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Original subtitles

Io mi chiamo Tom, ho nove anni e mezzo e faccio lo scolaro.

Lei è Giovanna, mia madre. Si occupa di pubbliche relazioni.

Lui è Bob, mio padre.

Non è proprio mio padre. Mio padre è morto quando ero piccolo.

Bob si occupa di computer nella ditta più importante di Milano.

Adora il suo lavoro, la sua città e il suo caos.

Lui e la mamma non si sono ancora sposati.

Non hanno trovato il tempo. Ormai è questione di mesi.

[AMBULANZA]

Eravamo una famiglia tranquilla come tante altre.

Un giorno arrivò la lettera di un notaio.

Come nelle favole Bob aveva ereditato un castello.

Si trovava in Toscana. L'aveva lasciato la contessa Emilia.

Bob la chiamava zia. Era una lontana parente della mamma di Bob.

Era vissuta sempre da sola.

- Che aria! - Puzza di letame.

- Hai accordi con il notaio? - Aspetta al castello.

Forse possiamo rientrare questa sera.

Chissà a quanto si vende un castello qui?

Il castello risale al XVI secolo. La contessa l'ha lasciato in rovina.

- Quindi avete ereditato una grana. - Perché?

Ereditare un castello è come ereditare guai.

- Solo per mantenerlo si spende un capitale. - Non ce l'ho.

C'è gente a cui interessa. Spenderà molto in tasse di successione

patrimoniali e sul valore aggiunto.

- Se lo vende, le resta una somma in attivo. - Cioè?

Un centinaio di milioni.

- Facciamo 120 milioni. - Perché?

Così si compra il computer da fantascienza.

120 milioni. Le farò sapere.

[UN CANE ABBAIA]

Accidenti.

Fermo. Scendi.

- Siete i nuovi padroni? - Sì.

Noi siamo le sorelle ungheresi.

Lei è Jolinka e io sono Olga.

- Io sono Tom. Lui come si chiama? - Pepik.

Tom, lascia il cane. Ha le pulci.

- Ha le zecche e il fango. - Un cane ha tutte quelle cose?

Sì e anche di più.

- Che cosa c'è da mangiare? - Niente. - In paese c'è un negozio.

- Lì c'è tutto. - Ci vado io. Dammi i soldi.

Il paese è lontano.

Se mi dà il permesso, accompagno Tom.

Ha il permesso. Sbrigatevi. Mangiamo e ripartiamo.

- Quanto dista il paese? - Quattro km.

- Chi abita lì? - La contessa Toscobaldi.

A sinistra c'è il marchese di Rocchetta.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Posso comprare qualcosa da mangiare?

- Se paghi, sì. - Certo che pago!

Lionello scherza sempre. Cosa ti serve?

Tre hamburger surgelati, piselli surgelati e fragole surgelate.

- Perché li vuoi surgelati? - Altrimenti? - Freschi. - Sì.

- Sei il figlio dell'erede della contessa? - Come lo sai?

Qui si sa sempre tutto. Il paese è piccolo e le notizie circolano.

- Ci si diverte così qui. - Quanto pago? - 300.000 lire.

- Quanto? - 300.000 lire.

- Non è neanche un kg di roba. - Devi considerare

i 25 kg di bistecche che hanno mangiato i cani questo mese.

- I nostri cani? - Erano della contessa Emilia.

Fanno parte dell'eredità. Io li ho tenuti fino ad oggi.

Da oggi chiudiamo il conto.

Ecco i tuoi cani. Sono Stanlio e Ollio.

Mancava anche questo. Quei cani tornano da dove sono venuti.

Ci tornano subito.

Non pagherò 300.000 lire.

Caro, hai ragione, ma perché gridi?

Sono nervoso. Voglio ripartire e sbarazzarmi di loro.

Dopo pranzo li riporti in paese.

Se loro non li vogliono?

Li facciamo sopprimere.

Bob, dove hai messo le bistecche?

Dove sono andate? Le ho lasciate qui.

[IL CANE RUTTA]

Mio padre ora non c'è, ma non credo che li riprenda.

Abbiamo già quattro cani.

- Dovremmo fare come dice mamma. - Cioè?

- Il veterinario gli fa una puntura. - Se vuole, la accompagno.

Non si disturbi. I signori devono bere ancora il caffè.

Li accompagno io dopo.

Arrivederci.

Mi perdoni, ma da quanto mi raccontava la contessa Emilia

i due cani sono una clausola essenziale per l'eredità.

- Se rifiuta i cani, non avrà il castello. - Allora niente computer.

Teneteli come figli fino a che non vendo il castello.

Speriamo che ci bastino per tornare a Milano. Tom, aspetta.

Chiamo mamma e partiamo.

Giovanna! Sbrigati. A Milano arriviamo...

Domani mattina.

- Dove hai preso quel vestito? - Dal guardaroba della contessa.

I marchesi Rocchetta ci hanno invitato a cena.

- Hai rifiutato? - Ho detto che sono felice e che accettiamo.

Giovanna, io non vengo!

Bob, si siede qui e lei alla destra di mio marito.

(TV) "Buongiorno, come stai? "

I temporali la terrorizzano.

- Capita spesso ai cani. Credo. - Lei non sa di essere un cane.

- Cioè? - Milady è convinta di essere un umano.

Si comporta di conseguenza.

- Mangia e beve come noi. - Grazie.

Pensa e agisce come noi. Capita quando si ha un cane unico.

Trasmettiamo loro le nostre ansie e perdono la loro identità.

Aiuto!

Aiuto!

[RUMORI INDISTINTI]

No, tesoro mio. Se ti piace questa vita, io sono l'uomo sbagliato.

Che tempo! Non mi sono mai annoiato come questa sera.

I cani erano i figli e i figli abbaiavano.

- E' una serata bizzarra. - Andiamo altrimenti ti bagni.

Mancava solo la pioggia.

Qui mi sentivo più al sicuro. Li ho asciugati davanti al camino.

Hai usato le coperte del letto.

Prima ho usato gli asciugamani.

Manda fuori quei cani.

Ho scoperto una tomba che sembra una chiesa.

- E' dipinta. - Fuori! - Fuori piove.

Ha ragione.

Immagini i cani che dormono mentre c'è la bufera?

Lui e i cani dormono qui.

- Noi andiamo in camera sua. - Tu nel letto e io sulla poltrona.

- Devi farmi una cortesia. - Figurati, Sveva.

Dobbiamo partire d'urgenza. Nostra figlia ha partorito.

Mia figlia ha seguito il marito in Tibet. Cosa posso fare?

Sei l'unica di fiducia. Devi pensare a Milady.

- Ti dispiace? - E' una gioia.

- Ti pago una piccola retta per il disturbo. - Faccio un assegno.

Un milione? Quando torniamo da Tibet facciamo i conti.

- Vorrei pagare il mio debito. Sono 300.000? - Sì.

Non ho molti contanti.

- Posso farle un assegno da 500.000 così mi dà dei contanti? - Sì.

- Grazie. - Torna già a Milano?

- Scusi? - Riparte per Milano?

Sì. Milano.

Signor Bob, corra al castello!

Tom è in pericolo.

- Perché è lì? - E' andato a prendere Milady.

- Perché si è arrampicata lì? - L'hanno trattata male.

- Lei non è un cane. - Come? - Non sa di essere un cane.

Si è ritirata sull'albero. Tom l'ha seguita.

- Jolinka voleva chiamare i pompieri. - Non arrivano.

Ho capito. Ci penso io.

Tienimi la giacca.

Perché Milady è qui?

Te lo spiego dopo.

Cammini piano e non sforzi la gamba.

Stia tranquillo. Il dottor Muggione non è solo un medico. E' un genio.

Attento ai gradini.

Li ho visti.

- E' un veterinario. - Non si scandalizza.

- Buongiorno. - Buongiorno. - E' il nipote della contessa.

- Si è fatto male. - Torno un'altra volta. - No.

Sono abituato a curare chiunque respiri, bipede o quadrupede.

Io credo di avere un vizio cardiaco.

Quando mi emoziono, ho delle scariche di adrenalina.

Non faccia caso a cosa dico, ma a cosa faccio.

Se volessi ucciderla, le sue scariche sarebbero giustificate.

Io voglio guarirla. Ha una spalla slogata e contusioni multiple.

Ha un ematoma alla gamba.

- Ha un anestetico? - Per la spalla?

- Certo. Mi fa male. - E' normale.

Tutte le spalle slogate fanno male.

Lo beva tutto insieme e vedrà che il male passa.

- Beva alla sua salute. - Beva. Ha paura?

- Cos'è? - E' grappa di fragolino.

Sono 75 gradi. E' buona.

Guardi il merlo indiano. Fischia e canta con una voce umana.

[BOB GRIDA]

L'avevo detto che era un genio. Come sta?

- Bene. - Non si meravigli.

Violetta, prestami il foulard.

- Grazie. - Arrivederci.

Quando crede che potrò ripartire?

Non voglio essere troppo ottimista.

- Potrà ripartire tra un mese. - Come?

- Devo andare a Milano. - E' per il suo vizio cardiaco.

30 giorni passano presto. Domani chiamo il tuo presidente

e gli spiego cos'è successo. - Come facciamo con la scuola?

Violetta insegna alle medie in paese.

Mi fa fare gli esami da privatista.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Come sta la spalla? - Ogni giorno meglio. - Vieni.

- Ciao, Bob. - Ciao.

Ciao, Tom.

Oggi ci sono delle visite.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Da oggi il mio cane Sentinella passa in forza a lei. - No.

Parto per una cura termale. Lo tenga come terrebbe un militare.

Sentinella è un ottimo soldato.

Conosce la disciplina. Basta guardarlo.

Sentinella, seduto!

- Questo è l'assegno per la retta. - C'è un equivoco.

- Questo non è un canile. - C'è l'annuncio sul giornale.

Cosa?

Buongiorno. Benvenuto. Io sono la direttrice.

Dia a me l'assegno.

Qui ci sono registrati gli squilli di tromba in uso in caserma.

Lui obbedisce a questi.

Sentinella, questo castello sarà la tua caserma per alcune settimane.

Comportati con disciplina e da bravo soldato.

Lo tenevo nella gioielleria contro eventuali rapinatori.

Ora non fa entrare più nessuno, neanche i clienti.

- Speriamo che qui... - Grazie.

Dick, devo lavorare.

Lo capisci?

Aiuto!

Quando Sveva mi ha dato un milione per tenere Milady

ho capito che poteva essere un'occasione.

Non voglio vivere così. Perché non me l'hai detto?

Avresti detto di no. Il generale paga 15.000 lire al giorno.

Altrettante ne paga il gioielliere. Pensa di tenere 40 cani.

Sono 600.000 lire al giorno.

Se togli le spese, sono abbastanza per vivere al castello.

- Io? - Avrai un bel futuro in un mondo

che non sarà meschino e borghese come i tuoi computer.

Sarà quello esclusivo delle ville che ci circondano.

Pensa al principe Carlo e Lady D.

Pensa ai Kennedy quando vengono in Toscana.

Noi guadagneremo un posto in società con i cani.

Olga, la cassetta.

[SQUILLO DI TROMBA DALLO STEREO]

L'iniziativa di mamma ebbe successo. I cani arrivarono.

Arrivò Adone. Era il cane di un attore famoso di Hollywood.

Arrivò Sibi, una canina aski. Era timida e malinconica.

Era di una nobile donna romana.

Arrivarono anche tre cani cinesi.

Erano di una famosa giornalista.

Si sparse la voce che da noi al castello si stava molto bene.

I cani arrivarono da tutte le parti.

Prendi la pompa dell'acqua

e insapona il cane.

Scusi.

Ora tu lavi il cane e io prendo la pompa dell'acqua.

[SQUILLO DI TROMBA DALLO STEREO]

Sono le quattro del pomeriggio.

Ti metti a dormire solo perché questa tromba suona il silenzio.

[SQUILLO DI TROMBA DALLO STEREO]

Devi smetterla. Hai capito?

Se squilla la tromba, fai qualcosa.

La tromba è stupida come un computer.

Se nessuno schiaccia i bottoni e soffia, la tromba non suona.

Se vuoi obbedire a qualcuno, obbedisci a me.

Io non me ne approfitto.

Giovanna. Cosa fanno sul letto?

Oliana mi ha chiesto di fare dormire il suo cane con me le prime notti.

- Samovara ha portato con sé uno dei cuccioli. - Lui?

Adone sta male. Non ascolta più.

Adone! Adone!

Adone, sveglia!

Adone!

- Sembra Beethoven. - Com'è successo?

- Si può sapere? - Ha corteggiato Milady.

Lei non gli ha permesso di corteggiarla e gli ha ringhiato.

Adone non è abituato a essere rifiutato.

Per lo shock non sente più.

Non è vero. Fa finta.

E' una forma di depressione causata da Milady.

Ignorandolo lo ha umiliato. Simula l'infermità

per attirare l'attenzione.

E' un tipico caso di depressione in cui gli animali imitano le persone.

- Come può guarire? - Faccia quello che faccio io.

Mi segua e non gli faccia caso.

[VOCE NON UDIBILE]

[VOCI NON UDIBILI]

[VOCI NON UDIBILI]

[VOCI NON UDIBILI]

Fingevi di non sentire più.

Volevi attirare la nostra attenzione.

Tom! Sbrigati, siamo in ritardo.

- Ciao, Bob. Ciao, dottore. - Ciao, Tom.

Quel ragazzo sta molto bene in campagna.

Anche lei sta meglio da quello che vedo.

- Tolgo la fasciatura? - Parlavo della sua faccia.

- Ha cambiato colore. - Vuole insinuare

che la campagna mi fa bene? - Non insinuo. Io constato.

(TV) "Dritte le gambe. Snelle le caviglie. Alto e sodo il seno

come quello di una dea."

"Quando la conoscerai meglio, ti chiederai come sarebbe la tua vita

se lei si innamorasse di te. Presto su Canale 5"

"Adriana".

[UN CANE ABBAIA]

(TV) "Dritte le gambe. Snelle le caviglie."

"Alto e sodo il seno come quello di una dea."

"Quando la conoscerai meglio, ti chiederai come sarebbe la tua vita

se lei si innamorasse di te."

"Adriana, la romana. Presto su Canale 5."

"Adriana è una ragazza splendida."

"Dritte le gambe. Snelle le caviglie."

"Alto e sodo il seno come quello di una dea."

"Quando la conoscerai meglio, ti chiederai come sarebbe la tua vita

se lei si innamorasse di te."

"Adriana, la romana. Presto su Canale 5."

"Adriana è una ragazza splendida."

"Dritte le gambe. Snelle le caviglie."

"C'è una grande intesa."

[I CANI ABBAIANO]

Ho capito! Cambio canale.

Ora sarete contenti.

(TV) "Fin da piccolo ti ha nutrito con Doko."

"La mamma dice che Doko è un alimento completo."

"Con Doko hai quello che ti serve per stare sempre bene."

"Il tuo cane si merita Doko ogni giorno."

Non posso vedere neanche la Tv in pace!

Loro scelgono i programmi. Facevo bene a non volere i cani. [SPARO]

- Le cartucce sono scadenti. - Lì c'è un altro fagiano.

Il mio cane è uno specialista con i fagiani.

Vai, trovalo!

Vai!

- Ero contro sole. - Lì c'è un altro fagiano.

Questa volta non mi scapperà.

[IL CANE ABBAIA] E' il suo cane. Mi dispiace.

Non si preoccupi. E' solo un cane.

[IL CANE GUAISCE]

Brisby.

Conosco bene chi chiamano "presidente".

E' il presidente della multiproprietà Dantesca.

- E' una ditta che ha traffici nella zona. - Traffici illegali?

Esatto. Tenga fermo il cane.

Non ho mai fatto l'infermiere veterinario.

Mi fa uno strano effetto.

Se le fa effetto, beva qualcosa così l'effetto sparisce.

Se Brisby non vuole tornare dal suo padrone, posso tenerlo io.

Mi ha detto che non vuole più padroni. Non si fida.

- Come? - Non è difficile capire gli animali. C'è un segreto.

E' l'amore! Un cane capisce i nostri pensieri

perché ci ama fino al punto di morire per noi.

Lei sarebbe pronto a morire per un cane?

Io...

Direi proprio di no.

Anche lei è come gli altri.

- Beviamo qualcosa. - Ci penso io.

Dottore!

- La spalla è guarita. - E' da quel giorno che è guarita.

- Cosa vuole dire? - Le ho forzato la convalescenza

per farla restare qui.

- Davvero? - Sì. In un'epoca invasa dai computer

è raro trovare veri uomini

pieni di dubbi e debolezze pronti a riconoscere i propri errori.

No. Giù!

Senza accorgersene Bob iniziava

ad amare la campagna o a non odiarla più.

Forza!

Bravo!

Buono.

[ESPLOSIONE]

[ESPLOSIONE]

- Laggiù c'è la casa di Vanessa. - Ora fanno una strada.

- Porta al casello dell'autostrada. - Così rovinano i boschi.

- A loro non interessa il bosco. - A me, sì.

Ho garantito boschi e tranquillità

per la pensione. Parlerò con Vanessa!

Vanessa. Vanessa, sei qui?

- C'è nessuno in casa? - Cerca qualcuno?

- Cerco la contessa Toscobaldi. - Sono partiti ieri.

- Questa mattina è finito il trasloco. - Il trasloco? Perché?

Hanno venduto tutto. Casa e terreno.

Anche i marchesi traslocano. Hanno venduto tutto.

Sono andati senza neanche salutare?

Non va bene così.

Ho accettato il castello, la campagna e i cani

perché questo significava un cambio di vita

un salto di qualità in questa società.

Però se vendono e vanno via, è tutto inutile.

Voglio andare via di qui il prima possibile.

- Chi pensa ai cani? - Bob.

- Abbiamo preso dei soldi. - Restituiscili.

- I cani devono andare via. - Non so se risolvo tutto.

- Ciao, mamma! Buon viaggio. - Buon viaggio.

Purtroppo aveva ragione Bob. Non era facile dare indietro i cani.

Era molto difficile.

Era impossibile. Era quasi estate.

I padroni dei cani erano molto impegnati tra viaggi e vacanze.

Continuavamo a pagare la retta.

Dovevamo rispettare gli impegni presi.

Per il momento non si parlava di riprendersi i cani.

Capisco il suo problema.

- Può solo affidarli al canile. - Li prenderebbero lì?

Devono farlo per legge.

Restano lì per un po' in condizioni non ideali.

Se nessuno li reclama o li porta via

quella legge consente la camera a gas.

Quello che noi condanniamo se riferito agli uomini

è accettato se riferito agli animali. - E' inammissibile!

- E' vergognoso! - Sì.

Devo vendere il castello e tornare al lavoro.

Non posso stabilirmi qui per sempre.

Cosa posso fare per voi? Cosa posso fare?

- Povere bestie! - Sì.

Ho esaminato il problema. Non ci sono soluzioni.

Però rifiuto la camera a gas!

- Ci deve essere una soluzione. - Signor Bob.

- E' venuto il generale a prendere Sentinella. - Bene.

Almeno uno! Bene!

Sentinella, attenti!

Ripeto. Attenti!

Sali in macchina. Forza!

Non masticare il chewingum mentre ti parlo.

Contegno!

Se non obbedisci, ti chiudo in cella di rigore per un mese.

Forza!

Tutti fuori.

Fuori!

Andiamo a fare una passeggiata. Fuori tutti! Andiamo in campagna.

Andiamo a fare una passeggiata tutti insieme.

Fuori! Andiamo.

Andiamo!

[I CANI ABBAIANO] [SILENZIO.]

Non spaventate i pesci.

Non si preoccupi per i miei pesci. Qui non ci sono mai stati i pesci.

A quest'ora ci vuole un po' di vino fresco

le fave, il salame, il pecorino e pane appena sfornato.

- Lei è qui per un picnic. - Sì

altrimenti cosa si viene a fare al lago? - E' vero.

- Prima avevo paura dei cani. - Perché non li conosceva.

- Non li ho mai visti così felici. - Sono felici

perché si sentono liberi.

Senza il vino che ci accompagna alla vita

non è facile raggiungere la felicità.

Per festeggiare questa nostra felicità

il famoso coro del castello proverà a eseguire il "Va' pensiero"

in suo onore.

E' tratto dall'opera "Nabucco" di Giuseppe Verdi.

Dall'inizio. Attenti alle stonature.

# Va' pensiero... # [I CANI ABBAIANO]

E' inutile. Con tutti i cani con cui ho provato

fino a qui andava bene.

Fino a questo punto va bene.

Poi si rovina tutto.

- Brindiamo. - Sì.

- Violetta! Come ci avete trovati? - Riaccompagnavo Tom a casa

ma ci siamo accorti che cantavate. - Avete finito presto.

Sì. E' l'ultimo giorno di scuola e abbiamo anticipato le vacanze.

- Come va Tom? - Bene.

Verrò al castello per aiutarlo fino all'esame.

- Violetta. - Sì.

- Grazie. - Di che cosa?

Grazie e basta.

Venite!

Il grande spettacolo del circo americano

torna dai successi nelle capitali europee.

Porta anche qui i suoi artisti per l'ultima rappresentazione.

E' l'ultima rappresentazione.

- Poi partite? - No, chiudiamo. - Per le vacanze? - Per i debiti.

Perché non li aiutiamo? Andiamo ad applaudire il vostro amico?

Lo credo che deve chiudere, non viene neanche un cane!

I CANI ABBAIANO

E' un modo di dire. Voi avete pagato il biglietto.

Ecco a voi il più acrobata tra i cani, il più cane tra gli acrobati.

Rullo di tamburi, è Fantomas!

[I CANI ABBAIANO]

[CANTANO]

- Ciao, Tom. A domani. - A domani. Buonanotte.

- Vai via? - E' lei. Mi ha spaventata. - Mi scusi.

- Questa canzone è bella. Di sicuro parla d'amore. - Certo.

Questa sera tutto parla d'amore.

La loro canzone, il cielo pieno di stelle, il profumo della campagna.

- Ora sa tutto di me. Violetta. - Sì, Bob.

Non deve andare via?

Perché? Secondo lei è meglio?

Sì. Secondo me è meglio.

Secondo lei?

Sì. Anche secondo me è meglio.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Buonanotte.

Tom.

Andiamo.

- Ammiravi Fantomas? Cosa fa? - Il padrone ha chiuso il circo.

- Fantomas si è messo per conto suo. - Chi te l'ha detto?

Lui. Ha dovuto mettersi in proprio perché ora ha una famiglia.

Te l'ha detto lui! Per fortuna tra poco partiamo.

Se ci sbrigassimo a sistemare i cani...

Ho parlato con il notaio, va a Firenze e torna tra cinque giorni.

Ha detto che la multiproprietà Dantesca si occuperà dei cani.

Nel progetto c'è una sistemazione per almeno un centinaio di animali.

Questa è una bella notizia.

- L'ha detto a Muggione? - Sì. Per questo vuole vederla questa sera.

E' una buona notizia, ottima.

Lui mi porta i suoi guadagni e io gli servo quello che vuole.

Ha famiglia.

Penetrare di notte nello studio del notaio con una chiave falsa

pensa che sia legale? - Non è legale, ma non abbiamo scelta.

Violetta mi ha riferito il discorso che il notaio le ha fatto

a proposito della sistemazione dei cani.

Lei sta per vendere e io voglio controllare.

- Come San Tommaso? - Esatto.

E' il più intelligente dei santi. E' il tuo santo.

Grand Hotel De Chateau.

Ecco il futuro di Capalbio quando tutti avranno venduto.

- A cosa vuole alludere? - Io non alludo, io constato.

Il castello è l'ultimo baluardo.

Non è prevista nessuna zona per i cani.

E' qui, sotto tre metri di terra.

Il notaio è un mascalzone.

Li ho convinti, abbiamo l'acquirente.

Non voglio più vendere.

Come sarebbe a dire? E' un buon acquirente.

Potrebbe guadagnare più dei 120 milioni che dicevamo.

Davvero?

A trattare bene se ne potrebbero guadagnare anche 150.

- Non vendo. - Vuole trasferirsi qui?

La pensione per cani rende abbastanza per vivere bene.

- Spero che questa non sia la sua decisione. - Addio.

Perché non hai dato gli esami?

Perché se no dovevo tornare a Milano.

Violetta ha detto che ero malato e li darò tra due mesi.

- Perché non mi hai detto nulla? - Ti saresti emozionato.

Mamma dice che ti agiti subito.

Bisognerà dirlo alla mamma. Speriamo che reagisca bene.

Certo. Per me non fa differenza.

Anche se dai gli esami a settembre non è la fine del mondo.

L'importante è che tu mi voglia tanto bene.

Ti voglio tanto bene. Vorrei continuare a studiare con Violetta.

- Continua a studiare con Violetta. - Bob deve tornare a Milano.

Dici a Bob di non preoccuparsi. Ho parlato poco fa con il presidente.

Il presidente della società, il re dei computer.

Siamo diventati buoni amici.

Aspetta, te lo passo.

Bob, la mamma dice che puoi prendere tutta l'estate di vacanza.

Il presidente è d'accordo.

Pronto. Ciao.

La fretta è nemica del bene.

Vendi il castello con calma e sistema i cani.

Ringrazia Violetta e dalle un bacio da parte mia.

Sì. A presto. Ciao.

- Che cosa fa? - La bacio. - Me ne sono accorta.

E' da parte di Giovanna. Lei non ricambia il bacio?

Non è carino da parte sua.

Signor Bob, scusa. Sveglia!

Signor Bob, Milady sta male!

E' impazzita! Gioca con altri cani e abbaia!

Come?

Buona.

Sta bene, è solo incinta.

- Chi è stato? - Chi ha fatto questa cosa?

Perché mi guardate? Non vorrete dare la colpa a me ora?

- E' stato Fantomas! - Davvero?

- Sì. Lo vedo spesso qui in giro. - Perché non me l'hai detto?

Non c'era nulla di male, stavamo insieme e parlavamo.

Non mi ha mai parlato di Milady.

In questi casi i cani sono dei perfetti gentiluomini.

Chi lo dice alla marchesa?

Chi vuoi che glielo dica? E' in Tibet.

Bravo, Fantomas!

Passammo un'estate felice e arrivò l'autunno.

Con un po' di buona volontà abbiamo sistemato bene l'impianto.

Ora può venire anche la neve, ma i suoi cani non patiranno il freddo.

Dovremmo mettere in casa un riscaldamento così.

Signor Bob!

- E' arrivato! - Chi è arrivato? - Il momento dell'evento!

- Dottore, andiamo. - Il momento dell'evento è arrivato!

Auguri.

Ne vuoi un po'? No.

Sono stato promosso!

Con sette! Sette!

- Sette! - Non sette, due!

- Solo due. - Io ho preso sette.

Due, un maschio e una femmina.

- Congratulazioni. - Grazie.

Non agitarti. Troppe emozioni insieme potrebbero farti male.

Permesso.

Nabucco.

[I CANI ABBAIANO]

# Va' pensiero. #

[I CANI ABBAIANO]

# Va' pensiero

# Sull'ali dorate. #

[I CANI ABBAIANO]

(insieme) # Del Giordano le rive saluta.

# Di Sionne le torri atterrate.

# Oh, mia patria sì bella e perduta. #

Attenti!

No!

Non è possibile! Cani!

- Questa parte non si supera. - Ci vuole pazienza e allenamento.

No. Secondo me concluderanno quando non ci sarò più per farmi dispetto.

Che cosa le serve?

Deve vendermi il castello. Ha capito?

- Maniere forti? - Svuota i canili.

Basta avvelenare il bastone.

No. Deve sembrare un incidente. Con quel Muggione...

Sembrerà un incidente.

Prima della fine del mese e prima che cambi il piano regolatore.

Buonanotte, cani.

Buonanotte, Sibi.

Buonanotte. Ciao.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Buonanotte.

[CANTANO]

Dottor Muggione!

- Cosa succede? - C'è un incendio al castello.

Accidenti!

- Stai bene? - Grazie, papà. - Cosa hai detto?

- Ho detto grazie. - No, dopo il grazie. - Grazie, papà.

Bob, non puoi rischiare la vita per un cane.

Dottore, come sta Sentinella? Riuscirà a salvarsi?

- E' morto. - E' impossibile.

- L'ho ucciso io. - Davvero?

Non c'era più nulla da fare.

Potava solo continuare a soffrire in maniera inutile.

Soffiati il naso.

- Quando un uomo muore, se è stato cattivo, va all'inferno. - Sì.

Se è stato buono, va in paradiso.

Quando un cane muore, dove va?

Va sulla Luna.

- Tutti i cani quando muoiono vanno sulla Luna. - Perché?

Perché gli uomini possono essere buoni oppure cattivi

invece i cani sono tutti buoni e vanno tutti nello stesso posto.

- Vanno sulla Luna. - E' sicuro?

Certo.

La Luna è tanto importante perché i cani vanno lì.

Già. E' vero, somiglia a un cane.

Per questo nelle notti di plenilunio i cani abbaiano alla Luna.

- Cioè? - I cani che stanno qui parlano con i loro amici

che stanno lì. Gli raccontano cosa accade sulla Terra.

I cani sulla Luna rispondono e raccontano cosa accade lassù.

I cani vivono sulla Luna. Come vivono?

Vivono liberi e felici.

Vivono senza nessuno che gli tiri calci o li prenda a sassate

e senza obbedire a ordini stupidi di un padrone stupido.

Gli astronauti quando sono andati sulla Luna li hanno incontrati?

No.

Si sono nascosti in certe valli buie. Sono quelle. Vedi?

Sono dietro le montagne più alte e nei crateri.

Erano stanchi degli uomini, dei loro egoismi e delle loro malvagità.

I cani sulla Luna come fanno a vivere senza bambini?

- Cambia domanda, ti prego. - Perché?

Perché a questa domanda non so rispondere.

[UN CANE ULULA]

Ascolti. Saluta Sentinella.

Sì, è già arrivato sulla Luna.

[IL CANE ULULA]

- Chi cerca? - Il signor Pozzi, il padrone del castello.

Ci segua.

Sono splendide. Queste pitture sono straordinarie

per l'epoca, per la fattura e per come sono conservate.

- Le ha mostrate a qualcuno? - No. Non veniamo mai qui.

- Siamo venuti solo per Tom. - E' l'unica stanza tranquilla.

Con tutta la gente che correva i cani si spaventavano.

- Permesso? C'è il signor Roberto Pozzi? - Sono io.

Sono Biagiotti, messo comunale.

- Mi spiace, ho un'ingiunzione di pagamento. - Per cosa?

E' passato molto tempo. Ha preso possesso del castello

e deve pagare la tassa di successione. - Se non pago?

Mi spiace, il castello verrà pignorato e dopo messo all'asta.

Arrivederla.

- Quanto devi pagare? - Più di 280 milioni.

(insieme) Quanto?

Più di 280 milioni.

Mi spiace, i nostri progetti sono sfumati.

- Come è successo? - Le spiego come è successo.

C'è stato un guasto, una stufa è esplosa e ha appiccato l'incendio.

- E' curioso? - Cosa? - Qualcuno ha fatto fare

un accertamento induttivo falso.

Ha corrotto un altro qualcuno ed è riuscito a ottenere

un'ingiunzione di pagamento della tassa di successione.

- I canili sono distrutti. - Il Paradiso dei Cani non c'è più.

La Dantesca sarà l'unica acquirente alla vendita all'asta del castello.

Questo incendio è stato molto utile alla multinazionale.

- Pensa... - Non sono rimbambito. Penso ciò che pensa lei.

- Cioè che hanno fatto esplodere l'impianto. - Accidenti!

Poco prima dell'incendio Dick abbaiava.

Sì, abbaiava come un diavolo. Abbaiava forte.

Abbaiava forte come un diavolo.

- Penso che l'incendio sia stato doloso. - Per risolvere il caso

servirebbe un'idea. - Sono troppo stanco per avere un'idea.

Per favore, mi dia i fiammiferi.

Chi ha appiccato l'incendio ha usato un accendino

simile a questo. - Saranno migliaia in giro.

Papà, cosa facciamo?

Apriamo la vendita all'asta del castello di Capalbio

di proprietà di Roberto Pozzi.

La società multiproprietà Dantesca

risulta la sola iscritta all'asta.

La società è rappresentata da qualcuno?

- Sono il presidente della società. - Bravo!

L'asta verrà celebrata con il sistema delle candele vergini.

[COLPI DI TOSSE] L'aggiudicazione sarà fatta

al concorrente la cui offerta non sarà superata da altre

durante il tempo occorrente all'ardere delle tre candele

per la durata di un minuto ciascuna.

L'asta parte da un prezzo base di 280 milioni

con offerte a crescere di 10 milioni minimo.

- Chi offre di più? - 290.

La seconda candela si è consumata. Procediamo all'accensione

dell'ultima candela. Chi offre di più?

Adesso tocca a te.

Vai!

- Prenda un'altra candela. - Non ce l'ho.

- Come? - Era una formalità, credevo che tre candele bastassero.

La candela sarà sostituita dal cronometro. Ha il cronometro?

Sì.

- Domando la parola. - Mi spiace, ma non può. Non è un dibattito.

La legge dice che prima delle aggiudicazioni

le parti hanno diritto di prendere la parola.

Sono gli articoli 208 e 209.

Non è vero. Quegli articoli parlano di altro.

Alludo agli articoli dello Statuto Albertino del 1821.

Non sono mai stati abrogati e quindi sono ancora validi.

- Va bene. Parli. - Grazie. Sarò breve. Nel 1911...

- Rallenti, così moriremo. - Stia tranquillo.

Speriamo che Muggione inventi qualcosa.

D'accordo, ma concluda. E' diventato tardi.

Amedeo, scusa se non ti ho riconosciuto.

- Signore, non la conosco. - Come? Abbiamo fatto la guerra insieme.

Avevo due anni quando è scoppiata la guerra.

Non intendo quella del 1815. Non ero ancora nato.

- Intendo l'ultima guerra. - Parlavo di questa.

- Di che anno sei? - Del '38. - Sei del 1938?

Certo. Potrei essere del 1838?

Non ho fatto la Grande Guerra, né la Guerra d'Africa, né l'ultima.

- Ti hanno riformato? Amedeo. - Non mi chiamo Amedeo.

- Perché hai cambiato nome? - Non ho cambiato nome.

- Sei Amedeo. - Torni al suo posto o la faccio arrestare.

Faccia partire il cronometro.

Presto! Venga con me.

Salga la scala. Si sbrighi.

Dick. Ha l'accendino rosso.

Ha l'accendino rosso. Vai!

Coraggio!

Andate! E' lì.

E' lì.

Sono passati 60 secondi. In mancanza di altri offerenti

il castello è aggiudicato alla multiproprietà Dantesca.

Abbiamo perso tempo per la firma del ministro.

Il castello è stato dichiarato monumento nazionale.

Moschini rappresenta il Ministero dei Beni Culturali e ha il decreto.

E' esatto. E' monumento di interesse nazionale

con tombe di eccezionale valore.

Il castello e l'area circostante devono rimanere come sono.

Il decreto è ufficiale. Se i compratori non si impegnano

a lasciarlo com'è, l'asta non è valida.

Anche se si impegnano, le Belle Arti vigileranno

affinché nulla venga alterato.

Se deve rimanere così, non ci interessa.

Rinunciamo all'acquisto.

Il castello rimane dell'attuale proprietario.

Vado a dare la buona notizia ai cani.

(insieme) Bravo!

Cosa succede?

Quello cos'è? Ollio, porta qui.

Fammi vedere.

Cosa dici dell'incendio?

- Di cosa parla? Cosa vuole? - Vorrei una confessione scritta.

- No! Sono innocente. - Devi firmare. - Mi lasci.

Sei un mascalzone!

Stai buono! Stai giù!

Stai buono!

Banzai, si era comportato da cane pentito.

Brave!

Brave!

Forse ha vinto il primo round

ma dovrà pagare la tassa di successione.

Il notaio ha ragione.

Le tasse di successione vanno sempre pagate.

Per questo i signori della Dantesca insieme al notaio si sono offerti

di pagare il debito del signor Pozzi. - Cosa dice?

- E' impazzito. - E' evidente. - Scegliete voi.

Viviamo in un regime democratico. Potete pagare le tasse

o andare in galera. Cosa preferite?

Controllate con comodo. E' firmata da Fantacci.

Fantacci, parlavamo proprio di lei.

E' arrivata! E' la mamma. La mamma è arrivata!

- Mamma. - Tom, amore mio!

- Salve. Sono felice di vederla. - Presidente.

- E' una sorpresa. - La vera sorpresa è un'altra.

Mamma, tu e lui...

Sì, amore mio. Io e lui ci amiamo.

Abbiamo scoperto di avere tanti interessi e tanti amici in comune.

- Abbiamo deciso di sposarci. - Congratulazioni! - Grazie.

- Grazie. - Sono felice.

Da quella sera oltre all'amore di una madre avrei avuto

quello di tre genitori aggiunti, Bob, Violetta e il presidente.

Questa favola forse finirà con il miracolo che Muggione sognava.

Forza, amici! Proviamo ancora una volta il "Va' pensiero".

[UN CANE ABBAIA]

[I CANI ABBAIANO]

[CANTICCHIA "VA' PENSIERO"]

[CANTICCHIA "VA' PENSIERO"]

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