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L'UOMO CHE GUARDA A SUDEST
A mio padre
Mirta.. amore mio!
Sparai due volte, come avevamo deciso.
Restavano due proiettili per me.
Poi misi il revolver qui
e sparai gli altri due colpi...
poi non vidi più niente.
sentivo solo che lei si lamentava.
agonizzava...
Io volevo aiutarla ma non avevo più proiettili.
E il sangue non mi lasciava vedere niente
La sentivo però... non sapevo dov'era.
il sangue mi schizzava fuori come un getto d'acqua
da un tubo rotto.
Lei morì.
Il patto era di morire tutt'e due.
Lei doveva comprare l'arma.
Ho fallito, dottore.
Come può essere?
Lei mi deve aiutare.
Chi gli ha detto a quest'infelice che io posso aiutarlo?
- Sparai due volte, come... - Sarebbe più utile un sacerdote
...restavano due proiettili per me...
Non potrà mai sbarazzarsi di queste immagini
Devo doparlo?
In poco tempo scomparirà tra gli altri
Sarà uno in più...
...e mai tornerà ad essere "uno"
(-Il patto era di)
Quale sarebbe la sua reazione...
...se muovessi la mia mano e la ponessi sulla sua?
(-...lei si lamentava)
Sarebbe un gesto d'affetto...
di tenerezza!
Dio mio!
Quanto deve mancargli!
Sicuramente non s'aspetta che lo faccia.
(-...misi il revolver qui e sparai gli altri due colpi)
Neanch'io me l'aspetto (-...sentivo solo che lei si lamentava...)
(-...agonizzava)
Povero idiota!
Ancora non ha compreso che questo è il suo castigo
Una agonia prolungata
(-...io volelo aiutarla ma non avevo più proiettili.)
Non ti salvasti, amico.
Benvenuto all'inferno!
Non si preoccupi, l'aiuteremo.
Buon giorno, dottore. Mi scusi, quanti ammalati ha nella sua sala?
Trentadue, dovrebbe saperlo?
- Controlli nel registro. - L'ho già controllato, dottore.
- Dovrebbero essere trentadue. - Ch'è successo? Qualcuno è scappato?
- No dottore, al contrario, oggi sono trentatré, ce n'è uno in più.
- Consultai l'altra sala ed è tutto in ordine,
- non manca nessuno.
- E non figura nemmeno nel libro d'ammissione.
- Quando l'ha scoperto? - Nel conteggio di stamattina.
- Qual è? - Sarà in giardino.
È in chiesa, dottore. È un uomo molto buono!
E viene da molto lontano!
È solo una successione di vibrazioni
però sembra far bene agli uomini.
Dove crede sia la magia?
Nell'apparato?
In colui che scrisse ciò?
In me?
In coloro che s'emozionano quando l'ascoltano?
Non comprendo quello che sentono.
Sí, lo comprendo,
però non posso sentir la stessa cosa.
Capisce?
Scusi, io sono Rantés.
Come è arrivato qui?
Sulla Terra?
Con una astronave.
Humpf... Sei un marziano!
Dottore, questa è una volgarità.
Lei è un uomo intelligente.
Comincia sempre sottostimando così gli ammalati?
Lei è ammalato?
No, però non sono neanche un marziano.
Vengo da molto lontano... da un altro mondo...
però non ha senso che le dia ora altri dettagli
tantomeno ci crederebbe
Però è arrivato con una astronave...
ed atterrò proprio qui...
nel patio dell'ospedale.
No.
Coordinate: Trentaquattro gradi Latitudine Sud
sessantuno Longitudine Ovest.
Un campo. Vicino ad un posto che voi chiamate...
Unintre [?]
Non dovrei darle tante informazioni.
Va bene, Rantés, o come si chiama.
Siamo soli, non siamo poliziotti,
lei ha fatto qualche cazzata là fuori...
e vuole usare l'ospedale come rifugio...
non è il primo. Chi può trovarla qui?
No?
Guardi,... a me non interessa quello che ha appena detto...
però... non mi faccia perder tempo
Se rimane dovrò domandare i suoi precedenti alla polizia.
Sa qual è il miglior modo per proteggere la mia missione?
Dire la verità.
Humpf...
Chi la crederebbe?
E sa qual è il luogo migliore per dire la verità?
Questo.
Se la dicessi fuori che mi accadrebbe?
Mi porterebbero qui,
in pochi giorni sarei nuovamente di fronte a lei...
...dicendo le stesse cose che le sto dicendo adesso.
Se domattina lei sarà scomparso nessuno dirà nulla.
Adesso, se resta...
Sa cosa l'attende?
Conosco i metodi...
Tutti i metodi che usate nei casi umani.
Credo sia un simulatore; è probabile che domani già non ci sia più.
Ah... se resta, stanotte, per ogni evenienza, dategli un sedativo.
- Cosa scrivo nella scheda, dottore? - Ponga...
"Paziente Volante Non Identificato"
Chessò! Attenda che sappiamo chi sia! Ponga "N.N."!
Dottor Denis, parla la segretaria del dottor Gimenez.
per confermarle l'incontro di martedì
alle 15:00. Grazie dottore.
Julio, parla Nolasco. Guarda, ti chiamo per la questione della clinica
in ogni caso chiamami a casa o vieni al consultorio. Ciao, un abbraccio.
Macchina brutta, dì al mio papà quando lo vedi
che l'ho chiamato io per... per dirgli a lui...
che sabato, quando viene a prenderci
che ci porti a Consuelo e a me
a vedere il Circo di Mosca
Prendi i biglietti. Ciao macchina.
Un bacio a papà.
Se Rantés era un simulatore...
l'impegno che ci metteva nella simulazione...
lo convertiva di per sé in un ammalato.
Trascorreva ore immobile
Senza battere ciglio. Totalmente isolato.
Posto in un qualche luogo che io cominciavo a sospettare
fosse troppo lontano
però non lontano verso l'esterno, come diceva lui,
quanto piuttosto verso l'interno.
Rantés, cos'è che fa in giardino?
L'ho vista trascorrere ore fermo.
Ricevo e trasmetto informazioni.
Le dissi che se rimaneva avrei richiesto la sua identificazione.
Verrà la polizia a prenderle le impronte digitali.
- Spero non l'infastidisca. - No.
Mi sembra divertente.
Solo che... se per caso le mie impronte coincidessero con...
qualcuno morto da un po', non si spaventi.
Lei crede, Rantés, che potrebbe accadere ciò?
Voglio dire, lei...
crede potrebbe essere morto...
e comunque essere qui, di fronte a me?
Sí. Non in modo così sciocco, ovviamente.
però, di fatto, la maggior parte di questa gente è morta da un pezzo
e tuttavia son qui. A volte di fronte a lei.
Perché dice che "sono morti"?
Lei cosa crede?
Rantés, lei è un grandissimo figlio di puttana
Un simulatore figlio di puttana che per di più è più svitato di un figlio di puttana.
A mia madre darebbero molta gioia le sue affermazioni
Come si chiama sua madre?
Non abbiamo madre. O per lo meno,
mai ci parlarono di ciò.
- È un robot? - No.
Voi siete dei robot ed ancora non ve ne siete resi conto.
Va bene, Rantés.
Io sono un robot. E lei cos'è?
Non lo capirebbe.
Provi!
È che voi siete ancora nella preistoria degli ologrammi
Ologrammi?
Sí. Una specie di fotografia
ottenuta attraverso un raggio laser.
È un esperimento che suole farsi nei laboratori di fisica.
Noi siamo riusciti...
Come spiegarle?
queste immagini s'incorporano nello spazio
attraverso ciò che sarebbe un... grande proiettore
programmato con un computer molto complesso
che include in questo raggio
tutti i dati vitali affinché quest'immagine abbia vita
Vediamo se ho capito. Lei mi dice che è...
- una... proiezione. - In certa misura sí.
Io... l'astronave che mi condusse...
siamo come... immagini proiettate nello spazio
dico "immagini" affinché lei m'intenda
perché in realtà... io posso prescindere dai suoi occhi
lei può chiuderli ed io continuo ad esistere
Respiro...
Può toccarmi, posso toccarla.
Siamo repliche umane perfette.
Tranne per una cosa
Non possiamo sentire.
"Non posso sentire"
Chissà non fosse una delle più commoventi confessioni...
che avessi sentito da un ammalato?
Neanch'io sentivo più nulla per la mia professione
Era la prima volta da molto tempo che m'interessavo
a fondo ad un paziente dell'ospedale.
ed era la prima volta, in molto tempo,
che ero contento.
Presto gli avrebbero preso le impronte digitali
Scommettevo che Rantés fosse stato...
un matematico. Un fisico, chissà.
Aveva parlato di un laboratorio di fisica.
Questo è un ologramma.
Il laser... rimbalza nell'oggetto
arriva sulla piastra e l'impressiona.
Quindi, per ricostruire l'immagine,
usiamo un'altro laser.
- Questo è un esperimento? - È una esperienza di laboratorio.
L'oggetto è registrato... indirettamente
nella piastra fotografica. Comprende?
L'ologramma è una specie di... di codice dell'oggetto.
È un delirio supporre che si possano...
fotografare delle persone e proiettarle nello spazio?
Proiettare una persona qui, per esempio?
E che questa persona appaia reale?
Sí, si potrebbe in base a ... laser espulsi
però, ovviamente, sarebbe nient'altro che
l'immagine nella sua apparenza esterna.
Quest'immagine mancherebbe di tutti gli attributi di una persona reale.
Perché supporre che qualcuno che parla di un fenomeno fisico
debba essere un fisico?
Potrebbe avere informazioni su certi fenomeni
e a partire da lì romanzare una storia.
E qualcuno che manipoli queste informazioni con fini non-scientifici, cos'è?
Uno scrittore!
Uno scrittore.
Uno scrittore, o, semplicemente, un lettore.
Lettore.
Perché ho pensato ciò? Lettore di che?
La letteratura di finzione non era il mio forte
però nella storia degli ologrammi che Rantés aveva raccontato
avevo la sensazione di un'eco letteraria
Da qualche parte avevo letto qualcosa di simile
Questo tema della proiezione di esseri vivi
in qualche libro
Ed io l'avevo!
"Mi misi in cerca di onde e vibrazioni mai raggiunte,"
"ad ideare strumenti per captarle e trasmetterle. [...]"
"Questa è la prima parte della macchina;"
"la seconda registra; la terza proietta."
"Non necessita schermi né ruoli; [...]"
"se attivano il meccanismo dei ricettori,"
"appare Madeleine completa,"
"riprodotta, identica:"
"non devono dimenticare che si tratta di immagini estratte"
"dagli specchi, con i suoni,"
"la resistenza al tatto, il sapore,"
"gli odori, la temperatura,"
"perfettamente sincronizzati."
"L'invenzione di Morel"
Adolfo Bioy Casares, 1940.
Se Rantés avesse scritto la sua storia anziché
venire a raccontarla a me
avrebbe potuto essere uno scrittore noto
e non uno svitato che io cercavo di smascherare
Bene. Rantés avrebbe potuto essere un fisico
avrebbe potuto aver letto "Linvenzione di Morel"
E ciò cosa dimostrava?
Calma Julito!
Dopotutto hai solo due alternative:
o Rantés è completamente fuori di testa...
o realmente viene da un altro pianeta.
No, ehi!...
Non ci sono due alternative!
Sí?
- Cos'è? - L'informativa...
sulle impronte digitali di Rantés.
- Non capisco. - Non è registrato.
Non esiste. Non è nessuno.
- La spiegazione? - E... se fosse un Uruguaiano
che di colpo se l'è svignata a Buenos Aires, non avremmo precedenti noti.
Guarda sempre verso la stessa parte
Si orienta sempre nella stessa direzione:
verso la cisterna dell'acqua ed il padiglione sei.
Che direzione è?
Dov'è il Nord? Di là.
Quindi lui si pone... verso il Sud.
Sud...
- Sudest... No? - Sí, Sudest.
Sudest.
E perché non Sudovest? O Nord?
- Sudest? - Lui cosa dice?
Che riceve e trasmette informazioni.
Comunque sia,... in questa direzione...
dev'esserci qualcosa in relazione al suo passato.
Cambiamo la terapia del paziente del letto sette,
Rantés
È un delirante che non evoluziona.
Proviamo a deprimerlo.
Voglio un resoconto quotidiano della sua evoluzione, eh?
È un uomo molto buono...
Viene da molto lontano!
Va molto d'accordo con la gente, mi sembra
Rantés...
l'altro giorno stavo pensando a quello che mi disse,
che non può sentire
Cos'è questa cosa?
Vuole che... parliamo un po'?
Prendiamo un caffé?
La mia proiezione ha archiviate tutte le informazioni necessarie
per fare una serie di cose.
Suonare Bach, per esempio, e...
cose che la sorprenderebbero.
Però, per me, sono solo informazioni.
Perché gli psichiatri quando stanno ascoltando un paziente
si ritraggono? Temono il contagio?
Mi scusi,... è un'abitudine.
Allora... Rantés...
- L'ho vista dare la sua giacca ad un altro paziente. - Aveva freddo.
Sí, però... Cosa l'ha indotta a dare la sua giacca?
- Perché aveva freddo. - Che cavolo, Rantés?!
Lei... glie l'ha data perché sentiva... qualcosa per quell'uomo?
No, è un riflesso totalmente razionale.
Se qualcuno ha freddo devo evitarlo.
lei è... programmato per far ciò?
Rantés...
- ha allucinazioni? - No, lei ha allucinazioni.
Io sono una sua allucinazione.
Lei è totalmente fuori di testa.
Però devo riconoscere che è un matto molto speciale.
Mi preoccupa, Rantés.
Davvero mi preoccupa.
E io la ringrazio per preoccuparsi di me.
Non penso sia abituale che qualcuno si preoccupi
per un'altra persona in questo posto. - In questo ospedale?
In questo pianeta.
E nel suo?
Vediamo, perché non me ne parla?
Dove ha vissuto? In un paese?
In una città?
Errore. No data found. Questa informazione non compare.
- Torni a domandare. - Rantés...!
Non voglio ingannarla, dottore.
Potrei descrivirle un qualunque paese, una qualunque città
però la starei ingannando.
Per la semplice ragione che non sarebbe un paese
come lo concepisce lei;
né sarebbe il passato che lei sta cercando di scoprire.
Lei è il mio passato
questo momento, questo mondo.
Il posto in cui mi lei vuole condurre è il passato dell'uomo
Ma come potrebbe capirlo?
Stia tranquillo, dottore! Di che si preoccupa?
Se io fossi il presidente di una potenza ed avessi ai miei ordini
eserciti possenti comprenderei la sua preoccupazione.
Però no.
Sono in un manicomio.
Tutti sanno che sono pazzo.
Anche lei, no?
Rantés... lei è ammalato.
Io sono un medico.
Voglio curarla, questo è tutto.
Io non voglio che mi curi,
voglio che mi comprenda.
Anche se non lo credesse,
cercavo di comprenderlo
Inoltre... ciò divenne pian piano
il principale obiettivo della mia vita:
comprendere Rantés.
Superò tutti i test in modo previsto
dominò i suoi deliri
ogni volta più complessi, più perfetti.
Il test d'intelligenza lo inquadrò al livello di genio
Nessuna analisi denotava la minima anormalità fisica.
Tutti i risultati erano prove di un uomo sano.
Salvo per un piccolo dettaglio:
il paziente diceva di venire da un altro pianeta
- Andiamo al circo? - No.
Non ho avuto tempo per prendere i biglietti.
- E dove andiamo? - Allo zoo. Vi va?
Un'altra volta!
Ma che fai? Stai fermo!
Tu stai composta! Lascia! Lascialo lí, lí!
Cameriere!
Andiamo, va.
Pronta la bistecca.
- La bistecca? - Che hai?
- La bistecca ordinata? - L'ho appena messa lí.
- Dov'è? - Là sopra, proprio lì.
Dai! Non scherzare, la gente sta aspettando.
- L'hai portata via. - Dove?
Il tempo passava.
Rantés, nell'ospedale, era un'ombra in più
Una delle tante.
Solo riconosciuta dal parroco che aveva ottenuto un organista
che mai s'era sognato d'avere
Rantés non esisteva. Tranne per me.
nessun altro medico lo ricordava più.
A questo punto...
io sembravo essere l'unico testimone lucido della sua esistenza.
Pertanto, se Rantés era pazzo,...
lo era per me.
La sindrome delirante non evolveva.
Era ovvio che s'ingegnava per non prendere
gli antipsicotici.
Avrei potuto fargli delle iniezioni.
Per qualche motivo, mi rifiutavo di percorrere quella strada.
Il delirio di Rantés era inoffensivo
e, per il momento, perfetto.
Bisognava solo attendere.
Ad un certo punto, ne ero certo
avrebbe commesso un qualche errore.
Dottore!... Vorrei domandarle un favore.
Potrebbe parlare con il dottor Prieto in Patologia
- perché mi lasci lavorare lì? - In Patologia?
E cosa va a fare lei in Patologia?
Diciamo che...
pulizie, manutenzione.
Scusi, Rantés, lei s'annoia, chiaro
e necessita fare qualcosa con le mani.
- Cosa pensa del laboratorio d'artigianato? - No, dottore!
Cosa vuole che faccia? Scatolette di legno
come ricordo del manicomio?
Io non m'annoio.
Voglio lavorare in Patologia.
Lei è il mio unico amico...
con potere, qui dentro.
Se dice che c'è un matto che desidera lavorare in Patologia
Cerebrale prenderanno lei per pazzo.
Per questo quello delle pulizie mi sembra un buon pretesto.
Questo è il pretesto. Ed il vero motivo qual è?
Voglio investigare.
- Cosa vuole investigare? - Il cervello dell'uomo.
- Il suo cervello? - No. Il vostro.
Mi spiace deluderla, Rantés.
Però a questo punto posso confermarle che il suo cervello
è uguale al mio ed a quello di qualunque essere umano.
Se è uguale, perché lei ha l'uniforme da sano
ed io quella da pazzo?
Se non viene da un altro pianeta, meriterebbe venirci.
È un buon tipo. Un mansueto!
Va bene. Lasciamelo.
In consegna, eh?
Se si porta bene resta, sennò te lo restituisco.
Mi andrebbe bene.
Sarebbe l'unico modo per avere un aiutante.
Non ci sono soldi nemmeno per le bare qui.
Proprio così! L'altro giorno mandai alla facoltà
due nella stessa cassa.
Guarda tu! Un genio!
Perché mai ha tagliato la corda il poverino?
Però, quando muore l'autopsia è mia?
Prieto... sei un figlio di puttana.
Sí, è mia.
- È piena di ritagli. - Sono informazioni.
- Informazioni su che? - Sulla più mortale arma terrestre.
Noi sappiamo che fare di fronte alle altre armi che possedete.
Però questa ancora ci preoccupa. Ci sconcerta.
- Quale arma, Rantés? - La stupidità.
La stupidità umana.
Perché ha detto "ci" preoccupa?
Perché non sono l'unico abitante del mio pianeta
né sono l'unico abitante del mio pianeta in questo pianeta.
No, per Dio, Rantés!
Non mi dica che ce ne sono altri? Lei mi basta già!
Questa stessa scena si sta svolgendo
in altri posti nel mondo.
Altri Rantés, di fronte ad altri dottori come lei,
in altri manicomi
sostengono esattamente questo stesso dialogo
in questo stesso momento.
E tutti noi Rantés in questo momento stiamo dicendo la stessa cosa.
Provi a verificarlo! Chiami per telefono:
Dottor De La Fuente, Hospital Nacional de Psiquiatría a Madrid...
2 2 3 - 4 5 6 3.
Dottor Lamarque, Lima. 4 2 - 6 1 - 2 6.
Parla Inglese? Francese?
Se solo uno di voi avesse l'audacia di chiamare
cambierebbe la storia del mondo.
Però sappiamo che questo non accadrà.
perché è ben oltre i limiti della realtà
che voi siete disposti ad accettare.
Oltre quei limiti ci siamo noi.
Va bene. Suppongo dunque,... che tutti i dottori...
stanno ponendo a tutti i Rantés la stessa domanda:...
Cosa significano... questi ritagli?
I crimini quotidiani.
Se Dio è in ciascuno di voi...
stanno assassinando Dio tutti i giorni.
E questo cos'ha a vedere con lei?
Noi stiamo preparando il salvataggio.
Vede perché un manicomio è il luogo più sicuro?
Quello che le sto dicendo è l'informazione più confidenziale del mondo...
però posso dirgliela perché nessuno ci crederà.
- Di quale salvataggio parla? - Del salvataggio delle vittime
Di coloro che non potettero vivere in mezzo al terrore...
di quelli piegati dall'orrore...
di quelli che non hanno più nulla in cui sperare. Qui.
In ogni caso non saranno dei rapimenti.
Rantés! Manca solo che mi dica:
"Beati i poveri in ispirito".
Credo che ha commesso un errore nell'assumere questo ruolo.
Non avrebbe dovuto dirmi che era un abitante di un altro pianeta.
Avrebbe dovuto dirmi che era Cristo.
La mia versione sarebbe stata differente...
la sua reazione sarebbe stata la stessa.
Rantés... ha figli?
No.
Perché conserva questo disegno?
Neanche loro possono convivere con l'orrore...
e muoiono come formiche.
...Internazionale, un momento per favore.
Servizio Internazionale, un momento per favore.
L'idea d'una invasione di Cristi mi piaceva
Che Dio mi perdoni! Però era talmente assurda che mi piaceva.
L'altra -l'antica, l'ufficiale, di un solo Cristo-
ugualmente mi sembrò sempre assurda
però mai mi piacque
Non sapevo perché, però mi era impossibile
non continuare a sviluppare l'idea nella mia testa.
Pensavo, dando tutto per vero,
perché mai mentre qui il Cristo era un essere sociale,
mentre quell'altro aveva un ruolo politico,
questo qui in cambio si isolava
cercando il più che possibile l'anonimato?
Anche se la prima volta non era andata del tutto bene,
non era un'assurdità pensare che questa volta
avrebbero deciso d'usare un'altra tattica.
Dio mio! Sicuramente Rantés aveva ragione
in quanto al fatto che noi psichiatri ci tiriamo indietro
con la sedia per non contagiarci.
In ogni caso, con lui, avevo commesso
l'imprudenza di non farlo.
Dottore, perché talvolta s'apre una finestra
ed entra una brezza profumata?
Cosa le ricorda? Le provoca ricordi?
Non ho ricordi che possano essere attivati
dalla brezza di una finestra
Però se l'avessi e desiderassi ricordarmene...
ci sono certi odori...
certi... profumi, che mi danneggerebbero
Abbiamo perso... molti agenti per colpa di ciò
- In che senso? - Agenti, come me.
Finiscono per sentire cose per le quali non siamo programmati
e si sono distolti dalla proiezione del raggio.
Hanno disertato. E perché?
Per cose che per lei sarebbero delle sciocchezze
il profumo che entra da una finestra, per esempio,
l'odore di una donna...
- un sassofono melodioso. - Un sassofono?
- Io suono il sassofono. Lo sapeva? - No.
Però per favore dottore, non prenda le mie parole alla lettera.
Vorrei evitarle il ridicolo di comparire domani col sassofono
nell'ospedale per cercar di distruggermi.
Quello che non capisco, Rantés, è...
lei parla di sensazioni
sensazioni che, in qualche modo...
perturbano seriamente la gente del suo pianeta.
Si producono combinazioni che fanno in modo che...
la nostra memoria calcolatrice cominci a comportarsi in modo imprevisto.
E tuttavia non siamo riusciti a sapere il perché.
Perciò le ho chiesto di lavorare in Patologia Cerebrale.
Perché desidero investigare.
Rantés, perché non la smette si dire cazzate?!
L'aiuterò! Davvero l'aiuterò!
Lo so che lei ha molta paura
che le da terrore. Riconoscersi semplicemente come un uomo
come un uomo ammalato. Però non si preoccupi,
non l'abbandonerò.
Se lei m'aiuta, posso curarla.
Se lei è un tipo sveglio, Rantés...
è penoso!
Anche lei è un buon tipo, però non è felice.
E quello che più mi preoccupa, è che credo che lo sappia e non le importa.
Perché gli esseri umani sembrano rassegnarsi a così tante cose
che li stanno distruggendo?
E perché fanno così poco per modificare queste cose?
Si stanno suicidando come degli stupidi o stanno pagando delle colpe?
Siamo arrivati a casetta.
Rantés,... è presto per tornare in ospedale
Prendiamo un caffé?
Perché vuole curarmi?
Può darmi un motivo serio sul quale
possiamo discutere?
Rantés, se lei non è matto...
io dovrei ammettere che realmente è un extraterrestre
Sa quello che vorrebbe dire?
Che il matto sono io.
La natura permette solo uno sviluppo molto lento
favorisce più facilmente un cambio di specie...
che un cambio di coscienza.
Io sono più razionale di voi!
Rispondo razionalmente agli stimoli:
se qualcuno soffre, lo consolo;
qualcuno mi chiede aiuto, glie lo do.
Perché dunque lei crede che sono pazzo?
Se qualcuno mi guarda, lo guardo;
qualcuno mi parla, l'ascolto.
Voi siete diventati pazzi poco a poco
per il non riconoscere questi stimoli.
Semplicemente per averli ignorati.
Qualcuno muore e voi lo lasciate morire.
Qualcuno... chiede aiuto e voi voltate lo sguardo dall'altra parte
Qualcuno ha fame e voi dilapidate ciò che avete.
Qualcuno muore di tristezza...
e voi lo rinchiudete per non vederlo.
Qualcuno che sistematicamente adotta questa condotta,
che cammina tra le vittime come se non ci fossero,
potrà vestirsi bene, potrà pagare le tasse,
andare a messa,
però non potrà negare che è malato.
La sua realtà è spaventosa, dottore.
Perché, per una buona volta, non lasciate stare l'ipocrisia
ed affrontate la follia da questo lato?
E la smettete di perseguitare gli afflitti,
i poveri di spirito,
chi non compra perché non vuole, o perché non può,
tutta questa merda che lei mi venderebbe con gran piacere?
Se potesse, ovvio.
Rantés terminava d'essere una piccola perturbazione
a mio parere imprevisto... non programmato
Provvidenzialmente in lui apparve la furia.
Se cercava d'essere un Cristo cibernetico...
la furia l'avrebbe reso simile poco a poco
all'altro Cristo, l'antico.
A questo punto i miei pensieri si facevano confusi
un poco per pudore,
un'altro po'... per la rabbia che qualcuno di essi produceva in me.
Perché nella misura in cui Rantés si avvicinava a Cristo
la sua fine non sarebbe stata molto diversa.
Anche se non osassi ammetterlo, desideravo che Rantés
scomparisse dalla mia vita. Che sparisse.
Anche se in qualche posto della storia dell'universo,
se tutto questo era vero, io divenissi il Pilato della galassia.
In quel caso avrei preferito
come deve essere accaduto a molti Romani,
rischiare una resurrezione,
e non vedermelo lì davanti
dicendo quello che diceva.
Ehi, Rantés ha una visita.
- Beatrice...? - Dick.
Rantés, eh...è qui già da un po', e...
non migliora.
Non sappiamo chi sia realmente.
Nella scheda l'abbiamo registrato come "N.N.".
Per cui, la sua comparsa... può essere molto utile
per questo mi sono spinto a fermarla nel corridoio
ed ora ugualmente le pongo alcune domande che...
potranno sembrarle indiscrete...
però penso che lei saprà perdonare.
- Lei è parente di Rantés? - No.
Amica?
Lo conosco da poco.
Sono evangelista.
Lavoro in un tempio.
Facciamo qualcosa simile all'assistenza sociale in una villa.
- Lì l'ho conosciuto. - In un tempio?
- Che faceva Rantés lì? - Comparve un giorno
si offrì di collaborare.
Al principio non pensavamo sarebbe stato così importante.
Importante?
Sa far di tutto.
Insegna musica ai bambini.
Assistette a vari parti come se fosse un medico.
Adesso sta costruendo un apparecchio...
con parti di vecchie radio e calcolatrici.
Ed i bambini dicono che sarà un computer
Sin dall'inizio ci sembrò un uomo...
un po' strano, però buono.
Un giorno mi raccontò la sua storia.
- Mi commosse. - Le disse come era arrivato qui?
Sí, mi raccontò del suo problema con l'alcol.
Problema con l'alcol?
Quale problema con l'alcol?
Non mi disse il perché, né volli saperlo.
Mi disse solo che era stato un alcolista.
E che aveva deciso da solo di internarsi per non compromettere nessuno.
E che stava bene. Ne stava venendo fuori.
Mi ha parlato molto bene di lei.
Ha mai detto che...
- venisse da un altro pianeta? - No.
Rantés sembra un uomo con dei problemi...
però non è matto.
Scusi
Mi scusi, dottore...
s'è fatto tardi
Sí sí, certo.
Lei cotinuerà a fargli visita?
Mi piacerebbe farle altre domande.
Ogni cosa che ha detto mi è molto utile.
- E soprattutto per lui. - Sí, certo.
Ha un telefono al quale posso contattarla?
No, non ho telefono.
Allora le darò i miei numeri.
Può chiamarmi qui...
o a casa mia.
Rantés merita che lo aiutiamo.
È un uomo molto valido.
E così non aveva niente da nascondere, eh!?
La Santa?
È una donna molto interessante.
Perché la chiama "la Santa"?
Porché è una religiosa?
No, perché è una donna molto speciale.
Ho verificato in lei meccanismi che non ho visto in altri esseri umani.
- Quali meccanismi? - Questo è confidenziale.
Però credo di poter fidarmi di lei.
Meccanismi non abituali di connessioni
tra l'affettivo ed il fisico.
Quando un essere umano sente...
quale manifestazione fisica esterna lei verifica?
Si può... piangere, o tremare
o fingersi tonto e dire che non sente nulla.
Bene, la Santa non potrebbe mai nasconderlo.
Quando sente...
quando...
si emoziona in modo speciale...
quando sente amore, suppongo
emette un liquido azzurro dalla bocca.
Un liquido azzurro?
Sí. È un caso che mi interesse molto.
Essendo noi alla ricerca del modo di...
di codificare i sentimenti
e trasformarli in informazione,
mi sembra un caso eccezionale.
Perché c'è il bisogno di espellere quel liquido?
Perché azzurro? Cosa lo produce?
Rantés, non sará una epilettica
e lei s'è immaginato quel liquido come azzurro?
Che succede, dottore?
Si sente di fronte ai limiti e non vuole andar oltre?
Nel manicomio nascono alberi pazzi, no?
Perché ha detto a quella donna che lei era un alcolista?
Un alcolista?
...ahh...
Non volevo spaventarla.
Mi interessano le attività che faccio con quella gente.
Se dicessi la verità rovinerei tutto.
Macchina brutta,
digli al mio papá
che questo fine settimana mi piacerebbe andare a pescare
e che me lo merito
perché ho preso un dieci al collegio.
Ciao macchina,
con te non voglio parlare.
Digli al mio papà che mi chiami.
Dottor Denis, sono Beatrice Dick,
l'amica di Rantés
Per favore, gli dica che non l'ho abbandonato.
Non sono potuto andare a visitarlo per cause di forza maggiore.
Verrò domenica prossima alle cinque del pomeriggio.
So che lei l'apprezza molto,
per questo ho osato chiamarla.
Grazie dottore.
[Parole incomprensibili]
Salve, come va?
Sono venuto a medicare alcuni ammalati, ho appena finito.
Ha tempo per un caffè?
Vorrei...
sapere come ha trovato Rantés.
Mi scusi un minuto
Sí, l'aspetto in macchina, è qui fuori.
Beatrice...
non vorrei allarmarla, però...
il caso di Rantés non è così semplice come lui le disse.
Le ha nascosto delle cose.
L'uomo nasconde sempre qualcosa nella sua anima.
Perciò è infelice.
Sí, però...
queste sono cose gravi.
Rantés non è un alcolista, come le disse lui.
È un delirante che crede di venire da un altro pianeta.
- E lei cosa pensa? - Se credo che venga da un altro pianeta?
No. Se è grave, se crede che si curerà.
Non so.
In verità non lo so.
Ancora non... ottenuto alcun progresso.
Sembra star bene.
Sí, lui può sentirsi bene, però...
il luogo che abbiamo appena lasciato non è precisamente una colonia per le vacanze.
No, lo so.
Pensavo che...
lei potrebbe aiutarmi.
Vorrei aiutarla,
ma non so come.
Vado in cerca di tracce umane di Rantés. Capisce?
Non ho... indizi del suo passato
delle sue origini.
Posso dire che è ammalato, però...
non so cosa gli succeda realmente.
Come succede di solito a noi psichiatri, non so niente.
Però...
un uomo non può passare per la strada
senza lasciare impronte.
So che da qualche parte...
dev'esserci la vera storia di Rantés.
Per questo credo che lei mi può aiutare.
Perché crede che con me sarebbe diverso?
Mentì anche a me.
Non l'ha mai sentito parlare di qualche posto,
qualche paese...
qualche città dalla quale potrebbe provenire?
Non le parlò mai dell'Uruguay, per esempio?
No.
Che io ricordi no.
Una volta mi parlò di un viaggio...
C'è un bimbo alla villa al quale Rantés insegna musica.
L'ha molto colpito.
Rantés crede che questo bambino sia un genio.
L'ammira.
però allo stesso tempo soffre perché crede
che la condizione di vita in cui è, il genio si disperde.
Una volta mi chiese di prendermi cura di quel bambino fino al momento del viaggio.
Quando gli domandai di quale viaggio parlasse
mi disse soltanto: «Questo bimbo viaggerà».
Rantés può uscire.
Difatti sai che esce quando lo desidera.
Perché non è uscito con lei,
a passeggiare o a prendere qualcosa?
Non vuole.
Dice che ha molto da fare nell'ospedale.
Sta investigando in non so ché.
Ah, sí...
Mi sta rimproverando il fatto che non lo porti al cine
- o a un concerto, per esempio? - No, no.
Fa bene a continuare a visitarlo.
Bene, devo andare.
- L'accompagno da qualche parte? - No, la ringrazio.
Sai che mi piace molto camminare.
A presto, dottore.
Grazie per preoccuparsi di lui.
In settimana inviterò Rantés ad un concerto.
Le piacerebbe venire con noi?
[Contrabasso che suona "L'inno alla gioia" Ultimo movimento della Sinfonia n.º 9 di Beethoven]
[Orchestra che suona "L'inno alla gioia" Ultimo movimento della Sinfonia n.º 9 di Beethoven]
[L'orchestra continua a suonare "L'inno alla gioia" Ultimo movimento della Sinfonia n.º 9 di Beethoven]
[UN VERO CONCERTO DI MATTI]
[DEMENTE DIRIGE CONCERTO] Meraviglioso!
[EMULO DI PAGANINI FUGGITO DALL'OSPEDALE] Nella pagina degli spettacoli sarebbe stato perfetto.
Però no...
siamo finiti nella cronaca
ed io col ruolo dell'idiota.
«- Com'è fuggito il paziente? - Non è fuggito...
era andato ad ascoltare il concerto con un medico dell'ospedale».
Va bene, mi scusi...
ho commesso un errore.
Pensavo che...
che avrebbe fatto bene al paziente...
uscire un poco di qui.
Ama la musica!
Inoltre...
è inoffensivo.
Sí, vedo.
Per fortuna non l'è saltato in mente
di portarsi un minorato.
Anziché essere nella cronaca...
staremmo in prima pagina.
"Demente ordina attacco militare"
Questo è già successo.
E non credo fosse colpa di Rantés.
Dottor Denis...
quest'uomo è un paranoico delirante.
e lei lo tratta come se fosse solo un nevrotico.
Credo non debba ricordarle
che un uomo che persiste in questo livello di delirio
è potenzialmente pericoloso.
Oggi si crede un marziano...
domani sente delle voci ed ammazza qualcuno.
E lei lo mette a lavorare in Patologia...
lo porta ai concerti...
Chissà ha già deciso di sperimentare
nuove tecniche di cura.
Qui non curiamo nessuno, dottore.
Se lei ha smesso di credere nella sua professione
saprà quello che deve fare.
Io vengo tutti i giorni in quest'ospedale...
perché penso che...
nonostante le difficoltà,
sí, serviamo; sí, curiamo.
Anche se curiamo uno solo il nostro lavoro ha senso.
Su millecinquecento ammalati...
è una statistica piuttosto bassa!
Dottor Denis...
circa quello a cui si riferisce comprenderà che il tema è incerto.
In quanto al paziente non voglio più errori.
Iniezioni di Haloperidol e tutto il resto.
- Si deprimerà. - È l'unica maniera di
tirarlo fuori dal delirio e lei lo sa.
Sí, però senza delirio...
Rantés perderebbe l'unica cosa che lo trattiene.
Temo divenga catatonico.
Se diventa catatonico gli dia l'elettroshock!
Smetta di cazzeggiare, dottore!
Ha quindici anni di professione!
Così non può rimanere.
Ah, Dottore...
questo... Rantés...
ieri rimase tutto il tempo con lei?
Sí...
fino a quando lo tirai fuori dalla caserma e lo riportai indietro.
Gli altri degenti dicono che Rantés li guidò
nei disordini di ieri notte.
La sentenza era stata pronunciata
e stava per compiersi
Erano ordini
Dopotutto, in questa storia...
io ero soltanto Pilato.
Senza dubbio, quello che mi faceva sentire colpevole non era aver desiderato
che Rantés commettesse un qualche errore
quanto l'infimo spazio che in questo momento
occupavano nella mia mente le sue future disgrazie.
La Santa, come sua abitudine,
era scomparsa.
Promettendo, appena,
un incontro a breve.
Ah, dottore...
ero preoccupato...
non volevo comprometterla.
Le chiedo scusa per qualunque altro disturbo
che può capitarle per il mio comportamento di ieri.
- Non pensavo di fare del male. - Non l'ha fatto, stia tranquillo.
Come archiviano le informazioni lo capisco
Però, cosa li fa funzionare?
Cosa lo tiene in azione?
Cosa li fa sentire?
Starà qui quello che chiamate anima?
Rantés...
lei non ha fatto niente di male,
però s'è messo in evidenza.
È finito sui giornali...
abbiamo messo in ridicolo il direttore.
Ci sono torturatori che amano Beethoven...
vogliono bene ai propri figli...
vanno a messa.
L'uomo si permette ciò.
Al momento di ammazzare gli animali tuttavia sono più onesti.
Non è poi così grave. Nessuno parla di...
torturarla né di ucciderla...
Dovrò somministrarle dei farmaci, questo è tutto.
Il dottor Prieto m'ha detto che non posso più lavorare qui.
Per un po'
Dov'è quel pomeriggio nel quale sentì
per la prima volta l'amore di una donna?
Che traccia resta...
dei momenti di godimento, di dolore
che deve aver provato quest'uomo?
Rantés...
È possibile che dispiaccia anche a lui che lei non ci sarà.
Però non voglio che si preoccupi.
In fin dei conti tutto è per il suo bene.
E io non l'abbandonerò!
Ecco qua...
Einstein...
Bach...
il signor nessuno...
un pazzo...
un assassino...
Lei cosa pensa, dottore?
Questa cloaca porta al cielo o all'inferno?
I primi risutati non furono quelli attesi
Rantés sembrava persistire nel suo delirio
Soltanto io notai un cambiamento:
La sua posizione,
nella quale diceva di ricevere e trasmettere informazioni,
era mutata.
Anche se lui non lo ammetteva,
era evidente che quelle trasmissioni.
erano state influenzate.
I farmaci gli avevano danneggiato le antenne.
Sulla terra più di prima...
Rantés cominciò a dedicarsi a problemi reali.
Ciò, che a me sembrava un progresso,
provocò nuovi problemi.
Indignato per il pasto dell'ospedale,
Rantés assunse la rappresentanza di tutti i degenti
e comparve con un piatto affinché il direttore la provasse.
Il direttore non lo ricevette.
Rantés promise che non si sarebbe mosso di lì prima di essere stato ascoltato.
Il secondo giorno
decise di cambiar tattica
Apparve nella redazione di un giornale per fare una denuncia.
Registrarono la denuncia...
però Rantés disse che non si sarebbe mosso di lì
se il direttore dell'ospedale non avesse provato il pasto.
In questo nuovo ruolo...
non gli riuscì meglio di quello di direttore d'orchestra.
Eccolo lì l'imbecille...
chiedendo aiuto...
gridando con quei suoi gesti che lui rivendicava per gli altri.
Però, come aiutarlo?
Come penetrare il metallo di questo robot...
mosso da un marchingegno tanto fragile...
che aveva avuto bisogno di proteggersi...
dentro una corazza tanto resistente?
Ed io, a questo punto, cominciavo a sospettare
che mai avrei saputo il perché.
Dottore...
Dottore...
Perché mi abbandona?
Sí?
Dottore...
Rantés sta morendo.
Anch'io.
Voglio vederla.
No, non credo sia bene per nessuno di noi due.
Beatrice...
non mi prenda in giro per telefono.
Ho bisogno di vederla.
Perché l'ha abbandonato?
Non l'ho abbandonato.
Chissà era stato...
abbandonato già prima.
- Adesso proviamo a curarlo. - Perché non lo lasciate in pace?
Prima almeno era felice.
Si riprenderà.
So che non sarà facile, però...
Non scompaia di nuovo, Beatrice!
Rantés ha bisogno di me.
Ho più bisogno io di te.
Ti voglio.
So che avrò un prezzo da pagare.
Per aver fatto l'amore con me?
No...
per aver tradito.
Chi hai tradito?
Rantés.
- Hai fatto l'amore con Rantés? - No...
Non per questo.
Allora?
Non sono quella che lei pensa, dottore.
Sei incredibile. Abbiamo appena finito di far l'amore...
e continui a darmi del lei.
Io non penso niente, Beatrice.
So solo che da molto tempo non mi capita questo.
Cosa?
Sono felice.
Accada quel che accada?
Accada quel che accada.
Sono arrivata con Rantés.
Io...
sono uno di quegli agenti sbandati...
dei quali parlò lui...
corrotto dai tramonti...
da un qualche odore.
Non sto scherzando!
Va bene...
Ti ho mentito.
Non sono evangelista.
E neppure conobbi Rantés in un tempio.
Però è vero che lavoriamo con della gente in una villa.
Anche la storia del bimbo che Rantés vuole portar via è vera.
Ugualmente è vero che non possiamo sentire come voi...
tranne alcuni traditori...
come me.
Vattene!
Vattene! Pazza meledetta!
Vattene!
- Non ci abbandoni, per favore! - Ma cosa credete che sono...?
lo psichiatra più imbecille di Buenos Aires?
Lasciami!
Vattene!
- Julio non cacciarmi a quest'ora!
- Sparisci!
- Per favore! Per favore!
- Sparisci!
Anch'io t'avrei voluto bene.
Rantés...
È sua sorella?
In questa foto...
Voi avevate... quindici anni di meno?
Dieci?
Chi c'era nella parte tagliata della foto?
Mamma?
Papà?
Chi era papà?
Un alcolista?
Tutto si aggiusterà, Rantés...
però mi deve aiutare.
Questo era...
il giardino di casa sua?
Era grande casa sua?
Rantés...
ho bisogno di sapere chi è lei.
E Beatrice?
Chi è Beatrice?
Sua sorella?
È stata sua moglie?
Il 9 febbraio del 1985 era un sabato
io ero andato a pescare coi miei figli
Rantés toccò il fondo del pozzo.
Con i segni vitali debilitati all'estremo
il medico di guardia ordinò il trattamento abituale in questi casi:
elettroshock,
per trarre il paziente dallo stato catatonico.
Rantés non resse l'anestesia
ed ebbe un arresto cardiaco.
Quando tornai all'ospedale, il lunedì seguente,
il corpo di Rantés era già stato portato in facoltà.
Mi chiedevo...
se qualche studente...
qualche professore...
all'aprire quel corpo, avrebbe sospettato...
l'infinito mistero che aveva al suo interno.
I degenti non credettero alla morte di Rantés
dicevano che se n'era andato
però sarebbe tornato in un'astronave...
a cercarli.
Loro sarebbero rimasti lì
aspettando
Io mi sedetti ad aspettare lei
Se erano fratelli...
Dio era per me, a partire da quel momento,
un alcolista sconosciuto
che aveva avuto quei due figli.
Queste due facce di una stessa moneta.
Chissà, tutti siamo questo...
figli idioti o pazzi di un padre...
il quale, in qualche modo...
costava molto dimenticare.
Per porre domande o dare suggerimenti circa questi sottotitoli scrivere a: antartide1977@gmail.it
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