All language subtitles for The Divine Nymph (1975)

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Original subtitles

Quando il tuo amante comincia a fare delle profferte di lealtà nei riguardi

tuo marito, sta sicura che si tratta della prima mossa di sganciamento. Sì,

perché adesso lui mi fa non si può, mi sembra volgare, ma scherziamo con un

vecchio amico.

Ipocrita, bugiardo.

Ti lascio immaginare la situazione, guarda. Ma sei col cornotaccio di mio

marito.

Sì, quel gran cornuto di mio marito.

Lo sa benissimo, capisci?

E vive soltanto nel terrore che glielo vadano a dire o che glielo scrivano sui

giornali.

Allora, via scalata al Senato, uno scandalo per carità, zitto e contento.

Senatore del Regno, va bene una moglie adultera.

E così ti dicevo, tornavamo a casa in macchina.

Io sprofondata tra i cuscini, già fuori punta nera.

Mio marito?

E lui?

Lui che non mi rivolge uno sguardo, sai?

Sfiorarmi con due dita per pacificarmi?

No, si mette a parlare di politica lui, con senatore.

Io non esisto.

Capisci?

Anche l 'amante di tua moglie fa comoda se è il duca di Bagnasco.

Può essere un elettore influente.

E che elettore?

Ludi nell 'armadio? Beh, ma come non ti fa ridere?

È un dovere portarsi al senatore, urla mio marito.

Il Parlamento d 'oggi è una vergogna.

E lui, pur di dispettirmi, si ingolfa, polemizza, parla di lottare, di educare

le masse.

Sai lui che ne sa delle masse?

Il cornuto, almeno quello, è coerente.

Bagnasco mi creda, la folle è vile, occorre decidere, occorre un gesto.

gesto, Bagnasco.

E il gesto l 'ho fatto io,

perché ho perso i lumini e ho messo la mano sul cazzo. Non vuole.

Mio marito per non vedere si volta verso il finestrino e Bagnasco con la mano a

taglio mi allunga una botta.

Che piglia in pieno i dentini del mio picchinese, povero Pimpoc.

Che se ne stava in grembo a me.

Avima.

Che non c 'entrava niente.

Se desiguaiti.

Quei due nell 'angolo, in fondo a sinistra.

Ho detto nell 'angolo, in fondo a sinistra.

Sono due nostri clienti abituati. Vengono ogni sera. Il signor Giondelli e

sua fidanzata.

Buonanotte, signore.

Buonanotte, grazie.

È stata una notte d 'inferno, signor Duca.

Il telefono ha squillato tutta la notte.

La baronessa ha mandato due volte il cocchiere e una volta lo chauffeur.

Con questi biglietti.

Esigeva una risposta immediata.

Nessuno della servitù ha chiuso occhio e questo non... Siete pagati anche per

questo?

Sì. per difendere il mio sonno

gli

inviti per questa sera

No, niente inviti per questa sera.

Comunque non resterò a casa, pranzerò fuori.

Agli ordini del Gerardo.

Io invece ti assicuro che verrà una villetta di campagna coi fiocchi. Beh,

vedrai, vedrai.

Ma figurati se voglio villeggiare in una chiesa.

Ma non è una chiesa, è una canonica.

Scusi, scusi, lei cosa farebbe se una nonna le lasciasse in eredità una

canonica? Beh, veramente a me è capitato di peggio. Io ho ereditato una cappella

palatina con tanto di reliquari di santi che non esistono neppure più nel

calendario.

Hai fatto una gaffa.

No, no, no, non è una gaffa, è un privilegio di famiglia.

Ciò non toglie che lui sia un gaffer, se ne accorgerà.

Comunque io, io non ci vado mai a villeggiare.

Lo vedi? Per favore stai zitta, Manuela.

Senta, Duca, la mia nonna, una vecchia maligna, ha lasciato in eredità la villa

al mare alle monache e a me la canonica sugli appennini. Che fare?

Trasformarla in una casetta di villeggiatura.

È giusto.

Sai che allegria dormire con tre Cristi sulla testa. Ma quali Cristi, Cristi? Ma

se una chiesa ha un Cristo dipinto al muro da qualche parte ci sarà, no?

Trasformarla mi sembra l 'idea migliore.

Credo che abbia ragione il signore... Oh,

mi scusi.

Martino Giondelli. E la signorina è la mia fidanzata, Manuela Roderighi.

Daniele Bagnasco. Beh, lei la conosciamo, duca.

Ma come grande!

Bene, grazie.

Ma perché i faggiani li presentano con le penne e le galline no?

Presentano... Tino anche galline con penne. Io conosco galline con penne

bellissime, davvero. Beh, insomma, vediamo un po'. Che cosa si può fare per

accontentare la sua fidanzata?

Radere al suono la chiesa. Ma se non l 'abbiamo ancora vista!

E neppure la voglio vedere.

Ma oggi le case si trasformano, è la moda.

Sapete quante abbazie francesi sono diventate delle meravigliose dimore

eccentriche? Se la vostra canonica ha delle belle capriate, un bello rosone

guarda la montagna, tirando un soppalco ci ricavate uno stupendo salone.

Hai visto?

Come ho detto io!

E se non ci sono le capiate rosoni?

Ah, la signorina è di un pessimismo atroce.

E se la si vedesse prima di prendere una decisione, questa benedetta canonica?

Sì.

Guarda la polvere.

E' casino.

Ehi, ma qui non c 'è ne.

Alla madonna.

Ma guarda la polvere, aspettate qui che c 'è un sacco di polvere.

E' arrabbiata.

Di che?

Di averla trascinata fin qua.

Ma c 'è una ragione.

Ti piacerebbe diventare la mia amante, Manuela?

Perché no?

Se Giondelli è d 'accordo, già che ci sposiamo entro la fine dell 'anno,

chieda.

Lei si sbaglia.

Forse l 'esuberanza del mio fidanzato o una certa mia condiscendenza l 'hanno

fatta equivocare.

Adesso capisco la sua disponibilità. Ma per chi mi ha preso? Ha ragione,

Manuela. Oh, purtroppo ha sempre ragione lei.

Caro Duca, non ci sono rosoni, non ci sono capriate, non ci sono finestre.

Per me c 'è solo una cosa da fare, guardi.

Raterla al suolo.

Noi continuiamo da mesi a dire nella nostra finanza che non bisogna cessare

provocazioni, che anche la verità è un dovere. Il santo Mussolini, nessuno si

sogna di resistere. Per il pericolo di Fendi si muove, l 'avanti non lo trovi

più. Arrivato il ladro qui.

Ti ricordi come mi chiamo?

Dove stai andando?

In giro, passeggio. Non ti aspetta nessuno?

Sono sola, mi annoio.

Vuoi venire da me?

A far che?

Tu vieni a casa mia.

Vuoi rovinare la mia passeggiata?

Sì.

Prego, Palazzo Bagnasco.

Che cosa stai facendoli?

Ai suoi ordini, signor Duca.

Vai pure, Pasqualino, vai. Ti chiamerò io.

Mi scusi.

Che vuoi? Mi ha visto nascere.

Quel fidanzato è il tuo amante, non è vero?

Quanti amanti hai già avuto?

Tre.

Cinque. Ridammi la sigaretta.

Vuoi tenerti il segreto?

La signorina Don Lichero, la baronessa Dolores Martini.

La duchessa De Plani.

Ciao, senatore, come stai?

Arfante, madame.

Amore.

Ho dato un ballo, non un safari.

Grazie a te.

andiamo a fare lo spettacolo

Portala a casa.

Tu non hai visto niente.

Non è successo niente.

Passi.

Ho sentito dire che va in giro per Roma un colpo di pistola in cerca di un

destinatario.

Ne ho sentito parlare anch 'io.

Si dicono spesso tante cose inutili. Non vorrei che prima o poi quel colpo

trovasse il suo bersaglio.

Che cosa fai qui? Sei solo?

Beh... Non direi ai propri esattamente.

I miei amici, Gian Riccardo Montieri,

Lodovico Della Notte, Lanfranco Selva, cacciatore

d 'Africa.

No, dico, nessuna donna?

Sì, Elena, la governante.

Permetti? Vedo.

Non c

nessuno.

Allora ho fallito il colpo. È stato inutile farti una sorpresa.

Non capisco, mia cara.

Ti vuoi spiegare una buona volta? Ho avuto un 'informazione sicura. Tu hai un

'amante fissa.

Un 'altra, non quella che ti ha liquidato con un colpo di revolver.

Ah, e così anche questo sai.

Si sa tutto di te a Roma.

Bene, perché no, è probabile che io abbia un 'altra amica.

Apprezzo la tua sincerità.

Si chiama Cecilia Folchi.

Ma certo non sono così imprudente da riceverla qui in casa.

Allora non mi secare più. Tieniti la tua Cecilia e falla vestire meglio.

Vuoi che ti dia una chiave di casa e così potrai venire quando vorrai e... A

mi serve avere il permesso di andare a casa di un uomo che va a trovare le sue

amanti fuori di casa?

Io non... Sì, tesoro.

Io non farò il coperchio ai tuoi scandali, hai capito?

Io non ti amo.

Tu mi piaci molto.

Però non ti amo.

Forse io non ti amerò mai.

Perché mi dici questo?

Nessuno ti ha chiesto niente.

Io non ti amo.

No, no, no.

Non ti amo.

Mi piaci molto.

Ma non ti amo.

Forse non ti amerò mai.

Mi fai accompagnare?

Ho già dato ordini per la carrozza.

Tornerai domani?

No, domani non posso.

Sai, vivo con una zia.

E domani dobbiamo andare a fare delle visite insieme.

E allora?

Quando ci vediamo?

Domani l 'altro, alle tre.

Alla sera voglio che il Giondelli mi trovi a casa.

Non voglio che sospetti. Oh, certo, certo.

Sai che è stato proprio buffo stanotte.

Hai visto quegli amici che ti ho presentato, quei tre?

Di solito quando vengono qui giochiamo a carte, a poca.

E io li vinco sempre.

E invece stanotte è stato un disastro.

Non ne azzeccavo una.

E all 'improvviso sei arrivata tu.

Strano, no?

Tu credi che sia vero quell 'antico proverbio, quello che dice chi è

al gioco...

È fortunato in amore? Ciao.

Ciao.

Ci ho ripensato. Non verrò nemmeno domani l 'altro.

Che è successo?

Niente. Ho detto che non verrò nemmeno domani l 'altro.

E quando allora?

Non lo so.

Manuela. Mi vuoi lasciare?

Forse.

E che ti ho fatto?

Non ho da darti spiegazioni.

Fai come vuoi.

Io ti aspetterò.

Alle tre sono sempre a casa.

Buongiorno, signor Duga.

Il profettore è in casa. È in laboratorio.

Tu che fai qui?

Avevo voglia di vederti.

Allora, accomodati e levati quello scafandro.

Anzi, tu ti fermi a mangiare qui.

Però roba di campagna, niente sofisticherie.

Mica i veleni della città.

Sapevi che seguono anche loro le mode?

Chi segue?

Ma i veleni.

Sai, gli uomini moderni vogliono uccidersi con i veleni di moda.

Oggi va di moda la cocarina, la morfina, l 'eroina.

Ecco fatto.

A uno come te, se gli saltasse in mente di suicidarsi, occorrerebbe un tossico

sensazionale, unico.

E sì, perché tu mica potresti suicidarti come un nobile qualsiasi.

Perché ci vorrebbe qualcosa di più... di più... Ecco, per esempio...

Morte per Opistotono.

Una morte favolosa.

Sai in che modo avviene?

Per una contrazione titanica dei muscoli della nuca e dei muscoli del dorso.

Praticamente il corpo viene a mettersi in una posizione di... di ponte, così.

Appoggiato soltanto sui talloni e sulla nuca.

Divertente.

Divertente, sensazionale.

Cicodossina.

Il guaio è che fate sempre le stesse cose.

I pranzi, le cene, la sera teatro, dopo teatro il circolo, i balli, le feste, le

donne, le puttane.

È una monotonia.

Guardati, sembri il ritratto della noia.

Signor Duga, le sono piaciute le mie fettuccine?

Magnifiche.

Come ti stavo dicendo, quello che non riesca a perdonarmi è di essere stato

tre giorni chiuso in casa.

Tu? Io, io sì, proprio io.

Tutto il tempo chiuso in casa ad aspettare quella cretina.

Quella cretina.

Vuol speculare sulla tua noia per crearsi un nuovo interesse. Ma è

non lo puoi capire da solo? Che te lo debba dire io?

Forse anch 'io voglio sfruttare lei per crearmi un nuovo interesse.

Chissà.

Chissà.

Chissà, chissà.

Sotto quante tonnellate di chissà sono sepolte tante vite inutili?

Senti, perché non fai una cosa? Ma del tuo chauffeur a Roma?

Ti fai portare due vagoni di vestiti e te ne stai qui in campagna con me.

Ah, guarda, tu sembri un cadavere, invece guarda a me.

Ah, e ti fa bene spezzare.

Bentornato, era bella la vita in campagna, signor Duca.

Rincretinisce, mio caro.

Si dorme, si sbadiglia, in campagna si muore dalla noia.

Non ci sono strade.

Niente inviti, niente donne, niente balli.

Sì, mio caro, una vita veramente assurda, immorale. I primi giorni è

inferno, gli altri sei li ho dormiti.

Ma quante pecore in campagna! No, no, non qui! Io preferisco le tribolazioni

della vita cittadina. Se mi devo annoiare, voglio farlo con tutti i

casa mia.

Signor Duca, la signorina Roderighi è venuta a cercarla due volte.

Tu sei stato da lei tutti questi giorni, non mentire! Tu sei l 'amante di

Cecilia Folchi, di quella smorfiosa bionda slavata! Sì, quella mantenuta,

mette addosso toalette di sua invenzione!

Io non so come fai a amare una donna così malvestita, ma non ti vergogni!

Sono stato in campagna dal mio amico Marco Pisani. E chi lo conosce? Lo

conoscerai. Io non voglio conoscere i tuoi amici ruffiani.

Va bene, va bene. Tu sei stato in campagna, non voglio contraddirti.

Ma con la tua amante, quella ridicola di Cecilia Folchi!

Mi vuoi stare a sentire un momento?

Con Cecilia Folchi è finita.

E la lettera?

Perdonami se non vengo stasera.

Sono esausta, mi addormenterò pensando alla dolcezza dei tuoi baci.

Ridi!

Andiamola a cercare nella tua camera da letto. L 'ho bruciata.

L 'ho bruciata insieme alle altre prima di partire.

Guarda caso.

Di un po' piuttosto.

Ce lo vogliamo dimenticare il tuo fidanzato. Non toccare gli ondelli. Tu

conosciuto me quando hai conosciuto lui.

Sapevi che eravamo fidanzati. Ciò nonostante mi hai voluta. Ma io tutte

tue amanti non le conosco e finirò col trovarmele fra i piedi.

Voi uomini siete dei bambini stupidi e ingordi che volete tenervi sempre tutto.

L 'ho capito a 15 anni.

Ero cretina a quell 'età, credevo a tutto quello che mi raccontavano.

Questo signore aveva proprio l 'aria di un caro amico di famiglia, come diceva

mia zia.

Sai, ho sempre vissuto con lei.

Mia madre è malata di nervi, vive a Milano e la vedo di rado.

Un giorno partiamo tutti e tre per Milano.

A metà viaggio mia zia si sente male, una colica di fegato.

Il caro amico di famiglia propone subito di scendere a Reggio Emilia, dove

possiede una villa.

Proseguiremo il viaggio domani, dice.

Di notte entra in camera e mi violenta.

Quando tornai a Roma ero la sua amante.

Da allora mi ha sempre perseguitata.

La nostra relazione è stata una storia di ricatti.

Lui era sposato, ma sua moglie viveva a Parigi più che a Roma.

Chi è questo Farabut?

Che importa, non lo conosci.

Una volta gli ho anche tirato un colpo di pistola.

Come si chiama?

Dimmelo.

A che servirebbe?

È possibile che io lo conosca?

Verrò a saperlo, anche senza cercare.

ferma, ferma, c 'è un luogo di bagnasco, metti la retromacchia, vai,

ormai l 'hai visto, dai, dai,

dai, ferma, ferma qua, ha bisogno di aiuto, ma

cos 'ha la macchina in panne, come sta, se vuole chiamo Gaspare, Gaspare vieni

qua, la stavo provando, è in vendita, credo che a legno se la possa cavare da

solo,

Manuela, dai, c 'è il signor Duca. Ma la macchina cos 'ha?

Ah, è l 'acqua.

È un vero piacere rivederlo, signorina. Ma che cosa dice? Se tutto va bene ci

vuole una mezz 'ora. Ah, ho capito. Va bene.

Pare che ci vuole più di mezz 'ora.

Ah, senta, ma perché non viene con noi a colazione? Si va tutti quanti insieme

alla trota blu. Poi il suo chauffeur ci raggiungerà naturalmente.

Eh? Ah, le presento i miei amici.

Augusto Roari, Giuseppe Longarola, Digo Fab... Digo... Va bene.

Dico Faustini, via su, venga in macchina con noi. Ma la sua macchina è già

piena. Lei si mette accanto a Manuela.

Dico, prego, tu ti metti davanti, dai, lascia passare il signor Duca. Prego,

signor Duca. Augusto tu lì, Giuseppe tu lì dietro, tu qui.

Tutto a posto?

Senta, Schaffer!

Allora, ci vediamo alla trota blu.

Tre chilometri a destra, poi cede, insomma, d 'accordo? Via!

Noi siamo come...

Adesso riattacco la carta.

Come fu? Fu che avemio principiato a mangiare nella

pergola in giardino. Quando vicino ad un altro tavolino vedemo un uomo tutto

insanguinato. Alla salute!

Che sono i miei amici diventati?

Ed ora, poverine, E le rimetterà lì, si prezzerà lì un 'altra volta. Ma non

credo che non rimani in tanto gesto. Quell 'antro era scappato.

Chiamorno, eh, chiamorno, all 'imprescia un vetturino. E intanto vi è decorso

quest 'urino con quell 'antro che aveveno agguantato.

E gli dice, au per Dio, fuori dal cortello.

E a forza di cercare, chiamorno.

Vieni a prendere almeno il caffè con noi.

Bisogna pure che qualcuno lo salvi, povero Danilo.

Figure, tempo o no.

A quella scena, addio vignata.

E li bollasti al forno? Ci è toccato a strozzasseli per cena.

Bravo, sei meglio di Petronini.

Scusatemi.

Ma chi sono?

Spiegaci l 'arcano.

Ma quale arcano? Chi è la donna?

Oh, la conosco appena.

Si chiama Roderighi, credo.

Ma come non sembra italiana? Non sembra intipica. E tu?

La conosci appena. Ma fa piacere.

Perché saresti in mezzo a quella strana società?

Devo comprare un 'automobile.

Quel giovanotto è il venditore.

E per provarla siamo arrivati quassù.

Ma di chi è la nuova?

Mi sembra che il problema non si ponga proprio di chi la vuole.

Credo che comprerò sia l 'una che l 'altra.

Ti piace?

Ma lo sento un po' troppo, no?

Amico!

A che ci sta a provare?

A che ci sta a provare?

No,

no, tu ci sta a provare, lo dico io.

Sorvegli?

Ti piace?

Ce l 'ha, Roderighi.

Beh, almeno ora sappiamo come si chiama.

Non ci vediamo da molto tempo, Daniele.

Tu non vieni mai a trovarmi.

Sarò a trovarti io.

Non ti aspettavo di trovarti qui.

Per l 'entra.

Arrivederci.

Te ne vai già?

Ti prego, stanno vicino. La mia macchina è pronta.

A domani alle tre.

Vito con la scusa del bacio a mano.

Ah, te posso?

Non lo pensavo.

Oh, e il Duca?

Dove sta il Duca?

Duca!

Che fa, se ne va?

Duca!

e arrivederci macchina da scapole elegante perfetta per fughe

combinate

Sei sceso dalle tue automobili.

Tu dovresti fare uno di questi sport.

Mantengono allerta, gli occhi aperti.

L 'hai comperata poi?

La macchina nuova?

Sì, l 'ho comprata.

Mi sei parso di cattivo umore ieri.

Infatti era un pesce fuor d 'acqua.

Non conoscevo la compagnia che da qualche ora.

Resti a colazione con me qui al circolo?

No, ho da fare.

Quando vieni a trovarmi?

Anche oggi se vuoi.

Benissimo, vieni oggi.

Alle cinque.

Alle cinque.

Ma si può sapere chi è la gente che tu frequenti?

E poi che razza di fidanzato hai questo strano signor Giondelli?

Capisce o non capire?

Suppone di navigare in una navicella soltanto sua o si accontenta di avere un

posto a bordo?

E' idiota.

Io, io, sì io che stavo per chiederti di scegliere.

Ma chientelo pure se lo vuoi. Ti fa molto comodo, sì lo so.

Tanto solo un imbecille come lui può sposare una sguardina come te.

Spero almeno che tu sappia quello che vali.

Guardati, guardati.

Lo sai ciò che vale la tua bellezza.

E quel Faustini, ci provi ancora a comportarsi così di fronte a me? Io non

vivo a questo modo, non posso!

Io così divento pazzo!

Signor Duca, in Valchese Barra.

È troppo tardi.

Pasqualino, ma lo sai che non credevo di trovarti ancora qui?

Ma quanti anni ha? E chi se ne ricorda? Lei piuttosto, signor Marchese, perché

non viene più a farci visita?

Roma si fa sempre più lontano. Eh sì, è un campagnolo come Messi. Signor Duca,

perché il signor Marchese non viene più? Ah, Pasqualino.

Mio cugino Michele Barra, Manuela Roderighi. Ho notato la signorina ieri

trota blu.

Non vogliamo sederci?

Prego, accomodatevi.

Ivone è a Parigi.

E sua moglie non mette piede a Roma, tranne che per i funerali e i matrimoni

famiglia.

Infatti è a Parigi, in attesa del prossimo funerale o del prossimo

È parecchio tempo che non ci vediamo.

Abbiamo tante cose da chiederci.

Come la metti con le tue terre? Non sei preoccupato con tutte queste minacce di

riforme che il governo va blatterando? Le riforme?

Ma lasciali parlare i socialisti, hanno le ore contate. I fascisti li tengono d

'occhio. Ordine nuovo e tutto andrà a posto.

La mia villa piuttosto.

La mia villa è vicino a Reggio, sì.

Me ne voglio disfare.

Hai ragione.

Queste nostre ville di famiglia rappresentano più che altro

Appunto.

E soprattutto brutti ricordi. No, non sempre.

Spesso sono legate a ricordi che ti fregano.

Ma sarebbe il colmo.

Perdere un buon affare per delle ragioni sentimentali.

Lontane, poi.

Un nouveau riche me ne offre un capitale. Io gliela do.

Non mi offriresti da bere?

Oh, scusami.

Il tuo solito champagne o del tè?

Champagne.

Ma di che mi accusi di essere stata usata, aggredita, ricattata?

L 'ho capito di colpo ieri alla trattoria.

L 'ho sorpresa a guardarti come se fosse il tuo padrone. Un padrone geloso. E

continua ancora a guardarti in quel modo. Ma non l 'hai visto, non l 'hai

sentito prima.

Tu sei pazzo.

Io credo che tu sia pazzo.

Perché hai combinato questa commedia? Io che lo tenevo lontano da tanti anni.

Adesso avrà il diritto di fermarmi, di parlarmi quando lo incontro.

Perché l 'hai fatto, Dani?

Io ti amo, Manuela.

L 'hai capito, Siona?

Che io ti amo.

Io non ti lascio!

Perché dovrei?

Perché te lo chiedo io.

Io non voglio farti del male, tesoro.

A te proprio no.

Ma io non lo so.

Io dovrei lasciarti libera per un uomo che mi dici pazzo di te, ti vuole tutta

per sé, prepende e non ti promette niente.

Lo so.

Ma io lo amo.

Questa è la verità.

Lo amo.

La colpa è mia.

Ma sì.

Sono così stupido.

Non capisco mai niente.

Forse se vivessi con gli occhi aperti ti avrei salvata da una simile avventura.

Eh?

No. Beh, probabilmente.

Senti, dimentichiamo tutto.

Se dimentica tutto si ricomincia da capo, dai.

Certo, mi farebbe comodo uno come te.

Che mi perdona, mi scusa.

E che mi sposerà.

Ma non me la sento.

Ti farei solo del male.

E io non voglio fartene.

Io non voglio fare del male a nessuno.

Questi sarebbero i vincitori, te li raccomando.

Ah, senti, questa sera andiamo a pranzo tutti insieme. Allora?

Tutti a pranzare a colonna. Vieni con noi? Chi sarebbero i tutti?

Tutti? Selva, Montieri, Raffaelli, Barra.

Porta la Roderighi.

La Roderighi?

Sì, la tua.

Armellino, sareste contenti se vi portassi la Roderighi?

Ma non ti sarei mica preso una cotta?

Io? Ti pare che sono il tipo?

Mi piace la Roderighi, è chiaro, ma... è solo un capriccio.

Sulla via del tramonto. Oh, love there!

No, ma si vede con te sulla tua automobile, con te sulla tua carrozza.

Non è mica conveniente, sai?

Insomma, si può parlare?

Si può sempre parlare con me.

Innamorato della Roderigo.

Beh, allora tientela in casa finché vuoi, ma portarla fuori. Tamarindo?

Tamariere? Due tamarindi, per favore.

Grazie.

Ma lo sai che la gente crede che sia una cosa seria?

Duchessa di Bagnasco.

E invece noi sappiamo benissimo che Manuela la si può avere per un tot lire

casa della Fernanda Fones.

Gli amici ti hanno mandato ad aprirmi gli occhi.

Ho capito, Armellino.

Una congiura d 'affetto, ma... non ce n 'era alcun bisogno.

Prego, signor Conte.

Guarda che non sono chiacchiere.

Come vede, signor Duca, ho cambiato la posizione del specchio. Las flores.

Ho messo queste meravigliose cortine nere.

Poi la stanza è rimasta proprio la stessa, quella che lei preferiva. Però

abbiamo una novità.

Abbiamo la luce elettrica e sul letto.

Non era necessario.

Da quanto tempo, signor Ducano, non ho l 'onore di riceverla qui.

Usted non mi avrà per caso tradita, eh?

C 'è una concorrenza sleale. Sta a sentire, Fernanda.

Voglio da te un 'informazione.

Feliz di servirla, se puedo.

Da qualche tempo ho notato una ragazza che mi interessa moltissimo.

Non so se è facile avvicinarla perché è quasi sempre accompagnata.

Si chiama... Aspetta un momento, come si chiama?

Si chiama... Può darsi che tu la conosca.

Manuela, mi pare.

La Roderighi? Ma claro che io la conosco.

Usted vuole un appuntamento, verdad?

Bueno. Oggi è...

Giovedì. È il tempo di avvertirla con un pochino di prudenza e io spero di

riuscire per sabato, le sta bene?

Sabato?

Sei proprio un demonio.

Come hai fatto a conoscerla?

A usted voglio dire la verità.

Ce la portò un signore, chi? Uno dei vostri. Il Marchese Barra. Ma lei allora

sape proprio tutto, eh?

E tu hai pensato di poterla sfruttare.

E un giorno le hai fatto un 'offerta.

Poi un 'altra.

Tu sei... sei... Non ho parole per dirti che cosa sei.

Io so il meglio, signor Duca. È poco, veramente troppo poco.

Bisognerebbe inventare una parola per te.

Guarda, ti avverso subito, eh?

Non ritentare l 'esperimento campagna.

Non ci sto.

Ma no, figurati, me ne vado subito.

Ero preoccupato.

Non sapevo più nulla di te da tanto tempo.

Ma da quando in qua questa premura?

Ho pensato che potevi stare poco bene.

Tu devi essere pazzo.

Con te è inutile essere gentili.

Non ti ho mai visto così pallido.

Mi prendi una sigaretta?

No, no, le altre, in camera mia.

Sono queste?

Grazie.

Non vuoi parlare?

Devo interpretare il tuo silenzio.

Se hai qualcosa da dirmi, dillo pure.

Qualsiasi cosa venga da te, non può essere male.

Il duca è vivo.

Come dice?

Sto dicendo se si sente male.

Non credo, signor professore.

Ha dato ordine di non disturbarlo. Ma io lo voglio vedere lo stesso.

Dorme con la signorina.

Voi siete dei pazzi. Li avete racchiudili dentro insieme. Scusami,

che io non posso.

Ti ordino di avvisarlo subito. Hai capito?

Ma qui ne manca.

Per terra.

E tu vorresti dirmi che l 'hai rubato per buttarlo sul tappeto?

Forse è vero.

Ma com 'è così grande? Come l 'hai diluita?

Tu vuoi sapere troppo.

Credevo che tu mi fossi amico.

Perché l 'hai rubata?

Dammi almeno la parola d 'onore.

E il veleno che manca qui non l 'hai nascosto.

Andiamo.

Vuoi vedere Emanuela?

Te la chiamo. Sta a riposare di là.

Non la voglio nemmeno conoscere.

In certi momenti, non so, perdo la testa.

E allora anche il più piccolo pettegolezzo mi fa scattare.

E faccio cose che mi stupiscono.

Perdonami.

Basta, ci siamo torturati anche troppo oggi.

Domani alle 4, va bene?

Sì, tesoro.

Quella persona è già stata avvertita?

Naturalmente, signor Duca. Da ieri sera.

Ha accettato per domani alle 4?

Certo, domani alle 4.

Buonasera, signor Duca.

Grazie a tutti.

Signor Duca, la signorina Roderiga al telefono chiede di lei.

Mi è capitata una cugina che deve fare compere. Non essendo pratica di Roma la

devo accompagnare.

Sarò da te non più tardi delle sei, va bene caro?

Ciao.

No, Danilo!

Non aver paura, non ho armi.

Mi sento coperto di vergogna.

Per pietà, lasciami andare! Non mi vedrai più, lasciami andare, per pietà!

Perché vieni qui?

Lo fai per i soldi? Sì, sì, sì!

Guadagnateli. Spogliati.

Spogliati!

Non potevo darti io quello che ti serviva.

Non ti potevi vendere i miei gioielli e poi i gioielli in un casino non si

portano!

Su questo letto Michele Barra ti ha fatto fare i primi passi di prostituta.

E tu, tu ci sei dentro fino al collo.

Sei arrivato al fondo.

Puttana!

Edge, lui deve pagare.

Il pranzo è servito.

Stavo leggendo sul giornale di una donna, una signora bene, scoperta in una

d 'appuntamento.

E mi chiedevo perché una donna come quella, sposata, con un amante

probabilmente, insomma qualcuno che l 'adorava, perché prostituisce se stessa?

Forse perché odia gli uomini, li disprezza troppo.

Caro Michele, sono ormai prigioniera di Dani, che mi ha portato via lontana da

tutti.

Ho bisogno del vostro aiuto, ma siate prudente.

Vi avviserò io appena potremo vederci.

Bisogna che lo ecciti e poi lo umili, che gli

dai tutte le speranze e poi lo respingi.

Lo devi lusingare, torturare, devi

fingere un amore che per paura di me non puoi dimostrare e

poi l 'indomani.

Devi fingere per me un amore che ti fa dimenticare lui.

Tu credi che abbia bisogno di fingere?

Gli devi dare appuntamenti ai quali non vai.

Devi portare Michele ad uno stato di disperazione. Vuoi la tua vendetta?

E sarai tu a darmela.

Manuela.

Siete pazzo a venire qui, non sapete che c 'è Dani? E quelle tue misteriose

righe scritte su busta intestata dell 'albergo?

Busta intestata?

Capisco, l 'hai fatto senza pensarci, i tuoi soliti trucchi.

Ma un albergo è un albergo e posso capitarci anch 'io.

Non dovevate venire.

Tu hai bisogno del mio aiuto.

Non datemi del tuo. Via, nessuno ci sente, tu sei mia, lo sai.

Andatevene, non fateli vedere.

Vi cercherò io, vi spiegherò.

Il nostro amore è finito troppo presto, è male.

Sono stato vile, ma non ho mai smesso di amarti.

Ti riavrò. Ci gioco la vita.

Ecco il risultato della tua lettera. Michele Barre è arrivato.

E ora che facciamo? Abbiamo rovinato la nostra vacanza.

È già arrivato.

Allora l 'hai fatto apposta a spedire la busta dell 'hotel.

Tu cerchi il tuo male, Dani.

Tu non vuoi vivere in pace, ma a me non pensi, non credi che io soffra. Non ne

posso più.

Gli hai già parlato?

Lui mi ha parlato.

Io come gli odio gli uomini.

L 'uno mi ha, l 'altro mi vuole e si tortura. Che devo fare?

Scrivegli un biglietto.

Che hai preferito dirmi della sua presenza in albergo e che... Lo

invito.

A colazione con noi, domani.

C 'è una scritta, leggila.

Tu sei...

Dani, che fai?

Guardi il mare quanto è bello?

Vorrei rientrare, il sole mi dà fastidio.

Vuoi scusarci?

Ha preso in affitto un appartamento in città e mi ha dato appuntamento per

domani.

Dovrò fingere a te di andare da qualche parte, invece andrei da lui.

Magari in un altro lupanare.

E tu che gli hai risposto?

Di sì, naturalmente.

Ma siccome volevo sapere cosa ne pensavi, ho preferito spostare l

a dopodomani.

Bravissimo. E noi partiamo domani sera, torniamo a Roma.

Odani, sono così contenta.

Questa commedia mi è insopportabile.

Fingere di tradirti con lui è ripugnante.

Mi dispiace ma a Roma bisogna continuare il gioco.

Se vara facciano di fermare.

Ehi, tu.

Guarda che mica mi vuoi prendere in giro così, sai.

Che volete fare, uno scandalo?

Dove ci possiamo vedere, allora?

Ah, non lo so.

Al caffè greco, ti va bene?

Va bene, domani.

A luna, non c 'è mai nessuno.

A domani.

Vai.

Posso andare, signorina?

hai commesso un delitto.

Ebbene, io ne sono orgoglioso.

Gli altri potranno dire di averti avuta come amante, ma solo io ti ho avuta

veruzine e inconsapevole.

Siete già ubriaco.

Un caffè?

E fammi capire cosa sarebbe questo prendersi gioco dell 'unico uomo della

vita.

E chi sarebbe?

Ascoltami, laggiù eri diversa, che succede?

Mi hai dato un appuntamento e poi sei partita all 'improvviso.

Perché sapevo di partire ho accettato quell 'appuntamento.

Hai chiesto il mio aiuto, perché?

È stata una debolezza.

Forse temevo che l 'amore di Danitro, poi esclusivo, mi soffocasse.

Poi ho capito che lo amo e non lo tradirò mai.

Ho sbagliato.

Vi chiedo scusa.

Ti diverte prendermi in giro? Ti piace vedermi in questo stato?

In quale stato?

Te ne accorgerai.

Tu non mi hai dimenticato.

Ah, no, di certo.

I miei baci te li ricordi ancora, eh?

Sì, ma accompagnatemi da Danì, mi sta aspettando.

E quando l 'indomani a Rossendo mi confessasti che fare l 'amore era bello.

prego, volete accompagnarmi da Danilo? Ti fa a lui le carezze che ti facevo io,

ti.

Certo, mi ama.

Anch 'io ti amo.

E non ti accompagnerò da Danilo.

Siete un uomo rozzo, volgare, privo di spirito.

E che cosa ti ha detto?

Parole d 'amore, molte.

Mi ama, soffre.

Non verrò più ai vostri appuntamenti.

Perché? Non verrò più, sono stanca.

Perché? Vi ho detto che sono stanca.

E credi che mi basti? Mi arrendo, mi metto da parte.

Non voglio vedervi più.

Ho ricevuto un invito da Danì, domani sera sarò a pranzo da voi, ti vedo.

Bene, allora mi vedrete, ma con lui.

Ti piacerebbe, eh?

Spettatore alle vostre gioie domestiche.

Non venite e non sarete spettatore di nulla. Me ne sarò grata.

No, domani sera io sarò a pranzo da voi, ma dopo domani tu stai con me.

Pazzo, mi do a voi per il piacere di avervi a pranzo.

Guarda che non scherzo, o dopo domani a luna tu sei da me, o dopo domani a luna

io mi pianto una palla nel cervello.

Ti aspetto un quarto d 'ora, te lo giuro sulla memoria di mia madre.

Sarebbe bello se fosse vero.

Ti trovo smagrito, Michele, imbruttisci.

Ma com 'è che sto fatto?

Sono innamorato.

Innamorato, tu, che tenerezza, innamorato. Ti ricordi quella volta che

innamorò della Pampaloni? L 'ottivaga e ornitopaga, e non ci dirà di chi, di

chi. Passione in bianco, come una cambiale.

Tu te ne intendi.

Di passioni o di cambiale? Passioni, di passione in bianco.

Bianco come una sposa pura, ed è per questo che non vedi?

Così andrà meglio, Michele, vedrai.

E adesso io voglio fare un brindisi alla nostra divina, incredibile padrona di

casa.

Quando mi innamorai io fu un vero disastro, perché la bella scontrosa non

voleva nemmeno per ridere. E nemmeno per piangere. Scusa, nemmeno per piangere.

E pensare che la seguivo dappertutto, nei teatri, ai circoli, ai cavalli.

Le regalavo quintali di ciccolatini.

E ve li buttava tutti dietro? No, se li mangiava.

Ma no, non così, no, no, ho sbagliato. One step, one step, one step, ta -ta.

Uno, due, uno, due, tre, quattro. One, two, three, four. One, two, three.

Così capito, sei un disastro da me.

Una volta...

Le regalai un braccialetto e se lo infilò, le regalai un anello e se lo

un bracciale di perle, una collana di perle.

E si infilò anche quella. Eh, ma questa si infilava tutto, tutto, tutto. Era un

vizio irrefrenabile.

Figuratevi, volevo perfino mandarle una villa, ma mio padre me lo proibì perché

era sua. E poi lei come faceva ad infilarsela? Oddio, mattone per mattone.

Io la conosco la firma su quella cambiale.

Prendi ancora un caffè, signor Marchesi?

Ma sì, dammi un caffè senza zucchero. E lei, signor Conte? No, grazie.

Ormai è distrutto.

È fatta.

Le scrivevo tutti i giorni, tre volte al giorno.

Le lettere quelle sì che me le rimandava indietro. Non le apriva nemmeno e me le

rispediva.

Certe lettere non si dovrebbero né scrivere né aprirle.

C 'è qualche allusione?

Hai dei ripensamenti?

Da me?

Sai come andò a finire, Michele?

Mi uccisi.

Ma come tutti i suicidi inventati, non riusci.

Avevo scambiato il vero Nal con un lassativo.

Il numero 12 è qui, signor.

Per favore, mi aspetti qui, non si muova.

Sta fermo, non ti avvicinare.

Nel dubbio se fosse messa in scena o altro, ho preferito essere generosa. Non

farmene pentire.

No, ora tu da qui non te ne vai.

Un attimo di follia e...

Non ti avvicinare, non voglio.

Voglio baciarti.

Resta là.

Scrivevo a mio fratello la verità. Allora davvero?

Se tardavo ti uccidevi e per una che non ti ama.

Perché importa?

Ti amo io.

Addio, Michele.

Tornerai un altro giorno?

No. E se ti impedissi di uscire?

Non lo farai. Addio.

Era meglio che finisse come l 'avrei finita io. Una storia d 'amore

ma meravigliosa, che finisce senza una conclusione degna.

Che cosa speravi?

Niente, nemmeno la tua visita.

Non farai la sciocchezza di ritentare?

No, mi hai distrutto il momento.

Ti obbedirei se non ti amassi.

Ti lascerei andare.

Come sei strana.

Tutto in disordine.

Dove sei andata?

Mi sono svegliata tardi.

E Michele?

L 'ho visto.

Sempre al caffè greco.

E dove se no?

Anche ieri.

Sì, caro.

Vi siete visti anche l 'altro ieri.

Senti, dico.

Non è vero.

Infatti l 'altro ieri io sono stato al caffè greco dall 'una alle due.

E non c 'eravate.

Dove vi nascondete?

Perché menti, Manuela?

No.

Non mento.

Ma dove ci dovremmo nascondere?

Mi stai facendo confondere.

Ieri l 'altro non ci siamo visti.

Oddio, che tormento. Questa vita è diventata un inferno.

Scusa, mi ho mal di testa.

Oh, mi sembra di impazzire.

Allora, gliel 'hai detto?

No.

Quello mi uccide.

Oh, non ne posso più.

Andiamo via.

Senti, andiamo via.

Andiamo via, partiamo, andiamo all 'estero. Io e te soli scompariamo.

Io ti voglio tutta, capisci? Tutta per me.

Se non mi uccide, si uccide.

Allora continuiamo così, due ore con me, il resto del tuo tempo con lui. Ma non

te la prendere con me. Io cerco, studio come fare.

Dammi tempo.

Presto, presto devi fare, presto, presto. Se no ci vado io dal tuo

sbatto la verità in faccia.

Provaci e finisce tutto.

Signorina Roderighi.

Chi è?

Lei non mi conosce, di nome sì.

Sono Marco Pisani.

Cosa vuole da me?

Che c 'è, insomma? Che è successo?

Sono imbarazzato, mi scusi, ma una certa Roma sa dei suoi incontri con Michele

Barra. Loro all 'indirizzo, altrimenti come sarei qui?

Togliamoci dalla strada, salga in carrozza con me.

Ma perché questo Armellino vuol far succedere una tragedia?

Armellino vuole che Danì apra gli occhi e la metta alla porta. Per questo lo va

gridando persino nei ristoranti.

Se la voce è giunta a me che vivo in campagna, immagini.

Io non la capisco, Manuela.

Lei dice di essere innamorata di Danì. Ma oggi ho avuto la prova che è invece l

'amante di Michele Barra.

Ci sono stata costretta. Sì, costretta.

Mi ha ricattata, si sarebbe ucciso.

Non mentiva.

Quando sono andata da lui stava scrivendo una lettera a suo fratello e

stava l 'ora sul tavolo. Avrebbe fatto meglio non andarci. Si sarebbe resa

da sola che tipo era.

Non ci vada più in via Cavour.

Vedrà, le voci cesseranno e tutto potrà tornare come era prima.

E poi pensi a Danì, al nostro amico.

Devo dire che questo nostro amore mi sembra costruito.

Illudi, caro Dani.

Non sei del resto io.

Non sono più così contrario.

A cui ci vuole una mano forte e loro ce l 'hanno. Finirà che con questi fascisti

i conti prima o poi dovremo farli.

E poi gli italiani hanno bisogno.

Peccato che quelli siano così cafoni, ineleganti, borghesucci, maleducati.

Assolutamente. Io non so proprio come classificarla.

No, guardi che io dicevo così, ma fascista non lo sono ancora. Ma che

fascista? Lei è solo un grancioltrone, un mettimale, una spia.

Manuela, vuoi scherzare?

No, io non sto scherzando. Questo signore va dicendo in giro che io sono l

'amante di Michele Barra, che ci vediamo tutti i giorni da mezzogiorno alle due,

in un appartamento di via Cavour.

Lo grida dappertutto, nei caffè, si vanta di farmi la spia, parla con le

portinaie, con i bottegai.

Vigliacco!

Chi è che risponde di lei?

Io, naturalmente.

E vuole anche fare l 'eroe. Ma se ne vada, disgraziato!

Ecco, guarda che cosa mi hai combinato, signorina.

Queste sono cose dell 'altro mondo.

E tu ti batterai con quel farabutto?

La decisione spetta ai nostri padrini.

in coscienza che la Roderighi non valga quel colpo di spada che daresti tu a me

o io a te, ma visto che mi hai investito di

mascalzone e di bigliacco, allora ci sono costretto.

Dani, io non mento, è la verità, la Roderighi si incontra con Michele Barra,

si incontrano da mezzogiorno alle due.

In un appartamento.

Via Cavour 12.

Se vuoi puoi constatarlo di persona.

Basta che tu vada là a vedere.

Manuela è una ragazza che dà nell 'occhio, tu lo sai.

E uno che l 'abbia vista e possa testimoniare lo trovi.

Io non ti mentì quando ti dissi che frequentava la casa della Fonnesse. E

mento ora.

Saresti pronto a mettere tutto questo per iscritto? Davanti a testimoni ed

avvocati, se credi.

Eccellenza.

Eccellenza, mica mi farà avere qualche guaio.

Qui può venire qualcuno da un momento all 'altro.

Sono cose delicate.

Grazie, grazie. Venga, eccellenza, venga.

Hai un garofano bianco all 'occhiello.

Me lo ha dato Michele.

Michele non è capace di queste squisitezze.

Lo accusi a torto.

Non scherzare.

È meglio per te che tu confessi.

Che cosa devo confessare?

Che mi hai tradito nella maniera più indegna e meschina.

Che sei l 'amante di Michele Barra.

Io devo sapere perché hai ceduto a Michele.

Perché sei passata dall 'odio all 'amore.

Calunnie, sporche calunnie di una scalzone.

Armellino non mente, come non mentiva quando mi disse che tu andavi dalla

Fonesse.

Invece di credere a un farabutto, avrei preferito che fossi andato nella casa di

via Cavour.

Perché non ci sei andato?

Guarda, è un 'idea.

Ma non ci sono andato.

E non ci andrò.

Mi dispiace, avresti constatato la mia innocenza.

Sei così certa della tua innocenza?

Quel cialtrone di Armellino che si sente così sicuro avrebbe dovuto mettere per

iscritto le sue calunnie.

E che significa?

Un uomo che mente a voce può mentire anche per iscritto?

Vorrei tornare a casa, sono a pezzi.

Ci vediamo domani, caro, meglio.

Sarà un altro giorno.

Passeremo la giornata insieme.

Ricordi la volta che ti ho dato quello schiaffo?

Sì.

Avevo avvelenato il tuo tè.

Volevi uccidermi.

Ne saresti capace.

C 'è stato qui un signore alto, Bruno, con gli occhi azzurri. Ha chiesto di me,

è vero, del Marchese Barra.

Io non gli ho detto proprio niente, se ti curi se io... Ma doveva mostrargli l

'appartamento, l 'ho mandato io, abbiamo deciso di sbarazzarcene. Allora è sì

che gliel 'ho mostrato, l 'ho portato proprio io a visitare l 'appartamento.

tutto a posto?

C 'erano i fiori, i garofani bianchi, vero? Sì, signori, i garofani bianchi

al solito, era tutto in ordine, anzi ho dovuto pure aprire la finestra.

Certo fa comodo avere un bagnasco dietro la porta.

Zia, zia, non mi far dire più di quanto io voglia.

I gioielli te li lascio, te li sei meritati.

Questi no.

E li sono guadagnati da me.

E come non te lo dico?

Tu non te ne puoi mica scappare così, sai.

Ho vissuto la vita di Barra, di Ghiondelli, di Bagnasco, la tua.

Adesso voglio vivere la mia vita.

E io che volevo fare di te? Una duchessa, magari.

Ma va che non ti ha dato male in fin dei conti. Sei una svergognata.

Sì.

Adesso finalmente dovrai smettere di non vedere, di non sapere mai nulla. È

troppo comodo fingere.

No, per me non la trovo.

un bel muovere poliziati e detective solo lei sa

dove sta

Qui si tratta di consolare l 'uno e l 'altra.

Capirai, ha perduto una bella rendita, la povera zietta.

E Michele Barra, chi lo consola?

Quello non ha bisogno di cocaina per dimenticare.

Quello avrà già trovato uno sfogo alla sua bestialità.

Nel registro dell 'albergo figuravano come Miss Theodora Landon e Miss Regina

Hargrave. La bruna, simile al ritratto in nostro possesso, si faceva chiamare

Miss Hargrave.

Signorina Manuela.

Danila cerca disperato.

Come?

Che dice?

Non capisco.

E che fosse lei è dimostrato dal fatto che dopo due ore le ragazze avevano

lasciato Parigi.

Oh!

champagne alla salute un bel brindisi

inghiotti porca di un po' tutto lo sei mai fatto il bagno dello champagne

Certo, con tutte quelle fragole che si sono mangiate.

E noi chi siamo?

E ma questo che fa? Si porta via le fragole.

Ma lascia stare.

Lascia.

E molla.

Molla.

Che fai, guardi pure?

Ma vado a lavorare, va.

Hai capito?

C 'è prova.

Certo, la modella tu devi fare, la modella. E soprattutto per noi che siamo

ancora della vecchia scuola naturalista. Per far vedere, frine fra noi.

Guardate, che bella, una donna vera, vedete, con tutte le linee a posto.

Via, piano.

Delizio. Eh sì, adesso.

Adesso purtroppo con i futuristi, sai tesoro, dovrai cambiare mestiere, cosa

vuoi. Sai se non un seno dove te lo ritrovi.

Per non parlare poi di tutto il resto, sai averlo in faccia.

Sempre Umberto I, mio amico.

Vieni qua, vieni qua.

Fa voi fargli prendere un colpo apoplectico, questo povero vecchio.

No smile.

La Rodrighi.

Era una buona amica mia.

L 'hai trovata la Fernanda?

La fotografia?

La ragazza.

Non è così difficile.

Sta zitta.

Ami ancora?

Non la puoi dimenticare.

E tu che cosa ne sai?

Anch 'io.

E dopo la mossa la figa!

Allora prova ancora, cara.

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