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Serena, vai via.
Vado a dormire.
Così dormi un po' anche tu.
Torno presto.
Promesso.
Promesso.
Aspetta.
Per te.
Giacomino.
Ma Giacomino sta sempre con te.
Ma tu però stai da sola nel viaggio.
Quindi lui ti fa la compagnia.
Grazie.
Però dormi.
Dormi.
Ma...
Ma ancora qua stai te?
C'è cosimo che ho avuto una brutta notte.
Però sto meglio.
Corri a casa, vai.
Che hai l'aria distrutta.
Ma grazie.
Grazie, veramente.
Te lo affido.
Mi raccomando.
Tranquilla.
Ciao.
Ciao!
E' successo questa mattina all'alba.
Dalle prime ricostruzioni sembra che la macchina abbia
sbandato, poi ha sbattuto e si è ribaltata violentemente.
Era un'infermiera e sembra che stesse tornando dalla clinica pediatrica qui vicino.
Non ci sono segni di pneumatici sull 'asfalto.
Come non ci sono segni?
Non ha frenato?
Non ha frenato.
Avevo bisogno di parlarti.
Quando ho scoperto di te e di Alessandro, mi sono comportato come un bambino.
Ti volevo chiedere scusa.
L'importante è che tu sappia che sono felice.
E vorrei che lo fossi anche tu.
Mamma, ma non è così semplice.
Poi questa vostra relazione ha un po' complicato tutto.
Anche se non è così semplice, non è così semplice.
Ma in che senso ha complicato?
Questo è anche un altro motivo per cui ti volevo vedere.
Tu lo sai chi ha pagato il risarcimento per la morte di papà al posto dell'Inail.
Se io riuscissi a sapere da che conto è partito il
bonifico, riuscirei a capire anche chi l'ha emesso.
Io non me lo ricordo.
E poi hai visto Alessandro che butta via tutte le ricevute.
È tutto il contrario di me.
Il contrario di te.
Totalmente.
Ispettore, buongiorno.
Dottoressa Valeari, buongiorno.
Io mi sa che le devo tirare un po' le orecchie, eh?
Dottoressa, l'avevo promesso di richiamarla, ma da
quando sono arrivato qui non mi sono fermato un attimo.
Meno male che un tale brigadiere mi ha detto che a Lucca non succedeva mai niente.
Non succede mai nulla quando noi imprenditori
siamo in regola con i protocolli di sicurezza.
E per fortuna di imprenditori attenti e corretti ce ne sono sempre di più.
Poi, purtroppo, lei lo sa.
Gli incidenti a volte accadono.
Anzi, scusatemi perché mi sa che ho interrotto una conversazione.
No, dottoressa, abbiamo finito.
Lei lo sa, vero, che io non saprei come fa senza la Carla.
No.
Ma non da adesso, eh.
Da vent'anni.
Dalla prima volta che l'ho vista.
Infatti l'ho assunta subito.
Troppo buona.
Io da quando sono nato.
Ma dove vai?
Vale, tranquilla, ci penso io.
Ma dove va?
Eh... Ma... Ma perché piangi?
Nulla.
È che sono un po' triste.
Perché una mia collega ha avuto un incidente.
Ma è morta?
Si chiamava Serena.
Mimi.
Ci scusi, eh.
Scusi.
Ciao.
Buongiorno.
Sono il babbo di Serena Rivan.
Dovrei ritirare gli effetti personali.
Prego, firmi qui.
Permette?
Lei è il signor Rivan, il babbo di Serena.
Sono Ruotolo, il direttore.
Condolianze.
Non so come spiegarle quanto volevamo bene tutti quanti.
A Serena lei era veramente una delle migliori qui dentro.
Mimi soffre di un disturbo molto comune, anche se di
solito si presenta quando il bambino è più piccolo.
Ha l'occhio pigro.
Pigro?
Sì, tesoro.
Significa che il tuo occhio sinistro ci vede meno bene di quello destro.
E quello destro fa il lavoro anche dell 'altro, ma così si stanca più del normale.
Nulla di grave o irreparabile.
Basta portare per un po' un paio d 'occhiali e una benda sull'occhio sano in
modo da costringere quello pigro a lavorare.
Io non porto nessuna benda.
Ma questo non è niente per una piratezza coraggiosa come te.
Poi sarà solo per poco tempo.
Per quante settimane?
Un mesetto.
Poi facciamo un controllo e...
Ma io non posso arrivare all'ultima partita del
giorno ed è andata con questa cosa sull'occhio.
Come si fa a controllare un centrocampo con un occhio solo?
Eh?
Non si può!
Sì.
Dottoressa, grazie.
Ce la faremo.
Sì, sì.
Andiamo, Mimi?
Se riuscissimo a capire chi ha pagato il risarcimento per l'incidente di mio padre,
potremmo risalire alla ditta per cui lavorava.
E la domanda di tutte le domande è...
Che ci faceva mio padre quel giorno in quel cantiere?
E l'unico che può sapere la risposta è Alessandro.
Come va con lui?
Sai come sono fatto?
Male sei fatto.
Lo so.
Ci metto un po' di tempo ad abituarmi alle cose.
Soprattutto, scusa, è quando scopro che mio padre mentiva a mia madre.
E mia madre stava col miglior amico di mio padre.
Abbiate pietà di me.
Però, se parli con Alessandro, magari potrebbe anche dirti qualcosa su
che cosa pensava tuo padre circa i materiali usati nei cantieri del Lago Negro.
Dice che non ne sapeva nulla.
Guarda, io ho avuto anche la sensazione che non ne volesse parlare.
Comunque, io ho un collega che lavora sui reati finanziari.
Un collega?
Cretino.
Gli potrei chiedere se magari può fare una ricerchina
informale nell'archivio delle banche di Lucca?
Raffa... Non è la prima cosa che faccio un po' fuori dalle regole.
Per te, io ho la sensazione che non sarà l 'ultimo.
Io ti giuro che...
Ho fatto qualcosa.
È una cosa di lavoro.
Dimmi.
Stamattina c'è stato un incidente brutto.
È morta una ragazza di 27 anni.
Com'è successo?
Per ora si sa solo che era un'infermiera e che stava rientrando
da un turno di notte nella clinica privata dove lavorava.
E c'è qualcosa che non ti quadra?
Neanche una frenata, niente.
Dritta dentro una curva.
Io... non so.
Hai richiesto l'autopsia?
Sì.
Voglio sapere se aveva alcol o stupefacenti in corpo, però non mi sembra il tipo.
Mi sembra una ragazza così pulita.
O forse non vuoi accettare la morte di una ragazza così giovane.
Non lo so cosa voglio.
E' proprio psicanalista.
Pensa alla roba sua.
Avanti.
Ispettore, c'ho una visita.
Posso far entrare?
Certo.
Ah, le ho appena inviato per mail alcune informazioni sulla ragazza dell'incidente.
Grazie, Mariotti.
Buongiorno, Ispettore.
Ah, buongiorno.
Prego.
Tanto grazie per essere passata.
Si figuri.
Volevo chiederle un favore.
Mio padre lavorava come direttore tecnico per alcuni cantieri della Lago Negro.
E' passato un po' di tempo.
E' morto nel 2002.
Hai il modo di sapere se qualche operaio che lavorava in quei cantieri ha esposto
istanze per malattie causate da materiali tossici?
Per fare questa ricerca, dovrò andare indietro di più di vent'anni, Ispettore.
Però farò quello che posso.
Grazie.
Mi raccomando, questo rimane tutto così in via confidenziale.
Per questo le volevo parlare a voce.
Rimarrà una cosa tra di noi.
Grazie.
Arrivederci.
Allora, Riva Serena, 27 anni, laureata in infermieristica.
Lavorava alla clinica pediatrica dal 2018.
Appassionata di macchine.
Da ragazza faceva anche delle gare di corsa.
Le piaceva la velocità, insomma.
La aggiorno appena raccolgo altre informazioni.
Buongiorno.
Sono il padre di Missa Reneriva.
Buongiorno, signor Riva.
Condoglianze.
Grazie.
Perché non posso fare il funerale a Serena.
È morta in un incidente stradale.
A cosa c'entra l'autopsia?
Prego, si accomodi.
Purtroppo serve.
Perché è la dinamica di quello che è successo che è strana.
Serena praticamente non ha frenato.
È andata dritta dentro il guardrail.
E sulla strada non c'erano tracce né di ostacoli né di altri veicoli.
Che lei sappia...
stava bene di salute?
Che io sappia... era sana come un pesce.
Quindi purtroppo l'autopsia mi serve anche per escludere
che avesse preso delle sostanze prima di mettersi in auto.
Mia figlia non era una drogata.
Non mi frai intenda.
Ci sono anche sostanze legali che si prendono per rimanere svegli.
Sua figlia faceva spesso il turno di notte?
Sì.
Faceva volentieri il turno di notte.
Perché diceva che di notte i bambini hanno paura.
E...
e se hanno qualcuno vicino si spaventano meno.
Serena amava molto il suo lavoro.
Non si era mai lamentata di niente.
Anzi aveva fatto molti sacrifici per essere assunta in quella clinica.
Il mio modo di stare al mondo... diceva sempre.
L'aveva sentita di recente?
Come... come le era sembrata?
Stava bene?
Ieri mattina.
Le aveva solo detto che aveva avuto...
un piccolo screzzo col fidanzato ma... cose normali in una relazione.
Erano una bellissima coppia.
Senta.
Ti prometto che faccio il possibile per accelerare la procedura, va bene?
Grazie.
Vieni, accompagni.
Io non entro.
Mimi, avanti.
Te l'ho detta, era inutile portarmi qui.
Io non entro.
Mimi, non puoi saltare l'allenamento.
Invece sì.
Non mi interessa più niente.
Amore mio, ma scusa, ma...
con tutta la fatica che hai fatto, l'impegno che ci hai messo...
Preferisco finirla qui invece che essere presa in giro per sempre.
Già me la sento se un'etica mi dice a quanto te lo sei venduto quell'occhio.
Ma ci tenevi così tanto, Mimi?
Tanto si sono rotti i biscattini.
Ma schiena.
Andiamo a casa.
Che succede?
Sono venuta di corsa perché mi hanno detto che c'era una bimba bravissima che giocava.
Ma che c'è?
Io non ce la faccio farlo, no.
Cara Mimi, per l'autorità conferitami dal fatto di essere un magistrato,
decreto che per il tempo dell'allenamento la benda possa essere rimossa.
Ma come?
Eh, Dodaro, il PM è superiore all 'Ispettore del
Lavoro nella cerchia istituzionale, quindi silenzio.
Eh, infatti.
Tieni.
La borsa.
Amore...
Comunque, non te lo volevo dire.
Sono arrivata e un minuto ha già risolto la
situazione, quindi io due domande me le farei.
Ma facevi a sapere che ero qui?
Ah, sono mamma.
Mia madre.
Non rispondevi al telefono.
Senti, eh...
il padre di Serena Riva è venuto in procura.
Voleva sapere perché ho fatto fare l 'autopsia.
Si dovrebbe indagare ancora, ma...
se lo faccio io, peso ancora di più su un uomo già abbastanza distrutto.
Ho visto che ci tenevi.
Ho detto a Mariotti di approfondire con discrezione.
Se vuoi continuo.
Grazie.
Comunque...
ho chiesto a quel mio amico finanziere di dare
un'occhiata agli estremi del bonifico fatto a tua mamma.
Grazie.
Dice che non è sicuro di quanto ci vorrà e di trovare qualcosa, però...
ci sta dando una mano in questa ricerca.
Non ufficiale.
Vabbè.
Se per caso, per via di questa ricerca dovessi
finire in galera, io ti porto le arance.
No, Bellino, non hai capito.
Se vado in galera ci viene anche te.
Sì, in effetti non ci avevo pensato.
Salve.
Domenico Dodaro, ispettore del lavoro.
Prego a dire Mariotti.
Maria Rosa Cecchini, perito giudiziario.
Prego, venite con me.
Ma il modello dell'automobile è abbastanza recente, no?
Sì.
Se non sbaglio, ci dovrebbe essere un dispositivo che rimette in carreggiata il
veicolo se dovesse sbandare, vuoi per un colpo di
sonno o per la distrazione da parte del conducente.
Sì, esatto.
Dovrebbe averlo anche lei sulla sua auto.
Per essere sincero, io la macchina non l 'ho mai avuta.
Come?
Non guido.
Ah, comunque dall'analisi dell'incidente sembrerebbe che il
dispositivo non sia stato inserito o sia stato disattivato.
Perché la vittima avrebbe dovuto disattivarlo?
Non lo so.
Solitamente viene disattivato quando il guidatore non vuole limitazioni.
Per esempio, a volte chi è abituato a guidare veloce lo disattiva.
Poi non so, forse era in ritardo.
O se stava formando a casa dalla gomma.
Prego, da questa parte.
Lei potrebbe verificare se qualche altro dispositivo
elettronico era stato disattivato da Serena o da qualcun altro?
Guardi, ho già controllato.
La guidatrice aveva disattivato tutto il pacchetto di guida assistita.
Se avete bisogno d'altro, sapete dove trovarmi.
Grazie.
Mariotti, mi devi fare una cortesia.
Mi devi fare una ricerca per capire se nella clinica pediatrica dove lavorava
Serena Riva ci sono mai stati dei problemi.
Certamente, ispettore.
Andiamo.
Ho avviso la dottoressa Pacini.
Ah, e poi dovremmo andare a trovare il direttore sanitario.
Dottoressa Masetti, buongiorno.
Buongiorno a lei.
La disturbo?
No, assolutamente no.
Mi dia solo un attimo.
Ti raggiungo in macchina.
Eccomi.
Per quanto riguarda la sua richiesta, quella sulle malattie da lavoro nel
cantiere in cui è morto suo padre, sindacalmente non c'è nulla.
Ma ho una lista di persone che lavoravano in quel cantiere,
che si sono ammalate e sono morte tutte di una stessa malattia.
La leucemia.
E nessuno si è mai accorto di questa coincidenza?
Prima di lei, no.
Se le dico a Dilgarfa, lei cosa mi risponde?
Che è la prima volta che la sento nominare.
Grazie.
Ho aperto gli occhiali.
Ha aperto gli occhiali?
Qualcuno oggi non mi ha detto che è il carnevale o la festa dei pagliacci.
No, no, no.
No.
Allora del pirata.
Tu non potrai mai essere un pirata.
Ma lo sai perché?
Perché essere un pirata non è cosa da vigliacchi.
Andiamo.
Quindi lei mi sta dicendo che in questa clinica non si fanno doppi o trebbiturni.
No.
No.
Glielo assicuro, Ispettore.
E sa perché?
Perché questa è una clinica pediatrica.
Un personale sanitario stanco non è adatto per creare
un ambiente confortevole per i nostri piccoli pazienti.
Quando è proprio necessario facciamo ricorsi esterni.
Se desidera conferma degli altri colleghi siamo tutti a disposizione.
Io la ringrazio.
Ma preferirei consultare l'agenda dei turni.
Soprattutto quella di Serena Riva.
Certamente.
Ehi, mi ha chiamato Gabriele Pagliuca, il ragazzo di Serena.
Mi vuole parlare.
È qui fra dieci minuti.
Se ci vuoi essere anche te, spicciati.
Ti aspetto.
Scusi, grazie.
Mariotti, andiamo.
Arrivederci.
Io Serena l'amavo e me l'hanno uccisa.
Serena ha avuto un incidente stradale?
Un incidente?
L'avrei avuto anch'io se avessi lavorato per venti ore consecutive.
Che vuol dire?
Serena lavorava tanto.
E la sua era una passione.
E a me lei piaceva per questo perché quando ami quello che fai, hai una luce diversa.
Poi però col tempo la clinica l'ha risucchiata sempre di più.
E faceva dei turni folli, estenuanti.
Su questo abbiamo avuto molte discussioni, tipo l'ultimo.
Io semplicemente temevo che ci avrebbe rimesso e
che il suo fisico avrebbe ceduto a un certo punto.
Lei non diceva niente ai suoi genitori perché...
Non li voleva preoccupare ma delle volte mi inviava la foto della tabella dei turni
che faceva e vedevo che anche quelli degli altri erano dei turni disumani.
Ma il direttore sanitario mi ha fatto vedere i tabulati e non c'erano turni strani.
Se fare venti ore consecutive le pare un turno normale.
Queste foto che ti inviava potresti mostrarcele?
No, le ho eliminate tempo fa.
Scusi, che lei sappia, Serena disattivava la guida assistita della macchina.
Sì, sì, ogni tanto lo faceva.
Diceva che le dava fastidio il fatto di essere
rimessa sulla carreggiata, che si sentiva poco libera.
Però lei guidava benissimo.
Prima di iniziare a lavorare faceva anche le gare d'auto.
Buongiorno Ispettore, ecco il caffè.
Allora Ispettore, in via del tutto confidenziale ho saputo da voci di corridoio.
..
Mariotti, andiamo al dunque.
Sì, però ci tenevo a precisare il lavoro di moral suasion che ho dovuto fare.
Beh, moral suasion... che ha portato a?
Allora, praticamente sembra che nella clinica dove lavorava la povera Serena i
turni siano massacranti e che spesso i medici e gli infermieri che lavorano lì
dentro debbano fare un mare di ore di straordinario
pagate e non quanto dovrebbero essere pagate.
Beh, a questo punto il ragazzo di Serena diceva la verità.
Eh sì.
Vado a prendere la macchina.
Bravo.
Moral suasion.
Che c'è?
Anche tu hai l'occhio piccolo?
No.
Voglio solo che tu sappia che...
mi sono pentito di non essere stata della tua parte.
E sai cosa c'è di nuovo?
Che i due pirati fanno una banda.
Sì, certo, la banda della benda.
Sentiremo di questa cosa e dimenticati di quell'incidente.
È meglio se restiamo nemici.
Ma perché?
Vieni, ami.
In sostanza si tratta della mia parola contro quella di un ragazzo.
Non di un ragazzo.
Ma il ragazzo di Serena Riva.
Uno dei ragazzi di Serena Riva.
Prego.
Scusi, lei come fa a saperlo?
Diletta, ti dispiace raggiungermi nel mio ufficio?
Grazie.
Vieni pure.
Diletta, il nostro ispettore vuole sapere se Serena fosse monogama.
Diciamo così.
Un giorno mi aveva confessato che stava vedendo un'altra persona e...
si scrivevano su quell'applicazione in cui i messaggi si
autodistruggono perché lui non voleva essere scoperto.
Ispettore, noi siamo come una grande famiglia.
I panni sporchi ce li leviamo in casa.
Certo, non immaginavamo di doverli rivelare a estranei.
Ad ogni modo, se stava cercando di capire perché quel ragazzo parla di doppi e
tripli turni che non risultano dei fascicoli che vi ho mostrato la scorsa volta.
..
adesso se l'ha risposta.
Non è vero, Diletta?
Si vedevano spesso di notte.
E lei diceva al fidanzato che andava al lavoro.
Oh, non sto giudicando la ragazza, eh.
Però sto difendendo il mio lavoro e la credibilità di questa
clinica che è sempre stata così attenta ai suoi dipendenti.
Dodaro.
Altro?
Grazie.
Che ne pensi?
Non ho creduto a una singola parola.
Nel frattempo mi è arrivato... Grazie.
Nel frattempo mi è arrivato anche il referto dell'autopsia di Serena Riva.
Niente alcol o stupefacenti, solo caffè.
Caffè?
Sì.
Il medico legale dice che ha trovato l 'equivalente di tre espressi bevuti,
a quanto pare, poco prima di uscire dalla clinica.
Quando sei troppo stanco...
neanche i caffè ti tengono sveglio.
Eccoli.
Amore.
Un bacio, un bacio papà.
Papà.
Ciao.
Ciao.
Come stai?
Dammi lo zaino, vai.
Buongiorno.
Buongiorno.
Ciao.
C'avevo scritto a Mimmo che potevate ordinare.
Quando l'hai scritto?
Prima.
Aspetta perché voglio...
Mi hai scritto.
Eh, sì.
Grazie.
Siete pronti per ordinare?
Sì.
Sì, io prendo i matuffini.
Purtroppo a pranzo non li prepariamo quelli.
E allora prendi i torbelli.
Mi dispiace, vi hanno portato il menù della cena.
Io porto subito quello del pranzo.
Fa niente, grazie.
A voi.
Grazie.
Vabbè, pane.
Direttore ha due menù.
Che un po' ti capi da prano gli allenamenti.
Bene.
Ancora due fascicoli.
Scusatemi.
Ci sono due fascicoli dei turni.
Ruotolo ci ha mostrato quello ufficiale e non
quello in cui sono segnati i turni effettivi.
Che poi è lo stesso che Serena ha fotografato e mandato a Gabriele Pagliuca.
Se fosse così avremmo le prove del super lavoro e potremmo incriminare Ruotolo.
E come facciamo a procurarci questo ipotetico fascicolo non ufficiale?
E come facciamo?
Amore, che prendi?
Cuccia di buono, quindi.
Mangiamo.
Mi raccomando, Raffaella non deve sapere niente.
E se troviamo qualcosa?
Poi ci si pensa.
Grazie, amore.
Ma sei sicura?
Non c'è il rischio che scoprano che siete entrati nel loro network privato?
Ma chi è l'esperto di cybersicurezza qui?
Vabbè.
Ci siamo quasi.
Trovaso.
Il documento con i turni.
Bravo.
Non è quello che ci ha mostrato Ruotolo.
In effetti sembra che la povera Serena Riva, nella settimana
in cui è deceduta, abbia fatto diversi doppi turni.
Quindi abbiamo una prova, Ispettore.
Sì, Mariotti.
Purtroppo, però, è una prova che, per quanto
inchioderebbe Ruotolo, non possiamo utilizzare.
E ci dobbiamo inventare qualcos'altro.
Andiamo via.
Diletta.
Ispettore.
Posso rubarle un momento?
Certo.
Ecco.
Volevo dirle che noi sappiamo per certo, anche se non possiamo provarlo,
che Serena, così come tutte le infermiere, e forse anche qualche medico, e forse
persino anche lei, siete obbligati a fare turni estenuanti.
Magari anche sottopagati.
E questo mi fa pensare che tutta la storia dell'amante di Serena
sia stata inventata di sana pianta per salvare la clinica.
E screditare una povera ragazza morta per lavoro.
Io lo so che a volte si è costretti a mentire.
Per paura o perché magari in quel momento
si pensa che sia la cosa più giusta da fare.
Ed è successo anche a lei.
Però le alternative ci sono sempre.
Alle bugie dette per necessità si può rimediare.
Dica tutto quello che sa l'A.P.M.
Così potremmo incastrare Ruotolo e tutti quelli che
speculano sul lavoro delle persone perbene come lei e Serena.
Io...
Io non posso.
Se dicessi la verità perderei il posto.
Mi capisci?
E chi lo assumerebbe una cinquantenne?
Oltretutto sapendo che non state nella bocca chiusa.
Quindi a lei sta bene così?
No.
Voglio un'alternativa.
Io la capisco.
Ma se non riusciamo a sfondare questo muro d'omertà...
Come facciamo a rendere il mondo del lavoro più sicuro?
Dai, dai, cominciate che si fredda.
Ale, ma lo sai che la Gina ha ritrovato il cane?
Era disperata la Gina.
Non lo ricordi?
No.
Sto contento perché poverina aveva messo un milione di volantini in giro per Luca.
Si vede che hanno riconosciuto quella povera bestiolina.
No, no.
È la figlia che aveva messo un GPS nel collare del cane.
GPS?
Sì, l'hanno ritrovato così.
Cioè, la tecnologia fa delle cose incredibili.
Incredibile.
Mi fa anche un po' paura, devo dire la verità.
Il GPS.
Mamma, sei un genio.
Se l'auto di Serena avesse il GPS, si potrebbe dimostrare che era nel
parcheggio della clinica i giorni dei doppi e tripli turni.
Questa è una prova che incastrerebbe il ruotolo, altro che l'amante.
Scusate, io devo fare un salto da Raffaella.
Bacio.
Perdonatemi.
Come lo finisci un piatto?
Grazie Ale, era tutto buonissimo e scusate ancora... Ciao, eh.
Ciao.
Ciao, ciao, ciao.
Raffa, vediamoci.
Mangiate, dai.
Ve lo vendo.
Nella vostra parte da 10 euro.
Che offri di più?
Dai.
15.
Allora, Raffa, ti cercavo... Aspetta, aspetta, aspetta.
Ti devo dire una cosa importante.
Ha chiamato il collega.
Il bonifico a Carla dopo la morte del tuo babbo è stato fatto da fingalfa.
Una finanziaria collegata alla società di costruzione per cui lavorava Alessandro,
la Edil Garfa.
È strano.
Ma sai perché è strano?
Alessandro, quando gliel'ho chiesto, mi ha
detto che il risarcimento ce l'ha dato l'Inail.
Forse si è sbagliato, ma comunque dovrebbe
esserci un contratto di assunzione che non c 'è.
Sono d'accordo con te, è strano.
Cercherò di capirci qualcosa.
A te che mi volevi dire invece?
Ecco, ti cercavo per questo.
La macchina di Serena.
Eh.
Se avesse il GPS, potremmo risalire a dovere quando.
Saranno gli spostamenti di Serena a raccontarci cosa faceva veramente di notte.
Birbona, ce ne siamo accorti che non dormi.
Ma vuoi una tisanina?
Una camomilla, ci facciamo.
Me ne servirebbe una bottiglia di camomilla.
Se domani vinciamo la partita, saremo al primo posto del gironi d'andata.
Oddio.
E il cuore mi batte a mille.
Prima di una partita importante, si deve dormire.
È indispensabile, lo sai.
È impossibile.
Con la benda vedo tutto storto.
Tutto a metà.
E tu pensa al giorno che la togli, no?
Il mondo.
Eh sì.
Quanto è più bello.
Dai, mettiti giù a dormire, vai.
Buonanotte.
Buonanotte.
In bocca a Luca, figlio del corsaro nero.
Che poi sarai io, papà.
Siamo stati proprio fortunati che Serena, per risparmiare sull'assicurazione,
abbia fatto mettere la scatola nera sull 'auto.
Il GPS ha tracciato tutti gli spostamenti.
Durante l'ultima settimana, Serena ha parcheggiato
la macchina tutte le sere davanti alla clinica.
Eh, altro che amante.
Fermo, fermo.
Eh, guarda.
La notte che è morta ha fatto il doppio turno.
Davanti a questa prova, Ruoto lo dovrà confessare.
E se ancora non parla, forse ho una soluzione.
Doppi e tripli turni.
Non ne sapevo niente.
Ispettore, non potrò mai ringraziarlo abbastanza per
tutto quello che ha fatto e sta facendo per mia figlia.
Ma adesso sono io che devo fare qualcosa per Serena.
Però mi raccomando, non si metta nei vuoi.
Promesso.
Promesso.
Passaggio.
Dai, forza.
Non fa niente, vai.
Passaggio.
Il
fatto che Serena sia venuta tutte le sere in clinica,
Non significa che ci abbia lavorato, ma non l'ho capito.
Era tutta una messa in scena.
Si dava appuntamento a Quico e al suo amante.
L'ho vista io, coi miei occhi.
L'ho vista lei personalmente?
Certo.
Solo che non ho detto nulla per rispetto della ragazza.
Povera Serena, adesso è morta e si è portata dietro il suo segreto.
Non c'è nessun segreto.
Diletto.
Fai quello che devi fare.
Per Serena.
Ti voleva bene.
Ho mentito.
Il direttore mi ha ricattato e io non ho potuto evitarlo.
Sono separata, ho tre figlie e il mio marito non mi dà nulla.
Avevo paura di perdere questo lavoro.
Ma è giusto così.
Troverò un altro modo per sopravvivere.
Non ci sarà bisogno.
Faremo in modo che lei non perda questo di lavoro.
Grazie, signora Manetti.
Per la sua coraggiosa dichiarazione.
E adesso, signor Ruotolo, se vuole seguirmi.
Direttore.
Fino a prova contraria sono ancora il direttore qui dentro.
E sono innocente.
Articolo 481 del codice penale.
Falso ideologico.
E... se il signor Riva lo desidera possiamo aggiungere anche
una bella querela per diffamazione della memoria di Serena.
DIFAMMAZIONE DELLA MEMORIA DI SERENA Adesso che è chiaro che la morte di Serena
è a tutti gli effetti un incidente sul lavoro, potrò avere un risarcimento.
Mi piacerebbe istituire una borsa di studio per formare infermieri
specializzati in pediatria, così che possano
portare avanti la passione della mia amata Serena.
Mi sembra una cosa molto bella, signor Riva.
E durante il processo a Ruotolo, a norma di legge, possiamo chiedere un risarcimento?
Magari questi soldi potrebbero essere la base per la borsa di studio.
Grazie.
Vieni avanti!
Forza!
Quanto stanno?
Uno a uno.
Manca un minuto alla fine.
Vai, vai, vai, vai avanti!
No!
Arbitri!
Mimì!
Amore, come stai?
Tutto bene?
È il rigore.
È a posto?
È il rigore, sì.
Non è il rigore.
No, no, no, tocca alla porca miseria!
È il rigore.
È il rigore.
Ah, è il rigore, vai.
Dai, Mimì!
Mimì, con questo gol.
Bravissima, Aristota!
Bravissima!
Bravi!
Fa' un THE VAN.
Fai male con le case che sono da bon diffusare.
Ma pagh 저기!
A il cappello, Andrea!
Ha ganito il ragazzo, pesca il sacco...
Tu pensi proprio che tu possa fare bassi soldi...?
Come ни con te la puoi fare?
C 'è un problema.
Èламente... Barnetto tradizionale.
La società se stai traju practicing ti� WWE.
Dai qua!
A nome di un certo Benedetto Neri.
Pronto?
Ispettore, ha un minuto?
Dica Masetti.
Sono riuscita a mettere le mani su un dossier del sindacato
che segnalava le ditte in odore di criminalità organizzata.
E pensi un po'?
Ci sono anche la Fingarfa e l'Edergarfa.
E il nome di un certo Benedetto Neri salta fuori?
Come no?
Direi ovunque.
È considerato una persona poco raccomandabile, sotto processo per vari
reati e, nonostante ciò, risulta ancora titolare di alcune società.
Nel dossier che ho qui c'è anche un elenco di
possibili lavoratori irregolari nelle società di Neri.
È seduto?
Dica.
Uno di questi è suo padre.
Alessandro.
Mi devi dire qualcosa?
No, dimmela, ma io continuo a girare se non mi fa grumi.
Tu mi hai parlato di Benedetto Neri.
Era un socio occulto della BN67.
Neri inoltre era il titolare dell 'Edergarfa, la ditta dove hai lavorato tu.
Esatto.
E dove lavorava anche papà.
Che l'avevano assunto in nero.
Non è possibile.
L'ho scoperto oggi.
Il tuo papà, per come era fatto, non avrebbe mai accettato di lavorare in nero.
Ragiona.
Ma cosa ragiono?
No, tu ti stai rovinando con questa storia.
Ti ci stai ammalando.
Guarda che il tuo papà manca tanto anche a noi, mica solo a te.
Solo che noi stiamo cercando di andare avanti.
E adesso lo devi fare te.
Io non andrò avanti finché non avrò scoperto la verità.
E se tu non mi vuoi aiutare, grazie allo stesso.
Senti...
Ti do un'emanuale.
Lascia stare.
Faccio da solo.
L'ho sempre fatto e lo posso fare anche questa volta.
Ho bisogno di un'amica.
Poi, se questa amica è anche un'APM, ancora meglio.
Grazie.
Io con l'alcol ci provo, ma...
Ma non l'hai mai retto, Totoro.
Ti sana anche per te, via.
Meglio.
A me pesa soprattutto la sensazione che Alessandro mi possa nascondere qualcosa.
Anzi, peggio, che non voglia che io scopra la verità.
Per quello che vale, non penso che Alessandro ti stia rimando contro.
Troppe cose tutte insieme, Totoro.
Taglio queste pagine e le metto a tempo.
Su una traccia di ricordi guardo ogni frammento.
L'inchiostro è come calce nelle ciglia.
Non c'è più alcol dentro la bottiglia, no?
C'è un messaggio per te che ho scritto l 'altro ieri.
Che parla di quanto siamo scemi.
Ho preso i ricordi più esilaranti.
E li ho resi messaggi per gli altri.
Perché tu sai che non cammino bene.
Se ho le pietre sotto i piedi e che non riesco a bere.
Ho buttato quel mojito dentro al lavandino.
La mia paura era che tu non mi credessi o no.
Ma ti assicuro che questo corpo può proteggerti dalle intemperie.
Può nasconderti dai gesti e dalle tue paure.
Dalle storie di chi ha perso e dalle scottature.
Ma non è quello che farò, no?
Ho le mani fredde.
Non importa.
Il mio sangue ti somiglia.
Questo mare ti somiglia.
Arigato... Arigato...
Grazie a tutti!
Tu sì.
Tu non lo abbiamo visto.
Grazie a tutti per aver guardato fino a qui.
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