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Original subtitles

No...

Mamma...

[gemiti di piacere]

[gemiti di piacere]

[gemiti e urla di piacere]

[altoparlante] Forbici da seta, coltelli da prosciutto.

Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio.

[bussano alla porta]

- Ciao. - Mm... Ciao.

Senti, ma... Stanotte ancora incubi?

- Perché? - Non so...

Ti sei alzata, mi è sembrato.

- Oddio, no. -Ah.

Bene, comunque dobbiamo dire questa cosa al dottore, va bene?

Adesso io devo andare, ti dà uno strappo Chiara.

No, voglio papà.

- Che scema! - Ci vediamo stasera.

- Ciao. - Ciao.

Amore, buongiorno. Ancora così stai? E tardi.

Dai, poi salti la colazione.

No, mi sa che non entro oggi. Ho una nausea tremenda.

Sai che se mangi, ti passa?

Dai, che devo stare alle nove in reparto.

- Non ti hanno ridato il motorino? - No, visto che mi accompagni tu.

Almeno chiudi la porta visto che non bussi, no?

[Chiara] Sbrigati, facciamo tardi.

- Non correre, è bagnato. - Sì, ho visto.

Sofi'?

[colpi di tosse]

Ehi, $ofi?

Ci sei?

- Che hai? - Oddio...

- Mi hai fatto prendere un colpo. - Scusa.

Quella stronza mi ha attaccato l'influenza.

- Chi? - Chiara.

Ieri stava male e ha bevuto alla bottiglia. Fa pure schifo.

Direi di sì.

Poi stamattina le ho detto che stavo così

e mi ha preso per il culo.

- Hai vomitato? - No, ho la nausea e basta.

- Stai un po' meglio adesso? - $i.

[campanella]

[ragazza] Domani c'è compito.

[ragazzo] lo non vengo...

[vociare indistinto]

Andiamo.

- Ehi! - Non stavi in ospedale, tu?

Certo, detta così... Non mi sentivo bene, sono rientrata.

Vi fermate a pranzo?

No, prendo le cose del cavallo e andiamo.

Arrivo.

- Ciao, Dora. - Ciao, Sofia.

- Com'è andata oggi? - Scialla...

- Bene. - Bene.

- Anche tu monti? - No, io accompagno solo.

- Non i piace? - No.

- [Sofia] Dora, il kep dov'è? - Non l'ho visto.

Amore, l'ho messo nell'armadio perché stava per terra.

- Andiamo? - Andiamo.

Comunque è tutto pronto. Se volete fermarvi...

No, ce lo lasci per cena.

- Tanto voi non ci siete, no? - No.

- Ok. Ciao. Andiamo. -Arrivederci.

Divertitevi.

Ciao, Sofi.

[donna] Morbida e guarda la distanza.

Ok, Sofia, molto bene.

La gamba vicina, la gamba vicina.

Ok, avanti.

L'esercizio era buono, andava tutto bene.

Un po' più dritte le spalle.

Guarda dove devi andare. Vai, Alice, vai.

[Sofia] Come era?

[donna] Svolta facile...

[ragazzo] Una ficata.

[donna] Ok, fai un circolo...

Senti, ma... sei sicura che stasera hai casa libera?

Silvia mi ha detto che c'è una festa all'Acrobax.

Che ti devo dire? Fai come vuoi.

Ti pare che vado senza di te?

[donna] Ragazze, ci vediamo mercoledì.

[Pietro] Ora ho un appuntamento, poi vado al paddle.

- [Chiara] È saltata la cena? - No, finiamo presto.

Faccio la doccia al circolo, poi passo da casa, mi cambio

e se stai meglio, andiamo insieme.

Ho ancora un po' di nausea ma vorrei provare a venire.

Ok. Sofia?

- Giornataccia. - Avete discusso di nuovo?

Non proprio, però... mi sembra sempre di darle fastidio, non lo so.

Poi adesso... Boh, forse sono io che ho l'ansia.

Va bene, domani ne parliamo tutti insieme.

Adesso stai tranquilla.

- Ti chiamo dopo. - OK

- Ciao, amore. - Ciao.

[voci indistinte]

Posso tenerla ferma per poco perché Banchi Vecchi, spazio esterno...

- Insomma capirete che... - [donna] Le facciamo sapere.

- Grazie. - Prego.

Ancora così stai?

Non mi sento bene.

A pranzo hai detto che andavi.

Lo so, speravo di stare meglio, ma...

Deve venire Manuel a cena. Ci eravamo organizzati.

Scusa, mi metto in camera. Non mi vedete proprio.

[sbattere di porta]

Prima o poi crolla tutto.

[Sofia] Tutta la settimana a dire che venerdì avevo casa libera.

Ora che è arrivato venerdì, con il cazzo che è libera.

- [ragazzo] Lasciala perdere... - No, è una stronza e basta.

Ha la capacità di farmi sbroccare con quella vocina tutta...

"Sono dolce, carina e gentile." Vaffanculo, cazzo.

- Ci vediamo all'Acrobax, va bene? - Va bene, a dopo.

- Io non rimango da sola con questa. - Fai bene.

- Vabbè, dai. Ciao. - Ciao.

Cazzo.

[vociare indistinto]

Bravo!

Sofi, amore, abbassi un po' la musica, per favore?

Ho mal di testa.

[musica ad alto volume]

[Chiara] Almeno un pochino...

- Lo scrub è finito ? - [Chiara] Si.

Lo hai usato tutto tu. lo come faccio?

[Chiara] Ora avviso la Nazioni Unite.

Abbassi un po', per favore?

Anche il balsamo è finito?

- Ciao, ci vediamo martedì. - Ciao.

- Perché non vieni anche tu stasera? - Magari.

Mi hanno portato degli scampi che sono vivi, si muovono.

Domani alle otto devo essere in tribunale.

Salutami Chiara.

- Ciao. Grazie della partita. - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

[Pietro] Ciao, amore, parto adesso. Tra dieci minuti sono a casa.

- Ciao, Pie', a dopo. - Ciao.

Amore, ho fatto l'arrosto.

Ci sono anche i pomodori con il riso.

- Sto uscendo. - Ma a pranzo non hai mangiato niente.

Non ti fa bene, sei troppo magra.

Dai, resta a cena, mi fai compagnia. No, aspetta.

Tieni, usa questo.

Dai, resta, così chiacchieriamo un po'.

Se domani passi dopo scuola, mangiamo qualcosa e chiacchieriamo.

Si!

Andiamo dove fanno i tacos buonissimi.

Ti prendo per il culo, non lo capisci?

- Perché fai così? - Tu perché fai così.

Io stavo qui a farmi un panino e tu devi per forza assillarmi.

- Per te io devo sempre parlare. - E normale, la gente parla.

Di che?

Guarda che casino stai facendo.

Mi fai innervosire.

Non lo so, tu sei sempre arrabbiata.

Comunque non è successo niente. Mi faceva piacere stare un po' insieme.

A te, a me no.

Tu mi ripeti le cose cento volte per entrarmi nel cervello.

- Sofi... - Non chiamarmi Sofi

perché non sei mia madre.

- No, certo che no. - "No, certo che no."

- Io non so che succede. - Non succede un cazzo!

Mi assilli con i tuoi sorrisini, gli arrostini, il coltello no.

- Mi fai impazzire. - Chiamo papà.

- Non ti azzardare. - Mi fai male, Sofi!

- Io ti ho capito subito. - Di che parli?

Cinque anni dopo la morte di mamma, tu che fai?

Cerchi casa e dove capiti?

Pensi questo?

-Io cercavo un monolocale in centro. - Proprio nell'agenzia di papà.

Incredibile, pensa che caso! Siamo scemi secondo te?

È andata così. Ho pensato che tuo padre poteva aiutarmi.

Bugiarda! Sei una bugiarda!

Sai una cosa? Nemmeno lui ti sopporta, ti scopa e basta.

Basta!

- Per favore! - Ma tu pensi

che io non ti sento ansimare e mugolare la notte?

[imitazione di gemiti]

Tu ci spii. Noi ci vogliamo bene.

- Solo tu volevi questa famiglia. - lo non sono tua madre. Non lo sarò mai...

- Non parlare di lei. - Era stupenda,

- fortissima. - Non parlare di mia madre!

E tu sei riuscita ad ammazzarla!

- Che dici? - Non hai fatto un cazzo per aiutarla.

- Con le tue flebo non hai fatto niente! - Non si poteva fare niente.

- Tu eri contenta! - Sei pazza?

Tu sei una vacca!

Chiara?

Chiara?

- Ciao. - Ciao.

- Grazie. - Prego.

Chiara?

Chiara!

Sofia?

Ragazze, avete lasciato la porta aperta, eh?

Chiara?

Chiara...

Ragazze, dove siete?

Dai! Sofia?

Sofia...

Oddio...

Chiara!

Sofia!

Sofia!

Dio mio...

Chiara...

[sirena]

- [uomo] Hai chiamato tu? - [Pietro] Sì.

Allontanati dal coltello e alzati in piedi. Forza! Sbrigati!

- Che è successo? È tua moglie? - [Pietro] Sì...

Sofia...

- Chi è Sofia? - Mia figlia.

- È stata Sofia? - No, è sparita.

- C'è qualcun altro in casa? - No.

- Sei stato tu? Andiamo. - No.

- Andiamo! - Non c'è nessuno.

Rimani dentro.

Volante 27, un'ambulanza in Via Pietro Frattini, 235.

Siamo in presenza di una donna priva di vita.

Mettiti seduto qua.

La vicina ha visto qualcosa.

- Vai a sentirla. - Vado.

- Giù. - lo non capisco.

Non preoccuparti, ci spieghi tutto in commissariato.

Non capisco...

[sirena in lontananza]

[vociare indistinto]

[vociare indistinto dalle radio]

[clacson]

[sirena]

Sofia? Sei tu?

Ok, mi avvicino, eh?

Vieni.

Tranquilla, vieni verso di me.

Vieni, vieni. Poggia le mani.

Tranquilla... Poggiale, su.

Ok. Vieni.

Vai.

[uomo] La signora è stata l'infermiera di sua moglie

e veniva ad assisterla a casa, ho capito bene?

[Pietro] Sì.

Sua figlia ci andava d'accordo o c'erano dei problemi, discutevano?

Che c'è, si sente poco bene?

- È strano. - Che cosa?

- Di solito mi risponde. - Chi?

Mia figlia.

Mi risponde sempre.

Dovete aiutarmi.

Stasera doveva fare qualcosa?

Non so, andare a dormire da un'amica...

- Ha un ragazzo? - Sì, ce l'ha.

- Il numero? -Il nome?

- Ha il numero del cellulare? - No.

Almeno il nome?

Manuel... Manuel, sì.

[bussano alla porta]

SÌì.

- Ispettore, hanno trovato la ragazza. - Mia figlia?

-L'avete trovata?

- Sta bene. - Seduto.

- Stai fermo. - No, voglio vederla!

- Seduto! - Stai giù!

Così non andiamo d'accordo, eh?

- Ok. - Ti faccio fare notte qua.

- Seduto

- Dopo posso vederla? - Quando decido io.

[donna] Devi levarti tutto, anche le mutandine.

Dai!

Dai, su.

Brava.

Girati.

Dai, sul muro.

Mani.

Appoggia. Fai uno squat.

Dai! Hai mai fatto uno squat?

Come in palestra. Sopra e giù, dai.

Brava.

Sali. Su e giù. Vedi che sei brava?

Dai, rivestiti, così ti portiamo a fare un bel set fotografico.

Vai.

[squilli di telefono]

[rombo di motore]

Sofia... Sofia. Sofia!

[sirena]

Sofia!

Sofia! Sofia...

[campanello]

[apertura porta]

Ho appuntamento con l'avvocato Statini.

- Buongiorno. - Pietro.

Mi dispiace.

Vieni.

- [Statini] Ti hanno parlato di CPA? - CPA?

Sì, non so neanche che cos'è.

È il centro di prima accoglienza.

Se l'hanno portata lì il Pm ha disposto l'arresto sotto forma cautelare.

Perché?

Dobbiamo aspettare la decisione del giudice.

Che significa?

Pensano che sia stata lei?

Sono pazzi?

Qui abbiamo un collega davvero bravo con il penale minorile.

- Lo chiamo, va bene? - No,

perché deve essere qualcun altro?

Io non tratto i minori.

Per favore, fallo tu.

Va bene.

Allora...

Il giudice ha un minimo di 96 ore per decidere la convalida dell'arresto.

Ok, poi?

Adesso non so che dirti. Domani saprò qualcosa di più.

Va bene?

Che fai adesso? Hai un posto dove andare?

Se vuoi, puoi stare da me per un po'.

No, ti ringrazio. Stefano ha una camera libera. Vado lì.

Bene, ti accompagno.

[squillo di telefono]

[Katia dal vi va voce] Sì, avvocato?

Katia, a che ora ho l'appuntamento oggi?

Alle 16 con il signor Manzi.

- Buongiorno, avvocato. - Buongiorno.

[donna] Anche quelle.

A posto, abbiamo fatto. Puoi rivestirti.

[Pietro] È come un incubo.

[Statini] Ce la fai da solo?

Io vorrei tornare in ufficio e fare la richiesta di accesso agli atti.

[Pietro] Sì.

[Statini] Però per qualsiasi cosa chiamami, eh?

- Qualsiasi cosa, a qualsiasi ora. - [Pietro] Sì.

[Statini] Domani uscirà la notizia.

Evita di entrare sui so ci al. Diranno tante cattiverie.

Non serve a niente.

Non devi leggere, ti fa solo del male.

Devi riposarti un po'.

Prendi una di quelle. Sono leggere, davvero.

Ehi...

Mi raccomando.

Per qualsiasi cosa chiamami.

Devi stare tranquilla. È la prima volta?

Vedrai, in qualche modo si risolverà tutto.

Vuoi altra acqua?

Ci sono dei biscotti in camera.

[voce indistinta]

[squilli di cellulare]

Eccomi.

Ho preso...

Ho preso la pastiglia e sono un po' rincoglionito.

Non sono abituato.

No, no, sto bene.

Perché, hai saputo qualcosa?

Hanno tolto i sigilli della casa. Se ti serve qualcosa, ti accompagno.

Non so quando avrò il corpo di Chiara.

Ho chiesto io, se ne occuperà la sorella.

L'ho chiamata. Sembrava non volermi parlare.

[squilli di cellulare]

Pronto? Sì, sono io.

È mia figlia, sì.

Non lo so, non lo conosco.

- Non guardo questi programmi... - Dai a me.

Sono il suo avvocato. Dica a me.

Come ha avuto il numero del mio cliente?

Non ha intenzione di partecipare a nessun programma.

La ringrazio. Contatteremo noi la stampa. Buona giornata.

Pietro, non parlare con nessuno. Se ti chiamano, dai il mio numero.

Perché? Magari ha senso che ci parli, magari devo spiegargli.

Che devi spiegare e a chi? Le cose sono più complicate.

Oggi ci sarà l'udienza per la convalida all'arresto.

Dai, vieni su in studio.

Devi arrivare dal giudice che sai, ti rendi conto, lucido.

Quando i minori vengono mandati al CPA, i minori come Sofia,

se ci sono dei dubbi, non lo fanno.

Ti prego, Pietro, devi ascoltarmi.

Io non capisco che cosa provi, ma devi darmi retta.

Domani l'arresto sarà convalidato. Aveva il sangue di Chiara addosso.

Allora? Anch'io ero sporco di sangue e non mi hanno fatto niente.

Sono qua come un coglione, mentre lei...

Ti rendi conto della follia?

Sofia ha confessato.

Ha confessato?

Sì, è stata lei.

- Domani all'udienza... - Non ci sarò.

- Non ci sarai? - Non ci sarò più.

Ti prego, devi ascoltarmi. Ascoltami, per piacere.

Chiara aspettava un bambino.

Di adeguatezza, minima offensività e destigmatizzazione.

Chiedo che le sia applicata la misura del collocamento in comunità.

Sofia, vuoi dirmi qualcosa su questa richiesta?

Aspetto papà.

Qualcos'altro?

"Il giudice visto l'articolo 23 448-88 convalida l'arresto

della minore Sofia Battisti e tenuto conto del principio di residualità

valutata la gravità dei fatti e gli indizi di colpevolezza,

ne dispone la custodia cautelare presso l'istituto penale per minori

di Roma Casal del Marmo con ordine immediato di trasferimento."

Mi portano... Mi portano in carcere!

- Ti prego! - E solo una situazione momentanea.

Ti prego... chiama papà! Ti prego!

Chiederò subito un colloquio. Stai tranquilla.

Chiama papà!

Ti prego... Ti prego!

[pianto di Sofia]

[Sofia] Ti prego... chiama papà!

[vociare concitato e indistinto]

[clacson]

- [radio] Si è svolta stamane... - [uomo]Lavaggio 15 euro.

[radio] L'udienza che ha coinvolto la diciassettenne Sofia Battisti.

Il giudice ha convalidato l'arresto per omicidio preterintenzionale.

La vittima, Chiara Bonelli, compagna del padre, Pietro Battisti.

[squilli di cellulare]

[radio] L'omicidio è avvenuto nell'abitazione nel quartiere Portuense.

La giovane è stata trasferita nel carcere minorile di Casal del Marmo.

[Statini in vi va voce] La portano via.

Sto in macchina, non sento niente. Non sento, per favore.

- Dimmi dove sei. - No, guarda...

Adesso devo attaccare.

- Basta, basta... - Ha chiesto di te...

Basta! Basta!

[grida indistinte]

[voce non udibile]

[bussano al portone]

[scatto di serratura]

Profilo.

L'altro.

Divarica le gambe, avanti le braccia,

piegamenti colpo di tosse forte.

[colpi di tosse]

Bene.

Girati.

Avvicinati.

Apri la bocca.

Alza la lingua.

Abbassa la testa e scuoti i capelli.

Bene, puoi rivestirti.

Che devo fare?

Che vuoi fare? Fatti il letto e fai amicizia con queste.

- Quando mi ridanno il telefono? - Non te l'hanno dato?

- Ora vado a sollecitare, però entra. - Grazie.

Muoviti.

[in romanesco] Sore', ti prendeva per il culo.

Hai capito che ti hanno carcerato?

Ti hanno carcerato.

Drina, vieni qua. Diglielo tu, magari in zingaro ti capisce.

- Questa? - Eh.

Ti hanno carcerato, capito?

Adesso vai a sistemare il letto.

[parla in lingua rom]

Vai, sistema.

- Da dove viene? - Non lo so.

Basta che non rompe il cazzo.

- Floria'. - Vuoi una sigaretta?

[tintinnio di chiavi]

[miagolio]

[singhiozzi]

Oh... Oh!

[parla in lingua rom]

- Che è? - Ti stai zitta? Dormi.

- Che ha fatto? - Non vuole dormire.

[singhiozzi]

Ahò, che hai fatto? Eh?

Sii buona, facci dormire. Non rompere il cazzo! Oh!

Se mi fai rialzare, ti do io il motivo per piangere, capito?

Hai capito Dormi.

Non farmi rialzare.

Non farmi rialzare.

Ti strappo tutti i capelli se ricominci.

[singhiozzi sommessi]

Oh, devi alzarti.

Alzati.

[voce non udibile]

[voce non udibile]

[scatti di serratura]

[TV] Che carino!

Com'è bello, mi ha salutato.

Ragazzi, allora...

[rumore metallico]

[vociare indistinto dalla TV]

[scatti di serratura]

Grazie.

Sofia?

Sofia...

Sofia...

Che c'è?

Dai, tirati su.

Ce la fai?

Dai.

Brava.

Stai male?

Che ti succede?

Perché non sei andata a mensa?

Non fai attività di gruppo, con le tue compagne quasi non parli.

Che succede?

Piangi e dormi.

Ti sei bloccata?

Non va bene così.

Stai sempre male.

- Ti dai una mossa? Mm? - Sì.

La psicologa mi ha detto che continuano gli incubi.

È perché stai qui?

Da prima?

Da quando?

- Dalla morte di mamma. - Dalla morte di mamma.

[forte fracasso]

- [respiro affannoso e singhiozzi] - Che c'è, Sofia?

- Non voglio... Non voglio stare qua. - Che succede?

- Ti prego... - Respira.

- Voglio uscire! - Tutto a posto?

Sì, tutto a posto. Tutto a posto.

- Guardami. Guardami, stai qui. - Voglio uscire, per favore.

Respira con me.

Respira con me. Brava, così. Brava.

Brava, respira, brava.

Brava, così. Tranquilla.

Sono soltanto rumori.

Sono soltanto rumori.

[squilli del cellulare]

Pietro!

[voce non udibile]

- Possiamo chiudere? - Sì.

[prete] La strada è in salita. AI di là dei vostri errori

dovete sperare anche quando la strada è ripidissima.

- Di giorno incontrate tante persone. - Sì, le guardie tutti i giorni.

Fabiè, dai.

Noi diciamo "mio", il Signore dice "nostro".

Lui ama tutti.

[ragazzo] Mamma mia, il paradiso...

[schiocco di bacio]

Mi mandi un bacio?

[uomo] Ragazzi, dai.

Si guarda una persona dall'alto in basso solo per aiutarla ad alzarsi.

- [bisbigli] - Non chiudete il male in voi stessi.

Parlate del vostro dolore con le persone

che vi aiutano in questo percorso.

[Fabio] Ricordati le mutandine.

- [uomo] Silenzio, Fabiè. - [prete] Voi siete inciampati e caduti.

Chiedere aiuto non è mai da deboli.

[vociare indistinto]

Portiamo i ragazzi a prendere il vitto.

Forza, dai.

Dai, cammina. Daje, raga'.

[vociare indistinto]

Daje.

- Le mutandine, bella. - Ci vediamo dopo.

- Daje. - Dai!

Quanto sei bella, piccoletta.

Mamma mia, quanto sei antipatica. Potevi mandargli un bacetto, no?

È lesbica, è lesbica, è lesbica.

Ti piace la fica, potevi dirmelo.

Ora ti faccio un doppio taglio. Li taglio come i tuoi.

No.

Mi sono stufata di fare i capelli alle teste di plastica, uso la tua.

- Anche la tua è di plastica. - Cammina, piantala!

Piccolina!

- Vengo subito. - Quanto sei bella!

- Levati dal cazzo. - Che hai fatto?

Vai! Che hai? Levati.

Dai. Vieni con me.

Sei proprio bella.

[vociare indistinto]

Dai, andiamo? Basta, finito.

- Già? - Eh, già. Andiamo.

Stiamo riportando le ragazze alla palazzina.

C'è stato un po' di casino, arriviamo. Andiamo, dai.

[parlano in lingua rom]

Ho visto come lo guardavi.

- Che cazzo vuoi? - Te lo mangiavi con gli occhi.

- Ma che dici? - Mi prendi per il culo?

- Che cazzo vuoi? - Che cazzo vuoi tu!

[voci sovrapposte]

- Oh, per favore. - Zitta, tu!

Parla con me, non con loro.

Ma che cazzo vuoi!

[grida e voci sovrapposte]

[grida indistinte]

Hai capito? Ti ammazzo!

Devi stare ferma!

[vociare indistinto]

[risata di Chiara]

Guarda, non si chiude più la lampo.

Ah, ridi pure? Guarda, è colpa tua, eh?

Oddio, diventerò una barca.

Ti amo.

Ehi, tu. Cerchi la tua roba?

Vai dentro, te l'ho messa a posto. Vai.

- Che hai detto all'educatrice? - Niente.

Che sei andata a dire? Noi che ti abbiamo fatto?

Tu ammazzi la gente e hai paura di me perché vado a rubare?

[parla in lingua rom]

Vai! Vai, vai.

[uomo dalla TV] Vede una patologia dietro le azioni di questa ragazza?

[donna dalla TV Non vedo premeditazione, ma crudeltà

anche prendendo in considerazione l'impeto.

La ragazza non ha avvertito nessuno lasciando morire la donna.

Quali giustificazioni possiamo trovare per questo omicidio?

Non sono state rilevate patologie psichiatriche.

Ad oggi no, ma...

Fanno loro il processo.

Sono tutti fenomeni quando stanno in TV, questi pezzi di merda.

"È un mostro", ma dai, su!

[donna dalla TV] Non uso mai questo termine, ma le mezze misure no.

Questi ragazzi hanno bisogno di aiuto. Ce lo chiedono.

[uomo dalla TV] Lo chiedono anche i genitori di Chiara.

Che la piangeranno per sempre.

Ringrazio la dottoressa Grimaldi, andiamo in pubblicità.

Eh, la pubblicità. Ma vattene affanculo!

[Statini in vi va voce] Pietro, io sto andando da Sofia.

Prima incontro l'assistente sociale a cui è affidata. Chiamami.

Ti prego, chiamami se vuoi che le mandi un tuo messaggio.

Lei chiede sempre di vederti, chiede sempre di te.

Pietro, alla sua età in carcere.

Vanno bene i vestiti che ti ho mandato?

- Mm. - Come stai? Riesci a dormire?

L'educatrice mi ha chiamata. Perché non fai le attività?

È una cosa fondamentale per poterti aiutare.

Devono vedere che partecipi.

Vorrei chiedere la messa alla prova?

Non subito, nel giro di un anno.

Ci sono delle possibilità.

Verrai affidata ai servizi sociali.

Dovresti fare un percorso lungo insieme a loro in riparazione

ma fuori da qui.

Dopo tre anni se va tutto come deve andare,

se non fai stupidaggini

saresti libera, capisci?

Che cosa ti ha detto lui?

Intanto io comunque...

chiederò il tuo trasferimento in comunità.

Sono sicura di ottenerlo.

Ho presentato un'istanza in tribunale.

Dovrai solo parlare con il giudice.

Hai parlato con papà?

Per lui non è facile adesso,

ma sono certa che le cose andranno bene piano piano.

- Fai come vuoi. - Papà verrà.

No, ha ragione se non vuole vedermi più.

Adesso pensa solo all'udienza e a quello che dirai al giudice.

Se non interessa a lui, a me non interessa più niente.

Sofia...

[rumori indistinti]

Che è?

Oh, Dri', dormi?

- Che cazzo sta facendo questa? - Non lo so, voglio dormire.

Oh! Drina!

- Si è impiccata! - Oddio!

Chiama gli assistenti! Stai su! Stai su!

[grida indistinte]

Ma che cazzo fai?

Chiama gli assistenti! Si è impiccata!

-Aiuto! Aiuto, per favore! - Stai su!

Che cazzo fai?

Stai su!

[scatto di serratura]

Non lasciare, non lasciare!

- Sciogli, sciogli! - Non lasciatela! Non lasciate!

- Come sta? - Ora bene.

- Come è successo? - Un lenzuolo.

- Non aveva quelli di carta? - Eravamo passati a quelli normali.

- Va tenuta sotto osservazione. - Dobbiamo chiamare il padre.

È lì il casino.

- Come sta? - Bene,

però ha vomitato e ha la nausea.

- Come mai? - Ci ho parlato,

ha detto che ultimamente le è capitato spesso.

- Pensi che... - Non lo so, le faccio fare le beta.

Probabilmente quando è entrata e ha fatto il test, era presto.

Va bene, verifichiamo.

Intanto vorrei parlarle...

- per capire come aiutarla. - Sì, venite.

[campanello]

Qui. Sì.

Adesso una firma leggibile.

- Devo fare altro? - Sì, ora mi devi ascoltare.

- Mi ha chiamato l'assistente sociale. - Anche a me, cento volte.

Ma tu non hai risposto, però. Sofia non sta bene.

- Devi andare a trovarla. - Lasciatemi in pace!

Mia figlia per me non esiste più!

Lo vuoi capire? Non c'è più!

Pietro, stanotte Sofia ha tentato il suicidio.

Adesso sta bene?

"Sta bene" è una frase difficile da usare in un contesto carcerario.

Comunque sta meglio.

Ha tutta l'assistenza possibile.

- Magari potrebbe incontrarla. - No, non voglio vederla.

Il percorso di sua figlia sarà lungo.

Ora è in custodia cautelare

ma in futuro potrebbero aprirsi diverse possibilità,

come la sospensione del processo, la messa alla prova.

È difficile, ma possiamo lavorarci.

Sofia dovrà prendere consapevolezza di quello che è successo

e affrontare ciò che le spetta.

Non sarà semplice,

- avrebbe bisogno di lei... - lo devo andare, mi scusi.

Non è vero!

- Stai calma. - Non è vero!

- Non è successo niente. - Bugiardi!

Stai ferma! Stai calma, devi stare ferma.

- Perché dite così? - Stai buona!

- Non è vero! - Non è successo niente!

E così sei quasi di tre mesi.

Sì, non mi ero accorta di nulla.

Vabbè, come facevi all'inizio?

Però adesso devi prendere una decisione importante.

- So che non dovrei averlo. - Perché?

Tu puoi avere un bambino come tutte,

però devi esserne sicura.

Quando...

Quando me lo hanno detto, mi sembrava un incubo...

però questa cosa mi fa pensare a quello che farò dopo.

Quindi comunque mi fa pensare a lui, che sono...

Che sono utile a qualche cosa, no?

Non penso a me ora. Ecco, tutto qua.

Questi sono pensieri positivi,

ma è una decisione importante

ed è bene che ne parli con la psicologa, va bene?

Sai di chi è?

Vuoi dirglielo?

Non lo hai più sentito?

Va bene. Andiamo in cortile?

Ci sono le ragazze che fanno attività.

Sembra vero. Pensavo peggio. Non è male, ci sta.

[uomo] Sara, vieni a continuare gli steli.

- Ti sono venuti bene. - Mi prendi per il culo.

No.

Una volta qui era pieno di gatti. Adesso ce n'è qualcuno.

- Buongiorno. - Buongiorno a te.

A te piacciono gli animali?

- Sì, prima andavo a cavallo. - Davvero?

Questa è una cosa importante.

Possiamo legare il progetto per la messa alla prova ai cavalli.

Dobbiamo pensarci... Vabbè.

Senti, però ora tu devi fare qualche attività.

Hai visto che bello?

Sono le ragazze con il volontario. Lui è bravissimo. Vuoi provare?

[uomo] Dai, continua, ti stanno uscendo bene.

Mado', che puzza 'sta cosa.

- Paola, levati. - No, resto.

- È nata qui? - Sì,

è del direttore, però ce ne occupiamo tutti.

- Ha fatto anche la cucciolata. - Sì? Eccola!

- [Paola] Avete visto che capolavori? - [Sofia] Ciao.

[Paola] Ma chi può fare una cosa del genere, e dai!

- Posso prenderla? - Certo, è buonissima.

Ciao... Oddio che bella! Posso portarla in cella?

Direi proprio di no, però...

puoi fare qualcosa per lei se vuoi.

Sì?

Ehi...

Dobbiamo andare da mamma adesso, dai.

Ops...

Dotto'...

Dotto'!

Noi abbiamo finito.

[parlano in una lingua straniera]

[ragazza] Ancora non hanno aggiustato la doccia? È un mese.

Hanno paura che ci laviamo troppo?

Si sta muovendo?

Non... Non capisco, in realtà.

- Di quanti mesi sei? - Quattro e mezzo.

- Sì?

Non riesci a capire se si muove o no?

Oddio, forse sì, non lo so.

Sei proprio una ritardata.

- Posso? - Mm.

- Guarda qua. - [Sofia] Oddio...

Mamma mia, che impressione.

Che bello!

Ciao, ragazzi'.

Sai che anche a me piacerebbe?

- Sì?

Vorrei fare un figlio quando esco da qua.

Drina ne ha già due.

Dove stanno?

Li tiene la madre, non stanno qua dentro.

Non si possono vedere i ragazzini in carcere.

A me non piace proprio.

- Scusa, mi passi l'accappatoio? - Te lo passo.

Guarda quanto ti vizio.

- Grazie. - Poi non dire che non sono brava.

[sirena di nave]

[vociare indistinto]

Bene, mi piace.

Mi piace come sta venendo, sono contenta.

Ricordati la colla vinilica...

e di mettere i morsetti.

Come hai chiamato il gatto?

- Grigio. - Ammazza che fantasia!

Se ti nasce una femmina, la chiami Rosa?

Oh, hai fatto tu la cuccia?

- Veramente? - Sì.

Fammi una scala, no? Almeno me ne vado.

- Così alta non me la fanno fare. - No?

Una che arriva al secondo piano? lo al Maschile sto una favola.

Capoposto, stiamo facendo rientrare le ragazze per il colloquio.

Ragazze, il colloquio!

Sofi', c'è anche tuo padre.

Tuo padre sta entrando per il colloquio, hai capito?

Hai un'ora di tempo, muoviti.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Sono le 10:40. Avete un'ora a disposizione.

Grazie.

Ciao.

Ciao.

- [Statini] Chi è? - Sono Pietro. Scendi, per favore.

- Che succede, vuoi salire? - No, scendi tu.

Pietro, cosa è successo?

Perché non me lo hai detto?

Da un mese riattacchi il telefono quando ti parlo di Sofia.

Perché non mi hai detto che è incinta?

Doveva dirtelo lei.

- Glielo dobbiamo togliere. - Togliere?

Sì, devi farmi avere l'affidamento.

Lei non è possibile che abbia un bambino, non è in grado.

E tu sì? In questo stato mi piombi in casa, mi aggredisci.

-Io?

Certo, sono in grado. Perché, che ho fatto io, eh?

Cosa ho fatto? lo lo so fare, il genitore!

Io capisco tutto. Siamo amici da una vita

ma su questa cosa non posso seguirti.

Sofia deve pagare per quello che ha fatto e sta pagando

e pagherà per tutta la vita.

Ma pensi che si tirerà via mai di dosso ciò che ha fatto?

Quello che ha fatto, lo ha fatto a me!

Tu non puoi capire perché non hai figli.

Hai ragione.

Non lo capisco, non li ho.

Ma non gli farò togliere il suo bambino. Questo non lo farò.

Chiederò l'affidamento per te,

ma lei deve stargli vicino

altrimenti rinuncio all'incarico.

Vieni domani mattina a studio, vediamo che cosa fare.

Tie', è perfetta, bellissima.

Con questa acconciatura ti faccio prendere l'assoluzione con formula piena.

Oh, diglielo al giudice.

Sharon Catalucci, parrucchiera. Magari mi fa uno sconto di pena.

Sofia, ho letto la relazione che mi ha inviato la tua educatrice.

Ora tocca a te.

Sei consapevole che quello che mi chiedete è una cosa molto importante?

Certo, sì.

[giudice] Non sono io a doverti dire la gravità di quello che hai commesso.

Tu che vuoi dirmi per convincermi che le persone che sono qui con te,

l'assistente sociale, l'avvocato, hanno ragione nel sostenere

che tu meriti il passaggio tra il carcere e la comunità?

Non lo so.

Anche se è quello che vorrei di più, non posso tornare indietro

e...

non posso neanche chiedere scusa a nessuno

perché come chiedere scusa per quello che ho fatto?

Ho avuto tanto tempo per pensare.

Non ho mai pensato tanto in vita mia.

Il carcere mi ha cambiata.

Anna, la mia educatrice, mi ha cambiata e...

questo bambino mi ha cambiato più di tutti.

Io vorrei che lei avesse fiducia in me

e mi permettesse di crescerlo in una casa, non in una cella.

Io vorrei questo, che lui stia bene.

Se così non dovesse essere, allora forse...

Forse dovrebbe tenerlo mio papà.

Tutto qui.

Bene, Sofia.

Aspettate, ci ritiriamo in camera di consiglio.

[voci non udibili]

"Il tribunale, visto l'articolo 299,

sostituisce la misura della custodia in carcere con quella della comunità.

Affida Sofia Battisti ai servizi sociali del Ministero della Giustizia,

che individueranno l'idonea comunità.

Autorizza a raggiungere la struttura con l'accompagnamento."

Sofia, preparati per uscire.

Passa in Matricola per prendere gli effetti personali e auguri.

Esci! Sono contenta. Drina, vieni! Sofia esce oggi.

- Esce! - Amore mio.

- Esci?

Brava!

[voci indistinte]

Che bello! Ciao, piccolo.

Sono contenta.

Ci sono ragazze con problemi gravi.

Alcune stanno in terapia magari tolte alla famiglia.

- Stiamo tutte insieme? - Sì, certo,

ma tu sei sotto custodia cautelare. Avrai altre regole e orari.

Potrai tornare a scuola, seguire le lezioni.

E poi tra un po' potrai uscire qualche volta con tuo padre.

Questa è un'enorme opportunità.

Se ti danno la messa alla prova e non fai cavolate,

tra tre anni sarai libera e con la fedina penale pulita.

Ma se... Se sbaglio qualcosa, torno in carcere?

Perché dovresti sbagliare?

Noi crediamo in te.

Anche il giudice mi è sembrato molto fiducioso.

Dai, andrà tutto bene.

Sì, ma tu non ci sarai.

In comunità ce n'è una meglio di me.

Oh, ma io non ti mollo, eh?

Sofia, devi andare. Vuoi restare qua?

[voce non udibile]

-Eh°

[donna] Tra un po' inizierai il progetto. E piaciuto a tutti.

Unire i cavalli ai ragazzi con problemi è un bel progetto.

Dovrai seguirlo, essere brava, impegnarti con passione.

Voglio che mi dicano che lì dentro non c'è mai stata una come te.

Mi raccomando...

Tieni le redini.

Brava, con tutte e due le mani.

- Sei diventata bravissima. - Grazie, Sofia.

Vai, vai.

Facciamo un altro giro. Ti va?

- Ok.

- Posso toccarla? - Sì.

- Ti dà fastidio? - Ma vai, vai!

Quanto è cresciuta!

Quanto manca?

Poco, un mesetto.

- Continuerai a venire qui? - Certo, porto anche lui.

Maria, vieni!

Devo andare, devo andare! Ci vediamo mercoledì.

Devo andare, devo andare!

Ciao!

- Aspetta, vai. - Vai, ecco... Oh!

[risate]

[vociare indistinto]

[donna] Avete tolto la ragazza alla sua famiglia per farla stare qui,

con delle pazze sotto psicofarmaci, ex prostitute e un'assassina!

- Che sta succedendo, Carolina? - Mia madre è pazza.

- Le fate il lavaggio del cervello! - Calma, signora.

- Non mi calmo! - Chieda una revoca della misura.

-Io vi denuncio! - Eravamo tranquille

- e le ho parlato di te. - Me la riporto a casa!

- Faccia come vuole. - lo vado a sporgere denuncia...

- Moderi i toni. - ...perché siete dei folli e incompetenti!

- Non ha capito chi sono io. - Non mi interessa.

- Io la denuncio! - Impari ad ascoltare.

Faccia quello che vuole, però ci lasci lavorare.

La saluto, signora, mi scusi, eh.

- Tranquille, non è successo niente. - Dovrebbero dare a lei gli psicofarmaci.

Forza. Marta, vieni pure tu, andiamo.

- lo vado, ci vediamo dopo. - Sì.

[brusio indistinto]

Ecco qua, calda calda.

Che ha quella lì? Perché non mangia?

Sta... Sta sottosopra.

Ha avuto una crisi e l'hanno rimessa sotto terapia.

Oggi è andata addosso a Livia. L'ha riempita di graffi.

- Non dura tanto quella. - Come ti permetti?

- Fatti gli affari tuoi! - Basta!

- Guarda come stai messa tu. - Che cazzo vuoi!

Hai rotto il cazzo!

[voci sovrapposte]

Basta... Basta!

Ragazze, che è?

L'hai fatta innervosire, cogliona!

- Che succede qui? - Sei una merda!

- Stai zitta! - Ragazze!

- Che succede? - Niente.

- Non succede niente. - Succede che questa non sta mai zitta.

Dai, cercate di chiarirvi. Sofia, hai fatto?

- Sbrigati, hai l'ecografia. - Vieni tu con me?

No, hanno dato il permesso a papà.

Ti accompagna lui oggi.

Ragazze, tranquille. Ci vediamo dopo.

[frase indistinta]

Grazie.

Papà.

Tesoro... Buon pomeriggio.

Grazie.

Ciao.

Come stai?

Bene. Bene...

- Qui com'è? Ti trovi bene? - Bene, bene, sì.

- Andiamo.

[medico] Adesso sentirai un po' di freddo.

Adesso gli rompo un po' le scatole.

Si muove tantissimo.

Ecco qua.

Senti, ma ti hanno detto il sesso?

No. Si può già sapere?

- Certo, tra un mese nasce. - Che cos'è?

È una... È una splendida bambina.

[Sofia] Oddio...

- Sì sa anche quando nasce?.

Data l'ultima mestruazione intorno al 20, 22 ottobre.

- Ok. - [Pietro] Come Chiara.

- Come? - No... No, no, niente.

Che succede? Si sente poco bene?

No, un piccolo...

Un piccolo giramento di testa.

Aspetto qua fuori.

Sei preoccupata?

No.

Non devi avere paura, eh? | bambini da piccoli sono semplici.

Gli dai da mangiare, gli fai il bagnetto,

gli canti una canzoncina e loro sono felici.

Anch'io facevo così con te.

Vedrai, sarai una brava mamma.

- Papà. - Sì?

Prima hai parlato di Chiara.

No.

No.

A che ora devi essere in struttura?

Tra poco.

[clacson dalla TV]

[TV] Porca miseria.

Io penso che non ne avrò mai uno.

- Sei triste? - No.

Marta? Dai.

Vai a dare una mano a Livia a scaricare la spesa.

Da sola non ce la fa.

Ti voglio tanto bene.

[Marta] Ragazze, venite a darmi una mano con la spesa?

Dai, Sofia è stanca.

- [uomo] I riscaldamento? - È autonomo.

Qui abbiamo la centralina, ma si comanda anche da remoto.

- Spese condominiali? - Nella media, circa 120 euro.

Aria condizionata in tutte le camere e qui abbiamo questa meraviglia.

Prego.

Esposta a sudest, piscina, asilo

e qua dietro c'è uno dei parchi più grandi di Roma.

Perfetto per un bambino.

Dovremmo fare un cambio la prossima volta altrimenti non vincono mai.

Ti va se andiamo a prendere qualcosa al bar con Stefano?

SÌì.

Non voglio più chiedere l'affidamento.

- Cioè, scusa? - Deve rimanere con Sofia.

Che ti devo dire, sono contenta.

È la cosa migliore.

L'altro giorno ho visto un appartamento e...

Ho pensato che sarebbe perfetto.

Potrebbero starci con me appena...

Appena le danno la messa alla prova.

Quindi posso partire con la richiesta? Sicuro?

Non sono più sicuro di niente,

ma è mia figlia e...

aspetta una bambina.

Che altro posso fare?

[respiro affannoso]

Livia! Livia!

- Che succede? - Livia...

- Sì, dimmi. - Sofia ha di nuovo gli incubi!

- Non ce la faccio! Ti prego, vieni! - Andiamo. Stai tranquilla.

- Aiuto! - Perché strilli?

Basta! Voglio dormire.

- Basta! - No!

[sirena dell'ambulanza]

Aiuto! Non ci riesco...

- Non ci riesco. - Va tutto bene.

Fai come abbiamo detto.

[grida di dolore]

Oddio, mi cade... Mi cade!

Vedo la testa. Vuoi sentirla?

Brucia!

Dai, adesso devi spingere, Sofi'. Forza, fai un bel respiro.

- Dai, un pezzetto ancora. Forza, Sofia. - Brucia!

Eccola. Spingi!

Eccola! Eccola.

[vagiti]

Oddio...

Eccola!

Oddio...

Spingi ancora, devi buttare fuori la placenta.

[grida di dolore e sforzo]

Brava, Sofia.

[vagiti]

[voci non udibili]

[pianto di neonato]

Auguri, è proprio una bella bambina,

ma bella per dire bella.

Grazie.

La mia bambina.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Sono il papà di Sofia Battisti... - Ah, Sofia, sì.

È in uscita. Devo firmare qualcosa in quanto minore?

No, non c'è bisogno, non si preoccupi.

E comunque Sofia ha scelto di restare per altre 24 ore.

- Abbiamo avvertito la comunità. -Ah.

- C'è qualche problema? - No.

Le più giovani lo fanno spesso per imparare.

Le facciamo vedere come cambiarla, come darle il latte, queste cose qui.

- a bene. Posso vederla? - Certo. Sa dov'è?

- Sì, grazie. - Arrivederci.

Arrivederci.

Eh, lo capisco. Non preoccuparti, non è niente.

[bussano alla porta]

Ciao.

- [Sofia] Ciao. - Come stai?

Bene.

Ti ho portato questi.

Lascio qua.

L'infermiera mi ha detto che...

Che vuoi restare ancora un giorno qui in ospedale.

[verso di assenso]

Tutto ok? Posso aiutarti io con la bambina se...

Do v'è?

È in nursery.

- Vado a prenderla. - No.

Devo pensare io alla mia bambina.

Certo... Certo, ovviamente.

Volevo solo...

Senti...

Doveva essere una sorpresa, ma...

Ho preso un appartamento vicino a un bel parco, per noi tre.

Così potrai continuare a studiare e...

magari a uscire con i tuoi amici.

- Penso io alla bambina. - No.

Le nausee di Chiara non erano influenza, vero?

Quel giorno dalla ginecologa...

Che cosa?

Chiara aspettava un bambino?

SÌì.

Tu ci penserai sempre perché io ho fatto una cosa che...

Ho fatto una cosa che solo un mostro e se io rimanessi con te, lo sarei sempre.

-No.

- Non è così. Non è così. - Sì.

Prima sì, prima era così. Hai ragione, ma...

È cambiato tutto.

Farei qualunque cosa per la nostra bambina.

Non è la nostra, è la mia.

Certo. Sì, è la tua bambina.

Che cosa devo fare?

Dimmelo e io... lo lo faccio.

Devi andare via, papà.

Ti prego.

Cresceremo da sole io e lei e...

Devo fare così, ti prego.

Papà...

Devo chiederti ancora una cosa.

Dimmi.

[Statini] Certo, parlo con il primario e le faccio sapere.

- D'accordo. -Arrivederci.

[brusio indistinto]

Ecco il nonno! Ti porto una bella notizia.

Entro un anno il giudice potrebbe accettare la messa alla prova

così Sofia e la bambina potranno stare da te.

No, scusami, non...

Ho cambiato idea.

- Non capisco. - Non ci riesco, non...

Non ci riesco, davvero. Non voglio occuparmi di Sofia e della bambina.

- Quindi? - Ho parlato con lei e ha capito, quindi...

Credo che sia la cosa migliore. Passerà i prossimi anni in comunità.

- Va bene. - Con sua figlia.

- Con Rosa. - Si chiama Rosa.

SÌì.

- È un bellissimo nome. - Sì.

Scusa, devo andare.

[vociare di bambini in lontananza]

[Pietro] Dopo ogni disastro la vita si ripresenta e riprende

ed è questo che tu stai cercando, figlia mia.

Ogni ferita si rimargina, anche le mie lo faranno

e se verrà un giorno in cui avrai bisogno di qualcosa,

o vorrai addormentarti davanti allo sguardo di qualcuno che ti ama,

sappi che io non finirò mai di aspettarti.

Un figlio deve smettere di essere un figlio prima o poi,

ma un genitore non può mai smettere di essere un genitore.

Qualunque cosa accada.

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