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[Parthenope adulta] "Hai gli occhi spenti", mi disse l'attrice.

Ma la passione per la libertà era rimasta accesa,

perché è enorme la vita che ci si perde dappertutto.

[rumore metallico]

[verso di gabbiani]

Direttamente da Versailles!

Ma non è un bel regalo?

Così, quando dorme, può viaggiare, andare.

- È troppo, comandante. - Ma quando mai!

Sono o non sono il padrino di Raimondo e di questa bambina in arrivo?

- Non sappiamo neanche se è femmina. - [comandante] È femmina, ve lo dico io.

Io queste cose qua le so.

[comandante ride]

[comandante] Guarda com'è bella.

- Mmh. - Bella.

[soffia]

[Maggie grida]

[levatrice] Piangi! Piangi e spingi!

- [Maggie] Ah! - Vai, spingi!

[levatrice] Spingi!

Spingi!

- Ah! - [levatrice] Ce l'hai fatta!

[pianto di neonato]

[Maggie ride]

[Sasà] È una femmina!

[applausi]

Ve lo avevo detto! Io queste cose le so!

Domani grande festa a casa mia.

Come la chiamiamo?

[Sasà] Come la chiamiamo?

Parthenope!

Chiamiamola Parthenope!

Sei d'accordo?

Sei una diva.

- Non mi hai risposto. Sei d'accordo? - Certo che sono d'accordo.

La sigaretta dopo il bagno a mare è più buona che dopo il bagno in piscina.

[Parthenope] Tu lo sai perché, Sandri'?

No, tu?

No.

Sono ancora troppo giovane per acchiappare tutte le sfumature.

E Raimondo?

È cominciata la primavera.

[Sandrino] Quindi?

Sono andati a vedere Napoli che si spoglia.

Andiamo?

[ondeggiare del mare]

[Sandrino] Posso entrare?

No.

Ma puoi girare intorno alla carrozza.

Ti vuoi fidanzare con me?

Lo vedi il futuro laggiù, Sandri'?

È più grande di me e te.

Quando le inventi ste cose?

In viaggio,

sulla mia carrozza.

[Sandrino] A cosa stai pensando?

[Raimondo] A cosa stai pensando?

[vociare indistinto]

Ascione Franco.

Professore, posso andare un attimo in bagno?

All'università si viene già pisciati e cacati, si sieda.

Dicono che sia così cattivo perché ha un figlio molto malato.

Cosa sa lei che io non so?

[Franco] Niente.

Niente?

[assistente] Di Sangro Parthenope.

[brusio]

Guarda questa quant'è "bona".

[voci indistinte]

- Buongiorno. - Buongiorno.

I tre dati per Gouliane.

Uno, l'individuo. Due, la situazione in cui si trova.

Tre, il suo modo di fronteggiare la situazione data.

- Invece Althusser? - Althusser è l'altra anima.

In armonia con deterministi, strutturalisti e culturologi,

ritiene il momento antropologico come ideologico, ma a me non interessa.

- Cosa le interessa? - Sempre Gouliane.

Una cultura è un insieme di valori spirituali e materiali,

che rispondono alla somma dei problemi esistenziali,

che, a partire dall'acquisizione del cibo, giungono alle creazioni dell'arte.

Su questo non sono solo d'accordo, ma commossa.

[ridono]

Il mio commento è così irrilevante che la fa ridere?

Ok, ok, lei sa tutto.

- Trenta. - Io non so niente, ma mi piace tutto.

[Marotta] Cosa non sa?

Io non ho capito cos'è l'antropologia.

Allora, trenta e lode.

Professor Marotta, cos'è l'antropologia?

Voi giovani volete le risposte, ma non sapete fare le domande.

- Non è soddisfatta? - No.

La sua è solo una risposta a effetto.

L'antropologia è la scienza che studia i tipi e gli aspetti umani

sotto il profilo morfologico e psicologico.

[Parthenope] È la risposta giusta?

No, questa è solo la risposta che lei può permettersi.

Lévi-Strauss, prima fase.

[vociare indistinto]

- Grazie. - [assistente] Arrivederci.

[risata]

Oh! Vince sempre il comandante!

Allora? Hai deciso?

Mi dispiace deluderla.

Venire a lavorare nel vostro ufficio e imparare il lavoro di mio padre,

non penso che faccia per me.

Un domani, quando tuo padre andrà in pensione,

potresti dirigere la mia compagnia di navigazione.

- Io non sono come mio padre. - Un lavoro te lo devi trovare.

Raimondo, ormai sei grande.

Mi faccia imbarcare su una delle vostre navi,

quella che va al Nord, nel Baltico, come mozzo.

Tu stai nel posto più bello del mondo. Perché vuoi andare al freddo?

È impossibile essere felici nel posto più bello del mondo.

[suona dal giradischi "Io sono il vento" di Marino Marini]

- Per il comandante senza sale. - Il porridge! Hip, hip, urrà!

Ma dico io, un ragù, no?

- È tradizione, mamma era inglese. - Tu sei di Milano,

una cotoletta, un risotto con l'ossobuco…

- Parthe', cosa leggi? - John Cheever.

Alcolizzato, depresso, meraviglioso.

[Tonino] Parthe', tu sei giovane.

Chi te lo fa fare di stare dietro ai problemi degli americani?

L'università? Hai cominciato?

Antropologia, trenta e lode con il professor Marotta.

- Un uomo meraviglioso. - [Sasà] Da giovani tutto è meraviglioso.

- Da grandi tutto sbiadisce. - Folate di ottimismo.

La certezza della realtà ci fa sbiadire, Tonino. Hai capito?

[comandante] Sasà è sensibile.

Ebbe lui l'idea di dare una scarpa prima del voto e una dopo.

Grande sensibilità anche in quella circostanza.

[comandante] Tanti i discorsi che mi ha scritto,

è un genio della retorica e dei conti.

Io l'ho sempre ricoperto di soldi.

Se sono stato sindaco a Napoli è grazie a lui.

- Ah! - Dove ti sei scottato?

- Qua. - [Tonino] Sfidiamo il porridge.

[comandante] Sfidare è la parola giusta, il porridge è una battaglia.

Com'è?

Sa di mogano.

[risate]

[comandante] Parthe',

ma se io avessi quarant'anni di meno, tu mi sposeresti?

- La domanda giusta è un'altra. - [comandante] Quale?

Se io avessi quarant'anni di più, lei mi sposerebbe?

Sei proprio una furbacchiona.

[Sasà] Tuo fratello Raimondo è fragile.

Come me.

[Sasà] Raimondo vede tutto.

[soffia]

[Sasà] Raimondo sa tutto.

[suona dal giradischi "Che cosa c'è" di Gino Paoli]

[soffia]

[Sasà] Ecco qua.

- Responso? - Più un miliardo e trecento milioni.

Sasà, vieni qui, vieni. Vieni.

Sabato grande festa a casa mia.

- Sasà, chi cazzo è quello? - Arturo.

No, si chiama Gianni, è un fidanzato di Parthenope.

- Ragazzi, che fate quest'estate? - Capri.

- Capri. - Un vero napoletano non va a Capri.

O è troppo povero o troppo pigro.

- Finché non lavori, non ti do una lira. - In qualche modo faccio.

Voglio fidanzarmi con Alba Nardella, lei va a Capri.

- Chi è? - Come "chi è"?

È la scosciata di Portofino, una divinità.

- Andiamo al mare? - Devo finire di praticare.

[verso di gabbiani e ondeggiare del mare]

[Raimondo] Andiamo a Capri.

Io, tu e Sandrino. Andiamo a Capri.

Lo diciamo tutte le estati e non lo facciamo mai.

- Con quali soldi? - Quelli che non abbiamo.

- Dove dormiamo? - Dove capita.

Che idea balorda.

Parthe', lasciati andare.

Il bar è sempre aperto, siamo giovani, lasciati andare, eh?

Lasciati andare.

[suona "Harvester of Sorrow" di Little Kruta]

Signorina, dal momento che non siete nostri ospiti,

è giunto il momento che lei e suo fratello lasciate l'albergo.

Se lei se ne va, ce ne andiamo tutti.

[uomo] Stavo scherzando.

Che c'è, Sandri'?

- Dove andiamo a dormire stanotte? - Chi lo sa?

Intanto, c'è una festa da Silvana Piscitelli.

[in inglese] Ha notato che i giovani

puntano sempre, spudoratamente, alla disperazione?

[motore di elicottero]

Signorina, mi scusi.

Lui…

Lui le proporrebbe un picnic.

Che idea balorda.

Lui non sa che hanno inventato i ristoranti?

Cosa rispondo?

Che vado al ristorante con un mio amico americano.

- [in inglese] Mi invita a pranzo? - [in inglese] Con grande piacere.

[in inglese] Il silenzio.

È un mistero nei belli.

È un fallimento nei brutti.

Io sono sempre stato brutto, ma lei…

Lei è consapevole

dell'arrivo dirompente della sua bellezza?

[in inglese] Comincio a sospettarlo.

[ridacchia]

Se ne vuole avere la certezza, dovrebbe fare l'attrice.

[Parthenope] Io studio Antropologia.

Lei sarebbe perfetta per diventare una diva.

Io sono Lidia Rocca, agente cinematografica.

Rappresento solo quelli che ce l'hanno fatta.

Però dovrebbe studiare.

Ecco, qui c'è il mio numero.

C'è il numero della migliore insegnante di recitazione di Napoli, Flora Malva.

La chiami, la prego.

Grazie, ci penserò.

[elicottero]

[sospira]

Lui…

[Parthenope annuisce]

…vorrebbe sapere quando potrete vedervi.

Amerebbe farle fare un giro in elicottero.

Dovrà aspettare.

Quanto?

Questo è il gioco, non si sa.

[Parthenope, in inglese] A cosa sta pensando?

[in inglese] Che fine hanno fatto tutti i bei propositi notturni

che abbiamo composto da ubriachi?

Tutte le promesse d'amicizia,

tutti i giuramenti d'amore eterno

svaniscono

con il sonno.

Riappaiono il giorno dopo.

Sfocati.

Lontani.

Impossibili.

Nella lucidità incerta

del mal di testa della mattina,

la vita è…

proprio insopportabile.

[Parthenope, in inglese] Posso fare una doccia da lei?

[Cheever, in inglese] Eh? Nuoti!

[Parthenope, in inglese] "In quanti hanno dormito qui?

Cosa si sono detti gli amanti in questo letto?

Si dicono sempre le stesse cose.

Per fortuna,

ci sono gli scrittori

a variare la monotonia delle loro parole.

Posso sentire l'odore

di tutti quelli che hanno dormito qui.

E tu?"

[sospira]

[Cheever, in inglese] E tu?

Tu senti l'odore?

- Che odore? - L'odore degli amori morti.

[verso di cicale]

Posso innamorarmi di lei?

Potrei amarla anch'io, sa?

Se solo riuscissi a dimostrare a me stesso che non mi piacciono gli uomini.

Lei può prendersi tutto,

senza nemmeno chiedere.

Tutti saranno felici per lei.

Non ci crede?

Ci provi.

La bellezza è come la guerra.

Spalanca le porte.

[verso di cicale]

[suona "Memoria" di LaTorre]

[suona "A gira" di Trio Ternura]

[voci indistinte]

Ieri in piazzetta Alba Nardella mi ha sorriso.

E così, il grand'uomo è sceso dal suo elicottero.

Dal momento che lei non ci è salita…

A suo parere, dovrò aspettare ancora molto?

Finisco di ballare questa canzone e ce ne andiamo.

- Alba Nardella? - Sono io.

- Ti stavo cercando. - Mi hai trovata?

È quello che spero.

[uomo] Quella è la mia casa.

Mmh.

Un frutto di mare?

Meglio di no.

Pare che a Napoli giri il colera a causa delle cozze.

- Queste provengono dalla Normandia. - Ah.

È solo quello che le hanno detto, si fa così con i ricchi.

- Lei ha sempre la risposta così pronta? - Ci provo.

Leggo e studio molto.

Ma che brava!

No.

Prima guardiamo l'estate.

[sospira]

[uomo] A cosa sta pensando?

[suona "My Way" di Frank Sinatra]

Non posso venire a letto con lei solo per buona educazione.

[uomo] Questa è l'unica ragione per la quale lei verrebbe a letto con me?

La buona educazione.

Lei non trova che il desiderio sia un mistero e il sesso il suo funerale?

No, non direi questo.

Comunque, guardi, ho capito, non c'è problema.

- L'ho delusa. - Ripeto, non c'è problema.

In fin dei conti, non sei questa gran cosa.

[continua "My Way"]

Prima, al picnic,

lei non stava pensando a niente,

perché lei non è intelligente.

[tuoni]

Parthe', sei una diva.

[in inglese] Buonasera.

[In inglese] Mi scusi per stamattina.

Ero così triste che non mi sono presentato.

Vero. Io mi chiamo Parthenope.

John Cheever.

[ondeggiare del mare]

Ho letto tutti i suoi racconti.

Beh, la vita è piena di sventure.

- [Parthenope] Cosa fa? - Il solito.

Faccio passeggiate lunghe e tristi.

Posso accompagnarla?

[sospira]

- No. - [Parthenope] Perché no?

Perché non voglio rubarle neanche un istante della sua giovinezza.

No, no.

Ho fatto qualcosa che non va?

[soffia]

Parliamo un po'.

[ondeggiare del mare]

[Raimondo] Non è innamorata di te.

[Sandrino] Io sì, invece, da tutta la vita.

Ma perché?

Perché lei fugge sempre.

[Sandrino] A cosa starà pensando?

A trovare sempre la risposta giusta.

- [uomo] Ti va di ballare? - Sì.

[Sandrino] Scusate.

[suona "Era già tutto previsto" di Riccardo Cocciante]

[scatti fotografici]

Andiamocene.

[rintocchi di campane]

[verso di cicale]

[ansima]

[verso di gabbiani]

[elicottero]

[gemiti]

[soffia]

[nitrito]

[Sasà] Che cos'è?

[comandante] È il colera.

È arrivato il colera.

[Marotta] Cosa vuole?

- Vorrei chiedere la tesi con lei. - [Marotta] Ha già in mente un argomento?

Sì.

Mi piacerebbe…

Le piacerebbe?

Le ragioni antropologiche del suicidio.

Perché?

Perché…

Perché mio fratello…

[pianto]

Mi guardi.

Io non la giudicherò mai.

Lei non mi giudicherà mai.

Le piace questo patto?

- Non mi convince la tesi sul suicidio. - Perché?

Non ci giova.

Le suggerisco un altro argomento.

Le frontiere culturali del miracolo.

Cerchi di non scrivere una tesi che poi fa questa fine qua.

Io e tuo padre ci siamo sposati qui.

La prima notte di nozze abbiamo concepito Raimondo.

È colpa tua.

Io lo so.

È colpa tua.

[ondeggiare del mare]

[vociare indistinto in lontananza]

[ondeggiare del mare]

[brusio in lontananza]

[rintocchi di campana]

[verso di gabbiani]

[campanello]

Sono Parthenope, ho un appuntamento con Flora Malva.

Aspetti qui, prima o poi apparirà.

- [Flora] Ernesto! - [Ernesto] Arrivo.

[rintocco di orologio]

Io amo Napoli.

- Anch'io. - Svegliati, piccina.

Imitami e ripeti: "Io amo Napoli".

Io amo Napoli.

Non hai né dizione né intensità. Accomodati.

Lidia diceva il vero, sei conturbante, ricordi me.

Io posso insegnarti tutto,

tranne l'unica cosa che non dimenticheremo.

I sospiri dell'amore.

- Mi capisci quando mi esprimo? - Sì, sì.

- È un concetto alla mia portata. - Brava, sei insolente.

Un'attrice deve essere insolente.

Ti presenterò la mia amica Greta Cool, la conosci?

Di fama certo, chi non la conosce?

Sai che Greta Cool è una simpatizzante del sesso anale?

Ma non c'è niente di male.

Greta Cool è la più scaltra di tutte noi, è talmente scaltra che è diventata buona.

Mio marito, Arturo Giani, il più grande drammaturgo del '900,

la venerava.

Mio marito faceva teatro.

Greta Cool non sapeva fare teatro, era troppo difficile per lei.

Allora, entravo in scena io, Flora Malva.

- Perché vuoi fare l'attrice? - [Parthenope] Uhm…

Nei vecchi film gli attori hanno sempre la risposta pronta.

È vero.

La vita dovrebbe essere così.

Invece, la notte non prendiamo sonno.

Rimuginiamo sulla risposta giusta da dare agli uomini che ci hanno offese.

Le donne belle vengono offese continuamente.

Resti a cena? Vengono degli amici del mio povero marito.

D'accordo.

- Non troverà nessuno. - Perché?

Perché la sua è un'agenda di defunti.

Perché ha il viso coperto?

Un maledetto chirurgo brasiliano l'ha massacrata.

- Tu sei inerte? - Mi auguro proprio di no.

Allora, non esporre mai le tue foto. Anche la bellezza, non ci contare.

Ammalia i primi dieci minuti e irrita per i successivi dieci anni.

Non ho più fame, ci meritiamo un cognac.

Aspettami in salone, vado a mettermi comoda.

[rintocco di orologio]

Cristo!

[Flora] Entra, piccina.

Solo il vapore regala sollievo alla mia pelle lugubre.

Sapevo che non avresti resistito e che saresti venuta a cercarmi.

- Ero preoccupata. - No, eri curiosa.

Un'attrice ha il dovere morale di essere curiosa,

anche una donna, altrimenti, soccombe.

- Ora mi daresti un bacio? - Come?

Hai capito benissimo.

Sono vent'anni che non bacio nessuno, da quando sono diventata vedova.

Ernesto ha denti enormi, ci ho provato, non ci riesco.

È come baciare un muretto di cinta.

- Allora? - Prima vorrei vedere il suo viso.

[Flora] Non mi baceresti più.

Puoi vedere la mia bocca. Non è abbastanza?

Non…

Non saprei.

Non possiamo più tornare indietro, piccina.

Prima o poi, siamo condannate a lasciarci andare.

Ho sempre avuto una bella bocca.

Eh…

[Parthenope] Quante bambole!

[Flora] La maternità mi ha inseguito… dappertutto.

[voci indistinte dalla TV]

Perché non riprendi il lavoro con il comandante?

Sono abbastanza benestante da permettermi di non lavorare più.

- Siete diventati pazzi. - [Sasà] Sì, siamo diventati pazzi.

Cosa bisogna fare per farvi rinsavire?

[Sasà] Un nipote.

Un nipote ci aiuterebbe.

Che idea balorda.

[fuochi d'artificio]

[onorevole] Bentornata nella sua bella Napoli.

[in napoletano] Bella una volta.

Signora Cool, io sono Alcide Riposato, il figlio dell'armatore.

- Perché suo padre non è venuto? - Perché è morto sei anni fa.

Poteva venire lo stesso, stiamo parlando di me.

C'è una bellissima sorpresa per lei.

Per sorprendermi ci vuole la bomba atomica.

Ora ci siamo, la più grande di tutte, la diva delle dive.

Solo per voi…

Greta Cool!

[applausi]

Adesso la sorpresa che le abbiamo promesso.

Lo scultore Drago Azzurro ha voluto ritrarla così. Prego, ragazze.

[scatti fotografici]

[applausi]

Vedete,

il problema non è che questa statua è brutta.

Il problema siete voi napoletani.

Siete depressi e non lo sapete.

Camminate a braccetto con l'orrore e non lo sapete.

Siete solo trasandati e folkloristici.

Tutti vi ridono dietro e non ve ne accorgete.

Vi vantate di essere furbi.

Ma cosa avete ricavato da tutta questa furbizia?

Siete poveri, vigliacchi, piagnucolosi, arretrati.

Rubate e recitate male.

Siete sempre pronti a buttare la croce addosso a qualcun altro.

L'invasore di turno, il politico corrotto, il palazzinaro senza scrupoli.

Ma la disgrazia siete voi.

Siete un popolo di disgraziati e vi vantate di esserlo.

Non ce la farete mai.

Cari orrendi napoletani, io me ne torno al Nord,

dove regna il bel silenzio,

dal momento che non sono più napoletana da molti anni.

Io mi sono salvata, ma voi no.

Voi siete morti.

Un milione?

Ci eravamo accordati per trenta, piccolo demente.

Se facevi quello che dovevi fare.

Tu ci hai solo sputtanati e umiliati, perché sei un'ingrata.

Se non era per Napoli, ora stavi facendo le marchette ai Ponti Rossi.

Le marchette le faceva tua madre. Chi l'ha autorizzata a passare al tu?

Dammi i miei trenta milioni, faccia di cazzo.

Greta Cool, ma vai a fare i pompini.

[Alcide urla di dolore]

[Alcide] Lascia! Lascia!

Ma che…

Vaffanculo!

- [Greta] Chi cazzo è? - Sono Parthenope.

- Mi manda Flora Malva. - [Greta] Che vuoi?

Le ho riportato i capelli.

[Greta] Entra.

Togliti la pelliccia.

Siediti.

Sai che Flora Malva è una simpatizzante del sesso anale?

Ma non c'è niente di male.

Che cacata di serata!

Uomini volgari e donne sguaiate che si credono eleganti.

Questa città non sarà mai elegante.

Ho esagerato con il mio discorso?

Che posso farci? Non mi piace tornare in questo pozzo di merda.

Mi ricordo solo quando avevo le pezze al culo.

Baciare una bella bocca e scoprire con la lingua che non ci sono i denti.

Gli amori poveri.

Solo questo mi è rimasto come ricordo di questa città

e mia madre pronta a darmi in pasto a chiunque, ma lasciamo perdere.

Però non avevamo bisogno di niente.

Neanche dei denti.

Gli amori poveri.

Chissà, forse era meglio così.

Mi ha detto Flora Malva che vuoi fare l'attrice.

Sei bella e indimenticabile, ma i tuoi occhi sono spenti.

Sei senza gioia, cara.

Questo la cinepresa non lo accetta.

Lascia stare la stronzata dell'attrice, non fa per te.

Poi mi vedi?

Ti sembro felice?

Eppure, io sono la più importante di tutte.

Vaffanculo.

[porta]

[fuochi d'artificio]

[sospira]

Roberto Criscuolo.

Ti è piaciuto il discorso di Greta Cool?

L'ho trovato…

originale.

È tutto vero quello che ha detto di questa città.

[fuochi d'artificio]

[fuochi d'artificio]

[fuochi d'artificio]

[voci indistinte in lontananza]

[in napoletano] "Indovina chi sono".

"Ti aspetto, Robe'".

[donna] Roberto.

- [donna] Robertino. - "Sei il re di Napoli".

Bello.

[fuochi d'artificio]

[voci indistinte in lontananza]

[fuochi d'artificio]

[fischi]

Vieni qua, vieni qua.

[Roberto] Buonasera a tutti. Venite qua, venite.

Venite qua. Quanti siete?

- [Roberto] Per te. - Grazie.

- [Roberto] Per te. - Grazie.

Guarda quella come è bella. Ciao, piccola.

- [donna 1] Quant'è bella! - Sembra la Madonna.

- Sembra Sophia Loren. - [donna 2] Mamma mia, veramente.

Grazie.

[vociare indistinto]

Pum, pum, pum!

[uomo] Buonasera.

[Capasso] Signori, gentilmente, un po' di spazio. Grazie.

[voci indistinte]

[Roberto] Come state?

[voci indistinte]

[Roberto] Come state?

Roberto. Sei tornato? Come sei bello!

[fuochi d'artificio]

[in napoletano] Quella troia di tua madre, Gigione!

[pianto di neonato]

[voci indistinte]

[macchina da cucire]

[voci indistinte]

[fischio]

[Zuzù] Ciro Criscuolo e Vittoria da Casamicciola sono il futuro,

la speranza.

L'erede che ci daranno sarà il simbolo della nostra pace.

Da due grandi famiglie, i Criscuolo e i Casamicciola,

oggi nasce la famiglia più potente del Sud.

La grande fusione.

Adesso potete prendere posto.

[voci indistinte]

- Prendiamo posto, vieni. - Che succede?

- La grande fusione. - Che è?

[Zuzù] Padre, cominciamo.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Che Dio vi benedica. Mi raccomando.

Che cazzo guardi a fare me? Guarda lei, baciatevi.

[musica di chitarra]

Iniziate a toccarvi.

Così non ci riesco.

- Perché non ve ne andate? - Stavolta dobbiamo verificare.

Vittoria, come ti ho fatto vedere l'altra sera.

Eh?

[Zuzù] Dai.

[fuochi d'artificio]

[esplosione all'esterno]

[gemiti]

[applausi]

[vociare indistinto]

[fuochi d'artificio]

- [donna] Cinque. - [insieme] Quattro.

[insieme] Tre, due, uno.

Stai tremando.

Hai freddo?

No.

Sono emozionato.

[gemiti]

Io sono nata qui.

In acqua.

[verso di gabbiani]

A cosa stai pensando?

[verso di gabbiani]

Mi faccio vivo io.

[Marotta] "Tenuto conto degli esami sostenuti

e valutato l'elaborato finale con la relativa discussione,

la commissione ha approvato il vostro esame di laurea con questa votazione.

Giuseppe Arco, 96 su 110. Elisa Marti, 98 su 110.

Arturo Bracco, 86 su 110. Maria Buono, 90 su 110.

Parthenope Di Sangro, 110 con lode su 110,

con plauso della commissione, dignità di stampa e bacio accademico.

- Bravissima. - Grazie.

[vociare indistinto]

- Vuole darmi il bacio accademico? - Si è laureata tardi.

Mi hanno fatto credere che potessi diventare un'attrice.

Con il voto più alto, però, mi sono laureata.

- Strapperà anche la mia tesi? - No.

- È una buona notizia? - Sì.

Con un approfondimento serio,

la sua tesi potrebbe essere meritoria di pubblicazione.

Cosa?

La parte generale sull'impatto culturale del miracolo nelle società avanzate

è ottima.

Sono contenta di quello che mi dice, perché io ho capito una cosa.

Tutti abbiamo capito almeno una cosa.

Io vorrei tentare la carriera universitaria.

- Sento che è la mia strada. - È sicura?

Guardi che si diventa come me.

Non sarebbe stupendo?

No.

Professore, lei non mi ha ancora detto che cos'è veramente l'antropologia.

Venga a trovarmi a maggio.

Professore.

Grazie.

[ondeggiare del mare]

[uomo, TV] È un problema che ognuno deve risolvere da solo.

Chi è innamorato, se ne accorge prima o poi.

[donna, TV] Come?

[uomo, TV] Quando ci si bacia, ci si bacia.

[donna, TV] Con Alfredo io non mi sono mai accorta di niente.

- [uomo, TV] Ne sei sicura? - [donna, TV] Sì.

[donna, TV] Però, è anche…

[passi]

[porta]

[passi]

[infermiera] Vieni, cara.

Stai tranquilla, non sarà una cosa lunga.

[dottore] Si spogli.

[ondeggiare del mare]

[verso di gabbiani]

- Perché ti trasferisci? - [Sandrino] Aumento di stipendio.

In fin dei conti, sono sempre figlio di una cameriera.

No, non è questo il motivo.

Parthe',

in questa città mi sono rimasti solo i sensi di colpa.

Non è colpa nostra se Raimondo è morto.

- Sì, invece. - No.

È colpa tua.

Quella notte, a Capri,

se tu non mi avessi distratto con i tuoi baci e le tue carezze,

Raimondo sarebbe ancora vivo.

Tu ti dovresti vergognare di quello che hai appena detto.

Io mi chiamo Parthenope, non mi vergogno mai.

[Sandrino] Sempre frasi a effetto, eh?

Preferisci frasi ovvie?

No, vere.

[Parthenope] La verità è indicibile.

Raimondo era fragile.

Raimondo confondeva l'irrilevante con il decisivo,

come tutti in questa città.

Tranne me.

In questa città dove si vive e si muore per motivi futili.

Io odio questa città.

[Sandrino] Sei diventata spietata, presuntuosa e fredda.

Sono diventata adulta.

Forse, in fin dei conti, non hai mai saputo amare nessuno.

Tu.

Sei stato il mio primo amore.

Forse un giorno tornerò per essere l'ultimo.

[Parthenope] No, non andrà così.

Sai come andrà?

- No. - [Parthenope] A Milano ti sposerai.

Avrai uno o due figli.

Dopo alcuni anni, avrai una crisi con tua moglie.

Allora, mi richiamerai.

Scoprirai subito dopo aver sentito la mia voce dopo tanto tempo

che non sono io il motivo.

La crisi con tua moglie rientrerà e tutto tornerà sereno.

Lo sai perché, Sandri'?

No.

Perché io sono stata solo un amore giovanile.

Gli amori giovanili non sono serviti a niente.

Sono serviti a regalarci l'illusione della spensieratezza.

Che ho detto io?

Non sono serviti a niente.

Ora me ne devo andare, Parthe'.

Che c'è, Sandri'?

Non ti piaccio più?

[fogli strappati]

Ho fatto un aborto illegale, per questo sono venuta tardi.

Io ho ucciso il preside, per questo sono venuto presto.

Entrambi non abbiamo un alibi.

Io non la giudicherò mai e lei non mi giudicherà mai.

Andiamo?

- Dove? - Deve aiutarmi a fare gli esami.

- I miei assistenti sono a un convegno. - Non so se sono capace.

Cultrice della materia, per la legge può, poi non ci vuole niente a insegnare.

"A un professore basta essere avanti di una lezione rispetto agli studenti."

- Sa chi l'ha detto? - No.

Billy Wilder, un antropologo.

Non mi ricordo molto, ho dato l'esame tanti anni fa.

Lei ha il libro, loro no.

Scorra l'indice, sceglie tre domande e alla fine decide il voto.

Le piacerà.

Andiamo, è tardi.

Sì, il relativismo.

Il relativismo…

- Grazie, arrivederci. - [Parthenope] Arrivederci.

Esposito Lucia.

[voce indistinta]

- Buongiorno. - [Parthenope] Buongiorno.

Il concetto di struttura per Lévi-Strauss.

Sì.

[voce indistinta]

Ehm…

È meglio se torno la prossima sessione.

Mi dia il libretto.

[voce indistinta]

- Trenta e lode, può andare. - Grazie.

[ragazza] Ogni volta che andiamo…

Ha intenzione di usare questo singolare metodo di assegnazione dei voti

anche quando sarà una professoressa ordinaria?

No.

Perché ha promosso quella ragazza

invece di farla tornare alla prossima sessione?

Alla prossima sessione si ritroverà con un bambino piccolo.

Non sarebbe più tornata.

Anch'io non sarei tornata, se non fosse stato per lei.

Speriamo che non me ne debba pentire.

Mi faccia diventare uno dei suoi 150 assistenti e non se ne pentirà.

- Ciao, Marotta. - Ciao, Sartre.

Per me gli intellettuali con il dolcevita nero andrebbero fucilati.

Dobbiamo andarci piano con i giudizi tagliati con l'accetta,

perché, prima o poi, qualcuno prende l'accetta e ce la scaglia in testa.

Va bene, allora limitiamoci a dire che Restelli è retorico e pomposo.

Pomposo, sicuro.

Pensi che, quando divorziò, mi disse che si era consumato uno scisma.

E di sua moglie, professore? Non si sa niente.

Qualche tempo fa mi ha lasciato per un notaio allegro.

Ossimoro. Ovviamente, se n'è pentita.

- Siete tornati insieme? - No.

Poi, nel frattempo, mi sono accorto

che mi piaceva dedicare tutto il mio tempo a mio figlio.

- Suo figlio, mi hanno detto che… - Com'è morto suo fratello?

- Si è lasciato andare. - E lei? Si è lasciata andare?

Da quanto tempo suo padre non la abbraccia?

Non me lo ricordo più.

Da quando è morto suo fratello.

- Vuole abbracciare me? - Sì.

[verso di gabbiani]

[suona "E si' arrivata pure tu" di Valerio Piccolo]

[voci non udibili]

[applausi e urla di esultanza]

[continua "E si' arrivata pure tu"]

[vociare indistinto]

[Parthenope] Scusate.

- Devo parlarle. - Anch'io devo dirle una cosa.

È una cosa riservata, preferirei che ci vedessimo a casa mia.

- D'accordo. - Io vivo con mio figlio.

Va bene.

[risata]

[risata dalla stanza accanto]

- Non mi chieda niente. - D'accordo.

[Marotta] Mi dica lei prima cosa voleva dirmi.

La rivista di studi di antropologia

mi ha chiesto una pubblicazione sul miracolo di san Gennaro.

Ho detto di sì, mi sembra molto interessante.

- Ho chiesto appuntamento con Tesorone. - Lo conosco bene.

Stia attenta, è un farabutto.

- In che senso? - [Marotta] In tutti i sensi.

[Parthenope] Lei cosa voleva dirmi?

Tra non molto andrò in pensione.

- Non è una bella notizia per me. - [Marotta] Sì, invece.

Tra poco ci sarà il concorso a cattedra a Trento.

Desidererei che lei vi partecipasse. Lei può vincere.

Fa un anno o due lì, poi potrebbe tornare a Napoli e prendere il mio posto.

Cosa ne dice?

Io amo Napoli.

- Poi i suoi assistenti? - Non diventeranno professori ordinari.

Rimarranno suoi assistenti, se lei li vorrà.

- Anch'io sono un'assistente. - No, lei è un'altra cosa.

Lei mi somiglia.

Perché fa tutto questo per me?

Perché può diventare un'ottima antropologa,

anche se non sa ancora cos'è l'antropologia.

Ora,

il vero motivo per cui l'ho fatta venire.

Io volevo presentarle…

[risata]

[risata]

[Marotta] Stia attenta a Tesorone, quell'uomo è il demonio.

[porta]

Mi rompo il cazzo a fare il miracolo.

Ogni anno tutta questa responsabilità addosso solo a me.

Sempre la stessa storia.

Se non si scioglie il sangue, la colpa di chi è?

Ovviamente, del sottoscritto.

- Tu non immagini lo stress. - No, lo vedo.

Come si coniuga lo stress con la tintura?

Questo è un hobby. Tu non hai un hobby?

No.

[Tesorone] Anche non avere un hobby è un hobby.

Tu lavori con Marotta?

Come sta?

Difficile da capire.

Marotta è meno misterioso di quello che vuole far credere.

Ha solo un figlio problematico.

- Uhm… Lei è più misterioso, vero? - Certo, che domande!

Io sono un prete.

Ti ho trovato un bel posto panoramico per il miracolo,

così non ti sfuggirà nulla dello show.

Come? Già se ne va? Non mi mostra il tesoro di san Gennaro?

Ora non ho tempo, devo andare a vedere l'ampolla.

[brusio]

[uomo tossisce]

[fedeli] San Gennaro, prega per me. San Gennaro, prega per me.

San Gennaro, prega per me.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne, benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori.

Signore, pietà.

San Gennaro, prega per me.

San Gennaro, prega per me.

San Gennaro, prega per me.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne, benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio…

[donna grida]

[vociare indistinto]

- [uomo 1] Cos'è? - [uomo 2] È sangue.

- [donna 1] Non spingete. - [uomo 3] Aiutatela.

San Gennaro!

Hai fatto il miracolo, san Gennaro!

Grazie, santone mio, hai scelto me!

Portate subito fuori quella sguaiata!

Via! Fuori!

- [donna] Santone bello! - Via!

[Tesorone] Si inventano di tutto.

Ora pure il finto ciclo mestruale.

Tutto pur di distogliere l'attenzione da me.

- Da san Gennaro. - No, da me.

Sono esausto, distrutto, stanchissimo.

Pare che doveva farlo lei il miracolo.

- [Tesorone] Chi le dice che non sia così? - Ah.

Mi dispiace che il sangue non si sia sciolto.

Eh… Si scioglierà l'anno prossimo.

Vuoi fare un giro per il duomo?

[Tesorone] Cristo ama troppo e viene piegato dal suo stesso amore.

L'amore è così, non è gestibile,

per questo da Gesù fino ai cantautori,

provano tutti a dirci come venirne a capo.

Tu ami troppo o troppo poco?

È tutta qui la differenza.

Sono tutte false porte.

Mi manca l'aria.

È il cattolicesimo.

- La libertà non passa per le porte. - [Parthenope] Uhm…

- Per dove passa? - [Tesorone] Non passa.

Il tesoro di san Gennaro me lo fa vedere?

[Tesorone] Ora non ho tempo.

Devo andare a una festa, vuoi venire con me?

Tutte le volte che avresti voluto piangere e ti sei trattenuta.

Qui, solo qui in chiesa,

hai la libertà di lasciarti andare.

Perché dovrei piangere?

Perché la maternità ti ha inseguita dappertutto e tu l'hai fuggita.

- Ti piace questa casa? - Conosco bene questa casa.

[ondeggiare del mare]

Eminenza, sono così costernata che non si può festeggiare il miracolo.

- Che cazzo è successo? - Niente, niente di importante.

Un'esibizionista, una sguaiata, si è messa a fare lo show.

San Gennaro si è distratto e non ha combinato niente.

Questo è successo.

Se hai modo, portami un bel drink.

Mamma!

Mamma!

Mamma!

Mamma!

Mamma!

Mamma!

[voci non udibili]

[voci non udibili]

Anni fa, era un Capodanno.

Ti ho vista.

Hai fatto l'amore in acqua.

- No, non ero io. - Sì, eri tu.

Parthenope.

- [donna] Eminenza, a cosa pensa? - A mia madre.

Lei sapeva tutto.

Quando sai tutto, muori presto e solo.

Fai conoscenza con l'indicibile.

È una vertigine.

Dio è limitato, non ci ha intrattenuto abbastanza a noi ragazzi.

Dio si è impegnato solo quando ha inventato l'infanzia felice,

laddove tutto era lieve purezza.

Poi si è distratto, si è lasciato andare,

così il mondo che abbiamo conosciuto da bambini,

a un tratto e senza preavviso,

si è sfinito.

I mondi…

I mondi si stancano.

Ora, ragazze, basta.

Mi serve un drink, sono stremato. Ah!

[risate]

[comandante] Parthenope!

Comandante, mi ha riconosciuta.

È stato impossibile dimenticarti.

[tossisce]

- Si ricorda che voleva sposarmi? - Siamo sempre in tempo, se vuoi.

Comandante, lei corre troppo per i miei gusti.

Prima avrei bisogno di un lungo corteggiamento.

Un lungo corteggiamento, quella fessa di tua sorella!

Tu sei una furbacchiona.

Una furbacchiona.

- Sei una donna rara. - [Parthenope] Perché?

Perché non approfitti della tua bellezza.

- Lei si sbaglia, comandante. - [comandante] No, no.

Come stanno i tuoi genitori?

Quando è morto tuo fratello, sono morti pure loro.

[tossisce]

E io mi sono perduta.

Ho salutato tutti.

Ora, quando vuoi, sono pronto a mostrarti il tesoro di san Gennaro.

Il tesorone di san Gennaro.

[Tesorone ridacchia]

Alla fine della vita resterà solo l'ironia.

[risata]

[suona "Malambo N. 1" di Yma Sumac]

Che idea balorda! Sembro una reliquia.

Sembri una santa.

Che cosa ti piace di una donna?

La schiena. Il resto è pornografia.

[Tesorone] Dovresti concederti a me, Parthenope.

Ah, davvero? Sentiamo, perché?

Perché il mio corpo è fatto per essere rifiutato.

Ma rifiutarmi sarebbe scontato.

Tu, invece, sai essere una donna sorprendente.

Io sono una donna scontata.

[sospira]

[Tesorone] Hai sempre la risposta pronta.

Vabbè,

mi accontenterò di ricordarti così e di sognarti.

Se dovessi concedermi a te, non sarebbe per essere sorprendente,

ma perché mi piaci.

Che cosa ti piace di me?

La sfacciataggine.

Io la chiamo arte della seduzione.

- Vuoi sapere a cosa sto pensando? - [Tesorone] No.

Perché lo so già.

E a cosa sto pensando?

A tutto il resto.

Tu sei come il miracolo di san Gennaro.

Un mistero.

O una truffa.

Ora facciamo l'amore.

Non devi essere frettolosa.

Bisogna avvicinarsi lentamente a Dio.

[rumore metallico]

[ansima]

[gemiti]

Tra poco ci sarà il conclave.

Sarò troppo vicino a Dio per continuare a frequentarti.

Che peccato!

D'altronde, che ci vuoi fare?

Mi sono messo in testa di diventare Papa.

Cos'è tutto il resto che stavo pensando?

Il tempo che scorre accanto al dolore.

O forse non è così.

O forse non è così.

[risata]

Com'è andata con Tesorone?

Aveva ragione, quell'uomo è il demonio.

È solo un seduttore.

Comunque, l'ho fatta venire per dirle che è arrivato il momento.

Vado in pensione.

Sono sicura che l'università le farà una grande festa.

Non ho mai amato le feste.

Ha riflettuto sull'idea di Trento?

Non posso diventare una professoressa di antropologia,

se prima non so cos'è esattamente l'antropologia.

L'antropologia è vedere.

Tutto qui?

Era così semplice?

Poi mi sembra di averlo fatto per tutta la vita.

È difficilissimo vedere,

perché è l'ultima cosa che si impara.

Quando si impara a vedere?

[Marotta] Quando comincia a mancare tutto il resto.

Cos'è tutto il resto?

L'amore, la gioventù,

il desidero, l'emozione, il piacere.

E la remota possibilità di ridere ancora una volta

per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro.

- Ora venga con me. - Dove?

[Marotta] A vedere.

[voce indistinta dalla TV]

[risata]

[uomo, TV] Siamo sotto un cielo e tutti possiamo sbagliare.

Dunque, due settimane fa,

se qualcuno degli esperti in sociologia,

antropologia criminale, sindacologia, stronzologia,

avessero mosso…

Papà, ha detto "stronzo".

[ridono]

Sì, Stefano, il signore ha detto "stronzo".

[risata]

…chiudere un occhio nei confronti degli ex detenuti che…

- Ciao. - Ciao.

- È fatto di acqua e sale. - Come il mare.

- È bellissimo. - Sì, è bellissimo.

[ride]

[Stefano ride]

[Marotta] Addio, Parthenope.

[voce indistinta dalla TV]

- Ciao. - Ciao.

Non dimenticherò mai l'esame con lei.

Quando le chiesi se potevo andare in bagno, lei rispose:

"All'università si viene già pisciati e cacati".

Eh!

[ridono]

Lui era un fidanzato?

Quanto manca?

Tra due giorni esco di conto.

Come si chiamerà?

Se è femmina, mi piacerebbe chiamarla con il suo nome.

Parthenope.

No.

Non si sa niente della sua vita privata, professoressa.

- Non c'è molto da sapere. - Noi vogliamo saperlo lo stesso.

Possiamo farle qualche domanda indiscreta?

Sì, certo.

Poteva rimanere a Trento un paio di anni e poi andare a insegnare a Napoli.

Invece, è rimasta qua quarant'anni, fino alla pensione.

Perché?

Come potete vedere, mi sono innamorata dello speck.

[ridono]

Perché non si è sposata?

Perché nessuno me l'ha mai chiesto sul serio.

I figli?

Mi scusi.

[sospira]

Sono distratta.

O forse non ho saputo farmi le domande giuste e…

E ora che farà?

E ora… E ora…

[applausi]

[uomo] Brava!

[voce non udibile]

[trombette da stadio]

[uomo] Parthe'!

[trombette da stadio]

[voci indistinte]

[voci non udibili]

A cosa stai pensando?

[suona "Era già tutto previsto" di Riccardo Cocciante]

[verso di gabbiani]

[verso di cicale]

[Raimondo] A cosa stai pensando?

[Parthenope adulta] Abbandonati all'estate perfetta,

siamo stati bellissimi e infelici.

Forse è stato meraviglioso essere ragazzi.

È durato poco.

Sono stata triste e frivola, determinata e svogliata,

come Napoli,

dove c'è sempre posto per tutto.

Sono stata viva e sola.

A cosa stavo pensando?

L'amore per provare a sopravvivere…

L'amore per provare a sopravvivere

è stato un fallimento.

O forse non è così.

[trombette da stadio]

[in coro] ♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Un giorno, all'improvviso Mi innamorai di te ♪

♪ Il cuore mi batteva ♪

♪ Non chiedermi perché ♪

♪ Di tempo ne è passato ♪

♪ Ma sono ancora qua ♪

♪ E oggi come allora ♪

♪ Difendo la città ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Un giorno, all'improvviso Mi innamorai di te ♪

♪ Il cuore mi batteva ♪

♪ Non chiedermi perché ♪

♪ Di tempo ne è passato ♪

♪ Ma sono ancora qua ♪

♪ E oggi come allora ♪

♪ Difendo la città ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Alé! Alé! Alé! ♪

♪ Un giorno, all'improvviso Mi innamorai di te ♪

♪ Il cuore mi batteva ♪

♪ Non chiedermi perché ♪

♪ Di tempo ne è passato ♪

♪ Ma sono ancora qua ♪

♪ E oggi come allora ♪

♪ Difendo la città ♪

[sospira]

[ondeggiare del mare]

[verso di gabbiani]

[Tesorone] E comunque, Dio non ama il mare.

Ricordatevelo, Dio non ama il mare.

Arrivederci.

[suona "Che cosa c'è" di Gino Paoli]

[ondeggiare del mare e verso di gabbiani]

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