescia?

Più o meno come quando è dritto.

Allora, è sempre lo stesso schifo.

Ehi, vieni qui.

La vuoi?

Guarda quei due come si divertono.

Avanti, Silvia, fammi vedere quello che sai fare.

E dai.

Piantala ti ho detto!

Se la prende le stacca la testa.

Quell'uomo è un criminale.

Dev'essere molto ricco.

La razza che non paga mai.

Se l'avesse uccisa, avrebbero parlato di disgrazia.

Oggi per poco non mi ammazzi.

Scusami, Silvia.

Mi dispiace.

Non mi piace l'idea di finire in galera per colpa tua.

Non preoccuparti, quelli come te in galera non ci vanno mai.

D'accordo.

Però avrei avuto un sacco di noie.

E io detesto le noie.

Io invece, se volessi eliminarti, dovrei organizzare un delitto perfetto.

Sei abbastanza intelligente da non farlo.

Non si uccide la gallina dalle uova d'oro.

Che palle, ancora lui.

Lasciaci soli, Silvia.

Stavolta me lo levo di torno in un paio di minuti.

Poi ti raggiungo al bar, vai.

Caro, Nicolai.

Che sorpresa.

Mi hanno informato del suo arrivo...

- Certo, si accomodi. - Grazie.

Buongiorno.

- Il solito? - No, Tony, oggi non voglio bere.

Sto pensando di uccidere qualcuno e preferisco farlo a mente lucida.

Se le serve un killer, per lei lo faccio gratis.

Gratis? Ma davvero?

Beh, proprio gratis, no.

Qualcosa in cambio la vorrei.

Credo di sapere di cosa sì tratta.

Penso di non essere il primo a chiederglielo.

No.

E nemmeno l'ultimo, mi auguro.

Guarda chi c'è.

È quello dello sci d'acqua. Te lo ricordi?

Sono spiacente, ma non credo di poter continuare questo colloquio.

Non ha più nessun senso.

Lei sa che non ho più alternative, mi conceda un'opzione.

O per lo meno una dilazione.

Non è mia abitudine fare queste concessioni.

Silvia.

Silvia, vieni a salutare il mio vecchio amico, Nicolai.

Probabilmente questa è l'ultima volta che abbiamo il piacere di vederlo.

Non occorre che la signora si disturbi.

Non avrò mai più occasione di importunarla, ingegnere.

Le faccio tanti auguri, ingegnere.

Le auguro di finire esattamente come si merita.

Qui se c'è qualcuno che ha bisogno di auguri, commendatore, è lei.

Tony, prepara due bombe.

Dobbiamo brindare alla scomparsa di un cretino.

L'hai lasciato andare a fondo.

AI mondo, mia cara, non c'è posto per gli imbecilli.

Bastava che gli dessi una mano.

Metti pure tutto in conto.

Portami da bere.

Ci vuoi del ghiaccio?

Io non ho mai permesso a nessuno di dirmi quello che devo fare.

E non sono disposto a fare eccezioni per te.

Nicolai è un imbecille e io lo tratto come mi pare.

È chiaro?

Scusami, George, ma quel poveraccio mi faceva pena.

Non lo farai mai più, vero?

No, te lo giuro. Non lo farò mai più, George.

George, ti prego.

Mi rompi il braccio.

Credo che per questa volta basti.

E adesso, chiedimi perdono.

Perdonami, George, ti prego.

Non così, stupida puttana.

Devi guadagnartelo.

Non farmi del male, George, ti prego.

Come faccio a punirti senza farti del male?

Fa male, ma ti piace.

George.

- Buongiorno, cara. - Ciao.

Vado a prendere il sole.

- Ci vediamo più tardi. - D'accordo, ciao.

Il pezzo del catalogo che la interessa è lì di fronte.

Non mi dica che le piace.

Io non ho ancora detto niente.

Lei conosce l'autore?

Questo lo trova migliore?

A me sembra molto convenzionale.

Almeno dice qualcosa.

Sì, rappresenta un lavoratore, ma a me i lavoratori non piacciono.

E poi, non posso comprarne due.

Ho soltanto uno spazio da riempire.

Senta, i soldi sono suoi. Faccia quello che le pare.

- Senti il mare? - No.

Sentivo i tuoi passi avvicinarsi.

Eri sicura che fossi io?

Se fossi stata un uomo, avrei fatto la stessa cosa.

Perciò ero sicura.

Così come sono sicura che hai comprato il quadro del falciatore.

- Guarda. - Va bene, ho sbagliato.

Uno a zero.

- Scommetto che quella bagnarola è tua. - Come fai a saperlo?

- Intuito. - Brava.

- Hai indovinato. - Certo.

Io mi levo tutti i capricci che voglio.

Un tipo come te non può che avere una barca come quella.

Vuoi salire?

Perché? Ti va di scopare?

Come ti chiami?

- Barbara, e tu? - George.

Vuoi sapere altro di me?

A modo tuo, sei un tipo interessante.

Vuoi cenare con me stasera?

Perché no.

Allora, possiamo vederci alle 20.

- Al ristorante La Lampara, d'accordo? - D'accordo.

E mi raccomando, la puntualità.

- Desidera? - Quel signore mi sta aspettando.

- Prego. - Grazie.

Lei è George?

Barbara tarderà un po', ha mandato me a scaldarle la sedia.

Posso?

Permette?

Non sono un gran che,

ma comunque ho molta fame.

Adesso, secondo me, ci vorrebbe qualcosa da bere.

Ti dispiace ordinare del vino bianco?

Hai qualche preferenza sul tipo?

No, nessuna. Purché sia ghiacciato.

Ettore.

Dammene un altro, Tony, per favore.

- La signora è sola questa sera? - SÌ.

Gli uomini sono tutti stronzi.

Sei d'accordo?

Noi ci conosciamo già, te lo ricordi?

Come no, oggi alla boutique.

Posso offrirti da bere?

Stasera sono sola come una scema.

Devi assolutamente bere con me.

È meglio che tu la smetta.

Anche tu ti metti a darmi ordini.

Io no, a questo ci pensa George.

Credo che sia così.

George? E come fai a conoscerlo?

George questa sera fa una festa per pochi amici, non lo sapevi?

No, ma l'avevo capito lo stesso.

Da come lui mi ha ordinato di stare fuori dai piedi.

Vieni con me.

Gli faremo una bella sorpresa.

- Perché no, andiamo. - Bene.

Scusa, George, ma visto che ti eri dimenticato di avvertirla,

sono passata a prenderla io.

Io e lei siamo amiche, forse non lo sapevi.

Mi dispiace per il contrattempo.

Non sapevo di dover venire.

Barbara ha insistito tanto.

Non potevo proprio rifiutare.

A dire la verità, tu non eri invitata.

Ma visto che ci sei,

siediti.

Ettore.

Prego.

- I signori vogliono ordinare? - Lo non ho preferenze.

Faccia lei, tutto quello che c'è di meglio.

- Posso avere delle ostriche? - Certo.

Ne abbiamo di freschissime.

Le ostriche sono un potente afrodisiaco, lo sapevi?

Sì, certamente, è per questo che mi piacciono.

Ti dispiace che io sia venuta?

Figurati. Non credo di essermi mai divertito tanto.

Non mi avevi detto di avere amici così simpatici.

E così pieni di sorprese.

Tu lo sai, Silvia, anche io amo le sorprese.

E dato che con questi ragazzi ci siamo subito intesi,

avrei pensato...

Vi faccio una proposta.

Silvia e io passiamo il weekend in mare,

perché non venite anche voi?

- Tutti e due? - Naturalmente.

Vedo che a Barbara piace fare il gioco pesante.

Non sarò certo io a tirarmi indietro.

Sarebbe la prima volta.

Silvia, tu che ne pensi?

Silvia pensa esattamente quello che penso io.

Avanti, diglielo anche tu.

Ragazzi, veramente, mi farebbe piacere che veniste anche voi.

Ci divertiremo, vedrete.

Veramente.

Che vi dicevo?

Silvia è felice di ospitarvi a bordo dello yacht.

Per me, se va bene a Barbara, sono d'accordo.

Io ci sto.

Qui ci vuole un brindisi.

Sì, brindiamo alla nostra amicizia.

Sono sicuro che ci divertiremo.

Sarà una bellissima crociera, ne sono convinto anche io.

Questa sarà la vostra cabina.

Puoi prendere tutto quello che vuoi.

Ci sono pantaloni, casacche,

bikini.

- Grazie. - Tieni, provati questi shorts.

- Non porti reggiseni? - No.

Non so nemmeno che cosa sia.

- Io vorrei avere il seno più grande. - Perché?

Sono sicura che a George piacerei di più.

Credi che i vostri rapporti cambierebbero?

No, però mi piacerebbe.

Questa è la cabina di George.

Come vedi, è molto più grande delle altre.

Sai, George vuole sempre essere libero di fare quello che gli fa comodo.

Voi non dormite insieme?

No, sono ammessa nelle stanze del sultano, solo quando ha voglia di fare l'amore.

E poi, sai...

- C'è anche un'altra ragione. - Immagino.

Così può portarci chi vuole.

- E succede spesso? - Molto spesso.

E io dalla mia cabina sento tutto.

Scusa, tu perché glielo permetti?

Poi, perché non fai anche tu come lui?

No, io non...

A dire la verità mi fa paura. Non immagini com'è quando si arrabbia.

Soltanto gli stupidi non cambiano mai idea.

Anche a Silvia il quadro è piaciuto.

- Non è vero? - Sì.

- Però lo trovo incompleto. - È stupendo.

E poi, volevo fare una sorpresa a Barbara.

L'altro che avevo scelto era solamente una stupida macchia rossa.

Hai ragione.

Sembrava proprio una stupida macchia di sangue.

Mare di Sicilia, calmo per le prossime 24 ore.

Lievemente mossi gli altri mari.

Venti: deboli, variabili,

tra area del Mediterraneo e Tirreno.

Moderati da Nord Ovest

sul Mediterraneo Occidentale.

Temperatura stazionaria a Nord,

in lieve aumento sulle regioni centrali e meridionali.

Silvia!

A che ora si mangia?

Tra poco è pronto.

Mettiti addosso qualcosa di più pesante, avrai freddo.

- Ti ho fatto vedere dov'è la roba. - Sì, grazie.

Che c'è? Hai fame?

Abbastanza.

Mi stavo chiedendo, come fai a vivere con un tipo come George?

È meglio che torni di sopra, qui c'è da fare.

Altrimenti stasera finisce che non si mangia.

Vuoi il cambio?

Tu sai navigare, vero? L'ho capito da come ti muovi.

Ho fatto l'accademia navale, poi ho fatto affondare una portaerei.

- Ci sono stati 600 morti. - Ma che stai dicendo?

Vuoi prendermi in giro?

Hai il radar, il radio telefono, c'è anche il pilota automatico.

Non hai bisogno del cambio, vado ad aiutare le ragazze.

No, tu resta qua.

Giù dalle ragazze ci vado io.

- Cosa cerchi? - Il sale.

È lì in basso, sotto.

Questo sì è un quadro di valore.

Avevi freddo solo dalla cintola in su?

Pensavo che questo maglione fosse un po' più lungo.

Certo che in quella posizione...

Sono sicura che l'hai fatto a posta.

Siamo appena partiti e già cominciate a litigare?

Barbara, è bene che tu lo sappia,

io odio sentire due donne che litigano.

- Posso? - Sei un ospite.

Io vado matta per il caviale.

E per tante altre cose.

Posso averne ancora un po'?

Puoi avere tutto il caviale che vuoi.

Permetti?

Dicono che anche il caviale sia un afrodisiaco.

Io credo che gli afrodisiaci siano l'unica cosa di cui non abbiamo bisogno.

Bene, adesso che ti sei riempito di afrodisiaci,

vai a gettare l'ancora. Siamo su un fondale basso.

Agli ordini, signor comandante.

Beve forte, il comandante.

Quando parli di cose che mi riguardano, rivolgiti a me.

Bevi forte, comandante.

Il quadro ha cambiato cornice, deluso, eh?

Sì, è vero, bevo. Hai obiezioni?

Il fegato è tuo e puoi rovinartelo come ti pare.

È così tutte le sere, ma non mi vuole ascoltare.

Vi pare possibile che mi metto a fare quello che dice questa mezza scema,

deficiente e stronza.

Ti tratta sempre così questo gentiluomo?

No, solo quand'è di buon umore.

Vero, tesoro?

Ti ricordi quella volta che mi hai fratturato il setto nasale?

E l'altra volta che mi hai rotto un braccio.

Vedo che avete dei deliziosi ricordi della vostra vita in comune.

A lei in fondo piace così.

Non ci crederete, ma siamo molto più affiatati di quanto sembra.

Questo è quello che dici tu. Vorrei sapere cosa ne pensa lei.

Silvia non è un essere pensante, Vero, cara?

Ho dimenticato di prendere i giornali prima di partire.

Me ne sono ricordata io.

Tieni.

La lettura del giornale ti aiuterà a digerire meglio.

- Questo è quello di stamattina. - Lo conoscevate anche voi?

Abbiamo avuto il piacere questa mattina.

Una persona tanto distinta.

Ma un po' fredda e molto, molto morta.

Silvia vorrebbe insinuare che l'ho ammazzato io.

Come? Si è suicidato.

Aveva ancora la pistola in mano quando l'hanno trovato stamattina.

Sì, però, se George lo avesse aiutato,

non sarebbe finito a quel modo.

Non puoi nemmeno dire che l'ho fatto perché ero ubriaco.

Questo è il primo bicchiere della giornata.

Quando arrivi in fondo alla bottiglia che fai?

L'ammazzi?

Impicciati degli affari tuoi.

O ti faccio tornare indietro a nuoto.

Sembrava dovessero scannarsi, invece senti com'è finita.

In fondo è vero, a modo loro, quei due vanno d'accordo.

Come una schiava con il suo padrone.

Finché la schiava non deciderà di ribellarsi.

Mi dispiace che Silvia si sia messa

tra le mani di quella caricatura di superuomo.

Probabilmente...

Lei è felice così.

A nessuno piace essere trattato come uno schiavo.

E non credo che Silvia sia felice.

Ehi.

Guarda che cosa ti ho portato.

Hai visto?

È ancora viva.

Hai paura?

Eccola sistemata.

Sai, l'ho fatto per te.

Eri così spaventata.

Mi ha fatto più paura la tua faccia.

Avevi un'espressione più feroce di quella murena.

Non è vero.

Io so essere anche tenero quando voglio.

Se devi giudicare da come tratti Silvia.

Ehi.

Ho ucciso una murena.

Guarda com'è ridotta.

Non l'hai uccisa, l'hai massacrata.

Se avesse potuto, avrebbe fatto altrettanto con me.

No, non è vero. L'uomo è sempre l'essere più feroce.

Gli animali uccidono per difendersi o per procurarsi il cibo,

soltanto l'uomo uccide per il piacere di farlo.

Tu ti diverti a veder soffrire la gente.

Hai ragione, Silvia.

Diventi sempre più intelligente.

Hai detto bene, l'uomo fa le cose solo per divertimento.

Conta solo il piacere, nient'altro.

Non ho problemi se vuoi guardare.

Immagino come andrà a finire.

Dovresti rimanere allora.

Sarà più divertente così.

Barbara, stai a guardare.

Potresti imparare qualcosa.

Vado a fare una doccia.

È chiaro che non può essere stato che uno di noi.

E chiunque sia stata ha dimostrato di essere il più intelligente.

Perché ha tolto le chiavi?

Così tutti i nostri rapporti diventeranno più facili,

adesso che le cabine non possono più essere chiuse a chiave.

Anche Silvia sa disegnare bene.

Sei bravo.

Hai molti pregi.

Fra gli altri, anche quello di parlare poco.

- C'è qualcosa. - Sì, è una piccola isola.

Una specie di scoglio deserto.

Ci fermeremo lì stasera.

Voglio smetterla di bere.

E anche di fumare.

Ti dispiace darmi il cambio?

Irem, sto pensando di farti un regalo.

Un bel regalo.

Sono sicuro che ti piacerà, vedrai.

Tu sei geloso di Barbara, vero?

Lei è la tua ragazza, no?

E non vuoi che te la portino via, è così?

Io non sono mai stato il padrone di Barbara.

È libera di fare tutto quello che vuole.

Come sono libero io, del resto.

Sono proprio sicuro che il regalo che ho in mente di farti ti piacerà.

Eccomi nudo come un dio pagano.

Un bagno prima di cena è meglio di un aperitivo.

Venite, l'acqua è stupenda.

Avete sentito il capo?

Io vado.

Voi non venite?

Irem, tu che fai?

Io resto qui a cucinare, tu vai pure, se vuoi.

Silvia.

Vieni, Silvia.

Silvia, vieni.

Arrivo.

L'ho detto che era una meraviglia.

Che profumo.

Fai qualcosa anche tu, tieni.

Un marinaio non potrà mai essere un vero marinaio, se non sa cucinare.

Mi dispiace solo che non ci siano ostriche.

Tieni.

- Attento. - Lo sono pronta.

Datemi un piatto.

Questa volta Irem ha veramente superato sé stesso.

Mi sembra cotta al punto giusto.

Ecco, questo è per George.

In mare comanda uno solo,

e ha il diritto di vita o di morte.

Figuriamoci se non gli spetta la prima porzione.

No, a lei no. Niente cernia.

Ecco le tue ostriche.

- Sei contenta? - Che meraviglia.

Grazie.

Bravo, eh.

Sorpresa.

Adesso, Silvia, con le tue ostriche berrai un pregiatissimo vino bianco

di ottima annata, prendi.

Un buon giocatore non si fa mai prendere in contropiede.

Vero, George?

Io non credo che George sia un buon giocatore.

Sei sempre così serio?

Avanti, sorridi.

Le ostriche cominciano a farti effetto.

Sì, un effetto spaventoso.

Oggi George mi ha promesso un regalo.

Pensavo di fartene uno anche io.

Può darsi che si tratti della stessa cosa. Ha detto che mi piacerà molto.

Mi auguro di sì.

E credo anche di aver capito di che cosa si tratta.

Credo di averlo capito anche io.

Lui in cambio non ti ha chiesto niente?

Che cosa posso dargli io che lui già non abbia?

Barbara?

Barbara per me può prendersela quando vuole.

Finalmente, Barbara, è arrivato il momento della verità.

E allora vuoi sapere se ci sto.

Su questo non ho mai avuto dubbi.

Quello che voglio sapere, è se ne vale la pena.

È arrivato il tuo turno.

Lo dici come se stessi andando dal dentista.

Potresti metterci un po' più d'impegno.

Che vuoi che ci metta? La passione?

Parli come una deficiente.

Cosa credi, che mi sia preso una cotta?

Di ragazze come te ne ho avute a grappoli, sempre.

Quando volevo.

Silvia cosa farà quando ci vedrà fare l'amore?

Guarda, sembrano due gatti in calore.

Senti, perché avete accettato di passare...

il weekend con noi?

Perché tu ci facevi pena.

Io fare pena a voi due?

- Sei impazzito? - No.

Abbiamo sbagliato.

A te le cose vanno bene come stanno.

Che altro potrei fare?

Ribellarti.

Distruggere il mondo o almeno rovesciarlo, guarda.

In questo modo ci riesco anche io.

A me il mondo piace così com'è.

Ma che diavolo stanno facendo quei due cretini?

Irem le sta insegnando come si rovescia il mondo.

Che deficienti.

Non hanno ancora capito chi comanda qui.

Il padrone sei tu,

ma non puoi impedire che ogni tanto anche gli schiavi si divertano.

Sì.

Ma solo quando glielo permetto io.

No, non mi va.

Tieni.

Questa maschera mi va stretta.

Perché non hai fatto come me che l'ho bagnata prima.

Io vi aspetto di sotto.

Vado anche io.

Ma no, questa volta ti sei comportato con poca abilità.

Aveva le bombole ancora piene d'ossigeno.

- Coraggio, Silvia, ce l'abbiamo fatta. - Grazie.

Certo, se non fosse stato per voi...

Ho visto la morte in faccia.

È stata una cosa spaventosa.

Stammi bene a sentire, avvocato,

le decisioni qui le prendo soltanto io, capito?

Non mi frega niente di cosa vi siete detti tu e il direttore della banca.

Stai zitto e apri bene le orecchie!

Io non faccio rientrare una sola lira dall'estero.

Tutti stanno esportando capitali

e io dovrei fare l'importatore clandestino di denaro?

Sei solo un deficiente!

Niente cassa integrazione, si chiude e basta.

La mia fabbrica non è un ospizio.

Ma che lastrico, fammi il piacere!

Io mi limito a mettere 600 operai in braccio al governo,

e che ci pensi lui a mantenerli!

Se ti dovessero venire altre idee geniali come questa,

fai pure a meno di telefonarmi.

Hai licenziato 600 operai?

Questi sono affari miei.

Non riguardano nessun altro.

Se permetti, riguardano anche i 600 operai.

Adesso non cominciare anche tu a rompere i coglioni!

Ora passa, non è niente.

Ti passerà subito, Silvia.

Vedrai.

Abbiamo visite.

Vieni, c'è posto anche per te.

Come mi hai detto ieri, puoi sempre imparare.

Non sarai geloso.

Se volete divertirvi, non ho obiezioni.

Che ti salta in testa?

Se prendi un'altra iniziativa la paghi, ricordatelo.

La corrente ci aveva completamente disancorati, te ne sei accorto?

Mi dispiace, Irem.

Non potevo immaginarlo.

Scusami.

Scusami davvero.

Sei bella.

- Anche Silvia è bella. - È anche brava.

Ti è piaciuto fare l'amore con lei?

Silvia mi fa molta pena.

Silvia ha tutto quello che una donna può desiderare.

Tutto tranne l'affetto di qualcuno.

Vuoi dire che sta cercando di ingelosirmi?

Io credo che Silvia si senta molto sola ed è per colpa del tuo egoismo.

Che mi importa di lei.

Io posso fare quello che voglio.

E lei lo sa.

Anche venire a letto con te.

Certo che puoi farlo,

ma perché non l'hai ancora fatto?

Perché voglio essere io a decidere quand'è il momento.

Secondo me, se non l'hai ancora fatto è solo perché hai paura.

Paura io?

Di cosa dovrei aver paura?

Hai paura che Silvia questa volta si ribelli.

E faccia la stessa cosa con Irem.

Se quella si azzarda solo a pensarla una cosa simile, le rompo il collo.

Non puoi pretendere di avere tutto, senza mai dare niente in cambio.

È sempre andata così.

Non è detto che debba continuare.

Che cosa vuoi dire?

Soltanto che al mondo esistono anche gli altri.

- Faccio io. - Grazie.

Ho saputo che George prima ti ha chiesto scusa.

Sono contenta che l'abbia fatto.

Cosa vuoi dire? Che George è un gentiluomo?

No, solo che insieme a voi si comporta in modo molto strano.

E non riesco a capire perché.

George non ha più parlato del regalo che ti voleva fare?

No, però me ne devi fare uno anche tu.

Quando verrà il momento te lo farò, stai tranquillo.

Che cosa aspetti a liberarti di quell'uomo?

Di che cosa hai paura?

Aspetto il momento giusto.

Ho da fare a prua.

Pronto?

Pronto?

- Non funziona. - Dov'eri?

Sotto coperta, a prua.

Sono andato a prendere gli attrezzi nella cabina del marinaio.

- Dove sono finite Barbara e Silvia? - Da qualche parte.

Che ne so, in cabina.

Che cos'è questa congiura?

Che cosa state tramando alle mie spalle?

Basta con questa storia.

Noi due non ci siamo mosse da bordo.

Se tu bevessi un po' meno, ci avresti trovate.

Qui c'è qualcosa che non mi convince.

- Preparo la tavola per la cena? - No, non ho fame.

Lui ha soltanto sete.

Che cosa sta succedendo a bordo?

Voglio sapere che senso ha quell'acquarello in camera mia.

Qualsiasi cosa succeda a bordo è opera di uno di noi quattro.

Questo l'hai detto tu.

Lo ha fatto uno di voi due, solo tu e Silvia sapete disegnare.

- Anch'io so disegnare. - Non ci credo.

Fammi vedere.

Avanti, dai qua.

Sembro proprio io.

Sei brava, Barbara, hai veramente del talento.

Perché non ti metti a fare qualcosa di serio?

Soprattutto hai delle belle gambe.

Io vado a preparare la cena.

Barbara!

Barbara!

- Quel gran figlio di puttana. - Che cosa stai dicendo?

Irem ha cercato di uccidermi.

Ecco, guarda, Irem non ha manomesso niente.

Ha toccato solo questo, che è il mio.

Tant'è vero che mi ha detto di non usarlo perché gli sembrava difettoso.

Che cosa è successo?

Perché hai quella faccia?

Gli si è guastato l'erogatore dell'aria e dice che sei stato tu,

che lo hai fatto a posta.

Senti, amico, nominami tuo erede universale

e poi ti do mezz'ora di vita, il tempo di organizzare un delitto perfetto.

Ho il diritto di fare tutte le supposizioni che mi pare.

A bordo stanno succedendo cose che non mi piacciono per niente.

- Come ieri. - Ieri cosa?

Il quadro nella mia cabina, chi è stato?

Qualcuno che voleva spaventarmi.

Sono sicuro che è la stessa persona che oggi ha tentato di uccidermi.

Uno di voi tre è un gran figlio di puttana,

ma se lo scopro, lo ammazzo.

Tanto, quelli come me in galera non ci vanno mai.

Non è vero, cara?

È un vero peccato.

Adesso muoviti, leva l'ancora e metti in moto.

Non hai sentito? Ti ho dato un ordine!

Questa prima o poi te la farò pagare.

Senti, credi veramente che Irem abbia tentato di ucciderlo?

Perché avrebbe dovuto farlo?

Per me.

Per liberarmi di lui.

Non è il tipo che fa qualcosa per gli altri.

Hai ragione.

Quando uno fa qualcosa, lo fa sempre perché gli conviene.

Tieni.

Grazie.

Oggi ha cominciato presto a bere, lo spavento gli ha messo sete.

Attento!

Così beve di meno e stiamo tuti più tranquilli.

Vammi a prendere un'altra bottiglia, sbrigati.

D'accordo. In fondo, la mia unica gioia è quella di vederti sorridere.

- Ti prepari per me? - No.

Preferisco prendere il sole.

Guarda che ancora non sono ubriaco.

Ehi, capo.

Cominci a bere anche prima di pranzo, adesso?

È già la seconda bottiglia che finisce.

Per quel che me ne importa. Fai quello che ti pare.

Silvia è davvero la donna perfetta.

Sa cucinare, dipingere, suonare il piano e fottere.

Nessuna scopa come lei.

È favolosa, Irem.

Veramente una mignotta di gran classe.

Irem, perché non mi vuoi rispondere?

Hai paura di ammettere che c'è stato qualcosa fra voi due?

Ma che stai dicendo?

Davvero, Silvia, non hai mai pensato di portartelo a letto?

Questo non vuol dire proprio niente.

Irem è tanto un bravo ragazzo.

Sa sempre stare al suo posto.

E mi dispiace di aver dubitato di lui,

proverei un grande dolore se scoprissi che il figlio di puttana è proprio Irem.

Irem, attacca il motore e mettiti al timone.

Si ritorna a casa.

Vuoi dire che torniamo indietro?

Proprio così,

non me la sento di continuare il viaggio con tre figli di puttana.

Stai parlando di noi, per caso?

Avanti, sbrigati. Fai quello che ti ho detto.

George si secca molto quando qualcuno adopera le cose che gli appartengono.

E poi, quando beve troppo può anche diventare pericoloso.

Sai quanto me ne frega?

Aspetta che arrivi il momento.

Non c'è più tempo ormai. Stiamo tornando a casa.

Tra poco George sarà ubriaco fradicio.

Quello sarà il nostro momento.

- Però vorrei... - Vorresti che anche Barbara partecipasse?

È questo che intendi dire?

Come lo trovi questo whisky?

Delizioso, semplicemente delizioso.

Mi piace fare la parte della coppa.

Gustatelo per bene, cagnolino.

La festa sta per iniziare.

Ti stavamo aspettando.

Se volete saperlo,

la vostra gentilezza diventa una cosa sempre più sospetta.

Grazie.

Io preferisco continuare col whisky.

Non cambiare è il vero segreto per reggere l'alcol.

Ti dispiace, Irem?

Io non so nemmeno che cosa significhi ubriacarsi.

Ehi, ma che cos'è questo silenzio?

Vi dispiace tornare a casa?

Irem... che strano nome,

come mai ti chiami così?

C'è scritto sui miei documenti.

E tu non hai mai pensato a chiederlo ai tuoi genitori?

Non mi sono mai posto il problema.

È proprio questo il guaio con voi giovani,

non vi ponete mai nessun problema.

Siete come degli animali.

È simpatico Irem, non trovi?

È simpatica Barbara, non trovi?

E a letto com'è? Brava?

Eccitante?

Tu non ci crederai,

ma i rapporti tra me e Barbara sono stati di una castità esasperante.

Non posso dire che Barbara non mi sia piaciuta,

no, no, no.

Ho pensato di farci l'amore, fin dalla prima volta che l'ho vista.

Irem.

Irem, voglio farti una sorpresa.

Ah, già, te l'ho già detto.

Torniamo a parlare del regalo che voglio farti

per ricompensare i tuoi meriti.

Per dire la verità, più che un regalo

è un baratto.

Smettila, sei completamente ubriaco.

Lasciami parlare.

Il regalo è lei.

È Silvia.

È la più bella cosa che io abbia,

ed è giusto che anche tu faccia quest'esperienza.

Sei un amico tu e te la regalo.

L'avevate capito tutti, non è vero?

Però tu la prenderai quando voglio io,

come voglio io,

capito?

E guai a voi se cercate di farlo a mia insaputa.

Basta.

Adesso no!

Te lo dirò io quando è il momento.

Non voglio essere io l'unico a rimetterci.

Non è nelle mie abitudini.

È partito, ne avrà per un pezzo.

- Dov'è Irem? - E di sopra.

Ti sta aspettando.

Adesso mi sento libera.

Non me ne importa più niente di George.

Dov'è adesso?

È nella sua cabina.

È ubriaco come un maiale, non si sveglierà prima di domani mattina.

E se si sveglia?

Se si sveglia, stai tranquillo.

C'è Barbara insieme a lui.

È questo che volevi, non è vero?

Sapete, mi sono addormentato.

E ho sognato di affogare.

Stavo andando a fondo.

Già, in un mare di whisky.

E nel sogno, improvvisamente, vi ho visti fare l'amore in tre,

ma non può essere vero.

Silvia.

Dimmi che non è vero.

Non hai avuto il coraggio di fare una cosa simile.

Silvia, ti ordino di rispondermi.

Tu hai finito di darmi ordini, George.

Finito per sempre.

Brutta carogna.

Irem!

Tu impicciati degli affari tuoi.

Irem.

No, non volevo.

George, non volevo. Perdonami.

Perdonami.

Io... non volevo...

Lo sai cosa facevano i Romani agli schiavi che si ribellavano?

Li facevano a pezzi.

E poi, li buttavano in pasto alle murene.

Aiuto!

Vuole uccidermi!

No!

Niente, non è successo niente.

Ora torniamo a riprenderla.

Silvia è scivolata in mare, bisogna ripescarla.

Che cos'hai da guardare, stronzo?

Silvia te la regalo, te l'ho promesso.

Ma vai a ripescarla se vuoi fartela.

Avanti, che cosa aspetti?

Bevi. Ti farà bene.

Ora torniamo a prendere Silvia.

Giusto.

Adesso Silvia è la tua donna.

E non ti chiedo nemmeno Barbara in cambio.

Bevi un altro goccio. Bevi, ti tiene su.

Vieni, è svenuto. Fai presto.

Com'è il mondo visto alla rovescia?

Più o meno come quando è dritto, con una canaglia in meno.

Allora è sempre lo stesso schifo.

LE SCENE SOTT'ACQUA SONO STATE GIRATE CON L'ASSISTENZA DI ENZO BOTTESINI

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