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Il corso gratuito www.mesmerism.
info www.mesmerism.info Stavolta però qualcosa di grosso ce l'abbiamo.
Roba forte?
Fortissima.
Lei lo conosce il dottor Dodaro, l'ispettore del lavoro.
Sì, l'ho visto, ma che c'entra lui?
Ascolti e vedrà.
Marta!
Marta!
Marta!
Per oggi avremo finito.
Ci resta solo quel silos.
Che dici?
Vogliamo vedere?
Proviamo, vai.
C'è ancora l'anidride carbonica.
Bisogna tornare domani.
Non ha appena sbosato il silos.
Serve almeno una notte per far areare.
Mangiamo qualcosa insieme?
No, guarda, c'ho ancora qualcosa da fare qui.
Ci si vede domani.
A domani.
Buon novello.
Fatti un po'.
Cosa ne pensi?
Che cosa ne pensi, Umberto?
E che cosa penso?
Che li dobbiamo un sacco, ecco che cosa penso.
Ma che domanda è?
Ci si vede domani, vai.
Ci siamo persi la Carlucci.
Già.
Ma chi, Emilio e Carlucci?
Ah, Leon.
Glielo dici tu?
La Carlucci è l'allenatrice della squadra.
Ma scusate, in che senso che la siete persi?
Che deve fare un corso d'aggiornamento a Bruxelles.
Lavora per una multinazionale.
Vabbè, è una cosa bella, importante.
Noi restiamo senza allenatrice per chissà quanto tempo.
E tra poco inizierà il girone di ritorno del campionato.
Siamo primi, ma dobbiamo rimanere in testa fino alla fine.
E siccome non possiamo scendere in campo senza
qualcuno che ci guidi, siamo nella melma.
Amalia Dodaro.
Melma?
Cosa credevi che dicessi?
A meno che... A meno che?
A meno che non c'è Elena Alessandro.
Lascia stare, lascia stare, no.
Troveremo un altro allenatore.
Ma te sei il più bravo di tutti gli altri.
No, no, non è possibile.
Se qualcuno vi dice che una cosa è impossibile, sicuramente non avrà cercato
di entrare in un'ascensione di inizio a 900 o in una sedia a rotelle.
Ti ho sentito che lo dicevi a uno del tuo gruppo.
Vale solo per gli altri.
O vale anche per te.
Ascolta, Mimì.
Io non posso...
Va bene.
Vado a dire ai compagni che è inutile che continuiamo il campionato.
Ah, no, no.
Aspetta, dai.
Ti accompagno.
No, no.
Non ti preoccupare.
Non ti stancare troppo.
Aspetta, Mimì.
Ehi.
Il mio sangue ti somigliò.
Il tuo babbo, per come era fatto, non avrebbe mai accettato di me.
Tu hai fatto tutto di lavoro a nero.
Ha ragione.
La sera prima dell'incidente...
Come stava papà?
Proprio non riesce a non pensarci.
Io quella sera me la ricordo bene.
Dovevo uscire e andare al cinema con gli amici.
Sai chi c'era pure?
Raffaella.
E poi però... Prima di uscire di casa... Non lo so perché...
Guardai papà.
Era seduto davanti alla tv.
E se avessi saputo... Non poteva saperlo nessuno, mamma.
Sì, ma se non fossi uscito e fossi rimasta a casa con voi...
Non sarebbe cambiato niente.
Mamma, scusami se te lo chiedo.
Tu invece sei rimasta a casa con lui.
Ti ricordi qualcosa che ti ha detto?
Pietro era inquieto.
Mi disse che il giorno dopo sarebbe andato in un'agenzia di
assicurazione di nostri amici a fare una polizia sulla vita.
Gli ho detto che queste cose portano male.
Ma lui mi rispose...
Certe volte non si muore subito, ma un poco per volta.
Poi... io gli ho chiesto perché fosse così triste, così negativo.
E lui... lo sai com'era?
Mi ha lasciato a scherzare.
E mi ha detto di non credere a tutto quello che diceva.
E poi?
E poi mi ricordo che ha fatto un paio di telefonate.
Scusa, com'è?
A quell'ora?
Mi disse a dei colleghi.
Doveva organizzare una cosa per il giorno dopo.
Che se ne era ricordato troppo tardi e...
Poi è andato subito a letto.
E il giorno dopo andò a lavorare.
Io ero ancora a dormire e non ho neanche visto uscire.
Scusami.
Scusami.
Figlio bambino.
Siamo quasi arrivati alla vigna di Giuda.
Le vittime sono due operai addetti alla pulizia dei silos.
Ma sai che è strano?
Perché ho ricevuto una segnalazione anonima su questa azienda proprio stamattina.
È una sofferenza d'opera che questa cosa sia accaduta proprio qui.
Che intendi?
Non ho mai sentito parlare di questa cooperativa.
La vigna di Giuda è una realtà molto presente nella zona.
È opera di Umberto Rea, un ex detenuto che ha aperto questa cooperativa sociale
vinicola impiegando soltanto ex detenuti come lui.
Fammi revole.
Quello è Umberto Rea.
Ecco, Umberto Rea.
Salve.
Domenico Dodaro, ispettore del lavoro.
Buongiorno, ispettore.
Una tragedia, non ci riesco a credere.
Io cerco di dare a chi ha fatto gli errori gravi perché
io l'ho fatto nella vita una seconda possibilità.
Poi mi succedono anche queste cose e penso che ho sbagliato tutto, capito?
Io la capisco, ma lei si è fatto un'idea di come sono andate le cose?
E dunque stamane con Novello e Furino... Che sono le due vittime.
Esatto.
Novello Ricci e Furino Villa.
Dovevamo pulire il silos dopo la fermentazione, ha capito?
E io tra l'altro ho fatto anche un po' tardi perché ho un problema di salute.
Sono andato dal medico e quando sono arrivato ho visto che uno degli strumenti
per la misurazione dei gas... Il Multigas.
Il Multigas, appunto.
L'era stato preso e allora sono venuto qui.
Ho visto il mastello accanto al Passo Duomo, mi sono
affacciato e l'ho visto col viso rivolto nel mosto.
E i soccorsi?
Rispettore, l'ho chiamato al 112, ma quando è
arrivata l'ambulanza non c'era più nulla da fare.
E questo è il Multigas.
Funziona perfettamente.
E quindi avrà avvisato sicuramente i due operai
che l'aria dentro il silos era irrespirabile.
Fammi luce, Mariotti.
Mi sa dire chi dei due è entrato per primo?
A ricordi logica novello, perché l'hanno estratto per ultimo, per uomo.
Quindi Furino, che è arrivato dopo, ha visto il suo amico in difficoltà,
è entrato per cercare di salvarlo e... Ed è morto anche lui, sì.
Mi scusi, ma se il Multigas funziona...
avrà sicuramente segnalato che il livello di anidride carbonica era pericoloso.
Allora io mi chiedo perché Rich è entrato lo stesso.
Rispettore, che le dico io?
Il silos è stato aperto tutta la notte.
L'anidride carbonica poteva essere anche andata via.
Mi aveva chiesto di indagare su Redigarfa e Fingarfa.
Le due società risultavano intestate a Benedetto Neri, che, come l'ho già detto
la scorsa volta, non è nuovo alla cronaca giudiziaria.
Nonostante in tutti i suoi procedimenti sia risultato
sempre assolto e i reati caduti in prescrizione.
Ma, ad ogni modo, vent'anni fa la Edilgarfa lavorava
nel cantiere in cui suo padre ha perso la vita.
E questo già lo so, perché Alessandro lavorava per
Edilgarfa e, come ha detto lei, anche mio padre.
In nero.
Sì.
Ma quello che forse non sa...
e che ho scoperto facendo ulteriori indagini, è che Neri è sempre scampata
alla condanna perché ha un ottimo avvocato.
Anche molto costoso.
L'avvocato di Lago Negro.
Gli avvocati lavorano per tutti.
Basta pagarli.
Sì, ma io mi sono insospettita.
E ho continuato a indagare.
E sono partita proprio dal cantiere in cui suo padre ha perso la vita.
L'appalto per quel cantiere.
Lo aveva vinto la ditta di Lago Negro.
E non l'Edilgarfa.
Posso dirle con una certa sicurezza che la Edilgarfa ha
ricevuto un subappalto proprio dalla ditta di Lago Negro.
Cioè, lei mi sta dicendo che mio padre si era licenziato da Lago Negro e lo stesso
Lago Negro l'ha riassunto in nero a una società comunque collegata a lui.
Dalle carte questo risulta.
Ciao.
Ciao.
Stai bene?
Sì, sì, sì, no, benissimo.
Questo sellino dietro, alcune volte... Mi serve una mano.
...che non mi fa scendere mai.
Perfetto.
Mimì, tutto bene?
Era preoccupata?
No, no, appena ero rientrato a casa già era crollata, dormiva.
Sono io che sono preoccupato.
Mia madre mi ha detto che mio padre voleva fare
un'assicurazione sulla vita la sera prima di morire.
Perché?
Pensi avesse paura di qualcosa?
Forse aveva scoperto qualcosa di poco chiaro sulle
condizioni lavorative dei manuvali al cantiere di Lago Negro.
E forse per questo è stato costretto a licenziarsi.
Molti di quei manuvali, anni dopo, si sono ammalati di leucemia.
Poi però, mio padre viene riassunto da una società, guarda
caso, che occultamente faceva parte della galassia Lago Negro.
Ma per lavorare dove?
Nello stesso cantiere in cui lavorava anche Alessandro.
Cosa prende?
Un caffè, grazie.
Grazie.
Ma ci sono due cose molto strane.
Mio padre, perché licenziatosi da Lago Negro, viene riassunto da Lago Negro stesso?
Anche se da una società satellite?
E la seconda, perché lo riassumono come manuvale semplice?
In effetti è strano.
Di questo hai parlato con Alessandro?
E questa è la cosa più strana di tutte.
Perché nonostante io abbia delle prove, Alessandro sostiene che non è così.
Che in nero non ci avrebbe lavorato mai.
Lui ritiene che mio padre era ancora dipendente di Lago Negro.
Ed era lì per fare un'ispezione, non per lavorare al cantiere.
E il risultato qual è?
Che non ti fidi più di Alessandro.
E questa è la cosa che più mi fa stare male.
Grazie.
Grazie.
Poi per adesso sto anche seguendo un caso che...
Sì, lo so, gli ex detenuti alla vigna di
Giuda, però a me sembra un incidente a catena.
Sembra, ma ci sono delle cose che non mi convincono.
Cioè?
Un'email.
Arrivata questa mattina al mio indirizzo di posta elettronica.
Dove mi invitano a fare un controllo proprio alla vigna di Giuda.
L'emittente dell'email ovviamente.
Anonimo.
E proprio oggi succede un incidente alla vigna.
Già.
Coincidenza.
E... chiedo il racconto.
L'ispettore, se fossi lei, andrei a dare un'occhiata
alle misure di sicurezza della vigna di Giuda.
Mariotti, chiama la polizia postale così almeno
riusciamo a capire chi ha mandato l 'email.
Sì.
Poi... di loro che sappiamo?
Allora, Furino Villa, prima di lavorare alla cooperativa
e di scontare la sua pena, era un rapinatore di banche.
In genere faceva delle filiali piccoline.
È riuscito a fare soltanto un colpo grosso.
Ad un'agenzia a Prato.
Ce l'aveva anche quasi fatta.
Però è stato beccato con il malloppo in mano.
E Ricci?
Novello Ricci rapinava gioiellerie trapanando le pareti dei palazzi accanto.
Ha finito di scontare la sua pena due anni fa.
E Umberto Rea?
Umberto Rea era un truffatore.
Uno che sarebbe stato in grado anche di venderle la torre di Pisa.
E... in che rapporti erano fra di loro?
Allora, Rea era amico di Ricci sin da poco.
Da bambino.
Poi invece tra Villa e Rea non c'erano grandi rapporti.
Però se l'ha chiamato a lavorare alla cooperativa sicuramente si fidava di lui.
E Villa e Ricci?
Erano amici?
No, di Villa e Ricci non si sa niente.
Quasi sicuramente si sono conosciuti in carcere.
Mi è piaciuta la panna a volo.
Mi ha cambiato.
E per me?
Era l'ultimo.
No, non è vero.
L'ha buttato solo per lui.
Hai trovato un modo per costringere Alessandro a sostituire la Carlucci?
No, non ho più idee.
Possiamo chiedere a mia madre di dargli dei soldi?
Simonetti, ora che tu sai più è una grande verità.
Non è che se sei ricco puoi comprare qualunque cosa, eh?
Ma non possiamo scendere in campo senza allenatore.
Io ho letto che alcune squadre si allenano da sole.
E quando sei esperto di calcio, ami?
Io non sono esperto del calcio, ma a differenza tua leggo.
Vabbè, un'idea la potremmo provare, no?
Sì.
Ma ci serve qualcuno che decida.
Vabbè, mettiamola ai voti.
Io voto per Mimì.
Anch'io.
Ci volevo.
Allora, questo è un multigas funzionante.
Quindi Ricci non sarebbe mai entrato dentro al silos, perché
l'apparecchio avrebbe segnalato la tossicità dell'aria.
Chiaro, non l'avrebbe mai fatto.
E invece l'ha fatto.
È entrato.
Sappiamo che aveva un sistema di protezione individuale.
La maschera.
Sì, ma se i livelli di CO2 sono alti, anche con la maschera si muore da sfissia.
È a questo che serve il multigas.
Quindi Furino Villa arriva dopo di lui.
Vede che l'amico è in pericolo e contravvenendo alle norme che impongono di
non intervenire, ma di chiamare i vigili del fuoco, che fa?
Entra.
Cerca di aiutarlo.
E muore anche lui.
Sicuramente è andata così.
Però resta ancora il mistero del multigas.
Dentro questo dispositivo c'è un sensore che va verificato ogni cinque anni e se
non è ritarato, perde la sua sensibilità, non fa più bene il suo lavoro.
Quindi il sensore del multigas era consumato e
di conseguenza Ricci non si è accorto del gas?
Temo di sì.
E questo spiega anche l'email anonima.
Quindi se le cose fossero andate così, si
tratterebbe sempre di un incidente sul lavoro.
Ma questa volta provocato dalla disattenzione di
Umberto Rea, che non ha controllato il multigas.
E noi come si fa a sapere se il sensore era consumato?
Abbiamo portato con noi un multigas nuovo.
Ora capiremo se quello utilizzato da Ricci e Villa funziona.
Vede, dentro questo contenitore c'è del mosto fermentato.
Io adesso inserisco il nostro multigas.
Se suona, vuol dire che è a posto.
Funziona.
Adesso proviamo col suo.
Grazie.
Non è possibile.
Ma lei l'ha fatto controllare?
L'ho fatto controllare che sì, sei mesi fa.
Sì, ma da un tecnico specializzato o...
Ispettore, i tecnici costano, eh.
E ho visto io un tutorial su internet e l 'ho controllato io.
Ma come un tutorial su internet?
Guardi, le dico un'altra cosa.
Questa mattina mi è arrivata un'email anonima
che mi invitava a fare un 'ispezione qui.
Urgente, c'era scritto.
Ispettore, il sensore funzionava e...
Rea, qua parliamo di mancata vigilanza, mancata attenzione delle procedure di
sicurezza, mancato uso della strumentazione per il rilevamento di eventuali gas.
A me dispiace, ma io devo chiamare l'ATM.
Spero di non disturbare.
No, no, figurati.
Stefano, ciao.
Prego.
Posso esserti utile in qualcosa?
Qualche informazione.
Tu lo conosci bene l'ispettore Dodaro?
Sì.
Eravamo compagni di scuola, poi ci siamo persi di vista per un po' perché lui è
andato a studiare fuori Lucca e... e ora è tornato.
Perché a me risulta che abbia avuto grandi successi nella lotta al caporalato.
L'operazione Mitral, ad esempio, famosissima, l'ha guidata lui.
Quindi è un po' un astro nascente dell
'ispettorato del lavoro, anche a livello nazionale.
Ma perché all'apice della sua carriera uno come lui decide di tornare qua a Lucca?
Ti ho fatto una domanda strana?
Sì.
Riguarda cose dell'ispettore Dodaro che sono
personali e non credo vadano discusse, insomma...
So che ha perso la moglie, giovane, per un male incurabile e che ha una figlia.
E una figlia.
Che ha bisogno di una famiglia e penso che il motivo...
per cui è tornato sia questo.
Beh, è un bel passo indietro a livello di carriera, però non ti pare?
Tu sei sicura che sia solo per problemi familiari che lui ha deciso di tornare?
C'è qualcosa che non mi stai dicendo?
No, no.
Al momento no.
Era solo per avere il quadro più chiaro.
Grazie.
Noi ci vediamo dopo.
Bene.
Scusa il ritardo.
Ciao.
Ciao.
Ciao a tutti.
Non ti preoccupare, abbiamo appena ordinato.
Ale, guarda che mamma ha ragione.
Se vuoi c'è il menù che è buono.
Guarda, non è cambiando discorso che riesci a salvare la situazione, eh?
Di cosa parlavate?
Mi ha appena detto Mimì che ha chiesto ad Alessandro
una cosa a cui teneva molto e lui si è rifiutato.
Carla, ne abbiamo già... Possiamo anche ripensarci, no?
Posso sapere... Non è mica definitivo tutto.
Posso... Ci puoi ripensare anche... Cioè, voglio dire... Non è che sono...
Posso sapere cosa?
È che io non me la sento di seguire una ventina
di ragazzini tre volte a settimana per sei mesi.
Ho tante cose da fare.
Non sono le cose da fare.
Non posso.
Se uno vuole può farlo.
C'è un altro piccolo particolare tecnico.
Non so se te ne sei accorta.
La carrozzina.
Guarda Alessandro che conosco io, a cui voglio bene.
Non si farebbe fermare da nessun problema tecnico.
Oh, Carla.
Te l'ho già detto.
Io non me la sento.
Fino a che c'è da far fare due palleggi a mimì va pure bene.
E poi te l'hai mai visto un allenatore in carrozzina?
Io no.
Ho passato l'appetito.
Ispettore.
Il telefono.
Eh, su.
Che vuole che gli sistemi un pochino e gli scombino qualche cosa qui?
Oh, grazie.
Puoi andare, Mariotti.
Grazie.
Ispettore, la disturbo?
Dottoressa Paliari.
Assolutamente no.
Volevo parlarle un attimo.
Vede, la vigna di Giuda è una realtà importante in questa zona.
Diciamo, per l'Associazione Imprenditori è
un po' il fiore all'occhiello del territorio.
Capisce?
Certo, lo capisco.
Ora, noi come associazione lo sappiamo.
Non ci siamo mai intromessi nelle sue indagini.
Non lo faremo neanche questa volta, per carità.
Però ci tenevo a dirle una cosa, ecco.
Io conosco Umberto, eh.
Fin da quando ha fondato questa impresa.
Era appena uscito dal carcere.
E voleva rifarsi una vita.
E per prima cosa ha tagliato tutti i ponti con quella precedente.
Voleva rigare dritto.
Mi ricordo, disse proprio queste precise parole.
Voleva seguire le regole.
E sinceramente, fino adesso, lui l'ha sempre fatto, Ispettore.
Quindi lei non crede che Rea abbia potuto fare qualcosa di sbagliato?
In questa storia?
Ora, questo non lo so, Ispettore, però...
Sa, tutti sbagliano.
Ma secondo me, chi ha già sbagliato una volta, ha pagato tanto per questo.
Eh, ci pensa mille volte più di tutti gli altri a non rifarlo.
Grazie, Dottoressa.
Arrivederci, Ispettore.
Raffaella!
Ciao, mamma.
Amori.
Tutto bene?
Ti disturbo?
No, assolutamente.
Come stai?
Tutto bene?
Bene, bene.
Hai programmi per stasera?
No.
Che faccio?
Vengo a cena da te?
Ma è una bellissima idea.
Però, guarda, mi trovi a studio e si ordina qualcosa?
Prendo l'indiano.
Perfetto.
Allora ti mando una lista di quello che mi piace.
Grazie, mamma.
Te la mando subito.
Sì.
Manda la lista, vai.
A dopo.
Grazie.
A dopo, tesoro.
Ciao.
Ciao.
Chiama Raffaella.
Chiama Raffaella.
Chiamo Raffaella cellulare.
Ciao, Dodoro.
Che fai?
Sto andando a cena con qualcuno.
Allora, niente, come non detto.
Perché?
Hai detto qualcosa?
No, in effetti non ho detto niente.
No, è che ti volevo invitare a cena, però già sei impegnata.
Scemo.
Sto andando a mangiare con mia mamma.
Non la vedo da più settimane.
E poi mi è venuta in mente una cosa che vorrei verificare con lei sul tuo padre.
Cosa?
Mi sono ricordata che anni fa mia madre lavorava per delle
ditte per il controllo dei materiali usati nelle costruzioni.
E mi pare che tra quelle ditte ci fosse anche la Lago Negro.
Scusa, quindi tu pensi che mio padre e tua madre si siano incontrati sul lavoro?
Ancora non lo so.
Però se avessero avuto una qualche sorta di rapporto
potrebbe aiutarci a capire un po' di cose, no?
Ti hai parlato con Alessandro?
Ci ho provato, ma non ci sono riuscito.
Ci riproverò.
Anche se l'unica cosa che davvero vorrei fare è stare con te.
Ci si vede domani.
Raffa, Raffaella.
Sì?
Hai incriminato Rea?
Ancora no.
Non lo fare.
Aspetta di sentirmi.
Va bene.
Ciao.
Ciao.
Ciao.
Anche se l'unica cosa che vorrei fare è stare con te.
Ma come mi vengono certe cose.
Ti sono piaciute le lenticchie al Cairn?
Moltissimo.
Secondo me non ti sei autoinvitata soltanto per dividere questa cena indiana.
Era una componente fondamentale della questione.
No, senti.
Una ventina d'anni fa mi pare di ricordare che tu facessi un lavoro.
Mi sembra che facessi delle perizie per delle
ditte private, dell'edilizia soprattutto.
Sì, sì.
Ti è mai capitato di fare una perizia per la ditta di Lago Negro?
Perché me lo chiedi?
Il babbo di Domenico ha lavorato per Lago Negro.
Supervisionava le forniture e il controllo dei materiali edilizi.
Ho pensato magari sul lavoro.
Vi siete visti?
Ci siamo visti, sì.
Ma è stato dopo, quando non lavoravo più per Lago Negro.
Mimi, tesoro, io vorrei fare tutto.
Però purtroppo nelle mie condizioni ci sono dei limiti che io non posso superare.
Perché non vuoi?
No, perché non posso.
Ma se potesti, lo faresti?
Io per te farei qualsiasi cosa.
Adesso però è ora di andare a dormire.
Ma secondo te dorme?
No.
Buonanotte.
Buonanotte.
Mi sei piantato?
Ispettore, il caffè.
Ispettore!
Il caffè.
Grazie.
Sai che mi ha detto ieri la Paleari?
No, cosa?
Che Rea è uscito due anni prima della fine della pena.
Forse per buona condotta.
Forse.
O forse perché si è pentito.
Non ho capito.
Dobbiamo scavare più a fondo nei rapporti tra
Umberto Rea, Novello Ricci e Furino Villa.
Va bene.
Vado.
Bravo, Mariotti.
Grazie per il caffè.
Che fai?
Gli agguati?
No, che agguati?
Volevo parlarti e mi sono scocciato di farlo per telefono.
Però ora no, perché devo andare in carcere a fare un interrogatorio.
Dopo.
Ma farò presto.
Solo con tua madre com'è andata.
Bene.
Ho delle cose da dirti.
Però te le vorrei dire per bene.
A cena.
Il ristorante lo scelgo io.
Ti dirò indirizzo e orario.
L'ultimissima cosa.
Dopo che hai fatto l'interrogatorio, mi sarebbe utile sapere se Rea ha avuto
uno sconto di pena perché ha collaborato con la giustizia.
Va bene.
Buongiorno.
Avanti.
Ma che c'hai, Mariotti?
Guardi, adesso che me lo chiede...
Potrebbe andare anche meglio perché mi fa male i piedi.
Se mi mettevo delle scarpe più larghe forse le era meglio, stamani.
Però... Va bene.
Almeno qualche buona notizia?
Sì, sì.
Allora, Furino Villa era un tipo un pochino collerico.
Uno di quelli che prende fuoco nell'acqua.
Anche delle sciocchezze le prendeva come delle vere e proprie offese.
E a differenza di Umberto Rea, lui gli anni di carcere se li è fatti
tutti, rischiando anche di farne qualcuno in più.
Ma non è tutto.
La polizia postale mi ha fatto sapere che la mail anonima che
è arrivata è stata spedita da un internet point in via Roma.
E lo sa chi ci abita in via Roma?
Furino Villa?
Come fai a saperlo?
Te lo spiego un altro giorno, Mariotti.
Sherlock Holmes mi mancava, eh?
Hai visto?
E invece?
Grazie.
Credo che converbe baciarsi.
Baciami.
Sì.
Adesso possiamo parlare.
Credo di aver risolto il caso dell'azienda vinicola.
Sì, ma per essere sicuro devo aspettare fino a domani.
E poi ti volevo ringraziare per le informazioni
sulle pendenze giudiziarie di Rea e Villa.
Sono state preziosissime.
E sicché non hai più bisogno di me.
No.
No come PM, no.
Comunque si tratta di un classico incidente sul lavoro a catena.
E questa volta la colpa non è dell 'imprenditore.
E quindi Rea non c'entra a nulla?
Credo di no.
Avete scelto?
No, eh... scusi eh... No, però no se ci dà due minuti.
Grazie.
Grazie.
Mia madre ha conosciuto tuo padre, ma dopo che
aveva smesso di lavorare per il Lago Negro.
Davvero?
Sì.
Le disse che sospettava che mattoni e altri materiali
di vizi usati dal Lago Negro fossero tossici.
E lo erano?
Non le portò degli elementi sufficienti perché potesse valutare.
Però le promise che nei giorni successivi le avrebbe procurato dei materiali.
Solo che...
Solo che guarda caso mio padre qualche giorno dopo morì cadendo da un 'impalcatura.
Alla Lago Negro.
Hanno continuato a usare quei materiali.
Infatti molti di quelli che lavorano lì o sono morti o si sono ammalati di leucemia.
Compreso lo stesso Lago Negro.
Eh, ma questo non lo scacionerebbe, scusami.
Se avessi saputo che i materiali erano tossici
non si sarebbe messo in rischio anche lui, no?
Forse non sapevano che erano così tossici.
Sicuramente erano di qualità scadente e costavano meno degli altri.
Forse mio padre l'ha capito e l'hanno costretto a licenziarsi.
Altrimenti sai, il casino mi sarebbe scoppiato.
E poi fingendo di essere magnanimi l'hanno riassunto.
Raffaella, forse non è stato un incidente.
E che farai?
Non lo so.
Non ci sono le prove.
Qualcosa troverò.
Siamo pronti.
La mamma ancora non torna.
Sei preoccupata?
No, perché almeno so che non sta con la madre di Simonetti.
Mi gioca la benda che ha cena con Raffaella.
Guarda signorina che se anche vinci la benda
te la tieni per qualche altra settimana, ok?
Ma tu non avevi detto che faresti qualsiasi cosa per me?
Qualsiasi cosa?
Domani mattina hai da fare?
Beh... Perfetto, ho già parlato con papà, è d'accordo.
Viene anche la nonna.
Dov'è?
A Budrio.
Vedi di vestirti bene che dobbiamo fare bella figura.
Tesoro mio, io lo so quello che succede a Budrio.
So anche che fanno miracoli con le protesi e gli esoscheletri.
Però il mio miracolo io ce l'ho già avuto.
È bello grosso.
Mi sono salvato.
Pretenderne addirittura un altro... è un po' troppo.
Va a dormire, dai.
Secondo lei è una coincidenza che Furino Villa sia stato
arrestato poco prima che lei ottenesse un cospicuo sconto di pena?
Aspettore, le coincidenze le esistono.
Eh, però le coincidenze in questa storia cominciano ad essere un po' troppe.
Mi scusi, eh, però è strano che lei abbia assunto Furino Villa in cooperativa.
Una seconda possibilità.
Non se ne va nessuno, ha capito?
Sì, ma non è vero che Furino Villa sia stato arrestato a causa sua.
Io non so oggi voi di che state parlando.
Qualche giorno fa abbiamo saputo che un amico di Furino gli ha detto che è stato
lei a consegnarlo alla giustizia per avere appunto uno sconto di pena.
A uno di vero è uno fatto solo il suo nome.
Però è stato Furino Villa a mandarmi l 'email anonima
e a invitarmi a fare un 'ispezione alla vigna di Giuda.
Forse voleva vendicarsi di lei, signor Rea.
Questo è il vostro multigas.
Quando Furino ha aperto l'apparecchio non ha usato uno strumento adatto.
I produttori avevano messo delle viti speciali per evitare eventuali manomissioni.
Furino, invece, ha utilizzato un cacciavite comune.
Provocando, guardate qui, questi segni.
Vedi il nastro?
Furino ha coperto senza me.
Per questo il multigas non ha segnalato la pericolosità dell'aria.
Furino, l'altro ieri, è arrivato al lavoro molto presto.
Quando ancora non c'era nessuno, ha manomesso il multigas e tornato nella vigna.
E ha aspettato che arrivassi io allertato dall'email anonima.
Solo che non poteva sapere che Ricci aveva
deciso di iniziare prima la pulizia dei silos.
Novello ha preso il multigas, ma il sensore era coperto.
Quindi non ha segnalato la presenza di anidride carbonica.
Furino, una volta arrivato alla vigna, ha visto il mastello.
E ha capito.
Novello!
Novello, vieni via!
Per evitare che Ricci morisse per causa sua, Furino ha cercato di salvarlo.
Novello!
Ma è rimasto vittima del suo stesso piano di vendetta.
Ci posso credere che Furino gli arrivara tanto per vendicarsi di me.
Purtroppo l'ha fatto.
E sono morti tutti e due.
Mi dispiace, signor Leo.
Posso avere un attimo della tua attenzione?
Sì, certo, dimmi.
Devo dirti una cosa che non ti piacerà.
Così mi fai preoccupare, però che succede?
Sai che mi sto occupando delle infiltrazioni
dell'Andrangheta nelle imprese della Toscana?
Certo.
Ho la nuova modalità della mafia per fare affari.
Infiltrarsi nell'imprenditoria per riciclare denaro sporco.
E guadagnarne di più.
Certo.
Approfittano delle aziende in difficoltà, le
comprano per due spiccioli e poi fanno i loro comodi.
Esattamente.
Per fare questo, però, c'è bisogno di allearsi a forze apparentemente sane.
Banchieri notabili, amministratori locali, politici.
E ispettori del lavoro.
Pronto.
Gerardo, buongiorno.
Ti disturbo?
Mi devi dire qualche cosa, Memo.
Sì?
Volevo dirti che l'appartamento in via Galli
Tassi è libero, si può visitare quando vuoi.
Lo sapevo che potevo contare su di te.
Allora posso stare tranquillo.
Sta in una botte di ferro.
Io quell'appartamento lo conosco bene.
Non ci darà nessun problema.
È l'indirizzo della procura.
E il sottotesto di questa telefonata sembrerebbe che
Dodaro può arrivare a qualcuno in procura senza difficoltà.
Siete sicuri che non sia un falso?
Raffaella, siamo certi che sia lui.
E comunque questa è soltanto la prima, ce ne sono altre.
Se le vuoi sentire.
No.
Dodaro non fa mai il tuo nome.
Ma è chiaro che si riferisce a te quando fa capire
che ha qualcuno in procura che può controllare.
Domenico non lo farebbe mai, non si alleerebbe mai con le mafie.
Le ha combattute in Calabria.
E non sarebbe né il primo né l'ultimo difensore dello Stato che a un certo punto
decide di passare dall'altra parte della barricata.
Raffaella, stiamo valutando anche altre situazioni oltre a queste telefonate.
E se il quadro indiziario dovesse farsi stringente?
Voglio farlo io.
Ciao.
Vieni, entra.
Ragazzi, vi devo dire una cosa.
Purtroppo siamo costrutti a rinunciare al campionato.
E allora?
Che sono queste facce?
Ci mettiamo su due file e facciamo passare?
E poi facciamo i dettagli di prima.
E ricordatevi che vi faccio rimpiangere la Carlucci.
Dai, forza.
Secondo te è vero?
Bravo Andrea, brava.
Vai.
Vai, precisi.
Mi raccomando, Mimì.
Dai, brava.
Non ha nessuna prova per le tue accuse.
Ti sfido a dire che i materiali che stiamo usando
adesso siano scadenti o, peggio, ancora tossici.
Ma non sto parlando di adesso, sto parlando di vent'anni fa.
Sì, ma vent'anni fa eravamo dei ragazzi!
E ora non lo siamo più.
Di quello che pensi, Domenico, senza girarci intorno?
Di cosa stai accusando la Lago Negro?
Ragioniamo per assurdo.
E se avessero assunto mio padre da Lady Garfa per poterlo eliminare, fingendo poi
un incidente sul lavoro, per farlo stare zitto?
Ti rendi conto di quello che sta dicendo?
Ma magari non è stato direttamente tuo padre.
Magari è stato un dirigente che aveva paura di uno scandalo.
Ti devi solo vergognare per quello che pensi e che dici.
Stai attento, perché se fai delle affermazioni come questa senza uno
straccio di prova, io ti denuncio per diffamazione.
Esci da casa mia, non farti vedere mai più.
Io andrò fino in fondo, Eleonora.
Anch'io.
Vincenzina!
Questo è il faldone sul caso di mio padre.
Se per favore lo può digitalizzare, perché qua tra un po' si scatenerà l
'inferno e sarebbe meglio avere tutto facilmente raggiungibile.
Certo, Ispettore, mi ci metto subito.
Ma non c'è fretta, anche domani.
Ma è rimandare a domani quello che potresti fare oggi.
Grazie.
Ispettore!
Aspetti!
Vincenzina!
Scusi, Ispettore.
Guardi, non so come dirglielo, ma è sicuro che mi ha riportato tutto.
Perché?
Cosa manca?
Beh, io me l'ho fatta una lista del contenuto della cartellina.
E manca un foglio ripertato con un numero.
Insomma, sono andata a vedere nello schedario e quel foglio, quel numero,
corrisponde a un contratto di assunzione a nome di Pietro Dodaro.
Nella cartellina quel contratto non c'è mai stato.
Non è possibile.
Se è nella lista, gliel'ho dato.
Non si scappa.
Si vede che, non lo so, magari l'ha lasciata a casa.
Bravo, eh!
Appena arrivato, hai già risolto un caso.
Bisogna fare le domande giuste.
E la domanda giusta è... Chi ha sottratto il contratto d'Alfaldone?
Domenico!
Ho fatto prima che potevo.
Che è successo?
Dillo davanti a lui.
Dillo.
Che quando mio padre è caduto era in cantiere
a fare un'ispezione per conto di Lago Negro.
È quello che mi disse lui.
Smettila.
Da quando sono tornato non hai fatto altro che dirmi cazzate.
Ti sei messo con mia madre per controllarla.
Ma come ti permetti?
Io e la Carla ci vogliamo bene.
Sì, è vero.
Pietro quella notte lavorava per l'Edil Garfa, non per Lago Negro.
Lago Negro l'aveva già licenziato.
Eravamo tutti e due sull'impalcatura, tranquilli.
A un certo momento Pietro ha perso l 'equilibrio
e ho cercato di prenderlo, di tenerlo.
E siamo andati giù, tutti e due.
Questo è quello che è successo.
Poi mi ricordo solo tanto voi.
Perché hai nascosto il contratto di mio padre?
Perché se te l'avessi visto ci avresti messo mezzo
secondo a capire che era falso, che era farlocco.
Da quando Pietro aveva perso il lavoro i tuoi
non avevano neanche gli occhi per piangere.
E Pietro di prestiti non ne voleva.
Ma io tanto ho insistito che lui alla fine accettò.
Accettò di lavorare in nero per l'Edil Garfa, una cosa che lui non avrebbe mai fatto.
Ma era disperato.
E questa è una cosa che io non mi perdono.
Quindi avete fatto un contratto dopo che è morto?
Per avere il risarcimento da Edil Garfa?
Sì, sì.
Perché sennò da Lina non avreste avuto...
niente o pochissimo?
Ma si può sapere perché è così difficile scoprire la verità sul mio padre?
Perché?
Non è stato un incidente.
Ispettore Dosaro.
Deve venire con noi.
Raffaella che succede?
Lei è accusato di corruzione aggravata nelle vesti di ispettore del lavoro.
Il concorso esterno in associazione di tipo mafioso.
Io non ho mai detto queste cose.
E neanche il nostro ispettore ha mai detto
quello che stanno ascoltando i carabinieri.
Solo che i carabinieri non lo sanno.
Quanto tempo ci metteranno a scoprire che è un falso?
Eh, non molto.
Però è il tempo necessario per scaricare a Dossa D'Otaro un bel fiume di fango per
sporcargli un po' il vestitino bianco della comunione.
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