All language subtitles for La.vedova.del.trullo.1979-[+18].DVDRip.x264-worldmkv

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic Download
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian Download
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil) Download
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Vecchia, paralitica e zitella.

E non muore mai.

Vieni, vieni, ha già telegrafato da New York. Nicola, Luisa, pensa tu alla

signora. Nicola non è mai mancato un anno.

È una tradizione di famiglia. Il nonno, il padre e adesso lui.

E poi Nicola ha fatto voto al santo, capisci? Un voto è un voto.

Nicola. Sì?

La sai una cosa?

Io ho paura.

Maddalena, un voto è un voto, sta tranquilla. E io ho paura lo stesso. Non

pericolo. Non succederà niente, Maddalena.

Comunque, se succedesse...

E' spettacolo, sono molto contento.

Hanno fatto le cose in grado.

Stupendo.

ah che bello spettacolo facciamo perché possiamo ma vedrete stasera i

botti bam bam

guarda

che bello guarda guarda

Bella festa a Don Bonifacio. Ma che bello.

Una volta queste qua erano feste, veramente si onorava il santo padrono.

Adesso invece sono solamente volgari esibizioni bruttissime per carità.

Ha ragione padre.

Certo. Però, le gambe delle donne... Beh, insomma, ma che gambe?

Visto? Maddalena, ma la senti? Questa è un 'orchestra wonderful.

È il momento che io vado a preparare.

Mi raccomando, l 'anno scorso fu un vero trionfo. Insomma, fu una cosa

grandiosa. Signor sindaco, quest 'anno sarà una cosa ancora più wonderful.

Sarà una bomba, una bomba. Non ti preoccupare, Maddalena, sarà...

a più tardi ci vediamo ci vediamo

vero mago chissà che ha preparato

Che perdita, che perdita.

Povero Nicola, bello artista, grande artista.

Pagato con la vita, la sua devozione al santo, con la vita. Santo uomo, santo

uomo, insostituibile.

E' vero, don Morifacio? E' vero, e' vero.

E' vero, e' vero.

E' vero, e' vero. E' vero, e' vero. E' vero, e' vero. E' vero, e' vero. E'

e' vero.

E' vero, e' vero.

E quando conta di partire, donna Magdalena?

Partire io.

Già. Io resto qui, sia chiaro per tutti.

E a spese vostre.

Nicola ve l 'ha fatti i fuochi d 'artificio per tutta la sua vita gratis.

Beh... E adesso voi mi mantenete.

Io non ho più niente nessuno.

Questa sono io.

E questo è Nicola.

Nicola?

Quello non si muove nemmeno con la dinamite.

Quangi vorrebbe la mano del santo.

Ha parlato della mano del santo.

E che in paese non si trova un buco libero nemmeno a pagarlo oro.

Signori, diciamo la verità.

La crisi dell 'edilizia ha colpito anche noi.

Ci sarebbe la casa della vecchia quando muore, naturalmente.

Giusto, hai un 'idea. La casa della vecchia non si tocca.

Ma come mia figlia è un anno che aspetta che la vecchiaccia stirri e zampe e

lasci la casa libera.

Così si sposa.

E vado a abitarci nella casa della vecchiaccia.

Insomma, Nicola, pace all 'anima sua.

Morendo ci ha fatto un bel servizio. Quello si è messo in pace e ci ha

la vedova sul groppone.

Io me la ingropperei volentieri.

Signore, rimoderiamo i termini, ma che linguaggio è questo?

Ma vi rendete conto che siamo nella merda fino al collo?

Eh, che cazzo... Ma un momento, Don Calogero, lei è vedo, ha una bella

grande. È un figlio di sedici anni.

Lei è padre.

Mi dica una cosa, lei ce lo metterebbe un bidono di benzina come quella là, con

un fiammifero acceso vicino? Papà, è finita la magnesia, pure il sale

È un caso urgente?

Sì. Olio di ricino, due once, vedrai che va.

Signori, ci sarebbe il trullo. È vero, sì, abbiamo il trullo, ha ragione, sì,

che un 'idea meravigliosa. Ma dico, signori miei, ma come?

Il trullo, dopo tutto quello che ho fatto per farlo dichiarare monumento

nazionale, il trullo. È l 'unica attrattiva turistica del paese, il

È l 'attrattiva, l 'attrazione turistica del paese, ma è un turista che è uno.

Io non so nemmeno com 'è fatto, ma ha fatto pure costruire l 'albergo, che fra

'altro non è nemmeno terminato.

Mettiamola nel trullo e non se ne parli più. Ma è tanto, a che ci serve? Nel

trullo, nel trullo. Ha ragione, ha ragione. Mettiamola nel trullo e

finire. Mai!

Nel trullo, mai!

Il trullo è il paese.

Il trullo è cultura.

Il trullo siamo noi.

Lei è il trullo. Io.

Lei è il trullo. Tu sei il trullo, sei. Io sono il trullo. Io sono il trullo!

E difenderò sto trullo fino alla morte, fino alla fine.

Ma io dico, questa povera Cris, dove la mettiamo a dormire?

Nel trullo no.

Dove la mettiamo a dormire vuol dire che farò un sacrificio.

E la porterò a dormire con me.

Sì, lo chiama sacrificio, lo chiama. Con me, insomma, con noi, a casa mia, a

casa mia, a casa nostra.

Io pure ho una figlia femmina e capisce pure per me un po'. Sa che metto la

vergine accanto alla vedova, la vedova accanto alla vergine, che casino.

In ogni modo domani in giunta io chiarirò.

Domani in giunta vedrete di che panni vesto.

Signori, la cultura è cultura e io sono il custode della cultura.

Pippo, io sono il custode della cultura.

E come no? Chiaro?

Chiaro.

Hai capito?

Io dico no all 'ipocrisia del panegirico, no alla

strumentalizzazione blasfema del pathos. Io devo, io sono costretto a diparare

anche le più piccole matosse che ci avviluppano nel nostro purtroppo

habitat etnico -culturale. Io ho in animo et

in cordis tutta la problematica.

dell 'humus che ci ha dato i Natali. E voi lo sapete.

E così io credo nella vostra concordante lezione.

Ci credo perché l 'attuale divergenza dal nostro

abituale parallelismo esalta semmai le infinite, numerose

convergenze concomitanti, pluralittiche, Ma partiti che

scevre dall 'attuale mortificante e devo dire, e non bisogna che lo dico,

deplorevole nepotismo. Ecco, ho detto.

Ho finito.

Dopo aver ascoltato con estrema attenzione quanto ha detto il nostro

sindaco, urge riconoscere...

Che non abbiamo capito un cazzo. Che non avete capito un cazzo. Ma come sarebbe

a dire che non avete capito? Lei ha capito. No, poi niente. Lei ha capito.

sono stato così schiavo. Lei ha capito.

Quindi, senza offesa al signor sindaco, il problema va risolto collocando la

vedova nel trullo. No!

Nel trullo no! Eh sì, nel trullo. Ma chi ha detto?

Ai voti. Ai voti?

Stronzo! Ma che?

Pure la televisione? Marescià, sono arrivati tutti, vi stanno aspettando.

E tu, reggi qua.

Non ti muovere e lavora.

Il nostro maresciallo vorrebbe dire che il consiglio comunale ha deciso a

stragrande maggioranza... Eh no, veramente papà, non volete? A stragrande

maggioranza di ospitarla nel nostro paese e di affidarle quest 'ambiente in

lei alloggerà.

Ci onoriamo quindi di accoglierla nel nostro unico monumento cittadino, il

truco. È come se incastonassimo una perla nel suo alveo naturale.

Lei sarà un grande gioiello.

Fra gli altri gioielle, a mare sciabici mettete pure voi. E poi lo sapete tutti

che papà non voleva.

Se è per questo il sindaco non vuole nemmeno che tu lo chiami papà. Eh,

allora per chiarire il concetto dirò che il mio futuro suocero si è opposto fino

all 'ultimo. E a noi non ce ne fotte un cazzo, tranquillamente. Donna Maddalena

è venuto veramente accogliente e lei si troverà certamente a suo agio.

La ringrazio, ma... Questa è una culla.

Io non ne ho bisogno. Potrebbe servirle per un domani, donna Maddalena.

No, né ora né mai. Ho fatto voto di fedeltà eterna alla memoria di Nicola e

intendo mantenerlo.

In ogni modo potete lasciarla, è molto bella.

E ne avrò altrettanta cura che degli altri vostri gioielli, state tranquilli.

Arrivederci e grazie a tutti.

Arrivederci. Arrivederci.

Arrivederci.

Oppo di lei.

E non succede mai niente. Ma come niente? È la buon 'anima di Nicola che è

saltata in aria con tutti i foghi artificiali. E quell 'anima di vedova

ha lasciato in eredità? Quella vecchia.

Vecchia? Ma l 'hai visto il culo? Il solito stupido, stupido e volgare.

Ma che fine ha fatto? Non si vede, non si sente.

Boh, per quello che ne so io fa una vita da monaca. Gira per le campagne, passa

giornate intere in quello streccetto di giardino. Avrà fatto voto di castità.

Sì, adesso.

Beh, che Dio ce la mandi buona.

Buona di così.

Maddalena. Buongiorno, padre.

È da tanto che volevo parlarle.

Posso darle del tu? Lei è tanto giovane. È per questo che mi ha fatta chiamare.

No, Maddalena.

Perché non ti si vede mai in chiesa? Lei lo sa benissimo.

Quello che tu pensi è peccato, figliola. Finché là dentro ci sarà lui, io non ci

metterò mai i piedi.

Questa è una bestemmia.

Ma come puoi pensare che un santo ti possa fare del male? Come? Nicola il

'aveva fatto al santo e lui me l 'ha ammazzato.

Guarda, Maddalena.

Questo è il mio ovile.

Vuoi proprio tu essere l 'unica pegora nera?

Non è mica colpa mia se sono in lutto.

Benefica, benedica.

Nicola, Nicola mia.

Nicola!

C 'è tanta luce lassù.

Ma che cazzo vanno dicendo?

Questo è il paradiso.

Maddalena, Maddalena, Maddalena, lo facciamo un angioletto?

Bene

ragazzi,

quello che avete visto sono cose semplici, voi lo sapete anch 'io sono un

maniaco. Sessuale.

Ugo, non farò spiritoso.

Sono un appassionato di queste cose. Io faccio collezione e porto in questo

museo tutto quello che trovo. Sono gli oggetti della vita quotidiana, come si

svolta per secoli, sempre uguali. È molto importante conoscere il proprio

passato per essere meglio preparati ad assecondare il progresso e tenersi al

passo con i tempi.

D 'accordo?

E adesso andiamo, ragazzi.

Questa qui è stata un 'escursione culturale. La prossima gita sarà

spirito. Questa domenica vi porterò al santuario del Grillo a pregare.

Venite tutti, non mancate, mi raccomando.

Ma ci vede? Chi ci vede?

Lasciami, lasciami andare. Ma che c 'è? Vuoi andare via? Ma che succede? Ho

detto di lasciarmi andare.

Ha tolto il lutto la vedova. Ma quello è giovane, lo può fare. Ai nostri tempi

era diverso. Un po' troppo presto però, mi pare.

Donna Maddalena. Donna Maddalena.

Ammirevole. Ammirevole. Sotto tutti i punti di vista. Sotto tutti i punti di

vista. Fedele alla memoria del povero Nicola. Fedele alla memoria del povero

Nicola.

Guarda che roba.

Io dico che una creatura come lei prima o poi si decida a fare... A fare che? A

fare cose. A fare cose.

Lei pensa, mamma?

Penso, penso.

Penso.

Non avete proprio altro da guardare, voi?

Marco, tu vieni al Tagli's domani?

Sì, sì, Enrica.

Dì la verità, tutta la varietà. Al tempo? Sì, certo.

E poi anche i versi.

Quaranta e quindici!

È fuori!

Le donne oggi non hanno più pudore.

Beh, è stato un colpo di vento, un piccolo incidente. Ma che incidente?

vento, pare il vento, tira giù!

Scusami, Maddalena, ma tu capisci, non potevo mica lasciare la funzione a metà.

Buongiorno. Ma perché non sei entrata in chiesa?

Non insista, padre.

Ancora?

Ma, Maddalena, non vorrai mica partire?

No. Padre, queste sono le cose di Nicola. A me non servono più.

Io ho pensato che per i poveri della parrocchia, forse, potrebbero essere

Mia cara Maddalena, lo sapevo che la tua devozione è grande, ne ero certo.

Grazie, figliola.

Grazie di cuore. Ah, sì. È tutta roba utile, sai, per i poveri della

Sei molto buona.

Anche queste mutande possono servire. I poveri hanno bisogno, soprattutto di

mutande hanno bisogno.

Nicola. Ma perché piangi, figliola?

È la sua biancheria intima.

Tante cose un povero prete non le sa, eppure le capisce.

Vieni.

Vieni, Maddalena, ho un 'altra cosa da offrirti, in cambio del tuo dono e a

sollievo del tuo turbamento.

Vieni, vieni che te la do.

La confessione, eh?

Vedrai che ti farà bene. No, finché c 'è il santo in chiesa io non ci metto

piede, no, no e no.

Maddalena, ma guarda che lui non sta in chiesa, lui è sepolto nei vecchi fondici

della canonica. Dai, vieni con me, vieni.

Vedrai che ti farà bene.

Andiamo.

Padre, aveva veramente ragione lei, la confessione mi ha fatto tanto bene, mi

sento più leggera, più libera.

Mamma mia, fammi prendere un po' l 'aria.

Tu ti senti libera? Certo.

Io me la so distrutta invece.

Dio mio.

E allora, dunque... Ma io sto tanto bene. Eh, lo so che ti senti bene,

facciamo un po' di conto. Allora, la mattina appena svegli, prima di

prima... Pure la domenica. Eh, la domenica è grave, la domenica anche il

si riposò. La penitenza.

E dunque, la benedenza, vediamo un po'. E la domenica che... Allora facciamo un

po' feva. 600 Ave Maria e 200 Pater Nostra, va bene?

Che? No, no, no, non ti preoccupare.

Lei dirò io.

Ne ho bisogno più di te.

Padre, mica le ho detto tutto. C 'è ancora una cosa.

Tu oggi che fai? Studio, altrimenti mio padre mi ammazza, capirai sotto esami.

Non sai che divertimento. Divertimento no, devo studiare, ci sono gli esami.

Eccola! Chi? La vedeva del trullo. Guarda, guarda.

Ogni giorno che passa quella è sempre meglio. Pensa che a certe donne fare

gli rovina la pelle. Invece a quella si vede che gli fa bene.

Mutande nere, vedi che un segno di lutto lo porta ancora.

E' apposto giusto.

Ma tu l 'hai vista?

Io no, che cosa?

Le mutande della vedova, le hanno viste tutte. Ma io no, chi ci pensa a queste

cose? Non già tu non ci pensi.

Non pensi mai a queste cose tu, eh?

No. Le mie le vorresti vedere? Le tue sì. E allora spostami. Se la casa non c

'è, come ci sposo? La trovi? Ma che trovo? La vecchia paralitica non muore,

ce l 'ha. La paralitica, figurati, deve crollare il balcone perché muoia quella.

Beh, insomma, la casa non ce l 'abbiamo. Ne trovi una? C 'è la crisi dell

'edilizia, lo discur papà.

Enrica?

Enrica, aspettami.

Enrica!

Si può sapere che cos 'hai? Perché mi pianti in asso così?

Oh, che quella ogni volta che ci sei tu trova il modo di mostrarti il culo. E

che è colpa mia?

Certo, se tu guardassi da un 'altra parte, no, sei sempre lì in prima fila.

un incidente, potrebbe capitare anche a te.

Sicuro, ma una volta, per caso.

E perché ti è capitato?

Certo, una volta. Come?

E che ti frega? Quando e dove, lo voglio sapere. È un piccolo incidente, l 'hai

detto tu. Aia, lasciami!

Se stai fermo te lo dico. Dillo, dove?

Al passaggio a livello, la gonna leggera, un colpo di vento e me la sono

ritrovata in testa. Non avevo niente sotto.

Come niente sotto? Niente, faceva caldo. Non avevo niente sotto.

Ma chi avrà quella che non ho anch 'io? Sarà bella, ma io sono più giovane. E

poi a Marco sono sempre piaciuta.

Lo sai anche tu, tu vedi tutto.

Che stupido Marco.

No?

Chissà se ci ha creduto che giro senza niente sotto.

al passaggio a livello la gonna leggera un colpo di vento e me la sono ritrovata

in testa non avevo niente sotto come niente sotto? niente faceva caldo niente

niente faceva caldo non avevo niente sotto

Marco, Marco, e su figlio mio, va a letto, dai, tu ti affatichi troppo,

l 'esame andrà bene, va a letto, su da bravo.

A quest 'ora dormono tutti.

Ma vieni a letto. Ma che fai?

Ma dov 'è?

Ma i miei vestiti?

Li ho dati ai poveri, Nicola.

Hai fatto bene.

Tanto a me non servono.

È la barba, Nicola. Te la sei tagliata.

Ma dov 'è?

Lassù? Solo lui la può portare.

Si sta bene lassù, sai? Si sta proprio bene.

È bello.

Però anche qui non si scherza, eh?

Maddalena.

Maddalena.

Senti, questi sono baci d 'angelo.

Maddalena.

Maddalena.

E no?

Maddalè,

io non ce la faccio più.

Io non ce la faccio più.

Maddalè, io... L 'infarto!

L 'infarto!

Ma che cazzo mi ha morto? Intanto io sono morto.

Certo che, Maddalè, tu non sei una femmina.

Tu sei un polipo, la rimettita è morta. Che sono sempre io, poi.

Maddalè, io sono...

un extraterrestre, ma non ce la faccio più.

Maddalena, ascolta Nicola, fai la pace col santo e

fotti, fotti con chi ti pare, non è peccato.

Fotti Maddalena, tanto io non sono neanche più geloso.

Maddalena, fotti, fotti con chi ti pare.

Sta arrivando, eccolo.

Ci sono tutti.

Bene, adesso gliela faccio vedere io.

Mannaggia. Signor Assessore.

Buongiorno. Buongiorno.

Signor Assessore.

Siete un branco di tette di cazzo. Giusto.

Sindaco compreso.

Modestamente?

Scusi, assessore, vorrei chiarire subito una cosa.

Era una soluzione provvisoria, peraltro da me è sempre contestata, vero?

Si trattava di aiutare una persona... Ma che vedova, vedova, mi faccia il

piacere, dopo tutto quello che ho fatto.

Vero? Giusto, ha ragione, ha perfettamente ragione, l 'assessore è

'unico a battersi con me alla regione. Voglio il trullo!

E anche voi, vogliamo il truolo, vogliamo il monumento nazionale,

A Roma ho messo sotto sopra il ministero della pubblica istruzione, tutti ho

fatto l 'ira di Dio. E questi quattro stronzi me l 'affittano come fosse una

camera mobiliare.

Stronzi, noi che facciamo? Roba che se lo sanno a Roma.

Oh, ma che fai? Che ascele allora?

Roba che se lo sanno a Roma. Questo da sindaco che è, te lo sbatterà la

urbana. E non come assessore. E come? Ma proprio come spazzino municipale.

Basta! Ho detto basta!

Io voglio, chiaro? Dico voglio che il trullo ritorni alla sua legittima

di testimone della storia del nostro paese. A questo punto la situazione sta

tutta nelle mani di Don Calogio. Lo sappiamo. È padre, un buon padre.

Sono padre anch 'io, padre anche lei, padre anche lui. Sei padre anche tu. Ma

già tu non sei padre. Signori, vi obbligo al giuramento del più assoluto

segreto. Ma parola dolore quando mai.

Ho riflettuto a lungo e avrei deciso di ospitare Donna Maddalena nella mia casa.

Ho parlato anche con lei e non ho parlato di ospitalità. E di che ha

Le ho chiesto di diventare la padrona della mia dimora e di me stesso.

Allora il problema è risolto.

Ma non meglio di così, scusa, siamo a cavallo. Allora siamo a posto. Ottima

soluzione, Don Calogero. Don Calogero è un vero gentiluoto. Parole sante.

Complimenti e felicitazioni.

Avrei deciso, però c 'è sempre di mezzo il fantasma del povero Nicola.

Mannaggia Nicola e quel suo stramaledetto voto. Un momento signori,

voto l 'aveva fatto non al paese ma al santo.

Nicola il voto l 'ha fatto al santo, non l 'ha fatto al paese.

E allora che ci pensi il santo?

Alta vedova!

Come va, Maddalena? Ah, da un buonifacio, bel levato. Come ti trovi

canonica? Bene, mi sento utile.

Io mi domando come ho fatto a vivere tanto tempo senza una perpetua.

E l 'ho pensato anch 'io, perché ne aveva proprio bisogno. Si ha bisogno di

donna.

No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,

no.

Ma tu guarda in che situazione mi hanno messo.

Questa è una provocazione.

Io non sono mica quel santo che resisteva alle tentazioni. Come si

Paolo, Sant 'Agostino. Sì, insomma, quello che si faceva flagellare.

Io sono un semplice prete, ma come faccio?

Eh, ma ce la devo fare.

Io devo resistere. Tu mi vuoi provocare a me, eh, ma io ti resisterò. Vedrai se

non ti resisto.

Io sono un duro, sai, ti resisterò.

Ce la farò, ce la farò, non ti preoccupare.

Tu già ti metti in accitazione, eh? No, no, stai tranquillo, stai tranquillo che

ce la farò. Ce la faccio, ce la devo fare.

Col tuo aiuto ce la devo fare.

È certo che per belloccia è belloccia, non lo puoi negare.

Anzi, è proprio buona.

Non sei d 'accordo? Ma comunque non c 'è pericolo, io ho solo la fede.

E poi sai che ti dico?

Non è neanche il mio tipo. No, no, scusa, volevo dire insomma che io non

proprio turbato da questa donna, non la vedo proprio, non la conosco, ma io non

la conosco, non mi piace neanche un pochetto così, proprio come se non

esistesse, non esiste, non mi piace, non mi piace, quindi non mi piace.

Certo che Don Bonifacio l 'ha capita, sai. Capita chi?

Ma ci fai o ci sei? Ha capito che fra te e la vedova c 'è del tenero. Ma quanto

sei stronto. Ma dai, pure Enrica se ne accorta.

A me non me ne frega niente, né di Enrica né della vedova, capito?

alla gita non la porta. Ma chi?

La vedova.

Domenica c 'è la gita al grillo. Beh, ci sarà anche la vedova. Buon per lei,

così almeno potrà fare gli occhi dolci a Marco quanto le pare.

Dai, non fare la gelosa. Lo sanno tutti quanti che quella è fedele alla memoria

del marito.

Sì, l 'hai visto Don Bonifacio. Da quando c 'è lei in canonica sembra un

Sempre tutto a posto, acchittato per benino. Quella ci sa proprio fare, sai,

gli uomini. Ma che dici, Don Bonifacio è un prego.

Sottana o non sottana, sempre uomo, eh.

Vedrai che la porta, non la lascia accanto. Ma a voi che ne importa? Non

a lui, è geloso, non ce la fa neanche vedere.

Che fate ragazzi, su, su, salite, andiamo, che sennò si fa tardi, su.

Andiamo, facciamo una bella gita e vedete che vi divertirete. Andiamo,

partire.

Don Bonifacio, il basco.

Lo metta, ci sarà vento.

Grazie. Lo metta, mi raccomando.

Andiamo pure.

Lo vedo

strano quel ragazzo. Mi preoccupa un po'. Forse studia troppo. Può

essere? Sta sempre sui libri, si svaga poco.

Ecco il caffè, dottor. Basterà una curetta come quella dell 'anno scorso,

Calogero. Allora fu promosso. Quest 'anno supererà gli esami, vedrà.

Niente da fare, ragazzi. La carretta è proprio arrivata. Voi siete giù.

Ci facciamo una bella passeggiata all 'aria aperta.

Non vi lamentate.

Eccoci arrivati, ragazzi.

Mi raccomando, andate tutti a casa.

Arrivederci, ci vediamo domani.

Grazie mille

Oddio mio.

Oddio. No, no, no, no.

No, no, no, no.

No, no.

Io non ce la faccio più.

Io sto per impazzire.

Io mi spreto, io mi spoglio, io do fuoco alla chiesa, io brucio tutto, io non ce

la faccio più.

Ma a proposito.

Ma miracoli, eh?

Miracoli come miracoli, che io sappia, tu non ne hai mai fatti.

Neanche uno piccolo piccolo, mai, mai!

Tranne la morte del povero Nicola.

Niente, niente, tu l 'avessi fatto apposta a far morire Nicola, eh?

Così la vedeva, rimaneva sola e provocava a me.

Guarda, guarda che se tu hai fatto una cosa di questo genere... Oh, scusa,

perdonami! Pensate che bestemmia, che bestemmia. No, scusa, perdonami.

No, no, no, tu per me santo sei e santo rimani. E come tale io ti rispetto. Io

ti venero, per carità, ti venero. Ma tu l 'hai vista tutta nuda. Come si parla,

sister? È già bella forte. Tu sei di legno, sei?

Ma io non sono di legno, io sono di carne. Io ho il sangue nelle vene, io ho

carne addosso. Vedi, questa qua è tutta carne.

No, sotto il panno c 'è la carne, ma questa è carne. Io ho carne addosso,

fate a me?

Io non ce la faccio più, non ce la faccio più. Oddio, cosa?

Io sono di carne, la carne è carne, la carne.

Il pesce è pesce, ma la carne...

Donna Maddalena, la soluzione c 'è, lei lo sa. Don Calogero... Già, già, il

povero Nicola. Per un assurdo voto lui è morto e per un voto altrettanto assurdo

lei sta uccidendo la sua gioventù e la sua bellezza. La prego.

Vabbè, lasciamo perdere. Voglio farle un 'altra proposta. No, stia tranquilla,

non ha niente a che vedere con noi due e con i miei sogni. Si tratta soltanto di

assistere mio figlio Marco nello studio.

È sotto esami e non vorrei vedermelo bocciare. Lei dovrebbe impedire che si

distragga, le offro un giusto stipendio. E un 'altra cosa, mi si libera una

piccola casa, posso affittargliela per poco.

Sono due stanzette, una col balcone che dà proprio sulla piazza e la camera sul

retro più tranquilla.

In cambio di nient 'altro, Don Calogero?

Davvero mi stima così poco?

E poi volevo dirle, Marco ha bisogno di una cura. Ho saputo che lei ha il

diploma di infermiera.

È vero. Venendo a casa potrebbe fargli le iniezioni.

Naturalmente gliele pagherò a parte.

Ma che sorpresa, che meraviglia. Guardi che bello, sarà pericoloso. No, non si

spaventi, sono bestie mansue. Vieni, vieni bello, su. Che vuoi dirmi, hai

Fatti fare una carezza dolce, lui. Ma come sei bello, carino.

Che vuole accarezzare pure questo?

È meraviglioso.

Non l 'avrei mai immaginato.

Visto? E allora, donna Maddalena, che ne dice della mia proposta?

Mi lascia riflettere. Sì, va bene, rifletta, ma non mi faccia allungare

il collo, come quelle.

Perché il traiato?

Non è più comodo in piedi?

In piedi fa più male.

Fermo.

Aio!

Ecco fatto.

Hai detto che il traiato non fa male.

Dai, e allora? E allora? Allora mi sono detto o la va o la spacca. Hai detto giù

i pantaloni e va bene, giù sul serio, togli. E lei? Lo puoi figurare, si

aspettava il solito pezzetto di culo, no? E invece?

E invece?

E invece giù, è rimasta di sale ed ero pure in forma, eh? Ma vai, se ne

E come no, figurati se non se ne accorgeva. Ma tu hai presente che vuol

forma? In forma, eh? Ma che hai fatto? Me lo vuoi dire?

Per esempio ti racconto queste cose, sono un gentiluomo io.

Don Calogero, c 'è Giacomo.

Fallo passare.

Buongiorno. Buongiorno.

Siedi, siedi pure.

Ho assaggiato il rosè, migliore di quello dell 'anno scorso.

Grazie. Don Calogero, sono venuto per le grotte. Ancora quelle grotte? Ma che

saranno mai? Un buco per terra?

No, no, Don Calogero, sono sceso anch 'io. Quei contadini avevano ragione.

Sono chilometri e chilometri verso nord, fin sotto il paese. Dovrebbe venire a

vedere. Ma questa zona è come un colabrodo.

E dov 'è il posto esattamente?

All 'olivetto delle terrazze, alla base del rudere. Eh vabbè, ho capito dov 'è.

Appena posso verrò a dare un 'occhiata personalmente.

Sì, so tutto delle grotte.

Mi dai il citrato? Andate, andate, bambini. C 'è mia figlia, su. Ho risolto

situazione.

Io ho informato la regione. E così alle grotte ci pensano loro.

Insomma, che devo fare? Luisa!

Sospensione con le mutue, eh? Soldi alla mano. Devo pensare a tutto io. Ha

ragione, signor sindaco.

Buonasera, Matti.

Donna Maddalena, come si trova nella nuova casa?

Bene, grazie.

Beh, io devo andare.

Ci mancava la grana delle grotte.

Arrivederci. Arrivederci.

Ciao, Marco.

Studia, mi raccomando. Ciao, papà. Ciao.

Buongiorno, Don Calogero. Salve, buongiorno, Giacomo. Ci sono novità?

arrivati i tecnici per le grotte. Lo so, lo so. Stamattina hanno portato i

permessi al comune.

Ma, Don Calogero, hanno invaso tutto l 'uliveto. Vedete, ragazzi, il terreno è

di mia proprietà. Ma tutto quello che sta sotto terra è dello Stato. E allora

ecco che intervengono il demanio, il genio civile, il ministero, la regione.

devo lasciarli fare.

Anche se l 'importanza di quelle grotte non ci credo tanto.

Ma almeno non rovinassero l 'uliveto.

Beh, questo si aggiusterà.

Dai, Matteo, che ci siamo, ancora tre o quattro gradini. Eccolo, sta uscendo,

signor sindaco.

Finalmente una boccata d 'aria. Forza, venite su.

Fate salire gli altri che mettiamo a posto i gratis.

Io sono il sindaco.

Buongiorno. Buongiorno, piacere. Io sono il professor Granini. Il professor?

Granini. Granini. Dell 'Istituto Internazionale di Speleologia. Questi

miei collaboratori, eccoci anche il consigliere. Che mi dice delle ricerche?

È una scoperta strepitosa, straordinaria, caro sindaco. Siamo scesi

metri per ora, chilometri e chilometri di gallerie e graffiti che risalgono a

migliaia d 'anni fa.

Si sente anche il rumore di un fiume sotterraneo. Un fiume, un fiume, c 'è un

fiume! Le sarò più preciso tra non molto.

Adesso devo mettere a posto i grafici con i miei affittelli. Vada, vada. Se me

lo consentite vado a cambiarmi e a darmi una rinfrescata. La cercherò io, verrò

io a cercarla in paese.

Mi farà molto piacere, professore.

Professor Granini, eh? A presto. A presto. È il professor Granini, no?

Eh? Dell 'istituto di... Oh, io quello già l 'ho visto in qualche posto.

Anch 'io.

E tu non rispondere.

Come va, Marco?

Fa un po' male.

No, non dicevo dell 'iniezione. Come va lo studio? Ah, lo studio, bene.

Che significa per il sodattilo?

È quell 'animale che ha una sola unghia per arte.

E come fa a saperlo?

Beh, l 'ho studiato.

Intanto Marco studia con la vedova. Credi che ce la farà agli esami?

Senti, è inutile che insinuiti. Tu e tutti gli altri non stanno soli. Suo

mica è scemo, c 'è la governante su coloro due. E io ti dico che stanno

governante l 'ho vista al mercato un momento fa.

Bugiarda! Bugiarda.

Eccola là, zitella, vecchia, paralitica e non muore mai.

Pazienza, che ci vuoi fare?

Fatto, da domani in piedi però, eh?

Ho paura che mi caschi nei pantaloni.

A tutti cadono stando in piedi, ma basta reggerli.

Solamente a te cadono quando stai draiato.

Venite un po' qua? Papà, ci chiamo, andiamo.

E la vecchiascia dove sta? Che c 'è papà? E' stata miracolata.

E già non c 'è?

Non c 'è, no!

Che fine avrà fatto?

Andiamo un po' a vedere.

Forse la volta è buona.

Papà, papà!

Ma che cuore? Dalla vecchia.

L 'avessero rapita.

Magari.

Venite con me. Sì.

Hai capito? Buongiorno. Sta in forma la vecchia, eh?

Buongiorno. Complimenti, la vedo bene.

Facciamo, eh?

Un 'ora di questo al giorno e cango altri cent 'anni.

Bene. Buona passeggiata.

Buona passeggiata. Andiamo, andiamo.

Abbugato.

Che fibra quella vecchia, è coriacea, quella non muore mai, Luisa mia, Pippo

mio, a sposarvi non ci dovete più pensare.

Papà! Non chiamarmi papà.

Signor sindaco.

Dimmi tutto.

No, dico, lei mi ha fatto cominciare la costruzione dell 'albergo. E beh?

Almeno l 'avessimo finito, a quest 'ora potremmo andare ad abitare lì.

Invece no, l 'albergo non è finito, i turisti non si vedono, non abbiamo più

lira. E beh? E come me? È la crisi dell 'edilizia, no? Te l 'ho detto.

Sentiamo, quanto correrebbe per ultimare i lavori?

Due o trecento milioni. Di che?

Diciamo trecento? Diciamo. E diciamo trecento.

Riprendi i lavori.

E me li dà lei, signor sindaco, i trecento milioni? E che sto scevo io? E

facciamo dare a Don Calogero?

Adesso vi spiego tutto. Dunque, prima Don Calogero ci dà i trecento milioni.

Poi ce li dà la cassa del mezzogiorno. Noi li restituiamo a Don Calogero. Poi

arrivano i turisti. Ma quali turisti? Per le grotte, no? Una miniera d 'oro

le grotte.

Buongiorno. Buongiorno a tutti, buongiorno, buongiorno. Adesso, adesso,

Calma, signori, calma, silenzio.

Vengo dalle grotte.

Una favola.

Si sente niente di meno l 'eco di un fiume sotterraneo.

Forse un teatro antico.

Addirittura una città.

E poi... Ve lo dico?

Una vena d 'oro!

Capito? Silenzio di tomba. Signori, la seduta è aperta.

Pensauri turisti.

La confusione.

Domani tutti a casa tua, eh? Io porto lo spumante. Tu non porti proprio niente,

chiaro? Che dici, chiamiamo anche gli altri?

È il suo compleanno, non fai la festa? No. Ma l 'abbiamo fatta tutti gli anni e

quest 'anno niente regali, così improvvisamente. Eh, né auguri. Gli

non c 'erano gli esami e quest 'anno niente auguri, niente regali, niente

va bene? Ma tu sei matto.

No, ce la vedo vita. Ma che stronzo che sei. Ma perché non te ne sei accorta che

piace anche a tuo padre?

Pure.

Marco è in salotta a studiare.

Faccio bollire la siringa per l 'iniezione.

No, no, l 'ultima gliel 'ho stata ieri.

Allora vado in paese.

Tornerò tra un 'ora.

Va bene, a più tardi.

Marco!

Copriti immediatamente.

E l 'iniezione?

Marco, ma che cos 'hai? Ti senti male?

Sei ubriaco?

Un goccetto, è il mio compleanno. Allora tanti auguri.

È il mio compleanno, un goccetto.

Ma questo è vuoto.

Eh già, è il mio compleanno.

Mi fa sentire... Mi fa sentire... Forte come... No,

oddio questo è pazzo. Lasciami stare, lasciami. Marco, Marco lasciami. Guarda

che non dica il tuo padre.

Lasciami, Marco, ti ho detto lasciami.

Lasciami.

Aiuto, no, la mano lì. La mano no. Sta fermo, Marco. Ti ho detto fermo.

Non mi toccare.

Guarda questo.

Che botta. Che stupido.

Cretino che non sei altro imbecillo.

Davvero.

Perché sei così cattivo?

Cretino.

Ecco come esco.

Se vuole posso darle un vestito della povera mamma, ne aveva tanti.

Mettilo sulla sedia.

E adesso giurami che non ti muovi.

Questo è il mio regalo per il tuo compleanno.

Niente di più, mi dispiace.

Sindaco, sindaco, buongiorno. Guarda chi si vede, buongiorno professore, che mi

racconta. I lavori vanno benissimo.

Sono felice.

Entusiasmante, ogni giorno una sorpresa, ogni giorno... Scusi, professore, ve la

interrompo, ma è...

Con un 'ossessione, io ho l 'impressione di averla già vista in altra ora. Ma

parliamo ancora delle gallerie. Ecco, come posso spiegarle? Ci sono

chilometri di gallerie.

Una dopo l 'altra, non finiscono mai. Abbiamo già oltrepassato il fiume. Le

assicuro, è una miniera di scoperte. Lei è un giocatore di calcio. No, male

padre, io sono un sognatore. Il mio tetto è una caverna, sa qual è il mio

Più giù, più giù, sempre più giù.

Le assicuro. Una maddalena.

Permette che gliela presenti?

Venga, donna Maddalena. Permette? Il professor Granini. Buongiorno.

Signore.

Signore. Ecco chi mi ricorda.

Nicola. Due cosce d 'acqua.

Ma gli assomiglio proprio tanto.

No.

Cioè sì.

Lui che lavoro faceva?

Un mestiere molto umile.

Qualunque mestiere facesse, il lavoro non è mai umile.

Faceva il gelataio. Va bene.

Io non ho mai imparato a fare gelato, altrimenti sarei tornato in America, a

York, a prendere il suo posto.

Almeno le piace il gelato.

Le vado matta, proprio matta.

Ecco, siamo arrivati.

E se imparassi anch 'io a fare i gelati?

Eh, c 'è una proposta da prendere in considerazione. Buongiorno, Zaria.

Buongiorno, professore. Senti, per favore, vuoi prestare il tuo elmetto

signora? Ma certo, ecco.

Prendi il mio, per cortesia. Subito, grazie.

Guardi, questa è l 'ultima zona che abbiamo esplorato. Siamo già a sei

chilometri dall 'imboccatura. Professore, l 'elmetto. Poi, da questa

Grazie, sì.

E ci sono sculture spontanee incredibili. Lascio qui gli occhiali,

c 'è il sole.

Poi oltre al fiume si intravedono strati gigantesche.

Comunque adesso possiamo scendere, venga.

Mattei, hai tirato le linee per la luce? Sì, tutto a posto. Piano, scenda,

scenda piano perché... Piano, ecco, ti trovi gli appoggi, piano.

Mi piace, ma sono costretto a scendere prima io.

Se l 'avessi saputo mi sarei messo i pantaloni.

Non si preoccupi, guarderò.

E dimenticherò di aver vinto.

Quello che mi raccomando, quando scende, di non lasciare mai lo scalino senza

prima aver posto saldamente il piede sullo scalino successivo. Va bene? E si

tenga forte lateralmente. Non abbia paura. Va bene?

Si mette l 'elmetto. Va bene.

Io le terrò la scala in tiro.

Avanti.

Largo all 'esperienza.

Addio!

Gesù.

Mamma. Mamma mia.

Tu che stai battendo?

Scendo. Eccomi.

Sono morto.

Sono morto.

Ma se sono morto sono in paradiso.

Nicola, parla.

Io mi chiamo Luigi.

Stai bene?

Com 'è bello.

Com 'è bello cadere nelle grotte.

Maddalena, sono caduto.

Tu non lo capisci perché non capisci niente.

La Cina è grande.

Novecento milioni di cinesi sono. Piccoli.

Ma sempre 900 milioni sono.

Ma che mi prendi in giro?

Andiamo. Buongiorno, Marcello. Ciao, Marco.

Signora Maddalena. Oh, Marco, come va?

Mi perdona per quella volta? Ma certo, Marco.

E poi non c 'è niente da perdonare.

Avevi bevuto un po'. Forse ero un po' brilla anch 'io. Non pensarci più.

E papà?

Che c 'entra tuo padre?

Vi ho detto la verità, e cioè che le iniezioni erano finite, che stavo in

forma e che secondo me eri preparatissimo per gli esami.

E lei?

Io sto bene, continuo a far punture. Ho una bella clientela, sai.

In bocca al lupo, Marco.

Grazie.

E ci sposiamo? No, di lui e Luise ci sposiamo.

È morta la vecchia? No, sì, quando mai, quello non muore mai. No, solo che

finisco di costruire l 'albergo.

No, dico, duecento camere tutte con bagno e il superattico a completa

disposizione degli sponfi. E poi sale, saloni, ristoranti, bar, piscine, campi

da tennis e infine, dulcis in fundo, il solarium. E le straniere?

Prenderanno il sole nude e noi lì sul campanile. Hai capito? Acqua in bocca

però. E questo parla sempre.

No, non devi parlare. Luisa non deve sapere niente.

Cos 'è che non deve sapere lui? Delle straniere.

Dell 'albergo, cara, dell 'albergo che sono stato chiamato a costruire al mare.

Ah, un altro albergo, così si rimanda il matrimonio e di anno in anno, eh? È un

grosso complesso, ma prima però ci sposiamo, naturalmente. A proposito di

matrimonio, ce n 'è un altro in vista. Ma non è uguale.

Il professore... Con donna Maddalena. E ho saputo che oggi la donna è stata

vista insieme a lui e si abbracciavano nelle grotte.

Scusa.

Una maddalena, ne volete? Sono calde calde. Vi approfitto, eh?

Eh, non tutte.

Grazie, arrivederci.

Grazie.

Fresche così sono veramente squisite.

Certo, starebbero bene con una bella tazza di tè all 'inglese, ma qui non lo

sanno fare.

Per niente.

Ma io sì.

Non è vero?

Accetto con piacere.

Davvero, fin da bambino.

Sì.

Adesso basta, se no non ne rimangono più per i te.

Ok, va bene. Le conservo io. Che golosa.

Sei lontano? E' qua.

Siamo arrivati. Le faccio a strada, venga.

Il tecnico del buco non perde tempo. Gliela faccio vedere io, lo devo

davanti a tutto il paese.

Io ci sto, mi è venuta un 'idea.

Venga, professore.

Professore, ma che roba è? È uno scherzo del cacchio.

Professore!

Professore!

Eccomi.

Tu cancella quell 'ignobile cosa e raggiungimi di sopra.

Professore, mi manda il signor sindaco. Vuol sapere a che epoca ritale quel

disegno.

Quale?

Quello.

Dica al sindaco che risale all 'epoca sfinterale, cioè all 'epoca dello

Perché solo uno stronzo poteva fare uno scherzo del genere.

E tenga lontano gli estranei.

E tu state zitto, non hai mai capito niente.

Ignorante.

Non mi sembra poi una grossa difficoltà.

Dipende.

Buongiorno padre.

Come va, professore, i lavori?

Bene, bene, padre.

Fra sei o sette mesi cominceranno a arrivare i primi turisti.

Ma ditemi un po', sono vere le voci che circolano su di voi?

Potrebbero essere vere.

Dipende da Maddalena. La convinca lei, padre.

Maddalena, allora.

Il professore è una brava persona, si vede subito. E giustamente ha voglia di

mettere su famiglia, avere dei figli. E Dio ti ha creato per questo, Maddalena.

È per Nicola, padre. Quello che ho fatto è un voto. Ma che voto è voto,

Maddalena? Sono ormai cose superate, siamo nel 2000.

Scioglilo pure questo voto.

Sentito?

Alla sua benedizione, allora.

Andiamo a prendere le ragazze a ginnastica.

Studi dopo, no? Mio padre chi lo sa? Qui!

Dai, andiamo.

Scioglilo pure questo voto, senza timore, Maddalena.

Arrivederla, professore. Grazie, non ve lo rifaccio. Presto.

Siate felici.

Arrivederci. Tanti auguri, Maddalena.

Prima mi misero ad abitare qui, nel Trullo, il loro monumento. Per questo mi

chiamavano la vedova del Trullo.

Credevo di doverci passare tutta la vita. Poi invece sono successe tante

Cose... cose spiacevoli?

No, buffe, strane. La vita di un piccolo paese come questo è tutta una cosa

buffa. A un certo punto mi è sembrato di essere diventata la protagonista

assoluta. Poi ho incontrato te. E improvvisamente mi sento un 'altra.

E sei contenta?

Non sono contenta.

Sono felice.

Credo davvero che cambierà tutto.

Sicuro, staremo sempre insieme e poi ti porterò con me in tutti i miei viaggi.

Forse devo andare in America.

Davvero? Quando?

Beh, non adesso. Devo dedicare un po' di tempo alla nuova scoperta, alle grotte.

È molto importante, sai.

Mi hanno offerto una cattedra all 'Università di New York.

Mi permetti volentieri?

Con te sì.

Passa, falleggio, passa, passa.

Brava così, falleggio, falleggio, passa. Passa Paola.

Paola, Carla.

Falleggio, falleggio, basta.

Grazie a tutti.

Dove vai?

C 'è il vetro rotto, si vedono le macchine. Ma che fai,

sei scemo? Non voglio, hai capito?

C 'è anche Enrica lì. Ma che te ne frega, sei geloso di Enrica, sei geloso

vetro. Ma chi mi ha insegnato è tutta roba tua.

Ma che ti credi ad essere il padrone solo perché tuo padre è Enrica? Che

'è tra mio padre e te? Sei il tuo padre, hai capito?

Marisa, lo senti quello stronzo?

Domenica all 'ora del passeggio esco completamente nuda in piazza.

Ma che dici, non fare cavolate.

Lascia che si faccia la vedova, che poi tanto torna da te. Lei gli insegnerà le

cose, lui le insegnerà a te e vivrete felici e contenti.

E poi che c 'entra la vedova, dico io.

Perché non c 'ero anch 'io prima, quando la vedova e il tecnico del buco

parlavano col prete.

Ma non l 'hai capito di che parlavano, di matrimonio.

Ma non fare lo stronzo. Sei un amico? Sì, perché?

Allora senti una cosa.

Ecco, senti.

Bisogna fare in modo che lo speleologo, quel Granini, se ne vada, che lasci il

paese, che ci lasci in pace e che non ci rompa più le palle, chiaro?

Ci ho pensato giorno e notte e ho trovato la soluzione, ma il rischio è

C 'è da giocarsi la pelle, ci stai?

Ma non lo sai che il pericolo è il mio mestiere?

Scoprono che l 'abbiamo rubata noi. Vuol dire sciocchezze. Alle cave ce n 'è

tanta. Attento, fa piano.

Gambe, via!

Dei gas sotterranei, senza dubbio. Questa esplosione avrà provocato crolli

catena. Purtroppo quelle grotte sono perdute per sempre. Ma lei non crede,

professore, che si possa rimediare in qualche modo? Credo proprio che sia

crollato tutto.

È crollato anche il mio sogno.

È crollato tutto.

Che è crollato? Tutto è crollato. È crollato il mio sogno, il sogno più

della mia vita, quello di portare questo paese alla ribalta del turismo

internazionale. Finito, basta. Hai capito, Luisa?

Purtroppo il mio compito presso di voi è terminato. Domani parto. No, non parta,

professore. Su, rimanga ancora qualche giorno con noi.

Domenica c 'è la festa del Santo Patrono, professore.

Rimanga con noi.

Perché domenica la festa si farà, si farà.

E l 'unica cosa che ci è rimasta è non ce l 'aveva nessuno.

Nessuno, sì.

Diteglielo anche voi. Certo, professore. Rimanga, eh?

Con gioia. Oh, bravo.

Rimango con gioia.

Chi è? Sono Marco.

Che vuoi, Marco?

Giù c 'è la festa.

C 'è tutto il paese.

E l 'ho cercata tanto.

Ma non scende?

Marco, non ti ricordi? È un anno che è morto mio marito, proprio a causa di

questa festa.

Se vuole, posso accompagnarla io.

Vorrei restare sola.

Ho solamente voglia di fare un bel bagno.

Potrei lavarle la schiena?

Marco, che dici?

Va via, vattene.

Lasciami sola.

Marco?

Sì? Ma sei ancora lì?

Io... io le voglio bene.

La schiena, ho detto, non più. Sì, sì, mi scusi. La schiena, la schiena.

Nico, è passato un anno, è bastato. Un anno è lungo.

Professore, professore, è vero che lei parte?

Quanto mi dispiace.

Grazie.

Beviamoci sopra un bicchiere. Due.

Il secondo... lo offro io.

Va bene, andiamo pareggiando.

È la tua prima volta, vero?

Sì.

Chissà quante altre volte lo farai, ma questa volta te la ricorderai sempre.

Resterà sempre la più bella.

Ne ha fatto Marco, com 'è che ancora non si vede? Lo chiedi a me? Non lo so, non

lo voglio neanche sapere.

Gli può essere successo di tutto, ma stai tranquilla che quello i fuochi non

li perde mai.

Oh, i fuochi!

Professore?

Professore?

Dico, donna Maddalena?

Più che comprensibile, oggi è un anno dalla disgrazia.

Con buona pace del povero Nicola, questo è molto, molto più bravo di lui.

Sì, sì,

è molto bravo.

Permettete, vado a preparare le valigie. Faccia pure.

Siamo arrivati al momento solenne del commiato.

Dov 'è?

Le auguro ogni bene, professore. Grazie. Arrivederci. Grazie a lei. Grazie a

lei, donna Maddalena. Mi spiace se è andata a finire così. Spero che lei ci

venga a provare qualche volta.

Stronzo! Donna Maddalena, con lei parte anche un pezzetto del nostro cuore.

Certo. E un pezzetto del nostro patrimonio culturale. Ci siamo permessi

offrirle un piccolo ricordo del trullo.

La culla, vi ringrazio, che bello il cielo. Niente, vieni a rivederla.

Mi raccomando ai figli, Maddalena, più il greggio cresce, più il pastore è

ricco. Via tranquillo, Don Bonifacio, io amo i bambini.

Auguri, Maddalena.

Grazie. E per te.

Abbracciala tu per me, Marco, e ringraziala di te.

Scusi.

E ragazzina, è ancora un bambino. Ah, non sa niente. Maddalena, andiamo.

Arrivederci. Grazie, ancora grazie.

Arrivederci. Buon viaggio, eh.

Arrivederci.

Arrivederci. Arrivederci. Arrivederci.

Enrica, aspetta, Enrica.

Vattene, ma con la tua vedova.

Dai, fermati.

Basta con gli schiavi, ora voglio solo baci.

Fidati di me, adesso sono un uomo.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.