All language subtitles for Laltro ispettore (2025) S01E02

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Original subtitles

Il libro di Sottotitoli e Revisione a cura di QTSS Veloci, veloci!

Parliamo di inclusione.

È una parola importante perché ci riguarda tutti e tutte da vicino.

Ma che cosa vuol dire inclusione?

Andiamo a vedere cosa ci racconta il vocabolario.

Maestra, posso andare in bagno?

Sì, vai Simonetti.

Inclusione è la capacità di promuovere la

coesistenza e la valorizzazione delle differenze.

Secondo me gli piace.

Ma che è?

È una sfida.

Che succede?

Cerchiamo quello che non c'è.

A volte.

È proprio l'assenza che rivela la presenza di qualcosa.

Cioè, noi scopriamo che qualcosa esiste proprio perché non c'è.

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

Sai chi l'ha detto?

Chi l'ha detto?

Lavoisier, un chimico.

Mariotti, i conti devono tornare sempre.

Quindi se qualcosa manca, prova che quel qualcosa esiste o esisteva.

Solo che adesso non sappiamo dov'è o cosa è diventato.

L'uomo si chiama Abib Moradi.

È stato abbandonato di fronte al pronto soccorso in fin di vita.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato.

Succede piuttosto spesso.

Ma del sindacato lo sappiamo bene.

Accadono incidenti sul lavoro e...

Per non andare incontro a conseguenze fingono che

l'incidente sia avvenuto da qualche altra parte.

Abbandonando la vittima di fronte al pronto soccorso.

Perché non possono rischiare che subisca danni

permanenti o, peggio, che ci rimetta la vita.

In questo caso abbiamo ragione di credere

che l'incidente sia avvenuto in un cantiere.

E cosa glielo fa pensare?

Abib Moradi mi aveva avvicinata.

Per denunciare una ditta di costruzioni che avrebbe al suo interno lavoratori in nero.

Se fosse vittima di un incidente potremmo far bloccare subito il cantiere.

E porre fine alle assunzioni al nero.

Esatto.

Dottoressa Masetti, secondo lei io posso parlare col signor Moradi?

Purtroppo no.

Abib Moradi è in coma e non ha mai più ripreso conoscenza.

La moglie della vittima.

Si chiama Zadeh.

Viene dall'Iran.

Sono tutti regolari.

Sono arrivati in Italia con il ricongiungimento, però parla ancora poco l 'italiano.

Buongiorno, Zadeh.

Lui è Domenico Dodaro, l'ispettore del lavoro.

Salve.

Ispettore.

Mio marito.

Bravo, bravo.

Brava persona.

Grazie.

Abbiamo già contattato la nostra mediatrice culturale.

Lei conosce la lingua.

Sappiamo chi l'ha soccorso?

Sì.

La dottoressa Clerici.

Lei lo sa, ispettore, che non sono autorizzata

a parlare dello stato di salute del paziente.

Peraltro la PM ha già richiesto la cartella clinica.

Ma certo, ci mancherebbe.

Non le chiedo questo.

Volevo solo avere un suo parere.

Secondo lei, quando il signor Moradi è

arrivato in ospedale, le lesioni erano recenti?

Per forza.

Perché?

Beh, perché è ancora vivo.

Ora mi scusi, ma devo andare.

Se lo chiedete a me, i medici sono degli eroi.

Sì, ma non ci ha detto niente.

Al contrario.

Ci ha detto che con le lesioni riportate, se

non fosse arrivato subito, sarebbe già morto.

Mariotti, abbiamo una mappa?

Abbiamo di meglio.

Abbiamo le cartine sul cellulare.

Io la preferirei analogica.

Cioè una cartina di carta?

Una cartina di carta.

Seguimi.

Allora, innanzitutto io gli ordini non me li prendo

da nessuno e poi è inutile che fai il grosso.

Perché è questo il campo da calcio.

Sì, ma io non voglio andare a questo campo.

Dove vuoi andare?

Seguimi.

Dove vuoi andare, scusa?

Non possiamo uscire dalla scuola.

Senti, se c'hai paura, pazienza.

Ti volevo portare a un vero campo da calcio, ma si vede che non c'hai il coraggio.

Da che parte è?

Vieni, seguimi.

Questo è il tentato omicidio d'Odaro.

Moradi era finito in un giro di strozzini, voleva denunciare.

Aveva contattato la polizia e quelli l 'hanno preso prima che parlasse.

Ma se qualcuno avesse voluto mettere a tacere

Moradi, che senso avrebbe avuto portarlo in ospedale?

Magari volevano spaventarlo, non ammazzarlo.

Le persone senza documenti sono vulnerabili, lo sai?

Sì.

Ma se quelli che l'hanno portato al pronto soccorso

fossero stati con lui, per esempio, in un cantiere?

Mariotti!

Sì?

Scusi, eh.

Un secondino, sono... Perché?

Sono una cosa tra vecchi amici.

Ma non è che niente niente con questa storia c'entra il tuo papà?

Cosa?

Mio padre?

No.

Ha avuto un incidente in un cantiere, giusto?

Oddio.

Magari sì.

Forse quello che faccio, compreso questo mestiere,

viene proprio da lì, dall'incidente di mio padre.

Ma ciò non toglie che se c'è anche una sola possibilità che si tratti di un

incidente sul lavoro, vale la pena indagare.

Ma non ci sono elementi.

Tutto quello che sappiamo di Moradi è che non aveva con sé il permesso di soggiorno.

E che non ha asporto denuncia di smarrimento per non essere ricattato.

Forse il permesso gliel'ha trattenuto il datore di lavoro.

Purtroppo a quei lavoratori immigrati capita.

Non lo restituiscono, così li hanno in pugno.

Ma non ci sono gli elementi per dimostrarlo.

Dai, su.

Stai tranquillo comunque, perché sicuramente

la cartella clinica ci dirà qualcosa in più.

Giusto.

E almeno così capiremo se le lesioni riportate da

Moradi sono compatibili con un incidente sul lavoro.

Oppure sono il frutto di un pestaggio.

Questa macchina...

Posso?

Io con le macchine del caffè ho un rapporto, diciamo.

Bravo.

Hai trovato il piano B.

Casomai non dovesse andare bene il primo lavoro.

Esatto.

Ma poi abbiamo capito come hanno portato Moradi al pronto soccorso, con che veicolo.

Ci sono i video delle telecamere di sorveglianza, un furgone rosso.

Ma ovviamente hanno coperto la targa.

Procuratore Pacini, ecco a lei il caffè.

La terrò informato, ispettore.

E la chiamerò se vorrò un altro caffè, tanto in

bicicletta dall'ispettorato a qui, un attimo.

Ci conto.

Ciao Massimo.

Ciao Luca.

Ciao Andy.

Ciao, mi raccomando.

Allora?

Sfida?

La dottoressa ci ha detto che chi l'ha scaricato al pronto soccorso...

avrebbe avuto meno di 20 minuti per portarlo vivo all'ospedale.

Quindi... il posto dove si è ferito Moradi... non può essere più lontano...

di così.

Scusami.

È la scuola.

Sì, buongiorno.

Arrivo subito.

Non trovano Mimi.

Ispettore, sono Liotta, il dirigente scolastico.

Posso sapere cosa è successo?

Dov'è mia figlia?

È scomparsa assieme a un compagno di scuola.

Simonetti.

Da quanto tempo?

Dall'intervallo.

Dall'intervallo.

Grazie.

Andiamo, Liotta.

Sì Ale, sono io.

Mimi è con te?

No, non è a scuola.

Non risponde al cellulare.

Chiama gli ospedali, io chiamo mia madre.

Dai mamma, rispondi.

Mamma, sono io.

Mimi è con te?

No, non è a scuola.

Non è neanche con Alessandro.

Appena hai notizie fammi sapere.

Grazie.

Dove andiamo?

Non lo so.

Non so più chi chiamare.

Aspetta, provo con Raffaella.

Lucrezia.

Dimmi, Lulu.

Oddio, grazie.

Va bene.

È mia sorella.

Ha geolocalizzato Mimi.

Andiamo.

Dai Mariotti.

Vedi?

Questo è il posto della mia famiglia.

Ma dai.

Guarda che sennò io ti stracciavo eh.

Sì, sì.

Ti stracciavo.

Sì, sì.

Mimi.

Papà.

Amore.

Papà, mi strizzoli.

Amore mio.

Stai bene?

Sì, sto bene.

Sono tutta intera.

Ma cosa ti è venuto in mente, eh?

Mi dispiace che devo dare una reazione a questo bolletto qua.

L'idea è stata mia.

Ti facevo proprio gli occhi così minuti.

Ma tu chi sei?

Luca!

Luca, fermo dove sei?

La mamma del Puglione amava l'alcol negro.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

E' la scuola per la quale lei aveva una cotta quando era ragazzino.

Che cosa dobbiamo fare con te?

Me lo dici, eh?

Sono mortificata.

Sono sicura che questa bravata ha un'idea di

mio figlio, quindi se c'è un modo per zebitarne.

Eleonora.

Mimmo.

Mimmo Dodaro.

Eravamo a scuola insieme, sì.

Ma certo, io mi ricordo di te.

Tu eri quello che aveva vomitato nell 'armadetto dello spogliatoio De Maschi.

Che tu poi stavi sempre in giro insieme a... come faceva di nome?

Raffaella.

Rifalta Pacini.

Sì, noi la chiamavamo così perché era una che protestava per qualsiasi cosa.

Che poi voi due stavate sempre in giro a distribuire volantini invece che a lezione.

È successo una volta sola mentre eravamo in occupazione.

E quella è tua figlia?

Sì.

No, ma è un amore.

Come ti chiami, tesoro?

Piacere, Amalia.

Papà, dobbiamo andare.

Vieni, eh.

Aspetta un attimo.

Vieni, vieni.

Come la Bohème.

Quella di Puccini si chiamava Lucia.

Allora, visto che i nostri ragazzi sono diventati amici, io proporrei di

scambiarci i numeri di telefono, no?

Non si sa mai.

Eh, certo.

Eh, Mario ti ha il mio cellulare?

Me lo segni, eh?

Un secondo.

Cioè...

Amalia Dodaro.

Dove credi di andare?

Che vuoi fare?

Unirmi?

Non puoi fare così.

Io non posso perderti.

Punto.

Ma tu non ci sei.

Non ci sei più.

Come non ci sono più?

Non ci sei mai.

Ultimamente è sempre così.

Solo lavoro.

Nient'altro.

Rispondi, non ti preoccupare.

Non importa.

Si importa il tuo lavoro.

Tu sei importante.

Mariotti!

Mi prendo mezza giornata di permesso.

Ispettore?

Che c'è, Mariotti?

Io non vorrei disturbarla, però è arrivata la cartella clinica.

La cartella clinica?

La cartella...

Ferma tu.

Mariotti, ascoltami bene.

Controlla tutte le attività, le aziende, i cantieri attivi dentro il cerchio blu.

Dentro il cerchio blu?

Esattamente, Mariotti.

Ho deciso.

Ti punisco.

Sì, sì.

Ti punisco.

No, no, no.

Vuoi farmi lavorare?

Sì, sì.

Papà, guarda che la prossima devi girare a destra.

Papà, c'è la discesa.

Sì, tranquilla, amore, che io porto la bicicletta da prima che... Fortuna!

Fortuna che ti occupi di sicurezza.

Amore, eccomi.

Grazie.

Ti prego.

Ci ho azzeccato col pistacchio?

Sì, stavolta sì.

Sì, grazie.

Un altro motivo per cui mi manca la mamma.

Lei era l'addetta allo sport e ai gelati.

Io invece mi occupavo di musei e compiti di matematica.

Lo so che manca tanto anche a te.

Mi dispiace, non sono un granché come papà.

Tu sei una roccia, invece.

Ma ti volevo dire una cosa, non c'è niente di male essere

fragile, e se a volte non stai bene, va bene lo stesso.

La mamma me l'aveva detto.

Cosa?

Che dovevo avere pazienza con te, che tu ti saresti chiusa nelle tue

cuffiette, che io mi sarei dovuta prendere cura di

te finché ti fossi ricordato che sei il mio papà.

Insomma, io aspetto.

Amore, buongiorno.

Amore...

Allora, adesso io vado, la colazione è pronta, e a te ti accompagna Alessandro.

Poi, se ti dovesse mancare la bicicletta...

No, no, mi è finita abbastanza.

Sveglio, su, dai.

Siamoci.

Il refetto dice che c'erano tracce di malta

sugli abiti di Morandi, di quella impermeabile.

Aveva ragione lei, Ispettore?

La Dottoressa Pacini direbbe che non è abbastanza.

Perché?

Perché ha subito un politrauma con fratture multiple ed emorragie interne,

quindi potrebbe essere caduto da un ponteggio come vittima di un pestaggio.

Ma la malta?

Moradi è un operaio, che se siano trovate tracce

di malta sui vestiti è normale, non prova niente.

Dobbiamo trovare il cantiere.

Allora, che dicono le denunce di inizio ai lavori di questi due?

Allora, questi stanno rifacendo una sala da concerti,

mentre questi stanno rifacendo un intero edificio.

D'accordo, partiamo dal secondo, andiamo.

Scusi eh, perché si parte dal secondo?

Perché la malta trovata sui vestiti del signor Moradi è impermeabile.

Quindi?

Si usa per gli esterni.

Bravo Mariotti.

E stai facendo progressi.

Vedi Mariotti, si diceva che quando qualcuno è assente non vuol dire che non esista.

Chi lavora in nero non è protetto.

Non ha diritto a una pensione.

È invisibile, però esiste.

Questa persona ha una famiglia, due bambini piccoli, un passato e una persona.

E noi abbiamo il dovere di fare tutto il

possibile per tutelare lui e la sua famiglia.

Niente ponteggi.

Allora, la ditta è BN67, il proprietario è

Benedetto Neri, però attualmente è fuori Lucca.

Ma si può parlare con il direttore dei lavori che è dentro?

Diego Babotti.

Ragazzi, ferma, ferma!

Sono Domenico Doda, rispettore del lavoro del brigadiere Mariotti.

Buongiorno Babotti.

Prego.

Vedo che avete rifatto il tetto, ma di impalcature nessuna traccia.

L'abbiamo smontato almeno dieci giorni fa.

Ho i documenti, se vuole li rimostro.

Mi scusi, come mai avete smontato i ponteggi esterni?

Se dovete rifare l'intonaco.

Al momento gli operai sono impegnati su altro.

Stanno lavorando al massetto dei pavimenti.

I conti devono tornare sempre, altrimenti la voce è chi lo sente.

La voce?

No, guardi, qui non c'è nessun la voce.

Una cortesia, dovrei parlare con il capo cantiere.

Stefano Ligi.

Prego.

Grazie.

Buongiorno.

Buongiorno.

Ispettore, mi dispiace, non mi risulta che ci sia

nessuno che lavora qui e risponda al nome di...

Abib Moradi.

Moradi?

Moradi.

Tanto più che noi si prende solo gente in regola a lavorare, quindi...

Mi scusi, e come fa a sapere lei che Moradi non era in regola?

Se siete venuti via addirittura a fare un 'ispezione,

qualcosa che non va questo Moradi ce l'avrà.

O mi sbaglio?

Abib Moradi?

No, mai sentito.

Che cos'è?

Arabo?

No, perché poi noi gli arabi neanche li prendiamo.

Al limite calabresi.

No, vabbè, si fa per scherzare.

Dunque, signor Manni, lei è il responsabile della sicurezza.

Sì, esatto.

Io lavoro in ditta, sarà dieci anni.

Tutta gente a posto, tutti italiani.

D'accordo.

Grazie, buon dare.

Vabbè, buon lavoro.

Buon lavoro.

Secondo me ci nasconde qualcosa.

Poi è anche razzista.

E io, ispettore, i razzisti non li sopporto.

E mi fanno rimollire il sangue come fosse latte sul fuoco.

Purtroppo l'imbecillità non è un reato, Mariotti.

Vai, corri alla scaletta.

Uno avanti, uno dietro.

Coordinata.

Bravissima, bravissima, bravissima.

Vai, scatto.

Vai, vai, vai, vai.

E così, brava.

Benissimo, vieni.

Vai, Suga.

Sei un fenomeno, sei.

No.

Sei tu che sei un bravo allenatore.

Perché non lo fai di mestiere?

Che ci vuole?

Che ci vuole?

Magari un paio di gambe buone.

Senti un po', signorina.

Non va mica bene quello che hai fatto con Simonetti, eh.

Mi dici perché vai in giro con quel teppistello, te?

Io non lo sopporto, Simonetti.

Né lui, né la madre.

Non puoi capire come faceva la smorfiosa con papà.

Davvero?

Mai capito.

Permesso.

Scusate, scusate.

Però ho pensato che un po' di zucchero facesse bene al cervello, ai ragionamenti.

Ma non dovevi, guarda.

Offri le paste a Vincenzini e ai ragazzi che saranno felicissimi.

Ma che bello, grazie.

Allora?

Dimmi, dimmi, dimmi.

Come se la cava?

Una ragazza eccezionale.

Se deve solo ambientare.

È un po' preoccupata, metti, che il babbo si fidanza.

Scusa, ma chi si fidanza?

Con chi...

È fuori norma.

Non è autorizzato.

Ah, il giunto, sì.

Chi è quel delinquente che lo fa?

Lo utilizza in un cantiere.

BN67.

Un tale Benedetto Neri.

Lo conosci?

Lo conoscono tutti.

Da un po' di tempo però.

Anni che non lo sentivo parlare.

Quella è gente brutta, Domenico.

Davvero.

Io vado.

Mi dovevi chiedere qualche altra cosa?

No.

No, no.

Nient'altro.

Buon lavoro, eh.

Grazie.

Permesso?

Ah, Mariotti, vieni.

I documenti ci indicano che il ponteggio che hanno dichiarato di aver smontato

dieci giorni prima non supera i dieci metri.

Mentre la facciata dell'edificio è di almeno 18 metri.

Quindi hanno aggiunto un livello al ponteggio.

Ma non ci sono segni d'ancoraggio.

Eh, ma per mentire su una cosa così importante devono essere tutti d'accordo.

Abbiamo un trolley.

Fantastico.

Mariotti, dai!

Ispettore.

Ti devo parlare.

Ora.

Buongiorno.

Sì.

Generale, è l'Ispettore Totaro.

Stiamo lavorando a un caso grave.

Se mi dà un attimo, poi torno subito.

Scusi, scusi ancora per l'interruzione.

Oh!

Ma che si fa così?

Mariotti, cinque minuti che sennò mi salterà.

Non qui.

Mariotti.

Cinque minuti.

Cinque minuti.

Che facciamo?

Ridecoriamo la procura?

Questo è l'unico cantiere abbastanza vicino al pronto

soccorso da consentire a Moradi di arrivarci vivo.

È dbn 67 e ci siamo stati stamattina.

Solo che ho trovato questo.

Un giunto irregolare.

E prova che lì un ponteggio c'è stato e che non era norma.

E dato che le ferite indicano che potrebbe essere caduto da un ponteggio...

Oppure che è stato vittima di un 'aggressione.

Te l'ho detto.

Aveva contattato la polizia per denunciare di essere sotto ricatto.

Sei duro.

E la moglie che dice?

Non vuole parlare.

Ha paura.

Senti, io torno dal generale perché mi saltera.

Se c'ha delle novità, te le dico.

Va bene?

Mettete via, per favore.

Pulite sta roba.

Si fa una pausa.

Che dici?

Che stavo cercando una cosa che doveva stare nel faldone e non c'è.

Senti, Mimì dice che hai fatto colpo.

La fortunata Achille.

Lascia stare.

Quale colpo?

Non è alla mia portata e non lo sarà mai.

E chi sarà mai?

La principessa del Galles?

Peggio.

Eleonora.

Eleonora Lagonegro.

La figlia di Lagonegro?

Papà lavorava per Lagonegro.

Era direttore tecnico, giusto?

Giusto.

Tu mi hai sempre raccontato che era sul cantiere

per un'ispezione il giorno dell 'incidente.

Sì, perché ogni tanto lavorava come ispettore a contratto.

E allora?

L'altro giorno ero in archivio con Vincenzina e ho pensato che doveva esserci

il faldone con tutto il materiale sull 'incidente di papà.

Domenico.

Ancora con questa storia?

Ale, quando è successo era un ragazzino.

Voglio capirci di più.

Comunque, Vincenzina mi ha dato il faldone e

avrebbe dovuto esserci il contratto d 'incarico.

Non c'è.

Non c'è che dirti.

Le carte non le ho mai viste anche perché in quel periodo io ero in riabilitazione.

La Harla, poverina, si è occupata un po' di tutto e ha fatto quello...

Grazie Ale, sei un genio.

Un genio.

Io, scusami, adesso... Grazie, eh.

Ale?

Ale?

Sì?

Ti piace ballare?

Ballare?

Sì, come non mi piace?

Certo che mi piace.

Con la sedia è un pochino più difficile, ma ho sviluppato una tecnica.

Vieni, vieni che ti faccio vedere.

Che c'ho?

Sta fermo.

Ma non è che sei anemico?

Ma che sei diventata medico adesso?

Eh certo, le streghe un tempo erano tutte medici.

Vieni, fammi sentire il polso.

Senti mamma, ti posso fare una domanda?

Dimmi tutto.

Per caso hai tenuto le carte di papà?

Sì, ho tenuto tutto.

Non sono riuscita a buttar via niente.

Però non lo sa nessuno, quindi mi raccomando.

Vieni.

Ti capisco benissimo.

Non ho ancora portato le ceneri di Laura.

Mamma, bisogna andare avanti a un certo punto.

Laura non vorrebbe vederti così.

Mi stai parlando come i miei miei?

Ma non è che niente niente ci deve essere d'accordo?

Sai come si dice?

Tale nonna, tale nipotina.

E che nonna, e che nipotina.

Andiamo.

Prenditi la giacca perché giù fa freddo eh.

Ecco, è tutto qua.

Ma sono tutte dei papà?

Ti lascio solo con tutte queste cose.

Ma non ti dici perdere dentro eh.

Mariotti, mi scusi se la disturbo fuori dall'orario

di lavoro, però il dispettore Dodaro non mi risponde.

È con lei per caso?

No, no, no.

Non si preoccupi, va bene.

Preferisco dirglielo di persona.

Buona serata, la ringrazio.

Uh.

Guarda un po' chi c'è.

Scusa l'improvvisata, ma il disastro che ha

combinato mio figlio volevo farmi perdonare.

Allora ha chiamato un ispettorato, un certo Mariotti.

E ti dico che ti giochi.

Ora scusatemi, li lascio soli.

Scusate eh.

Birretta?

Dopo il divorzio col padre di Luca, è sparito?

Letteralmente evaporato, io mi ritrovo a lavorare

e a gestire mio figlio da sola, che è impossibile.

O forse sono io che come monogenitore sono pessima eh.

Guarda, ti capisco benissimo.

Hai pessimi monogenitori.

Hai vecchi amici.

No, veramente, nei due amici non lo siamo mai stati.

Che stai dicendo?

Ma tu non mi calcolavi proprio.

Ero invisibile, come giusto che fosse del resto.

Ti amavo in silenzio.

Ma smettila.

Allo stadio.

Tu.

Neanche sapevi chi fossi.

No, ma sono passati vent'anni.

Ma tu non mi vedevi proprio.

Io neanche se ti passavo davanti, vestito da

melanzana su un cavallo bianco, mi avresti notato.

Però adesso che sta su un triciclo, vestito da uomo...

Ti vedo.

Io adesso vado a prendere una giacca nuova.

Ti aspetto qua.

A cambiarmi il cappotto e arrivo.

Un secondo solo che...

Raffaele!

Sei tu!

Sì, fino a prova contraria.

Non ti si può nascondere nulla, ispettore.

Come mai... qui?

Mariotti mi ha detto che eri qui.

Non rispondi al telefono?

Eh, io devo farlo trasferire, Mariotti.

Ed Eleonora Lagonegro... Ma non mi dire!

Ma sei stupenda!

Non l'avrei mai detto.

Aspetta, com'era?

Donatella, giusto?

Rivolta Pacini per te, mi pare, no?

Peccato che devo andare via.

Lavoro, sai.

Ciao.

Devo andare via anch'io.

Lavoriamo insieme.

Come ai vecchi tempi.

Raffaella!

Lavoriamo insieme.

Ma è ridicolo.

Sono passati vent'anni.

Tutto questo, credimi, non ha senso.

Mimì è scappata col figlio di Eleonora Lagonegro.

Ma ti stai giustificando?

Ti giustifichi?

No, perché se guarda a me non me ne importa nulla.

Ma ti stai giustificando?

Perché a me figurati che cosa me ne importa dopo vent'anni della Lagonegro.

Ma non mi stoi.

Guarda, concentriamoci sul caso, per favore.

Vuoi dirmi dove stiamo andando?

Dalla moglie di Moradi.

Finalmente ci vuole incontrare, quindi cerchiamo

di farle dire qualcosa di utile, per favore.

Mio padre faceva l'operaio.

E giocava a calcio.

Anch'io ho avuto mia moglie in ospedale.

E ho una figlia più o meno dell'età.

Del suo.

Quanti anni hai tu?

Sette.

Sette.

Io a calcio sono un disastro.

Tu come giochi?

Io sono bravo.

Come mia figlia.

Una fuori classe.

Io sono diventato ispettore del lavoro per

difendere i lavoratori e le lavoratrici come lei.

Come suo marito.

E come mio padre.

E a volte non so se ci riesco.

Nel frattempo trascuro mia figlia e penso che

per mio padre sarebbe una grande illusione.

Se il suo padre la potesse vedere, sarebbe orgoglioso.

Peri tu.

Peri tu.

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Grazie al lavoro duro di suo marito e ai sacrifici.

Per assicurare un futuro ai loro figli.

Una vita migliore.

Due mesi fa gli hanno rubato il permesso di soggiorno.

E questo duplicato?

Non lo trovano.

È per il nome.

L'hanno segnato male.

Purtroppo succede continuamente.

Io mi ammetterei.

Vieni.

Se vuole che possa pagare il permesso di soggiorno, Per ripagarsi il permesso di

soggiorno gli hanno detto che doveva lavorare per metà della paga normale.

Poteva avere un nome?

Numero di telefono?

Pagina?

Non ho nessun nome con loro.

Lei può testimoniare che non ha avuto contatti con il criminale?

Il mio padre non mi ha chiesto.

Mi ha chiesto di proteggere me e i miei figli.

Il suo marito non lo permette di lavorare?

Voleva.

Voleva tenere lei e i figli al sicuro.

È evidente che i ladri caporali che reclutano le vittime siano collegati ai cantieri.

Potrebbe.

Però continuano a non esserci le prove che sia stato un incidente sul muro.

E non siamo nemmeno sicuri che lui fosse effettivamente in cantiere quel giorno.

Scusa.

Facin?

Sì.

Sì.

Grazie di avermi informato.

Moradi non ce l'ha fatta.

Forse ha ragione Raffaella.

Ma se è un pestaggio, perché mentire sui bonteggi?

Solo per nascondere un giunto fuori norma

oppure c'è stato effettivamente un incidente?

Se potessi provare che Moradi era in cantiere quella mattina, ma come?

Vicenzina!

Oh, buongiorno Mariotti.

Buongiorno.

Ma dove?

È da stamattina che è così.

Ispettore!

Ispettore!

Ispettore, guardi cosa le ho portato.

La BN67 non è nuova alle segnalazioni per i lavoratori in nero.

Ma non sono mai riuscito a trovare le prove.

E Mimì come sta?

Tutto bene?

L'abbiamo geolocalizzata, ormai non scappa più.

Anzi, dovrebbero brevettarlo questo sistema, perché per le famiglie andrebbe a ruba.

Mariotti.

Sì?

Ti do una brutta notizia.

L'hanno già brevettato.

Ma certo.

Ma io come farei senza di voi?

Vicenzina, ti sistemo tutto, eh.

Promesso.

Raffaella, è urgente.

Devi venire subito a casa di mia madre.

Sì, lo so che è mattina presto, ma forse ho le

prove che mora di avere in cantiere quel giorno.

Non sono passata da casa, perché?

Che c'è?

Allora?

Tesoro, sei stupenda, sembri una rock star.

Grazie, signora Carla, troppo gentile.

Buona giornata, tesoro.

Ciao.

Allora?

Corri, corri, fai in fretta le prove, subito, vieni.

Lucrezia... Di qua?

Sì, sì.

Mia sorella si occupa di cybersicurezza.

Eh sì, ho geolocalizzato il numero di telefono

e... forse dirlo a un APM non è una buona idea.

È colpa mia.

Perdonami, non c'era il tempo di chiederti

l'autorizzazione e ho chiesto un favore a Lucrezia.

Sì.

Guarda i dati.

Coincidono.

Moradi quella mattina era in cantiere venti minuti

prima di essere scaricato da un pronto soccorso.

Quindi è vero.

Gli operai del cantiere hanno mentito.

E se hanno mentito li possiamo incastrare?

Sì, però dobbiamo spicciarci, perché se scoprono

della morte di Moradi potrebbero scappare.

Grazie, Lucrezia.

Niente.

Non lo fare mai più.

Mai più.

Prego.

Arrivo.

Sono Pacini, per il caso Moradi.

Mi servono due volanti al cantiere di BN67 e demandati

d'arresto per Babotti, Diego, Ligi, Stefano e Manni Rocco.

E vai ad arrestarli vestita così.

Certo.

No, Domenico.

Te l'ho detto, ho dormito fuori, ho il cambio.

Mi passi le cose mentre andiamo.

Sal... sali.

Eh, sto salendo.

Stefano, è morto.

Quello lì è morto.

Ma chi sarà te?

Tutti, lo dicono tutti.

Andiamo.

Io devo sparire.

E tu mi devi aiutare, capito?

Quello lì è morto.

E io voglio avere le spalle coperte.

Hai capito?

Eh?

Sì, certo.

Altrimenti faccio un casino, hai capito?

Faccio un casino.

Fermi.

Carabinieri.

Sì, stai fermo.

Vieni, vieni.

Formale, andata.

Signor Babotti, conferma la nomina del suo avvocato.

L'accusa è omicidio volontario a Botti.

Non ho ucciso nessuno io, è sopravvivenza e non

faccio lo strozzino, io procuro soltanto gli operai.

Per conto di chi?

No, no signora, non funziona così.

Se io faccio il nome delle ditte che assumono gli

operai in nero e testimonio, voglio patteggiare.

E comunque non è stato un omicidio, è stato un incidente.

Il giunto faceva schifo, lo dicevo io.

Forse lei non ha capito, il signor Maradi è morto.

Per l'omicidio colposo la reclusione va da sei mesi a cinque anni.

Se il fatto è commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli

infortuni sul lavoro, e quelle cose cambiano.

Parliamo di una pena che va da due a sette anni di reclusione.

E la signora qui farà in modo che siano sette e che lei li sconti tutti.

Grazie alla testimonianza del Babotti abbiamo rinvenuto i documenti che

smascherano la rete di sfruttamento del lavoro

nero, che coinvolgeva il cantiere e non solo.

Magni e leggi li abbiamo arrestati.

Il titolare di BN67, Benedetto Neri, lo stiamo cercando.

Ottimo lavoro.

Sì.

Scusami, ma ho delle cose in sospeso.

Ho dimenticato il cellulare.

Raffa, ti giuro che...

Non sono affari miei e onestamente non ho neanche voglia che lo diventino.

Lo sai giusto, giusto, ora mi dovrà chiamare.

Gello, vai, vai, vai, vai, corpo basso, blu, blu, brava, brava, muovi le braccia,

bianco, vai che questo fa bene ai quadricipiti.

A cosa?

Pingi veloce, corriamo, vai, corri, corri, vai, vai, muovi le, muovi le,

e tira, vai, brava, vai uno scattino, fallo, brava, brava,

pronta, e tira, brava, brava, vai ancora, torna indietro.

Lo sai che ho capito finalmente cosa manca?

Cosa manca di cosa?

Nelle carte di papà.

Ho scoperto cosa manca.

Nel faldone non c'è il contratto d 'assunzione.

Ed è strano come ti dicevo perché lui teneva sempre tutto.

Mio padre lavorava per la Lago Negro dal 96.

Beh, non esistono buste paga dall'ottobre 2000 in poi.

Ma papà è morto nel 2002 e all'inps non risultano

versamenti previdenziali dal 2000 al 2002.

Mio padre è stato senza lavorare due anni e noi non ne sapevamo niente, ma c'è di più.

Se la ditta che stava ispezionando al momento della sua morte ci ha risarcito e

doveva averlo assunto per forza, ma quindi la ditta Lago Negro l'aveva licenziato?

Perché?

Quando?

E perché nessuno ne sapeva niente?

Basta con quella roba, papà.

Sì.

È il momento di fare una cosa che avrei dovuto fare da te.

Mimì!

Cosa?

Mimì, basta così!

Basta!

Mami, già!

Vieni!

Dobbiamo andare in un posto.

Buongiorno, Pietro.

Lo sai che il tuo nonno era un grand'uomo?

Sì.

Teneva tanto alla famiglia, agli amici.

E poi è uno che si è fatto da solo, eh.

Da semplice operaio è diventato direttore tecnico d'una grande impresa.

Era il migliore.

Onesto.

E questa sua onestà l'ha pure pagato.

Eh sì.

Era orgoglioso del suo figliolo.

E sarebbe stato pazzo di te.

E lo sai qual è il modo migliore per ricordarlo, per sentirselo sempre vicino?

È di vivere.

Di vivere e di andare avanti.

E questo è quello che avrebbe voluto lui.

Ti aspettamo.

Grazie, scendo subito.

Dai benissimo.

Eccomi.

Grazie.

Mandora.

Mandora.

Ciao, amore.

Eccoci.

Allora, si è portato un horror da NASA, i pop corn.

L'horror ve lo scordate.

I pop corn li potete mangiare, ma mi raccomando non fate tardi.

Io ho la pizzata col gruppo di sostegno, ma faccio il prima possibile.

Tranquillo, Ale.

Mimì è super felice di stare con l 'azietta, vero Mimì?

Sì.

Speriamo bene.

Senti, in Guì sono uccelli.

Ma hanno rimesso amici.

Le loro ali si sono trasformate in pù.

E oggi volano.

Sott'acqua.

Vai con l'horror che è pronta per bambini.

andiamo.

30 supporti Paura?

No.

VENDIUO Bisogna che tieni a bada il giovane Dodaro, perché

altrimenti è peggio per tutti ma soprattutto è peggio per lui.

Ci siamo capiti?

Sì, Medici.

Ci siamo capiti.

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