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Original subtitles

Alla prossima!

Ciao amore mio.

Oggi la giornata inizia così.

Ti amo.

Poi

ricordati di fare la giunta al filo.

Va bene che ti salta una perla.

E' ora d'alzarsi.

Dimmi.

E' ora d'alzarsi.

Ehi.

Domenico.

Ehi.

Domenico.

Che succede?

Stavo scrivendo un biglietto.

Ti volevo ridare questo.

Io ho visto.

Te e mia madre ieri sera.

Vi lascio casa libera.

Ascoltami.

Domenico aspetta.

Domenico.

Ehi.

Dove vai?

Aspetta.

Vieni qui.

Dai.

Matto.

Dove dormi?

Nel divanetto.

C'è il festival di Puccini.

Ho chiamato tutti gli alberghi.

E' tutto pieno.

Comunque vedrai che è una cosa temporanea.

Troverai il bambino.

Scriveremo un appartamento.

Ma almeno mi vuoi spiegare cosa è successo per scappare via così?

E' successo che queste sono cose da bambini.

Cioè... tu sei una bambina.

Queste sono cose da adulti.

E sbricchiamoci sennò facciamo tardi a scuola.

Dai.

Ma è per nonno Alessandro, vero?

Stanno insieme?

Tu lo sapevi?

Quando siamo arrivati lui stava da lei.

Tutte le volte che sono venuti a trovarci erano insieme.

Va beh.

Comunque... E' ancora una cosa bella, no?

Bellissima.

Andiamo forza che è tardi.

Ovviamente io... Non ti fidi.

Buongiorno.

Ciao.

Tutto bene?

Chi dice che noi bambini abbiamo una vita semplice?

Beh, non conosce la mia.

E amore... Lo zainetto.

Ispettore.

La raggiungo in macchina.

C'è stato un grave incidente alla cava di marmo.

Ma lo sa che anche mio nonno lavorava in cava?

Davvero?

Sì.

Vicino Matera.

Risponda pure.

Dicevamo.

Risponde?

I soliti call center.

Senta eh.

E mio nonno la sera quando rientrava a casa beveva sempre mezzo litro di latte.

Per ripulirsi da tutta la polvere di marmo che aveva.

Come aveva respirato.

Comunque ora si arriva al poggio.

Si lascia la nostra macchina e si monta sui quattro per quattro e si va in cava.

Allora?

Ha detto di no, vero?

Lo sapevo che bisognava parlarci prima.

E ora che si fa?

E che si fa?

S'aspetta.

Hai visto com'è fatto Memmo?

Cosimo Papini, il titolare.

Domenico Dodo, rispettore del lavoro, brigadiere Mariotti.

Ci tengo subito a dirvi se è trattato di un tragico incidente.

Duccio sulla sicurezza non transisce.

Chi è Duccio?

Duccio Cioni, il mio capo cavatore.

Dove è avvenuto l'incidente?

Dall'altra parte della cava, nella zona sud.

Venite.

Vi presento il mio capo cavatore, Duccio Cioni.

Salve.

Un piacere.

Oggi si doveva buttare giù la pancata.

Ho chiesto di prendere tutte le misure di sicurezza necessarie.

Il problema è che il blocco si è staccato all'improvviso e Renato ha avuto la peggio.

Faccia tutti i controlli del DEV, ispettore,

perché qui noi non abbiamo niente da nascondere.

Ci sono testimoni?

Sì, i tre cavatori che ieri si sono occupati di questa

parte della cava, la zona sud, insieme a Duccio.

Va bene, grazie.

Dottoressa, buongiorno.

Ispettore.

Pare che Renato Puzzi sia morto per il crollo.

In che senso pare?

Per ora non posso dirle nient'altro.

I massi di marmo ricoprono quasi interamente

il corpo, preferisco aspettare l 'autopsia.

Va bene.

Scusate, avrei bisogno di farvi una domanda.

Come mai i capelli così bagnati?

Renato era sempre in ritardo.

Stamattina si è presentato un cavalo con i capelli ancora bagnati dalla doccia.

A che ora inizia la giornata lavorativa?

Alle otto in punto, ma le quattro per quattro

aziendali vanno a partire dalle sette e mezzo.

Quindi quella mezz'ora dove si sale tutti a scaglione.

E a che ora sono stati allertati i soccorsi?

Alle otto e diciannove.

Perché?

L'orologio si è rotto alle sette e quarantasette e i

soccorsi sono stati allertati alle otto e diciannove.

Perché è così tardi?

Lei ha con sé il suo cellulare, Ispettore?

Sì.

Lo prenda e controllisi a campo.

E finisce?

Effettivamente non c'è segnale.

Noi per chiamare i soccorsi abbiamo dovuto correre fino a valle.

Ecco perché c'è questo lasso di tempo che mi dà il becco.

Altre dubbi, Ispettore?

No, grazie.

Prego.

Ho bisogno del parere di un'esperta.

Andiamo, grazie.

Professoressa Falaschi!

Ma non mi chiamavi Cecca, dai?

Dopo tutte le merende che hai scroccato a casa mia.

Come sta?

Bene.

E te?

Bene.

Ma sai che mio marito pensava avessi una cotta per me?

No, ma tranquillo.

Mi ha spiegato che al massimo eri interessato a Raffaella.

Comunque non siamo qui per parlare di mia figlia, dai.

Sì.

Vieni, vieni.

E così mi spieghi i tuoi dubbi.

È che quando si arriva sul luogo di un incidente,

di solito c'è disperazione, partecipazione.

Invece alla cava l'unica preoccupazione era quella di contenersi.

Continuare a ripetere che avevano rispettato le procedure.

E qual è la teoria in questo caso?

Per la teoria ancora presto perché ci sono delle cose che non mi tornano.

C'è un buco di mezz'ora.

Tra l'incidente e la chiama dei soccorsi.

I capelli umidi della vittima.

E poi quello strano atteggiamento di cui parlavo prima.

Pensi non sia stato un incidente?

Vorrei poterlo escludere.

Ho portato...

Ah, le campioni.

Sì.

Hai le fotografie del punto di distacco?

Sì.

Questo è un ingrandimento.

L'allineamento della microstruttura del campione di

roccia sembra coerente con i piani della faglia geologica.

Cioè?

Questo cedimento sembra che non sia stato provocato.

Quindi potrebbe essere un distacco naturale.

Esatto.

È dall'alba dei tempi che pensiamo di poter disporre della terra al nostro piacimento.

Ma come diceva Leopardi...

La natura sa essere madrigna e a volte crudele e indifferente al dolore.

Raffaella mi ha detto quello che ti è successo.

Mi dispiace tantissimo.

Però mi ha detto anche che è una figlia straordinaria.

E che Carla e Alessandro ti danno una mano.

Sai che a volte li incontro alle mura.

Sono una coppia dolcissima.

Poi saranno dei nonni fantastici.

Sì.

Grazie veramente per la disponibilità di tutto.

Raffaella, buongiorno.

Buongiorno.

Tu vai a trovare la mia mamma e non mi dici nulla?

No, era per una consulenza sul caso della cava.

Tranquillo, so tutto.

Mi ha già detto tutto.

Comunque deve essere giornata perché tu vai a

trovare la mia mamma e la tua viene a trovare me.

Non ho capito, scusa.

Mia madre è venuta a disturbarti per cosa?

Da quando stai in un residence?

Ne possiamo parlare?

Non c'è niente di cui parlare, Raffaella.

Anzi, dopo mi sente e ti chiedo scusa io per lei.

Mia madre non ti disturberà più e soprattutto non per questa ora.

Ma non mi disturba per niente.

Senti, Domenico.

Ciao.

Ora si mette pure a cercare Raffaella.

Cosa veramente dell'altro mondo.

Ci ho provato.

Queste sono le informazioni che abbiamo trovato su Renato Pozzi.

Mi sapete dire se ha famiglia o qualche parente?

Aveva soltanto un'anziana madre che però non sentiva da un bel po' di tempo.

E come mai?

In realtà la signora non è stata di grandi parole.

Anzi l'ho sentita particolarmente fredda.

Vedo che è di origine di Verona.

E anche questo è strano perché di solito il mestiere del

cavatore è un mestiere che si passa da padre in figlio.

Invece Pozzi ci è arrivato dopo aver girovagato parecchio.

Vedo.

Ma l'esperta cosa dice?

Si tratta di un incidente o no?

Dice che il distaccamento dalla roccia è naturale.

Quindi è un incidente.

Più che un incidente, il destino.

Nessuno può scappare alla propria ora.

Vabbè.

Nel frattempo tornerai a occuparmi dell 'archivio.

Hai visto mai?

Allora Mariotti, andiamo a dirgli che aspettiamo

il referto e se non emerge altro possono ripartire.

Sì, ispettore.

Ispettore, buongiorno.

Buongiorno a voi.

Siamo stati sfortunati.

Guardi il filo.

È così che si chiamano le crepe dentro al marmo.

Quelle nascoste, quelle invisibili.

Me lo spiegava sempre il mio nonno.

In cava si capisce il taglio, se una pietra è integra oppure no.

Ed è questo a far variare i valori di blocco.

Maremma maiala.

È proprio un periodo infame questo.

Prima la neve quest'inverno non ci ha permesso di estrarre.

Poi l'incidente al Pozzi.

Ora c'è anche il filo.

Non ne va dritta una, non ne va.

Ma posso prenderla io allora?

Sì, sì.

Ah, scusi.

Non vi ho neanche presentato.

Lui è Andrea Lippi, il mio marmista.

Sono Domenico Dodo, ero l'ispettore del lavoro.

Brigadieri Mariotti.

Lui realizza opere stupende, eh.

Ne voleva creare una in onore di Renato.

Magari adesso vado, eh?

Arrivederci, arrivederci.

Ma me la dia lei, ispettore, una buona notizia.

Noi siamo in ritardo con una grossa commessa delle mirate arabi.

Posso far ripartire l'estrazione?

Guardi, a meno che non emerga qualcos 'altro, appena arriva il referto dell

'atopsia, io chiedo all'APM gli architetti.

A chi veri il caso, così vi faccio ripartire.

A me mi dispiace tanto per Renato, ma se Duccio non aveva dubbi, lui farebbe

qualsiasi cosa per proteggere la sua squadra.

Grazie mille.

Buon lavoro.

Ancora il call center?

Eleonora, scusami se non mi sono fatto ancora sentire, ma...

Certo.

Ma grazie mille, grazie mille.

Arrivo subito, eh.

Mariotti, dobbiamo sbrigarci.

Ecco papà, eh.

Grazie.

Amore, scusami, eravamo fuori Luca, ci stava un traffico... Tranquillo, pa.

So che era per il tuo lavoro.

Mio padre difende il lavoro di tutti.

È una cosa importante.

E invece mia madre dirige un'azienda.

Pensa un po'.

Luca.

Possiamo andare a casa ora?

No, tuo figlio ha ragione.

Anzi, scusa ancora per il disturbo.

E grazie di aver fatto compagnia a me.

Nessun disturbo, davvero.

E che ne dite di venire a fare merenda da noi?

Dobbiamo andare da nonna per parlare di una cosa successa ad Alessandro.

Ah, spero nulla di grave.

Nulla di grave.

Grazie, eh.

Scusate ancora, sono mortificato.

Ciao.

Andiamo.

Ciao.

Metti la cinta.

Andiamo, Mariotti.

Io lo so che tu non sei d'accordo, ma l'adulto sono

io, quindi deciderò io quando parlare con la nonna.

E poi è tua nonna, però è anche mia madre, quindi avrò diritto, no?

Non basta che non sia mai.

Mimì ha ragione.

Zia Lucrezia!

Per essere adulti non basta essere grandi.

Scusa, e tu come hai fatto a trovarci?

Posso geolocalizzare Mimì, ricordi?

Non è per orgoglio, Lulu, ma è per papà.

Papà?

Ma come fa la mamma a non pensare a lui?

E poi non ti sembra un po' un tradimento?

Papà non c'è più da vent'anni.

Te non c'eri, ma ti assicuro che mamma ci pensa ancora.

Però la vita va avanti e Alessandro c'è stato sempre.

Sempre.

Te lo sai quando si sono messi insieme?

Dato che nessuno me l'ha detto, no.

Quattro anni fa.

Esatto.

Quando Laura ha ricevuto la diagnosi.

Se non te l'hanno detto è stato perché non erano sicuri neanche loro, non ti volevano

dare altre preoccupazioni, ma ci hanno pensato mille volte.

Credimi.

Io purtroppo papà non l'ho mai conosciuto.

Però di una cosa sono convinta.

Che sarebbe contento di saperli insieme.

Spero che prima o poi lo sarai pure tu.

E dai, vieni qua, dammi un abbrac... dammi un abbraccio!

Quindi?

Le ho promesso che ci penso.

Allora niente allenamenti oggi?

Ma scusa, non ti ci posso portare io?

Ma non gli allenamenti di squadra, quelli con Alessandro.

Va bene, allora mi rimetto a studiare.

Mimì, eh no.

Ho detto che ti ci porto io, ti ci porto io.

Preparati.

Papà, ma dove siamo?

Questo non è il nostro solito campetto.

Eh lo so, amore.

Questo ho trovato.

Vabbè, da dove andiamo?

Devo iniziare preparazione atletica o esercizi col pallone.

Scusa, ma la regola numero due della federazione gioco-calcio non stabilisce

che la circonferenza del pallone dovrebbe essere di 68... no, 70 centimetri?

Va benissimo papà.

Senti, tu vai in porta che io tiro, ok?

Io faccio il portiere.

Sì.

Papà, io tiro, eh!

Sì.

Papà, papà io tiro, eh!

Eh?

Sei pronto?

Sì.

Ma secondo le regole della federazione internazionale

gioco-calcio la distanza è tre p... Papà!

Tutto bene?

Sì, sì.

Aspetta, il papà si siede un secondo solo.

È stato... mi alzi le gambe che... ho parato, eh.

Ho parato di testa, però... insomma... ma che ti diamo a mangiare?

Lo so, non è stato un grande allenamento, ma

in compenso abbiamo mangiato un'ottima cecina.

E secondo me questa signorina qui vuole anche una scarpaccia.

Te l'ha

detto Lucrezia dove trovarci?

A dire il vero sono stata io.

Non voglio più che dormi su un divano, papà.

E senza offesa.

Preferisco allenarmi con Alessandro.

Vado a prendere la scarpaccia.

Che hai fatto qua?

No, una... pallonata e... mimì.

So che Lucrezia ti ha già detto tutto.

Però ci tenevo a chiederti scusa di persona.

Non mi devi chiedere scusa di... di niente.

Sei libera di... di fare quello che vuoi.

No.

Dovevo dirtelo prima.

Mimmo, se c'è qualcuno che dovrebbe comprendermi, sei tu.

Tu hai ancora le ceneri di Laura.

Io ho ancora i cappotti di papà nell 'armadio.

E ogni tanto li accarezzo.

Da una parte c'è il dolore per una persona che non c'è più.

E dall'altra c'è il semplice desiderio di non sentire sensi di colpa...

se torniamo ancora a sorridere.

Io Laura non la tradisco.

Ho visto come guardavi Raffaella.

Quello che provi per lei è... è la stessa cosa che io provo per Alessandro.

Amore, fidati.

Loro sarebbero contenti di sapere che andiamo avanti.

Hai capito?

Allora... il cellulare della vittima non era sul corpo.

Né tra le sue cose.

Che fine ha fatto?

Seccione ci tiene tanto alla sicurezza che ci faceva pozzi sopra quella bancata.

La vittima viveva a un'ora di distanza dalla cava.

Come mai i capelli erano ancora bagnati?

Se si fosse bagnato i capelli in cava?

Ma dove?

Apri e dimmi cosa noti.

Buongiorno anche a te.

È l'operaio morto in cava?

Renato Pozzi.

Quando siamo arrivati sul luogo dell 'incidente aveva i capelli bagnati.

Il responsabile ci ha detto che aveva fatto la doccia da poco ma...

guarda lì, guarda lì.

Non si nota subito perché sta sotto il gelo di sicurezza.

Ho fatto un ingrandimento.

Ha la maglietta a rovescio.

Esatto.

E questo può significare due cose.

O che non sapeva vestirsi... O che l'hanno rivestito.

E a giudicare da questa foto propendere per la seconda.

Il medico legale che dice?

È appena arrivato.

Hanno trovato qualcosa sui vestiti, capelli...

Massi al corpo, capelli bagnati...

Impatto, escurrezioni, residui di vernice grigio-verde.

Aspetta.

Aspetta.

Vedi?

Eccola.

Questa è una vasca per la raccolta dell 'acqua piovana ed è di colore verde.

I capelli erano bagnati perché l'incidente è avvenuto qui.

Poi l'hanno cambiato, l'hanno spostato e hanno provocato il crollo.

Ora bisogna capire perché.

Adesso scusami.

Mi passi una pinzetta?

Vista la violenza dell'impatto, Pozzi deve essere caduto più o meno dall 'assù.

Ma non ci sono altre strade o vie d 'accesso?

Sembra di no.

Ma la domanda che mi sorge è perché l 'hanno spostato da qui...

per portarlo laggiù.

Reggi che salgo un attimo.

Mariotti, passami la torcia.

Mariotti!

Abbiamo trovato qualcosa.

Signor Cioni.

Conosce questo telefono?

È di Renato Pozzi.

Sa perché questo telefono è interessante?

Perché non è stato trovato sulla vittima ma nella vasca per la raccolta dell'acqua.

Quando l'avete spostato e cambiato d'abito non

avete pensato di ripescare anche quello dalla vasca?

Dai tabulati siamo riusciti a recuperare le sue chat.

Soprattutto una.

Quella con un contatto salvato con la lettera A.

È la chat tra due innamorati che si dicono che non stanno

facendo niente di male e vogliono uscire allo scoperto.

Costi qualche costi.

E allora?

È questa la ragione della messa in scena?

La relazione segreta di Pozzi con la compagna di uno di voi?

Che cos'è successo?

Un litigio?

Una vendetta?

Gli animi si sono scaldati?

Le cose sono andate oltre le intenzioni?

Il vostro capo ci ha detto che per voi la squadra viene prima di tutto.

Ma anche Pozzi faceva parte della squadra o no?

Quello che mi ha detto mio capo è vero.

La squadra è la prima cosa e la sicurezza viene subito dopo.

Per questo io non mi riesco a perdonare di non essere stato abbastanza vigile.

Su cosa?

Le gelosie tra i colleghi?

No, su questa maledetta mania di Pozzi di fare le fotografie.

Mi sono persa, scusi.

Renato, c'era quella che io definisco una fissazione.

Di Garbava fa le foto.

Il particolare di Garbava fa le foto alla Hava.

E quello è successo anche l'altra mattina, prima del turno.

Per scattare una foto stupida è salito da solo, senza protezioni, su una pancata.

E deve essere scivolato, non lo so, è cascato giù, di sotto, nella vasca.

Perché spostarlo, allora?

Dottoressa Pacini, perché spostarlo?

Perché... come funziona l'assicurazione?

Che se l'incidente è avvenuto durante l 'orario di

lavoro, allora forse i soldi alla famiglia gli arrivano.

Se invece è avvenuto anche solo cinque minuti prima o cinque minuti dopo...

Arrivederci e grazie.

Ora, non sto dicendo di essere fatto una bella ossa, sei sbagliato.

Però, a far lavoro è un cavolo.

Non è che si diventa ricchi, eh, ve l'assicuro io.

Ma le nostre famiglie contano su di noi.

Sai qual è la cosa più assurda?

Che se fosse vero, mi dispiacerebbe quasi che abbiamo fatto bene il nostro lavoro.

Però che fai?

Avvali una truffa?

Ma no, ovviamente no.

È che io ci sono passato, Raffa.

Senza i soldi dell'assicurazione, io, mia madre, mia

sorella, dopo la morte di papà, non ce l'avremmo mai fatta.

Mai.

Lo capisco.

A proposito di tuo padre... C 'è novità?

No.

Perché?

Perché l'altro giorno s'ho visto un po' preoccupato

e mi sono permessa di fare una cosa per te.

È la lista di tutti i suoi compagni di lavoro

quando era direttore tecnico di Lago Negro.

Così magari tra questi c'è qualcuno che ti

può dire il vero motivo delle sue dimissioni.

Questo è il regalo più bello che potessi farmi.

La lista è un po' lunga, però sono sicura che c'è qualcuno

che può aiutarci a sfoltirla così ci fai anche pace.

Grazie.

Ecco, ho fatto il prima possibile.

Alessandro è disperato.

Dice che la casa non gli è mai sembrata così vuota.

Ti devo fare una domanda scomoda, però mamma

tu mi devi promettere di essere sincera con me.

Sono la tua mamma.

Mi posso fidare?

Dai.

Dimmelo, sennò vado in ansia.

Tu lo sapevi che papà si era dimesso da Lago Negro due anni prima dell'incidente?

Cioè, come dimesso?

Non...

Aspetta.

Non capisco.

Questa qui è la lista dei nomi dei colleghi di papà quando lavorava per Lago Negro.

Magari ne conosci qualcuno?

Sanno qualcosa?

No, non mi dicono nulla, mi dispiace.

Questa è la lettera di dimissione.

Sì, la firma è sua.

Però non è possibile.

Lui andava tutte le mattine a lavorare e portava i soldi a casa.

Poi perché non me l'avrebbe detto?

È quello che vorrei scoprire anch'io.

Vincenzina?

Disturbo?

No, Ispettore, lei non mi disturba mai.

Ha bisogno di qualcosa?

Allora...

Questi erano i colleghi di lavoro di mio padre alla Lago Negro.

Secondo lei è possibile sapere qualcosa in più?

Per esempio dove abitano, dove lavorano adesso?

Farò il possibile, Ispettore.

Grazie.

Buon pomeriggio.

Ma se lei mi guarda, Ispettore, mi mette in sociezione.

Scusi, Vincenzina.

Buon lavoro, eh.

Arrivederci.

Grazie.

Ciao, Raffaella.

Oi!

Che vocetta!

Deluco che tu non abbia fatto grandi progressi.

Mia madre non ricorda nessuno di quei nomi,

ma ho fatto ricorso alla mia memoria storica.

La famosa archivista.

Speriamo che mi possa aiutare pure questa volta.

Allora, senza Vincenzina non so come farei.

Eh, senti, stavo pensando, se sei libero ci possiamo andare insieme.

Così finalmente conosco questa famosa archivista.

Domenico!

Pronto?

Oh, scusami, non avevo visto che era il telefono.

Ci sei?

Pronto?

Raffaella?

Eh?

No, scusami, è che è suonata la campanella e devo prendere Mimì.

Scusa, eh.

Ok.

Ok.

Come stai?

Bene.

Scusa, ma devo prendere Mimì perché lo sai, già ieri... Ti volevo... Amore di papà!

Amore, com'è andata?

Com'è andata?

Non contenta.

Ciao Domenico, ciao.

Ciao.

Ciao.

Allora...

Guarda questi...

Ispettore, qualcosa ho trovato.

Oh.

Allora... Lentini abita in campagna qui vicino.

Longone si è trasferito in Lombardia.

Castello è in pensione ma vive in provincia di Viterbo con il figlio.

Fuso ha cambiato lavoro e fa il tassista.

Favero purtroppo è morto di leucemia tre anni fa.

E Trezzi lavora ancora in un cantiere di Lago Negro.

Ho trovato gli indirizzi di quelli che abitano ancora a Lucca.

Li lascio qui o li metto sulla scrivania?

No, si può lasciarli qui, grazie.

Vincenzina.

Prego.

Ma questa donna è fantastica, è un genio.

Da chi cominci?

Comincerò da Vito Lentini.

Che ti ricorda?

Cosa?

Tutto questo casino.

Occupazione 1998, Mimmo Dodaro rivolta a Pacini.

Si finiva sempre a mangiare dall'Afodo con le manifestazioni.

Ma sai che è l'anno chiuso?

Che ci sono passato l'altro giorno, hanno messo una specie di, non lo so, sushi bar.

Bischero, ti pare che chiude l'Apo?

L'Apo è un'istituzione, non può chiudere, l'hanno spostato due vie più in là.

Che fai, ti tiri indietro?

No, assolutamente no.

Ah.

Scusa, però una domanda.

Quello delle infiltrazioni mafiose, so...

Saronni.

Saronni.

No.

Che c'entra?

Chiedo.

Ma non sono affari suoi, che chiedi?

Sei geloso?

Sì, un po' sì.

Ma poi scusa, questo che vuole?

Comunque non era un inviso galante.

Ci possiamo andare con Mimì, se vuoi.

Certo, andiamo con Mimì.

Devo controllare la sua agenda, vedere se è

libera, anche se è molto impegnata ultimamente.

Ai ritorni.

Ai ritorni.

Cin cin.

Prego.

Babbo, babbo, ha sempre ragione babbo, ma non discutere.

E allora vi siete fidanzati?

No.

Tu e tuo papà siamo amici.

Siamo amici?

Sì.

Amici ma da quando eravamo ragazzini.

Colleghi di lavoro.

Sì, collaboriamo.

Siamo molto amici, però giochiamo molto bene.

Mangia, si raffredda.

Buono.

Domenico.

Fascini.

Lago Negro.

Anche voi qua.

Ci diamo il cambio?

Sì.

Nel senso che abbiamo finito presto di lavorare.

Avevamo... cioè, Mimì... E io avevo molta molta fame.

Aveva fame a mangiare tutti insieme in amicizia.

Tutti.

Amore, tu intanto entra dentro un po', ti raggiungo.

E noi ci sentiamo dopo per la buonanotte.

Vabbè, siccome io devo ancora lavorare, vado.

Buonanotte.

Buonanotte.

Ma che è?

La lasci andare via così?

Che devo fare?

Ma dille qualcosa.

Ma cosa?

No, lo so, inventati qualcosa.

Ma che cosa?

Dilli qualcosa.

Tu mi raccomando, ferma qui, non ti muovere, io vado e poi torno.

Ferma.

Raffaella.

Ti sei scurtato qualcosa?

No.

Volevo parlarti di quello che è appena successo.

Domenico... L'altro giorno ci siamo baciati.

Raffa quello che ti ho detto su mia moglie è vero.

Con Eleonora è stato solo un momento.

Io non sono pronto.

Sono ancora un uomo sposato.

E così.

Ma ti va se magari anche domani torniamo qui a mangiare?

Mi spiace, ho un invito a cena domani.

Ah vabbè.

Ma tu vai per me o vieni tu?

Sì.

Mi fai mangiare.

Ma te ne fai il test?

No.

Ma non l'hai mangiato.

Ah...

È bello.

Il tuo nome è Michael Taylor e... Mi ha fatto conoscere il tuo papà.

E via si fa a pace.

Mi dispiace se non sono stato un buon amico.

Lo sei stato invece.

Ti sei preso cura di mamma e di Lucrezia più di me.

Sapevi i sedici anni che dovevi fare.

Adesso però invece sono cresciuto...

e continuo a fare lo stronzo.

Mi permetti solo una cosa?

Che la rendi felice.

Tua madre mi vuole bene nonostante questo.

E io non sogno altro che restituirle tutto l'amore che merita.

Buono.

Eh, vedi...

Anche in questo sono differente da papà.

Siete due gocce d'acqua da sciogliere.

Stardi tutti e due come muni.

Scusami che...

c'è un caso che mi toglie il sonno.

L'incidente alla cava.

Lo sanno tutti.

E che farai?

Non lo so, Ale.

Di certo non posso assecondare una truffa.

Però mi dispiace lasciare quella famiglia senza risarcimento.

Sai benissimo che noi senza l 'assicurazione... non saremmo andati avanti.

No, voi eravate una famiglia unita.

E invece la madre di Puzzi l'ha quasi rinnegato.

E chi dovrebbe prendere il risarcimento...

non lo prenderà.

Di chi parli?

Ah, non lo sai?

Andrea, lo scultore, era il compagno.

E non deve essere stato facile per Puzzi...

in un ambiente così maschilista come quello della cava.

Si dice a giro che lo vessavano.

Eppure parecchio.

E c'è chi non resiste alla berta.

La berta?

E son gli scherzi che fanno l'anziani.

Che possono essere davvero crudeli.

Non è solo per amicizia che la sta scolpendo.

Vero?

Andrea.

Com'è la del contatto?

Ho perso mia moglie poco tempo fa.

E so cosa vuol dire.

E sua moglie è morta per colpa sua?

È per mandarmi una foto che Renato è caduto dalla banconata.

Mi mandava ogni mattina e io l'aspettavo sempre.

Forse non è stato per quello.

Dalle chat che abbiamo recuperato...

emerge che...

Renato non era così sicuro di fare coming out.

Poi era riuscito a farlo.

Beh, diciamo... che ci aveva provato in passato con la sua famiglia, ma...

loro avevano cercato addirittura di guarirlo.

Così dicevano.

Però noi...

noi eravamo felici.

Era il motivo per cui mi svegliavo ogni giorno e... per questo ho insistito.

E gli altri cavatori...

mi hanno fatto dei problemi.

Io faccio lo scultore.

A nessuno gliene frega se mi piacciono gli uomini oppure no, anzi...

quasi se l'aspettano, no?

Fa parte dello...

stereotipo dell'artista.

Ma in cava non è così.

Solo battute o... c'è stato anche dell'altro?

No, anche degli scherzi, eccioni, addirittura gli chiese... di andarsene perché...

disse che indeboliva la squadra.

Che la destabilizzava.

E Renato?

Renato voleva fare il cavatore.

Era stanco di scappare.

E ha detto che per la prima volta in vita sua aveva...

aveva la migliore delle ragioni... per fermarsi...

e combattere.

Ti ricordi che... oltre Cioni... c'erano tre testimoni?

Sì, tre cavatori.

Chiamali.

Li voglio interrogare.

Sapevate che il Pozzi era gay?

Se sapeva sì... lo sapevano un po' tutti.

La nostra Costituzione sancisce il diritto al lavoro per tutti...

senza distinzione di razza, colore... orientamento sessuale.

Pensa un po'... questo dovrebbe essere scontato ma vedo... che ancora oggi non lo è.

E dava noia avere il Pozzi nel gruppo?

Sinceramente noia dava.

Soprattutto sotto le docce.

Io non volevo mi guardasse.

Ma perché la guardava?

No.

Ma con quello non si sa mai.

Non si sa mai.

Ho sentito dire che i cavatori più anziani...

sottopongono le matricole a degli scherzi.

Quasi delle prove.

Una verta?

E questa è la ragione che ha portato alla morte del Pozzi?

Guarda, non sai proprio il fastidio che mi sale da qui.

Ero convinto che almeno una avrebbe rotto il muro.

Niente.

Comunque sarà poco ma posso sempre procedere...

con l'incriminazione per la messa in scena... e lo spostamento del cadavere.

Scusami.

È mia sorella.

Forse non sa che sono ritornato da Alessandro... e mi ha messo sul cloud...

tutte le foto mie, di mamma, di papà, di Alessandro.

Almeno un pensiero carino.

Il cloud.

Il cloud.

Com'ho fatto a non pensarci prima?

Andrea Lippi ha detto che Renato Pozzi stavolta era pronto a combattere.

Quindi se siamo fortunati le prove le ha raccolte lui.

Il cloud.

Andiamo.

Renato era pronto a resistere.

Forse non le avevate previsto.

Da quando ha fatto coming out voi gli stavate addosso.

Ma lui non restava inerme come pensavate.

Raccoglieva di nascosto le prove dei vostri sopprusi.

E le archiviava nel cloud.

Per vostra sfortuna c'era anche lo scherzo che gli avete fatto l'altra mattina.

Probabilmente vi voleva denunciare.

Non capisco di che parlate.

Del fatto che lei ha davvero trovato Renato sulla bancata mentre scattava foto.

Ma invece di invitarlo a scendere, gli avete tolto la scala.

Guarda, le immagini non mentono.

Ecco, ecco di cosa vi sto parlando.

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

10!

Andrea Lippi è scivolato perché voi gli avete tolto la scala.

Non è vero che avete spostato il corpo per far avere il risarcimento alla famiglia.

Gli unici che volevate difendere eravate voi quattro.

Altro che squadra.

Questo è il concorso in omicidio, Cioni.

Avreste sempre in carcere per ragionare su quello che aveste fatto.

Buongiorno Andrea.

Salve.

Buongiorno.

Questo è giusto che l'abbia lei.

Mi permetto?

So che magari ora...

è difficile anche pensarlo.

Ma si ricordi che Renato è morto per il coraggio di reclamare il sacro santo

diritto ad amare la persona che lo rendeva felice?

Sicché saresti te il figlio di Pietro?

Sì.

Con tuo papà si era sognato un milione di volte.

Quando si va in pensione si compra un pezzo di terra e ci si dedica all'orto.

E io avevo avuto la fortuna di realizzarlo.

Sono felice per lei, poi questo è un posto magnifico.

Purtroppo non ci posso stare sempre.

Ogni tanto devo andare a Milano per assicurarmi che il mio non torni.

Mi dispiace, non lo sapevo.

Tumore al sangue?

Leucemia.

Mi sa che anche un suo collega... Marcello Favola.

Anche lui sfortunato come me.

Sa che aveva ragione il tuo papà, sai.

Cioè?

Prima di morire era venuto a farci delle domande

su certi materiali che s 'adopravano in cantieri.

Perché secondo lui s'adopravava qualcosa e tanto bene non ci faceva.

Qui ci potrebbe essere la chiave di tutto.

Ma la chiave di cosa?

Freno.

Mio padre...

Comincia a farsi delle domande sui materiali.

Domande che al Lago Negro danno fastidio e per questo lo costringe a dimettersi.

Una cosa simile a quella che è successa in cava.

E tutto questo per un solo caso di leucemia?

Non uno, almeno tre.

Lentini, Favero e lo stesso Lago Negro.

Papà diceva, sì, che lui era il padrone ma che gli piaceva stare in cantiere.

Però appunto no.

Se lui usava materiale scadente, diciamo

tossico, e ti pare che poi stava in cantiere?

Non lo so.

Forse ancora non lo sapeva.

E quindi che vuoi fare?

Che voglio fare?

Andrò fino in fondo.

Che cos'è sta storia che il Lago Negro

utilizzava materiale tossico e Pietro lo sapeva?

Ma come ti viene in mente una cazzata del genere a te?

Me lo spieghi?

Eh?

Lo vedi?

Non ha senso.

Ah, non ha senso?

Si sono ammalate tre persone.

Una è morta e non ha senso.

La gente si ammala Alessandro.

E purtroppo esiste anche la sfiga.

E te lo sai meglio di me, mi pare.

Però se il tuo amico continua a indagare, non va bene.

E se si scopre il nostro accordo, io ci vado

di mezzo, ma te ci vai di mezzo ancora di più.

Te e la tua famiglia.

Il problema non è lui.

È Dodaro.

Quello va avanti, sicuro?

Tranquillo.

Ci stiamo già lavorando.

Ma abbiamo bisogno di ancora un po' di tempo.

E in quel tempo, il tuo amico in carrozzella deve tenerlo buono.

Ma

è vero che con un Daniele, le cose sanno come

fate, cioè meglio marciare solo a non garitudes.

Chiu...

Non è dinamismo!

Per il mio amico non ha interesse!

Ma adesso ti spieghiamo qualcosa...

Pronti?

Sto arrivando.

And astrazzando!

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