All language subtitles for La.Valle.Dei.Sorrisi.2025-Lucy

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Original subtitles

È passato un anno dalla tragedia ferroviaria che ha sconvolto la comunità

Remis. L 'incidente ha strappato all 'affetto dei propri cari 46 vite e molte

sono ancora le domande intorno alla vicenda.

Era il 21 marzo 2009, quando alle 12 .33 un treno merci che viaggiava sulla

tratta a Venezia -Tardisio si è scontrato con un convoglio regionale a

km di lunga durata alle porte della stazione ferroviaria di Remis. Grazie.

Ricordiamo che la procura ha aperto un fascino... Dopo, quando torno.

Ti amo.

Se mi ami, comprai un po' di gelato?

Sicuro? Sì, ancora un po'.

per non lasciare nulla di intentato nella rivelazione della verità che

possa ridare a tutti un... Facciamo

vedere a papà quanto sei stato bravo.

Dai, l 'aeroplanino.

Guarda qui, apri, apri.

Guarda come vola, vola, vola, vola, vola, vola. Apri, apri, apri, apri,

Dai,

apri.

Guarda l 'aeroplenino, guardalo.

Apri, apri la... Apri!

È qualcosa di mangiare.

Professor Rossetti, benvenuto.

Piacere. Elisabetta Gengola, prestile. Piacere.

Ha trovato traffico?

L 'aspettavamo un 'ora fa.

E siete rimaste ad aspettarmi così per un 'ora?

Ma lo sa che lei qui è già una star. Sono settimane che non parliamo d

Addirittura? Ma non capita tutti i giorni di avere un ex campione di judo

supplente.

Il nostro corpo docenti, una parte.

Anna Cesca, l 'insegnante d 'inglese.

Bello, eh?

L 'hanno fatto i ragazzi.

Hanno trovato una sua foto su internet e non hanno resistito.

Professor Rossetti!

Ecco Franco, il nostro collaboratore scolastico. Il bidello. No, smettila.

Qua dentro se uno ha un problema, non viene da me, va da lui. All 'inizio ero

po' gelosa, ma poi con tutto quello che... Io vorrei andare a casa, se per

non è un problema.

Ma certo!

Sono stanco morto. Lo accompagni tu?

Sicuro. La posizione non è centralissima, ma vedrà.

È la pace dei sensi.

In cucina trova i numeri utili. Guardia medica, scuola, ristorante.

Le consiglio l 'aquila nera. Si mangia bene, si spende poco.

Se salta la corrente, tiri su questa verso là.

Non va.

C 'è qualcuno che ci sta guardando.

Lui faccia finta che non esista.

Perché chi è?

Pickler, il suo vicino di casa.

Uno schifoso figlio di... Ah, ecco.

Mi dimenticavo, per un paio di giorni l 'acqua sarà tiepidina, ma appena arriva

il miscelatore nuovo torna e le sistema il boiler.

Così si fa una bella doccia calda.

Venga.

Alla... Alla... Alla...

Come vi chiamate voi due?

Sergio Cotta. Uno alla volta.

Lorenzo Berdi. Sergio Cotta.

Qua l 'unico Sergio sono io. Tu da oggi sei coso.

Chiariamoci subito.

Io qua non ci resterò per molto. Fra tre mesi me ne vado. Voi dovete solo

entrare, fare dieci minuti di corsa e poi prendere i palloni.

I ragazzi giocano a calcio, le ragazze a pallavolo.

Mi scusi, perché non posso fare calcio? No, tu puoi fare quello che vuoi. L

'unica cosa è che non mi devi rompere le palle a me.

Voi non rompete le palle a me e io non rompo le palle a voi. E tu se vuoi

continuare a ridere puoi farlo in presidenza.

È chiaro?

E ora correte.

Correte! Forza!

E tu chi sei?

Come ti chiami?

Matteo Corbino.

E che stai facendo?

Fammi vedere.

Da, fammi vedere.

Ma sono belle, bravo.

Come ti trovi all 'asilo, Matteo Corbino?

Ti trovi bene?

Faccio il liceo. Fai il liceo? Ma che stai dicendo?

No, non ci credo. Di che classe fai?

La seconda B.

La stessa classe dove sto intendendo adesso educazione fisica, pensa tu.

Sono esonerato.

Ah sì?

E fammi vedere la giustificazione.

Non ce l 'hai?

Vai a correre con tutti gli altri.

Vai, gridati.

E allora com 'è andato questo primo giorno?

Bene. I ragazzi sono tranquilli.

Come avaro di dettagli.

Vedica dell 'alunno esonerato che ha fatto partecipare alla lezione.

Non aveva nessun certificato medico.

Lui non ne ha bisogno.

Senta, noi qui siamo abituati a un atteggiamento diverso, soprattutto con i

ragazzi. Se ogni volta mi fa quella faccia...

Che cos 'ha la mia faccia?

A noi piacciono i sorrisi.

Hai una tecnica interessante per richiamare l 'attenzione.

Dove hai lasciato la sua clave?

Non ho capito, scusa.

Sto scherzando.

Gli apparecchi a un tavolo?

No.

Prendo solo qualche bottiglia da portare via.

Niente asporto, dopo le 21 mi spiace.

Ma può sempre bere qui.

Nessuno ci offenderà.

Dammi un whisky.

Quale? Quello che vuoi.

Dai. Ti do questo di Rami.

Guarda che buono, eh?

Ma che

c 'avete tutti quanti in questo paese?

Niente, siamo solo felici.

È una cosa bella, no?

Chi vi ha detto di fermarvi?

Continuate a correre.

Continuate!

Ciao, Michela. A domani. Ciao, Sara.

Mi hai svuotato la dispensa e non so ancora come ti chiami.

Sergio.

Ah, Rossetti.

Il nuovo professore, giusto?

Il suo pleno.

E di dove sei?

Mi piacerebbe un sacco vivere sul mare, sai?

Perché non ci vai?

No, è complicato.

All 'iceo sì che sognavo di andarmene, ma era un 'altra vita.

Dammi un altro.

Allora, dammi un altro.

Ma che devo chiudere il cassano?

Dai, che te lo pago, dai, dammi l 'ultimo.

Ma guarda che così ti senti male. Dammene una!

Ma che cazzo fai?

Che cazzo faccia?

Se ti dico che me ne devi dare un altro, tu me ne devi dare un altro.

Vattene.

Tu sei malato.

Mi hai sentito? Sei malato.

Vattene, chiamo la polizia.

Chiamo la polizia, vattene!

Sei venuto qui in macchina?

Sì.

Sì, devo continuare.

Sì, bravo.

Così di più mi provo a ti schianti, dai.

Viano.

Sergio? Su, non fare così, dai.

Sergio, ti prego, smettila.

Dai, basta.

Sergio, ti prego, basta.

Sergio, basta.

Sergio, la vuoi smettere? Cazzo, la vuoi smettere? Cazzo!

Smettila!

Cazzo. Non è giusto.

Non puoi venire da me a farmi questo. Cosa ti ho fatto?

Cosa ti ho fatto?

Che cosa?

Io non ti posso vedere così.

No,

no, no, tu non capisci.

Ho bisogno di lui.

Ho bisogno di lui.

Io non ti prometto niente.

Loro mi diranno di no, non ci voglio provare.

Aspettami qui.

Vieni. Molto bene.

Non farmi repentire.

Buonasera, professore.

Dove siamo?

Michela.

Michela mi ha raccontato quello che è successo.

Ho detto che l 'avrei fatto allontanare dal paese domani stesso.

Ma lei mi ha pregato di dare una possibilità.

Non capisco.

Rossetti.

Vuole smettere di soffrire.

Per favore.

Certo.

Buon anno.

Non glielo chiederò di nuovo.

Vuole smettere di soffrire.

Abra.

Vieni ora a giocare.

Vieni ora a giocare.

Vieni ora a giocare.

Vieni ora a giocare.

Vieni ora a giocare.

Come avete fatto?

Come avete fatto?

Che ha

perso?

Mi spiace signori, ma per oggi non possiamo ricevere nessun altro.

Michela.

entrare da solo.

Tu che hai fatto camminare i paralitici, Tu che hai resuscitato i morti, sazi la

nostra fede e nutri la nostra anima.

Ci fideremo di Te, perché sappiamo che stai agendo per il nostro bene,

liberandosi dal male.

Amen.

Può procedere con l 'abbraccio.

ma Matteo va tutto bene sei stato bravo

aiutaci

a condividere il nostro pane con coloro che non ne hanno per Cristo nostro

Signore Amen

Così la trapecola si mette al greggio.

È stata una lunga giornata.

Hanno ragione a lamentarsi.

Non è uno di noi.

Ho avuto fame e mi avete dato a mangiare.

Ho avuto sete e mi avete dato a bere.

Voi sarebbe il Vangelo, Mauro.

Voglio solo mangiare in pace.

Certo.

Mangia e non ne parliamo più.

E poi mi avrà chiesto Michela.

E quindi?

Ne ha bisogno di Matteo più di chiunque altro.

Capisci che non potevamo lasciarlo con tutto quel dolore?

Era pericoloso anche per noi. Infatti andava cacciato via subito.

Papà, posso andare a letto?

Matteo.

L 'ho fatto, sottovoce.

Questa è una cosa che puoi dire a tuo padre, ma non a lui, Matteo.

Lui è qui dentro, a vegliarti e ad ascoltarti perché non vuole che certe

brutte si ripetano.

Lo so.

Ma alcune volte ho cominciato ad accordare.

Non è vero.

Allora dimostralo.

La tavola si prega sempre ad alta voce.

Oggi hai salvato un 'anima da un dolore terribile, è stato un gesto bellissimo

Matteo.

Dormi bene.

Buonanotte papà.

Buongiorno. Non ti facevo tipo d 'animali?

Com 'è che si chiama?

Orlo.

Orlo.

E parla anche.

Mi dici che cosa è successo ieri sera?

Ora hai capito perché chiamano Remis la Valle dei Sorrisi?

No, no, no, no, no. Dico sul serio. Che cosa è successo ieri sera?

Come stai te?

Bene.

Io sto bene, ma non ha senso.

I miei pensieri, io... I miei pensieri, io ce li ho ancora. Ma non fanno più

male.

Lo so.

L 'hai abbracciato anche tu?

Tutta Remis l 'ho abbracciato, Sergio.

Matteo ci aiuta ogni volta che ne abbiamo bisogno.

Senti, io lo so che adesso te hai mille domande, ma ti assicuro che non troverai

risposte.

Quello che puoi fare però è goderti al massimo questa sensazione.

Avevo ragione, Rossetti.

Il sorriso le dona.

Remis le ha fatto un regalo immenso.

Non so che ha passato tempi bui, proprio come la maggior parte di noi dopo l

'incidente di tanti anni fa.

Ma noi siamo la prova che ricominciare è possibile, professore.

Ora anche lei è custode del nostro segreto. E per il bene di tutti le

di tenerlo per sé.

Lo vuole un consiglio?

Questo è il momento di recuperare tutta la vita perduta.

E lui dovrebbe adesso?

Dove dovrebbe essere?

In classe?

Dai, un euro faccio stampo due con la lingua, per favore, dai.

Che stronzo.

Scusa, te ce l 'hai la moneta?

Sì, è una cosa tutta in coglione.

E sta bene?

Ma sì, ma certo che sta bene.

Dai, qualcuno ha la moneta, raga?

Io ce l 'ho. No, tu mi devi 20 euro.

Qualcuno ha la moneta? Io ce l 'ho.

Io credo che sia arrivato il momento di debitarle.

Non è una buona idea.

I ragazzi sarebbero contentissimi. E secondo me, anche lei.

Dai.

Dammi sta cazzo di moneta.

Dammela.

Beh, finirai per metterti nei guai. Sì, ma che posso fare?

Benvenuto a Remis, professore.

Qui tutti ti leccano il culo.

Io no.

Oh, oh, oh! Che cos 'è sto casino?

Che stai facendo?

Che cosa gli hai fatto? Niente.

Che è successo?

Niente, sono inciampato.

Tutti fuori!

Ricreazione anticipata, tutti fuori! Forza!

Tieni.

Così non inciampi più.

Tanto mio padre non vuole.

E allora continua ad inciampare.

Alla buon 'ora, Matteo. Sono tutti qua che ti aspettano.

Forza.

Matteo, dove vai?

Lo sapevi dovevo recuperarmi, no?

Che vuol dire?

Voglio fare judo.

Ascoltatelo.

Oh!

Stai ricattando?

No.

Voglio solo fare il judo.

E parliamo dopo.

Vado però a metterti la turica subito.

Ma noi non ci mettiamo il kimono.

Le geisha usano il kimono. Kozo, tu sei una geisha?

A Judo noi usiamo i judogi.

Se a fine lezione mi lasciate le vostre taglie, me ne procuro uno. Schiaccia

bene qui.

Rei!

Rei!

L 'hip -pon è il K .O. del Judo.

Per ottenere un hip -pon dovete atterrare il vostro avversario sulla

tenerlo bloccato per 20 secondi.

Se ci riuscite, vincete l 'incontro.

E vieni a tornare a casa mia.

Barbino, stai fidandoci, credo.

Amando Carmela, Matteo, ci credo che sei sempre triste.

È che io sono più da cassa dritta, da musica energetica.

Tuo padre?

Gli ho detto che finivamo più tardi.

Senti, riguardo l 'altra sera, io non so che credere.

Ma ora sta meglio.

Ma che cosa è successo?

Dove stai?

Bene.

Dove sono gli altri?

Abbiamo finito prima.

Permette una parola?

Aspettami in macchina.

Ma lei è sicuro che venire a prendere suo figlio tutti i giorni da scuola sia

una buona idea?

Sì, sono sicuro.

Tutti i suoi compagni tornano a casa da soli.

Ma te non si è mai lamentato?

A me sembra uno che si tiene le cose dentro.

Ma che ne sa lei, non lo conosce. Ha ragione, però... oggi mi è sembrato

Grazie.

Il verbo eterno nato dal Padre prima dei secoli

ha umiliato e diventato uomo.

Grazie a tutti.

Buonasera. Buonasera.

Ha prenotato, signorina?

Ma non mi dica che è tutto pieno? Eh, stasera sembra completo, eh.

Però ho visto che lei proverà a trovare un posticino.

Questo è perfetto. Per me?

No, non doveva.

No, ma non lo fa, glielo aveva comprato. L 'aiuto a togliere la giacca.

Va, faccio da sola, faccio da sola.

Ottimo inizio, direi.

Faccia lei.

Non so se l 'hai capito, ma sono un po'... Vuoi entrare?

Prego. Lascia stare, dopo cucino il colpo del ghiaccio.

Chi ti ha fatto entrare a te?

Eh?

Devi uscire o chiamo la polizia.

Non è possibile.

Io non l 'ho fatta abbracciare.

Devi andare fuori da qua! Mi tocchi! Fuori!

Non stia lei lontano da me!

Ho fatto entrare, pure come tutti gli altri.

Tu che ci fai qui?

Papà ha detto che durante il giorno posso uscire.

È stato lei.

Vedo se ho qualcosa da offresti.

Sono abituato ad avere ospite. Mi dovrei accontentarti.

Ciao.

Sentito.

Ma come hai fatto?

Fare cosa?

A farlo parlare, come hai fatto?

Perché dicevo... Come cazzo hai fatto Matteo?

Non ho fatto niente.

Parlava solo con mio figlio.

A Oslo ho perso una finale europea.

Per un punto.

E Giacomo l 'ha chiamato Oslo.

Così ogni volta che entravo in casa lui ripeteva Oslo, Oslo.

E io mi incazzavo.

Io l 'ho visto Giacomo.

Che cos 'è questo?

Io volevo solo aiutarlo, Matteo.

Io volevo solo aiutarlo.

Mi abbracci.

No.

No.

E l 'ottavo giorno Dio creò il boiler.

Ehi, Franco.

Matteo.

Che ci fai qui?

Vieni, andiamo a casa.

Da lei vengo dopo.

Torna da solo.

No, non esiste. Torna da solo. Vieni. Franco, lascialo.

Lasciami. Ha detto che torna da solo, Franco.

Franco, torna da solo. Lascialo stare, Franco, gli fai male.

Ma lui, ci sono degli orari, delle regole. Ma quali orari, quale regole? È

ragazzo, Franco.

Forse non hai capito. Fuori da scuola non lo devi vedere.

È venuto lui, ok?

E il padre gli ha dato il permesso. Sì, certo.

Franco.

Non devi lasciare stare.

Dovete smetterla di trattarla come un pupazzo. Tu fatti i cazzi tuoi. Questi

sono cazzi miei. È un mio allievo, sono cazzi miei. No, lui non è tuo, scusa.

Non è tuo.

Di che cazzo stai parlando?

Stai bene?

Franco?

Franco, stai bene?

Dove sei stato?

Ho fatto una passeggiata.

Ciao Sandro, oggi Matteo potrà riceverti per le 5. Papà. Qui a casa nostra.

Papà, ti prego.

Buongiorno Giada, ci portiamo avanti. Oggi Matteo potrà riceverti per le 5 e

quarto. Vieni anche con tua madre e i bambini a casa nostra.

Volevo solo ringraziarlo.

Ringraziarlo di cosa?

È stato gentile.

Certo che lo è stato.

È una brava persona.

Ma qui è pieno di brava persone. Alla fine da noi vogliono tutti la stessa

Lui no.

Ciao Renato, Mauro.

Abbiamo un posto per le cinque e mezzo.

Io non ho fatto niente, ve l 'ho detto, si è colpito da solo.

Mi stai dando dello scemo. Franco, può essere Stadunitus, che ne so.

Dai qua.

Rossetti, qui non siamo contenti delle sue frequentazioni con Matteo Corbin.

Sta a meno di tre mesi davanti.

Spenga i malumori della nostra comunità.

Vedalo, Setti. Da noi un adulto e un ragazzino che vanno spasso insieme ci

preoccupano.

Ok.

Posso tornare in classe dai ragazzi?

A fare lezione.

Questo è matto.

E tu che ci fai qua?

Paura, eh?

Manco fossimo due criminali.

Ma perché proprio qui?

Perché ho l 'impressione che questo posto non piace a nessuno.

Vieni, vieni.

Era fermo, immobile, mi guardava.

A un certo punto ha alzato la mano e poi si è tirato questo schiaffo, ma forte,

forte. Io non lo so, è pazzo.

A me mi è sempre sembrato strano.

Però, non è a quel tuo punto.

E Oslo?

Che cosa Oslo? È a casa, perché?

Lo tiene sempre in gabbia?

Non è una gabbia, è un 'uccelliera.

Però Giacomo lo faceva volare.

Perché lui lì dava retta.

Erano culo e camicia quei due.

Forse lui lo sapeva quello che gli passava per la testa.

E a te?

Che cosa ti passa per la testa a te?

Niente.

Sto bene.

Non stai bene.

Sì. Non stai bene. Sì, sto bene. No. Sì. No.

Sì. Vabbè, allora stai bene, guarda.

Mi hai convinto.

Cosa dovrei fare?

Non lo so.

Non lo so, quello che ti piace.

C 'hai 15 anni, ci sarà qualcosa che ti piace, no?

Faccio stare bene le persone.

Non lo so, secondo me è una cazzata.

Quello che fai è incredibile.

Ma tu non sei solo questo.

Invece per loro sei come una spugna che assorbe tutto il dolore.

Loro ti usano, Matteo.

Loro ti usano.

È giusto questo.

Che poi tutto questo dolore

Lo so, è una domanda stupida, però... Che fine fa?

Ti resta addosso, lo butti fuori, non lo so, ti soffi il naso e te lo ritrovi

sul fazzoletto. Che fine fa?

Lei scherza sempre.

Io scherzavo sempre.

Sono ripreso a farle solo grazie a te.

Matteo, sei tu?

Guarda.

Posso abbracciarti?

Chiedetevi se l 'ha dato.

Cercate, troverete, mostrate, vi sarà aperto.

Chiedetevi se l 'ha dato, cercate. troverete, bussate, mi sarà aperto

vi sarà dato cercate, troverete, bussate, mi sarà aperto

Padre?

La resurrezione di Gesù ci offre nuovamente il dono della vita.

Di una strada illuminata, in questo tempo carico di sfide, il Signore è

risorto. Ci doni di porre i segni di una umanità e di un mondo rinnovati.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo

amore che cazzo fai?

sei scemo

Prego, può procedere con l 'abbraccio.

Ora sì che siamo i fratelli deficienti.

Senti un po'. Ma a scuola non c 'è nessuna ragazzetta che ti piace?

Guarda che a me puoi dirlo, eh?

Forse una persona c 'è.

Ah, una persona c 'è.

E sentiamo, sentiamo, dimmi un po'. Lei lo sa?

No?

Falle vedere che sei curioso, però.

Falle tante domande.

Hai così tante cose da scoprire che non possono restare chiuse qua dentro.

Guarda come sei innamorato. Io sono innamorato? Tu sei innamorato? Io?

Che c 'entro io?

Michela della Locanda.

Oddio, ma come cazzo fate in questo paese a scoprire le cose? Com 'è?

A me non piace tanto.

Ma che fa il geloso?

Lei mi abbraccia quando vuole.

Il papà non le dice niente perché secondo lui non ha più bisogno degli

E perché?

Non mi va di parlarne, professore.

Ho una cosa per te.

I tuoi compagni lo avranno domani.

Natalia mi sembra giusta.

E ti sta anche bene.

Non voglio che te ne vari.

Allora?

Cosa fai ancora così?

Non sto molto bene.

Non sei caldo?

Va bene, avviso la Django.

Papà, oggi non lo voglio fare.

Lo sai che questo non è possibile?

Mi fa troppo male.

Solo per oggi.

Mauro lo sai che succede se non abbraccia. I turni non possono essere

Sì, ma so anche di essere un genitore.

Genitore?

Un tempo questo non l 'avresti mai permesso.

Matteo a 15 anni.

Tu figlio a 15 anni voleva il motorino. Lo voleva così tanto da urlarti contro.

Alla fine tu che cosa hai fatto?

Cosa hai fatto?

Gliel 'hai preso.

Ti fa ridere?

Il tuo figlio, invece?

Abbiamo capito il concetto. No, voi non avete capito un cazzo. Mauro, calmati.

Matteo non è diverso dai vostri figli. E se non ve lo ficcate in testa, non

andremo avanti per molto.

È chiaro?

Nessuno ti sta accusando. Il problema è un altro, sappiamo tutti quale.

Rossetti. Basta.

Ho tutto sotto controllo.

Tocori.

Io devo chiamare la polizia.

Se fidi, nessuno l 'aiuterà.

Si è avvicinato troppo.

E lo sa che quello che ha abbracciato non è un santo, vero?

Sì, certo.

È un ragazzo.

È soltanto un ragazzo.

Poi vedi un 'altra bestia che saliva dalla terra e operava grandi prodigi.

Obbligò tutti, piccoli e grandi, poveri e ricchi, liberi e schiavi, a farsi

mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.

Marchio sulla pelle.

Sono stato marchiato anch 'io un tempo.

Ma mi sono liberato. Io so come rimuovere il marchio.

Quello che dice non ha senso. E ha senso la signora Corbin?

Che si è buttata giù dalla finestra così dal nulla?

Posso ancora salvarla, professore?

Io devo andare a casa.

Il marchio che ha sulla pelle gli permette di entrare.

Entrare dove? Dentro chi l 'abbraccia e farne ciò che vuole.

Secondo lei perché Mauro Corbin ha smesso di abbracciarlo?

Perché gli vuole bene.

Perché lui sa.

La bestia che sale dalla terra toglie il dolore, ma niente a Dio.

Perché Dio si trova soprattutto nel dolore.

Oggi Bernie non è venuto?

Ho

riportato

lo skate a Lorenzo.

Che gentile.

Te lo chiamo subito.

Lorenzo!

Comportati bene.

Non ho parlato di me tutto il giorno, vero?

A me non importa.

Sai che mi frega di quel che importa a te, Corvino.

Scusami.

Vuoi abbracciarmi?

Lo faccio solo quando mia madre mi costringe.

Lo so.

Però poi stai bene.

Non dirlo a nessuno.

Al dente, un po' indietro di sale.

Sei e mezzo.

La mia è più buona.

Ma non te la prendere, dai.

Magari con le tue patate cozze te la cavi meglio.

Basta!

Tornate al posto tutte e due.

Ora mi spieghi che cos 'è successo.

Ho fatto un hippon.

Ti sei dimenticato che un po' di giù dove ne intendo?

Quello ti stava dominando, com 'è fatta ad atterrarlo in quel moto?

Ma che hai?

Non mi rispondi al telefono, sei strano. Non mi prendere per il culo, Matteo.

Perché fai così?

Non sei felice che per una volta ho vinto?

Io non lo so che cosa hai fatto.

Non lo so.

Ma tu per me non hai vinto.

Ho vinto.

Non hai vinto.

Ho vinto.

Non hai vinto. Ho vinto. Non hai vinto Matteo. Ho vinto. No. Ho vinto!

Lascia stare, ti prende.

Lascia stare, tanto lo so già.

Che cosa lascia stare?

Eh?

Parla invece.

Non ho detto lascia stare.

Sono giorni che sembra che vuoi parlare di... Sergio, dovevi solo abbracciarlo.

Volevo solo abbracciarvi.

Voi vi credete gli eletti, buoni, i giusti.

Invece siete soltanto un branco di pazzi criminali. E io sono più pazzo di voi.

Perché me ne sto qua, in silenzio, senza fare niente, senza dire niente. Non mi

dire così, ti prego.

Perché se no, stai male.

Ti prego, Sarge, non parlarmi così. E già, in questo paese non si può stare

male. Tanto poi vai a casa Corpino e butti tutta la tua merda... Non mi dire

queste cose, ti prego.

Perché tu hai la precedenza, quella è casa tua.

Tu ne hai più bisogno degli altri.

non mi venire a raccontare le puntate Sergio ti prego smettila lasciare questo

paese che vuoi vedere il mare perché tu resterai qua e c 'è ma tutti gli altri

continuerete a usarlo finché non lo ammazzere adesso io ero su quel treno

Nello smalto mia sorella aveva 11 anni.

Poi ho sentito un fischio lungo.

Quando ho riaperto gli occhi, stringevo ancora la sua mano, ma il resto non c

'era più.

Dicevo mamma, papà, mamma, papà. Non mi sentivo.

Poi è arrivato Matteo e... è andato.

È andato.

E io sto bene ora adesso, no?

Guardami.

Sto bene adesso, no?

Hai ragione, lui non se lo merita.

Io non me lo meritavo.

Ti

prego,

stagli lontano.

Sei pronto?

Ti avrei ritardo, sono già tutti lì.

Matteo?

Matteo? Non ti interessa nemmeno, aprivi.

Matteo? Matteo?

Stai giocando col fuoco, Matteo.

La gente è strana, prima si

odia e poi si ama.

Cambia ed è propizio in te, prima la

verità poi mentirà lui.

La gente è matta,

purtroppo sotto è

matta, segue il mondo e

cambia sempre.

Quando la moda cambia, lei pur...

Ciao Ciao

Lorenzo

Stai un po' meglio?

Matteo Corbini.

Ho detto va'.

Tu

sei meglio di così.

Io ti ho visto dentro.

Lui e sua madre.

Matteo, ti prometto che non li vedrai mai più.

Mauro, mi dispiace.

Guardami.

Ehi.

Lo sa cos 'è ancora meglio di vedere i propri figli felici?

Andiamo.

Mauro, lo zainetto di Matteo.

Papà. Stai zitto, stai zitto.

Tu devi fare quello che dico io, è chiaro? Guardami quando ti parlo.

Da oggi basta uscita e basta Giordano.

Papà, ti prego. Io ho provato a darti fiducia, Matteo. Ma tu mi hai preso in

giro. E guarda qual è il risultato.

Hai dimenticato chi sei.

Io non voglio essere così.

Questa sera saranno in tanti. Ed è solo colpa tua.

Tu riservirai uno a uno come vuole il Signore, chiaro?

Non mi va.

Ti ho detto?

Non mi va.

Non mi va! Non mi va! Non mi va! Non mi va!

Anza!

Perdonimi Matteo, perdonaci, perdonaci.

Perdonaci.

Cosa stai facendo? Non ti voglio neanche sentire, guarda.

Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?

Non lo voglio fare più.

Fammi andare a casa.

Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?

Tienami.

Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?

Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato?

Cosa ha visto quando l 'ha abbracciato? Mio figlio!

Come è morto?

A scuola.

A scuola c 'era un ragazzino che lo prendeva in giro.

Lo spetteva.

Perché aveva i capelli lunghi.

Un giorno è tornato a casa piangendo.

Devi tirare fuori le palle, Giacomo, ti ho detto.

Non puoi partire sempre da traio. una femminuccia io c 'ero sott 'io

del ritaglio quei capelli del cazzo del ritaglio di notte

Papà, mi hai detto tu di tirare fuori le palle.

E tu cosa hai fatto?

C 'è un mostro.

C 'è un mostro, questo gli ho detto.

Questa è stata l 'ultima cosa che gli ho detto.

Ma sono tornato a casa.

E tanto l 'avevo.

Tanto l 'avevo davanti ai miei occhi.

Non dimenticare tuo figlio.

Non dimenticarlo mai.

Se ti rivivo il dolore.

professore ho

fatto

una cosa brutta che cosa sei Matteo?

no no no no no no no

Mandali via, per favore, no, no.

Mandali via.

Tu resta qui, non ti muovere.

Buonasera, Rossetti.

Buonasera. Cos 'era un cazzo?

Ci fa entrare?

Va bene, ma il prete resta fuori. Perché? Aspettami un po'.

Ma ci sono cose di Matteo che nessuno conosce. Io so tutto,

Corvino.

Allora sa anche che Matteo non è mio figlio.

L 'abbiamo desiderato tanto via Anna. Ogni volta ci sembrava quella buona, ma

niente. Ci davamo pace, ci sentivamo puniti.

Poi è arrivato il 21 marzo 2009 e quel giorno a Remis tutti si sono sentiti

puniti.

Io ero là per aiutare.

Cercavamo sotto le lamiere.

Trovavamo solo cadaveri.

Poi... Lo sento.

E da qualche parte che piange.

Deve avere pochi mesi.

Scavo con queste mani.

Lo trovo.

E non è nato.

Sporco, ferito.

Ma vivo.

Mi si ferma a cuore.

Puoi immaginare almeno un po' come mi sentisi?

Lo prende in braccio e il dolore sparisce.

Nessuno ha chiesto di riprendere.

Nessuno.

Io e Anna abbiamo deciso di crescere. Con gli altri si sono convinti che era

dono di Dio.

Io ho cercato Matteo nella Bibbia, nei Vangeli, non l 'ho mai trovato,

professore.

Ma ho finto.

Perché loro ne avevano bisogno.

E il giorno in cui ho capito di cosa era veramente capace, io ho dovuto

continuare a fingere.

Ho passato una vita intera a tenerlo a bada. Una vita intera.

Ho sacrificato qualsiasi cosa.

Ho perso mia moglie.

E lotto per accoglierla, ma questo non le basta, perché le interessa solo

ripulirsi la coscienza, anche a costo di distruggersi tutti quanti.

non lo so non lo

so non lo so

Cazzo! Cosa è successo? È a terra!

Cazzo! Devi stare calmo. Sì.

Niente.

Dove vai?

Vado a cercare il campo.

Cazzo fai? Mauro, ti coppo! Mani sul volante.

Tomas, ascoltami. Non fare cazzata.

Guardami. Non fare cazzata.

Tomas, ascoltami.

Tomas.

Cazzata. Cazzata.

Cazzata.

Cazzata.

Fermati! Attilio!

Fermati!

Stanno venendo a prenderti.

Senti, stanno così per colpa tua.

Ehi, calmati, calmati!

Guardami.

Mi hai mentito su tutto.

Non sulle cose importanti.

Prenditi!

Che cosa sono io?

Tu sei l 'angelo di Remi.

Perché devi andare Matteo?

Matteo ti ho detto lascia di andare.

Oh no!

Non sono un angelo.

Io sono un mostro.

Michela.

Stai andando via?

Te la avrete.

Bugiardo.

No, no, no, Michela.

Michela.

Lascialo, Michela.

Michela, lascialo stare, per favore.

Per favore, Michele, che cazzo!

Oslo!

Oslo!

Oslo, dove sei, Oslo?

Vieni qua!

Oslo!

Oslo! Perché l 'hai fatto?

Eh, dimmi per...

Mettilo giù, Michela.

Che cosa vuoi fare?

Hai ragione, sono... Sono stato una merda. Ho detto un sacco di cazzate. Non

scappi via, professore.

Tu non mi vuoi bene.

Tu non mi vuoi bene.

Brutto, vero?

Un angelo non ha questa faccia.

Perché?

Perché cosa?

Io non sapevo di poterlo fare.

Ti ricordi quando mi hai chiesto dove andava tutto il dolore?

Restava dentro, nelle mie braccia, nella mia testa. Ora è di nuovo di tutti.

Lasciali andare. Ancora non l 'hai capito.

Non posso.

Matteo.

Matteo, ascoltami.

Non è vero che non ti voglio bene.

Tu hai cambiato tutto.

Solo perché mi hai abbracciato. No.

No, no, no.

E tu lo sai benissimo che non è così. Sei stato tu.

Sei stato tu.

Ora torna da me.

Non posso.

Davy, non puoi lasciarli in questo stato.

Provaci, Matteo. L 'ho già fatto. Non posso.

Matteo!

Non riesco più a tornare.

del figlio

Grazie.

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